Venerdì 21 Febbraio 2020
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Rassegna stampa Alcol e Guida del 23 aprile 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

 

TRENTINO

Sulla lotta all’alcol Rovereto si muove bene

Ci stiamo rendendo conto che l’alcol sta facendo strage del nostro benessere. Davvero da elogiare la strategia del comune di Rovereto sul problema. Una presa di posizione coraggiosa, eticamente ineccepibile che apre nuove frontiere sui finanziamenti pubblici distribuiti a piè di lista alle associazioni contestualmente a feste e sagre. I soldi pubblici devono essere dati a coloro che si preoccupano della salute e del benessere delle persone, della comunità. E l’alcol rappresenta di solito il ricavo, la cassa piena, le entrate sicure. È tempo di cambiare, è ora e tempo che i responsabili, le amministrazioni, la politica si pre-occupino del benessere e si facciano garanti della sicurezza operando in anticipo con scelte strategiche mirate. Questo non è proibire ma favorire un contesto sociale vivibile in controtendenza rispetto ai consumi e alle abitudini pseudo-culturali che elevano vino e alcolici in generale a simboli della tradizione, del culto del divertimento, della socializzazione. Gli amministratori lascino liberi tutti di organizzare feste con presenza di alcol ma non in “in nome loro “e questa è libertà. Il Comune di Rovereto sta dando prova di sensibilità e del resto fa anche parte di un coordinamento intercomunale e interforze che in Vallagarina si sta muovendo bene. Va anche ricordata la presenza attiva del Centro di Alcologia del Distretto Sanitario che opera da anni nelle scuole. Il benessere comincia da noi, dai nostri comportamenti personali. Ma va reso merito alla consapevolezza sociale, alla preoccupazione degli amministratori. Il Comune di Rovereto sta dando una svolta culturale importante promuovendo il dialogo, la parola, il confronto sereno. Nessuno veda diktat dove non ci sono.

Franco Baldo MORI


 
IL GAZZETTINO (PORDENONE)

Ieri l’inaugurazione della 59. edizione della manifestazione casarsese che offre un programma ricco di eventi culturali e spettacoli 

Al via la Sagra del Vino

A distanza di quasi 20 anni la 59. Sagra del Vino riparte simbolicamente dalla prima realtà vitivinicola del Friuli che le ha dato la paternità, offrendo un programma ricco di eventi culturali, spettacoli e specialità enogastronomiche. All’inaugurazione, oltre a tante autorità, era presente il pubblico delle grandi occasioni: «La Sagra del Vino - ha detto il neopresidente della Pro Casarsa Stefano Polzot - è una festa popolare ma con contenuti di qualità: cito il Simposio di Primavera e il concerto di Rava dell’1 maggio. Abbiamo intanto incassato incoraggianti risultati in termini di pubblico. Ciò fa onore alla Pro e alle associazioni, che rendono possibile l’evento, e agli sponsor. L’obiettivo è di farla diventare la Festa del Vino». «Abbiamo aperto le porte del vecchio capannone della nostra azienda - ha spiegato Renzo Colussi - per valorizzare il legame tra la La Delizia e la Sagra. Questa cooperativa ha contribuito negli anni a far conoscere il nome di Casarsa nel mondo. Intendiamo rendere sempre più grandi i nostri vini». Elogi alla manifestazione anche il sindaco di Casarsa Claudio Colussi e dal presidente della Provincia Elio De Anna: «Cosa sarebbe Casarsa senza la sua Sagra? - Si è chiesto De Anna - Questa iniziativa è per il paese e per la Provincia un valore inalienabile». Sulla stessa linea l’assessore regionale Enzo Marsilio: «Credo che il segnale che la Cantina di Casarsa, con Friulvini, sta dando sia importante nella storia dell’agricoltura regionale. È la strada per costruire nuove opportunità di crescita per il settore vitivinicolo».

A non mancare, come sempre, saranno gli ingredienti tipici della festa: cibo, vino, divertimento, luna park e grandi ospiti: da Kledi Kadiu a Stefano Chiodaroli, fino ai Papu e ai maghi del festival nazionale.

Michela Sovrano


 
ASAPS.IT

Alcol, sostanze & guida: i giovani e i meno giovani

Di Franco Taggi*

Nel mondo ogni anno circa 5 milioni di persone perdono la vita per traumi. Di questi, circa uno su quattro muore in seguito ad incidente stradale (in Italia, uno su tre).
Per ogni morto in incidente stradale ci sono poi 2-3 invalidi molto gravi, 20 ricoverati, più di 250 accessi al Pronto Soccorso.

Attualmente, in Italia, secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale “Ambiente e Traumi” (ONAT) dell’ISS, queste cifre annuali si traducono in:

- 6.000 morti;

- 15.000 invalidi (molto gravi);

- 120.000 ricoveri;

- più di un milione di accessi al Pronto Soccorso.


Il problema degli incidenti stradali è particolarmente cruciale per i giovani:

- più di un decesso su tre riguarda soggetti con meno di 30 anni;

- in certe classi di età si muore prevalentemente per incidente stradale (più della metà di coloro che muoiono a 18 anni, muoiono in seguito ad incidente stradale);

- l’incidente stradale è la prima causa di morte per i maschi sotto i 40 anni;

- l’incidente stradale è la prima causa di invalidità grave dei giovani.

