Martedì 20 Ottobre 2020
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Rassegna stampa Alcole e guida del 18 ottobre

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

MARKETPRESSE

COSTITUENTE MONDIALE CLUB ALCOLISTI 

Udine, 18 ottobre 2007 - "L´alcol è una droga socialmente accettata". Lo ha affermato l´assessore regionale alla Salute e alla Protezione Sociale, Ezio Beltrame, nel salone del Parlamento friulano del Castello di Udine, intervenendo ieri all´assemblea costituente dell´Associazione mondiale dei Club degli alcolisti in trattamento (Wacat), che si conclude oggi. Beltrame, nel porgere il saluto ai centocinquanta delegati di venti Paesi, ha ricordato di avere operato, nel corso della sua esperienza professionale medica, in un club di alcolisti in trattamento: "si è trattato - ha detto - di un´esperienza profonda e umana". Ha poi colto l´occasione per ribadire l´incidenza del fenomeno dell´alcolismo in Italia, dove il 10 per cento delle malattie è correlato all´alcol, mentre sempre l´alcol è la prima causa di morte tra i giovani. Per combattere l´alcolismo, secondo l´assessore regionale occorrono strategie comuni di livello europeo, che debbono poi essere attuate capillarmente sul territorio. Inoltre, la legge nazionale per il settore ancora per buona parte non è stata attuata e ciò ha indotto l´Amministrazione regionale ad intraprendere un percorso ben definito e ad assumersi il coordinamento delle Regioni italiane, con l´obiettivo di favorire l´attuazione del piano nazionale contro l´alcolismo. Piano che riprende quanto emerso dalla Conferenza internazionale tenutasi a Stoccolma e sostiene una maggiore informazione per accrescere tra la popolazione la consapevolezza dei danni causati dall´alcol. Ma una maggiore informazione deve interessare soprattutto i giovani, al fine di attuare la prevenzione anche in prospettiva, e gli ambienti di lavoro, mentre deve essere aperto un dialogo con i produttori di bevande alcoliche. Va infine monitorata costantemente l´evoluzione del problema. La ricetta di Beltrame per combattere l´alcolismo passa poi attraverso alcune fasi fondamentali. L´avvio di una forte collaborazione interistituzionale: la sanità deve impartire precise indicazioni su come intervenire, ma serve la collaborazione delle Forze dell´ordine, della scuola, delle parrocchie. Collaborazione già in parte attuata, ma da rafforzare attraverso uno sforzo economico e sociale. Vanno inoltre superate le disomogeneità nei servizi pubblici attraverso una rinnovata collaborazione: ciò in quanto deve essere garantita continuità alle cure dei soggetti sottoposti a trattamento, anche in raccordo con i servizi territoriali e con il volontariato, al fine di un effettivo recupero della persona. Per raggiungere questo scopo è però indispensabile sostenere e rafforzare la rete di collaborazione tra i servizi pubblici, i datori di lavoro, le famiglie, il sociale, il volontariato. Una rete che, secondo Beltrame, è già esistente ed è proprio quella dei Club degli alcolisti in trattamento. "Una rete - ha precisato - che rappresenta una vera e propria lezione di vita, per come affronta in modo efficace problematiche così difficili". Il rafforzamento della rete dei club fondata dal professor Visnja Hudolin, ha concluso Beltrame, passa attraverso un patto forte tra il settore pubblico e quello privato. L´assemblea è stata aperta dal presidente nazionale dei club, Ennio Palmesino, il quale ha ricordato l´esistenza di sodalizi di alcolisti in trattamento in America Latina, nel Nord ed Est Europa, in Asia. Maria Claudia Diotti, presiedente regionale dell´Arcat, ha poi affermato che nel Friuli Venezia Giulia sono operativi 267 Club, che interessano duemila famiglie, mentre in Italia a essere coadiuvate dall´opera dei club sono ventimila famiglie. Hanno quindi preso la parola Francesco Piani, che ha coordinato gli interventi introduttivi; gli assessori provinciale, Mario Strazzolini, e comunale, Daniele Cortolezzis; Roberto Panizzo, il quale ha portato il saluto dell´assessore regionale per le Relazioni Internazionali, Franco Iacop; e monsignor Alfredo Battisti, già arcivescovo della diocesi di Udine, il quale ha parlato della sua esperienza con il professor Hudolin, legata alla nascita dei club. L´assemblea ha quindi provveduto all´approvazione della carta costituente della Wacat. Oggi nella stessa sede, si terrà un workshop sull´approccio ecologico e sociale all´alcolismo, sulla formazione e l´aggiornamento degli assistenti agli alcolisti e sulle prospettive future di sviluppo dei Club nel mondo. .


