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Rassegna stampa Alcol e guida del 16 dicembre 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

CORRIERE.IT

Lo scontro è avvenuto sulla strada provinciale di Forio
Frontale tra due auto: tre morti, un arresto
Incidente a Ischia: tre feriti, di cui uno in pericolo di vita.
In manette il conducente, positivo al test alcolemico

ISCHIA - Tre morti e tre feriti, di cui uno in pericolo di vita, è il bilancio di un grave incidente stradale accaduto questa notte alle 3.30 a Forio d’Ischia (Napoli). Lo scontro è avvenuto tra due auto su una strada provinciale, nella zona in prossimità del porto. Secondo una prima ricostruzione, l’incidente è avvenuto alle 4.30 circa di stanotte in località Scentone, quando si sono scontrate frontalmente due auto che procedevano in direzioni opposte; alla guida della prima c’era uno studente 20enne di Forio d’Ischia, Antonio Fiore, che aveva bevuto, risultando positivo al test alcoolemico e ai cannabinoidi, ed è stato arrestato per omicidio colposo e lesioni colpose plurime. Nell’auto di Fiore c’erano Giovanni Barretta, 18 anni, Aniello Impagliazzo, 22 anni, Giuseppe Ballirano, 19 anni, tutti deceduti. C’era anche un 16enne, ora in pericolo di vita. Sono tutti studenti e residenti a Forio. Alla guida della Citroen Antonio Ballirano, 30enne, di Lacco Ameno, studente; a bordo con lui Giovanni Mennella, 28enne, anch’egli di Lacco Ameno e studente. I quattro sono stati trasportati all’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno dove sono stati ricoverati in prognosi riservata.


ALICE

INCIDENTI/ TRAGEDIA ISCHIA, ALLA GUIDA C’ERA UN VENTENNE UBRIACO
E’ accusato di omicidio colposo.
Tre le vittime e quattro i feriti

Roma, 16 dic. (Apcom) - Guidava ubriaco e sotto l’effetto di cannabis uno dei conducenti coinvolto nel grave incidente frontale che ha provocato la morte di tre giovani questa mattina vicino a Ischia. Alle 04.30 circa di stanotte, nel comune di Forio d’Ischia, sulla via provinciale, in localita’ Scentone, un’ Alfa Romeo 147 ed una Citroen c1 che provenivano da direzioni opposte si sono scontrate frontalmente. Tutti giovanissimi gli occupanti. Alla guida dell’Alfa Romeo un 20enne del posto rimasto ferito nello scontro, Antonio Fiore, che è risultato positivo al test alcolemico e ai cannabinoidi. Accusato di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime e’ piantonato in stato di arresto nell’ospedale di Lacco Ameno.
Nell’incidente sono morti tre dei ragazzi a bordo dell’Alfa a causa delle gravi ferite riportate: Giovanni Barretta, 18 anni, Aniello Impagliazzo, 22 anni, Giuseppe Ballirano, 19 anni, tutti studenti e residente a Forio.
Quattro i feriti: Fiore Antonio, alla guida dell’Alfa, studente di 20 anni e un’altro 16enne che si trovava a bordo con lui; feriti anche autista e passeggero della Citroen: Antonio Ballirano, 30enne, e Giovanni Mennella, 28enne, entrambi studenti di Lacco Ameno. I feriti sono stati trasportati all’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno ove sono stati ricoverati in prognosi riservata (non versano in pericolo di vita).
Le salme delle vittime, su disposizione dell’autorita’ giudiziaria, sono state trasportate nell’obitorio dell’ospedale di Napoli Umberto I per successiva autopsia.


L’ARENA di Verona

CONTROLLI. Forze di polizia e Dipartimento delle dipendenze
Più alcol e droga tra i guidatori
È risultato positivo il 44 per cento

In una notte sotto la neve è proseguita l’attività del gruppo interforze per il controllo della guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di droghe. L’iniziativa ha visto il coinvolgimento contemporaneo della polizia stradale, dei carabinieri, della polizia municipale e della Guardia di finanza che hanno pattugliato le strade di Verona fermando 32 conducenti di autoveicoli e accompagnandoli al Dipartimento delle Dipendenze della Ulss 20, di cui è responsabile il dottor Giovanni Serpelloni, per eseguire gli accertamenti relativi ad alcol e droghe. Nella nottata la campagna per la sicurezza stradale ha visto impegnati medici, infermieri, e forze dell’ordine in un unico team coordinato dal prefetto Italia Fortunati sulla base di una ordinanza emanata dal questore Luigi Merolla.
I dati rilevati purtroppo hanno dimostrato un aumento delle positività per alcol e droghe rilevando sui conducenti esaminati, ben il 44% di positività di cui il 18,7% è risultato positivo all’alcol o alle droghe (12,5%) o ad ambedue (12,5%). Dei positivi alle droghe (8 persone), il 75% aveva utilizzato cannabis, il 12,5% cocaina, il 12,5% metamfetamine da sola. Rispetto ai positivi ad alcol o droghe, il 28,6% ha consumato in maniera congiunta alcol e cannabis.

