Sabato 14 Dicembre 2019
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Rassegna stampa Alcol e guida del 19 dicembre 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

LA SICILIA

Niscemi - Alcolisti in trattamento nella chiesa istituito il Cat 

(Niscemi. a.d.) L’alcolismo è uno dei fenomeni più diffusi e dilaganti nella società contemporanea. E proprio nel tentativo di cercare di arginare tale fenomeno, anche in ambito locale, sta per essere istituito in città nei locali della chiesa "Anime Sante del Purgatorio" di cui è parroco don Lillo Buscemi, un Cat (Club di alcolisti in trattamento). «Il Cat - spiega la dottoressa Salvina Giudice, insegnante servitrice dell’istituenda comunità multifamiliare - è costituito da 2 a 12 famiglie con problemi complessi derivanti dall’uso eccessivo di alcol che fonda la propria attività sull’approccio ecologico, sociale e familiare. Le famiglie che sono in difficoltà a causa dell’alcol, una volta alla settimana e per un’ora e mezza, si riuniscono presso la parrocchia del Purgatorio per affrontare i vari problemi».


LA SICILIA

Santa Caterina.

Anche senza alcool ti puoi riscaldare

"Anche senza alcool ti puoi riscaldare" è il tema provocatorio della manifestazione contro l’abuso dell’alcool che si svolgerà la sera della vigilia di Natale.

La manifestazione è organizzata dalle associazioni culturali "Il principiante" e "Foro moderno" e si svolgerà in piazza Garibaldi. Poi, a cominciare dalle ore 21 di martedì 24 dicembre e sino a tarda notte, saranno distribuite bevande calde come tisane, the.

«L’iniziativa – hanno detto Agatino Macaluso e Angelo Stella, presidenti delle due associazioni che sono promotrici di questa innovativa e originale iniziativa - mira a contrastare l’abuso che si fa dell’alcool soprattutto tra i giovani ai quali ci rivolgiamo con maggiore attenzione perché non facciano uso di alcool che è dannoso per la loro salute». Saranno distribuite bevande calde con alloro e limone, the e tisane con erbe aromatiche.

«Plaudo all’iniziativa e condivido gli scopi che essa vuole raggiungere e che sono altamente sociali» ha detto il sindaco Antonio Fiaccato che ha accolto con entusiasmo la manifestazione assicurando la piena collaborazione del Comune per la sua riuscita. «Sono felice – ha detto ancora Fiaccato – per quello che è stato organizzato e spero tanto che la manifestazione serva a fare riflettere i giovani sull’abuso dell’alcool che porta soltanto danni alla salute e il cui consumo, purtroppo, è sensibilmente aumentato».

L. S.


INALESSANDRIA.IT

Sabato ha preso il via il primo evento del progetto: ’’Non berti la vita’’ 

19 Dicembre 2007 - Sabato 15 Dicembre 2007 dalle ore 21.30 in corso Roma ad Alessandria, nelle adiacenze del locale “Zogra”,la Città dei Giovani ha dato inizio al primo evento del progetto “Non berti la vita”, preventivo alle stragi del sabato sera e contro all’abuso di alcol.

Realizzato con la preziosa collaborazione della Prefettura di Alessandria, Motorizzazione Civile e Provincia di Alessandria.

Notevole e popolare il successo della serata che si è protratta piu’ del previsto sino alle ore 1,30.

Svariate centinaia di ragazzi con interesse hanno fatto la prova dell’etilometro e hanno ritirato il volantino con le nuove normative riguardante il Codice stradale, molte le domande e soprattutto la sorpresa nel capire a cio’ a cui si va veramente incontro.

I ragazzi della Città dei Giovani, hanno spiegato a tutti gli intervenuti tutto cio’ che puo’ accadere abusando di sostanze alcoliche, soprattutto per chi guida l’auto.

Presenti anche tre tecnici della Motorizzazione Civile che durante tutta la serata hanno collaborato all’esecuzione del test alcoletilometrico, dei numerosi e attenti giovani volontari.

Visto il notevole successo dell’iniziativa, la prossima tappa di Gennaio si svolgerà a Tortona, per poi passare a Casale Monferrato, Valenza, Ovada e Acqui Terme.

