Sabato 31 Ottobre 2020
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Rassegna stampa Alcole e guida del 14 ottobre

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

Ho deciso, per la prima volta, di chiudere la rassegna di oggi senza scrivere nemmeno una nota.
Leggetela con attenzione: sono certo che concorderete con me che si commenta da sola.
Diffondetela: anche questa è la realtà del vino, della birra e degli altri alcolici nel nostro paese.
Alessandro Sbarbada


LA STAMPA


La grande bevuta nella notte senz’alcol

Pochi controlli e molti escamotage per aggirare la legge In discoteca alle 2 scatta il divieto di vendita, ma la legge non funziona

ROBERTO PAVANELLO

ALASSIO

Sono le due meno cinque della notte, la pista è affollata, qualcuno sta in giardino a fumare, mentre ai tavoli si fa gran festa i barman mesciono cocktail al bancone. Il vocalist Walter, che è anche uno dei due proprietari del locale, il Joy di Alassio, prende il microfono e per un attimo sembra di essere al supermercato quando dall’altoparlante viene diffuso: «La gentile clientela è pregata di avvicinarsi alle casse, il supermercato sta per chiudere». In discoteca l’avviso suona più o meno così: «Vi ricordiamo che alle due non potremo più servire da bere. Quindi affrettatevi a ordinare le vostre bottiglie». Già, proprio così, le bottiglie e non la consumazione al bar, perché questa è una delle tecniche scelte per aggirare (attenzione! non infrangere) la nuova legge che impedisce ai locali in cui si fa intrattenimento musicale di servire alcolici dopo le due di notte. E così, anche se le due sono scattate, al Joy, come nella gran parte dei locali d’Italia, si può tranquillamente continuare a bere.

Ai tavoli ci sono trentenni e over, camicia bianca d’ordinanza e belle ragazze a far da contorno. È gente che può spendere senza grossi problemi (una bottiglia al Joy costa 120 euro, poi dipende da quante ne ordini, se sei un cliente abituale e il grado di amicizia con pr e affini), persone alle quali del limite delle due poco importa: «Non hanno capito veramente un c... - dice un giovane reggendo in mano il suo drink - basta ordinare le bottiglie prima. Sapete come lo chiamo io? Effetto risacca».

L’«autista»

Insomma, al tavolo sta la bella gente, quella che dà il tono al locale e, infatti, al Joy ci sono un magistrato, un ufficiale dell’Arma e anche il sindaco di Alassio. In fin dei conti è venerdì e tutti hanno diritto di divertirsi. Come Maurizio che festeggia il suo compleanno, 22 anni. Il suo è il tavolo più giovane e, ovviamente, si continua a bere anche dopo l’embargo: «Trovo però che sia una buona cosa. Stasera stiamo bevendo, è vero, ma uno di noi si occuperà di guidare per riportarci a casa» e indica un ragazzo che chiacchiera con una fanciulla reggendo in mano un bicchiere di liquido ambrato: «Ma sta bevendo!», «Sì, ma solo uno o due». Beh, allora...

Laura siede sotto il gazebo, fuma una sigaretta circondata dalle amiche: «Che senso ha questa legge? Se uno è ubriaco alle due meno dieci lo sarà anche alle due e dieci, anche se smette di bere. Non mi pare proprio che si sia centrato il bersaglio». Le lancette viaggiano, un cameriere porta a un tavolo una bottiglia di champagne con tanto di candelotto spara scintille modello Capodanno. «Ma non siamo fuori tempo massimo?». «Ma no, l’avevano ordinata prima, solo che abbiamo avuto problemi in cambusa e siamo riusciti a portarla solo ora». Giusto, certo. Intanto al tavolo bianco riposano nel ghiaccio altre due «vedove» pronte da stappare.

Compaiono anche una volante della polizia e una gazzella dei carabinieri. «Siete venuti a verificare se viene rispettato il divieto?». «No, semplici controlli, come sempre». Non hanno ricevuto nessun ordine in merito ma ci sarà qualcuno deputato a fare questo genere di verifiche, vero? Lo scopriremo solo vivendo, come cantava Battisti.

Al bancone

La serata va avanti, al bar non c’è quasi più nessuno. «Potrei avere una birra?», «No, mi spiace, non possiamo più»: nessuno vuole rischiare sette giorni di chiusura. «Però se vai al bar del ristorante te la danno, vedi?». L’indice punta una sala dove ci sono tavoli apparecchiati e un bancone davanti al quale chiacchierano alcuni avventori sorseggiando Coca e Rum appena ordinati. Del resto, siamo al ristorante.

Tutto nella norma o quasi, insomma. Nel senso che chi vuole «riempirsi» può tranquillamente continuare a farlo, basta organizzarsi. Il quasi riguarda i proprietari dei locali da ballo che lamentano una disparità di trattamento rispetto a luoghi in cui si vende alcol, con un calo delle entrate del 50%. «Abbiamo provato ad anticipare la serata - spiega Paolo, l’altro proprietario del Joy - ingresso a 10 euro dalle 22,30 con buffet. Sapete in quanti sono venuti? In due. Soprattutto con i più giovani sembra una battaglia persa in partenza: in discoteca arrivano dopo la mezzanotte. Perché non spostiamo il limite alle 3? A noi andrebbe bene».

Si lamenta anche Fabrizio Fasciolo, presidente savonese del sindacato dei locali da ballo. «Ecco la prima cosa che è cambiata - dice mostrando uno degli etilometri che le discoteche devono tenere obbligatoriamente - la settimana scorsa costava 1,20 euro, oggi 2,80».


