Giovedì 28 Maggio 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 27 agosto 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta


IL GIORNALE DI VICENZA

MALATTIE
«L’aviaria, il fumo e l’alcol» (*)
 Leggo nei sottotitoli di un telegiornale: “Aviaria. Muore una donna a Bali. Salgono a 84 le vittime”. 84 solo a Bali, e sono tantissime, o in totale? Penso a quanto ne abbiamo sentito parlare: TG, giornali, interviste con gli esperti, niente polli, niente uova, coprire i pollai con reti finissime. 84 morti.
Penso alla campagna contro il fumo: il fumo fa male, a te e agli altri. Provoca tumori e molte altre patologie. Di fumo si muore. TG, giornali, interviste con gli esperti ecc. Da tre anni ritaglio tutto quello che riguarda il problema alcol (centinaia di ritagli grandi e piccoli), ma quello che passa è che l’alcol provoca incidenti stradali. Solo?
Rari e recenti articoli relativi a ragazze violentate mentre erano ubriache, ad alcune violenze in casa, all’alcolismo giovanile, agli anniversari, a volte con testimonianze, degli Alcolisti Anonimi, oltre a qualche altro di Franco Pepe, non sono sufficienti per far capire la gravità del problema sociale che va al di là della pericolosità sulla strada.
Dove sono i medici, gli esperti, che dicono che di alcol si muore anche senza l’auto? E i tumori al fegato? E quelli alla faringe? E tutte le malattie collegate? E le violenze sessuali e non? E i matrimoni falliti? E i litigi in famiglia? E gli incidenti sul lavoro?...
Perché non si fanno campagne al pari di quella contro il fumo? Perché non si intervistano medici-chirurghi che informino della reale pericolosità dell’alcolismo, avvocati divorzisti che testimonino come l’alcol influisce negativamente nella vita di coppia, psicologi che riferiscano come l’alcol assunto da qualche familiare condizioni pesantemente la crescita sana e normale dei ragazzi...
Perché, non dimentichiamolo, chi guida ubriaco, poi ubriaco torna a casa.

E.S. - Schio
(*) Nota: se qualcuno di Schio, lettore di questa rassegna, ci mette in contatto con l’estensore di questa lettera, saremmo lieti di inviargli la rassegna stessa.

IL MATTINO

 

 

RISPONDE PIETRO GARGANO 
Nessuna pietà per gli ubriachi al volante

C’è stato l’ennesimo incidente stradale causato dall’abuso di alcol, nei pressi della Domiziana, dove un extracomunitario, invadendo la carreggiata opposta, ha causato la morte di una bambina di tre mesi. Ma cosa sta accadendo? Si sta verificando un terribile effetto imitazione. I mass-media dovrebbero adottare una più corposa campagna di prevenzione che vada al di là della cronaca, con approfondite nozioni di sicurezza stradale. Infatti il problema è di natura culturale. Il fascino esercitato dalla regola generale deve dimostrarsi più forte dell’inclinazione ad adattarsi. La natura umana è suscettibile di miglioramento attraverso l’educazione. Riproporre le solite immagine suscita forse nell’ubriaco incallito una risposta aggressiva. Bisogna intensificare, anche attraverso filmati, la cultura e l’educazione alla prevenzione, scuotendo l’autocoscienza individuale.

Gianfranco Maiorino TORRE DEL GRECO (NA)

Per il dramma delle stragi sulle strade, qualche politico suggerisce la soluzione del sequestro dell’auto nei confronti di chi guida in stato di ebbrezza; ma, ciò a strage compiuta, con i morti per terra, in sede di successivi controlli sul guidatore, perchè sarebbe assurdo e difficile controllare tutti i soggetti che si ritrovano alla guida. Certo, in generale è cosa buona e giusta operare un maggiore controllo su chi guida, ma, se a un automobilista è stata ritirata la patente - certo per gravissima violazione - non una sola volta, ma per ben tre volte come sappiamo e notoriamente accade, è proprio tanto fuori dal buon senso e dalla coerenza ritenere che quel guidatore, per la sua comprovata recidività, costituisce sulle nostre strade un pericolo gravissimo per la pubblica incolumità? È proprio così irragionevole, incivile e assurdo applicargli la sanzione del ritiro della patente a vita? O bisogna attendere tranquillamente nuove stragi provocate da soggetti che hanno dato prova certa di essere non idonei alla guida?

