Lunedì 17 Febbraio 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 26 settembre 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

Nota: al seguente link http://digilander.libero.it/MassimilianoGentile/festabirraceltica.jpg potete vedere l’immagine del manifesto che promuove una Festa della Birra Celtica, promettendo “birra gratis”.
Siete tutti invitati a scrivere la vostra opinione in merito al Comune di Calco http://www.comune.calco.lc.it/scrivi.jhtml , a LA PROVINCIA DI LECCO letterelecco@laprovincia.it , oltre che ai soliti recapiti di Alessandro e Roberto per la pubblicazione in rassegna.
Potete scrivere anche a Massimiliano Gentile, che ci ha segnalato l’iniziativa mgentile_gm@libero.it .
A fine rassegna sono riportati gli interventi inviati oggi.


L’ADIGE

Il gruppo sensibilizza i giovani della Val di Sole sulle conseguenze negative del bere «Stente Sani» fa nuovi adepti

Volontari per combattere la piaga dell’alcol

VAL DI SOLE - Una decina di nuovi volontari e porte aperte per chi decide di diventarlo. Il gruppo degli «Stente Sani Friends» che porta avanti alcune delle azioni del progetto «L’alcol non mi fa la festa, se guido non bevo» del coordinamento «Alcol, Guida e Promozione della salute» nato nel 2004, mira a coinvolgere nuovi ragazzi e ragazze della val di Sole nella loro missione, vale a dire, in generale, sensibilizzare i giovani sulle problematiche connesse all’uso ed all’abuso di sostanze alcoliche e promuovere la prevenzione tramite differenti iniziative. In primis la loro presenza sul Discobus denominato appunto «Stente Sani Bus» che nelle stagioni invernali ed estive permette ai ragazzi di uscire il sabato sera utilizzando questo mezzo, quindi in totale sicurezza; contemporaneamente la presenza dei volontari sul pullman consente di comprendere maggiormente comportamenti, abitudini e l’approccio dei giovani solandri alle sostanze alcoliche. Altre due iniziative hanno visto la collaborazione del gruppo «Stente Sani Friends», nello specifico il micro progetto «Discoteche e locali sicuri» e la giornata «Oggi alcol? No grazie!», la prima con la presenza dei volontari fuori dai locali frequentati abitualmente dai giovani con etilometro a salve e questionari, la seconda invece con la programmazione di serate analcoliche. Ora il gruppo si apre a quanti vorranno diventare volontari: già dieci giovani si sono resi disponibili in una recente serata che ne ha illustrato l’attività e si sta ipotizzando un percorso di formazione per le nuove leve che si svolgerà ad ottobre, così da trasmettere l’esperienza vissuta dai volontari attuali a chi si appresta ora ad iniziare questo cammino. Per chi volesse saperne di più e successivamente aderire al gruppo, basta rivolgersi a breve al Progetto Giovani Val di Sole in piazza Madonna della pace a Dimaro (tel. 0463/973412). Nel frattempo i volontari del gruppo si stanno attivando per l’organizzazione di una giornata no alcol in calendario per il mese di novembre, mentre è in costruzione e sarà presto attivo il sito Internet di questa realtà, che sarà consultabile all’indirizzo www.stentesani.it, L. Za.


