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Rassegna stampa Alcol e guida del 23 luglio 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

LA SICILIA

Ci abitueremo mai ai baby-alcolizzati? 

Le esternazioni dei ministri non salvano le vite stroncate sulla strada a causa del bere eccessivo. Sarebbero più utili norme persino impopolari, ma razionali. Ma potrebbe essere arduo, un po’ come il divieto antifumo il cui travagliato iter, durato circa 20 anni e dopo milioni di morti per patologie correlate, ha dato apprezzabili risultati.

I divieti e le misure severe spaventano il legislatore che, da politico, teme di perdere consensi. E’ storia vecchia, la droga docet. Mai una normativa che potesse spaventare chi spaccia e far riflettere cinque minuti in più chi consuma. Di fatto per l’alcol (assunto a mo di stupefacente ), nella Finanziaria Livia Turco ministro della Salute aveva cercato di far passare una norma che innalzasse il divieto di somministrazione da 16 a 18 anni ed il divieto di vendita negli autogrill. Apriti cielo. Gli antiproibizionisti, i produttori vinicoli e i commercianti al dettaglio hanno fatto la voce grossa e l’articolo è stato stralciato.

Era successo anni fa, durante l’allarme ecstasy nelle discoteche, allarme che poi includeva ovviamente l’alcol. Si era chiesto ai gestori di limitare la vendita dei superalcolici e proibirla oltre una certa ora, quella che precede la chiusura dei locali e il ritorno a casa del popolo della notte, stremato e sbronzo. Non è successo granchè, a parte qualche lodevole iniziativa curata da associazioni di genitori. Ai gestori interessa il profitto e qualche morto per strada è un prezzo sociale accettabile, visto che comunque i dubbi e i sensi di colpa di chi campa sull’alterazione dei giovani sono, come si suole dire, a zero.

Da un lato ( versante ragazzi ) il problema è di regole e di rispetto del proprio organismo. Moltissimi di questi baby ubriaconi con le transaminasi alterate sono sensibili agli animali, all’ambiente, attenti a non gettare un pezzetto di carta per terra, ma poi profanano il proprio corpo abusando di sostanze sino a farsi male.(*) Dall’altro (versante adulti ) non vi è né la cultura del sancire regole chiare e inviolabili, né quella di sacrificare il lucro per migliorare la vivibilità sociale. E’ una lotta impari tra ragionevolezza ed istinto brado con quest’ultimo che continua a farla da padrone dopo migliaia di anni. La corteccia cerebrale al servizio dei bisogni di base e non gestore di questi. Questo è il "progresso" in atto.

Nel frattempo i telegiornali e la stampa ci propinano lamiere contorte, lenzuola pietose sopra i resti mutilati di adolescenti lasciati a se stessi. Finiremo per farci il callo, come le siringhe, i lacci emostatici e le interviste tutte eguali agli eroinomani nei parchi. Tolleranza zero promette la politica, ma è un concetto che se non si sposa coi risultati vale molto poco. Contare sulla famiglia è una pia illusione. Nella maggior parte dei casi essa non è in grado di intervenire sui comportamenti dei figli. E poi troppe teorie di troppa gente: il dire per non fare è un vetusto e pavido metodo che non risolve le questioni.

Negli Usa il problema dell’alcol è storicamente molto sentito. Alle pene molto severe per chi guida in stato di ubriachezza, in molti Stati è d’obbligo per i recidivi un braccialetto che - indossato alla caviglia - monitorizza la traspirazione e rileva la presenza anche di piccole quantità di alcolici. Non è possibile contraffarlo neppure utilizzando spray o profumi e in caso di manomissione le pene si inaspriscono. I bevitori al volante sono inoltre obbligati a programmi di recupero di uno o più mesi e nel frattempo restano senza patente.

Il concetto di democrazia è una negoziazione tra il libero arbitrio del singolo e il benessere sociale. Se il primo è a scapito del secondo, allora la capacità decisionale individuale va limitata. Di certo la diffusione del bere tra i giovani e soprattutto tra chi guida chiama in causa i rivenditori ancora molto poco responsabilizzati sul tema. E’ chiaro che occorrono norme restrittive sugli orari e sui luoghi dove è possibile vendere gli alcolici. Ed è altrettanto ovvio che ciò comporterà proteste e dissensi, ma è un costo da mettere in preventivo e forse nei governi certi dicasteri dovrebbero essere assegnati solo a tecnici, per evitare il timore dell’impopolarità.

Non servirà scrivere sulle bottiglie di alcolici le frasette tetre già utilizzate sui pacchetti di sigarette. Potrà essere più utile la certezza della pena per chi viene beccato con un’alcolemia elevata, per i suoi genitori ( se è un minore ) e controlli assidui e severi per i gestori di locali ove si vendono bevande alcoliche. La cultura dell’astinenza pare una fiaba se non è promossa e ciò può avvenire in modo diretto nel lungo termine o indiretto, nel breve e medio, se diventa ovvio limitare, restringere e punire chi è alterato alla guida e ritiene di poter fare tutto ciò che più gli aggrada senza temerne le conseguenze.

robcafi@tin.it

(*) Nota: l’uso degli stupefacenti è in contrasto con ideologie, atteggiamenti e comportamenti ecologici. La manipolazione del proprio corpo attraverso sostanze rischia di creare squilibri che hanno la stessa logica di quelli provocati all’ambiente. Tuttavia nella prevenzione dei problemi correlati all’uso degli alcolici e delle altre droghe questa contraddizione non è molto sfruttata.


