Domenica 25 Ottobre 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 25 maggio 2007

A cura di Alessandro Sbarabasa e Roberto Argenta

L’ALCOL

Calliano, una festa a tutta birra

CALLIANO - Scatta questa sera il lungo week-end della «Festa della Birra» presso il Parco Europa, promosso dall’assessorato alla cultura e dal Comitato Calliano Iniziative, che precede alcuni intelligenti provvedimenti atti a sensibilizzare e prevenire i rischi dovuti ai problemi derivanti dall’alcool: «Abbiamo istituito un servizio di bus navetta gratuito dalle 21 all’una di oggi e domani da Rovereto (Stazione autocorriere) a Calliano e ritorno - ricorda il vicesindaco Lorenzo Conci - e grazie alla collaborazione con il Corpo intercomunale di Polizia Municipale della Vallagarina verrà garantita la presenza di una pattuglia dei vigili presso il tendone delle feste con etilotest per permettere a tutti di conoscere il proprio limite ed evitare di mettersi alla guida in caso di limite superiore; assieme ai tipi di birra classica, verrà proposta la birra "light", che che anziche i soliti 5,5 gradi (ed oltre) ha una gradazione di 2,9 gradi». Questa sera il programma prevede «Caliam Rock», concerto con «Food & soul e Yellow Snow», domani sera «Fronte del Blasco» (tributo a Vasco Rossi), domenica sera ballo e musica a 360° con il duo «D&D» (Denise e Luca Drago). Altra novità di questo week-end (domani) è il Mercatino dell’usato, che avrà luogo il quarto sabato di ogni mese, nel centro di Calliano: Piazza Italia e via Valentini da Piazza Italia fino alla Chiesa di San Lorenzo con un massimo di 50 partecipanti, con orario dalle 7.30 alle 18; l’assegnazione dei posteggi verrà effettuata dal Corpo Intercomunale della Polizia Municipale. G. L.


TRENTINO

Rotto il fronte dei comuni lagarini e senza nemmeno parlarne prima 

«Una bestemmia la festa della birra» 

Berlanda (alcolisti) contro Calliano: «Soldi pubblici per fare danno» 

MARCO GUIDOTTO

ROVERETO. «Una bestemmia». Il presidente dell’Acat Vallagarina Franco Berlanda definisce così l’iniziativa del vicesindaco di Calliano Lorenzo Conci, che ieri ha annunciato di voler ignorare il patto anti-alcol firmato da tutti i sindaci lagarini. E che metteva in atto tutta una serie di iniziative contro l’abuso di alcolici nelle feste di piazza. «Non si tratta di fare del proibizionismo. Si tratta di fare qualcosa di concreto per sensibilizzare i cittadini su una problematica concreta, e ancora sottovalutata».

L’iniziativa del Comune di Calliano non va giù al presidente dell’Acat Franco Berlanda, da anni impegnato in prima linea sul tema: «Contesto la decisione nel metodo e nel merito». Il metodo: «Il Comune ha dimostrato di essere del tutto incoerente. Prima aderendo al progetto, di comune accordo con tutti gli altri comuni. E poi, senza avvisare nè concertare, facendo retromarcia. La nuova amministrazione aveva tutto il tempo di abbandonare il progetto, legittimamente. Ma con tempi e modalità diverse. Non adesso che i cartelli del protocollo sono già affissi».

 Il merito: «Il vicesindaco Conci sostiene che per alcol non è mai morto nessuno? Ma lo sa il vicesindaco che per alcol ogni anno, solo in Italia, muoiono 40 mila persone?». E proprio su questo punto lo stesso Conci ieri ha voluto precisare: «Non ho detto che l’alcol non può portare a gravi conseguenze per la salute. Ho detto che un conto è l’alcolismo, un altro chiaramente la sbornia di una sera, comunque deprecabile».

 Berlanda tuttavia ragiona sul tema a più ampio raggio: «Il problema alcol oggi riguarda sempre più giovani. E qualcosa occorre fare. Proibizionismo? Macchè proibizionismo. Qui c’è semplicemente la volontà di Comuni, servizio alcologia e Acat di porre all’attenzione del cittadino questo tema. E, perchè no, di chiedere per questo aiuto anche ai Comuni. Le feste di piazza sono pubbliche. E allora qualcuno, altrettanto legittimamente, può chiedersi: perchè devo finanziare con i miei soldi feste dove spesso i ragazzi vanno non per divertirsi, ma per fare a gara a chi beve di più? Le finanzio sì, volentieri, ma se si mettono dei paletti».


IL GAZZETTINO (TREVISO)

Da Salmaso alle gare truccate 

Gobbo ha dato l’esempio, ora gli altri lo seguano 

di Paolo Ratti

Come si sa, una coincidenza è una coincidenza, due sono un indizio e tre sono una prova. E nella migliore regola italica quando un muro cede non si sgretola, crolla. Andiamo con ordine.

