Martedì 11 Agosto 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 23 maggio 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

HELP CONSUMATORI

Vino. Ministro propone etichetta con avviso divieto di guida. Dissenso della Cia

Indicare nell’etichetta degli alcolici il divieto di guida. Lo ha proposto il Ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, nel corso della trasmissione "Porta a porta", andata in onda ieri sera. L’iniziativa rientra nell’ambito delle misure previste dal ddl sui prodotti a base di alcol, in fase di studio in questo periodo. Il Ministro ha dichiarato di aver già raggiunto un’intesa con alcuni produttori di vino. Ma la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) dissente dall’iniziativa, affermando che occorre evitare campagne prettamente allarmistiche. (*)

Sulle bottiglie di vino, secondo la proposta del Ministro Ferrero, dovrebbe essere riportata la seguente dicitura: "Se si beve non si può guidare". Ma la Cia non approva tale messaggio, perché in grado di generare "allarmismi generalizzati e totalmente ingiustificati". "Il vino bevuto nella quantità giusta - dichiara la Confederazione degli Agricoltori - non fa male alla salute, come dimostrato anche dai medici. La principale causa degli incidenti stradali, soprattutto tra i giovani, è l’abuso di superalcolici e di bibite contenenti strani miscugli di liquori".

"Questo - afferma la Cia - non significa che non siamo d’accordo sull’utilizzo di messaggi con i quali si segnalano, soprattutto i giovani, i pericoli dall’abuso di alcol per la salute e per la guida. Un discorso che va, quindi, fatto con molta attenzione. Nel caso specifico, il vino non può essere etichettato come "elemento dannoso" alla stessa stregua delle sigarette".

Gli agricoltori propongono invece di sottolineare la differenza fra prodotto enologico e superalcolici. "Il vino bevuto in quantità moderata, - dichiara la Cia - come del resto dimostrato dallo stesso mondo della medicina, fa bene alla salute; mentre per gli altri tipi di alcolici l’aspetto è diverso. Allora perché non mettiamo sulle bottiglie di questi le etichette di avvertimento e lasciamo perdere il vino. (**) Oltretutto, come confermato da diverse indagini, tra le cause degli incidenti stradali, e in particolare quelli che coinvolgono i giovani, c’è il consumo sregolato di superalcolici e di bibite "alcolpops" che contengono liquori e che vengono mascherate come innocui analcolici".

(*) Nota: il pericolo maggiore dell’allarmismo è quando viene usato a sproposito. Ogni giorno siamo bersagliati da notizie sulla salute senza significato che riportano la scoperta della causa o della cura di qualsivoglia malanno. (Vi ricordate l’aviaria?). Creare un allarme sociale sulla principale causa di morte dei giovani non è certo fuori luogo. Il rischio semmai è che l’assuefazione causata da allarmi banali abbia reso inefficace questo avvertimento.

(**) Nota: naturalmente i produttori degli altri tipi di alcolici pensano esattamente le stesse cose del vino. Non conosco nel dettaglio la proposta del ministro Ferrero, ma sicuramente non riguarda solo il vino, ma tutti gli alcolici. Le bevande cioè che superano la gradazione di 1,2 in volume.


SAVONANOTIZIE

Anche un festival analcolico al “Mantova Musica Festival”

Pegognaga (Mn) – Parco Florida – sabato 26 e domenica 27 maggio

Il "Festival Musicale Analcolico", promosso dalla locale associazione dei Club degli Alcolisti in Trattamento, dall’Associazione Europea Familiari e Vittime della Strada - onlus, e dall’Assessorato ai Servizi Sociali - Politiche Giovanili della Provincia di Mantova, viene organizzato regolarmente ogni anno, sul territorio provinciale mantovano, a partire dall’anno 2002.

Si tratta di una proposta originale, che gli ideatori definiscono "culturalmente trasgressiva", perché si pone in alternativa ad una cultura che tende ad associare sempre i momenti di divertimento al consumo di alcol.

In occasione di questa manifestazione, in maniera simbolica, non vengono vendute bevande alcoliche.

Va rilevato l’eccellente livello qualitativo della proposta musicale, lusingata dalla partecipazione di numerosi artisti di prestigio internazionale.

L’evento è organizzato in collaborazione con la Cooperativa CHV onlus di Suzzara, il Centro Servizi Volontariato di Mantova, il Servizio Sicurezza Stradale della Provincia di Mantova, l’Associazione Culturale “Irrugiadati”, il Collegamento Provinciale del Volontariato Mantovano nell’ambito del progetto “Il viaggio dell’eroe”, con il patrocinio del Comune di Pegognaga.

