Sabato 31 Ottobre 2020
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Rassegna stampa Alco e guida del 21 ottobre

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

IL TIRRENO

DOMENICA, 21 OTTOBRE 2007
«Mio figlio è alcolizzato, aiutatemi» 

L’appello della mamma di un quindicenne: con gli amici beve anche a scuola «Io e mio marito ci crediamo dei genitori attenti a tutto, ma evidentemente non lo siamo» 
MASSA. «Sono la mamma di un ragazzino di 15 anni e sono veramente disperata: mio figlio nonostante la giovanissima età fa abuso di alcolici e come lui molti suoi coetanei e compagni di scuola e io non so cosa fare per aiutarlo». Inizia con queste parole lo sfogo di una mamma, Giovanna R., che da alcuni mesi ha scoperto che il figlio beve e chiede aiuto. «La prima volta che è tornato a casa ubriaco - prosegue - è stato un sabato sera, era uscito in compagnia di alcuni amici a mangiare una pizza e a fare quattro passi. È tornato a casa completamente ubriaco, abbiamo pensato che si trattasse di una ragazzata». Invece quella che sembrava la bravata di una sera è diventato un problema serio. Anche perché gli alcolici si trovano anche al supermercato.
Ma il problema è diventato sempre più serio, hanno iniziato a chiamare la donna da scuola, dicendo che il ragazzo stava poco bene. «Io le prime volte credevo che si trattasse di malesseri passeggeri, dovuti a virus influenzali oppure legati al cibo della sera prima, fino a quando frugando nel suo zaino ho scoperto che dentro a una bottiglia di succo di frutta, si nascondevano anche super alcolici». Una scoperta drammatica che ha gettato la famiglia di Roberto (nome di fantasia) nella disperazione, una famiglia che però ha cercato subito di reagire e di trovare risposte al disagio del figlio, una ricerca che ha permesso a questi genitori di scoprire che sono molti anche in città gli adolescenti che abusano di alcol.
«Sia io che mio marito ci riteniamo genitori attenti alle esigenze di nostro figlio, lo seguiamo e siamo molto disponibili a chiacchierare e a risolvere qualsiasi problema o dubbio che possa avere. Stiamo parlando molto con lui in questo periodo per cercare di capire cosa gli stia succedendo e abbiamo iniziato anche un percorso medico, con uno psicologo. Per qualche giorno è rimasto anche a casa da scuola, ma poi non potendo impedirgli di riprendere una vita normale, gli abbiamo permesso di tornare a frequentare gli amici e a frequentare la scuola. In quel momento abbiamo fatto la scoperta più sconcertante, mio figlio e come lui diversi suoi compagni la mattina prima di andare a scuola tranquillamente entrano dentro dei supermercati e invece di comprare la merenda acquistano bottiglie di Vodka o altri alcolici senza che nessuno si ponga la domanda se sono minorenni o meno, alcol che viene magari poi consumato prima di entrare a scuola o all’uscita. La cosa che mi rattrista è che per il dio soldo esistano esercizi commerciali che nonostante sappiano benissimo i danni che l’alcol può causare ad un adolescente, continuino indisturbati a farlo senza avere un minimo rimorso. La polizia urbana, i carabinieri, la guardia di finanza o la polizia di stato non potrebbero fare controlli costanti per evitare che questi fatti non succedano più, (*) oppure noi genitori dobbiamo andare avanti ad avere paura quando i nostri figli sono fuori di casa?». 
Si parla tanto di leggi contro l’abuso di alcol il divieto di vendita di alcolici dopo le 2 nei locali e poi davvero un minorenne può tranquillamente entrare in un supermercato e comprare già alle otto di mattina una bottiglia di vodka? Il dato sull’alcolismo è sempre più drammatico e ancora una volta è ad appannaggio dei più giovani. Non è una conferma, è la brutta novità di un peggioramento: dai 14 ai 19 anni il 60% dei maschi e il 30% delle femmine ha bevuto un superalcolico nell’ultima settimana. Vodka preferibilmente.
Risultano quelli che bevono di più in assoluto considerata una popolazione che arriva fino all’età anziana. Molti dei giovani, minori compresi, tendono anche al bere compulsivo, una volta alla settimana, in gruppo, attorno a un bottiglione di vino. Cresce l’affezione delle donne alla bottiglia, fino a qualche tempo fa una femmina ogni quattro maschi, oggi ogni 2. Se risulta difficile fornire un risultato univoco perché le realtà si differenziano, l’“area giovani” è osmotica. L’unica cosa certa e preoccupante è che bevono in molti e tanto.

Rossana Lazzini 
(*) Nota: la risposta è no. La vendita, non la somministrazione per di alcolici non ci sono limiti di età. Però, come dimostra l’articolo successivo, qualcosa sta cambiando e qualcuno sta cercando di porre rimedio a questa vistosa lacuna legislativa.


IL TIRRENO

In alcune città il prefetto è corso ai ripari 
Si riforniscono di vodka andando al supermercato
«La prima volta che è tornato a casa sbronzo era un sabato sera Credevo fosse una ragazzata...»
 
