Domenica 23 Febbraio 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 9 luglio 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

AGO PRESS
ATTUALITA’ PARTE LA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE SULLA SICUREZZA STRADALE

Avrà inizio nelle prossime settimane la campagna di comunicazione del ministero per le Politiche giovanili e le Attività sportive sul “guidatore designato”, cioè di colui che si assume la responsabilità del gruppo di amici e per una sera non beve alcool, per poter guidare l’auto in sicurezza al rientro dalla discoteca. L’annuncio è stato dato oggi nel corso di un incontro sul tema “Giovani e sicurezza stradale” a cui hanno preso parte oltre settanta istituzioni e associazioni impegnate in programmi di prevenzione contro gli incidenti stradali. La campagna si articolerà su diversi mezzi (spot radio, spot video, sms, web advertising e forum on line). Intanto, sul sito del Ministero ( www.pogas.it, ) è on line da questa mattina una nuova sezione dal titolo “Il Codice etico e le iniziative del Pogas”, dove, oltre alla possibilità da parte delle sigle e dei soggetti operanti in materia di far conoscere le proprie attività ed iniziative inviando via mail una scheda, è possibile trovare un dossier su giovani e sicurezza stradale. Il dossier contiene il testo del Codice, una sezione sul quadro europeo delle attività sulla sicurezza stradale, materiale informativo sul Disegno di legge sulla sicurezza stradale attualmente in discussione al Senato e una pagina di link ai video sugli spot sulla sicurezza stradale pubblicati su You Tube. 


RADIOAMICIZIA

Imperia: il 21 luglio Primo Interclub Zonale - Città di Imperia

Si terrà, il 21 luglio 2007, presso la Parrocchia N.S. dell’Assunta ai Piani di Imperia Porto Maurizio una festa chiamata 1° Interclub Zonale - Città di Imperia.

Si tratta di un evento che, non è un congresso ne un convegno ne tutto ciò che può venire in mente a prima vista ma semplicemente un momento di incontro dei club, presenti nel territorio provinciale, con la comunità locale. L’associazione ACAT Sanremo (Ass. dei Club degli Alcolisti in Trattamento) non è una comunità di recupero, ne tanto meno una setta segreta ma una comunità di famiglie accomunate da un disagio: i problemi alcol correlati (PAC).

Noi ci teniamo molto ad usare parole adeguate per esprimerci, perché spesso proprio le parole hanno il potere di avvicinare o di allontanare le persone.

La parola alcolismo siamo costretti ad usarla per capirci alla svelta ma non rende affatto l’idea. Ogni persona stabilisce nei confronti dell’alcol un legame molto personale non sempre e non solo nella forma dell’alcol dipendenza. Noi consideriamo i PAC a 360 gradi come ogni forma di sofferenza legata al bere (incidenti stradali, incidenti sul lavoro, problemi familiari, costi sanitari, costi umani etc. etc.)

Noi speriamo che molte persone si sentano coinvolte a partecipare poiché questo disagio può colpire tutti, specialmente in modo indiretto (classico esempio dell’incidente stradale o dell’incidente sul lavoro). Noi abbiamo già riscontrato che molti hanno scoperto di essere a rischio o di essere già dei bevitori problematici, proprio in queste occasioni in cui una riflessione trasparente e libera consente di identificare il problema senza sentirsi giudicati o colpevolizzati.

Nell’ambito familiare l’alcolista viene spesso, a volte senza volere, etichettato e trattato come una persona "inferiore" proprio da chi gli vuole più bene. Questo non porta a smettere di bere ma fa cadere l’autostima e fa andare nella direzione opposta. Ora senza entrare nel merito delle dinamiche del club il nostro invito è di partecipare con la curiosità di saperne di più. 

Redazione Radio Amicizia


CORRIERE ADRIATICO

I controlli festa della birra ubriachi appiedati

MONTECASSIANO - Successo per la festa della birra organizzata a Montecassiano. Nei pressi dell’uscita i carabinieri hanno anche allestito un posto di blocco con tanto di etilometro finendo per ritirare due patenti per guida in stato di ebbrezza. Un segnale, tutto sommato, positivo: se a poca distanza da una kermesse alcolica solo in due hanno alzato troppo il gomito prima di mettersi al volante vuol dire che a mano a mano sta passando il messaggio di prevenzione lanciato da forze dell’ordine e istituzioni. (*)

(*) Nota: non sapendo quanti controlli sono stati effettuati non si possono trarre delle conclusioni statistiche. Sicuramente non tutti i guidatori usciti dalla festa della birra sono stati controllati, ma volendo credere ad una diminuzione dei guidatori ebbri questa sarebbe un importante segnale di cambiamento.