LA PROVINCIA DI SONDRIO

Una giornata contro l’abuso al Circolo: «Voglio dare un segnale ai ragazzi» Il barista toglie tutti gli alcolici dal bancone

SCHIGNANO (S. P.) - Per tutta la giornata di oggi non si serviranno bevande alcoliche al bar Il Circolo. Dice Domenico Bianchi, che da dieci anni gestisce il bar: «L’intento era quello di organizzare qualcosa di diverso, che potesse dare un messaggio positivo, soprattutto ai giovani. La giornata no-alcool vuole ricordare a tutti che ci si può divertire anche senza bere». Non sono mancati gli avventori abituali che hanno già minacciato forfait, ma Bianchi scommette che arriveranno comunque, perlomeno per soddisfare la curiosità. Troveranno sguarnito il bancone del bar di tutte le bottiglie di alcolici, - anche i più blandi - sostituite per l’occasione, da succhi, granite, frappè e zucchero filato: cambierà il target della clientela, ma ciò che conta è l’intento positivo dell’iniziativa. «L’idea mi è venuta ripensando a un locale che non serviva alcolici visitato da giovane, quando facevo pratica come cuoco in Svizzera interna: quel posto aveva sposato radicalmente la filosofia del no-alcool sempre, tutto l’anno: qui a Schignano si può cominciare con una giornata, sufficiente perché il messaggio possa essere colto. Poi vedremo».


ALCOLISMO Tratto da LA STAMPA

Le strade dell’alcol

La nuova moda degli open bar ha conquistato la città. Alle feste si beve per 10 euro fino ad esaurire le scorte

ANDREA ROSSI

TORINO

«Coraggio ragazzi, fatevi avanti. D’ora in poi si beve gratis». Quattro del mattino, il barista imbraccia il megafono - unico strumento per valicare il muro di folla, suoni e grida - e lancia l’ultimo grido di battaglia della notte. Si avvicina l’ora di chiusura, ma la carovana itinerante non ha esaurito le scorte. E, visto che «gli avanzi sono vietati», si dà fondo a fusti e bottiglie rimaste - poche, a dire il vero - riempiendo il bicchiere a chi ancora non è sazio.

La festa - quella che va di moda - è qui. Dentro serate che si alimentano a litri di birra, vodka, rum e tequila. Otto euro, dieci al massimo: l’obolo spiana la strada per il bancone, il numero di fiche è illimitato. Si beve quanto si vuole. Si beve finché ce ne sta.

Il guaio è che - se la truppa si è dimostrata timida durante la serata - sul far del mattino, in certi posti, tocca imprimere una decisa accelerazione. Bisogna finire la merce. E allora l’alcol va via gratis. Servito a chi, nel migliore dei casi, di lì a poco se ne andrà a casa a piedi o scortato da amici. Nel peggiore, a chi si metterà al volante. Ben carburato.

Più delle discoteche. Molto più dei concerti. Le «feste» che vanno per la maggiore portano bene impresse due parole: open bar. Paghi una modica somma e consumi a piacimento, fino a esaurimento scorte. Baracconi senza fissa dimora. Attrezzati di tutto punto, però. Alcuni sono nati come ritrovi poco più che privati. Oggi funzionano come catene di montaggio: volantini in centro e davanti alle università, sterminate liste di contatti e centinaia di sms per ricordare agli smemorati l’appuntamento.

Meccanismo perfetto: i più solidi riescono a chiamare a raccolta anche 600, 700 persone a sera. È l’offerta che si adegua alla domanda: negli ultimi sette anni, secondo l’Osservatorio sui giovani e l’alcol i consumatori regolari tra 13 e 24 anni sono il 47,5 per cento. E preferiscono distillati e superalcolici alla birra.

Qualcuno è diventato un’istituzione cittadina. Come quel gruppo di giovani che da qualche anno sponsorizza il «discount della cirrosi». Dopo aver battuto la città, in perenni dispute con residenti e forze dell’ordine, quest’estate stazionano allo Chalet, nel parco del Valentino. Uno, anche due appuntamenti a settimana: 9 euro e 90. Con quella somma, in un locale qualunque, non si va oltre cocktail e birra. Lì si può fare razzia. Un’altra carovana da qualche settimana è di stanza a Chieri, il sabato sera. Dieci euro per le ragazze, quindici per i maschietti. Piscina e consumazioni illimitate. Il venerdì, invece, tocca a un bar dietro piazza Vittorio Veneto. Prima di trasferirsi ad Avigliana per la stagione estiva, il Noise di via San Massimo offriva il medesimo pacchetto: ogni sabato, 9 euro e 90 per gli uomini, 7 e 90 per le donne. Serate occasionali si organizzano anche ai Murazzi. Stesso meccanismo. Dovunque.

