Martedì 11 Agosto 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida dell’8 giugno

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

LA GAZZETTA DI MANTOVA

Lettere

Alcol e giovani Se l’oste è in casa

Un’indagine condotta a Mantova tra oltre 450 studenti di scuola superiore attesta che per il 50% di loro l’alcol è un ingrediente indispensabile nel momento dell’aggregazione e del divertimento.

Oltre l’ottanta per cento dei giovani dichiara di bere perchè viene considerato "un piacere".

La Gazzetta riporta questa notizia in prima pagina come "indagine shock", ma se le stesse domande fossero state rivolte ai genitori di questi studenti, o magari ai loro insegnanti, io penso che avremmo ottenuto risultati del tutto simili.

Nella nostra cultura si consumano bevande alcoliche nei momenti di aggregazione e di festa, si beve perchè è considerato un piacere.

Non vedo nulla di cui stupirsi, i ragazzi non hanno inventato niente: riproducono quei comportamenti e quella cultura che hanno appreso dagli adulti.

Viviamo in un paese che si scandalizza perchè è quello dove è più precoce l’approccio con vino, birra e alcolici, ma ci si dimentica sempre di scrivere che il primo "oste" per i nostri bambini è quasi sempre il papà o la mamma.

Alessandro Sbarbada


IL GAZZETTINO (BELLUNO)

I carabinieri registrano una nuova tendenza da Cortina al Comelico. Ma nel week end sei automobilisti sono stati denunciati per guida in stato di ebbrezza

I controlli danno un giro di vite all’abuso di alcol 

Si registra un crollo del 60 per cento dei ritiri delle patenti nonostante le uscite con l’etilometro siano sempre numerose

Cortina

Diminuiscono i visitatori e cala il numero delle patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza, nonostante i servizi effettuati sulle strade con l’etilometro siano sempre frequenti.

Questo è quanto registrato dal comando dei carabinieri di Cortina che, con la partenza dei turisti per la fine della stagione, ha notato un forte calo nelle denunce per guida in stato di ebbrezza, danneggiamenti, segnalazioni per uso di droga, a dimostrazione che questo tipo di illeciti va di pari passo con l’esponenziale incremento della popolazione nei periodi più popolosi dell’anno.

Nei primi giorni di questa settimana, però, sono state accertate sei violazioni alla norma relativa alla guida in stato di ebbrezza alcolica, con la presentazione di altrettante denunce alla Procura della Repubblica e conseguenti ritiri di patente di guida.I sei automobilisti caduti nella rete dei controlli dei carabinieri sono di Cortina, San Pietro, Vigo, Santo Stefano e San Vito. Guidavano con un tasso alcolemico nel sangue pari ad una concentrazione dagli 1,10 grammi/litro del più "sobrio", ai 2,59, con un’età compresa tra i 23 ed i 65 anni.

Secondo i carabinieri è confortante il dato che il numero delle denunce sia in fortissimo calo, registrando circa un 60 per cento in meno rispetto agli ultimi quattro mesi del 2006. Questo in relazione al fatto che i controlli con l’etilometro sono comunque effettuati sempre in numero altissimo (con una media di quattro al giorno). La novità è che la stragrande maggioranza di questi danno risultato negativo, cioè sotto la soglia di 0,50 grammi di alcool per litro di sangue.Anche nella zona del Comelico, interessata negli ultimi mesi del 2006 da un’importante azione di contrasto a questo tipo di reato (specie dopo alcuni incidenti mortali accaduti in provincia) la media delle denunce ultimamente inoltrate in Procura è bassissima. E sempre più spesso si notano sulle strade ragazzi che si recano nei pub con autovetture con conducente, oppure locali che mettono a disposizione navette per il trasporto dei giovani in occasione di serate speciali o inaugurazioni. Simona Pacini


TGCOM

Camera: foglio rosa a sedici anni
Al volante dopo un corso pratico

La Commissione Trasporti della Camera ha approvato il disegno di legge in materia di autotrasporti merci e circolazione stradale al cui interno è contenuto un emendamento per la concessione del foglio rosa a 16 anni. I minori, stando alle nuove norme, potranno guidare solo dopo aver seguito un corso pratico e dovranno essere accompagnati da un guidatore esperto. Il provvedimento ora dovrà essere votato in aula.

Se non ci saranno intoppi, il ddl per fine anno dovrebbe diventare legge, dando un nuovo impulso al progetto della patente a sedici anni. "I minori di sedici anni possono ai fini di esercitazione guidare autoveicoli con massa non superiore alle 3,5 tonnelate purché siano accompagnati da un conducente titolare di patente B o superiore da almeno dieci anni, previo rilascio di un’autorizzazione del Dipartimento dei Trasporti terrestri e su istanza avanzata dal genitore o dal legale rappresentante", si legge nel testo.

Prima di salire in auto con il foglio rosa, il 16enne dovrà però seguire un corso di segnaletica e 10 ore di pratica in un’autoscuola. Stando ai dettagli del provvedimento, almeno quattro ore di guida dovranno essere effettuate in autostrada e due dopo il tramonto. Ma non è tutto qui. L’accompagnatore del minore, infatti, potrà essere soltanto quello indicato nell’autorizzazione e sull’auto dovrà essere esposto il contrassegno "GA", guida accompagnata.