MASSA. Il problema è che una bottiglia di superalcolico i ragazzi sotto i sedici anni la possono comprare tranquillamente al supermercato, senza che nessuno gli dica nulla. Ed è proprio nei supermarket che i teenager si riforniscono, pagando meno soldi e soprattutto evitando che qualche barista possa farsi degli scrupoli non servendogli il bicchiere di vodka.

In alcune città, grazie all’intervento della prefettura è iniziata una campagna di sensibilizzazione. A Livorno, per esempio, il prefetto Giancarlo Trevisone - dopo un incontro con l’assessore al Commercio del Comune labronico Piero Santini, i rappresentanti di Confcommercio e Confesercenti e i responsabili delle medie e grandi strutture di vendita del capoluogo - ha deciso che a partire dal primo ottobre nei supermercati del capoluogo venissero affisse delle locandine di varie dimensioni, contenenti l’indicazione che non sarà consentita la vendita di alcolici di qualsiasi gradazione ai minori. (*)
Ad accompagnare i cartelli sono state anche esposte alcune vignette realizzate da Alberto Fremura, che affrontano in chiave umoristica i temi connessi all’abuso di alcool. I disegni di Fremura ricalcano quelli già messi su magliette e manifesti già esposti in estate negli stabilimenti balneari e nelle discoteche. Le nuove disposizioni rientrano nelle iniziative da tempo avviate dalla prefettura livornese per affrontare le tematiche legate al disagio giovanile ed all’abuso di bevande alcoliche.
Dopo il bullismo è stato quindi nuovamente affrontato il problema dell’acquisto di alcolici da parte di minori di 18 anni. Due facce della stessa medaglia, visto che come ha testimoniato la mamma di Roberto i ragazzi bevono anche in classe, un modo per sentirsi un po’ più sciolti e fare quelle cose tanto assurde che poi finiscono su You Tube.
Il problema è diffuso e non si possono incolpare soltanto i supermercati, ma almeno il primo passo potrebbero farlo loro. Come? Fermando chi dà l’impressione di essere troppo piccolo per comprare una bottiglia di vodka piuttosto che di rum o di gin. Magari quel ragazzo un giorno ripasserà a ringraziare.
(*) Nota: qui di seguito potete leggere il comunicato stampa della Prefettura di Livorno che descrive l’accordo siglato. È solo un accordo, senza vincoli e che riguarda solo i supermercati, ma mi sembra una iniziativa notevole, non fosse altro perché dimostra che iniziative concrete possono essere attuate senza aspettare che cambi il quadro legislativo. Molte prefetture si sono dimostrate sensibili al problema alcol e giovani. Varrebbe la pena far conoscere questa iniziativa anche alle altre prefetture.

ACQUISTO DI BEVANDE ALCOLICHE DA PARTE DEI MINORI - RIUNIONE IN PREFETTURA
Nell’ambito delle iniziative da tempo avviate dalla Prefettura per affrontare le tematiche connesse al disagio giovanile ed all’abuso di bevande alcoliche, questa mattina (18.9.07, ndr), al Palazzo del Governo, si è svolta una riunione per esaminare la problematica dell’acquisto di alcolici da parte dei giovani.
All’incontro, presieduto dal Prefetto Giancarlo Trevisone, hanno partecipato l’Assessore al Commercio del Comune di Livorno Piero Santini, i rappresentanti della Confcommercio e della Confesercenti ed i responsabili delle medie e grandi strutture di vendita del capoluogo.
Al termine della riunione è stato concordato che, a partire dal prossimo mese di ottobre, nei supermercati del capoluogo vengano affisse delle locandine, di varie dimensioni, contenenti l’indicazione che non sarà consentita la vendita di alcolici di qualsiasi gradazione ai minori.
Per cercare di sensibilizzare i giovani sui pericoli derivanti dal consumo di bevande alcoliche, verranno anche esposte alcune vignette, realizzate dal maestro Alberto Fremura, che affrontano in chiave umoristica i temi connessi all’abuso di alcool.


IL GAZZETTINO

«Alcol, tabacco e cannabis aprono la via alle droghe»
«Consumismo, edonismo esasperato, caduta della tradizione e dei valori, incertezza per il futuro, disagio esistenziale diffuso caratterizzato sempre più da una desertificazione emozionale e dal venire meno della solidarietà sociale sono le cause principali che portano giovani e non solo al consumo di sostanze che possono scatenare una dipendenza». Questo è il forte allarme che il direttore del Sert dell’Asl 6 di Vicenza Vincenzo Balestra lancia dalle pagine de Il Gazzettino. I dati non mancano: «Le sostanze in assoluto più consumate sono l’alcol e i cannabinoidi e il consumo di tabacco tra le donne. L’età d’inizio dell’assunzione è sempre più bassa: per l’alcol e le sigarette il consumo inizia dagli 11 ai 13 anni. Circa il 45-50% dei giovani ha almeno una volta sperimentato l’uso di uno spinello, mentre la percentuale lievita all’80% nel caso del consumo alcolico. Alcol, tabacco e cannabis rappresentano la porta d’accesso al consumo di altre droghe, ma solo il 10-15% dei consumatori è poi destinato a sviluppare una dipendenza». Esaminiamo nel dettaglio con il direttore Vincenzo Balestra qual è la situazione vicentina, il rapporto adulti-adolescenti e il ruolo delle agenzie educative.