I locali, a volte, si limitano a concedere la location. Organizzazione e gestione della serata spettano alla carovana. Loro, gli inventori di questo fortunato sistema, non si scompongono più di tanto. (*) «Organizziamo feste a basso costo, tutto qua - spiega uno di loro, Alessandro -. Non calchiamo mai la mano sui cocktail e, a una certa ora, smettiamo di servire da bere. L’open bar funziona perché, anziché spendere 30 euro, ne bastano 10 o 15. Ma l’obiettivo non è gonfiare la gente di alcol. È offrire una serata accessibile a tutti». Non tutti sono così scrupolosi.

(*) Nota: se qualcuno ci aiuta a conoscere meglio questa organizzazione avremo modo di far conoscere ai suoi responsabili la nostra opinione.


QUOTIDIANO.NET

ALCOL E SICUREZZA STRADALE

Etilometro, prova choc Sono "bocciate" le donne

La squadra di Qn: a parità di alcol, uomini entro i limiti. Dopo una serata da weekend al ristorante e al pub il risultato: vino, birra, amari, limoncello e mojito: alla fine quattro in regola e quattro no

BOLOGNA, 23 luglio 2007 – Dicono che un buon 10% degli incidenti sia causato dall’alcol.

Dicono che una persona e mezzo al giorno muore sulle strade per colpa di un bicchierino di troppo.

Dicono che il Governo farà qualcosa per frenare questa strage (ma dicono così tutti i Governi).

Dicono che gli ubriachi assassini non guideranno più, ma chissà perché continuano sempre a guidare e in alcuni casi uccidere.

Dicono che con mezza boccia di vino rischi il ritiro della patente se ti beccano.

Dicono che non è vero niente che con mezza boccia di vino rischi la patente e che ci vuole molto di più per sballare. Dicono tutti tante cose.

Noi che ci siamo stancati di sentir «dire», abbiamo provato a «fare». L’altra sera una squadra speciale del Qn, composta da otto persone, ha trascorso un’ordinaria tarda serata da week end estivo in giro per locali; a mangiare (poco) e a bere (in alcuni casi molto). Un paio d’ore abbondanti a «tutta birra», per puoi concludere la serata a casa della Polizia Stradale, nel comando regionale di Bologna, nodo cruciale della circolazione stradale italiana.

LÌ ABBIAMO fatto il test dell’etilometro, cioè quella prova che consente di sapere se hai superato quella fatidica soglia di 0,50 grammi di alcol per litro di sangue che comporta il ritiro immediato della patente, una sanzione e 10 punti in meno. I risultati: quattro di noi hanno sballato (la patente sarebbe volata via se gli agenti li avessero sorpresi al volante), quattro erano in regola.

Ci fermiamo a tre considerazioni dettate da questa nostra inchiesta-verità.

1) La più importante: ogni etilometro fa storia a sé. O meglio: ognuno di noi ha un suo personalissimo etilometro. Sballare o meno dipende da quanto bevi, ovvio, ma anche da tanti altri fattori che possono essere l’età, il peso, il sesso, magari gli umori, gli amori o chissà cosa. La Polstrada ha in dotazione degli apparecchietti (si chiamano precursori) che consentono con una soffiata un primo check up. Idea: ma se fornissimo a ogni automobilista un marchingegno simile? (*)

2) C’erano tre donne nella squadra del Qn: due di loro hanno «sballato». E Rosalba Carbutti, aveva bevuto e mangiato le stesse cose di un uomo, Riccardo Jannello. Differenze? Ventitré anni di età, 11 cm di statura e 24 kg di peso. Oltre al sesso, naturalmente. Eppure Rosalba ha sballato di brutto, Riccardo solo di un po’. Ancora: Francesca Manicardi, bevendo due bicchieri di vino durante i pasti, si è avvicinata pericolosamente all 0,50, mentre Matteo Alvisi, 4 anni, 16 cm e 26 kg più di Francesca, si è bevuto mezzo mondo e per poco non era in regola. E allora: ogni etilometro fa storia a sé, sì, ma le donne rischiano comunque molto di più degli uomini.

3) Alla fine della serata, lo scriviamo anche per tranquillizzare i nostri familiari..., eravamo tutti sufficientemente lucidi. E allora, come scrive a fianco Gabriele Canè, forse bisognerebbe fare un po’ di chiarezza su questi numeri e su questi test.

NON È POSSIBILE che l’automobilista che ha 0,51 subisca lo stesso trattamento di chi ha 3, di chi, cioè, è ubriaco fradicio. L’altro giorno, in Inghilterra, una persona ha provocato un incidente stradale mortale: gli hanno dato per direttissima quattro anni di carcere perché hanno scoperto che mentre guidava aveva mandato otto sms in dieci minuti con il telefonino. Si sono arrabbiati tutti nel Regno Unito: pena troppo blanda.

