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Rassegna stampa Alcol e guida del 5 agosto 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

In fondo alla rassegna potete leggere le ultime lettere inviate al sindaco di Olginate.


IL TIRRENO

CONVEGNO

Rischi del bere per chi guida l’auto

MULAZZO. Si è tenuto all’auditorium dei Malaspina un convegno-tavola rotonda dall’emblematico titolo: “Il vino fa buon sangue? Bere vino responsabilmente” un tema di grande attualità fortemente voluto dall’amministrazione comunale e che ha raccolto il favore dell’Asl Massa Carrara, Aci, polizia stradale e carabinieri. Ha aperto i lavori il sindaco Sandro Donati che dopo i rituali saluti di benvenuto ha presentato i relatori. Decisamente di taglio medico-etnografico il tema trattato da Maurizio Varese, medico dell’Asl che si occupa del Sert, ha fatto un paragone tra i vini che si producono oggi e che raggiungono gradazioni di valore assoluto rispetto ai tradizionali vinelli che producevano i nostri nonni che ben difficilmente superavano i dieci gradi. «Occorre quindi sollecitare i giovani sulla consapevolezza di tale rischio aumentando di dieci volte il numero dei controlli da parte delle forze dell’ordine» ha detto Varese. Marina Listante, dirigente della Stradale, ha detto: «Un grosso bicchiere di vino con la soglia dello 0,5 per mille rappresenta il punto di tolleranza alcolica per la guida, ma nuocciono oltremodo le mescolanze di liquori che sotto forma di cocktail dolcificati portano all’ebbrezza complicata e profonda. Pertanto prima di mettersi alla guida è bene sapere che per smaltire un bicchiere di vino occorre un’ora di tempo e così via, ma spesso si continua a bere quando ancora non si è smaltito la dose ingerita e quindi si crea un accumulo». Il capitano dei carabinieri, Antonio Ciervo, invece ha presentato la statistica degli incidenti che sono stati verbalizzati nel nostro territorio nel corso del 2006 e che sono inferiori alla media nazionale: «Su 200 incidenti rilevati, 3 sono stati mortali e 73 con feriti, mentre 123 con danni materiali. Ebbene nel 13% erano coinvolte persone in stato di ebbrezza. Facendo un paragone con i primi sette mesi del 2007 i dati sono in calo. A oggi infatti si è avuto soltanto un incidente mortale e 32 con soli feriti, mentre sono aumentati i ritiri delle patenti 11 al 31 luglio, (14 al 4 agosto), ma questo dato va messo in relazione con l’impiego dell’etilometro che ha dissuaso molti automobilisti dal mettersi al volante allegri».Sergio Mastrini


IL GAZZETTINO

I video choc della Provincia sugli ...

I video choc della Provincia sugli incidenti stradali potrebbero essere proiettati anche sui megaschermi o sui televisori di bar e pub notturni. Se la proposta, partita ieri da un genitore intervistato dal Gazzettino, fosse accolta dai gestori dei locali, il filmato che mostra cadaveri e sangue potrebbe arrivare ad un folto numero di destinatari e proprio nei luoghi dove spesso eccedono nel consumo di alcool e dove si ritrovano in compagnia nei fine settimana. «Bisogna far partire il messaggio choc dai posti che inducono i nostri giovani a consumare spritz, birra o superalcolici prima di mettersi alla guida - suggerisce un papà 50enne, Paolo N. - Io ho una figlia giovane che ancora non ha la patente, ma non mi dispiacerebbe che invece di pubblicità di alcolici o le partite di calcio, i megaschermi dei pub proiettassero ogni tanto anche le immagini choc con le conseguenze dell’eccesso di alcol o di droga o di velocità. Forse più di qualcuno ci penserebbe due volte prima di esagerare. Il problema è che questi giovani spesso hanno in mano delle macchine che si tramutano in oggetti di morte se chi le guida non ha mai visto gli effetti di una guida sconsiderata».

Chissà se i gestori dei locali notturni accoglieranno questa proposta, o considereranno le immagini dello spot della Provincia troppo d’impatto per un luogo di divertimento. Certo è che, con quello che i ragazzi vedono ogni giorno in Internet o in televisione, nemmeno cadaveri e sangue tra le lamiere potrebbero bastare. È incredibile ciò che è arrivato a dire di quello spot un 17enne di Treviso. Luca, questo il suo nome, ieri mattina prima di mezzogiorno stava bevendo uno spritz con alcuni amici fuori di un bar in zona mercato. Alla nostra domanda sull’impatto che può avere un video choc in un locale notturno, ha sorriso: «Ah sì? Bello, è come un film...». Peccato che quei cadaveri e quel sangue non siano una fiction, ma vere vittime sulla strada. Di fronte a simili risposte non si può non rimanere allibiti: è un segnale che a certe scene i giovanissimi si sono abituati troppo presto, e che forse nemmeno lo spot della Provincia basta più a creare una cultura della sicurezza. Quando domandiamo ad uno degli amici di Luca se sia consapevole del grado alcolico di uno spritz o della lattina di birra che sta bevendo, lui tentenna. Poi dice: «Beh, sono venuto in città in bicicletta, mica in macchina... la bici non è pericolosa anche se sono un po’ sbronzo. Riesco ancora a tornare a casa». Per fortuna che tra i giovanissimi c’è anche una diversa sensibilità: «Ricordo - dichiara Lucia, 23 anni - che qualche anno fa fuori dal palazzo della Provincia era stata esposta una macchina sfasciata. Io ero una bambina all’epoca, ma la ricordo ancora bene. Forse servono ancora queste campagne d’impatto anche visivo, e sono d’accordo con quella del presidente Muraro».