Come si comportano i giovani di fronte alle difficoltà e che ruolo hanno gli educatori?

«Di fronte alle difficoltà legate alla crescita molti adolescenti si bloccano o regrediscono sviluppando diversi disturbi, la cui gravità e possibilità di un loro superamento dipende da molti fattori, in particolare dalla ricchezza o povertà delle risorse psicologiche individuali e dalla possibilità o meno di avere relazioni affettive significative e formative sia con adulti che con coetanei. Gli educatori, in particolare i genitori, costituiscono un modello di riferimento che l’adolescente dovrà valutare, criticare e parzialmente distruggere per trovare la propria strada e fare le proprie scelte. I genitori dovranno "esserci" in modo autentico, chiaro e coerente, senza rinunciare alle proprie idee e alle proprie opinioni e senza abdicare al ruolo per confondersi con i figli o prendere il posto dei pari».

Come si può sviluppare un’efficace relazione tra giovani e adulti?

«Ciò che differenzia l’adolescente dall’adulto è l’esperienza e soprattutto l’elaborazione di quest’ultima. Spesso gli adulti sottovalutano le capacità intellettive e di comprensione degli adolescenti comportandosi con loro come se fossero ancora dei bambini e come se dovessero ancora essere difesi dalla crudezza della realtà. Il disagio adolescenziale si esprime in particolare con l’esasperazione del soggettivismo e una perdita dei riferimenti valoriali. Questo porta a un pericoloso relativismo etico, cioè a una sostanziale incapacità a dirimere tra scelte etiche e non, a giustificare le azioni ritenute "utili" per se stessi, alla mancanza di assunzione di responsabilità rispetto alle conseguenze delle proprie azioni e un’assoluta dipendenza dal denaro e dall’immagine formale di sé».

Che rapporto hanno i giovani con il proprio corpo?

«Acquisire un’identità significa conoscersi e accettarsi per come si è. Avere la consapevolezza propria di avere un valore come individuo e di stimarsi. Per arrivare a questo ci devono essere prima dei modelli di identificazione. Se questi sono mancati o sono stati precari renderanno estremamente difficile l’acquisizione dell’identità. Per poter diventare "autonomi" e separarsi dalla famiglia di origine gli adolescenti devono aver precedentemente sperimentato l’appartenenza. Non ci si può separare senza essere appartenuti. Oggi si pone il problema di combattere l’anonimato e di ridare dignità al soggetto con le sue diversità e peculiarità. Diversità che non vanno viste come ostacoli o distanze, ma come possibilità di crescita e, quindi, come risorse. I momenti di solitudine sono importanti per riflettere e ritrovarsi».

Come si devono porre i genitori di fronte ai comportamenti trasgressivi dei figli?

«La trasgressione in adolescenza è un comportamento normale. Tutto dipende dall’entità e dalla durata dei comportamenti stessi. Il genitore non deve rinunciare a esprimere il proprio parere, ma al tempo stesso non può pretendere l’obbedienza incondizionata. Con l’adolescente tutto va discusso, spiegato e contrattato. È bene che la casa sia aperta agli amici, in modo che i genitori possano conoscere le frequentazioni dei propri figli. È altresì importante che vengano mantenute per tutti le regole familiari, mentre serve a poco pretendere il controllo del comportamento all’esterno della famiglia».

Cosa possono fare i genitori per migliorare il rapporto con i figli?

«I genitori dovranno sforzarsi di trovare un equilibrio tra necessità di "controllo" e concessione della libertà di frequentazione (fiducia). È quasi impossibile monitorare come degli investigatori i movimenti dei figli. A volte i genitori, presi dall’ansia di controllo perdono anni della loro vita a controllare tutto e sviluppano un pensiero negativo nei riguardi del mondo esterno. Non sono l’iperprotettività o il controllo sistematico a proteggere i figli, ma l’acquisizione per così dire di anticorpi psicologici generati dal senso di appartenenza familiare e dall’apertura relazionale».
Matteo Crestani


CORRIERE ADRIATICO

I dirigenti escludono la diffusione di hashish tra i banchi. Si punta sulla prevenzione Orsolini: “Sarebbe un errore minimizzare il fenomeno”. La Picchi chiama gli psicologi Santini: “Il dialogo anche con le famiglie”

Fumo e alcol, tolleranza zero a scuola

Pugno di ferro dei presidi: niente sigarette, controlli anche per andare in bagno

FABRIANO - “Di fenomeni del genere all’interno della scuola non ce ne sono o, quanto meno, non ne abbiamo mai riscontrati. Tuttavia, portiamo avanti un’attività intensa, finalizzata sia all’informazione che alla prevenzione, perché la problematica si sta facendo sempre più delicata”. E’ praticamente un coro quello che giunge dai dirigenti scolastici delle medie superiori della città, in riferimento alla questione dell’uso e dell’abuso di alcol e sostanze stupefacenti fra gli adolescenti.

