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Rassegna stampa Alcol e guida del 23 dicembre 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

L’ARENA di Verona

CONTROLLI IN STRADA. I giovani sempre meno tolleranti alle verifiche delle forze dell’ordine
Droga e alcol al volante Altri 38 senza patente
Tra i fermati molte ragazze che non si rendono conto di essere un pericolo per sé e per altri cittadini
Cene aziendali e discoteche i luoghi da cui provenivano le persone
La paura di chi guida ubriaco è quella del ritiro della patente, non il fatto di essere al volante praticamente incapace di capire quello che accade. Tanto meno l’ipotesi di provocare un incidente, di restarne vittima o di provocarne altre.
E sono sempre di più le ragazze che bevono in maniera esagerata.
In pieno periodo natalizio, il problema alcol e droga alla guida non tende a diminuire, anzi, aumenta, passando da un tasso di positività del 44% della settimana scorsa al 52,6% di venerdì notte. (*) Ancora una volta i controlli hanno visto il coinvolgimento contemporaneo della polizia stradale, carabinieri, della polizia municipale e della guardia di Finanza di Verona che hanno pattugliato le strade fermando 38 conducenti di autoveicoli e accompagnandoli al dipartimento delle dipendenze dell’Asl 20 di Verona per eseguire gli accertamenti su alcol e droghe.
Pertanto, anche venerdì notte, la campagna per la sicurezza stradale ha visto impegnati medici, infermieri, e forze dell’ordine in un unico team coordinato dal prefetto Italia Fortunati sulla base di una ordinanza emanata dal questore Luigi Merolla.
I dati rilevati hanno purtroppo dimostrato, ancora una volta, un aumento delle positività per alcol e droghe rilevando sui conducenti esaminati ben il 52,6% di positività, di cui il 18,7% è risultato positivo all’alcol (31,6%) o alle droghe (13,1%) o ad ambedue (7,9%). Dei positivi alle droghe (8 persone), il 37,5% aveva utilizzato cannabis, il 25% cocaina, il 25% metamfetamine e il 12,5% associa cocaina e cannabis.
Rispetto ai controlli della settimana scorsa si è assistito, inoltre, ad un incremento della positività all’alcol con valori medi del tasso alcolemico di 1,30 g/l, con picchi di 1,95 g/l (circa 4 volte il limite consentito che è di 0,5 g/l). Si è notato un aumento anche del tasso di aggressività espressa da parte dei conducenti nei confronti delle forze dell’ordine che hanno dovuto fronteggiare episodi sgradevoli e di particolare tensione.

La maggior parte delle persone trovate positive alle droghe ha dichiarato di provenire dalle discoteche e da cene aziendali. Gli accertamenti specialistici neuro-psicologici e i test di reazione nervosa, eseguiti dai medici del dipartimento delle dipendenze, hanno rilevato gravi alterazioni dei riflessi e della coordinazione, tali da rendere la capacità di guida gravemente compromessa riconfermando, inoltre, che queste persone avevano una scarsa consapevolezza del loro deficit, sopravvalutando fortemente le proprie ridotte capacità di performance.
«Al dipartimento delle dipendenze di via Germania, l’altra notte vi è stata un’intensa attività che ha permesso, ancora una volta, di rendere le strade di Verona più sicure», dice il dottor Serpelloni, «ci sembra impossibile che, nonostante tutta la campagna informativa e dissuasiva messa in atto, si trovino ancora tassi di positività così elevati e persone con così basso grado di consapevolezza del problema del mettersi alla guida sotto l’effetto di alcol e droghe. Questo è l’aspetto che mi ha colpito di più in assoluto, oltre al fatto di vedere sempre di più giovani donne coinvolte nell’assunzione di sostanze alcoliche e di droghe, mostrando una totale disinvoltura nei confronti di questo tipo di abuso ma, nel contempo, una grande preoccupazione non tanto per i danni neurologici e psichici derivanti da tale uso, bensì dalla perdita della patente che appare, ad oggi, la preoccupazione maggiore di questi incauti guidatori, anche al di là dei gravi danni e rischi a cui si sottopongono e a cui espongono anche terze persone».

A.V.
(*) Nota: questo è un dato veramente impressionante.
Un dato che da solo seppellisce decenni di chiacchiere di chi si chiedeva il motivo di tutti questi incidenti sulle strade, formulando le ipotesi più stravaganti, senza vedere quello che in quattro gatti denunciavamo inascoltati, quando non proprio derisi.
Solo pochi anni fa si stimava come minima l’incidenza dell’alcol sull’incidentalità stradale, semplicemente perché ancora non si facevano controlli, e l’alcolemia non veniva verificata nemmeno a chi provocava un sinistro guidando ubriaco.
Riporto di seguito un estratto da una lettera scritta a “SALUTE” di Repubblica dal mio amico Andrea Mattei, in data 14 maggio 1999:
Ci parrebbe giusto che fosse rammentato che una enorme percentuale degli incidenti stradali è dovuta all’alcol: mica il misero e incredibile 1,9% indicato dalle rilevazioni della polizia, ma più ragionevolmente dal 30 al 40%, come affermano studi accurati in Italia ed all’estero. Ed ora una domanda: lei ha mai visto un etilometro in azione? Noi no, come il 99,9% degli italiani. Questo vuol dire che lo Stato, e questo lo scriviamo in neretto, deve tassativamente cominciare fornire ai cittadini la certissima CERTEZZA di perdere la patente, se trovati positivi nei FREQUENTISSIMI controlli stradali. E a nulla invece, senza di ciò, servirà abbassare il limite dallo 0,8 allo 0,5.
In anni di rassegna stampa abbiamo letto di province che denunciano poche decine di ritiri di patente per guida in stato di ebbrezza ogni anno, mentre l’esperienza veronese – davvero esemplare - dimostra come, se si lavora bene, di patenti se ne possono ritirare a decine in una sola notte.
E ogni persona ubriaca tolta dal volante è una maggior sicurezza per tutti quanti sulla strada.


