Martedì 11 Agosto 2020
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Rassegna stampa Alcol e Guida del 29 aprile 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

 

CORRIERE ADRIATICO

Parla il padre dell’indagato “Chiediamo scusa a genitori e familiari dei ragazzi morti”

Ahmetovic ha chiesto una immagine sacra da tenere stretta in mano. Vuole pregare per le vittime

Il capo degli zingari: “Vogliamo tornare”

APPIGNANO - Ha chiesto una immagine sacra da tenere stretta in mano. Vuole pregare e chiedere perdono per avere ucciso quattro “ragazzi del muretto” che ha falciato con il furgone mentre guidava ubriaco. Marco Ahmetovic, il Rom ancora ricoverato nell’infermeria del carcere di Marino del Tronto a causa delle ferite riportate nel tragico schianto di lunedì, non si da pace. Piange da quando i sedativi che gli erano stati somministrati la sera dell’incidente hanno smesso di fare effetto. E’ cattolico come molti degli zingari più giovani che sono fuggiti dal campo nomadi di Valle Orta, compresa sua figlia di due anni affetta dalla leucemia. Ripete che è stata quella notizia a farlo bere e che lui “quegli studenti li conosceva tutti e per questo il dolore per averli uccisi è insopportabile e niente potrà mai cancellarlo”.

E per la prima volta parla anche il padre dell’indagato, Majo Ahmetovic, che si rivolge ai familiari di Alex Luciani, Davide Corradetti, Eleonora Allevi e Danilo Traini, i ragazzi, tutti fra i 16 e il 19 anni, morti nell’incidente.

“Chiedo scusa per questa terribile disgrazia che certamente nessuno di noi voleva accadesse. Non doveva succedere e ne siamo profondamente addolorati” - ha detto Majo, riparato in Puglia con tutta la piccola comunità Rom. “Quella sera - racconta - sono passato dal luogo dell’incidente, ho dato una mano per i primi soccorsi, ma poi ho avuto paura che qualcuno potesse prendersela con noi, così siamo fuggiti. Ora che il nostro campo è stato distrutto chiediamo aiuto per i nostri figli: con noi abbiamo solo qualche vestito e qualche coperta”.

Ora i Rom di Appignano si trovano in Puglia “Se fosse possibile, vorremmo tornare, magari in quella nuova sistemazione a Campolungo. E’ importante soprattutto per i nostri bambini, perchè possano tornare a scuola. Nel frattempo il “giallo” sulla cittadinanza di Marco Ahmetovic è ancora aperto. Il ventiduenne infatti è nato a Caserta da genitori slavi. Dopo alcuni anni avrebbe dovuto chiedere la cittadinanza nel nostro Paese. I requisiti c’erano: è incensurato e ha sempre svolto una attività regolare. Titolare di una società a nome individuale si occupa della raccolta del ferro che poi rivende. Ma quei documenti per “diventare italiano” non li ha mai fatti o forse, come sostiene l’avvocato Felice Franchi, che ne ha assunto la difesa, non sapeva neppure di doverli fare pensando che si trattasse di un passaggio automatico. Sul fronte giudiziario si attendono gli accertamenti disposti dal sostituto procuratore Carmine Pirozzoli e soprattutto le due testimonianze che, secondo gli investigatori potranno confermare la dinamica del drammatico scontro costato la vita a quattro ragazzi di Appignano. I testi saranno sentiti tra qualche giorno. Solo dopo il legale dello zingaro deciderà se e quando presentare una istanza di scarcerazione per il suo assistito. Infine procede anche l’altra inchiesta, quella per l’incendio doloso al campo dei Rom appiccato la sera dei funerali delle vittime. Entro mercoledì i vigili del fuoco di Ascoli avranno terminato i rilievi nell’area tutt’ora sotto sequestro, poi la Procura potrà tirare le somme e capire se vi sono gli elementi per iscrivere una o più persone sul registro degli indagati. Al momento il fascicolo resta aperto contro ignoti.

GIANNI BERNARDI


CORRIERE ADRIATICO

La verità sulla tragedia

Dovevo tutelare i bambini

ASCOLI - Quando questo polverone si sarà abbassato e la voglia di linciarmi si sarà attenuata, urlerò a tutti la verità. Sono stata zitta nei giorni del lutto ed ancora oggi è troppo irrispettoso parlare.

Si legge sui giornali Di certo il Comune pagava acqua e luce. Ma non si precisa che era il Comune di Ascoli a pagare perchè la casa era la loro e loro ce li hanno messi. Vergognati Celani!

Dici che avevi dato lo sfratto ma non dici che questa soluzione sarebbe stata l’ennesimo schiaffo ad Appignano visto che i minori rom sarebbero stati messi in un istituto ed il mio Comune avrebbe dovuto pagare 730.000 euro l’anno per la retta. Era per questo che li volevo spostare. Sono disponibile ad un confronto con te al più presto ma dubito che avrai il coraggio di guardarmi in faccia e ripetere le bugie che dici sui giornali.