Nessuno nega l’esistenza del problema, soprattutto considerando i molteplici riscontri oggettivi da parte delle forze dell’ordine (l’ultimo caso è quello del sedicenne denunciato perché vendeva hashish ai coetanei in un bar), ma è proprio per questo che l’impegno delle istituzioni scolastiche è sempre più forte e deciso. “Dal mio personale osservatorio - spiega Francesco Maria Orsolini, dirigente scolastico del liceo classico - non ho mai registrato episodi riconducibili a questo fenomeno, altrimenti avrei agito di conseguenza, avvisando l’autorità giudiziaria, ma non per questo siamo disposti a minimizzare. I giovani, anzi, devono ricevere un orientamento di educazione alla salute e questo, ovviamente, include pure la problematica delle dipendenze da alcol e da stupefacenti, nonché, a mio avviso, anche dal fumo di sigarette, poiché è sempre con la sigaretta che si comincia. In questo senso, stiamo svolgendo un’azione pressante. Va rimarcato a chiare lettere che questi ambiti non sono marginali nell’educazione dello studente”. Non sottovaluta il fenomeno neanche Piera Picchi, preside del liceo scientifico, presso il quale da anni si porta avanti un programma educativo concernente la salute e il benessere.

“Non abbiamo mai avuto fenomeni gravi e spiacevoli direttamente nella nostra scuola - osserva la Picchi - ma sappiamo benissimo che nei fine settimana i giovani in generale fanno un abuso di sostanze stupefacenti e, soprattutto, di alcol. Al riguardo, credo che medici e forze dell’ordine abbiano già un quadro piuttosto preciso della situazione. Ritengo che quello dell’alcol, almeno sotto certi aspetti, sia un problema molto serio, di cui magari le famiglie non sempre tengono conto. Passare dall’uso di bevande alcoliche al vizio e dal vizio alla dipendenza è molto più facile di quanto si possa pensare”.

Di qui, l’importanza di organizzare un’attività che possa contribuire a dare la necessaria informazione ai ragazzi. “Naturalmente è anche considerando tutto ciò che facciamo prevenzione, promuovendo incontri con vari esperti di diverse discipline: dalla medicina alla psicologia, fino alle malattie infettive, ivi comprese ovviamente quelle che si contraggono sessualmente”. Se non una rigida disciplina, quella dell’Istituto di istruzione superiore Miliani-Vivarelli appare tuttavia come un’impronta educativa ferrea, poichè gli studenti devono attenersi a certe regole comportamentali. “Stiamo molto attenti alle problematiche dei giovani - sottolinea il dirigente scolastico Fabio Santini - ed è per questo che, in occasione della prima riunione annuale del collegio dei docenti, ho affrontato la questione, organizzando l’attività pure in questo settore per l’intero anno scolastico. Per quanto riguarda il fumo, è stato predisposto un turno di sorveglianza e i ragazzi che escono dalla classe (per andare in bagno o per altri motivi importanti) devono firmare una scheda, così alla fine della giornata sappiamo chi ha lasciato l’aula. La chiave del bagno ce l’hanno i bidelli, cosicché è a loro che ci si deve rivolgere per usufruire del servizio”. E non finisce qui.

“Durante la ricreazione gli studenti possono usufruire del cortile, nel quale per sono controllati dagli insegnanti. E’ vietato fumare anche al convitto. Non nego che in qualche circostanza mi è capitato di sentire un odore di alcol all’ingresso della scuola, ma si è trattato di casi sporadici. Ritengo che anche le famiglie debbano prestare un’attenzione maggiore sul fenomeno. Con i giovani è necessario un dialogo continuo”.

AMINTO CAMILLI


CORRIERE ADRIATICO

Posto di blocco venerdì notte a Piediripa per prevenire il fenomeno delle stragi di cui restano vittime i giovani Pattuglie della polizia municipale con l’etilometro controllano le principali arterie

Lotta dura contro i guidatori ubriachi

MACERATA – Contro le stragi del sabato sera scende in campo anche la polizia municipale. Coordinati dal comandante Oreste Negromonti Tini, i vigili urbani stanno mettendo a segno servizi periodici per contrastare il fenomeno della guida in stato di ebbrezza. Venerdì sera, “armati” di etilometro, gli agenti hanno disposto un posto di blocco a Piediripa, nei pressi della rotatoria principale dove sono stati controllati numerosi automobilisti. Ma i controlli interesseranno anche altre zone della città e, soprattutto, saranno condotti a tutte le ore della giornata, non solo di sera. A cominciare dal centro storico fino ad arrivare ai quartieri periferici. Un’attività che è stata incrementata di recente per dare un maggiore impulso sul fronte della tutela della sicurezza sulle strade. Un importante contributo, quello offerto dagli agenti della municipale, alla già capillare azione di controllo di polizia stradale e carabinieri.