IL TRENTINO

Nel mirino locali rumorosi, velocità, alcol e prostituzione

TRENTO. A cosa serviranno i vigili urbani in servizio anche la notte? Facile prevedere che uno dei primi fronti d’intervento richiesti alla polizia municipale sarà il controllo dei locali «a rischio», quei pub rumorosi che oltre una certa ora della notte sono da sempre al centro di accese polemiche tra i residenti del centro storico e i giovani frequentatori dei bar. Soprattutto nella bella stagione al comando della polizia municipale fioccano le telefonate di cittadini inviperiti per le presenze indesiderate e il baccano sotto le loro finestre che a volte prosegue fino alle prime luci dell’alba.

 Ma il potenziamento del presidio notturno è rivolto anche a rinforzare l’azione repressiva nei confronti degli automobilisti indisciplinati, che specie nelle ore notturne - quando le strade si svuotano - tendono a premere sull’acceleratore, magari dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo.

 Da alcuni quartieri della città è emersa poi negli ultimi tempi anche la preoccupazione per il fenomeno della prostituzione sulla strada, in crescita rispetto al passato. Il problema è stato sollevato recentemente in occasione delle assemblee sul bilancio partecipato che il Comune sta sperimentando per il primo anno nella circoscrizione S.Giuseppe-S.Chiara: residenti insofferenti e allarmati per la presenza di prostitute in un rione centrale della città, che vedrebbero bene una maggior presenza delle forze dell’ordine di notte.


ANSA

Incidente in moto, un morto a Taggia

La vittima, 17 anni, e’ nipote del candidato sindaco Bolla

IMPERIA, 8 LUG - Un ragazzo di 17 anni e’ morto in un incidente alle 2:30 della notte scorsa, a Taggia, mentre rincasava in sella alla sua moto. Con Matteo Bolla c’era Flavia Montanari, 15 anni, che ha riportato lesioni guaribili in 40 giorni. La vittima e’ figlio di Licia Albini (ex candidata della lista del sindaco Vincenzo Genduso) e nipote del candidato sindaco del centrosinistra, Massimo Bolla. Al giovane e’ stato riscontrato un tasso alcolico dello 0,9% contro lo 0,5 consentito dalla legge. 


SAN REMO NEWS

Un lettore 33enne su incidenti, orari e abuso d’alcol

Un nostro lettore, Luca, è tornato sull’incidente di sabato notte, sugli orari delle discoteche e sull’abuso di alcol. Questa la sua missiva:

Lunedì 09 Luglio 2007 - "Egr. Direttore, ho seguito con interesse le molte e-mail ricevute dopo la tragica morte di Matteo e ho esitato molto prima di scriverLe perché credo sia giusto non alimentare polemiche e rispettare il dolore dei familiari per questa terribile sofferenza che stanno affrontando. Vorrei solo rispondere ai 2 genitori che hanno espresso il loro pensiero a riguardo. Ho 33 anni, non sono più un ’ragazzino’ e non sono ancora un genitore. Signor Silvano, se lei si preoccupa di sua figlia perché la aspetta fuori dalla discoteca solo d’inverno? Crede che in estate corra meno rischi? E dove sono i genitori degli altri ragazzi che lei dice di vedere cotti dal sonno? (sappiamo bene che non è sonno, ma abuso di alcol e droghe). Se volete dare ai vostri figli 3 ore di divertimento e questo divertimento è ubriacarsi all’inverosimile, le assicuro che sia da mezzanotte alle 3, sia dalle 22 all’una, il consumo di alcol e droghe sarebbe esattamente lo stesso! Educate questi ragazzi, seguiteli, rendeteli responsabili, sappiate anche dire NO. Non voglio insegnare a nessuno a fare il genitore, sia ben chiaro. Vorrei solo non leggere più sulle pagine dei giornali notizie di ragazzi che muoiono troppo giovani. E non per colpa delle discoteche o dei bar!"