Francesco Cerreto MADDALONI (CE)
Caro dottor Gargano, i drammatici incidenti d’auto che hanno mietuto giovanissime vite riportano alla ribalta tutte le carenze che, da decenni, affliggono e penalizzano la sicurezza degli automobilisti corretti. Come al solito in Italia si vuole friggere il pesce con l’acqua. Mancano gli uomini e i controlli sono pochi; a fronte dei 200.000 della Francia in Italia se ne fanno appena 80.000. Bisognerebbe poi controllare la qualità dei controlli stessi; tanto per farle un esempio, in Tangenziale si nota qualche sporadica pattuglia solo all’uscita di Pozzuoli o del Vomero. Mediamente nelle altre nazioni europee vi sono posti di blocco ogni 10/15 km. In Italia ogni 40. Questo la dice lunga sulla sicurezza di noi automobilisti. Divieti e sanzioni non servono a niente se non vi è chi vigili sul loro rispetto. In Italia vi sono circa 8000 morti, 235.000 incidenti, 300.000 feriti di cui un 20/30 % restano invalidi a vita. Il costo per la sanità pubblica è spaventoso e dovrebbe indurre i nostri governanti a prendere provvedimenti seri. Su fatti gravi bisogna essere drastici altrimenti continuerà la mattanza.
Umberto Capoccia - NAPOLI

In reltà l’investitore assassino della piccola sulla Domiziana non aveva assunto alcol, ma droga. L’avvocato prevede che se la caverà con una condanna a cinque anni, e sarà un altro scandalo. Gli episodi di incidenti mortali provocati da piloti ubriachi o intontiti dalla droga si stanno moltiplicando. Effetto-imitazione, scrive il signor Maiorino, ed è una tesi rispettabile. Ma io ci vedo piuttosto lo specchio di una società impazzita. E non me la prendo tanto con i magistrati, che pure certe volte eccedono con il garantismo, quanto con i politici che da decenni non riescono a votare leggi adatte a frenare i massacri sulle strade. Eppure su certi temi non bisognerebbe dividersi, essere di destra, di sinistra o di centro dovrebbe significare niente. Insomma, chi guida in stato di ebbrezza, di qualsiasi tipo, dovrebbe essere colpito con estrema severità e non dovrebbe tornare più al volante. Come dovrebbe essere limitata la velocità, nello stesso tempo aumentando i controlli e le misure di sicurezza. Lo dico pensando ad Aristide La Rocca che in questa pagina avviò una campagna per la sicurezza sulle strade. 


IL SOLE 24ORE

27-08-2007
Circolazione stradale ... Ebbrezza provata senza l’etilometro...

Deve ritenersi colpevole dei reati previsti dall’articolo 186, commi 2 e 7, del Codice della strada il soggetto che, tenendo una condotta di guida di intralcio e pericolo per la circolazione, dopo essere stato fermato da agenti della Ps si rifiuti di sottoporsi all’accertamento del tasso alcolemico pur presentando alito vinoso, difficoltà dei movimenti, linguaggio confuso.
Invero, la Suprema corte ha fissato il principio secondo cui per accertare lo stato di ebbrezza del conducente del veicolo non è indispensabile l’utilizzazione degli strumenti tecnici di accertamento previsti dal codice (etilometro), ben potendo il giudice di merito ricavare l’esistenza ditale stato da elementi sintomatici quali l’alito vinoso, l’eloquio sconnesso, l’andatura barcollante, le modalità di guida o altre circostanze che possano far fondatamente presumere l’esistenza dello stato indicato.


BRESCIA OGGI


INCIDENTI. Tragico episodio nel Cremonese

Ubriaco alla guida uccide motociclista

Per l’alcol una donna esce di strada e muore e a Milano un immigrato investe un pedone

 

MILANO

Ancora incidenti, feriti e morti causati dalla guida sotto effetto dell’alcool. L’ultimo incidente si è verificato, l’altra notte nei pressi di Lissone (Milano): una donna, che è risultata guidare con una quantità di alcool nel sangue molto sopra i limiti, è stata sbalzata fuori dall’auto, che si è ribaltata e si trova ricoverata in gravissime condizioni per un’emorragia con ematoma intracranico.

