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Rassegna stampa Alcol e guida del 17 febbraio 2008

A cura di Alessansro Sbarbada e Roberto Argenta

TEATRONATURALE.IT

http://www.teatronaturale.it/articolo/4464.html
L’Oms vuole ridurre l’uso nocivo dell’alcol entro il 2010
L’Organizzazione mondiale della sanità invita i governi ad organizzare dei sistemi nazionali di sorveglianza del consumo d’alcool e delle sue conseguenze sanitarie e sociali

di T N
Riuniti a Ginevra, i trentaquattro Paesi membri del Consiglio esecutivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno redatto, sulla base di una relazione del Segretariato dell’Oms, una risoluzione che sarà sottoposta all’adozione della sessantunesima Assemblea mondiale della salute nel 2008.
Questa risoluzione incarica in particolare il Direttore generale dell’Oms:
- di presentare, alla sessantatreesima Assemblea mondiale della salute nel 2010, un progetto di strategia mondiale che mira a ridurre l’impiego nocivo dell’alcol,
- di fare in modo che il progetto di strategia mondiale si componga di una serie di misure proposte che si raccomanderebbe agli Stati di adottare a livello nazionale considerando le circostanze proprie di ogni paese,
- di tenere conto di tutti i dettagli dei processi in corso o emergenti a livello regionale, sotto regionale e nazionale come contributi essenziali alla strategia mondiale,
- di collaborare con gli Stati membri e con le organizzazioni intergovernative, i professionisti del settore sanitario, le organizzazioni non governative ed i soggetti economici e consultarli sui mezzi con i quali potrebbero contribuire a ridurre l’impiego nocivo dell’alcool.
Nel frattempo, l’Oms invita i governi ad organizzare dei sistemi nazionali di sorveglianza del consumo d’alcool, delle sue conseguenze sanitarie e sociali e delle misure politiche e a prevedere di rafforzare, dove sono necessarie, le azioni nazionali per ridurre i problemi causati dall’impiego nocivo dell’alcol.


JOINTOGETHER.ORG

http://www.jointogether.org/news/headlines/inthenews/2008/online-alcohol-ads-illegal.html
Online Alcohol Ads Illegal, French Court Rules
Siding with France’s National Association for the Prevention of Alcoholism and Addiction, a Paris court has ruled that alcohol ads on the Internet are illegal and ordered brewer Heineken to delete beer ads from its websites in France, the AFP reported Feb. 15.
The court ruled that the Internet ads violated a 1991 law that bans alcohol advertising on French television. The law only permits alcohol ads in print media, radio, and at the point of sale. Heineken had argued that the Internet was akin to the telephone and therefore not subject to the ban.
The court said the ads were illegal because they were not explicitly permitted under the law.

La pubblicità dell’alcol via Internet è illegale in Francia.
A sostegno di una denuncia dell’ANPAA (Associazione Nazionale per la Prevenzione dell’Alcolismo e delle Dipendenze) un tribunale francese ha stabilito che la pubblicità dell’alcol su Internet è illegale, ed ha obbligato la Heineken a cancellare i suoi inserti pubblicitari sulla birra da tutti i suoi siti internet in Francia (notizia AFP del 15/2).
Il tribunale ha sancito che la pubblicità su internet viola la legge del 1991 (Legge Evin) che proibisce la pubblicità degli alcolici in televisione. La legge permette la pubblicità sulla stampa, alla radio, e nei luoghi di distribuzione e vendita. La Heineken aveva sostenuto che Internet viaggia su segnali telefonici e quindi non è soggetto alla proibizione. Il tribunale ha invece deciso che la pubblicità su internet è illegale in quanto non rientra fra quelle pubblicità esplicitamente permesse dalla legge Evin.
Traduzione di Ennio Palmesino


LA SICILIA

Ucciso da un 30enne ubriaco 
L’investitore viaggiava a 120 km orari e ha rischiato il linciaggio. Indagini in Procura
La vittima, dipendente Amt, transitava per caso per quella strada, s’è fermato per aiutare un autista di bus che aveva avuto un lieve sinistro. Vivo per miracolo un altro collega