“Vogliamo incrementare il tasso di sicurezza in un città che, comunque, è già di per sé abbastanza sicura – osserva il comandante Negromonti -. Il fenomeno dell’alcolismo è in ascesa e da parte delle forze di polizia l’offensiva non può venir meno. Carabinieri e polizia stanno svolgendo un lavoro importante e noi vogliamo offrire loro il nostro piccolo contributo”. Era stato proprio il prefetto Vittorio Piscitelli, nei giorni scorsi, ad affrontare il problema. “Esistono difficoltà oggettive nell’assicurare il controllo delle strade nelle ore notturne – aveva dichiarato il prefetto durante un incontro con i giornalisti -. E’ per questo che si cercherà di integrare le forze di polizia con la polizia municipale. Non tutti i sindaci possono garantire la presenza dei vigili urbani sul territorio: è evidente che occorrono nuove assunzioni e compito della Prefettura sarà quello di vedere come e se sarà possibile dare una mano”.

La polizia municipale maceratese non si è fatta pregare. E venerdì notte ha dato un segnale importante. I controlli con l’etilometro, come detto, sono stati incrementati. “Principalmente questo tipo di servizio viene disposto nel fine settimana – spiega ancora il comandante Negromonti -, quando i giovani escono dai locali e magari può capitare che alzino troppo il gomito”.

Sul fenomeno della guida in stato di ebbrezza ha dimostrato particolare attenzione il colonnello Domenico Paterna, comandante provinciale dei carabinieri. In particolare l’Arma si è concentrata sulla situazione del centro storico. I dati sulle patenti ritirate sarebbero particolarmente allarmanti e i carabinieri, in collaborazione con le istituzioni, stanno lavorando per realizzare un’apposita relazione da poter poi presentare alla cittadinanza. Insomma, carabinieri, polizia stradale e vigili urbani continuano a lavorare sodo per garantire una città più sicura. Numerosi i servizi sul territorio.

Un’attività repressiva. Ma anche un deterrente per quanti decidono di mettersi alla guida dopo aver bevuto. I recenti tragici fatti di cronaca hanno ribadito l’importanza di questo impegno interforze.

DANIEL FERMANELLI


EMERGENZA ALCOLISMO (Tratto da LIBERTA’)

Alcol. Ecco come la mia famiglia sta guarendo

Ecco come la mia famiglia sta guarendo da un dramma

(p.s.) «Come ci si sente quando si cresce con l’alcolismo in famiglia? Se me lo avessero chiesto un anno fa avrei risposto che non ne avevo la minima idea, la mia infanzia è stata talmente infelice che il solo modo di sopravvivere era bloccare il dolore». Angela S. è una donna adulta ormai e racconta, ancora con emozione, come l’alcol «distrugge la famiglia, logora e sfilaccia i rapporti sino a romperli del tutto». A farne le spese sono mogli, mariti, compagni e figli che finiscono per diventare preda di un dolore sordo, estranei al congiunto e a se stessi. E se il percorso per uscire dall’alcolismo è lungo e complesso, non lo è meno per le famiglie che decidono di recuperare amore per la vita.

Al-Anon accoglie i congiunti degli alcolisti (la sede è in via San Marco 32 ed è aperta dalle 20.30 alle 22.30 i martedì e i giovedì). E’ un salvagente - spiega Angela - per non cadere nell’abisso della depressione o di un isolamento cercato per vergogna del giudizio sociale.

«Un giorno, quando la mia vita era diventata completamente ingovernabile, per colpa di un padre alcolista, ho preso parte ad una riunione del circolo. Ascoltavo, confusa. Ho continuato. Oggi non mi isolo più come prima, ho cominciato ad avere più fiducia, sento di essere amata e mi considero degna di esserlo, ho imparato persino a ridere di me stessa. Certo, a volte i vecchi sentimenti tornano, adesso però li riconosco perché sono in grado di capire chiaramente quello che provo, non ho più bisogno di soffocare sentimenti troppo dolorosi per me».

A Piacenza, dove l’alcolismo colpisce sempre di più giovani e giovanissimi, i gruppi di aiuto sono autonomi sia per quanto riguarda il loro sostentamento sia per la partecipazione, che è libera e gratuita. Non vengono accettati finanziamenti, aiuti o altro da enti e istituzioni. E’ la formula adottata a Piacenza come nel resto del mondo. Al-Anon infatti nasce in America nel 1951 e oggi conta più di 30mila aderenti fra adulti e figli di alcolisti. Una costellazione di auto-aiuto presente in 115 Paesi. Oggi a La Ricerca si festeggia la costituzione del gruppo piacentino, datata al 1982. Mediamente ruotano una trentina di persone intorno ad Al-Anon: unico requisito per partecipare è avere un parente o un amico per cui l’alcol sia diventato un problema, per ritrovare una certa dose di serenità, agevolando anche il recupero dell’alcolista. Nelle riunioni si affrontano tutti i temi, da quelli relazionali ai problemi di ordine pratico ed economico.