Vergognati Natali! Hai detto che per spostarli sarei dovuta passare sul tuo cadavere (l’assessore ha però precisato di non avere mai detto quella farse, ndr)! Ho tutti i documenti per dimostrare tutto quello che ho fatto. Perchè ci sarebbero stati più di 50 articoli sui giornali contro lo spostamento del campo a Campolungo se io non stavo lavorando per questo? Ma oggi fa comodo dimenticarselo. Sono sicura che se fossero stati spostati, come sarebbe successo tra un mese e questo pazzo ubriaco avesse ucciso altri innocenti, sarebbe stata colpa mia lo stesso.

Io stavo risolvendo il problema dei rom ad Appignano non a livello nazionale. Chi dice di sapere che la tragedia era annunciata che cosa ha fatto? Ma ora lasciamo altro tempo al dolore come è giusto e datemi, fra qualche giorno, in un consiglio aperto, la possibilità di farvi vedere tutto ciò che è stato fatto; dopo i miei cittadini potranno giudicarmi come vogliono, ma almeno avrò mostrato la verità. Ora lasciatemi essere Nazzarena, affranta dal dolore per questi nostri ragazzi e addolorata al pensiero che il vero ed unico problema è di quelle famiglie che non hanno più i loro figli.

NAZZARENA AGOSTINI*,* SINDACO DI APPIGNANO DEL TRONTO


CORRIERE.IT – “ITALIANS”

Servizio civile in pronto soccorso per chi viene trovato ubriaco al volante

Ciao Beppe,

hai visto l’iniziativa che vuole prendere il Comune di Reggio Emilia? "Servizio civile in pronto soccorso i venerdì sera e sabato sera per chi viene trovato ubriaco al volante" (assessore alla Coesione sociale). Lodevole pensata, no? Ma forse prima bisogna fare i controlli, o sbaglio? E come hai testimoniato tu, questa cultura da noi manca assai.

Lorenzo Fazzini, lorenzo.fazzini@tiscali.it

Iniziativa ottima, direi. Devo dire che a Reggio Emilia hanno spesso il coraggio delle idee semplici.

Beppe Severgnini


IL GAZZETTINO (Treviso)

Patente sequestrata, gira con quella del fratello morto

Montebelluna

(L.Bel.) Due anni fa la polizia municipale di Montebelluna gli aveva sequestrato la patente per guida in stato d’ebbrezza. L’altra sera nel viale della stazione E. M., del 1939, di Montebelluna, si è ripetuto. Questa volta però era in possesso della patente del fratello, morto alcuni anni fa. Ad insospettire gli agenti della polizia municipale era stato il procedere a zig zag di una Nissan Micra contromano lungo il viale della Stazione. Soltanto fortuite coincidenze hanno evitato che l’uomo andasse a sbattere contro altri mezzi che provenivano in senso opposto. Dopo aver seminato il panico l’uomo è stato bloccato e portato immediatamente nella stazione della Polizia Municipale in via Piave dove è stato sottoposto ai controlli del caso. Ad E.M. è stato riscontrato un tasso alcolico superiore di quattro volte al previsto. Sul personaggio, barcollante, sono stati eseguiti ulterori controlli dal comando e poi è stata fatta la denuncia.

L’auto è stata posta sotto sequestro per tre mesi e ora E.M., dopo la sospensione della patente avvenuta due anni fa, rischia di non ritornare più in possesso del documento per non essersi mai sottoposto ai controlli previsti dalla legge. Ovviamente all’uomo è stata sequestrata anche la patente del defunto fratello.


IL TIRRENO

Ventunenne ferita a un occhio durante un rave party

La ragazza colpita da un sasso scagliato da un maghrebino ubriaco

 PIOMBINO. Una piombinese di 21 anni è rimasta seriamente ferita l’altra notte durante un rave party in corso all’area di Castello, a Firenze. La ragazza è ora è ricoverata nel reparto specializzato dell’ospedale fiorentino di Careggi per curare la ferita a un occhio, giudicata guaribile in quindici giorni, dopo l’aggressione da parte di un maghrebino avvenuta nella notte tra venerdì e sabato. Secondo una prima ricostruzione fatta dalla polizia la ragazza era in compagnia di un gruppo di amici, quando improvvisamente è nata una discussione con un giovane maghrebino, che si aggirava per la festa visibilmente ubriaco. La discussione è presto degenerata e il maghrebino prima ha cercato di colpire un amico della ragazza con un bastone, riuscendo però solo a sfiorarlo, poi mentre il gruppetto di ragazzi cercava di allontanarsi, ha lanciato una pietra colpendo la 21enne a un occhio. La giovane è stata subito soccorsa e trasportata in ambulanza all’ospedale di Careggi. Sul posto, oltre al personale del 118, anche gli agenti della squadra mobile. Sono stati numerosi i controlli effettuati dalle forze dell’ordine sui partecipanti al rave party, che durerà fino al primo maggio, e organizzato tra enormi polemiche: sei le persone denunciate per detenzione di sostanze stupefacenti, 17 quelle segnalate alla Prefettura come consumatori. Sempre nell’ambito dei controlli, sono stati sequestrati 57 grammi di hashish, 37 di marijuana, 3,50 di cocaina.