In caso di maltempo, la manifestazione verrà effettuata comunque, in una struttura al coperto nelle vicinanze.

Il “Festival Musicale Analcolico”, ad ingresso gratuito, è inserito nel programma ufficiale del "Mantova Musica Festival".

Gli spettacoli inizieranno alle ore 19.

Programma artistico

Sabato 26 Maggio

Vittorio Merlo

Franco Mussida

Luca Bonaffini

Alberto Bertoli

Tolo Marton Trio

Domenica 27 Maggio

Fabrizio Frabetti

Luigi Mariano

Luca Maciacchini

Pippo Pollina

Pietro Nobile

Fonte Parole & Dintorni 


IL GAZZETTINO (UDINE)

Rinviata a giovedì la discussione sul tema con i colleghi delle altre province. «Esistono già leggi che circoscrivono la possibilità di servire sostanze di quel genere»

Alcolici nei locali, Cecotti contrario al coprifuoco 

Il sindaco: «Non ha senso vietarne la vendita dopo le 20». Il presidente Fipe Cesare Mansi: «L’esercente ha un ruolo sociale»

(fa) - Non è stato affrontato ieri pomeriggio, durante la riunione della Federazione italiana pubblici esercizi, il tema della somministrazione di alcolici nei locali. «Ci siamo soffermati sugli agriturismo e non siamo riusciti a discutere quel punto all’ordine del giorno», spiegava ieri sera Cesare Mansi, presidente regionale Fipe, annunciando un rinvio della discussione con i colleghi delle altre tre province.

Ma il tema resta sul tappeto, specie dopo il pestaggio avvenuto nei giorni scorsi in un locale di via Sarpi. Tra le ipotesi "restrittive" che sono circolate nei giorni scorsi, vi era pure la possibile richiesta ai Comuni di vietare la somministrazione di alcolici ai minori dopo una certa ora, ad esempio le 20. Un’idea che il sindaco Sergio Cecotti boccia sul nascere: «Non avrebbe senso reagire in questo modo solo per un episodio capitato in città - spiegava ieri sera il primo cittadino - Senza contare che verremmo subito accusati di volere una città "morta"». Secondo il Comune insomma è sufficiente il rispetto delle leggi in materia.

Lo stesso Mansi ieri sera sembrava frenare rispetto all’ipotesi del "coprifuoco" alcolico per i minorenni: «Non abbiamo portato avanti alcuna domanda al Comune - spiegava il presidente della Fipe regionale - Di fatto abbiamo già leggi chiare, come quella che prevede di non servire da bere a persone già alterate e sotto l’influsso dell’alcol». Ma queste indicazioni di legge vengono sempre rispettate dagli esercenti? «Qualche volta no - ammette Mansi - perché in talune situazioni prevale la necessità di far quadrare i conti, oppure capita di avere paura delle possibili reazioni degli avventori. Ma dobbiamo sempre ricordare che noi esercenti abbiamo un ruolo sociale, utile a tutti». Mansi sottolinea l’importanza della collaborazione con le forze dell’ordine e il ruolo strategico dei vigili nell’attuare controlli e determinare sanzioni.


IL GAZZETTINO (PADOVA)

MONSELICE

Li annuncia il sindaco facendo seguito all’idea, lanciata dai leghisti Goisis e Bozza, di vietare nei locali la somministrazione di alcol dopo l’una

«Controlli notturni a sorpresa sui bar dei giovani» 

La crociata di Conte: «Non siamo contro i gestori, ma devono rispettare le regole, per il bene dei ragazzi». Previste dure sanzioni

(O.M.) Il sindaco Fabio Conte interviene sulla proposta dei leghisti Santino Bozza e Paola Goisis di non somministrare alcolici ai giovani nei bar dopo l’una di notte.

«La lettura che si sta dando in questi giorni è fuorviante: il Comune non è contro i giovani, nessuno vuole impedire ai ragazzi di divertirsi. Questo non toglie che gli assembramenti nei bar creino due problemi che vanno affrontati. Il problema è il rapporto tra questi giovani e le persone che vivono nelle vicinanze dei bar, che hanno il diritto di riposare. Il secondo riguarda il rapporto tra i giovani, l’alcool e la guida. In questo senso i dati sono agghiaccianti. Secondo le rilevazioni IstatI 2005, venerdì, sabato e domenica sono i giorni in cui si verifica il maggior numero di incidenti mortali (45% di tutti i morti per incidenti notturni). Tra gli incidenti che avvengono per cause imputabili al guidatore, il 71% è riconducibile ad uno stato di ebbrezza dovuto all’eccesso di alcool. Il 50,4% dei conducenti morti per incidenti stradali è di età compresa tra i 18 e i 40 anni».

