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Rassegna stampa Alcole guida del 19 agosto 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta
 

 

La Provincia di Como
Sangue sulle strade

L’ennesimo incidente è avvenuto nel Veronese mentre si scopre che sempre più donne guidano in stato di ebbrezza

Ubriaca e drogata al volante uccide due ragazzi L’investitrice aveva un tasso di alcol nel sangue quattro volte superiore al limite consentito ed è risultata positiva alla cocaina

VERONA Alcol e droga: una miscela che quasi ogni giorno ormai concorre ad aumentare il tributo di vittime tra gli automobilisti sulle strade. L’ultima tragedia è accaduta nel Veronese, dove due giovani sono morti dopo che la loro auto è uscita di strada in seguito a uno scontro con una vettura condotta da una donna ubriaca e risultata positiva al test antidroga. l’incidente di verona - Manca poco a mezzanotte, quando lungo la strada regionale 11, a San Bonifacio (Vr), due giovani, Claudio Bignotto, di 22 anni, di Soave, e Osama Alsahi (25), siriano, ospite dell’amico da qualche giorno per un periodo di ferie, stanno facendo ritorno a casa a bordo di una Fiat Punto. Su di loro, all’improvviso - secondo una prima ricostruzione che dovrà essere confermata dai rilievi in corso - sopraggiunge in senso opposto una Mercedes classe A, condotta da una veronese di 32 anni, che poco prima aveva tamponato un’altra vettura. Lo scontro è violento e la Punto finisce nel torrente Alone, quasi in secca. All’arrivo dei carabinieri e dei vigili del fuoco, per Bignotto non c’è più nulla da fare, mentre il siriano, studente di medicina e prossimo alla laurea, viene subito intubato e caricato su un’ambulanza. Una corsa verso l’ospedale, ma nelle prime ore di ieri mattina anche il secondo giovane è morto. La donna, che ha riportato nell’urto solo contusioni giudicate guaribili in una ventina di giorni, è stata subito sottoposta all’alcol-test. I risultati avrebbero indicato un tasso alcolemico superiore di quasi quattro volte il limite consentito (0,5 grammi per litro di sangue). Le analisi del sangue, successivamente, hanno riscontrato la positività anche alla cocaina. Per lei, incensurata, è scattata una denuncia in stato di libertà per omicidio colposo e guida in stato di ubriachezza e sotto l’effetto di stupefacenti. altri ubriachi - Se solo nell’ultima settimana, in provincia di Verona, i carabinieri hanno ritirato una decina di patenti per guida in stato di ebbrezza alcolica, a Carini (Pa) i militari dell’arma hanno assistito alla scena di una vettura che si è schiantata contro un’utilitaria parcheggiata a bordo strada. Il conducente era ubriaco. A Vieste (Fg), invece, un giovane di 22 anni, di Caserta, in vacanza, si aggirava a velocità sostenuta per le strade del centro. Anche per lui è scattata la denuncia per lo stesso motivo. Poco prima dell’alba, infine, in Sardegna, a Oristano, un turista di 27 anni, della provincia di Monza, ha concluso la sua corsa contro alcune autovetture parcheggiate. Condotto dai carabinieri in ospedale, visto il suo stato, gli esami hanno rilevato un tasso alcolico tre volte superiore a quello consentito e tracce di cannabinoidi. donne "bevute" - E quello delle donne ubriache al volante parrebbe un fenomeno in continua crescita, come conferma anche l’ultimo mortale. Fino a due anni fa il dato non veniva neanche preso in considerazione dalle statistiche. Ora invece, i controlli di polizia e carabinieri fanno registrare un numero sempre più alto di donne alla guida che sforano i tassi di alcol nel sangue. Nei primi sei mesi dell’anno, delle 20.753 donne controllate con gli etilometri, ben 1.130 sono risultate positive. Non solo, quasi il 55% aveva una percentuale di alcol nel sangue superiore del doppio o addirittura di tre volte superiore a quella consentita. cocktail micidiale - «È criminale l’atteggiamento di chi si mette alla guida sotto l’effetto di alcol e droga»: Giovanni Serpelloni, responsabile del dipartimento dipendenze dell’Ulss 20 di Verona, interviene così sulla morte dei due giovani a San Bonifacio. «Il cocktail alcol-cocaina è micidiale perchè le due sostanze combinate formano nel corpo il cocaetilene, un composto che aumenta la tossicità epatica e cerebrale. In quella situazione è impossibile avere la percezione della distanza e degli oggetti in movimento. Guidare il quelle condizioni implica rischi altissimi, per sé e purtroppo, come ci dimostra la cronaca, per gli altri».


Corriere di Como

(m. rom.) Quasi una patente al giorno ritirata per guida in stato di ebbrezza. È il risultato dei controlli effettuati sulla Regina dai carabinieri della Compagnia di Menaggio nella prima metà di agosto. Numeri che sicuramente fanno riflettere, oltre a mettere un po’ di paura per le potenziali conseguenze di alcuni comportamenti.

I conducenti sanzionati sono tutti giovani, di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Tutti con un tasso alcolemico nel sangue ben superiore al consentito.

Verifiche e controlli, come detto, effettuati sulla Regina, tra Argegno e Menaggio, ma anche in comuni dell’altolago oltre che lungo la direttrice che da Menaggio porta a Porlezza e a Lugano. Molti di questi controlli sono stati fatti in orario notturno. E con assiduità nei mesi estivi, agosto ma anche luglio e giugno. Mesi in cui al normale traffico dei residenti si aggiunge quello dei turisti, particolarmente intenso in centrolago.

