Martedì 11 Agosto 2020
area riservata
ASAPS.it su

Rassegna stampa Alcol e Guida del 28 settembre 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

EMERGENZA ALCOLISMO (Tratto da DIREGIOVANI)

Stop alle stragi del sabato sera

ROMA - Niente più birra e whisky in discoteca dopo le due di notte, e all’uscita test per misurare il tasso alcolico. E’ quanto stabilisce una modifica al decreto sul codice della strada, approvata ieri dalla Camera. La nuova norma obbliga titolari e gestori di locali di intrattenimento e spettacoli a non dare più bevande alcoliche dopo le 2 di notte e ad assicurare che sia possibile effettuare, in maniera volontaria da parte dei clienti, l’alcol test. Ma non è finita, la modifica infatti, coinvolgerà non solo chi va in discoteca ma anche chi corre troppo.

L’emendamento stabilisce che, tra le 8 di sera e le 7 del mattino, l’eccesso di velocità e la guida in stato di ebbrezza o sotto l’influenza di droga saranno puniti con una sanzione aggiuntiva di 200 euro. La somma in più andrà al ’fondo contro l’incidentalità notturna’ da istituire presso la presidenza del consiglio. Nel decreto è compreso anche il divieto di lasciare auto in sosta con il motore acceso, chi non lo rispetterà riceverà una multa da 200 a 400 euro.


LA REPUBBLICA

La Fondazione ANIA e la Polstrada, in collaborazione con il SILB-FIPE, hanno promosso la quarta edizione della famosa manifestazione contro le stragi del sabato sera

Al via "Guido con prudenza" nuove idee per la sicurezza

Si chiama "Guido con Prudenza" ed è una delle più importanti iniziative sul fronte dell’alcol e della guida: quest’anno, oltre agli etilometri e alla promozione del guidatore designato, è stata concentrata l’attenzione sull’abuso di alcol e, allo stesso tempo, si è cercato di proporre una migliore formazione alla guida per i ragazzi.

La novità sta tutta nel concorso "cHIC!ken, non fare ridere i polli": i ragazzi potranno migliorare le proprie attitudini alla guida grazie ai corsi di guida sicura messi in palio. Polizia, Compagnie di Assicurazione e il Sindacato delle discoteche sono infatti convinte che l’acquisizione di metodi di guida più adeguati all’intensità del traffico, alla densità di circolazione, alle caratteristiche della rete viaria, possano ridurre l’incidentalità stradale.

Tutti coloro che si sono collegati ai siti www. fondazioneania. it, www. poliziadistato. it o www. silb. it hanno avuto la possibilità di inviare un racconto o un video dove uno o più amici si erano resi ridicoli dopo aver bevuto troppo. Molti ragazzi hanno compreso le finalità di questa iniziativa ed hanno aderito con entusiasmo.

Il concorso, che si concluderà il 15 ottobre, prevede una giuria che premierà i migliori 10 autori con corsi di guida sicura, mentre il primo classificato e l’amico "pollo" saranno ospiti d’onore nel weekend conclusivo del Motor Show di Bologna 2007, dove verranno premiati dalla Fondazione ANIA durante una speciale cerimonia a loro dedicata.


IL GAZZETTINO

LE NUOVE NORME REGIONALI 

Le discoteche ricorrono all’Antitrust contro le notti senza alcol

Padova

NOSTRA REDAZIONE

Il Veneto come l’America degli anni ’20? L’immagine di una regione proibizionista è efficace e anche suggestiva, ma ancora lontana dalla realtà perchè, la tanto discussa legge regionale che disciplina l’attività di somministrazione di alimenti, bevande e supercolici nelle ore notturne, entrerà in vigore solo il 23 marzo del prossimo anno.

Ma per i gestori degli esercizi "notturni" non c’è tempo da perdere. Nel Veneto sono un esercito composto da 260 tra night, discoteche e sale da ballo; a questo numero vanno poi aggiunti circa 3 mila bar che chiudono i battenti dopo l’una di notte. Insieme fatturano qualcosa come 900 milioni di euro, di cui almeno 260 grazie alla sola vendita di bevande alcoliche. Sono cifre importanti che rendono bene l’idea della portata del business. E quella legge - è il timore di molti - metterebbe in ginocchio anche molte importanti località turistiche.

La reazione dei gestori è quindi annunciata e inevitabile. Ma se di vera "dichiarazione di guerra" si tratta, almeno per ora è soft e sembra appellarsi al buon senso degli amministratori regionali e locali. È questa la linea scelta dai sessanta rappresentanti di categoria che ieri pomeriggio a Padova si sono riuniti nella sede regionale dell’Appe. Un incontro fiume deciso per chiarirsi le idee e per preparare una "controffensiva".

«Come prima cosa - annuncia Marcello Fiore, vice direttore generale della Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi - inviteremo gli associati a tenere aperti i locali notturni fino alle 4 del mattino. Confidando che nel frattempo venga trovata una soluzione». Sul piano legale invece, il Fipe si rivolgerà all’Autorità per la concorrenza. «Un parere esiste già - sottolinea Fiore - ora faremo in modo che venga ripreso. Infine aumenteremo le pressioni sul mondo politico e studieremo delle manifestazioni di protesta».

