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Rassegna stampa 03/07/2004

Rassegna stampa del 2 Luglio 2004

Rassegna stampa del 2 Luglio 2004

 

Da “Il Secolo XIX” del 02 luglio 2004

Multe da 900 euro in autostrada

ESODO

Fanno strage gli autovelox della vicina Francia: a Nizza ce n’è anche uno automatico che scatta giorno e notte tutto l’anno...
Nei guai (eccesso di velocità) anche 21 italiani fermati a Mentone

Giorgio Giordano


 

Mentone. Continuano i controlli eseguiti dalla Gendarmeria francese, volti a garantire la sicurezza dei veicoli in viaggio sul tratto autostradale compreso tra Nizza e Mentone. Sembra che sfuggire ai numerosi "agguati" dell’autovelox stia diventando impossibile. Oltre alla presenza costante di agenti appostati lungo il percorso, in dotazione alle forze dell’ordine francesi ci sono ora i nuovi radar automatici che fotografano ogni vettura in transito. A questi vanno aggiunti i tradizionali autovelox manuali, azionati direttamente dai gendarmi che controllano l’autostrada A8.

L’ultima operazione della polizia nizzarda è scattata un paio di giorni fa verso le 17 e si è protratta sino alle 20. L’inesorabile aggeggio installato sotto il tunnel de Las Planas nella zona di Nizza Nord in direzione Francia - Italia ha fatto parecchie vittime. Ma è andata ben peggio nei pressi del confine. In sole tre ore, all’altezza di Saint Agnés, all’incirca un chilometro a monte della bretella che porta a Mentone, sono stati bloccati più di 100 automobilisti che viaggiavano ad una velocità compresa tra i 130 ed 165 chilometri all’ora, nonostante in quel tratto il limite fissato sia di 110 chilometri orari.

Anche parecchi italiani sono finiti nel mirino. Sono infatti ben 21 i nostri connazionali ad essere stati colti in flagrante, fermati in aperta violazione del limite di velocità. Da lasciare senza fiato la sanzione: 901 euro! Certamente una cifra considerevole, che i malcapitati hanno dovuto saldare sul posto. Non è valso in questo caso il classico escamotage utilizzato dagli italiani in gita Oltralpe di non pagare le multe (come avviene ad esempio per il divieto di sosta, salvo il caso in cui alle ruote dell’auto venga messo il famigerato blocco).

Con l’alta velocità i cugini non hanno voglia di scherzare. Si paga tanto e subito. Ma non è finita. Le forze dell’ordine francesi, nel caso di clamorose violazioni del limite di velocità come quelle sopraccitate, hanno la possibilità di effettuare un immediato ritiro della patente automobilistica, anche ai cittadini italiani. Sulle strade francesi quindi non esiste più nessun genere di franchigia.

Chi ha tentato la fuga dopo lo stop, come è capitato ad un motociclista francese che stava facendo lo slalom tra le corsie di marcia, si è visto inseguire e raggiungere dagli agenti in motocicletta che pattugliano l’autostrada.

 


Da “ASCA” del 02 luglio 2004

FVG: TUTORE MINORI LANCIA APPELLO SU SICUREZZA STRADALE


 

Trieste. Il Tutore pubblico dei minori del Friuli Venezia Giulia Francesco Milanese ha lanciato un appello per una nuova cultura della responsabilità in fatto di sicurezza stradale.

   ’’In questi giorni - sottolinea Milanese - le nuove disposizioni del Codice stradale hanno revocato un acceso dibattito: i ragazzi per condurre un ciclomotore dovranno essere dotati di un patentino, risultato di un vero e proprio esame con oggetto le norme del Codice stesso. Una qualsiasi prova nella quale il giudizio positivo implica l’ottenimento di una qualifica o un titolo ha sempre causato in tutti una certa apprensione’’.

  ’’Questo esame, in particolare, può privare un ragazzo della possibilità di usare il suo unico, e magari tanto desiderato, mezzo di spostamento: dal suo punto di vista sono in gioco cose vitali come l’autonomia e l’indipendenza finalmente conquistate.

Che sia vissuto con disagio e’ ben comprensibile.

