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Notizie brevi 04/02/2008

L’ennesimo “tranquillo weekend di paura”
Tra le vittime di leggerezze e trasgressioni, bambini, extracomunitari e perfino gli ubriachi. Pirati, alcol e velocità chiudono il cerchio di sangue

(Asaps) FORLI’, 4 febbraio 2008 – Il fine settimana appena concluso riporta in alto la soglia d’allarme: non tanto per i numero del bollettino, che saranno resi noti nei prossimi giorni dal ministero dell’Interno, ma soprattutto per la cruenza di alcuni episodi registrati sulle strade italiane, in danno di bambini e cittadini stranieri. Uno dei più gravi è senz’altro quello avvenuto ieri mattina (3 febbraio) sulla strada delle Dolomiti, tra Canazei e Campitello di Fassa, dove il SUV su cui viaggiavano 5 giovani bolognesi è sbandato in prossimità di una curva proprio mentre sopraggiungeva un pullman di linea, diretto in senso contrario. Per due di loro, un ragazzo di 20 anni ed una ragazza di 19, non c‘è stato niente da fare, mentre i loro compagni sono rimasti lievemente feriti. Sempre ieri mattina un cittadino polacco ha perso la vita in un terribile incidente avvenuto lungo l’Adriatica a Porto Recanati (Macerata). Pluta Waldemar, questo il nome della vittima di soli 35 anni, era alla guida della propria auto, scontratasi frontalmente con una vettura a bordo della quale si trovavano quattro persone, rimaste ferite in modo lieve. La Polizia Stradale sta cercando di ricostruire la dinamica dell’evento. Il fine settimana sarà però ricordato per il terribile tributo di sangue pagato dai bambini: a Mottola (Taranto), un bambino di 8 anni è morto nella serata di sabato (2 febbraio) in un incidente avvenuto periferia della cittadina, mentre con la mamma e la sorellina andava a vedere la sfilata di carri di carnevale di Massafra. L’auto su cui viaggiava, condotta dalla madre – moglie di un consigliere comunale di Mottola – è uscita di strada in una curva: nell’impatto il piccolo è stato proiettato fuori dall’abitacolo, presumibilmente perché non assicurato al seggiolino, riportando gravissime lesioni. Nonostante i soccorsi, è morto durante il trasporto in ospedale, mentre la mamma e la sorellina sono rimaste praticamente illese. Le indagini sull’accaduto sono state affidate alla Polizia Municipale del paese. Anche a Palermo un bambino di 12 anni ha pagato duramente le conseguenze, stavolta per la tragica caduta da una moto su cui viaggiavano il padre e la sorella di 10 anni, entrambi ricoverati in prognosi riservata: lo scooter è finito a terra in via Martin Luther King – sulle cause toccherà ai Carabinieri cercare un perché – e dopo una spaventosa carambola il ragazzino è finito contro un palo, restando decapitato. Se le dinamiche di questi due impatti venissero confermate, si tratterebbe di morti dovute certamente a tragiche fatalità, ma favorite dalla leggerezza con cui tutti noi, troppo spesso affrontiamo la strada. È invece fortunatamente finita con tanta, tantissima paura, ma con poche conseguenze fisiche un altro spaventoso incidente, avvenuto sempre sabato – poco dopo le 22 – a Cervaro (Frosinone), dove una Lancia Y si è scontrata frontalmente con uno scuolabus su cui viaggiavano 30 bambini tutti iscritti ad un corso di nuoto che stavano rientrando a casa. L’impatto, ricostruito dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile, è avvenuto sulla Casilina: solo gli occupanti dell’auto sono stati ricoverati in osservazione, ma nessuno di loro versa in condizioni preoccupanti. Un sinistro con dinamica leggermente diversa ha coinvolto un altro scuolabus a Viadana (Mantova), dove 12 ragazzi di età compresa tra gli 11 ed i 14 anni hanno riportato escoriazioni nello scontro tra il pulmino su cui stavano tornando a casa dalla scuola media del posto ed un’Audi Q7 che proveniva da destra in un’intersezione della provinciale Dosolana. L’autista non si sarebbe accorto del sopraggiungere del SUV e l’impatto è stato inevitabile: il bus è finito in un fossato e le porte sono rimaste bloccate, facendo piombare nel panico i giovani occupanti, tutti soccorsi dai sanitari delle molte ambulanze fatte confluire sul posto dal 118 e dai Vigili del Fuoco. Ma il weekend è stato caratterizzato anche dalle incursioni dei pirati della strada: a Milano un episodio particolare: un marocchino di 35 anni è stato investito, nella notte, da un’auto che poi si è allontanata a tutta velocità. L’immigrato, sotto l’effetto di alcol, avrebbe messo un piede in fallo su una fioriera, cadendo poi riverso sulla carreggiata proprio mentre sopraggiungeva un’utilitaria di colore rosso. L’investimento è stato quasi inevitabile, secondo i testimoni sentiti dai Caschi Bianchi del Nucleo Radiomobile, ma nonostante questo il conducente si è allontanato in tutta fretta. La vittima si trova ricoverata in condizioni gravissime al Niguarda. Un altro pirata è entrato in azione a Firenze nella serata di sabato Prima ha travolto un motociclista con la sua auto, e poi – proseguendo la corsa – ha sbattuto contro una rotatoria, abbandonando infine la vettura con un passeggero in stato confusionale. Il pirata della strada è un cinese, così come il passeggero che aveva a bordo della berlina BMW. Il motociclista un 21enne esteuropeo, si trova in prognosi riservata a Careggi. A Comacchio (Ferrara), un autostoppista di 52 anni, di nazionalità ungherese, è stato travolto ed ucciso nel tardo pomeriggio di sabato sulla Romea, all’altezza di Vaccolino: l’uomo stava camminando sul ciglio della strada nella stessa direzione di marcia della Fiat Tipo condotta da un 53enne del posto. P.Z., queste le iniziali della vittima diffuse dai Carabinieri, è morto sul posto. A Trezzo (Milano), due automobilisti stranieri, un liberiano di 38 anni, residente a Milano, alla guida di un’Opel, ed un uomo del Benin di 49 anni, da anni residente a Bergamo, hanno avuto un lieve incidente verso le 2.30 di sabato, in A4, nel tratto tra Trezzo e Cavenago, in direzione Milano. I due sono scesi dall’auto ed è stato proprio in quel momento, complice la fitta nebbia, che un autotreno li ha travolti e uccisi. L’autista del Tir, un romeno di 36 anni, aveva a bordo una donna cinese di 50, rimasta lievemente ferita. Poco distante, a Levata (Bergamo), lungo la SS639 Lecco-Cisano Bergamasco, un motociclista originario della Costa D’Avorio di appena 20 anni, si è scontrato con un veicolo commerciale, restando ferito gravemente. In pratica le uniche ossa che non si è rotto sono quelle della spina dorsale e del cranio; per il resto, gambe, braccia e costole non si sono salvate, tanto che il primo referto parla di 120 giorni. La dinamica dell’impatto è al vaglio della polizia stradale di Lecco. Un altro weekend di ordinaria paura. (Asaps)

 

© asaps.it

di Lorenzo Borselli

Incidenti stradali
Lunedì, 04 Febbraio 2008
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