Pesanti le sanzioni previste per i trasgressori. Chi non rispetterà le regole previste dalla norma, infatti, rischia multe molto salate e il fermo amministrativo del veicolo per almeno tre mesi. Nel ddl, inoltre, particoalre attenzione è stata poi prestata ai problemi legati alla guida in stato di ebbrezza e all’uso del telefono al volante. In questi casi, le nuove norme prevedono sanzioni molto più severe.

"Finalmente potremo avere a 18 anni neopatentati con una seria e concreta esercitazione alla guida, con consapevolezza dei rischi della strada", ha spiegato il sottosegretario a Trasporti Andrea Annunziata.


CORRIERE ADRIATICO

Studio della scuola D’Azeglio

Il consumo di alcool tra i giovani

ASCOLI - Presso la scuola media D’Azeglio, sede di Monticelli, si è concluso, con la premiazione degli studenti partecipanti, il progetto L’alcol e i giovani sperimentiamo con loro la Peer - Education. La problematica relativa all’abuso delle sostanze alcoliche è stata trattata dai docenti delle seconde in ambito curriculare, inoltre sedici studenti (quattro per ogni gruppo classe) hanno partecipato ad un percorso di formazione guidato dalla sociologa, dottoressa Paola Giorgetti, con l’obiettivo di acquisire migliori competenze relazionali. Gli studenti formati si sono successivamente confrontati con i loro compagni affrontando le tematiche relative all’abuso di alcol. Tale metodologia innovativa (verso la quale c’è molta attenzione da parte di educatori, pedagogisti ed esperti) è denominata della Peer - Education; essa nasce dal presupposto che l’educazione tra pari sia più efficace e arrivi in modo più diretto ai ragazzi. Il progetto, per chi sarà interessato, non si interrompe con l’uscita dei ragazzi dalla scuola media, ma potrà proseguire anche nella scuola superiore, utilizzando la stessa metodologia. Un’occasione per gli studenti, perché competenze già acquisite non vadano perse ed un’interessante iniziativa da portare avanti nella convinzione che, dagli sforzi profusi nell’educazione dei giovani, dipenderà una società migliore.


IL GIORNALE.IT

Il Dom Café e l’abuso di superalcolici

di Redazione

Il Dom Café in corso Como, 02.29017379, aperto tutti i giorni dalle 7 del mattino alle 3 di notte, è un piccolo locale bomboniera al centro di una delle vie più mondane della città, che spazia dalla colazione, al pranzo, dall’aperitivo con buffet di piatti caldi e freddi, dalle 17 alle 21.30, al dopo cena, al dj set tutte le sere, tra musica anni Ottanta il martedì, brasiliana il giovedì, con staff a tema - le serate di punta del locale - oppure hip hop, r’n’b e house commerciale. È la tappa di molti, prima di andare in discoteca, i cocktail- all’aperitivo 7 , dopo 8 - vengono serviti anche in enormi vasi jumbo, per 8 persone, ma non mancano i ciupiti al metro, serviti su assi di legno con shot di vodka, rum, tequila. Il Dom Caf~ promuove l’iniziativa “Troppo alcol uccide”, da un’idea di uno dei soci, Marco De Padova, per sensibilizzare i giovani sull’eccessivo consumo di alcol è l’avviso che si legge sui bicchieri destinati a cocktail e long drink, perché bisogna scoraggiare l’abuso e il consumo sconsiderati e affidarsi a barman professionisti.


IL GAZZETTINO (TREVISO)

Razzismo: è un termine impegnativo ...

Razzismo: è un termine impegnativo e sovente abusato.

Una commessa è maleducata? Viene giustamente licenziata, però, se è una ragazza di colore, il legittimo esercizio di un diritto da parte del datore di lavoro diviene "razzismo". In una sagra paesana un nonnetto, magari un pochino alticcio, insiste perchè dei bambini mangino un panino con il salame: a tutto voler concedere potrebbe trattarsi di maleducazione, ma se i bambini sono di religione islamica diviene "razzismo". (*)

È evidente la banalizzazione, ma anche la strumentalizzazione, di una parola che sottende questioni assai serie e che affonda le proprie radici nella storia stessa dell’umanità. Si può anzi dire che il "razzismo" sia un fenomeno antico quanto la politica, poichè capace di rinsaldare il gruppo sociale in nome della sua identità etnica contro un presunto nemico.

La cultura greca è tutta permeata da motivi razzistici, poichè in essa domina la netta contrapposizione tra Europa ed Asia. Nel mondo romano vi sono rilevanti fenomeni di "razzismo": forte è il disprezzo verso i barbari. Nell’era moderna si apre in Francia un dibattito sull’antica costituzione francese, tutto fondato sul principio razziale. Tra ’800 e ’900 le teorie razzistiche si consolidano.

Dopo lo sterminio degli ebrei, ma anche di zingari, di omosessuali, di dissidenti politici, che ha fatto domandare al filosofo Hans Jonas quale possa essere "il concetto di Dio dopo Auschwitz", per stroncare dialetticamente un qualsiasi contraddittore è sufficiente tacciarlo di "razzismo".

Però, ci si domanda, è forse "razzista" rivendicare la propria autenticità storica e culturale? L’orgoglio della propria storia è, quindi "razzista"? È facile rispondere che comprensione e tolleranza non significano passività, nè si identificano con una resa incondizionata a quella che è stata significativamente definita la "cultura del piagnisteo" od anche la "Tirannia della penitenza".