Domandone finale che vi/ci rivolgiamo: ma è più pericoloso un sms o mezzo bicchiere di vino di troppo?

di Massimo Pandolci

(*) Nota: un precursore costa quasi trecento euro. Fornirlo ad ogni guidatore forse no, ma dotare ogni veicolo di un etilometro, già proposto come optional da alcune case automobilistiche, sarebbe un’idea. Naturalmente collegato all’accensione del veicolo in modo da bloccarla in caso di positività.


ADNKRONOS SALUTE

ALCOL: SNAMI, MEDICI NELLE SCUOLE PER INFORMARE SU DANNI

Milano, 23 lug. - Un esercito di medici scenderà presto in campo nelle scuole medie inferiori di tutta Italia, per parlare con gli studenti e spiegare loro tutti i pericoli di un uso improprio dell’alcol. E’ l’attività di sensibilizzazione annunciata, in una nota, dallo Snami (il Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani) per contribuire alla prevenzione delle stragi del sabato sera. Una decisione emersa sabato dall’ultima riunione dell’esecutivo nazionale. ( ... )


IL GAZZETTINO (Udine)

I NUMERI 

Nel 2006 seguiti 1500 casi

Quasi 1.500 persone sono state seguite nel 2006 dal Servizio alcologia dell’Ass 4. A risolvere i problemi con un bicchiere pieno in mano 1.235 uomini (83,4%) e 245 donne (16,6%).

Salta all’occhio, in particolare, il numero elevato di nuovi casi che rappresenta quasi la metà del totale: 731 pazienti, di cui 597 maschi e 134 femmine (18.3%).

Delle 1.480 persone seguite, 714 (508 maschi e 206 femmine), hanno problemi di dipendenza dagli alcolici: nel 2006 ci sono stati 319 "nuovi ingressi", 210 maschi e 109 femmine.

Settecento 39 persone, invece, sono state inviate al Servizio dalla Commissione patenti perché scoperte ubriache alla guida (345 pazienti già seguiti, 394 nuovi casi): in questo caso la netta maggioranza, 700 casi, è rappresentata da maschi, mentre le donne sono solo il 5,3%. Dati che fanno riflettere anche sulla sicurezza nelle strade.

Infine, 27 persone, tutti uomini, arrivano dalla Casa circondariale di Udine: 9 erano già seguiti, 18 si sono rivolti al Servizio per la prima volta l’anno scorso.

Cdm


LIBERTA’ ON LINE

Alcol, una schiavitù per 500 piacentini

I produttori di vino contrari ai messaggi sulle etichette

Piacenza - Abuso e dipendenza da alcol, in provincia di Piacenza vengono seguiti dalla rete di servizi attivati dall’Ausl circa 500 casi all’anno. I pazienti risultano essere per la maggior parte uomini di età compresa tra i 40 e i 50 anni, anche se si registra un lieve ma costante aumento del fenomeno tra donne adulte (50 - 60 anni). «È un dato che va sottoposto ad un’analisi qualitativa - sottolinea Antonio Mosti, responsabile Sert dell’ Ausl di Piacenza -. L’alcolismo per le donne è sempre stato uno stigma, più che per gli uomini. Vista l’età delle pazienti che si sono rivolte a noi, si potrebbe affermare che si tratta di donne emancipate, che ammettono di avere un problema e si rivolgono a noi per essere aiutate a superarlo». Intanto fa discutere la proposta avanzata dal ministro della Salute Livia Turco di applicare etichette dissuasive sulle bottiglie. I produttori piacentini sono contrari.