L’ADIGE

Sbronzi alla guida, linea severa in Procura

Chi rifiuta di fare il test non evita la condanna

Il rifiuto di sottoporsi all’alcoltest non basta ad evitare una condanna per guida in stato di ebbrezza. Le prove sintomatiche - pupille dilatate, alito vinoso, occhi arrossati - saranno dunque ritenute sufficienti, anche in assenza di una misurazione precisa del tasso alcolico nel sangue. La Procura di Trento sceglie la «linea severa», come spiega il procuratore capo Stefano Dragone, sull’annosa interpretazione del «decreto Bianchi», che di fatto ha lascito un «vuoto» normativo nel caso in cui il conducente abbia chiaramente i sintomi dell’ubriachezza, ma non si sottoponga all’alcoltest ( l’Adige di ieri). La decisione è stata assunta ieri al termine di un vertice, che aveva proprio l’obiettivo di individuare una linea comune, in attesa del 4 ottobre, data in cui il decreto sarà convertito in legge. La speranza è che, in quella sede, il decreto possa essere emendato e la «lacuna» colmata, con la previsione di una specifica sanzione nel caso di accertamento sintomatico. Il «decreto Bianchi» prevede sanzioni diverse, a seconda del tasso rilevato: superiore allo 0.50, oltre lo 0.8 e maggiore di 1.5 grammi per litro. Ma paradossalmente non contempla il caso in cui una persona ubriaca fradicia venga sorpresa alla guida e rifiuti di sottoporsi al test. O sostenga di non essere in grado di soffiare nell’etilometro. A Trento, come in altre procure d’Italia, sull’interpretazione della norma si sono scontrate due diverse posizioni: alcuni pm ritengono che, in caso di rifiuto, il procedimento debba essere archiviato, mancando un dato certo sulla percentuale di alcol nel sangue (e dunque non potendosi stabilire con esattezza la sanzione); altri magistrati sono invece convinti che la condanna sia possibile. Ad aprire il dibattito, nei giorni scorsi, un caso concreto: la condanna per guida in stato di ebbrezza inflitta dal giudice Carlo Ancona ad un cittadino che si era rifiutato di sottoporsi ad alcoltest ( l’Adige del 18 settembre). L’imputato era un cittadino marocchino di 32 anni, che alla guida della sua Renault Clio, nel 2004 era rimasto coinvolto in un incidente con quattro feriti, verificatosi ad Albiano nel 2004. I carabinieri intervenuti per gli accertamenti di rito avevano invitato il proprietario della Clio a sottoporsi ad alcoltest, ma questi si era rifiutato. Una scelta che non gli aveva evitato la denuncia per violazione dell’articolo 186 del decreto legislativo 285 del 1992. Le condizioni dell’uomo, infatti, non lasciavano dubbi sulla sua alterazione: nel capo di imputazione si fa riferimento ad «equilibrio precario, alito alcolico, occhi arrossati e pupille eccessivamente dilatate». Sintomi di una chiara ubriachezza: da qui la condanna a 15 giorni di arresto e 500 euro di ammenda, applicando il minimo della pena. Una sentenza che il pm Giuseppe De Benedetto (quel giorno in aula c’era un supplente) ha deciso di appellare alla luce della nuova normativa, che non contempla l’accertamento sintomatico, ma calibra la condanna in relazione al tasso alcolico. Una posizione condivisa anche da altri colleghi. Ieri mattina, dunque, il nuovo confronto: «La Procura ha adottato una linea severa - spiega Dragone - in attesa delle valutazioni della Corte d’appello e, soprattutto, della conversione del decreto in legge. In quell’occasione potranno essere apportati eventuali correttivi, che consentano di fare chiarezza sull’interpretazione della norma. Noi però riteniamo che dubitare della sussistenza del reato porterebbe a conseguenze contrarie alla sicurezza dei cittadini». Pertanto i casi di guida in stato di ebbrezza precedenti all’entrata in vigore del «decreto Bianchi» saranno giudicati ritenendo valide le prove sintomatiche. I procedimenti successivi, invece, rimarranno «congelati», in attesa del 4 ottobre, data entro la quale il decreto sarà convertito in legge. Poiché le perplessità sollevate da alcuni pm sono comunque fondate, il magistrato sarà libero di astenersi dal chiedere la condanna in assenza della prova con l’etilometro. Sarà il procuratore, in quel caso, ad inviare in aula un magistrato onorario, affinché chieda la condanna dell’imputato. F. P.


EMERGENZA ALCOLISMO (Tratto da PRIMONUMERO.IT)

Dopo la disco alcool-test e bus-navetta

Se bevi, non guidi: dopo la disco alcool-test e bus-navetta Arriva anche in città, sull’onda dei grandi locali della riviera romagnola, l’etilometro in discoteca. Parte la campagna di prevenzione contro le stragi del sabato sera. Un’iniziativa della nuova discoteca ’Notti Glamour’ che oltre al test mette a disposizione una navetta gratuita per tornare a casa.

Termoli. Fa il suo ingresso a Termoli l’etilometro in discoteca. Dopo una serata intera a ballare e a divertirsi, chi lo riterrà opportuno potrà misurare il proprio tasso alcolemico con un test istantaneo, di quelli per intenderci che usano anche le forze dell’ordine, per capire se è il caso di mettersi alla guida o meno. Una novità assoluta per il Molise e mutuata dalle grandi discoteche della riviera romagnola e della Lombardia.

Una campagna di sensibilizzazione e prevenzione contro le stragi del sabato sera che partirà sabato 29 settembre contestualmente all’inaugurazione della stagione invernale della discoteca ‘Notti Glamour’, la nuova iniziativa d’intrattenimento musicale di Antonella Ribuoli, meglio conosciuta come Antonellina, che spiega come lo slogan del suo locale sarà ‘Divertiti, ma se guidi non bere’.

Come funziona? Il cliente, prima di uscire dal locale e tornare a casa, può scegliere liberamente di sottoporsi al test, gratuito e anonimo. Ci sarà del personale che informerà i clienti sulle sanzioni in cui si rischia di incorrere se ci si mette alla guida ubriachi. «I limiti imposti dalla legge li conoscono tutti ma si fa una grande confusione sui livelli di consumo a cui corrispondono» spiega Antonellina che annuncia anche l’altra novità: la possibilità di utilizzare una navetta gratuita per tornare a casa. Chi infatti supererà il limite consentito dalla legge che è di 0,5 grammi di alcol per litro verrà consigliato dal personale del locale di aspettare il tempo necessario per smaltire la sbornia oppure di salire sulla navetta messa a disposizione dal locale che porterà i clienti al centro di Termoli. Altrimenti si potrà semplicemente fare accompagnare a casa da qualche amico, ovviamente sobrio.