(*) Nota: non è difficile scoprire dove si annida il razzismo. È sufficiente domandarsi quale sarebbe la nostra reazione se il protagonista fosse uno straniero. Ad esempio cosa accadrebbe se ad una sagra di paese un anziano marocchino alticcio offrisse un panino a dei bambini? Lo vedremmo ancora come un simpatico nonnetto?


 

IL GAZZETTINO (PORDENONE)

Nei primi mesi dell’anno aumentate del 35 per cento le sanzioni per guida in stato di ebbrezza 

Ubriachi al volante, è allarme 

L’ultimo episodio l’altra sera. Preso uno straniero dopo l’inseguimento

Pordenone

Allarme alcol sulle strade cittadine. Basta un dato per capire che il fenomeno in città sta rischiando di diventare una vera e propria emergenza: nei primi cinque mesi dell’anno (rispetto allo stesso periodo del 2006) si è verificato un incremento del 35 per cento di denunce per guida in stato di ebbrezza. I numeri arrivano dal Comando della Polizia Municipale e sono sicuramente indicativi per capire che la situazione nel capoluogo non è certo da sottovalutare. Tanto per dare una indicazione c’è subito da dire che da gennaio a maggio sono stati 12 gli automobilisti fermati dagli agenti della Polizia municipale e denunciati perchè trovati alla guida con un livello alcolico superiore a quello previsto dalla legge. C’è da dire che a questi numeri sono da aggiungere quelli che arrivano da Polizia e Carabinieri.


IL GAZZETTINO (TREVISO)

Scocca l’ora del pattuglione della ...

Scocca l’ora del pattuglione della polizia locale: l’unità speciale di controllo per la sicurezza sulle strade del comune di Treviso riprende stasera l’attività con la prima di una serie di 16 uscite previste per i mesi estivi con il progetto "estate sicura". Sotto controllo le due principali cause degli incidenti in provincia: l’eccesso di velocità e la guida in strato di ebbrezza.

Il pattuglione è composto di sei agenti, due dei quali saranno in sella alle loro moto. I controlli inizieranno alle 22 e termineranno alle 4 del mattino seguente, e si terranno alternativamente al venerdì o al sabato. Nella notte del fine settimana che vedrà il pattuglione operativo sulla strada ci sarà anche una pattuglia dalle 20 alle 2; mentre nella notte senza pattuglione, in ogni caso, ci saranno due pattuglie in attività dalle 20 alle 2. Sono previste inoltre quattro uscite speciali del nucleo di Polizia annonaria, dalle 22 alle 4, per controllare i locali pubblici.

«Anche quest’anno partiamo con l’attività di controllo mettendo in campo il pattuglione della Polizia locale nei fine settimana - ha dichiarato l’assessore alla Sicurezza Giorgio Gaio -. Anzi, è meglio dire che la loro attività si svolgerà prevalentemente nei fine settimana, visto che potrebbe capitare di incontrarli anche nei giorni infrasettimanali, possibilità che valuteremo di volta in volta, a seconda delle esigenze. Potremmo dire che ci saranno dei pattuglioni a sorpresa». L’effetto sorpresa si limiterà però al giorno scelto, non alle modalità dell’appostamento: «Non staranno certo dietro ad una colonna, ma saranno visibili a lato della strada, perché il nostro obiettivo è la prevenzione, non la repressione».

A seguire l’attività dei pattuglioni, oltre a Gaio, sarà il comandante facente funzione della Polizia locale, Federica Franzoso. Dall’assessore alla Sicurezza un ringraziamento ai vigili: «L’invito a mettere in atto questa forma di prevenzione è stato rivolto a tutti i comuni dal Comitato per la sicurezza della Prefettura. Noi siamo presenti e ci dimostriamo all’altezza del compito. Per questo devo ringraziare il corpo dei vigili, che anche quest’anno ha dato disponibilità per quest’attività impegnativa e pesante. Nessuno si è tirato indietro».

Marco Gasparin


IL MATTINO (AVELLINO)

«La prevenzione non si fa con gli autovelox»

AMEDEO PICARIELLO
«La vera prevenzione contro gli incidenti stradali e le stragi del sabato sera non si fa con gli autovelox. Al contrario, questi aggeggi servono solo a far fare cassa per i comuni». La critica severa è di Domenico Cerullo (nella foto piccola), professore, da decenni in prima linea nei progetti di educazione stradale, autore di libri ed opuscoli, animatore ed ideatore di campagne di sensibilizzazione attraverso convegni, spot televisivi, manifesti. Allora professore, perché critica i comuni irpini sulla prevenzione stradale? «Per il semplice fatto che pensano esclusivamente a fare cassa con gli autovelox. Certo, l’aspetto sanzionatorio esercita un’influenza sugli utenti della strada. Ma sono sempre di più convinto, però, che la corsa delle amministrazioni comunali a dotarsi degli autovelox abbia un solo scopo: fare cassa attraverso le multe quando, invece, si potrebbe incidere seriamente sulla prevenzione in altri modi». Quali? «Anziché acquistare gli autovelox, i comuni farebbero bene a dotarsi degli etilometri. Oggi il 50% degli incidenti stradali è provocato dall’abuso di alcol. Questa sì, che sarebbe vera prevenzione». Perchè non lo fanno? «Perchè costa fatica ai vigili e s’incassa di meno. Meglio piazzare un autovelox, magari nascosto, e rimpinguare le casse comunali». Cosa propone? «Capillari e costanti compagne di sensibilizzazione. La comunicazione rappresenta l’elemento essenziale per arrivare ai nostri giovani. Penso soprattutto a spot televisivi. Ed ora che le scuole sono chiuse, mi sento di proporre di inserire in tutte le manifestazione estive, anche le sagre, momenti di discussione su questi temi. Parlare, confrontarsi: così si fa prevenzione, perché sulle strade esistono tanti rischi. Lo sa quanti pedoni ogni anno muoiono perché investiti da auto di passaggio? Sono migliaia solo in Italia. Vanno bene le rotatorie e gli altri interventi di messa in sicurezza degli svincoli pericolosi, ma qui si dimentica l’ordinario: strisce pedonali cancellate, segnali divelti, frascame che impedisce la vista». La patente a punti sembra aver contribuito al calo del numero di incidenti. È ancora così? «Purtroppo no. Il provvedimento è stato efficace solo nella fase iniziale. Insisto: i ragazzi di 17, 18 anche di 20 anni non sono realmente consapevoli dei rischi cui vanno incontro. Ecco perché occorre responsabilizzarli». 