   Dal punto di vista degli adulti - aggiunge il Tutore dei minori - l’acquisizione della conoscenza delle normative e dei comportamenti stradali documentata da un vero e proprio studio e successiva verifica non può essere che una rassicurazione: le strade di oggi, pericolose per tanti motivi, non concedono più nulla e sembra quasi banale affermare che una gita in motorino o il tragitto per andare a scuola possono trasformarsi, se non si osservano scrupolosamente le dovute attenzioni, in terribili tragedie’’.

 


Da “Il Messaggero” del 02 luglio 2004

PATENTINO

Scooter, tanti controlli ma nemmeno una multa


 

Primi controlli ai neo patentati sul motorino. Ieri mattina la Polizia stradale è stata impiegata in una serie di controlli sugli scooter: era il primo giorno di obbligo di guida con i patentini. Non è stata elevata nessuna multa, nè tanto meno si è resa necessaria la mano forte. I ragazzi maceratesi incappati nei controlli erano tutti in regola con le nuove norme.

I carabinieri del comando provinciale di Macerata, invece, sono stati impegnati in una serie di controlli sulle strade, soprattutto lungo l’Adriatica. Tredici le persone (di Civitanova, Porto Potenza Picena, Porto Recanati, Apiro e Montecassiano) che sono state deferite in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza a seguito di consumo di alcool, con il conseguente ritiro della patente di guida. Sono 14 le patenti di guida sospese, alle quali si aggiunge una carta di circolazione, inoltre veniva posta sotto sequestro un’autovettura usata per il trasporto di refurtiva.

 


Da “Il Gazzettino” del 02 luglio 2004

IL PRIMO GIORNO

Scattato ieri l’obbligo.

La Polstrada: nessuna caccia all’uomo.

A Napoli la solita tolleranza.

Cominciano i controlli

Patentino per i motorini, prime multe e sequestri

Vittima a Portogruaro un diciassettenne di Azzano Decimo.

I consumatori: 500mila ragazzi appiedati senza colpa

C.G


 

Roma. Controlli così così, multe poche e niente. Funziona così, da un capo all’altro della Penisola, il primo giorno di patentino obbligatorio per i ragazzini in motorino. Molti patemi d’animo, pochi problemi veri. In ossequio alle direttive del ministro dei Trasporti, Pietro Lunardi, non solo nessuno viene o verrà inseguito, ma i controlli vengono fatti con mano leggera, leggerissima, quasi impercettibile. Ma, intanto, quasi 500 mila ragazzi - denunciano le associazioni dei consumatori - sono rimasti appiedati, nell’impossibilità di dare gli esami per procurarsi l’agognato permesso di circolazione.

A Venezia, addirittura, di controlli ad hoc non si parla neppure e di multe quasi non si vede l’ombra: la prima vittima è un ragazzo di 17 anni beccato a Portogruaro e residente ad Azzano Decimo. Cavalcava il ciclomotore, senza avere il patentino, in viale Isonzo ieri mattina: multa di 516 euro e sequestro del mezzo. Fin qui, nel Veneto, sono appena 45 mila i ragazzi che hanno potuto sostenere gli esami, e altri 15 mila potranno farlo entro metà luglio, mentre sono già iniziati i corsi per gli 11 mila bocciati.

A Napoli il trucco per non farsi pizzicare è mettere il casco, che lì quasi nessuno indossa, e nessuno ti fermerà con un controllo. A fine mattinata, in città, i multati erano appena una decina. Segno davvero, si deve presumere, che si è scelto di lasciar correre. A Milano, invece, tra mezzanotte e le 14 erano state controllate 654 persone, risultate tutte in regola. A Roma l’impressione è che i ragazzini in motorino siano tutti partiti per le vacanze. Il traffico a due ruote appare drasticamente ridotto, in città come al mare: ad Ostia, i motorini sono scomparsi dal lungomare. Qui, si direbbe, prevale o il numero di coloro che non sono riusciti a sostenere l’esame, o il numero dei somari che dovranno ripeterlo la prossima volta.

Per chi ha dubbi - e sono tanti, nonostante la faccenda parrebbe, a prima vista, chiarissima - risponde on-line il sito della Polizia. Tra le domande più frequenti, la possibilità di perdere punti o di vedersi ritirare il patentino - due rischi che non si corrono - o domande riguardanti i maggiorenni privi di qualunque tipo di patente, che, si viene informati, potranno circolare liberamente fino al 30 giugno 2005.

