Venerdì 03 Aprile 2020
area riservata
ASAPS.it su

Rassegna stampa Alcol e guida del 30 novembre 2007

A cura di Roberto Argenta e Alessandro Sbarbada

L’ADIGE

Il piano antidroga di Ferrero

Azione contro stupefacenti, slot-machine e gioco d’azzardo

ROMA - Un piano valido un anno, per recuperare il tempo perduto e intanto preparare quello a più lungo respiro, che avrà durata triennale come vuole l’Europa: è il Piano italiano di azione sulle droghe, che il ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero ha scritto in collaborazione con alcuni colleghi di governo, e che l’Ue ci ha chiesto da tempo visto che l’Italia, insieme a Malta, è l’unico Paese europeo a non esserne dotato. Quello di ieri è il penultimo step del Piano d’azione, che dopo l’ok del Consiglio dei ministri dovrà ora affrontare il vaglio della Conferenza Stato-Regioni ed enti locali. Il documento prevede per la prima volta una valutazione del raggiungimento degli obiettivi e un forte coordinamento tra tutti i soggetti impegnati nell’intervento sulle droghe. Sempre per la prima volta, sarà fatta una mappatura delle risorse e del sistema dei servizi per le dipendenze; saranno anche definiti i criteri per trasformare i servizi a fronte delle nuove forme di consumo, includendo oltre a sostanze stupefacenti come la cocaina e le droghe sintetiche anche il doping e il gioco d’azzardo patologico. Cinque gli assi sui quali è incardinato il piano, che copre tutto il 2008: coordinamento nazionale e interregionale; riduzione della domanda; riduzione dell’offerta; cooperazione internazionale; informazione, ricerca, valutazione.

(*) Nota: il ministro Ferrero ha sempre sostenuto la necessità di "riaprire la discussione", ridefinendo anche il ruolo dell’alcol nell’insieme dei problemi e delle proposte relativo alle droghe. Il Piano di azione sulle droghe può essere una buona occasione.


<>IL GAZZETTINO (Venezia)
CHIOGGIA 

Sicurezza sulla strada Nuovo corso per gli adolescenti promosso dalla Polizia locale

Nuovo ciclo di incontri, promossi dal comando della Polizia locale e dall’assessorato alle Politiche giovanili in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Motorizzazione civile di Venezia, rivolti ai ragazzi delle scuole medie superiori. Si tratta di un percorso didattico strutturato per gli adolescenti, con l’utilizzo di supporti multimediali, grazie ad un team di psicologi ed educatori affiancati dal dottor Carmelo Trotta, responsabile della Motorizzazione civile di Venezia. Tra i punti toccati durante la lezione, la promozione della consapevolezza dei rischi per chi guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto sostanze psicotrope e l’importanza dell’utilizzo del casco. Quest’anno abbiamo voluto un salto di qualità aprendo l’azione didattica anche agli istituti superiori, spiega il comandante della Polizia locale Michele Tiozzo. Un ulteriore apporto qualitativo aggiunge - è dato dalla collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture. Con questa iniziativa saranno coinvolti oltre 1000 ragazzi. Anche quest’anno saranno organizzati percorsi indirizzati agli alunni delle scuole elementari con qualche puntata alle medie inferiori. In primavera confermeremo l’iniziativa già collaudata della giornata dedicata alla sicurezza. L’anno scorso alla campagna educativa promossa dalla Polizia locale hanno partecipato oltre 3600 alunni. Il primo incontro, che si è tenuto all’auditorium comunale, ha avuto come protagonisti 280 studenti dell’istituto Cavanis.

R.P.


<>IL GAZZETTINO (Pordenone)
AZZANO DECIMO

Il sindaco: «La questione razziale non c’entra. È per garantire la sicurezza ai cittadini» 

Il parroco dice "no" all’ordinanza 

Don Pavan è preoccupato: «Non è giusto negare la residenza a una persona che chiede aiuto»

Azzano Decimo

L’ordinanza del sindaco Enzo Bortolotti che pone dei limiti di reddito a chi richiede la residenza nel comune, sembra accolta e sostenuta da una buona parte di cittadini, anche se qualche polemica non manca. C’è chi la definisce «un riassunto di discipline esistenti», chi «una norma nel rispetto della direttiva europea per salvaguardare la sicurezza dei cittadini». Per altri, invece, «è un’ordinanza "razzista che non servirà a nulla, nemmeno a combattere la deliquenza». Il sindaco incassa invece pieno appoggio sulla seconda ordinanza che riguarda il divieto di bere alcolici nei luoghi pubblici, intesi come parcheggi, parchi e giardini.  (…)