 

AGI

UBRIACO IN CLASSE: SEVERE SANZIONI PER LUI E COMPAGNA DI CLASSE

Sanremo (Imperia), 7 giu. - Si preannuncia un fine anno scolastico da dimenticare per lo studente sanremese di 16 anni che ieri mattina, durante l’ora di lezione, si e’ scolato una bottiglia di gin finendo al pronto soccorso quasi in coma etilico. Oggi, infatti, il Consiglio disciplinare del suo Istituto scolastico, il liceo della comunicazione "Mater Misericordiae", ha disposto severe sanzioni disciplinari per lui e per una sua compagna di classe che gli avrebbe offerto il liquore contenuto in una bottiglia dell’acqua minerale. Il contenuto dei provvedimenti non si conosce ancora, in quanto si attende la comunicazione ufficiale alle famiglie dei due giovani studenti. Secondo quanto ricostruito in queste ore non si tratterebbe, dunque, di un caso di bullismo ma di "scemismo" come lo ha ironicamente bollato il provveditore agli studi, Maria Grazia Giuganino. Per quanto riguarda i provvedimenti disciplinari si parla di un basso voto in condotta che verra’ poi analizzato dal Consiglio di classe al momento di elaborare il rendimento dei due alunni. (AGI)


IL GAZZETTINO (PORDENONE)

Nei primi mesi dell’anno c’è stato un incremento del 35 per cento di patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza 

Allarme alcol sulle strade cittadine 

Il comandante della polizia municipale: «Situazione preoccupante perchè crea pericoli a tutti»

Allarme alcol sulle strade cittadine. Basta un dato per capire che il fenomeno in città sta rischiando di diventare una vera e propria emergenza: nei primi cinque mesi dell’anno (rispetto allo stesso periodo del 2006) si è verificato un incremento del 35 per cento di denunce per guida in stato di ebbrezza. I numeri arrivano dal Comando della Polizia Municipale e sono sicuramente indicativi per capire che la situazione nel capoluogo non è certo da sottovalutare. Tanto per dare una indicazione c’è subito da dire che da gennaio a maggio sono stati 12 gli automobilisti fermati dagli agenti della Polizia municipale e denunciati perchè trovati alla guida con un livello alcolico superiore a quello previsto dalla legge. C’è da dire che a questi numeri sono da aggiungere quelli che arrivano da Polizia e Carabinieri. Una stima - anche se approssimativa parla complessivamente - solo sul territorio cittadino - di circa 60 automobilisti "beccati" positivi all’etilometro.

«Il problema più grave - spiega il comandante della Polizia municipale, il colonnello Arrigo Buranel - è che in queste situazioni l’auto alla cui guida c’è una persona che ha abbondato di alcol, può diventare una vera e propria mina vagante che mette tutti in pericolo, altre vettura, ciclisti e pedoni». C’è un altro dato da segnalare: le sanzioni sono in maggioranza elevate a cittadini pordenonesi con una età che varia dai 25 ai 65 anni, anche se non mancano stranieri che fanno largo uso di alcol e poi si mettono al volante. «Per quanto ci riguarda - va avanti Buranel - noi facciamo controlli costanti e molto accurati su questo fronte perchè - come ho detto - la guida in stato di ebbrezza rischia di diventare una vera emergenza». Gli ultimi casi sono accaduti proprio l’altro ieri. Alle 11.30 del mattino una pattuglia dei vigili ha fermato in via Oberdan un pordenonese di 58 anni, G.C. perchè percorreva zigzagando. È bastato l’esame con l’alcol test per accorgersi che i livelli di alcol nel sangue erano a 1.21 microgrammi per litro. Il massimo consentito è 0.50. Sequestro dell’auto, ritiro della patente e denuncia. Ancora più serio l’episodio accaduto in serata. Alle 22 è stato intimato l’alt ad un ghanese di 30 anni, P.K. che anzichè fermarsi è scappato. Dopo un inseguimento lungo tutto il ring e grazie all’ausilio di una pattuglia della Polizia, l’uomo è stato fermato sulla Riviera del Pordenone. Anche in questo caso il livello di alcol era ben superiore a quello consentito, 1.28.