LA SICILIA

Era ubriaco al volante 
Uccide tassista e fugge denunciato dalla moglie 

Varese. Ubriaco ha travolto e ucciso un tassista di 40 anni che prestava servizio all’aeroporto di Malpensa senza fermarsi a soccorrerlo. Tornato a casa, a Fagnano Olona (Varese) l’ha raccontato alla moglie che è corsa dai carabinieri. Anche l’investitore, poi, è andato dai militari per confessare e ora è indagato per omicidio colposo, omissione di soccorso e guida in stato d’ebbrezza. La vittima aveva appena parcheggiato davanti all’ingresso di una villetta dove doveva lasciare il cliente e, proprio mentre stava scaricando il bagaglio, è arrivata la Bmw che lo ha travolto insieme con il passeggero che è rimasto ferito ma non in modo grave. L’uomo alla guida della Bmw non si è fermato a prestare soccorso, ma si è diretto a casa dove, choccato, ha raccontato alla moglie l’accaduto.


L’ADIGE

Intervento dell’ambulanza del «118» e dei carabinieri l’altra sera a Volano
L’alcol dilaga anche all’oratorio
Se c’è un posto dove una mamma dovrebbe considerare al sicuro i propri figli in teoria quello è l’oratorio. Da che mondo è mondo le feste all’oratorio sono sinonimo di castagnate, festoni colorati, giochi antichi, un po’ di musica, magari con qualche animazione. Ma i tempi sono cambiati e anche nei luoghi più impensati può capitare di eccedere. Ne sanno qualcosa due ragazzi che venerdì sera hanno decisamente esagerato con il consumo di alcolici durante una festa ospitata all’oratorio di Volano. (*) Non è chiaro se l’appuntamento fosse organizzato dall’oratorio oppure - come è più probabile - la struttura sia stata messa a disposizione di esterni. Ieri non siamo riusciti a contattare il parroco per chiarire il punto. Resta invece accertato che attorno alle 23.30 all’oratorio è arrivata l’ambulanza di «Trentino Emergenza» e la pattuglia del radiomobile dei carabinieri. Alcuni ragazzi stavano male. Due sembravano particolarmente provati dall’abuso di alcol. In particolare una ragazzina in piena età adolescenziale e un suo amico di poco più grande. Quest’ultimo è finito al pronto soccorso, la ragazzina è finita a casa accompagnata dalla mamma. Che pensava, probabilmente, ad un altro tipo di festa.
D.P.
(*) Nota: non penso sia questo il caso, ma in questi anni più volte ci è capitato di segnalare feste alcoliche (“della birra”, “del vino”) organizzate negli oratori, anche con la collaborazione dei parroci.


IL SECOLO XIX

«pensando ai figli mi sono salvata»
i due feriti medicati a Lavagna raccontano lo schianto

marco fagandini 
Sestri Levante. Sono appena usciti dallo Schooner di Sestri Levante dove hanno festeggiato il compleanno di Emanuela Biggi. Sulla Toyota Corolla station wagon guidata da Enrico Cecconi c’è anche lei, assieme ad altri due amici: Barbara Ghiotto e Maurizio Daneri. Nemmeno duecento metri dopo aver lasciato il parcheggio del locale e i quattro sfondano con l’auto il corrimano di via Pilade Queirolo: la vettura si ribalta sugli scogli e finisce in mare, con l’abitacolo invaso dall’acqua. Un incidente spaventoso avvenuto ieri mattina alle prime luci dell’alba. Uno schianto dal quale Enrico Cecconi, quarantaquattrenne impiegato delle poste che abita al 135 di via Aurelia a Sestri, ed Emanuela Biggi, 36 anni, che vive al civico 267 di corso XXV aprile di San Salvatore, sono usciti con lesioni gravissime, dopo essere stati salvati dall’amico Daneri e soccorsi in prima battuta dai militi della Croce Verde. I due adesso sono ricoverati in prognosi riservata all’ospedale San Martino di Genova. Cecconi, che ha un figlio di 9 anni, è in coma.
«Avevamo bevuto come capita durante una cena. Ma nessuno era ubriaco. (*) Neppure Enrico». A raccontarlo è Maurizio Daneri, trentaseienne agente di commercio residente in corso IV novembre, a San Salvatore, medicato ieri mattina insieme alla Ghiotto al pronto soccorso di Lavagna. È stato lui a estrarre dalla vettura Cecconi, già privo di coscienza.
Non sono neppure le 5 della mattina quando i quattro salgono in macchina. Pochi minuti prima ballavano allo Schooner. Dove erano andati dopo la cena, durante la quale avevano festeggiato il compleanno di Emanuela Biggi: nata proprio il 21 dicembre. Al volante della Toyota c’è Enrico Cecconi, mentre al suo fianco siede la festeggiata. Nei sedili posteriori invece ci sono Daneri e Barbara Ghiotto, commerciante di 34 anni che vive al 231 di corso XXV aprile di San Salvatore. «Enrico aveva appena inserito la seconda marcia quando siamo andati dritti, sbattendo contro il corrimano blu - prosegue l’agente di commercio - avremo fatto si e no 200 metri: eravamo all’altezza del ristorante Pescador». La vettura finisce con uno schianto terribile prima sugli scogli e poi rimbalza in mare, ribaltandosi. «Nessun’altra auto ci veniva incontro», conclude la Ghiotto.
L’abitacolo è pieno d’acqua. La commerciante di San Salvatore sente che gli manca il respiro ma riesce ad aprire la portiera e a risalire in superficie. Enrico Cecconi è svenuto mentre Emanuela Biggi non riesce a liberarsi. Maurizio Daneri capisce che non c’è un secondo da perdere e sfonda un finestrino. Una volta fuori libera prima la donna e poi l’uomo.
I primi ad arrivare sono i militi della Croce Verde. I volontari tirano fuori dall’acqua Cecconi. Poi chiamano la centrale del 118 per chiedere rinforzi. Sul posto arrivano due automediche, due ambulanze della Croce Rossa di Riva Trigoso e una dei Volontari del Soccorso, i vigili del fuoco di Chiavari, i sommozzatori del distaccamento di Voltri e la capitaneria. Cecconi è incosciente e viene intubato. Adesso è ricoverato in coma nel reparto di rianimazione del San Martino per sindrome di annegamento: ha i polmoni pieni d’acqua. Anche Emanuela Biggi è grave: ha riportato la frattura di due vertebre ed è ricoverata in prognosi riservata nel reparto di neurochirurgia. «I medici mi hanno detto che non rischia la paralisi», ha spiegato il papà, Agostino Biggi.

