Domenica 14 Agosto 2022
area riservata
ASAPS.it su

Rassegna stampa Alcol e guida del 14 novembre 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

Continuate a scrivete il vostro parere al presidente della provincia di Bolzano che non vuole interferenze sulla chiusura di locali ed esercizi pubblici e attacca sui troppi controlli.
Presidenza@provincia.bz.it e a trento@trentinocorrierealpi.it , oltre che a Sbarbada e Argenta per la pubblicazione in rassegna stampa.
In fondo alla rassegna potete leggere i primi interventi.

*************************

COMUNICATO STAMPA COORDINAMENTO CAMPERISTI
14 novembre 2007
IL 24 NOVEMBRE 2007 A CENTO (FE) CIRCOLAZIONE STRADALE STOP AGLI INCIDENTI STRADALI

Niente chiacchiere ma proposte concrete.
PER LA PRIMA VOLTA INSIEME LE ASSOCIAZIONI ITALIANE che vogliono farcela a ridurre i circa 9.000 morti anno caduti sulle strade italiane per incidenti stradali. Obiettivo dell’Europa per il 2010 è di salvare 25.000 vite.
PARTECIPARE anche soltanto per ascoltare è una opportunità per cambiare o, quantomeno, è arricchire il proprio bagaglio informativo.
La Commissione Europea il 9 Giugno del 2003 ha elaborato il documento teso a dimezzare il numero delle vittime della strada nell’UE entro il 2010.
In Italia, con la L. 144 del 17-5-1999 è stato istituito il “Piano nazionale della sicurezza stradale” e il 29 Marzo 2000, i Ministri del LL.PP., dell’Interno, dei
Trasporti, della Pubblica Istruzione e della Sanità hanno approvato gli “Indirizzi generali e le linee guida di attuazione del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale”; nel 2002 sono state individuate le “azioni prioritarie”.
Nel 2007, sul ‘fronte’ dell’incidentalità stradale, è solo l’Italia a detenere un primato da nessun altro Paese occidentale e civile condiviso: non si conosce con “esattezza” il numero dei morti e feriti sulle strade, dai 5mila agli 8mila decessi più un numero incalcolabile di feriti, tra cui si stimano 25-30mila invalidi, a vita, ogni anno!
In considerazione di quanto sopra alcune associazioni firmatarie della Carta Europea per la Sicurezza Stradale hanno assunto l’iniziativa di questo Convegno per riunire tutte le Associazioni ed Enti firmatari e chiedere, insieme, che l’Italia non si arrenda alla eventualità formulata dal Ministro Bianchi, il quale in data 27 aprile
2007 dichiarava sul Sole 24 Ore la resa dell’Italia a centrare l’obiettivo europeo. Questo perché la nostra nazione può e DEVE farcela a conseguire l’obiettivo fissato dall’Europa quattro anni fa: mancano ancora due anni pieni a quella data ed è un DOVERE compiere ogni sforzo possibile per conservare la Vita, da oggi al 2010, a minimo 12mila persone e a un numero incalcolabile di feriti. Scopo del Convegno è invitare il Governo e tutte le Istituzioni ed Enti locali, avvalendosi e non emarginando le Associazioni sparse sul territorio nazionale, ad intensificare gli sforzi per il raggiungimento dell’importantissimo e civilissimo traguardo, già raggiunto o in fase di prossimo conseguimento dagli altri Paesi dell’Unione europea.
In fondo alla rassegna il programma del convegno

*************************

L’ARENA

Un simulatore aiuta i giovani a capire i rischi causati da alcol e droga
Una iniziativa per combattere il fenomeno degli incidenti del sabato sera e la guida in stato di ebbrezza è in corso al centro commeciale San Bonifacio, e proseguirà fino al 22 novembre. Destinatari gli studenti delle classi terze della scuola media Bonturi-Piubello e tutte le classi degli istituti Dal Cero e Guarino Veronese. Nella galleria del centro commerciale i ragazzi hanno a disposizione simulatori di guida con software sulla patente a punti e la guida in stato di ebbrezza. Lo scopo è far conoscere ai ragazzi il codice della strada, la segnaletica e le norme di circolazione e promuovere un corretto stile di vita, che insegni a limitare il consumo di alcol e bandire l’uso di stupefacenti. Si cerca cioè, con questi supporti tecnologici, di promuovere l’educazione alla sicurezza stradale e alla salute. I simulatori sono stati messi a disposizione dal centro commerciale, che ha trovato la piena collaborazione della polizia municipale e del Sert, che partecipano direttamente agli incontri con le scuole, supportando il personale del centro commerciale e fornendo materiale didattico. «Insegnare le regole fondamentali di convivenza civile», dice l’organizzatore Roberto Speri, «coinvolge la famiglia, la scuola e le istituzioni cui si aggiunge questa volta anche il centro commerciale che desidera offrire il proprio contributo per sensibilizzare i giovani». Speri ricorda che, secondo i dati del ministero della Salute, in Italia il fenomeno dell’abuso di alcol tra i più giovani è in vertiginoso aumento: nel 2003 la percentuale di ragazzi tra i 15 e i 24 anni che si ubriacavano almeno tre volte al mese era pari al 7 per cento; il legame tra abuso di alcol e incidenti stradali è documentato dalla drammaticità dei fatti di cronaca quotidiani. «Per i ragazzi più grandi», sottolinea Speri, «si è pensato di approfondire il tema con un simulatore per sensibilizzarli a un consumo moderato di ogni tipo di bevanda alcolica e per trattare il tema della prevenzione dell’abuso di sostanze stupefacenti». A ogni studente viene distribuito anche un etilometro usa e getta». Il primo incontro con i simulatori l’hanno avuto ieri mattina, in due turni, dalle 9 alle 10.30 e dalle 11 alle 12.30, gli studenti di informatica dell’istituto Dal Cero, coordinati dalle docenti Maria Barbera, Carla Ferrarese e Maria Olivieri. Oggi sarà il turno, riferisce il dirigente Mario Nogara, del settore meccanica dello stesso istituto. Nei prossimi giorni seguiranno la ragioneria e il tecnologico, alternandosi con gli studenti delle altre scuole. G.B


