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Rassegna stampa Alcol e guida del 6 agosto 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta
In fondo alla rassegna potete leggere le ultime lettere inviate al sindaco di Olginate.

Le lettere inviate al quotidiano “La Provincia di Lecco” sono state pubblicate. Nei giorni 4 e 5 agosto. www.laprovinciadilecco.it,


IL TIRRENO

I ragazzi alla prova dell’etilometro strage di patenti ma niente arresti

Reportage. La prima notte del decreto sicurezza: chi si mette a piangere e chi impreca contro le nuove regole

DONATELLA FRANCESCONI

VIAREGGIO. La luce blu del lampeggiante quasi si confonde con lo sfavillio del viale a mare, là dove la Versilia un tempo ruggiva e oggi guarda sfilare ragazzine seminude per le quali i profumi di marca non riescono a nascondere la scia alcolica che si lasciano dietro. Polizia stradale, distaccamento di Viareggio in assurdo odore di chiusura, incontrati al lavoro nella notte del giro di vite governativo per chi beve e poi preme l’acceleratore. Tra Forte dei Marmi e Torre del Lago, dalle discoteche di tendenza alla Marina dei locali gay e trans. Dove, se fermi un ragazzino, ricorda un poliziotto, «può capitare, come è successo a me, di doverne sopportare le proposte oscene oltre ogni immaginazione mentre fai controlli e verbale. Salvo poi trovartelo, una volta smaltita sbronza e contorno, spaventato e tremante tanto da sembrare un’altra persona». Via alle maxi-auto. Alle 23,30 il viale a Mare delle discoteche, tra Lido di Camaiore e Forte dei Marmi somiglia alla Firenze-Bologna nell’ora di punta. Decappottabili affollate, grosse auto sportive delle più note marche del lusso a quattro ruote, le Hammer illuminate come alberi di Natale al cui confronto i grossi fuoristrada sembrano già fuori moda. Tutti in coda, a consumare il rito del guardare e farsi vedere, chiamando gli amici, “imbarcando” la tipa giusta al volo. Il tasso alcolico nell’aria è già alto. Siamo nel posto giusto per fermarsi ad osservare gli agenti all’opera. Il primo ragazzo fermato risulta “pulito”. A soffiare nell’etilometro è ugualmente un po’ restio, poi si fa coraggio grazie anche al modo di fare degli agenti, decisi ma disponibili nel dare tutte le spiegazioni richieste. Dopo di lui è una ragazza giovanissima, in canottiera sfavillante e jeans, a sottoporsi al test: nel suo caso viene utilizzato il precursore, prova più semplice impiegata anche nei controlli a campione. Risultato negativo e, dunque, niente etilometro per lei. Dopo la mezzanotte. È passata mezzanotte quando i poliziotti vengono avvertiti che pochi metri più avanti - proprio sotto il cartello che segna il confine con Lido di Camaiore - c’è uno scooter in terra, sulle strisce. Si è scontrato con un ragazzino che traversava in bicicletta, ma nessuno si è fatto male. Anche se il motorino, nell’impatto, è caduto a terra, trascinandosi dietro guidatore e passeggera. È proprio la dinamica dello scontro, in un punto dove ormai si va più veloci a piedi, a mettere sul chi va là gli agenti. Per il centauro trentacinquenne, di Lucca, non c’è scampo al controllo del tasso alcolico nel sangue. E si scatena un “Porta a porta” in mezzo alla strada, sotto gli occhi dei ragazzi che dopo aver trovato parcheggio raggiungono a piedi i locali, bottiglie di birra in mano e fiatate alcoliche da mangiatore di fuoco. Gli amici del fermato protestano neppure tanto velatamente: nessuno si è fatto male, il ragazzino non poteva traversare sulle strisce inforcando la bici, la patente serve per lavorare, la sospensione sarebbe la rovina. Una delle due ragazze della compagnia, alla fine sbotta: «Ma lasciatelo perdere!». L’amico prende da parte uno degli agenti e dice la sua: «Via, ma lo sapete che basta anche un bicchiere...il suo tasso è così basso...». Nel frattempo il precursore ha messo il verdetto: 0,65 grammi/litro. Fuori limite e sanzionabile con il primo livello delle nuove multe, da 500 a 2000 euro, possibile detenzione fino a 1 mese, sospensione della patente da 3 a sei mesi. Con raddoppio delle pene se il conducente ha causato un incidente. Momenti drammatici. Il controllo va ripetuto a distanza di qualche decina di minuti, il giovane si agita, una ragazza si mette a piangere, lui rischia il litigio con la fidanzata che era a bordo dello scooter e ad un certo punto sbotta: «Ha bevuto un po’ di vino...ma è sabato sera, dai! Trovo davvero assurde certe cose». L’amico le fa eco: «Loro devono applicare la legge e la legge essendo tale...ma così è troppo legge». L’etilometro mette fine alla discussione: 0,78 per ben due volte. Scatta immediato il ritiro della patente, decurtata di dieci punti, e l’affidamento del mezzo ad una delle due ragazze. Per conoscere l’entità della sanzione pecuniaria ed eventuali provvedimenti accessori bisognerà attendere che si pronunci la Prefettura. Se lo stesso episodio si fosse verificato venerdì, prima dell’entrata in vigore del nuovo decreto, la multa sarebbe stata compresa tra 258 e 1.032 euro e la sospensione della patente avrebbe avuto un periodo minimo di 15 giorni fino a un massimo di 3 mesi. Fidanzati poco prudenti. Gli agenti sono stati a lungo occupati a compilare scartoffie, tra rilievi e verbali. Nel frattempo sono stati raggiunti dai colleghi che daranno loro il cambio, tirando l’alba e spostandosi su Viareggio, nell’interno. Raggiungiamo la pattuglia sull’Aurelia, poco prima dell’imbocco dell’autostrada al confine con Lido di Camaiore. I primi ad essere fermati sono due fidanzati, poco più che ventenni. All’auto manca l’originale dell’assicurazione, presente solo in fax. E lui non ha le cinture. Tasso alcolico ok, ma alla contestazione sulle precauzioni indispensabili il ragazzo ci prova: «Eravamo parcheggiati, siamo appena partiti...». L’agente non si scompone: «Si parte e si arriva sempre», è la risposta sintetica ma chiara. E interrotta dal gracchiare della radio. C’è un incidente a Lucca, con due persone in ospedale. La pattuglia deve lasciare la postazione. A continuare i controlli, per tutta la notte, tra Viareggio e Torre del Lago resteranno i carabinieri: 11 contravvenzioni per il mancato uso delle cinture di sicurezza, due giovani (23 anni di Firenze e 27 di Pistoia) denunciati per guida in stato di ebbrezza con tasso alcolico decisamente alto. Ore 6, un’alba alcolica. Alle sei del mattino, sul viale dei Tigli tra Torre del Lago e Viareggio, la polizia municipale interviene per un incidente ad alto tasso alcolico, mentre alle porte della città si aprono i battenti del locale dove si tira l’ora di colazione ballando e bevendo. Fuori, sul marciapiede, alle 9 del mattino è un tappeto di bottiglie e relativi proprietari buttati dove capita.