A fronte di questa situazione assai sconfortante dello stato delle cose, è naturale chiedersi quali siano le cause, e se tali cause possano essere controllate al fine di ridurre questo drammatico quadro di perdite di vita e di salute che, in base a stime diverse, costa al nostro paese in termini sanitari e sociali più di 35 miliardi di euro all’anno (avete letto bene: miliardi di euro, non milioni).
Come la ricerca epidemiologica ha da tempo mostrato, le cause di questo fenomeno sono molteplici.

Tuttavia, tra le tante, una prevale: la guida in stato di ebbrezza, cui può essere indicativamente attribuito – in termini di causa determinante – circa il 30% degli incidenti stradali gravi o mortali (uno su tre).
E’ bene dire subito che il guidare in stato di ebbrezza alcolica non è un fenomeno caratteristico solo dei giovani: questa perniciosa abitudine riguarda anche gli adulti; anzi, ancor più gli adulti.
La cosa non deve sorprendere, in quanto – secondo valutazioni a suo tempo diffuse dalla Società Italiana di Alcologia – nel nostro paese ci sono circa un milione di alcolisti e tre milioni di bevitori eccessivi.

Il problema specifico dei giovani è che l’uso di alcol è spessissimo accompagnato da quello di sostanze d’abuso (leggi: droghe), con quel che ne consegue per la sicurezza stradale in quanto gli effetti congiunti dell’alcol e delle droghe sul cognitivo del conducente non si sommano, ma si moltiplicano.
In base ai risultati degli studi nazionali svolti tra il 1998 e il 2005 dall’ONAT, relativi a più di 30.000 giovani, e in base ad altri studi, possiamo affermare che, in termini di massima, attualmente più di tre giovani su quattro fanno uso di bevande alcoliche, più di un giovane su tre ha fatto nella vita esperienza con le droghe e uno su cinque continua ad usarle. Tra i maschi che bevono alcol, circa quattro su dieci consumano anche droghe (nelle femmine la quota si riduce un poco, a una su tre).

Sempre riferendoci agli studi dell’ONAT sui conducenti molto giovani (18-19 anni), circa un soggetto maschio su cinque riferisce di aver guidato almeno una volta in stato di ebbrezza nell’ultimo mese (nelle femmine di analoga età questa quota scende a una su trenta).

Tenendo conto che i giovani rappresentano intorno ad un quinto delle patenti attive (che sono circa 35 milioni), e ricordando che la guida in stato di ebbrezza è un problema anche per gli adulti, si comprende bene come la sicurezza della circolazione sia oggi “fuori controllo” per quel che riguarda il fattore “Alcol, Sostanze & Guida”.
Gli studi svolti dal reparto “Ambiente & Traumi”, oltre ad interessarsi delle dimensioni del fenomeno (attività specifica dell’ONAT), hanno prodotto importanti risultati che forniscono indicazioni precise in termini di “terapia”.
Al di là di indicazioni ovvie, dettate anche dal buonsenso, come elevare il numero dei controlli su strada per la guida in stato di ebbrezza o sotto l’influenza di sostanze psicotrope (articolo 186 e 187 del Codice della Strada), ne emergono altre meno scontate, tra cui segnaleremo ora quelle di maggior interesse.
In primo luogo, è necessario che a fronte di queste violazioni i periodi di sospensione della patente di guida seguano una progressione geometrica: ad esempio, nel caso di controlli su strada (e quindi in assenza di incidente stradale) se alla prima infrazione la sospensione è di sei mesi, la seconda volta dovrà essere di un anno; la terza di due; la quarta di quattro, e così via.
In questo modo, chi non rispetta le regole e si propone costantemente come elevato rischio per gli altri utenti della strada, viene automaticamente – e per sua scelta - allontanato dalla guida per periodi sempre più lunghi.

Ovviamente, in caso vi fosse responsabilità nell’aver causato un incidente stradale mortale o con feriti, tale regola dovrà essere necessariamente resa più dura, sino a pervenire in alcuni casi alla definitiva revoca della patente.
In secondo luogo, è necessario (lo è da anni, come più volte da noi segnalato) che le Commissioni Mediche Locali (CML), che si occupano specificamente dei soggetti che incorrono in questo grave tipo di violazioni del Codice della Strada, facciano tutte riferimento ad un data base comune che riporti l’intera storia del soggetto, come pure a regole comuni di giudizio. Non deve più accadere che ci siano persone cui viene restituita la patente tre, quattro, cinque o più volte dopo essere stati trovati dai controlli su strada delle FF.OO. a guidare in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’influenza di sostanze. Quale che sia la CML che esamina il caso, deve essere prontamente disponibile per chi deve giudicare quello che il soggetto ha commesso in passato, indipendentemente dalle CML che se ne sono occupate.

Il caso emblematico di questo stato di cose – che deve essere modificato quanto prima rendendo disponibile un’informazione ora frammentata - è quello recente di un camionista cui, nonostante si fosse reso responsabile della morte di 11 persone (sic!) guidando in stato di ebbrezza, è stata restituita la patente ben 7 volte.
In terzo luogo, è bene riflettere sulle strategie di comunicazione.
La comunicazione tramite media dei rischi della guida sotto l’influenza di alcol e/o sostanze, è molto importante, ma è anche assai costosa; e quindi va impiegata con un granello di sale, evitando di cadere in ingenue speranze miracolistiche.