Quattordici, complessivamente, le persone ’appiedate’ dai militari in 17 giorni di controlli, dal 1° agosto a venerdì notte.

L’ultimo a essere sanzionato è stato un ragazzo di 24 anni, residente in un piccolo comune della Tremezzina. Due sere fa, a un posto di blocco a Tremezzo, è stato fermato dai carabinieri che lo hanno invitato a soffiare nell’etilometro per verificare il tasso alcolemico: era il doppio di quello consentito. È rimasto subito a piedi e per tornare a casa ha dovuto chiedere aiuto ai familiari. Ma i dati dei carabinieri della Compagnia menaggina sono ancora più impressionanti se presi singolarmente. Dei 14 giovani ai quali è stata ritirata la patente, infatti, soltanto due erano incappati in problemi burocratici (il documento scaduto, per intendersi). Una disattenzione pagata a caro prezzo ma senza gravissime conseguenze. Tutti gli altri, 12 per la precisione, avevano invece alzato decisamente troppo il gomito. Come avvenuto a un ragazzo, fermato quasi in stato di coma etilico visto che il suo tasso di alcol nel sangue era da brivido: 2,43 grammi per litro (il limite massimo è di 0,50).

In questo caso, si può dire che lo stop imposto dai carabinieri è stato davvero provvidenziale. Non soltanto ha scongiurato danni ad altri automobilisti, ma ha probabilmente evitato anche pesanti ripercussioni fisiche. Tra coloro che sono rimasti a piedi anche una giovane di 32 anni, residente in centrolago e un suo coetaneo, risultato positivo anche al test della cocaina.

La lotta a chi guida ubriaco, in provincia, è portata avanti anche dalla Polstrada. La notte scorsa, in centro a Como, ne ha fatto le spese un ragazzo di 19 anni: patente ritirata perché guidava con un tasso alcolemico quasi triplo rispetto al consentito.


Il Mattino (Circondario 2 Sud)

 
CARDITO

Barbato (Udeur): sciacallaggio sull’arresto di Barra

Cardito. Ancora polemiche dopo l’arresto per guida in stato di ebbrezza del sindaco di Cardito, Giuseppe Barra, nella serata di Ferragosto. Questa volta a intervenire è il senatore Tommaso Barbato, segretario provinciale dell’Udeur, cbe sottolinea il fatto «che sulla vicenda si è perso proprio il senso della misura». Il parlamentare stigmatizza «i sociologi che intervengono proponendo equazioni assurde tra la vicenda personale di un primo cittadino e il senso di legalità di tutti gli abitanti che egli rappresenta, esponenti politici, come il segretario provinciale della Margherita, che prendono parola e connotano di giudizi moralistici una vicenda umana e di carattere esclusivamente personale». Secondo Barbato «Barra ha indubbiamente sbagliato: da un punto di vista normativo è stato e sarà sottoposto a quanto previsto dalle leggi vigenti». Ma per Barbato «non si capisce, tuttavia, quali argomenti possano autorizzare commenti di tipo politico, a meno di non pensare di cogliere al volo l’occasione per crocifiggere un esponente politico che alle ultime elezioni ha riscosso il 78% dei voti nelle fiale di un partito, l’Udeur, che in Campania conta davvero molto».


Il Mattino (Caserta)

Ubriaco al volante, arrestato dai carabinieri

Parete. Guidava in evidente stato di ebbrezza. Quando i carabinieri di Aversa lo hanno fermato a un posto di blocco in Piazza Trinità, ha allungato cento euro ai militari con la speranza, forse, di ottenere un salvacondotto. Quando ha capito che era tutto inutile, si sarebbe scagliato sui militari. Al reato di guida in stato di ebbrezza si è aggiunto, così, quello di istigazione alla corruzione e violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Armando Natale, trentatré anni di Parete, è il primo automobilista, nell’Agro-aversano, al quale viene applicata la nuova normativa che prevede il fermo per 180 giorni del mezzo, sul quale viaggiava in stato di ebbrezza, una Toyota Yaris, e il ritiro immediato della patente. Ma il Natale aveva dei precedenti. Il 22 settembre del 2005 gli era stata ritirata la patente per un incidente successo ad Aversa. Inevitabile l’arresto scattato subito dopo l’aggressione. Da quando sono aumentate le morti per guida spericolata, spesso dovuta all’abuso di alcol e sostanze stupefacenti, i controlli sul territorio da parte delle forze dell’ordine si sono intensificati in tutta la provincia. Il comando gruppo dei carabinieri aversani e la polizia di via San Lorenzo hanno ottenuto significati risultati. Pochi, per la verità, i posti di blocco della polizia municipale dei singoli paesi dell’agro aversano in strada. Solo due giorni fa si è svolto il funerale della piccola di tre mesi, Anna Lisa, morta in seguito a uno schianto ancora da ricostruire con esattezza. Il guidatore della Nissan che ha investito la macchina dei genitori, Roy Jacobson, è attualmente in carcere. E negli ultimi tempi si discute anche sull’eventualità di innalzare la soglia di rischio nell’analisi del tasso alcolemico affinché si possa distinguere fra condotte effettivamente pericolose, da sanzionare, e il caso di chi si mette alla guida dopo aver bevuto un bicchiere di vino a tavola. Come nell’episodio polemico, sembrerebbe, che ha coinvolto Giuseppe Barra, sindaco Udeur di Cardito. In una recente indagine Istat, è emerso che i ragazzi italiani in Europa hanno l’età media più bassa per il primo bicchiere. Non si sottraggono a questa indagine i giovani della provincia casertana che si sommano al numero alto di extracomunitari presenti sul territorio che fanno abuso di alcol e stupefacenti e si mettono alla guida. L’episodio della neonata morta a Castelvolturno è un esempio tragico di questa irresponsabile realtà. Proprio per evitare altre tragedie come quella della Domitiana, il comando provinciale dei carabinieri ha deciso di intensificare i controlli a Caserta e in tutta la provincia di Terra Ii Lavoro.