M. Fag.
(*) Nota: il problema è che non deve capitare di bere alcol prima di guidare.
La maggior parte degli incidenti stradali alcol correlati avviene proprio in situazioni come queste.
Tanto pericolose quanto sottovalutate.
Tutta una cultura va cambiata.
E’ brutto dirlo, ma purtroppo, per ottenere risultati, occorre anche intervenire con la repressione.


BRESCIA OGGI

IL RACCONTO. Una notte con la Polizia stradale, impegnata nei test agli automobilisti sulle strade e fuori dai locali della Franciacorta
Alcol, «spariscono» 20 patenti
Un automobilista finge di rallentare, e poi parte a razzo e a luci spente: non è stato raggiunto
Un guidatore all’uscita dalla discoteca: “Dovrebbero farli tutte le sere questi controlli. Quelli sporadici non bastano”

Giancarlo Chiari
Le nuove regole sull’alcol al volante sembrano essere state accolte di buon grado dalla maggioranza degli automobilisti, e la campagna della Polizia stradale per sostenere la lotta all’alcol e alle sostanze stupefacenti quando si è al volante ha riscosso successo anche tra chi passa la notte in discoteca. L’operazione condotta sulla strade della Franciacorta ha avuto un alto gradimento da parte dei 340 automobilisti sobri sui 360 controllati.
La maggior parte dei venti che hanno perso la patente ha accolto il provvedimento con dispiacere, ma riconoscendo la correttezza dell’operato degli agenti; solo un paio - un bergamasco e un rumeno - ha tentato di opporsi, mentre un terzo ha chiesto pietà perché l’auto che guidava non era la sua.
I controlli effettuati sulle strade che confluivano alla rotonda Bonomelli di Rovato sono durati quattro ore. Un automobilista alla guida di un’Audi R6 ha finto di rallentare, per poi partire a razzo e a luci spente: l’inseguimento tentato dalla pattuglia non è andato a buon fine, anche per la grande varietà di vie di fuga.
Le pattuglie della Stradale di Brescia, Crema, Montichiari, Bergamo, Desenzano, Salò e Mantova hanno dato vita a un controllo a tappeto e i risultati sembrano indicare che non è ancora finita la battaglia contro la guida in stato di ebbrezza. 360 persone controllate, su 210 autoveicoli, hanno portato al sequestro di due carte di circolazione e al ritiro di venti patenti. Per nove conducenti, con tassi superiori all’1,5 (il limite è di 0,5), il ritiro sarà accompagnato dalle nuove sanzioni, assai pesanti: il ritiro della patente durerà oltre un anno.
Solo due le donne che hanno perso la patente, una ventottenne con un tasso compreso tra 0,5 e 0,8 e una trentaduenne con un tasso compreso tra 0,8 e 1; diciotto invece gli uomini, tre fra i 18 e 22 anni, quattro tra i 23 e i 27, due tra i 28 e i 32. Chi è stato fermato ha soffiato di buon grado senza problemi nel cono giallo, e c’è stato più d’uno che ha voluto eseguire il test pur non essendo alla guida. L’operazione è stata inizialmente coordinata dallo stesso comandante della stradale, che è anche intervenuto direttamente per convincere un riottoso bergamasco a soffiare nell’apparecchio.
L’automobilista, che sapeva di essere oltre il limite, ha tentato in tutti i modi di evitare il test, prima dicendo che non poteva soffiare, poi succhiando il boccaglio e costringendo gli agenti a sostituirlo, fino a che il comandante senza troppi giri di parole gli ha spiegato che il rifiuto, oltre al ritiro della patente, avrebbe comportato una salatissima sanzione di 2.500 euro.
A facilitare il compito degli agenti ha contributo la condivisione della maggior parte dei conducenti che si è sottoposta al test. Uno di loro, uscito da una discoteca, ha dichiarato: «Dovrebbero farlo tutte le sere, magari all’uscita dei locali; un intervento sporadico non basta a fermare i matti, e tutti sanno che ce ne sono».
Complicato il controllo di una Mercedes A10 con cinque muratori rumeni: il conducente, in evidente stato di ebbrezza, ha minacciato di rivolgersi all’Ambasciata del suo Paese; dei passeggeri solo uno, risultato sobrio, ha potuto tornare a casa.
Difficile poi per gli agenti spiegare a un giovane, al volante di un’auto non sua, che non poteva giustificarsi dicendo che gli aveva chiesto il proprietario di guidare, sentendosi stanco; alla fine il ragazzo ha fatto venire i genitori a prenderlo.
Il freddo della notte e della sera ha ridotto il traffico rispetto ad altri fine settimana: il controllo, continuato fino al mattino, ha interessato vetture sportive e di lusso, quasi tutte fermate verso le 4; tra i proprietari, più d’uno ha dovuto lasciare il volante alla signora con cui viaggiava.


TRENTINO

Al Soultrain è già stato annullato l’appuntamento che sarebbe dovuto durare fino alle 5 del primo dell’anno
Alcol vietato, festa di Capodanno a rischio
Stop a birra e cocktail dopo le 2: lo ha deciso il ministro e non c’è deroga