Perciò l’amministrazione comunale di Monselice ha deciso di intervenire e di non rimanere a guardare. «Invieremo nei prossimi giorni - continua il sindaco - una lettera dettagliata ai gestori di tutti i pubblici esercizi della città, nella quale ricorderemo quali sono i limiti previsti per legge sia sotto il profilo della vendita e della somministrazione ai giovani di alcool, sia per quello che riguarda gli orari. È infatti nostra intenzione effettuare diversi controlli nei pubblici esercizi, anche in orari serali: a campione, ma anche a sorpresa, per verificare se le normative sono o no rispettate, con particolare attenzione a quelle di cui ho appena parlato».

Il sindaco Conte afferma che la volontà del Comune non è repressiva. Non si vuole cercare di prendere in castagna questo o quello. Lo nostro scopo non è fare una multa, ma ottenere il rispetto delle regole. (*)

«Vogliamo che i gestori dei locali condividano queste nostre impostazioni - conclude Conte - e ci aiutino, per il bene di tutti: dei giovani e dei residenti. Per questo avvisiamo prima: faremo dei controlli, state attenti e fate rispettare le regole, anche chiedendo il documento per accertarvi che chi consuma alcoolici è maggiorenne. Perchè chi non rispetterà le regole andrà incontro a sanzioni anche molto dure».

(*) Nota: il fatto stesso che una amministrazione comunale richieda la collaborazione per il rispetto di una legge che dovrebbe semplicemente essere applicata snatura il senso della legge. (Fare una legge e non farla rispettare equivale ad autorizzare la cosa che si vuole proibire. Richelieu.)


MARKETPRESS.INFO

SALUTE, PROGETTO SETTORE DIPENDENZE: IL 24 E 25 MAGGIO CONVEGNO NAZIONALE A POTENZA 

Potenza, - I risultati del progetto nazionale “Sviluppo di un modello di valutazione tra pari per i centri di trattamento del Servizio Sanitario Nazionale e degli Enti accreditati”, nell’ambito del settore delle dipendenze (droga, alcol, tabacco), organizzato dalla Regione Basilicata in qualità di capofila, saranno illustrati nel Convegno Nazionale che si terrà a Potenza presso l’Hotel Vittoria nei giorni 24 e 25 maggio. Il progetto, che costituisce l’evoluzione e l’ampliamento delle precedenti iniziative realizzate con il Ministero, è stato organizzato e gestito dal Dipartimento “Salute, Sicurezza e Solidarietà Sociale, Servizi alla Persona e alla Comunità” e si è proposto due obiettivi fondamentali: la verifica della evoluzione dei servizi per le dipendenze alla luce delle nuove normative e delle innovazioni del sistema; lo sviluppo di un modello di valutazione tra pari (per servizi pubblici delle Asl e per le Comunità Terapeutiche) che ponga l’attenzione su aspetti molto importanti per la qualità e il buon funzionamento di questi servizi quali: la struttura organizzativa e la storia del servizio, la rete, i progetti di prevenzione, il clima interno e la soddisfazione, la gestione dei processi fondamentali, la valutazione. L’iniziativa ha lo scopo, da un lato, di presentare le risultanze del progetto raccolte in tre volumi e, dall’altro, di fare il punto sulle politiche regionali nel settore delle dipendenze e vedrà la partecipazione di esponenti politici regionali, di rappresentanti del Ministero della Salute e delle altre Regioni d´Italia nonché dei responsabili e degli operatori dei servizi sanitari e sociali delle Aziende Sanitarie, dei Comuni e del privato sociale.


TRENTINO

A Mesiano pronti per la grande sfida 
Sabato l’happening dalle 15 alle 24. Al parco vietate bottiglie e lattine 

TRENTO. Conto alla rovescia per la 14ª edizione della Festa di Mesiano in programma sabato organizzata dall’Asi Leonardo. Un pungo di palchi, un goccio di giochi, un pizzico di associazioni lungo il viale e un sacco di musicisti, ecco gli ingredienti di questa manifestazione. Molti i gruppi che saliranno sui palchi per una grande festa (ore 15-24) all’insegna del divertimento. Ecco chi suona e dove suona. Palco Entrata. Emergenti: Sonic Death Monkey, Murderei, The Little White Bunny, High Voltage; big: Livello zero, Uieckap. Palco Centrale. Emergenti: Inedya, Woulter&the Texas Rangers, Dingo, the Hypergroovers; big: Titty Twisters Orchestra, Sine Frontera. Palco Jazz. Emergenti: Red Wine Blues Quartet, Anonima Stendhal, Tamburi de Gainde; big: Toni Moretti Quartet, Roberti Cipelli. Palco Disco. Gruppi: Pop Per, Sunset Blvd; djs: Phucko, Adonai, Efferson, Mia, Andrea s., The Nasty Monkeys, Minimalhouseclub, Pilli.