Per informazioni visitate il sito www.lacittadeigiovani.it


CORRIERE ADRIATICO

Oggi polizia e commissariato cominciano il trasloco nella nuova sede La Regione finanzia un progetto dei vigili urbani contro la guida in stato di ebbrezza e l’assunzione di droghe Un anno nero sulle strade di Senigallia: un incidente al giorno, sette morti e 510 feriti

Alcol e velocità, un mix che fa paura

SENIGALLIA - E’ stato un anno nero sulle strade del territorio senigalliese. I dati Istat elaborati dalla Confartigianato locale raccontano di una lunga scia di incidenti, uno al giorno dall’inizio dell’anno fino ai primi giorni di dicembre con 510 feriti trasportati al pronto soccorso e sette persone che sull’asfalto hanno perso la vita. Nonostante la prevenzione e il giro di vite deciso dal Governo, alta velocità, guida in stato di ebbrezza e imprudenza sono le tre cause principali che scatenano tamponamenti e scontri frontali, dove a morire sono per lo più giovani e motociclisti.

La città di Senigallia prova a cambiare marcia sul tema della sicurezza e lo fa spinta da due eventi che riguardano in particolare la polizia ed i vigili urbani. Da questa mattina infatti chiudono le sedi storiche di commissariato e polizia stradale che si trasferiscono nella nuova struttura davanti all’autostrada in uffici separati ma con un’unica sala operativa che permetterà di ottimizzare gli interventi e di razionalizzare il servizio. Nei giorni scorsi invece la Regione Marche ha approvato e finanziato un progetto predisposto dal Comune di Senigallia, attraverso il proprio Servizio di Polizia Municipale, in materia di sicurezza stradale. Si chiama “Viaggio sicuro al termine della notte” ed è stato studiato con particolare riferimento al problema della guida in stato di ebbrezza derivante dall’abuso di alcool o dall’assunzione di stupefacenti, fenomeno che soprattutto nelle ore notturne dei fine settimana costituisce una delle principali cause di incidenti stradali.

Senigallia non è immune dallo sballo e dal divertimento ad ogni costo, anche per l’alta percentuale di locali esistenti a causa della vocazione prettamente turistica della città. Lo provano i dati della Polizia Municipale riguardo al costante aumento delle violazioni al codice della strada per guida in stato di ebbrezza: le patenti ritirate per questo motivo sono state 8 nel 2003, 13 nel 2004, 24 nel 2005 e 35 nel 2006, mentre nel 2007 erano già 32 al 24 settembre scorso.

Con questo progetto saranno aumentati i controlli della Polizia Municipale, acquistando e utilizzando anche dei precursori rapidi, strumenti idonei a misurare con certezza l’eventuale assunzione di stupefacenti. Il servizio inizierà anche a raccogliere in maniera sistematica i dati relativi alle violazioni e ai sinistri stradali derivanti dall’abuso di alcool e sostanze stupefacenti. Allo stesso tempo sarà promossa una diffusa attività di prevenzione e sensibilizzazione. In collaborazione con il dipartimento Dipendenze Patologiche della Zona Territoriale 4 dell’Asur Marche, saranno organizzati incontri specifici presso i centri sociali per informare i cittadini su questa problematica. I giovani verranno posti di fronte al problema e informati sui rischi di simili comportamenti anche attraverso campagne informative diffuse sia negli istituti scolastici che negli ambienti di lavoro. Con la collaborazione di Confcommercio e Confesercenti saranno poi coinvolti gli esercenti dei locali pubblici, al fine di ottenere una loro proficua collaborazione attraverso la distribuzione di bicchieri di plastica con slogan sulla sicurezza stradale.

