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Rassegna stampa Alcol e guida dell’ 8 novembre del 2007

A cura di Alesandro Sbarbarda e Roberto Argenta

IL TRENTINO

di Gianpaolo Tessari
Basta alcol nei negozi a chi ha meno di 16 anni

Approvata, ed è la prima in Italia, una legge che equipara i venditori ai baristi Il provvedimento si affianca a quello già in vigore nei pub e nelle discoteche. Andreolli: «Serve un rapido cambio di mentalità». Ma sul come metterlo in pratica gli addetti ai lavori sono dubbiosi

TRENTO. Mano pesante contro i giovanissimi che alzano troppo il gomito. Chi ha meno di 16 anni di età non potrà più acquistare bevande alcolici in negozi e supermercati. Un provvedimento, il primo in Italia, che si aggiunge al divieto già esistente di non somministrare alcol ai ragazzi in bar e discoteche. Ieri il Consiglio provinciale ha approvato la legge di riordino dell’assessore alle politiche per la salute Remo Andreolli: l’articolo 14 equipara i negozi ai bar. (*)
La legge, prende atto che il Trentino, come altre regioni italiane, è alle prese con le gravi e complesse problematiche relative all’abuso di alcol presso gli adolescenti. Le statistiche per il consumo ci vedono addirittura al secondo posto dietro al Veneto e prima dell’Emilia Romagna.
Nei confronti di questo preoccupante fenomeno sono già state avviate diverse iniziative, a cura sia degli operatori pubblici, sia delle associazioni private, delle scuole, con l’obiettivo di limitare la portata. L’articolo 14 del disegno di legge approvato ieri stabilisce quindi il divieto di vendita di bevande alcoliche e superalcoliche ai minori di anni sedici. Divieto che, nessuno si nasconde, non sarà facile da mettere in pratica:

«Il passaggio responsabilizzare in prima persona gli esercenti pubblici e i titolari di imprese commerciali che vendono prodotti alcolici. Ma si tratta di ulteriore passaggio per creare, come già per il divieto di fumo, forme di”coscienza” collettiva e reazioni o comportamenti positivi da parte dei ragazzi» osserva Andreolli.
Ma le obiezioni non mancano ed il divieto potrebbe prestarsi a malintesi, a casi in cui il rispetto rigoroso della legge si scontra con il buon senso. Come dovrebbero comportarsi cassiere ed esercenti se si dovesse presentare un ragazzino mandato dalla mamma a comprare il vino per fare l’arrosto? Oppure cosa si dovrà dire, non è un naso raro, alle scolaresche in gita che vogliono regalare il vino trentino ai genitori. (**)
Nessuno ha, in effetti, un’idea precisa di come dovrà comportarsi: «Non possiamo esprimerci perché non sappiamo ancora cosa dirà concretamente la legge. Non sappiamo se dovremo chiedere a tutti la carta d’identità», spiega un giovane dipendente di un negozio del centro.
La risposta è sì. In caso di dubbio, come prevede la legge statale per i bar, l’esercente potrà chiedere un documento e sincerarsi sul fatto che l’acquirente abbia l’età per acquistare vino, birra o superalcolici.
A dire il vero in città nei supermercati il più delle volte sono adulti a fare incetta di alcolici, ma si tratta spesso di sbandati che acquistano soprattutto vino e birra.
Il panorama cambia, e di molto, nei fine settimana e nei paesi: i ragazzi si organizzano la serata e vanno enivano in supermarket in gruppi di cinque o sei e svuotavano letteralmente gli scaffali di vino, birra e superalcolici».
Commenta il cassiere: «Si parla tanto di cultura del bere ma a questi ragazzi non interessa nulla, per esempio, della qualità di un vino. Loro ragionano solo in termini di quantità». Ora si cambia.
(*) Nota: è una iniziativa importante, anche perché è la prima. Equipara la vendita alla somministrazione e quindi la rende illegale se riferita a clienti al di sotto dei sedici anni. Una prima preoccupazione per la sua applicazione è che se i negozianti si equiparano ai baristi anche nell’osservanza della legge, di fatto non verrà applicata.
(**) Nota: la legge deve ancora entrare in vigore che già si pensa alle eccezioni. L’atteggiamento mentale per cui può esserci una discrezionalità nell’applicare le leggi vanifica di fatto l’efficacia delle leggi stesse. Ognuno, anche in buona fede, si sentirà autorizzato a violarla, considerandosi un caso a parte.