 Nella notte tra venerdì e sabato è morto un motociclista, investito nel cremonese da un automobilista ubriaco che ha effettuato un sorpasso azzardato e che è stato denunciato per omicidio colposo e guida in stato d’ebbrezza.

 

L’incidente è avvenuto sulla strada che da Soncino (Cremona) porta a Orzinuovi (Brescia). All’automobilista, che guidava una Toyota, era già stata ritirata la patente tre volte tra il novembre 2002 e il febbraio 2004. I medici hanno tentato di tutto, anche un intervento chirurgico, per salvare il centauro milanese Gian Carlo Belli. Il conducente della vettura, G.G., 33 anni di Fiesco (Cremona) è risultato avere in corpo un valore doppio di alcol rispetto a quello consentito dalla legge.

 

Nelle stesse ore nel centro di Milano, una 29enne a passeggio con sua madre, veniva travolta in un incidente causato da un immigrato alla guida della sua moto con un tasso alcolico cinque volte superiore alla legge e si trova ancora in coma.



 

ANSA

2007-08-26
CITTA’ SI RIEMPIONO MA INCIDENTI FUNESTANO RIENTRI
ROMA - Gli italiani tornano in città dopo le vacanze estive. E da lunedì i centri urbani saranno quasi al completo. E’ proseguito per tutta la giornata di domenica il controesodo cominciato venerdì scorso. Anche stavolta non sono mancati code e rallentamenti,. Secondo la Società Autostrade per l’Italia, il traffico è stato intenso, ma scorrevole. A funestare il week-end sono stati soprattutto gli incidenti stradali, in tanti casi causati dall’abuso di alcol.
(…)
INCIDENTI
Sono stati diversi nel fine settimana. E in più casi la causa è stato lo stato di ebbrezza del conducente. In Lombardia tre gli incidenti provocati dall’alcol: in uno nel cremonese ha perso la vita sabato un motociclista investito durante un sorpasso azzardato da un automobilista ubriaco a cui già tre volte era stata ritirata la patente. Ed è in condizioni gravissime una donna che , sempre sabato, nei pressi di Lissone (Milano) si è ribaltata con la sua auto: nel sangue le è stata riscontrata una quantità di alcol superiore ai limiti. E ancora nella giornata di sabato a Milano un’altra donna, che è in coma, é stata investita da un immigrato ucraino ubriaco: all’uomo, che è stato denunciato, è stata ritirata la patente e confiscata la vettura. Denuncia anche per un giovane di Rossano (Cosenza), che guidava ubriaco e che per questa ragione si è ribaltato con la sua auto sulla statale 106 ionica, e per un genovese che, avendo bevuto, procedeva a zig zag sulla autostrada A 10, nel tratto Genova Ventimiglia. Altri due incidenti - ma stavolta l’alcol non c’entra- si sono verificati sull’A23 Udine -Tarvisio e sull’A4 Venezia- Trieste: il primo è stato causato da un furgone che si è schiantato contro un Tir parcheggiato un’area di sosta; nell’impatto ha perso la vita una donna e altre tre persone- tra cui due bambini -sono rimasti feriti. Nel secondo, nello scontro tra due autovetture, sono rimaste ferite otto persone, alcune in maniera grave. 


