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Notizie brevi 29/11/2007

Roma - La frase “Scendi che ti faccio vedere io” è considerata una minaccia

Lo stabilisce la sentenza n. 43882 della Corte di Cassazione

Foto Blaco – archivio Asaps

(ASAPS) “Scendi dalla macchina che ti faccio vedere io”. Una frase che purtroppo si sente ripetere spesso per le strade sempre più trafficate e caotiche. Da oggi però, un temperamento agitato, può avere conseguenze molto gravi. Sino a una condanna per minacce. A ribadirlo è stata la V Sezione Penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 43882, con cui gli “Ermellini” hanno confermato il pronunciamento del tribunale di Crotone con cui si condannava un automobilista per minaccia. La frase “incriminata” è stata: “non ho tempo da perdere, se hai qualcosa da dirmi scendi dalla macchina che ti faccio vedere io”. All’accusa di minacce si è aggiunta anche quella per ingiuria a causa di alcune parole offensive “volate” durante il diverbio per strada. La Suprema Corte ha ripetuto il pronunciamento del tribunale del capoluogo calabro nonostante l’imputato avesse fatto ricorso adducendo tra i motivi “l’intento non intimidatorio dello sfogo”. I supremi giudici hanno ricordato che “ai fini della sussistenza del dolo nel delitto di minaccia basta la volontarietà dell’azione, indipendentemente dal fine specifico che la gente vuole perseguire”. (ASAPS)

© asaps.it
Giovedì, 29 Novembre 2007
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