di Giovanna Quasimodo
C’è già un fascicolo alla Procura della repubblica per omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza nei confronti del portiere d’albergo catanese di 30 anni che l’altro ieri sera, con la sua Smart nera lanciata oltre i limiti della velocità consentita (pare andasse ad almeno 100 km orari), sull’asse dei servizi ha travolto e ucciso l’elettrauto dell’Amt Giuseppe Consoli, di 50 anni, di Misterbianco, mentre questo, con grande spirito di altruismo, stava dando una mano a un suo collega, conducente di bus, che aveva subito un piccolo incidente stradale. Roba di poco conto quel primo incidente (un’auto con la ruota «scoppia» si era schiantata a velocità moderata contro l’autobus): nessun ferito, ma c’era rischio per la sicurezza stradale dal momento che l’automezzo pesante si era dovuto fermare quasi al centro della carreggiata (in direzione Librino, all’altezza dell’Auchan). Il buon Giuseppe Consoli allora si è sbracciato; ha indossato diligentemente il giubbotto catarifrangente e si è munito di bandierina rossa, posizionandosi qualche decina di metri prima del bus per segnalare il pericolo agli automobilisti. Ovviamente aveva anche azionato il lampeggiatore della macchina di servizio. Quali altre precauzioni avrebbe dovuto prendere? Pochi metri più in là, stava facendo la stessa cosa un suo collega di lavoro, nonché cognato, Giuseppe Marzà. Poi è arrivata la minicar, come un missile micidiale, falciando in un sol colpo, spietatamente, la vita di un lavoratore e padre di famiglia che in quel momento oltretutto si stava prodigando per il prossimo. Giuseppe Marzà, fortuna sua, invece ha avuto il tempo di salvarsi in extremis, per spirito di autoconservazione, facendo un provvidenziale tuffo laterale che lo ha sottratto allo scempio. La Smart, dunque, ha preso in pieno Consoli e poi ha semidistrutto le carrozzerie di tre automobili in sosta, compresa la Fiat Panda dell’Amt. L’investitore è rimasto illeso, ma ha davvero rischiato il linciaggio da parte di un gruppo di famiglie di Librino che, dirette a casa, si erano fermate per constatare la gravità dell’incidente. Il portiere d’albergo è stato, diciamo così, «salvato» dagli stessi colleghi della vittima (i quali per fortuna non hanno perso le staffe) e dagli equipaggi di tre gazzelle di carabinieri, arrivate celermente sul posto dalla vicina caserma della compagnia di Fontanarossa. Il trentenne (che pare se la sia cavata solo con pochi pugni e calci) è stato poi «consegnato» alla polizia municipale, ma siccome dava l’impressione di essere in stato di choc è stato accompagnato a un pronto soccorso per una visita di controllo e lì si è scoperto ben presto che non era stralunato a causa del macello che aveva combinato, ma molto più miseramente perché era ubriaco fradicio. Infatti in ospedale gli è stato prelevato un campione di sangue dal quale è venuto fuori che il suo tasso alcolemico era del 2,2 per cento, vale a dire più di quattro volte superiore al limite dello 0,5 tollerato dalla legge.
Giuseppe Consoli, stimatissimo nell’ambiente di lavoro, in compagnia del cognato e di un altro collega, sarebbe dovuto rimanere in servizio fino alle 2 di notte; poco prima tutti e tre si erano recati in una vicina autorimessa dell’Amt per riparare un bus guasto.

“Padre esemplare e dipendente modello”
Ad andarsene sono sempre i migliori. Nel caso di Giuseppe Consoli non è una frase di circostanza, ma una reale constatazione di fatto. Michele Sineri, il presidente dell’Azienda municipale dei trasporti, conosceva perfettamente l’uomo («Io conosco tutti i dipendenti - dice – perché solo così si può instaurare con loro un rapporto umano») e di lui ricorda il grande attaccamento al lavoro e alla famiglia.
«Giuseppe Consoli - ha proseguito - lavorava in azienda da venticinque anni; era un marito e un padre esemplare per i suoi due ragazzi di 27 e 19 anni. L’altra sera non ha avuto esitazioni nel fermarsi e dare un mano al suo collega per fare viabilità, anche se non era affatto obbligato a farlo, dal momento che la sua specializzazione era quella di elettrauto. Era una persona ammirevole e oltretutto, rispetto all’azienda, nutriva un senso dell’appartenenza poco comune; insomma non era il classico dipendente pubblico che aspetta solo il 27 del mese facendo il minimo indispensabile; lui dava il massimo».
Per la famiglia di Consoli, in azienda, c’è già un gran fermento; la macchina della solidarietà per dare un sostegno alla moglie e ai figli (che vivevano dignitosamente solo con lo stipendio del capofamiglia); e anche il presidente Sineri sta cercando il modo di intervenire con un gesto forte e simbolico in segno anche di affetto e riconoscimento verso una persona che all’Amt ha dato tanto.
«Venerdì sera, quando ho saputo dell’incidente, - ha aggiunto Michele Sineri - mi sono precitato sul posto.