La comunicazione è certo utile in termini di attenzione al problema, e per una sua maggiore conoscenza da parte del pubblico, ma – anche in termini di buonsenso – essa appare completamente inutile per il target maggiormente pericoloso. Può qualcuno pensare seriamente che un alcolista o un bevitore eccessivo (o un dipendente da sostanze) cambi le proprie abitudini vedendo uno spot televisivo o un messaggio su un giornale o su una rivista? Non scherziamo.
Chi beve in un certo modo (o in un certo modo usa sostanze), non lo fa perché poi deve guidare: bere e/o usare sostanze è parte della sua vita. Lo fa, e basta. E poi, magari, può trovarsi o meno a guidare un veicolo.
La comunicazione non può aiutarci a risolvere i problemi di questo “target”. Possono farlo invece gli alcologi e gli esperti di tossicodipendenze, una volta identificati questi soggetti: prima deve essere risolto il loro rapporto problematico con l’alcol e/o con le sostanze; poi si potrà considerare l’eventuale restituzione della patente.
In questo senso, la strada appare in effetti un importante punto di partenza per il contrasto dell’alcolismo e dell’uso di sostanze.
Ben diverso è il caso dell’educazione (dei giovani, intendiamo): la prevenzione del fenomeno “Alcol, Sostanze & Guida” nasce principalmente dalle azioni di prevenzione (in tutte le forme) dell’alcolismo e del bere problematico, come pure dell’uso delle sostanze. E’ questa la strada maestra per colpire il fenomeno alla sua base, come peraltro più volte ribadito, sin dagli anni ’80, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il problema che abbiamo dinanzi è assai complesso; tuttavia, se affrontato con concretezza e serietà, il suo peso sanitario e sociale può essere verosimilmente ridotto.
E agire alla radice del problema, informando seriamente e correttamente i giovani, come pure allontanando dalla strada gli “irriducibili”, sembra la direzione più razionale da seguire per far sì che i nostri “desiderata” abbiano a concretizzarsi e non restino nel limbo delle buone intenzioni.

 
*Direttore del reparto “Ambiente e Traumi”
Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Ambiente e Traumi (ONAT)
Dipartimento “Ambiente e connessa Prevenzione Primaria”
Istituto Superiore di Sanità - Roma

Fonte: Ufficio Stampa dell’Istituto
Superiore di Sanità"


 
GDOWEEK.IT

Flash. Il bere responsabile

Fontana di Papa. La nuova linea di monovitigni Chardonnay, Malvasia del Lazio, Syrah e Merlot U-You è protagonista di una iniziativa promossa nelle discoteche e nei locali notturni della penisola, per insegnare ai giovani a bere italiano, responsabilmente, con basse gradazioni alcoliche.


 
ASAPS.IT

Viareggio, l’Asaps al convegno “Non la bevo…”Convocati dalla Croce Verde tecnici ed esperti di sicurezza stradale. Univoco il messaggio: fermare la strage sulle strade

