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Rassegna stampa Alcol e guida del 25 novembre 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

DALLAPARTEDICHIGUIDA.BLOGOSFERE.IT

Questo Governo mi confonde le idee
Il ministro dei Trasporti Bianchi ha rincarato le sanzioni per la guida in stato d’ebbrezza (la multa minima è passata da 258 a 500 euro). E di recente ha dichiarato: l’anno prossimo, 2,5 milioni di controlli con l’etilometro. Quindi, meno incidenti.
Dopodiché arriva un progettino del ministero dell’Interno. Che cosa prevede? Tenetevi forte: la chiusura di 13 reparti della Polstrada. Obiettivo: risparmiare. Insomma, meno spese per lo Stato.
Problemuccio. I reparti in questione trovansi sulle strade statali ed ex statali. Ma sapete che succede su quelle strade, specie di notte e nei weekend? Si muore: incidenti per guida in stato d’ebbrezza. Se la media nazionale è di 2,4 morti ogni 100 incidenti, sulle strade statali si sale al 6% di sinistri mortali.
E allora, che nel Governo stesso si mettano d’accordo. Questa benedetta sicurezza stradale deve migliorare? Con quali mezzi? Gli alcoltest aumenteranno da soli, magicamente?


IL GIORNALE DI VICENZA

TRAGEDIA DELLA STRADA. L’investimento a Verona: Angelo Di Girolamo, 61 anni, si stava avviando verso casa
Ufficio del lavoro in lutto Il direttore muore travolto
All’incidente ha assistito la figlia del manager, rimasta lievemente ferita
Il conducente dell’auto era ubriaco: 1.80 milligrammi di alcol nel sangue
VERONA

Travolto mentre attraversava la strada con la figlia. Centrato dall’auto condotta da un veronese in stato di ebbrezza, per Angelo Di Girolamo, 61 anni, residente a Verona, direttore dell’Ufficio provinciale del lavoro di Vicenza, non c’è stato nulla da fare. È morto davanti agli occhi della figlia Cristina.
La tragedia risale alla serata di venerdì, poco dopo le 20. Di Girolamo era tornato a Verona da Vicenza in treno, finita la giornata lavorativa. Stava passeggiando con la figlia per raggiungere l’abitazione, poco lontana; Cristina era venuta a prenderlo perché da qualche mese il dirigente era rimasto vedovo: un male incurabile gli aveva strappato l’amata moglie.
Di Girolamo era sceso dal treno arrivato dal capoluogo berico. Dopo aver ricoperto per anni l’incarico di direttore dell’ufficio di Trieste, con Vicenza ad interim, dall’inizio dell’anno il ministero lo aveva avvicinato a casa dandogli come sede principale da dirigere Vicenza, con Verona ad interim da una decina di giorni, Guidava perciò da meno di un anno l’ufficio di via Torino, in città. A Verona peraltro aveva già lavorato, essendo stato il direttore della Manifattura tabacchi.
«Era con noi da poco, ma lascia un vuoto incolmabile», hanno detto all’unisono ieri mattina i suoi collaboratori. «Perchè Di Girolamo era una persona intelligente, capace e nobile e sapeva essere alla mano come soltanto le persone così possono essere». Anche a Vicenza la notizia ha suscitato sconforto e dolore, perché Di Girolamo, siciliano di origine, aveva saputo farsi stimare come professionista e voler bene.
Il dirigente è stato investito da una Nissan Micra guidata da un veronese di mezza età. Nonostante la zona fosse illuminata, l’automobilista non ha visto la coppia di pedoni. E forse non l’ha vista perché, come è risultato poi dai controlli con l’alcoltest, aveva bevuto. Aveva 1.80 microgrammi di alcol nel sangue. Dopo aver travolto la coppia, l’automobilista ha impiegato parecchi metri a fermarsi. Di Girolamo l’ha colpito in pieno, la figlia fortunatamente di striscio ferendola in maniera lieve. Ora la famiglia resta in attesa di poter fissare i funerali.
A. V.


L’ARENA di Verona

Fumo, fiati e ascelle Nuove ordinanze e autobus cabriolet
Silvino Gonzato
Bene ha fatto il sindaco Tosi a proibire il fumo nei parchi giochi. Era intollerabile che i bambini fumassero rischiando di danneggiare la salute delle mamme e delle tate, costrette a respirare passivamente il fumo delle Marlboro o, peggio, dei toscani. Da oggi in poi fumeranno solo nei gabinetti degli asili. Nell’emettere l’ordinanza Tosi ha un po’ copiato da Napoli dove però la Rosa Russo Iervolino ha bandito il fumo da ogni luogo aperto, vicoli e parchi comunali compresi.
Ma il fumatore dovrà buttare la cicca solo se in presenza di lattanti, di bambini fino a 12 anni e di donne incinte. A Napoli, più che in altre città, ci sono fumatori di 10-12 anni che potranno continuare a fumare se non avranno vicino donne incinte e neonati o coetanei non fumatori. Così le donne incinte incoscienti potranno continuare a fumare se non ci saranno nei paraggi donne incinte coscienti e bambini da zero a dodici anni, sempre che il decenne o dodicenne non fumi anche lui, caso in cui pare di capire che nessuna delle parti in causa dovrà disfarsi della sigaretta. Perché l’ordinanza della Iervolino abbia qualche probabilità di successo bisognerà disseminare i parchi, e ogni altro luogo aperto, di neonati o, in subordine, di bambolotti che sembrino neonati in carne e ossa. «Sparato ma non intossicato» è lo slogan. Si continuerà ad ammazzare, a scippare e a spacciare droga ma nel giro di pochi anni tutti avranno i polmoni rigenerati.
A Verona per ora si è cominciato dai parchi giochi ma si arriverà tra breve alla Bra e poi alle Torricelle. Ai parchi no perché non ce ne sono. Ci sono i giardini pubblici dove i vecchi pensionati vanno a fumarsi in pace il loro toscano ma sarà facile, se un giorno si volesse, organizzare una bella retata. Bisogna bastonare i nonni per educare i nipotini. Tuttavia Tosi, se ha davvero a cuore la salute dei cittadini, dovrebbe emettere un’ordinanza anche sui fiati e sulle esalazioni ascellari. Verona è una città dove si fuma sempre meno ma si beve sempre più. Certe sacche di fiati nei dintorni di bar e ristoranti vanno transennate e bonificate in continuazione. L’alcol passivo pare non sia dannoso (*) ma potrebbe ingenerare dipendenze: il bimbo baciato dal babbo ubriaco ricorderà non il bacio ma il fiato e avrà sempre più bisogno di fiatate e a otto anni sarà in piazza Erbe a farsi lo spritz.
Ci sono poi i miasmi ascellari, e non solo, che siamo costretti a inalare sugli autobus. La butto lì: perché, per esempio, non pensare a degli autobus cabriolet?
(*) Nota: l’articolo vorrebbe essere spiritoso, e non ha senso rispondere seriamente a parole scritte per far ridere. Ma questa affermazione sull’alcol passivo non dannoso, in una città – Verona - che continua a piangere morti ammazzati perché travolti da autisti ubriachi, appare francamente fastidiosa e offensiva.