Non scorderò mai la visione di quel povero corpo senza vita sull’asfalto. Consoli era un ragazzone altro quasi un metro e novanta, forte e pieno di vita e vederlo lì, ridotto in quel modo, è stato pietoso». «Un’altra cosa che mi ha colpito profondamente - ha concluso - è stato l’atteggiamento della signora Consoli e dei due ragazzi, i quali, pur straziati dal dolore, sono rimasti composti, in disparte. In silenzio». I funerali di Giuseppe Consoli dovrebbero svolgersi a Misterbianco (la città in cui risiedeva) lunedì pomeriggio, ma la data non è ancora certa dal momento che la Procura della repubblica, per fini investigativi, potrebbe disporre l’autopsia. Solo quando la salma sarà restituita alla famiglia si potrà decidere una data certa.


IL GAZZETTINO (Venezia)

PROMOZIONE  
In 17 mila hanno assaggiato i vini e i prodotti tipici del Veneto.
Successo per l’iniziativa all’aeroporto Marco Polo 

E’ stata un’esperienza di grande successo l’ area del buon gusto ospitata all’interno dell’aeroporto Marco Polo di Tessera. Uno spazio dove, a partire dal vino, sono state messe in mostra le tipicità agroalimentari veneziane. L’idea è stata concretizzata nell’ambito di un progetto Interreg di cooperazione transfrontaliera con la Slovenia cofinanziato dall’Unione Europea e che ha visto la collaborazione tra la società Venezia Wine Forum, Venezia Opportunità, la Regione Veneto e l’Assessorato alle Attività Produttive e all’Agricoltura della Provincia di Venezia. Per otto mesi nell’area del buon gusto, un sommelier professionista ha guidato i viaggiatori in degustazioni gratuite alla scoperta ed alla conoscenza dei vini di qualità che si producono in provincia di Venezia e degli altri prodotti tipici, dal formaggio Montasio ai vari radicchi al carciofo di Sant’Erasmo. Sono state oltre 17 mila le degustazioni offerte. Sono convinto ha detto l’Assessore provinciale Giuseppe Scaboro che questa sia stata una esperienza importante e che meriti di essere riproposta. Anche perché abbiamo appurato che c’è poca conoscenza, nel mondo, dei vini di Lison Pramaggiore e di quelli della Riviera del Brenta. Iniziative di questo tipo potrebbero davvero far fare a queste produzioni un balzo in avanti nella commercializzazione. Al tempo stesso dobbiamo continuare a lavorare perché la qualità si innalzi ulteriormente e per questo è necessario soprattutto investire nella ricerca enologica. Sul piano della promozione, l’esperienza di collegare questi vini a prodotti dell’area veneziana già famosi nel mondo dal vetro artistico di Murano alle ceramiche veneziane, dalla preziosa arte degli indoratori’, alle calzature della Riviera del Brenta, può essere considerata positiva.


IL GIORNALE

Al volante ubriaco causa l’incidente: muore un 26enne
Un morto e un ferito sono il bilancio di un grave incidente stradale che si è verificato la scorsa notte all’incrocio tra via Inganni e via Lorenteggio. Due auto, intorno alle 4.30, con i semafori ancora lampeggianti, si sono scontrate. Uno dei due conducenti, ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Humanitas, è morto. L’altro, trasportato al S.Paolo, è in condizioni meno gravi. La vittima si chiamava Walter C., aveva 26 anni e abitava a Trezzano sul Naviglio. L’auto su cui viaggiava, una Seat Ibiza, stava percorrendo via Lorenteggio verso la periferia - probabilmente il 26enne stava rientrando a casa - ed è stata urtata da una Twingo guidata da un peruviano di 20 anni, Renato G., che proveniva da via Inganni e che avrebbe dovuto dare la precedenza. L’extracomunitario, ricoverato in ospedale, è risultato positivo all’alcol test con valori quattro volte superiori rispetto al limite massimo consentito. L’immigrato è ora indagato per omicidio colposo.