"Proibizionismo" è insomma una parola che non piace, e non a caso alla riunione è presente anche Michele Bortoluzzi che ha fondato un comitato ad hoc. Ma al di là dell’aspetto economico, sono altri i motivi che spingono i gestori a scendere in campo contro la legge. «Siamo convinti - dice Renato Giacchetto, presidente del Silb-Fipe - che non risolva il problema degli incidenti del dopo discoteca. Credo, al contrario, che produca una sorta di un pericoloso "nomadismo" da parte di chi consuma gli alcolici. È probabile che molti giovani, e non solo loro, aggirino le disposizioni raggiungendo i locali delle regioni vicine dove quel divieto non esiste, con conseguenze facilmente immaginabili».

Ancora. «Questa legge - continua Giacchetto - limita la libertà del cittadino, non risolve i problemi veri. Infine non rispetta il principio della concorrenza e non è linea con la proposta di legge nazionale al vaglio della Camera. Ciò che serve è una severa applicazione del Codice della strada. Qualcuno deve spiegarci come mai in Italia si fanno solo trecentomila test alcolici all’anno, mentre in Francia sono più di un milione».

Secondo il Fipe è reale il pericolo che il Veneto diventi l’unica regione proibizionista d’Europa. «Una legge del genere - continua Marcello Fiore - è anche in controtendenza con quanto sta avvenendo in Spagna, Francia, Germania e Svizzera. Per non parlare della Gran Bretagna, dove una disposizione simile è stata abrogata qualche anno fa».

La legge ha avuto un lungo travaglio tra commissione e aula, ma ha visto alla fine il Veneto prendere il coraggio a due mani, con relative accuse di proibizionismo, nel tentativo di porre un freno (in assenza di una norma nazionale) alla drammatica serie di incidenti causati da guidatori in stato di ebbrezza.

La conclusione: proibire la somministrazione e vendita di alcolici dall’1 (o dalle 2) alle 6 del mattino è inutile e dannoso, peggiorerà solo il problema, perché la gente andrà a rifornirsi di giorno e consumerà comunque durante la notte o, ancora peggio, si trasferirà nei locali di altre regioni che non hanno adottato la stessa norma, con il rischio di aumentare gli incidenti stradali.

Paolo Gabrielli

La legge veneta prevede che a partire ...

La legge veneta prevede che a partire dal 23 marzo 2008 "in tutti gli esercizi commerciali, artigianali, di somministrazione di alimenti e bevande, ivi compresi i circoli privati, gli agriturismo e qualunque altro esercizio nel quale si effettuano la vendita e il consumo sul posto di bevande alcoliche e superalcoliche, nonchè sulle aree private aperte al pubblico e su superfici all’uopo attrezzate (sagre e feste paesane, ndr), sono vietati la vendita, anche per asporto, e il consumo di bevande alcoliche e superalcoliche dall’1 alle 6 del mattino". La legge varrà "purché entro lo stesso termine la giunta regionale stipuli accordi di identico contenuto normativo con Regioni e Province autonome confinanti e le stesse adottino i rispettivi progetti di ratifica". Se tali adempimenti non si verificheranno il divieto avrà vigore dalle 2 alle 6. Ai Comuni è concesso di "derogare ai divieti sulla base della presentazione di un programma di controlli stradali da effettuare nella fascia oraria in questione".


AGOPRESS

GIOVANI. AL VIA LE CAMPAGNE "TAX RELAX" E "GUIDATORE DESIGNATO"

Prenderanno il via domani, 28 settembre, due campagne di sensibilizzazione promosse dal ministero per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive in collaborazione con McDonald’s: “Tax Relax” e “Guidatore designato”. La prima campagna è rivolta a incentivare l’attività sportiva di base e consente una detrazione fiscale per le spese sostenute dalle famiglie per i ragazzi tra i 5 e i 18 anni che si iscrivono a palestre e società sportive. Finalizzata alla sicurezza stradale è invece la seconda campagna che, all’insegna dello slogan “la vita non è un optional”, si propone di diffondere l’abitudine, anche nel nostro paese, di affidare la guida sicura a chi per una sera tra un gruppo di amici si impegna a non bere alcolici.

Tovagliette e cartoline che illustrano le due campagne saranno presenti nei 345 ristoranti McDonald’s di tutta Italia mentre messaggi audio saranno diffusi in streaming da Radio McDonald’s.


L’ADIGE

L’Einstein analcolico

Appuntamento all’Einstein domani dalle 19 alle 22 per una serata di musica e bevande rigorosamente analcoliche. Perché i ragazzi dei «laboratori del fare» hanno scelto di inaugurare così le iniziative 2007-2008, proprio all’Einstein luogo dove sono soliti trovarsi e trascorrere le loro serate. In centro perché Rovereto ai giovani piace e perché «i giovani bevono, è vero, i giovani fumano, è vero, i giovani fanno casino, è vero, ma non è detto che tutti lo facciano o che chi lo fa non sappia fare altro», ha sottolineato il presidente dell’associazione Fabiano Lorandi. Una serata all’insegna della musica con «Atos Nere», «Porno Tax», «Something acoustic Duo» e «New Year’s convinction» ad ingresso libero e senza alcol. «Sono solo contento - dice Max, titolare dell’Einstein - non ho bisogno di profitti per quella serata, quindi servo volentieri bevande analcoliche. Mi rendo conto della difficoltà che c’è oggi a trovare anche solo un campetto per giocare a calcio e il comune non sembra fare molto, così tocca al privato muoversi. E io lo faccio volentieri».