IL GAZZETTINO (Belluno)

STOP ALL’ALCOL ALLE 00.30 
Il progetto della Locanda non fa il pienone. Ma il titolare proseguirà l’iniziativa

(C.O.) Apprezzamenti, sgomento e sorpresa per l’iniziativa di chiudere i battenti della somministrazione di alcolici alle 00.30 in cambio di musica e spaghetti gratis venerdì sera alla Locanda di Belluno. «Lavoriamo con il Sert - dichiara Marco Cecchet gestore del locale, già dall’iniziativa "Se bevi non tira più" del 2001. Rispetto le dichiarazioni dell’Ascom - afferma - ma la vedo in maniera diversa, vendo e produco birra ma il problema alcol c’è, non possiamo chiudere gli occhi. Dobbiamo cercare il modo di tornare a un bere consapevole, diverso dal proibizionismo». Nessuna delusione da parte di Paolo Bello del Sert in risposta a chi avrebbe dichiarato che non c’era l’affollamento di sempre e che il tutto è stato un flop. «Gente ce n’era - osserva Bello - certo il maltempo non ha aiutato e non abbiamo potuto fare tutto il previsto tra cui le simulazioni di guida. Lo stop alcol - ribadisce - ha colto di sorpresa e fatto riflettere e quello era ciò a cui si mirava. Venerdì prossimo in accordo con Cecchet si ripeterà l’iniziativa».
Dialogo anche tra le voci giovani. «Un’idea valida - asserisce Andrea Riva dei Locusta 23 - finalmente con il coinvolgimento dei musicisti locali. Il pubblico c’era e la serata è andata bene. Ben più difficile il discorso alcol per ragazzi che l’hanno assorbito con l’educazione da parte di adulti che hanno sempre lanciato invettive contro la droga ma detto altrettanto che il vino fa bene». «Sanno tutti che gli effetti sono devastanti - ribadisce M.O. - ma la stessa musica è ancora associata ad un buon bicchiere».
Critica e spunti per il Sert da parte dei ragazzi. «Servizio - afferma R.R. a nome della compagnia - che ha buone idee ma è visto ancora come la presenza adulta, l’Anticristo, la voce paternalistica e non del coetaneo. Trovare il linguaggio giusto con i giovani d’oggi è arduo. Il Sert potrebbe avvalersi di testimonial carismatici, perché non Beppe Grillo? Credo sarebbe efficace».


L’ARENA di Verona

ANNIVERSARIO. Festeggiato in Fiera il «compleanno» del Corpo di pubblica sicurezza specialista in infortunistica
Nel segno della sicurezza i 60 anni della Polstrada
La sezione scaligera conta 170 operatori: dall’inizio dell’anno hanno rilevato 1604 incidenti con 41 morti

L’incremento dei controlli sta facendo calare il numero degli infortuni stradali
Elisa Pasetto
Il 27 novembre del 1947 nasceva la polizia stradale. Ieri, la sezione di Verona ha festeggiato i 60 anni a Job & Orienta. Quale occasione migliore per chi si occupa di sicurezza stradale, per sensibilizzare i cittadini incontrando, tutti insieme, migliaia di giovani?
Ed è proprio dopo aver parlato ai ragazzi sul tema della guida pericolosa e dei comportamenti scorretti che causano la maggior parte degli incidenti stradali, come l’uso di sostanze stupefacenti e l’abuso di alcol, che Daniele Giocondi, comandante della sezione veronese della polizia stradale, ha tracciato la storia e fatto il punto sui 60 anni di vita di questo settore specifico della Polizia di Stato.
«Il servizio di polizia stradale nasce già nel 1928 come Milizia della strada», racconta Giocondi. «Nel 1947, dopo la nascita della Repubblica, viene militarizzata e posta alle dirette dipendenze del Ministero dell’Interno. Da allora, lavoriamo per la prevenzione e l’accertamento dei reati sulle strade, il rilevamento degli incidenti, ma anche come polizia giudiziaria e abbiamo la competenza esclusiva in ambito autostradale».
La sezione di Verona, infatti, con i suoi 170 operatori suddivisi tra il centro, la sottosezione di Verona sud e i distaccamenti di Bardolino e Legnago, ha competenza sulle due autostrade che transitano per la provincia e le quattro province limitrofe di Mantova, Trento, Brescia e Vicenza.
Un compleanno, questo sessantesimo, davvero da festeggiare, visto che, secondo i dati presentati dal comandante, il bilancio del lavoro svolto è positivo. «Per quanto riguarda l’obiettivo stabilito già nel 1997 dalla Commissione europea di ridurre del 40per cento gli incidenti stradali entro il 2010, possiamo prevedere che, se manterremo questo trend, ce la faremo: oggi siamo al 23 per cento».
Merito anche, secondo Giocondi, della legge dello scorso agosto, intervenuta a modificare il codice della strada con l’inasprimento delle sanzioni per la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, e del tavolo sulla sicurezza stradale stabilito con il prefetto, che lavora nella stessa direzione: «I risultati ci sono e si misurano in un calo degli incidenti, conseguenti a un aumento dei controlli».
Gli incidenti totali rilevati nel 2007 sono stati 1.604 (-3,66 per cento rispetto al 2006), quelli mortali 41 (il 14 per cento in meno rispetto a un anno fa); le infrazioni accertate dall’inizio del 2007 stanno già superando quelle del 2006 (oltre 24mila); 1.100 sono le patenti ritirate quest’anno contro le 740 dello scorso, 567 i veicoli sequestrati contro 430 del 2006.
E ai giovani del Job & Orienta il comandante Giocondi, da appassionato motociclista, ha tenuto a ricordare anche i rischi che si corrono viaggiando su due ruote: «I dati parlano chiaro», ha affermato, «visto che la maggior parte degli incidenti, anche mortali, avviene tra aprile e agosto, quando le strade si popolano di moto e scooter. Il 44 per cento dei feriti e un terzo dei deceduti è rappresentato da centauri».