ANSA.IT

Rave party Castello: 11 denunciati per spaccio droga

Da venerdi’ 534 controllati, 23 segnalati per stupefacenti

(ANSA)-FIRENZE, 29 APR -Primo bilancio dei controlli effettuati da cc e polizia nell’area intorno al rave party di Castello,a Firenze,cui partecipano 6 mila giovani. Dall’inizio dell’happening, cominciato venerdi’, sino alle 8 di stamane, identificate 1.200 persone,secondo la Questura di Firenze. I controllati sono stati 534, 39 le contravvenzioni al codice stradale, 3 patenti ritirate, 3 carte di circolazione sottoposte a fermo amministrativo,11 denunciati per spaccio di stupefacenti, 23 segnalati per consumo di droga. 


 

LA GAZZETTA DI PARMA

DIPENDENZE DILAGA FRA I RAGAZZINI LA «MODA» DEI DRINK

L’allarme: «A Parma alcolisti a tredici anni»

All’«Airone» di Vicofertile sono passate in 4 anni 95 persone: 42 ce l’hanno fatta

Giacomo Talignani

Tre morti ogni ora: questo è il tragico bollettino delle vittime da alcolismo in Italia. Venticinquemila decessi all’anno, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, per i morti da alcol. Una piaga che non accenna a diminuire e che, anche nel nostro territorio, trova nuove strade per espandersi: il cosiddetto alcolismo da vino sta praticamente esaurendosi mentre aumenta in maniera esponenziale quello da superalcolici. Ad abusarne, soprattutto i giovani, in particolare giovanissime ragazzine che anche a Parma, tra un weekend e l’altro alla ricerca dello sballo, ingeriscono quantità d’alcol smodate. Dai cocktail ai colorati alcolpops, bevande gassate mescolate ad alcol, tra le «droghe» preferite dai giovanissimi tredicenni. Un tunnel di dipendenze che sembra non trovare un facile rimedio. A Vicofertile però c’è un polmone di solidarietà e cura che si occupa quotidianamente di queste tematiche: si chiama Airone ed è la comunità terapeutica residenziale di recupero per alcolisti aperta dal Centro di solidarietà Orizzonte (Cso) e finanziata dalla Fondazione Cariparma. (*)

 

(*) Nota: vi ricordo come, essendo La Gazzetta di Parma giornale a pagamento on-line, tutti gli articoli di questa testata vengono riportati in rassegna stampa solo per la parte “in chiaro”, ovvero solo le prime righe di ogni articolo. 


 

LA GAZZETTA DI PARMA

Cocaina Uno sportello per consulenze in anonimato

Alcol e cocaina, mix che devasta l’anima, soprattutto fra i giovanissimi. Due droghe che oggi, a Parma, trovano altrettante risposte concrete: due nuovi sportelli informativi e di consulenza, promossi dal Centro di solidarietà Orizzonte, per cercare di arginare l’abuso di alcol e stupefacenti. Da lunedì 24 aprile infatti, nella sede del Cso di via Testi, sono attivi sia lo Sportello Informativo Testi, per chiedere aiuto a uscire dal tunnel della cocaina e delle droghe in generale, e il nuovo modulo di aiuto per alcolisti basato sul modello dei Cat Club per Alcolisti in Trattamento. (*)

 

(*) Nota: errore capitale!

Il club è di, non per.

Club degli alcolisti in trattamento.

La differenze è sostanziale.


LA GAZZETTA DI PARMA

NUOVE «MODE» Sempre più diffuso il «binge drinking»

Anche Parma non sfugge alla moda del «binge drinking»: fenomeno diffuso tra i giovanissimi che consiste nel bere più bicchieri in un’unica occasione con il solo fine di ubriacarsi. A livello nazionale, secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, il 67% dei giovanissimi fra i 13 e 15 anni beve alcolici. Quasi una moda, che dilaga fra gli adolescenti, un gusto mirato non più come un tempo alla passione per il vino, nei consueti orari del pranzo e della cena, ma indirizzato alla pura ricerca dello sballo attraverso superalcolici, birra e alcolpops.


L’ADIGE

no all’alcol

BRENTONICO - Aprile, il mese della prevenzione alcologica «La sobrietà come stile di vita», oggi giornata clou delle iniziative rivolte alla comunità per promuovere atteggiamenti e comportamenti che favoriscano la tutela e la promozione della salute. Si informa e si sensibilizza: davanti alle chiese, dopo le S. Messe, aperitivi analcolici e distribuzione di materiale informativo e presso la sede (sala piano terra Comune) del Club delle famiglie con problemi alcolcorrelati addetti saranno a disposizione (10-12) per informazioni sull’attività svolta.