Rispetto ai controlli della settimana scorsa si è assistito ad un incremento della positività alle sostanze e all’alcol con un ragguardevole aumento, in particolare, dei tassi alcolici: il valore medio del tasso alcolemico è stato di 1,58 grammi per litro di sangue, con picchi del 2,43 grammi per litro. La maggior parte delle persone trovate positive alle droghe ha dichiarato di provenire dalle discoteche e da cene aziendali. Gli accertamenti specialistici neuro-psicologici e i test di reazione nervosa hanno rilevato gravi alterazioni dei riflessi e della coordinazione tali da rendere la capacità di guida gravemente compromessa riconfermando, inoltre, che queste persone avevano una scarsa consapevolezza del loro deficit, sopravvalutando fortemente le proprie ridotte capacità di performance. Sono stati rilevati maggiori gradi di aggressività nei guidatori risultati positivi.
Al Dipartimento delle Dipendenze di via Germania 20, nel corso della notte vi è stata un’intensa attività. Il dottor Serpelloni ha dichiarato: «Ancora una volta si riconferma che la scelta del prefetto e del questore risulta vincente nel controllo delle attività su strada. Lo sforzo profuso sta portando sempre migliori risultati che ci vengono riferiti anche dal personale in servizio sulle strade che ha notato il sempre maggior ricorso al guidatore designato riducendo quindi il pericolo di incidenti stradali. Resto sempre sorpreso dalla superficialità e della scarsa consapevolezza delle persone esaminate circa i danni derivanti dall’uso di droghe anche al di là della guida dei veicoli».
L’Unità di diagnosi clinica tossicologica, istituita entro il progetto pilota di sicurezza sulle strade della prefettura di Verona nel giugno del 2007, è composta da personale sanitario medico specialistico ed infermieristico del Dipartimento dipendenze Ulss 20 e del Dipartimento Servizi di laboratorio analisi cliniche Ulss 20. Esegue, previo consenso della persona e dopo colloquio anamnestico, esami tossicologici clinici per l’accertamento di positività a sostanze, un esame psicomotorio e la misurazione dei tempi di reazione nervosa (TRN) visivi e uditivi.


NEWSFOOD.COM

I risultati della ricerca svolta dall’Università di Siena e finanziata da Città del vino
Il vino rosso protegge le mucose gastriche e agisce in funzione anti-ulcera?
A confronto 13 vini di diverse regioni italiane. I prodotti siciliani e del Salento i più efficaci contro l’Helicobacter pylori , il principale patogeno della mucosa gastrica