LA PROVINCIA DI LECCO

Alcol e guida: cultura dello sballo da dimenticare

di Mario Schiani

C’era un tempo in cui ogni paese sembrava fosse dotato per legge di una ristretta cerchia di personaggi che alimentavano il colore locale. Il sedicente playboy da bar, per esempio, o il matto che se ne andava in giro per la strada berciando un’aria dell’«Aida». C’era anche il regolamentare ubriacone: quello che la sera chiudeva tutte le osterie e, quasi invariabilmente, finiva per smaltire la sbornia in un fosso. Personaggi immutabili, in qualche modo compresi dal loro ruolo e che, in paese, non contavano certo su un vasta schiera di emuli. A quanto pare, oggi, di ubriaconi ce ne sono parecchi e, quel che è peggio, ai fossi preferiscono le automobili.

Le statistiche sono impressionanti: gli incidenti correlati alla guida in stato di ebbrezza sono tanti, gravi e, soprattutto, sembrano estensioni di una «cultura dello sballo» quantomai diffusa. Tanto più che, per combinare disastri, non occorre affatto uscire dal bar camminando a quattro zampe: bastano un paio di birre e

un grappino a rallentare i riflessi quel tanto che basta a mettere in pericolo la vita propria e quella altrui.

Il concetto che deve passare, dunque, è semplicemente quello che alcol e guida non vanno d’accordo. Neppure c’è bisogno di arrivare a parlare di ubriachezza. O si beve (poco importa quanto) o si guida: così è, anche se non vi pare. Ben venga, dunque, il decreto approvato ieri dal governo che, in pochi punti, anticipa alcune norme contenute nel disegno di legge presentato dal ministro Bianchi, ancora in fase di discussione e che non potrà essere licenziato prima di settembre. Il decreto inasprisce tutto l’inaspribile: per tutte quelle infrazioni che sono alla radice degli incidenti più gravi, le sanzioni saranno severe, anzi «cattivissime», come ha dichiarato il ministro Amato quasi sottendendo che, su questo terreno, l’esecutivo è disposto a superare perfino il concetto di proporzione tra delitto e pena.

Occorre essere d’accordo perché quello che accade ogni giorno è il più inaccettabile, incivile e drammaticamente assurdo spreco di vite umane che sia concepibile. Proprio per questa ragione non è possibile fermarsi qui, accontentarsi di un pur sentito plauso all’iniziativa di varare, da subito, norme intese a contenere il problema. L’esecutivo, giustamente, affronta le emergenze. Lo ha fatto quando un poliziotto è morto allo stadio e lo fece, sostenuto da una diversa coalizione, anche quando, in tema di sicurezza stradale, volle introdurre la patente a punti. Provvedimenti giusti, in entrambi i casi, ma non abbastanza da farci voltar pagina a cuor leggero. Subito molto efficace, la patente a punti ha via via perso "mordente", mentre i "tornelli" devono ancora dimostrare di essere in grado di tutelare le vite dei tifosi "normali" e degli agenti addetti al servizio stadio. La costanza nella severità - l’inflessibilità, addirittura - dovranno dunque essere i grimaldelli per aprire le porte di un profondo cambiamento sociale e culturale. Dovranno agire – al fianco delle campagne di informazione sulla cui utilità, però, a volte è lecito nutrire qualche dubbio - fino a quando tutti, ma proprio tutti, saranno convinti che bere e guidare è un comportamento criminale. Che mettersi al volante con alcol nel sangue è altrettanto folle e pericoloso che andare in giro per strada puntando alla testa della gente una pistola carica.


CORRIERE ADRIATICO

Serata-dibattito organizzata dalla Sg sezione di Fermo

Festa de l’Unità, i giovani parlano di alcol e droghe

FERMO - Questa sera alle ore 21.30 presso la festa de l’Unità di Lido di Fermo dibattito promosso dalla Sinistra giovanile su “I giovani e le dipendenze patologiche”. Interverranno: Giordano Bizzarri, segretario Sinistra Giovanile sezione Fermo, Giuliano Cannella, operatore sociale servizio tossicodipenze, Andrea Martini, psichiatra, capo dipartimento salute mentale Asur 11. Si parlerà di alcol e droghe. “L’iniziativa è volta a far chiarezza e tenta di proporre delle vie per rallentare il dilagarsi di un problema che coinvolge innumerevoli settori: sanità, criminalità, sicurezza, politiche sociali - spiega il segretario della Sg Bizzarri -. Sarà una tavola rotonda. Una serata colloquiale dove tutti i presenti potranno dialogare direttamente, proponendo quesiti, impressioni e suggerimenti su cosa va e cosa non va nelle politiche adottate nel territorio. Gli ospiti illustreranno le loro esperienze in campo. Situazioni forti, estreme, simbolo di una società moderna piena di contraddizioni. Il taglio fortemente tecnico si è reso d’obbligo. Informazione integrata pienamente all’istruzione, educazione alla legalità, eliminazione dei fattori di rischio queste sono alcune delle strategie su cui puntare. Da rafforzare. Purtroppo, fino ad ora, occorre riconoscere che la politica ha saputo far poco proponendo tramite alcuni suoi esponenti, anche cattivi esempi, così come anche alcuni settori del mondo dello spettacolo”.