ADN Kronos

VENETO: AL VIA LA RASSEGNA ’SORSI D’AUTORE’

Verona, 19 ago. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Prende il via il 25 agosto l’ottava edizione della rassegna culturale ed enogastronomica veronese "Sorsi d’Autore", itinerari di vino e parole. La manifestazione ideata da fondazione Aida si avvale del sostegno di regione Veneto, provincia di Verona, prima circoscrizione Centro Storico di Verona, Camera di Commercio di Verona, VeronaFiere e Consorzio Verona TuttIntorno con Unicredit Banca, Vero Italiano e Vodafone e prevede appuntamenti serali presso cantine e aziende agricole del territorio con esponenti di spicco del mondo della cultura, dell’arte, dell’imprenditoria, della politica, del giornalismo e dello spettacolo, a cui sono abbinati degustazioni e assaggi delle migliori produzioni vinicole e gastronomiche veronesi.

Il 25 agosto ospiti a Peschiera del Garda, presso l’azienda Vinicola Zenato, il giornalista Lamberto Sposini e lo scrittore Paolo Mosca, moderati dal giornalista Carlo Cambi,parleranno de ’’Il cuore della notizia’’, giornalismo televisivo e sentimenti; il 31 agosto lo scrittore Raffaele La Capria e l’attrice Ilaria Occhini discuteranno di ’’La letteratura, il teatro, il vino e... i nostri amici a quattro zampe’’ presso la Tenuta San Leone di Salionze di Valeggio. Il mese di settembre sara’ inaugurato con l’incontro con Magdi Allam, il 6 settembre alle 21 a Corte Palazzo a Cologna Veneta, che presentera’ il suo libro "Viva Israele. Dall’ideologia della morte alla civilta’ della vita: la mia storia".

"Quando il calcio si giocava’’ e’ invece il titolo dell’incontro del 7 settembre a Monteforte d’Alpone (nel Chiostro del Palazzo Vescovile) con i giornalisti sportivi Gianni Mura e Darwin Pastorin. Ospiti e il pubblico potranno degustare vini dell’Azienda Vinicola Anselmi. Infine il 9 settembre, con ’’Economia tra solidarieta’ e profitto’’, Valentino Parlato, uno dei fondatori del quotidiano ’’Il Manifesto’’, ed Ernesto Illy, presidente onorario dell’azienda produttrice di caffe’, saranno ospiti di Cavalchina Azienda Agricola di Custoza. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.sorsidautore.it.


La Sicilia

Vizzini, emigrato ubriaco aggredisce i Cc che gli avevano chiesto i documenti

Dovrà difendersi dall’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, davanti ai magistrati del Tribunale di Caltagirone, un emigrato in Germania. Salvatore Miraglia Fagiano, 34 anni, coniugato, avrebbe reagito con veemenza, a Vizzini, durante un servizio di controllo istituito da una pattuglia dei carabinieri.

I militari della locale stazione lo hanno quindi arrestato in flagranza di reato, rilevando «un evidente stato di ebrezza alcolica» sin dai primi accertamenti. Miraglia Fagiano (originario di Niscemi, nel Nisseno, ma residente a Monaco di Baviera) è stato così accompagnato, dopo i vari adempimenti di rito in caserma, nella casa circondariale di contrada Noce a Caltagirone.

Secondo il personale dell’Arma, che ha eseguito il provvedimento restrittivo in flagranza di reato, l’accusato si sarebbe opposto alla consegna dei documenti personali, decidendo di passare, dopo un breve alterco verbale, alla reazione fisica e alle invettive dirette.

Sarà adesso l’autorità giudiziaria a pronunciarsi sulle responsabilità penali dell’indagato e sull’eventuale sussistenza di esigenze cautelari.

LUCIO GAMBERA


La Sicilia

le norme

Chi guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 grammi per litro è punito con un’ammenda da 500 a 2.000 euro; l’arresto fino a 1 mese e la sospensione della patente da 3 a 6 mesi.

Se il tasso alcolemico è compreso tra 0,8 e 1,5g/l l’ammenda sale tra 800 e 3.200 euro con l’arresto fino a 3 mesi (a richiesta dell’imputato, la pena può essere sostitutita con l’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita e continuativa presso strutture sanitarie traumatologiche pubbliche da 2 a 6 mesi). Sospensione della patente per un periodo di tempo compreso fra 6 mesi e 1 anno.