MARKETPRESS

FVG: RAPPORTO ALCOLDIPENDENZA 

Trieste, 8 novembre 2007

- Presentato alla III Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Nevio Alzetta (Ds-pd), il rapporto sull´alcoldipendenza in regione. Ci sono voluti quattro anni, ma questa è la sintesi del primo rapporto sullo stato dell´alcoldipendenza nel triennio 2001-2004, in Friuli Venezia Giulia, regione in cui nel 1979 a Udine nacque l´alcologia italiana. Un lavoro di pazienza e cesello che ha visto il contributo delle unità operative alcologiche dei dipartimenti delle dipendenze delle sei Aziende sanitarie, dei Sert, delle associazioni di volontariato (Alcolisti anonimi e Arcat, Associazione regionale club alcolisti in trattamento) e del privato sociale, oltre che dell´Agenzia regionale della sanità e della Direzione regionale della salute. Il primo dato che emerge è che aumentano i consumi di alcol in Friuli Venezia Giulia, soprattutto tra i giovani e in particolar modo tra le donne. Si beve meno vino, più birra e, sempre tra le donne e i ragazzi, più superalcolici e bibite mediamente alcoliche dal gusto fruttato (gli alcolpops). Altro dato - non certo confortante - il bere per stare in compagnia o per insaporire un buon piatto non va più di moda: fotocopiando i modelli tipici del Nord Europa si beve (e lo fanno in gran parte i giovani) per sballare, un trend che peraltro si osserva in molte altre regioni italiane. Se il nordest italiano è la parte del Paese nella quale si registrano i maggiori consumi - e il Friuli Venezia Giulia si colloca in questa graduatoria dopo Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna - tenendo conto dell´abitudine a bere alcol fuori dai pasti allora la nostra regione scala la classifica e raggiunge il primo posto (con il 13,6% della popolazione). Ogni giorno mediamente 197 pazienti occupano posti letto nei nostri ospedali, per un costo quotidiano di 120mila euro. E´ il vino la bibita più apprezzata da persone con problemi alcolcorrelati (55,3%), seguito da birra (25,3%), superalcolici (9,4) e altre bevande(9%). Ma se gli uomini scelgono il vino nel 56,2% dei casi, le donne puntano sui superalcolici (12,4 rispetto all´8,8% dei maschi). Una buona notizia comunque c´è ed è il forte decremento, nel triennio preso in esame, proprio del consumo del vino: meno 8,2% (maschi meno 8,8 e femmine meno 11,3%). Tendenza inversa invece per quanto riguarda la birra: più 3. 3% (maschi più 1,5 e femmine più 3,7). Stazionari i superalcolici, ma non per le donne, netta diminuzione degli aperitivi, aumento invece del 5-7% di altre sostanze alcoliche come gli alcolpops: queste bevande dal colore accattivante e dal gusto dolce e fruttato sono particolarmente gradite all´universo femminile e in genere ai giovani, poco attratti dai gusti più amari e decisi di vino e birra. Altro dato preoccupante: non c´è tossicodipendente che non associ sostanze illecite all´alcol. A fronte di ciò, esiste una fitta rete di servizi pubblici (17 ospedali e 6 servizi di alcologia) e privati (358 realtà associative) che si muovono per contrastare il fenomeno. Se l´impegno appare notevole, non lo è di meno il numero delle persone che ne sono coinvolte: gli utenti nuovi dei servizi di alcologia nel solo 2004 sono stati 2. 256 (nel triennio si parla di 13. 636 persone di cui 11. 259 uomini e 2. 377 donne) con un aumento dei casi di oltre l´8% all´anno mentre i privati hanno in trattamento circa 5. 000 persone. Risulta evidente, poi, come il numero degli alcoldipendenti cresca con l´aumentare dell´età: 144 gli utenti in cura nel triennio sotto i 19 anni, 1. 756 fino ai 29, 2. 620 fini ai 39, 3. 433 fino ai 49, 3. 497 fino ai 59, 2. 189 oltre i 60 anni. E poi, ancora: sul totale di 13. 636 utenti dei servizi di alcologia delle Ass, il 65% di loro era nuovo (non aveva cioè mai fruito di tali servizi) mentre il 35% erano utenti rientrati, persone quindi che dopo aver iniziato un percorso di riabilitazione lo avevano abbandonato per poi rientrarvi. Come sono stati curati? I trattamenti più frequenti sono stati il counseling (o consulenza) per il 26% dei casi, i trattamenti ambulatoriali (25%) e quelli di gruppo (14%), l´inserimento in gruppi di auto-aiuto (14%) e i ricoveri ospedalieri (9. 5%). Di minor impatto le altre attività socio-riabilitative (8%), le psicoterapie individuali o familiari (1,5%) e l´inserimento in comunità (0,5%). Ma di alcol si può anche morire: in regione, in tre anni sono decedute 5. 