IL TIRRENO

Niente patrocinio a feste della birra o del vino (*)

Linee guida anti sbronza in una delibera voluta dall’assessore alla mobilità 
DONATELLA FRANCESCONI
VIAREGGIO. Festa del vino o della birra, addio patrocinio del Comune con i relativi sconti su affissioni e occupazione di suolo pubblico. Lo stabilisce una delibera approvata venerdì scorso dalla giunta, non senza qualche mal di pancia, che in Italia è seconda solo a un provvedimento analogo preso dal Comune di Rovereto (Trentino). «L’invito a tutti è quello a bere responsabilmente. Crediamo che affinché il messaggio abbai effetto non si possa abbinare l’idea del consumo di alcol alla parola “festa”», spiega l’assessore Gianfranco Di Fonzo, che il provvedimento ha fortemente voluto su sollecitazione delle associazioni mobilitate su questo fronte in città come in Versilia.
Basta con l’invito a “prenderla grossa” nel senso della sbornia, come si leggeva sulle insegne di bar e stand ai rioni durante lo scorso Carnevale. «E stop anche alle promozioni del tipo paghi 2 e prendi tre», continua Di Fonzo. Tanto che la delibera, ancora che le manifestazioni che chiedono di godere del patrocinio dell’amministrazione, avranno il divieto di applicare alle bevande alcoliche in vendita «un prezzo inferiore a quanto normalmente praticato nei pubblici esercizi». Per i superalcolici, invece, il divieto di vendita è tassativo, mentre per le manifestazioni che si protraggano oltre l’una il vincolo è quello a sospendere somministrazione e vendita di bevande alcoliche «un’ora prima della chiusura». È il caso, per esempio, del Croda che per le serate estive di musica (e birra a fiumi) sulla spiaggia aveva ottenuto la deroga oltre l’una di notte.
Nel caso di iniziative cui il patrocinio sia stato concesso in base ai requisiti fissati, il Comune mette a disposizione «un contributo da 500 a mille euro, se l’ente promotore somministra esclusivamente bevande con gradazione alcolica sotto i sei gradi». Alla cifra si possono aggiungere dai 250 ai 500 euro ulteriori «nel caso in cui l’ente promotore dell’iniziativa progetti attività specifiche, valutabili dall’amministrazione comunale come di sensibilizzazione ai temi dell’alcol, delle droghe o di altre sostanze nocive per la salute».
I complimenti per la rapidità del provvedimento sono arrivati dal responsabile del Sert, dottor Guido Intaschi: «Non è così scontato, nel nostro paese - ha ricordato - che ai arrivi a stabilire che “feste del vino” è un messaggio sbagliato culturalmente». Non di proibizionismo si tratta - ci tiene a sottolineare Intaschi - «ma del tentativo di far capire che se si vogliono consumare sostanze che hanno effetti sul sistema nervoso centrale, si deve però fare in modo di non danneggiare gli altri».
Soddisfatti tutti i componenti del gruppo di lavoro che hanno dato vita all’iniziativa “Non la bevo”, riunite dal Comune in vista delle prossime iniziative «a partire proprio da quelle legate alle feste dei Rioni», come ha precisato Di Fonzo. A questo proposito, la dottoressa Galli, per la Croce Verde, ha ricordato che proprio in occasione del rione, quest’anno, è stata proposta una serata senz’alcol «che non ha assolutamente inciso sul bilancio economico della manifestazione». Perché non di solo alcol - è il messaggio che la delibera vuole promuovere - ci si diverte.
(*) Nota: e due. Mancano ancora all’appello 8099 comuni. Il viaggio è lungo, ma la strada è stata aperta. Anche un viaggio lungo inizia con un passo (proverbio cinese). Sarebbe interessante sapere se il provvedimento del comune di Viareggio ha seguito un percorso autonomo o se l’iniziativa pionieristica di Rovereto gli ha fatto da stimolo. Come è accaduto per il comune di Schio (Vicenza), che sta per deliberare un analogo provvedimento. Se qualcuno ha delle informazioni in proposito ce lo comunichi. Grazie
Ecco un riepilogo dei punti di indirizzo della delibera del comune di Viareggio. (Tratto da ALCOLISMO):
1) divieto di intitolare la manifestazione ricorrendo a termini ascrivibili a prodotti alcolici (festa della birra, del vino ecc.);
2) divieto di somministrazione e vendita di bevande superalcoliche;
3) sospensione della somministrazione e vendita di bevande alcoliche un’ora prima della chiusura della manifestazione, nel caso in cui la stessa si protragga oltre l’una;
4) effettuazione di una giornata/serata analcolica, nel caso di manifestazioni di più giorni;
5) il prezzo delle bevande alcoliche somministrate durante gli eventi non potrà essere inferiore a quanto normalmente e mediamente vengono vendute nei pubblici esercizi allo scopo di limitarne individualmente la quantità consumata;
6) l’Amministrazione Comunale, nella fattispecie l’Assessorato alla Mobilità, prevede un contributo complessivo pari ad euro 10.000,00, da erogare nei seguenti casi, fino all’esaurimento del fondo: un contributo da € 500,00 ad € 1.000,00, nel caso in cui l’ente promotore dell’iniziativa somministri durante la manifestazione esclusivamente bevande con gradazione alcolica inferiore a 6°; è prevista una maggiorazione del contributo, da € 250,00 a € 500,00, nel caso in cui l’ente promotore dell’iniziativa progetti attività specifiche, valutabili dall’Amministrazione comunale, di sensibilizzazione ai temi dell’alcol, delle droghe o di altre sostanze nocive per la salute.