In parallelo, però, servono anche pene più severe per chi trasgredisce e crea morti su strada: «Bisognerebbe che fossero condannati ad un carcere di anni, non a pochi mesi con la condizionale, come leggevo sui giornali l’altro giorno. Non ci sarà mai una prevenzione adeguata se non saranno repressi i comportamenti scorretti. Questo anche per i genitori o i figli che perdono un congiunto su strada magari non per colpa sua». Un primo passo è di sicuro il decreto legge approvato dal Governo venerdì, che prevede come pena alternativa il servizio sociale nei reparti di traumatologia, accanto a chi resta invalidato per sempre dopo un incidente.

Serena Masetto


IL GAZZETTINO (Venezia)

L’INCHIESTA 

I ragazzini e lo spritz, l’alcol non è roba da grandi

Venezia

In alcuni punti del centro storico i giovanissimi che consumano alcolici sono davvero numerosi. Lo dicono gli abitanti e i commercianti delle zone maggiormente colpite dal fenomeno: campo Santa Margherita e Rialto. Esercenti, gestori di banchetti, titolari di supermercati e di negozi assicurano invece di prestare molta attenzione all’età dei clienti e di non vendere bevande alcoliche ai minori di 16 anni. In alcuni locali i ragazzini che chiedono spritz o coca-bacardi arrivano a frotte. Sono rari i casi in cui gli esercenti chiedono il documento d’identità, ma l’occhio clinico distingue in fretta gli under 16, che vengono allontanati o a cui viene offerta una bibita analcolica. Per tutto questo, l’Aepe (l’Associazione dei pubblici esercizi) ha avviato tra gli associati una campagna di "tolleranza zero", con cartelli rossi in italiano e inglese per ammonire i giovani clienti che l’assunzione di alcol al di sotto dei 16 anni è punita dalla legge.

E loro, i giovanissimi avventori, quando non trovano da bere lanciano sovente qualche insulto e vanno ad approvvigionarsi evidentemente da altre fonti, visto che in campo Bella Vienna, in Erberia, a Santa Margherita (le zone più frequentate all’ora dello spritz e dopo cena) lattine di birra, fiaschetti di vino e bottiglie di superalcolici tra i minorenni si vedono in abbondanza. «Da me ne arrivano una valanga, mando via moltissimi ragazzini ogni giorno. Chiedo l’età, mi dicono che hanno 16 anni, ma è evidente che non è così e li allontano, prendendomi anche insulti e qualche parolaccia - dichiara Nicola Guatti Zuliani, proprietario del Pesador in campo Bella Vienna».

D.Pierobona


IL TIRRENO

VIGILI URBANI

Tre patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza ma intanto l’alcol test ai pedoni fa riflettere i giovani

CARRARA. In città e a Marina, adulti e giovani, a piedi, si sottopongono volontariamente all’alcol test, dimostrando grande interesse per l’iniziativa di sensibilizzazione promossa in questo periodo dalla polizia municipale d’accordo con l’amministrazione, contro i rischi della guida in stato di ebbrezza. Ma intanto, anche l’altra sera, mentre era in servizio la pattuglia per questa campagna informativa, sulle strade del comune altre pattuglie fermavano gli automobilisti per i controlli. E gli “alticci” sono stati sorpresi al volante. Tre contravvenzioni, con tre ritiri di patente, sono state elevate in base all’art. 186 del codice stradale: appunto la guida in stato di ebbrezza. In un caso, un signore anziano che viaggiava sul viale XX Settembre, dopo che è stato fermato dai vigili urbani, e alla prova dell’etilometro ha fatto registrare un tasso alcolemico di 1,90 (il limite di legge è 0,50 grammi per litro). I vigili gli hanno impedito di continuare a guidare, e l’uomo ha dovuto attendere che arrivasse il figlio per farlo mettere al volante e tornare a casa. Su altre due auto, sono stati fermati due ragazzi a Marina, che sono risultati positivi all’alcol test. Patenti ritirate anche a loro. Un’altra patente è stata ritirata per eccesso di velocità (art. 142); cinque contravvenzioni, senza ritiro di patente, per velocità eccessiva. Ritirata anche una carta di circolazione per omessa revisione del veicolo. In quanto all’iniziativa preventiva sui pedoni, anche la seconda serata ha avuto successo: attorno al mezzo dei vigili urbani che ha stazionato l’altra notte per un paio di ore in città e poi fino alla mezzanotte a Marina in piazza Ingolstadt, si sono formati capannelli di persone. Gli adulti, che si sono avvicinati alla postazione della polizia municipale in città, erano più che altro persone appena uscite di casa e sobrie, che comunque si sono volute informare sui rischi della guida quando si è bevuto troppo. A Marina, come la prima serata, tantissimi giovani, ragazzi e ragazze, si sono sottoposti al test: numerosi fra loro sono risultati positivi. Alcuni arrivavano all’auto dei vigili con il bicchiere di vodka e con la bottiglia di birra in mano. Alcuni hanno fatto molte domande agli agenti, hanno letto i volantini informativi distribuiti dal comando. Forse mediteranno. Un ragazzo aveva un tasso alcolemico superiore a 2, e continuava a bere in strada, «Ma io non ho la patente», ha detto ai vigili. Meno male. I vigili urbani nei controlli sul territorio, hanno inoltre denunciato il titolare di un circolo privato, per disturbo della quiete pubblica, per avere tenuto la musica ad alto volume fino all’una di notte suscitando le proteste della gente residente nei dintorni. Ma in generale il comando ha constatato che gli orari di chiusura degli eventi musicali nei locali pubblici vengono rispettati, senza sforamenti oltre la mezzanotte. C.C.