L’ARENA

ALBAREDO. L’attività del club dell’Acat

Festa contro l’alcol

Il neonato club degli alcolisti in trattamento apre ai gruppi dell’Est veronese. Venerdì alle 20.30 l’aula magna delle scuole medie di Albaredo ospiterà la festa di riconoscimento e di sensibilizzazione Acat del Veronese orientale durante la quale in cui verranno premiate le persone che sono riuscite a rimanere sobrie per lunghi periodi. L’Acat infatti si occupa di dipendenze da alcool, gioco e altre sostanze che limitano l’autonomia e la forza di volontà degli individui. Il club albaretano si è costituito ufficialmente l’11 luglio scorso, è riconosciuto dal Sert di Soave e conta tre famiglie in trattamento. «Ci incontriamo ogni mercoledì sera nell’aula magna delle scuole», afferma il presidente Paolo Boscagin. «Siamo pronti ad accogliere nuovi amici desiderosi di iniziare un cammino di crescita con noi». Per informazioni telefonare al numero 045.700.15.10. P.B.


IL TRENTINO

Giovani e alcol via al confronto

TESERO. Dopo l’avvio con lo spettacolo “I senzatetto dell’amore” della compagnia di Contaminarte e Artealcetro di Trento, spettacolo che per impatto e qualità avrebbe meritato un pubblico più numeroso di quello che sabato ha scelto il primo appuntamento di “Un week-end diverso”, la proposta del Piano Giovani della valle di Fiemme prosegue. Si tratta della proposta per passare un sabato sera diverso e che alterna momenti di incontro a momenti di spettacolo. Questa sera alle 21, presso la sala bavarese del teatro comunale di Tesero, è in programma un incontro con il dottor Claudio Zorzi, responsabile del servizio alcologia dell’ospedale di Fiemme, sul tema “Giovani e alcolismo”. Si spera nella partecipazione dei giovani.


EMERGENZA ALCOLISMO (Tratto da VARESENEWS)

È lotta dura agli ubriachi al volante

Busto Arsizio - Maschio, sui trent’anni: questo l’identikit di chi alza il gomito prima di mettersi alla guida. Quaranta le patenti ritirate dall’inizio dell’anno dai carabinieri

Nelle ultime settimane i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile e delle Stazioni della Compagnia di Busto Arsizio hanno effettuato una serie di controlli per scongiurare il rischio di incidenti stradali causati da persone postesi alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe. Controlli che si sono concentrati soprattutto nel corso del fine settimana, e hanno visto l’applicazione delle recenti modifiche apportate al Codice della Strada, che inaspriscono le pene a carico dei contravventori.

Dall’inizio dell’anno sono quasi mille i controlli eseguiti con etilometro, che hanno portato alla denuncia, con conseguente ritiro della patente, a carico di più di 30 persone. I contravventori sono soprattutto uomini, nella fascia di età compresa tra i 27 ed i 32 anni, sorpresi con un tasso alcolemico nel sangue tra 0,7 grammi per litro fino ad un massimo registrato di 2,79 g/l (mentre il limite di legge è fissato a 0,5 g/l).

Altre 10 persone sono state sorprese al volante dopo aver assunto sostanze stupefacenti. Per 3 soggetti è inoltre scattata la denuncia per essersi rifiutati di sottoporsi ai test. Pesante la sanzione per questi ultimi: le nuove norme prevedono infatti una sanzione amministrativa accessoria di 2.500 euro.


L’ARENA

MONTEFORTE.
La polizia locale illustra i risultati dei controlli: negli ultimi mesi sono diminuite le persone trovate positive all’alcoltest
Ubriachi al volante: «Le multe calano»
Paola Dalli Cani
Duecentocinquanta automobilisti controllati e solo undici positivi all’etilometro: «Si sta diffondendo una nuova cultura che impone, soprattutto ai più giovani, uscite in compagnia con un componente del gruppo che resta lontano dall’alcol». Lo ha detto Giovanni Labianca, comandante della polizia locale di Monteforte, nel corso della serata promossa dall’Avis sulle nuove misure del Codice della strada.