Ma se la guida in stato di ebbrezza resta un serio problema, anche la velocità non è certo da sottovalutare. «Nonostante tutti gli appelli - conclude il comandante Arrigo Buranel - sono ancora molti quelli che corrono sulle strade cittadine ben oltre i limiti consentiti. Anche in questo caso non è per nulla vero che lo fanno di notte, anzi. Il maggior numero di contravvenzioni avviene di giorno, soprattutto la mattina dopo le 10 e nel pomeriggio prima dell’ora di punta». Un dato? Sempre nei primi cinque mesi dell’anno le sanzioni elevate per eccesso di velocità sono state 205 e ben 32 patenti ritirate. Pure per questi dati vale lo stesso discorso di prima e cioè che sono da aggiungere le multe comminate da Polizia e Carabinieri.

Loris Del Frate


IL GAZZETTINO (TREVISO)

E UN BARISTA PAGA PER AVERE DATO DA BERE A UBRIACHI 

Mostra il sedere a una ragazzina: a processo

Vittorio Veneto

(l. a.) Ha pagato 1.315 euro allo Stato per estinguere il reato di somministrazione di bevande a ubriachi. Ha scelto la via dell’oblazione il 34enne vittoriese Denis Della Giustina, finito sul banco degli imputati con l’accusa di avere versato a due clienti palesemente alticci bevande alcoliche il 4 febbraio dell’anno scorso all’interno del "Niki Bar" di piazza Fiume 49, in pieno centro a San Giacomo. Della Giustina ha oblato, cioè versato nelle casse statali 1.291 euro (più altri 24 di spese) e il reato di cui era imputato è stato così estinto dal giudice di pace Gianni Bottoli, che ha verificato l’avvenuto pagamento nell’udienza di ieri.

Lo stesso magistrato ha autorizzato la citazione dei testimoni, per l’udienza che si terrà il 5 luglio, nella causa che vede il 38enne vittoriese L. C. imputato di atti contrari alla pubblica decenza: l’uomo deve rispondere di essersi abbassato i pantaloncini jeans che indossava, esibendo il sedere agli occhi della 27enne P. B., che il 16 agosto 2003 passeggiava con la nipotina in via Cavour. E’ probabile che la vicenda dovrà essere chiarita attraverso il dibattimento, cioè l’audizione dei testi.


IL GAZZETTINO (TREVISO)

Fresco di etichettatura, è pronto ...

Fresco di etichettatura, è pronto ad essere gustato e commercializzato il nuovo vino "made in Scuola Enologica". Si è tenuta l’altro ieri all’Itas "Cerletti" di Conegliano (ovviamente nell’aula degustazioni) la presentazione del nuovo speciale vino liquoroso prodotto dalla cantina del glorioso istituto, presenti l’assessore provinciale all’agricoltura Marco Prosdocimo e Loris Balliana, assessore comunale alla cultura uscente e forse anche entrante. Il nuovo vino, hanno spiegato i docenti della Scuola Enologica, è ottenuto da uve Manzoni - Moscato incrociando Moscato d’Amburgo e Raboso. Vinificato in bianco, la fermentazione viene arrestata aggiungendo alcol fino a 16 gradi. Tipico è il colore rosato dai riflessi violacei. Il vino è inoltre caratterizzato dai profumi del mosto.

Coltivato nei terreni della scuola ormai dal 1999, dopo la sperimentazioni degli anni precedenti si è ora arrivati alla fase della commercializzazione: già 4.000 le bottiglie riempite con 15 ettolitri di vino. Quando sarà riconosciuta come Manzoni Liquoroso, la nuova "creatura" del Cerletti si chiamerà molto probabilmente Manzoni Rosato. "Questo nettare potrebbe diventare il simbolo di Conegliano e del territorio, ed entrare a pieno titolo nel mondo del liquoroso fresco non passito, molto ricercato dai consumatori" ha affermato Balliana, mentre per Prosdocimo "la nuova produzione è un bel traguardo per la sperimentazione della Scuola Enologica, che si conferma all’altezza della fama del prof. Luigi Manzoni". Fu proprio quest’ultimo, infatti, a creare le rinomate qualità di vite che portano il suo nome: Manzoni bianco, rosa, moscato e Incrocio Manzoni 2 - 15. La produzione del nuovo liquoroso è in predicato di diventare "Igt" nel 2008, e "Doc" in un futuro che si spera prossimo.

Luca Anzanello


IL GAZZETTINO (PORDENONE)

ALCOLTEST E PATENTI RITIRATE

Le denunce dei vigili urbani per guida in stato di ebbrezza sono state 12. A queste si devono aggiungere quelle di polizia e carabinieri. Complessivamente - solo sulle strade cittadine - si arriva a circa 50. Gli ultimi due casi si sono verificati l’altro ieri. Da registrare un aumento di circa il 35 per cento.


IL GAZZETTINO (ROVIGO)

TRIBUNALE

«Papà picchiava la mamma, spesso ci siamo finiti in mezzo anche noi»

«Papà picchiava spesso la mamma, soprattutto quando era ubriaco. A volte ci siamo finiti in mezzo anche noi». Sono parole pronunciate in udienza dai figli dell’uomo accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

Ieri al tribunale di Rovigo si è celebrata una fase del dibattimento che vede sul banco degli imputati un uomo di Villadose. A deporre sono stati chiamati i figli, una ragazza di 16 anni e un ragazzino di 13. I due giovani sono stati lucidi nell’esporre i propri resoconti, lasciando però trasparire dalle loro parole il disagio per una situazione che ha sfasciato la loro famiglia e ha creato dolore a loro stessi e alla madre.