 TRENTO. Feste di Capodanno a rischio, a causa del decreto ministeriale entrato in vigore da qualche mese che vieta la somministrazione di alcolici nei locali pubblici a partire dalle due di notte.
 Il primo a fare dietrofront è stato il titolare del Soultrain. «Mi avevano concesso la proroga di apertura fino alle 5 del mattino, almeno per quella serata - racconta Alessandro Cocca - ma quando ho saputo del provvedimento ho preferito lasciar perdere. Peccato perché avevo già contattato le band, ma considerando che le persone sarebbero arrivate dopo il brindisi di mezzanotte sarebbe stata una pazzia decidere di organizzare lo stesso la serata». (*)
 Nel locale che si trova all’interno del piazzale di Trento Fiere non si terrà nessun “party sixties” come annunciato, con i Dingo e Marvy’s fleurs a scaldare l’atmosfera a suon di beat e r’n’b.
 «La mia intenzione era quella di organizzare la serata ad ingresso gratuito - continua Cocca - ma ho dovuto rinunciare. Con poco più di un’ora di lavoro non sarei riuscito a pagare nemmeno in parte le spese che avrei dovuto sostenere. Questo decreto danneggia gli esercenti che hanno investito per offrire ai giovani delle serate diverse».
 A livello nazionale i gestori dei locali notturni hanno chiesto di poter somministrare alcolici almeno la notte di Capodanno, ma i segnali non sembrano incoraggianti. Si salvano parzialmente gli esercenti che organizzano anche il cenone, ma chi conta sui party che iniziano dopo l’arrivo del nuovo anno si trova in seria difficoltà. (s.c.)
(*) Nota: fa impressione veder come non vendere alcol dopo le 2 di notte crea tutti questi danni economici ai locali. L’ipotesi di consumare qualcosa che non sia alcolico non è nemmeno presa in considerazione.
E’ la dimostrazione di quanto alcol si è sempre bevuto a quell’ora.
Questo dimostra ulteriormente la necessità di perfezionare e far rispettare quelle leggi che tutelano la salute e la sicurezza sulle strade.


IL MESSAGGERO (Pesaro)

Ubriaco picchia la moglie che reagisce chiamando il 113
PESARO Ubriaco e alterato se l’è presa con la moglie, picchiandola, ma la donna ha saputo reagire allertando immediatamente il 113. Ancora un altro caso di violenza domestica che è stato sedato grazie al tempestivo intervento della squadra volante. E’ successo l’altra sera a Pesaro dove un diverbio fra marito e moglie, innescato da futili motivi, è peggiorato a causa dell’alcol ingurgitato dall’uomo. A quel punto la donna, colpita dal marito, ha avuto la prontezza di spirito di avvisare la polizia attraverso il cellulare. Poco dopo una pattuglia della volante è giunta a casa dei coniugi ponendo fine all’alterco già degenerato. E, fortunatamente, per la donna le conseguenze fisiche non sono state gravi.


L’ADIGE

Lettere
Buon cambiamento con il nuovo anno

Un altro anno se ne va e se ne va sempre in un contesto di festa, di auguri più o meno laici. Ognuno di noi ringrazia qualcosa o qualcuno o maledice e non vede l’ora che inizi il prossimo anno per veder cambiare le cose. Ma le cose cambiano? Possono cambiare le cose se noi non facciamo niente per cambiare? Sono in effetti molte le cose che cambierebbero se noi solo lo volessimo davvero. Potremmo evitare persino qualche malattia. Ma potremmo agire anche sullo star bene in generale. I nostri stili di vita sono la firma in calce al nostro destino, al nostro futuro. E mentre leggo i giornali, attento come sempre al modo di vivere di oggi, rifletto sul mio e trovo che forse dovrei cambiare molto, forse tutto. Magari dovrei cominciare a perdonare, a non continuare a ricordare cose che fa solo male ricordare, cominciare a inquinare meno promettendo a me stesso di fare tremila chilometri in meno rispetto all’anno precedente, rivedere il concetto di sana alimentazione agendo sulla riduzione o la modifica di quanto ingurgitato. Insomma facciamoci un augurio di improntare il 2008 su parametri di riguardo rispetto agli stili di vita in generale. Compreso quindi il nostro modo di rapportarci. Con noi stessi e con gli altri. Rivedere la relazione, il controllo delle emozioni, imparare a contare fino a dieci o cento prima di rispondere, parlare senza giudicare le persone ma attenendosi ai fatti e alle circostanze. Almeno proviamoci. E mentre faccio a me stesso questi auguri di nuovi e sani stili di vita viene spontaneo pensare a coloro che ci stanno provando per il problema alcol. Penso alle famiglie impegnate nei club della nostra comunità , ai loro sforzi per uscire da uno stato di disagio. A loro va il mio augurio di potercela fare, di ricominciare ad essere capitale sociale producendo «utile» per la comunità. Ma queste famiglie stanno già producendo cambiamento per cui l’augurio è solo di continuare. L’augurio importante è per le persone e le famiglie che vivono quotidianamente il problema ancora lontani dalla consapevolezza dei danni o forse con la consapevolezza non condivisa su tutti i membri della famiglia stessa. Buon cambiamento a tutti. Anche a coloro che sono convinti di non aver niente da cambiare. Soprattutto a loro! (*)
Franco Baldo , Club delle famiglie con problemi di alcol - Mori
(*) Nota: quest’ultima frase di Franco Baldo vale per tutti, indipendentemente dall’avere o meno problemi alcol correlati. Forse vale anche per l’autore della lettera che segue, pubblicata lo stesso giorno, sulla stessa pagina dello stesso giornale…


L’ADIGE

Lettere
Bacchettata alle donne trentine

Le donne trentine: molte di esse sono presuntuose e hanno la puzza sotto il naso, tante sono single molte di loro, avanti con l’età, zitelle. Hanno un carattere «freddo e acido», scrutano gli uomini non per la loro bellezza, ma per il loro denaro e per i beni materiali. Tendono a sposarsi un ricco, che le accontenta in tutto e per tutto: ori, gioielli, viaggi, vestiti chic, preferibilmente che le mantenga. Un operaio non può affrontare un divorzio (in regione molto frequenti, frequentissimi), lo riducono sul lastrico; cercano non un uomo ma uno zerbino, poi non ci sono mica tutte queste bellezze in Trentino, tanta gente asociale, difficile fare amicizie vere, anche tra uomini. Guardano troppa tv, troppe fiction, ci sono tantissime zitelle perché cercavano il divo tv. Sinceramente preferisco le donne più sanguigne e che sanno amare. Le nostre si tirano indietro su tutto, meglio viaggiare e fare nuove amicizie che girare in regione, che non offre nulla. Sì, molti pub, bar, tanti ubriaconi! L’alcol è dovuto anche a questo motivo.
Fabio Tomasi - Trento