LA REPUBBLICA

L’uomo, un giovane di 28 anni, è stato denunciato per omicidio colposo Feriti anche il padre, il fratellino di 4 anni. La madre ricoverata in coma
Ubriaco travolge famiglia in auto
Ucciso un bambino di dieci mesi

NAPOLI - Ancora pochi metri e sarebbero rientrati, tutti assieme, a casa: invece, un pesante incidente stradale, finisce in tragedia per una famiglia di Marigliano (Napoli), con la morte di un bimbo di dieci mesi, il ferimento del fratellino di 4 anni, del padre alla guida, e della madre, in coma. L’incidente coinvolge tre auto: i feriti sono sei. A provocarlo è un giovane di 28 anni, denunciato per omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza e a cui è stata ritirata la partente.
Il giovane rientrava da una serata trascorsa con alcuni amici: una pizza e forse un paio di birre. Tanto che ai rilievi della polizia presenta un tasso alcolico nel sangue di 1,17. Sabato sera, sono le 23.45 circa, via Somma civico 44: un ispettore di polizia penitenziaria, alla guida di una Volkswagen sta facendo manovra, per rientrare con la famiglia a casa. E’ qui che avviene l’impatto: sulla fiancata destra dell’auto si schianta una Opel Astra, guidata da ventottenne di Nola, diretto a Marigliano. L’auto della famiglia Cucciniello si gira su se stessa, sbatte contro un palo pubblicitario, poi contro un lampione dell’ illuminazione pubblica. Per liberare la famiglia, incastrata nel mezzo accartocciato, i vigili del fuoco tagliano in pezzi la carrozzeria.
L’auto del ventottenne però si scontra anche con una vettura che proviene dal senso opposto: una Lancia Y, guidata da caporale dell’esercito di 29 anni, di Frattamaggiore, che se la cava con una contusione di poco conto; al suo fianco c’è la ragazza, che riporta una contusione all’occhio guaribile in tre giorni.
Drammatico il bilancio per la famiglia dell’ispettore: la salma del piccolo Francesco è nel reparto di Medicina legale del Secondo Policlinico di Napoli, per l’esame esterno. A rischio Rosa Bonavolontà, la madre dei due bambini, 35 anni, in coma di terzo grado, all’ospedale di Benevento.Il bimbo di 4 anni è ricoverato all’ospedale santo Bono di Napoli e non è in pericolo di vita. Il padre Angelo, 37 anni, è ricoverato all’ospedale di Nola con traumi in varie parti del corpo. Anche il giovane alla guida della Opel viene ricoverato, a Pollena Trocchia: traumi al viso e alla testa e un ginocchio guaribile in trenta giorni.


IL TIRRENO

Ubriaco sul Suv uccide una donna 
Per sfuggire ai carabinieri travolge un’auto con tre anziane a bordo 
L’uomo aveva un tasso alcolemico di 2,8: sei volte più del massimo 

FIRENZE. Ubriaco fradicio, un tasso alcolemico pari a 2,80 milligrammi di alcol per litro di sangue, alla guida di un Suv che ha 163 cv. Potente, veloce. E con questa macchina, e in queste condizioni, ha cercato di sfuggire ai carabinieri finendo la sua corsa contro una Ka con tre anziane signore sopra. Una è morta, straziata dalle lamiere, le altre due sono gravissime in ospedale. Lui, un agente immobiliare di 33 anni, è in cella di sicurezza accusato di omicidio colposo aggravato.
Rodolfo Bonavolta, residente a Carpi (Modena) si era recato a trovare i genitori a Tavarnelle Val di Pesa, sulle colline di Firenze.
Nel pomeriggio si è messo alla guida del suo Suv, una Jeep Cherokee ltd. All’altezza della rotonda di Firenze Certosa, uno degli ingressi autostradali di Firenze, le sue condizioni - era completamente ubriaco - l’hanno portato a ’sfiorare’ un motociclista che ha rischiato di finire sotto il Suv.
Alla scena ha assistito un maresciallo dei carabinieri fuori servizio che ha deciso di fermare la macchina. Bonavolta ha consegnato i documenti al maresciallo poi, mentre il militare telefonava in centrale operativa per l’identificazione, è risalito sul Suv ed è scappato via, imboccando l’Autopalio. Il maresciallo ha dato l’allarme: subito si sono messe all’ inseguimento due’gazzelle’ dei carabinieri di Scandicci mentre si levava in volo l’ Ab4132 dell’ Arma che seguiva il suv dal cielo.
Bonavolta si è sentito braccato ed ha tentato di salire per San Casciano, uscendo dall’Autopalio e imboccando la Cassia. Il suv è stato intercettato dai carabinieri di San Casciano e Scandicci e così Bonavolta ha ulteriormente accelerato: a velocità elevatissima ha imboccato la curva e ha finito la sua corsa contro una Ford Ka, schiacciandola contro il guardrail. Un urto violentissimo: quando arrivano i primi soccorsi Zelinda Nencioni, 74 anni, sta morendo, il corpo straziato dalle lamiere. Sua sorella Fiorenza, 70 anni, che era alla guida della Ka, e un’amica, Franca Casini, 82 anni, restano ferite gravemente e vengono estratte dalla carcassa della Ka dai vigili del fuoco di Firenze. Non sarebbero in pericolo di vita. Bonavolta resta sul Suv, i carabinieri lo prendono e lo fanno salire sulla gazzella poi cercano di soccorrere Zelinda, ma è tutto inutile.
Portato in cella di sicurezza a San Casciano, Bonavolta - ancora visibilmente ubriaco - non parla: per lui l’ accusa di omicidio colposo aggravato.