QUOTIDIANO.NET

L’INCHIESTA

Bluff etilometro, viaggio nella notte senza controlli

Lungo l’Adriatica neppure una pattuglia. E molti giovani non sanno nulla del nuovo decreto: "Speriamo non ci fermino"

Riviera Adriatica, 6 agosto 2007

WEEKEND DI PAURA quelli che vanno in scena ogni settimana sulla statale 16, l’Adriatica. La falce che miete vittime giovanissime senza distinzione di ceto si alimenta di alcol e droga, musica a tutto volume e impennate di adrenalina a qualunque costo. Prima di entrare in discoteca. Perché l’ombelico del mondo della notte è fra Lido di Classe e Rimini, tra Fragole Amare, Cocoricò, Peter Pan, Prince. Perché bisogna andare al massimo per godersi la serata e non finire sul divano, emarginati. Trenta chilometri, questi, di insegne luminose e tentazioni, dove i controlli dovrebbero essere più rigorosi.

NELLA SERATA che inaugura il pugno durissimo voluto dal ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi — sanzioni che arrivano fino a 6mila euro e addirittura 6 mesi di carcere per chi guida ubriaco —, col Governo che ha varato il decreto legge in tutta fretta proprio perché fosse in vigore da subito, siamo andati a vedere con i nostri occhi se qualcosa è davvero cambiato. I risultati? Sorprendenti. Purtroppo.

ALLE 23,30 imbocchiamo l’Adriatica a Lido di Classe. Le auto sono tantissime, un serpentone di luci che procede a velocità ridotta (dai 40 ai 60 chilometri l’ora) a causa del traffico intenso. dentro ognuna, gruppi di ragazzi che si gustano i primi assaggi di follia notturna. Una Porsche sgomma fuori da una stradina laterale pullulante prostitute; tante utilitarie coi finestrini giù e i bassi dell’autoradio che coprono i suoni della notte rendendo ogni metro di strada uguale a quello precedente. Siamo a caccia di pattuglie. Vogliamo chiedere ai ragazzi caduti nella rete dell’etilometro se almeno sapevano che era partito il giro di vite. Se leggono i giornali, se sono consapevoli che bere un bicchiere di troppo costerà tantissimo. Ci aspettiamo una maglia di controlli a rete finissima. Invece nulla.

FINO A Cesenatico neanche un posto di blocco. Arriviamo al paese di Pantani quando mancano 10 minuti a mezzanotte e il viaggio di andata verso il divertimento è nel suo pieno. Sosta al pub «Madigan’s», all’entrata del paese. E qui, mentre un noto gruppo locale canta i suoi deliri (tra gli altri «Ero sempre allucinato, la mattina anfetamina il pomeriggio un bel plegil e la sera un po’ di coca o due pasticche di ecstasy, per questo sono un ragazzo fulminato il cervello si è deteriorato») avviciniamo qualche giovanissimo.

«NUOVO DECRETO? No, non so niente — dice Giacomo, 19 anni, dopo avere buttato giù un waikiki con smorfia disgustata —. Sono qui con un mio amico, abbiamo bevuto entrambi, speriamo che non ci fermino». Il bar è sempre affollato: è l’ora degli sbadigli. «Bianchi? E chi è? — chiede Elisabetta, 24 anni — Io so solo che il livello dell’etilometro è troppo basso: per superare 0,5 bastano due bicchieri di vino e a me capita spesso di berli. Ma non per questo mi sento un’alcolizzata o una criminale». Tra i ragazzi le novità introdotte dal decreto Bianchi sono arabo.

«SEI MESI di prigione? È giusto. Bisogna smetterla con la comprensione. Io non voglio rischiare la vita per colpa di un ubriaco» testimonia Nicolò, che nonostante il tasso 0 nel sangue sembra divertirsi parecchio in compagnia degli amici. Il viaggio ricomincia, destinazione Rimini.

ALL’UNA DI NOTTE l’Adriatica è meno affollata. Divoriamo i venti chilometri che ci separano dalla capitale dell’eccesso a velocità sostenuta., il limite arriva fino a 110 e le auto sono sempre più rade. Siamo sempre a caccia di una pattuglia, che però non compare mai. Da Rimini torniamo indietro in autostrada, uscita Cesena. Neanche qui incrociamo un posto di blocco che sia uno.

RISULTATO: i giovani non sapevano delle nuove (durissime) regole. E i controlli non si sono visti. Sarà stato un caso, per carità. Ma la strada più pericolosa della notte italiana, quando l’abbiamo percorsa noi, era sgombra di pattuglie. Il pugno del knock out, almeno al primo round, è andato a vuoto.

di RICCARDO FANTINI



IL TIRRENO

Al volante “fatti” di droga ma i controlli sono difficili

VIAREGGIO. Un «aumento costante» di persone che si mettono alla guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti. È quanto rileva la polizia stradale lungo le arterie della Versilia - dove da sola effettua tra i 200 e i 250 rilievi l’anno per altrettanti incidenti - sottolineando la difficoltà nel controllare il fenomeno poiché «non esiste un test precursore come quello per l’alcol. Dunque, l’unico modo per verificare se c’è droga nel sangue sono gli esami all’ospedale». Con il risultato che per uno accompagnato, troppi restano in circolazione. Il lungo fine settimana sulle strade delle caldi notte versiliesi, per la Stradale è iniziata venerdì con la partecipazione - in occasione del Croda, festa sul mare tra musica e bevute - all’iniziativa “Non la bevo” sostenuta da Coop, Asl e Associazione familiari e vittime della strada. Sostenuti dal Sindacao autonomo di polizia. Incuriositi, i ragazzi attirati in Darsena dalla festa, hanno voluto provare il nuovo modello di etilometro in dotazione alle pattuglie. Si chiama “alcol blow” (*) ed è una sorta di microfono che viene tenuto vicino alla bocca dell’automobilista fermato. Se la luce diventa verde, non c’è alcol; se è ambrata vuol dire che l’alcol è presente in misura inferiore al tetto consentito; se è rossa evidenzia che l’automobilista ha alzato troppo il gomito.