IL GAZZETTINO (Pordenone)

Lettere

Dissento dal "sociologo" di Spilimbergo

Desidero replicare alla lettera apparsa sul Gazzettino il 27 aprile a firma Mazzon. Non conoscendo Spilimbergo e leggendo la lettera, verrebbe da pensare che questo paese sia abitato da una manica di ubriaconi o tossicodipendenti. Non si manca di monitorare le abitudini di poco più di diecimila anime che non si informano, non praticano attività sportive, nè si preoccupano di arricchire il proprio bagaglio culturale per poter competere con la preparazione di questo signore. Pare che il cittadino spilimberghese sia del tutto sprovveduto e incapace di emergere dalla propria condizione di rincretinito alcolizzato. Forse Spilimbergo si trova ogni giorno ad affrontare problematiche e difficoltà non sconosciute alla maggior parte delle cittadine italiane, ma da qui a disegnarla come una città infestata dalle peggiori nefandezze sociali ce ne passa.

E reputo che preoccupante non sia il numero dei locali aperti (locali che tra parentesi offrono servizi ben più ampi della mera somministrazione di dosi alcoliche); preoccupante è l’impegno di una singola persona troppo occupata ad autoincesare le proprie esperienze e le proprie opinioni con una arroganza malcelata da una presunta semplicità e che si permette di giudicare le abitudini di un paese intero.

È che dopo aver letto attentamente le affermazioni della lettera, vivendo a Spilimbergo ed essendo del tutto astemia, mi sorge spontanea una domanda: signor Mazzon, mi scusi, ma lei chi è?

L’unico disagio manifesto, viva Dio!, mi sembra il Suo e non mi meraviglio! Quale umanità si aspetta di trovare da parte di una comunità da Lei definita dedita al bere? Se queste sono le Sue argomentazioni, non mi stupisco affatto che il riscontro da Lei avuto non sia propriamente dei più cordiali! Se questo non è moralismo preconfezionato. Bravo a trovare pronte soluzioni per tutti. Bravo a definire rimedi immediati laddove, a quanto pare, anni di amministrazioni comunali hanno ripetutamente fallito.

Lei che cosi bene si è informato sugli eventi dello spilimberghese e che così meticolosamente ha notato l’assenza di qualsivoglia attività non mossa da fini speculativi, si è mai accorto che a Spilimbergo esistono un centinaio di associazioni di vario genere che accompagnano i cittadini e i loro figli?

Ginnastica artistica, nuoto, calcio, pallavolo, basket, judo, scuole di canto, di musica, cori, scuole di danza, associazioni musicali e politiche, università della terza età, associazioni di pescatori, di cacciatori, circoli micologici, ex alpini o bersaglieri che vengono coinvolti nell’organizzazione di diversi eventi.

E l’associazione "Il caseificio"? In poco più di un anno di attività ha promosso eventi a tema nella maniera più poliedrica possibile. Immagino la soddisfazione di tutte queste associazioni che vedono ignorato il loro sforzo di creare momenti di aggregazione alternativi. Gentile peraltro a concedere una nota positiva a favore del Folkest. Mi permetto di sottolineare che definirla una bella manifestazione estiva è riduttivo. E preoccuparsi di mantenerla viva fa onore. Peccato però che il signore scrivente forse non sa che sono più di venti anni che questa "manifestazione" porta a Spilimbergo eventi e personaggi noti in tutto il mondo.

Per quanto riguarda il mosaico in tutte le sue sfaccettature, lascio al presidente della Scuola il compito di rendere edotto questo solerte signore su tutto ciò che negli anni è stato fatto.

E chiedo venia se dopo ventisette anni di vita in questo paese non mi sono mai preoccupata di uscire la sera armata per difendermi dalle orde di delinquenti e narcotrafficanti che minacciano l’incolumità mia e della mia famiglia.

Mi perdoni Signor Mazzon, ma è davvero sicuro di vivere a Spilimbergo? E se questa è davvero la Sua opinione su questo paese, Lei che è stato per lungo tempo cittadino del mondo e che si premura di indicarci a esempio le sue esperienze spirituali e non, perchè mai non si occupa di trovare un luogo a Lei più congeniale, dove poter socializzare a prescindere dal tasso alcolico?

Abbia pazienza, ma visto che chiede una risposta in faccia, mi permetto di dirLe non che sbaglia, ma che sono pronta a chiamare in causa tutti gli spilimberghesi (quelli non dediti al bere, naturalmente!) per dimostrarLe che molti di noi non condividono le Sue illazioni.

In ultimo, da persona a cui piace correre a piedi e in bicicletta nei meravigliosi dintorni di Spilimbergo, pur compiaciuta sia dal fatto di meritare la stima del signor Mazzon sia dal fatto che egli sia così attento a osservare le mie e le altrui passioni, ricordo a chiunque legga queste righe che reputo offensiva l’opinione che il signor Mazzon si è fatto sugli spilimberghesi.