964 persone. In particolare, nel solo 2003, a Trieste e provincia il tasso di mortalità è di quasi il doppio - 553 casi - rispetto a quello calcolato nelle altre Ass della regione (138 morti a Gorizia, 85 nell´Alto Friuli, 384 nel Medio Friuli, 100 nella Bassa Friulana e 290 a Pordenone e nel Friuli occidentale). E a morire, a Trieste, sono soprattutto le donne ultraottantenni. La solitudine di una città, così come l´isolamento di un paesino di montagna (significativi, infatti, i dati dell´Alto Friuli) possono portare all´uso eccessivo di alcol: anni di vita persi, anni soprattutto di disabilità psicofisica e sociale. Infine, l´allarme-incidenti stradali: in questo caso i problemi alcolcorrelati costituiscono la prima causa di morte dei giovani tra i 18 e i 25 anni. Nei fine settimana del 2004 si sono verificati 6. 488 incidenti e sono decedute 358 persone: almeno 100 hanno perso la vita per cause correlate all´uso di alcol e il rischio di morte viene triplicato quando gli incidenti si verificano sul territorio dell´Alto Friuli. Non può che preoccupare il rapporto adolescenti-alcol. Secondo uno studio del Dipartimento delle dipendenze dell´Alto Friuli che ha coinvolto, nell´anno scolastico 2004-2005, le classi seconde e quarte di tutte le scuole medie superiori di Gemona, Tolmezzo e Tarvisio (per un totale di 1. 052 questionari), la differenza tra maschi e femmine e fra seconde e quarte è piuttosto netta. Quasi la metà dei maschi contro un quinto delle ragazze beve frequentemente alcolici (da una volta alla settimana a tutti i giorni), passando dal 28% nelle seconde al 39% delle quarte. A colpire è la rapida diffusione degli alcolpops: risultano essere le bevande preferite dalle ragazze (ben tre volte più che nei maschi) e, dopo la birra, le bevande preferite dall´intero campione. Attenzione, però, perché vista la gradevolezza della bibita (che maschera comunque quei 5-6 gradi alcolici) il gusto è apprezzato persino dai dodicenni. Bassa invece in tutto il campione la preferenza per il vino. In più, com´è accaduto per il tabacco, l´ubriachezza nelle ragazze, molto rara alcuni decenni fa, oggi è un comportamento giovanile sempre più normale: ben il 12% delle giovani (contro il 25% dei maschi) dichiara di abusarne da una a molte volte al mese. Preoccupa poi che gli abusatori frequenti abbiano una percezione molto poco critica del loro comportamento: più dell´82% pensa infatti che bere troppo sia normale. La sottovalutazione del fenomeno è evidente e preoccupante così come la frequenza degli abusi indica spesso difficoltà psicologiche e relazionali e vale la pena ricordare come gli incidenti stradali, spesso in stato di ebbrezza, nei giovani adulti (18-25 anni) siano la prima causa di morte o invalidità. E si è osservato anche come l´uso di alcol e tabacco sia fortemente correlato al rendimento scolastico: a parità di età e di sesso, chi ha ripetuto uno o più anni presenta percentuali di tabagismo (67%) e di ebbrezze frequenti (33%) doppie rispetto a chi è in regola con gli studi. Un´altra ricerca sui consumi di alcol nei giovani è stata realizzata dal Dipartimento delle dipendenze dell´Azienda sanitaria di Trieste. In questo caso i giovani coinvolti sono stati 746 di 7 scuole superiori, dal 14 ai 20 anni. Secondo i dati, l´età media del primo consumo alcolico è di 13 anni e i più precoci sono i maschi. E se le ragazze superano numericamente i ragazzi in quanto a consumatori attuali di alcol (ma solo perché le ragazze sono in maggior numero nel campione 17-20 anni dove è più probabile un consumo di alcol mentre i maschi sono concentrati nella fascia d´età dei quattordicenni), riguardo alla frequenza del consumo risulta che il 6,9% acquista alcol giornalmente, il 31,8% qualche volta al mese e il 61,3% nel fine settimana (soprattutto dai 17 ai 20 anni). Ma dove vengono consumate le sostanze alcoliche? Nel 61% dei casi al bar e nei pub, nel 12,4% in discoteca e in famiglia (ai maschi è concesso bere in casa mentre le femmine lo fanno in un contesto di divertimento). E il 44% dei giovani consuma più di 5 bevande in poche ore. Rispetto ai dati dell´Alto Friuli, a Trieste i maschi preferiscono la birra (50,7%), i superalcolici (16,1), il vino (14,8) e gli alcolpops o freezer (7%). Per le femmine invece meglio la birra (33,8%), poi i superalcolici (28,5), gli alcolpops (17,2), il vino (9%). In sintesi, in famiglia si consuma il vino, in discoteca alcolici e nei bar e nei pub la birra. I giovani bevono per trasgredire e divertirsi, appena il 6,8% lo fa per gusto e piacere. Sconforta poi il rapporto guida-alcol: il 32. 2% dei maschi e il 24,6% delle femmine si è messo al volante dopo aver assunto una bevanda alcolica, ma ben il 65% (70% maschi e 56% femmine) ha guidato in stato d´ebbrezza per aver assunto più bevande alcoliche in poche ore. Dopo una serie di richieste di chiarimenti da parte dei consiglieri su questioni specifiche, il presidente Alzetta ha affermato che quanto emerso dal rapporto verrà tenuto in debito conto nell´esame degli stanziamenti da inserire nella Finanziaria regionale.