(ASAPS) VIAREGGIO, 23 aprile 2007 – C’era anche l’Asaps al convegno organizzato a Viareggio dalla Croce Verde, associazione di Pubblica Assistenza impegnata nel soccorso sanitario e nel sociale, sul tema dell’alcol. Non si è parlato di sicurezza stradale tout-court, ma del problema nella sua complessità, fornendo al folto pubblico intervenuto un prezioso strumento di conoscenza. Ai lavori ha partecipato anche l’Associazione Europea Familiari e Vittime della strada, con Sergio Cianti, Doretta Boretti e Federico Alfredo Bianchi. La tavola rotonda è stata presentata da Massimo Mazzolini, moderatore del forum, che ha subito introdotto Maria Gallo, responsabile delle Politiche Sociali dell’associazione viareggina, la quale ha spiegato le ragioni dell’iniziativa. La Versilia è infatti meta di un continuo pendolarismo del fine settimana, ed insieme alla riviera romagnola costituisce uno dei riferimenti per il popolo della discoteca. In questo contesto – lo sappiamo tutti – l’uso di alcol (ma non solo) raggiunge spesso la soglia critica, per la salute, in generale, e la sicurezza stradale in particolare. Si aggiunga poi la presenza, a Viareggio, di una tradizione antica e consolidata quale il Carnevale: prima delle sfilate dei carri allegorici, infatti, “carnasciale” vive nelle realtà dei rioni, dove nelle tantissime feste e nei continui appuntamenti mondani, l’alcol scorre letteralmente a fiumi. Emanuele Palagi, psicologo, ha parlato dell’esperienza maturata proprio nel corso dell’iniziativa “non la bevo…”, nella quale si è misurato con decine di adolescenti nelle scuole per cercare di comprendere il livello di percezione del rischio. La sua esposizione, come quella di molti altri relatori, è stata illustrata con proiezioni di diapositive e fotografie. L’ultima, in particolare, raffigurava un atleta nell’atto di saltare da un trapezio all’altro. Un’immagine molto significativa dell’età adolescenziale. Sui comportamenti a rischio dei giovani, ha parlato Guido Intaschi, responsabile del SERT della ASL 12 di Viareggio. Psichiatra, da anni impegnato nel monitoraggio del fenomeno “dipendenza”, Intaschi è andato molto a fondo, evidenziando le statistiche relative alla sua Versilia, spiegando per esempio come gli approcci infelici di molte campagne di sensibilizzazione, possano finire con il suscitare l’effetto contrario. Uno dei relatori più applauditi, è stato però Valentino Patussi, del Centro Alcologico Regionale. Il medico ha letteralmente ipnotizzato la platea, parlando di messaggi sbagliati – certo – ma anche di irresponsabilità dei produttori e commercianti. Ci ha fatto molto piacere l’esempio della Drive Beer, citato a caso campione di cosa possa arrivare a fare la pubblicità, pur di far passare il prodotto. Il colossale battage pubblicitario, lanciato per promuovere la birra “in regola con il codice della strada”, venne bloccato su iniziativa dell’Acat (alla quale l’Asaps fornì tutta la collaborazione possibile), ma resta il fatto che centinaia di autotreni continuano a circolare con i teloni che riportano le immagini della birra a bassa gradazione ed i motti incriminati, del titolo “tanto gusto, alcol giusto”. È toccato poi al nostro Lorenzo Borselli, che ha parlato delle procedure di accertamento dello stato di ebbrezza da parte delle forze di polizia. Il dirigente nazionale del nostro sodalizio, intervenuto su delega del presidente Giordano Biserni, ha incentrato il tema sulle difficoltà dell’accertamento, sui trucchi di molti indagati per sfuggire alle proprie responsabilità e di alcune falle nelle procedure per la decurtazione dei punti. In sostanza, come segnalato da molti referenti, i tribunali trasmetterebbero rarissimamente agli organi di polizia le sentenze di condanna (impedendo la definizione dell’atto e, quindi, la decurtazione), e spesso i processi si concluderebbero oltre il secondo anno dalla violazione, ed anche in questo caso il reo non subisce alcuna decurtazione di punti. È poi toccato ai politici parlare: prima Rossana Rosso, assessore alle politiche sociali del comune di Viareggio, poi il presidente della Conferenza dei sindaci della Versilia, Fabrizio Larini (sindaco di Massarosa), che ha parlato della difficoltà degli enti locali di far accettare le politiche di sicurezza le quali sono spesso fatte passare – a suo dire troppo semplicisticamente – come un metodo per fare cassa (chiara l’allusione all’autovelox), ed infine Silvano Simonetti, assessore alla Pubblica Istruzione della provincia di Lucca. Il suo contributo è stato quello di offrire la massima disponibilità alle iniziative in questo tema. I lavori sono terminati con un appassionato intervento di Doretta Boretti, autrice del libro “Sarà sempre natale”. Doretta, che ha perso due figlie in un tragico incidente stradale a Firenze, ha presentato il premio letterario “Elisabetta e Mariachiara Casini”: ne parleremo nei giorni prossimi in un articolo interamente dedicato all’iniziativa, che si concluderà a Palazzo Vecchio con la consegna di numerose borse di studio ai vincitori. Una di queste, sarà messa a disposizione dalla nostra associazione. (ASAPS)


 
ASAPS.IT

Alcol, la Repubblica Ceca è il paese europeo dove il numero di incidenti stradali mortali, dovuti all’ebbrezza, scende più rapidamente

(ASAPS) PRAGA 23 aprile – Alcol, la Repubblica Ceca è il paese europeo dove il numero di incidenti stradali mortali dovuti all’ebbrezza scendono più rapidamente: ne sono sicuri gli esperti dell’ETSC, che hanno elaborato le statistiche della sinistrosità tra il 1996 ed il 2005 in uno studio pubblicato martedì scorso (17 aprile), del quale renderemo conto nei prossimi giorni. Nel decennio preso in esame, il numero di vittime decedute in sinistri stradali provocati dall’alcol, è praticamente dimezzato. Secondo gli analisti, la tendenza positiva sarebbe interamente dovuta alla tolleranza zero imposta dalla legislazione ceca in materia di alcol al volante: a questo si aggiungano i sempre più frequenti controlli della polizia e le severe sanzioni alle quali gli ebbri vanno incontro. Resta il fatto che se l’alcol è oggi responsabile in Repubblica Ceca solo del 4,4% delle vittime, il numero totale di morti diminuisce con minore intensità, essendo passato dai 1.570 registrati nel 1996 ai 1.290 nel 2005. (ASAPS)


IL TEMPO

VERBANIA — Un etilometro fai da te contro le stragi del sabato sera, il «Soffia e sai», da lunedì sarà ...

 ... distribuito in tutte le farmacie italiane. Il kit monouso, composto da un palloncino e da un’ampolla di sali reagenti, che dice all’automobilista se il suo tasso alcolico è inferiore o superiore al limite di legge (0,5 grammi per litro di sangue), è stato presentato in prefettura a Verbania, dove Fipe e Confcommercio ne hanno già acquistati duemila da distribuire ai 400 associati (bar, ristoranti, discoteche, pub) perchè li propongano gratuitamente ai loro clienti. Lo scopo è di indurre gli automobilisti a non guidare dopo aver bevuto alcolici. (*)

 (*) Nota: è evidente la contraddizione logica.