 Per quanto riguarda le prevendite, in poco più di un’ora, sono andati esauriti tutti i 5.600 biglietti soltanto per chi è iscritto all’università. E chi arriverà alla festa di Mesiano quest’anno dovrà fare i conti con un controllo ferreo delle forze dell’ordine, più rigido rispetto agli anni precedenti: all’interno del parco previsti alcolici ma vietate bottiglie in vetro e lattine. (*) Chi non obbedisce rimarrà fuori. E i controlli non mancheranno, ovviamente, per le sostanze stupefacenti.

 Tutte le associazioni scelte, e che si troveranno lungo il viale d’ingresso, sono state invitate a ricordare gli otto obiettivi di sviluppo del millennio dell’Onu (che si trovavano in piazza Duomo alla fine di marzo ndr), e quindi sarà la prima volta di una “Mesiano di sensibilizzazione”, forse è il modo migliore per dare qualche messaggio ai giovani, tramite il divertimento. Per restare in tema ci saranno in giro per il bel parco della facoltà di ingegneria anche delle “Ecoisole Mesiano Sostenibili 2015”. Un gran ritorno è previsto della parete di roccia e il toro meccanico, ma anche del ring gonfiabile per chi vuole sfogarsi.

 Quella di Mesiano, dunque, vuole e deve essere una festa all’insegna della musica e del divertimento. Un divertimento che non sempre trovano soprattutto molti ragazzi (anche minorenni) che riescono ad intrufolarsi al parco e arrivano a stare male e non soltanto per l’alcol. La maggior parte che va alla Festa di Mesiano, però, sono universitari che hanno condiviso banchi ed emozioni per un anno accademico intero ed è giusto che possono rilassarsi per una giornata senza pensare, almeno per un attimo, alla sempre più vicina sessione estiva.

Per ulteriori informazioni: www.asi.ing.unitn.it (r.t.)

(*) Nota: vietare le lattine ed i contenitori di vetro per prevenire le violenze causate dagli alcolici, ha la stessa logica ed efficacia che proibire i foderi di pistola per prevenire le sparatorie.


ECO DEL CHISONE

Bricherasio: in 21 oltre il limite dopo la festa di paese

BRICHERASIO - Un controllo senza multe, per vedere se chi si mette al volante ha esagerato con l’alcool. Un po’ come avviene il sabato notte, fuori dalle discoteche. Ma per una volta - e qui è l’originalità dell’iniziativa - la prova del palloncino è stata effettuata al termine di un pranzo paesano, quello organizzato dalla Pro loco a S. Michele di Bricherasio.

Il test, condotto domenica dall’Amministrazione comunale e dalla Polizia municipale su un campione di 49 persone, uomini e donne, ha dato un esito su cui riflettere: «In 21 avevano superato il limite alcolemico, che il Codice della strada fissa a 0,5 grammi per litro - spiega Mauro Rivoir della Polizia municipale -. Una signora, in particolare, aveva un valore triplo rispetto al consentito: 1,87 g/l».

Il controllo è stato compiuto in modo anonimo e senza conseguenze per chi, liberamente, vi si è sottoposto. Com’è naturale, le persone che avevano ecceduto con l’alcool sono state invitate a non mettersi alla guida.

«L’iniziativa si proponeva di sensibilizzare gli automobilisti - aggiunge il sindaco Luigi Bosio -. Pochi hanno chiaro quale sia la propria soglia di tolleranza». Un limite che varia da soggetto a soggetto, in base al sesso, all’età, al peso, al metabolismo…

Se colti al volante in stato di ebbrezza, si rischia - oltre a una pesante contravvenzione - il fermo dell’auto, il ritiro della patente e una denuncia. Per non parlare della sicurezza, propria e altrui.

Meglio prevenire. O, ancor di più, diffondere una cultura che - all’estero - è radicatissima: chi guida non beve e nei gruppi di amici si fa a turno.

Daniele Arghittu


IL GAZZETTINO (PORDENONE)

Udine

Guardia civica per la legalità a Udine

Personalmente nutro fortissimi dubbi circa le capacità di correzione delle istituzioni della giustizia italiana riguardo ai delinquenti, nello specifico ai violenti ubriaconi friulani, che recentemente - apprendo dalla stampa - hanno spaccato una bottiglia in bocca ad un cameriere del centro storico della mia, della nostra, Udine, per il semplice fatto che si rifiutava di dar loro da bere, in chiusura del locale, oramai a tarda notte.