LA NAZIONE

AVEVA BEVUTO: FALCIA E UCCIDE UN PENSIONATO.
Protagonista un rumeno ( poi arrestato ) in pieno giorno a Montefalco in Umbria

Di Giovanni Camirri
-MONTEFALCO ( Umbria )-
UBRIACO al volante, falcia e uccide un anziano: arrestato per omicidio colposo un rumeno. E’ accaduto nel cuore della verde Umbria, venerdì scorso, erano da poco passate le 10. La vittima è Alvio Goretti, pensionato di 72 anni, morto all’ospedale di Spoleto nel pomeriggio dello stesso giorno, per le gravissime lesioni riportate nell’investimento. Le sue condizioni erano apparse subito gravissime, fino a diventare irreversibili. Fino all’epilogo mortale. Il povero pensionato è stato travolto a pochi metri dalla sua casa, mentre faceva qualche lavoretto nei pressi della strada. L’auto <> l’ha centrato e scaraventato nel fosso adiacente. Poi, per i carabinieri della compagnia di Foligno, guidati dal tenete Andrea Mattei, l’intera giornata è stata segnata da un crescendo investigativo, culminato a notte fonda con l’arresto dello straniero, poi trasferito al carcere a Spoleto. In cella, a disposizione dell’autorità giudiziaria, è finito un rumeno di 30 ann, operaio nel settore agroalimentare, titolare di patente italiana e residente da anni a Montefalco. L’uomo, intorno alle dieci, si è messo al volante in preda ai fumi dell’alcol nella zona di pulzella, frazione della campagna montefalchese. L’auto condotta dal rumeno ( residente nella stessa zona dell’anziano ), una Opel station wagon, nello sbandare ha travolto Goretti. Il poveretto, centrato in pieno dalla vettura, è rimasto in terra, in gravissime condizioni. Ricoverato al pronto soccorso dell’ospedale spoletino <>, è spirato nel pomeriggio. Gli accertamenti avviati dai militari, hanno permesso di appurare che il rumeno aveva in corpo un tasso alcolico superiore di due volte il limite consentito dalla legge. Reazioni cariche di rabbia e cordoglio da parte di chi conosceva Goretti. Sgomento anche a livello istituzionale.


IL TRENTINO

Incidente con il bus, ubriaco l’autista 
Rovereto, positivo all’etilometro dopo aver investito un assessore 

ROVERETO. E’ stato denunciato per guida in stato di ebbrezza l’autista della corriera di Trentino Trasporti che l’altro giorno a Foppiano si è scontrata con la Ford Fiesta dell’assessore di Vallarsa Ornella Martini. L’esponente politico era rimasta seriamente ferita e guarirà in un paio di mesi; l’autista di Trentino Trasporti, da anni assegnato proprio ai pullman di linea in Vallarsa è ora nei guai, anche se dal punto di vista della società non ci sono automatismi: ogni violazione della normativa che regola i servizi degli autoferrotramvieri deve essere valutata sulla base di un regio decreto del 1931. Il rischio è la sospensione.


IL GAZZETTINO (Pordenone)

MANIAGO Compleanno "esplosivo": ragazza cerca di sfuggire ai carabinieri con calci e morsi 
Botte e alcol alla festa per i 18 anni

Maniago
Ha deciso di festeggiare il diciottesimo compleanno uscendo, e non poco, dalle righe la ragazza che nella notte tra venerdì e ieri ha svegliato parecchi residenti in centro, a Maniago, e dato da torcere per quasi un’ora a carabinieri e operatori del 118. Il parapiglia è cominciato intorno alle 4 di mattina davanti a un club, in via Umberto I, quando due ragazze e un ragazzo hanno cominciato a litigare e a urlare tanto da destare dal sonno parecchie persone che hanno avvisato il 112. In pochi minuti sul posto è arrivata un’auto dei carabinieri di Montereale Valcellina che ha chiesto alla ragazza udinese, visibilmente ubriaca e alterata, di esibire i documenti. Per tutta risposta sono volati i primi calci e schiaffi e la ragazzina è riuscita a scappare e a dirigersi verso piazza Italia dove ha deciso di rifugiarsi dentro una cabina telefonica. E qui per una lunga ora è successo praticamente di tutto. Con la forza di una furia, la giovane ha cercato di tenere chiusa la cabina, poi, una volta fuori, ha cominciato a prendere a calci e pugni chiunque le si avvicinasse, insultando e minacciando carabinieri e operatori del 118 che nel frattempo erano stati avvisati e scappando ogniqualvolta che qualcuno le si avvicinava. In aiuto dei colleghi di Montereale sono giunti anche i carabinieri di Maniago e quelli del Radiomobile, dato che bisognava riuscire a bloccare la "furia" senza farle del male. Un’infermiera del 118 che tentava di calmare la ragazzina si è presa addirittura un calcio in bocca, mentre un carabiniere è stato graffiato al volto e un altro morso e preso a calci nelle parti intime. Una scena da film, insomma, con la gente svegliata dal gran frastuono che si affacciava dalle finestre per capire cosa stava accadendo in piazza. Dopo innumerevoli tentativi la giovane è stata sedata, bloccata e portata in caserma. Per lei è scattata una sequela di denunce per lesioni, violenza, ingiurie, oltraggio e minacce. I carabinieri e gli operatori del 118 si sono fatti medicare al Pronto soccorso.