MILANO.CRONACAQUI.IT

Ucciso da un peruviano ubriaco
Mortale in via Lorenteggio La vittima è di Trezzano

TREZZANO SUL NAVIGLIO - Abita a Trezzano il giovane che giovedì notte ha perso la vita in un incidente stradale all’incrocio fra via Lorenteggio e via Inganni. Inutile il trasporto all’Humanitas di Rozzano. Il 27enne, che viveva con la madre e il fratello di 20 anni in via Cavour, è deceduto a poche ore dall’arrivo in ospedale, attorno alle 6 del mattino. A causare l’incidente, secondo i primi rilievi, sarebbe stato un cittadino extracomunitario di origine peruviana, che avrebbe impegnato l’incrocio ad alta velocità. I semafori erano lampeggianti. E mentre a Milano il consigliere Marco Osnato sta preparando un’interrogazione da presentare durante la prima riunione della massima assise meneghina , a Trezzano sul Naviglio è Andrea Pasini (Alleanza Nazionale) a richiedere una reazione della politica all’ennesima vittima dovuta all’eccessiva assunzione di alcolici. "La gente sta perdendo la fiducia nello Stato. Non è possibile - evidenzia il consigliere trezzanese - che ragazzi così giovani continuino a morire sulle nostre strade per colpa di extracomunitari (*) che si mettono al volante ubriachi e rimangono poi praticamente impuniti". "Il rischio - prosegue il consigliere - è che i parenti delle vittime si facciano giustizia da soli. La politica deve dare finalmente dei segnali. Non può rimanere insensibile a tutte queste stragi. Giusto controllare i giovani fuori dalle discoteche. Ma ora si inaspriscano le leggi anche per chi uccide da ubriaco al volante di un’auto".
(*) Nota: oggi in rassegna riportiamo due diversi incidenti mortali provocati da guidatori ubriachi, un italiano e un peruviano. La nazionalità dell’ubriaco non cambia il dolore delle famiglie distrutte da questi eventi.


LA SICILIA

gli agenti non effettuarono i test previsti 
Ubriachezza non verificata: prosciolto 

Si era messo alla guida della sua auto nonostante avesse alzato un po’ il gomito, per questo motivo si è beccato una denuncia per guida in stato di ebbrezza. Adesso è arrivata la sentenza. Presso l’aula penale della sede distaccata di Canicattì del tribunale di Agrigento, il giudice onorario Vincenzo Ricotta ha assolto l’imputato, L.C. di Canicattì, per non aver commesso il fatto. L’uomo, l’estate scorsa, è stato fermato da una volante del locale commissariato mentre, a bordo della sua auto, percorreva le vie del centro. Gli agenti, durante le operazioni di riconoscimento, hanno subito notato che l’imputato presentava segni di ubriachezza probabilmente a causa di un consumo eccessivo di sostanze alcoliche. L’uomo, dopo aver fornito le sue generalità, avrebbe mostrato difficoltà nella deambulazione e un linguaggio sconnesso. Gli agenti della polizia di stato, dopo aver accertato evidenti difficoltà di equilibrio, lo hanno denunciato per guida in stato di ebbrezza. All’uomo inoltre, è stata ritirata la patente. L’avvocato di fiducia, nell’arringa conclusiva, ha avanzato la richiesta di assoluzione con formula piena facendo leva sul fatto che all’imputato non sarebbero stati eseguiti i test mirati ad accertare l’eccesso di sostanze alcoliche. Il giudice Ricotta, dopo una breve camera di consiglio, ha accolto le richieste della difesa assolvendo l’imputato perché il fatto non sussiste. (*)
D.D.
(*) Nota: non entro nel merito della sentenza, che mi auguro venga impugnata.
Quello che desidero sottolineare è che, a fronte dell’altissima incidenza dell’alcol nei sinistri stradali in Italia, la nostra clamorosa carenza di etilometri appare indegna di un paese civile.
Ogni pattuglia deve esserne sempre fornita.
Questa è una scelta politica, che dobbiamo sollecitare con forza ad ogni occasione ci capiti di avere a che fare con chi ci amministra.