IL GAZZETTINO (Treviso)

IN TRIBUNALE 
È in carcere: «Aiutate il mio gatto» 

 Mogliano
(A. Fed.) È vero che la verità ha tante facce. Per l’avvocato Alessandra Nava, Antonio Mei, da cliente per rapina e altro, si era trasformato in un incubo. Per Mei, arrestato due giorni fa per resistenza ad un controllo eseguito a Mogliano, la vittima è lui: non ce la fa - ha detto al giudice Gianluigi Zulian, dopo l’arresto - a stare chiuso in comunità dove è stato assegnato in alternativa alla detenzione - per recuperare un po’ di lucidità e di salute, nella zona di Mogliano. Preferisce il carcere, se proprio deve scegliere.
Ma in carcere gli vanno bene le strutture e il personale, non gli vanno bene altri detenuti che, come i pedofili, gli fanno paura. Dice di non essersi mai sognato di perseguitare l’avvocato, e ne è convinto perchè nel suo cervello non avevano intenti persecutori i continui tentativi di comunicare con lei. Si è sentito rifiutato come cliente e non ha accettato la situazione, diventando molesto come tutti gli ubriachi. Però, quando è sobrio, cioè raramente, si offende per quello che dicono di lui, lui non è cattivo. Fatto sta che fino a domani, vigilia di Natale, resterà in prigione poi il giudice deciderà che provvedimenti prendere; perchè è vero, non è il carcere che farà cambiare un uomo che a 45 anni è sempre ubriaco e la società - alla resa dei conti - non riesce nell’intento di fornire alternative valide. Del resto è un uomo che non ha avuto granchè, dalla vita. Però ha un gatto ed è preoccupato per la sua sorte, finchè non c’è lui a difenderlo: ci sono dei fanatici in giro - ha detto al giudice - che ammazzano una povera bestiola solo perchè è nera.


IL TEMPO (Molise)

TRIVENTO I Carabinieri della Compagnia di Bojano, guidati ...
TRIVENTO I Carabinieri della Compagnia di Bojano, guidati dal capitano Giuseppe Ambrosone, hanno arrestato, per aggressione e minaccia ai suoi parenti, un giovane operaio di Trivento (Cb), dando esecuzione ad un provvedimento cautelare emesso dai giudici del Tribunale di Campobasso.
Il Giudice per le indagini Preliminari ha accolto la richiesta avanzata dalla locale Procura della Repubblica anche considerando le risultanze della meticolosa attività di indagine svolta dalla Stazione Carabinieri di Trivento.
Immediata l’emissione dell’ordinanza di arresto nei confronti del trentunenne, L.S., al cui carico si registrano già numerose denunce.
L’autorità Giudiziaria ha riconosciuto valido l’impianto accusatorio a carico dell’uomo avendo appunto rilevato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza circa i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Le minuziose indagini dei militari, guidati dal Maresciallo Raffaele Votta, hanno dato materiale esecuzione al provvedimento e hanno consentito di accertare che il giovane, in più occasioni ed in stato di ubriachezza, con estrema violenza e minacce, aveva sottoposto il padre, la madre e la sorella a sistematici maltrattamenti fisici e psicologici.
Le vittime, tutte dimoranti in un’abitazione accanto a quella del reo, subivano continuamente lesioni fisiche e si vedevano danneggiare contemporaneamente anche i propri beni, subendo inoltre pesanti ingiurie.
Dopo le formalità di rito l’arrestato è stato rinchiuso nella casa circondariale di campobasso a disposizione dell’Autorità Giudiziaria del capoluogo molisano.
Intanto, continua su tutto il territorio regionale, l’attività investigativa dell’Arma dei Carabinieri anche per evitare il perpetrarsi di maltrattamenti in famiglia.


IL GAZZETTINO (Padova)

CADONEGHE In un appartamento di via Pio X: si addormentano con la pentola sul fuoco, poi la fiamme si spegne 
Due giovani salvati da morte certa 
I vicini sentono l’odore e danno l’allarme. I vigili del fuoco sfondano la porta e li trovano ancora vivi

Cadoneghe
Sarebbero bastati pochi minuti e per due giovani poteva essere il dramma. Venerdì sera A.I., 22 anni, marocchino e la sua amica A.R. diciannove anni residente a Padova in via Zanotti, si sono ritrovati a Cadoneghe in un appartamento di via Pio X al civico 89 per trascorrere una serata "alternativa". Dopo aver abusato pare di sostanze stupefacenti e alcol avevano deciso di cenare, ma, mentre la pentola era sul fuoco, i due si sono addormentati. Dopo pochi minuti la fiammella del gas si è spenta e la stanza si è riempita di gas. L’odore inequivocabile ha in pochi istanti invaso il palazzo destando la preoccupazione di alcuni vicini di casa che hanno dato l’allarme ai Vigili del fuoco. Intorno all’una di ieri notte un mezzo dei pompieri di Padova con una squadra di sei uomini a bordo, a folle velocità, ha raggiunto via Pio X e dopo aver sfondato la porta d’ingresso, ha messo in sicurezza la cucina e salvato i due giovani. L’effetto del gas li aveva già colpiti ed entrambi avevano evidenti segni di intossicazione. Sono stati immediatamente trasportati all’ospedale di Padova e dopo le prime cure sono stati dichiarati fuori pericolo.
Una serata "alternativa" fatta di divertimenti poco convenzionali rischiava di trasformare l’abitazione di via Pio X in una tomba per i due giovani e allo stesso tempo poteva innescare una vera e propria bomba che avrebbe provocato effetti devastanti sia per l’appartamento del marocchino e la sua compagna che per i vicini di casa. Quando i Vigili del fuoco e le forze dell’ordine sono giunte sul posto hanno notato come le due "vittime" erano stordite dai fumi dell’alcol e dall’uso di sostanze stupefacenti. Una situazione di totale degrado che deve far riflettere sull’attuale mondo giovanile troppo spesso "schiavo" di alcol e droga. Ai Vigili del Fuoco, ancora una volta, il merito di aver salvato due vite umane e di aver evitato una possibile strage.
Adesso spetterà agli inquirenti scavare sul passato della coppia, stabilire quali tipi di sostanze abbiano utilizzato e non meno importante verificare se abbiano precedenti penali alle spalle. Dell’episodio di Cadoneghe sono al corrente i carabinieri della Stazione di Vigodarzere che in prossimità delle festività stanno intensificando i controlli tesi a debellare il consumo e lo spaccio di sostanze stupefacenti.