Visto che Udine, pur realtà piccola, sta diventando, checché ne dicano certi commercianti, una città - userei un eufemismo - sempre più "viva" nel bene e nel male, se le Istituzioni, pur facendo il possibile, non riuscissero effettivamente a garantire l’ordine necessario, credo che allora la cittadinanza debba poter dare il suo contributo, pur restando nei limiti della legalità. Se non esiste impedimento legale che vieta a priori la circolazione di gente ubriaca ovvero drogata potenzialmente in cerca di grane, non credo esista impedimento legale alla circolazione di gruppi di gente benintenzionata pronta a intervenire, deliberatamente, da "boni cives", "buoni cittadini", in caso di turbativa della sicurezza pubblica.

Nessun dubbio sull’impegno delle forze dell’ordine. E nessun dubbio sulla necessità di una libera mobilitazione civica sussidiaria ma permanente, pur nei termini della legalità. Il centro storico della mia, della nostra Udine va presidiato e difeso dai balordi, dagli ubriaconi, dai tracotanti giovani e meno giovani, friulani o meno, automuniti o meno d’alte cilindrate, che lo frequentano in particolare nelle serate di fine settimana. Ma gli ubriachi violenti ci sono sempre stati, si direbbe. Di fronte all’inesorabile perché allora non contrapporre un altro inesorabile, positivo anche se extralegale? Perché al branco dei prepotenti oggettivi non si contrappone il branco dei giustizieri, pur soggettivi? Non sarebbe civiltà? È civiltà forse lasciar esprimere soltanto l’inciviltà? Certo che no! La "guardia civica"? Un richiamo mitico! Non una ronda di partito, politicamente connotata ma una mobilitazione civica. Lo scrivevo alla stampa locale nel 1998, all’indomani dell’attentato ai tre poliziotti in Viale Ungheria a Udine, ai margini di Borgo Stazione: i quartieri non si difendono con i vigili o i poliziotti di quartiere ma con i quartieri! C’era nessuno che potesse intervenire, in strada, a difesa di quel cameriere? Siamo capaci di fare gruppo solo in negativo o anche in positivo? Dov’è che si vede lo spirito civico, la solidarietà, il coraggio di questa mia, di questa nostra città? Esagerazioni, si dirà. Certo, fin che non toccano personalmente. Ma il "bonus civis", il "buon cittadino", il "buon cittadino" udinese viene toccato personalmente ogni qualvolta un cittadino udinese o una persona semplicemente è costretta a subire delle angherie. Al cameriere vittima del recente pestaggio la piena solidarietà dall’anima vera ed irriducibile di quello che resta di un popolo udinese ancora degno di tale nome.

Alberto Travain coordinatore generale Fogolâr Civic


ROMAGNAOGGI.IT

Spadoni (Lpr): ’’Urgente un codice anti abusi contro l’alcol’’ 

RAVENNA - Gli Osservatori delle Regioni mettono in evidenza i dati sulle tossicodipendenze da cui emerge il preoccupante numero di alcolisti, un fenomeno molto diffuso ma spesso sottovalutato. La questione è estremamente complessa, di non facile soluzione e le vie per tentare di arginarla debbono passare inevitabilmente da un’adeguata battaglia culturale contro l’uso eccessivo di alcool e nel divieto di distribuzione ai minori di 18 anni. Prevenzione, educazione, sensibilizzazione, ma anche linea intransigente contro quella che viene da più parti definita l’emergenza più drammatica del nostro secolo dal punto di vista della sua diffusione.

Nella realtà di Cervia e Milano Marittima, ad esempio, si stanno sperimentando iniziative rivolte ai giovani, per evitare disordini ed episodi incontrollati, diminuendo o evitando l’eccesso di alcol e, in certi casi, proponendo happy hour analcolici o a consumo di alcool molto contenuto. E anche i Comuni della Valle del Savio, d’intesa con i Sert locali e le associazioni stanno impegnandosi su questo fronte proprio per evitare ai giovanissimi, a categorie a rischio e alle donne in gravidanza, la diffusione di sostanze alcoliche. In pratica hanno adottato una sorta di “Codice di autoregolamentazione per il bere senza rischi” che consente di bere ma senza eccessi.