IL SECOLO XIX

27 agosto 2007
Seicento patenti ritirate, pioggia di ricorsi al giudice
D. Frec.
Oltre seicento patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza in poco più di tre mesi. Quasi cinquanta alla settimana (soprattutto il fine settimana) da giugno ad oggi sulle strade savonesi. Un numero elevatissimo che non trova eguali nei dati dell’estate scorsa quando gli automobilisti scoperti con un tasso alcolico superiore alla norma erano stati meno della metà.
Colpa - si fa per dire - del netto aumento dei controlli specifici che le forze di polizia hanno lanciato per contrastare il fenomeno e soprattutto del boom dell’utilizzo non più solo dell’etilometro (lo strumento ufficiale lo hanno in dotazione solo vigili urbani e Polstrada) ma dei micidiali accertatori preliminari - comunemente detti palloncino e “microfono” - che non hanno valore di legge ma sono usati come spie dell’eventuale ubriacatura. Se confermata la presenza di alcol nel fiato si passa poi alla verifica nel più vicino etilometro disponibile. Ed è proprio questo strumento usa e getta che sta facendo decine di vittime.
Nel solo ultimo fine settimana sono stati 24 gli automobilisti sorpresi alla guida ubriachi dalla Polstrada nei due posti di blocco storici: l’uscita del casello di Albisola Superiore e l’Aurelia tra Alassio e Laigueglia. Ma il bilancio completo del week-end sfiora i 40 ritiri sommando anche quelli disposti da vigili urbani, carabinieri e persino guardia di finanza.
Tantissimi, troppi, segno che la brutta abitudine di guidare alticci è ancora molto diffusa nonostante la stangata del recente decreto ministeriale che ha inasprito pene e sanzioni.
Il problema è tra l’altro che questo mare di patenti sospese sta creando un vero e proprio caso giudiziario visto che tantissime vittime - ovviamente non quelle recidive né quelle scoperte alla guida con tassi imbarazzanti - si sono messe nelle mani di avvocati per ricorrere al tribunale e chiedere, come minimo, di scontare la pena (il periodo di stop della patente) in un altro momento. Tra i motivi dei ricorsi non mancano neppure quelli che contestano in toto i controlli («la validità degli accertatori usa e getta?») e persino la logistica dei posti di blocco («sempre negli stessi punti, penalizzando chi ci abita vicino»).
Ascoltando gli avvocati in questi giorni, insomma, emergono vicende bizzarre. Tra le motivazioni per chiedere la restituzione della patente l’escamotage più utilizzato risalta il “motivo di lavoro” e peccato che spesso le professioni citate non riguardino affatto l’uso dell’auto. Per casalinghe, studenti, liberi professionisti, negozianti, ecc., l’auto non è indispensabile eppure i loro ricorsi abbondano. C’è per esempio pendente il caso di una casalinga di Albissola che «senza auto non può fare la spesa»; di un avvocato di Savona che non sa come raggiungere il tribunale di Albenga dove ha vari processi; persino di uno studente dell’entroterra albisolese che senza la patente non può andare all’università di Genova: «Il treno c’è, ma non arrivo in tempo alla Stazione col bus». E per finire c’è il caso di un savonese (M. S.) che vive in via Quarda e nel ricorso al giudice di pace ha contestato la postazione dei controllori: «Dalla Torretta ci sono le pattuglie tutte le sere, io che abito a pochi metri ci devo passare per forza e sono sempre controllato. Nell’ultimo mese tre volte. Non è giusto».


LA SICILIA

Ubriachi al volante, quattro patenti ritirate 

Non si fermano i controlli dei carabinieri nei fine settimana per cercare di ridimensionare il triste fenomeno di cittadini ubriachi al volante. Tra venerdì e domenica notte quattro le persone segnalate alla magistratura, per guida in stato di ebbrezza, e che si sono visti ritirare la patente di giudica da parte dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia.

Sabato alle 4 di notte, la prima denuncia: una pattuglia del Norm ha fermato, via Santo Spirito, una macchina alla cui guida c’era un giovane nisseno di 20 anni, M.P., in evidente stato di ebbrezza. I controlli con l’etilometro hanno confermato che il giovane era ubriaco, con un tasso alcolemico di 1, il doppio di quello consentito. Da qui la segnalazione alla magistratura, 10 punti di penalità e il ritiro della patente di guida. Sabato sera la denuncia è scattata per un nisseno di 51 anni, E.D., fermato dai carabinieri del Norm, in via Angeli, anche lui con un tasso alcolemico di 1,90: così anche in questo caso è scattato il ritiro della patente e la denuncia a piede libero. Alcune ore dopo è incappato nella denuncia, in via Rochester, A.L., 41 anni, anche lui nisseno, con un tasso alcolemico stavolta di 2, per quattro volte di quello consentito. A carico di questa persona è scattata anche la segnalazione per detenzione di atti a offendere, perché nella sua macchina è stata trovata una mazza.

Infine alle 2,30, in viale Testasecca, G.R., 32 anni, in stato di ebbrezza, ha demolito alcuni cartelli stradali, in un incidente autonomo. I carabinieri, intervenuti, hanno rivelato un tasso alcolemico di 1,93: anche qui denuncia e ritiro della patente.