L’ADIGE 

«Laboratori del fare» di più

Le novità della nuova stagione: uno spazio arte l’officina dei motorini e feste «no alcol» nei pub

di SILVIA CESARO

«Laboratori del fare», un progetto che compie tre anni, finanziato totalmente dal comune e nato nel 2003 per rispondere ad una mancanza: uno spazio pensato per i giovani adolescenti della città e riservato alle loro idee. Segno di un’affannosa ricerca che sembra ripetersi di anno in anno, continuo bisogno di luoghi idonei ad una fascia d’età che si può comprendere tra i 14 e i 20 anni. È in risposta a questa esigenza che per l’associazione Girella «Laboratori del fare» è prima di tutto un grande successo: «Se tre anni fa il progetto doveva servire a coprire un buco - spiega il presidente Fabiano Lorandi - oggi possiamo dire che abbiamo fatto centro. Dati alla mano spicca il numero di presenze registrate dal 2003 al 2006 nelle fasce d’età 14-16 e 17-19, rispettivamente 284 e 164, rispetto ad un 34 nella fascia 20-22». Una risposta precisa quella dell’associazione al vuoto troppe volte denunciato nel corso degli ultimi anni: «Non si dà ai ragazzi solo delle proposte - prosegue Lorandi - ma si richiede loro impegno, intelligenza, disponibilità e creatività. I laboratori sono gestisti da un gruppo di 12 coordinatori giovanissimi». Così ieri sono stati proprio loro, i più giovani dell’associazione, a raccontare i progetti per il 2007-2008: «Il laboratorio d’arte di via Portici - racconta Alexia, 16 anni, coordinatrice del laboratorio - quest’anno non sarà solo spazio per imparare nuove cose con l’aiuto di esperti, ma anche spazio espositivo. Si creerà una saletta a parte dove una paio di giovani al mese potranno esporre le proprie opere». Altra importante novità sarà la riapertura del laboratorio «riparazione di motorini e biciclette» a San Giorgio, rimasto chiuso per due anni e ora utilizzabile. E ancora i laboratori di «look e immagine», quello di «cucina», che ha in programma appuntamenti con cene multietniche per assaporare pietanze dal mondo e quello di «multimedialità», che mette a disposizione alcuni computer per navigare in internet e stilare il giornalino dell’associazione. Ma l’impegno non si ferma e tra le iniziative si distingue anche «Passaggi: laboratorio del pensiero riflessivo e costruttivo», tre pomeriggi al mese dedicati all’accoglienza e all’ascolto di storie e testimonianze dirette per approfondire alcuni spaccati di quotidianità scelti proprio da loro, i giovani dei laboratori: «In programma - spiega Kamal, coordinatore - abbiamo un incontro con Alidad Shiri, un ragazzo afgano scappato dalla guerra e autore di "Via della pazza guerra", che ci verrà a raccontare la sua storia e un incontro con un’esperta per parlare di cosa significa essere ragazze madri». «Fare» sinonimo anche di raccontare e raccontarsi, ma questa volta attraverso testimonianze pure e spontanee, riprese e raccolte per la realizzazione di un video che dia la parola ai giovanissimi, con l’invito ai "non più giovani" ad invadere il loro spazio guardando e ascoltando attimi della loro quotidianità, troppe volte etichettata, e poche ascoltata. Un video-racconto che vede la collaborazione di Marco Olivotto di «Labour of Love» per la realizzazione, «e che - spiega Olivotto - aveva ottenuto notevole attenzione da parte dell’assessore Renato Manzana e che ad oggi resta fermo, con alcune riprese già realizzate, in attesa del parere del nuovo assessorato».


IL GAZZETTINO (Rovigo)

CONCLUSA LA "2 GIORNI" 

Aggiornamento sulle conseguenze dell’abuso di alcol

Sono stati circa 30 i partecipanti al ciclo di incontri di formazione e di aggiornamento sulle tematiche relative ai problemi alcolcorrelati e complessi, quali alcol e sofferenza psichica, alcol e uso di droghe, alcol ed emarginazione sociale, che si sono tenuti in due giorni al Centro nautico "Po di Venezia" di Porto Viro, ciclo titolato "L’approccio ecologico-sociale: formazione in campo alcologico". Si è trattato di un’attività che ha visto coinvolte numerose persone: dagli operatori di Club ai volontari di varie Associazioni, ed è stato attuato con il contributo ed il patrocinio degli Acat della Provincia di Rovigo, il Centro di servizio per il volontariato , il Comune di Porto Viro, la Provincia, la Conferenza dei sindaci dell’Ulss 19, la Caritas di Chioggia , la Parrocchia di Taglio di Po, l’Associazione "Solidarietà Delta" di Porto Tolle e la Cooperativa sociale "Don Sandro Dordi" di Porto Viro.

Due sono stati i momenti formativi di interesse sociale, aperti alla cittadinanza, che hanno avuto il contributo di Giovanni Aquilino, sui temi: "Il Club degli alcolisti in trattamento, quale capitale sociale", e "Come prendersi cura della rete: il Centro alcologico territoriale funzionale provinciale. Quali prospettive"; l’esperto ha mostrato una straordinaria competenza e una eccezionale capacità comunicativa, che ha coinvolto i volontari che entrano nei programmi dell’Associazione . «Il capitale sociale- ha affermato Andrea Finessi, responsabile Servizio dipendenze dell’Ulss di Adria-, (rappresentato da tutte quelle relazioni libere e partecipative di molte realtà istituzionali e sociali, che coltivano rapporti umani basati sul senso di fiducia e corresponsabilità verso gli altri e verso le istituzioni), è importante per il territorio, e costituisce la rete di relazioni interpersonali necessaria alla potenzialità di agire dei componenti di una società. Potenzialità che deve essere coltivata e rinsaldata di continuo, anche attraverso la formazione e il confronto».