IL GAZZETTINO (Treviso)

Strade, emergenza alcol 
Aumenta la percentuale di automobilisti che guidano ubriachi

Alcol e droghe sono sempre più frequenti fra gli automobilisti. I controlli della polizia stradale di Treviso negli ultimi 10 mesi sono aumentati (62.269 in tutto da inizio anno, +59\% rispetto al 2006) e le infrazioni non mancano; anzi, l’aumento è considerevole rispetto all’anno scorso: +42\% per la guida sotto l’influenza di alcool e addirittura +60\% sotto effetto di stupefacenti. In pratica, oltre il 60\% degli automobilisti sottoposti a controlli con l’etilometro è risultato positivo al test (*), e le sanzioni per abuso di alcol rappresentano un terzo delle totali nella Marca.
A scoraggiare gli automobilisti non basta nemmeno l’inasprimento delle pene connesse ai reati, e l’annunciato (a suo tempo) incremento dei controlli su strada da parte della Polizia nonostante le carenze d’organico. I trevigiani continuano a essere fermati e, una volta sottoposti ai test, trovati in stato di ebbrezza o drogati. E se la legge 160, che ha convertito il decreto Bianchi, ha reintrodotto come penalmente perseguibile anche la guida senza patente o con la patente revocata o sospesa, i conducenti continuano comunque a mettersi in auto senza il documento: nel 2007 sono ben 160 i casi rilevati, con un aumento rispetto all’anno precedente del 65\%. In gran parte sono extracomunitari; rientrano nella categoria della "guida senza patente" anche tutti quei documenti scoperti come falsi, falsificati o contraffatti o anche patenti non convertite e quindi non accettate dal Codice italiano.
Le violazioni accertate, su oltre 62mila controlli, sono state ben 17.958, e i controlli con l’etilometro o alcolblob 11.109. Nei numeri forniti dalla Polstrada ieri in Provincia, a margine delle celebrazioni dei 60 anni del Corpo con tre classi di studenti del "Fermi", c’è anche un dato più che positivo: nonostante l’aumento dei controlli, le infrazioni per mancato uso del casco diminuiscono del 66\%: questo anche in considerazione della campagna informativa svolta nelle scuole e sui media in primavera, quando alcuni trevigiani erano morti scivolando sull’asfalto in motorino. La velocità, invece, nella Marca resta sempre un problema: aumentano del 15\% gli eccessi rilevati elettronicamente, nonostante la legge 160 abbia introdotto l’obbligo di segnalare almeno 80 metri prima la presenza della postazione mobile di rilevamento. Anche l’uso del cellulare alla guida, oggi sanzionato in maniera più pesante, è sempre un problema, con un picco del 20\% di multe in più di quelle elevate nel 2006.
Ma il vero problema, nella nostra provincia, è ancora l’alcol, cui si aggiunge anche l’assunzione di droga prima di mettersi alla guida. «Parallelamente, però, sono più che raddoppiati i controlli che abbiamo condotto su strada - ha dichiarato il comandante della Polstrada Giovanni Battista Scali - e speriamo che questo a breve termine possa scoraggiare altri illeciti
». E se per il controllo sull’alcolemia basta un semplice test da farmacia, per rilevare droga nel sangue è necessaria una serie di analisi ospedaliere. Questo perchè gli agenti non dispongono di drug-test come in altri Paesi: ma è anche vero che lo stupefacente ha un tempo di assorbimento nel sangue molto lungo, e quindi si può essere sanzionati anche per una assunzione avvenuta molte e molte ore prima di mettersi alla guida.
Serena Masetto
(*) Nota: quando la percentuale dei positivi all’etilometro è elevata, viene il sospetto che vengano misurati solo i guidatori che danno segno di ebbrezza.
Questa percentuale non risente solo del comportamento dei guidatori di quel territorio, ma anche dal comportamento delle forze dell’ordine.
La raccomandazione degli esperti del fenomeno alcol e guida – perché l’intervento abbia una maggiore efficacia preventiva - è di controllare l’alcolemia a campione di tutti i guidatori fermati, anche di coloro che apparentemente non sono in stato di ebbrezza.
In questo senso una bassa percentuale di positivi non sarà tanto il segno di un comportamento virtuoso dei conducenti, quanto di una efficace, capillare azione preventiva dei “controllori”.


IL GIORNALE DI BRESCIA

POLSTRADA: RITIRATE 18 PATENTI
Come ogni sabato notte anche la notte scorsa la Polstrada ha promosso servizi di controllo sulle strade per prevenire le cosiddette "stragi del sabato sera". Sei le pattuglie mobilitate: Montichiari, Desenzano, Salò, Chiari e Brescia. E ancora una volta si è avuta la conferma delle pessime condizioni psicofisiche di chi si mette al volante. Si tratta in genere di giovani, sorpresi sulla strada del ritorno verso casa dopo la notte di festa.
Nel dettaglio: su 166 automobilisti sottoposti alla prova dell’etilometro, 17 sono risultati ubriachi e si sono visti ritirare il documento di guida. Nella sostanza, un ubriaco ogni nove sobri. La Polstrada ha ritirato la patente anche ad un diciottesimo automobilista risultato positivo al narcotest.