IL GIORNALE

Liguri alcolisti già a dodici anni I medici: saranno adulti «drogati»
di Monica Bottino - giovedì 8 novembre 2007
E le più sotto osservazione sono le donne. Dai dati risulta che negli ultimi cinque anni l’incremento dell’uso di alcolici nelle femmine tra i 12 e i 17 anni sia stato del 110 per cento e del 51 per cento tra i 18 e i 24 anni, mentre i loro coetanei hanno fatto registrare un incremento sì, ma più contenuto, rispettivamente del 31 e del 21 per cento nelle due fasce di età.
Sembrerebbe inutile ricordare quanti morti provoca l’abuso di alcol, ma evidentemente, date le cifre di cui stiamo parlando relative ai nuovi «alcolisti» non è così. «Noi sappiamo che in Europa in genere la percentuale di donne bevitrici è la più alta nel mondo con il 35 per cento - spiega Testino -, ma i dati italiani sono ancora più seri con un numero di morti tra le 36mila e le 42mila all’anno e il 20 per cento dei ricoveri ospedalieri. Sono poi almeno 5 milioni i bevitori problematici e ogni anno nascono almeno 3mila bambini con ritardi causati da sindrome feto-alcolica».
L’alcol inoltre causa - come ben sappiamo in questi ultimi anni - circa la metà degli incidenti stradali, il 20-30 per cento degli incidenti sul lavoro, la metà degli omicidi e un suicidio ogni quattro.
Difficile capire perché si cominci a bere. Qualche risposta la si ottiene chiedendolo ai giovani. I ragazzi tra i 16 e i 18 anni raccontano che bevono per un disagio psicologico (58 per cento), perché hanno problemi familiari (15 per cento) o solo per seguire la moda (40 per cento). Un 66 per cento denuncia un’influenza in questo senso dei mass media. A livello nazionale, e la Liguria non si discosta molto da queste cifre, fra i 14 e i 17 anni sono mezzo milione i giovani che abusano di vino, circa 800mila di birra e tra i 180 e i 250 mila quelli che prediligono amari e liquori. Tutti i ragazzi che usano sostanze alcoliche sono di solito anche fumatori e hanno uno stile alimentare alterato. In qualche caso l’alcol funziona come trampolino di lancio verso altre droghe che in questi ragazzi vengono avvicinate più facilmente rispetto a coetanei che non bevono.


LA SICILIA

Politiche giovanili. Per il coordinatore di Casa Comune non è utile la repressione 
Uso dell’alcol, più prevenzione

"Più vera prevenzione e meno repressione". A chiederla è il cantiere politico culturale Casa Comune che: "Ritiene sbagliata la scelta del gruppo piano sulla progettualità del Piano di Zona, per gli interventi riguardanti le politiche giovanili e la prevenzione".
"Pur riconoscendo la necessità per la città di avere centri di aggregazione - dichiara Ivano Di Modica, portavoce di Casa Comune- riteniamo limitata l’azione di destinare 180.000 euro in due anni ad un centro di aggregazione che può, nella migliore e leale delle ipotesi, raggiungere un numero limitato di giovani; a discapito del progetto di unità di strada Infomovemnet presentato dal SerT".
Di Modica sottolinea il fatto che: "l’unità di strada ha un raggio d’azione e di contatto con gli adolescenti più efficace, perché non si traduce semplicemente in un’ equipe di operatori dei servizi e del privato sociale, ma anche in un canale di comunicazione tra le istituzioni e giovani, nei loro luoghi di aggregazione naturali»
Secondo il portavoce di Casa Comune «un mezzo reale di prevenzione con l’uso dell’etilometro nelle vicinanze di locali e luoghi del divertimento notturno dei giovani è stato presente questi anni in particolare a Brucoli. La presenza di operatori a Brucoli, in sinergia con i gestori dei locali è sicuramente una possibilità diversa di tutela della salute dei giovani più di quanto non lo siano le scelte proibizioniste e repressive come i divieti di vendita d’alcolici in determinate fasce orarie, che non risolvono il problema ma lo deviano verso altre zone. Ci auguriamo - conclude- che le prossime amministrazioni, considerino la rubrica delle politiche sociali un assessorato tecnico da affidare a professionisti del sociale e non un assessorato politico".
A.S.