LA PROVINCIA DI LECCO

Conti e Valsecchi chiedono un giro di vite sull’atteggiamento del Comune di fronte alle manifestazioni «Linea più dura contro l’abuso di alcolici» (*)
CALOLZIOCORTE (c. doz.) «Ormai quello degli incidenti mortali causati dall’abuso di alcool da parte di chi si mette alla guida è diventata un’emergenza quotidiana. Tanto che anche gli enti locali devono assumersi responsabilità e prendere decisioni in merito». Le parole di Corrado Conti («Uniti per Calolzio») trovano triste conferma, ogni giorno, su giornali e telegiornali. E’ su questa convinzione che è basata la mozione - a firma Conti e Claudia Valsecchi - che sarà discussa in consiglio comunale nella seduta di questa sera. La questione era stata sollevata durante la scorsa estate, quando le numerose feste di paese hanno offerto lo spunto per affrontare il problema. La loro proposta è invariata: in occasione della concessione di autorizzazioni comunali inerenti le manifestazioni culturali, sportive, ricreative, di promozione sociale e politiche, vietare di intitolare queste iniziative a prodotti alcolici (es. festa della birra); vietare la somministrazione e la vendita di superalcolici, sospendere la vendita degli alcolici un’ora prima della chiusura della manifestazione, imporre una serata senza alcol alle feste che durano oltre sette giorni. Inoltre, ristoranti, bar, circoli e pizzerie dovrebbero essere convinti ad esporre un cartello sulla falsariga delle diciture sui pacchetti di sigarette.
(*) Nota: ci piace pensare che la discussione sull’opportunità di concedere autorizzazioni alle feste alcoliche sia giunta al consiglio comunale di Calolziocorte anche grazie ai numerosi interventi, fatti giungere ai giornali ed agli amministratori, dai lettori di questa rassegna.


LA REPUBBLICA SALUTE

Incidenti d’auto e BastaUnAttimo

SI chiama "BastaUnAttimo" ed è una campagna per la sicurezza stradale contro le stragi del sabato sera promossa da AssoGiovani e dal Forum Nazionale dei Giovani. Partita da qualche mese, la campagna prevede tour in tutta l’Italia presso le scuole e le discoteche per sensibilizzare i giovani sui pericoli della guida in stato di ebbrezza o dopo aver usato sostanze stupefacenti. L’iniziativa è interamente fatta dai giovani. Per informazioni www.bastaunattimo.it.


ALCOLISMO

Savona:"Piano Nazionale anti alcool", continua la prevenzione
E’ dalla scorsa primavera 2007 che, su tutto il territorio provinciale savonese, "il Piano Nazionale anti-alcool" è diventato operativo coordinando l’attività di prevenzione dei problemi correlati all’abuso di sostanze alcoliche.

La campagna, che durerà negli anni 2007/2009, prevede azioni strategiche con il coinvolgimento di varie strutture e soggetti sia pubblici che privati oltre alle forze di polizia. A tal fine la polizia provinciale si doterà di etilometro e collaborera’ attivamente con appositi controlli sulla strade provinciali in stretta collaborazione con la polizia stradale. A partire dai prossimi giorni sulle strade del savonese vi sarà un’altra pattuglia dotata di questa particolare attrezzatura che si aggiungerà alle altre già presenti, in grado di controllare chi guida sotto l’influenza dell’alcool. I servizi saranno effettuati con turni notturni nei giorni ritenuti più significativi per il consumo e l’abuso di sostanze alcoliche, presidiando in modo particolare il periodo temporale che va dalle ore 22 alle ore 5 del mattino seguente.
Quanto si sta realizzando tra le due forze di polizia stradale è un ulteriore esempio di collaborazione e di coordinamento interforze per il controllo delle strade della Provincia di Savona.
L’Assessorato alle politiche sociali e giovanili della Provincia di Savona ha realizzato, già a partire da questa estate una massiccia campagna di informazione e formazione circa i comportamenti virtuosi in materia di sicurezza stradale e nei luoghi di ritrovo giovanili e denominata "Non farti consumare dall’alcool". L’iniziativa voluta dall’assessore Lorena Rambaudi è stata realizzata in stretta collaborazione con l’ASL 2 Savonese.

Queste attività, peraltro puntualmente sollecitate anche dal Prefetto di Savona, sono collaudate già da diversi anni e dando ottimi risultati. Significativi sono gli esempi dei presidi effettuati nel periodo estivo, sulle principali strade di comunicazione con il Piemonte, la S.P. 334 del Sassello, la S.P. 490 del Melogno, la S.P 453 della Valle Arroscia ed infine la S.P 29 del Cadibona.
Questa collaborazione ha permesso di abbassare notevolmente il numero degli incidenti, specialmente quelli a esito mortale che nel passato, in particolare hanno funestato la S.P. 29.


IL GAZZETTINO

Annuncio dell’assessore Valdegamberi 

Un tavolo regionale su guida, alcol e droghe Per un piano generale d’intervento

Venezia

«È necessario un piano regionale globale di intervento, da attuarsi con la collaborazione di tutti, per fare fronte al dilagante fenomeno degli incidenti mortali sulle strade dovuti all’assunzione di alcol e droghe da parte di automobilisti irresponsabili e assassini». Lo stillicidio di incidenti mortali (anche se gli ultimi sono avvenuti fuori del Veneto) causati da conducenti in stato di ebbrezza se non imbottiti di droghe ha indotto l’assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi a stringere i tempi di un’iniziativa alla quale stava pensando da tempo.