IL GAZZETTINO (Vicenza)

ALTO VICENTINO/ ALCOL, DROGA E SICUREZZA STRADALE: ARRIVA IL PULLMINO DELLE DISCOTECHE 
"Blu Runner" in rete anche per prevenire gli incidenti

Schio
Alcol, droga, sicurezza stradale: "Blu Runner" entra in rete per prevenire con maggior efficacia e introduce nuovi sistemi di controllo della trasgressione del fine settimana. Sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa nuovi strumenti e tecniche del pullmino blu che, nel week end, davanti a discoteche, pub, birrerie, cerca di convincere i giovani a non bere troppo, a non drogarsi e a non mettersi alla guida dell’auto se "alticci". Una card, utilizzata da altre cinque strutture di prevenzione del Veneto, permetterà di controllare gli spostamenti del popolo della notte da una discoteca all’altra del Veneto e di sapere, in tempo reale, chi e quante volte si sottopone alle verifiche tossicologiche nel camper girovago di Blu Runner. Il popolo della notte, il popolo nomade del fine settimana: tra le tante novità emerse dalla conferenza stampa di ieri, un nuovo fenomeno sconosciuto ai non addetti ai lavori: nelle notti del weekend una massa enorme di giovani si sposta da una parte all’altra della regione alla ricerca di locali e luoghi di divertimento in cui l’alcol e la droga non mancano. E poi, in auto, per il ritorno, con i conseguenti incidenti riportati dalla cronaca nera. Il divertimento, per questo popolo di nomadi notturni, coincide spesso con lo "sballo" e con troppi bicchieri di alcol. I giovani bevono, bevono perchè solo così riescono a liberarsi dalle inibizioni, sentirsi sicuri e meno impacciati. Bevono sin dalla giovane età e bevono anche le donne, le ragazzine ancora adolescenti: "Ci imbattiamo-affermano i responsabili di Blu Runner-in casi di adolescenti, anche ragazzine, che, alle tre del pomeriggio, davanti alle discoteche, sono letteralmente ubriache. Ci sono casi anche di ragazzi che, di mattina, sono ubriachi a scuola". Sono questi i giovani che l’équipe di Blu Runner, coordinata da Enzo Bacchion, da dieci anni continua ad intercettare nelle sortite notturne a bordo di un pullmino attrezzato davanti ai luoghi di divertimento notturno del Vicentino. E, da oggi, con tecniche sempre più sofisticate in grado di diagnosticare la quantità di alcol ingerita e il consumo di droga, ma anche il livello di tossicità derivante dal fumo attraverso un nuovo strumento in grado di rilevare in un attimo il monossido di carbonio presente nei polmoni. Ma la novità in assoluto è il coordinamento regionale tra le sei unità mobili presenti in tutto il territorio della Regione. Un cordinamento che dovrebbe dare la possibilità di monitorare gli spostamenti notturni del fine settimana, di mettere in rete i dati acquisiti ed elaborare, per il futuro, una strategia di intervento sempre più in grado di arrivare all’obiettivo di prevenire gli eccessi che portano a conseguenze catastrofiche.

Fiorì Palmeri


IL GAZZETTINO (Venezia)

Guida ubriaco, barchino si schianta 
I passeggeri sono finiti nella laguna a Murano.

Brutta avventura, nella notte tra venerdì e sabato, per cinque ragazzi e una ragazza, tra i 20 e i 25 anni, naufragati nel canale del Bisato, nel tratto di laguna di fronte a Murano, mentre stavano rientrando, attorno all’una, da una serata trascorsa a Jesolo. Stando al racconto dei ragazzi, 4 dei quali residenti a Venezia, gli altri a Murano, il conducente dell’imbarcazione, F.P. 32 anni, di Venezia, non avrebbe visto alcuni pali che delimitavano un’area interessata a lavori, in quel momento tra l’altro segnalati da fonti luminose. Il forte impatto con l’ostacolo, ha provocato l’affondamento dell’imbarcazione, lunga circa 5 metri e mezzo, equipaggiata con un motore Yamaha da 80 CV. I ragazzi sono finiti tutti in acqua ma non hanno riportato neppure un graffio: se la sono cavata soltanto con tanta paura e un bagno fuori stagione. A prestargli soccorso sono stati inizialmente alcuni pescatori; poi sono sopraggiunte due motovedette del Nucleo natanti dei carabinieri che li hanno tratti in salvo. I militari dell’Arma hanno quindi invitato F.P. a sottoporsi all’alcoltest, accertando un tasso alcolico di 1,08 grammi per litro, più del doppio rispetto ai limiti massimi (0,50) previsti dalla legge prevede. Nei confronti del ragazzo è scattata la denuncia per ubriachezza e naufragio.


L’ADIGE

Fugge all’alt, era ubriaco
Alle due della scorsa notte non si era fermato all’alt dei carabinieri a Levico. Lo hanno fermato una ventina di minuti più tardi i militari del Radiomobile di Trento, che hanno atteso l’arrivo dell’auto all’intersezione fra la Valsugana e la statale del Brennero, a nord della città. L’automobilista, 23 anni, era alterato dall’alcol. Assieme a giovane, sulla Lancia Delta, c’erano quattro amici. Quando ha visto i lampeggianti della gazzella ha tentato di nascondere l’auto sul retro del distributore di benzina sulla strada che conduce all’Interporto. I carabinieri lo hanno scovato, ma il giovane e l’amico 22enne che sedeva accanto a lui, hanno mal appellato i militari, beccandosi una denuncia per minacce a pubblico ufficiale. Il conducente si è poi rifiutato di sottoporsi ad alcoltest, ma è stato comunque denunciato e la sua auto sequestrata.


IL TIRRENO

Controlli dei carabinieri nel fine settimana: fioccano le denunce 
Alcol e droga, giovani a rischio 

PRATO. Continuano i controlli dei carabinieri per prevenire l’uso di droga e soprattutto la guida in stato di ebbrezza. Anche negli ultimi giorni non sono mancate le denunce e le segnalazioni alla Prefettura.
Per quanto riguarda la guida sotto l’effetto di alcol, nei controlli sono incappati due giovani che sono stati sottoposti all’esame dell’etilometro e sono risultati oltre il limite consentito dalla legge. Per questo sono stati denunciati alla Procura ed è stata loro ritirata la patente, dalla quale verranno tolti 10 punti. Si tratta di pratesi non ancora trentenni.
Stessa fascia d’età per altri due giovani controllati negli ultimi giorni e trovati in possesso di modiche quantità di hashish. La droga è stata sequestrata e i giovani sono stati segnalati alla Prefettura come consumatori di stupefacenti.