All’auditorium della Casa di riposo c’era anche il comandante della stazione dei carabinieri Francesco Caretta e il tenente Luca Nozza, comandante del Nucleo operativo della Compagnia carabinieri di San Bonifacio. Due gli argomenti da approfondire: se ai vigili è toccato l’articolo 186 del Codice, che riguarda la guida in stato di ebbrezza, ai carabinieri è toccato invece il 187, ovvero norme e sanzioni per chi guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
A impressionare di più la platea sono state le nuove e salate pene che scattano già al rifiuto di sottoporsi all’alcoltest: quei 2500 euro minimi hanno fatto restare di sasso i presenti e confermato anche che a far da deterrente è la prospettiva di un importante alleggerimento del portafoglio.
Non sono mancate le domande a vigili e carabinieri, ma anche segnalazioni singolari: «Il divieto di vendere alcolici dopo le 2 va benissimo: peccato che in un locale mi sia capitato di vedere, accanto a questo cartello, un altro cartello che invita a personalizzare la propria bibita con un mignon alcolico», ha detto una signora. Contraddizione, com’è contraddittoria la norma che vieta ai neopatentati di guidare auto con potenza superiore ai 50 kilowatt: «Chi ha la patente da meno di tre anni non può guidare la Fiat Cinquecento ma mettersi alla guida di un Ford Galaxy turbo diesel».
E via con i casi particolari, legati al sequestro del mezzo «che va in depositeria solo se il proprietario non ha un garage o se si accerta che è stato utilizzato dopo il fermo», ha spiegato Labianca, oppure al lungo accertamento sanitario a cui è sottoposto il conducente di un veicolo a cui sia stata sospesa la patente per guida in stato di ebbrezza. Altro paio di maniche l’uso di sostanze stupefacenti: se per accertare la presenza o meno dell’alcol nel sangue si ricorre prima al precursore (alcoblow o palloncino) e solo in caso positivo si procede con l’etilometro (che è il mezzo legale), con le droghe la verifica è solo in ospedale.
Come hanno spiegato i carabinieri, infatti, solo accertamenti di natura biologica possono confermare il sospetto. Effetti stimolanti o depressivi ma anche allucinogeni non sempre sono addebitabili facilmente all’uso di droghe o di alcol. Ultimo punto la condotta di guida, spesso ma non sempre influenzata dall’alterazione da alcol e droghe: «I controlli sulla provinciale 17 sono iniziati nella primavera 2005, dopo l’incidente mortale delle Chiarelle.
Da allora abbiamo detto basta, e ciò ha permesso di fermare automobilisti che sfrecciavano a 135 all’ora: abbiamo ritirato 70 patenti», ha concluso Labianca tornando su una storica polemica, «e sono stati tutti ritiri sacrosanti».


CORRIERE ADRIATICO

Le sezioni di Barbara e Ostra Vetere parlano di alcol, alimentazione e sport
“La salute ci sta a cuore”, due convegni Avis
OSTRA VETERE – “La salute ci sta a cuore”: su questo tema l’Avis di Ostra Vetere e Barbara organizza per le serate del 16 e del 23 novembre (sempre con inizio alle ore 21) due “tavole rotonde” che approfondiranno, in modo specifico, il rapporto fra salute, alcool, alimentazione e sport. Entrambi gli incontri, che si avvalgono del patrocinio dei comuni di Ostra Vetere e Barbara e del supporto del Centro Servizi per il Volontariato, si terranno nella elegante cornice del rinascimentale palazzo De Pocciantibus, recentemente restituito a un uso pubblico dalla amministrazione comunale. Tema della tavola rotonda del 16 novembre, la dipendenza da alcool e i suoi riflessi. Emblematico il titolo del rendez-vous: “Alcol: quali messaggi dalla bottiglia?”; all’incontro interverranno Davide Agostini, medico neurologo, e Carmen Lenci, assistente sociale, entrambi dell’Unità funzionale di alcologia della casa di cura privata Villa Silvia di Senigallia; farà seguito un interessante spazio dedicato alle testimonianze di esperienze vissute da alcuni alcolisti -e loro familiari- che hanno intrapreso un processo di recupero con le associazioni AA (Alcolisti Anonimi) ed Al-Anon (Familiari ed amici di alcolisti).
Venerdì 23 novembre il dibattito verterà invece su “Alimentazione e sport: un binomio salutare”; a questa ulteriore tavolta rotonda, allestita in collaborazione con la Polisportiva Avis e con le associazioni calcistiche di Barbara e di Ostra Vetere, parteciperanno Cesare Santini, specialista in cardiologia e medicina dello sport (e in passato medico della nazionale di pallavolo maschile), Marco Paolini, allenatore e docente della Federazione Italiana Pallavolo (nonché scopritore di tanti celebrati talenti del volley), Massimo Massi preparatore atletico dell’Olimpia Calcio e Mauro Guenci, campione mondiale di pattinaggio a rotelle in linea. “Essere e mantenersi in salute -si legge in una nota con cui il Centro Servizi per il Volontariato presenta l’iniziativa dell’Avis di Ostra Vetere e Barbara- è importante per tutti, tanto più per chi è donatore di sangue. Ecco perché la sezione Avis di Ostra Vetere e Barbara -319 iscritti, 274 donatori effettivi- ha promosso i due incontri pubblici”, che si confida possano richiamare l’attenzione di un pubblico numeroso e partecipe.
R.MAN.,