LA REPUBBLICA

L’iniziativa dell’onorevole Francesco Giro, coordinatore regionale di Forza Italia Stamani darà la cassetta al prefetto Serra. L’assessore: scoperta l’acqua calda
Coca e alcol, video choc a Trastevere Deputato-detective filma tutto
Sniffate sugli specchietti delle auto, giovani barcollanti, spacciatori indisturbati Protestano i residenti. Il Comune: abbiamo già rafforzato la vigilanza
di PAOLO G. BRERA
ROMA - 27 agosto 2007 All’ennesima notte insonne l’onorevole ha detto stop. Imbracciata la telecamera, alle due del mattino il deputato e coordinatore regionale di Forza Italia, Francesco Giro, s’affaccia alla finestra di casa, cuore di Trastevere, e filma: ragazzine minorenni che prima voltano lo specchietto del motorino, poi ci sniffano la coca; spacciatori che incassano sorridendo, giovani che sciamano con in mano le bottiglie che un’ordinanza del prefetto vieta di vendere loro la notte. E le "canne" arrotolate tra le auto in sosta, le pipì liberatorie sui portoni, gli scrivani metropolitani al lavoro sui muri...
Storie di degrado in un condensato notturno di quattro ore: per due notti consecutive Giro ha acceso la telecamera alle due e l’ha spenta alle quattro. Poi ha chiamato giornali e il prefetto: "Mi auguro che il sindaco Veltroni finalmente ci ascolti - dice Giro - perché a Roma esiste un’emergenza sociale e per accorgersene basta passeggiare per le vie del Centro, da Testaccio a San Lorenzo a Campo dè Fiori e ora a Trastevere. E non osiamo immaginare cosa accade in periferia". "Giro lo conosciamo tutti: ha fatto la scoperta dell’acqua calda", replica gelido l’assessore alle Politiche giovanili, Jean Leonard Touadi, elencando le mosse del Comune: dalla Ztl notturna "per garantire serenità acustica" all’ordinanza che vieta la vendita delle bottiglie la notte "chiesta insistentemente e ottenuta dal prefetto"; dagli "sforzi ingenti in uomini e denaro per il decoro urbano" alla "video sorveglianza nelle aree calde".
Tant’è: Giro ha alzato il telefono e ha chiamato il prefetto, raccontandogli le notti bianche di vicolo del Bologna, che in pratica è il lato B di una delle piazze più bollenti delle notti romane, quella di Trilussa in cui il presidio delle forze dell’ordine è costante. "Lui - racconta - mi ha detto: Giro, ma ce l’hai con me? Ma, no, prefetto, sono le immagini parlano da sole. Alla fine mi ha dato appuntamento per domani". Cioè oggi, quando andrà a portargli il suo "video choc", consegnato ieri al Tg5 che lo ha mandato in onda nell’edizione serale.
Roma tossica e degradata? Serra, che tra pochi giorni lascerà per un altro incarico, è laconico: "Se fumano marjiuana e si ubriacano non è reato". Giro chiede un’auto della polizia tutte le notti, quando chiudono i locali e l’anti-movida conquista la piazzetta sotto casa sua. "Massì, certo... mettiamone una in ogni strada", dice ironico. Certo è che in vicolo del Bologna i residenti sono infuriati. Hanno paura, ma con l’anonimato lo sfogo è torrentizio: "Sono un primario pediatra di sinistra, la situazione è pesante. Ieri mi hanno smontato il contachilometri del motorino. L’altro giorno quattro ragazzi facevano pipì sul muro accanto al mio portone, ho provato a protestare e mi hanno risposto: "Ma che vuoi? Se era un cane te ne stavi zitto, no?"". Nei giorni scorsi, raccontano altri, "è nata una lite da uno scherno a un residente gay". È finita con l’occhio nero di un altro residente". E quel che fa paura è la polvere bianca, che stravolge i volti e alza l’adrenalina. "Purtroppo arriva coca a prezzi sempre più popolari - dice Touadi - e insieme all’alcol sta entrando pericolosamente nella vita notturna dei giovani".