Carlo Alessi


SAN REMO NEWS

L’e-mail di un 18enne su alcolici e orari discoteche

Un nostro lettore, Manuel, è tornato sul problema degli alcolici e degli orari dei locali. Questa la sua e-mail:

"Ho 18 anni e, il problema che si deve sollevare, non è tanto l’orario delle discoteche. Il problema è l’uso di alcolici e droghe(specialmente usate dai minori). Se si insegnasse fin dalle elementari a far vedere e capire gli effetti di abusi di alcool e droghe, state sicuri che, non dico elimineremmo gli incidenti, ma sicuramente diminuirebbero. Sarebbe opportuno non distribuire proprio alcolici ai minori (ricordo che con circa due birre il tasso di alcool lo 0,5 si supera abbondantemente). Siccome non si possono levare gli alcolici allora si potrebbe fare come in molte autostrade dove, dopo la mezzanotte gli alcolici non vengono distribuiti a nessuno. Ricordando comunque ancora una volta che il problema non è l’orario in sè (anche se è giusto dare una regolata) ma gli alcolici! Voglio fare anche un appunto: basta demonizzare noi giovani come ’drogati’, ’nullafacenti’, ’ubriaconi’ e ’teppisti’ (come si sente dire quotidianamente. Questo perchè non bisogna fare di un’erba un fascio e certe cose capitavano anche ai tempi in cui i nostri genitori studiavano. Semplicemente non se ne parlava per mancanza di informazioni".


SAN REMO NEWS

Abuso di alcol: interviene Ormea dell’Acat di Sanremo

Carlo Ormea, vice Presidente dell’Acat Sanremo, Carlo Ormea è intervenuto nella discussione sull’abuso di sostanze alcoliche. Questa la sua e-mail:

“Io vorrei intervenire a nome dell’ACAT Sanremo (Ass. Club Alcolisti in Trattamento) sull’argomento ‘divertimento dei giovani, orari discoteche, alcol’, per sollevare un’altra questione per quanto riguarda la guida di auto e motoveicoli. La legge prevede che l’alcolemia non sia superiore a 0,50 mg/l che, in modo del tutto approssimativo, corrisponde, a stomaco vuoto, a un bicchiere e mezzo o due di vino, un bicchierino e mezzo o due di superalcolico, un boccale e mezzo o due di birra etc. etc. Con quantità così modeste si raggiunge lo stato di ebbrezza da non confondere con lo stato di ubriachezza che compare a livelli di alcolemia superiori a 1,5. Lo stato di ebbrezza è sufficiente a metterci a rischio di incidente stradale anche se apparentemente sembriamo lucidi e piuttosto brillanti. Se sappiamo di aver bevuto qualcosa non dobbiamo guidare oppure possiamo provare a non bere. Se non bere ci risulta troppo difficile allora potremmo scoprire di essere dei bevitori problematici. So di sembrare un po’ didascalico ma tutti ci dobbiamo interrogare perché l’incidente dell’altra notte poteva succedere a moltissime altre persone nelle stesse condizioni, considerate dalla stragrande maggioranza delle persone, condizioni normali. Con questo io sono convinto che si tratta troppo spesso di bravi ragazzi a cui mancano fatalmente alcune importanti informazioni e il supporto degli adulti in generale che, invece di fare raccomandazioni, dovrebbero semplicemente mettere in pratica per loro stessi alcune buone regole di comportamento come quella di non bere prima di guidare (anche se purtroppo a volte non è sufficiente poiché tra i ragazzi spesso vince il gruppo, il branco). Per altre informazioni riguardo ai problemi alcol correlati è possibile partecipare ad un incontro che si terrà sabato 21 luglio, presso la Parrocchia N.S. dell’Assunta ai Piani di Imperia Porto Maurizio, il primo ‘Interclub Zonale - Città di Imperia’, organizzato dall’ACAT Sanremo (Associazione dei Club degli Alcolisti in Trattamento) oppure visitare il sito www.acatsanremo.it,.


IL GAZZETTINO

L’incidente sabato sera a Stanghella lungo l’Adriatica. L’operaio marocchino viaggiava a bordo di un ciclomotore. Ora è ricoverato in gravi condizioni 

Pirata della strada ubriaco travolge un ventenne 

L’automobilista, 23 anni di Solesino, è fuggito. Poche ore dopo i carabinieri l’hanno scovato grazie ai testimoni

Stanghella

Quello trascorso è stato sabato sera maledetto per A.L.K., 20 anni, operaio marocchino. Il giovane versa in gravi condizioni all’ospedale di Monselice. È stato coinvolto in un incidente stradale avvenuto sulla statale 16 "Adriatica" nel comune di Stanghella.