La prima coincidenza riguarda l’"elegante" uscita del comandante Salmaso, che segna il tempo di questi ultimi anni a Treviso. Anni in cui l’arroganza di un potere al crepuscolo ha toccato limiti inconciliabili con la democrazia e il convivere civile. Per fortuna sembra che il sindaco Gobbo abbia capito di dover dedicare più tempo alla sua città per cominciare ad affrontare e risolvere i problemi che il maquillage di questa amministrazione aveva tentato di nascondere. Ancora una volta, come già in occasione del famoso contenzioso sull’orario dei locali, Gobbo ha preso in mano la situazione e ha detto parole di buon senso. Speriamo non si fermi qui. Buon senso che onestamente non sembra permeare i ragionamenti di chi continua a promuovere l’Ombralonga come un evento culturale e di promozione del territorio. Ora, chiunque abbia avuto la sfortuna di stare in città quella nefasta domenica di autunno, ha avuto solo modo di vedere in giro ragazzi ubriachi urlanti, urinanti, cantanti e rompenti (in tutti i sensi). Ha avuto modo di vedere la città chiusa e blindata come se ci fosse il coprifuoco. Ha avuto modo di vedere mescere vino che probabilmente non si riuscirebbe a vendere negli altri giorni dell’anno. Ha avuto modo di vedere vino servito già la mattina a minorenni o a maggiorenni che poi si metteranno alla guida senza che in città compaiano gli etilometri, come giustamente faceva notare qualche giorno fa nella propria lettera al Gazzettino una trevigiana nauseata. Ragazzi che le cronache di tutti i giorni ci spiegano sempre più dediti all’alcolismo, e che dunque non dovrebbero sentirsi legittimati nei propri eccessi etilici.


EMERGENZA ALCOLISMO (Tratto da LECCEPRIMA)

TUTTI INSIEME PER DIRE NO ALL’ALCOOL

Tutti insieme per dire no all’alcol: questo il messaggio semplice, ma diretto che arriva dal lido Balnearea di Otranto, stabilimento marittimo in zona Laghi Alimini, dove i ragazzi di sette scuole della provincia di Lecce si sono dati appuntamento, in una stop a base di divertimento ed amicizia. La giornata dell’ “Only life” segna la fase conclusiva di un primo progetto Onlus di sensibilizzazione contro l’abuso di alcolici presso i minorenni. Accolto con entusiasmo dalla Provincia di Lecce, nella persona di Loredana Capone, vicepresidente e pluriassessore, il progetto ha visto la luce già undici mesi fa ed è cresciuto tra incontri nelle scuole e campagne pubblicitarie d’informazione.

Veronica Carlino, responsabile dell’appuntamento odierno, ha tenuto a mettere in evidenza come il “mega ritrovo dimostri chiaramente come ci possa benissimo divertire senza esagerare”. I ragazzi sembrano entusiasti dell’atmosfera frizzante, a due passi dal mare: ballano a ritmo della musica a tutto volume, urlano, si siedono ai tavoli a scambiarsi qualche impressione. Presenti anche di forze dell’ordine, che vigilano sull’evento, e sembrano integrarsi perfettamente con il clima di festa, sfatando il tabù che li vedrebbe adocchiati come “figure ingombranti” ai fini del divertimento giovanile: i ragazzi non sembrano intimoriti dagli uomini in uniforme e qualcuno s’intrattiene volentieri a chiacchierare con loro.

Il programma della giornata prevede, oltre a balli sfrenati fino a tarda serata, alcuni momenti di informazione specifica sul tema dell’alcol, e persino una consegna di targhette alle scuole: i ragazzi hanno, infatti, realizzato cortometraggi e video sull’abuso di alcolici tra i loro coetanei e agli organizzatori è sembrato giusto dar loro merito con un piccolo riconoscimento. Unica assente era appunto l’assessore Capone, che, a detta degli organizzatori, ha preferito non prendere parte alla giornata, per non essere fonte di strumentalizzazioni politiche in un momento particolarmente delicato come questo della campagna elettorale.


IL GAZZETTINO (PORDENONE)

PREVENZIONE ALCOLOGICA
Test gratuiti con l’etilometro

Promossa e realizzata da Servizio di alcologia Ass 6, Comune di Pordenone e Croce rossa (aiutati dall’Acat) prosegue la Campagna di prevenzione alcologica, per sensibilizzare i giovani sui rischi legati al consumo di alcool. Utilizzando l’etilometro dell’Ass 6, i volontari inviteranno i giovani a sottoporsi all’alcol-test volontariamente. Le prossime "uscite promozionali" sono in programma oggi e domani. La Cri, in piazza 20 settembre, dalle 19 alle 22, distribuirà materiale informativo e proporranno di sottoporsi ad alcoltest prima di mettersi al volante.


EMERGENZA ALCOLISMO (Tratto da Il Quotidiano.it)

Progetto "Peer Education ed Alcol"

Ascoli Piceno

L’iniziativa è volta a diffondere, attraverso una metodica innovativa, la consapevolezza di un uso responsabile delle sostanze alcoliche tra gli studenti degli Istituti superiori dell’area ascolana.

Lunedì 28 maggio, alle ore 12,30, presso la sala riunioni del Servizio Formazione Professionale (2° piano della sede di via Kennedy) si terrà la conferenza stampa di presentazione delle conclusioni del progetto denominato "Peer Education ed Alcol", volto a diffondere, attraverso una metodica innovativa, la consapevolezza di un uso responsabile delle sostanze alcoliche tra gli studenti degli Istituti superiori dell’area ascolana.

Parteciperanno gli assessori provinciali alla formazione professionale Emidio Mandozzi e alle politiche sociali Licia Canigola e i responsabili del Dipartimento di Prevenzione Zona Territoriale 13 della ASUR che, in collaborazione con il Servizio Formazione Professionale della Provincia di Ascoli Piceno, hanno condotto il progetto nell’anno scolastico che sta per chiudersi.


BRESCIA OGGI

«Ok alla metropolitana ma solo se avrà tariffe davvero popolari» «Anche per i bus servirebbero orari più ampi»

L’ennesimo morto sulle strade bresciane. L’ennesimo incidente che, stavolta, ha stroncato un uomo di Travagliato. Leonardo Ongetta, mentre legge Bresciaoggi al bar «Touring» di via della Stazione, riflette sulle cause della strage infinita: «Penso che alla base di tutto ci sia una grande maleducazione stradale - afferma - : troppa gente guida fregandosene del codice della strada e del rispetto per gli altri».