IL TEMPO

di FRANCESCA MARIANI – Il giro di vite annunciato nei giorni scorsi contro le stragi del sabato sera va avanti a pieno ritmo. Le strade limitrofe a discoteche o sulle vie considerate tra le più pericolose della Capitale nel week end sono state prese di mira da polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine infatti non hanno concesso «attenuanti» a nessuno, tanto da effettuare, oltre al tanto temuto etilometro, anche i test per verificare se gli automobilisti erano o meno sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. In una solo notte dunque, tra sabato e domenica, sono state diciannove le patenti ritirate per guida in stato d’ebbrezza. Sanzioni che hanno colpito giovani tra i 20 e i 30 anni, sia uomini sia donne. L’operazione di prevenzione sulle strade per evitare le stragi del sabato sera ha quindi consentito agli agenti della polizia stradale, ad Ostia, di ritirare 19 patenti trovati ubriachi al volante. I controlli sono stati eseguiti su un totale di 350 auto. La pena per guida in stato di ebbrezza prevede il ritiro della patente da due a sei mesi. Tra le patenti ritirate dagli agenti che hanno condotto l’operazione, che verrà ripetuta ogni fine settimana fino a settembre sia nel centro di Roma, sia nella periferia sud della Capitale e sul litorale, coordinata dal comandante compartimento Lazio della polizia stradale di Roma Roberto Gabrieli, anche quelle di due esponenti del clan di ex zingari Sinti della famiglia dei Casamonica, noti alle forze dell’ordine anche per precedenti di reati di estorsione. Uno di loro, trovato completamente ubriaco, era già stato fermato per guida in stato di ebbrezza. Tra gli agenti della polizia stradale che hanno pattugliato dall’1 della notte di sabato alle 6 di domenica le strade della zona di Ostia, fino alla discoteca all’aperto «Fiesta», all’ippodromo «Capannelle», anche personale femminile. Anche agenti della polizia municipale e i carabinieri sono impegnati in operazioni di controllo delle strade nelle notti del week end. Agli autisti risultati negativi al alcool-test, più della metà dei fermati, la Polstrada ha consegnato un biglietto per l’accesso gratuito a una delle quattro più famose discoteche del litorale romano. L’iniziativa rientra nella campagna «guidare con prudenza» e fa parte di un accordo tra la Polstrada e l’associazione delle sale da ballo (Silb). Bisogna però registrare anche in questo fine settimane diversi incidenti stradali. Sono sei infatti i feriti, non gravi, a seguito dello scontro avvenuto alle 4,50 di ieri mattina, sulla A1, all’altezza del casello di Valmontone, in direzione Napoli. Secondo i rilievi effettuati dalla polizia stradale c’è stato il ribaltamento di una autovettura contro cui ha sbattuto un secondo veicolo ribaltandosi anch’esso. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e sanitari del 118 oltre alla Polstrada. Nella notte di sabato il traffico, nelle direttrici meridionali, è stato per molte ore intenso, mentre ieri mattina a conferma che gli italiani hanno scelto partenze intelligenti mettendosi in viaggio nelle ore meno calde. Il week end scorso è stato infatti anche quello che precede il maxi esodo d’agosto: le prove generali sulle autostrade intorno alla Capitale hanno dato risultati positivi. L’operazione rientro di ieri invece è scattata intorno alle 17. Il serpentone di automobili sulla litoranea si è mosso lentamente verso la Colombo, mentre dalle spiagge di Ostia le vetture confluivano verso la via del Mare. Intasamenti si sono creati sulla Cristoforo Colombo e su via di Castelfusano e ad Ostia Antica sulla via del Mare, in prossimità degli incroci regolati dai semafori. E non solo. Rallentamenti per i rientri nella Capitale anche in corrispondenza del nodo urbano di Roma nord, sull’A12, da Cerveteri a Torrimpietra, e sull’A24, da Castel Madama alla barriera di Roma est. La via Aurelia è rimasta per gran parte dle pomeriggio senza intasamenti chilometrici: molti vacanzieri del week end hanno infatti preferito percorrere l’autostrada A12 oppure perché hanno preferito mettersi in auto dopo cena, con il fresco e non con l’afa. cronacaroma@iltempo.it


IL GAZZETTINO

Oltre mille persone con i punti "azzerati" perchè sorprese ubriache alla guida, altrettante quelle che non potranno mai più guidare. Treviso maglia nera

Spericolati al volante, tremila patenti da rifare 

Preoccupanti i numeri della Motorizzazione sugli automobilisti di Veneto e Friuli VG che hanno dovuto ripetere gli esami

Mestre

Gli esami non finiscono davvero mai a Nordest. In particolare quelli per la patente.

Sono stati infatti tremila gli automobilisti di Veneto e Friuli Venezia Giulia che, in poco più di un anno (da marzo 2006 a giugno 2007), si sono visti ritirare il "permesso di guida" per l’azzeramento dei punti-patente e hanno quindi dovuto ripetere l’esame. Oltre mille di loro erano stati pizzicati ubriachi al volante ovvero con un tasso alcolico superiore al limite di legge (0.5 grammi per litro).

E gli esaminatori della Motorizzazione civile del Nordest non hanno certo fatto sconti ancor prima che (ri)esplodesse il caso degli "ubriachi al volante", un fenomeno che nelle ultime settimane ha provocato una dozzina di vittime, molte delle quali minorenni, e che ha quindi destato molta emozione. Ma la guida in stato di ebbrezza non è purtroppo una novità nella casistica degli incidenti stradali e infatti è la causa del trenta per cento dei sinistri.

Gli esaminatori dei "ripetenti" della patente fra Veneto e Friuli Venezia Giulia hanno avuto la mano piuttosto pesante perchè in totale hanno fatto dire "addio alla patente" a ben 1161 automobilisti. Sono i dati ufficiali delle Motorizzazioni civili degli ultimi 15 mesi: 931 automobilisti veneti (per la stragrande maggioranza maschi) e 245 friulani sono diventati "ex patentati".

Per loro è arrivata infatti la bocciatura agli esami di guida o a quelli di teoria. I quiz sono stati l’ostacolo più difficile per gli appiedati del volante. Tra i respinti in effetti c’è chi non ha saputo rispondere a neppure una domanda e anche chi non è stato in grado di riconoscere il segnale stradale di dare la precedenza. Insomma si tratta di gente che alla guida era una mina vagante e ora è stata... disinnescata.

