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Articoli 28/04/2005

Parcheggiatori abusivi

 

Parcheggiatori
abusivi

di Luciano Di Stefano*
e Giulio Lucattelli*

“....tutto è cominciato con un cartello di “ lavori in corso” e nastro bianco – rosso.....
All’inizio del 2004 più di una volta mi è capitato, durante il servizio notturno, di notare alle prime luci dell’alba, un cartello di lavori in corso e nastro bianco – rosso che delimitavano un ampio lato della carreggiata di una nota p.za romana, sprovvista di strisce blu.
Ritornatovi durante le ore diurne l’area era libera da lavori ma occupato da veicoli in sosta. Incuriosito dalla stranezza della cosa e per caso di servizio nella medesima piazza, mentre ero intento a contestare delle soste irregolari venivo a conoscenza che alcune persone, pur arrivando di buon’ora a lavoro, non riuscivano a trovare un parcheggio per le proprie auto mentre loro colleghi arrivavano con comodo e parcheggiavano all’interno di spazi che qualcuno gli riservava. In particolare sembrava che tutte le mattine delle persone mettevano un nastro lungo la strada facendo parcheggiare chi volevano, ovviamente dietro compenso.
Avuto il N.O. da parte del Comandante di Gruppo, veniva organizzato un servizio di repressione mirato, con abiti civili e macchine senza colori, ed alle 5.30 di un mattino riuscivamo a fotografare sia quattro individui che, posti in due lati della piazza, sistemavano un cartello stradale di lavori in corso e delimitavano un’area con nastro, sia i veicoli che vi parcheggiavano.
L’operazione è proseguita con l’intercettazione degli “eletti” di cui si prendevano sommarie informazioni testimoniali. Ottenuta sufficiente documentazione, con le auto-civetta abbiamo provato a parcheggiare, ricevendo un diniego e conseguente risposta “andate a parcheggiare da un’altra parte, questi posti sono riservati”.

Naturalmente tutti e quattro i personaggi sono stati identificati, sanzionati ai sensi dell’art.lo 7/15° del C.d.S. (comma indotto con le recenti modifiche al Codice) nonché art.li 20/24/45 C.d.S. con conseguente sequestro del cartello (art.li 471 c.p. e art.lo 354 C.p.p.) e delle somme percepite; ad un ulteriore controllo dei veicoli personali si è proceduto per mancata copertura ass.va, revisione, ....
Da questa singola operazione ne sono scaturite altre che hanno portato, nonostante la scarsità degli uomini impiegati e del tempo dedicato, al controllo di altre zone del Centro Storico con numerosi verbali a carico di parcheggiatori abusivi con conseguente sequestro dei soldi illecitamente guadagnati. Non di rado si è resa necessaria l’applicazione dell’art.lo 650 C.P. (per inosservanza all’intimazione al proseguimento dell’attività illecita) e più raramente alla legge 110/75 per possesso di armi improprie (armi da taglio) ”.
L’arte italica di arrangiarsi ha trovato terreno fertile nel mestiere di “parcheggiatore o guardiamacchine abusivo”. Chi di noi non ha mai avuto a che fare con un omino, con tanto di berretto e borsello, che dopo la fatidica frase “venga dotto....!! venga!…” con la storia del pagamento di un “caffè”, dietro addirittura le minacce di danni al veicolo, ha estorto 1 o 2 Euro.
A mio parere non è tanto il pagamento dell’obolo che dia più fastidio, quanto la condizione di solitudine in cui si trova il cittadino di fronte a questi personaggi, oltre al fatto che occorre pagare per parcheggiare in luogo in cui è consentito, il tutto acuito dall’avvento delle strisce blu.
E pensare che a Roma, all’epoca dell’introduzione delle prime zone parcometrate, si era cercato di dare un’opportunità di lavoro a questi “lavoratori”; infatti, alcuni di loro erano stati assunti per controllare le aree tariffate (con alterni successi); di contro si era cercato di scoraggiare tale attività illecita non concedendo nuove licenze di guardiamacchine (art. 121 T.U.L.P.S.), e imponendo la possibilità di svolgerla in ogni caso fuori del perimetro del Grande Raccordo Anulare. Ma via via che il “blu” ha invaso la città le sempre minori aree “gratuite” sono state occupate da nuovi e vecchi parcheggiatori che con mille espedienti, ricorrendo a collaboratori o essendo loro stessi portatori di handicap, senza fissa dimora, extracomunitari, tossico-dipendenti ecc., vivono alla giornata. Esistono veri e propri “clan” che gestiscono aree di sosta, soprattutto in zone limitrofe a dove si svolgono grandi eventi culturali e/o sportivi; la partita allo stadio, la Domenica, è una delle fonti di lucro più ambita.
Purtroppo reprimere quest’attività risulta complicato e poco efficace, soprattutto a causa delle condizioni sociali ed ambientali con cui deve fare i conti il singolo operatore di Polizia; oltretutto con armi spuntate poiché la maggior parte degli abusivi non ha nulla o quasi da perdere.
Neanche il sequestro sistematico delle cifre introitate o alcuni casi clamorosi con cui si è proceduto all’arresto del parcheggiatore per estorsione, hanno portato a risultati apprezzabili.
Certo una soluzione appare molto lontana.

*Polizia Municipale
Roma 1^ U.O.

 

di Luciano Di Stefano e Giulio Lucattelli

da "Il Centauro n. 94"
Giovedì, 28 Aprile 2005
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