Susanna Salvador


IL GAZZETTINO (Padova)

Si è trasformato in una vera e ...
Si è trasformato in una vera e propria guerriglia urbana il banale soccorso di una ragazza che stava male a causa dell’alcool bevuto. Il tutto è accaduto verso le 3,30 di stanotte in piazza Verdi, nella zona universitaria di Bologna, e si è concluso un paio di ore più tardi con 5 arresti, tra cui due padovane. L’attenzione di una volante, impegnata in un normale servizio di controllo del territorio, è stata attirata da un giovane che con due amiche stava soccorrendo una ragazza romena stesa per terra e priva di sensi. Mentre agenti e soccorritori del 118 aiutavano la giovane, si sono avvicinati alcuni giovani che senza alcuna ragione hanno invitato i soccorritori a lasciar stare la ragazza perché a loro dire non aveva bisogno di aiuto. Gli agenti hanno provato a farli ragionare, invitandoli ad allontanarsi, e invece è scoppiato il parapiglia. Un individuo non identificato ha provato a far scendere la giovane priva di sensi dalla barella e all’intervento di un poliziotto ha risposto insultandolo e tentato di levargli la pistola dal cinturone. Un bergamasco di 33 anni, Cristian Facchinetti, ha invece colpito con un pugno un altro agente e lo ha spintonato facendolo cadere per terra dove è stato colpito con calci e pugni da altri presenti. Facchinetti ha poi afferrato una bottiglia con la quale ha minacciato gli altri poliziotti finché non è stato convinto da alcuni suoi amici a scappare. È stato però bloccato poco dopo in via Sant’Apollonia. Con lui c’era anche Federico Razzoli, milanese di 28 anni bloccato dopo una colluttazione con gli agenti che li inseguivano. Nella colluttazione avvenuta in piazza Verdi per favorire la loro fuga, qualcuno ha rubato le manette e una ricetrasmittente ad un agente. Poco dopo in via San Vitale sono stati arrestati altri 3 partecipanti alla rissa. Si tratta di Maddalena Calore, padovana di 20 anni, Emanuela Bonato, padovana di 28 anni e Andrea Tessarin, milanese di 25 anni, tutti già noti alle forze dell’ordine. La Calore ha anche danneggiato la portiera della volante. Per tutti, ora rinchiusi nel carcere bolognese della Dozza, le accuse ipotizzate dal pm Valter Giovannini, sono: resistenza aggravata, lesioni finalizzate alla resistenza, rapina in concorso anche con ignoti per le manette e la ricetrasmittente, tentata rapina in concorso per la pistola. Oggi il magistrato chiederà al gip la convalida degli arresti e la custodia cautelare in carcere.


L’ADIGE

Gli studenti: giusta la protesta di piazza
«Troppo alcol in strada? Gli alpini bevono di più»

di PAOLO BARI
Motivi giusti, metodi sbagliati. Dopo la manifestazione di venerdì, alcuni rappresentanti degli studenti intervengono per chiarire la loro posizione in merito sia alle ragioni dello sciopero indetto contro il ministro Fioroni sia agli episodi negativi avvenuti durante il corteo. Ricordiamo che l’abuso di alcol e i danneggiamenti contro il Sacro Cuore hanno prevalso sulla protesta contro il ripristino degli esami di riparazione. «Venerdì - afferma Alessandro Nicoletti , allievo del liceo Bonporti e responsabile della commissione arte e creatività della Consulta degli studenti - è emersa una forte volontà di cambiamento, sebbene non sempre i mezzi abbiano corrisposto ai desideri dei partecipanti. Il motivo dello sciopero è passato in secondo piano rispetto a certi episodi del tutto negativi». Nicoletti si è recato in piazza Duomo e vi è rimasto per un paio d’ore; poi ha preferito ritornare in classe a causa della piega che gli eventi stavano assumendo. «Lo sciopero contro il ritorno agli esami di riparazione - prosegue Nicoletti - è più che legittimo. L’elevato numero di adesioni dimostra che il problema è fortemente sentito. Ma le aspettative sono state tradite: la manifestazione per le strade di Trento si è rivelata poco utile e anzi controproducente a causa dei danneggiamenti e dell’abuso di alcol. Nell’opinione pubblica è purtroppo rimasta l’immagine dello studente che beve e prende a pedate un autobus». Pur condannando i suoi coetanei per questi episodi, Nicoletti invita tuttavia a non eccedere nei giudizi negativi. «Le critiche sono condivisibili - dichiara lo studente - ma non dobbiamo dimenticarci che durante una qualunque adunata degli alpini scorre molto più alcol che tra i ragazzi in piazza venerdì. Non mi sembra che l’opinione pubblica sia altrettanto severa con gli alpini». Alan Ravanelli , oggi iscritto all’università e a lungo componente di spicco della Rete degli studenti, si dimostra sorpreso per quanto accaduto. «Ritengo prematuro formulare un giudizio - afferma - perché stiamo ancora cercando di capire il senso degli eventi di venerdì». Ravanelli evidenzia la mancanza di una organizzazione alla base dello sciopero di venerdì: «A Trento non sono presenti le associazioni che hanno indetto la protesta a livello nazionale e noi della Rete non abbiamo promosso la manifestazione». Alan ha partecipato al corteo soltanto come osservatore. Di fronte ad analoghi episodi di abuso di alcol, lo scorso anno la Rete aveva deciso di approfondire il problema. «La questione è reale - spiega Ravanelli - e non si risolve certo con le iniziative istituzionali. Ne abbiamo discusso sia al nostro interno sia con dibattiti aperti al contributo di esperti esterni, come per esempio un incontro pubblico con la partecipazione dell’allora assessore Salvaterra e del sociologo Buzzi». Sui motivi dello sciopero Ravanelli è esplicito: «Fioroni dichiara di voler restituire serietà alla scuola italiana. In realtà è solo contraddittorio perché da una parte decide di ripristinare gli esami di settembre e dall’altra invita gli insegnanti a bocciare di meno per risparmiare soldi. Il sistema dei debiti da recuperare andava benissimo. Nella mia scuola, il Rosmini, funzionava alla perfezione. Adesso si ritornerà alle lezioni private estive con il conseguente costo per le famiglie».