CORRIERE ADRIATICO

Alcolici dopo le due di notte, il Mamamia rischia la chiusura
SENIGALLIA – Chiusura in vista per il Mamamia, sorpreso a somministrare bevande alcoliche dopo le 2 di notte. Ad accertare la violazione sono stati gli agenti del Commissariato di Senigallia, nel corso dei controlli che le forze dell’ordine hanno attuato dopo il 4 ottobre, quando è entrato in vigore il tanto discusso decreto. Al blitz dei poliziotti, che discretamente si sono appostati nei pressi del bancone, non è sfuggita la mano del barman intenta a porgere una bevanda alcolica nell’orario in cui vige il proibizionismo. Erano infatti abbondantemente passate le due di notte, il limite fissato per legge. Una violazione che non prevede alcun tipo di multa ma solo la sospensione dell’attività, da sette a trenta giorni. Il Commissariato ha quindi rigirato il verbale al Comune di Senigallia, perché provveda ad ordinare la chiusura stabilendone anche la durata. L’Ufficio attività economiche provvederà quindi ad emanare l’ordinanza, che a giorni il dirigente Paolo Mattei firmerà rendendola esecutiva. Si tratta del primo caso rilevato nell’intero territorio comunale da quando il decreto è entrato in vigore. In poco più di un mese di controlli, attivati da parte delle forze dell’ordine, non sono state riscontrate altre situazioni di somministrazioni illegittime, nei locali notturni passati al setaccio per monitorare la correttezza dei barman. Un provvedimento quello della chiusura, seppure temporanea, che verrà accolto con disappunto da numerosi fruitori del Mamamia. Del resto la legge impone delle regole che, seppure in certi casi opinabili, vanno rispettate salvo poi, in caso contrario, pagarne pegno. Proprio dai controlli sulla strada le forze dell’ordine hanno constato che molti, troppi, giovani raggiungono i locali notturni con le scorte di alcolici in automobile. Bottiglie che scolano prima di entrare, per loro stessa ammissione, consapevoli di non poter bere dopo le due di notte. Oppure custodiscono per la serata, nel caso in tarda notte volessero dissetarsi. Un escamotage ad una legge che, finché sarà in vigore, le forze dell’ordine avranno comunque l’obbligo di far rispettare.
S.M


L’ARENA

ALCOL. Uno patteggia
Furto al dj uno va a processo
Quella sera avevano esagerato con i drink e quando entrarono nel sotterraneo aprirono le cantine prendendo strumenti e apparecchiature elettroniche di proprietà di un dj. Furono maldestri per due motivi: il furto lo commisero il 3 maggio 2006, esattamente il primo giorno non coperto dall’indulto, e poi perchè furono visti e i carabinieri andarono a «trovarli a casa» il giorno dopo. Restituirono tutto ma l’accusa rimase. Ieri uno di loro (difesa Costantini) ha patteggiato un anno davanti al gup Caccamo mentre l’altro (difesa Nicoli) andrà a processo.


L’ARENA

LEGNAGO.
Un romeno di 19 anni in gravi condizioni a seguito delle fiamme sviluppatesi dal materasso su cui riposava all’interno di un accampamento di fortuna
Brucia nel suo giaciglio in un rifugio sul fiume
Il giovane ha riportato ustioni sul 40 per cento del corpo È stato salvato dai connazionali che poi sono fuggiti Baracche smontate sparite nella notte
È in gravi condizioni, per ustioni di primo, secondo e terzo grado al dorso, ad una coscia, ai piedi, alle mani e al volto, un giovane rumeno che l’altra sera è rimasto intrappolato nell’incendio del gaciglio - un cartone e nulla di più - sul quale dormiva. Solo l’intervento di due suoi connazionali, con i quali condivideva un rifugio di fortuna sull’argine dell’Adige, ha impedito che il ragazzo, Alin Rupa, 19 anni, potesse correre pericoli ben più gravi per la sua vita. Per fortuna i due si sono accorti del fuoco, sentendo un crepitìo nella notte, e sono corsi subito in aiuto di Rupa cercando di spegnere il fuoco che gli aveva intaccato i vestiti: i due hanno anche usato la terra, gettandola addosso al connazionale, pur di aiutarlo. Poi, in tutta fretta, si sono caricati sulle spalle il ragazzo e lo hanno portato al pronto soccorso. Dopo le medicazioni immediate il dicianovenne è stato trasferito al reparto grandi ustioni dell’ospedale di Borgo Trento. La prognosi è riservata.
La vicenda, pur se molto grave, in un primo momento sembrava esserlo ancora di più. Inizialmente, infatti, il ragazzo aveva detto ai medici del pronto soccorso di essere stato «bruciato» da alcuni marocchini che ce l’avevano con lui. Immediate le indigini dei carabinieri di Legnago che hanno inviato due pattuglie al parco dove Rupa aveva detto che stava dormendo e dove sarebbe avvenuto, secondo lui, il tentato omicidio, perché di questo si sarebbe trattato. I militari hanno ispezionato in ogni punto e tutte le panchine ma non hanno trovato alcuna traccia di roghi o di fuochi appiccati.
Mentre i carabinieri cercavano, al pronto soccorso di sono presentati i due amici di Rupa che hanno invece raccontato quanto era successo al ragazzo che dormiva nell’accampamento tra le frasche dell’argine. Secondo la loro versione il giovane romeno si era addormentato un po’ alticcio lasciando probabilmente cadere accanto a lui una sigaretta accesa che ha sviluppato il fuoco.
La versione dei due connazionali è stata avvalorata poco dopo, quando i carabinieri sono andati ad ispezionare il rifugio dei romeni: lì, infatti, hanno trovato i resti di un incendio e rovi bruciacchiati. Era chiaro, quindi, che si era trattato di un incidente.
Rupa, che ha ustioni sul 40 per cento del corpo, è sedicente e senza una dimora fissa e pare essere arrivato in città circa un mese fa, mentre i due amici da quattro-cinque mesi. A nessuno è stato contestato alcun reato in ordine allo sviluppo del fuoco e le forze dell’ordine sono convinte che Rupa, cercando di addossare la colpa su altri, abbia voluto proteggere i suoi connazionali. D.A.