Una altra curiosità dei ragazzi riguarda il periodo di validità del «patentino» che - risponde l’esperto - non è soggetto a «scadenza» o a «rinnovo», visto che «la legge delega non prevede il possesso di requisiti psico-fisici per il titolare».

«Non c’è stata alcuna caccia alle streghe, o guerra contro i ragazzi, ma solo l’applicazione di una norma che è utile a far cambiare la mentalità ai minorenni ed alle loro famiglie». Questa la posizione della Polizia stradale, nel primo giorno del patentino obbligatorio per i minorenni in ciclomotore. Ma molti parlamentari insorgono, rifiutano la «tolleranza» chiesta dal ministro Lunardi alla polizia stradale, e chiedono che il ministero si organizzi per consentire ai ragazzi di munirsi del prescritto patentino.

 


Da “Il Messaggero” del 02 luglio 2004

LE STORIE

«Ho il foglio rosa per la moto ma mi hanno fatto la multa»

di LUCA BRUGNARA e ALESSANDRA MIGLIOZZI


 

Valeria ha 16 anni, ieri mattina ha acceso lo scooter ed è uscita per strada tranquilla. Qualche minuto dopo, però, il suo sorriso si era trasformato in sconforto, lo scooter era stato colpito da fermo amministrativo, a suo padre è stata consegnata una contravvenzione salata. Cosa è successo? Visto che deve sostenere l’esame per guidare le moto 125, è in possesso del foglio rosa. «Mi consente - ricorda - di guidare le motociclette 125 senza problemi; a maggiore ragione, secondo logica, avevo pensato che valesse per una moto meno potente, il ”cinquantino”». Invece, i vigili urbani, dopo averla fermata, le hanno spiegato che il foglio rosa è carta straccia per il 50. Paradossalmente se fosse stata sorpresa alla guida di un 125, sarebbe stata in regola. «Anche se in realtà - ricordano alla Motorizzazione - pure in quel caso l’uso delle moto va fatto in zone poco frequentate».
Al di là della sfortunata esperienza di Valeria, fra i più giovani è prevalsa una linea: rispettiamo le regole. O almeno è preferibile aspettare la sera, quando i controlli dovrebbero essere meno assidui. E’ quello che devono aver pensato centinaia di ragazzi tra i 14 e i 18 anni, ancora privi di patentino per il ciclomotore, ieri, primo giorno di entrata in vigore delle nuove regole. Per gran parte della giornata i minorenni sul cinquantino sembravano in numero inferiore rispetto al solito. «Ho dovuto lasciare il motorino a casa - commenta amareggiato, David, 14 anni, in viale Giulio Cesare. - Non volevo rischiare. Non è giusto penalizzare solo noi giovani, quando le regole sono spesso ignorate da tutti. La regola del patentino avrebbe senso se riguardasse tutti i conducenti, senza distinzioni di età». Qualcun altro, invece, il rischio l’ha corso e può dirsi decisamente fortunato. «La polizia stradale - afferma Federico, 16 anni - mi ha fermato sulla Salaria. Ho temuto che dovessi pagare i famigerati 516 euro, stavo pensando a come giustificarmi con i miei genitori. E invece, mi hanno solo ricordato le regole. Scampato il pericolo, terrò lo scooter in garage finché non sarò in regola. Non mi sembra il caso di sfidare la sorte due volte». Il patentino non sembra riscuotere consensi tra i giovanissimi. «I miei volevamo regalarmi il motorino per la promozione in I liceo - ricorda Filippo, 15 anni. - Ora hanno deciso che prima debba fare il corso. Per noi è un provvedimento penalizzante e non credo possa realmente far diminuire il numero di incidenti».