La "due giorni" di aggiornamento e formazione, si è conclusa poi con un momento di festa: un interclub, che ha visto la presenza di un centinaio di persone, per premiare coloro i quali hanno realizzato traguardi importanti, per chi sta abbandonando la dipendenza dall’alcol: 1, 2 o più anni di sobrietà, il che significa non consumo assoluto di bevande alcoliche. M. Gabriella Bergo


EMERGENZA ALCOLISMO (Tratto da LANCORA.COM)

Seminario sull’uso e abuso dell’alcool

28/09/07 Canelli. Sabato alle 10, nel salone dei Sacchi della Contratto, si è svolto il seminario sull’uso e abuso dell’alcol nell’alimentazione, "La testa nel Bicchiere". Organizzato dalla PiEssePi (Oscar Bielli presidente), la società di sviluppo del territorio, in collaborazione con la Regione Piemonte, il Comune di Canelli, l’assessorato allo Sviluppo del Territorio ed il contributo della CrAt, ha avuto come relatori, intervistati da Filippo Larganà, Giorgio Calabrese (medico nutrizionista, docente universitario, membro dell’Authority europea per la sicurezza alimentare, ecc.), Lamberto Vallarino Gancia (presidente del Ceev-Comité Européen des Entreprises Vins), Michele Chiarlo (imprenditore e vicepresidente dell’Unione Industriale di Asti), Pierstefano Berta (dirigente Pernod - Ricard , docente universitario e vice presidente Oicce), Roberto Marmo (presidente della Provincia) e Davide Gariglio (presidente della Regione Piemonte).

Un piacevole discorrere di due ore, con il benvenuto dell’assessore Pino Camileri e la chicca finale del presidente Marmo.

Per Calabrese va scongiurata la mentalità di chi parla e comanda in materia come se si trattasse di tifoseria. "Sul vino non si può essere colpevolisti o innocentisti. A noi scienziati spetta dire, dopo ricerche rigide e rigorose, se fa bene o male. E io dico che un bicchiere di vino ai pasti ci fa star bene. Io non difendo il vino o il modo di produrlo. Io difendo la nutrizione. Ed è per questo che non capisco l’uso del superalcolico alla fine del pranzo".

Per Gancia "Prima della testa, nel bicchiere dobbiamo metterci il naso e la bocca. I fratelli Muccioli mi hanno detto che in due o tre mesi si riesce ad eliminare l’uso della droga, ma per togliere la dipendenza dalla testa ci vogliono almeno tre o quattro anni". Detto poi che nel vino non ’è solo alcol (l’85% è acqua) e che ci sono grosse diversità nell’assimilarlo, ha aggiunto che in Europa non c’è la tradizione e la cultura del bere vino. E questo costituisce un grosso motivo di scontro nel fare le leggi.

Per Chiarlo è importante la comunicazione ed una corretta informazione alimentare, a cominciare dalle scuole. In questo senso è un segnale il suo ’Parco artistico’ (l’arte nelle vigne) di Castelnuovo Calcea, tenendo ben presente che dagli oltre 100 litri consumati, pro capite, nel primo Novecento si è passati agli attuali 45..

Per Berta "la storia ci conforta in quanto le prime leggi fiscali sul vino risalgono al 1500 quando la detraibilità dalle tasse era di 140 litri pro capite. Quindi il vino come un bisogno alimentare ed elemento simbolico e magico della nostra cultura. Come Pernod - Ricard stiamo portando avanti un progetto molto avanzato per un consumo consapevole per un futuro economicamente sostenibile, ed abbiamo firmato un accordo internazionale. In merito dobbiamo lavorare tutti insieme, produttori, consumatori, scienziati, giornalisti per arrivare ad avere a fianco della propaganda una comunicazione oggettiva".

In conclusione l’anticipazione del presidente Marmo che, vera chicca, riferiamo con un titolo a parte.

Marmo: "Anticiperemo apertura e chiusura delle discoteche"

A conclusione del seminario sull’uso e abuso del vino, l’intervento del presidente della Provincia di Asti, Roberto Marmo, ha fatto raddrizzare le orecchie, soprattutto dei giornalisti presenti: "Mi mangerò una bella manciata di voti, ma sento il dovere di procedere ugualmente. Intanto, come Provincia, abbiamo pronte tre interessanti iniziative. La prima: con l’Asl abbiamo in cantiere direttive per una alimentazione sana in tutti gli istituti scolastici. La seconda: d’accordo con le Forze dell’Ordine metteremo in funzione dei bus sia per l’andata che per il ritorno, alle discoteche. La terza iniziativa che prenderemo e che farà discutere sarà quella di far anticipare sia l’apertura che la chiusura delle discoteche".