Il giovane che presta la sua attività in un’impresa edile della Bassa Padovana, era in sella al suo ciclomotore Piaggio, diretto a Monselice. Mancavano pochi minuti alle 20.30. Alle sue spalle sopraggiungeva un’auto condotta da E.D.C., 23 anni di Solesino, che improvvisamente sbandava. L’auto ha colpito con la parte anteriore destra il ciclomotore. Nonostante il tentativo di frenata l’urto è stato violento. Il giovane extracomunitario è volato in aria per poi cadere violentemente.

Il conducente dopo l’urto è ripartito, lasciando il centauro sull’asfalto. Il giovane marocchino è stato soccorso pochi minuti dopo dagli automobilisti di passaggio. È stato avvertito il 118. Un’ambulanza ha trasportato il ventenne all’ospedale di Monselice. Le sue condizioni sono gravi: la diagnosi è di politraumatismo. I medici però non si sono riservati la prognosi.

I carabinieri della radiomobile di Este hanno avviato le indagini. Grazie alla collaborazione di alcuni testimoni sono riusciti ad identificare il proprietario, attraverso la targa. Completata l’operazione i militari dell’arma si sono presentati a casa del giovane di Solesino. Hanno constatato che l’auto presentata degli evidenti danni alla parte anteriore. Il ventitrenne non ha potuto far altro che ammettere le sue colpe. Pertanto è stato denunciato per omissione di soccorso e per guida in stato di ebbrezza. Il giovane infatti è risultato positivo all’esame dell’etilometro.

Orfeo Meneghetti


LA REPUBBLICA

Lo scorso 23 aprile Marco Ahmetovic, ubriaco, investì e uccise 4 ragazzi tra i 16 e i 19 anni Il rom, 22 anni, è accusato di omicidio colposo plurimo e resistenza a pubblico ufficiale

Strage Appignano, processo rinviato Tensione e urla in aula: "Assassino..."

Il giudice monocratico rinvia l’udienza al 17 settembre prossimo I parenti delle vittime assediano il tribunale e gridano contro l’imputato

ASCOLI PICENO - Il giudice monocratico del Tribunale di Ascoli, Emilio Pocci, ha rinviato al prossimo 17 settembre il processo a carico di Marco Ahmetovic. Il rom, 22 anni, lo scorso 23 aprile travolse e uccise con il suo furgone quattro ragazzi di Appignano del Tronto. Il Tribunale di Ascoli Piceno è stato blindato per evitare disordini durante il giudizio con rito immediato. Tuttavia l’ingresso in aula dell’imputato è avvenuto tra le grida dei famigliari e degli amici delle vittime.

Urla e accuse. Quando Ahmetovic è entrato in aula, dai banchi del pubblico hanno gridato "Assassino... assassino!", "Devi marcire in carcere...". In aula è presente anche Leonardo Allevi, l’unico superstite di quella sera. Il ragazzo è riuscito a salvarsi per miracolo, ma ha perso la sorella Eleonora. Il sedicenne ha minacciato Ahmetovic con le stampelle, mentre altri gridavano "vergogna, vergogna" all’indirizzo del difensore del rom.

Caos in aula. Al processo assistono una cinquantina di persone e alcuni di loro hanno tentato di raggiungere l’imputato. Polizia e Carabinieri sono riusciti a evitare il contatto. Il giudice ha minacciato di svolgere il processo a porte chiuse, ma l’udienza è cominciata regolarmente. Tuttavia la tensione è rimasta alta e si è rischiato il finimondo quando dal pubblico una ragazza a gridato “Marco ti voglio bene” all’indirizzo dell’imputato. Filippo Giuseppe Allevi, padre di una delle vittime, si è scagliato contro la giovane, che è stata difesa a stento da alcuni presenti.