«Credo che tutti noi proprietari abbiamo un dovere morale nei confronti di quelle migliaia di giovani che ogni fine settimana affollano i nostri locali e dobbiamo fare tutto il possibile per renderli consapevoli dei rischi e dei pericoli che corrono mettendosi alla guida in condizioni non perfette» conclude il gestore della discoteca.


IL SECOLO XIX

Per le donne liguri il pericolo si chiama alcol 

Gianni Testino e Ornella Ancarani

L’alcol rappresenta uno dei problemi più gravi di salute pubblica dei nostri tempi, con risvolti sociali gravi e particolarmente costosi. La Liguria è particolarmente colpita dalla piaga della patologia alcol correlata: è la terza regione italiana, infatti, per consumo pro capite. Un problema sempre più emergente è il costante incremento di tale condizione patologica nella popolazione femminile, un fenomeno ampiamente sottovalutato e ancora più rilevante se si considera l’azione dannosa dell’alcol durante la gravidanza o l’allattamento. Nella nostra regione il 64% della popolazione femminile usa bevande alcoliche, il 40% circa dei pazienti affetti da patologia alcol correlata è donna. Fra i 12 ed i 17 anni c’è stato un incremento del 110% (assunzione di alcolici fuori pasto), tra i 30 ed i 34 anni la mortalità alcol correlata è tre volte superiore rispetto all’uomo: 16.000 donne fra gli alcolisti o i bevitori problematici, 600 donne all’anno muoiono per cause dirette o indirette legate all’alcol, l’alcol è la causa del 45% di tutti gli episodi di violenza domestica sulle donne.

Lo sviluppo della dipendenza da alcol nella donna non ha ancora trovato precise spiegazioni, tuttavia è possibile ipotizzare come nella adolescenza tale comportamento possa essere legato a una falsa emancipazione. Questo meccanismo potrebbe anche essere presente nelle donne in carriera nel tentativo di trovare maggiore forza nell’ambito di comunità lavorative sempre più competitive. La fascia maggiormente colpita è quella relativa alle quarantenni. Nelle donne mature l’uso di alcol può essere utilizzato come il modo per colmare un vuoto, affettivo e sociale.

La donna generalmente preferisce bere in solitudine e la dipendenza da alcol rappresenta il rifiuto per il proprio ruolo di moglie, una reazione a situazioni intollerabili o alla menopausa vissuta come un segno di inevitabile declino. La donna madre e lavoratrice è sottoposta a elevati livelli di lavoro e di fatica, a flessibilità di orario, a mobilità, a costante disponibilità, a esigenze che sono in contrasto con quelle classiche del ruolo femminile mentre la donna che, per scelte di carriera professionale, ha procrastinato il matrimonio e, quindi, la maternità, avverte un senso di inadeguatezza sotto pressioni di stereotipi sociali tuttora attuali. Sono situazioni che creano conflitto, frustrazioni, depressione anche grave, senso di inadeguatezza e che, a lungo andare, influiscono sull’uso di alcol. La casalinga si avvicina con maggiore frequenza all’alcol fra i 30 ed i 40 anni: è spesso insoddisfatta, cerca un’alternativa di maggiore interesse al di fuori del nucleo familiare, all’interno del quale vive una condizione di frustrazione.

Un importante dato da divulgare è la maggiore suscettibilità della donna a sviluppare alcolismo e a sviluppare danni fisici da alcol. Anche perché gli ormoni femminili potenziano l’azione dannosa dell’alcol. Per tali ragioni il soggetto femminile può sviluppare gravi patologie (soprattutto epato-pancreatiche e metaboliche) più precocemente anche con dosaggi di alcol considerati comunemente moderati. In particolare, l’uso di alcol predispone a un rischio doppio di sviluppare il tumore del seno. Al di sopra dei 20-30 grammi al giorno il rischio di sviluppare tale tumore aumenta del 2% a ogni bicchiere in più. E se l’uso di alcol si concentra in un breve periodo come il fine settimana il rischio diventa del 4% a bicchiere. Un dato ancora meno segnalato sono i danni che l’alcol provoca in corso di gravidanza. È stato stimato che in Italia siano 3.000 all’anno i casi di bambini nati affetti da sindrome feto-alcolica e 60.000 quelli che nascono sottopeso.

Alla luce di quanto detto emerge come il problema alcol-donne, ma in generale il problema della patologia correlata all’uso di alcol, sia una delle problematiche emergenti con cui la Liguria e sarà chiamata a confrontarsi nei prossimi anni. Un impegno particolarmente importante deve essere rivolto alla prevenzione, all’informazione, ai meccanismi per entrare in contatto con chi è coinvolto in questo fenomeno.

Gianni Testino è epatologo e presidente ligure della Società italiana di alcologia (testinogia@tiscalinet.it).

Ornella Ancarani è caposala e membro del direttivo ligure Sia.