È una piaga che può essere debellata?

«Gli incidenti stradali ci saranno sempre. Perché ci sarà sempre gente che beve: penso servano controlli a tappeto, la pattuglia della polizia sulla strada può fare poco, credo che l’ideale sarebbe mettere una pattuglia fuori da ogni locale. Potrebbe essere un’azione intimidatoria molto utile».

Intanto si moltiplicano le campagne contro l’alcol.

«La pubblicità e l’informazione servono parecchio, ma da sole non bastano. Sarebbe utile che in un bar ci fosse la possibilità di sottoporsi all’alcol-test perchè una persona può anche non percepire di essere fuori dal limite consentito. In questo modo invece potrebbe aspettare di essere in regola per mettersi al volante».

Qualcuno ipotizza l’utilizzo più calmierato delle auto. Al riguardo a Brescia sarà utile la metropolitana?

«Penso sia una grande idea. Contemporaneamente bisognerà fare in modo che i bresciani imparino a non dipendere dalla macchina. Io penso che possa essere un successo a patto che la metropolitana venga messa sul mercato della mobilità a prezzo competitivi e convenienti».

Prezzi popolari per incentivarne l’utilizzo?

«Sì. A Brescia il biglietto del bus costa 1 euro e dura 1 ora. Ma è una via di mezzo: lo studente per esempio usa il bus per 10 minuti, poi fa lezione e la sera lo usa altri 10 minuti. E spende 2 euro. Servirebbero fasce orarie più ampie e più strette per assecondare ogni esigenza. Ovvio, poi, che la metropolitana dovrà avere lo stesso biglietto del bus, altrimenti si dovrà andare in giro con mille biglietti in tasca».

Intanto Brescia continua a misurarsi con il gran caldo. Il Comune ha già attivato il piano anticaldo...

«Ci si lamenta troppo, in fondo è estate, siamo quasi a giugno. Credo che ci si debba abituare a questo clima e che il detto che nega l’esistenza di mezze stagioni sia quantomai di attualità». (dibo)


IL TIRRENO

Sicurezza stradale, 4 giorni di giochi e incontri

Si parte domani mattina con una festa in piazza della Libertà

MONTEMURLO. Parte anche quest’anno la settimana sulla “sicurezza stradale”. La manifestazione “Insieme sicuramente”, organizzata dalla polizia municipale è diventata ormai un punto di riferimento fisso nel calendario di iniziative del progetto “La Strada Giusta”. «Si tratta di un elemento importante per quanto riguarda la prevenzione - afferma l’assessore alla Polizia Municipale Filippo Vasco - uno dei tre cardini attorno al quale ruota la strategia di “sicurezza” dell’amministrazione comunale: prevenzione, sicurezza, legalità». Il primo appuntamento è domani con i ragazzi della scuola primaria e dell’infanzia con “Giocando s’impara”. Dalle 9 alle 12 in Piazza della Libertà i ragazzi giocheranno a bandierina, staffetta, campo scuola: tutti giochi propedeutici all’insegnamento delle tematiche dell’educazione stradale. Inoltre, con l’ausilio di una pattuglia della polizia municipale, gli studenti fermeranno dei veicoli, per verificare se i conducenti indossino le cinture. Il programma prosegue sabato alle 9.15 con l’incontro con i ragazzi delle classi terze della scuola Salvemini-La Pira. Il tema sarà: “Alcool e droghe: rischi per la sicurezza stradale e conseguenze personali”. I relatori saranno: Roberto Mendicino, sovrintendente della polizia stradale, Elia Alioto, comandante della stazione dei carabinieri di Montemurlo e Federico Zampaoli, comandante polizia municipale. Domenica dalle 8 alle 12 lo stand “La strada giusta” sarà il protagonista con una serie di iniziative che si svolgeranno durante la mostra-mercato antiquariato, in piazza Don Milani. La conclusione dell’iniziativa è prevista con la tavola rotonda di martedì 29 alle 17 presso la sala consiliare Menicacci. Il tema sarà “Educazione stradale nelle scuole: idee e progetti per il futuro”, parteciperanno, tra gli altri, l’assessore alla Scuola Gilda Fronzoni, e la preside della direzione DIdattica Marisa Barneschi.


IL GAZZETTINO (PADOVA)

MONSELICE

Gestori dei bar notturni contrari all’idea dei leghisti di non vendere alcolici ai giovani dopo l’una. Uno di loro lancia la controproposta: «Questo è fare prevenzione» 

«No alle proibizioni, ma mettiamo l’etilometro fuori dai locali»

I gestori dei bar e dei locali notturni di Monselice ritrovo dei giovani passano dalla protesta alla proposta. Decisione che nasce dopo l’iniziativa dei leghisti Paola Goisis e Santino Bozza, che hanno depositato al protocollo comunale la proposta di vietare la vendita di alcol nei locali dopo l’una.

«La questione dovrebbe avere un valenza nazionale - affermaNico Miottodella birreriaWalhalla- sennò ci limitiamo a fare chiudere il locali di Monselice, penalizzandoli, facendo sciamare i giovani nei ritrovi notturni dei paesi limitrofi». Il gestore propone invece un’alternativa. «Sarebbe più opportuno lasciare un progetto di prevenzione. L’amministrazione locale dovrebbe attuare dei controlli con l’etilomentro fuori dai locali. In tal modo le persone che hanno abusato sarebbero scoraggiate a salire guidare un auto o un ciclomotore».