La strage. Ahmetovic sarà giudicato per la morte di Eleonora Allevi, Alex ucani, Davide Corradetti e Danilo Traini. La sera del 23 aprile i quattro ragazzi, fra i 16 e i 19 anni, stavano andando a Caste di Lama in scooter per prendere un gelato. Il furgone, guidato dal Rom in stato di ebbrezza, invase la corsia e falciò via uno dopo l’altro i motorini dei ragazzi. Da quella sera il romeno è rinchiuso in carcere. Il tribunale ha infatti respinto le sue istanze per ottenere gli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato negato per il pericolo di fuga dell’indagato. Tuttavia amici e parenti delle vittime hanno giurato vendetta. Dopo la strage alcuni ignoti hanno appiccati tre roghi dolosi nel piccolo campo nomadi di ucanino, dove Ahmetovic viveva coi familiari. Il campo era deserto perché i rom erano fuggiti la stessa sera dell’incidente. Oggi la tensione si è trasferita nel Tribunale di Ascoli Piceno.

Il processo. Il 22enne deve rispondere di omicidio colposo plurimo e resistenza a pubblico ufficiale, con le aggravanti della guida in stato di ebbrezza e della previsione dell’evento. Il rom sostiene che quella sera aveva bevuto per disperazione, dopo aver appreso che sua figlia era gravemente malata. Il suo difensore ha rinunciato al rito abbreviato, con cui avrebbe potuto ottenere uno sconto di pena di un terzo, e ha invece chiesto di patteggiare due anni con la sospensione della pena. La richiesta è però stata respinta dal sostituto procuratore, Carmine Pirozzoli.

È colpa dello stato. “Gli incidenti possono accadere, ma questo rom era un pericolo costante”, ha dichiarato Giuseppe Antolini, zio di una delle quattro vittime, Alex ucani. “Dovete capire il nostro stato d’animo – ha aggiunto -. Siamo stati colpiti da una tragedia enorme. Questi ragazzi ci mancano ogni giorno di più e i genitori non ce la fanno. Lo Stato, il Governo, le istituzioni dovevano intervenire prima che tutto questo accadesse”. (*)

 

Appiniano. Il furgone ed i resti dei quattro motorini

(*) Nota: far risalire la colpa di un singolo evento allo Stato significa escludere qualsiasi responsabilità personale per l’accaduto. Lo Stato ha poco margine di intervento su aspetti soggettivi come la propensione al rischio e il rispetto delle regole. Si può chiedere di più in merito al controllo e repressione degli aspetti sociali del comportamento delle persone: più controlli alcolimetrici ed una forte restrizione dell’offerta di alcolici.


IL TRENTINO

Giovane roveretano, passeggero di un’auto guidata da un amico, non gradisce il controllo notturno della Polstrada

Ubriaco si scaglia contro i poliziotti: finisce in manette

RIVA. Essendo passeggero e non guidatore, avrebbe potuto cavarsela con qualche rimbrotto. Il ventenne roveretano a cui la Polstrada di Riva, nella notte tra sabato e domenica, ha chiesto i documenti nell’ambito di un normale controllo anti-alcol, ha invece scelto il peggior modo per mettere in mostra la sua ubriachezza. Sceso dall’abitacolo della vettura di un amico, s’è infatti messo ad inveire contro i poliziotti e poi, non contento, s’è addirittura scagliato contro di loro spintonandoli e colpendoli coi pugni. Risultato: denuncia per violenza, resistenza e minacce a pubblici ufficiali ed arresto immediato con trasferimento al carcere di Rovereto. Di tutto questo E.M. - giovane della città della Quercia di cui la Polstrada non ha fornito ulteriori dati (forse in considerazione del fatto che non risultava avere precedenti specifici) dovrà rispondere davanti all’autorità giudiziaria dopo una notte trascorsa in cella a smaltire i fumi dell’alcol.


SAN REMO NEWS

Otto patenti ritirate nel weekend dalla Polizia Stradale

Anche questo fine settimana la sezione di Polizia Stradale di Imperia, ha svolto il consueto servizio per contrastare il fenomeno della guida in stato di ebbrezza e sotto l’influsso di stupefacenti su tutto il territorio provinciale. Per quanto riguarda il sabato sera la Stradale si è dedicata principalmente alla zona del Prino, ritirando 5 patenti per guida in stato di ebbrezza a 5 persone tra i 25 e i 40 anni con tassi alcolici compresi tra 0,8 e 2,3 g/l.

Altri due automobilisti (di 20 e 46 anni) sono stati denunciati (sempre per l’alcol) a Taggia e a Costarainera domenica sera. Uno dei denunciati, un ragazzo di 20 anni di Sanremo, aveva un tasso alcolico di 2,73.