EMERGENZA ALCOLISMO

Alcol, 46 ragazze denunciate

Guida in stato di ebbrezza, 46 le ragazze denunciate

Bollino rosa

Sono giovani fra i 23 e i 32 anni, al volante di un’auto fra le 2 e le 4 del mattino, e sono soprattutto donne. È l’identikit del guidatore-tipo, ubriaco, tracciato dalla polizia stradale piemontese. (*)

Nel periodo estivo (giugno-settembre) 650 pattuglie impegnate sulle strade piemontesi e valdostane, in un’attività di controllo e repressione dei comportamenti di guida pericolo, hanno controllato quasi 7mila conducenti. Tra le note negative, la crescita vertiginosa delle guidatrici ubriache, che in poco più di un anno sono triplicate.

Ubriaco un guidatore ogni 14

Sono stati trovati 482 automobilisti con un tasso alcolico al di sopra delle norme di legge (era tra 1 e 1,5 mg, contro un massimo consentito di 0,5 mg). Aumenta il numero delle donne fermate al volante in stato di ebbrezza, salito a 46 contro le 15 dell’estate scorsa. Tutti i conducenti sono stati denunciati.

Sostanze stupefacenti

Non solo alcolici, ma anche droghe sono rilevate durante i controlli. In 14 casi i guidatori avevano assunto sostanze stupefacenti. L’intensificarsi dei controlli ha comunque avuto un risultato positivo, gli incidenti rilevati dalla polizia stradale quest’estate sono stati il 10% in meno della media del periodo.

Giovani e nottambuli

Molti degli automobilisti fermati rientravano dai pub o dalle discoteche. La fascia oraria in cui è stato rilevato il maggior numero di conducenti in stato di ebbrezza è quella compresa tra le 2 e le 4 del mattino. Il tasso alcolemico oltre i limiti accertato più frequentemente è tra 1 e 1,5 mg. Tra i conducenti positivi all’alcol e agli stupefacenti, la maggior parte sono giovanissimi sotto i 30 anni.

(*) Nota: la donne sorprese alla guida in stato di ebbrezza sono sicuramente aumentate, ma non rappresentano la maggioranza delle persone fermate in stato di ebbrezza. Come conferma in seguito lo stesso articolo il rapporto maschi/femmine alla guida in stato di ebbrezza è di circa 10/1.


SESTOPOTERE

FERRARA, ZERO ALCOL AI MINORI DI SEDICI ANNI
Ferrara - 26 settembre 2007 - Promeco comunica: “Gentile Gestore, il comune di Ferrara ha individuato, tra le priorità da perseguire per la sicurezza di tutti i cittadini, la prevenzione dell’abuso di alcolici in adolescenza e dei rischi che ad esso si collegano”.
Questo l’incipit della lettera che l’Amministrazione comunale di Ferrara ha inviato in questi giorni a tutti gli esercenti attivi sul territorio nell’ambito della campagna di prevenzione dell’uso di alcol in adolescenza Zeroalcol Menosedici, progetto nato con l’obbiettivo di “affermare la normativa vigente – Codice Penale, art. 689 – che vieta la somministrazione di alcolici ai minori di 16 anni in tutti i locali pubblici”.
L’iniziativa, presentata questa mattina in Comune presenti fra gli altri l’assessore Raffele Atti, il direttore generale dell’Ausl Fosco Foglietta, il vice prefetto Pinuccia Niglio, Alberto Tinarelli di Promeco e i rappresentanti degli altri enti coinvolti, è nata all’interno del progetto “Ferrara Città Solidale e Sicura” – frutto del percorso “Agire la sicurezza” voluto dalla Regione Emilia Romagna che ha scelto Ferrara come città pilota – ed è esteso a tutto il territorio provinciale attraverso i Piani di Zona.
Oltre a Promeco, l’unità operativa delle Amministrazioni comunale, provinciale, Ausl Ferrara e Ufficio Scolastico Provinciale, da tempo impegnata nell’opera di prevenzione in ambito scolastico, hanno partecipato alla realizzazione dell’iniziativa Operatori di Strada, Polizia di Stato, Carabinieri, Finanza, Polizia Municipale e gli assessorati comunali alle attività Produttive, agli interventi Sociali e alle Politiche per i Giovani, alla Sicurezza – quest’ultimo divenuto capofila di tutto il progetto – Sert Ausl, Amministrazione provinciale, Ascom, Confesercenti, SILB, Confartigianato e CNA
Allegata alla lettera indirizzata ai gestori di bar, ristoranti, pub e ogni altro locale che preveda la somministrazione di bevande alcoliche, vi sarà una vetrofania con il logo del progetto e un cartello che invita i giovani clienti a non ordinare bevande alcoliche in quanto vietato dallo legge, (*) da esporre con evidenza nel locale. “Lo scopo è da un lato quello di rendere i giovani maggiormente consapevoli della normativa, dall’altro favorire il lavoro dei gestori nel rispetto delle normative che lo regolano”.
Da queste premesse si intuisce con evidenza lo spirito che anima Zeroalcol Menosedici: “evitare atteggiamenti esclusivamente punitivo nei confronti degli operatori commerciali e fornire una maggiore informazione ai giovani clienti” allo scopo di dare un senso compiuto ad una normativa da lungo tempo in vigore ma altrettanto lungamente ignorata.
L’asetticità del linguaggio giuridico, come spesso avviene, non corrisponde alla realtà del vivere quotidiano dove parallelamente l’evoluzione del mercato e dei comportamenti sociali hanno ingenerato un fenomeno sulla cui gravità ogni giorno si è più coscienti ma, allo stesso tempo, frustrati dall’impossibilità di affrontarlo con efficacia.
Basterebbe leggere con attenzione i dati di sintesi rilevati dall’indagine Fifthteen, svolta da Promeco nell’anno scolastico 2005/06 negli istituti scolastici superiori di Ferrara, per rendersene conto: il 74% degli interpellati ha bevuto birra, il 60,6% superalcolici. Si è ubriacato almeno una volta il 32,8% degli intervistati, soprattutto maschi.
Palese la necessità di richiedere il concorso di diversi attori, operatori socio sanitari, della sicurezza e volontariato che affrontino un comportamento ampiamente diffuso non solo a Ferrara ma in tutto il territorio nazionale.
Contemporaneamente dovranno – e il progetto lo prevede dettagliatamente – essere avviate tutte le iniziative necessarie per “armonizzare gli interventi di prevenzione ed educazione verso genitori e famiglie con azioni che ne accrescano la consapevolezza riguardo ai rischi connessi all’assunzione di alcol in giovane età sostenendoli nella loro azione educativa”.
A tale proposito verranno attivati agili strumenti informativi necessari per raggiungere le famiglie degli adolescenti in maniera capillare quali lettere periodiche nel tempo, opuscoli illustrativi a tema dedicati a salute, sicurezza e socializzazione. Promeco, da parte sua, continuerà gli interventi di prassi nelle scuole medie inferiori arricchendo i moduli di intervento tradizionali con le indicazioni scaturite dal lavoro svolto nell’ambito del progetto “Ferrara Città Solidale e Sicura”. Identico procedura sarà applicata agli interventi effettuati nelle classi del primo biennio delle Superiori.
Altri interventi tesi a sostenere e dare forma concreta alla campagna Zeroalcol Menosedici prevedono verifiche periodiche con i gestori dei locali pubblici; incontri informativi sulle norme che regolano la vendita di alcolici ai minori; l’attivazione dei controlli sul rispetto della legge; monitoraggio delle attività in corso.
(*) Nota: volendo essere precisi: non è vietato ai giovani clienti ordinare bevande alcoliche, è vietato agli esercenti somministrarle. La vetrofania dovrebbe essere rivolta verso l’interno del locale.