Cesare Arcolini


L’ADIGE

Quando gli organizzatori…
di LUISA PIZZINI
Quando gli organizzatori della mostra di presepi di Romagnano si sono accorti che le cassettine per la raccolta delle offerte erano state forzate la delusione è stata grande. Non tanto per le poche decine di euro che sono venute a mancare, quanto per il gesto. Non era mai successa una cosa del genere nelle quattro edizioni della manifestazione organizzata dal circolo Le Fontane. Deve essersene reso conto perfino il responsabile del fattaccio, o comunque qualcuno molto vicino a lui. Tant’è che ieri mattina, dopo che in paese erano stati affissi dei cartelli con l’invito a restituire il maltolto, nella cassetta della posta del circolo è stata recapitata una busta. Dentro c’erano 4 euro e un bigliettino scritto a mano con le scuse dell’autore del furto. La somma restituita probabilmente è soltanto una parte del «bottino», ma questo gesto d’altri tempi ha riportato il buonumore in paese. Quasi fosse una favola di Natale, una favola dei tempi moderni. Torniamo ai fatti. L’esposizione dei presepi è un evento che coinvolge molte persone il paese: dai bambini della scuola materna ai più grandicelli, dai giovani agli anziani. Qualcuno viene allestito dagli stessi privati che mettono a disposizione corti e portici per questa suggestiva galleria a cielo aperto. Accanto ad ogni rappresentazione della natività, gli organizzatori del circolo Le Fontane hanno affisso una piccola cassettina in legno chiusa da un lucchetto. Qui vengono raccolte le offerte lasciate alla generosità di chi visita la mostra, aperta nei giorni pre-festivi e il venerdì dalle 14 alle 21, nei festivi dalle 10 alle 21. Nell’arco dei quaranta giorni in cui si possono ammirare i presepi, il circolo di solito riesce a raccogliere qualcosa come 500 euro. Una somma che non serve nemmeno a coprire le spese, ma un contributo che indubbiamente è d’aiuto per la continuazione di queste iniziative che rendono più vivo il paese. Giovedì mattina però le cassettine erano vuote. Qualcuno aveva fatto razzia delle offerte, racimolando forse qualche decina di euro. La notizia si è diffusa subito a Romagnano, tra lo stupore e l’indignazione per quanto accaduto. «La delusione è stata grande, anche se abbiamo pensato subito che si trattasse di una ragazzata» commenta il presidente del circolo, Giuseppe Iori, che di professione fa il poliziotto. «Ci ha sorpreso poi, il giorno dopo, vedere affissi in paese tutti quei cartelli che invitavano l’autore del furto a restituire il denaro prima che venissero presi provvedimenti più seri. In calce era indicato il luogo dove recapitare il maltolto: la cassetta della posta del nostro circolo». Il messaggio evidentemente ha fatto breccia nel cuore del «ladro» che ieri mattina ha lasciato una busta con 4 euro e qualche riga con la quale si scusava e imputava ai fumi dell’alcol la bravata di quella notte.


IL MESSAGGERO (Umbria)

Ubriaco alle 8,30: frontale sulla Val di Chienti
 E’ un ecuadoregno di 36 anni residente a Macerata, ora in gravi condizioni all’ospedale di Perugia 

di FABIOLA GENTILI
Guidava stordito dall’alcool e ha rischiato di morire in un violento scontro frontale. Vittima dell’ennesimo incidente sulle strade del Folignate, un ecuadoregno di 36 anni, residente a Macerata, che ieri mattina insieme ad un connazionale di 17 anni si è schiantato con la sua Alfa 33 grigia contro una Punto cabrio, a bordo della quale c’erano un uomo 46 anni residente a Perugia e un bambino di 6 anni, rimasti lievemente feriti. L’impatto è avvenuto ieri mattina alle 8.30, lungo la statale 77 Val di Chienti, tra Scopoli e Leggiana. Ancora incerte le cause dello schianto, anche se probabilmente una delle due auto ha invaso la corsia opposta scontrandosi con l’altra su una semicurva.
A causa del forte impatto, l’uomo alla guida dell’Alfa 33 –risultato poi con un tasso alcolemico superiore alla norma– è rimasto incastrato fra le lamiere ed stato liberato dai Vigili del Fuoco di Foligno, per essere poi trasportato d’urgenza al San Giovanni Battista. Dopo i primi accertamenti, che hanno evidenziato politraumi e lesioni alla colonna vertebrale, i sanitari hanno deciso di trasferirlo all’ospedale di Perugia dove è stato ricoverato in prognosi riservata.
Trasportati al Pronto Soccorso anche il bambino e l’uomo a bordo della Punto, e il diciassettenne equadoregno, rimasti feriti in modo non grave. Sul luogo dello scontro sono intervenuti anche i Carabinieri di Foligno, per i rilievi dell’incidente che ha bloccato per due ore il traffico lungo la statale 77. Tuttora in corso comunque gli accertamenti per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente. L’unica cosa certa per ora è che il trentaseienne è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza e gli è stata ritirata la patente.