Per mettersi in contatto, il numero di telefono è 0523-337412, mente il centro di ascolto nazionale risponde allo 02-504779


IL GAZZETTINO

La scommessa di Salvadori: «Un divertimento civile» 

Quest’anno anche l’Ascom in prima fila nell’organizzazione di un evento da sempre accompagnato da polemiche

«Comunque vada sarà un successo. Un grande successo: noi dobbiamo essere fiduciosi per contratto». Renato Salvadori, presidente provinciale dell’Ascom Confcommercio, non perde la voglia di sdrammatizzare alla vigilia del giorno clou dell’Ombralonga. Dopo gli antipasti a base di concerti e degustazioni gastronomiche, oggi scatta il giro per bar e osterie: primi brindisi alle 10, calici in alto fino alle 18, poi stop alla mescita e chiusura per i locali che aderiscono all’iniziativa. Se l’afflusso si manterrà in linea con le ultime edizioni, per le vie del centro si riverseranno dalle 20 alle 25 mila persone. «Ci aspettiamo un grande successo di adesioni e, al tempo stesso, un divertimento civile - chiosa Salvadori -: da un lato una manifestazione che possa offrire il meglio del meglio e, dall’altro, procurare i minori disagi possibili. Del resto, con un tale numero di persone qualche disagio è inevitabile». (*)

 

Ma assolutamente giustificato, secondo il leader dei commercianti nostrani, per una manifestazione che rappresenta un’attrattiva turistica di primo piano per Treviso: proprio per non sprecare questo patrimonio l’Ascom ha scelto di impegnarsi in prima fila nell’organizzazione. Domani si tireranno le somme e si faranno in conti anche con le tradizionalmente immancabili polemiche. Un semplice giro in centro, ieri, accompagnando alcuni amici, è bastato al numero uno dell’Ascom per trarre delle prime indicazioni positive: «Siamo andati a pranzo in un ristorante che di solito è molto vivibile e abbiamo faticato a trovare posto: in gran parte erano gruppi da fuori, con guide turistiche. Questo dà già la misura della riuscita dell’operazione. È un primo passo, ma mi pare già interessante». I commercianti valuteranno con attenzione anche i risultati della "notte bianca" di ieri, con i negozi del centro aperti fino a mezzanotte. «Fin da ora credo si possa dire che anche questa iniziativa contribuisce a mantenere viva la città e a "preservarla". Perchè una città viva è una città in cui certe espressioni di disagio vengono rintuzzate». E da domani i promotori inizieranno a premere su Ca’ Sugana perchè riveda le disposizioni che obbligano il locali aderenti a sospendere ogni attività alle 18, fine ufficiale della manifestazione: permettere agli osti di continuare a distribuire "cicchetti" o bibite analcoliche, secondo i promotori, avrebbe favorito un esodo più scaglionato, lasciando il tempo di far diradare i fumi dell’alcol e evitando gli ingorghi: «L’esperienza di quest’anno servirà per dimostrare al Comune l’improprietà di questa scelta, che pure avrà avuto le sue ragioni - nota Salvadori - in modo che il prossimo anno si possa trovare una soluzione diversa».

Domani. Oggi, non resta spazio che per un appello ai partecipanti: «Divertitevi quanto più possibile e non infastidite gli altri».

m.zan.

(*) Nota: in tutte le edizioni della Ombralonga ci sono stati problemi. È evidente che dal punto di vista di chi ci guadagna da questa manifestazione i disagi appaiono sempre accettabili. Ma anche se non si verificassero problemi, mentre una parte del Paese si interroga su come limitare i danni correlati al consumo di alcolici, una manifestazione che invoglia ad esagerare appare decisamente fuori luogo.


IL GAZZETTINO

L’Ombralonga ha i suoi ombra-test. ... (*)
L’Ombralonga ha i suoi ombra-test. Ale 10 scatta la maratona tra bar e osterie: sono attese più di ventimila persone che potranno brindare fino alle 18.
In centro, nel pomeriggio, ci saranno anche gli uomini della Motorizzazione del Triveneto per invitare i partecipanti alla maratona enologica a sottoporsi alla prova dell’etilometro. I controlli (l’ente conta di effettuarne da due a tremila) saranno volontari e anonimi e non avranno alcuna validità per eventuali sanzioni, ma puntano a sensibilizzare soprattutto i giovani sui pericoli di mettersi al volante con un alto livello di alcol in corpo.
E un "divertimento civile" è l’auspicio pure di Renato Salvadori, presidente dell’Ascom Confcommercio trevigiana, da quest’anno entrata direttamente nell’organizzazione dell’evento. Continuare ad attirare decine di migliaia di persone, diventando fiore all’occhiello del turismo trevigiano, e, al tempo stesso, contenere i disagi per i residenti entro limiti accettabili: secondo il leader dei commercianti nostrani, il binomio è possibile.
(*) Nota: per effettuare correttamente un test con l’etilometro occorre osservare alcuni accorgimenti, altrimenti si rischia di creare confusione e dare cattive informazioni. Da qualche tempo, nelle trasmissioni televisive, va di moda effettuare delle alcolemie in diretta. Il 18 scorso Bruno Vespa a “Porta a porta” http://www.raiclicktv.it/raiclickpc/secure/stream.srv?id=20173&idCnt=64841&pagina=1&path=RaiClickWeb^Home^Notizie^Archivio+^PORTA+A+PORTA#1, oggi nella trasmissione “L’arena” si Raiuno. In entrambi casi non sono state date indicazioni sul tempo trascorso dall’assunzione di alcolici. Se si effettua un’alcolemia appena finito di bere si rischia che essa sia alterata in eccesso dall’alcol ancora presente in bocca, oppure di dare un’indicazione sbagliata perché troppo presto e ancora in fase ascendente. Gli etilometri elettronici per uso personale, inoltre, sono spesso inaffidabili.