M.TERESA BIANCIARDI


IL GAZZETTINO

SICUREZZA STRADALE 

«Cattivi maestri al volante I figli «bocciano» i genitori

Mestre

«Mia madre alla mattina si trucca in macchina. Dice che guadagna almeno mezz’ora di sonno». Serena, 14enne veronese, non ha battuto ciglio quando si è trattato di parlare di come i genitori si comportano in macchina. E nemmeno Giulia, 12 anni, veneziana, nel dire che «mio madre quando è in macchina dice un sacco di parolacce contro quelli a piedi». Mai come il padre di Barnaba, trevigiano di 10 anni, che «guarda la televisione mentre guida». Non si tratta del canovaccio di uno dei surreali monologhi di Gioele Dix, automobilista inc... di professione, ma delle risposte che alcuni studenti hanno dato agli 85 dipendenti della Motorizzazione civile che da due mesi vanno nelle scuole del Veneto a parlare di sicurezza stradale. Un progetto dal costo limitato - non più di 60mila euro - che entro la fine dell’anno scolastico avrà coinvolto 80mila alunni veneti con l’obiettivo di metterli «sulla buona strada», come recita lo slogan del Progetto scuole.

Per adesso l’iniziativa ha raggiunto 22mila scolari e studenti, ai quali è stato distribuito un questionario per conoscere come i ragazzi e i loro genitori si comportano sulla strada. I risultati, come rivelano le risposte, sono sconfortanti. Il 57 per cento dei bambini fra 6 e 10 anni non attraversa sulle strisce pedonali, il 71 per cento non allaccia le cinture posteriori. Il casco è un optional per l’80 per cento dei ragazzi fra 15 e 18 anni, e il 65 per cento non rispetta i semafori. Ma Carmelo Trotta, direttore della Motorizzazione civile del Triveneto, non si scandalizza: «Il vero problema - dice - è che i loro genitori sono pessimi istruttori. Non lo dice solo il nostro questionario, ma i dati dei 30 milioni di punti-patente persi fino a oggi. Non si può dare la colpa ai bambini se le loro madri portano all’asilo i figli senza allacciare loro le cinture».

A dire il vero gli adulti fanno anche di peggio: l’auricolare per il telefonino è un optional, stando alle dichiarazioni degli studenti. Tre bambini su quattro dichiarano che mamma e papà si distraggono alla guida, e due su tre che bevono oltre misura prima di mettersi al volante. Il rispetto dei limiti sembra poi un obbligo per pochi intimi, stando alle dichiarazioni degli adolescenti, e la riduzione della velocità in caso di pioggia o nebbia è una misura adottata da una risicata maggioranza di genitori. (*) «È proprio per questo - ribatte Trotta - che andiamo a parlare di sicurezza stradale ai ragazzi. Durante gli incontri nelle scuole proponiamo dei brevi filmati senza alcun commento, poi aspettiamo la reazione dei giovani. Finora, a parte un paio di casi, la risposta è sempre stata positiva». Il Progetto scuole del Veneto ha peraltro attirato l’attenzione del ministero dei Trasporti svizzero, con il quale è in corso un patto di collaborazione. Ma il sogno dell’ingegner Trotta è quello di estendere l’iniziativa in tutta Italia: «Servirebbero cinque milioni di euro ma ne varrebbe la pena. Il problema è che le istituzioni non ci credono ancora».

Ciò non impedisce alla Motorizzazione di andare avanti per la propria strada. Dopo il Progetto scuole, e dopo i test con l’etilometro effettuati l’estate scorsa davanti alle discoteche, è già allo studio un sondaggio sui percorsi casa-scuola degli studenti. E a gennaio scatteranno i controlli lungo la strada sull’assunzione di droghe, che saranno fatti all’interno di un Tir attrezzato per l’occasione.

Alberto Francesconi

 

(*) Nota: sovente, quando si parla di prevenzione dei problemi correlati all’uso di alcolici, si richiedono interventi nella scuola o da parte di esperti. Ma, come è ovvio, la famiglia rimane il principale fattore educativo e i modelli di comportamento presentati dai genitori i più importanti riferimenti formativi.

Se c’è qualcosa nel bambino che desideriamo cambiare, dovremmo prima esaminarlo bene e vedere se non è qualcosa che faremmo meglio a cambiare in noi. (Carl Gustav Jung)


L’ARENA

ASSOCIAZIONI E REGIONE

Incontro a Venezia tra il Forum terzo settore e la commissione consiliare veneta

«La legge sull’alcol penalizza i circoli»

Ha aperto spazi importanti di dialogo l’incontro a Venezia tra il Forum Terzo settore Veneto e la terza Commissione consiliare regionale che si occupa di artigianato, commercio, industria e lavoro.