Frequentare un locale non implica l’iscrizione automatica al Sert. Non tutti gli avventori di un bar hanno i valori del sangue paragonabili a quelli di un etilista. Per concludere, prego il signor Mazzon di risparmiarci le sue critiche poco costruttive e di impegnarsi a scoprire i tanti lati positivi di Spilimbergo che, come dice una persona di mia conoscenza, non è un paese, ma un modo di essere.

Simona Cimarosti

Spilimbergo


IL GAZZETTINO (Venezia)

La Polizia ha iniziato una serie di controlli: 7 patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza 

Lotta ai pirati della strada

 Chioggia

(M.B.) Troppi pirati della strada, troppi ubriachi al volante, e così la polizia di Chioggia corre ai ripari e, munita di etilometro, fa partire controlli a tappeto su tutta la città. Il primo di quella che si preannuncia come una lunga serie da qui alla fine dell’estate è stato effettuato l’altra sera. Tre pattuglie si sono mosse lungo tutto il territorio allestendo posti di blocco nei punti strategici e più pericolosi della città. A finire sotto la lente d’ingrandimento della polizia soprattutto viale Mediterraneo, il Lungomare Adriatico e Isola dell’Unione. Tre punti dove la strada altro non è che un lungo rettilineo che invoglia a correre spesso con conseguenze gravi in caso di sinistro. I controlli sono durati tutta la notte. 60 complessivamente le persone fermate e identificate dalla polizia. Di queste ben 6, 5 ragazzi e una ragazza, sono stati trovati al volante con un tasso alcolemico al di sopra del limite consentito.Una settima persona fermata è stata invece sorpresa alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. A tutti e 7, di età compresa tra i 18 e i 29 è stata ritirata la patente. I controlli, fa sapere la polizia, continueranno a lungo e saranno più serrati durante i weekend per cercare di evitare che episodi come quello che ha portato alla morte del 15enne Fabrizio Veronese, non si verifichino più.


IL GAZZETTINO (Padova)

NELL’ULTIMO GIORNO DELLA MANIFESTAZIONE CONTRO LE STRAGI DEL SABATO SERA, PROVE, SIMULAZIONI E LEZIONI SUL CODICE DELLA STRADA 

In piazza Garibaldi gli spot che invitano alla prudenza

Spot salvavita inneggianti alla prudenza e alla maturità al volante, prove e simulazioni, lezioni sul codice della strada perchè possedere la patente non sempre è garanzia di saggezza di guida. Comune, Progetto Giovani, Polizia stradale e Motorizzazione hanno organizzato ieri la giornata clou della Settimana mondiale sugli incidenti sulla strada: occhi puntati su piazza Garibaldi dove, da lunedì scorso, è in bella vista un’Audi A2 sfasciata da uno schianto in autostrada, carrozzeria contorta, vetri polverizzati per far riflettere le migliaia di studenti padovani, ragazzi, giovani lavoratori, amanti di spritz e notti brave, magari condite da superalcolici e sostanze stupefacenti. Giovanotti seguaci del "binge drinking", il fenomeno del momento che consiste nel bere con l’unico scopo di ubriacarsi. Quantificabile in 5/6 bicchieri concentrati in una sola serata, il binge drinking riguarda il 5,2\% dei teen-agers fra gli 11 e i 18 anni, con punte del 21\% tra i maggiorenni.

Una tendenza che aumenta ulteriormente tra i fumatori e chi frequenta le discoteche. Il Veneto è tra le regioni italiane ove il fenomeno è più diffuso (10,1\% degli under 18), secondo solo al Trentino Alto Adige (12,8\%), terza l’Emilia Romagna (8,2\%). Su questa nuova forma del bere e in generale sul binomio alcol e giovani, gli interessati hanno potuto trovare volantini, brochure e materiale informativo nel gazebo allestito in piazza Garibaldi. Parole su carta che si traducono in cultura del mettersi alla guida per contrastare la purtroppo quotidiana strage silenziosa che si consuma sulle nostre strade: ogni anno sono 26 mila gli incidenti con circa 900 morti e più di 35 mila feriti solo a Nordest. A Padova nel 2005 si sono verificati 3.826 sinistri, con 111 morti e 5.144 feriti.

In occasione della speciale Settimana di sensibilizzazione la Motorizzazione civile di galleria Spagna ha mostrato alcuni filmati, ribattezzati "Pillole di sicurezza" ed effettuato, anche in piazza, esercitazioni pratiche su simulatore di guida. Il mese di aprile, dedicato da Palazzo Moroni alla prevenzione dei comportamenti giovanili a rischio, si conclude dunque con l’invito a non correre, allacciare le cinture, essere responsabili. Come, in apertura delle manifestazioni, invocò il calciatore Julio Gonzales, vittima di un terribile incidente stradale che lo ha lasciato menomato. Rivolgendosi ad oltre seicento studenti delle scuole medie Petrarca e Pascoli, delle superiori Bernardi, Severi, Marchesi, Leonardo da Vinci, Natta, Belzoni, Einaudi, Camerini Rossi, raccomandò: «Ragazzi, la vita è preziosa, non buttatela via».