IL TIRRENO

In giro sul lungomare, ma senza alcolici

LIVORNO. Scatta il divieto di vendita di alcolici da asporto sul lungomare nelle ore notturne: il provvedimento è stato adottato a seguito di una decisione presa dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Si tratta di un’ordinanza che porta la firma del prefetto Giancarlo Trevisone e che ripete, sostanzialmente, quella dell’estate passata. Dalle 22 di stasera, dunque, e fino all’ora di chiusura degli esercizi che vendono bevande alcoliche, non sarà possibile acquistare alcolici e portarli via da piazza Mazzini ad Antignano, passando ovviamente per viale Italia e le zone vicine: via della Bassata, via Funaioli, via San Jacopo in Acquaviva, via Malta, Ardenza Mare e tutte le strade che incrociano il lungomare ad Antignano, dalla Rotonda in direzione sud. Chi vorrà bere, dunque, dovrà farlo dentro il bar o la baracchina. La stessa riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica ha anche deciso di revocare questo divieto per la zona di piazza Attias, che era stata oggetto di particolare attenzione dopo l’aggressione ai carabinieri.


IL GAZZETTINO (Venezia)

Campagna informativa di Fipe-Confcommercio 

Niente alcol dall’una alle 6 del mattino 

Divieto per chi ha meno di 16 anni

Locandine in tutti i bar, i ristoranti e i locali pubblici per ricordare il divieto di somministrazione di alcol ai minori di 16 anni dall’una di notte alle 6 del mattino. Parte oggi una campagna di informazione della Fipe-Confcommercio, che ha deciso di intervenire, con il pieno consenso manifestato da molti presidenti provinciali, con una iniziativa fortemente connotata da una netta presa di posizione dettata dalla consapevolezza del ruolo sociale dell’impresa e dal rispetto della legge (e, di conseguenza, quello della sicurezza degli esercenti e dei clienti).

L’iniziativa promossa dalla Fipe-Confcommercio, concepita nell’ambito di quelle ideate dalle Istituzioni pubbliche per contrastare gli abusi di alcol, sarà diffusa anche in tutta la regione del Veneto. A lanciare il messaggio saranno bar, ristoranti, stabilimenti balneari e pubblici esercizi. "Tolleranza zero" è l’efficace titolo dell’iniziativa, concepita per il rispetto rigoroso della legge e per una sensibilizzazione anche contro la vendita di alcool ai minori di 16 anni. "Nessuno meglio degli esercenti - afferma Roberto Ventura, vicepresidente della Fipe-Confcommercio provinciale di Venezia (che conta circa 2600 esercizi su un totale provinciale di circa 3800) - entra direttamente in contatto con i consumatori. Come abbiamo affermato nell’ultima assemblea, il ruolo dei pubblici esercizi è fondamentale nel rapporto con il cittadino. E in questo contesto diventa essenziale il compito che vogliamo assumerci di essere portatori di dialogo, cultura e società. Solo gli esercenti sono in condizione di poter rifiutare la somministrazione a minori di 16 anni e a persone in evidente stato di ebbrezza".

La Fipe vuole dare un segnale forte di senso civico e di civiltà. La Federazione ha predisposto cartelli e locandine con i loghi dei Ministeri dell’Interno e delle Politiche giovanili, che sostengono l’iniziativa, da apporre nei locali pubblici per ricordare ai consumatori l’esistenza di una legge il cui rispetto potrebbe salvare vite umane. "Ci è sembrato interessante - aggiunge il vicepresidente della Fipe-Confcommercio provinciale di Venezia Roberto Ventura - il fatto che siano stati proprio i gestori a richiederci un intervento forte". Esercitando il dovere di rispettare la legge, proprio come avvenuto nella campagna contro il fumo, anche nei locali pubblici del Veneto e della provincia di Venezia campeggeranno quindi i cartelli scritti in due lingue (italiano e inglese) per rammentare alla clientela il divieto di somministrazione di alcol a minori di sedici anni e a persone in evidente stato di ebbrezza.


IL GAZZETTINO (Pordenone)

Domenica, 5 Agosto 2007

Inventati dagli esercenti 

Alcol e volante L’idea "pilota"  Avvisi anti-stragi nel decreto

Pordenone

Giro di vite con l’ultimo decreto del governo in materia di alcol e sicurezza stradale. E tra i vari provvedimenti che inaspriscono multe e pene per gli automobilisti che guidano ubriachi, c’è anche l’obbligo per esercenti pubblici e discoteche di esporre nei locali tabelle che indichino i sintomi correlati ai diversi gradi di concentrazione di alcol nel sangue. Cartelli che informino - in particolare giovani e giovanissimi - sugli effetti delle bevande alcoliche di maggiore consumo che portano a superare pericolosamente i limiti di velocità quando ci si mette alla guida.

Un’iniziativa che la Federazione dei pubblici esercenti provinciale, aveva già in qualche modo anticipato nei primi mesi di quest’anno. In particolare, i cartelli e i manifestini che erano stati distribuiti a tutti gli esercenti della provincia (alla campagna ha aderito oltre il 90 per cento degli operatori) avvisavano anche sul divieto a distribuire bevande alcoliche ai minori di sedici anni. Era stato inoltre distribuito una sorta di misuratore da dare ai clienti più giovani che indicava il livello alcolimetrico raggiunto dopo aver bevuto diversi quantitativi di svariate sostanze alcoliche. Un modo per mettere in guardia i giovani automobilisti e fare in modo che scattasse una specie di autoregolamentazione.