Complessivamente, nel fine settimana sono state ritirate 8 patenti per guida in stato di ebbrezza, mentre da inizio anno sono 240, ed altre 21 per guida sotto l’influenza di stupefacenti. Nello stesso periodo dello scorso anno le persone denunciate (e le patenti ritirate) erano state 165 per l’alcol e 21 per gli stupefacenti. L’incremento delle violazioni è superiore al 40%, frutto dell’impegno sempre maggiore profuso nei controlli. Dal 21 luglio al 26 agosto, la provincia di Imperia sarà interessata dalla campagna nazionale ’Guido con prudenza’, che si concretizzerà sia in una campagna informativa e di prevenzione sia un ulteriore ampliamento dei controlli.

Carlo Alessi


IL TEMPO

Camionista semina il panico

Ubriaco, a zig zag con un’autocisterna prima sull’Aurelia Bis e poi verso Civitavecchia: arrestato

Lunedì 09 Luglio - ROCAMBOLESCO arresto di un camionista sardo da parte di una Volante del commissariato di Tarquinia. La perizia dei poliziotti ha fatto sì che l’autocisterna non provocasse una strage sull’Aurelia. Nel tardo pomeriggio di sabato sull’Aurelia bis alcuni automobilisti che viaggiavano da Monteromano in direzione di Tarquinia hanno dato l’allarme impauriti perchè un’autocisterna stava viaggiando a elevata velocità zigzagando sulla strada, invadendo la corsia opposta di marcia e costringendo parecchi automobilisti a buttarsi fuori strada per evitare di essere travolti. Una Volante del commissariato di Tarquinia in servizio di vigilanza sul territorio ha raccolto l’allarme e si è messa alla ricerca del mezzo pesante che è stato intercettato sull’Aurelia, dove nel frattempo si era immessa l’autocisterna, nei pressi del chilometro 85 in direzione di Civitavecchia. I poliziotti si sono resi conto del pericoloso comportamento del conducente ma hanno evitato di affiancarlo per fermarlo in quanto l’arteria in quel momento era molto trafficata in entrambi i sensi di marcia. Gli agenti si sono messi in coda al mezzo e facendo uso dei lampeggiatori e della sirena nonchè del megafono esterno hanno intimato all’autista di fermarsi. Ma il camionista più volte ha fatto finta di accostare per poi riprendere la marcia invadendo anche la corsia opposta. Gli uomini della Polizia hanno continuato a seguire il mezzo, poi in prossimità dell’imbocco dell’autostrada per Roma, resisi conto che in quel momento non transitavano auto, hanno superato la cisterna ed hanno bloccato la strada costringendo il camionista a fermarsi. I due poliziotti si sono avvicinati al mezzo per identificare l’autista ma questi invece di scendere dalla cabina ha sferrato un calcio ad un agente procurandogli lesioni guaribili in una decina di giorni. A quel punto però gli agenti sono riusciti ad ammanettare l’energumeno, tra l’altro in possesso di un coltello a serramanico di grosse dimensioni caduto a terra nel momento in cui la polizia ha aperto lo sportello del mezzo. Il sardo, M. M., 46 anni, con precedenti per guida in stato di ebbrezza, si è rifiutato di sottoporsi all’alcool test, per cui dopo essere stato portato nei locali del commissariato di Tarquinia, dopo le formalità di rito è stato associato al carcere di Civitavecchia. Questa mattina è in programma il processo per direttissima: dovrà rispondere di giuda in stato di ebbrezza, resistenza a pubblico ufficiale, procurate lesioni e porto abusivo di arma da taglio.


CITTA’ DELLA SPEZIA

Monterosso: rissa gigantesca del sabato sera.

All’origine un confronto ’sbagliato’ Genoa-Spezia Un ragazzo ha dovuto presentarsi in ospedale, colpito dall’asta di un ombrellone

Una rissa gigantesca ha fatto il peggiore spot per le Cinque Terre e per il calcio sabato sera scorso.

Partendo proprio dall’annosa diatriba Genoa-Spezia e Spezia-Genoa, Monterosso si è trasformato in un ring itinerante.