«È un fenomeno in crescita allarmante anche nella nostra regione - rileva Valdegamberi - tristemente confermato dai dati di una ricerca realizzata gli scorsi mesi sul territorio veronese che dimostra che ben il 45,5 per cento dei guidatori sottoposti a test tossicologici sulle strade di notte risultano positivi ad alcol o droghe aumentando drammaticamente il rischio di incidenti stradali con conseguenze mortali. Il dato che più colpisce è quello che mostra che il 20,8 per cento dei soggetti risultati negativi al test sull’alcol, è risultato però positivo alle droghe». «A questo punto - sottolinea l’assessore regionale - non possiamo più lasciare che tali cose semplicemente accadano. Le espressioni pubbliche di cordoglio e le sterili dichiarazioni di intenti dell’indomani non servono a salvare vite. Ogni minuto perso nella lotta alle droghe ci conferma altrettanto responsabili di queste morti inutili, al pari di quegli incoscienti criminali che si mettono alla guida di auto e moto incuranti del proprio stato di grave alterazione psicomotoria che può causare incidenti mortali ai danni di giovani e intere famiglie».

«È il momento di prendere decisioni chiare e di agire con tempestività, applicando nuovi metodi di intervento di provata efficacia in altri Paesi - è la conclusione cui arriva Valdegamberi - Su questa linea è necessario attivare da subito un tavolo di lavoro per studiare nei dettagli un piano regionale globale di intervento che dovrà vedere in campo Regione, Province, Comuni e tutti i soggetti istituzionali e gli enti che hanno sede e operano sul nostro territorio, ma anche e soprattutto il singolo privato cittadino che in primis deve comprendere che quando si mette alla guida di un autoveicolo non deve assumere né droghe né alcolici. Tutti costoro saranno chiamati a impegnarsi quotidianamente, a stretto contatto con le forze dell’ordine, per la salvaguardia dell’incolumità dei cittadini e la lotta a ogni tipo di droga e all’abuso di alcol sul nostro territorio, in particolar modo quando tali comportamenti irresponsabili possano mettere a rischio la vita di persone innocenti». «In questa operazione massiccia di prevenzione - conclude l’assessore - risulterà decisivo il ruolo delle famiglie, la responsabilizzazione dei genitori in merito al possibile uso di alcol e droghe da parte dei loro figli, in particolare dei figli minori, a cui vanno garantiti attraverso ogni forma di sorveglianza possibile, soprattutto nelle ore notturne, la tutela della salute e un futuro di vita sano libero da alcol e droghe».


L’ARENA

PREVENZIONE.
L’assessore Valdegamberi ha presentato i progetti finanziati con il piano triennale. Ventotto sono dell’Unità sanitaria 20, quattro della 21 e tre della 22

Alcol e droga dilagano Le Ulss al contrattacco

Stanziati tre milioni di euro per le Ulss veronesi Gli alcoldipendenti cresciuti dell’80 per cento in sei anni

La droga, l’alcol e le dipendenze in genere, sono cause di morte, di situazioni di vita drammatica, di rovina per molti giovani e famiglie anche a Verona. «È un’emergenza oramai quotidiana di fronte alla quale non possiamo tuttavia abbassare la guardia ma anzi muoverci con rinnovato impegno sia come istituzioni che come città tutta», spiega l’assessore alla politiche sociale della Regione. «I dati di cui mi informano costantemente gli uffici regionali, in accordo con le Ullss locali, offrono una base, la prima, la più necessaria, di riflessione e di confronto».

In provincia di Verona esiste una rete di servizi pubblici e privati per utenti tossicodipendenti e alcodipendenti: nell’Ulss 20 ci sono tre servizi regionali per le tossicodipendenze, due comunità terapeutiche, quattro enti ausiliari; nell’Ulss 21 di Legnago, i Sert sono due e una le comunità terapeutiche; nell’Ulss 22 di Bussolengo sono attivi sul territorio due Sert: «In pratica un quinto delle risorse strutturali dell’intero territorio regionale. Questa rete assiste una quota significativa di persone con il problema delle dipendenze: si tratta di oltre 2.500 persone a fronte di 2.750 nel 2001 quindi con un calo percentuale di circa l’otto per cento», continua Valdegamberi. «Assistiamo a un calo di tossicodipendenti nei Sert spiegabile anche con il fatto che le nuove utenze purtroppo non sono ancora intercettate in modo esaustivo dalle strutture».

A fronte di questo calo si assiste, per contro, a una crescita definita «drammatica» degli alcodipendenti: dal 2001 al 2006 infatti questa «utenza» dei servizi è cresciuta dell’82,2 per cento (la crescita nel Veneto è del 31,6%): gli alcoldipendenti veronesi in carico alle strutture sono diventati più di 1.200, mentre erano 670 nel 2001.

«E c’è un altro dato d’allarme: il fenomeno sempre più crescente delle nuove modalità di abuso delle droghe da parte dei giovani, con il consumo di pasticche, e di alcol ad esse mescolato a formare mix distruttivi per la salute e per la psiche, fenomeno che non trova adeguato intervento da parte dei servizi pubblici e privati. Perciò la nuova triennalità 2006-2008 del Fondo regionale di intervento per la lotta alla droga ha individuato come aree prioritarie di intervento per la realizzazione dei piani triennali la prevenzione selettiva (quindi l’individuazione dei gruppi a rischio), il trattamento dei cocainomani e le dipendenze da altre sostanze sintetiche, il reinserimento sociolavorativo di tossicodipendenti e alcodipendenti», prosegue ancora Valdegamberi.