D.F.

(*) Nota: il nome esatto di questo etilometro precursore è: Alcoblow


BRESCIA OGGI

I CONTROLLI. Dieci pattuglie della Stradale sono state impegnate nel fine settimana sul Garda e in Franciacorta. Le nuove sanzioni non paiono spaventare i giovani

Alcol e guida Il «giro di vite» non fa paura

Percentuale di «positivi» in aumento rispetto alla settimana precedente A Desenzano un giovane rifiuta il test Ora rischia una multa di 12 mila euro 

Franco Mondini

«Non possiamo pretendere miracoli... Con le nuove norme appena entrate in vigore, sarebbe un successo se nessuno guidasse ubriaco». È questo il commento di un agente della Polizia stradale che ieri mattina commentava i risultati della «due giorni di controlli» che hanno portato all’identificazione di 243 automobilisti e al ritiro di 30 patenti per guida in stato di ebbrezza, più altre due per velocità eccessiva e sorpasso in curva.

Le nuove norme, insomma, non sembrano fare paura. Nel fine settimana precedente le stesse pattuglie - 10 - avevano controllato 501 automobilisti ritirando 36 patenti per guida in stato di ebbrezza e altre 2 per gravi violazioni al codice della strada. Confrontando i dati emerge che il numero dei «positivi» all’alcol-test è addirittura aumentato percentualmente, nonostante le campagne di stampa, le norme più severe e il tam tam mediatico scattato in settimana dopo i gravi incidenti registrati in tutta Italia. (*)

IN TROPPI CASI chi guida ha ecceduto con il bere. Poche volte chi è al volante si è sacrificato per la compagnia, evitando di toccare alcol. È questa la figura del «Bob», molto diffusa in Germania e in Inghilterra. In Italia, anche per l’impegno di chi gestisce discoteche e pub, qualcosa sta cambiando, ma ancora molto va fatto.

LA CAMPAGNA di sensibilizzazione «Guido con prudenza» che punisce con severità chi sgarra e premia con biglietti omaggio per la discoteca gli astemi (40 i ticket distribuiti nel week end) sta dando risultati, ma non quelli auspicati.

Nelle notti tra venerdì e sabato e tra sabato e domenica la polizia ha intensificato i controlli in Franciacorta e nel Basso Garda. Solo nell’ultima notte la Polstrada sul lago ha ritirato 13 patenti per eccesso di alcol. Tra i multati un giovane che si è rifiutato di sottoporsi alla prova dell’alcol-test che stabilisce il tasso di alcol nel sangue. Per lui patente sospesa, denuncia penale e ammenda che potrà raggiungere, per effetto delle nuove norme, i 12 mila euro.

GLI AGENTI hanno anche rilevato 12 infrazioni per limite di velocità e in 48 ore hanno decurtato 357 punti dalla patente e ritirato 10 carte di circolazione per mancata revisione del veicolo.

Si andrà avanti tutta estate con controlli a raffica e verrà applicata la «linea dura» per chi sgarra. Solo in autunno sarà possibile tirare le somme e dire se l’inasprimento delle norme sia servito. Intanto in discoteca e nei pub si continua a bere, e chi vuole risparmiare si porta da casa birra e superalcolici e li tiene nel minifrigo in auto.

(*) Nota: un aspetto importante relativo all’applicazione di nuove norme è la risonanza che viene data alla loro entrata in vigore. La risonanza ovviamente deve poi essere sostenuta dalla loro applicazione puntuale e efficiente per non vederne svanito l’effetto. Come in parte è accaduto per la patente a punti.


IL GAZZETTINO

Quando la Polstrada di Mestre ...

(m.a.) Quando la Polstrada di Mestre lo ferma all’imbocco dell’area di servizio Bazzera Sud in direzione Trieste, è talmente ubriaco da non reggersi in piedi. E scoppia il finimondo. Sono le 21.30 di sabato, una giornata nera, come annunciato per tutta la settimana, sul fronte del traffico per il primo grande esodo estivo. Ma è anche la giornata che vede l’introduzione delle nuove norme varate dal Governo per prevenire gli incidenti stradali. Al casello di Mestre, code chilometriche fin dall’alba con il record di 25 chilometri attorno alle nove per scendere a sedici a mezzogiorno, stabilizzandosi sui nove per l’intero pomeriggio. Verso sera la situazione diventa più fluida ma la circolazione rimane sostenuta. Fra le misure tampone introdotte dagli agenti della Stradale anche quella di liberare dai mezzi pesanti i parcheggi degli autogrill, presi letteralmente d’assalto dagli automobilisti una volta superato il "tappo" di Villabona anche dopo cinque ore di incolonnamento. Così tutti i tir, obbligati al fermo dalle 16, sono stati fatti spostare a ridosso del Carrefour, all’uscita di Marcon. Cinque gli automobilisti "appiedati" per aver fatto i furbi impegnando la corsia di emergenza. Ma è il camionista lituano, con un tasso alcolico decisamente troppo elevato per riuscire ad avere la necessaria lucidità per la propria e soprattutto l’altrui incolumità, a saggiare sulla propria pelle, le novità di legge.

E così il suo rifiuto di sottoporsi al test etilometrico, gli costa la contestazione del reato di concorso per guida in stato di ebbrezza, con l’immediato ritiro della patente per sei mesi e il pagamento di una sanzione amministrativa di 2.500 euro. Davanti a tale realtà, D.S. classe 1965, ha perso letteralmente la testa, lasciandosi andare a offese e ingiurie, per po barricarsi nell’abitacolo del suo autotreno. Inizia così una lunga ed estenuante trattativa con i poliziotti che tentano di farlo ragionare. Ma l’uomo, piuttosto corpulento e dai modi ruvidi, per tutta risposta estrae un coltello con una lama di 14 centimetri. Ci sono voluti otto uomini per disarmarlo e per immobilizzarlo. Per il quarantaduenne si sono quindi aperte le porte del carcere con la contestazione di violenza, resistenza e minacce a pubblico ufficiale aggravate e porto abusivo d’armi. Mentre il suo bisonte, carico di collettame proveniente da Milano e diretto in Kasakistan, è stato sottoposto a fermo amministrativo per la mancanza dei titoli necessari per il trasporto internazionale.