«Ci fa piacere - ha spiegato Sergio Lucchetta, presidente provinciale e regionale della Fipe Confcommercio - che una nostra iniziativa spontanea lanciata nei mesi scorsi e volta a limitare il consumo di alcol nei giovani che poi si mettono alla guida sia in qualche modo ripresa oggi nel decreto governativo che ha inasprito le multe per la guida in stato di ebbrezza e per l’eccesso di velocità». (*) L’impegno degli esercenti (che in alcuni Paesi stranieri in certi casi vengono considerati corresponsabili dalla legge nel caso di morti sulla strada in seguito all’eccesso di alcol consumato) sta continuando e continuerà anche a settembre. All’interno della manifestazione Pordenonelegge.it sarà organizzata - in Fiera - un’intera giornata dedicata al tema della sicurezza stradale legata all’alcol e ai giovani. Fipe e Azienda sanitaria organizzeranno incontri e un convegno con dei giovani "testimonial" che porteranno le loro esperienze in chiave di prevenzione. La giornata si concluderà con una gara di cocktail no-alcol: un modo per dimostrare che si può bere e divertirsi senza rischiare la vita sulla strada. Ma non è finita. Anche la Fipe regionale, con la campagna Tolleranza zero, ha fatto propria l’iniziativa allargandola a tutto il Friuli Venezia Giulia. «L’impegno - ha precisato Lucchetta - è rivolto anche al nostro interno, cioé alla formazione degli imprenditori del settore e dei loro dipendenti. Un’azione di qualificazione professionale volta a promuovere le misure di autoregolamentazione in materia di vendita di bevande alcoliche nei contesti di possibile rischio legato, in particolare, alle fasce di età». Ma gli esercenti ricordano: il divieto di somministrare alcol vige solo per gli esercenti. Come dire: nel market vicino al bar il minore si può liberamente compare la bottiglia di superalcolico.

D.L.

(*) Nota: anche secondo me le nuove disposizioni contenute dal decreto legge sono state ispirate dagli esercenti. Dato che non c’era modo di porre dei limiti e di far rispettare la legge agli esercenti si sono inasprite le pene ai loro clienti.


IL GIORNALE

Scontri nella notte, muoiono centauro e automobilista

di Redazione - domenica 05 agosto 2007 - Il primo a superare il test all’uscita dall’Old Fashion è Claudio, poco dopo l’1.30: «Cosa mi regalate? Un drink alcolico per la prossima volta?» dice, mostrando un po’ di delusione quando, come «premio sobrietà» si vede recapitare dai volontari della Croce Verde A.P.M. un pass d’ingresso gratuito. Poi via di corsa, senza concedersi ai fotografi. Prima di lui ci aveva già provato una coppia di amici «allegrotti». Troppo per l’etilometro, che li punisce: tasso alcolemico superiore a 0.5 grammi per litro. Risultato? Niente omaggio e tanta incredulità di circostanza: «Ma come, abbiamo bevuto solo un “paio” di cocktail?!». Qualche perplessità sul funzionamento dell’apparecchietto ce l’ha anche Davide, ma per il motivo opposto: «Ho bevuto quattro cocktail, sei bicchieri di sangria e una birra, anche se sono trascorse due ore - dice -. Ma mi sento brillo, non mi metterei alla guida così». Per la macchinetta, però, è tutto ok: il tasso segnalato è di 0.27 grammi per litro. Anche Laura è perplessa: «Sono al limite, 0.50, ma pensavo peggio con quello che ho bevuto». Andrea ha passato il test, ma non è sorpreso: «Quando devo mettermi al volante non bevo mai - dice -. La patente mi serve per lavorare, se ti beccano ti fanno un ...». Insomma, la politica del «bastone» conta più di quella della carota? «No, credo che iniziative come queste siano utili». Eleonora, neosposa in abito bianco, ha deciso di chiudere i festeggiamenti per il suo matrimonio in modo inconsueto, con una serata in discoteca tra amici: «Ho bevuto solo un bicchiere di vino per il brindisi» dice, e ribadisce il principio: «Nozze a parte nel nostro gruppo vale la regola che chi guida non beve». Daniel e Sabrina sono gli unici «senza macchia» in una compagnia dove «sono tutti “bevuti”» : «Ho preso acqua e limone» dice lui. Problemi di stomaco? «Macché, volevo evitare la solita Coca Cola..». Ovviamente i loro amici non si metteranno alla guida... «Qualcuno sì» ammettono. Miriam, tasso alcolemico nella norma, segue la regola del «chi fa da sé fa per tre». «Guido io, non mi fido degli altri» dice.

Dopo le 2.30, però, la “saggezza” lascia il posto alle voci impastate e ai test fuori norma. In un angolo i City Angels osservano la situazione, pronti a mettere a disposizione il loro furgoncino per accompagnare a casa i casi «disperati». Come Franco e i suoi due amici, che strappano il primo posto nella classifica dei tassi alcolemici: tra 1.44 e 1.62: «Se devo guidare non mi riduco così» dice schiarendosi la voce. Alle spalle ha un grave incidente: «Sono passato con il rosso, me la sono vista brutta». O come quel ragazzo che racconta ai volontari di aver speso 180 euro in alcolici.

Risultato della nottata: circa 100 test effettuati, una quarantina di omaggi distribuiti. Ma l’impressione è che le situazioni veramente «a rischio» siano altrove, a poche decine di metri dall’ingresso della discoteca e fuori dal campo visivo dei volontari e degli «angeli della città». Qui, due ragazzi allontanati dal locale si spintonano e si insultano, giovanissime in equilibrio instabile sulle lunghe gambe scoperte si sorreggono a vicenda. Loro, dal banchetto, non ci sono certo passati.