IL TRENTINO

I supermercati «saccheggiati» dagli studenti 
La testimonianza: «Prima della protesta hanno fatto incetta di superalcolici» 
Parla Tovazzi: «Ci siamo ritrovati con gli scaffali vuoti già al mattino» 

ANDREA SELVA 
TRENTO. Per chi lavora nei supermercati del centro quanto accaduto l’altro giorno in piazza Duomo - giovani ubriachi alle nove del mattino, durante la protesta studentesca - non è certo una sorpresa: «Ci siamo ritrovati con gli scaffali vuoti poco dopo l’apertura» confermano al Tovazzi di via Torre Vanga. «E succede ogni giorno - aggiungono - non solo quando a scuola c’è sciopero: vodka, birra, vino. Bevono soprattutto le ragazze ed è un fenomeno in costante aumento».
Il titolare del supermercato allarga le braccia: «Ieri c’è stata l’invasione, abbiamo trovato tutti gli scaffali sottosopra e abbiamo dovuto riempire gli spazi vuoti dei superalcolici: vodka al limone, vodka alla fragola, crema di whisky, una bottiglia di Jaegermeister, varie bottiglie di vino e parecchi cartoni di lattine di birra». Li hanno comprati tutti gli studenti che poi sono andati in piazza Duomo a protestare e infine per le strade a provocare piccoli danneggiamenti e blocchi al traffico. A bere di più sono le ragazze che certo non badano all’abbinamento di ciò che ingurgitano: «Capita che comprino un litro di grappa e un sacchettino di patatine. A volte non sappiamo più come dobbiamo comportarci».
Dall’altra parte della strada - sala giochi American - la signora Angela conferma: «Anche l’altro giorno ho litigato perché non volevo servire da bere a un gruppo di ragazzine. Ma capita anche che alle otto di mattina si presenti un ragazzino e metta la carta d’identità sul banco (16 anni) chiedendo una birra. Che devo fare? Gliela servo. Ma molti arrivano con le bottiglie nello zaino e bevono fuori dal locale per risparmiare. Non dico che siano giovani alcolizzati, ma penso che non siamo molto distanti».
Nel supermercato di piazza Lodron (Supermercati trentini) stessa storia, idem al Poli di via delle Orfane: giovani che fanno il pieno di alcolici di buon mattino e si ubriacano invece di andare a scuola. Le commesse vedono passare le bottiglie di superalcolici alla cassa e non possono fare niente: «Non abbiamo nessuna disposizione» spiegano. Ed è vero: di quella proposta di legge per vietare l’acquisto di alcolici ai minorenni (al bar ma anche ai supermercati) è rimasta solo l’intenzione.
Gli studenti che l’altro giorno hanno partecipato alla protesta in piazza Duomo l’hanno spiegata così: «Beviamo per farci coraggio, altrimenti non avremmo il fegato di prendere posizione in pubblico». Il sociologo Charlie Barnao (di cui pubblichiamo una breve intervista qui a fianco) sul tema ha realizzato una ricerca universitaria e la pensa diversamente: «Si tratta di un rito adolescenziale di iniziazione».


IL TRENTINO

IL SOCIOLOGO BARNAO 
«Riti d’iniziazione, si beve soltanto per arrivare allo sballo» 

TRENTO. Charlie Barnao, sociologo, ha studiato di recente il fenomeno dell’alcolismo giovanile.
E’ sorpreso di quanto accaduto l’altro giorno in piazza Duomo?
No, il bere dei giovanissimi è un fenomeno recente ma già molto diffuso. All’estero lo chiamano Binge Drinking, cioè bere con l’unico fine di ubriacarsi. Si tratta di un atteggiamento tipicamente nord europeo e americano secondo cui ciò che importa è lo sballo e bisogna raggiungerlo il più presto possibile. Il piacere di bere non c’entra.
 Anche da noi è così?
Lo sta diventando, grazie anche a un contesto culturale che è molto accomodante con il bere. Ma la “balla” di questi giovani è molto diversa da quella tradizionale dei loro genitori.
Ci può fare alcuni esempi?
Abbiamo intervistato ragazze che vanno a scuola con la borraccia dell’acqua riempita di grappa. Per risparmiare fanno la spesa di alcolici al supermercato, mettono le bottiglie nello zaino e poi bevono all’esterno dei locali o delle discoteche.
Perché lo fanno?
Si tratta di riti di passaggio, molto frequenti tra le ragazzine. Dalle nostre interviste risulta che ci sono giovani che programmano la prima balla con grande cura: scelgono le amiche giuste, il posto giusto. Ritengono questo appuntamento ancora più importante del primo rapporto sessuale. Ai rischi per la salute non pensano: si tratta di adolescenti che non hanno coscienza delle conseguenze dei loro gesti.