Federica Cappellato


L’ADIGE

L’alcol, la droga: «sirene» che incantano

Disagio, desideri, paure degli adolescenti e dei genitori: che a volte li amano troppo

di SILVIA BRUNO

Una sala gremita, il silenzio e l’attenzione della platea, i capi mossi in cenno di assenso, a provare che il problema esiste eccome: è dei giovani, delle famiglie, delle scuole, della società tutta intera. Molti gli insegnanti, moltissimi i genitori tra il pubblico che lunedì sera ha preso parte all’incontro organizzato dall’associazione culturale «Conventus». Adulti preoccupati, spinti dall’urgenza di capire come reagire di fronte alla condotta di una gioventù diversa, come dialogare con le «Adolescenze inquiete» chiamate in causa dall’intervento di Carlo Buzzi, docente di sociologia presso l’ateneo trentino, e dalle testimonianze «dal fronte» di due presidi: Giovanna Marchesoni, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Volano-Rovereto Nord, e Giovanna Sirotti, dirigente presso il Liceo «A. Rosmini». Parlano le esperienze quotidiane, a dimostrare che la «colpa», se di colpa si può parlare, non è di nessuno: non è dei giovani, per lo meno. Perché essi sono, così come i tempi moderni, un prodotto sociale e storico. Si racconta di genitori che amano troppo e amano male, e per questo contestano metodi educativi e contenuti didattici, e però pretendono che la scuola si accolli il gravoso compito di crescere i loro figli; si discute dell’esempio di maestri e insegnanti, stanchi, alle volte, di cercare nuova energia e nuove motivazioni; si ricordano storie di alunni indisciplinati, di ragazzi soli, di sirene che incantano. Dell’alcool, della droga. E di chi ne è morto, anche. Con l’esperienza dialoga la scienza: occhi puntati sui responsi della sociologia, sguardi che invocano solidarietà, rassicurazioni e soluzioni. Eccoli, i risultati delle statistiche, eccole, le tendenze evolutive della cultura giovanile: «All’origine della trasgressione degli adolescenti - ha spiegato Buzzi - vi sono numerose cause. Il numero dei giovani va diminuendo progressivamente: in Trentino si contano oggi 130 ultrasessantacinquenni ogni 100 giovani. I ragazzi (spesso sono figli unici) crescono in famiglie di adulti che condizionano i loro processi socializzativi e non consentono loro di sviluppare autonomia e creatività. Rimangono giovani più a lungo (la loro "adolescenza" inizia prima e finisce dopo) e lasciano il focolare domestico molto più tardi dei loro padri: in casa stanno bene, poiché la «famiglia degli affetti» li ha abituati ad un rapporto paritario in cui essi possono negoziare la propria libertà. Per quest’ordine di ragioni, i giovani hanno la tendenza a non valorizzare la propria esperienza, a non programmare il proprio futuro, a decidere del proprio presente di giorno in giorno (nella nostra regione, del 70% di coloro che proseguono gli studi, solo un terzo ha scelto il proprio corso di laurea prima di affrontare la maturità). Non che non abbiano valori: ne hanno troppi, ma non sanno organizzarli. Spesso non sanno discernere neppure il bene dal male: e quando propendono per il male, nemmeno se ne rendono conto». C’è da chiedersi, a questo punto, se i valori assoluti e i grandi modelli di riferimento manchino a loro e a loro soltanto.


CORRIERE ADRIATICO

ALCOL AL VOLANTE CONTROLLI serrati

FABRIANO - Si rafforza l’attività finalizzata alla prevenzione che polizia e carabinieri stanno portando avanti sul territorio montano. Ci riferiamo in modo particolare ai controlli che vedono protagoniste le forze dell’ordine sulle strade del capoluogo e extra urbane. Pattuglie della polstrada sono spesso presenti in tarda serata e nelle ore notturne lungo le arterie principali che conducono in città, soprattutto dall’Umbria e dalla costa. Proprio nei giorni scorsi, per altro, sempre durante questo tipo di attività, i carabinieri della compagnia di Fabriano hanno controllato 60 autovetture, accertato 12 violazioni del codice della strada, ritirato 4 patenti di guida e denunciato 2 giovani, poiché trovati in stato di ebbrezza. Controlli serrati, in primis, nei weekend, ma le forze dell’ordine sono attive pure nel corso della settimana.