A salire per prima sul banco dei testimoni è stata la 16enne. «Mamma e papà non andavano d’accordo - ha spiegato al giudice Rossella Materia - lui spesso si arrabbiava, aveva reazioni violente, sbatteva i pugni sul tavolo, rompeva piatti e ogni altro oggetto che gli capitava sotto mano». Poi la descrizione dei maltrattamenti fisici. «Soprattutto quando era ubriaco diventava violento. Papà picchiava la mamma, a volte anche me, più di qualche volta mi sono presa schiaffi. Ma la mamma veniva colpita anche con calci e pugni». In un’occasione la furia del marito è stata tale da mandare la moglie, dalla quale adesso è separato, all’ospedale. «Dopo un litigio - ha continuato la giovane - la mattina successiva mia mamma è dovuta andare all’ospedale, aveva forti dolori a una spalla e un occhio livido».

Poi è stato chiamato a deporre il fratellino di 13 anni che ha risposto alle domande del pubblico ministero Silvia Ferrari. «Papà - ha raccontato - litigava spesso con la mamma, si arrabbiava anche con me. Qualche volta mi sono messo in mezzo per cercare di separarli, per difendere la mamma. In un’occasione sono stato spinto via in cucina perché volevo proteggerla e mi ero frapposto fra lei e mio padre».

Anche il 13enne poi ha confermato la circostanza in cui la madre è stata pestata con calci e pugni che le hanno causato un’evidente ferita a un occhio. Deposizioni durate pochi minuti, ma che hanno reso pubblico un dramma familiare, una storia di violenza che i figli hanno detto essere terminata «solo quando mamma ha deciso di sporgere denuncia».

Il giudice, infine, ha fissato l’udienza per la discussione e la sentenza per il 2 luglio prossimo.

A.G.


IL TEMPO

Omicidio in famiglia

DUE colpi al torace, impugnando un coltello o le forbici da cucina, e un terzo alla base del collo, letale. È il tragico epilogo di una lite familiare: Giuseppe Nino Canestrale, 54 anni, è morto nella sua abitazione a Montesilvano. Ad ucciderlo, secondo gli investigatori, è stato Massimiliano Di Pietro, figlio trentottenne della sua convivente. Quest’ultima è invece indagata per concorso in omicidio volontario. La donna ha raccontato che Canestrale era solito abusare di alcol. E quando alzava il gomito la picchiava. Lo avrebbe fatto anche la scorsa notte.


LA GAZZETTA DI PARMA

Ubriaco al volante uccise un’impiegata un anno e 10 giorni

PATTEGGIA 70ENNE REGGIANO

GUP PATTEGGIA 70ENNE REGGIANO Ubriaco al volante uccise un’impiegata un anno e 10 giorni II Era completamente ubriaco il conducente della Volvo station wagon che causò la morte - nel­l’ottobre di tre anni fa - di Liviana Azzali, 40 enne impiegata par­migiana, rimasta uccisa mentre rientrava a Parma lungo la via Emilia, a circa cento metri dal­l’abitato di San Prospero. Uccisa in uno schianto frontale con una Volvo impazzita dopo un sorpas­so sbagliato nella strada affollata d’auto. Ieri il conducente della Volvo - A. continua... 


 

AFFARI ITALIANI (ONLINE)

Un viaggio attraverso la Milano ’’nascosta’’. Guida d’eccezione Roberto Reira, ex clochard

Venerdí 08.06.2007 L’appuntamento è alle 20.30 al Parco Sempione, nel cuore di Milano, accanto al Museo della Triennale. Sarà lì che sabato 9 e mercoledì 14 giugno Roberto Reira, ex clochard, attenderà i viaggiatori che vorranno scoprire con lui una città mai vista, "la città dei senza dimora".

Una visita guidata per cui l’itinerario non conta (e per questo resterà segreto fino all’ultimo, ndr): si abbandonano infatti le mete classiche come l’Arco delle Pace, il Castello Sforzesco e l’Arena per ammirare angoli e scorci visti attraverso gli occhi di un "altro". L’appuntamento, gratuito e su prenotazione, si ripeterà anche sabato 9 giugno alle ore 17.30 e giovedì 14 alle ore 20.30. È un’iniziativa promossa da "Quelli della notte", la rete di associazioni che ogni anno il 17 ottobre, in occasione della giornata Onu contro la povertà, organizza "la Notte dei senza dimora". Tra loro Insieme nelle Terre di mezzo onlus, Cena dell’Amicizia e la Ronda della carità.

Roberto Riera ne ha di cose da raccontare. Quarantadue anni, ex senza dimora, interista sfegatato, ha accettato di guidare coloro che parteciperanno alle "Visite guidate alla città nascosta". Ma per il giornale di strada "Terre di mezzo", in uscita a giugno, ha deciso di parlare anche di sé. “Sono cresciuto a Napoli con mia nonna e mio nonno, che faceva il pescatore -ricorda Roberto-. Quando è morto sono tornato a Milano e mi hanno mandato al collegio dei frati dell’Istituto San Vincenzo".