IL TIRRENO

Falciata da un’auto mentre rincasa

Grave una venticinquenne. L’investitore positivo al test dell’alcool

LIDO. È stata falciata da un’auto mentre attraversava la strada per andare a casa, dopo una serata in allegria trascorsa con alcuni amici. Viola Ciuti, venticinque anni, residente a Bagno a Ripoli e in questi giorni in vacanza a Lido di Camaiore, è adesso ricoverata in gravi condizioni nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Chiara di Pisa. L’incidente è avvenuto nella notte fra venerdì e sabato poco dopo le quattro. Viola Ciuti - secondo una prima ed ancora sommaria ricostruzione effettuata dagli agenti della polizia municipale di Camaiore - era appena scesa da una Y10 condotta da una amica per rincasare nell’abitazione estiva di via Ferrarin, dove la ragazza è in vacanza insieme ai genitori. Appena scesa dall’auto - posteggiata nel tratto di via Trieste fra via del Secco e via Alfieri, la tragedia. Dalla carreggiata opposta - con direzione Forte-Viareggio - è infatti sopraggiunta una seconda auto condotta da Claudio B., un ventitreenne domiciliato a Lido di Camaiore che nel periodo estivo lavora in un albergo di Marina di Pietrasanta. Il giovane - colto da un colpo di sonno - ha perso il controllo della vettura ed è piombato addosso alla ragazza, che nell’urto ha rimediato un brutto trauma cranico. Trasportata in ambulanza al vicino ospedale Versilia, le sue condizioni sono parse subito molto gravi. Tanto che i medici del pronto soccorso hanno disposto il suo trasferimento nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Chiara di Pisa, dove è adesso ricoverata in prognosi riservata. Nel frattempo i vigili urbani di Camaiore - a cui è toccato il compito di eseguire i rilievi - hanno sottoposto alla cosiddetta prova del palloncino il giovane che ha travolto la ragazza. E i valori di alcool nel sangue riscontrati sono risultati (seppur non di molto) superiori al limite previsto per legge. Oltre a tutte le conseguenze legate all’incidente, al conducente è stata così ritirata la patente di guida ed è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza.

Claudio Vecoli


IL GAZZETTINO

E’ IL PRIMO VENETO 

Guida ubriaco, un cadorino "paga" la nuova legge 

È del bellunese la prima vittima veneta del giro di vite governativo per qui guida ubriaco entrato in vigore alla mezzanotte di ieri. Verso le 14 un anziano è stato infatti bloccato dai carabinieri della Compagnia di Cortina e della stazione di Padola che lo hanno trovato con 3,31 microgrammi di alcol per litro di sangue, a un passo dal coma etilico (3,50) e ben oltre il limite di 0,5 microgrammi litro consentito dalla legge.

L’uomo, al quale sono state sequestrate auto e patente e nei cui confronti è scattata anche una denuncia alla procura, in base alle nuove normative rischia anche 6 mesi di carcere. Il fatto è accaduto a Dosoledo, frazione di Comelico Superiore. L’anziano, dopo un pranzo in famiglia e una successiva serie di tappe nei bar della zona, ha provato a ripartire con la propria Bmw Touring nonostante un barista, amici e avventori abbiano tentato di farlo desistere, visto il suo palese stato d’ebbrezza. Non c’è stato verso di convincerlo e così ha provato a partire lo stesso. Ma prima ha urtato un muretto, quindi ha picchiato contro una serie di altri ostacoli finendo la sua breve corsa addosso a un furgone parcheggiato sul ciglio della strada. I carabinieri sono giunti subito sul posto constatando, con gli apparecchi in dotazione, lo stato di ubriachezza dell’anziano. Inevitabili a quel punto, le procedure previste dal decreto governativo varato venerdì.


IL TEMPO

Tre scontri nella notte: sulla Salaria, sulla Mirtense e in città vicino ai Vigili del Fuoco

Incidente, grave giovane

di ELIANA DI LORENZO ENNESIMO fine settimana costellato da incidenti, ferita aperta in città e provincia che non conosce ferie. Si comincia alle 22 di venerdì, quando sulla Mirtense un uomo, in un evidente stato di ebbrezza, con la sua auto finisce contro un albero. A.S. queste le sue iniziali fa tutto da solo, ed i Vigili del Fuoco impiegano più di un’ora per estrarlo dall’abitacolo, divenuto un ammasso di lamiere nel giro di pochi secondi. L’uomo è stato trasportato al nosocomio reatino con un codice rosso. Gravi le sue condizioni dettate soprattutto dallo stato quasi comatoso con il quale è stato ricoverato. Stato saporoso-comatoso causato soprattutto dall’alcol che l’uomo aveva ingerito. Trascorrono le ore ed alle 2 del mattino un’altro incidente, ben più grave sconvolge il centro città. Un sorpasso azzardato ad alta velocità, sulla via Salaria all’ altezza del bivio per Casette, provoca un sinistro spaventoso, coinvolte 4 vetture, sei le persone ferite, di cui una in modo grave. Tutti ragazzi, tutti reatini, tutti di età compresa tra i 25 ed i 27 anni. D.C. di 25 anni ha avuto la peggio, è il più grave dei 6 e dopo essere stato ricoverato al San Camillo De Lellis con un codice rosso nel tardo pomeriggio è stato trasferito nel tardo pomeriggio di ieri al policlinico Gemelli di Roma in gravi condizioni. Il ragazzo con un ematoma cerebrale è stato ricoverato nel reparto di neurochirurgia. Tutti codici gialli e verdi per gli altri, S.P. di 23 anni, M.S. di 24 anni, M.F. e A. C.di 27 anni. Coinvolto con loro anche A.R. I Vigili del Fuoco hanno avuto il loro da fare per liberare la strada dai detriti delle auto e dal carburante, visto che all’alba erano ancora evidenti i segni dell’impatto. 