Una ricerca dell’Università di Siena commissionata dall’Associazione Nazionale Città del Vino conferma che il vino rosso, consumato in quantità moderata, ha effetti benefici sulla salute. Analizzando 13 vini provenienti da diverse regioni italiane i ricercatori del dipartimento di Scienze ambientali dell’Ateneo si sono concentrati sugli effetti contro l’Helicobacter pylori, il principale patogeno della mucosa gastrica, e contro i radicali liberi: i risultati dello studio dimostrano che tutti i vini testati sono attivi contro l’Helicobacter, batterio che provoca ulcere e che è fattore di rischio di carcinoma e linfoma gastrico. I vini siciliani si sono dimostrati i più efficaci contro questo batterio. Anche la presenza di radicali liberi dello stomaco, responsabili di diverse patologie infiammatorie, è combattuta efficacemente da tutti i vini rossi analizzati: il Cabernet e il Sangiovese toscani, il Cabernet siciliano, il Montepulciano d’Abruzzo, il Nero d’Avola, il Merlot e il Syrah di Sicilia, i vini del Salento in Puglia, la Barbera del Piemonte, il novello di Chieti, il Gutturnio.
“Un bicchiere abbondante di vino a pasto - dice la professoressa Daniela Giachetti, responsabile della sezione di Biologia farmaceutica del dipartimento – è sufficiente, come dimostrano i dati della nostra indagine, a produrre l’effetto benefico e protettivo sulla mucosa gastrica. Se il consumo però aumenta oltre i 350 millilitri a pasto, l’etanolo agisce in senso negativo sullo stomaco provocando danni che possono essere anche di notevole entità”.
La ricerca è stata finanziata dall’Associazione Nazionale Città del Vino, rete di oltre 550 Comuni a vocazione vitivinicola da tempo impegnata nello sviluppo della conoscenza scientifica in materia di vino e salute
. Hanno sostenuto il progetto anche i Comuni di Montefalco (Perugia), Nizza Monferrato (Alessandria) e le aziende Cantina Due Palme e Cantine Albano Carrisi di Cellino San Marco (Brindisi); la Cooperativa Olearia Vinicola di Orsogna (Chieti); la Cantina Valdibella di Camporeale (Palermo).
“I risultati di questa nuova ricerca confermano ancora una volta che un consumo moderato e quotidiano di vino di qualità fa bene alla salute - dichiara Valentino Valentini, presidente di Città del Vino -. Alla luce dei numerosi studi che da anni attestano gli aspetti salutistici di un buon calice di vino riteniamo però che vada programmata al più presto un’intensa e capillare attività di educazione al gusto che coinvolga in un progetto condiviso le istituzioni, i Comuni, la scuola, la famiglia e le imprese. Ci faremo portavoce di questa necessità in sede istituzionale perché siamo convinti che vada fatto di più per diffondere forme di consumo consapevole che promuovano il benessere delle persone e la conoscenza dei prodotti di qualità dei nostri tanti territori rurali”.
Come si legge dalla relazione conclusiva della ricerca, curata da Marco Biagi insieme ai ricercatori della sezione di Biologia farmaceutica del dipartimento, i responsabili maggiori dell’attività sull’Helicobacter pylori sono gli stilbeni, in particolare il resveratrolo. Questo componente, ormai ampiamente studiato e su cui ormai si pensava di aver detto tutto, non finisce di stupire. Il resveratrolo isolato ha un’attività altissima su Helicobacter pylori, paragonabile a quella dei comuni antibiotici di sintesi.
Appare quindi evidente che un vino rosso, ricco in polifenoli e resveratrolo, ha in sé tutti gli elementi per manifestare un’azione protettiva sulla mucosa gastrica. Come ulteriore approfondimento è stata studiata l’attività antiradicalica in vitro, usando diverse metodiche spettrofotometriche, Photochem e DPPH.
La presenza di radicali liberi anche nello stomaco promuove l’insorgenza di diverse patologie infiammatorie e i dati ottenuti dalle moderne ricerche suggeriscono che l’infezione da Helicobacter pylori provoca uno spostamento dell’equilibrio redox nei fluidi gastrici con aumento della concentrazione dei radicali stessi. Lo studio dell’attività dei vini rossi sulla protezione della mucosa gastrica non poteva quindi non prevedere saggi sull’attività antiradicalica.
Alla concentrazione del 5% tutti i vini hanno rivelato un alto potere antiossidante, sempre superiore al 50%. I vini con la concentrazione di polifenoli più alta sono risultati più attivi, oltre l’80%. Nell’attività antiossidante gli antociani e le procianidine giocano un ruolo importante: i vini più ricchi in antociani si sono rivelati i più attivi in assoluto, infatti, il vino Cabernet “Toscana”, sebbene non particolarmente ricco di polifenoli totali ma ricco in antociani, al 5% ha evidenziato un’attività dell’84%. Le leucocianidine di V. vinifera, anche se isolate, hanno un potere antiossidante superiore al 90% a concentrazione di 100 μg/mL con un IC50 molto simile a quella della Vitamina C. Da quanto si può ricavare dai risultati ottenuti si possono trarre delle interessanti osservazioni che riguardano l’attività salutistica del vino rosso.
La qualità delle uve e dei processi di produzione, oltre che sugli aspetti meramente alimentari, influiscono in maniera notevole anche su quegli aspetti salutistici che sono intimamente connessi con le caratteristiche proprie del vino.
Proprio il vino può essere portato ad esempio per spiegare l’importanza del fitocomplesso: l’attività del prodotto intero sulla protezione della mucosa gastrica è superiore a quella dei propri componenti isolati alle stesse concentrazioni in cui si ritrovano nel vino, che quindi, anche per la sua natura idroalcolica, rappresenta il veicolo ideale per l’azione dei principi attivi.
Concludendo, è giusto ribadire che il vino non è la somma ma la moltiplicazione delle proprietà dei suoi componenti e si può senz’altro azzardare a dire che il moderato consumo di vino rosso può e deve essere promosso, insieme alla cultura del “buon bere”. (*)
cittadelvino.com
(*) Nota: sarebbe facile fare dell’ironia su questa ricerca, finanziata da Al Bano e da altri produttori di vino con meno voce di lui, ma anche - purtroppo - pagata con denaro pubblico.
Quando un oste finanzia una ricerca sul vino, è facile prevedere quali saranno gli esiti di questa ricerca.
Ma forse è bene prendere sul serio questa gente, che ha molto potere e molti amici importanti, e che dichiara di voler coinvolgere le istituzioni per andare nelle scuole a promuovere il vino, secondo lo slogan che fa bene alla salute perché c’è il resveratrolo.
Trovate altre notizie su questo studio al link http://www.cittadelvino.it/ctdv/index.bfr