AGI

SICUREZZA STRADALE: PALERMO, UBRIACO CAUSA INCIDENTE E FUGGE
Palermo, 27 ago. - Un ubriaco al volante di una Fiat "Panda" ha causato un incidente stradale la notte scorsa a Palermo e ha proseguito senza nemmeno rendersene conto. E’ stato poco dopo rintracciato dalla polizia e denunciato per guida in stato di ebbrezza e omissione di soccorso. Secondo i poliziotti del commissariato "Liberta’", l’uomo, di 59 anni, ha invaso con la sua utilitaria la corsia di marcia opposta e ha cosi’ urtato contro un’altra vettura, in via Papa Sergio, davanti al grand hotel Villa Igiea. Dopo l’impatto, ha proseguito la sua corsa, inseguito dall’auto tamponata e dalla polizia. Quando e’ stato raggiunto, e’ apparso agli agenti in stato di ubriachezza ma ha rifiutato di sottoporsi all’etilometro. Oltre alla denuncia penale, sono state avviate le procedure per la sospensione della patente. La "Panda" e’ stata sequestrata.


IL SECOLO XIX

27 agosto 2007
Medico ubriaco guida a zig zag in autostrada

Matteo Indice
Le prime segnalazioni giunte al 113 riferivano d’una Nissan scura che faceva zigzag sull’A10, in prossimità di Voltri e ad alta velocità: «Quell’auto è un pericolo pubblico - ha ripetuto una donna al telefono con la centrale operativa della polizia - e tra l’altro il traffico a quest’ora è abbastanza intenso». Volanti e pattuglie della Stradale hanno cominciato a dargli la caccia prima che potesse far danni, bloccando la vettura fra le barriere di Pegli e Aeroporto.
A bordo c’era un medico di 57 anni che guidava con un tasso alcolico superiore di quasi sei volte al limite: nei suoi confronti è scattata una denuncia, mentre la macchina è stata ritirata dal figlio. Erano da poco passate le 17,30 quando è scattato l’allarme. Almeno quattro-cinque automobilisti che a quell’ora stavano marciando sulla Savona Genova si sono spaventati davanti alle manovre della Nissan, il cui autista aveva intrapreso una specie di slalom incurante dei (numerosi) colpi di clacson.
I poliziotti hanno capito subito che non c’era tempo da perdere e sono riusciti a intercettarlo qualche chilometro più avanti, faticando non poco per farlo accostare in una piazzola di sosta. Esaminati i documenti hanno scoperto che al volante si trovava il medico cinquantasettenne, con un tasso alcolico di 2,73 grammi per litro, quasi sei volte superiore al limite di 0,50. Per l’uomo è scattata una segnalazione all’autorità giudiziaria, mentre la macchina è stata recuperata dal figlio, contattato successivamente dalle forze dell’ordine.
Cercando di decifrare un po’ meglio la vicenda, soprattutto di capire perché il guidatore si fosse messo in marcia in quelle condizioni, gli inquirenti hanno scoperto che l’uomo era stato segnato da un lutto familiare e in qualche modo aveva cercato conforto nel bere. Un dettaglio che ha colpito profondamente gli agenti, ma il pericolo creato agli altri automobilisti (oltre che a se stesso) era stato troppo elevato per non intervenire in modo drastico.
Nel frattempo il bilancio dei controlli eseguiti dalla Polstrada nel fine settimana sulle strade della Liguria certifica parecchie difficoltà nello stroncare il fenomeno delle guide in stato di ebbrezza: venticinque patenti ritirate, 264 punti sottratti, due veicoli sequestrati, dopo che sono stati controllati complessivamente 315 mezzi e 347 persone.
La maggior parte delle licenze di guida sequestrate (nove) appartengono ad automobilisti di età compresa nella fascia tra i 23 ed i 27 anni; tre sono di automobilisti tra i 18 ed i 22 anni, sette di giovani tra i 28 ed i 32 anni e sei di uomini oltre i 32 anni. I poliziotti hanno anche distribuito 13 biglietti omaggio per l’ingresso in discoteca (in base a un accordo siglato tempo fa tra la polizia e molti gestori di locali del Ponente) a giovani risultati in regola all’esame dell’etilometro


EMERGENZA ALCOLISMO (Tratto da LIBERTA’)

Tutti sobri tranne il guidatore: scatta la denuncia

27/08/07 - Piacenza - (mir) Perché iscriversi al concorso promosso dalla presidenza del Consiglio che premia i giovani che guidano senza aver bevuto alcolici, se poi si decide di far condurre l’automobile dall’amico ubriaco? E poi, il guidatore designato non dovrebbe essere l’unico sobrio e non il solo brillo della compagnia?