Tale progetto ha visto il coinvolgimento dei gestori di locali pubblici i quali sono direttamente chiamati a comportamenti responsabili e coerenti, con il preciso compito di applicare un codice anti abuso che consiste di distribuire bevande contenenti alcolici fuori pasto solo dopo le ore 16 ed entro le ore 23. Ma anche di sospendere la diffusione di vino e bevande analoghe un’ora prima della chiusura dell’evento o della serata. Tali linee guida riguardano anche i minori di 16 anni, le donne in gravidanza e tutti quei soggetti con problemi o patologie particolari o in evidente stato d’ebbrezza. A quanto sopra, sono aggiunte limitazioni alle incentivazioni cumulative (ad esempio, dopo un certo numero di bevande alcoliche, ne segue un’altra fornita in omaggio dall’esercente) ed il contenimento delle campagne di promozione e di stimolo al consumo di alcolici.

In questo contesto le condizioni a rischio sono numerose e quindi i progetti sperimentali integrati fra sanitario e sociale aperti alla collaborazione di tutti gli attori direttamente interessati - dalle famiglie, alle scuole, agli esercenti - vanno portati avanti per evitare la dipendenza e malattia, oltre a conseguenti situazioni di inciviltà, di “sballo” e di “bullismo”. Cui molto spesso, purtroppo, vanno aggiunti gravissimi incidenti mortali per guida in stato di ebbrezza o per abuso di sostanze psicotrope. I danni provocati dal bere sono sotto gli occhi di tutti: occorre riflettere con grande serietà e adottare anche sul nostro territorio ogni strumento utile per ridimensionare il problema che ha effetti devastanti a livello personale, familiare e sociale.

Gianfranco Spadoni Consigliere comunale Lista Per Ravenna


IL GIORNALE DI VICENZA.IT

Strade insanguinate. I dati della polizia stradale per il Vicentino Scontri in continuo aumento Più 18 per cento da gennaio

Le patenti di chi provoca incidenti con feriti andrebbero sospese

di Diego Neri

Otto morti in un fine settimana, una raffica di feriti gravi e di giovani in rianimazione. In questi giorni il Vicentino affronta l’allerta incidenti stradali, ma in verità i dati relativi agli scontri in provincia sono in deciso aumento da parecchio. Se il 2006 aveva visto la polizia stradale impegnata in oltre mille schianti (qualche punto percentuale in più rispetto all’anno prima) i primi 4 mesi del 2007 hanno visto crescere il numero degli incidenti rilevati dagli agenti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: 416 contro 347, più 18 per cento.

«L’effetto della patente a punti oggi è pari a zero», aveva sintetizzato ieri il vicequestore Antonio Macagnino, che comanda la polizia stradale del Vicentino. I suoi uomini, per mestiere, si occupano di incidenti. Ma, questi dati sono parziali perché non comprendono quelli di carabinieri e vigili urbani, ma sono altamente indicativi. E fra le cause erano state additate le guide in stato di ebbrezza, 600 ogni anno, e la velocità. È in corso in questi giorni uno studio sull’incidenza dell’alcol negli scontri, che potrebbe fornire molti spunti di riflessione.

Quali che siano le motivazioni, resta il fatto che gli scontri sono in continuo aumento e le cronache ne danno conto, con tante vittime, anche giovani. Fino al 30 aprile di quest’anno l’ufficio infortunistica della polstrada di Vicenza, comandato dall’ispettore capo Ciro Valentino, aveva rilevato 5 incidenti mortali, ma in maggio coloro che hanno perso la vita sulle strade beriche sono stati il doppio.

Quali strategie contrapporre ad una scia di sangue che tocca soprattutto, ma non solo, i motociclisti, i più esposti?

La stessa stradale ha già annunciato una serie di servizi mirati in alcune strade dove i centauri hanno il piede pesante. Dovrebbero attuarsi già dai primi di giugno. Sul Costo, nel 2003, diedero ottimi risultati, ma fecero spostare gli esagitati su altre strade, come la provinciale 350 dove sabato hanno perso la vita due fidanzati e una ragazzina.

In molti auspicano anche un inasprimento delle sanzioni per chi sgarra, salvo poi - come ha ricordato il comandante della polizia locale di Thiene Giovanni Scarpellini - accusare i vigili se fanno le multe con l’autovelox.

Per gli esperti del settore però basterebbe applicare il codice della strada. Fra l’altro, infatti, è previsto che chi provoca un incidente per aver commesso un’infrazione (una mancata precedenza, un sorpasso, la guida col telefonino) possa vedersi sospendere la patente. Nel 1992, quando entrò in vigore il codice, il ritiro era immediato anche se le ferite erano lievi. «Gli incidenti diminuirono drasticamente», ricordano gli operatori di polizia.