IL TIRRENO

Le attività di prevenzione e repressione 

Ubriachi alla guida diminuiscono i casi 

GROSSETO

Sono diminuiti gli incidenti stradali rilevati dalla polizia stradale. Nei primi dieci mesi di quest’anno, 100 persone coinvolte in meno rispetto allo stesso periodo del 2006, 16 feriti in meno, 3 decessi in meno. Diminuiti anche gli automobilisti sorpresi al volante in stato di ebbrezza: «E tutto questo - spiega il dottor Nicola Manzari - nonostante che i controlli con l’etilometro siano stati aumentati: è il chiaro segnale che il messaggio comincia a essere recepito». Costante, invece, il numero di persone sotto effetto di sostanze stupefacenti: una decina.

 I verbali elevati sono comunque passati da 13 mila a 15 mila: un risultato che il dirigente spiega con l’incremento dei servizi effettuati sulle strade dai circa 80 appartenenti alla sezione (33 al comando di Grosseto e gli altri nei tre distaccamenti, Orbetello, Arcidosso, Massa Marittima). Inoltre, la sezione di polizia giudiziaria ha denunciato 212 persone, di cui 8 stranieri, rinvenendo 8 veicoli rubati. Tra le varie indagini, anche quella che ha permesso di identificare e contravvenzionare pesantemente il centauro che aveva messo su YouTube certi passaggi in moto che definire spericolati è poco.


IL TRENTINO

In tribunale una giovane nigeriana racconta una triste storia di maltrattamenti: quando beveva diventava manesco

«Mi picchiava, ma io lo amo»

Dieci mesi al compagno violento, lei invece lo ha perdonato

ROVERETO. Lui beveva e quando era ubriaco la picchiava duro, arrivando persino a minacciarla con un coltello. Ma lei, che ieri era in aula per testimoniare contro il suo compagno, nonostante tutto lo ama ancora e se lo riprenderebbe persino in casa. «Voglio solo che cambi» ha spiegato al giudice Ettore Di Fazio. Il quale non è stato tenero con Eric Abogaden, nigeriano di 33 anni, accusato di maltrattamenti: 10 mesi di reclusione e custodia cautelare in carcere.

Si erano conosciuti all’inizio del 2007 a Verona, per caso. Lei abitava in Italia da un paio d’anni e da uno si era trasferita a Rovereto. Tra i due è il classico colpo di fulmine, dopo quattro mesi vivevano già insieme. E lei, raccontando al giudice in inglese - per mezzo di un interprete - la loro storia dal banco dei testimoni, spiega che tutto andava bene con Eric. A gonfie vele, dice lei, tranne quando lui tornava casa ubriaco. Quelle volte Eric la picchiava senza ritegno. L’uomo l’accusava, diceva che lei si prostituiva, che aveva persino avuto un aborto. Circostanze che lei ha smentito in aula: «Sono stata in ospedale, è vero - ha detto all’interprete -, un solo giorno, per un dolore allo stomaco. E no, non mi prostituivo».

Dopo il primo episodio di violenza tutto sembra tornare alla normalità, ma alla prima sbornia Eric ridiventa violento. L’escalation è tale che a settembre la giovane si vede costretta a chiamare i carabinieri: passino le botte, ma stavolta Eric aveva iniziato a devastarle la casa, minacciandola brandendo un coltello e portandosi via degli oggetti. Una televisione, dei vestiti, alcuni gioielli.

In quell’occasione Abogaden viene arrestato e da allora è in carcere. Ieri ha raggiunto in manette l’aula del tribunale, scortato dalla polizia penitenziaria, per assistere all’udienza e anche a una lezione di vita che forse gli insegnerà qualcosa per il futuro.

Malgrado le umiliazioni fisiche e psichiche subìte, la ragazza nigeriana non si è costituita parte civile e non vuole risarcimenti. E nemmeno teme il suo compagno manesco. «Non ho paura di lui, non nutro per Eric sentimenti negativi - ha spiegato - e non voglio che vada in prigione. Sono ancora innamorata, vorrei solo che lui cambiasse. E riavere le mie cose». (*)

Abogaden non fiata, incassa in silenzio. E anche il suo difensore, l’avvocato Pino Chiocchetti, abbozza appena il tentativo di confutare le affermazioni della testimone. La situazione è di una tale evidenza che il giudice Di Fazio, quasi imbarazzato dal candore della ragazza, redarguisce in aula Abogaden: «Avvocato, chieda al suo cliente cosa ha fatto per meritarsi una donna così» dice severo a Chiocchetti.