ULTIMO POSTO - Scendendo nel dettaglio emerge ancora una volta la "maglia nera" degli automobilisti trevigiani: nei 4 anni di patente a punti sono stati 1151 a vedersi azzerato il permesso di guida e negli ultimi 15 mesi sono stati 612 a doversi presentare in Motorizzazione. Fra questi hanno "risposto" in 456 ma per 210 (il 45%) è arrivata la bocciatura definitiva. In 82 casi s’è trattato del mancato superamento dell’esame di teoria, in 4 casi del test pratico di guida (numero basso ma la situazione ha dell’incredibile visto che si tratta di gente che ha guidato per anni). Altri 122 non si sono neppure presentati all’esame (l’obbligo è non superare i 30 giorni dalla notifica) e 2 non hanno ottenuto l’abilitazione medica: per tutti la patente diventa un miraggio. Ci sono poi 48 casi di ricorsi presentati alla Prefettura che ha sospeso l’efficacia della revoca, ma fra loro senz’altro una buona metà ha solo ritardato il momento del giudizio. Infine per 18 patentati trevigiani la "convocazione" all’esame non è arrivata per mancata notifica: non è stato trovato il trasgressore, dettaglio che aggrava la posizione perchè significa che l’indirizzo segnato sulla patente non era corretto (può trattarsi però anche di stranieri). Ci sono anche ben 90 persone che sono già prenotate per sostenere l’esame entro i prossimi 30 giorni insieme alle altre 130 del Veneto e alle 105 friulane.

Quello della Marca trevigiana è davvero un caso emblematico: continua ad essere la peggiore in tutte le classifiche "su strada" (nonostante l’opera di associazioni, enti pubblici e privati, volontari) e nemmeno negli esami di riparazione riesce a... invertire la marcia. Supera nella classifica negativa tutte le altre province e soltanto nel veronese - dove ci sono però 40 mila patentati in più - c’è un numero di bocciati alla guida superiore ma solo di una unità.

A breve dovrà sostenere un corso per il recupero dei punti anche il trevigiano (politicamente) più illustre: il vicegovernatore del Veneto ed ex presidente della Provincia Luca Zaia pizzicato da un telelaser mentre "volava" a 193 km orari sulla autostrada A27: per lui multa, ritiro della patente e 10 punti persi.

I FURBI DELL’ESODO - Se in generale la casistica delle patenti ritirate vede in percentuale ai primi due posti gli eccessi di velocità e la guida in stato di ebbrezza, il periodo estivo fa esplodere il caso dei "furbi dell’esodo". Sono infatti una quindicina gli automobilisti che hanno pensato bene di superare la (prevedibile) lunga coda di auto incolonnate in questo week end sulla A4 usando la corsia di emergenza: la Polstrada di Mestre li ha beccati sequestrando la patente. Anche per loro, oltre alla forte multa, inizia il lungo iter dell’esame di "riparazione".

Gigi Bignotti


CORRIERE ADRIATICO

Patenti ritirate, ascolani tra i più indisciplinati

ASCOLI - Al volante, gli abitanti del capoluogo piceno sono tra i più indisciplinati d’Italia. E’ quanto emerge da recentissimi dati forniti dal Ministero dei Trasporti, che indicano come il nostro territorio sia nella rosa di quelli che contano il maggior numero di patenti ritirate e di punti decurtati. Nel dettaglio, negli ultimi sei mesi dell’anno, ad ogni 100 patenti risultano tolti 107, 9 punti. Si tratta di cifre che vanno ben al di là della media nazionale e che indicano una netta tendenza tra i nostri automobilisti a non rispettare il codice della strada. Una conferma di tutto ciò è anche il fatto che Ascoli è altissima in classifica anche per quel che concerne i punti sottratti ad ogni infrazione, pari a 3,75. Un risultato che pone il Piceno al primo posto delle province marchigiane Ed è allarme a causa dei comportamenti a rischio assunti dai conducenti fermati che, secondo il dossier realizzato dalla Prefettura, hanno un’età che va prevalentemente dai 18 ai 30 anni. Si tratta dunque di giovani, rei soprattutto di superare i limiti di velocità dal codice a causa, troppo spesso, di distrazioni e imprudenze, oltre che eccessi dovuti a presenza nel sangue di alcol e droghe. Per questo motivo, l’Amministrazione Provinciale, allo scopo di tentare di ridurre i rischi di coloro che si mettono in auto dopo aver assunto sostanze alteranti, distribuirà a breve in tutte le autoscuole della provincia, uno speciale kit volto alla automisurazione del tasso etilico nel sangue da consegnare a chi conseguirà la patente di guida nei prossimi mesi.


IL MESSAGGERO

I controlli della Polstrada sul lungomare e nelle zone del divertimento romano. Ventinove persone col tasso alcolico superiore al consentito

Al volante con la sbornia: un terzo sono donne

 «Era il compleanno di un’amica». «Un goccetto dopo il ballo». Ma la Stradale non perdona 

di GIULIO MANCINI

Alla guida di macchine scattanti, abbigliate da mare e più di tre volte il limite massimo consentito di alcol in corpo. E’ quasi tutta al femminile l’emergenza nella guida in stato di ebbrezza sulle vie del divertimento notturno. Tra le venti patenti ritirate l’altra notte dalla polizia stradale nelle zone di Ostia e dell’Appia, poco meno di un terzo apparteneva a donne.