Marina Bastianello e Paolo Alfier, portavoci del Forum, hanno incontrato la presidente della Commissione, Giovanna Fontanella, per porre alla sua attenzione alcune importanti riflessioni sulla legge 29, approvata lo scorso 21 settembre, che disciplina l’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande.

Tale legge rischia, infatti, di penalizzare gravemente l’attività di numerosi circoli e associazioni legati a enti e associazioni con finalità non lucrative. Per questo è indispensabile - chiede il Forum - che in fase attuativa si inseriscano precise distinzioni. «La Legge 29 può sicuramente costituire un passo in avanti nel percorso di contrasto "all’abusivismo associativo" contro il quale le nostre stesse associazioni si sono sempre battute», dicono Bastianello e Alfier, «ma è fondamentale che si faccia chiarezza su quali siano i circoli a cui la normativa è applicabile».

Sta qui il nodo fondamentale delle richieste avanzate dai due portavoce del Forum, che sottolineano: «Siamo convinti che l’associazionismo "sano" di questa Regione possa dare un contributo importante alla coesione sociale, ai tanti percorsi di promozione sociale e culturale che contrastano il degrado delle aree metropolitane, e che i progetti e le iniziative che nascono dalle nostre associazioni in sinergia con altre siano una valida risposta al disagio giovanile e quindi contribuiscano fattivamente alle politiche attive di prevenzione dell’abuso di alcol».


IL MATTINO

Domiciliari per l’ubriaco alla guida: è polemica

Ischia. È agli arresti domiciliari Antonio Fiore, il guidatore dell’Alfa 147, il veicolo coinvolto nel tragico incidente di sabato notte a Forio, costato la vita a Giovanni Barretta, Aniello Impagliazzo e Vincenzo Ballirano. Il provvedimento reca la firma del gip Vincenzo Caputo che, su richiesta del pm Gloria Sanseverino, ha disposto per lui i domiciliari con divieto di intrattenere contatti all’esterno, ritenendo che non vi fosse in concreto un pericolo di fuga. Ieri, scortato dai carabinieri, Fiore ha lasciato l’ospedale Rizzoli. Il macellaio ventiduenne, risultato positivo ai test per l’assunzione di alcol e cannabinoidi, è accusato di omicidio colposo plurimo e lesioni aggravate plurime. L’ordinanza del gip è stata commentata con stupore dai genitori di Antonio Ballirano, il ragazzo che al momento dell’incidente si trovava alla guida dell’auto centrata da quella guidata da Fiore: «Siamo davvero senza parole, nostro figlio ha rischiato di morire per mano di questo sconsiderato». E ieri, a rendere le prime deposizioni ai carabinieri, sono stati i due ragazzi maggiorenni feriti, che restano in osservazione al Rizzoli. Il minorenne che era in auto con Fiore, ancora ricoverato in rianimazione, potrebbe essere ascoltato oggi. Confermate nelle deposizioni, la gran parte delle accuse a Fiore. «Andava come un pazzo - hanno ripetuto i due giovani di Lacco Ameno - ha sbandato paurosamente e ce lo siamo trovati addosso senza neppure rendercene conto». Ieri è stata eseguita l’ispezione delle salme. I funerali di Barretta, Impagliazzo e Ballirano, saranno celebrati dal vescovo di Ischia Filippo Strofaldi, oggi alle 14,30 alla basilica di Santa Maria di Loreto a Forio. Il Comune ha decretato il lutto cittadino.

ma.zv.


LA GAZZETTA DI PARMA

Pronto soccorso, la notte fa paura: «Siamo a rischio»

Nuovo allarme degli operatori: «In balia di tutti, vogliamo più vigilanza»

Georgia Azzali. - «Era aggressivo, tentava di mettermi le mani addosso. E’ venuta anche la guardia giurata in aiuto, ma con uno ubriaco, alto e possente come quello, è difficile difendersi. E può diventare pericoloso. Così è stata chiamata la volante della polizia», racconta l’infermiera. Pronto soccorso del Maggiore, notte tra sabato e domenica. L’infermiera si trova di fronte il rugbista inglese dei Saracens che, dopo aver distrutto il vetro di un Prontobus in via Emilia Est, arrivato in ospedale dà in escandescenza. Sono le 2,30 circa di sabato, ma potrebbe essere qualunque altro giorno dell’anno. Perché al «triage» del Pronto soccorso - la zona in cui vengono filtrati gli accessi - di notte c’è sempre un solo infermiere. Che deve fronteggiare chiunque si presenti: malati veri, immaginari, ubriachi e violenti. Il posto di polizia interno all’ospedale chiude alle 19. continua...