IL GAZZETTINO (Treviso)

La voce dell’Associazione Manuela 

Dan: «Basta con le pene lievi per queste stragi»

(A. Fed.) Dopo la tragedia avvenuta sul Terraglio sabato sera arriva la telefonata: «Non ne possiamo più davvero - dice Andrea Dan, dell’associazione Manuela per la sicurezza stradale -; ogni morte sulla strada che si aggiunge alle altre è una condanna a vita per chi resta che non si sente tutelato in alcun modo dallo Stato».

Il 30 ottobre è stato affidato alla commissione Giustizia del Senato il testo della proposta di legge di introdurre nel codice penale l’articolo 585 bis che preveda la voce specifica di omicidio per guida in stato di ebbrezza o di alterazione psicofisica da stupefacenti con una sanzione da 10 a 18 anni. «E non sembri pazzesco - avverte Dan - . Si ragioni piuttosto sul fatto che un conto è un incidente dettato dal caso, quando le circostanze sono imprevedibili, e quindi si può parlare di omicidio colposo; tutt’altro è mettersi invece alla guida di una macchina che magari può raggiungere i duecento all’ora quando non si è in possesso delle proprie facoltà inalterate. In questo caso già mettersi al volante è contro la legge; quello che ne consegue quindi non può più essere considerato colposo o fatto casuale e non voluto. Ricordo per la milionesima volta che in molti Paesi del mondo (per esempio in quelli del nord Europa o negli Usa) si va in galera per la sola guida in stato di ebbrezza mentre in Italia - proprio con le nuove normative dell’estate scorsa che avrebbero dovuto inasprire le sanzioni - questa fattispecie è diventata punibile solo con un’ammenda».

Dan persegue da anni la sicurezza sulle strade e da anni chiede che sia il Governo a varare misure serie. Per lui non c’è nulla da inventare. Basterebbe adeguarsi a quelle che già sono in uso in molti Paesi: «Dipende sempre dai finanziamenti. Finchè non si dedicano risorse alla Sicurezza, per la Polizia, per gli etilometri, per accertare lo stato di alterazione da stupefacenti, il cittadino non potrà mai sentirsi nè sicuro nè tutelato».


ALCOLISMO

"A Senigallia il far west dell’alcol"

Salve,

Sono una madre che vive a Senigallia e mi trovo costretta a scrivere questa "lettera aperta" alla stampa, al Sindaco e alle Forze dell’Ordine per denunciare una situazione incredibile che s’è creata nella nostra città.

Mi riferisco alla totale mancanza di controlli in merito al divieto di vendita di alcolici dopo le due di notte nei locali del centro e del lungomare di Senigallia.

Mio figlio maggiore mi racconta che ormai solo da noi si vendono bevande alcoliche (purtroppo spesso anche a minorenni) anche ben oltre il limite d’orario imposto dalla nuova legge e che nelle vicine province di Pesaro e Ancona questo non avviene più da almeno un mese.

Anche nelle discoteche della Romagna so che il divieto è ferreo, pena la chiusura del locale.

A Senigallia invece tutto tace e la situazione mi sembra allarmante, chi deve controllare?

Come madre sono preoccupata che ci sia questa totale assenza di controlli perché credo che una legge come questa possa salvare tanti giovani dal rischio di fare incidenti stradali in cui possono morire o uccidere.

L’emergenza nazionale delle morti del sabato sera sembra non riguardare la nostra città, non capisco cosa si sta aspettando, forse è necessario piangere la morte di qualche giovane per renderci conto che il fenomeno è preoccupante?

Basterebbero pochi controlli ad esempio sulle vie d’uscita del senso unico del lungomare a fermare chi guida ubriaco o sotto l’effetto di stupefacenti (la cocaina è diffusa ormai quasi come l’alcol), perché i vigili urbani, la polizia e i carabinieri non ci sono!?

I locali di moda fra i giovani sono quattro o cinque perché non si fanno controlli dopo le due di notte?

Anche il primo cittadino che è il primo ufficiale sanitario del Comune, che fa dorme?

Rivolgo un appello ai destinatari di questa lettera a prendere tempestivamente provvedimenti nei confronti di chi vende alcolici negli orari non consentiti e nei confronti di chi guida in uno stato alterato da alcol e droga.

Il Vostro intervento è indispensabile per far rispettare la legge e soprattutto per salvare le vite dei nostri figli che sono il nostro bene più prezioso.

Non lasciate che questo appello cada nel vuoto, vi prego.