L’ARENA di Verona

INIZIATIVE. Tavola rotonda tra esperti e polizia municipale
I sommelier: «No all’abuso di alcol»
Fanno conoscere la qualità del vino per consumarlo solo a piccole dosi
Appello ai giovani «Evitate gli intrugli alcolici e imparate a conoscere le nostre tradizioni»
In alto i calici. I sommelier scendono in campo nella prevenzione contro l’abuso di alcol e si confrontano con i tutori dell’ordine: il consumo sregolato di alcolici è dannoso. Quella che va promossa è la cultura del bere poco e bene. Mentre la Gran Guardia ospitava le blasonate etichette di Veneto, Trentino e Alto Adige, premiate dalla Guida Duemilavini, i sommelier dell’Ais Veneto hanno invitato il comandante della polizia locale, Luigi Altamura, a intervenire alla tavola rotonda dal titolo evocativo «Contro l’abuso di alcol: cultura del bere o proibizionismo», a cui hanno partecipato Roberto Castagner, presidente dell’Accademia della Grappa e delle Acquaviti, e il dottor Emilio Cipriani del dipartimento di prevenzione dell’Ulss 22. (*)
«È caduto un tabù», ha commentato Altamura. «È difficile che un’associazione di sommelier chiami un tutore dell’ordine a parlare dei rischi dell’abuso di alcol».
Eppure è successo, e proprio nella provincia che è il vero serbatoio doc del Veneto: a Verona fa capo il 62% del totale del vino Doc-Docg prodotto in regione e il 32% di tutta la produzione regionale.
«I sommelier sono i primi ad insegnare a bere con moderazione», dice il presidente dell’Ais Veneto, Dino Marchi. «In questi anni ci siamo occupati, sempre più spesso, di educazione al bere, con particolare attenzione ai giovani». E proprio a questo ruolo di formatori di una cultura del vino, ha fatto riferimento Altamura nel lanciare il suo messaggio. «Voi», ha detto riferendosi ai degustatori professionisti, «potete essere un aiuto alla polizia stradale nel contribuire alla diffusione di una cultura alimentare del vino».
Sapere che vino si sta bevendo, il suo tasso alcolico e soprattutto le risposte fisiche ai tassi di alcolemia, sono un buon inizio per combattere i consumi sregolati che, in percentuale preoccupante, si traducono in incidenti stradali con gravissime conseguenze.
Il vino, ha aggiunto il presidente nazionale Ais, Terenzio Medri, «non ha nulla a che vedere con gli intrugli di super alcolici che sembrano andare per la maggiore tra i giovani
. È un prodotto che ha una sua storia, una sua cultura, un suo equilibrio. Ed è quello che cerchiamo di trasmettere ai ragazzi che si avvicinano con passione a questo lavoro». Da semplici «servitori» del nettare di Bacco, in quarant’anni i sommelier hanno conquistato terreno. Si sono preparati (in quattro anni gli iscritti ai corsi di specializzazione sono aumentati del 360%), hanno creato una cultura del vino e sono diventati interlocutori autorevoli e stimati. «Nelle bottiglie», ha concluso Medri, «noi vediamo soprattutto molta qualità e un prodotto che è il vanto del nostro paese».
S.B.
(*) Nota: la cultura del bere e il proibizionismo sono due risposte che la storia ha dimostrato essere entrambe perdenti. Promuovere il bere per combattere i problemi alcol correlati è una sciocchezza. Il vino da solo provoca in Italia più problemi alcol correlati di tutte le altre bevande alcoliche messe insieme.


ASAPS.IT

Foggia “E’ meglio perdere un minuto per la vita e non perdere la vita in un minuto”, iniziativa sulla sicurezza stradale rivolta alle scuole e organizzata dalla Polizia Stradale
(ASAPS), 16 febbraio 2008 – La Polizia Stradale va a scuola e insegna i principi della sicurezza stradale. Una serie di incontri tenuti nella scuola medie della provincia, che ha avuto come filo conduttore lo slogan “E’ meglio perdere un minuto per la vita e non perdere la vita in un minuto”. Il tema del progetto, che si è concluso qualche giorno fa, era “L’utilizzo del veicolo su strada”, che si tratti di una bicicletta o di un’autovettura. Durante l’appuntamento finale, tenutosi nell’aula magna della caserma “Miale”, il dirigente della Polstrada, Rossano Casto e l’Ispettore Capo Gaetano Francolino, hanno spiegato ai 250 studenti presenti, i rischi in cui possono incorrere quando non rispettano le norme e i segnali del Codice della Strada. Nell’ambito di questo progetto itinerante gli agenti della Polizia Stradale hanno affrontato diverse tematiche: dalla guida del motorino, al corretto trasporto dei bambini in auto, dall’uso delle cinture di sicurezza sino all’importanza di avere in auto un giubbino catarifrangente. Obiettivo dell’iniziativa è che il pubblico giovane diventi a sua volta portavoce in famiglia dell’importanza del rispettare le norme del CdS quando si viaggia in strada. Al termine dell’ultimo incontro, gli studenti hanno potuto vedere da vicino alcune autovetture e motocicli di servizio e la strumentazione in dotazione ai “Centauri”, (autovelox, etilometri e telelaser). (ASAPS)


IL GAZZETTINO (Rovigo)

Al Ridotto esaminate le prospettive dell’assistenza sanitaria 
«Gestire le risorse»