Il Cafè Rum, chiusura per restauro, apre stasera per festeggiare il secondo compleanno. Al Fight club di via Muraglie il clima è ovattato. All’interno tutto è in ordine. I gestori non vogliono commentare la proposta Bozza Goisis. Aspettano le decisioni del sindaco. Nei prossimi giorni dovrebbe tenersi un incontro per discutere la questione.

La proposta dei leghisti, tuttavia, fa discutere. Prende forma tra gli avventori del bar l’idea di far sedere intorno ad un tavolo Comune, rappresentanti delle forze dell’ordine e gestori dei locali notturni. L’idea è di dar vita ad un progetto sulla prevenzione all’abuso di alcol. Inoltre un barman lancia l’idea di un progetto di spritz analcolici.

Al bar Corallo, nel cuore del centro storico, la titolare Cristina Segato afferma: «È una proposta inutile quelle del sindaco di Monselice Fabio Conte di servire da bere solo ai maggiorenni. Infatti le acquisterebbero e poi le porterebbero all’esterno, dove a scolarsele ci sarebbero anche i ragazzini. Inoltre io non posso introdurre nel mio bar un regime di polizia fatto di rigidi controlli. Devo lavorare, ma nel contempo cerco che i miei clienti evitino gli eccessi».

Orfeo Meneghetti


TRENTINO

Un bel calcio ad alcol e fumo In campo contro gli eccessi 

di Daniele Loss

TRENTO. «Non serve assolutamente bere o fumare per essere considerati “fighi” dagli amici. Si possono tranquillamente instaurare rapporti d’amicizia anche comportandosi in modo normale, senza eccessi o abusi».

Remo Andreolli, assessore provinciale alla Sanità, non ha usato ieri tanti giri di parole per sponsorizzare l’iniziativa “Un calcio ad alcol e fumo”, promossa dalla Figc trentina, in collaborazione con gli assessorati alla Salute, allo Sport, all’Istruzione e Politiche giovanili.

 Domenica prossima, dunque, su tutti i campi della provincia, si cercherà di sensibilizzare atleti, dirigenti e tifosi riguardo all’abuso di alcol e fumo. Le società calcistiche sono state invitate a lanciare il messaggio tramite uno striscione che i giocatori esibiranno prima dell’inizio delle partite.

 «È importante ripetere quest’iniziativa - ha commentato il presidente della Figc trentina Ettore Pellizzari - perché alcol e fumo sono due problemi che esistono e di fronte ai quali non è possibile mettere la testa sotto la sabbia. Da parte mia auspico che tutte le società partecipino all’iniziativa e, ricordo, che il Comitato è disposto a rimborsare le spese ai sodalizi che presenteranno la giusta documentazione».

 Il calcio, dunque, come veicolo per la trasmissione di valori sani ai giovani. Perché giocare a football non significhi solamente dare quattro calci ad un pallone.

 «Lo sport, in questo caso il calcio, - queste le parole di Iva Berasi, assessore provinciale allo Sport, Ambiente e Pari opportunità - è uno strumento educativo per chi lo pratica, ma anche per le famiglie e il resto della comunità. Purtroppo di tragici esempi, che testimoniano quali siano le conseguenze di un bicchiere di troppo, ne abbiamo fin troppi. Ma non solo, perché anche il “mito” della velocità in macchina è un qualcosa che si deve sfatare una volta per tutte».

 Davanti ai ragazzi del Liceo Sportivo “Pozzo” di Trento, il messaggio lanciato da Pellizzari, Andreolli e Berasi è stato chiaro: lo sport può fare tanto.

 «Non vogliamo assolutamente demonizzare - ha proseguito Andreolli - le feste, i momenti di ritrovo di un gruppo, però è importante rendersi conto che alcol e fumo fanno male. Quindi le bevande alcoliche non devono essere bandite, ma consumate con grande moderazione e in tutti noi ci deve essere la consapevolezza che l’abuso porta ad effetti spesso disastrosi. Sugli sportivi noi contiamo molto perché dimostrino che la costanza, l’impegno e un corretto stile di vita permettono di raggiungere risultati e traguardi importanti. Il fumo, infine, oltre a rovinare ed inficiare le prestazioni sportive, rappresenta anche una delle principali cause di morte in Italia».

 Il preside del “Pozzo”, Guida Calliari, ha infine chiesto ai suoi alunni «di dimostrare, anche a chi non vive in prima persona lo sport, come il sacrificio, la voglia di migliorare e l’osservazione di certe regole, permettano di raggiungere traguardi importanti e migliorare sempre. Voi sportivi dovete diventare un modello ed un esempio da seguire per tutti i vostri coetanei».