Hanno lavorato per sette ore nel traffico del “popolo che balla” e che guida, gli agenti agli ordini del sostituto commissario Guido Martino impegnati in un servizio speciale compreso nel piano “Estate sicura” della polizia stradale. Le pattuglie delle sedi di Albano, di Roma e di Velletri coadiuvate da due equipaggi del Servizio sanitario hanno passato al setaccio circa trecentocinquanta veicoli con l’obiettivo di prevenire la guida pericolosa. La notte prima, quella tra venerdì e sabato, gli agenti della stradale erano stati a Ostia e su 110 conducenti sottoposti all’alcoltest nove erano stati trovati positivi e sottoposti al ritiro della patente.

L’altra notte a capitolare davanti a un bicchiere di troppo e a essere puniti per questo con le sanzioni previste dal codice della strada, sono stati in venti. Di questi, sei erano di sesso femminile. Ad eccezione di un cinquantaseienne, “vecchia” conoscenza degli agenti per aver subito un analogo provvedimento nell’estate di tre anni fa, gli automobilisti sorpresi al volante tra le braccia di Bacco avevano un’età media inferiore ai trent’anni. Tutti con la scusa pronta nel vano tentativo di non vedersi sottratto il documento di guida.

«Siate gentili, ho appena finito un’esibizione di ballo a Fiesta e ho bevuto solo un bicchierino di rum prima di tornarmene a casa», implorava ai poliziotti una bellissima ragazza creola pizzicata con un livello di alcol nel sangue pari a 1,65 cioè tre volte superiore al limite che è di 0,50. «Giuro che se mi lasciate guidare vado dritta a letto».

Due rom appartenenti a una nota famiglia romana di zingari stanziali intercettati rispettivamente con livelli di 1,90 e 1,85 hanno dovuto fermare le loro vetture, una Mercedes Classe A e una Smart, per fare rientro a casa in taxi. «Lo so che non si deve fare - si giustificava una diciannovenne su Citroen C2 dopo essere stata testata su un livello di 0,96 - ma era il compleanno di un mio amico e ho brindato un paio di volte in più».

Anche per lei è scattato il ritiro della patente che verrà consegnata, con tutte le altre, alla Prefettura dove si deciderà il periodo della sospensione (tra due e sei mesi) e la riduzione di dieci punti.

Stesse scene anche alla Rotonda di Ostia dove si sono piazzate le volanti della Stradale. Favoriti da una visuale più ampia, sei automobilisti sul lungomare alla vista dei lampeggianti hanno tentato di evitare i controlli attraverso spericolate inversioni a u ma sono stati bloccati dagli agenti della Polizia Giudiziaria presenti con auto di copertura. In due casi i “fuggitivi” sono risultati positivi alle misurazioni dell’etilometro.

Singolare il caso di A.P. di 56 anni. Tre anni fa, a Torrimpietra, venne intercettato mentre si recava a Cerveteri con un indice di alcol nel sangue di 2,20 dopo aver festeggiato il suo compleanno. L’altra sera, rientrato regolarmente in possesso della sua patente, ha dovuto nuovamente riconsegnarla per essere stato sorpreso alla guida della sua Fiat Uno con un tasso di 2,55. «Vorrà dire che dovrò rinunciare a spostarmi con la macchina», ha commentato rammaricandosi ma senza avere ripensamenti sul fatto che, forse, sarebbe meglio che rinunciasse invece al bicchiere di troppo.

Nel corso dei controlli, ovviamente, non sono mancate le multe elevate anche per altre violazioni del codice della strada, prime tra tutte la guida con il cellulare all’orecchio e l’assenza di cintura di sicurezza. Per “mitigare” l’aspetto punitivo dell’operazione, gli agenti hanno anche distribuito agli automobilisti più “virtuosi” biglietti di ingresso gratuito nelle discoteche La Pinetina, Faber Beach e Kursaal.


IL GAZZETTINO

Parla Carmelo Trotta, coordinatore delle Motorizzazioni del Nordest. «Gli incidenti in Italia sono la più grande fabbrica europea di invalidi permanenti» 

«Sotto i 30 anni la strada è la prima causa di morte»

Mestre

Da oltre un decennio è al vertice della Motorizzazione civile veneziana, dal 2006 coordina per il ministero dei Trasporti il "Siit 3", Sistema integrato infrastrutture e trasporti di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Un impegno praticamente a 360 gradi sul fronte della sicurezza stradale perCarmelo Trotta, uomo pratico e concreto, che preferisce i fatti alle parole. E subito mette il dito nella piaga: «Le strade italiane sono la più grande fabbrica europea di invalidi permanenti con 20-25 mila persone all’anno che finiscono in sedia a rotelle a causa di incidenti. E sotto i 30 anni la straa è la prima causa di morte. In questa strage silenziosa che si compie ogni anno purtroppo il Nordest è in prima fila. Ma deve far di tutto per essere in prima fila anche nella prevenzione squarciando quel velo di indifferenza che spesso nasconde alla società la terribile realtà delle vittime della strada, un dramma quotidiano che non si può ignorare».