L’ARENA di Verona

VALEGGIO. Nuovi spazi

Villa Zamboni offre le sale a gruppi e band

Anche una zona insonorizzata

 Valeggio. Migliora la fruibilità della parte di Villa Zamboni che il Comune ha affidato in convenzione all’Associazione «Humus» per l’utilizzo di spazi destinati al mondo dell’associazionismo. Infatti, dopo i lavori già svolti dall’Associazione per mettere a norma le sale (a disposizione dal maggio 2006), ora, grazie al contributo del Gruppo industriale Tosoni, è stato possibile risistemare completamente l’impianto di riscaldamento per i locali situati al piano terra dell’edificio.

«Il nostro obiettivo», dichiara Gian Paolo Antonioli, uno degli esponenti di «Humus», «è di garantire un luogo piacevole e vivibile e di metterlo a disposizione dei giovani e delle associazioni del territorio».

L’entrata è composta da una sala ampia, circa una quarantina di metri, e da una zona bar, dove non si possono distribuire alcolici, destinata ai soci del circolo. Ma uno dei punti di forza della struttura è la sala prove (circa 70 metri quadrati) che è insonorizzata e fornita di luci e audio. «Nella zona», continua Antonioli, «sono in molti a chiederci dove riunirsi, soprattutto dopo lo smantellamento della sala civica; e altri ci chiedono dove poter suonare. Qui mettiamo a disposizione la sala senza pagare un vero e proprio affitto, ma solo una spesa minima per il costo dell’elettricità e l’utilizzo della struttura. Vi sono già alcune band che utilizzano la sala prove, mentre altri gruppi, come gli appassionati dei giochi di ruolo, fanno uso di spazi diversi».

Alessandro Foroni


MARKETPRESS.INFO

APPUNTAMENTI - VIADANA (MN) / FESTIVAL DEL LAMBRUSCO: ‘VIADANA, LA SUA GENTE, IL SUO VINO’, 28/29 APRILE 2007 

Il Lambrusco Viadanese-sabbionetano, sotto zona del Lambrusco mantovano doc è corposo e autentico come le terre dove cresce e ha una propria specificità legata alle caratteristiche di terreni argillosi, ricchi di umidità, strappati solo in tempi relativamente recenti al dominio dei fiumi. Più nero e più pieno del lambrusco dell’Oltrepò mantovano, l’altra sottozona, accompagna con il suo sapore denso una cucina locale tutta giocata sulla stagionalità di alcuni prodotti: il melone, la zucca, le lumache e le mostarde oltre che il formaggio, il Grana Padano. Raramente in questa zona i vigneti sono organizzati in funzione di coltivazioni estensive o di produzioni industriali: i filari paralleli, talvolta soltanto 4 o 5, spesso impiantati a cortina semplice, sono un retaggio della dimensione della corte e delle sue colture integrate, dei tempi in cui il vino si produceva per gli usi della famiglia e soltanto una parte veniva venduta all’esterno. Così le viti talvolta ancora accompagnate agli alberi, sono una presenza costante nel Viadanese un’area che ha ottenuto il riconoscimento a Doc nel 1999. Il Lambrusco è da sempre parte integrante della tavola di questi territori. Dal bevr’in ven, antipasto e primo insieme che oggi si serve soprattutto con gli agnoli; al melone e salame; alla zucca che con le mostarde costituiscono il trittico degli ingredienti del piatto mantovano più famoso, i tortelli di zucca. Il trionfo dei sapori delle terre nere del viadanese che si celebra ancora oggi nel rito collettivo della sagra, momento di riunione familiare, legame con le devozioni tradizionali non può che concludersi nella festa della tavola, per la quale si prepara, anche con settimane di lavoro, il meglio della produzione dell’annata. Ecco perché il 28 e il 29 aprile a Viadana e il 25 e il 26 agosto a San Benedetto Po: nelle due “capitali” delle due sottozone del lambrusco mantovano doc. A Viadana sarà celebrata la fine di quei 3 mesi ideali per il lambrusco che a fermentazione naturale, come quello prodotto in queste zone, con la luna giusta, viene imbottigliato per il consumo dell’anno. A fine agosto, invece, in quel di San Benedetto Po sarà celebrato l’inizio della vendemmia. Dalla pianta alla tavola: i due momenti clou che segnano l’inizio e la fine del re rosso delle bollicine.

VIADANA – L’appuntamento di Viadana è stato organizzato e ideato in stretta collaborazione con il Comune di Viadana, assessorato alle Attività Produttive, la Pro Loco, i Commercianti e la Cantina sociale di Viadana. “L’esaltazione delle caratteristiche organolettiche attraverso l’abbinamento ai piatti e prodotti tipici della zona sono i metodi e i messaggi che con questo Festival vogliamo esaltare” affermano Gianni Borselli e Giorgio Baraldi, rispettivamente presidenti della ‘Strada dei vini e sapori mantovani’ e del ‘Consorzio volontario del lambrusco mantovano doc’, che con il patrocinio e il sostegno della CCIAA di Mantova e della Provincia di Mantova, assessorato all’Agricoltura si sono messi insieme per celebrare un’eccellenza mantovana conosciuta in tutto il mondo