Si è parlato di sanità nel ridotto del Teatro Sociale, durante la serata organizzata dalla Lista Albertino Stocco e dal Movimento Veneto per il Ppe. Titolo dell’incontro "Sanità e sociale nel territorio: realtà e prospettive".«Puntiamo a parlare del benessere sociale della città e dei suoi abitanti - ha specificato Stocco - lo scorso giugno infatti avevamo già organizzato l’appuntamento "La città dell’uomo", proprio per scandagliare che prospettive di miglioramento di vita sono concretamente sul piatto. In qualche maniera l’incontro di giugno è stato propedeutico a questo sulla sanità, precisamente per tre motivi. Anzitutto si pone un accento sulle problematiche socio - sanitarie e su come la politica dovrebbe affrontarle, poi sul ruolo della conferenza dei sindaci dell’Ulss 18 e sulle prospettive future dell’azienda sanitaria locale». Dopo di lui ha preso la parola l’assessore provinciale ai servizi sociali Tiziana Virgili, che ha illustrato le varie competenze del suo assessorato: «Dobbiamo conoscere la realtà per sapere dove intervenire con maggior efficacia. Per essendo infatti la nostra una provincia piccola, credo che comunque non siamo esenti dalle problematiche che attanagliano tutta l’Italia. Basti pensare che l’ultimo report del 2006 vede Rovigo al primo posto per consumo di sostanze alcoliche e i ragazzi iniziano a bere a 12 anni. Ecco perché è indispensabile che anche la Provincia intervenga sul territorio, con un occhio di riguardo al volontariato che tanto aiuta le istituzioni». Dopo l’intervento di Oscar Tosini, presidente della conferenza dei sindaci dell’Ulss 18, che ha illustrato i compiti preposti all’ente da lui presieduto e le varie iniziative in itinere, ha chiuso la serata l’intervento di Adriano Marcolongo, direttore generale dell’Ulss 18. «Abbiamo dei buoni servizi sanitari - ha specificato - questi però sono risposte ai bisogni già emersi. Quello che dobbiamo anche approfondire è l’azione dei servizi in merito alla prevenzione, difendendo il benessere di tutti i cittadini. E qui sono coinvolte tutte le istituzioni con l’Ulss, che devono non tanto gestire le risorse, ma gestire le responsabilità individuali in ogni settore».
M.B.E.


CANALI.LIBERO.IT

Lecco/ Squadra di rugby giovanile devasta il centro
Venerdí 15.02.2008 10:24
Un gruppo di giocatori delle giovanili del ’Newcastle Stafs rufc’, squadra di rugby di Newcastle-under-Lyme, cittadina inglese di 120 mila abitanti ha dato vita dopo una partita a danneggiamenti nei confronti di una decina di auto parcheggiate e schiamazzi per le vie del centro cittadino di Lecco. Fermati da una volante della Polizia, hanno ammesso le responsabilità e sono stati denunciati a piede libero. Il tutto poco prima della mezzanotte scorsa. La squadra aveva giocato nel Milanese nell’ambito di una serie di incontri under-19 fra le province di Milano e Varese.
Poi è tornata all’Hotel Nuovo di Garlate (Lecco) dove soggiornava. Non tutti sono andati a dormire: 11 giocatori hanno deciso di passare l’ultima serata prima di ripartire alla volta della madrepatria, in maniera decisamente più ’goliardica’, raggiungendo Lecco. Qui 8 minorenni e 3 maggiorenni, hanno compiuto un vero e proprio tour tra bar e pub, assumendo di volta in volta abbondanti quantità di alcoolici. Un percorso costellato da danneggiamenti e atti vandalici. Una decina le auto parcheggiate prese di mira. Diversi cassonetti della spazzatura rovesciati a terra.
Nel parcheggio del supermercato Esselunga, hanno divelte le catene dei carrelli della spesa e si sono sfidati in rocambolesche scorribande e gare su di essi, lungo lo scivolo che conduce ai parcheggi interrati. A quel punto gli atleti, individuati da una pattuglia della Squadra Volanti sono stati bloccati. Successivamente accompagnati in taxi presso l’albergo e affidati ai loro responsabili. Dispiaciuti per quanto accaduto, il ’coach’ e i gli atleti si sono detti disponibili a risarcire i danni. Denunciati a piede libero per danneggiamenti aggravati in concorso, i rugbisti sono tornati oggi in Inghilterra.