CORRIERE ADRIATICO

Allarme infanzia violata Qualche giorno fa una mamma ha lasciato in auto la bambina di due anni per andare a fare la spesa. La piccola ha attraversato la strada per seguirla ed è stata travolta da un’auto
Troppi lividi sul corpo, sospetto-choc: abusi dai genitori. Indaga la procura
Bimbo di un mese all’ospedale

ANCONA - Un bimbo di un mese all’ospedale, il fisico di fragile bambolotto sfregiato da lividi, scuri come l’ombra dell’orribile sospetto degli abusi. Indaga la procura minorile sulle cause di quelle macchie inquietanti. Gli ematomi sono stati stati provocati da colpi proibiti? Oppure sono i segni visibili di una malattia, ma anche dell’incuria di mamma e papà che pure in questa ipotesi meno drammatica potrebbero non essersi comportati da genitori modello omettendo (eufemisticamente) di coprire di cure amorevoli il loro bebè? Domanda buona per la procura dei minori che ha aperto un’inchiesta, e tolto il bambino alla famiglia in attesa che gli accertamenti medici possano dare una risposta a quegli interrogativi da brivido nell’anima.
La vicenda si svolge nello scenario della provincia di Ancona. Il campo si restringe: c’è un ambiente familiare di degrado sociale e umano, moglie e marito hanno problemi di droga e alcool. La piccola creatura è appena piovuta in questo mondo e sembra essere subito scivolata nel girone infernale dell’emarginazione.
Si attivano i servizi sociali, chi frequenta la famiglia si accorge che il bimbetto ha qualcosa che non va. Quel colore bluastro che qua e là spunta sulla pelle è allarmante. Si pone il problema di portarlo all’ospedale per verificare di cosa si tratta con l’atroce sensazione che possano essere reazioni cutanee a lesioni. Inizia un braccio di ferro con il padre e la madre che si oppongono al ricovero. Interviene il Tribunale dei minori che senza indugio strappa la potestà ai genitori e ordina di accompagnare il bimbo al Salesi. Gli esami a cui lo sottoporranno i sanitari diranno se qualcuno ha infierito sul neonato, se davvero le tracce del malessere siano state impresse sul corpo della piccola creatura dai maltrattamenti.
Non potrebbe esserci spot migliore per una pubblicità progresso sull’infanzia violata. Ad accendere il segnale rosso dell’Sos è il procuratore dei minori Ugo Pastore. “I bambini tutti i giorni sono vittime di comportamenti anche non penalmente rilevanti ma che producono danni notevoli”. Non devono per forza esserci atteggiamenti volutamente violenti contro bambini perché sono dispettosi, vivaci. Insomma perché hanno la colpa di essere bambini. A volte bastano superficialità e distrazione. Come definire il comportamento della mamma che nei giorni scorsi ha fermato l’auto su un lato della Statale per andare a fare la spesa lasciando dentro la bambina di due anni che, dopo averla vista dall’altra parte della strada è uscita e attraversando è stata travolta da una macchina? Solo tragedia sfiorata per fortuna. Che però allunga la lista di episodi di bimbi violati, casi archiviati e “nascosti” agli occhi e al giudizio dell’opinione pubblica nel freddo registro degli “incidenti stradali”.

EMANUELE COPPARI


CORRIERE ADRIATICO

Lezioni e degustazioni
Il Natale alla scoperta della birra

SENIGALLIA – Natale a tutta birra. Gli “Amici della Birra” chiudono il 2007 in grande stile con un programma interessante e ricco di appuntamenti. Si inizia il 29 novembre con la classica cena, una serata in cui vengono proposte pietanze dall’antipasto al dolce ciascuna abbinate con una birra specifica. La formula è collaudata e spesso molti scettici hanno dovuto ricreduti sulle chance che la birra può avere in tavola.
“Questa volta l’appuntamento è al country house Beatrice di Borgo Bicchia a Senigallia, graziosa casa di campagna trasformata in azienda ricettiva, con una saletta ristorante che richiama ad un ambiente molto tranquillo e che per l’occasione sarà animato dagli appassionati birrofili – fanno sapere gli Amici della birra - sarà poi riproposto il corso E.d.a. sulla birra presso l’Istituto professionale “Panzini” di Senigallia. Il corso ha una durata di 15 ore divise in 5 incontri ed è previsto un test finale con rilascio del certificato. L’inizio delle lezioni è fissato per il 3 dicembre con orario dalle 20 alle 23”.
L’ultimo appuntamento è per il 19 dicembre alle 21.30 nei locali dell’associazione civica “Montimar” a Marzocca, dove gli “Amici della birra” presenteranno una serata dal tema “Natale e birra”. Ci saranno degustazioni di birre stagionali natalizie ed altre indicate per i menù delle feste con abbinamenti gastronomici ed idee per un Natale a tutta birra. E proprio la birroteca “A tutta birra” di Ostra, punto di riferimento per la distribuzione sul territorio di birra di qualità, fornirà tutte le birre dei vari eventi in programma.
Una sinergia tra tutte le realtà che si occupano della famosa bevanda, che sempre di più compare sulle tavole dei nostri connazionali, sufficiente a fornire la misura di quanto ormai bere birra non è più una sporadica abitudine estiva, ma un’occasione per conoscere aspetti e caratteristiche di un prodotto considerato tra i più genuini. Di conseguenza i suoi estimatori sono in crescita, incuriositi anche dalla cultura che accompagna la birra. Notizie dettagliate su questi appuntamenti si possono trovare su http://amicidellabirra.blog.excite.it dove potete anche prenotare o richiedere ulteriori informazioni.
S.A


L’ADIGE

BREVI
Mori: contro l’alcolismo

MORI - Oggi riunione degli interclub di zona dell’Acat (Alcolisti in trattamento)
LA STAMPA 24.11.07