Se il tasso alcolemico supera l’1,5 g/l le pene salgono ancora: ammenda tra 1.500 e 6.000 euro; l’arresto fino a 6 mesi (a richiesta dell’imputato, la pena può essere sostituita con l’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita e continuativa presso strutture sanitarie traumatologiche pubbliche da 6 mesi ad un anno). Sospensione della patente da 1 a 2 anni.

J Sanzioni analoghe sono previste per chi guida sotto effetto di droghe (con ammende da 1.000 a 4.000 euro, l’arresto fino a 3 mesi e la sospensione della patente da 6 mesi ad 1 anno). Se il guidatore provoca, per colpa del suo stato, anche un incidente le pene sono raddoppiate e viene disposto il fermo amministrativo del veicolo fino a 90 giorni. Pene raddoppiate anche per i recidivi.

La patente viene sempre revocata se questi reati sono commessi dal conducente di un autobus, di un veicolo commerciale di peso superiore a Kg. 3.500 o di un complesso di veicoli.

In aumento donne ubriache al volante. Fino a due anni fa il dato non veniva neanche preso in considerazione dalle statistiche. Ora invece, i controlli di polizia stradale e carabinieri fanno registrare un numero sempre più alto di donne alla guida che sforano i tassi di alcol nel sangue. Nei primi sei mesi dell’anno, delle 20.753 donne controllate con gli etilometri, ben 1.130 sono risultate positive. Non solo, quasi il 55% aveva una percentuale di alcol nel sangue superiore del doppio o addirittura di tre volte superiore a quella consentita.


La Sicilia

Domenico Tempio

Gli ubriachi e i drogati continuano a macchiare di sangue le strade italiane. La storia si ripete quotidianamente. L’ultima è di una donna che nel Veronese ha travolto e ucciso due giovani. Nonostante il governo avesse chiesto l’uso del pugno di ferro nei confronti di questi criminali della strada, il magistrato si è limitato a denunciare la donna a piede libero.

Con il dovuto rispetto verso chi ha preso questa decisione, ci sia permesso di non essere d’accordo. Di recente altre deliberazioni di magistrati hanno sollevato polemiche, con l’inquirente di turno che si è difeso col «così vuole la legge». Ma, ci chiediamo, la legge non va interpretata e legata alla gravità del fatto, alla pericolosità del soggetto che ha commesso il reato? Gli stessi magistrati spesso interpretano contraddittoriamente fatti di uguale gravità. Una soggettività che però deve avere uno scopo: quello di difendere il cittadino. Proprio per questo, difatti, non convince la decisione di lasciare a piede libero la donna assassina. Primo, perché chi si ubriaca e si droga lo fa volontariamente, come volontariamente, anche se con la mente annebbiata, si mette alla guida di un’auto; secondo, perché lo stesso reato può essere reiterato specie per chi è un alcolizzato o un drogato spesso abitudinario. Né il ritiro della patente è risolutivo. Quanti, infischiandosene del divieto, guidano lo stesso? Addirittura c’è chi guida senza aver preso mai la patente.

Facciamo queste considerazioni perché ci sembra che ci sia in atto, anche da parte della magistratura, un lassismo pericoloso tale da far saltare quelle regole di civiltà alle quali invece la maggioranza dei cittadini si attiene. La Giustizia certamente non deve essere repressiva, ma neanche permissiva con chi infrange le regole. Mandare subito a casa chi ha fatto i propri comodi, ubriacandosi e drogandosi, e ha tolto la vita a due giovani, ci sembra una assurdità.


La Sicilia
 

Alcol e droga: la miscela mortale dell’estate

Casi in aumento.

Nel Veronese, una donna di 32 anni ubriaca e positiva alla cocaina urta auto: morti due ventenni. Denunciata

Gli effetti negativi dell’alcol sulla guida sono ben noti. Esso agisce su diverse funzioni cerebrali (percezione, attenzione, elaborazione, valutazione eccetera), con effetti diversi e strettamente correlati alla quantità di alcol presente nel sangue, cioè al tasso alcolemico.

Il tasso alcolemico si misura in grammi di alcol per litro di sangue; un tasso alcolemico di 1g/litro indica quindi che in ogni litro di sangue del soggetto è presente 1 grammo di alcol puro; lo stesso tasso alcolemico può venire espresso anche nella forma 1 per mille oppure 0,1%.

I primi effetti negativi si cominciano a riscontrare già con valori di 0,2 g/litro, ad esempio nella capacità di suddividere l’attenzione tra due o più fonti di informazioni e nell’interazione con la stanchezza; con un tasso di 0,5 g/litro cominciano ad essere compromessi il campo visivo laterale, i tempi di reazione, la resistenza all’abbagliamento, il coordinamento psicomotorio. Con un tasso di 0,8 g/litro i sintomi precedenti si aggravano e viene compromessa anche la capacità di valutazione delle distanze, l’attenzione cala in modo notevole, diminuisce la sensibilità alla luce rossa. Ad un tasso di 1/1,2 g/litro i sintomi precedenti si aggravano e compare l’euforia, la visione laterale è fortemente compromessa, come pure la percezione delle distanze e della velocità di movimento degli oggetti. A tassi tra 1,5 e 2 g/litro tutti i sintomi precedenti sono in misura esagerata, con la completa sottovalutazione dei pericoli, lo scoordinamento dei movimenti (ad esempio si accelera invece di frenare), reazioni fortemente rallentate. Tutto questo si riflette sui rischi di incidente grave.