IL TIRRENO

Dati allarmanti. Le Comunità montane: disagio in forte aumento, bisogna intervenire 
Aria buona? Mica tanto... 
Quel record di suicidi e alcol nei paesi-cartolina 
In crescita anche le violenze familiari. I giovani se ne vanno, gli anziani soffrono: frutti di un isolamento dorato ma pesante 

MARIO LANCISI 
FIRENZE. Storia numero uno. A Casteldel piano un anziano agricoltore imbraccia il fucile da caccia e spara alla moglie inferma, poi si ammazza. Storia numero due. Un giovane ventenne decide di impiccarsi con il guinzaglio del suo cane.
Storia numero tre, dall’Amiata alla montagna pistoiese, per la precisione a Maresca, dove un’anziana donna viene trovata morta nel suo letto con le vene delle gambe e delle braccia tagliate.
Paradossi toscani. Tre storie di suicidi. Da alta quota, montagne toscane. Che fanno riflettere perché, rivelano le statistiche, i suicidi sono più numerosi nei paesi e nei borghi montani, anzichè in città. «Sapete dove si riscontra la vita media più alta della regione? Nell’infernale triangolo Firenze-Prato-Sesto. Sapete dove si riscontra il numero più alto di suicidi? Nelle splendide campagne del Senese. Le città metropolitane garantiscono una speranza di vita più alta. Il fatto è che il lavoro, le relazioni sociali, le possibilità di frequentare gli altri, di scambiare idee, di avere opportunità di conoscenza, momenti di incontro, cultura e di amicizia fanno aumentare la nostra voglia di vita. La vita chiama la vita. Ecco perché nelle località amene (Mugello, Lunigiana, Garfagnana, ad esempio) ma isolate, la vita dura meno», sostiene lo studioso pisano Roberto Volpi, autore di uno studio demografico, La fine della famiglia, edito da Mondadori.
Amiata, record di suicidi. I dati supportano le affermazioni di Volpi. Infatti è stato calcolato che nel periodo 1988-2002 (ma nel frattempo - dicono gli esperti - la situazione è rimasta eguale, o addirittura peggiorata), in Toscana si sono registrati quasi cinquemila (4.764 per la precisione) casi di suicidio con un tasso di mortalità pari al 6,8 ogni 100mila abitanti. Tra le Asl toscane le massime incidenze sono state registrate a Siena con un tasso di mortalità di 9 ogni 100mila abitanti e Grosseto con 8. Per i maschi l’area critica è l’Amiata Senese.
Colpiti over 65 anni. L’analisi a livello di Comuni evidenzia come i rischi di suicidi più importanti nei maschi risultano concentrati nelle aree meridionali interne delle Toscana, dalla Val di Cecina alle colline Metallifere fino all’Amiata. «L’incidenza del suicidio aumenta in entrambi i sessi con l’età, a partire soprattutto dai 65 anni, fino a raggiungere valori molto elevati nei maschi oltre 75 anni. L’andamento stagionale mostra una crescita dei suicidi che inizia a gennaio e culmina in primavera e dura fino a maggio-giugno, per poi diminuire fino a dicembre. Questo andamento fa pensare a quello dei disturbi dell’umore», sostiene uno studio dell’Uncem, l’unione delle Comunità montane.
Nel mirino alcol e violenze. Sfogliando questi dati, Oreste Giurlani, presidente dell’Uncem, ha deciso di costituire un gruppo di lavoro che si occuperà a livello regionale di studiare il fenomeno dei suicidi, dell’alcolismo e della violenza contro le donne in tre comunità montane: le Colline Metallifere, l’Amiata grossetana e il Casentino. L’indagine, che dovrà essere realizzata entro il 2009, costerà 350mila euro.
«Vogliamo capire le ragioni di questo profondo disagio che porta all’alcolismo, all’eccesso di mortalità per suicidio e alla violenza contro donne e bambini. Si tratta di tre aspetti che in qualche misura si intrecciano tra di loro ed evidenziano situazioni di marginalità sulle quali intendiamo intervenire. Lo scopo infatti è quello di giungere ad una diminuzione di almeno il 10% di questi fenomeni».
Le possibili cause. L’originalità dell’indagine sta nel fatto che il Casentino presenta dati in linea con la media regionale al contrario delle altre due comunità montane. Quindi non è questione legata all’altura, ma ad altri fenomeni su cui indagherà la ricerca. Tra le ipotesi di lavoro c’è sicuramente quella dell’isolamento, della mancanza di relazioni sociali, come sottolinea Galileo Guidi, responsabile dei servizi psichiatrici della Regione, ma anche dello sviluppo economico e sociale.
Luciano Fedeli e Giovanni Cutolo della società della salute delle Colline Metallifere sottolineano anche il fatto che «la maggior parte di queste persone non riescono a mettersi in contatto con i servizi sanitari». Una ricerca di qualche anno fa ha rilevato che solo il 15% delle persone suicidate si era rivolto ai servizi psichiatrici della Asl. Gli altri si rivelano incapaci di chiedere aiuto. Ora toccherà alle Asl farsi avanti per andare alla ricerca di vite sull’orlo del crepaccio.