IL GAZZETTINO

VENETO 
Scatterà dal 23 marzo il divieto di vendita notturna di alcolici e superalcolici
Venezia
Entrerà in vigore il 23 marzo del prossimo anno in Veneto la legge regionale che disciplina l’attività di somministrazione di alimenti e bevande e che prevede, tra l’altro, il divieto di vendita e somministrazione di alcolici e superalcolici dall’1 o dalle 2 alle 6 di notte e costringe i locali notturni (discoteche ad aprire alle 22 e a chiudere al massimo alle 4). Questa la diretta conseguenza della pubblicazione del provvedimento approvato lo scorso 5 settembre dal consiglio regionale e pubblicata ieri sul Bur, il bollettino ufficiale della Regione: una legge che ha avuto un lungo travaglio tra commissione e aula ma che ha visto alla fine il Veneto prendere il coraggio a due mani, con relative accuse di proibizionismo, nel tentativo di porre un freno (in assenza di una norma nazionale) alla drammatica serie di incidenti causati da guidatori in stato di ebbrezza.
«È una legge con luci e ombre - commenta Erminio Alajmo, presidente della Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi) del Veneto - perché, da un lato, colma il vuoto lasciato dalla mancata pubblicazione del regolamento alla legge nazionale del 1991 e aggiorna la disciplina del settore; dall’altro, introduce il divieto di vendita di alcolici dall’1 alle 6del mattino, che penalizza le attività, soprattutto di intrattenimento, riproponendo un proibizionismo d’altri tempi che l’Associazione critica fortemente». «Proibire la somministrazione e vendita di alcolici dall’1 (o dalle 2) alle 6 del mattino è inutile e dannoso - gli fa eco il presidente di Confcommercio Veneto, Fernando Morando - peggiorerà solo il problema, perché la gente andrà a rifornirsi di giorno e consumerà comunque durante la notte o, ancora peggio, si trasferirà nei locali di altre regioni che non hanno adottato la stessa norma, con il rischio di aumentare gli incidenti stradali».


