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Notizie brevi 16/07/2007

Bari, lutto cittadino dopo il “giovedì nero” del capoluogo - Cinque morti in poche ore. Il sindaco: “Siamo tutti colpevoli. Siamo gli assassini di chi muore per strada”

In segno di rispetto, il primo cittadino invita tutti a non superare i 30 all’ora


Foto dalla rete

(ASAPS) BARI, 16 luglio – Non è facile, ammettiamolo, per le amministrazioni locali, trovare il modo di colpire la coscienza collettiva degli utenti della strada, quando, a livello centrale, non vengono poste in essere campagne di sensibilizzazione che possano dirsi realmente efficaci. Mancano, purtroppo, la continuità, la capacità comunicativa, la possibilità di affermare che ad un precetto – predisposto per la tutela dell’incolumità sulle strade – segua poi l’applicazione ferrea e certa di una sanzione. Michele Emiliano, sindaco del comune di Bari, ha promosso un’iniziativa molto forte, volta appunto a colpire la sensibilità, annunciando per lo scorso sabato una vera e propria giornata di lutto cittadino. Niente veli scuri, però, o campane suonate a morto; niente fasce nere al braccio o cortei funebri dietro ad un feretro: semplicemente, un invito a non superare, per la giornata di sabato, i 30 chilometri all’ora. Non sono state predisposte ordinanze che hanno limitato in effetti la velocità, e quindi nessun autovelox o telelaser è stato poi tarato per intercettare a crociere più basse dei limiti normalmente vigenti.
Si dice che sia colpa dell’alcol, delle droghe, delle strade, delle discoteche. Non è vero. La colpa è la nostra. Siamo noi gli assassini di chi muore per strada”.
Questa affermazione, che Michele Emiliano ha affidato all’ufficio stampa del comune, intende colpire proprio tutti: è incredibilmente democratica nella sua accusa incondizionata verso chiunque, a qualsiasi titolo, si trovi ad interagire con gli altri, sulla strada.
“Democratica”, abbiamo detto: se ci pensiamo bene, è proprio così. Sulla strada, tutti sono potenziali vittime, senza distinzione di razza, religione, appartenenza politica, età, o classe sociale. Dopo il “giovedì nero” registrato a Bari lo scorso 12 luglio, quando sono morte 5 persone nel giro di poche ore, il primo cittadino è passato ad un livello di reazione decisamente più alto, redigendo di proprio pugno un j’accuse ben circostanziato, ripreso quasi integralmente dal Quotidiano Nazionale, al quale abbiamo attinto la notizia.
Siamo assassini ogni volta che pensiamo che un bicchiere in più, prima di metterci alla guida, in fondo, non può farci male – scrive il sindaco di Bari – siamo noi, i colpevoli, ogni volta che scegliamo di prendere l’automobile per spostarci di poche centinaia di metri. E siamo complici ogni volta che guardiamo lo spot di un’auto che fa da zero a cento in sette secondi, senza chiederci a cosa serva quell’auto, se non a fare da zero a cento morti in poche settimane. Siamo assassini se non ci chiediamo come sia possibile permettere ancora oggi che queste scatole della morte siano prodotte e pubblicizzate impunemente”.
Dunque, indifferenza, distrazione, superficialità ed assoluta colpevolezza nel consentire a questi peccati capitali della circolazione, di giustificarsi giorno per giorno e di aggiungersi, uno dopo l’altro, nella cronaca ignorata dei media e delle agende dei politici, oltre che della società intera. Per poi, alla fine, essere archiviate e sopravvivere solo nei ricordi di chi sopravvive.
Siamo colpevoli – aggiunge Michele Emiliano – quando riduciamo alla contabilità di un numero da telegiornale il dramma di famiglie distrutte per sempre. Qualcuno dice che i morti sulla strada sono il dazio da pagare alla civiltà, il sacrificio necessario che il progresso esige. Se questa è la civiltà, se questo è il progresso, sarebbe meglio fermare tutto - conclude il messaggio del sindaco”. (ASAPS)


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Lunedì, 16 Luglio 2007
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