IL GIORNALE DI VICENZA

IL CASO. La polstrada ha applicato la notte scorsa le norme previste dal governo che inaspriscono le sanzioni

Ai primi due sbronzi al volante adesso si sgonfia il portafoglio

Un vicentino e un kosovaro fermati in A4 e ad Altavilla rischiano ora fino ad un anno di arresto e 6 mila euro Se saranno condannati dovranno svolgere attività sociali gratuite per qualche mese

Diego Neri

Certamente non ci tenevano, in questo caso, ad essere i primi. A qualche ora dall’entrata in vigore del nuovo decreto del governo che ha inasprito le pene per chi guida ubriaco, un vicentino e un kosovaro hanno fatto schizzare il display dell’etilometro. Non poteva essere altrimenti nel Vicentino, una provincia nella quale ogni anno vengono denunciate centinaia di persone per guida in stato di ebbrezza e dove il fenomeno, negli anni, non accenna a diminuire. Non a caso, i due fermati sono fra i primi in Italia.

È stata la polizia stradale a pizzicarli, la notte scorsa. Il vicentino lungo l’autostrada A4, il kosovaro in centro ad Altavilla.

In base al decreto entrato in vigore sabato, ora entrambi rischiano grosso. La norma prevede tre tipologie di sanzioni penali (quelle amministrative saranno applicate più avanti), a seconda del tasso alcolemico riscontrato nel sangue degli automobilisti. Le tre fasce vanno da 0.5 a 0.8 millilitri di alcol per litro di sangue, da 0.8 a 1.5 e da 1.5 in avanti.

Il vicentino fermato in autostrada aveva un tasso compreso nella seconda fascia. Ragion per cui i poliziotti del vicequestore Antonio Macagnino gli hanno ritirato la patente e lo hanno denunciato, facendolo accompagnare a casa da un amico sobrio. Ora la legge prevede che lui, in sede di processo penale, rischia fino a tre mesi di arresto, con un’ammenda fra 800 e 3200 euro. Non solo: la patente gli sarà sospesa per un periodo compreso fra 6 mesi e un anno (e questa per molti è la sanzione più dolorosa), ed inoltre dovrà occuparsi gratuitamente di un’attività sociale in maniera continuativa fino a sei mesi.

È andata peggio al kosovaro, che prima di mettersi al volante aveva decisamente fatto qualche brindisi di troppo ed è rientrato nella terza fascia. Il che significa arresto fino a sei mesi, multa fra 1500 e 6000 euro, sospensione della patente compresa fra uno e due anni, e attività sociali gratuite al massimo per un anno.

È chiaro che, dopo la fase processuale, difficilmente gli ubriachi finiranno in cella grazie alle attenuanti, agli sconti per i patteggiamenti e alla sospensione condizionale della pena. Il nuovo decreto prevede però delle aggravanti per chi è ubriaco alla guida di un camion, per chi è recidivo e soprattutto per chi provoca incidenti mentre guida con un tasso alcolemico superiore al consentito.

I controlli della polstrada continuano serrati, nella speranza che l’inasprimento delle pene sia uno strumento deterrente per tutti coloro che fino ad oggi non hanno fatto caso


IL TRENTINO

Linea dura sulla strada, arriva la prima stangata

Ubriaco provoca incidente: 12 mila euro di multa, 1 anno in cella e 4 senza patente

Un giovane di Moena il primo trentino colpito dalle nuove norme

TRENTO. Un’ora e mezza dopo l’entrata in vigore del decreto, un diciannovenne di Moena si è guadagnato il poco invidiabile primato di primo trentino cui sono state applicate le nuove, durissime norme sulla sicurezza stradale. Ubriaco, ha tirato dritto su una curva, finendo in fondo ad una piccola scarpata, profonda cinque metri. Ora il neopatentato rischia davvero grosso: un anno di carcere, 12.000 euro di multa e sospensione della patente di guida fino a quattro anni. I carabinieri del radio mobile di Cavalese, intervenuti sul posto, hanno proceduto anche col fermo amministrativo dell’auto.

 L’incidente è avvenuto intorno alle 1.30. Il giovane, a bordo di una Fiat Punto, stava percorrendo, in salita, via Sameda, una strada comunale di Moena. Arrivato all’altezza di una curva, forse a causa della velocità e dei riflessi annebbiati dall’alcol, ha tirato dritto e ha concluso la corsa in fondo ad una scarpata dopo un volo di cinque metri. Il diciannovenne e il passeggero che sedeva al suo fianco (un amico di 22 anni) se la sono cavata con ferite lievi. Ma il protagonista dell’incidente dovrà fare i conti con le nuove norme in materia di sicurezza stradale, pubblicate sabato sulla Gazzetta Ufficiale ed entrate in vigore un’ora e mezza prima dell’incidente.

 Il giovane automobilista è stato sottoposto all’alcoltest dai carabinieri. Il controllo del tasso di alcol non ha lasciato dubbi: 1,70, ovvero oltre tre volte il limite (0,50) imposto dalla legge. Il diciannovenne in un colpo solo ha accumulato una serie di infrazioni che gli costeranno carissimo.

 La nuova legge, infatti, prevede sanzioni più dure per chi ha un tasso alcolico superiore a 1,50. Ma le pene vengono addirittura raddoppiate se chi guida ubriaco provoca anche un incidente, come nel caso del giovane di Moena. In sostanza l’automobilista ora rischia un’ammenda fino a 12 mila euro, una pena detentiva di un anno (che può essere scontata, in alternativa, con lo svolgimento di servizi sociali in istituti dove sono ricoverate vittime di incidente stradali), la sospensione della patente di guida fino a quattro anni (lo deciderà il Commissariato del Governo). Queste, naturalmente, sono le pene massime previste dal decreto legge. Insomma, per il diciannovenne si prospetta una vera stangata.