IL GAZZETTINO (Treviso)

Secondo una indagine condotta dal Sert opitergino la sbornia si consuma già tra gli alunni delle medie 
L’alcool dilaga tra i ragazzini 
Studenti delle superiori ed esperti a confronto in un partecipato incontro al cinema Cristallo

Oderzo
Dilaga il consumo di alcool fra gli adolescenti opitergini. L’età delle sbornie si è abbassata in modo preoccupante. Secondo un’indagine condotta dal Ser.t. il Servizio Tossicodipendenze fra i ragazzini delle scuole medie, almeno una volta al mese essi "sballano", si prendono cioè una solenne sbornia. C’è davvero di che preoccuparsi, e lo dimostra l’affollata partecipazione all’iniziativa che si è svolta ieri mattina al cinema Cristallo, con la presenza di centinaia di ragazzi delle scuole superiori. A promuoverla sono state le scuole "Cerletti" di Piavon, Brandolini-Rota, Isis Obici, Isiss Antonio Scarpa e Itc Sansovino. Al di là dell’intervento degli esperti, molto interessante è stato il dibattito promosso dagli stessi ragazzi. I quali sono loro malgrado protagonisti di un fenomeno crescente, l’alcolismo che appunto si sta diffondendo a macchia d’olio fra le giovani generazioni. Un fenomeno che spesso è sconosciuto alle stesse famiglie, perchè i ragazzi a casa non bevono vino. È fuori, in compagnia degli amici, che assumono birra o superalcolici. «La scuola può fare molto - ha detto uno dei relatori - perchè la società nel contempo distrugge. Vi abbiamo educato come consumatori, tante piccole "pantegane" in crescita». Applaudito anche il messaggio del sindaco Dalla Libera: «Cercate di evitare l’alcool che non fa sicuramente bene». Intensa è stata la schermaglia fra Luca Giolo, direttore della discoteca "Amami" di Treviso e gli altri relatori, evidenti le diversità di pensiero. Giolo ha fortemente contestato il provvedimento che vieta di bere alcolici dopo le 2 del mattino. «Dal momento che non possono più farlo dopo le 2 - ha raccontato il direttore dell’Amami - lo fanno prima. Dall’1 e 45 alle 2 c’è l’assalto dei bar. C’è chi si porta le bevande da casa. Sono dunque evidenti i problemi che crea il proibizionismo. La legge che è stata approvata è la più proibizionista di tutt’Europa». Giolo ha contestato il fatto che l’alcool venga paragonato alle droghe. «Ma è una droga - ha ribattuto Maria Antonietta Giacomin del Sert - non dimentichiamo che gli alcolisti hanno iniziato la loro carriera con qualche spritz». Acuta l’osservazione di una studentessa: «L’alcool non viene proibito, al pari delle droghe, perchè dietro ci sono fortissimi interessi economici». Molto attenti i genitori presenti, desiderosi di capire di più di un fenomeno in crescita. Per contrastarlo è stato lanciato il "Progetto salute" patrocinato dal Lions Club di Oderzo e realizzato dai cinque istituti scolastici superiori del comprensorio.

Annalisa Fregonese


IL TIRRENO del 15 dicembre 2007

Ubriaco falcia tre pedoni: uno è grave 
L’uomo ha evitato l’arresto solo perché si è fermato dopo l’impatto 

PESCIA. Non l’hanno arrestato solo perché, ubriaco al volante, si è fermato dopo aver falciato tre persone. Un mezzo miracolo ha risparmiato la vita ai pedoni investiti, uno dei quali, però, si trova ricoverato a Careggi in prognosi riservata.
Ma V.F., 52 anni, di Vellano, è riuscito lo stesso a infilarsi in una serie di guai: i carabinieri lo hanno denunciato per guida in stato di ebbrezza e lesioni plurime colpose oltre a ritirargli la patente e decurtarla di 10 punti. L’episodio è avvenuto di sera sulla via Mammianese all’altezza del circolo Arci.
L’incidente. Intorno alle 19 l’uomo, alla guida della sua Fiat Panda, stava percorrendo il tratto rettilineo davanti il circolo Arci quando, per cause in via di accertamento da parte dei carabinieri di Pescia, ha messo sotto tre persone, una coppia di coniugi con un’amica, che stavano passeggiando. Dopo l’impatto V.F. ha fermato la corsa dell’utilitaria. È sceso sincerandosi delle condizioni degli investiti. I primi soccorritori hanno subito chiamato il 118 che ha inviato sul posto due ambulanze della Pubblica Assistenza di Pescia e l’automedica. L’ipotesi principale è che a causa del suo stato di alterazione l’uomo non abbiamo avuto i riflessi pronti per vedere e schivare i tre pedoni.
I feriti. A riportare le lesioni più gravi è stata Sandra Ammazzini, settantenne, ricoverata d’urgenza al Ss Cosma e Damiano e in serata trasferita al Cto di Careggi. Fratture alle spalle e un’emorragia interna hanno indotto i medici dell’ospedale fiorentino a riservarsi la prognosi. Il marito è stato medicato e dimesso e anche le condizioni dell’amica della coppia, Vilma Franchini, pensionata, ex titolare di una cartolibreria a Pescia, non destano preoccupazione.
Le denunce. V.F., accompagnato dai carabinieri, è stato portato all’ospedale per essere sottoposto all’esame del sangue. L’esito del test ha evidenziato un’assunzione di alcol superiore al limite di legge.
P.B.