Successivamente, però, si è introdotto il meccanismo secondo cui chi rivela l’incidente - agenti, carabinieri, vigili - inviino copia del verbale e dei rilievi alla prefettura e alla motorizzazione. Sarà la prima, sentiti i tecnici, a valutare la sospensione che di fatto nel Vicentino avviene molto di rado e solo per gli incidenti più gravi. In realtà, il codice fa riferimento a «casi di evidente responsabilità».

Se gli automobilisti indisciplinati si vedessero sospendere per qualche settimana la patente anche per incidenti con feriti lievi - sono convinti gli esperti - la prevenzione e il calo di scontri sarebbero assicurati.


LA SICILIA

In manette marito violento

Litiga con la moglie e ferisce accidentalmente un carabiniere che stava proteggendo la donna 

La prontezza di uno dei carabinieri componente dell’equipaggio della gazzella intervenuta per sedare una violenta lite fra moglie e marito, ha evitato all’ultimo secondo che la donna fosse investita dall’auto guidata dal consorte che - secondo quanto accertato dai militari operanti - si trovava in evidente stato d’ebbrezza. Il militare coinvolto nell’incidente ha riportato ferite e contusioni ritenute guaribili, dai medici in servizio al Pronto soccorso del San Giacomo d’Altopasso, in una decina di giorni.

Lui, un operaio alquanto turbolento, è finito in manette ospite nella camera di sicurezza della locale caserma dove ha avuto tutto il tempo per smaltire la sbornia. Con l’accusa di violenza, minaccia aggravata, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, questa mattina alle ore 11, in stato di fermo, comparirà davanti al giudice monocratico della locale sezione del Tribunale - per vedersi processare con il rito direttissimo - il licatese Giuseppe Trigona, 40 anni, incensurato.

A far finire la scorsa notte ospite presso la camera di sicurezza del locale comando compagnia carabinieri il Trigona, una violenta lite con la moglie. L’arrivo sul posto dell’equipaggio di una gazzella dei carabinieri del Nucleo radiomobile del locale Comando ha visto l’uomo andare maggiormente in escandescenza, tanto che postosi alla guida della propria autovettura - una Fiat Panda - ha tentato di investire la propria moglie e soltanto la prontezza d’intervento di uno dei militari ha evitato gravissime conseguenze.

Il Trigona bloccato dai militari mentre ancora era alla guida dell’auto, ha gravemente minacciato i militari ingaggiando una colluttazione. Trasferito coattivamente presso gli uffici della locale caserma, stamani comparirà davanti al giudice monocratico il quale dovrà convalidare o meno lo stato di fermo operato dai carabinieri e quindi processare l’uomo.

Antonio cacciatore


IL GAZZETTINO (UDINE)

SAN VITO AL T.

Accusato di resistenza liberato dal Pm

Il pm Giorgio Cozzarini, esaminata la relazione della Polizia municipale e dei carabinieri di San Vito al Tagliamento, ha ritenuto insussistenti le misuri cautelari e ha disposto la scarcerazione di Edy Sandrin, 50 anni, di Ronchis (Udine), avvenuta sabato. La convalida dell’arresto avverrà nelle prossime settimane. Raffin era stato arrestato nella serata di venerdì perché aveva reagito in malo modo nei confronti della Polizia municipale e dei carabinieri, che erano accorsi ad accertare cause e dinamica di un tamponamento causato dall’operaio di Ronchis. L’uomo, successivamente sottoposto ad alcoltest, era stato trovato con un tasso di alcol sei volte superiore a quello massimo consentito dalla legge.


IL GAZZETTINO (BELLUNO)

Le strade dell’Alpago della zona di Farra e Spert l’altra notte si sono trasformate in una specie di autodromo dopo che una volante ha intercettato una Seat Ibiza che viaggiava a folle velocità 

Inseguimento e spari in aria per fermare tre ragazzi 

Quando i poliziotti sono riusciti a bloccare l’auto hanno scoperto che alla guida c’era un 19enne ubriaco con due minorenni a bordo 

Ponte nelle Alpi

Non li hanno fermati neppure i colpi di pistola sparati in aria dagli agenti della Polizia di Stato per intimidirli. Ma alla fine hanno dovuto cedere all’inseguimento che lunedì notte ha visto le strade dell’Alpago, in particolare le zone di Farra e Spert trasformarsi in una sorta di autodromo. Protagonista A.G. 19 anni alla guida di una Seat Ibiza che viaggiava con a bordo due minorenni.