Una madre (mail firmata)

 


IL CORRIERE DELLA SERA

VERBALI dell’inchiesta
Delitto di Perugia, Meredith mi disse: «Tipi strani, troppi uomini in casa»

Daniel, Spyros e gli altri nella casa di Meredith
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
PERUGIA — 08 novembre 2007 - «Vorrei riferire alcune cose che Meredith mi ha detto di Amanda. Penso che siano importanti. Meredith mi ha detto che Amanda avrebbe portato alcune volte degli uomini nella loro casa, non so quanti fossero stati. Meredith mi ha parlato in particolare di un uomo che abita in un Internet Café. È il posto in cui Amanda lo avrebbe conosciuto. Meredith pensava che quest’uomo fosse strano. Nella circostanza non mi ha specificato altro. Non so indicare l’età di quest’uomo ma posso dire che almeno un altro uomo era stato sicuramente portato nella loro casa anche se non so indicare la nazionalità di queste persone». È il 3 novembre scorso, sono le 23.10. Negli uffici della questura di Perugia viene interrogata Sophie Purton, 20 anni, amica della giovane inglese assassinata la sera del primo novembre. È lei la prima a rivelare che nella casa del delitto c’è sempre stato un gran viavai. I poliziotti decidono così di convocare Amanda Knox, la ragazza statunitense adesso accusata di aver partecipato al delitto.
VIA VAI DI RAGAZZI - Viene interrogata alle 14.45 del 4 novembre. E non nega. «Questo giovane che frequenta un Internet Café è argentino e si chiama Juve. È venuto a casa mia almeno cinque volte, l’ultima il 31 ottobre. Conosce anche Meredith perché l’ha conosciuta al bar con me. Juve non ha mai provato a stare con me, ha come modo di fare il vizio di abbracciare e toccare anche quando non è ubriaco... Gli altri uomini che ho portato a casa sono un certo Spyros solo una volta nel mese di ottobre e in quell’occasione ha conosciuto Meredith; Daniele, di Roma, di cui non conosco il numero telefonico, è venuto a casa due volte, la seconda ha parlato con Meredith salutandola ». Il resto lo aggiunge neanche due ore proprio uno dei ragazzi che abitano al piano terra, Stefano Bonassi: «Un paio di volte sono venuti a casa nostra tre amici di Roma, uno di questi si chiama Daniel De Luna. Quest’ultimo, nella seconda occasione che è venuto a casa, ha avuto un rapporto sessuale con Amanda». Sono tante le persone che frequentavano le studentesse. E la loro presenza, che adesso affolla l’indagine, alimenta dubbi sulla versione fornita da Amanda Knox. Chi c’era davvero nell’appartamento quando Meredith è stata assassinata? E che ruolo ha avuto lei? «La sera del primo novembre Patrick e Meredith hanno avuto un rapporto sessuale. Mi pare che io ero in cucina. A un certo punto ho sentito le grida di Meredith e io spaventata mi sono tappata le orecchie. Poi non ricordo più nulla», ha affermato Amanda. È una versione che non regge. L’accusa ritiene che fosse presente al momento della violenza e «abbia dato un contributo a Patrick Diya». Se anche così non fosse, sembra impossibile che dopo aver sentito le grida dell’amica non sia corsa in camera. E soprattutto, se davvero è stato Patrick ad uccidere Meredith, che cosa hanno fatto dopo? Qualcuno ha certamente tentato di pulire il sangue. Qualcuno ha rotto il vetro di una finestra nel tentativo di simulare un furto commesso da estranei. Ma chi? Possibile che nessuno di loro si sia sporcato? Che fine hanno fatto i vestiti?
LAVANDERIA - Agli atti dell’inchiesta è allegata la testimonianza di due ragazzi che si sono presentati il 3 novembre. «Ieri nel primo pomeriggio — hanno raccontato — siamo andati alla lavanderia a gettoni di via Fabretti per lavare gli indumenti. Erano circa le 13.30. Ci siamo allontanati per qualche minuto e quando siamo tornati all’interno della lavanderia abbiamo notato una ragazza e un cittadino straniero. Quest’ultimo usciva al nostro arrivo. Con la ragazza presente abbiamo commentato il comportamento strano dello straniero. Infatti la stessa riferiva che poco prima era giunto lo straniero alla lavanderia barcollando, metteva degli indumenti nella lavatrice, comprese le scarpe marca Nike di colore blu. Poco dopo usciva e rimaneva incastrato nella porta d’ingresso ma liberandosi subito. Poco dopo è rientrato e abbiamo notato che spostava gli indumenti dalla lavatrice all’asciugatrice. La ragazza ci ha detto che l’aveva visto rovistare nel cassonetto insieme ad un connazionale. È alto circa 1,75, ha la carnagione olivastra, sicuramente è magrebino». Non si sa chi sia questo ragazzo né se questo comportamento «strano» abbia a che fare con il delitto. Ma gli investigatori ritengono che in questa fase nessun particolare possa essere tralasciato per scoprire se altre persone possano avere avuto un ruolo nella vicenda
HASHISH E FESTE - Il quadro che emerge dai verbali dei giovani che frequentavano Meredith e le sue amiche è quello di un «gruppo allargato». Ragazzi che si sono trasferiti a Perugia per studiare, che vivono lontano dalle famiglie e non sembrano avere regole. Ragazzi che vivono la notte, che vagano di festa in festa, che spesso si ubriacano e fumano spinelli fino a stordirsi. Lo racconta anche Giacomo Silenzi, che con Meredith stava insieme da circa tre settimane. La sera dell’omicidio era a casa dei genitori a Porto San Giorgio. «Nonostante mi piaceva molto — dice — non provavo alcuna gelosia nei suoi confronti... Insieme ai miei amici faccio spesso uso di hashish e marijuana, ma non di altre droghe. Anche Meredith faceva uso di hashish e spesso l’assumevamo insieme, o noi due da soli o insieme ai ragazzi del condominio. In genere prendevamo la droga nel centro di Perugia, sulle scale di fronte alla chiesa di piazza 9 Novembre, ma non conosco i nomi degli spacciatori. Ogni volta che ci serviva, uscivamo e andavamo in piazza per rifornirci. Non ricordo che le ragazze avessero mai avuto la droga, in genere la fornivamo noi ragazzi». Canne, ma anche alcol. Accadeva spesso che le ragazze tornassero ubriache. Una sera fu Hicham Khiri, marocchino ventottenne, a riaccompagnarle a casa. Lo ha raccontato lui stesso il 3 novembre: «Eravamo al Gradisca. Era sabato e io ero con un mio amico che si chiama Abdel. All’interno del locale ho visto che c’era tutto lo staff del Merlin e molte studentesse straniere per le quali ogni sabato viene organizzato un pullman. A fine serata, uscendo dal parcheggio, abbiamo incontrato Meredith e Sophie, quest’ultima ubriaca, e un’altra ragazza che non conosco. Meredith mi chiese se, viste le condizioni di Sophie, potevamo riaccompagnarle a casa».
Fiorenza Sarzanini