EMERGENZA ALCOLISMO (Tratto da LA GAZZETTA DEL SUD)

Sembrava morto ma era ubriaco

CALTANISSETTA, 14 NOV- Inizialmente sembrava morto ma era soltanto addormentato in fondo a una scarpata dove era precipitato dopo avere bevuto molto vino. La scorsa notte vicino al bivio Capodarso, nel Nisseno, due agenti della polstrada hanno trovato un’auto a ridosso di un guard-rail, vuota e con uno sportello aperto. Due ore dopo, nei dintorni, hanno trovato un marocchino di 27 anni che a prima vista sembrava un cadavere, invece era solo ubriaco. L’uomo e’ stato denunciato per guida in stato d’ebbrezza.


WINENEWS

Palermo
L’ETILOMETRO TI PUO’ SALVARE LA VITA, TI PUO’ COSTARE UNA MULTA OPPURE ... TI FA VINCERE 15.000 EURO COME E’ SUCCESSO AGLI INVENTORI DI “EKEY” L’ETILOMETRO A RILEVATORI DI ONDE ELETTROMAGNETICHE
Un sistema non invasivo e sicuro, da installare anche nella propria auto per misurare il tasso alcolico nel sangue: con questo progetto quattro giovani laureati in Ingegneria all’Università di Palermo hanno vinto il premio speciale della Camera di Commercio di Milano per il concorso “Fai valutare la tua idea imprenditoriale”, che ammonta a 15.000 euro. Davide Mannone, Alfredo Catalano, Salvatore Ritrosi e Dario Rocco, che adesso vogliono perfezionare il prodotto, trovare investitori e fondare un’impresa.
Oggi i ricercatori hanno ricevuto a Palermo un riconoscimento da parte del rettore dell’Università, Giuseppe Silvestri: “sono contento che Palermo, attraverso la sua Università e la sue intelligenze, abbia ottenuto questo successo. E’ la dimostrazione di quale capacità di ricerca e quale preparazione abbiano i nostri giovani laureati” ha sottolineato, offrendo ai ragazzi una medaglia dell’ateneo. Il nuovo sistema, chiamato “Ekey”, che permette di misurare il tasso alcolico nel sangue evidenziandone la presenza attraverso emettitori e rilevatori di onde elettromagnetiche. Si tratta dell’unico metodo infallibile oltre a quello del prelievo di sangue, che però non può essere usato dalle forze dell’ordine nelle strade perché invasivo e di difficile gestione.
Il principio di Ekey è quello dell’assorbimento di energia delle onde elettromagnetiche che passano attraverso i tessuti biologici: in pratica, vengono emesse delle onde e viene rilevato quante di queste attraversano il tessuto e quante no. Conoscendo lo spettro di assorbimento delle onde dell’etanolo, è possibile individuare quanto ne è contenuto nel tessuto oggetto dell’esame e quindi nel sangue. L’utilizzo di questo sistema permette costi contenuti e dimensioni ridotte, tanto che Ekey potrebbe assumere la forma di un portachiavi o di un sensore sul cruscotto o sul volante dell’auto.


SANIHELP

Milano: record di tumori da fumo e alcol

Milano è la città più malata del nord Italia, almeno per quanto concerne il numero dei casi di tumore da alcol e da fumo. A rivelarlo è il Rapporto sui tumori, curato dall’Asl Città di Milano. (*)

Uno strumento che si propone di colmare un vuoto di conoscenza sull’epidemiologia dei tumori nelle grandi aree metropolitane italiane dove, spiegano gli esperti, agiscono fenomeni economici, sociali, ambientali e culturali che possono favorire alcuni particolari fattori di rischio.
All’ombra della Madonnina, rivela il rapporto, ogni anno circa 9 mila persone si ammalano di tumore e 4 mila muoiono per la stessa malattia. Ma a preoccupare non è il totale dei casi. La metropoli milanese spicca per il record di neoplasie legate a stili di vita dannosi
Sono tre le categorie in cui gli specialisti hanno registrato dei picchi rispetto ai dati emersi dagli altri - ancora pochi - registri del Nord Italia. I tumori delle alte vie digestive e respiratorie sono il 12% in più, come anche quelli che colpiscono trachea, bronchi e polmoni, e quelli all’esofago registrano addirittura un +21% rispetto al resto del Settentrione d’Italia.
(*) Nota: “Milano da bere” è stato uno slogan di successo. Pare sia giunto il momento di trovarne un altro.

ALCOLISMO

Germania: paese ha più elevato consumo di alcol d’Europa
Sono i tedeschi i più forti bevitori d’Europa, con una media pro capite di 20 litri di alcol all’anno. Su livelli elevati, ma comunque inferiori, ci sono paesi come la Repubblica Ceca, l’Ungheria, l’Irlanda e Lussemburgo. È quanto emerge dai dati presentati dall’Istituto di Dresda per la psicologia e la psicoterapia clinica a un convegno dedicato alla dipendenza in corso a Mannheim, nel Sud-Ovest della Germania.