Ma come si raggiungono questi valori? In altre parole, quanto si può bere prima di raggiungere i valori sopra indicati e prima di risentire effetti negativi?

La risposta non è semplice, perché tutto dipende dal meccanismo di diffusione dell’alcol (dallo stomaco al sangue e quindi ai liquidi cellulari del cervello), dal contenuto di alcol delle bevande, dal modo in cui l’alcol viene bevuto, dal sesso e dall’età del soggetto, dalla sua abitudine a bere alcolici.

Oltre ai valori dell’alcolemia massima, entra in gioco la diversa sensibilità delle persone a quei valori e soprattutto alla velocità con la quale essi aumentano. Le alterazioni nelle funzioni psichiche e sensoriali, rilevanti per la guida, possono infatti innescarsi a valori diversi da quelli standard: ci sono persone che si ubriacano più facilmente di altre e non sempre questa variabilità di reazioni dipende dall’abitudine o dall’assuefazione all’uso di alcolici; anzi spesso sono soggetti che abusano di alcol quelli che per primi e più intensamente ne subiscono gli effetti negativi.

Pertanto, visto che gli effetti negativi per la guida sono presenti anche con valori alcolemici bassi, vale la regola fondamentale: o bevi, o guidi.

Il rischio di incidente grave cresce in maniera paurosa all’aumento del tasso alcolemico: fatto pari ad 1 il rischio di quando si è sobri, cresce a 380 quando il tasso alcolemico è pari o superiore a 1,5 g/l: in pratica, l’incidente grave non è più solo molto probabile, ma addirittura quasi sicuro. Ma anche semplicemente con valori compresi tra 0,5 e 0,9 g/l il rischio è 11 volte superiore.

Continuano a resistere alcune «leggende» riguardo alla possibilità di ritardare fino all’inverosimile l’assorbimento dell’alcol (cioè il momento in cui il tasso alcolemico raggiunge il valore massimo) o la stessa possibilità di raggiungere il valore massimo: mangiare patate o cipolle o liquirizia, oppure cibi grassi, oppure aggiungere zucchero alle bevande. In realtà, la diffusione dell’alcol nei liquidi corporei e la sua «distruzione» da parte del fegato obbediscono a meccanismi ben precisi, praticamente insensibili ad elusioni prive di fondamento se non addirittura dannose.

C’è un solo rimedio per evitare i danni dell’acol alla guida: non bere o bere in modo molto moderato, oppure bere alcolici a bassa gradazione; comunque, rispettare i «tempi di smaltimento» da parte del fegato.

Molti farmaci (in primo luogo tranquillanti ed ansiolitici, ma anche antidolorofici, alcuni antistaminici, perfino sciroppi per la tosse) interagiscono con l’alcol, potenziando reciprocamente gli effetti negativi, con notevoli disturbi a carico dell’attenzione e della percezione, ancor più rilevanti in una situazione di stanchezza, stress e mancanza di sonno. Occorre leggere attentamente i foglietti illustrativi dei medicinali ed evitate di ingerire alcol se da essi risulta anche la minima possibilità di effetti cumulativi.

Gli effetti cumulativi sono invece sicuri ed «automatici» con tutte le sostanze psicotrope voluttuarie (anfetamine, hashish, marijuana, eroina, sostanze di sintesi eccetera). I rischi sono ben noti a chi usa queste sostanze: insistere oltre sulle conseguenze devastanti di certi mix non è certamente necessario.

O bevi, o guidi. L’alcol anche in quantità modeste è incompatibile con la guida. Bere e guidare non indica forza fisica, carattere, capacità di resistenza; indica solo presunzione sulle proprie capacità e scarso rispetto per chi viaggia con chi guida avendo bevuto o gli affida i propri beni.


La Sicilia

Sicurezza sulle strade

Automobilista guidava in stato di ebbrezza

Patente ritirata e denuncia alla magistratura

Se ne andava tranquillamente a spasso con la sua Citroen C 8 ubriaco sino a quando non è stato fermato dai carabinieri. I militari hanno capito subito che C. L., 35 anni, aveva alzato un po’ il gomito e per questo motivo lo hanno sottoposto al test dell’etilometro che ha dato risultati positivi rilevando nel sangue un tasso superiore di alcool rispetto a quello consentito dalla legge. Per il trentacinquenne canicattinese quindi è scattata la segnalazione per guida in stato di ebbrezza ed immediatamente gli è stata ritirata la patente così come prevede il nuovo codice della strada. C. L .quando è stato fermato stava percorrendo una delle strade maggiormente trafficate della città in qualsiasi ora del giorno e della notte: viale della Vittoria. In quest’ultimo periodo i militari dell’arma hanno intensificato i controlli per cercare di dissuadere chi si pone alla guida di un automezzo in evidente stato di ebbrezza. Il conducente in questi casi può essere pericoloso non solo per se stesso ma anche per gli altri automobilisti e soprattutto per i pedoni. Non bisogna dimenticare che pochi giorni fa uno slavo residente a Canicattì con la sua Fiat Croma ed ubriaco aveva provocato un incidente nei pressi di Misilmeri causando la morte del conducente della Tempra con la quale si era scontrato.


La Sicilia

Solidarietà della Fiadel ai militari feriti

Aggredì 3 carabinieri a Serradifalco: il giovane sancataldese torna libero

Caltagirone. Dovrà difendersi dall’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, davanti ai magistrati del Tribunale di Caltagirone, un emigrato in Germania. Salvatore Miraglia Fagiano, 34 anni, originario di Niscemi, coniugato, che avrebbe reagito in malo modo, durante un servizio di controllo di una pattuglia dei carabinieri a Vizzini.