 Ma cosa avrebbe rischiato se l’incidente fosse avvenuto giusto un attimo prima della mezzanotte? Il «vecchio» codice della strada prevedeva delle pene decisamente più blande: un’ammenda fino a 1.032 euro, la pena detentiva fino al massimo di un mese, la sospensione della patente da quindici giorni a tre mesi, con la possibilità di aumentare da uno a sei mesi se l’automobilista commette la stessa infrazione nell’arco di un anno.

 Sabato sera un altro giovane automobilista è stato trovato positivo all’alcoltest dalla polizia municipale di Trento: aveva un tasso di 0,60, ma è stato pizzicato alle 23.45, quindi un quarto d’ora prima dell’entrata in vigore delle nuove norme. (g.f.p.)


EMERGENZA ALCOLISMO (Tratto da QUATTRORUOTE)

Primo arresto a Milano

Noi di "Quattroruote" avevamo più volte insistito affinché il Governo si affrettasse ad approvare le nuove norme sulla sicurezza stradale. E già sabato, primo giorno di entrata in vigore del decreto, è stato fermato un uomo ubriaco fradicio, che guidava a folle velocità per le vie di Milano.

Zig zag fra le auto, sgommate e diverse manovre rischiose: così un peruviano senza patente stava "intrattenendo" la moglie e un’altra connazionale a bordo di una Fiat Punto rossa. Dopo un breve inseguimento, una volante dei carabinieri è riuscita ad arrestarne la corsa e a portare l’uomo al vicino comando di vigilanza urbana dov’è stato sottoposto al test alcolemico.

Morale? 1,58 grammi di alcol per litro di sangue, tre volte superiore al limite consentito (0,5 g/l). Ora, secondo le nuove norme, rischia l’arresto fino a sei mesi e dovrà pagare una multa da 1500 a 6000 euro, che andrà ad aggiungersi a quella per aver guidato sprovvisto di patente (da 2257 a 9032 euro).

Non si sa ancora quale provvedimento prenderanno gli organi di giustizia, visto che il soggetto in questione ha anche il permesso di soggiorno in scadenza. C’è da auspicarsi, però, che la severità della pena lo dissuada dal ripetere una simile bravata, che avrebbe potuto costare la vita a qualcuno.


CORRIERE ADRIATICO

Cinque patenti ritirate sabato notte dai carabinieri

Ubriachi al volante nei guai

SENIGALLIA - Cinque patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza. Due centauri e tre automobilisti del sabato sera sono stati fermati dai carabinieri durante i controlli effettuati sulle strade di Senigallia e intensificati durante i weekend estivi. I militari dell’Arma in particolare hanno tolto il permesso di guidare a due motociclisti risultati positivi alla prova del palloncino. Erano alla guida delle loro due ruote dopo avere alzato visibilmente il gomito. Stessa sorte è toccata a tre automobilisti, anche questi visibilmente alticci. Con il decreto del 3 agosto, poi, le regole per chi si mette alla guida sono diventate ancora più ferree e in alcuni casi è previsto anche l’arresto. Un estremo tentativo per cercare di fermare le stragi del sabato sera dove a perdere la vita sono sempre più ragazzi. Sempre sabato sera, all’uscita del casello di Senigallia, l’unità cinofila della guardia di finanza ha fermato le auto per una serie di controlli antidroga


IL GAZZETTINO (Udine)

Hanno tra i 18 e i 30 anni: quasi tutti rientravano dalle discoteche. Sette i casi rilevati dai carabinieri del Radiomobile di Tolmezzo ad Alesso 

Ubriachi al volante, stangati dieci automobilisti 

Prime applicazioni delle nuove norme: in nove avevano un tasso alcolemico da due a tre volte superiore al consentito

(c.a.) Hanno tra i diciotto e trent’anni i giovani incappati, dopo una notte in discoteca in provincia di Udine, nelle norme del Codice della strada appena inasprite dal Consiglio dei ministri. In dieci casi polizia stradale e carabinieri hanno avuto modo di applicare per la prima volta il decreto legge che dichiara guerra a chi guida sotto l’effetto di alcol o droghe, non rispetta i limiti di velocità, usa il cellulare senza auricolare o vivavoce oppure non ha la patente.

Tra sabato e domenica notte il giro di vite sul Codice della strada ha inciso soprattutto nella Pedemontana. I carabinieri del Radiomobile di Tolmezzo hanno ritirato sette patenti di guida a ragazzi che si sono messi alla guida nonostante avessero consumato alcolici. Il posto di controllo era strategico, organizzato a poca distanza dalla discoteca "Al Lago" di Alesso, a Trasaghis. Per tutti l’etilometro è schizzato oltre a 1 grammo di etanolo per litro di sangue. Significa, secondo le stime degli esperti, che avevano bevuto circa da quattro a sei birre o da tre a quattro bicchieri di liquore oppure da tre a cinque calici di vino.

In cinque casi si tratta di ragazzi tra i 18 e i 22 anni, a cui si aggiungono un ventiquattrenne e un ventiseienne. Per ognuno è scatta la denuncia per guida in stato di ebbrezza. La patente di guida ritirata con tutte le conseguenze previste dalle nuove norme. In questo caso i giovani rientrano nella seconda delle tre fasce stabilite dal decreto (da 0,81 a 1,5), come il ventiseienne fermato dai carabinieri del Radiomobile di Latisana in via Casablanca, la strada che dalla discoteca Charlie di Lignano porta al ponte di Bibione o verso la strada bassa di Latisana. All’automobilista è stato riscontrato un tasso alcolemico superiore a 0,81. Seconda fascia anche per lui. Quindi ammenda da 800 a 3.200 euro, arresto fino a tre mesi con possibilità di sostituire la pena con attività socialmente utili in strutture sanitarie traumatologiche. La sospensione della patente va un minimo di sei mesi fino a un anno.

