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Notizie brevi 20/02/2008

I ragazzi dell’ITC di Albinea propongono una petizione per gli omicidi della strada: l’Asaps la sottoscrive in pieno e la sostiene
Diamo una mano a questi studenti che chiedono una vera giustizia


Foto Blaco

(ASAPS) FORLÌ, 7 febbraio 2008 – Non capita tutti i giorni poter parlare ai ragazzi. O meglio: non capita tutti i giorni di saper usare il loro linguaggio ed è cosa assai più rara ottenere la loro attenzione. Figuriamoci quando si riesca ad avere anche la “condivisione”. Ed è ciò che accade ad Albinia, cittadina della riviera tirrenica in provincia di Grosseto, sponda storica della Maremma toscana, dove l’insegnante di diritto di una V classe dell’ITC, sezione A, Gianna Pacini, si è sentita rivolgere una domanda che da sola è la piena dimostrazione di quanto nel centro abbia saputo colpire. “Prof, ma se verrà accertato che chi ha ucciso Michele guidava in stato di ebbrezza, quale sarà la pena comminata?”. L’insegnante ha fatto centro, ma la nostra società non ha risposte da dare, nel senso che dire ai ragazzi che l’ubriaco uccisore di un bambino di 12 anni che se ne andava tranquillo con la sua bici, non farà nemmeno un giorno di prigione e che se la caverà con una sanzione che sa tanto di rimprovero e basta, significa annunciare loro che la società nella quale si preparano a convivere come persone adulte, è in realtà una jungla, dove l’importante è sopravvivere. E, soprattutto, che l’eclissi permanente di luce che produce un costante cono d’ombra tra dolo e colpa, una specie di grigio e durevole indulto su cui si è mosso l’uccisore, è terra di nessuno.
Tu uccidi, la Giustizia lo sa, ma non ti punisce.
L’insegnante ha capito che è giunto il momento di far entrare i suoi alunni bisognosi di certezze, visto che le risposte possibili sono oggi indecenti per una società civile, in una comunità nella quale possono fare la differenza e della quale possono decidere il futuro.
Possono trasformare la morte di Michele, 12 anni, nipote del custode della scuola, in un’occasione di vita offerta alle future vittime della strada: bambini, adulti, vecchi ed anche loro stessi, che camminano ogni giorno verso un destino ignoto.
Tornerò a casa stasera?
Ed ecco l’idea di una petizione, per chiedere che quella contraddizione giuridica ed umana, “ingiustificabile”, venga finalmente risolta.
Diamo una mano a questi ragazzi che chiedono giustizia. Noi firmiamo. (ASAPS)


“SE LA VITA E’ DAVVERO UN DIRITTO INDISPONIBILE GLI OMICIDI CAUSATI DA CHI GUIDA SOTTO L’ EFFETTO DI SOSTANZA ALCOLICHE O STUPEFACENTI NON POSSONO ESSERE CONFIGURATI QUALI OMOCIDI COLPOSI”.

“ Prof, ma se verrà accertato che chi ha ucciso Michele guidava in stato di ebbrezza , quale sarà la pena comminata?”
E’ questo l’ inquietante interrogativo che i ragazzi della V A I.T.C. di Albinia hanno posto alla loro Prof. di diritto all’ indomani della tragica morte di Michele, un meraviglioso bambino di 12 anni nipote del bidello della scuola investito da una autovettura mentre, con la sua bici, si recava da un suo amichetto di scuola.
La risposta all’ interrogativo ha aggiunto rabbia e incredulità al loro sgomento: “ Nel nostro ordinamento chi coscientemente si pone alla guida di un’ autovettura in stato di ebbrezza o alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti o alcoliche non viene quasi mai accusato di aver voluto la morte della vittima né di aver voluto il fatto da cui tale morte è derivata.La pena comminata è quindi molto più lieve di quella applicata a chi volontariamente cagiona la morte di un altro uomo configurandosi il fatto come omicidio colposo e non doloso.”.
L’ interrogativo successivo è stato più inquietante del primo: “Ma tutto ciò è compatibile con il principio della indisponibilità della vita? In nome di tale principio nel nostro ordinamento si configurano dolosi l’ omicidio del consenziente e l’ eutanasia (morte dolce) e allora perché non dovrebbero essere considerati dolosi gli omicidi di chi uccide un uomo dopo essersi volontariamente posto in stato di incoscienza tale da non poter evitare la morte di una persona che voleva vivere?
La gravità di tale contraddizione giuridica e umana è ingiustificabile.
Da tali considerazioni è nata, quindi, l’idea di predisporre una petizione volta a far riflettere su questo inquietante problema chi dovrebbe interpretare le esigenze della società civile e trovare soluzioni idonee a rendere concreto il diritto alla vita.
Una petizione nata dalla disperazione, dalla rabbia ma anche dalla speranza che le cose possono cambiare se chi di dovere avrà il coraggio e l’ umiltà di ascoltare.
Non deludiamo le speranze di coloro che saranno gli adulti di domani e che saranno persone migliori di noi se solo oggi noi sapremo capire e realizzare il loro bisogno di amore e giustizia.

Gianna Pacini

La petizione è scaricabile tramite i link sottostanti.

Per le adesioni, è necessario stampare, firmare la petizione e inviarla per posta ordinaria al seguente indirizzo:
Istituto Tecnico Commerciale "G. Da Verrazzano" Via Della Pace, snc - 58010 - Albinia (GR)

Scarica petizione "Omicidi Colposi" formato .zip

Scarica petizione "Omicidi Colposi" formato .doc


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Mercoledì, 20 Febbraio 2008
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