I militari della locale stazione lo hanno arrestato in flagranza di reato, rilevando “un evidente stato di ebbrezza alcolica” sin dai primi accertamenti. Miraglia Fagiano (originario di Niscemi, residente a Monaco di Baviera) è stato così accompagnato, dopo vari adempimenti in caserma, nella casa circondariale calatina di contrada Noce.

Secondo il personale dell’Arma, che ha eseguito il provvedimento restrittivo in flagranza di reato, l’accusato avrebbe rifiutato di consegnare ai carabinieri i documenti personali, passando, dopo un breve alterco verbale, alla reazione fisica e alle invettive dirette. Sarà l’autorità giudiziaria a pronunciarsi sulle responsabilità penali dell’indagato e sull’eventuale sussistenza di esigenze cautelari.

Lucio Gambera


Il Gazzettino TV

Lettere

La famiglia a salvaguardia della vita dei giovani sulle strade

Sulle tante, troppe morti di giovani sulle strade, dovute all’alta velocità, non posso non essere d’accordo con quanti indicano nel consumo di alcol e droghe le cause prime di queste spaventose disgrazie. Ma credo esista un’altra concausa della quale si parla molto poco. Di difficile identificazione. Insidiosa. Impronunciabile per non aggiungere dolore al dolore. Vale a dire il rapporto tra i giovani e le famiglie. Rapporto che spesso si esprime in forma conflittuale attraverso una educazione permissiva, edonistica, priva di regole, responsabilità e punizioni. Con troppa disinvoltura si permette ai giovani figli di rientrare all’alba ignorando con chi, dove e come passano il loro tempo libero. Per eccessivo amore si finanziano auto e moto di notevole cilindrata prima ancora che il figlio abbia raggiunto una autonoma redditività. Per un improprio senso di modernità non viene più esercitata l’autorità in famiglia, non si applicano punizioni, non si rispettano le regole e il permissivismo dilaga. Invitando i giovani a cercare o consolidare sulla strada modelli di comportamento che in famiglia non trovano opposizione.

Allora per salvare la vita ai nostri ragazzi non basta fare rotatorie, ingentilire curve pericolose, abbattere alberi, aumentare i controlli, inasprire le sanzioni. A integrazione di tutto questo è necessario che i genitori riscoprano il loro ruolo. Vigilando sulla qualità della vita dei figli e non finanziando, nemmeno attraverso garanzie personali, l’acquisto di auto e moto ad adolescenti di fatto e neo - patentati. Detta brutalmente in questi termini parrebbe che il negare aiuto economico al figlio per motorizzarlo equivalga a negargli l’affetto. E’ vero il contrario. Di conseguenza è sui genitori che va intensamente concentrata l’azione educativa di consolidamento e rilancio. Intesa come ripristino di antichi valori quali il rispetto della propria e altrui vita, l’educazione, il lavoro, la fedeltà, l’amicizia, gli ideali, il futuro in cui credere.

Come, dove e quando intervenire sui genitori sarà tutto da definire. Ma intanto proviamoci, anche solo a livello di quartiere. Può essere che nel breve periodo il combinato di controllo su strade, sanzioni, riduzione di vendite di bevande alcoliche, chiusura anticipata di locali, più attenzione nella vendita di auto e moto a giovanissimi, possa abbassare notevolmente il tasso di mortalità sulle strade. Nessuna statistica potrà mai attribuire ad un singolo provvedimento tutto il merito. Come nessuno potrebbe negare che tante giovanissime vite sono state salvate da una famiglia che ha finalmente ritrovato quel ruolo educativo che storicamente e di diritto le compete.

 

Oscar De Gaspari


 
TREVISO

Il Gazzettino Ro

AGGRESSIONE

Senza fissa dimora preso a calci e pugni da un rumeno È in fin di vita

Un uomo di 56 anni è stato ferito, in maniera grave, la notte tra giovedì e venerdì nel parco Querini, nei pressi della stazione ferroviaria di Pordenone, durante un’aggressione, con calci e pugni, da parte di un giovane immigrato rumeno di 20 anni che è stato arrestato dalla polizia. L’uomo, Giovanni Bonafé, senza fissa dimora, originario di Badia Polesine, che era stato lasciato ferito nel parco, è stato soccorso da un passante ed è stato trasportato prima all’ospedale di Pordenone e poi a quello di Udine dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico.

L’aggressore è stato arrestato dagli agenti di una pattuglia della Volante della Questura, subito intervenuti sul posto. Il giovane arrestato si chiama Daniel Patkany ed è accusato di lesioni gravi e resistenza a pubblico ufficiale. Gli agenti lo hanno bloccato all’interno del parco Querini con gli abiti ancora sporchi di sangue e in evidente stato di ubriachezza. Al momento del fermo ha aggredito i poliziotti, senza ferirli. A suo carico ci sono già alcuni precedenti di polizia.

Il rumeno non di rado trascorreva le sue notti nel parco, aperto però dalle 8 alle 20. La rete che lo circonda è un colabrodo ed è facilissimo introdursi al suo interno e nascondersi visto che tra l’altro non è nemmeno illuminato. Quella mattina un passante ha visto una traccia di sangue in una foglia e da lì, poco distante, un uomo disteso a terra privo di sensi.