PRIMADANOI.IT

Violenze in ospedale a Pescara, due arresti

PESCARA. Due uomini sono stati arrestati ieri sera a Pescara, dalla Polizia, a seguito di due diversi episodi di violenza avvenuti in ospedale.

Il primo a finire in manette è stato un polacco di 25 anni, Mariusz Geriak, che ha aggredito verbalmente e fisicamente, con calci e pugni, due infermieri del Pronto soccorso e un poliziotto di turno al Posto fisso di polizia.

Il polacco, in evidente stato di ubriachezza, è finito al Pronto soccorso dopo essere stato

recuperato in strada dal 118.

In ospedale ha danneggiato una tenda, un separè e un’asta porta-flebo. E’ accusato di danneggiamento aggravato, violenza e lesioni a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio.

(…)


LA NAZIONE

Ubriaco alla guida di un furgone

Scatta la denuncia e il ritiro di patente

E’ stato trovato in stato di ubriachezza alla guida del proprio furgone. L’uomo, di 42 anni originario della Sardegna, aveva appena provocato un incidente stradale e si era rivolto all’autista coinvolto molto malamente. Scattata la denuncia e il ritiro del furgone per il quarantaduenne

Arezzo, 18 dicembre 2007 - E’ stato trovato in stato di ubriachezza, dopo aver provocato un incidente stradale con il suo furgone e offeso malamente l’autista coinvolto. Protagonista un uomo di 42 anni, originario della Sardegna.

L’uomo non è stato certo intimorito dall’arrivo delle forze dell’ordine, anzi, il quarantaduenne dà prima in escandescenza e danneggia uno scooter fermo lungo la strada. Poi, nel momento in cui gli viene ritirata la patente, si allontana minacciando anche la pattuglia. I poliziotti lo hanno denunciato e, oltre al ritiro della patente, all’uomo è stato sequestrato anche il furgone.


LA NAZIONE

DENUNCIATO 47ENNE

Provoca un incidente, tracce di cocaina nell’auto

Un imprenditore di 47 anni, dopo aver causato un incidente, si è rifiutato di sottoporsi al test dell’etilometro. I poliziotti hanno controllato l’auto e vi hanno trovato tracce di cocaina. Ritirata la patente, l’uomo, incensurato, è stato denunciato

Firenze, 18 dicembre 2007 - Provoca un incidente, ma rifiuta di sottoporsi alla prova dell’etilometro e in macchina gli trovano tracce di cocaina. E’ stato denunciato un imprenditore 47enne.

L’uomo in stato di ebbrezza, alle 2.40 di ieri mattina, aveva causato un sinistro, ed era stato fermato dai carabinieri per i relativi controlli. Invitato a sottoporsi alla prova di etilometro, lui però si è rifiutato. La successiva ispezione della vettura però non è andata a vuoto. Nella macchina infatti i militari hanno trovato tracce di cocaina. Ritirata la patente, l’uomo è stato segnalato alla prefettura.


IL TEMPO

Gli abusi scoperti dopo il ricovero della vittima, una romena 47enne, in ospedale

Violentata e picchiata dal compagno in una roulotte

Stefania Belmonte

LATINA Era arrivata in ospedale, due volte in un mese, con lividi diffusi in tutto il corpo e profondamente scossa.

La prima volta aveva raccontato di aver avuto un incidente domestico. Ora, finalmente, ha confessato di essere stata vittima di abusi sessuali e violenze da parte del compagno.