Se lo scopo è veramente indurre gli automobilisti a non guidare dopo aver bevuto alcolici, la distribuzione degli etilometri tascabili non solo è inutile, ma è proprio controindicata, perché “confonde” un messaggio chiaro.
Se ho bevuto non ho bisogno di un etilometro per saperlo: in questo caso non devo guidare.
Un messaggio chiaro ed inequivocabile.
Se mi danno l’etilometro tascabile, significa che mi fanno passare un altro messaggio, ben diverso, ovvero “non guidare se sei sopra lo 0,5”.
Può sembrare pignoleria, ma in una materia così delicata non ci si può permettere di far passare messaggi confusi e contraddittori.
Eppure questa degli alcoltest monouso è diventata la moda del momento.


 
LA GAZZETTA DI PARMA

Campagna per una guida più consapevole

SICUREZZA STRADALE
FONTANELLATO II Tre etilometri pronti a rilevare il tasso di alcol nel sangue di chi guida in stato di ebbrezza. Oltre 3.500 kit con palloncino usa e getta, finanziati dall’Aci di Par­ma, in distribuzione agli studen­ti di 17 e 18 anni. E ancora cento agenti, capitanati dal coman­dante del Corpo Unico delle Ter­re Verdiane Claudio Malavasi, che pattugliano... continua...


 
BRESCIAOGGI

INIZIATIVA DELL’ATF

Alcol test a prezzo politico nelle farmacie bresciane

 Le farmacie bresciane si schierano a fianco delle istituzioni nella prevenzione degli incidenti stradali. In occasione della «Settimana mondiale della sicurezza stradale», che parte oggi, aderiscono alla campagna di prevenzione e avviano la distribuzione a «prezzo politico» del test monouso per la misurazione del tasso di alcol nel sangue.
È il modo più efficace per consentire agli automobilisti di valutare se dopo una serata al ristorante o in discoteca siano in grado di mettersi alla guida in tutta sicurezza. Se il test supera il limite di 0.5 grammi per litro, imposto dalla legge, meglio desistere.
Possono bastare una pizza e una birra media a far superare il tasso alcolemico, soprattutto se si comincia a bere prima di mangiare, e se al tavolo della pizzeria è seduto un giovane senza gli enzimi «mangia-alcol» o una donna, più vulnerabile. Qualora uno di questi si mettesse subito al volante - spiegano i farmacisti dell’associazione presieduta da Renato Grendene - potrebbe essere "pericoloso per sé e per gli altri". Non è un caso che in altri paesi europei è ormai consuetudine che, a cena in compagnia, uno si offra volontario a turno e rinunci a bevande alcoliche per riportare a casa gli altri.
Grendene, poi, sottolinea di suo che l’abuso di alcol «costituisce un problema sociale e sanitario», e ricorda che pochi giorni fa, in occasione dell’«Alcol prevention day» all’Istituto superiore di sanità è stata presentata una ricerca dai risultati «veramente preoccupanti». Sembra che il 20 per cento dei giovani si ubriachi il fine settimana, e che più della metà dei ragazzi tra i 13 e i 15 anni beva il sabato sera.
I ricercatori hanno scoperto pure che circa 770 mila ragazze e ragazzi italiani sotto i 16 anni consumano alcol, con un trend in forte aumento. A preoccupare sono soprattutto le adolescenti, più vulnerabili dei maschi, ma anche sulla popolazione complessiva il danno pare grave. Si calcola che ogni anno in Italia circa 25 mila morti siano associate all’alcol e riguardino più di 17 mila uomini e circa 7 mila donne.
Negativo è pure il dato per cui il 66 per cento dei connazionali ritiene l’alcol non pericoloso (in Europa è il 62). E forse anche per questo pregiudizio l’età d’avvio al bere è più bassa in Italia (12.2 anni) rispetto al resto dell’Unione (14.6 anni). Unico dato positivo, in questo panorama nostrano, sembra essere la minor frequenza di abusi alcolici rispetto ad altri paesi.
Sulla base di questi dati - sottolineano i farmacisti bresciani che aderiscono alla campagna di prevenzione patrocinata dal ministero della Salute - non stupisce che per i giovani tra i 15 e i 24 anni «l’incidente stradale sia la prima causa di morte, e le cosiddette stragi del sabato sera siano diventate tristemente famose».
Di più, la guida in stato di ebbrezza provocherebbe 10 mila decessi all’anno in tutta l‘Unione europea. E al riguardo «l’Istituto di sanità - sottolinea Grendene - ci ricorda che il limite consentito dalla legge è di 0.5 grammi per litro, quando di norma un bicchiere di una qualsiasi bevanda alcolica (12 grammi di alcol) determina un tasso di 0.2 grammi per litro».
Questi livelli, però, sono molto soggettivi. Le donne possono raggiungere i limite di 0.5 anche con un solo bicchiere di vino, birra, amaro o aperitivo, per cui «devono avere maggior cautela in previsione di mettersi alla guida». Anche perché il rischio di incidente cresce in maniera esponenziale all’aumento del tasso alcolemico. Con 0.5 è cinque volte superiore rispetto a chi non beve, con 1.5 lo è 30 volte, con 1.8 l’incidente grave «non è più solo probabile ma quasi certo». Per questo il test monouso può essere provvidenziale, e i farmacisti sperano che se venga utilizzato. mi.va.