IL GAZZETTINO

DOMENICALINO 
Bevete pure ma state lontani dal volante Potreste vedere la tangenziale a otto corsie 
di Lino Toffolo
 
Mi piace il lusso purchè sia sfrenato!», dice Aldo dalla Rolls Royce (a noleggio). L’eccesso è umano, tanto che Toni è preoccupato persino della monotonia del Paradiso: «sempre bel tempo, neanche una nuvola, mangiare bene, vestirsi bene, nè caldo nè freddo, niente vizi, telegiornali senza disgrazie ecc. E il tutto non per qualche, giorno ma addirittura per l’eternità! Che angoscia!».
Speriamo di vivere sempre. L’eccesso, però, va bene se le conseguenze le paghi solo tu e non gli altri (le tasse belle!). Strafumi da sempre anche il gas e la citronella? Intossicato (o peggio), ti arrangi! Il vino, tanto per fare un esempio, è una cosa sacra: nutriente, buono, inebriante! Sbronzarsi può essere persino divino (lo dice la parola stessa di-vino). Però se dopo ti metti al volante e metti sotto qualche povero disgraziato non è che lo fai tanto ridere! «Mi scusi se le ho rovinato la mascherina della Mercedes!».
E neanche se porti fidanzata e amici dritto contro un muro o, peggio ancora, dentro il fiume. Non li sentirai certo dire estasiati «oh che bell’acqua fresca!». Oggi, a Treviso, si fa festa con l’Ombralonga. «Benissimo!». E una ventina non di rovina-feste, ma di benemeriti incaricati della Motorizzazione Civile chiederanno - a chi vorrà - di sottoporsi alla prova alcoltest (guida sicura). L’esame NON è obbligatorio (ma se sei con la tua cara moglie sarà dura evitarlo adducendo scuse del tipo "perchè mi fa schifo"). Oltre al rischio di far partire i palloncini a razzo alcolico, c’è quello di sentirsi consigliare, invece che il posto di guida dell’automobile, l’autoscontro, le bocce, il cinema o una panchina, in attesa (una settimana) di smaltire. L’ombra-lunghetta, se diventa una lavanda gastrica di vino ti può (se ti va bene) procurare solo la gioia di vedere finalmente la tangenziale di Mestre a otto corsie!


CORRIERE ADRIATICO

Daniele Vallesi, 28 anni, di Polverigi, è stato arrestato per resistenza in via Clementina

Ubriaco alla guida aggredisce i carabinieri

Non si è fermato all’alt, ha rifiutato di sottoporsi al test dando in escandescenze

ANCONA - In piena notte girava dalle parti di via Clementina, frequentata anche dalle prostitute quando il buio si fa profondo. Non ha detto se si trovava lì per una sexy avventura a pagamento il giovane finito in manette. Nessuno può dire perché stesse passando con l’auto. Di sicuro la sua reazione è stata esagerata per i carabinieri che hanno provato in tutti i modi a calmarlo e alla fine lo hanno arrestato. Erano le cinque e mezzo di ieri mattina quando Daniele Vallesi, 28 anni, di Poverigi, transitava al volante della macchina sulla strada che da Rocca Priora conduce a Chiaravalle. Una pattuglia dei carabinieri della Tenenza di Falconara stava svolgendo l’attività di controllo che ogni giorno e ogni notte viene garantita in tutto il territorio, e hanno alzato la paletta davanti al parabrezza per invitarlo a fermarsi. Stando alla ricostruzione dell’accaduto, il ragazzo non ne ha voluto sapere di fermarsi, e ha proseguito la marcia. I militari dell’Arma lo hanno inseguito per il breve spazio che è bastato per costringerlo ad accostare e spegnere il motore. Gli uomini in divisa hanno capito subito che la mente dell’automobilista, e forse pure la vista, erano annebbiate dall’alcol e dopo i primi accertamenti su patente, libretto di circolazione e assicurazione, hanno deciso di sottoporlo all’alcol-test. E’ stata fatta sopraggiungere un’ambulanza del 118 per verificare le condizioni psico-fisiche di Vallesi, che ha finito per dare in escandescenze. Alla vista degli infermieri professionali di Ancona soccorso sembrava essere condiscendente. “Sì, fatemi pure il test, tanto non sono ubriaco”, avrebbe osservato. Invece qualche istante dopo ha opposto il suo rifiuto. E non si è limitato al “no” alla misurazione dell’alcol che gli scorreva nelle vene. Ha cominciato a far volare calci e pugni, fino a costringere i carabinieri a far scattare le manette ai suoi polsi. Il giovane è stato accompagnato nel carcere di Montacuto, e aspetta l’udienza di convalida dell’arresto. E’ accusato di resistenza a pubblico ufficiale.