Giovanni Bonafé aveva il volto coperto di sangue, tumefatto. I calzoni e gli slip erano calati forse a prova di una tentata violenza sensuale o del tentativo di depistare le indagini. Ora è ricoverato all’ospedale di Udine dove è stato sottoposto a interventi chirurgici, ma la sua vita è appesa a un filo.

Gli agenti della Squadra mobile hanno setacciato la zona e hanno trovato Daniel Patkany ancora all’interno del parco con gli abiti sporchi di sangue. Ubriaco e confuso ha farfugliato qualche parola e si è gettato addosso ai poliziotti, colpendoli a calci e pugni. Anche in questura ha dato in escandescenze. Ora è in carcere.


Il Gazzettino

LA PROPOSTA

Associazione delle vittime: «Fermo di 24 ore per gli alticci»

L’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada chiama a raccolta tutti coloro che hanno conosciuto il terribile dolore della perdita di una persona cara per "colpa grave" di un delinquente.

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, presidente dell’AIFVS propone: l’istituzione del reato di "colpa grave" per coloro che, assumendo droghe o alcool, si mettono nella condizione di uccidere. «Chi sotto alterazione psicofisica provoca la morte di un innocente non deve beneficiare delle attenuanti - propone la presidente - Deve scontare con il carcere il delitto commesso. E’ inammissibile esporre tutti al rischio di essere equiparati a dei delinquenti: la quantità di alcol ammessa dal risultato dell’etilometro varia da soggetto a soggetto. Garantire tutti significa impedire a chi guida l’assunzione assoluta di alcool. - continua e aggiunge - Le forze dell’ordine devono poter fermare per 24 ore tutti coloro che denunciano i sintomi della persona dallo stato psicofisico alterato. Basterebbe far cessare gli effetti dell’alcool o della droga per togliere un potenziale assassino dalla strada. Oggi, dopo il decreto Bianchi, a chi si rifiuta di sottoporsi al test viene comminata solo una multa e poi via di nuovo al volante».


Il Gazzettino VE

PORTOGRUARO

Colpisce i Cc, poi tenta di corromperli: arrestato

Marocchino ubriaco ne combina di tutti i colori: offre 1000 euro ai Carabinieri in cambio della "libertà"

Portogruaro

Ha rischiato un incidente frontale contro l’Alfa dei Carabinieri mentre si trovava alla guida del suo furgone in stato d’ebbrezza. Protagonista un cittadino extracomunitario arrestato a Lugugnana di Portogruaro dai militari che aveva tentato di corrompere con mille euro. Tutto è successo l’altra sera verso le 22 in pieno centro della frazione portogruarese di Lugugnana. A richiedere l’intervento dei Carabinieri è stato il gestore di un bar "perchè un cittadino straniero, in preda ai fumi dell’alcool, lo stava minacciando". Sul posto sono giunti i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Portogruaro, che hanno tentato di calmare l’uomo. Tutto sembrava finito ma dopo un’ora gli stessi militari hanno praticamente incrociato un furgone che procedeva a zig zag invadendo la loro corsia. Solo l’esperienza del carabiniere alla guida ha permesso di evitare l’impatto. È scattato quindi l’inseguimento. Poco dopo il furgone si è fermato davanti ad un abitazione. Alla guida c’era A.B., 48 anni marocchino, lo stesso extracomunitario controllato poco prima nel bar. Voleva entrare a casa sua e alla vista dei carabinieri ha scagliato loro contro un lucchetto. Non pago li ha colpiti con calci e pugni. Immobilizzato, l’uomo è stato quindi caricato in auto dove ne ha ha combinata un’altra. Ha offerto infatti ai Cc prima 100 euro arrivando fino a mille purché lo lasciassero in pace. Offerta che ha fatto scattare una nuova denuncia. Il marocchino, regolare con il permesso di soggiorno (già arrestato anni fa per resistenza), è finito in carcere con l’ accusa di resistenza a Pubblico Ufficiale e per istigazione alla corruzione nonché per la guida in stato di ebbrezza.

 

Marco Corazza


Il Gazzettino

Le donne bevono sempre di più

ROMA - Donne ubriache al volante: un fenomeno in continua crescita, come conferma anche l’incidente mortale della notte scorsa nel veronese. Fino a due anni fa il dato non veniva neanche preso in considerazione dalle statistiche. Ora invece, i controlli di polizia stradale e carabinieri fanno registrare un numero sempre più alto di donne alla guida che sforano i tassi di alcol nel sangue. Nei primi sei mesi dell’anno, delle 20.753 donne controllate con gli etilometri, ben 1.130 sono risultate positive. Non solo, quasi il 55\% aveva una percentuale di alcol nel sangue superiore del doppio o addirittura di tre volte superiore a quella consentita.


Il Gazzettino RO

Corse clandestine in centro, un ferito

A Badia Polesine gara tra giovani "piloti". Un ventiduenne, ubriaco, finisce all’ospedale

Si sono divertiti correndo ad alta velocità nel centro abitato di Badia Polesine. Hanno creato un minicircuito notturno, magari prendendo i tempi di percorrenza con il cronometro e scommettendo su chi arrivava prima. Ma il gioco ha subito un imprevisto. Uno dei giovani al volante della sua auto ha perso il controllo e ha sbattuto contro una cabina dell’Enel. La corsa improvvisamente si è interrotta. Non è dato sapere se i ragazzi protagonisti di questa goliardata facessero a gara due alla volta, o tutti insieme, oppure se fosse solo una prova a tempo. Fatto sta che M.F., 22enne di Piacenza d’Adige, è finito all’ospedale.