 
IL TEMPO

Tra Terracina e Gaeta
Ubriachi alla guida Cinque giovani scovati e denunciati

UBRIACHI alla guida. Cinque le persone denunciate dai carabinieri, all’alba di ieri, tra Terracina e Gaeta, per guida in stato d’ebbrezza. I militari dell’Arma del comando provinciale da tempo stanno eseguendo controlli sulla circolazione stradale per prevenire il fenomeno delle stragi del sabato sera. Utilizzando l’etilometro, i carabinieri del Norm di Gaeta, tra la città del Golfo e Sperlonga, hanno sorpreso all’alba di ieri tre giovani, di 33, 36 e 34 anni, che guidavano ubriachi. E stessa scoperta è stata fatta dal Norm di Terracina, nella città di Anxur, su un 36enne e un 29enne, ai quali è stata ritirata la patente. I cinque sono stati denunciati alla Procura.



AUDIONEWS.IT

Sicurezza stradale, al via la campagna

Un milione e 200mila morti l’anno in tutto il mondo in incidenti stradali, 5500 solo in Italia. La maggior parte delle vittime sono giovani al di sotto dei 25 anni e spesso la causa è lo stato di ebrezza. Per fermare questa ecatombe le Nazioni Unite hanno deciso di promuovere una settimana mondiale della sicurezza stradale. Centinaia le iniziative organizzate dall’Aci nelle città italiane.


 

IL GIORNALE DI VICENZA.IT

A MILANO. Accoltellato a morte un giovane

Padre spara al figlio dopo una violenta lite

 Milano. Un giovane di 25 anni è stato ucciso ieri pomeriggio nella sua abitazione con un colpo di fucile durante una lite familiare. I carabinieri hanno fermato suo padre di 53 anni. L’omicidio è avvenuto a Triginto di Mediglia, nel Milanese. La vittima è Massimiliano Truffi, 25 anni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di San Donato Milanese, che hanno trovato in casa il padre del giovane, Roberto Truffi, 53 anni, e l’hanno fermato. Dai primi accertamenti, ha sparato al figlio con un fucile da caccia che deteneva regolarmente. Massimiliano è stato raggiunto da un colpo alla testa. Secondo quanto spiegato dai militari, il giovane, incensurato, spesso litigava con i genitori.
E ieri l’omicidio è avvenuto al culmine di una lite. In casa c’era anche la madre del giovane che è andata da alcuni vicini e, da lì, ha avvisato i carabinieri. Il ragazzo sarebbe stato un consumatore di sostanze stupefacenti e di alcolici. Il padre, impiegato di banca, avrebbe perso il controllo dopo l’ennesima minaccia ricevuta.
Intanto a Limbiate (Milano) sabato sera poco dopo le 22, davanti ai gradini del ristorante Al Gabbiano, Loris Malacrinò, 23 anni, artigiano, di Padova, incensurato, è stato accoltellato. È stato lui stesso a chiedere aiuto. Il giovane, però, è morto durante il trasporto all’ospedale. A soccorrerlo sono state due ragazze che erano uscite dal locale per fumare una sigaretta e che hanno subito chiamato il 118.
Ora i carabinieri di Desio stanno cercando di capire che cosa sia accaduto. I contorni dell’omicidio rimangono misteriosi. Per il momento, tutte le ipotesi vengono prese in considerazione dagli investigatori. La più accreditata, a quanto si apprende, riguarderebbe questioni di droga.


 
BRESCIAOGGI

«L’emergenza-sicurezza è soprattutto sulle strade e sui posti di lavoro»

 Luigi Bonometti, 46 anni, sfoglia Bresciaoggi al bar «Dolce Vite» di piazza Duomo in attesa dell’apertura dei padiglioni della Fiera del libro.
Un altro motociclista vittima della strada: sono 12 dall’inizio dell’anno. La sicurezza sulle strade bresciane resta un nodo non risolto.
«Ogni giorno ce n’è una e non se ne viene fuori: sarà l’alcool, la velocità o il fatto che ci sono troppe automobili in strada. Forse bisognerebbe usare un po’ più la bicicletta, che è un modo per dire che si potrebbe anche andare un po’ più piano».
Altro fronte, le morti bianche: dopo gli ultimi incidenti si riapre il dibattito e si ritiene che non si faccia abbastanza per la sicurezza sul lavoro.
«E’ senz’altro un’altra piaga della nostra provincia. Oltre al discorso dei controlli, credo che una parte della responsabilità ce l’abbiano i lavoratori, spesso molto restii a usare le adeguate protezioni e ad adottare le misure di sicurezza previste. Magari sono procedure noiose o è fastidioso indossare i guanti, resta il fatto che ci vuole maggiore cultura della sicurezza».
Immigrazione: secondo una ricerca dell’ufficio statistica, se l’economia sarà agli stessi livelli e i tassi demografici seguiranno gli attuali trend, nel 2031 ci saranno 100 mila posti di lavoro disponibili in provincia di Brescia. Un tema che si lega a filo doppio con il dibattito sull’immigrazione.
«Forse sarebbe opportuno fare qualche fiaccolata in meno e avviare un maggior dialogo con gli immigrati che lavorano, producono e pagano le tasse. Diverso il discorso per chi commette reati, a prescindere dal passaporto».
Elezioni in Francia: è uno dei temi della politica estera che più appassiona nelle ultime settimane.
«Situazione complessa: spero solo che vinca una donna, anche se ho qualche dubbio che ce la possa fare».
Sport: il Brescia ha vinto e si avvicina alla zona play off.
«Sono contento, ma se devo essere sincero seguo con più attenzione la serie A. Mercoledì scorso avevo già acquistato la bandiera dell’Inter per festeggiare...»(beth)