IL GAZZETTINO

"Misura la misura" era il progetto per contrastare il fenomeno delle stragi del sabato sera. Le task force costavano 570 euro per notte 
Fallisce la campagna contro gli ubriachi al volante

La Motorizzazione: «L’abbiamo proposta a 500 Comuni e 165 discoteche, ma hanno aderito soltanto in nove»

Mestre

«Della sicurezza stradale se ne fregano» è la cruda sintesi di Carmelo Trotta, coordinatore delle Motorizzazioni civili del Nordest. In effetti era stato tutto organizzato nei dettagli: avevano scritto a 500 Comuni, una dozzina di Province e 165 gestori di discoteche di tutto il Nordest. L’obbiettivo era contrastare il fenomeno degli ubriachi al volante. Da Roma il ministero dei Trasporti aveva erogato i fondi (50.000 euro) per finanziare almeno un centinaio di uscite della task force notturna attrezzata di etilometri e strumenti adatti. Ma il progetto è miseramente fallito: solo 8 Comuni e 1 Provincia hanno aderito. Nessuna discoteca (malgrado il coinvolgimento del loro "sindacato" Silb). E non sono stati spesi neppure tutti i soldi.

"Misura la misura" era il progetto lanciato a fine giugno dalle Motorizzazioni di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Ora, il loro coordinatore punta il dito: «Gli amministratori e i gestori di locali notturni del Nordest predicano bene, ma razzolano malissimo. Noi fornivamo un servizio "chiavi in mano" garantendo alcune centinaia di controlli per ogni notte di attività per una cifra irrisoria considerando il livello delle persone impegnate. Ma alla fine dell’estate ci troviamo ad aver fatto soltanto 56 uscite, 36 delle quali nel Comune di Verona, l’unico ad aver speso una cifra dignitosa per dimostrare il proprio impegno».

In effetti a parte quelle 36 uscite ce ne sono state in tre mesi soltanto altre 20: 6 a Padova, 4 a Belluno, 3 a Castelfranco e Marano Vicentino, 2 a San Vito (Pn),1 a Caerano (Tv) e una nella provincia di Rovigo (unico ente sovracomunale a rispondere, ma per investire solo 570 euro). In provincia di Venezia, dove c’è il maggior numero di discoteche, non ha aderito nessuno.

«Si trattava in effetti di un investimento - spiega lo stesso Trotta - perchè al solo Veneto gli incidenti stradali costano ogni anno 1570 milioni di euro di spese sanitarie e di soccorsi, mancata produttività, ecc.. A Friuli VG e Trentino AA costano altri 450 milioni ciascuna: almeno un terzo di quelle cifre è dovuta a sinistri provocati da ubriachi al volante. Insomma spendere 570 euro per controllare qualche centinaio di giovani all’uscita delle discoteche avrebbe evitato chissà quanti incidenti e di conseguenza fatto risparmiare costi».

La Motorizzazione aveva predisposto i turni estivi per mettere a disposizione i propri tecnici "armati" di etilometro in qualsiasi provincia. Solo 56 volte le squadre (composte anche da un medico e un agente di polizia) sono entrate in azione controllando 8.487 persone. «È comunque un campione significativo che ci permette di dimostrare l’importanza dell’iniziativa che fa prevenzione o meglio formazione alla sicurezza - hanno spiegato ieri i tecnici della Motorizzazione - Il 30% dei giovani controllati era oltre la soglia di 0.5 grammi per litro di sangue, una decina di ventenni era in coma etilico e se avesse guidato...».

La Motorizzazione, comunque, non dispera e già venerdì lancerà la nuova campagna "Mettiamoci sulla buona strada" dedicata alle scuole: saranno 600 gli studenti coinvolti in questa prima uscita, ma si conta di arrivare a quota 100 mila nel solo Veneto dopo averne "istruiti" 34.500 lo scorso anno in 182 istituti (Venezia la capofila, stavolta, con 44 scuole).

Il quadro della sicurezza stradale a Nordest comunque non è del tutto negativo: «Il numero dei controlli sta progressivamente aumentando - assicura Ciro Pellone, comandante della Polstrada della provincia di Venezia - così come il numero delle patenti ritirate, ma il fenomeno non può essere combattuto soltanto con la repressione. La campagna che premiava il guidatore astemio (il giovane del gruppo che non beveva per garantire un rientro sicuro) ha avuto effetti positivi, ma i risultati si ottengono solo col coinvolgimento di tutti».

Proprio a incentivare i comportamenti virtuosi stanno pensando i tecnici nordestini del ministero dei Trasporti: «Sono allo studio nuove forme di valorizzazione di chi rispetta il codice della strada» conclude Trotta. Nel cassetto ci sono sconti fiscali e assicurativi, premi a chi usa i mezzi pubblici e altre iniziative analoghe. A discuterne e spiegarle alla gente, venerdì, sono stati invitati parlamentari e assessori regionali, ma qualcuno ha già dato forfait.

Gigi Bignotti


IL GAZZETTINO

IL CASO 
Nordest, un fiasco la campagna contro l’alcol al volante

Una campagna contro gli "ubriachi al volante" a Nordest, finanziata dal ministero dei Trasporti, che fallisce miseramente: solo 8 Comuni su 500 aderiscono, ma le task force delle Motorizzazioni civili trivenete alla fine effettuano solo 56 uscite sulle 200 previste e così non vengono spesi neppure tutti i soldi stanziati. Ieri a Mestre il coordinatore dell’iniziativa, Carmelo Trotta, ha puntato il dito sugli enti pubblici e sui gestori delle discoteche: 165 i locali interpellati, nessuna adesione.
Per Giovanni Serpelloni, direttore dell’Osservatorio sulle dipendenze della Regione Veneto, gli ultimi dati sui controlli effettuati per le stragi del sabato sera non consentono di abbassare la guardia: il 45,6% dei giovani controllati è risultato inidoneo alla guida e fra i negativi all’alcol, il 22% era positivo alle droghe.