Festa in spiaggia, i “Batebalengo” gruppo spezzino che intrattiene, alcol ed affini proibiti purtroppo presenti in quantità esagerata, monterossini del Genoa e monterossini dello Spezia (e spezzini di città) che, identificatisi reciprocamente per discussioni di calcio mercato, prima si sono trovati a confronto verbale sempre più aspro e cattivo, e poi sono passati alle vie di fatto.

Primo episodio in piazza Garibaldi, era circa mezzanotte, forze dell’ordine in inferiorità numerica e che hanno dovuto chiamare le stazioni vicine per cercare di riportare un minimo d’ordine tra calci, pugni e randellate che volavano.

E nella Galleria Fegina, un ragazzo è stato colpito molto più seriamente con l’asta di un ombrellone, ed ha dovuto essere trasportato in ospedale.

E’ la seconda grande rissa di quest’estate 2007, dopo quella verificatasi due settimane fa alla Venere Azzurra tra Lerici e San Terenzo.

Alessandro Grasso Peroni


VARESENEWS

Gallarate - Il fatto la notte dello scorso 3 luglio: gli operai sono stati aggrediti da due uomini completamente ubriachi: prognosi fino a 20 giorni. I sindacati lanciano l’allarme

Presi a calci e pugni mentre lavorano sulla linea ferroviaria

Controllori che vengono aggrediti, verbalmente e non, sui treni ce ne sono e ce ne sono sempre stati. Quando però anche gli operai impegnati in lavori di manutenzione notturna vengono malmenati e picchiati selvaggiamente scatta l’allarme sicurezza. A lanciare l’sos i sindacati del settore trasporti Fit Cisl, Filt Cgil e Uilt, che denunciano un episodio grave, al vertice di un circolo vizioso che le parti sociali dicono farsi sempre più preoccupante. Due operai al lavoro nella stazione di Legnano sono stati colpiti con calci e pugni la notte dello scorso 3 luglio da due uomini di nazionalità italiana, completamente ubriachi: con la scusa di chiedere informazioni su un fantomatico amico che sarebbe dovuto arrivare con un altrettanto misterioso treno, i due hanno avvicinato gli operai. Sentendosi rispondere che di treni non ne erano attesi, gli aggressori hanno cominciato a colpire gli operai con calci e pugni. Risultato, 20 giorni di prognosi per uno e 12 per l’altro, contusioni su tutto il corpo e setto nasale fratturato. 

«Si tratta per la prima volta per quanto riguarda lavoratori della manutenzione i quali, in regime di reperibilità notturna, stavano intervenendo per riparare un guasto alla linea aerea – spiegano i sindacati -. Sono stati brutalmente e selvaggiamente picchiati da individui ubriachi che bivaccavano in stazione, come ormai succede da tempo, che hanno procurato loro danni fisici. Siamo tutti vicini a questi due colleghi della Zona TE di Gallarate ai quali vanno i nostri auguri per una pronta guarigione . Contemporaneamente, però, non possiamo esimerci dal denunciare in maniera forte a tutti i soggetti in indirizzo ciò che sta accadendo nel nostro territorio con la sempre maggiore “desertificazione“ delle stazioni sottoposte a innovazioni tecnologiche. Il degrado è ormai sotto gli occhi di tutti, anche soprattutto degli utenti che, come ci confessano molte volte, dopo una certa ora hanno paura ad andare in stazioni dove non c’è più nessuno e a viaggiare sui treni. Chiediamo, quindi, ai dirigenti aziendali che mettano in campo azioni mirate affinché non si abbiano più a ripetere episodi di questo genere, altrimenti non avremo più molte argomentazioni da dare alle nostre famiglie affinché, quando usciamo di casa per recarci al lavoro, possano essere tranquille e non vivere con l’ansia di poter essere chiamati da ospedali o forze dell’ordine perché malmenati e quant’altro». 

I due aggressori sono stati identificati e denunciati dai carabinieri, avvisati da una delle due vittime. Un’ulteriore denuncia è stata sporta alla Polizia Ferroviaria di Gallarate.


AFFARI ITALIANI

Cassazione/ Ubriaco trascina il cane con l’auto, la Corte: l’animale si tratta come un bambino

Lunedí 09.07.2007

Un cane è come un bambino?

Con sentenza 5 giugno 2007, la suprema Corte di Cassazione, terza sezione penale,si pronunciava circa la condotta di un soggetto, che in palese stato di ubriachezza, non si era accorto che, durante una sosta, il proprio cane era uscito dall’abitacolo dell’automobile, e ripartendo era stato trascinato per strada a causa del guinzaglio incastrato nella portiera della vettura.