 CORRIERE ADRIATICO

Da Rotterdam arriva il dj di fama mondiale

“Red & Passion” Tiesto a Pesaro

PESARO - Un dj di musica trance che di Rossini sa tutto. Approda a Pesaro da Rotterdam Tiesto, un dj di fama mondiale che ha scelto Pesaro come unica tappa del suo tour. “Fa musica pulita – dice Rody Mirri, produttore della serata -. L’entourage di questo artista è diverso da quello che orbita intorno alle discoteche, ha un seguito di pubblico trasversale che non balla all’insegna dello sballo”. Sarà alla consolle stasera, come un solista, nella serata “Red & Passion” all’Adriatic Arena.
Il palazzetto smette le vesti dello sport e, tinto del purpureo colore, è pronto ad ospitare la gente della notte. “Il nostro sito creato ad hoc per l’evento riceve circa 500 contatti al giorno – spiega Fabio Colombo, responsabile Adriatic Arena – e la notizia di un ospite del genere si è diffusa sulle chat e suoi forum di musica trance e elettronica di tutto il mondo. Abbiamo fatto una grande scommessa e ci aspettiamo una serata-pienone, Tiesto conta su uno zoccolo duro di affezionati che lo seguono in giro per i suoi dj-set”.
L’ultima performance è stato il dj.set ad Ipanema beach in Brasile a gennaio del 2007 dove si è esibito per oltre 200.000 persone. “Non venderemo super alcolici – continua Davide Rugoletti, presidente Aspes (società che gestisce il palazzetto) -. Non vogliamo stravolgere la nostra fisionomia e vogliamo lanciare un messaggio diverso ai ragazzi. Sarà un evento gestito in sicurezza, in presenza delle forze dell’ordine e con poco alcol che gira”.
Si profila uno straordinario evento che cerca di lanciare un messaggio diverso legato alle serate di intrattenimento, un salto di qualità rispetto alla discoteca che ruota a volte pericolosamente intorno alle droghe e all’alcool. L’evento inizia alle 17: si apriranno i cancelli per far affluire il pubblico, alle 21 si spegneranno per un istante tutte le luci del palazzetto e una voce fuori campo decreterà ufficialmente l’inizio di Red & Passion.


 
CORRIERE ADRIATICO

Il coordinatore Luciano Pazzi

“Protezione civile Azione positiva”

PORTO SAN GIORGIO - Se la riuscita della fiera è stata positiva lo si deve anche alla presenza degli uomini della protezione civile. La postazione principale era situata proprio dinanzi alla stazione, mentre diversi volontari si aggiravano per le vie del centro. A parlare è il coordinatore cittadino Luciano Pazzi: “ci sono due volontari ogni due vie – fa notare Pazzi – che, in aiuto alla Polizia municipale, vigilano sulla sicurezza dei visitatori e dei commercianti, cercando di evitare borseggi e furti.” Il compito della protezione civile, in giornate come quella di ieri, non è solo quello di vigilare: “forniamo anche un supporto – commenta il coordinatore cittadino - ai vigili urbani sulla viabilità.” La Protezione civile è organizzata in gruppi comunali ed il capo è il sindaco: “tutto è di proprietà del Comune ed è lo stesso sindaco – spiega Pazzi – a richiedere il nostro intervento.” La Protezione civile, a Porto San Giorgio, dispone di 60 volontari. “Stiamo svolgendo un ottimo lavoro – commenta Pazzi – ma anche in situazioni di emergenza in altre località, come ad esempio negli allagamenti di Osimo e Falconara. Possiamo disporre di ottimi mezzi ex-militari ed ora ricondizionati ed allestiti.
Tutto ciò è possibile grazie alle spese sostenute dall’amministrazione ed ai contributi della Regione Marche.” E’ importante, per Pazzi, ricordare anche l’opera di sensibilizzazione sui rischi dell’alcol che i suoi uomini stanno svolgendo da un po’ di tempo a questa parte dinanzi ad alcune discoteche: “forniamo un test gratuito sul tasso alcolico ai giovani in uscita dalle discoteche in modo da farli riflettere sulle loro condizioni fisiche e sui rischi che si corrono guidando in stato di ebrezza.” A questa importante iniziativa, se ne aggiungono altre: “abbiamo consegnato alle famiglie sangiorgesi una cartina della città con indicata una planimetria delle aree di attesa in caso di emergenza. Importante è anche l’opuscolo con le indicazioni per preparare un piano di emergenza familiare.”