GRINZANE CAVOUR INCONTRO
“Vino e salute” la parola agli esperti

Per il neonato Osservatorio nazionale sul consumo consapevole del vino è una sorta di debutto, la prima uscita pubblica dopo la costituzione avvenuta pochi mesi fa. Per questo ha scelto di partire dallo scalino più basso e in fin dei conti più importante, dando appuntamento questa mattina (dalle 9,30) al castello di Grinzane Cavour per discutere di «Vino e salute». Ossia per dire, con la voce autorevole di medici e nutrizionisti, che «bere un bicchiere di rosso a pasto è una buona regola per prevenire e ridurre le possibilità di malattie cardiovascolari e neurologiche», per ricordare che un consumo moderato è di aiuto all’organismo soprattutto per la presenza di antiossidanti provenienti dai tannini e dai pigmenti. Ma non si nasconderanno neppure le domande diventate di stringente attualità: qual è il rapporto fra i danni legati al consumo di alcolici e i vantaggi dovuti alle sostanze bioattive contenute nel vino? E come funzionano i controlli dell’alcolemia introdotti in forma sempre più severa per evitare rischi alla guida? Di tutto questo parleranno i relatori coinvolti, a partire dal direttore scientifico del nuovo Osservatorio, il gastroenterologo Attilio Giocosa, alla nutrizionista Mariangela Rondanelli, agli epidemiologi Carlo La Vecchia ed Eva Negri. «La nostra iniziativa - spiega il senatore Tomaso Zanoletti, presidente dell’Osservatorio e dell’Enoteca regionale di Grinzane Cavour - è rivolta a comunicare e divulgare le proprietà salutistiche del vino, nella consapevolezza che alla qualità del prodotto debba essere associato un consumatore attento che non solo lo apprezza, ma è informato e documentato sugli effetti benefici per l’organismo derivanti da un corretto consumo». Un messaggio dalla Langa del Barolo lanciato a coloro che vogliono equiparare ingiustamente il vino ai superalcolici o alle droghe (*), un cammino per ribadire e rafforzare il rilievo e la dignità che la viticoltura italiana ha nella tradizione del Paese. Fra i promotori, ci sono il Consorzio di tutela Barolo e Barbaresco, il Consorzio turistico Langhe, Monferrato Roero, l’Ente Turismo Alba e Bra e l’associazione Go Wine. Ma se l’iniziativa parte dal Piemonte del vino, la volontà è di operare in campo nazionale aggregando istituzioni del settore in tutta Italia e anche i singoli cittadini.
(*) Nota: bene, stanno parlando anche di me.
Bisogna vedere cosa si intende per “equiparare”: se si mettono in relazione i danni e le sofferenze, non c’è proprio partita.
L’alcol, sostanza presente nel vino a concentrazioni enormemente più elevate rispetto ai tannini e ai pigmenti, in Italia provoca 30-40 mila morti ogni anno, tutte le droghe illegali messe assieme circa 500.
In Italia, secondo dati del Ministero della Salute, il vino è responsabile (circa) di tre quinti dei problemi alcol correlati, la birra di un quinto, tutti gli altri alcolici messi insieme del rimanente quinto.
Dati alla mano, equiparare il vino ai superalcolici e alle droghe illegali è penalizzante per i superalcolici e per le droghe illegali.
Basta un po’ di buonsenso per capire che – ovviamente - questo non significa che un buco di eroina sia meno pericoloso di un bicchiere di vino, ma significa che il tributo in sofferenza umana che il nostro paese paga a seguito dell’assunzione di sostanze assegna al vino una posizione molto importante, che lo colloca al secondo posto, dopo il fumo da sigaretta.
Quanto al millantato “aiuto all’organismo” legato alla presenza nel vino degli antiossidanti, oramai ci credono, o fanno finta di crederci per evidenti motivi, solamente i produttori e i loro amici.


IGN

CALCIO: INGHILTERRA, FESTINI E SESSO SFRENATO PRIMA DI EUROFALLIMENTO
TERRY URINA SUI PAVIMENTI E BALLA CON GINOCCHIO INFORTUNATO

Londra, 25 nov. - (Adnkronos) - Sesso sfrenato, giocatori ubriachi che urinano sul pavimento, superstar che cercano di combinare incontri ’hot’ con ballerine di lapdance. Secondo il ’News of the World’, e’ uno spaccato del calcio inglese. L’istantanea si riferisce ad un party che si e’ svolto a Londra il 27 ottobre, 10 giorni dopo la sconfitta per 2-1 contro la Russia e meno di un mese prima del clamoroso k.o. casalingo per 3-2 contro la Croazia. Il fallimentare epilogo della corsa a Euro 2008 diventa l’occasione per stigmatizzare il comportamento che alcuni calciatori avrebbero tenuto in un momento determinante della stagione.


IL GAZZETTINO (Padova)

Mestrino Bimba di 8 anni gravi ustioni
Una bambina di 8 anni è rimasta seriamente ustionata ieri sera in una abitazione di Mestrino, a causa di un ritorno di fiamma dovuto all’alcol versato su una fonduta che era stata preparata per la cena.
Anche il padre è rimasto ustionato, in maniera non grave, a una mano. Sul posto è accorsa immediatamente una ambulanza del Suem. La piccola, che presentava ustioni al volto, al torace e agli arti superiori, è stata trasportata d’urgenza al pronto soccorso di Pediatria dell’ospedale di Padova, per poi essere trasferita nella sala operatoria del centro ustioni del Monoblocco.