IL TIRRENO

Minorenni sbronzi allarme a Fivizzano

FIVIZZANO. Notte brava per un gruppetto di minorenni ospiti della comunità terapeutica di Caugliano. Dopo avere eluso la sorveglianza, giovedì notte, cinque ragazzi si sono allontanati a piedi, raggiungendo Fivizzano che dista circa 6 chilometri dalla frazione di Caugliano. Giunti in centro, hanno cominciato a bere alcolici: un bicchiere dietro l’altro e ben presto i cinque minorenni hanno iniziato ad accusare i sintomi della sbronza. La presenza del gruppetto di forestieri che si aggirava alle due di notte per le vie cittadine, senza peraltro combinare nulla di male, ha destato la preoccupazione di alcuni abitanti che hanno avvertito i carabinieri. Una pattuglia dell’Arma si è quindi mossa per le strade cittadine localizzando in breve tempo i cinque ragazzi. Il gruppetto, visti gli uomini in divisa, ha mostrato segni di insofferenza senza però compiere azioni illecite. E così, una volta identificati, i cinque ragazzi sono stati riconsegnati agli operatori della comunità terapeutica che hanno provveduto a ricondurli all’interno della struttura. Il fatto è poi stato segnalato all’autorità giudiziaria


IL SECOLO XIX

Pietrate ai carabinieri arrestato in un bar

La storia

Renato Santo, 43 anni, di Pallare, è stato bloccato dopo aver insultato e malmenato i militari e preso a sassate la loro auto

05/08/2007 Carcare. E’ stato arrestato per resistenza, violenza e minacce a pubblico ufficiale, oltre a lesioni e danneggiamenti.

Protagonista Renato Santo, 43 anni, pluripregiudicato residente a Pallare in Val Bormida. Venerdì sera l’uomo, in evidente stato di alterazione alcolica, stava infastidendo alcuni passanti e clienti di un bar nel centro di Carcare e quando il titolare del locale ha chiamato il 112 si è scagliato contro i carabinieri della Compagnia di Cairo intervenuti poco dopo.

Alla vista dei militari, anzi, è andato letteralmente in escandescenza: insultandoli ripetutamente, malmenandoli (ha colpito uno dei militari procurandogli una prognosi di alcuni giorni) e alla fine si è accanito persino contro la loro auto parcheggiata fuori contro cui ha lanciato un grosso sampietrino prelevandolo dall’asfalto. Ingenti i danni alla vettura. E’ stata una sequenza violentissima e per i testimoni impressionante.

Dopo alcuni minuti di raptus, i carabinieri sono finalmente riusciti ad immobilizzarlo e arrestarlo. Ora si trova rinchiuso nel carcere Sant’Agostino di Savona a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il procuratore capo Vincenzo Scolastico ha chiesto la convalida dell’arresto. Lunedì mattina la direttissima. 


IL GAZZETTINO (Udine)

Minaccia avventori e agenti denunciato giovane udinese

Spettacolo fuori programma in un bar di via Mercatovecchio, nel pieno centro di Udine, provocato da un giovane in evidente stato di ubriachezza.

Nella notte tra venerdì e sabato, attorno alle 2 del mattino per la precisione, le Volanti della Polizia sono dovute intervenire - prontamente chiamate dai gestori del bar "Barkollo" di via Mercatovecchio, nelle vicinanze della biblioteca civica - per calmare i bollenti spiriti di un giovane di 21 anni di Udine, S.C. le sue iniziali, che disturbava gli altri avventori del locale con il suo comportamento sopra le righe.

Anziché calmarsi, all’arrivo degli agenti di Polizia il giovane udinese - in evidenti condizioni di ubriachezza - ha continuato il suo show minacciando il personale della squadra Volanti.

È stato dunque denunciato penalmente all’autorità giudiziaria per il reato di minaccia aggravata a pubblico ufficiale e disturbo e molestie. Il giovane, che ha già qualche precedente di questo genere, oltre a dover rispondere del suo comportamento sul piano penale, riceverà anche una sanzione amministrativa per ubriachezza.


BRESCIA OGGI

MANDOLOSSA. Grave il ferito, pakistano come l’aggressore

Accoltella l’amico per un televisore

La polizia lo ha arrestato due ore dopo il tentato omicidio. Si era rifugiato a Ome da un parente. Forse voleva costituirsi

Tragedia sfiorata alle dieci di sera di martedì scorso in un appartamento occupato da cinque pakistani. Un banale litigio è finito a coltellate e un asiatico ha rischiato di morire. Ma ce la farà.

Il teatro del tentato omicidio è una palazzina a tre piani di via Mandolossa 9. La lite è scattata a causa di un televisore e di altro mobilio. Cose che Raja Iqbal, 42 anni, riteneva fossero di sua proprietà e che voleva portare nel suo nuovo appartamento a Castegnato. Il connazionale ferito, che ha 52 anni, si è opposto energicamente. Non voleva che portasse via gli oggetti, che sosteneva invece fossero suoi. In quel momento nell’appartamento c’erano altri due pakistani: invano hanno cercato di sedare gli animi surriscaldati dall’alcol. L’aggressore ne aveva bevuto parecchio e, dopo aver lanciato bicchieri e piatti contro una parete, ha colpito l’amico all’addome con un coltello dalla lama sottile. Subito dopo si è allontanato da via Mandolossa e in sella ad uno scooter si è diretto verso Ome dove abitano alcuni parenti. Cercava ospitalità. Ha raccontato di essere stato picchiato e allontanato da casa. Questa versione non deve avere convinto i connazionali, che lo hanno indotto a recarsi dai carabinieri per sporgere denuncia-querela.