IL GAZZETTINO (Belluno)

AL PARCO CITTA’ DI BOLOGNA 
Dopo la manifestazione studentesca una distesa di bottiglie vuote abbandonate

Decine e decine di bottiglie vuote. E’ quanto hanno trovato ieri mattina gli operatori ecologici del Comune di Belluno nella loro quotidiana operazione di pulizia del Parco Città di Bologna. Bottiglie di birra, vino, ma soprattutto superalcolici, portati nello spazio verde accanto a Piazza Piloni in occasione della manifestazione studentesca contro la riforma del ministro Fioroni. I "morti" lasciati in bella vista sotto le panchine, nel prato e negli spazi di ritrovo dell’area pubblica davano il senso della quantità di alcol consumato nella giornata di giovedì scorso dai molti ragazzi delle scuole superiori che hanno approfittato della mattinata di protesta per scolarsi litri e litri di sostanze che in teoria dovrebbero essere proibite ai minori di diciotto anni. Gli operatori hanno riempito quattro sacchi grandi con bottiglie di vetro e lattine. «Impressionante - commentavano ieri mattina gli stessi netturbini - non solo per la quantità, ma anche per la natura delle bottiglie raccolte. Oltre alle birre consumate in abbondanza c’erano molte bottiglie di superalcolici, whisky, amaro e via dicendo. Ne abbiamo raccolti almeno quattro sacchi». I ragazzi hanno evidentemente preso d’ assalto i supermercati della città prima di radunarsi nel parco e sfilare in corteo in piazza. I risultati si sono visti. Una ragazzina si è sbronzata fino a perdere conoscenza proprio nel parco e molti giovanissimi giravano per la città urlando slogan volgari che poco avevano a che fare con una manifestazione organizzata per protestare contro le nove norme ministeriali che ripristinano gli esami di riparazione. «Possibile che possano approvvigionarsi così facilmente di sostanze che in teoria non potrebbero essere vendute a dei minorenni? - si chiedevano ieri gli operatori - possibile che nessun vigilasse su tutto questo?».
M.D.


IL TRENTINO

UBRIACHI AL VOLANTE 
I gatti con sette vite e le patenti immortali 
I gatti hanno sette vite. La patente di un uomo di Pinè ne ha ancora di più, visto che dopo sette ritiri per guida in stato di ebbrezza nessuno ha ancora pensato di fare coriandoli del documento di guida. O almeno di rispedire questo «recordman» di nuovo a scuola. Pagherà una multa (mille euro) e si dovrà presentare dai medici: toccherà a loro stabilire se potrà o meno guidare ancora. Scommettiamo che il pinetano lo rivedremo al volante?


IL TIRRENO

Ubriaco e contromano percorre 24 chilometri in autostrada 
MONTECATINI. Neanche quando è stato fermato dalla polizia stradale si è reso conto di aver percorso 24 chilometri contromano in autostrada. Anzi, agli agenti che gli facevano notare la grave irregolarità commessa, ma soprattutto lo scampato pericolo per non aver provocato incidenti, l’automobilista ha saputo rispondere soltanto: «Come contromano? Sono uscito da un locale e stavo andando a bere».
È una storia sospesa tra l’incoscienza e il miracoloso quella di cui è stato protagonista P.D., 31 anni, laureato in legge, residente a Pistoia che ieri mattina alle 4 è stato fermato sull’A11 da una pattuglia della polstrada di Montecatini un chilometro dopo l’uscita pistoiese in direzione Firenze.
Era entrato alla guida della sua Opel Corsa al casello di Altopascio. Superata la barriera anziché imboccare la corsia di destra e immettersi nella giusta direzione di marcia, il trentunenne ha sbagliato svincolo ritrovandosi nella carreggiata opposta e parallela a quella che voleva percorrere.
A complicare la vista e il senso dell’orientamento dell’automobilista ha contributo in maniera pesante l’alcol messo in corpo dopo aver passato la serata in un locale di Calcinaia.
Sottoposto al test dell’etilometro, P.D. è risultato positivo con un tasso di 1,5 grammi di alcol per litro.
Il giovane è stato così denunciato per guida sia in stato di ebbrezza sia contromano, gli sono stati tolti dieci punti sulla patente che gli è stata ritirata, disposto il fermo amministrativo dell’auto per 3 mesi. A seconda delle decisioni del prefetto rischia da 6 a 24 mesi di ritiro della patente e una sanzione amministrativa oscillante da 1754 a 7mila 18 euro.
La segnalazione è arrivata da un’automobilista che ha visto la Opel Corsa di P.D. avanzare contro la sua macchina. L’ha schivata per un soffio dopo aver alzato più volte gli abbaglianti. Poi si è attaccato al cellulare per informare la polizia stradale dell’auto impazzita che rischiava di combinare guai seri.
Una pattuglia ha bloccato il traffico verso il mare all’altezza di Prato impedendo in questo modo di far arrivare a tiro eventuali bersagli dell’Opel che procedeva con la sua andatura regolare in direzione Firenze. Un’altra pattuglia è andata incontro all’automobilista intercettandolo dopo il casello di Pistoia. Qui lo hanno fermato prima che potesse fare danni per sé e per gli altri.