Per la drammatica vicenda, che vede come vittima una donna romena di 47 anni è finito in carcere il suo compagno. Eugen Racovita, suo connazionale di 50 anni, lavoratore saltuario nel settore edile, è stato arrestato e trasferito in carcere nella serata di lunedì dalla squadra mobile con le accuse di violenza sessuale, lesioni personali e minacce. La donna era arrivata in ospedale con lividi soprattutto nella parte superiore del corpo - spalla, braccio e seno - ma anche agli arti inferiori. La 47enne era arrivata dalla Romania circa tre mesi fa, quando un amico l’aveva messa in contatto con Racovita, il quale in Italia le aveva garantito una casa dove non avrebbe più sofferto di stenti e le aveva promesso anche un lavoro come domestica. Una volta arrivata a Latina, invece, è cominciato l’incubo. Inizialmente i due avrebbero avuto una normale storia d’amore, che lentamente poi si sarebbe trasformata in una serie di abusi e violenze che si sarebbero consumate nella roulotte in cui vivevano in via dei Volsci. Il compagno della donna, spesso ubriaco, la picchiava e la minacciava per impedirle di parlare. Questo fino a pochi giorni fa, quando per la 47enne è stato necessario il ricovero in ospedale, segnalato dai medici alla polizia.

Prima una pattuglia della volante, poi gli investigatori della squadra mobile si sono recati in ospedale dalla donna, che ha raccontato gli episodi di abusi e aggressioni subìti.

La storia della straniera, finita sui tavoli della Procura in un’informativa di reato, ha indotto la magistratura ad emettere un mandato di cattura a carico del 50enne, arrestato dalla Mobile lunedì sera.


IL GIORNALE DI VICENZA

PAURA. Un uomo venne arrestato dopo i maltrattamenti

Terrore a casa Vale 20 mesi

Il terrore. Scatenò un pandemonio a casa il 3 dicembre di un anno fa e poi nell’abitazione delle amiche della figlia. Quel giorno, in preda all’alcol, Toplica Ikvovic, 51 anni, via Bellini 72, ne combinò di tutti i colori nei confronti dei famigliari. Addirittura se la prese con il nipotino di sei mesi, oltre che con moglie e due figlie. Ieri l’uomo è stato condannato a 1 anno 8 mesi di reclusione per maltrattamenti, ingiurie, minacce, percosse e resistenza a pubblico ufficiale, poiché venne arrestato dalla polizia. È stato assolto dall’accusa di sequestro di persona. Fin dal 2002 l’uomo aveva un rapporto tormentato con la moglie a causa anche del suo vizio per l’alcol, tanto che il giudice, così come ha riferito la donna, aveva disposto in passato il suo allontanamento dal tetto coniugale. Quel giorno al telefono si era inviperito con la moglie che voleva dare la sua auto alla figlia di 21 anni che andava da amiche, e al ritorno a casa, non trovando la macchina, ha scatenato il diavolo a quattro. Malmenò la compagna, scosse il nipotino e si recò dalle amiche della figlia per dirgliene quattro. Quindi l’arresto.


CORRIERE ADRIATICO

Dimessi con prognosi da 8 a 15 giorni Mascitti: “Ci teniamo a rispettare la legge e nel nostro locale vogliamo una clientela tranquilla che sappia solo divertirsi” Alcuni clienti chiedevano da bere oltre l’orario consentito. Feriti due buttafuori e uno straniero

Rissa per l’alcol al Barfly, in tre all’ospedale

ANCONA - Voleva continuare a bere nonostante fossero le due di notte ormai scoccate da diversi minuti e lui non si reggesse in piedi dall’alcol che s’era già ingozzato. Il ripetuto rifiuto alla richiesta di farsi servire alcolici dopo l’orario consentito dalla legge ha così mandato su tutte le furie un giovane marocchino che, nella notte tra sabato e domenica, si trovava insieme a tre ragazzi italiani al Barfly, il popolare disco-bar della zona industriale della Baraccola. E’ stato l’inizio di un parapiglia, scatenato nel piazzale esterno e sedato solo con l’arrivo della polizia.

I barman al lavoro dietro al bancone si erano giustamente rifiutati di dare da bere qualsiasi tipo di alcolico sia per rispettare la legge, sia per andare incontro al giovane straniero che bevendo avrebbe solo continuato a riscaldarsi più di quanto già non lo fosse. A quel punto, vista l’insistenza del marocchino e il fare quasi minaccioso nei confronti dei baristi, sono stati gli stessi amici a cercare di portare via il nordafricano. I quattro, visto il clima che si stava iniziando a creare, sono quindi stati raggiunti da due buttafuori e quindi invitati ad uscire dal locale e accompagnato successivamente all’esterno.