Senza entrare nel merito del contenuto della sentenza con cui viene dichiarato estinto il reato per intervenuta prescrizione, interessante appare il principio espresso dalla Corte, la quale nella necessità di rinvenire un termine di paragone circa una corretto comportamento nei confronti degli animali espressamente afferma : “l’animale condotto al seguito o trasportato in autovettura richiede la stessa attenzione e diligenza che normalmente si usa verso un minore”.

Se in qualche modo pregevole appare la nozione “di rispetto” nei confronti degli animali che se ne evince, non altrettanto convincente appare la equiparazione delle attenzioni dovute allo stesso a quelle riservate al minore. Difficile e ancora in salita appare infatti la strada del riconoscimento di una soggettività piena del minore nell’ambito delle relazioni giuridiche e sociali, e la equiparazione dello stesso ad un animale rischia di rappresentare una battuta di arresto alla affermazione della evoluzione di una piena identità che il cittadino minorenne sta lentamente acquistando nella pubblica opinione

Maria Pia Pinucci


TGCOM

Rourke sbronzo dà scandalo a Mosca

Dopo un matrimonio esagera con la vodka

Ubriaco tanto da dover essere caricato su un taxi: Mickey Rourke ha dato scandalo a Mosca, finendo sulle pagine del tabloid Komsomolskaia Pravda. Invitato d’onore con Mariah Carey alle nozze di Pavel Kosov, vice presidente della Vneshtorg Bank, l’attore ha esagerato con i drink, venendo invitato a lasciare la festa. Non pago, Rourke ha chiuso la serata sui gradini di un palazzo, insieme all’ennesima bottiglia di vodka.

Al matrimonio di Kosov l’alcol scorreva a fiumi, ma evidentemente non a sufficienza per i gusti di Rourke, abituato a sbronze memorabili. Un brindisi via l’altro, il protagonista di "9 settimane e 1/2", si è ritrovato decisamente alticcio, al punto da essere stato costretto a lasciare la festa.


QUOTIDIANO.NET

Gossip

Violenza, alcol e malattia

Un libro su Sylvia Kristel

L’attrice, protagonista del film più erotico di tutti i tempi si confessa in un’autobiografia ripercorrendo la violenza sessuale subita a nove anni, i suoi amori, l’alcol, le difficoltà economiche e il tumore alla gola

Londra, 9 luglio 2007 - Sylvia Kristel, la protagonista del film erotico più famoso di tutti i tempi, si racconta in una autobiografia ’Undressing Emmanuelle’ ripercorrendo una vita burrascosa. L’infanzia trascorsa nello Utrecht, dove i genitori erano totalmente presi dalla gestione di un albergo, è stata segnata da una violenza sessuale a soli nove anni. Poi un altro trauma a quattordici anni quando il padre lasciò la madre per un’altra donna. Questo la spinse ancora di più verso la carriera di modella e di attrice: "Voleva, confessa, che mio padre guardasse me, prendesse atto del mio successo."

Convinta che il film non sarebbe scaduto in pornografia e d’accordo con il convivente, il poeta quarantatrenne Hugo Claus, accettò di recitare in ’Emannuelle’, un film che che gli fruttò appena tremila euro ma che la consacrò a reginetta di bellezza. Poi piantata dal fidanzato la sua vita ebbe un tracollo drastico: iniziò a bere e a vagare da amante ad amante. Fu in quel periodo che nacque suo figlio Arthur, adesso barista in un locale di Amsterdam.

Tre anni più tardi sposò un cineasta francese di nome Philip Blot ma poco dopo il matrimonio si ritrovò in casa gli ufficiali giudiziari che le pignorarono persino le foto di famiglia a causa dei colossali debiti fatti per mantenere un alto livello di vita, con limousine e chaffeur. Infine il tumore alla gola sul quale per ora ha avuto la meglio.

Ora a cinquantacinque anni si considera ’’un’attrice invecchiata, un’ artista in convalescenza e una donna finalmente in grado di mettersi a nudo’’.


IL SECOLO XIX
Si schianta con lo scooter all’uscita dalla discoteca

LA SICILIA
Alcol test per 100 automobilisti


© asaps.it
Martedì, 10 Luglio 2007
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