E mentre la polizia, avvisata dal «118», iniziava le ricerche del presunto feritore in città, ma anche a Gussago dove vivono altri parenti e a Ome, il ferito veniva operato alla clinica Sant’Anna dove i medici riuscivano a bloccare un’emorragia interna. L’uomo è ancora in terapia intensiva. Sembra che non rischi di morire.

Gli agenti della squadra Mobile due ore dopo il ferimento hanno rintracciato e bloccato Raja Iqbal a poca distanza dalla caserma dei carabinieri di Roncadelle. Ai poliziotti l’uomo non ha detto granché, tranne che non sapeva che il suo amico fosse in ospedale in gravi condizioni. Resta da stabilire se volesse costituirsi ai carabinieri o solo denunciare in caserma di essere stato aggredito. Un banale litigio sfuggito di mano per via dell’alcol.F.MO.


IL GIORNALE

I milanesi superano i controlli, l’etilometro no

«Nella notte tra venerdì e sabato - spiega il comandante della polizia municipale Emiliano Bezzon -, sugli oltre sessanta controlli anti-alcol effettuati dalla polizia locale, solamente due casi hanno dato esito positivo». Che i milanesi che si sono messi alla guida all’uscita dai locali notturni siano stati colti da un improvviso raptus di responsabilità? La risposta, stando ai dati forniti dal comando dei vigili urbani, è affermativa, ma sulla prima notte di pattugliamento all’uscita dalle discoteche aleggia anche un grosso punto interrogativo. E, per una volta, a finire sotto accusa non è chi si mette irresponsabilmente alla guida ubriaco, ma le strumentazioni tascabili in dotazione ai vigili urbani. «Il controllo - spiega il commissario aggiunto Rosio, in pattuglia in via Canova - avviene in due fasi: in un primo momento, chiamato pre-test, si verifica il tasso alcolemico dell’autista attraverso uno strumento tascabile omologato; se il conducente risulta positivo, allora si passa al controllo più accurato dell’etilometro». Tutto secondo le norme, quindi, se non fosse per un piccolo intoppo riscontrato dopo più di un’ora e mezza di pattugliamento, quando un passeggero - consapevole di aver ecceduto con qualche consumazione di troppo - accetta di sottoporsi al test: una semplice formalità per verificare la propria condizione. L’esito al pre-test è negativo: tasso alcolemico di 0,18 grammi per litro, abbondantemente sotto il limite fissato a 0,6. Per puro scrupolo, i vigili decidono di sottoporre l’uomo anche alla prova del secondo etilometro. Il risultato? 1,05 grammi per litro, quasi il doppio del limite massimo consentito. A questo punto la domanda è d’obbligo. Le macchinette del pre-test funzionano regolarmente? «Sono tutte quante omologate - la spiegazione di Rosio -; è possibile che il loro funzionamento possa subire delle variazioni, a seconda dello stato di carica della batteria». (*) Ma il dubbio rimane, visto che per assistere al primo ritiro di patente - avvenuto a notte inoltrata, quando erano passate abbondantemente le quattro - si è dovuto attendere oltre due ore e più di una ventina di controlli.

(*) Nota: gli etilometri precursori, per la loro modalità d’uso, danno in effetti qualche problema di affidabilità.


QUOTIDIANO.NET

IRAQ

Stuprò e uccise 14enne Condannato soldato Usa

Cento dieci anni di carcere per Jesse Spielman per complicità nello stupro e l’omicidio di una bambina di 14 anni e nell’uccisione dei suoi tre famigliari. La violenza era stata studiata a tavolino insieme a due commilitoni

Chicago, 5 agosto 2007 - Il soldato semplice Jesse Spielman è stato condannato a 110 anni di carcere dal tribunale militare di Fort Campbell per complicità nello stupro e l’omicidio di una bambina di 14 anni e nell’uccisione dei suoi tre famigliari.

La corte marziale ha stabilito che Spielman non prese parte attiva ai crimini ma fece il palo ai commilitoni che nel marzo del 2006 entrarono in una casa di Mahmudiya, una trentina di chilometri a sud di Baghdad, per violentare e uccidere Abeer Qassim al-Janabiatuna, i genitori e la sorella minore della giovane vittime.

Secondo i giudici, il soldato partecipò all’elaborazione del piano, studiato a tavolino insieme ai commilitoni mentre bevevano whisky e giocavano a carte. (*)

Gli altri militari che parteciparono alla strage sono: Paul Cortez e James Barker, condannati rispettivamente a 90 e 100 anni di carcere; Steven Green, la mente del gruppo (radiato dall’esercito per «disturbi di personalità») che rischia una condanna all’ergastolo; e Bryan Howard, che sta scontando una pena di 5 anni per aver controllato le trasmissioni radio durante le violenze.

Cortez e Barker, entrambi testi nel processo a Spielman, hanno ammesso di aver stuprato la ragazza e raccontato che fu Green a uccidere gli altri componenti della famiglia, prima di violentare e appiccare il fuoco al cadavere della giovane.