A Latisana, sulla statale 354, tra le 2 e le 6 di domenica mattina hanno vigilato tre pattuglie della Polstrada di Udine. Due gli automobilisti denunciati mentre rientravano da Lignano: uno ha tra i 23 e i 27 anni, l’altro tra i 28 e i 32. Anche per loro il verdetto dell’alcoltest è stato durissimo: il tasso era compreso tra 1 e 1,5 g/l.

L’attività di prevenzione sarà rinforzata nei prossimi week-end. I carabinieri, dopo una prova fatta venerdì sera a Udine, scendono in campo con una task force che coinvolge anche il servizio del 118. Il primo vero controllo è previsto sabato prossimo a Lignano, con il coordinamento della Compagnia di Latisana. La settimana successiva l’attività di prevenzione sarà fatta in Carnia.


EMERGENZA ALCOLISMO (Tratto da CENTUMCELLAE.IT)

In macchina con l’amico ubriaco

In macchina con l’amico ubriaco, muore a 21 anni

CIVITAVECCHIA - Una autentica tragedia sulla strada, come troppe ne continuano ad accadere, quella che nel primo pomeriggio di ieri ha spezzato la vita di Giulia Bollo, una ragazza civitavecchiese di 21 anni schiantatasi contro un albero sull’auto condotta da un amico. Teatro della tragedia una strada periferica di Guidonia Montecelio, dove il ragazzo 25enne che guidava l’auto, secondo le testimonianze raccolte, è arrivato a folle velocità. Ad avere la peggio è stata proprio Giulia, travolta dalla forza d’urto dell’impatto. Il guidatore, vicino al quale sedeva, ha riportato varie contusioni ma non è in pericolo di vita, come una seconda ragazza che sedeva invece nella parte posteriore della vettura. Inutili i soccorsi per la civitavecchiese, che è spirata prima ancora di arrivare all’ospedale. Le cause del folle impatto sono state svelate dai primi rilevamenti ematici effettuati dai Carabinieri sul conducente: nel sangue del ragazzo è stato riscontrato infatti un tasso alcoolico superiore alla legge e, da quanto si appreso, anche tracce di stupefacenti. Un cocktail di sostanze che deve aver tolto la ragione al ragazzo, il quale ha insensatamente messo a repentaglio la sua vita e si è reso responsabile della morte di Giulia. Tanto che ora dovrà rispondere di omicidio colposo.


TELEREGGIO

Ubriaco al volante falcia un ciclista

Investito da un’auto mentre camminava sul bordo della strada, sulla provinciale che collega Guastalla a Luzzara. E’ morto così Alberto Pasqualini, 54enne residente a Pieve di Guastalla e molto conosciuto nella Bassa, per essere il figlio di Eo Pasqualini, uno dei primi pittori naif della zona. Ieri sera intorno alle 20 e 30 Pasqualini stava camminando sul ciglio della carreggiata, spingendo la sua bicicletta, quando è stato investito e scaraventato giù dall’argine da una mercedes che percorreva la strada nella stessa direzione di marcia. Il 54enne è morto sul colpo, con il personale dell’automedica del vicino ospedale guastallese che ha solo potuto constatare il decesso dell’uomo. Alla guida della Mercedes Giuseppe Domenico Trenta Rossi, un 48enne residente anche lui Guastalla, dipendente di una grande azienda del paese. Trenta Rossi è stato immediatamente sottoposto all’alcotest, che ha rivelato un tasso pari a 2,30 grammi di alcol per litro di sangue, contro il valore di mezzo grammo consentito dalla legge. All’uomo è stata immediatamente ritirata la patente e rischia una sospensione della licenza di guida dai 6 ai 12 mesi . Su di lui pende l’accusa di omicidio colposo. 

di MATTIA MARIANI


IL MATTINO

Ubriaco, provoca un incidente sul raccordo denunciato 37enne di Santa Lucia di Serino

È di tre denunce per guida in stato di ebbrezza e oltre 30 sanzioni riscontrate il bilancio dei primi controlli della Polstrada, su strade e autostrade irpine, dopo l’entrata in vigore della nuova normativa. Dati, rilevati dalla tarda serata di sabato fino ad ieri, che rientrano nella media degli ultimi week end. Gli agenti della Polizia Stradale, coordinati dal dirigente Alessandro Salzano, hanno istituito diversi posti di controllo lungo l’autostrada Napoli-Bari ed il raccordo Avellino-Salerno. Il caso più emblematico si è registrato nella tarda mattinata di ieri. Un 37enne di Santa Lucia di Serino, alla guida in stato di ebbrezza con un tasso di 1,43, rientrante nella seconda fascia, ha provocato un incidente, per fortuna senza gravi conseguenze, sul raccordo. Immediati sono scattati la sospensione di patente, la decurtazione di dieci punti, l’affidamento del veicolo ad altri e la denuncia all’autorità giudiziaria. Il 37enne rischia una sanzione pecuniaria tra i mille e 6cento ed i 6mila e 4cento euro, l’arresto fino a sei mesi e la sospensione della patente tra uno e due anni. Inoltre, è stato disposto il fermo amministrativo del veicolo per 90 giorni. Durante la scorsa notte, poi, gli agenti hanno denunciato altre due persone. Un 23enne di Avellino, all’uscita del raccordo, è stato sorpreso alla guida in stato di ebbrezza, Aveva un tasso di alcool di 1,03, invece, un 46enne di Benevento, fermato allo svincolo per la città sannita. Gli agenti della Polstrada hanno, inoltre, combinato oltre 30 altre sanzioni, soprattutto per alta velocità e guida senza cintura di sicurezza. «La stragrande maggioranza dei fermati - spiega il dirigente Alessandro Salzano - non era a conoscenza dei caratteri e dell’entrata in vigore della nuova normativa, altri solo in parte». mi.dl.


SANREMONEWS

Imperiese ubriaco, fermato due volte in due ore alla guida

Un imperiese di 37 anni è stato fermato, alle 5.30 di questa mattina, al casello di Albenga, dagli agenti della Polizia Stradale. L’uomo guidava la propria auto nonostante due ore prima gli agenti di Savona gli avessero ritirato la patente per guida in stato di ebbrezza.