Da dove cominciare per una prevenzione efficace? «Naturalmente dalle scuole dove la Motorizzazione civile del Veneto è impegnata da anni incontrando migliaia di studenti. Poi ovviamente dalle campagne di educazione e sensibilizzazione fino ad arrivare alle iniziative per i privati: ciascuno deve assumersi l’impegno di rispettare le regole ed educare i giovani. Gli italiani al volante - ricorda Trotta - negli ultimi 3 anni hanno commesso quasi otto milioni d’infrazioni: due milioni per eccesso di velocità (200 mila superando i limiti di oltre 40 km/h), un milione per mancanza delle cinture di sicurezza, 644 mila per passaggio col semaforo rosso, 360 mila per uso dei telefonini, 265 mila per parcheggio negli spazzi riservati agli invalidi (!), ma il dato che davvero preoccupa è il numero troppo basso per la guida in stato di ebbrezza: solo 55 mila infrazioni, quando il dato nazionale sull’abuso di alcol parla di oltre 4 milioni di bevitori abituali in Italia».

È il fenomeno degli ubriachi al volante che sta riesplodendo in questi giorni unito alle ormai "consuete" stragi del sabato sera. «Provocano sempre emozione le notizie sugli incidenti stradali specialmente se coinvolgono bambini. Deve trattarsi, però, di emozioni passeggere se, come quasi sempre avviene, queste tragedie non lasciano il segno, se continuiamo a schiacciare troppo l’acceleratore».

La Motorizzazione come si muove per invertire la tendenza? «Intanto facendo opera di stimolo ai vari soggetti coinvolti, poi applicando rigorosamente le norme, che in Italia ci sono, per dare il permesso di guida soltanto a chi è adatto. I numeri parlano chiaro: tremila esaminati in 15 mesi e un azione di filtro che ha portato quasi 1200 persone a perdere la patente. Infine le grandi campagne antialcol che ogni anno creano polemiche: distribuzione gratuita di prosecco nel 2006 (per poi sottoporre il bevitore alla prova del palloncino) e la "task force" in affitto quest’anno che permette a enti e privati di avere con una spesa contenuta un pacchetto "chiavi in mano" per effettuare controlli davvero mirati».

Gi. Bi.


ITALIA SERA

Il giorno dopo la morte di una 91enne, ennesimo incidente in viale Manzoni all’Esquilino

Travolto e ucciso un peruviano

Il sudamericano è stato investito da un 27enne in stato di ebbrezza

di Gianluca Bardelli

Guidava la sua Ford Fiesta in stato di ebbrezza e non si è accorto di uno scooter Mbk che sopraggiungeva e l’ha travolto uccidendo il conducente, un cittadino peruviano che aveva compiuto 31 anni ieri. (*) È successo ieri mattina alle 4,25 in via Manzoni all’angolo di via con via Principe Eugenio. Secondo quanto si apprende dalla sala operativa dei vigili urbani del I gruppo, alla guida della Ford Fiesta un 27enne romano, S. C., che è risultato positivo al test dell’etilometro. Il giovane, che si è fermato e ha chiamato I soccorsi, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza e per omicidio colposo. La patente gli sarà ritirata ma l’atto non è stato formalizzato perché ha presentato ai vigili del I gruppo una denuncia di furto regolare e la richiesta del duplicato del documento. Il tratto di strada di via Manzoni, compreso tra via Principe Eugenio e via Principe Umberto è rimasto chiuso fino alle 9,45 per permettere ai vigili urbani di effettuare tutti gli accertamenti. A pochi metri di distanza venerdì un’anziana di 91 anni era stata investita e uccisa da un’auto pirata il cui conducente, un bengalese di 40 anni, è poi stato bloccato e arrestato. Sempre nella giornata di ieri tredici le persone denunciate in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza alcolica, 18 le patenti ritirate, 35 le contravvenzioni elevate per eccesso di velocità e altre 124 per infrazioni varie, per lo più per il mancato uso delle cinture e per l’utilizzo del telefono cellulare alla guida.

Questi i risultati di alcuni controlli eseguiti dai carabinieri del nucleo radiomobile di Roma che hanno intensificato in questa settimana i controlli sulle principali arterie stradali della capitale al fine di prevenire infrazioni al codice della strada e possibili sinistri che, anche di recente, hanno causato numerose vittime spesso a causa dell’elevata velocità o della guida in stato di ebbrezza alcolica. I controlli hanno riguardato tutta la Capitale con particolare riferimento alle str de consolari sia in entrata che in uscita da Roma, alla Cristoforo Colombo, Ostiense, via del Mare, Palmiro Togliatti, Trionfale e via Leone XIII. I carabinieri si sono avv

Martedì, 24 Luglio 2007
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