IL GAZZETTINO (Rovigo)

POLIZIA 
Rifiuta l’alcoltest dopo l’incidente Un 32enne multato e denunciato

Ha perso il controllo dell’auto, è andato a sbattere contro un palo dell’illuminazione pubblica, si è rifiutato di sottoporsi all’alcoltest e così è stato denunciato.
È avvenuto verso le 3 della scorsa notte in via Argine destro a Salvaterra, una frazione di Badia Polesine, dove un 32enne, badiese, all’uscita di una semicurva, in rettilineo, ha perso il controllo della propria Renault Clio. La vettura è uscita di strada andando a finire contro il palo dell’Enel causando la momentanea erogazione dell’energia elettrica nella zona.
In autoambulanza il giovane è stato trasportato al San Luca di Trecenta, mentre la Polstrada di Badia Polesine è giunta per effettuare i rilievi dell’incidente e i Vigili del fuoco di Rovigo per mettere in sicurezza il palo. All’ospedale il 32enne è stato trattenuto per accertamenti a un ginocchio e si è rifiutato si sottoporsi all’alcoltest. Così da parte della Stradale è scattata la multa di 3000 euro, la sospensione della patente per almeno sei mesi e la denuncia per guida in stato di ebbrezza "sui sintomi".
Poco dopo la stessa pattuglia è intervenuta nella strada che da viale Porta Mare conduce alla frazione rodigina di Buso dove un’Alfa 156 è uscita di strada. Il conducente, un giovane albanese, è stato sottoposto ad alcoltest ed è risultato positivo. Anche per lui multa, ritiro patente e denuncia.


EMERGENZA ALCOLISMO (Tratto da PARVAPOLIS.PANSERVICE)

Ubriaco causò incidente

Terracina. Ubriaco causò incidente con feriti, denunciato

I Carabinieri di Terracina hanno deferito in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria, un giovane residente nella provincia pontina per guida in stato di ebbrezza alcolica. Il giovane, dopo aver alzato un po’ troppo il gomito, si poneva alla guida della propria autovettura e guidando distrattamente perché confuso dai fumi dell’alcol causava un incidente con feriti.


IL TIRRENO

Ubriaco sul motorino: denunciato 

PONTEDERA. Ricorderanno per un po’ di tempo la notte di Halloween, due ragazzi che il 31 ottobre, su un motorino, rimasero coinvolti in un incidente stradale insieme a due macchine.