HEOS.IT

Vietati in Danimarca e Norvegia, in Francia sono definiti "medicinali"
Energy drink, in Italia si bevono mischiati ad alcol
La necessità di imporre una seria etichetta di avvertenze

22.12.07 - Negli ultimi anni in Italia e nel resto del mondo si è registrato un aumento consistente del consumo di bevande denominate "Energy Drinks". Questo tipo di bevanda venduta in lattine e contiene caffeina (in quantità lievemente superiore o equivalente agli 80-85 mg di una tazzina di caffè e decisamente inferiore ai 23 mg di una Coca Cola), a volte altri stimolanti quali, guaranà (contenente altra caffeina) o ginseng.
Nate come bevande energetiche, gli "energy drinks" sono diventati i protagonisti di un nuovo modo di consumare l’alcool. Tra i giovani, l’assunzione di cocktail a base di "energy drink" e alcolici, e soprattutto superalcolici, è oggi una moda molto diffusa. Nonostante l’enorme popolarità a livello mondiale, in alcuni paesi europei ed extra-europei non è stata concessa l’autorizzazione all’immissione in commercio degli "energy Drinks". In Francia, il ministero della Sanità ha stabilito che gli "energy drinks" potrebbero avere effetti indesiderati sul metabolismo e sulla pressione arteriosa e li ha classificati come medicinali, impedendone di fatto la distribuzione. Anche la Danimarca e la Norvegia non ne hanno autorizzato la vendita. In Gran Bretagna, il commercio è consentito ma è sconsigliato l’uso alle donne in gravidanza, ai minori e alle persone a rischio cardiovascolare.
http://www.heos.it/Attualita_07/010255.htm


IL TIRRENO del 22/12/2007

Ubriachi, sfasciano la rosticceria kebab 
Fuggiti dopo aver minacciato il titolare e arrestati dai carabinieri 

 CECINA. Hanno sfasciato tutto, hanno minacciato di dar fuoco al negozio e se ne sono andati portandosi via delle birre senza pagare. La brutta serata del titolare del Mesopotamia kebab si è conclusa fra gli scaffali rovesciati, i cocci dei bicchieri rotti, i resti di un albero di Natale fatto a pezzi. Quella dei due aggressori stava appena per iniziare.
Il titolare del kebab sul viale Garibaldi, un turco che lavora da tempo a Cecina, non si è fatto infatti intimidire dalle minacce e ha chiamato i carabinieri. E pochi minuti dopo R.A, ventenne di Cecina e M.M., ventiseienne di Piombino, sono finiti in manette.
 I due erano entrati al Mesopotamia Kebab intorno alle 22 e, già visibilmente alticci, avevano chiesto di bere birra. Il gestore, visto le loro condizioni, si è rifiutato di farli bere ancora.
 Al suo rifiuto i due hanno reagito in maniera estremamente violenta, hanno offeso il venditore di kebab, poi hanno iniziato a sfasciare tutto quanto gli capitava per le mani, hanno rovesciato gli scaffali e fatto a pezzi un albero di Natale che adornava il negozio.
 Prima di andare via hanno preso, ovviamente senza pagarle, due bottiglie di birra, e si sono allontanati minacciando il turco di dar fuoco al locale se avesse denunciato il fatto.
A quel punto al titolare del kebab, col negozio a pezzi, non è rimasto che chiamare i carabinieri, che sono intervenuti nel giro di pochi minuti.
 Ai militari non c’è voluto molto per rintracciare i due giovani, che si erano fermati non lontano, seduti sul marciapiede, a bere le birre. I due, che erano già conosciuti ai carabinieri per piccoli reati legati al mondo della tossicodipendenza, sono così stati arrestati e dovranno rispondere di una serie di pesanti accuse.
 Oltre a danneggiamento aggravato, infatti, saranno giudicati per ingiurie, minacce e per rapina, avendo di fatto rubato le due bottiglie di birra.

L.D.


IL TIRRENO del 23/12/2007

Troppo ubriaco anche per il test 
 PRATO. Quando l’hanno fermato era talmente ubriaco che non è riuscito nemmeno a soffiare dentro l’alcoltest. Per questo un albanese di 41 anni, residente a Quarrata, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza, oltre al ritiro della patente e al sequestro dell’auto, una Rover Freelander. L’uomo è stato fermato venerdì notte dalla polizia in via dei Palli mentre procedeva con andatura incerta invadendo la corsia opposta. Quando è arrivato alla caserma della polizia stradale per controllare le sue condizioni non ce l’ha fatta nemmeno a soffiare nell’apparecchio.
 Una scena simile, anche se più movimentata, è accaduta a Montemurlo, dove i carabinieri hanno intercettato un nigeriano, anche lui ubriaco alla guida. L’uomo è sfuggito a un posto di blocco, è stato inseguito e fermato poco più in là. E’ risultato che la patente gli era stata revocata da un mese. Ha rifiutato il test, ma è stato denunciato lo stesso.


IL TIRRENO del 23/12/2007

Guida ubriaco scooter rubato Cade e si ferisce 
 PISA. Guida ubriaco su un motorino rubato, perde il controllo del mezzo, cade, si ferisce e chiama il 118. Quando sono arrivati a soccorrerlo, lo hanno portato in ospedale dove è stato medicato, ma è venuto fuori anche che lo scooter su cui viaggiava era frutto di furto.
 Per questo è stato denunciato un ragazzo rumeno di 21 anni: è accusato di guida in stato di ebbrezza e ricettazione.