«Dei 145 progetti territoriali presentati (per un budget veneto di quattromilioni e 800mila euro) 28 provengono dall’ Ulss 20 di Verona con un finanziamento (tra riparto 2006 e riparto 2007) di oltre 2 milioni di euro, quattro dall’Ulss 21 di Legnago per oltre 550 mila euro e tre dall’Ulss 22 di Bussolengo con un finanziamento di 860 mila euro. Per quanto riguarda il consumo recente di cannabinoidi, oppiacei, altre droghe illegali, abuso di alcol e cocaina, si stima che, nel veronese, la prevalenza media annuale di soggetti consumatori di droghe (cioè il rapporto tra il numero di soggetti consumatori e la popolazione residente di 15-44 anni) sia nell’Ulss di Verona del 79,6 per cento per quanto riguarda i cannabinoidi, il 4,2 per cento per gli oppiacei, il 18,9 per la cocaina, per il 36,9 per le ubriacature; nell’Ulss di Legnago, l’87,6 per cento per i cannabinoidi, il 5 per gli oppiacei, il 14,2 per la cocaina, il 52,5 per le ubriacature; nell’Ulss 22 di Bussolengo, il 78,2 per cento per i cannabinoidi, il 3,9 per gli oppiacei, l’8,9 per la cocaina, il 46,3 per le ubriacature».

Valdegamberi conclude: «Dati che lasciano senza parole. Ma saranno le azioni e gli interventi messi in atto dalla Regione e da tutto il sistema dei servizi pubblici e privati le ultime a parlare».


IL GAZZETTINO (Venezia)

AL RUSSOTT 
"Non te la bere... la vita", domani convegno del Rotary Venezia Mestre Torre
Parlare di alcol ed alcolismo in un momento storico nel quale l’argomento viene drammaticamente evidenziato sulla cronaca quotidiana, sia per gli incidenti d’auto sia per le stragi del sabato sera può sembrare scontato. Così non è. Il Rotary Club Venezia-Mestre Torre, di concerto con il Rotary Club Venezia ed il Rotary Club Mestre, ha inteso trattare l’argomento nel convegno Non te la bere... la vita" che si terrà domani, venerdì, alle ore 17 al Russott Hotel di Mestre.Al convegno interverranno il dott. Antonio Fojadelli, Procuratore della Repubblica, Tribunale di Treviso, il prof. Claudio Tiribelli, epatologo, il prof. Luigi Gallimberti, psichiatra, il dott. PietroLuigi Saga, dirigente compartimento Polstrada del Veneto, il dott. Ottavio Caggiano de Azevedo, direttore generale Federvini Nazionale. Moderatore Andrea Camporese, giornalista RAI. Il programma prevede: ore 16,30 arrivo e registrazione degli ospiti. Ore 17 inizio convegno; ore 19,30 cocktail; ore 20 Conviviale dei Soci e dei loro ospiti; ore 21.30 rappresentazione teatrale dell’atto unico: Non te la bere... la vita di M. Digiacomantonio (autore e regista).


ALCOLISMO

Vi seguo quasi da un anno. Non sono un alcolista nè ex alcolista (astemio per mia disgrazia!). Ecco perchè non sono mai intervenuto, ma sono amico carissimo di diversi alcolisti. Se oggi intervengo (sono radiologo e con contatti con colleghi americani con i quali ho collaborato a Boston qualche anno fa) è per riferire nel mio campo qualcosa forse di utile...Intervengo solo per riferire gli studi anatomo patologici fatti per mezzo della risonanza magnetica...VEDERE cosa accade nel cervello ed i danni che si provocano ho constatato che è un formidabile deterrente!. Dopo una disintossicazione si ritorna perfettamente "normali" e forse anche genialoidi , ma quando si VEDE cosa stiamo combinando a livello di neurofisiologia ..le cose cambiano.
Ecco uno degli studi più antichi (2003) confermati successivamente.