Stando alla ricostruzione dello scontro, effettuata dagli agenti del commissariato, sarebbe stato proprio il motorino 50 su cui viaggiavano i due ragazzi ad avere causato, con una manovra improvvisata, l’incidente. Uno schianto avvenuto lungo la Tosco Romagnola, vicino al centro.

Il conducente del motorino, 17 anni, residente a Capannoli, fu accompagnato al pronto soccorso con l’amico che, nella caduta, ha riportato ferite a una gamba giudicate guaribili in trenta giorni.

In seguito allo scontro la polizia ha accertato che il diciassettenne guidava in condizioni non proprio idonee. Gli eccessi della festa forse si sono fatti sentire: aveva un tasso alcolemico nel sangue quattro volte superiori a quello consentito.

Per lui è scattata una denuncia in stato di libertà alla procura presso il tribunale dei minorenni.

Ma questo è solo un aspetto di ulteriori guai che potrebbero arrivare alla sua famiglia. Il motorino era omologato per due ma il conducente, essendo minorenne, non poteva trasportare l’amico.

Sono quindi stati giorni convulsi per i ragazzi e i rispettivi genitori, più volte convocati al commissariato. L’assicurazione, infatti, potrebbe pagare il danno al giovane trasportato ma potrebbe anche rivalersi sui familiari del conducente. Stessa situazione per i danni causati alle macchine.


EMERGENZA ALCOLISMO (Tratto da TOSCANATV)

Ubriaco sfonda cancello con auto

A bordo della sua Mercedes e’ andato a sbattere contro un cancello di una abitazione di Forte dei Marmi.

08/11/2007 - L’incidente e’ avvenuto la notte scorsa. Per l’automobilista, 36 anni, residente al Forte, che si e’ causato ferite guaribili in dieci giorni, sono scattati i controlli con l’etilometro. Gli agenti della volante, intervenuti sul posto, una volta rilevato un tasso alcolico pari a 2,97 gli hanno immediatamente ritirato la patente di guida


ROMAGNAOGGI

Albanese denunciato per guida in stato d’ebbrezza e spaccio 

RIMINI – Un cittadino 26enne di nazionalità albanese è stato denunciato dai Carabinieri della stazione di Viserba per guida in stato d’ebbrezza e per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il giovane, residente a Rimini, è stato sorpreso trovato in possesso di 1,5 grammi di cocaina. Dopo essersi rifiutato di sottoporsi all’accertamento etilometrico, è risultato avere un tasso di alcol nel sangue superiore ai 0,50 grammi per litro consentiti dalla legge.


AGI

SPARO’ PER UN PARCHEGGIO, ARRESTATO DOPO UN ANNO A PALERMO
Palermo - Sparo’ all’uomo che stava litigando con i suoi parenti per un parcheggio: adesso, a un anno dai fatti, e’ stato identificato e arrestato a Palermo dalla polizia. E’ Giuseppe Ricco, 26 anni, colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip Antonella Consiglio per detenzione illegittima di pistola e di lesioni aggravate. L’episodio e’ 22 novembre 2006, quando un residente del quartiere Zen fu ferito a una gamba da un colpo di pistola calbro 7.65 nei pressi di via Girardengo. Gli investigatori della Squadra Mobile hanno ricostruito che la vittima, probabilmente sotto l’effetto dell’alcol, per motivi legati alla contesa di un posto auto, aveva litigato con parenti di Giuseppe Ricco davanti al negozio di detersivi gestito dai genitori di quest’ultimo, che si armo’ di pistola e sparo’ alla gamba del rivale.


IL PICCOLO DI TRIESTE

la dipendenza da alcol nella regione ha un costo di 120mila euro al giorno
con dobialab tre film per riflettere sull’alcol

IL MASSAGGERO VENETO

ubriachi al volante, ora punizioni vere

CORRIERE ALTO ADIGE

Sconfitto sui vaccini, ma vince sull’alcol

LA TRIBUNA DI TREVISO

il bravo boss non beve e rispetta la moglie

ALTO ADIGE

niente alcol dopo le 2: giusto o esagerato?

LA STAMPA

"Sicurezza al Cubo": 30% dei ragazzi si è sottoposto al test dell’etilometro

CORRIERE VENETO

Ubriaco, provoca un incidente Tre carabinieri contusi per fermarlo

LA PROVINCIA PAVESE

giovani ubriachi in aumento

IL CORRIERE DELLE ALPI

i ragazzi parlano di alcol

IL RESTO DEL CARLINO

Guida con ’sballo’ In un mese 99 multe


© asaps.it
Venerdì, 09 Novembre 2007
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