L’ADIGE

Due volte ubriaco in una notte
Bloccato dai carabinieri ritorna a casa e viene fermato di nuovo su un’altra auto

di DAVIDE PIVETTI
Nella memoria dei carabinieri lagarini così come in quella di chi scrive un fatto del genere non ha precedenti. Che i trentini - e quindi anche i roveretani - continuino a mettersi al volante quando invece dovrebbero restare lontani dall’auto e dalle strade è cosa risaputa e ben descritta dalle statistiche. Sia quelle che parlano di infortunistica stradale che quelle che indagano il disagio sociale di cui l’abuso di alcol è sempre, in qualche modo, una manifestazione. Ma il caso del quale si sono occupati i carabinieri del nucleo radiomobile di Rovereto nella notte tra giovedì e venerdì va oltre le considerazioni statistiche e diventa un preoccupante campanello d’allarme. Un giovane roveretano di 27 anni quella notte si è messo alla guida della sua auto alle tre del mattino. Non è dato sapere dove stesse andando a quell’ora. Di sicuro aveva già bevuto abbastanza per combinare il primo guaio. All’altezza del Millennium il giovane ha perso il controllo della sua auto ed è uscito di strada. Danni relativamente contenuti al mezzo, incolume il conducente. Ma sul posto sono arrivati i carabinieri che hanno sottoposto il giovane all’esame dell’etilometro. Il risultato parla chiaro: due test (la ripetizione per la verifica) con un tasso alcolemico medio di 1,70 grammi per litro, più di tre volte la soglia consentita dal codice della strada. Al giovane è stata contestata la guida in stato di ebbrezza, revocata la patente ed è stato accompagnato a casa proprio perché non dovesse più rimettersi al volante. I carabinieri sono rimasti in zona portando avanti il loro servizio di controllo. Un’ora e mezza più tardi, nello stesso punto della stata per Mori Stazione, gli stessi militari del radiomobile l’hanno visto ripassare su un’altra automobile. Complimenti all’occhio lesto e vigile dei carabinieri. Lo hanno fermato e memori di quanto constatato con l’etilometro appena un’ora e mezza prima, hanno sottoposto di nuovo il giovane all’etilometro: il suo tasso era ancora alle stelle: 1,50 grammi per litro. A questo punto è scattato anche il sequestro dell’autovettura, oltre alla duplice denuncia per stato di ebbrezza e alla revoca della patente. Il giovane non ha dato grandi spiegazioni. Non si sa dove dovesse andare a tutti i costi alle quattro di notte, non si sa perché abbia voluto farlo così in sfregio al codice della strada e al buonsenso. Al di là del curioso episodio ciò che preoccupa le forze dell’ordine e gli operatori del centro di alcologia è proprio il massiccio ricorso che i trentini fanno dell’alcol in ogni occasione. Una cultura del bere in parte sostenuta addirittura dalle istituzioni, con l’intervento a favore dei grandi produttori regionali e provinciali. Nel vino, negli alcolici, il Trentino ha trovato una delle sue più preziose risorse, e al tempo stesso un compagno di vita da lasciare fuori dall’abitacolo di un’automobile. E non solo.


IL GIORNALE DI VICENZA

INCIDENTI. Movimentato episodio a San Vito
Centra due auto scappa e infine lascia l’Audi
Testimone l’ha visto guidare pericolosamente a zig zag

Inquietante episodio ieri sera a San Vito. Verso l’ora di chiusura del supermercato Billa di via Passalacqua gli ultimi clienti hanno avvertito ripetuti botti.
Usciti in strada, hanno assistito alla scena di un automobilista, alla guida di un’Audi, che aveva centrato almeno due macchine in movimento (una Mercedes e una Volkswagen, di proprietà di F.B. e G.Z.), di cui una diretta verso il cavalcavia dal quale l’Audi stava arrivando.
Una signora ha tentato di impedire all’automobilista la ripartenza ma lui, con una retromarcia per scansare le auto colpite, è riuscito a scappare. Successivamente un’altra testimone ha dichiarato di aver visto una macchina procedere a zig zag lungo viale delle Fosse, come se alla guida si trovasse un ubriaco. Del fatto è stata informata la polizia stradale. La pattuglia intervenuta ha trovato in via Dalmazia l’Audi vuota, abbandonata dal pericoloso pilota. Secondo gli agenti, l’automobilista, probabilmente in stato di ebbrezza, si è rifugiato a casa - abita lì vicino - per evitare sanzioni per la non-sobrietà che devono essere contestate al momento.