TRENTINO

Primiero. L’incontro
Una battaglia su tre fronti alle dipendenze

RAFFAELE BONACCORSO
PRIMIERO. Continuano gli incontri del gruppo “adulti significativi” promossi dal Tavolo tossicodipendenze del Comprensorio di Primiero. Nell’ultimo incontro era di scena il mondo imprenditoriale (artigiani ed industriali). Come le precedenti occasioni si è sviluppato un interessante dibattito coordinato dal dottor Marcolini, medico del Sert di Trento. Le esperienze ed i suggerimenti dei presenti, assieme ai questionari dagli stessi compilati, saranno uniti a quanto emerso nei precedenti incontri con amministratori, personale sanitario, operatori turistici degli alberghi e dei pubblici esercizi, dirigenti ed allenatori sportivi. Agli stessi poi si aggiungeranno analoghi referti dei due gruppi di “adulti significativi” (operatori delle attività di servizio, addetti al volontariato), i cui incontri si svolgeranno, rispettivamente, sabato 23 febbraio e sabato 1 marzo.
Nel frattempo si è nuovamente riunito il Tavolo di lavoro per le tossicodipendenze per una valutazione del lavoro sin qui fatto con i vari gruppi di adulti significativi già consultati e per fare il punto sulle iniziative future. È così emersa la volontà di procedere su vari fronti. Il primo riguarda la pubblicazione ed invio ad ogni famiglia di un “quaderno” che, in forma agile e semplice, illustri il problema delle tossicodipendenze e delle sue varie articolazioni, sul territorio del Comprensorio di Primiero e che inoltre faccia sintesi dei questionari raccolti fra i gruppi di adulti significativi consultati e indichi concrete misure e per alleviare il fenomeno delle tossicodipendenze. Verrà poi organizzato un Convegno in autunno con il quale discutere con la popolazione dei problemi delle tossicodipendenze. Un altro obiettivo poi sarà far evolvere il Tavolo delle tossicodipendenze in “Osservatorio permanente territoriale” con il quale monitorare le tossicità, siano da alcool o da altre sostanze, e organizzare un “Gruppo genitoriale di auto-mutuo aiuto”, aperto ai genitori sia con problemi che senza e volto a dare opportuna consulenza alle famiglie, soprattutto a quelle che hanno figli in età giovanile.


TRENTINO

Birra a quattro cilindri
Il motoclub Pippo Zanini riapre il 2 marzo

ROVERETO. Per donare al “suo” motoclub un pezzo davvero unico, il presidente Franco Miorandi ha sacrificato una delle sue storiche moto. Nel dettaglio, un Honda Cbr 650 di cui è stato asportato il motore, destinato a diventare una singolare spina per la birra. Il lavoro è stato affidato a Alberto Trinco, meccanico Moto Guzzi. «Solo lui poteva realizzare un’opera simile» commenta Miorandi illustrando il “pezzo”: ora il motore della sua Honda Four scintilla sul bancone del bar del motoclub Pippo Zanini e dai carburatori esce la birra. (*) Che però i soci non possono ancora assaggiare. Come molti ricorderanno infatti, la sede del motoclub ha dovuto iniziare lo scorso anno una lunga pratica finalizzata ad ottenere i permessi per la mescita di alcolici, sia pure ai soci. Ora, spiega Miorandi, «siamo in dirittura d’arrivo. Abbiamo ottenuto l’agibilità, stiamo aspettando che la sede venga accatastata con tutti gli aggiornamenti. Figurarsi, era stata registrata come appartamento nel 1953. Da allora nessun cambio di destinazione, nonostante in seguito abbia ospitato due differenti negozi». Miorandi è certo, entro fine mese il club riaprirà. Lui ha già fissato la data di inaugurazione: sabato 2 marzo.
(*) Nota: ieri abbiamo criticato il messaggio culturale che porta chi associa alcol e auto. Naturalmente questo vale anche per le moto.


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© asaps.it
Lunedì, 18 Febbraio 2008
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