IL SECOLO XIX

Trentenne rapallese cade da 80 metri
ZOAGLI. Il fatto che sia riuscito a sopravvivere a un simile volo ha davvero del miracoloso, anche se le sue condizioni restano molto gravi (è ricoverato in Rianimazione all’ospedale Galliera di Genova). F. S., trentenne rapallese, è il giovane che nella serata tra venerdì e sabato, è precipitato per un’ottantina di metri dall’Aurelia alla scogliera sottostante, nel punto in cui la strada corre per un breve tratto fra le due gallerie nei pressi del castello Sem Benelli. Sull’episodio indagano i carabinieri della compagnia di Chiavari, che stanno cercando di stabilire la dinamica: tentativo di suicidio (come farebbero ritenere una serie di elementi oggettivi, in primo luogo la testimonianza di due persone che avrebbero visto il trentenne nel momento in cui è volato di sotto) o disgrazia, come lo stesso F. S., recuperato nel mare di Zoagli, avrebbe sussurrato ai primi soccorritori («Ero ubriaco, mi sono seduto oltre il bordo della strada e ho perso l’equilibrio»).
L’allarme scatta poco dopo le undici dell’altra sera. La macchina dei soccorsi si mette in moto senza perdere un istante, con un coordinamento che si rivelerà poi perfetto per recuperare il giovane ancora in vita: l’unità Cp 883 della Capitaneria di porto di Santa Margherita carica a bordo i sommozzatori dei vigili del fuoco al porto di Rapallo e dirige sul punto dell’intervento, mentre dall’Aurelia una squadra di specialisti Saf degli stessi vigili del fuoco si cala lungo la parete. Intanto il 118, intervenuto con l’automedica, dispone l’impiego di un’ambulanza per caricare il ferito sia a Zoagli, sia a Rapallo. Alla fine F. S. viene trovato in condizioni di semincoscienza in mare, nei pressi della scogliera: la motovedetta lo trasporta a Rapallo. Di qui la corsa al Galliera. Dove ieri sera lottava ancora tra la vita e la morte.
M. R.


ANSA

Gb: e’ allarme alcolismo nel Paese
Sempre piu’ causa di incidenti e ricoveri

(ANSA) - ROMA, 14 OTT - E’ allarme alcolismo in Inghilterra. Lo confermano nuovi dati elaborati dall’Nhs, il sistema sanitario nazionale inglese. I dati sono stati resi noti a due anni dall’eliminazione di limiti di orario per il consumo di alcol in luoghi pubblici. Secondo le cifre dell’Nhs, pubblicate dal settimanale The Observer, negli ultimi 5 anni sono aumentati i ricoveri collegati all’abuso di alcol in tutto il Paese: aggressioni, incidenti stradali, intossicazione e cirrosi epatica.


IL GAZZETTINO (Rovigo)

La legge regionale sui pubblici esercizi sta suscitando dubbi e incertezze per i locali notturni e di somministrazione 
Alcol di notte, spunta il valzer degli orari 
Lo stop all’una in Veneto operativo solo da aprile. Intanto vige la disciplina nazionale che è lacunosa

Si fa un bel dire che per combattere le stragi del sabato sera e la precocissima abitudine al bere delle giovani generazioni, servirebbero leggi più restrittive sulla vendita delle bevande alcoliche.
Da una parte la burocrazia, dall’altra la miopia dei legislatori, invece di migliorare la situazione, sembrano volerla complicare.
La recentissima legge regionale che riforma la disciplina degli esercizi pubblici, alla voce somministrazione di bevande che danno ebbrezza, stoppa la vendita all’una di notte e fino alle sei della mattina successiva. Tutto ciò in teoria, perché dovrebbero intervenire alcune variabili per rendere operativa la disposizione. Cavilli, si dirà, ma sufficienti per limitare e procrastinare la portata del dispositivo, oltre che, di fatto, mandare tutto all’aria, visto che, nel frattempo, vale la norma statale giurisprudenzialmente superiore.
Andiamo con ordine: la legge regionale vuole che la vendita di alcolici si fermi all’una di notte. Il provvedimento però deve sottostare a due obblighi: prima, devono essere emessi provvedimenti identici nei territori regionali, provinciali e comunali confinanti con il Veneto; secondo, l’entrata in vigore è prevista non subito ma solo a sei mesi dalla data di pubblicazione sul Bollettino regionale della legge veneta, cioè non prima dell’aprile 2008.
Ed ecco l’inghippo: il 3 ottobre scorso è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale la legge 160 che riforma il codice della strada. All’articolo 6 recita che "tutti i titolari e gestori di locali dove si svolgono spettacoli e altre forme di intrattenimento devono interrompere la somministrazione di bevande alcoliche dopo le 2 e assicurarsi che fuori dal locale sia possibile effettuare in maniera volontaria, da parte dei clienti, una rilevazione del tasso alcolemico. Inoltre devono essere esposte all’entrata all’interno e all’uscita dei locali apposite tabelle che riproducano la descrizione dei sintomi correlati ai diversi livelli di concentrazione alcolemica nell’aria alveolare espirata (quella che si soffia nel rilevatore, ndr), le quantità espresse in centimetri cubici delle bevande alcoliche più comuni che determinano il superamento del tasso alcolemico per la guida in stato di ebbrezza (0,5 grammi per litro)". Intento più che meritorio ma che colpisce solo chi va in disco. E gli altri?
«Pare di capire che - ha spiegato Roberto Menin, funzionario della Fiepet, la federazione dei titolari e gestori di pubblici esercizi aderente alla Confesercenti - che la vendita di alcol si ferma alle 2 di notte, come del resto è accaduto finora. Ma è proprio qui che arriva la sorpresa. La legge nazionale, che sarà applicabile in via esclusiva fino all’entrata in vigore della legge regionale del Veneto, fatti salvi i provvedimenti similari da approvare nei territori lombardo, emiliano, trentino e friulano, limita il divieto solo ai locali finora equiparati all’ex categoria "C" della legge 287, cosiddetta "legge Bersani". Vale a dire che è riferita solo ai locali dove si fa intrattenimento e spettacolo, cioè le discoteche che abbiano annesse le strutture per la somministrazione».
Quindi, resterebbero bellamente fuori birrerie, osterie, caffé, wine bar e quant’altro, nei quali, occorre precisare, la vendita di bevande alcoliche si protrarrà, sempre per effetto della Bersani, fino all’ora di chiusura. Così se una birreria avrà il proprio orario di chiusura, mettiamo, alle 4 del mattino, fino a quell’ora continuerà a vendere alcol senza restrizioni. Insomma, in discoteca si smette di bere alcolici alle 2, mentre dalle altre parti, l’happy hour va avanti fino a che il bar non chiude.