IL GAZZETTINO (Venezia)

Automobilista tallonato dalla Polstrada rifiuta il test con l’etilometro: evita la denuncia penale ma paga 2.500 euro di multa 
Inseguito fino a casa, senza patente per un anno

(m.a.) «Prego, patente e libretto». C’è chi mostra indifferenza e addirittura arroganza. C’è chi si dispera e implora comprensione. E chi non si ferma all’alt, schiaccia l’acceleratore, ignora i dispositivi acustici e luminosi attivati dalla Pantera che tallona la sua auto, inchioda davanti casa, scende come se nulla fosse successo e infila le chiavi nella serratura della porta d’ingresso. È successo l’altra notte quando una pattuglia della Polstrada incrocia una potente Bmw in via Fradelletto: la velocità è decisamente troppo sostenuta a dispetto di tutti i limiti di velocità. Tutti i tentativi di fare accostare il conducente risultano inutili: non resta che mettersi in scia. Scatta l’inseguimento che prosegue fino alla rotonda della Castellana per poi prosegue lungo il Terraglio sul filo dei 120 chilometri all’ora e oltre. Poi il colpo di scena finale: l’uomo, un commerciante di 34 anni, arresta la macchina sotto un portone è quello della sua abitazione. Fa finta di nulla, continuando a ignorare gli agenti che lo richiamano all’ordine. Si rifiuta persino di sottoporsi al test con l’etilometro. Il diniego gli evita la denuncia penale, ma gli costa la sospensione della patente per un anno, il fermo dell’auto per sei mesi e una multa di 2.500 euro.
Nella stessa notte perdono il titolo di guida altri due automobilisti, intercettati sempre lungo il Terraglio. Il mestrino di 64 anni, al volante di una Polo, consegna le chiavi con sufficienza: 1,65 il tasso alcolico riscontrato, oltre tre volte il consentito. Il quarantenne di Caorle, sulla sua Punto, cerca di impietosire gli agenti, ma il test non perdona segnando un 0,77 sufficiente al ritiro della patente per guida in stato di ebbrezza.


IL GAZZETTINO (Venezia)

In scooter completamente ubriaco viaggia a zig zag sulla provinciale 14
Portogruaro
(M.C.)Ha rischiato la vita ieri notte un ventottenne Ucraino residente a Sesto al Reghena (Pordenone), mentre in sella ad un motorino e completamente ubriaco ha sfiorato decine di automobili, invadendo la corsia opposta della statale 14 a Portogruaro. A rincorrerlo i Carabinieri, allarmati da un camionista che lo seguiva avvisando anche gli automobilisti in transito. Una volta fermato il giovane aveva un tasso alcolico di quasi sette volte superiore al consentito. Non contento il giovane si è esibito in uno show che gli ha procurato altre denunce, nonché il sequestro dello scooter privo di assicurazione. Tutto è accaduto poco dopo le tre di ieri notte. M.K., queste le iniziali dell’ucraino, stava "transitando" con lo scooter sulla statale 14 in direzione di Portogruaro. Quando alle spalle è giunto un camionista, il giovane ha rischiato di finire sotto le ruote nella sua andatura a zig zag. Immediato l’allarme giunto al 112 che ha inviato la pattuglia del Nucleo radiomobile. Intanto la situazione si stava aggravando con l’ucraino che sbandava pericolosamente sulla corsia opposta, rischiando di finire contro le auto che incrociava. A cercare di mantenere la sicurezza di tutti è stato proprio l’uomo alla guida del camion che, azionando fari e clacson, ha avvisato del pericolo gli automobilisti, evitando anche eventuali sorpassi. Tant’è che i Carabinieri hanno avuto qualche difficoltà a superare la lunga coda che si era formata. Raggiunto il giovane, i militari gli hanno intimato l’alt, ma lui ha fatto finta di niente salvo poi cadere a terra nel tentativo di fermarsi. Soccorso, ai Carabinieri non ha mostrato la sua gratitudine, rifiutando con aggressività di farsi identificare prima e opponendosi di salire sulla gazzella dell’Arma poi. Per riuscire a caricarlo in auto sono dovuti intervenire altri Carabinieri che lo hanno trasferito in caserma. Solo dopo un’ora il ventottenne si è calmato, fornendo i documenti e sottoponendosi al test dell’etilometro che ha registrato un valore di 3 grammi di alcool per litro alla prima prova e ben 3.14 alla seconda. È stato denunciato per resistenza a Pubblico Ufficiale, rifiuto di fornire le proprie generalità e guida in stato di ebbrezza.