IL TEMPO

Quanto nuoce la febbre del sabato notte

Serate trasformate in tragedia da alcool, droghe, velocità, sonno e stanchezza

E’ DIVENTATA, purtroppo, un’abitudine leggere sulle prime pagine dei quotidiani la notizia di qualche ragazzo stroncato in un incidente automobilistico. Per lo più si tratta di giovani di ritorno da una nottata trascorsa in un locale. La notte del sabato è quella in cui frequentemente succedono gli incidenti, è quella canonicamente consacrata dai giovani al divertimento, liberi da impegni di lavoro o di studio; ultimamente anche la notte del venerdì è interessata con una punta massima del 4,7 % dei sinistri a livello nazionale. Quando le vittime di queste sciagure sopravvivono, può accadere che i postumi consistano in deficit cognitivi e motori talmente gravi da impedire di condurre un’esistenza soddisfacente.Si hanno allora famiglie messe a dura prova, progetti di vita in fumo, sofferenze fisiche e psicologiche indicibili, bisogni esistenziali che richiedono la presenza costante di una persona 24 ore su 24 , per il resto della vita. Tutto ciò è la conseguenza dell’errore di un attimo. Alcool, sostanze, velocità e stanchezza sono sul banco degli imputati. Molti ragazzi cercano lo stordimento per vincere le loro insicurezze, il loro disagio, ma non sempre si può arrivare primi nella vita e tra l’altro non è la cosa più importante. Si sono prese in questi ultimi anni molte misure per diminuire tali eventi. Purtroppo i risultati non sono stati sempre incoraggianti; i controlli nelle notti del fine settimana non sono stati adeguati, molto poche le pattuglie della polizia in circolazione. Mi sembra, tuttavia, che tante delle misure proposte: limiti di velocità, chiusura anticipata dei locali, pub e discoteche, patente a punti, siano ragionevoli e che non si può non proseguire con tenacia in questa direzione, magari adottando qualche nuova norma e maggiori controlli da parte dei servizi dell’ordine. Personalmente sono favorevole anche alle misure repressive. Ad esempio chi viola il codice della strada, chi guida in modo pericoloso o in cattive condizioni va punito. Innanzitutto, però, credo sia giusto cercare di correggere le cause che portano a questi dolorosi episodi. Bisognerebbe forse incominciare col progettare e costruire strade più sicure, perché non è raro vedere strade ridotte in condizioni pietose, con grosse buche o piene di brutte curve, e porre protezioni efficienti in prossimità di canali e precipizi. Inoltre sarebbe bene costruire veicoli provvisti di tutti quei dispositivi di sicurezza: airbag, sistemi di frenatura ABS, computer di bordo ecc., che la moderna tecnologia ci mette a disposizione. Infine l’educazione stradale andrebbe insegnata in maniera intensiva, partendo già dalla scuola dell’obbligo o ancor prima. E soprattutto, è necessario ritrovare i valori umani, sociali e spirituali che la generazione degli adulti ha a suo tempo calpestato. A loro va la responsabilità di aiutare i propri figli, dicendo insieme no ad una società fondata essenzialmente sul consumismo. Panunzi Veronica 


 

LA PADANIA

Alessandria, sit-in davanti alla Prefettura

Una ottantina di persone hanno partecipato ieri al sit-in organizzato ad Alessandria davanti alla Prefettura dalla Lega Nord per chiedere maggiori controlli sui clandestini che fanno il bello e cattivo tempo in città.

«Di episodi di violenza la città ne registra in continuazione - spiega il presidente del gruppo consiliare del Carroccio Oreste Rossi, organizzatore della protesta -. Cito solo gli ultimi episodi: un ponte distrutto dopo un incendio che ha interessato una baraccopoli di clandestini, una donna mandata in ospedale per non aver accettato di pagare un parcheggiatore abusivo, un immigrato irregolare, l’altra notte, ubriaco, ha accoltellato il figlio che proteggeva la mamma dalle botte».

Tutti sanno dove vivono e dove abitano i clandestini in città, «perché nessuno fa niente?», chiede Rossi alle autorità garanti della sicurezza in città.


TRENTINO

L’assalto dei seimila al parco di Mesiano 
Happening musicale dalle 15 alle 24. Servizio bus gratis da piazza Venezia 

RICHARD TOMASI

TRENTO. E’ ormai una questione di ore alla partenza della festa universitaria più nota del Nord Italia, la Festa di Mesiano. Il direttivo organizzativo, Asi Leonardo, è pronto ad accogliere i 6000 studenti alle 15 (la festa si concluderà alle 24). Per chi non vuole prendere la macchina può salire sulla linea 5 alla fermata in Piazza Venezia gratuitamente che porterà direttamente al cancello principale. Una volta entrati nel parco della Facoltà di Ingegneria ci si può fermare subito a sorseggiare un bicchiere della sangria offerta oppure vagare tra le più di venti associazioni che saranno presenti lungo il viale: ognuna a modo suo ricorderà gli otto obiettivi del millennio dell’Onu.

Dal portone della Facoltà si può andare a destra per sentire i beats sul Palco Consolle diretto da Phucko e la sua crew di dieci dj oppure a sinistra ad assistere le performance delle band emergenti sul Palco Centrale. Il salto alla zona giochi è piccolo da questo palco, il più vecchio della manifestazione. Da ribadire che i controlli al cancello quest’anno verranno eseguiti dalla polizia ed è rigorosamente vietato introdurre vetro o lattine all’interno del parco. Il lungo pomeriggio è dedicato al mondo universitario cittadino, un momento per rilasarsi prima di riprendere i libri per la sessione estiva. Non esagerare con l’alcol è l’imperativo degli organizzatori, un appello non sempre ascoltato soprattutto dai più giovani che, come si è visto in passato, rischiano di stare male. Una minoranza che rischia di rovinare la festa, una festa che come vuole la maggior parte dei partecipanti è dedicata ovviamente alla musica, la vera protagonista dell’happening, e al divertimento.