Annachiara e Mirko sono stati appena fermati da una pattuglia della Municipale in piazza Venezia. Ambedue sono maggiorenni e per loro non c’è l’obbligo del patentino. «Ma sembravano minorenni da lontano - dice un vigile - per questo li abbiamo bloccati. Stiamo fermando soprattutto chi ha tratti somatici adolescenziali, come ci hanno richiesto». E’ "caccia" alle facce giovani, dunque, e ai trasgressori della nuova legge anche se i vigili assicurano: «Non ci saranno persecuzioni». Ma qualcuno non ci crede. «Non abbiamo speranza - sbuffano Annachiara e Mirko mentre la pattuglia controlla i loro documenti - da oggi ci fermeranno in continuazione pensando che siamo minorenni. Comunque abbiamo parecchi amici di 17 anni che il patentino lo devono ancora prendere e nell’attesa il motorino non lo lasceranno certo sotto casa». I due sgommano via. Niente multa per mancanza di patentino. Ma in due non si va, così scatta la penale di 68 euro. Dopo di loro in tanti vengono fermati per i controlli. Il posto di blocco sulla piazza rimane per diverse ore, ma non viene trovato nessun minorenne irregolare. Stessa storia a piazza della Repubblica dove per un attimo, nel pomeriggio, i vigili pensano di aver fermato un cinesino diciassettenne senza patentino. Ma si tratta di un errore di calcolo: il ragazzo è maggiorenne solo da qualche giorno.

 


Da “Il Gazzettino” del 02 luglio 2004

Il patentino fa cambiare le abitudini ...


 

Il patentino fa cambiare le abitudini a molti minorenni di Belluno. Il motivo? Semplice: chi non lo possiede, non ha nessuna voglia di rischiare una multa salata e preferisce, quindi, lasciare lo scooter in garage. E così si è presentata una città con un numero molto ridotto di ciclomotori ieri mattina agli occhi dei Vigili urbani. Che, a dire il vero, hanno svolto comunque una trentina di controlli ma nessuno tra i giovanissimi è risultato in contrasto con la normativa sul patentino, entrata in vigore ieri. D’altro canto, non poteva essere altrimenti: la multa per gli indisciplinati partiva da 516 euro per arrivare a 2168 euro e c’era anche il rischio di vedersi sequestrato il mezzo per due mesi. Una conseguenza decisamente troppo onerosa per chi ancora non ha grandi disponibilità economiche. E così in molti hanno preferito rivolgersi ieri alle scuola guida per stringere i tempi per ottenere il sospirato via libera alla circolazione con il motorino.

Il risultato, quindi, ieri è stato indolore un po’ per tutti: i vigili urbani di Belluno e gli agenti della Polizia stradale non hanno segnalato alcuna multa ne alcun sequestro di scooter.

Nessuno poi si è azzardato anche a trasportare un passeggero così come prevede la nuova normativa seppur non ancora in vigore. «I miei collaboratori - ha spiegato ieri il comandante dei Vigili urbani, Massimo Belli - non hanno inflitto alcuna multa per violazioni al codice della strada di questo tipo».

Il pieno rispetto della nuova disciplina fa superare tutto d’un colpo i problemi relativi all’applicazione delle sanzioni per la violazione dell’obbligo di possesso del patentino. A tal proposito, nei giorni scorsi, il ministro Piero Lunardi aveva chiesto sostanzialmente alle forze dell’ordine di non calcare troppo la mano su eventuali violazioni.

L’introduzione di questa nuova disciplina ha procurato qualche grattacapo in più per i dipendenti della motorizzazione. In tutto il Veneto, è stata diramata una circolare, perchè venissero limitate ferie e permessi ed incentivato lo straordinario per chiudere le almeno 15 mila pratiche pendenti, a cui se ne aggiungono 11 mila dei bocciati, entro i primi 15 giorni di luglio. «Siamo in emergenza continua - dice il dirigente per il Veneto, Carmelo Trotta -, perché oggi c’è il patentino, ma abbiamo anche le patenti nautiche e la gestione di quelle automobilistiche a punti, per questo ho dovuto sensibilizzare gli uffici provinciali».