IL GAZZETTINO (Treviso)

Camionista seminudo e ubriaco prima insegue gli avvocati poi pesta un vigile
Due avvocati inseguiti da un camionista ubriaco seminudo e un vigile preso a pugni. Scene da film l’altra sera in via Comunale delle Corti: un film dal titolo "L’incredibile Hulk". Il protagonista è un cittadino russo alto quasi 1 e 90, con addosso solo dei pantaloncini. L’uomo è stato arrestato dalla polizia municipale dopo aver dato in escandescenze di fronte al negozio Computer Discount.
Tutto inizia poco dopo le 19. Non è chiaro per quale motivo il camionista straniero di 29 anni, che si trova all’interno del negozio, comincia a discutere. È completamente ubriaco, forse per questo ha caldo. Così inizia a togliersi prima il maglione, poi i pantaloni. A quel punto i commessi del negozio chiedono aiuto. Intervengono i due avvocati dell’ufficio che si trova proprio vicino al negozio, al civico 61, lo studio Toppan e Boffa. Ma appena il camionista vede i due si arrabbia ancora di più. È alto quasi 1 e 90 per 120 chili di peso. Seminudo si scaglia contro i legali che, a quel punto, non possono fare altro che darsela a gambe. Nasce un inseguimento, fermato appena in tempo dai due agenti della polizia municipale, intervenuti sul posto. Ma all’arrivo dei vigili il camionista straniero si arrabbia ancora di più. Si scaglia ora contro la polizia giudiziaria. Comincia a minacciarli per poi arrivare ad assestare un destro contro uno degli agenti. Ma non fa nemmeno a tempo a ritirare indietro il pugno che si ritrova con le manette ai polsi. Il 29enne, arrestato per resistenza e violenza, viene portato al comando e lì continua il suo "show". Gli agenti faticano a procedere alla fotosegnalazione perché lui non vuole stare fermo. ha caldo e si toglie anche i pantaloncini: resta completamente nudo. E nudo viene accompagnato "al fresco", in carcere a Santa Bona. Solo alla fine i vigili riescono a convincerlo a mettersi un pezzo di stoffa per coprirsi le parti intime. Domani potrebbe tornare al suo camion, fermo in dogana: lo deciderà il magistrato.


CORRIERE ADRIATICO

Clandestino ubriaco semina il panico al Piano
Strattona i clienti, aggredisce un’anziana e poi si scaglia contro gli agenti. Arrestato

ANCONA - Quand’è arrivata la polizia, che per fortuna era nei paraggi, il clandestino ubriaco stava strapazzando un’anziana per convincerla a sborsare l’obolo. Ma prima di terrorizzare la vecchietta, Fjadi Salah, 43 anni, marocchino senza fissa dimora e privo di permesso di soggiorno, aveva seminato il panico per i negozi di piazza Ugo Bassi chiedendo soldi a commercianti e clienti. Insomma, un bel trambusto scatenato venerdì pomeriggio verso l’ora di chiusura da un magrebino fuori di senno per il troppo alcol. Cercava di vendere ombrelli e chiedeva l’elemosina, ma a chi non gradiva i suoi articoli o non allungava una moneta riservava razioni di urlacci e pure qualche spinta e strattone. E’ andato avanti per un po’, intimidendo commesse e anziani intenti a fare acquisti. E’ entrato anche nella tabaccheria Pellegrini di via Colombo e nella profumeria Mara, dall’altra parte della strada. “Da noi sarà stato cinque o sei minuti - racconta Marco Picciafuoco, che l’altra sera verso le 19 era al bancone della tabaccheria -. Insisteva nel vendere ombrelli, si capiva che era ubriaco, infastidiva i clienti ma poi s’è allontanato. Capita spesso che venditori ambulanti entrino per piazzare la loro mercanzia in modo petulante”.
Uscito dalla tabaccheria, il marocchino è entrato nella profumeria Mara, dove con urla e spinte ha fatto passare un brutto quarto d’ora a clienti e commesse. Poi ha preso di mira una vecchina che tutta sola tagliava la piazza con la borsa della spesa. Per convincerla a tirare fuori il portafogli l’ha pure strattonata. Scena che non è passata inosservata a una Volante di pattuglia in piazza Ugo Bassi. Gli agenti si sono fermati per soccorrere l’anziana, che appena ha potuto s’è allontanata a passo svelto mettendosi al sicuro in casa propria.
Fjadi Salah, invece di darsi una calmata, ha continuato a dare in escandescenze prendendola con i poliziotti che gli chiedevano i documenti. Prima minacce, poi anche colpi sferrati agli agenti, presi a pugni e calci nel tentativo di placarne le ire. Alla fine gli uomini della Volante sono riusciti a fermarlo, caricarlo nell’auto di servizio e portarlo in questura, Dove però lo show del marocchino, chiaramente sbronzo, è continuato per almeno un paio d’ore. Avete mai provato a prendere le impronte digitali a un tipo che si dimena come un forsennato? Non è stato semplice per gli agenti, insultati a ripetizione dallo straniero che a un certo punto ha pure sferrato una testata contro una parete.
La sua sfuriata ovviamente si è conclusa con l’arresto. Sia per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, sia per violazione della legge Bossi-Fini sull’immigrazione clandestina, visto che Fjadi Salah era stato già destinatario di un decreto di espulsione che s’era ben guardato di osservare, rimanendo in Italia da clandestino. Ieri mattina il marocchino è comparso in tribunale per l’udienza di convalida dell’arresto. Difeso dall’avvocato Erica Micucci, è stato processato con rito abbreviato, solo per il reato di resistenza, e condannato dal giudice Francesca Giaquinto a quattro mesi di reclusione, che sconterà in carcere perché non ha ottenuto la sospensione della pena a causa di alcuni precedenti.
E per lo stesso reato di resistenza a pubblico ufficiale l’altra notte è stato denunciato dalle Volanti anche un giovane italiano - G.S. le iniziali, 26 anni - che l’altra notte s’aggirava solitario e alticcio per la pineta del Passetto. Quando gli agenti l’hanno avvicinato per un controllo, il ragazzo ha reagito prendendoli a spinte anziché declinare le generalità.