Il motivo di questo triste primato della Germania si chiama soprattutto "binge drinking", cioè il bere finalizzato all’ubriacarsi. Nella patria della birra, che ogni anno attira milioni di giovani da tutta Europa con la sua Oktoberfest, ogni giorno un tedesco su tre pratica questo "sport". E non si tratta di un fenomeno che colpisce solo i più giovani, visto che tra il 2003 e il 2006 le ubriacature tra gli adulti sono aumentate di ben il 10%. Oggi, secondo le statistiche dell’Istituto nazionale contro le dipendenze (DHS), il 34% della popolazione adulta tedesca pratica il "binge drinking", cioè beve più di cinque bicchieri di alcol in un lasso di tempo molto breve.
Secondo un recente studio, l’alcol è oggi la causa del 7,8% di tutte le malattie e le morti precoci in Europa. In particolare, sempre secondo il DHS, in Germania l’eccessivo consumo di alcol costa all’economia nazionale circa 20 miliardi di euro all’anno (tra malattie, assenze dal lavoro e pensionamenti anticipati per motivi di salute). Una piaga, questa, che nel Paese fa 23’000 vittime all’anno, di cui 18’000 uomini.

TEMPO MEDICO
Abbuffate sporadiche di alcol in gravidanza: meglio evitarle, ma i rischi sono pochi

*********************

PROGRAMMA CONVEGNO - STOP AGLI INCIDENTI STRADALI

09.30 - Registrazione dei partecipanti 
10.00 - Saluto del Sindaco di Cento Flavio Tuzet
10.10 - Saluto dell’Assessore alla Sicurezza Rossella Giannoni
10.20 - Saluto delle Autorità
10.30 - Relazione intoduttiva: "L’Italia non può abdicare all’obiettivo europeo sulla sicurezza stradale del 2010" - Luigi A. Ciannilli (comitato associazioni ed enti promotori)
10.45 - Tavola rotonda: “L’obiettivo dell’Europa per il 2010: 25.000 vite da salvare. Le proposte dell’Associazionismo”

MODERA
Giuliano Monari, Resto del Carlino 

INTERVENGONO

Giuseppa Cassaniti, Ass. Italiana Familiari e Vittime della Strada; Maria Corrao, Ag. Giovani e I.S.A. Giovanni Sello Udine Sergio Garbarono, AIMS; Marco Guidarini, AMI; Elena Di Girolamo, AIRV; Roberto Alberghetti, Ass. News; Giuseppe Raduano, Ass. PU.RI. ONLUS; Antonio Lerario, Ass. Naz. Vittime della Strada; Massimo Lucá, Circolando - Idee in Movimento; GianFranco Franzoni, Dodge Club; Francesca Marozza, FMI; Antonio Trento, Fondazione Capodanno in Paradiso; Luigi Giannini, Guida & Sicurezza; Daniela Pini, Sweet Slide Services; Pierluigi Ciolli, Ass. Naz. Coordinamento Camperisti.

12.45 - PAUSA PRANZO 
14.00 - Tavola rotonda: “L’obiettivo dell’Europa per il 2010: 25.000 vite da salvare. Le proposte delle Istituzioni”

MODERA
Pier Luigi Ciolli, Ass. Naz. Coordinamento Camperisti

INTERVENGONO Ugo Ballerini, ACI; Salvatore Signorelli, ANVU; Roberto Rocchi, ASAPS; Teodosio Galotta, COES Lazio; Barbara Riva, Comune di Cesenatico; Sandra Morelli, Comune di Forlì; Marta Faustini, Confederazione Autostrade SpA; Alessandra Gambardella, Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale; Chiara Pugnetti, Provincia di Brescia; Patrizio Cittadini, Provincia di Frosinone; Alberto Manzelli, Echos Engineering; Elisa Giachelle, Quintegia; Thomas Valentini, Redas Italia; Giuseppe Guccione, Fondazione Luigi Guccione Onlus; Raimondo Polidoro, TMS Consultancy Italy; Mombelli Angelo, U.I.C.; Fondazione Alessio Tavecchio.

16.00 - Sintesi ed elaborazione documento finale. Automobile Club Italia Agenzia Giovani e I.S.A. Giovanni Sello Udine AIMS - Associazione Italiana Medicina del Sonno AMI - Associazione Motociclisti Incolumi ANVU - Associazione Professionale Polizia Locale d’Italia Associazione Italiana Rinascita Vita Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti Associazione News Associazione PU.RI. ONLUS – Punto Riferimento Familiari Vittime Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale - Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Associazione Nazionale Vittime della Strada Circolando - Idee in Movimento - COES Lazio Comitato per La Sicurezza Stradale “F. Paglierini” - Comune di Cesenatico Comune di Forlì - Confederazione Autostrade SpA Dodge - Club Echos Engineering s.r.l. - Federazione Motociclistica Italiana Fondazione - ANIA per la Sicurezza Stradale - Fondazione Capodanno in Paradiso - Fondazione Luigi Guccione Onlus - Guida & Sicurezza S.r.l. - Provincia di Brescia - Provincia di Frosinone - Quintegia srl; Redas Italia S.r.l. - Sweet Slide Services - TMS Consultancy Italy S.r.l. - U.I.C. Unione Italiana Ciechi - Fondazione Alessio Tavecchio.