 


Da “AGI” del 02 luglio 2004

Patente a Punti: -27.485 Incidenti Da Entrata In Vigore


 

Roma. Decisamente positivo il bilancio del primo anno dall’entrata in vigore della normativa sulla patente a punti: dal 1° luglio 2003 al 20 giugno 2004 sono stati rilevati dalla Polizia stradale e dell’arma dei carabinieri 161.696 incidenti in totale contro i 189.181 dal 1* luglio 2002 al 30 giugno 2003 , diminuendo quindi di 27.485 unità (-14,5%). Gli incidenti con esito mortale sono stati 3.348 contro i 4.095 dell’anno precedente, 747 in meno per una percentuale del -18,2%. Le persone decedute sono state 3.712 contro le 4.569 dell’anno precedente, 857 in meno con una percentuale del -18,8%. Gli incidenti con feriti sono risultati 75.642 contro i 90.735 della stagione 2002-2003, diminuendo quindi di 15.093 unità con una percentuale del -16,6%. I feriti sono stati 112.228 contro i 136.733, 24.505 in meno per una percentuale del -17,9%. Gli incidenti con danni a cose sono risultati 82.706 rispetto ai 94.351 dell’anno precedente: 11.645 in meno, per una percentuale del-12,3%. Le pattuglie impiegate sono state dal 1° luglio 2003 al 30 giugno 2004 ben 3.902.071, quindi 163.556 in più (4,37%) rispetto all’anno precedente. I servizi con misuratori di velocità sono stati 43.303 con un aumento di 4.635 (11,99%) rispetto all’anno precedente. I controlli con etilometri sono risultati 122.569 cioè 36.870 in più (43,02%) e i soccorsi a terzi, 553.065, diminuendo di 61.543 (-10,01) rispetto alla stagione 2002-2003. Le attività contravvenzionali hanno fatto registrare 874.794 multe per eccesso di velocità (il 15,74% in più rispetto all’anno precedente), quelle per uso del casco 92.439 (-103.285 rispetto all’anno precedente), quelle per le cinture di sicurezza 244.340 (188.594 in meno). Quelle per l’uso dell’auricolare o il viva-voce 49.384 (5.941 in più rispetto all’anno precedente), quelle per guida in stato d’ebbrezza 33.960 (503 in pià), quelle per guida sotto influenza di droga 5.853 (1.156 in più), quelle per altre infrazioni 1.777.528 (-262.833 rispetto all’anno precedenti). Il totale delle infrazioni e’ stato 3.078.298 e il totale dei punti decurtati 2.555.232.

 


Da “Il Messaggero” del 02 luglio 2004

SALTA LA SCADENZA

Nuove targhe per i “due ruote” ma mancano i decreti attuativi

di MARIA LOMBARDI


 

ROMA. Che fine hanno fatto i motorini? E i ragazzetti col casco? Spariti, e se ne stupiscono anche i vigili che non hanno mai visto così pochi ciclomotori per le vie di Roma e delle altre città. E quei pochi sono quasi tutti in regola. E’ l’effetto del patentino, ieri al suo debutto. I minorenni senza certificato di idoneità, dal primo luglio obbligatorio, erano così spaventati dall’idea di rischiare la multa e il sequestro che hanno preferito lasciare i motorini a casa. C’è da sperare che la paura del primo giorno non passi troppo in fretta e non si perda per strada, un po’ come è accaduto per la patente a punti.

E’ passato esattamente un anno da quando abbiamo cominciato a convivere col timore che un’infrazione potesse portar via oltre che soldi anche qualche preziosissimo punto. Ricordate l’ansia della scorsa estate passata a calcolare quanto una trasgressione poteva alleggerire la patente? I primi mesi sono stati tutti attentissimi, mai così disciplinati gli italiani al volante. Poi col passare del tempo si sono abituati anche al nuovo regime e sono stati via via sempre meno bravi. «Ma il bilancio è nel complesso estremamente positivo»: il viceministro ai Trasporti e alle Infrastrutture, Mario Tassone, tira le somme di un anno di patente a punti. «E’ vero che nella prima fase abbiamo registrato una percentuale molto alta di riduzione di incidenti, poi ci si è stabilizzati su valori che leggermente ci allarmano». Il timore del viceministro è che gli italiani stiano tornando gli indisciplinati di sempre e che la cura della patente a punti non sia servita a renderli più prudenti. «Non vorrei - aggiunge Tassone - che ci fosse un rilassamento, uno strisciante ritorno al non rispetto delle regole». Vero è che non si può stare sempre col fucile puntato. «Non possiamo affidare tutto alla paura della sanzione, il rispetto delle regole deve rientrare nel costume, nell’educazione. La paura della contravvenzione deve essere solo l’avvio», e tuttavia, ammette Tassone, c’è ancora molto da lavorare su questo fronte.