(*) Nota: tra i “danni collaterali” causati dalla guerra in Iraq bisogna considerare la grande quantità di alcolici e stupefacenti che sono stati introdotti legalmente ed illegalmente nel paese a “supporto” delle attività dei soldati e civili presenti.


AGI

MUSICISTI "MALEDETTI"

KEITH RICHARDS UBRIACO FRADICIO SUL PALCO DI HELSINKI

Non e’ decisamente un momento si’ per Keith Richards. Il chitarrista dei Rolling Stones, dopo aver ammesso che effettivamente ha sniffato un po’ delle ceneri del padre come se fosse cocaina (ma non insieme alla cocaina, ha tenuto a precisare) si e’ presentato sul palco di Helsinki ubriaco fradicio, mandando apparentemente su tutte le furie il resto delle ’pietre rotolanti’. Richards, secondo quanto riportava ieri il Sun, e’ infatti finito per terra un paio di volte, e ha anche rischiato di precipitare rovinosamente sul pubblico. "Mick (Jagger, ndr) e Ronnie (Wood, ndr) non sembravano affatto contenti - ha raccontato uno spettatore al tabloid inglese -. A un certo punto Jagger lo ha dovuto tenere, altrimenti sarebbe caduto giu’ dal palco. E in un altro momento ha inciampato lateralmente e se non fosse stato per la ringhiera avrebbe fatto un volo di sei metri direttamente sulla folla". "I tecnici lo hanno dovuto reggere mentre gli mettevano la chitarra al collo - ha raccontato un altro fan -. Inutile dire che ha suonato in maniera terribile, ma Mick e’ stato un grande ed e’ riuscito a fare andare avanti lo show". "E’ caduto in terra un sacco di volte - si e’ lamentato un terzo spettatore - in uno show di fronte a 45 mila persone. Per qualcuno puo’ anche essere divertente, ma temo che Keith stia iniziando a credere un po’ troppo nel suo mito. Sta diventando un po’ troppo imbarazzante". (AGI) - Londra, 5 ago. -


<>IL RESTO DEL CARLINO
IL GIRO di vite sugli orari dei negozi che vendono alcolici in piazza Verdi e din...

<>LA GAZZETTA DI PARMA
Incidente stradale Un fidentino, di 24 anni, è stato segnalato dai vigili, all’autorità giudiziaria, per avere provocato a Parola, un incidente, sotto l’effetto di alcol e droga. <>

L’ADIGE
Ubriachi al volante: maximulte <> 

CORRIERE VENETO <>
Alcol alla guida, sanzioni e patenti ritirate

 <>ALTO ADIGE
controlli anti-alcol, è scontro

LA SICILIA

Musica contro l’alcol, oggi l’ultima serata 

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Signor Sindaco,

pur nel rispetto delle determinazioni della sua amministrazione, mi permetto di ricordare che nel solo decennio 1995/2005 hanno perso la vita sulle strade oltre 25.000 giovani che non avevano superato i 30 anni in incidenti stradali. Un terzo di questi incidenti era sicuramente alcolcorrelato.

La strada a causa dell’alcol e della velocità è, nel nostro Paese dal dopo guerra, il teatro delle più grandi tragedie che distruggono la vita di troppe persone e di tante famiglie.

Non so se Le è nota la nuova classifica delle 20 sostanze più pericolose per la salute prodotta da illustri farmacologi di Bristol (David Nutt e Colin Blakemore) pubblicata da Lancet (rilanciata sempre dal Corriere della Sera, questa volta del 24 marzo 2007)? Al 5° posto c’è l’alcol (che causa 190.000 morti l’anno nella sola Europa) al 9° il tabacco uniche due sostanze lecite fra le 20 elencate.

Al primo e secondo posto ci sono Eroina e Cocaina. Pensi che dietro l’alcol all’11° c’è la cannabis, al 14° l’LSD, al 18° l’Ecstasy. Non sono classifiche stilate dall’Asaps signor sindaco.

Credo che ogni iniziativa di promozione dell’alcol realizzi una condizione di inconsapevole (e qualche volta consapevole) complicità nella serie di eventi tragici che ne possono conseguire.

Giordano Biserni Presidente Asaps

 

Egr sig. Sindaco

nell’ottobre 2006, un pub di Venturina ( LI ) si è fatto pubblicità invitando ad ubriacarsi con la propria birra preferita; l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha comminato una sanzione di 25.000 euro ai gestori.

Anche Lei come molti di noi si sarà trovato a sentire le notizie dei telegiornali sui dati relativi alle vite spezzate a causa degli incidenti dei fine settimana e a vedere immagini di lamiere contorte; anche Lei come noi sa benissimo che molti di questi incidenti sono dovuti alla guida in stato di ebbrezza. Per questo sono a chiedermi come possono essere autorizzate iniziative come quella del Bar Aurora.

Quanto proposto dal locale, "una birra gratis dopo due consumate", è inaccettabile: i sigg. Scalzi forse non sanno che 3 birre in lattina ingerite a stomaco pieno da un uomo di 70 kg portano il tasso alcolemico a 0,54 ( la legge prevede un max di 0,5 ): ognuno ha tutto il diritto di pubblicizzare la propria attività, ma deve farlo nel rispetto delle regole, organizzare gare dove il vincitore è quello che riesce a bere di più è un’istigazione al bere.

Mi auguro che nella Sua veste di primo cittadino prenda gli opportuni provvedimenti affinchè venga impedito lo svolgimento di detta manifestazione.

Fabbri Aldo Presidente Associazione Fede Per La Vita

Piombino ( LI )


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Lunedì, 06 Agosto 2007
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