È quello che probabilmente si sono chiesti i carabinieri della Compagnia di Piacenza quando venerdì notte, poco dopo mezzanotte, hanno fermato un’utilitaria per un normale controllo finalizzato a contrastare il fenomeno della guida in stato di ebbrezza e i conseguenti incidenti che insanguinano le strade nei fine settimana.

A bordo si trovavano quattro giovani poco più che ventenni, tutti provenienti dal Lodigiano e diretti nella nostra città per trascorrere qualche ora in un locale. Il ragazzo al volante, come da prassi, è stato sottoposto all’alcoltest, che ha dato esito positivo, rivelando valori oltre il consentito. A questo punto sono intervenuti in sua difesa gli amici, che sono scesi dal veicolo e hanno mostrato ai militari dell’Arma un identico "messaggino" che tutti e tre avevano conservato sul telefono cellulare. Si trattava della conferma dell’iscrizione all’iniziativa "La vita non è un optional", che presidenza del Consiglio e ministero delle Politiche giovanili hanno messo in atto per sensibilizzare i ragazzi dai 18 ai 35 anni sulla buona pratica del cosiddetto guidatore designato, di colui cioè che si incarica di non assumere sostanze alcoliche per portare in giro senza problemi gli amici nelle serate dei week-end. Un servizio che, tra l’altro, mette a disposizione numerosi premi per coloro che si sono iscritti e che vengono controllati dalle forze dell’ordine, ottenendo un risultato pari a zero all’etilometro (oltre naturalmente a essere in regola con le altre norme del codice della strada).

La pattuglia ha verificato che i tre ragazzi lodigiani avevano effettivamente l’sms in memoria, che gli sarebbe valso la partecipazione al concorso a premi, ma che era stato mostrato per cercare di "intenerire" i carabinieri e salvare l’amico, evitandogli le pesanti conseguenze in cui incorrono coloro che sono sorpresi al volante con una quantità di alcol nel sangue superiore al limite consentito. Le giustificazioni non sono tuttavia servite a nulla e per il ragazzo è scattata la denuncia per guida in stato di ebbrezza. Nessuno ha però spiegato il motivo per cui al volante c’era l’unico della compagnia che era ubriaco, designato in maniera completamente opposta a quanto prevederebbe la prassi.


IL TEMPO

Denunciato l’uomo che ha aggredito il commerciante
di VITTORIO LABANCA AGNONE — Denuncia a piede libero al ragazzo di una frazione del centro altomolisano che sabato scorso, in preda ai fumi dell’alcool ha ferito un commerciante di Agnone. La prognosi, per il noto esercente, parla di sette giorni. L’arma, una roncola, sarebbe stata lanciata dall’uomo, finendo alla base del collo e provocando una profonda ferita lacero-contusa. Motivo dell’insano gesto sarebbe stato il pagamento di alcune bottiglie di alcolici che l’uomo, una volta prelevate dalle scaffalature del market non avrebbe voluto saldare. Il fatto, successo proprio nelle ore centrali del passeggio serale, ha procurato anche del panico fra i passanti richiamati dalle grida e dai lamenti del ferito nel negozio ubicato proprio nella centralissima via Matteotti. La roncola è stata poi sequestrata dai Carabinieri. Un fatto questo che ha lasciato sgomenti. Anche perché la lama, fortunatamente, non ha leso organi vitali, né reciso arterie provocando una ferita al cuoio capelluto quasi all’altezza del collo. Denuncia a piede libero, dunque, per un uomo che molti dicono essere avvezzo a sostanza stupefacenti e che pare, proprio prima del fattaccio, sarebbe stato invitato ad uscire dal bar di fronte al market per le condizioni poco lucide. Ricevendo dal gestore del locale un netto rifiuto alla richiesta di somministrazione di bevande alcoliche.