IL MATTINO

FA DISCUTERE IL «NO» DEL SINDACO ALLA VENDITA DI ALCOLICI DOPO LE 23 
Astemi per forza, a Ravello è polemica

MARIO AMODIO 26/09/2007 - Ravello città della musica, patria del turismo d’élite e da qualche anno anche di banchetti e matrimoni. Ma non è tutto, per la poliedrica Ravello. Già perché, alle varie sfaccettature che contraddistinguono il paese, si unito persino un singolare divieto. Quello cioè di somministrare bevande alcoliche durante le ore serali vietandone la vendita ed il consumo dalle ore 24 presso i bar, i ristoranti e gli alberghi. Un provvedimento necessario, per il sindaco Paolo Imperato, in quanto utile a contrastare intemperanze e schiamazzi che rischiano di «turbare la quiete pubblica». «Intempestivo, tardivo e illegittimo», è il giudizio del gruppo di minoranza “Insieme per Ravello”, secondo cui il dispositivo varato il 17 settembre scorso «produrrebbe solo effetti negativi». E così, intorno alla vicenda che potrebbe culminare anche in una clamorosa azione di protesta, è scontro tra maggioranza e opposizione, con quest’ultima che invoca «l’immediata revoca dell’ordinanza e l’attivazione di un tavolo con il coinvolgimento degli operatori interessati al provvedimento e delle forze politiche presenti in consiglio e sul territorio». Il dispositivo, varato in via sperimentale (durerà fino al 31 ottobre) prevede due tipi di divieti: il primo (dalle 23 alle 7), riguarda la vendita per asporto delle bevande alcoliche in qualsiasi contenitore; il secondo (dalle 24 alle 7), la somministrazione e il relativo consumo presso l’esercizio commerciale e nelle aree in concessione. L’unica deroga è prevista per alberghi e ristoranti, dove la somministrazione di alcolici, limitatamente al consumo sul posto, è consentita solo per eventi come matrimoni e feste «e comunque non oltre mezzanotte e mezza». Regole, queste, che non convincono i consiglieri di opposizione i quali, in una lettera aperta, hanno indicato gli effetti negativi dell’ordinanza, in quanto «il fenomeno degli schiamazzi notturni, legati all’abuso di superalcolici, sarebbe noto da tempo e non si comprende quale effetto positivo possa produrre tale provvedimento varato alla fine della stagione turistica che ha visto la maggior presenza di ospiti nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre». Di qui, la sferzata al sindaco Imperato: «I provvedimenti non si adottano per la soddisfazione di pochi quando interessano la collettività e l’economia di un intero paese. L’interesse pubblico si persegue attivando gli strumenti della concertazione con i gruppi di interesse presenti sul territorio, nonché con il ricorso alle commissioni consiliari tanto sbandierate e mai attivate». 


IL GAZZETTINO (Rovigo)

Anche Diego Cancian, consigliere provinciale di Progetto Nordest, non condivide la decisione dell’amministrazione comunale di patrocinare l’iniziativa 
"Spritz da Guinness", pioggia di critiche

Ma Malaspina e Pecchie difendono la scelta: «Sarà anche un’occasione anche per discutere sui giovani e le problematiche legate al bere»
Chioggia
Dopo le critiche del consigliere d’opposizione ed ex sindaco Fortunato Guarnieri sullo "Spritz da Guinness" piovono anche le critiche pesanti di Diego Cancian, consigliere regionale di Progetto Nordest: "Se la notizia dell’iniziativa Mille litri di spritz progettata a Chioggia per domenica da un privato e patrocinata dall’assessorato alla Cultura e al turismo dovesse essere vera sarebbe veramente triste".
Così esordisce Cancian che insiste: "È triste che un’amministrazione comunale avvalli un’iniziativa dichiaratamente destinata a trasformarsi in una ubriacatura generale visto che questa mega mescita di spritz si pone di battere ogni record per entrare nel Guinness dei primati. Non vorrei che l’unico Guinness raggiunto possa essere quello dei platani centrati da automobilisti ubriachi dopo la bevuta chioggiotta. Valorizzare e far conoscere Chioggia penso significhi qualcos’altro e speravo che questa amministrazione usasse l’intelligenza e l’iniziativa per sviluppare la cultura e il turismo di Chioggia con tutti i modi più seri che si conoscano, sicuramente non con quelli attuati con questa iniziativa".
"Non è un incentivo a far bere la gente ma solo una manifestazione, un momento di aggregazione per stabilire un record e per affrontare le problematiche legate al bere con i giovani". Replicano così i due assessori al Turismo Massimiliano Malaspina e alle Politiche giovanili Nicola Boscolo Pecchie alla critiche, forse inattese, sull’iniziativa di domenica prossima. L’ex sindaco Fortunato Guarnieri aveva bollato la manifestazione come pericolosa e l’amministrazione come irresponsabile per incentivare i giovani a bere infischiandosene di tutte le patologie e dei pericoli che ciò comporta. Lo spritz spiega Malaspina è una tradizione del Veneto e dei nostri giovani. Di sicuro noi non vogliamo far passare il messaggio che si possono bere 100 spritz in un giorno. L’iniziativa ha tanti fini positivi: stabilire un record mondiale che porti il nome di Chioggia sul libro dei guinness, creare un momento di aggregazione con musica e spettacolo per i nostri giovani e parlare dei problemi legati al bere e alla guida in stato di ebbrezza direttamente con loro dal palco. Interverrà l’equipe Cont-Tatto, interverrà un parroco, distribuiremo etilometri gratuiti, insomma non vediamo nulla di male in questa manifestazione che da oltretutto il ricavato completamente in beneficenza".
(*)Sulla stella linea anche Pecchie: È scontato che qualsiasi eccesso sarà evitato. Forse anche Guarnieri è vicino ad un record, quello delle polemiche inutili.
M.B.
(*) Nota: con la stessa logica si potrebbe cercare di entrare nei Guinness dei primati confezionando uno spinello lungo dieci metri, un sigaro di uguali proporzioni o una compressa di ecstasy da mezzo chilo. Il tutto, ovviamente, per fare prevenzione e beneficenza.