Una permanenza durata poco: alle regole dell"istituto Roberto preferisce quelle della strada. “Sono scappato e ho cominciato a vivere fuori - prosegue -: prima ho dormito sui treni, poi al parco Sempione. Andavo a mangiare alle mense dei poveri, portavo i capelli rasta, e suonavo i bonghi djembé all’anfiteatro del parco. Qualche volta sono finito anche a San Vittore, ma solo per qualche giorno. Sulla strada ti senti libero, ma sei sempre solo”. Un senso di solitudine a volte insopportabile, che Roberto cerca di superare con un aiuto: l’alcol. Una falsa ancora di salvezza, che ha rischiato di trascinarlo davvero fino in fondo. Finché, dieci anni fa, ha fatto un incontro che gli ha cambiato la vita: “Suor Isella e la signora d’Angelo della Caritas di Sant’Ambrogio, dov’ero andato per chiedere dei soldi, mi hanno preso a cuore e mi hanno affidato a un assistente sociale”.

Di sera, Roberto si abitua poco per volta ad andare al dormitorio comunale di viale Ortles (“ci ho messo otto mesi a imparare a farmi il letto”, ammette), di giorno inizia a seguire gli incontri del Centro alcolisti in trattamento dell’Asl grazie ai quali, non senza ricadute, riesce a risalire la china e a trovare un lavoro alla cooperativa Farsi Prossimo. Oggi recita nella compagnia “Provvisoriamente Magengo”, composta da attori ex alcolisti dell’Ospedale Santa Marta di Rivolta d’Adda e talvolta fa testimonianze contro l’alcol fuori dalle discoteche. Impegni che si aggiungono al lavoro di tutti i giorni che condivide con don Virginio Colmegna e don Massimo Mapelli alla Casa della Carità, che è un po’ anche casa sua. In attesa di un alloggio comunale, dove finalmente fissare una dimora per la vita. Per informazioni, consultare il sito: www.terre.it.


L’ADIGE

Pompiere «brillo» al volante, udienza rinviata

PERGINE - Udienza rinviata ieri 7 giugno dal giudice di pace per il pompiere pizzicato giorni fa a guidare in stato di ebbrezza. S’è presentato davanti al giudice Raffaello Sanpaolesi per sostenere il ricorso presentato per ottenere la restituzione provvisoria della patente che gli era stata ritirata il 30 maggio scorso da una pattuglia del nucleo radiomobile di Trento in servizio in città. Udienza rinviata a data da destinarsi per incompletezza della documentazione. Sul tavolo del giudice ancora non era pervenuto il decreto di sospensione del Commissariato del governo.


  LA PROVINCIA DI LECCO
In breve

OLGIATE israeliano in manette (l. per) Un israeliano di 34 anni con casa ad Olgiate, è stato arrestato dai carabinieri di Vimercate per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Martedì sera si trovava alla stazione di Carnate, ubriaco, ed al controllo dei militari ha reagito con violenza scaraventando a terra uno dei militari.

(…)


LA PROVINCIA DI SONDRIO

Spaventava la folla con un’arma giocattolo alla festa del 2 giugno Obbligo di firma all’uomo arrestato per la pistola in piazza

(r.c.) È stato scarcerato ieri, anche se resta sottoposto all’obbligo di firma alla caserma dei carabinieri, l’uomo arrestato sabato sera dalla polizia per aver seminato il panico in piazza Garibaldi con una pistola giocattolo. Pierluigi Nobili, sondriese di 33 anni, era stato avvicinato da due agenti della volante che alle 22 di quella sera erano lì per godersi la festa all’aperto per la Repubblica. Ieri mattina il gip Pietro Della Pona ha sentito l’indagato nell’ambito dell’interrogatorio di convalida dell’arresto. Vista la situazione e la non eccessiva pericolosità di Nobili, a suo carico il gip ha disposto la misura dell’obbligo di firma. Era ubriaco quando si è avvicinato all’ambulanza della Croce sventolando la pistola, puntandola ripetutamente contro la folla e seminando il terrore. Senza perdere tempo i due agenti hanno chiesto l’intervento dei colleghi della volante. Approfittando di un momento di distrazione dello scalmanato, sono riusciti a piombargli addosso e a disarmarlo strappandogli di mano la pistola. Soltanto così è stato possibile accertare che si trattava di un’arma giocattolo priva del tappo rosso obbligatorio per legge. Oltre a un colpo a salve in canna, l’arma ne conteneva altri quattro nel caricatore.


 

BLOGOSFERE

Guida ubriaco la sedia a rotelle della madre

Era andato al pub per un paio di birre. E per evitare l’ennesima multa per guida in stato di ebbrezza, Patrick Shanahan aveva deciso di guidare la sedia a rotelle a motore della madre invalida. Ma mentre si dirigeva verso casa, ubriaco, Patrick Shanahan è stato fermato da una macchina della polizia che a sirene spiegate gli intimava di fermarsi e accostare. Il giudice della corte provinciale dell’Ontario, David Wake, ha dichiarato che Shanahan ha un problema con l’alcol e è consapevole di rappresentare un pericolo sulla strada per sé e per gli altri. Shanahan, che si autodefinisce alcolizzato e ha affermato di aver bevuto tre birre, quando è stato fermato aveva un livello di alcol nel sangue quattro volte superiore al limite consentito. La sedia a rotelle è stata poi trasportata a casa con un rimorchio.