Finisce con una condanna a dieci mesi di reclusione senza sospensione condizionale, “bruciata” quattro mesi fa con un piccolo precedente per resistenza a pubblico ufficiale, e l’ordine di custodia cautelare in carcere. Ora per Abogaden c’è l’opportunità di aderire a una comunità di recupero per etilisti: in quel caso, potrebbe venire scarcerato subito.

(*) Nota: Robin Norwood - Donne che amano troppo. Edizioni Feltrinelli 


CORRIERE ADRIATICO

Il sindaco Luciano Pittori

Il rodeo sulla statale “Inquietante epilogo”

CASTELPLANIO - Non si sono meravigliati più di tanto quanti conoscono i due giovani tunisini che martedì scorso si sono resi responsabili di una sfilza di reati gravi e che, processati con rito direttissimo, sono tornati subito liberi. Non si sono meravigliati i castelplanesi, semmai sono sconcertati dall’impunità di chi commette reati. Tarek Ben Chedli Barhoumi (28 anni) e Farouk Abdi (22 anni) abitano nel capoluogo assieme a dei fratelli del primo. Tutti con permesso di soggiorno. Tarek lavora come operaio in un’azienda del circondario, Farouk è disoccupato. Martedì notte, a bordo della Passat di Farouk (senza assicurazione come la maggior parte dei veicoli di extracomunitari) - entrambi ubriachi fradici - sono stati inseguiti da 10 gazzelle dei carabinieri. Alla guida c’era Farouk e ne hanno fatte di tutti i colori rischiando una strage in superstrada percorsa contromano, investendo le auto dell’Arma e colpendo i militari che alla fine li hanno bloccati e arrestati per diversi reati. Processati con rito direttissimo e messi in libertà. Da non crederci.

“E’ l’impunità che si percepisce in queste vicende a dover far riflettere anche i nostri parlamentari - commenta il sindaco Luciano Pittori (Pd) -, occorre che il centrosinistra trovi il coraggio per legiferare sulla possibilità di espellere sul serio stranieri (comunitari e non) che non intendono lavorare o commettono reati gravi. Alle forze dell’ordine, in particolare ai carabinieri, va il plauso e il riconoscimento per l’eccellente lavoro che svolgono e che non può essere poi vanificato”.


L’ARENA

SALIZZOLE. La organizza il gruppo Fidas

La festa della birra che spinge a donare

È organizzata dalla Fidas Salizzole e sarà la prima festa della birra che ha come obiettivo principale la sensibilizzazione alle donazioni di sangue. (*) Si svolgerà domani nella sede del Gruppo sportivo ricreativo di Crosare di Bovolone e coinvolgerà tutti i donatori volontari di sangue del territorio locale. L’idea è del direttivo dei donatori di Salizzole che, ai fini di una maggiore sensibilizzazione, ha istituito questo nuovo appuntamento rivolto soprattutto alle giovani generazioni.

Dinamici, instancabili e organizzatissimi nella loro nuova sede di Via Roma, che sarà ufficialmente inaugurata il prossimo 22 dicembre, i donatori Fidas studiano e inventano nuove idee e strategie per divulgare l’impegno dell’associazione. «Siamo convinti che per mantenere unito il gruppo sia fondamentale dare continuità ai rapporti tra i soci che non devono vedere il legame con l’associazione solo nell’appuntamento con la donazione, ma anche nelle numerose occasioni di incontro proposte durante l’anno», spiega», Umberto Corrà. Ecco perché sono nate gite fuori porta, feste, camminate, biciclettate, tornei sportivi ed escursioni. L.M.

(*) Nota: gli alcolici sono responsabili di almeno il 30% di atti violenti come incidenti, aggressioni, infortuni ecc.. Per calcolare l’incidenza dell’alcol nella richiesta di sangue negli ospedali, occorrerebbe sapere in che percentuale gli esiti di questi infortuni necessitano di trasfusioni. Io non conosco questa percentuale, ma quelli dell’AVIS probabilmente si.