IL TEMPO

Salvaguardare la nostra vita

Prima regola: no all’abuso di alcool, no al fumo e alla droga

NELL’ANNO scolastico 2006-07 gli alunni delle classi quinte del Circolo Didattico "Cencelli" di Sabaudia hanno lavorato al progetto di educazione alla salute e prevenzione: "S.O.S. salute". Con tale progetto si intende favorire comportamenti sani e responsabili nell’interesse della salute propria e della collettività. L’educazione alla salute rappresenta un aspetto essenziale del processo formativo globale che tende a promuovere, nelle alunne e negli alunni, la capacità di partecipare, in modo costruttivo, alla vita della collettività e di stimolare quel senso di responsabilità necessaria a salvaguardare sia la salute propria che quella collettiva. Sono state affrontate tematiche riguardanti i comportamenti a rischio quali: la dipendenza da fumo, alcool e sostanze stupefacenti, che rappresentano una minaccia anche per la società. Il primo argomento affrontato è stato l’alcool. Da un’analisi abbiamo capito che ci sono bevande che contribuiscono ad una sana alimentazione quotidiana come: il latte e l’acqua, infatti l’organismo ha bisogno di liquidi che aiutano il corpo ad eliminare rifiuti e tossine e facilitano la traspirazione. Ci sono, però, bevande con una certa gradazione alcolica che hanno un effetto negativo, negli adulti e nei bambini, soprattutto quando se ne abusa o se ingerite a digiuno. L’alcool è nocivo per i bambini perché il loro sistema nervoso non è ancora completamente sviluppato e quindi è esposto a danni irreparabili. Un altro pericolo serio per la salute è rappresentato dal fumo attivo se aspirato direttamente dalla sigaretta, o passivo se si respira il fumo di altri, perchè oltre al tabacco gli "ingredienti" delle sigarette sono: nicotina e catrame. La pianta del tabacco ha origine nel Nord America dove per molte tribù fumare aveva un significato magico e religioso. All’ inizio del sec. XVI il tabacco arriva in Europa sotto forma di sigaro, iniziano, piano piano, le coltivazioni di tabacco in molti Paesi del mondo. Da un’indagine fatta è risultato che si inizia a fumare da giovani, per il desiderio di sentirsi "grandi", per spirito di imitazione e perché attratti dal proibito. Ma queste motivazioni sono così importanti da rischiare la vita? NO e invitiamo gli adulti a non fumare vicino a noi perché ci danneggiano. Infine sono state esaminate le sostanze stupefacenti, che si dividono in droghe naturali e artificiali. Possono essere assunte in vari modi: pasticche, inspirate o tramite iniezione, appena prese sembra di stare bene, di essere più attivi ma poi il corpo si debilita fino alla morte. Tutto ciò è stato ribadito dall’igienista dott.ssa Francesca Carbone che ci ha illustrato i danni provocati dalle suddette sostanze all’apparato boccale. Classe V E


CORRIERE SALUTE

Nuove indicazioni a tutela della salute delle future mamme

A Londra gravidanza senza alcol

Bere con moderazione non basta: durante la gestazione bisogna stare alla larga dagli alcolici. Lo affermano i medici britannici 

LONDRA – «Bere in gravidanza fa male al bambino»: un monito che presto i britannici potrebbero vedere stampato nero su bianco sul retro di bottiglie di vino, birra e superalcolici se il governo avvallerà le ultime direttive dell’autorità medica a proposito dell’assunzione di alcolici in gravidanza.

NUOVE LINEE GUIDA – Proprio in questi giorni, il ministero britannico della Salute si è espresso in merito all’opportunità, per le aspiranti o future mamme, di bere anche solo un minimo quantitativo di alcol in vista di o durante la gestazione, rettificando di fatto le vecchie linee guida. Secondo il ministero, infatti, le donne in dolce attesa dovrebbero evitare del tutto le bevande in questione, rinunciando anche alla dose minima – normalmente consentita – di un paio di bicchieri di vino o birra, una o due volte alla settimana.

MOTIVAZIONI – Questo perché spesso, poi, la raccomandazione non viene osservata (si stima che in media il 9 per cento delle donne in gravidanza trasgredisca la regola), e superare il limite indicato può davvero mettere a rischio la salute del feto. Perciò, come riferisce il Times Online meglio astenersi completamente. Un cambio di atteggiamento dettato dalla cautela, quindi, quello dei medici britannici, e non indotto da nuove scoperte o prove scientifiche sui danni dell’alcol. I membri del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists tengono infatti a precisare che l’assunzione moderata di alcolici non arreca alcun danno al bambino, ma al tempo stesso fanno sapere che le nuove indicazioni dei colleghi del ministero sono allo studio e presto potrebbero anche sostituire ufficialmente quelle vigenti. E finire davvero sulle etichette delle bottiglie.

Alessandra Carboni


DICA33.IT

Contro la discriminazione genetica

Oggi esistono test che possono identificare il rischio di sviluppare circa 2000 malattie, dal diabete ai tumori. E ci sono laboratori che promettono di individuare la propensione genetica all’alcolismo e al gioco d’azzardo. Un indubbio progresso, che, come tutti i progressi, porta con sé alcuni aspetti problematici da non sottovalutare. Uno su tutti riguarda l’aspetto della privacy che, non regolato da leggi, espone chi si sottopone al test a una possibile discriminazione sia da parte delle assicurazioni che stipulano polizze sanitarie sia da parte dei datori di lavoro. Del problema si è occupato un editoriale del New England Journal of Medicine proprio in occasione del via libera della Camera statunitense alla legge che vieta le discriminazioni genetiche.Il cammino della legge

La legge non arriva all’improvviso. La prima legge sulla privacy genetica è apparsa nel 1989, infatti, negli Stati Uniti, in California, subito dopo il lancio del progetto genoma umano. Quindi nel 2005 il Senato americano ha deciso di varare all’unanimità una legge che proibisce alle società di assicurazione e ai datori di lavoro di operare discriminazioni ai danni di persone che abbiano una predisposizione genetica verso certi mali. “Il suo effetto immediato sarà quello di proteggere le persone che oggi sono riluttanti a sottoporsi a test genetici di qualsiasi tipo per paura di perdere il lavoro o l’assistenza medica” commentò la senatrice repubblicana, sponsor del disegno di legge. Perché la legge passasse alla Camera statunitense, però, c’è voluto parecchio tempo, anche se il testo è stato approvato con 420 voti favorevoli e solo tre contrari. Ora approderà al Senato. Ma la sua approvazione definitiva sembra scontata, visto anche il forte appoggio del presidente Bush in persona. Contraria, oltre alle potenti lobby assicurative e industriali, solo la Camera di Commercio statunitense, secondo la quale “la normativa avrà solo l’effetto di aumentare le cause, costosissime, degli impiegati contro le aziende”.