Tutto è iniziato verso le due. I tre ragazzi vengono intercettati a Ponte nelle Alpi da una volante della Polizia di Stato. Sono le due di notte e la Seat viaggia ad altissima velocità. Scatta l’inseguimento da parte dei poliziotti che invertono la marcia e seguono la macchina sospetta intimando all’automobilista di fermarsi usando lampeggianti, sirena e persino il microfono esterno.

Per tutta risposta il giovane aumenta la velocità, forse credendo di riuscire a seminare i poliziotti ma questi non cedono e l’inseguimento continua lungo le stradine interne di Farra d’Alpago per poi continuare in direzione di Spert d’Alpago.

Proprio in quel tratto di strada, affrontando una curva ad altissima velocità, il giovane perde il controllo della vettura e finisce nel giardino di un’abitazione, concludendo la folle corsa. Almeno apparentemente. All’improvviso, proprio mentre gli agenti si avvicinavano con cautela alla Seat Ibiza, questa con una veloce retromarcia è riuscita a sfuggire e ad allontanarsi ancora a forte velocità. Gli agenti hanno sparato alcuni colpi di pistola in aria, senza ottenere alcun effetto. Sono risaliti in auto e si sono gettati nuovamente all’inseguimento della vettura.

La corsa è continuata, gli agenti, non sapendo con chi avevano a che fare, hanno sparato in aria ancora altri colpi di pistola, invano.

La corsa si è conclusa definitivamente solo alcuni tornanti dopo. Il giovane è stato sottoposto alla prova dell’alcoltest che ha rivelato lo stato di ubriachezza del conducente, dando anche spiegazione di una guidata tanto sfrenata e irresponsabile. A lui è stata ritirata la patente di guida e comminata la multa di 726euro, oltre ad aver decurtato il documento di 66 punti, in quanto neo patentato.

Quanto ai due minorenni, sono stati chiamati i genitori che li hanno presi in carico e portati a casa.


IL GIORNALE DI CALABRIA

Lite fra extracomunitari: un arresto (*)

REGGIO CALABRIA. Due giovani extracomunitari clandestini si ubriacano, litigano e vengono fermati dalla polizia. Uno di loro, però, finisce in carcere per ingiuria, minacce a pubblico ufficiale, con l’aggravante dello stato di ebbrezza. L’arrestato è Abdelghani Mogdani di 26 anni, marocchino. L’altro contendente, Moussalit Mohammed, anch’egli ventiseienne, è stato espulso dal territorio nazionale. Il primo dei due marocchini è stato accompagnato davanti all’autorità giudiziaria del Tribunale di Locri per il processo per direttissima ed il giudice ha confermato il provvedimento eseguito dalla polizia di stato del commissariato di Siderno. 


LA PROVINCIA DI SONDRIO

In breve

Condotti in carcere Arrestati i polacchi della rissa al bar Alla fine sono stati condotti in carcere in stato di arresto Mancin Sroga e Potr Vojtas, i due polacchi di 27 e 20 anni protagonisti domenica sera di una rissa all’interno di un bar in via Tonale. I due, completamente ubriachi, avrebbero aggredito anche i carabinieri arrivati sul posto per ricondurli alla calma. (*) (…)


IL GAZZETTINO (VENEZIA)

FERMATO A SOTTOMARINA 

Diciotto mesi di carcere per il marocchino che guidava ubriaco (*)

Chioggia

(M.Biol.) La giustizia ha fatto giustizia. E.A. il 44enne marocchino che domenica sera zigzagava ubriaco lungo le strade di Sottomarina e, una volta raggiunto da una volante della Polizia, ha tentato di investire uno degli agenti, è stato processato ieri mattina per direttissima e condannato a 18 mesi di reclusione. Per lui niente pena sospesa quindi, salvo sorprese dell’ultimo minuto, il 44enne marocchino rimarrà in carcere a meditare su quanto fatto. L’uomo era stato notato domenica sera da alcuni esercenti di viale Mediterraneo mentre usciva ubriaco fradicio da un locale della zona e si metteva alla guida della sua Renault Clio. Subito del fatto è stata avvisata la polizia che si è gettata all’inseguimento di E.A. raggiungendolo, dopo un breve inseguimento, in via Marco Polo. Alla vista dell’agente che si avvicinava per chiedergli i documenti, il marocchino aveva ingranato la marcia tentando di investirlo e ricominciando la fuga durata però solo pochi secondi. L’altro poliziotto infatti, alla guida della Volante, era riuscito immediatamente a sbarrargli la strada e ad ammanettarlo finalmente con l’accusa di lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale, guida in stato di ebbrezza e rifiuto di effettuare gli accertamenti sul suo stato psico-fisico.


Giovedì, 24 Maggio 2007
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