L’episodio è figlio di un’opera di presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine che ancora una volta mostra di dare i suoi frutti. I carabinieri della Tenenza di Falconara sono molto presenti in centro e in periferia, anche dopo il tramonto, e tengono gli occhi bene aperti sul rispetto della legge. I militari dell’Arma garantiscono l’ordine pubblico puntando lo sguardo sulle zone e i personaggi più a rischio di Falconara e dintorni. Vengono particolarmente monitorati gli ambienti inquinati dallo spaccio di droga, il mondo della prostituzione e dell’immigrazione clandestina. E tolleranza zero è imposta contro gli ubriachi alla guida, per prevenire tragedie sulla strada.


IL GAZZETTINO

ABANO TERME 
Ventinovenne psicotico sotto l’effetto dell’alcol si ribella ai carabinieri e li riempie di pugni e calci
(Ri.Ba.) Non è stato semplice mettere le manette ai polsi ad Alessandro Levorato. Intorno alle 5.30 di ieri mattina è arrivata al 112 una telefonata di un residente di via Previtali che segnalava una persona sospetta di fronte al Punto Snai, il centro scommesse di Abano. I carabinieri sono subito intervenuti ma l’uscita si è rivelata meno semplice del previsto.
Appena arrivati di fronte al Punto Snai hanno bloccato un ragazzo (poi emerso essere un 29enne di Abano) ma alla richiesta di fornire agli agenti generalità e documenti questo si è opposto. Niente da fare, il ragazzo (visibilmente alterato da alcol o droghe) non ha voluto aprire bocca. Gli agenti sono stati costretti allora a portarlo in stazione per controlli più approfonditi. Ma anche qua i militari hanno avuto il loro bel da fare. Mentre il ragazzo si trovava in saletta d’aspetto ha cominciato a dare in escandescenze. Prima se l’è presa contro il tavolino, poi con una sedia (entrambe prese a calci e pugni e ridotte in mille pezzi).
Alessandro Levorato ha poi continuato a menare calci e pugni anche quando sono arrivati due agenti per tentare di calmarlo. Prima di riuscire a bloccare il ragazzo i due agenti si sono beccati infatti qualche pugno e calcio al volto e alle gambe, tanto che è stato poi necessario trasportarli al pronto soccorso della Casa di Cura per alcune medicazioni. Alla fine i militari sono riusciti a mettere le manette ai polsi al ragazzo e a farlo calmare. Ora Alessandro Lavorato si trova imputato di resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Ieri è stato anche processato per direttissima.Il ragazzo non è però una nuova conoscenza dell’arma, già da tempo i militari conoscevano questi suoi scatti d’ira. Da chiarire è anche se l’uomo sabato mattina ha agito sotto l’effetto di alcol, stupefacenti o se il suo comportamento sia il risultato di una qualche turba psichica.


CORRIERE ADRIATICO

Grave giovane albanese

Ubriaco finisce contro un palo

PESARO - Un giovane albanese, in evidente stato di ebbrezza, ha subito un grave incidente mentre percorreva a bordo del proprio scooter la Strada Montefeltro. Si è schiantato contro un palo ed è stato ricoverato in condizioni abbastanza gravi all’ospedale pesarese di San Salvatore.

Il giovane - che ha 25 anni - certamente in preda ai fumi dell’alcol, ha cominciato a sbandare e, secondo il racconto dei testimoni, è finito contro un palo cadendo rovinosamente al suolo.

E’ stata chiamata l’ambulanza della Potes i cui operatori hanno prestato i primi soccorsi al ferito, quindi in ricovero. Al San Salvatore gli sono stati riscontrati un trauma cranico e un trauma facciale, per cui è stata emessa una prognosi di guarigione abbastanza pesante.


PUNTO INFORMATICO

Birra per chi recupera un notebook

di Luca Annunziata

domenica 21 ottobre 2007 - Roma - Un laptop rubato ormai non fa più quasi notizia. Ma quando la ricompensa promessa a chiunque restituirà il maltolto è una fornitura a vita di birra, la storia fa in breve il giro del mondo.

Succede a Wellington, in Nuova Zelanda. La scorsa settimana, nottetempo, qualcuno si è introdotto nella sede della Croucher Brewing, una fabbrica di birra locale, e ha sottratto un computer portatile: "Il laptop contiene molte informazioni sul nostro lavoro, importanti per noi ma di nessun valore per chiunque altro - spiega l’azienda in un comunicato - non è nemmeno un modello recente".

Per recuperare questi preziosi dati, alla Croucher Brewing hanno pensato bene di prendere il ladro per il fegato la gola: dodici bottiglie di birra di prima scelta al mese, per il resto della sua vita, se restituirà il computer ai suoi legittimi proprietari. Resta da chiedersi cosa ne penserà la polizia. (L.A.)


IL MESSAGGERO

VASTO - Al volante in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, provocano incidenti, ucci...

L’UNIONE SARDA

Studenti ubriachi in fuga sulla 131


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Lunedì, 22 Ottobre 2007
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