IL GAZZETTINO

L’INIZIATIVA 

Campagna contro l’abuso di alcol tra i minori Arriva nei bar il cocktail analcolico di Alex 

Il cocktail analcolico di Alex Roveredo, vincitore del concorso Parole versate, tenutosi in seno a pordenonelegge.it, per sensibilizzare i giovani e promuovere la cultura della salute, sarà proposto a tutti i bar di Pordenone, al fine di sensibilizzare le nuove generazioni. Il bere consapevole è un insegnamento che non può arrivare quando è troppo tardi, quando sull’asfalto oltre alle tracce di sangue rimane l’odore dell’alcol, l’ultimo a essere respirato sempre più spesso, se si pensa che in regione la prima causa di morte tra i 15 e i 25 anni è attribuita agli incidenti stradali, che per il 50% sono imputabili a questa grave piaga. Partendo dal presupposto che l’alcol viene consumato per la prima volta in Italia tra gli 11 e i 12 anni e che si tratta dell’età più bassa dell’Unione europea, la scuola alberghiera Ial per incentivare il bere consapevole nei minori di 18 anni, ha deciso di proporre il cocktail analcolico primo classificato al concorso "Parole versate. Premio Bruno Redivo" a tutti i bar di Pordenone, dando man forte al progetto di sensibilizzazione dell’Ascom "No alcol ai minori di 16 anni" che ormai ha preso piede nella Destra Tagliamento.

«Sapendo che ogni anno in Italia circa 40mila persone muoiono a causa dell’alcol - ha dichiarato Nives Piva, direttore della scuola alberghiera Ial - diviene un compito di primaria importanza promuovere nelle scuole e in quelle alberghiere ancora di più, la cultura di un bere sano e corretto, tenendo presente i rischi che comporta assumere bevande con grado alcolico, specie in giovane età». Il giovane Alex Roveredo è l’autore della bevanda "Opinioni di un clown", di cui sveliamo la ricetta. Si tratta di mettere metà lime con tre-quattro fragole tagliate nel tumbler, aggiungere zucchero e pestare tutto con il pestello. Qualche cubetto di ghiaccio tritato e gingerale fino all’orlo con una fettina di lime e alchechengi fa di "Opinioni di un clown" una squisitezza. Si ricorda anche che con "Colorado Kid" Gigi Mirko sempre della scuola alberghiera Ial si è aggiudicato il secondo posto alla competizione tra le scuole alberghiere che si è svolta sabato in fiera a Pordenone.


ASAPS

ERM: il metodo del “Rispondente Cancellato” per i controlli su strada della guida sotto l’influenza di alcol o sostanze (e non solo)

Introduzione

Recentemente ho pubblicato un articolo scientifico su un nuovo metodo di indagine che permette di conoscere alcuni parametri di una popolazione statistica senza dover sapere quello che riguarda i singoli individui (rif. “Quantifying a phenomenon without knowledge of individual data: the Erased Respondent Method (ERM)”, Ann.Ig. 2007; 19: 193-202). Per fare un esempio concreto, col detto metodo possiamo valutare quanti stiano guidando sotto l’influenza di droghe senza che sia necessario conoscere chi stia guidando in tale stato. Come sarà immediato a molti addetti ai lavori, il fatto di non conoscere i risultati dei singoli può essere di grande facilitazione in tante situazioni, in particolare se i controlli sono condotti in maniera casuale, e non per fondato sospetto. Incautamente, nel corso di una recente intervista al Centauro, ho promesso al dott. Biserni di spiegare in modo semplice questo metodo. La cosa non è facile, in quanto il tutto ha una complessità intrinseca; tuttavia, siccome ogni promessa è un debito (specie quelle fatte al dott. Biserni… altrimenti sono guai!), mi accingo a mantenerla. Cosa verrà fuori… non ne ho idea: spero, comunque, sia qualcosa di chiaro. Se ci riesco, lodatemi; altrimenti, insultatemi pure (peraltro, recenti sentenze hanno arricchito le possibilità in questo senso).

Armiamoci di un mazzo di carte… e facciamo un esperimento “approssimato”