Perdita di memoria associata all’alcolismo A cura de Il Pensiero Scientifico Editore 23/12/2003
La notizia
. Anomalie nella zona dell’ippocampo svolgono un ruolo importante nella demenza associata all’alcolismo nota come sindrome di Korsakoff. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulle pagine della rivista specializzata Neurology.
Approfondimento. Detta anche “psicosi polineuritica” è una sindrome descritta comunemente negli stadi più avanzati dell’alcolismo, ma anche in alcuni casi di encefalite e di neoplasie cerebrali. I sintomi più caratteristici sono rappresentati da deficit della memoria e da alterazioni di diverso grado dello stato di coscienza accompagnati a confabulazioni e, a volte, a deliri notturni, oltre a perdita della memoria a breve termine e incapacità di ritenere nuove nozioni. Questo disturbo si manifesta con maggiore gravità negli alcolisti cronici piuttosto che in anziani che hanno appena iniziato a bere. Nell’arco di due anni comunque i sintomi diventano uguali sia per gli alcolisti da sempre, che per gli anziani che hanno iniziato a bere recentemente. La ricostruzione delle cellule cerebrali per i nuovi bevitori può tuttavia iniziare dopo tre settimane di astinenza dall’alcool.
Lo studio. I ricercatori hanno eseguito una risonanza magnetica a cinque pazienti con sindrome di Korsakoff, a 20 con Alzheimer (che presentano anomalie simili a quelle dei primi pazienti) e a 36 soggetti sani. Lo studio ha rivelato che la dimensione della zona deteriorata dell’ippocampo dei pazienti con sindrome di Korsakoff è direttamente proporzionale alla perdita di memoria. Una correlazione simile è stata riscontrata anche per i pazienti con Alzheimer.
Commenti. “La consapevolezza di somiglianze radiologiche e cliniche tra pazienti con Alzheimer e pazienti con sindrome di Korsakoff è di particolare importanza nella diagnosi di questi disturbi”, ha commentato Edith Sullivan, autore dello studio presso la Stanford University School of Medicine. Secondo i ricercatori “la natura del deterioramento della memoria in queste patologie è la stessa, sebbene i due tipi di disturbi abbiano caratteristiche globali diverse”.

Bibliografia. Sullivan EV, Marsh L. Hippocampal volume deficits in alcoholic Korsakoff’s syndrome Neurology 2003;61: 1716-9.
Penso che avere dinanzi agli OCCHI non uno stato psichico ( per fortuna reversibile in molti casi ) ma un pezzetto di cervello che va in malora fino a diventare un Alzheimer equivalga al deterrente che fa smettere di fumare dopo un infarto od un ictus o ad una neuropatia periferica ( M. di Reinault) da fumo e spesso anche da alcol!!.
Willymatt.


ADNKRONOS

Alcol: tra i toscani consumo e’ sempre piu’ diffuso 

Firenze, 18 ott. -

Uomo, benestante e sempre piu’ spesso accanito fumatore. Il consumo di alcol invece e’ sempre piu’ diffuso tra maschi, di bassa classe sociale, e donne degli strati socio economici piu’ elevati. Sono questi i risultati di un’analisi dell’Ars Toscana presentata oggi a Firenze in occasione della Conferenza Annuale Aies - Associazione italiana di economia sanitaria, organizzata in collaborazione con l’Irpet (Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana). Secondo l’Oms (Organizzazione Mondiale di Sanita’) sono due miliardi le persone che nel mondo consumano bevande alcoliche; di queste 76 milioni soffrono di patologie correlate all’alcol, avvalorando l’ipotesi che esista una relazione causale tra il consumo di alcol e piu’ di circa 60 malattie e traumi.


IL TIRRENO

«Affrettatevi a ordinare prima che siano le due»
LUCA BASILE 
Una discoteca del litorale versiliese durante un recente fine-settimana: ressa, gente che balla, si diverte, conosce, beve. Già, beve. Ma fra poco saranno le 2 del mattino limite orario, per la somministrazione di alcolici come prevede l’articolo 6 del Decreto Legge di modifica del Codice della Strada. Due nostri lettori, Marco e Silvia, sono proprio in questa discoteca per verificare se il provvedimento che impone il divieto di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche dopo le 2 nei «locali dove si svolgono, con qualsiasi modalità e in qualsiasi orario, spettacoli o altre forme di intrattenimento» con sanzione per i trasgressori che va dai 7 ai 30 giorni di chiusura del locale, venga o meno rispettato.

I risultati del test, che fra l’altro si può trovare sul sito www.viviversilia.it,”? Diciamo abbastanza sconfortanti. Parlano i fatti. Anzi parla il racconto dei due ragazzi. «A un certo punto, la musica diventa meno assordante ed una voce, piuttosto nitida, ricorda ai presenti: “alle due non potremo più servire da bere. Quindi affrettatevi a ordinare le vostre bottiglie”». Non c’è errore: la voce che arriva dal profondo del locale recita proprio un testuale: “bottiglie” e non la classica consumazione. Perché? Ce lo spiegano Marco e Silvia: «Questa è una delle tecniche scelte per aggirare, che non vuol dire infrangere, sia chiaro, la nuova legge che impedisce ai locali in cui si fa intrattenimento musicale di servire appunto alcolici dopo le due di notte».
Dunque la bottiglia è lì, sul tavolo del cliente, dopo le 2, alle 3 e così via: si beve senza problemi, visto che è stata ordinata prima del fischio finale. A proposito, ma c’è un fischio finale o è solo una recita neanche ben fatta? Propendiamo per la seconda ipotesi, ma andiamo con ordine. Un giovane versiliese, con in mano il suo drink preferito, definisce questa tecnica come “effetto risacca”, mentre una ragazza boccia la legge in questione perché «è senza senso. Se uno è ubriaco all’1.30, lo sarà anche un’ora dopo».
Punti di vista. Torniamo a Marco e Silvia. «A un certo punto, ben oltre le due, abbiamo notato un cameriere che portava ad un tavolo una bottiglia di champagne con tanto di candelotto spara scintille. Ci siamo allora avvicinati, incuriositi. «Scusi, perché a loro si e agli altri no? Non siamo fuori tempo massimo?». Replica gelida del cameriere, evidentemente ben preparato. «Ma no, l’avevano ordinata prima».
Vuoi bere anche dopo le due del mattino? Non c’è problema: ordini qualche minuto prima dello stop imposto dalla legge, magari 2, 3 bottiglie, ed il gioco è fatto. Poi te le servo con calma. Lecito? Insomma: il decreto parla anche di somministrazione. Diciamo quanto meno opinabile. La morale di fondo, è ben sintetizzata da Marco e Silvia. «È tutto come prima, le abitudini sono rimaste quelle. Nel senso che chi vuole “riempirsi” può tranquillamente continuare a farlo. Basta organizzarsi».