Dopo il primo controllo il veicolo era stato affidato al fratello, ma questi se ne è nuovamente impossessato. Oltre ad una multa di 1.800 euro ed al fermo del veicolo per tre mesi (perché guidava con patente ritirata). E’ stato accertato ancora il suo stato di ebbrezza, con un tasso alcolico pari a 1,19 g/l., pur oltre due ore dal primo controllo.

Carlo Alessi


AGI

UBRIACO TENTA GETTARE MADRE DAL BALCONE, ARRESTATO A PALERMO

Palermo, 6 ago. - Ubriaco ha tentato di scaraventare la madre dal balcone ed e’ stato arrestato dai carabinieri. E’ accaduto a Palermo, nel quartiere di Brancaccio. L’uomo, un pregiudicato di 44 anni, disoccupato, deve rispondere di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia. Secondo i carabinieri, in preda a un raptus favorito dall’alcol si e’ scagliato contro la madre di 76 anni e ha cercato di farla precipitare dal balcone al sesto piano della loro abitazione.

L’anziana e’ rimasta illesa.

EMERGENZA ALCOLCISMO (Tratto da IL SECOLO XIX)

Guida ubriaco, poi scende e cade di sotto

Un insegnante inglese di 52 anni, che ubriaco è scivolato in una scarpata dopo essersi fermato con l’auto sul ciglio della strada, è stato denunciato dai Carabinieri per guida in stato di ebbrezza.

È accaduto nella notte sulla strada che porta da Apricale a Perinaldo, nell’entroterra di Ventimiglia.

Erano circa le 3 quando la pattuglia di Pigna ha scorto una Peugeot 206 con targa inglese ferma a bordo strada, con la portiera sinistra aperta; i militari si sono avvicinati per un controllo, notando che dentro non c’era nessuno.

Qualche metro più sotto, però, al di là del guardrail, hanno sentito i lamenti di un uomo; hanno avvertito i soccorsi e grazie all’impiego di una scala telescopica e di alcune corde il ferito è stato portato in salvo.

L’uomo, che insegna italiano in Inghilterra, è stato accompagnato al pronto soccorso per curare una serie di escoriazioni e contusioni riportate in seguito all’impatto con un roveto; considerato il suo stato di alterazione da alcol, dovrà anche rispondere di guida in stato di ebbrezza.


IL GAZZETTINO

LIDO 

Romeno ferito, sentiti due connazionali 

Due connazionali, amici del cittadino romeno trovato in fin di vita, nella notte tra venerdì e sabato, sul lungomare del Lido, sono già stati fermati e identificati dalla polizia del Lido. Gli agenti li hanno individuati, meno di due ore dopo la chiamata al "113", mentre, senza fissa dimora, stazionavano sempre nella zona sulla spiaggia in evidente stato di ubriachezza. E ora, anche attraverso la loro versione dei fatti, gli inquirenti, cercheranno di capire cosa sia successo al gruppo nelle ultime ore. Nessuna ipotesi, al momento, è stata scartata: rimangono in piedi due piste tra le più probabili.

L’uomo, che ora sta combattendo contro la morte, potrebbe essersi è ferito a causa di una caduta accidentale, visto anche all’elevato tasso alcolico presente nel sangue. Ma rimane sempre probabile l’aggressione con l’ombra di un possibile "regolamento di conti" tra extracomunitari sulla spiaggia del Lido. Intanto l’uomo di nazionalità rumena, tra i 30 e i 35 anni, si trova, sempre in coma, ricoverato nel reparto di Rianimazione all’ospedale "Umberto I" di Mestre. Le sue condizioni vengono definite dai sanitari stazionarie e perciò rimangono molto gravi. La prognosi, ovviamente, è riservata.

Saranno, comunque, importanti le prossime ore per poter capire meglio il decorso del quadro clinico. Ieri, sul fronte delle indagini, non è trapelata alcuna novità: la fase è ovviamente delicata e perciò circondata da fitto riserbo. Quel che è certo, comunque, è che alcuni testimoni oculari hanno raccontato di aver visto il gruppo, composto da tre persone, l’ultima volta insieme venerdì sera intorno alle 22.30.

I tre erano in evidente stato di alterazione, tanto da non riuscire quasi a reggersi in piedi, e stavano ancora bevendo quattro bottiglie di vodka alla fragola. Nel frattempo la zona, dove, sabato mattina erano state rinvenute tracce di sangue, ieri mattina era stata liberata e nuovamente agibile. Nell’isola cresce l’allarme per la presenza di extracomunitari, senza fissa dimora, e clandestini. Si tratta del secondo episodio, per certi aspetti simile, al "caso" verificatosi, appena una settimana fa, il 27 luglio scorso, quando un cittadino russo, soccorso tra le dune in fin di vita con una ferita alla testa, è poi deceduto poche ore dopo il ricovero.

Lorenzo Mayer


STAIBENE.IT

Contrordine: due bicchieri di vino facilitano il tumore

06 AGO - Chi beve due bicchieri di vino al giorno vede salire il rischio di sviluppare un tumore all’intestino del 25%. Un discorso valido anche per chi è abituato a consumare due pinte di birra quotidiane. L’allarme arriva dal Cancer Research Centre britannico, che in controtendenza rispetto all’ultima campagna governativa anti-alcol che fissava proprio in un paio di bicchieri il limite massimo per non avere problemi di salute, sostiene invece che invece il pericolo esiste: con uno studio pubblicato sull’“International Journal of Cancer” si sostiene, gli scienziati del Regno Unito evidenziano addirittura che un solo bicchiere equivale al 10% di rischio in più di contrarre il cancro.

“La ricerca mostra chiaramente che più alcool si ingerisce, più aumenta il rischio di cancro all’intestino”, ha detto Tim Key, del Cancer Research UK. “E’ importante che la gente capisca che questo pericolo si può ridurre. Basta bere di meno”.


CORRIERE ADRIATICO<

Martedì, 07 Agosto 2007
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