C’è da dire, però, che nell’ultimo anno, rispetto al precedente, il numero degli incidenti è molto diminuito: del 14,6 per cento, secondo i dati del ministero dei Trasporti, e quelli mortali sono scesi del 17,9 per cento. In calo anche le infrazioni, meno 12,21 per cento, e il numero dei morti (-18,8) calcolano la polizia stradale e i carabinieri. Certo, non è la percentuale registrata nei primi mesi di vita della patente a punti che aveva fatto gridare al miracolo: meno 30 per cento circa. Poco più di un milione e cento le lettere inviate agli automobilisti per segnalare il taglio dei punti, e la maggior parte (l’81,27 per cento) sono uomini. Ci sono purtroppo cattive abitudini che non cambiano, nemmeno con lo spauracchio del ritiro della patente. Quella di ignorare il limite di velocità e quella di non indossare le cinture, pur sapendo che si rischiano ben 5 punti. Finora sono circa 3.500 gli automobilisti che hanno dilapidato il patrimonio di punti a disposizione (20) e hanno in pratica “perso” la patente. I più incoscienti, sembrerà strano, non sono i giovanissimi, ma i quarantenni che hanno gettato al vento più punti degli altri.

Ma nell’insieme, secondo il ministero, è stato un successo, tanto che si pensa di estendere il meccanismo anche ai patentini. «Pensiamo che anche i certificati di idoneità per la guida dei ciclomotori debbano essere soggetti al regime dei punti», sostiene il viceministro Tassone. «Finora gli esami sono solo teorici, è necessario che diventino più completi, prevedendo anche la prova pratica. Non vogliamo perseguitare i ragazzi, ma tutelarli». Intanto, continua la corsa al patentino. «Ragazzi, non illudetevi - avverte il Codacons - non riuscirete a prenderlo prima di settembre». I patentati fino al 30 giugno erano 290 mila sui 730 mila che avevano chiesto di frequentare i corsi nelle scuole. Secondo Adusbef e Federconsumatori sono circa 400 mila i giovani rimasti fuori. Per il momento hanno scelto di andare a piedi.

 



Da “La Sicilia” del 02 luglio 2004

Cambio di guardia   

E’ Vona il nuovo comandante del distaccamento Polstrada
G. P.


 

L’ispettore capo Francesco Vona da ieri mattina è il comandante del distaccamento della Polizia stradale di Vittoria. Il neo comandante, nato a Comiso 40 anni orsono, è entrato in Polizia nel luglio del 1985; è arrivato al Comando provinciale della Polstrada di Ragusa nel 1992. Dal 1998 l’ispettore Vona è stato responsabile della squadra di polizia giudiziaria e dell’infortunistica.
Ha spesso tenuto lezioni di elementi del codice della strada alla Polizia provinciale. L’ispettore Vona è stato al centro, alla fine degli anni Duemila, di una indagine sul taroccamento di auto di grosse cilindrate rubate al Nord e quindi rivendute in provincia di Ragusa. Sovente ha retto, interinalmente, il comando provinciale di Ragusa. Ha seguito inoltre corsi specialistici di informatica e di riciclaggio di vetture.

 


Da “La Sicilia” del 02 luglio 2004

Polstrada in azione a porto empedocle   

Lasciano la «scia» di salgemma
Multati 11 autotrasportatori
F. d. m.


 

Porto Empedocle. Pugno duro della Polizia stradale di Agrigento sugli autotrasportatori che «trasferiscono» il salgemma dalla miniera di Realmonte verso il porto empedocle.

A seguito delle accorate segnalazioni di numerosi automobilisti che giornalmente hanno a che fare con il sale sparso lungo la strada che collega il Comune realmontino a Porto Empedocle, gli agenti agli ordini del dirigente Calogero La Porta hanno dato vita a un’operazione preventiva e repressiva allo stesso tempo.

Appostatisi dentro e fuori lo scalo marittimo, i poliziotti hanno stilato una raffica di verbale a carico di quegli autotrasportatori che non hanno rispettato determinate regole. Undici sono stati verbalizzati perché trovati a caricare sale in eccesso rispetto alla quantità massima trasportabile, quattro perché avrebbero sparso salgemma lungo la strada senza curarsi di coprire il materiale sistemato sull’autoarticolato.