Il giovane pilota, con a bordo un amico che faceva da navigatore, stava percorrendo poco prima di mezzanotte il rettilineo alberato di via Benemeriti del lavoro che da Badia va verso Masi e proprio mentre la strada subisce una leggera deviazione verso destra, forse per l’alta velocità, l’Audi A3 sulla quale viaggiava ha perso stabilità. In un primo momento è andata a sbattere contro un’auto in sosta, poi contro i cartelloni pubblicitari e infine, poco più avanti, senza nemmeno avere il tempo di frenare, ha finito la sua corsa contro la cabina dell’Enel in prossimità dell’ingresso dell’Itas Einaudi, l’istituto tecnico femminile. L’urto è stato violento.

La "pista" scelta è abbastanza centrale, proprio lì vicino sono allestiti gli stand del Ferragosto badiese. Qualcuno ha chiamato il 118 e all’arrivo dell’ambulanza si è riscontrato che solo M.F. aveva delle ferite. Il suo "secondo", invece, ha preferito non curarsi all’ospedale. Sul posto per i rilievi è intervenuta la Polstra di Rovigo. Agli agenti naturalmente i giovani hanno parlato solo di una casualità, una distrazione, nessun riferimento è stato fatto alla corsa. E in paese non si parla d’altro. Voci raccontano addirittura di un’auto andata in fiamme e di due ambulanze intervenute. Il ventiduenne ricoverato è risultato positivo all’alcoltest. Ora si tratterà di verificare la quantità ingerita prima di potergli elevare la sanzione e le pene previste dalle nuove disposizioni in materia di sicurezza stradale.

Il caso ha voluto che stasera, in occasione della fiera, l’attore e cabarettista Enio Drovandi scegliesse Badia per la presentazione di un suo filmato di quattro minuti contro le stragi del sabato sera.

 

Federica Broglio


Il Gazzettino

Follador, presidente dell’Unpli (Unione delle Pro Loco), condivide in parte il decalogo dell’Asl di Adria: «D’accordo sui controlli, ma i nomi delle manifestazioni non si cambiano»

«Giù le mani dalle sagre, controlli per le feste private»

Giù le mani dalle sagre e dalle feste paesane, rappresentano un bene sociale ed economico per la nostra regione e vanno tutelate. Si potrebbe sintetizzare così la reazione delle Pro loco all’iniziativa dell’Unità sanitaria locale di Adria di "regolamentare" ogni tipo di manifestazione pubblica in cui sia presente anche uno stand gastronomico.«Condivido molte delle cose che sono state inserite nel decalogo - sottolinea Giovanni Follador, presidente dell’Unpli, l’Unione nazionale delle Pro Loco - Ad esempio ritengo giusto venga fatta della sensibilizzazione verso un uso moderato delle bevande alcoliche, ma non possiamo di certo trasformare le feste in sole sagre analcoliche. Sono il primo ad essere contrario a manifestazioni in cui si pubblicizzano prodotti che non sono locali, penso ad esempio alla birra in zone dove non viene prodotta, ma il Veneto ha una fortissima tradizione enologica, siamo tra i primi produttori e abbiamo delle qualità di uve eccellenti. La sagra dell’amarone, ma cito questo vino solo per fare un esempio, ce ne sono moltissimi altri, di certo non fa male a nessuno. Tutto sta come si organizza e come si beve».

Il presidente delle pro loco apre comunque un altro fronte, quello delle feste private. «I Comuni devono trovare il coraggio di intervenire per arginare e controllare tutte le iniziative messe in atto da privati dove il consumo di alcol è libero e spesso irresponsabile - aggiunge - Soprattutto d’estate ce ne sono moltissime, con i nomi più accattivanti. Ecco, sono profondamente convinto che queste iniziative siano di gran lunga più pericolose della festa del prosecco, o di qualsiasi altro vino, dove chi partecipa è più che altro chiamato a degustare che bere».

Ma alcuni punti del decalogo vengono sicuramente condivisi. Certamente ci deve essere una particolare attenzione nei confronti di chi si pone al volante. «Sono d’accordo che ci sia una sensibilizzazione per insegnare a chi guida a non bere - continua il presidente delle pro loco - Sono favorevole anche ad una apertura ai controlli, devono essere mirati e non saltuari. Ma tutto questo non vorrei che venisse confuso con la penalizzazione di un’attività, che è quella della promozione del nostro territorio, che è fondamentale per il Veneto».

La presidente della pro loco di Monselice, Franca Donato aggiunge un altro suggerimento: le sagre e le feste paesane potrebbero essere accompagnate da una campagna di promozione che suoni più o meno così: «Hai bevuto? Prova a vedere se puoi guidare». «Penso che sia migliore di qualsiasi proibizionismo - aggiunge - La si potrebbe pensare con manifesti, o con altri supporti. La mia preoccupazione è che depauperare queste manifestazioni di un momento di socializzazione, come può essere ad esempio un bicchiere bevuto in compagnia, si finisca con il togliere la possibilità di svago a molte persone che probabilmente non possono

Lunedì, 20 Agosto 2007
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