 
CORRIERE ADRIATICO

Giovane rischia di investire un agente e si schianta contro un cancello. Nella notte numerosi controlli

Finisce fuori strada per sfuggire all’etilometro

CIVITANOVA - Proseguono i controlli con l’etilometro e le iniziative per sensibilizzare i giovani sui rischi legati all’abuso di alcol prima di mettersi al volante. Un problema che si ripresenta nel corso di ogni weekend.
Ulteriori controlli sono stati effettuati anche nella notte fra sabato e domenica e uno ha rischiato di trasformarsi in una tragedia. Un giovane di 23 anni, D.C., di Recanati, alla guida di una Volkswagen Polo con a bordo altri due ragazzi, anche loro di Recanati, è stato denunciato per ubriachezza e resistenza a pubblico ufficiale: il giovane non si è fermato all’alt dei poliziotti, dandosi alla fuga per poi finire contro il cancello di una villa. L’alt era stato intimato da una pattuglia della polizia stradale di Porto Recanati lungo viale Europa nella stessa Porto Recanati e il ragazzo, che aveva alzato troppo il gomito e temeva il ritiro della patente, ha spento i fari e si è dato alla fuga. Tra l’altro ha anche rischiato di investire un agente che si trovava sulla strada e che si è gettato di lato per evitare di essere travolto, riportando qualche escorazione. Poi l’inutile fuga terminata nei pressi della zona industriale di Santa Maria Apparente.

Al giovane sono stati ritirati in tutto 28 punti dalla patente. Una mossa avventata che gli è costata cara. Più che se si fosse fermato... L’episodio è avvenuto appunto nell’ambito dei servizi di prevenzione e repressione della polizia stradale delle Marche contro le stragi del sabato sera inseriti all’’interno della campagna “Un soffio per la vita”: sono stati distribuiti etilotest davanti alle discoteche Zen di Fermo, Green leaves di Porto Recanati e Miu Miù di Marotta. Diciotto le patenti ritirate ad altrettanti giovani in stato di ebbrezza alcolica in tutte le Marche.


 
CORRIERE ADRIATICO

Proseguono i servizi di prevenzione sulla circolazione

Controlli notturni dei carabinieri per garantire la sicurezza stradale

SENIGALLIA - Sei patenti ritirate, una addirittura a un giovane che viaggiava in sella a uno scooter. E’ il bilancio dei controlli effettuati dai carabinieri, per prevenire le “stragi del sabato sera” e che l’altra notte hanno visto i militari impegnati in maniera particolare nella zona nord della città. Nella rete delle pattuglie dell’Arma sono finiti sei giovani, cui sono stati ritirati i documenti di guida, perchè trovati in condizioni psicofisiche alterate e non idonee. In particolare per cinque di loro il ritiro è stato motivato dallo stato di ebbrezza dovuto a bevande alcoliche, mentre per un sesto è stato accertata la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Nelle ultime settimane, i controlli di questo genere si sono ripetuti e andranno intensificandosi man mano che si avvicina la stagione estiva, secondo un piano che coinvolge tutte le forze dell’ordine su tutto il territorio. Una necessità che ha avuto origine dopo recenti tragedie della strada, che hanno avuto come vittime proprio i giovani. Oltre ai controlli, che vengono annunciati sempre più stringenti, in questa attività di prevenzione verranno coinvolti anche i gestori delle discoteche maggiormente frequentate nel fine settimana, così come le decine di locali che lungo la riviera riaprono i battenti e che costituiscono spesso i luoghi di ritrovo dove inizia l’uso di alcolici nel sabato sera. Coinvolgimento per il quale verranno utilizzati tutti gli strumenti possibili, compresi quelli sulla responsabilità dei gestori nella somministrazione di alcolici ai minori.


 
CORRIERE ADRIATICO

I carabinieri di Osimo hanno anche arrestato un extracomunitario e recuperato un’auto rubata

Sei patenti ritirate nella notte di sabato

OSIMO - Sei patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza, un arresto e il recupero di una macchina rubata sono ilrisultato dei controlli effettuati nella notte tra sabato e domenica dai carabinieri della compagnia di Osimo e delle stazioni di Castelfidardo, Numana Loreto nel corso di un servizio straordinario predisposto per monitorare le strade della Riviera. I militari infatti hanno effettuato diversi posti di blocco lungo la Statale Adriatica e nelle zone abitate adiacenti. I risultati dell’azione preventiva degli uomini del capitano Spinelli sono eloquenti: sono state ritirate sei patenti di guida a due civitanovesi (un 58enne ed un 37enne), due automobilisti foggiani (un 29enne ed un 33enne) e ad un 57enne di S. Maria Nuova ed un 44enne anconetano tutti trovati alla guida in stato di ebbrezza alcolica con valori oscillanti da 1,00 ed 2,28. Ricordiamo che la soglia del tasso alcolemico nel sangue sopra la quale viene ritirata la patente è di 0,5. Inoltre nel quadro degli stessi controlli, i militari hanno arrestato per resistenza a pubblico ufficiale un 30enne marocchino (disoccupato e pregiudicato) protagonista di un mezzo show a Castelfidardo. L’uomo, in stato di ebbrezza dopo una violenta lite con la moglie (una 23enne italiana originaria di Jesi), aveva devastato la propria abitazione e all’arrivo dei militari ha iniziato ad inveire e si è opposto ai tentativi dei militari di calmare la situazione. Sempre nel corso del servizio è stata rinvenuta una Fiat Punto rubata a Polverigi alcuni mesi fa.


 
L’ARENA.IT

E con il telelaser da oggi gli agenti si posizionano in via Valpantena, Gardesane, Lugagnano, Bonfadio e lungadige Attiraglio

Altri cinque ubriachi al volante

La polizia municipale nella notte di sabato ha controllato cento automobilisti
Altri cinque automobilisti sorpresi ubriachi al volante. La polizia municipale di Verona ha proseguito anche nella notte tra sabato e domenica i controlli su

Martedì, 24 Aprile 2007
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