Altri tre verbali sono stati notificati ad altrettanti autotrasportatori che non avrebbero saputo dimostrare l’effettivo rapporto di lavoro con il gruppo Italkali, passando pertanto per abusivi. Questi tre nei prossimi giorni potranno fornire eventuali approfondimenti sulle rispettive situazioni contrattuali acquisendo dall’ufficio del Lavoro atti che attestino l’effettiva estraneità ai fatti contestati.

Un altro verbale è stato redatto sul posto a un trasportatore trovato a guidare un mezzo dotato di un cronotachigrafo «malconcio». Il salgemma è molto pericoloso perché rende le strade particolarmente scivolose ed è per questo che la Polstrada ha deciso di intervenire per evitare possibili incidenti lungo una strada molto trafficata in estate.

 


Da “L’Adige” del 02 luglio 2004

Patentino, pochi i sequestri
Maggioranza dei ragazzi in regola
Miracolo a Napoli: tutti col casco
Nuovo codice
Pochi i minorenni caduti nella rete dei vigili urbani e sorpresi privi del documento di guida obbligatorio


 

ROMA. Non ci sono stati i temuti sequestri di massa per i motorini guidati da minorenni, nel primo giorno del patentino obbligatorio. Nella maggior parte delle città non sono stati disposti controlli ad hoc: tuttavia, nella «rete» dei vigili urbani sono caduti lo stesso alcuni ragazzi non patentati che, oltre a non poter usare il mezzo per 60 giorni, hanno dovuto consegnare ai genitori il verbale con ben 516 euro di multa.

Mercoledì il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Pietro Lunardi, aveva raccomandato alle forze dell’ordine di far rispettare la legge, senza però «fare inseguimenti ai ragazzi perché non voglio che accadano incidenti». A fronte di 290.000 minorenni in regola, Adusbef e Federconsumatori denunciano che in 400.000 non saranno «in grado di mettersi in regola, rischiando così, oltre che severe sanzioni pecuniarie, l´azione di rivalsa delle compagnie per la responsabilità civile in caso di sinistro».

A Napoli sono stati fatti posti di blocco strategici, per evitare pericolosi inseguimenti: solo una decina di giovani sono stati pescati senza patentino. «Sono felice di essere stato un cattivo profeta - commenta il comandante dei Vigili urbani, Carlo Schettini - immaginavo che molti ragazzi non avessero il patentino, invece non è stato così. Chi ha circolato, evidentemente, lo ha fatto avendo con sé il nuovo documento». I ragazzi napoletani hanno però messo in pratica una serie di strategie per evitare le multe e di perdere il motorino per 60 giorni. Il principale trucco è l´uso del casco. La considerazione è che «se porti il casco non ti fermano». Altri invece hanno rinunciato al motorino e sono saliti sugli autobus.

Anche a Palermo la polizia municipale si è attrezzata in forze contro i trasgressori, scoprendo però che pochi hanno infranto la nuova regola. Dalla mezzanotte, su 100 ragazzi fermati, solo 8 sono stati pescati senza patentino. Tutti rispettosi della legge a Firenze: nessun minorenne è stato trovato senza documento.

A Roma nessuna caccia al trasgressore, anche perché non ce ne è stato bisogno. Quasi tutti i ragazzi fermati dalla polizia municipale, in centro e in periferia, erano infatti in regola con il patentino. Sono stati comunque pochi, meno del solito, i minorenni che oggi hanno scelto di circolare nelle strade di Roma. Colpa forse del caldo, ma magari anche del timore di controlli particolarmente accurati nel primo giorno di applicazione della legge. A Milano molti ragazzi hanno risposto al nuovo obbligo lasciando in garage il motorino e salendo sulla bici. Qualcuno si è fatto però pescare dalla polizia municipale, convinto che avrebbe potuto sperare nella clemenza da primo giorno: clemenza sì, ma fino a un certo punto, perché in effetti i vigili hanno optato per la tolleranza, ma solo nei confronti di chi non aveva commesso altre infrazioni.