Lasciando per un momento da parte il problema dei controlli su strada, utilizziamo un modello più semplice per capire a fondo il metodo. Costruiamo a questo scopo uno speciale mazzo di 90 carte, 18 rosse e 72 nere (ad esempio, con quelle francesi). Il mazzo sarà la nostra “popolazione”. Le carte rosse indicheranno i soggetti positivi; quelle nere i soggetti negativi. Sicché, nel mazzo c’è una percentuale di carte rosse (soggetti positivi) pari a 18/90 = 0.20 → 20.0% di positivi. Si osservi che questo dato viene fuori subito perché conosciamo lo stato di ogni carta (se è rossa o se è nera). Contiamo quante sono le rosse (18), dividiamo questo numero per il totale delle carte (90), e la percentuale è bella e calcolata. Il problema che abbiamo davanti è stimare tale proporzione senza conoscere il colore delle singole carte. Ora, mescoliamo bene il mazzo e poi facciamo mucchietti di 3 carte. Avremo 30 mucchietti. Diremo che un mucchietto è “Pulito” se le carte sono tutte nere; diremo invece che è “Sporco” se qualche carta è rossa (una sola, o due o tutte e tre). Un risultato di questa operazione può essere quello di tab.1, assolutamente casuale, ottenuto per simulazione col computer. Ora… ragioniamo. In ogni mucchietto ci sono 3 carte. Poiché nel mazzo 8 carte su 10 sono nere (80%), la probabilità che la prima carta sia nera è 8 su 10, ovvero 0.80; ma anche la probabilità che la seconda sia nera è ancora 0.80; così pure la probabilità che la terza sia nera è 0.80. Quindi, la probabilità che le tre carte del mucchietto siano tutte nere è:0.803 = 0.80 . 0.80 . 0.80 = 0.512. Dunque, la probabilità che il mucchietto venga tutto nero (cioè “Pulito”) è data dalla probabilità che la carta sia nera (0.80) elevata al numero di carte del mucchietto, in questo caso 3. Questo è un risultato elementare del Calcolo delle Probabilità: se in una popolazione una certa caratteristica è presente con probabilità , la probabilità π che facendo n prove si presenti sempre quella caratteristica è pari a πn. Fine. Ricordiamoci questo risultato, e andiamo avanti. Supponiamo ora che i mucchietti di tre carte li abbia fatti un nostro amico (voi non li potete vedere), e che lui vi dica semplicemente che sono venuti fuori 16 mucchietti puliti e 14 sporchi. Se fate caso (attenzione, questo è il punto cruciale!!!), il fatto che siano venuti fuori 16 mucchietti puliti su 30 mucchietti vi segnala sperimentalmente che la probabilità che un mucchietto risulti pulito è pari a 16/30 = 0.533. D’altra parte, voi già sapete che questa probabilità è pari al cubo della probabilità che una carta risulti nera elevata alla terza. Sicché, se calcolate la radice terza della frequenza empirica che avete osservato per i mucchietti puliti (16/30 = 0.533), il risultato vi deve fornire una stima della probabilità che una carta sia nera! Avremo, quindi:

Questo valore è una stima della probabilità che una carta del mazzo sia nera (si ricordi che quella vera, che non conosciamo, è per costruzione pari a 0.80). Ora, poiché le carte sono o rosse o nere, se la probabilità che una carta sia nera è 0.811, allora la probabilità che la carta sia rossa non potrà che essere pari a (1-0.811) = 0.189, che tradotto in percentuale fa il 18.9%. La nostra valutazione della proporzione di carte rosse nel mazzo sarà quindi del 18.9% (contro il 20% che era il valore esatto). Facciamo ora un parallelo con un controllo su strada per la guida sotto l’influenza di cocaina. Adesso, le carte nere sono i conducenti che non hanno preso cocaina, quelle rosse sono coloro che l’hanno usata. Un “mucchietto” è un pool delle salive di tre conducenti. I conducenti che sono stati controllati sono 90, e quindi abbiamo 30 pools di salive (analoghi ai 30 mucchietti). Se in un pool c’è un conducente (o due o tutti e tre) che ha preso cocaina, il pool risulta “positivo” all’analisi (“Sporco”); se nessuno dei tre ha preso cocaina, risulta “negativo” (“Pulito”). I pool negativi sono 16… i conducenti sotto l’influenza di cocaina sono quindi stimabili intorno al 18.9%. Elementare, Watson.

Perché l’esperimento è “approssimato”

Ho dovuto sacrificare il rigore alla chiarezza. In effetti, se ho 90 carte, 18 rosse e 72 nere, se la prima carta viene nera, la probabilità che la seconda venga anch’essa nera non è del 20%, ma un poco meno: nel mazzo ci sono ora 89 carte, 18 rosse e 71 nere. Quindi, detta probabilità è pari a 71/89 = 0.798. E se anche la seconda carta viene nera, la probabilità che lo sia anche la terza è ancora minore (due carte nere sono già uscite!), ed è ovviamente pari a 70/88 = 0.795. E così di seguito: a mano a mano che escono carte nere e carte rosse le probabilità si modificano. Comunque, niente paura: se il mazzo ha tantissime carte, le probabilità non si modificano più di tanto, come nei fatti avviene se fermo qualche conducente, uno dei 34.000.000 di possessori di patente attiva. Quindi, l’esperimento, pur essendo “approssimato”, ha il suo valore didattico; e il modello ERM mostrato è certamente adeguato al fenomeno che si vuole trattare.

Conclusioni

In base a quanto mostrato possiamo dire che conoscendo il numero di mucchietti puliti siamo in grado di stimare la proporzione di carte rosse del mazzo, come pure in base al numero di pools negativi alla sostanza indagata, quanti conducenti della popolazione guidavano sotto l’influenza della sostanza. Se le carte del mucchietto sono 3, useremo la radice cubica della proporzione dei mucchietti puliti; se sono due, la radice quadrata; se sono quattro, la radice quarta; ecc. ecc. . Quali carte erano rosse? Chi dei conducenti era sotto l’influsso della sostanza? Con questo metodo non lo sapremo mai, né ci interessa in termini di conoscenza generale. L’ERM non si interessa dello stato dell’individuo, ma dello stato della “popolazione” Per la conoscenza specifica ci sono già i controlli individuali per fondato sospetto, che funzionano egregiamente per sapere “Chi”, controlli che a mio avviso andrebbero sostanzialmente potenziati. Non dimenticando, però, di utilizzare anche l’ERM per una visione globale delle cose.