IL GAZZETTINO (Rovigo)

Nel 60. anniversario di attività della Polizia stradale il comandante Bruno Zito traccia un bilancio e analizza la situazione 
Troppo alcol al volante, 298 patenti ritirate 
«Un dato che deve far riflettere».
Positiva incidenza sulla viabilità dall’apertura del nuovo casello
Rovigo
«I ritiri di patente per guida in stato di ebrezza sono ancora tanti, troppi: 298. praticamente uno al giorno. Questo ci fa riflettere». (*) Il 60. anniversario di fondazione della Polizia stradale è stata l’occasione per il comandante provinciale Bruno Zito per tracciare un bilancio dell’attività svolta dall’inizio dell’anno e analizzare la situazione sulle strade polesane.
C’è il problema delle assicurazioni false. Un fenomeno in lieve aumento e pericoloso perché mette in difficoltà i danneggiati. Critica la situazione sulla dorsale Badia-Rovigo-Adria, in particolare nel tratto verso il Delta chepraticamente non ha alternative, mentre viene valutata positivamente l’apertura del casello di Villamarzana-Rovigo sud lungo l’autostrada A13 che «ha diminuito il traffico attorno alla città e in genere lo ha alleggerito sull’intera rete del Medio Polesine».
(*) Nota: fa riflettere, è vero: un solo ritiro di patente al giorno per guida in stato di ebbrezza in una intera provincia appare francamente poco, indice di un’attività di controllo da aumentare in maniera significativa.
Sopra abbiamo visto come in provincia di Brescia in una sola notte abbiano ritirato 17 patenti per guida in stato di ebbrezza: E a Rovigo non si beve meno che a Brescia.


IL GAZZETTINO (Treviso)

Ubriaco ferito da un ventitreenne. E in largo De Gasperi un’anziana è stata aggredita e rapinata del portafoglio nell’atrio di un palazzo 
Rissa con gli ultras al Bottegon

Ancora una aggressione in pieno centro storico ai danni di una donna, stavolta con vittima un’80enne che rientrava in casa dopo le spese in viale Cadorna. La signora, residente in un condominio in largo De Gasperi, stava per prendere l’ascensore attendendo nell’atrio del palazzo, quando da tergo è stata aggredita e strattonata da un individuo, forse un giovane, che dopo averla seguita le ha strappato la borsetta con all’interno 100 euro, la carta d’identità e altri documenti. Nella colluttazione la donna, che ha tentato di difendersi, è caduta rimanendo ferita alle braccia e al volto. Lui è scappato, verso la stazione.
Il portafoglio dell’anziana 80enne è stato trovato poco dopo, verso le 20.45, in stazione: il rapinatore l’aveva gettato in un cestino della spazzatura dopo averlo svuotato dei 100 euro che conteneva. Una Volante della Questura è intervenuta, raccogliendo la testimonianza dell’anziana vittima dell’aggressione, stavolta a scopo di rapina, da parte di un individuo che ha approfittato del buio per seguire la signora fino a casa e rubarle gli spiccioli che aveva con sè per la spesa.
Una rissa invece, alle 2.15 di venerdì notte, ha visto protagonisti alcuni ultras del Treviso calcio, clienti in quel momento del Bottegon a porta San Tomaso. A loro si è avvicinato un ubriaco. Loro, infastiditi, lo hanno allontanato in malo modo; finchè uno di loro, un ragazzo di 23 anni già colpito dal Daspo, il provvedimento di allontanamento temporaneo dagli stadi, non gli ha sferrato un pugno facendolo finire a terra. L’uomo, M.D.A. di 42 anni, ha battuto violentemente la testa a terra; sanguinante è stato portato in ospedale da una ambulanza del Suem. L’aggressore, il 23enne ultras, è stato identificato, in attesa della eventuale querela da parte del 42enne ferito dal pugno.

S.Mas.


BRESCIA OGGI

Il caso di Isparo
Il privato sociale può fare scuola

Giovanni aveva 22 anni quando fu prelevato sulla Milano-Venezia per essere ricoverato in una struttura psichiatrica. Incurante del pericolo stava camminando sulla corsia di una delle autostrade più trafficate d’Italia con un dito alzato verso il sole per intimargli di scendere. Oggi Giovanni di anni ne ha 28, si è laureato, ha un lavoro come guida turistica e una donna innamorata di lui. Quella di Andrea è una vicenda simile: viene trovato appeso a un cavalcavia. Diceva di essere atterrato casualmente, per un’avaria alla sua navicella, sul nostro pianeta che trovava così diverso dal suo dove i ponti venivano attraversati appendendosi con il corpo penzoloni. Oggi Andrea ha un lavoro e fa una vita normale.
Sono due fra le tante storie emblematiche che hanno come protagonista l’esperienza di Isparo, nata nel 1990 nel cuore della Franciacorta. Nel 1978 la legge 180 aveva chiuso gli ospedali psichiatrici provinciali, i cosiddetti manicomi, assegnando le competenze per le patologie mentali non più al ministero degli Interni, ma a quello della Sanità. Il venir meno delle strutture manicomiali aveva posto un serio problema di accompagnamento al reinserimento sociale di tanti pazienti. Da questa esigenza ha preso le mosse la storia di Isparo, utilizzando gli spazi ricavati da una stalla abbandonata e da un’ex cava di argilla da bonificare. Con l’appoggio della locale Azienda ospedaliera, alcuni operatori psichiatrici decidono di dedicarsi alla nuova esperienza, licenziandosi dall’attività precedente; altri la seguono come volontari.
Negli anni sono nate tre cooperative che fanno capo a una fondazione. Oggi gli operatori, fra dipendenti e volontari, sono quaranta e assistono un centinaio di persone con problemi psichici, di cui trenta residenti. I pazienti, regolarmente assunti, sono impiegati in attività che vanno dal verde pubblico al florovivaismo, per arrivare al vino biologicamente certificato (pochi giorni fa, dopo sei anni di lavoro, è stata stappata la prima bottiglia di bollicine Docg). (*)
Da poco è iniziata anche la produzione di energia con biomasse, già in essere per i propri fabbisogni. Un know how a disposizione di aziende e privati. Da ultimo con l’agriturismo Cascina Clarabella ha avviato un servizio di bed and breakfast e di convegnistica nell’area naturalistica delle Torbiere, a sud del lago d’Iseo.
Non è esagerato dire che ci troviamo di fronte a un complesso di iniziative che per efficienza e innovazione fanno invidia alle migliori imprese privati. Capace anche di riqualificare un’area e renderla così attraente da far lievitare i prezzi dei terreni limitrofi.
Ovviamente il risultato più importante è quello di poter offrire ai pazienti un ambiente che si prende cura di loro non limitandosi a prescrivere massicce dosi di psicofarmaci o scaricando sulle famiglie il peso, spesso insostenibile, della malattia mentale.
Il caso Isparo rappresenta un’esperienza originale che ridisegna in termini nuovi la collaborazione fra pubblico e privato sociale.
Siamo in presenza di una sorta di spin off in cui dei dipendenti pubblici si staccano dal proprio ente dando vita a una nuova iniziativa, che valorizza le esperienze maturate all’interno della struttura di provenienza, con cui si continua a collaborare. Una soluzione intelligente per abbattere i costi e creare vera efficienza, senza riduzioni di personale, che potrebbe trovare proficua applicazione in vari ambiti della pubblica amministrazione. Mettendo in atto una solidarietà sposata con la sussidiarietà, la sola formula che salvaguarda ed esprime al meglio la dignità delle persone, tanto degli operatori quanto dei pazienti. Insomma una cosa dell’altro mondo in questo mondo. È un’esperienza a cui i nostri ragionamenti contorti dovrebbero imparare a sottomettersi.
(*) Nota: alcol e malattia mentale sono incompatibili.
L’articolo 689 del nostro Codice Penale afferma che somministrare una bevanda alcolica a chi ha una malattia mentale è reato penale.
L’alcol interagisce in maniera estremamente pericolosa con tutti gli psicofarmaci.
Tra tutti i lavori cui si può adibire una persona con una patologia psichiatrica, quello di produrre vino appare francamente uno dei meno opportuni.
Un discorso simile si può fare riguardo a chi ha problemi di tossicodipendenza: questa rassegna ha più volte espresso grande perplessità sulla scelta della Comunità di San Patrignano di produrre vino.