EMERGENZA ALCOLISMO (Tratto da IL QUOTIDIANO.IT)

372 episodi di violenza ad operatori di polizia
Analizzato dall’osservatorio "sbirripikkiati" dell’Asaps il fenomeno nel corso del primo semestre 2007: l’alcol è il principale fattore innescante la violenza, con il 55,1% dei casi alcol-correlati. (*)
L’osservatorio "Sbirri Pikkiati" di Asaps - Il Centauro, continua a tenere sotto stretta osservazione il fenomeno semisconosciuto della violenza nei confronti di operatori di polizia su strada.
"Nel corso del primo semestre del 2007 - rileva il presidente dell’Asaps Giordano Biserni - sono stati censiti 372 episodi di aggressione fisica, permettendo l’analisi approfondita di un aspetto della vita professionale delle Forze dell’Ordine, purtroppo sottovalutata. In realtà si tratta della punta di un gigantesco iceberg - sottolinea Biserni - visto che nel solo 2004 le persone denunciate per violenza o resistenza a Pubblico Ufficiale sono state 25.800: nel corso dello stesso anno ne sono state condannate 10.928".
Gli eventi vengono classificati in relazione alla forza di polizia oggetto di aggressione: la Polizia di Stato (146 aggressioni 39.2%), i Carabinieri (148 aggressioni 39.8%) Polizia Locale (80 episodi 21.6%) ed "Altro", intendendo con quest’ultima voce le divise che in generale non effettuano controllo del territorio, i Pubblici Ufficiali o gli Incaricati di Pubblico, comprendendo anche conducenti di autobus (o ferrovieri), guardie private e sanitari (52 eventi corrispondenti al 14% dei casi violenti).
"È stata monitorata - commenta il presidente dell’Asaps - la stretta correlazione all’uso di alcol e di armi proprie o improprie, facendo rilevare che il 55.1% della violenza è alcol-correlata: in pratica più di un episodio su due (205 aggressioni su 372). Il 21% degli attacchi (78) è stato invece sferrato mediante l’uso di un’arma propria o impropria, considerando tale ogni mezzo in grado di amplificare la forza fisica". Alcol come espressione di disagio sociale, sofferto in buona parte dalla popolazione straniera residente in Italia: 156 eventi (41.9%) hanno come protagonista "i forestieri", la gran parte dei quali in stato di ebbrezza.

La maggior parte degli episodi avviene al nord, con 206 eventi (55.4%), mentre nel Mezzogiorno e nel Centro del Paese si osservano 83 episodi ciascuno (22.3%). "È nostra opinione - spiega Giordano Biserni - che questa particolare violenza registrata al nord sia legata al fatto che proprio al settentrione i controlli della circolazione stradale siano più intensi e severi, e forse si beve di più, come dimostrano le rilevazioni per il prelievo dei punti dalla patente. In ogni caso - conclude - non si tratta certo di semplici infortuni sul lavoro, ma il risultato di una degenerazione dei valori e di un crescente rancore verso chi interviene in difesa dei più deboli e della legalità.

(*) Nota: la ricerca è stata curata da Lorenzo Borselli. Ulteriori dettagli, grafici e percentuali li potete trovare sul sito www.asaps.it.


EMERGENZA ALCOLISMO (Tratto da TELEREGGIOCALABRIA)

Ubriachi alla guida, numeri da capogiro

Sono stati 35.620, nei primi 9 mesi del 2007, i conducenti risultati positivi al test dell’etilometro sul totale delle 487.723 persone controllate. E nel 2007 sono triplicati i controlli di polizia stradale e carabinieri per prevenire la guida in stato di ebbrezza. Lo rilevano i dati forniti dal Viminale. Sono state inoltre 3.368 le persone trovate alla guida sotto effetto di sostanze stupefacenti. Nello stesso periodo del 2006 su 180.236 conducenti controllati quelli trovati a guidare in stato di ebbrezza erano stati 27.088 e 2.533 le persone che guidavano sotto effetto di droga. In particolare nel bimestre agosto-settembre 2007 i conducenti controllati sono stati 208.606(contro i 49.607 dello stesso periodo 2006) di questi 9.435 guidavano in stato di ebbrezza(6.616 nel 2006) e 943 sotto effetto di droga(535 nel 2006). Il ministero dell’Interno sottolinea come si è dunque intensificata fortemente la vigilanza sulle strade tanto da poter dire che "si è già ben oltre la media di un milione di controlli l’anno, che era l’obiettivo annunciato dal Governo nei mesi scorsi". Nel 2007, dunque, i controlli sono stati 487.723 contro i 180 mila dello stesso periodo dell’anno scorso. Il segno di un passo importante in un’attività considerata prioritaria dal Viminale. Negli ultimi due mesi, del resto, ovvero tra il primo agosto e il 30 settembre, la media dei controlli è ulteriormente aumentata raggiungendo quota 208.606 (contro i 49mila dello scorso anno). Particolarmente alta, nell’ambito di questo sforzo, la vigilanza nei weekend, soprattutto nelle località caratterizzate da un’elevata mobilità notturna dei giovani dovuta alla presenza di locali di intrattenimento e svago. Dal primo gennaio al 30 settembre sono state effettuate 145.816 pattuglie (124.555 nel 2006), con 177.869 persone controllate (92.687 nel 2006), di cui 22.112 positive (14.492 nel 2006). Le patenti ritirate sono state 21.865 per guida sotto l’influenza di alcol (14.297 nel 2006), 1.020 per il rifiuto di sottoporsi ai test, 575 per guida sotto l’effetto di stupefacenti, 1.367 per superamento del limite di velocità.