Franco Taggi, Reparto “Ambiente e Traumi” Dipartimento Ambiente e connessa Prevenzione Primaria Istituto Superiore di Sanità


IL GAZZETTINO (Belluno)

Con divieti ridicoli non si affrontano i veri problemi

Ormai è certo, è scattato un ulteriore fantastico divieto: niente alcol dalla una alle sei e ancora una volta (quasi ci si annoia) la soluzione è peggiore del male. Vogliamo parlare di turismo "bevi e fuggi"? Invece di fare 20 chilometri, saranno 250 e il problema è risolto. Impossibilità di acquisto nella fascia oraria prevista? Moglio, nel discount si risparmia. E poi che si fa? Via l’alcol anche dalle sagre? Valgono dunque le due obiezioni di cui sopra, unite alla certezza statistica che questi ridicoli divieti verranno facilmente bypassati da qualsiasi scafatissimo adolescente. Non bastasse, questa audace e ardita operazione riesce anche a rendere totalmente inutili i primi seri tentativi di comunicazione sul tema, portati avanti da strutture sanitarie territoriali e da alcuni operatori del settore. Non c’è che dire: un vero capolavoro di destrezza che realizza, inoltre, l’ennesimo modello di funzionale illegalità. Come dicono nei film e nei telegiornali, procedura "Search and destroy". Contestualizzare potrebbe essere invece molto più utile. Non si può continuare con la maniacale ricerca di colpevoli inesistenti, l’obiettivo non dev’essere quello di fornire un calmante mediatico alle coscienze turbate da raggelanti statistiche sanitarie e stradali. Insomma, sarebbe meglio discuterne con franchezza.

Moreno Barbieri Federazione provinciale dei Verdi


EMERGENZA ALCOLISMO (Tratto da REDAZIONE.ROMAONE.IT)

Dava da bere agli ubriachi: chiuso bar in centro

Cronaca - Il gestore del locale a due passi da Campo de’ Fiori somministrava alcol a persone già in stato di ebbrezza e ben oltre le due di notte. Ora la saracinesca resterà abbassata per un mese

Roma, 27 settembre 2007 - Somministrava alcol a persone in stato di manifesta ubriachezza. Per questo motivo il titolare del bar in via dei Pettinari 44 ha visto chiudere per un mese il suo esercizio, il 24 settembre scorso, su disposizione del questore di Roma.

AGGIRAVA IL DIVIETO - L’uomo è stato colpito da diverse sanzioni amministrative dovute al mancato rispetto di norme igienico-sanitarie. Il locale si trova a poca distanza da Trastevere e Campo de’ Fiori, ma siccome è situato in una via non soggetta al divieto di vendita per asporto di bevande in vetro, era diventato un punto di riferimento per moltissimi avventori che si rifornivano di alcol in bottiglie frangibili.

IL CONTROLLO - I clienti le acquistavano anche fino alle cinque del mattino, malgrado esista l’obbligo di chiusura alle due, le "svuotavano" all’esterno e le mandano in frantumi o le lasciavano in giro per il centro storico. Questo fino a quando non è scattata una verifica da parte della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale e del Commissariato Trevi Campo Marzio.

LE INFRAZIONI - Ed ecco l’esito che ha portato al provvedimento del questore: è stato accertato che la vendita di bevande si protraeva oltre l’orario consentito dalla licenza; venivano somministrate sostanze alcoliche a persone in manifesto stato di ubriachezza; le condizioni di igiene, salubrità e sicurezza del locale erano pessime, rilevandosi tra l’altro: impianto elettrico fuori norma, addetti alla somministrazione sprovvisti di copricapo, pavimenti e Wc lerci e con presenza di sostanze oleose; non veniva effettuata alcuna emissione di scontrini fiscali, anzi l’area riservata alla cassa era stata del tutto sbarrata in modo da impedire assolutamente l’accesso agli avventori; il locale era frequentato da soggetti con pregiudizi penali e segnalati per uso di sostanze stupefacenti. Risultato? Locale chiuso per un mese.


IL GAZZETTINO (Treviso)

IN TRIBUNALE 

Guidava ubriaco, morì l’amico: nove mesi e 2 anni senza patente

Castelfranco

(A. Fed.) Marco Caon era un ventunenne calciatore della Polisportiva Loreggia: è morto il 5 giugno 2006 in un incidente stradale avvenuto a Paese, di fronte al Centro Commerciale La castellana. Entrambi erano di Castelfranco; al momento dell’incidente Caon si trovava in auto con l’amico Giulio Comin, allora di 22 anni come lui, al posto del passeggero.

Comin ha patteggiato ieri mattina davanti al giudice Zulian 9 mesi, e due anni di sospensione della patente. La sanzione arriva per punire soprattutto il fatto che il ragazzo era alla guida con un tasso alcoolico di 200, quattro volte il limite consentito.

La giovane vittima aveva frequentato il liceo Giorgione, aveva giocato nella Piombinese, nel Giorgione e nel Loreggia. La famiglia della vittima è stata risarcita e di questo ha naturalmente tenuto conto la legge nella sanzione che ha portato alla condanna a nove mesi.

Era stato un terribile schianto avvenuto all’alba, sulla Castellana, a Postioma, in comune di Paese. La Fiat Punto si era scontrata frontalmente con un autocarro e dopo una serie di carambole era finita nel fosso. Marco Caon era morto sul colpo, mentre il conducente era stato ricoverato in condizioni serie. I due ragazzi erano amici da tempo e avevano trascorso la serata insieme al New Age di Roncade fino alle 4 passate della mattina, per assistere alle finali di "Emergenza Live".