INTERNAPOLI

CALDO E ALCOL: MUORE UN 25ENNE UCRAINO A GIUGLIANO. POLEMICHE SUI SOCCORSI
di REDAZIONE
GIUGLIANO. Alcool e degrado, un binomio che compare ormai troppo spesso, sulle pagine di cronaca. Intorno alle 12.30 di venerdì, in via Colonne 153 a Giugliano, comune alla periferia nord di Napoli, si è verificato l’ennesimo caso di morte legata al consumo di bevande alcooliche. Almeno stavolta non vi sono incidenti stradali che coinvolgano terze persone, ma soltanto una giovane vita stroncata dal caldo e dalle pessime condizioni fisiche. Un giovane poco più che venticinquenne, le cui generalità sono in corso di accertamento (attualmente si sa solo che è originario dell’Ucraina), è stato trovato riverso al suolo esanime, dagli operatori del 118 accorsi inutilmente per salvarlo. Più fortunato di lui è stato invece il suo amico e coetaneo. Il ragazzo all’arrivo dei soccorsi barcollava ed era in evidente stato confusionale, dovuto probabilmente allo stato di ebbrezza. Fortunatamente però l’intervento degli operatori medici gli ha consentito di salvarsi in extremis. Le indagini, condotte dal Commissariato di Polizia di Giugliano che fa capo al vice questore aggiunto Pasquale De Lorenzo, sono in atto per cercare di ricostruire la precisa dinamica dei fatti. Anche le tute bianche della scientifica si sono recate sul luogo, e sono andate via soltanto alle 15, dopo aver effettuato i rilievi di rito. E’ però nata una polemica sull’efficacia dei soccorsi da parte dell’ambulanza. E’ sorto infatti il sospetto che un intervento più tempestivo avrebbe potuto salvare la vita del clochard. Il 118 però non ci sta e replica, per bocca dell’operatrice Rossana Bianchi, chiamando in causa le forze dell’ordine: «Arrivati sul luogo non abbiamo potuto far altro che constatare il decesso del giovane, ma finché l’autorità giudiziaria non fosse arrivata sul posto non avremmo mai potuto prelevare il corpo. Abbiamo contattato Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, ma tutti ci hanno risposto che non c’erano pattuglie disponibili. Nel frattempo noi eravamo bloccati sul posto, con un ferito a bordo e altre chiamate da soddisfare. Solo chiamando la prefettura la situazione si è risolta, poiché sono stati loro ad inviare poi le due volanti della Polizia». Questo ping-pong di responsabilità sarà ovviamente da verificare, e si attende che venga fatta luce anche su questa spiacevole vicenda.
Ancora una volta dunque un triste episodio che interessa ragazzi che provengono dall’estero, spesso dall’Est Europeo, in cerca di fortuna, ma che finiscono poi per trovare l’esatto opposto. I due ragazzi vivevano in condizioni disagiate, dopo aver occupato abusivamente un appartamento situato al primo piano di una casa diroccata, in cui vivevano fra sporcizia, rifiuti ed erbacce. L’alcool era probabilmente la loro unica compagnia, dato che le condizioni del fegato della vittima sono apparse già piuttosto gravi, ad un primo esame. Questo evidenzia un consumo abituale di bevande ad alto tasso etilico, che ha portato ad accelerare poi il collasso. Il suo amico e connazionale è stato invece trasportato al vicino ospedale, dove sarà ora rimesso in sesto e poi probabilmente rispedito nella propria terra natale. Comunque sia, gli accertamenti degli investigatori sono ancora in corso d’opera, e forniranno ulteriori sviluppi nei prossimi giorni. 


IL TEMPO

Rissa, intervengono i Carabinieri
 
I CARABINIERI del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Ronciglione nel corso della notte passata sono dovuti intervenire a Carbognano ed a Capranica per evitare che delle discussioni tra giovani finissero in rissa. Il primo intervento lo hanno effettuato a Carbognano, dove all’esterno di un Bar per futili motivi due gruppi di ragazzi (uno composto da turisti romani ed uno di giovani locali) volevano venire alle mani per delle parole di troppo volate dopo uno spintone all’uscita del bar. I militari dell’Arma, identificando i giovani hanno messo fine alla disputa. Da Carbognano i Militari sono dovuti recarsi a Capranica dove all’uscita da una discoteca dei giovani che non avevano dosato l’uso dell’alcool avevano avuto a che ridire prima con i «buttafuori» e poi con altri ragazzi. Anche in questo caso il tempestivo intervento dell’equipaggio della "gazzella" ha evitato il peggio.

 

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© asaps.it
Martedì, 28 Agosto 2007
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