Una volta usciti sul piazzale del locale, intorno alle 2.30, il gruppetto dei quattro ha però iniziato a litigare tra di loro in maniera piuttosto animata, spintonandosi e poi picchiandosi. A questo punto, due buttafuori li hanno raggiunti per dividerli e per evitare che potessero creare confusione tra la gente che si trovava al Barfly giustamente solo per ballare e divertirsi. I due buttafuori, non appena avvicinatisi, in tutto quel parapiglia sono stati però colpiti da alcuni pugni. D’istinto hanno risposto con un paio di ceffoni.

Successivo il pronto intervento delle Volanti della questura dorica, avvisate dallo stesso personale del locale e giunte sul posto poco dopo. A dover poi ricorrere alle cure mediche al pronto soccorso dell’ospedale regionale di Torrette, riportando ferite guaribili con prognosi tra gli 8 ed i 15 giorni, i due buttafuori ed il cittadino marocchino.

“Dopo le due non serviamo mai da bere come dettato dalla legge sugli alcolici - ha poi spiegato il titolare del Barfly, Domenico Mascitti -. Ci teniamo a rispettare la legge affinché il locale sia sempre pulito e funzionale e affinché la gente venga solo per divertirsi e non per dare fastidio ad altri. Vogliamo una clientela tranquilla e che sappia solo divertirsi. Se poi la legge dice che dopo le due di notte non si può bere, dopo quell’orario non si beve e basta. Inoltre, quel ragazzo marocchino era un po’ ubriaco e se anche non fossero state le due passate non gli avremo comunque dato da bere per evitare che magari potesse ubriacarsi e poi sentirsi male o altro. E’ una questione non solo di legge ma anche di buon senso.

Il personale in servizio al bar ha fatto dunque il proprio dovere e gli agenti delle Volanti hanno prontamente ristabilito la calma tra i quattro ragazzi.

Servire da bere dopo l’orario stabilito dalla legge va ricordato che prevede grosse sanzioni quali, ad esempio, la chiusura del locale da un minimo di 7 giorni ad un massimo di 30. Una legge che dunque vale la pena di rispettare e di far rispettare, come giustamente ha fatto il Barfly, ma non solo per ’salvaguardare’ il locale ma anche per far sì che la propria clientela si rimetta in automobile sobria per poter arrivare senza incorrere in multe, sospensione di patente o peggio ancora di incidenti, a casa.

ALBERTO BIGNAMI


VIRGILIO NOTIZIE

Gb: incubo ubriachi violenti su messa della notte di Natale

Molte chiese anticiperanno rito vigilia tra le 18 e le 20

LONDRA, 19 DIC - La messa della vigilia di Natale sara’ anticipata in numerose chiese cattoliche Gb per paura di crimini e violenze da parte di ubriachi. Quest’anno la polizia ha consigliato a molte chiese di dare inizio alla celebrazione molto prima della tradizionali 23 o 24 per evitare possibili disordini. Molti sacerdoti celebreranno la messa addirittura alle 18 per garantire la sicurezza dei propri fedeli.


AFFARI ITALIANI

Manchester, arrestato Evans Festa a luci rosse, stupri e alcol

Arrestato un 19enne difensore del Manchester per lo scandalo a luci rosse. L’ombra di uno stupro sulla festa di Natale del ManUTD. Birra, vodka, whisky e 90 modelle...

Mercoledí 19.12.2007 - Emergono nuovi particolari sullo scandalo a luci rosse che ha colpito il Manchester United. Giornata di rivelazioni e colpi di scena. Nel corso della mattinata la polizia inglese ha arrestato un diciannovenne in relazione alle indagini su un presunto stupro avvenuto in un hotel usato due giorni fa dalla squadra del Red Devils per il party di Natale. La forze dell’ordine del capoluogo inglese hanno quindi spiegato che il ragazzo si è consegnato per farsi interrogare e rimarrà in custodia durante il periodo delle indagini.


L’UNIONE SARDA
Un ubriaco scatena la lite in via Roma

Giovani aggrediti da droga e alcol


© asaps.it
Giovedì, 20 Dicembre 2007
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