ASSOCIAZIONI ED ENTI PROMOTORI ELENCO ENTI E ASSOCIAZIONI ADERENTI

Comitato per la sicurezza stradale “Fernando Paglierini”; Il Presidente: Dr. Luigi A. Ciannilli; Associazione PUnto RIferimento familiari e vittime Il Presidente: Dr. Giuseppe Raduano; Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti Il Presidente: Niciarelli Vincenzo; Associazione Motociclisti Incolumi Il Presidente: Dr. Marco Guidarini ; CO.E.S. LAZIO Il Presidente: Stefano Di Nino;

**********************************

LETTERA DELLA ASSOCIAZIONE ITALIANA FAMILIARI E VITTIME DELLA STRADA

Alcol. Provincia contro Polizia
L’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada è sdegnata nel riscontrare che autorità pubbliche anzichè orientare i cittadini al rispetto della legge, cavillano per renderla non credibile e da non rispettare.
Rivendicando l’impostazione democratica del nostro Stato di diritto, l’AIFVS, in qualità di organismo di base esteso con 98 sedi su tutto il territorio nazionale ed iscritta nel Registro Nazionale delle associazioni di promozione sociale con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ricorda che le autorità pubbliche esistono per garantire i diritti costituzionali, in questo caso il diritto inalienabile alla vita ed alla salute, sostenendo l’osservanza delle norme. Inoltre l’AIFVS rileva che deve essere svolta un’azione unitaria tra i diversi ambiti istituzionali, per cui pur permanendo la facoltà di ricorrere alla Corte Costituzionale, il Presidente della Provincia avrebbe dovuto fare proprie le decisioni di chiusura della discoteca ed emanare il relativo atto, anzichè diffondere un messaggio di contrasto e di rivendicazione di potere.
Apprezziamo gli enti locali, a partire dal Comune di Rovereto, che mettono in campo buone pratiche da diffondere, e speriamo di trovare tra questi anche la Provincia di Bolzano.
Ci auguriamo che cresca nei nostri decisori la chiarezza culturale ed etica, tanto da dare il giusto pesa al valore della vita, ponendolo al primo posto nella scala dei valori e considerandolo come il parametro che misura la validità delle decisioni. Di questa chiarezza abbiamo oggi molto bisogno, perchè la vita è veramente soggetta a sottovalutazioni ed a violenze di ogni genere. E di queste aberrazioni siamo responsabili tutti noi che siamo chiamati a prendere decisioni: i comportamenti riprovevoli dei giovani sono sostenuti dagli adulti che tengono la testa sotto l’ala, spesso per sporchi interessi, e per i quali anche i giovani sono utilizzati come merce da strapazzo.

dott.ssa Giuseppa Cassaniti Mastrojeni presidente AIFVS

********

Inoltro per vostra conoscenza.
Cordiali saluti.

Alessandro Sbarbada - Mantova

ENOTIME.IT

GIAPPONE: IN GALERA ANCHE CHI VIAGGIA IN AUTO CON UN UBRIACO!

Inasprimento delle norme antialcol: pene anche per chi vende alcol o fornisce l’auto a persone già alterate
A poco più di un mese dall’entrata in vigore della legge che inasprisce le pene per la guida in stato d’ebbrezza (19 settembre), in Giappone si fanno i primi conti. Secondo i dati diffusi dall’Agenzia nazionale di polizia, gli incidenti stradali causati da guidatori ubriachi o con concentrazioni di alcol nel sangue oltre i limiti consentiti sono stati 350, in calo del 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Di questi, 17 sono stati mortali contro i 26 dello stesso periodo del 2006, mentre i guidatori fermati dalla polizia in stato di ebbrezza alcolica più o meno acuta sono risultati in calo del 35%, pari a 5.652.
La nuova legge prevede pene più severe non solo per chi guida, ma estende le sanzioni anche a chi, pur sapendo delle condizioni precarie del guidatore, salga lo stesso a bordo della sua auto. In una sorta di percorso retroattivo, poi, vengono puniti anche coloro che vendono alcol e forniscono o prestano la macchina a persone ubriache.
Per fare qualche esempio delle pene, il passeggero che non riesca a dimostrare di non essersi reso conto delle condizioni del guidatore è passibile di pena fino a tre anni di carcere e una multa di 4.000 dollari. Ai fini della colpevolezza, non rileva se abbia o meno la patente, perché dai 14 anni in su sono tutti punibili. Il possessore di un’auto che lasci guidare un ubriaco rischia invece fino a cinque anni di galera e 8.000 dollari di sanzione.
Per quanto riguarda le sanzioni per i guidatori, per concentrazioni di alcol nel sangue pari o superiori a 0,8 grammi/litro la nuova legge ha innalzato la pena massima da tre a cinque anni di prigione o una multa di 8.800 dollari, mentre per concentrazioni da 0,3 a 0,79 la sanzione massima è di tre anni di carcere o una multa fino a 4.400 dollari. Per chi rifiuta la prova del palloncino, i mesi di carcere sono tre o una multa di 4.400 dollari.
Tornando alle statistiche relative al primo mese di applicazione delle norme, tra i 5.652 fermati per guida in stato di ebbrezza, il numero di arresti per ubriachezza manifesta è stato pari a 65; 436 sono finiti in galera per ‘ebbrezza moderata’ e 27 per rifiuto della prova del palloncino. La polizia ha arrestato anche altre sette persone, di cui due ristoratori per aver dato alcol e una per aver prestato l’auto a individui già ubriachi e quattro per essersi sedute a bordo con un guidatore in stato d’ebbrezza pur sapendo del suo stato.
‘I numeri sono incoraggianti, ma vogliamo essere ancora più severi per ridurre al minimo gli effetti della guida in stato d’ebbrezza’, ha commentato un rappresentante della polizia.