AFFARI ITALIANI

Firenze/ Picchia la ex moglie e le getta addosso acido muriatico
26.09.2007- Picchia la ex moglie ma non contento le getta addosso dell’acido muriatico. Ad assistere allo spettacolo i due figli che sono rimasti intossicati. E’ successo nella notte a Firenze quando alle 03.00 le Volanti sono intervenute in un’abitazione, per una segnalazione pervenuta al "113" di una donna che era stata picchiata in casa dall’ex marito.
Una siciliana di quarantuno anni residente a Firenze, ha riferito di essere stata aggredita nella notte dall’ex marito, un cittadino kosovaro del 1958 che, entrato nell’appartamento da una finestra aperta, dopo aver scavalcato un cancello ed un muro di cinta, l’ha picchiata davanti ai due figli minori, mettendosi in fuga dopo averle versato addosso e sul pavimento dell’acido muriatico. Quando le Volanti sono giunte sul posto l’uomo si stava allontanando a bordo di una Fiat Punto. Gli operatori, dopo un arduo inseguimento lo hanno bloccato e lui, palesemente ubriaco, si e’ scagliato contro di loro colpendoli con spinte e calci.


LA REPUBBLICA

PICCHIATA E VIOLENTATA,TORNA CON EX CHE LA PICCHIA ANCORA
Era stata sequestrata e seviziata dal suo compagno e liberata dalla polizia, ma era poi tornata a vivere con lui e ieri, in occasione della sentenza di condanna dell’uomo, ha rivissuto lo stesso incubo: picchiata e chiusa in casa. E’ la storia di Veronica, romena di 36 anni, residente a Torino, la cui storia era finita sui giornali nel 2005, quando riusci’ a liberarsi dalla baracca in cui viveva con il marito che l’aveva chiusa dentro, dopo averla picchiata e violentata. Ieri, Valentin Cascaescu e’ stato condannato per quella vicenda a 2 anni e 2 mesi di reclusione con la condizionale. Ma nel frattempo, i due erano tornati a vivere insieme in un appartamento di via Monte Rosa. Ieri i vicini hanno sentito le grida d’aiuto provenire dall’alloggio e hanno chiamato la polizia: la donna era chiusa in casa a chiave, impossibilitata a uscire. Gli agenti sono entrati con l’aiuto dei vigili del fuoco da una finestra e l’hanno trovata con il volto tumefatto. E’ stata Veronica stessa a mostrare alle forze dell’ordine i giornali che nel 2005 avevano pubblicato la sua storia, che ora pero’ si e’ ripetuta. Era tornata infatti a vivere con Valentin, che ha problemi di alcolismo e che ieri, adirato per la sentenza, ha nuovamente infierito su di lei. L’uomo e’ tornato a casa mentre c’erano ancora i poliziotti sul posto ed e’ stato nuovamente arrestato.


CORRIERE ADRIATICO

Intanto rischia un processo per il rogo da Irma
Pugno alla convivente Andreozzi condannato

ANCONA - Ce l’aveva in particolare con gli animali domestici e con le sue fidanzate. Cani e gatti li sbatteva contro il muro (un povero bassottino ci rimise anche le penne) mentre alle sue ex, almeno stando alle accuse, rifilava sberle e pugni. Eugenio Andreozzi, 53 anni, originario di San Marcello, incriminato per il rogo che ha distrutto la trattoria Irma in porto, torna in tribunale da imputato per un tumultuoso litigio con l’allora convivente, nell’ottobre 2003, in cui le avrebbe affibbi

Giovedì, 27 Settembre 2007
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