Insomma ci sono stati controlli nelle città italiane, ma nessuna «caccia alle streghe», come spiega anche il funzionario della Polizia stradale Piero Caramelli. «I dati sui controlli - spiega - li stiamo ancora raccogliendo ed elaborando, ma la prima impressione è che sia stata una giornata tranquilla, paragonabile all’1 luglio dell’anno scorso, quando entro in vigore la patente a punti». Scopo del patentino, come delle altre norme, sottolinea Caramelli, «non è quella di perseguitare i giovani, ma aiutare a cambiare la mentalità in modo da aumentare la sicurezza stradale: ci sono ragazzi di 15-16 anni in giro in motorino che non sanno cosa significa il semaforo giallo, non conoscono la segnaletica.

 


Da “Il Mattino” del 02 luglio 2004

POLIZIA: IN ARRIVO IMPORTANTI RICONOSCIMENTI
Promozioni per Raimo e Salzano


 

Due promozioni interessano le forze dell’ordine della nostra provincia: quella dell’attuale capo della Squadra Mobile della questura di Avellino, Vincenzo Raimo, e il comandante della Polizia Stradale, Alessandro Salzano.

Raimo è da anni alla guida della Mobile. E’ uno dei dirigenti più esperti che annoveri la polizia in Campania. Ora arriva la notizia della sua promozione a primo dirigente. Moltissime le attività di polizia legate al suo impegno nel corso degli anni. Difficile riassumerle tutte. Al suo nome sono collegate alcune delle operazioni più importanti soprattutto contro la malavita in Irpinia, basti ricordare quelle contro i clan Graziano e Cava nel Vallo di Lauro, o quelle contro il clan Bove-De Paola in Valle Caudina; o, ancora, quelle contro il clan Partenio, smantellato dopo l’ultimo blitz che decapitò il vertice e le sue ramificazioni. Da dirigente della Squadra Mobile, in stretto contatto con la Dda, ha coordinato attività investigative di notevole rilievo anche a livello nazionale e internazionale contro il narcotraffico.

Il dottor Alessandro Salzano, nonostante la giovane età, ha avuto modo di mettere in evidenza le sue doti non comuni di dirigente esperto e preparato. Per lui la nomina a vice questore aggiunto. Il comandante Salzano è ad Avellino dal 10 luglio dello scorso anno. L’operazione più importante resta quella denominata «Centauro», con 25 arresti e decine di denunce per traffico internazionale di auto, senza tralasciare gli arresti per spaccio in autostrada con ingenti quantitativi di cocaina sequestrati e la lotta al falso d’autore. Prima di arrivare ad Avellino, Salzano è stato alla scuola agenti di polizia di Vibo Valetia e poi tre anni alla Stradale di Milano. Ai dottori Raimo e Salzano gli auguri della nostra redazione.

 


Da “Corriere della Sera” del 02 luglio 2004

MILANO-JESOLO
Un viaggio di 300 chilometri senza vedere una pattuglia «Ma nel weekend ci saremo»

Elvira Serra IN AUTOSTRADA DA MILANO A JESOLO


 

Ai vacanzieri di oggi non andrà così bene: nemmeno una pattuglia della Polstrada per trecento e rotti chilometri. «È stato un caso, non vi sarete incrociati. Ma nel weekend rafforzeremo la nostra presenza, con quattro macchine su strada e altrettante del nucleo di prevenzione del crimine negli autogrill. Più l’elicottero che sorvolerà tutta la tratta, l’autoambulanza del 118 nel casello di Villabona e le postazioni della protezione civile per distribuire l’acqua». Alfredo Magliozzi, comandante della Polstrada di Venezia, parla per la parte che gli compete, a partire da Padova. In realtà anche gli altri comandi stanno pianificando l’assistenza lungo l’A4 da Milano a Venezia, gestita da tre diverse società autostradali. «Una volante era qui fino a poco fa. Adesso anche per noi comincia il bello», racconta all’Autogrill di Monte Alto Luigi Alberti. «Ci aspettiamo clienti nervosi e frettolosi, quelli da un panino e bibita e via. I più simpatici? I giapponesi, perché non parlano e gli va bene tutto». Durante il viaggio non ci sono intoppi. Giusto qualche cantiere per risistemare il guardrail. Ma i gestori promettono che nei giorni clou dell’esodo tutti i lavori saranno sospesi. Sulla tangenziale di Mes

Sabato, 03 Luglio 2004
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