IL TIRRENO del 23/12/2007

Domani notte locali aperti fino alle 4 
Notte del ponce ma senza eccessi 

 PIETRASANTA. Il sipario sulla notte del ponce si alzerà dopo la rituale cena della vigilia di Natale, anche se i primi bagliori della festa saranno anticipati al tardo pomeriggio. Va in scena, domani sera, e fino alle prime ore del mattino del 25, quella che è una tradizione consolidata del centro storico. Fenomeno di massa, modaiolo e di divertimento per i presenti, anche se i non partecipanti criticano e puntano l’indice contro il caos che invade la città.
 Origini. La tradizione ha radici in un personaggio, come il mitico e mai dimenticato Sirio, del bar Michelangelo di piazza Duomo. Agli albori degli anni ’80, il camel ponce, era prerogativa di un ristretto numero di ragazzi, che transitavano di bar in bar, con apoteosi finale da Sirio, quasi in risposta alla stragrande maggioranza delle persone, che si recava alla messa di mezzanotte. Un fenomeno che, di anno in anno, è cresciuto, fino a tracimare; lo scorso anno furono oltre 5.000 i frequentatori del centro: colore, risate, grandi affari per i bar e divertimento, ma con qualche sgradevole effetto collaterale, vedi sporcizia, caos e stupidi vandalismi. Da qui le proteste di molti cittadini ed il giro di vite adottato dall’amministrazione Mallegni.
Divieti. Divieto ad occupare il suolo pubblico con attrezzature destinate alla produzione, somministrazione e vendita di bevande di qualsiasi natura, esteso alle aree, già in concessione ai titolari dei locali. Questo significa che di gazebo e baldacchini sull’esterno dei locali non vi sarà traccia. «E’, inoltre, vietato vendere e somministrare, anche se a titolo gratuito, bevande alcoliche di qualsiasi gradazione, in particolare “ponce” ai minorenni», si legge nell’ordinanza. I bar potranno utilizzare solo bicchieri a perdere.
Orari. Si andrà avanti dalle 11 di sera fino alle 4 del mattino. Dopo di che, stop e chiusura dei locali, come da accordo fra sindaco e pubblici esercenti; accordo raggiunto con difficoltà, anche se i titolari di attività, hanno elogiato l’amministrazione per l’intesa, accollandosi una parte delle spese di pulizia.
 Controlli e parcheggi. Polizia municipale a vigilare sulla tranquillità della nottata, ma prevista una discreta presenza di forze dell’ordine.
«Questa tradizione la intendiamo mantenere e preservare, ma non tollereremo eccessi», ribadisce il sindaco Massimo Mallegni. (*)
(*) Nota: nel momento in cui si sostiene una manifestazione finalizzata alla vendita di superalcolici ai giovani si devono mettere in conto gli inevitabili “sgradevoli effetti collaterali”.
Il Sindaco, responsabile della salute pubblica, a fronte di un evento del genere, si preoccupa di scongiurare un “uso improprio del suolo pubblico” e proroga dall’una alle quattro l’orario per vendere i superalcolici nel territorio del suo Comune.
I commercianti ringraziano, per i riscontri in cronaca nera ne riparliamo su queste stesse pagine tra qualche giorno.


DAL SITO DEL COMUNE DI PIETRASANTA – COMUNE.PIETRASANTA.LU.IT

Oggetto: Disposizioni per la manifestazione “Camel Ponce” del 24/25 dicembre
IL SINDACO
Atteso che nella notte tra il 24 ed il 25 dicembre si svolgerà, sul territorio comunale, ed in particolare nel centro storico, una manifestazione spontanea dedicata alla consumazione della bevanda denominata “ponce”, che ha fatto registrare negli anni un crescente afflusso di persone provenienti anche da comuni limitrofi;

Rilevato che tra gli utenti vi è una maggioranza di pubblico giovane;
Ritenuto necessario limitare i danni dovuti ad uso improprio del suolo pubblico, in particolare nelle zone in cui il Comune ha completamente rinnovato l’arredo stradale, nonchè evitare la collocazione di attrezzature funzionanti con fiamma libera in zone affollate;
Vista la propria ordinanza n.21 del 2/8/2006
Visti gli artt. 50 e 54 del D.L. 267/2000;
Dato atto che il presente provvedimento è rivolto ad una pluralità di persone e che pertanto non è necessaria la previa comunicazione di avvio del procedimento ex art.10 bis della L. 241/90

ORDINA

nella notte tra il 24 e il 25 dicembre in occasione della manifestazione denominata “Camel Ponce”:
-È fatto tassativo divieto a tutti i cittadini di occupare il suolo pubblico con attrezzature destinate alla produzione, somministrazione e vendita di bevande di qualsiasi natura. Detto divieto è riferito anche alle aree già in concessione ai titolari dei locali di somministrazione.
-E’ inoltre vietato vendere e somministrare, anche se a titolo gratuito, bevande alcoliche di qualsiasi gradazione, ed in particolare quella denominata “ponce” ai soggetti minorenni.
-E’ altresì fatto divieto a tutti i titolari dei pubblici esercizi nella notte medesima di vendere per asporto qualsiasi tipo di bevanda in contenitore rigido, potendosi utilizzare pertanto soltanto bicchieri a perdere.
-E’ consentito ai pubblici esercizi protrarre l’orario di apertura fino alle ore 4,00 del mattino.
-E’ consentita la somministrazione della bevanda denominata “ponce”, anche se rientrante nella categoria dei superalcolici, fino alla chiusura dell’attività e comunque non oltre le ore 4,00 del mattino. 
I disposti della presente ordinanza valgono limitatamente al Centro Storico, così come individuato nella cartografia allegata e prevalgono, in caso di contrasto, su altre ordinanze che disciplinano la stessa materia.
La Polizia Municipale e le Forze dell’Ordine sono incaricate di far osservare la presente ordinanza.
In caso di inottemperanza, il trasgressore sarà punito ai sensi e per gli effetti dell’art. 650 c.p.
Avverso il presente provvedimento, è ammesso, entro il termine di 60 giorni dalla pubblicazione, ricorso al TAR della Toscana, ovvero in alternativa, ricorso straordinario al Capo dello Stato da proporre entro 120 giorni.
La presente ordinanza, oltre alla pubblicazione all’Albo e sul sito Internet del Comune, dovrà essere notificata al Comando di Polizia Municipale, alla Stazione dei Carabinieri di Pietrasanta e Marina, al Commissariato di Forte dei Marmi e all’Azienda ASL 12 Viareggio
Il Responsabile del procedimento è il Geom. Giuliano Guicciardi, con sede c/o il Comune di Pietrasanta, in via Martiri di Sant’Anna 10.

 Il SINDACO
 (Massimo Mallegni)

COMUNICATO STAMPA COORDINAMENTO CAMPERISTI
nel 2008 circa altri 9.000 cittadini moriranno sulle strade italiane,
25.000 saranno i disabili gravi, 300.000 feriti,
un costo sociale di oltre 33 miliardi di euro.
 

PUOI IMPEDIRLO O LIMITARLO, ATTIVANDOTI SUBITO
invia una istanza al tuo sindaco per illuminare in rosso una volta al mese il tuo Municipio
invia una istanza al tuo vescovo per illuminare in rosso una volta al mese la tua Cattedrale

Lunedì, 24 Dicembre 2007
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