IL PROGRAMMA – Sabato 28 aprile. Ore 17/19: Cantina soc. Di Viadana (ingresso gratuito) visite guidate alla cantina e ai processi di produzione del Lambrusco viadanese-sabbionetano doc. Degustazioni guidate da tecnici assaggiatori Onav di Lambruschi Mantovani Doc V. Q. P. R. D. : Il salico, Corte Vitaliana e VS. Ore 20: 3° Galà del Lambrusco mantovano doc. Cene-degustazione guidate presso i risoranti che hanno aderito all’iniziativa. I vini abbinati alle portate indicate saranno presentati da tecnici assaggiatori Onav. Domenica 29 aprile: Cultura e sapori genuini della zona. Rassegna enogastronomia con degustazioni e vendita prodotti tipici tra cui i lambruschi, i salumi, i formaggi, la pasta fresca, le mostarde e i dolci (centro Viadana e giardini Mu. Vi). Spazio degustazioni guidate e stand gastronomico (dalle ore 19, solo su prenotazione “le busaeche”, le trippe; per prenotazioni tel. 333. 4331246). La civiltà contadina: la cultura del vino dal passato a oggi. Esposizione di attrezzature agricole e moderne, piazza Matteotti; il modellismo della civiltà contadina della collezione di Francesco Verdi di Rivarolo del Re e Riuniti, Galleria Bedoli: 15 modellini di trattori e attrezzi agricoli funzionanti per scoprire il fascino della nostra cultura contadina. Piazza Matteotti diventerà per un giorno un campo allestito a vite e un’esposizione di attrezzature antiche per la lavorazione delle uve e la produzione del lambrusco in tutte le sue fasi; trattori a testa calda che verranno accesi; filari di vite e tecnici ne racconteranno l’anima. Spazio giovani e area spettacoli. Una grande osteria a cielo aperto… Negozi del cento aperti per lo shopping gastronomico e non solo. Tutti i commercianti del comune di Viadana hanno aderito all’iniziativa portando all’organizzazione un importante apporto di idee che sono sfociate nella creazione di angoli particolari dove riscoprire un pezzetto del passato e della storia, altri, proporranno le ultime tendenze della moda in Italia e nel mondo: nello spazio giovani (non per l’età, ma per lo spirito) sarà servito l’aperitivo che in Spagna sta spopolando e che viene fatto a base di Lambrusco mantovano; sempre in quest’area il lambrusco sarà servito a la volè. Ci si sposta solo di qualche passo e si potrà provare il sapore del lambrusco mescolato a quello dei sigari. (*) Non mancherà un’esposizione di barbatelle e di piante a vite da tavola. Ci sarà lo spazio benessere, con i massaggi alle creme di vino e uno spazio dedicato all’artigianato, con la creazione di gioielli che si rifaranno ai colori dell’uve e del vino. L’area spettacoli sarà curata dal gruppo locale “Guai chi suda”, favole e storie in dialetto viadanese intercalate a interviste di personaggi che hanno fatto e resteranno per sempre nella storia di queste terre. Attività collaterali: itinerario in bicicletta nella terra del Lambrusco viadanese-sabbionetano. Km 42 su percorso semplice. Viadana, Commessaggio, Ponte di Barche di Torre d’Oglio, Viadana. Partenza ore 8. 30. Durante il percorso guidato, saranno previste soste presso cantine e agriturismi per il ristoro. Organizzato dalla Strada dei vini e dei sapori mantovani. Per informazioni e prenotazioni: Comune di Viadana: tel. 0375. 786214-244, c. Arrighi@comune.Viadana.Mn.It ; Strada dei vini e sapori mantovani, tel. 0376. 234420, info@mantovastradaviniesapori.It . Www.Mantovastradaviniesapori.It . 

 

(*) Nota: alè!


EBETEINFIORE.IT

La Provincia organizza un corso di sensibilizzazione per problemi di alcolismo

L’Assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura della Provincia di Cosenza e l’Associazione Regionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento (A.R.C.A.T.-Calabria), in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato di Cosenza e l’ASL n.° 4, organizzano un corso di sensibilizzazione ai problemi alcolcorrelati e complessi, che si terrà a Cosenza, presso i locali della Parrocchia San Nicola, da lunedì 23 a sabato 28 aprile prossimo.

Il corso si propone di trasmettere conoscenze teorico-pratiche relative all’alcologia generale, ai problemi alcolcorrelati, all’approccio ecologico-sociale con particolare riferimento al Club degli Alcolisti in Trattamento, avvalendosi di uno staff docenti estremamente qualificato.

Il corso è aperto a volontari, operatori socio-sanitari, educatori, insegnanti, membri dei Club degli Alcolisti in Trattamento e quanti altri intendono operare nel campo della prevenzione e del trattamento dei problemi alcolcorrelati e complessi.

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Lunedì, 30 Aprile 2007
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