Franco Pavan


AGENFAX.IT

BAROSINI SUL DIVIETO DEGLI ALCOLICI DOPO LE DUE DI NOTTE: VALGA PER TUTTI I LOCALI
"Bene il divieto di vendere alcol dopo le due di notte, ma deve valere per tutti. E’ l’opinione di Giovanni Barosini - segretario provinciale UDC di Alessandria - che sul problema alcol ha già da tempo iniziato una vera e propria battaglia. "Registriamo con soddisfazione - ha detto - l’entrata in vigore della legge che prevede il divieto di somministrare bevande alcoliche dalle due di notte in avanti, una norma indispensabile di prevenzione per frenare il flagello di incidenti stradali causati da ubriachi, in particolare per quanto riguarda le stragi del sabato sera.
E’ necessario pero’ chiarire che tale decreto deve valere per tutti coloro che somministrano bevande alcoliche e non soltanto per discoteche e locali di intrattenimento.
’Nel frattempo è necessario far rispettare la norma ovunque sul territorio, anche laddove gli interessi economici di alcuni gestori irresponsabili rischiano di trovare coperture o inammissibili distrazioni
".
http://wwwagenfax.it/index.php/content/view/12515/1/


IL QUOTIDIANO

Un barbone travolto e ucciso da un treno a Porto d’Ascoli
San Benedetto Del Tronto - Era un ungherese di 42 anni molto noto in città. Già in estate, sotto l’effetto dell’alcol, aveva creato problemi salendo sul tetto di un ex ristorante del centro.
Tragedia sulla linea ferroviaria Bari- Milano. Venerdì notte intorno alle l’ungherese di 42 anni, Otto Bugyi, già noto alle cronache cittadine probabilmente stava camminando a piedi lungi i binari. Probabilmente aveva bevuto più del solito. Il treno merci proveniente da Bari lo ha preso in pieno.riducendo il corpo dell’uomo a brandelli.
Il macchinista lo ha visto solo all’ultimo momento e ha cercato di bloccare il treno che ha arrestato la sua corsa a cinquecento metri dall’incidente. Sul posto sono subito intervenuti alcune ambulanze e gli uomini della Polfer mentre la salma faticosamente composta è stata portata alla sala mortuaria dell’ospedale cittadino a disposizione del magistrato di turno, Carmine Pirozzoli.
Otto Bugyi, 42 anni, ungherese, da tempo si trovava in Riviera insieme ad altri barboni trovando riparo alla foce dell’Albula. L’estate scorsa si era reso protagonista di mattinata assai movimentata. Ubriaco di prima mattina, era salito sul terrazzo di un ex ristorante dietro la sala giochi della rotonda. Era giorno di mercato e sono arrivati i vigili che lo hanno convinto a scendere, ma proprio mentre stava tentando di venir giù è scivolato.
Alla notizia della tragedia, il gruppo di barboni con cui l’ungherese condivideva le sue giornate, è sparito.


IL GIORNO (Milano)

Manichini impiccati contro i divieti I titolari dei locali: il decreto sulla vendita di alcol ci strozza

L’UNIONE SARDA

Ragazzina in coma per un cocktail di superalcolici

IL GAZZETTINO (Treviso)

Minorenni ubriachi alla guida
Uomo soccorso in mezzo alla strada, è giallo

IL GAZZETTINO

Troppo degrado, weekend senza alcol in centro a Padova

CORRIERE DELLA SERA

Marocchino ubriaco aggredisce la vicina «Voglio una donna». Botte al portinaio

Risse e incidenti. «Inutili i divieti anti-alcol nei locali»

«Aggirati i divieti anti-alcol, giovani già ubriachi nei locali»

In fila con la carta d’identità. «Ora in disco tolleranza zero sull’età»

CORRIERE ALTO ADIGE

Schianto con il bus Ferita l’assessora L’autista era ubriaco

Alcol dopo le due, primo pub nei guai

«Grapperie aperte» Il meglio del Trentino

CORRIERE DEL VENETO

Lunedì, 15 Ottobre 2007

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