Dati da non diffondere

Una normativa indispensabile, sottolinea invece l’editoriale del New England Journal of Medicine. Senza l’adeguata protezione legale, la paura della discriminazione genetica è tangibile ed è una paura che ha ricadute sia sulla ricerca medica sia sulla cura. La genetica, del resto, è entrata a pieno titolo in tutte le aree della ricerca medica e i ricercatori propongono sempre nuovi studi di popolazione, che permettano di distinguere li contributo della genetica stessa, dell’ambiente o dello stile di vita, a determinate malattie. Certo, però, se non adeguatamente tutelati, sono pochi i soggetti che accettano di sottoporsi a simili ricerche. E lo stesso dicasi per le nuove cure. L’entusiasmo pubblico per la genetica è evocato sempre più spesso. Ma un conto sono le speranze in nuove terapie, un altro è che i propri dati genetici siano condivisi da datori di lavoro e assicuratori, un problema quest’ultimo particolarmente sentito negli Stati Uniti. Un’eventualità che potrebbe portare i pazienti a rinunciare a un eventuale test genetico, benché utile per la salute. Una paura che pervade anche il mondo medico. Ecco perché, continua l’editoriale del New England, l’approvazione del Congresso statunitense è molto positiva, nonostante i tentativi di opporsi di imprenditori e assicuratori. Anche in Italia nel frattempo il Garante della privacy ha emanato nuove regole sulla raccolta e l’uso dei dati genetici a fini di ricerca e tutela della salute. Tra le altre cose, il garante stabilisce che i dati genetici non possono essere diffusi. I risultati delle ricerche possono essere diffusi solo in forma aggregata. Viene ribadito, così, il divieto di utilizzo dei dati genetici da parte del datore di lavoro e delle assicurazioni. In attesa di una legge organica, un primo passo importante.

Marco Malagutti

Fonte: Hudson K. Prohibiting Genetic Discrimination. N Engl J Med 2007; 356:2021-2023


LA REPUBBLICA

Milano

SCOPRE LA FIDANZATA A LETTO CON AMANTE, LA UCCIDE A PUGNI

Un ragazzo peruviano di 24 anni ha ucciso a pugni la sua fidanzata connazionale, anche lei 24enne, dopo averla sorpresa a letto con un ragazzo equadoriano. L’omicidio e’ avvenuto questa notte a Cassina de’ Pecchi, in provincia di Milano. Secondo quanto riferito dai carabinieri, i tre hanno passato la notte in giro per Gorgonzola, bevendo molto. Rientrati a casa i due fidanzati hanno deciso di ospitare per la notte il ragazzo equadoriano. L’ospite pero’ si e’ avvicinato molto alla ragazza, iniziando ad avere un rapporto sessuale con lei. Il fidanzato, svegliato dai mormorii, ha sorpreso i due a letto insieme e ha perso la testa iniziando a picchiare la giovane. L’equadoriano, spaventato, e’ fuggito ed ha chiamato i carabinieri, che giunti sul posto hanno trovato solo il cadavere della ragazza. L’assassino, rintracciato alle sei di questa mattina mentre aspettava di salire sulla metropolitana, e’ stato fermato per omicidio.


IL TIRRENO

Un giovane di Pontedera è stato denunciato

Inseguito dalla polizia in auto guidava in stato d’ebbrezza

PONTEDERA. Guida ubriaco e quando vede la macchina della polizia si dà alla fuga nelle strade del centro. Un escamotage che non è servito ad un automobilista di Ponsacco, alla fine fermato e finito in un mare di guai. È successo nel corso dei controlli effettuati nella notte tra sabato e domenica. Personale della Sezione Volanti ha intimato l’alt ad un’autovettura di grossa cilindrata, una Bmw, il cui conducente ha proseguito la corsa. Ne è scaturito un inseguimento nel centro di Pontedera, conclusosi con il fermo dell’autovettura in questione. La persona alla guida, un 27 enne di Pontedera, D.C.G., in evidente stato di ebbrezza, si è rifiutato di sottoporsi agli esami ed è stato, pertanto, denunciato in stato di libertà per il reato di guida in stato di ebbrezza alcolica. La patente gli è stata immediatamente ritirata e l’autovettura sequestrata, con perdita di tutti i punti sulla patente e contravvenzioni per oltre 1000 euro. Al termine del periodo di sospensione della patente, il giovane dovrà iscriversi alla scuola guida oltre che sottoporsi ad accertamenti per dimostrare la ritrovata idoneità alla guida


IL GAZZETTINO (VICENZA)

MONTEBELLUNA

Arrestato per resistenza a pubblico ufficiale

Per diversi minuti in evidente stato di ebbrezza aveva importunato i clienti del bar Cristallo situato in via Dalmazia. La titolare pertanto aveva allertato i carabinieri. Alla loro vista l’uomo un cinquantenne incensurato si è scagliato contro i militi. Da qui l’arresto immediato e il passaggio in carcere.