LORENZO SCONOCCHINI


IL TIRRENO del 15 dicembre 2007

Patteggia 6 giorni di arresto e un’ammenda da 330 euro 
Ubriaco coinvolto in incidente 

GROSSETO. Sei giorni di arresto (convertiti in 228 euro) e 330 euro di ammenda è la pena patteggiata e condonata per Egidio Lafiosca, 28 anni, della provincia di Matera, che il 28 aprile 2005 intorno alle 3 di notte rimase coinvolto in un incidente stradale in via dei Mille, all’altezza di via Caracciolo: era alla guida di una Lancia Y, diretto verso via Sonnino, in stato di alterazione alcolica. Gli agenti della polizia stradale intervenuti per i rilievi dell’incidente si erano accorti che qualcosa non andava dallo stato del conducente. Sottoposto all’etilometro, questo segnò 2,13 e 2,09 milligrammi per litro, cioè quattro volte oltre il limite fissato dalla legge. Così Lafiosca venne denunciato. Si era opposto a un decreto penale di condanna da 340 euro e il suo caso è stato così trattato dal giudice del dibattimento. Il giudice Puliatti gli ha inflitto anche la pena accessoria della sospensione della patente per 15 giorni. Pm onorario Dompetrini, difesa Mara Renzetti.


IL GAZZETTINO (Venezia)

ALLA FAVORITA 
A passo di lumaca sul Terraglio: sorpreso ubriaco marocchino viene espulso
Procedere a velocità moderata non premia sempre. Soprattutto quando l’andatura è talmente lenta da creare intralcio al traffico anche alle tre e mezza di notte. È così che un marocchino di 31 anni sorpreso sul Terraglio in direzione Mestre alla guida di una Fiat Brava piuttosto vissuta ha perso la patente rimediando anche un decreto, l’ennesimo, di espulsione. A fermarlo all’altezza della vecchia Favorita è stata la pattuglia della Polstrada di servizio in zona: sottoposto al test dell’etilometro, l’uomo è risultato positivo. Nel sangue un tasso alcolico tre volte superiore alla soglia di legge. Colpito da un ordine di rintraccio della questura di Treviso, poi decaduto a causa dell’indulto, nel 2005 era stato espulso in quanto clandestino sul territorio italiano. Rientrato in patria si era però trasferito nella Repubblica Ceca dove si è sposato con una cittadina ceca ottenendo un permesso di soggiorno valido per i paesi della comunità europea, eccetto l’Italia: ha un fratello che lavora a Bovolone e una cerchia di amicizia nella Marca. Dopo la sospensione del titolo di guida ottenuto in Marocco e il sequestro dell’auto, inevitabile per lui l’avvio delle pratiche di rimpatrio coatto.


LA NUOVA FERRARA

L’alcolismo si batte a scuola

LA PROVINCIA PAVESE

Rischio alcol, giovani in campo

LA TRIBUNA DI TREVISO

A undici anni l’età della prima sbronza

LA STAMPA

Piazza Statuto Guida ubriaco investe pedone Michele S., è stato sorpreso alla guida, i...



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Lunedì, 17 Dicembre 2007
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