TRENTINO

FUORI DAL PALAZZO 
I SOMMELIER DEL LATTE 

ANDREA SELVA
Una nuova categoria di sommelier sta crescendo accanto agli esperti del vino che da anni popolano il Trentino: i degustatori del latte crudo. Si possono trovare, armati di bottiglia a collo largo, a nord della città, preferibilmente la sera quando cala il sole e arriva da Aldeno il furgone carico di un centinaio di litri di latte appena munto. Non basta lo sconto (un euro al litro, quando il latte d’alta qualità ne costa in negozio 1,26) a spiegare perché un padre di famiglia prende l’auto e va in periferia a fare il pieno. È più probabilmente una reazione allo scippo dell’industria che per anni ci ha fatto credere che il latte sia un prodotto asettico che chissà come esce dalla centrale finito, inscatolato, sterilizzato e senza grassi. Al distributore invece no: si tratta forse del metodo d’acquisto che più avvicina il consumatore alle mammelle della vacca, ad eccezione della stalla che - diciamo la verità - con il suo odore di letame, lo sporco e d’estate anche le mosche farebbe passare l’entusiasmo anche alla naturalista più convinta.
C’è chi, riempita la bottiglia, assaggia subito il prodotto e nonostante sia gelido per esigenze sanitarie si lascia andare e commenta: «Senti, senti che bontà, è ancora caldo!». E poi, magari, il sommelier del latte si spinge oltre commentando l’aroma delle erbe che, dice, percepisce sul palato assaporando l’alimento (non chiamatelo bevanda).
Non deludete mai un sognatore nel pieno della sua attività, ma se in un giorno di novembre sentite un giudizio del genere (“senti l’erba!”) sappiate che è falso perché le mucche stanno nella stalla dalla mattina alla sera e quello che mangiano sa di erba molto, ma molto alla lontana. Di erba, e fieno fragrante ne riparliamo quest’estate.
Al sommelier del latte, mentre misura la quantità di grasso (panna!) che gli resta sul palato, lasciate invece la soddisfazione di sapere, lui sì, che cosa beve: il miglior latte in vendita in Trentino è garantito “made in provincia di Trento”. Lui invece sa da che stalla viene, forse ci ha portato i figli in visita, e in fondo gli piace immaginare anche la mucca che l’ha prodotto, sia la Sandra, la Helbe o la Rossella.
Sarà una moda, ma c’è gente che si credeva intollerante al latte (pfui, quell’alimento per poppanti) per poi improvvisarsi bianco sommelier, con l’unica controindicazione di correre al gabinetto alla fine di una degustazione troppo abbondante per un improvviso mal di pancia.
Non chiedete mai all’agricoltore se il suo latte (venduto come mucca l’ha fatto, sebbene raffreddato al volo) sia sicuro: «Ma certo - vi risponderà - non è così che sono stati allevati i nostri nonni?». Dimenticherà però di dirvi, perché ormai non ci pensa più, che i nostri nonni morivano quando non avevano nemmeno settant’anni, più o meno quando noi ora andiamo in pensione, spesso dopo una vita di acciacchi passata a mangiare latte e polenta. Se volete togliervi il dubbio rivolgetevi quindi all’agronomo o al veterinario e vi spiegheranno che se la mucca è sana (e lo è perché viene visitata due volte al mese) non c’è problema, basta consumare il latte quand’è fresco prima che cominci a trasformarsi. Chi non se la sente può bollirlo, ma allora (dopo che sono stati uccisi i fermenti che lo rendono vivo) non ha più senso procurarsi il latte appena munto.
Chissà se i bambini che accompagnano i sommelier del latte a fare il pieno credono che il latte sia il prodotto di un distributore automatico, di certo quando cresceranno si renderanno conto che finché vanno a prenderlo a Trento nord non ci saranno camion che portano latte pastorizzato, sterilizzato, scremato o addirittura liofilizzato dalla Germania o dalla pianura padana a bordo di tir che attraversano le Alpi, avanti e indietro. Non ci saranno tonnellate di plastica, vetro o cartone da raccogliere e (quando va bene) da riciclare, ma soprattutto finché gli allevatori guadagneranno un euro per ogni litro di latte (e non 45 centesimi, o ancora meno, come li pagano le industrie) nelle stalle trentine ci saranno mucche e l’estate i bambini potranno andare sui prati per capire - finalmente - da dove viene il latte.

Andrea Selva (www.fuoridalpalazzo.it )


CORRIERE DELLE ALPI

festa alcolica, il comune ritira il patrocinio

LA REPUBBLICA

a tutto alcol, fino all’alba - maria elena vincenzi

Lunedì, 26 Novembre 2007
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