 

IL GAZZETTINO (VICENZA)

NOTTE IN PIAZZA

Bassano

Cinquecento tifosi scatenati hanno festeggiato in piazza Libertà la vittoria del Milan nella Champion’s League. I supporters rossoneri hanno cominciato ad ammassarsi in centro poco dopo le ventitre, concentrandosi in particolare nelle vicinanze dei due esercizi pubblici ancora aperti a quell’ora. Come da copione i residenti hanno iniziato a tempestare di chiamate il 113. Tra urla, schiamazzi e cori di giubilo era praticamente impossibile chiudere occhio. La volante ha effettuato un primo sopralluogo attorno a mezzanotte e mezza. Piazza Libertà sembrava già un campo di battaglia. Dovunque bottiglie, bicchieri, cocci di vetro e sporcizia. Qualche buontempone ha avuto la felice intuizione di aprire gli idranti. Nello stato di euforia collettiva gli agenti non hanno riscontrato situazioni allarmistiche se si esclude una scazzottata, accaduta in piazza Garibaldi. Un ventiquattrenne bassanese, in evidente stato di alterazione alcolica, ha preso a pugni un concittadino sessantaduenne. I due sono stati poi separati da altri tifosi. Il più giovane verrà comunque segnalato all’autorità giudiziaria per ubriachezza molesta. Se la caverà con una sanzione amministrativa, visto che il reato è stato recentemente depenalizzato. I festeggiamenti si sono conclusi attorno alle due del mattino quando la pattuglia del commissariato è tornata a perlustrare la piazza. Anche gli idranti erano stati spenti.

L.I.


IL TEMPO

Gli stranieri che l’hanno danneggiata sono «socialmente pericolosi»

di AUGUSTO PARBONI Non è stata considerata una «bravata» commessa da quattro ubriachi. Il danneggiamento della fontana della Barcaccia in piazza di Spagna a Roma è stato un gesto compiuto da quattro extracomunitari «socialmente pericolosi, clandestini e privi di stabile dimora in Italia». A stabilirlo il giudice del Tribunale di Roma, Aurora Cantillo, che ha emesso una sentenza di condanna per i quattro stranieri: un anno di reclusione. Pena che tre dei clandestini dovranno trascorrere dietro le sbarre poiché è stata respinta la richiesta di scarcerazione o in alternativa la concessione degli arresti domiciliari. Decisione presa dal giudice anche in considerazione del fatto che gli stranieri hanno precedenti penali specifici per reati contro il patrimonio. Respinta dunque la richiesta di assoluzione per il reato di danneggiamento avanzata dalla difesa, secondo la quale non era stata raggiunta una prova certa, in assenza di testimoni, del colpo inferto alla fontana né che si fosse individuato con esattezza l’autore del gesto. Nulla da fare. Il giudice non ha esitato a emettere una sentenza esemplare, tanto da infliggere ben cinque mesi di galera in più nei confronti degli stranieri rispetto alla pena richiesta dal pubblico ministero: sette mesi di reclusione. Dietro le sbarre rimarranno quindi la russa Olga Sevastikaya, di 41 anni, il lituano Darius Pagliutis, di 44 anni e l’ucraino Maxim Avrilov, di 29. Per quanto riguarda invece il quarto straniero, il moldavo Denis Demitru, di 32 anni, denunciato a piede libero perché incensurato, il giudice ha stabilito la pena sospesa e la non menzione del fatto nel casellario giudiziario. In udienza ieri mattina è stato ascoltato a lungo l’architetto della Sovrintendenza del Comune, Walter Proietti, per spiegare l’entità del danno subito dall’opera di Pietro Bernini. Secondo l’esperto, la «Barcaccia» vale quaranta milioni di euro e il danno rilevato, cioè una lieve striscia di un centimetro, più un piccolo buco, causati probabilmente da un cacciavite recuperato dalle forze dell’ordine, ammonterebbe a 15.500 euro. Agli imputati erano stati contestati, oltre al reato di danneggiamento aggravato, anche quelli di lesioni e resistenza e pubblico ufficiale: un carabiniere, mentre cercava di far uscire dalla fontana gli stranieri ubriachi, ha riportato una ferita alla spalla giudicata guaribile in cinque giorni. Proprio in relazione a questi ultimi reati, il giudice in sede di convalida del fermo, aveva affermato che «appare evidente l’inclinazione alla violenza e dunque il pericolo che gli stessi possano rendersi responsabili di reati della stessa specie». E proprio per questo il giudice ha deciso di lasciare in carcere tre dei quattro extracomunitari emettendo una sentenza che di certo è mirata anche a dimostrare come non sempre commettere il danneggiamento di un’opera d’arte porta la giustizia a condannare e rimettere in libertà i vandali. La pena inflitta ieri mattina è arrivata addirittura dopo che gli imputati, presi dalle forze dell’ordine all’alba del 13 maggio, avevano scelto di seguire il rito abbreviato, che comporta lo sconto di un terzo della pena. Gli avvocati difensori hanno comunque già annunciato che presenteranno appello contro la sentenza di condanna non appena leggeranno le motivazioni del verdetto. L’attacco dei quattro ragazzi ubriachi alla «Barcacci» è stata dunque la goccia che ha fatto traboccare il vaso: in Italia la lista degli sfregi ai monumenti è lunga. Il ddl varato ieri dal Consiglio dei Ministri, come annunciato all’indomani

Sabato, 26 Maggio 2007
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