ADNKRONOS SALUTE

SALUTE: THE VERDE, AGLIO E MIRTILLO NEL MENU’ DI LUNGA VITA

L’ESPERTA, ECCO CIBI E CONDIMENTI ’ALLEATI’ CONTRO TUMORI E ALTRE MALATTIE

Milano, 30 nov. - Aglio, olio e peperoncino, ma anche pomodori freschi o in salsa, pesce, broccoli e cavolini di Bruxelles. Il tutto innaffiato da mezzo bicchiere di vino rosso e, per finire, da una tazza di the verde o succo di mirtillo. (*) Questo il suggerimento per un menu’ di lunga vita, che aiuti a proteggere il ’microambiente’ del nostro corpo da insidie fra cui i tumori, ’regalato’ da Adriana Albini e dai ricercatori dell’Istituto scientifico MultiMedica, in occasione di un incontro oggi a Milano.

(*) Nota: domanda quiz. Indovinate quale elemento di questo elenco causa 25.000 morti all’anno, è ritenuto causa di molti tumori ed ha un ruolo importante anche negli incidenti stradali. Un piccolo aiutino: non è il succo di mirtillo.


FRANCIA

- Nel 2006, l’alcol è diventato il primo fattore di mortalità sulle strade francese con 26,2% di morti legati al consumo di alcol.

Le forze dell’ordine hanno osservato un aumento del numero di persone che circolano con una alcolemia superiore a 0,5g/L

- L’AFP e Le Parisien annunciano che le birre fabbricate in Francia, avranno progressivamente tutte delle etichette con le unità alcoliche che permetteranno di valutare la quantità di alcol consumato. L’agenzia francese, ricorda così, che 25 cl di birra a 4° corrisponde a 0,8 unita di alcol e 25 cl di birra a 5,8 a 1,2 unita di alcol.


LE PARISIEN.

"Aperitivi al lavoro.... si ma senza alcol"

È il titolo di Le Parisien, che sottolinea che durante gli ultimi sei mesi "sette salariati su dieci confessano essere stati alticci durante il lavoro", pratica che inquieta Prévention et suivi de la sécurité routiere en entreprise (PSRE) perché mette in pericolo la vita dei salariati che dopo riprendono la strada. Secondo il giornale, devono essere i dirigenti delle imprese ad impegnarsi per fare smettere tale situazione, perché la responsabilità civile e penale è loro. Il Presidente della PSRE afferma. "se il responsabile era al corrente, se ha dato la sua autorizzazione e ancora di più se ha partecipato al aperitivo, è responsabile in caso di incidente di uno dei salariati che ha bevuto e ha preso la macchina dopo (...) rischia 15 anni di galera e 75000 euro di multa". Indicando che più della metà degli incidenti mortali sul lavoro sono incidenti stradali e che 28% degli incidenti sono dovuti al alcol, l’agenzia osserva che PSRE indica una soluzione radicale: "L’interdizione pura e dura di introdurre bevande alcoliche su i luoghi di lavoro", sapendo, che il responsabile del impresa "deve essere convinto e di rispondere no" quando li chiedono l’organizzazione di una festa con alcol. Secondo il giornale è più "facile a dire, che a fare", perché il consumo di alcol è profondamente radicato nei lavoratori, sapendo che nelle imprese di più di 50 salariati 31% dei dirigenti riconoscono che l’alcol fa parte della cultura e che sono i più diplomati che bevono di più sui i luoghi di lavoro. L’associazione raccomanda degli aperitivi senza alcol, giudicando che "i cocktail di succo di frutta fresca sono deliziosi e sani". Su cinque lettori intervistati dal giornale, tre dicono di essere attenti a quello che bevono quando c’è un aperitivo, uno di loro dice tuttavia "si, ma non troppo" e altri due dicono di non essere attenti. 


 

LACROIX

Secondo questo giornale, oltre Manica, il consumo di birra è in forte calo, in calo di 49% nei pub dal 1979 e del 22% in totale. Notando tuttavia che il consumo di vino aumenta, secondo certe stime nel 2010 i Britannici saranno in testa in Europa per il budget destinato al vino.


IL RESTO DEL CARLINO

Guida in stato di ebbrezza: oggi convegno alla Cavalcali

Guidava ubriaco e senza patente: denunciato

LA GAZZETTA DI PARMA

Bambini sommelier per un giorno


© asaps.it
Sabato, 01 Dicembre 2007
stampa
Condividi


Area Riservata


Attenzione!
Stai per cancellarti dalla newsletter. Vuoi proseguire?

Iscriviti alla Newsletter
SOCIAL NETWORK