L’ARENA

LOTTA ALLE STRAGI.
Il procuratore capo è d’accordo con la proposta di inasprire le pene per contrastare gli incidenti causati dall’abuso di sostanze
«Ubriachi al volante, sì all’arresto»
Papalia: «Sono favorevole a trasformare l’illecito da contravvenzione, come è ora, a delitto»
«La proposta di introdurre una nuova norma che modifichi quella attuale non è l’unico sistema per risolvere un fenomeno purtroppo in aumento. Favorevolissimo da sempre a trasformare l’illecito da contravvenzione a delitto con un conseguente inasprimento di pena, proporrei addirittura l’arresto in flagranza». Il procuratore Guido Papalia commenta così la proposta del capogruppo dell’Udeur alla Camera, Mauro Fabris.
Ma poi aggiunge anche che «introdurre una norma che trasformi il reato da colposo a doloso è un po’ più complicato nel nostro diritto dove vige il principio di “azione libera in causa” e ciò significa che devo poter dimostrare che una persona ha provocato un incidente stradale ponendosi alla guida in stato di ebbrezza perché intendeva causare danno o uccidere qualcuno. Dire questo è un po’ complesso».

Secondo il procuratore, la soluzione migliore potrebbe essere quella di mantenere il reato “colposo” inasprendo le pene in maniera decisa. «Si potrebbe introdurre una gradualità della colpa», aggiunge, «ovvero la cosiddetta colpa di previsione, che si verifica quando un soggetto è in grado di prevedere che in certe condizioni il suo comportamento avrà conseguenze per gli altri. Insomma è come dire che se ci si mette alla guida dopo aver bevuto non si può non considerare la possibilità di provocare incidenti. (*) Sicuramente dare sanzioni più gravi è attualmente l’unico sistema efficace. E’ come andare in giro armati: se una persona porta con sé la pistola viene arrestato in flagranza, la pena è altissima, così chi si mette alla guida in stato d’ebbrezza o dopo aver assunto sostanze che ne alterano le capacità di reazione, è come una mina vagante. E la pena dev’essere altrettanto alta».
(*) Nota: la gradualità comporta anche complessità. Semplificare troppo non è possibile, ma occorre tenere in considerazione la lentezza e la farraginosità del nostro sistema giudiziario. Prendere in considerazione la “colpa di previsione” significa contemplare aspetti soggettivi di difficile determinazione. Argomentazioni in cui gli avvocati sguazzano ed i giudici annaspano.


IL GIORNALE

Guidavano ubriachi: ritirate dieci patenti

di Redazione - giovedì 18 ottobre 2007

Oltre cento auto controllate nelle ultime 24 ore a Civitavecchia e 10 patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza. Proseguono i servizi straordinari di controllo da parte dei carabinieri. Tre ragazzi tra i 20 ed i 30 anni a Ladispoli sono stati trovati in possesso di dosi di cocaina nel corso dei controlli fuori dai locali notturni e denunciati in stato di libertà per detenzione ai fini di spaccio.


LIBERTA’

Denunciati per guida in stato d’ebbrezza

Alcol al volante, saltano 4 patenti

Controlli dei carabinieri tra la Valtidone e la Valtrebbia

NIBBIANO - Tolleranza zero per chi si mette al volante dopo aver bevuto. Negli ultimi giorni tra Valtidone e Valtrebbia sono saltate quattro patenti per guida in stato d’ebbrezza. Le denunce sono il risultato dei controlli effettuati dai carabinieri di Pianello e del radiomobile di Bobbio sulla ex Statale 412, all’altezza del centro abitato di Trevozzo, e dalle parti di Quarto di Gossolengo.

I controlli sono stati effettuati di notte e soprattutto durante l’ultimo fine settimana. A finire nei guai sono stati un 21enne di Nibbiano, un 30enne e un 37enne di Pianello, e un 35enne di Milano. Particolarmente grave la posizione di uno dei pianellesi sottoposto all’alcoltest. È emerso che aveva 2,20 grammi di alcol per litro di sangue. Quasi cinque volte di più del limite consentito per legge, fissato in 0,5 grammi.

La denuncia per guida in stato d’ebbrezza prevede l’immediato ritiro della patente. Il periodo di sospensione sarà stabilito dalla prefettura. Il documento verrà restituito con 10 punti in meno.

p.m.


Venerdì, 19 Ottobre 2007
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