«Non ho bisogno di patente per guidare una sedia a rotelle, né di targa o assicurazione - ha dichiarato il 35enne, dopo che le accuse sono state confermate nel tribunale di Brampton - dunque, come posso essere accusato di guida pericolosa?».

L’uomo ha ricevuto una multa di 600 dollari e non potrà guidare nessun veicolo a motore per un anno, e’ stato sottoposto a libertà vigilata per 18 mesi e è stato obbligato a sottoporsi a terapia psichiatrica per abuso di alcol.


AFFARI ITALIANI (ONLINE)

Paris Hilton/ L’ereditiera spacca l’America dopo l’immediata scarcerazione. Le organizzazioni per i diritti civili: rispeditela dietro le sbarre

Paris Hilton/ L’ereditierà dopo tre giorni è gia fuori dal carcere: motivi di salute 

Paris Hilton spacca l’America. Potrebbe essere altrettanto breve, quanto lo era stata la detenzione, la scarcerazione-lampo dell’ereditiera, rilasciata ieri per non meglio specificati motivi di salute dopo appena tre giorni in cella (su 23 che doveva fare): se il procuratore di Los Angeles, Rocky Delgadillo, aveva subito stigmatizzato la mancata osservanza di "giustizia ed eguaglianza" nel trattamento riservato alla video-ereditiera, il capo della Procura Penale della megalopoli californiana, Jeffrey Isaacs, ha poi presentato ricorso davanti al giudice competente per il caso, Michael Sauer, sottolineando che spetta alla magistratura "decidere se la signorina Hilton debba essere liberata in anticipo o meno", e non all’ufficio dello sceriffo della contea losangelina, che aveva invece concesso gli arresti domiciliari alla salottiera miliardaria e aspirante starlette.

LE PROTESTE - Tra le proteste delle organizzazioni per i diritti civili e dei blog su Internet, Isaacs ha altresì chiesto che la 26enne proprietaria dell’omonima catena alberghiera sia rispedita dietro alle sbarre del ’Century Regional Detention Facility’ di Lynwood, dove lunedì di buon’ora era entrata con gran battage di mass media, per espiare una condanna a 23 giorni di prigione per guida senza patente e in stato di ubriachezza, reato di cui è recidiva; pena già scontata rispetto ai 45 giorni inflitti in origine.

Il procuratore capo ha in particolare impugnato il fatto che lo sceriffo abbia autorizzato Hilton a tornarsene a casa, sorry, in villa dopo averne assicurato la localizzabilità mediante l’applicazione di una cavigliera elettronica: strumento il cui uso era stato espressamente vietato da Sauer.


TGCOM

William, 1.200 euro in alcolici
Il principe fa la spesa per commilitoni

Quattro carrelli della spesa colmi di alcolici, per un ammontare di 1.200 euro. E’ questo il prezzo pagato alla cassa da William d’Ighilterra, risoluto nel voler regalare ai suoi commilitoni una serata "come si deve" davanti alla televisione. Per la partita di calcio Inghilterra-Estonia, il principe ha fatto entrare nella caserma di Bovington litri di vodka, rum, vino e birra. Tre a zero per gli anglosassoni.

Il tabloid britannico The Sun assicura però che William non ha certo consumato tutto il contenuto delle bottiglie da solo, ma la sua "spesa alcolica" ha lasciato stupefatte non poche persone.

Il sottotenente Windsor e due commilitoni si sono limitati a fare gli acquisti per la mensa ufficiali, organizzando una serata tutta all’insegna del pallone. Dopo la rottura con Kate Middleton William ha iniziato a seguire un basso profilo, trascorrendo gran parte delle sue serate in caserma.

Il figlio di Carlo si concede tuttavia qualche puntatina nei night, in particolare al Mahiki. Ma mai in compagnia di ragazze: accanto a lui solo i bodyguard. C’è da immaginare dunque che se il tenore delle sue serate è questo, una birretta o un buon bicchiere di rum possano servire. E intanto non si scioglie il mistero sulla sua amicizia con Kate Middleton, con cui sarebbe in rapporti molto, molto stretti.


Il Cittadino

Consumatori in prima linea contro l’abuso: un volumetto per chi alza troppo il gomito

Presentato lo strumento che può salvare la vita a tanti giovani che pensano di aver bevuto poco e invece sono già a rischio

La Nazione (Siena)

DOPO L’AVVIO del progetto Zerogradi , destinato ai più giovani per fronteggiare...

La Nazione (Lucca)

Viaggiavano ubriachi al volante Ritirate tre patenti di guida

Corriere di Bologna

Ubriaco, aggredisce coppia Arrestato studente francese

Corriere del Veneto

Spritz e degrado al Portello, residenti in rivolta

Il Resto del Carlino (Rovigo)

DROGA e alcol circolano tra gli studenti di Rovigo in misura sconcertante. Se il ...

Il Messaggero Veneto

ubriaco, ignora i semafori

alcol e droga, troppe vite a rischio

La Nuova Ferrara

alcol e droghe, giovani a rischio

Il Giorno (Bergamo - Brescia)

Un test anti-droga per strade sicure Controffensiva con due nuovi mezzi

Il Messaggero Veneto

due giovani su tre bevono: campagna per la guida sicura

L’Eco di Bergamo

Sabato, 09 Giugno 2007
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