L’inasprimento delle pene per la guida in stato d’ebbrezza era stato richiesto a furor di popolo ad agosto dell’anno scorso, quando la nazione rimase scioccata alla notizia che tre bambini che viaggiavano con i genitori sono affogati dopo che la loro macchina, speronata da un’altra auto su un ponte, era finita in mare. Il conducente era risultato completamente ubriaco. (*)
Fonte: FocusWine
(*) Nota: i giapponesi fanno sul serio. ‘A furor di popolo’. Quasi come in Italia: leggete il prossimo articolo’.


TRENTINO

Durnwalder ricorre alla Corte: «I locali li chiudiamo solo noi» 
Alcol, Provincia contro polizia 
Il presidente rivendica la competenza. E attacca sui troppi controlli 
BOLZANO. Ora la Provincia di Bolzano vuole essere padrona di decidere, senza interferenza alcuna, anche sulla chiusura di locali ed esercizi pubblici. Lo ha affermato ieri il presidente Luis Durnwalder preannunciando un ricorso alla Corte Costituzionale, a seguito della decisione della Questura di sospendere la licenza del Club Lounge Riva di Merano lo scorso 28 settembre. Durnwalder sostiene che lo Statuto di autonomia parla chiaro.
«In base allo Statuto - ha affermato infatti il governatore - la Provincia ha competenza legislativa concorrente sugli esercizi pubblici e la relativa potestà amministrativa. Il rilascio e la sospensione della licenza spetta, quindi, a me». La Polizia, ha aggiunto, «ha facoltà di eseguire i controlli ed il questore può proporre la revoca qualora vengano riscontrate irregolarità».
Per ora la Questura ha scelto la linea della prudenza, in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale. «Prendiamo atto - ha spiegato il vice questore aggiunto Giorgio Augusto Porroni - della decisione della Provincia di ricorrere alla Corte Costituzionale, ma non intendiamo entrare nel merito della questione». Ad indurre la Provincia ad uscire dall’impasse è stata la decisione della Questura di chiudere l’ex discoteca Marinara, per 5 giorni a seguito di una situazione intollerabile per tutto il vicinato. I clienti si intrattenevano in strada oltre l’orario di chiusura, si registravano ripetuti atti vandalici ed è stata rilevata la presenza di pregiudicati. Un provvedimento, dunque, giustificato da ragioni di pubblica sicurezza. Durnwalder, pur spendendo parole di elogio nei confronti del questore Piero Innocenti e della Polizia in generale, ha spiegato di voler ricorrere alla Corte Costituzionale per non creare un precedente.
Sempre in tema di alcol Durnwalder si è espresso anche in merito ai recenti controlli sulla somministrazione di alcolici nei locali dopo le 2 annunciando che intende intervenire presso gli organi competenti a Roma. «Quella intrapresa dallo Stato - ha detto Durnwalder - non è la strada giusta. Non sono i divieti dopo una certa ora a ridurre il consumo di alcolici. I giovani, infatti, li ordinano prima del limite orario imposto e li assumono dopo». (*) A questo riguardo Durnwalder ha ricordato le iniziative di sensibilizzazione poste in essere dalla Provincia, che saranno riassunte in un elenco che redigerà l’assessore Thomas Widmann, e ne ha preannunciate altre. «Qualche bicchiere in più si può bere - ha continuato il presidente - ma senza perdere l’autocontrollo» (**). Durnwalder si è spinto oltre e ha fatto intendere di aver avuto, nell’ultimo periodo, una serie di segnalazioni che non gli sono piaciute. Ha raccontato di alcuni altoatesini fatti scendere dal taxi e multati per ubriachezza molesta. «Se quanto mi è stato riferito rispondesse a verità saremmo di fronte a comportamenti vessatori e comunque sbagliati. Non è così, infatti, che si educano i ragazzi».
Le forze dell’ordine, per ora, si limitano ad applicare la legge, sia per quanto attiene le verifiche all’interno dei locali che per quanto riguarda gli automobilisti sorpresi con un tasso alcolico sopra quello consentito, senza rispondere agli attacchi che provengono ora dal presidente e prima dall’assessore Widmann. Nessun accanimento, dunque. «Non facciamo controlli straordinari - conferma il capitano dei carabinieri Marco Lunardi - ma verifiche nella norma».
(*) Nota: è chiaro che chi vuole proprio bere una strada per farlo la trova, ma ci sono anche moltissimi giovani che rispettano la disposizione di legge: secondo i primi dati questa legge ha già drasticamente diminuito gli incidenti notturni.
(**) Nota: “in più” di quanti?
Prendiamo la migliore delle ipotesi – in più di uno solo - e supponiamo, per stare scarsi, che con “qualche bicchiere” il Presidente intendesse per esempio due. 2+1=3.
Il Presidente afferma che si può bere come minimo tre bicchieri, una dose già estremamente pericolosa per la salute, certamente in grado di fare già perdere una buona dose di autocontrollo, nonché di superarare il tasso di alcolemia consentito per guidare.

Che messaggio veicola un “Presidente” di Provincia quando fa un’affermazione del genere?


© asaps.it
Giovedì, 15 Novembre 2007
stampa
Condividi


Area Riservata


Attenzione!
Stai per cancellarti dalla newsletter. Vuoi proseguire?

Iscriviti alla Newsletter
SOCIAL NETWORK