IL GAZZETTINO (Udine)

ARRESTATO 

Calci alle biciclette e ai carabinieri, in cella due diciottenni rumeni

Latisana

È stato un latisanese a chiamare il 112 segnalando che un paio di ragazzi si divertivano a tirare sassi e a prendere a calci biciclette in sosta davanti alla stazione ferroviaria. Erano quasi le 23 dell’altro ieri notte e la sala operativa ha allertato una pattuglia del Radiomobile. Marian Nidelciu, 18 anni e Romica Nidelciu, 21, rumeni residenti in via Apicilia 7 a San Michele al Tagliamento, che abitualmente frequentano Latisana, sono stati subito rintracciati e hanno dimostrato tutta la loro insofferenza per i carabinieri. Ai militari che chiedevano di esibire i documenti di identità, hanno risposto con sputi, insulti, spintoni e calci. Erano in evidente stato di ebbrezza e si sono ribellati al controllo. C’è stata anche una colluttazione. I due giovani hanno ferito i carabinieri procurando a entrambi cinque giorni di prognosi (uno ha traumi contusivi al collo e a una gamba, l’altro ha riportato la distorsione di un polso), ma alla fine sono stati ammanettati e portati in caserma. Arrestati per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, si trovano ora nella casa circondariale di Udine. Il pm Lorenzo Del Giudice ha chiesto che vengano processati per direttissima: oggi l’udienza.


SESTOPOTERE

SALUTE, COLDIRETTI: "DUE BICCHIERI DI VINO AL GIORNO E TORNA LA MEMORIA"

Roma - 28 settembre 2007 - Due bicchieri di vino al giorno aiutano a migliorare la memoria mentre bere alcol in eccesso rinforza ricordi negativi in contraddizione con il luogo comune che invita a bere per dimenticare. (*) E’ quanto afferma la Coldiretti nel riferire i contenuti della ricerca svolta dall’Università di Auckland da Maggie Kalev e Matthew During pubblicata questa settimana dal Journal of Neuroscience . Secondo i ricercatori - riferisce la Coldiretti - un consumo moderato aiuta a ricordare mentre alti livelli di alcol riducono la capacità delle nuove cellule del cervello di crescere e maturare e causano un calo della memoria, ad eccezione dei fatti del passato che hanno suscitato forti emozioni. Lo studio - continua la Coldiretti - ha permesso di aumentare le conoscenze nella cura dei problemi di memoria, come il morbo di Alzheimer e altre malattie simili, ma anche di sostenere la ricerca di nuove strategie per aumentare le funzioni del cervello in altri contesti di disagio. Si tratta peraltro di una conferma del valore della dieta mediterranea fondata su pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e sul tradizionale bicchiere di vino consumato a tavola in pasti regolari che hanno consentito agli italiani - sottolinea la Coldiretti - di conquistare il record della longevità con una vita media di 77,2 anni per gli uomini e di 82,8 anni per le donne, nettamente superiore alla media europea. Un risultato che per il valore storico che ha assunto questo modello alimentare negli stili di vita e per i benefici per la salute dimostrati scientificamente potrebbe convincere presto l’Unesco ad inserirla, con il sostegno dell’Unione Europea, nella lista del patrimonio dell’umanità al pari della laguna di Venezia, dei trulli di Alberobello, del Machu Picchu, di Notre Dame, della Statua della Libertà o della grande barriera corallina.

(*) Nota: chi non beve, a volte, lo fa per non avere brutti ricordi.


REUTERS ITALIA

Gemania, si ubriaca all’Oktoberferst e resta 12 ore in un camino

BERLINO - venerdì, 28 settembre 2007 - Un tedesco che evidentemente aveva bevuto troppo all’Oktoberfest, la festa della birra in questi giorni a Monaco, è rimasto intrappolato per 12 ore in un camino dove è finito mentre cercava di arrampicarsi per raggiungere la casa di un amico.

E’ quanto ha detto oggi la polizia.

Dopo aver scoperto che l’amico non era a casa, il 27enne si è arrampicato fino al tetto di un edificio vicino verso le 2 del mattino e si è infilato in quello che pensava essere un varco nel muro tra le due case.

Secondo quanto riferito dalla polizia di Monaco, il ragazzo è scivolato di testa per almeno 30 metri in un camino.

Un portiere di 82 anni dell’hotel accanto ha sentito per caso la richiesta di aiuto del giovane, che è stato salvato alle due del pomeriggio da alcuni funzionari dei vigili del fuoco costretti a fare un buco nel camino per trarlo in salvo, secondo quanto riferito dal portavoce della polizia.

"Miracolosamente si è ferito soltanto leggermente nella caduta riportando qualche ecchimosi", ha detto la polizia.

Il ragazzo è stato poi portato in ospedale in elicottero, dove ha ricevuto le prime cure.


SETTEGIORNI

Rhodense ubriaco “resiste” ai carabinieri

IL MATTINO DI PADOVA

Danneggiati dalla legge antialcol - cristina chinello

ALTO ADIGE

Il triplo d’alcol

CORRIERE VENETO

Sagre con richiami all’alcol «Ma sono marchi registrati»

Legge anti alcol, i gestori chiamano l’Antitrust «In gioco il futuro di tremila locali notturni»


© asaps.it
Sabato, 29 Settembre 2007
stampa
Condividi


Area Riservata


Attenzione!
Stai per cancellarti dalla newsletter. Vuoi proseguire?

Iscriviti alla Newsletter
SOCIAL NETWORK