Martedì 18 Febbraio 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 17 aprile 2007

A cura di Alesandro Sbarbada e Roberto Argenta

 

GAZZETTA DI MANTOVA

Lettere

Feste in nome dell’alcol?
Ecco un esempio da seguire

Mi permetto di intervenire nell’importante dibattito di questi giorni a proposito dell’opportunità di promuovere feste nel nome degli alcolici.
E’ necessario operare un radicale cambiamento culturale, promovendo la salute e la sicurezza dei cittadini.
Mi piace segnalare un emblematico caso di buona amministrazione in questo senso, di cui sono stato informato, che può essere di esempio, anche in provincia di Mantova, per altre amministrazioni sensibili all’importante tema della salute.

La Giunta del Comune di Rovereto, preoccupata del dilagare delle problematiche alcolcorrelate in quella Comunità, ha recentemente deliberato che patrocinerà e sosterrà economicamente, solo quelle feste popolari che rispetteranno alcune condizioni:

- la festa non sia organizzata nel nome del vino, della birra, o di altri alcolici.
- non si vendano superalcolici,
- si sospenda la somministrazione di ogni bevanda alcolica almeno un’ora prima della chiusura,
- nelle feste articolate su più giornate, ve ne sia almeno una analcolica,
- l’alcol non sia venduto a prezzi stracciati.

Come si può ben capire, senza sterili strumentalizzazioni, non si intacca la libertà di nessuno, di bere, di produrre e commercializzare bevande alcoliche. Si vuole molto semplicemente dare un segnale forte, proporre una significativa svolta culturale nella Comunità che si amministra.
E’ noto ormai a tutti che la cultura che associa gli alcolici ad ogni momento di convivialità e divertimento produce troppe vittime, in particolare quelle del “sabato sera”. E’ davvero tempo di proteggere e promuovere la salute a tutti i livelli, inducendo adeguati stili di vita.
Voglio solo, a mo’ di esempio, ricordare l’importantissimo ruolo della dieta nel prevenire le malattie metaboliche e quelle cardiovascolari e da ultimo sottolineare come recentissime ricerche scientifiche evidenzino che migliorando l’alimentazione e lo stile di vita si può prevenire circa un terzo dei tumori.


Prof. Pier Paolo Vescovi

Primario di Medicina Generale e di Geriatria
Azienda Ospedaliera Carlo Poma Mantova


LA STAMPA

La tragedia sulla Nizza-Canelli

Travolto e ucciso da auto pirata

L’investitore, ubriaco, fugge ma viene identificato e arrestato
Massimo Coppero

Calamandrana – E’ stato trovato da un automobilista, alcune ore dopo la sua morte. Una fine in solitudine ancora più terribile, per Elia Victorovitech Shvatchka, 18 anni, bielorusso, travolto e ucciso da un’auto pirata. Una tragedia consumatasi probabilmente nel pomeriggio di sabato in località Valle S. Giovanni, a Calamandrana. Il presunto investitore, Zdravko Stoikovski, 26 anni, operaio macedone, è stato identificato e arrestato domenica sera dai carabinieri al termine di una giornata di indagine senza tregua.
L’incidente. Elia è uscito di casa, in Via Gramsci 3, a Nizza, intorno alle 11 di sabato mattina. E’ salito in sella alla sua bici per andare a trovare un amico a Canelli. Nel pomeriggio ha ripreso la strada di casa per tornare. A un certo punto alle sue spalle è arrivata, pare a forte velocità, una "Punto". Il conducente ha centrato in pieno la bici di Elia, che è stato sbalzato fuori dalla carreggiata, in un prato. Si pensa sia morto sul colpo, ma a dissipare gli ultimi dubbi sarà l’autopsia, disposta dalla procura di Acqui. La bici è rimasta sul ciglio. L’investitore non si è fermato, ha proseguito per alcune centinaia di metri ma è uscito anch’egli di strada. E’ rimasto illeso ed è fuggito a piedi.
Il ritrovamento. Intorno all’una di notte un automobilista ha illuminato con i fari la bici. Si è fermato, ha guardato nei prati per vedere se c’erano feriti. Ha trovato il corpo di Elia. Sono stati avvisati "118" e carabinieri. Per il ragazzo non c’era più nulla da fare. I militari della stazione di Nizza e del nucleo operativo di Canelli hanno subito iniziato le indagini. Sono state cercate tracce, segni di frenata, frammenti di carrozzeria e dei fari dell’auto pirata. Il medico legale, dai primi riscontri, avrebbe confermato che la morte risalirebbe al pomeriggio di sabato. Intanto i genitori di Elia, Viktor e Tatiana, erano andati dai carabinieri a denunciare la scomparsa del figlio. In caserma hanno saputo della tragedia.
La svolta. Domenica mattina un abitante della zona avrebbe contattato gli inquirenti. "Ieri ho visto due ragazzi con un trattore, che stavano spostando una "Punto" da un campo a San Giovanni. Ho saputo dell’incidente, forse le due cose sono collegate. Mi sembra di aver riconosciuto uno dei due, fa il bracciante agricolo qui in zona". Si trattava di un parente di Stoikovski. Gli investigatori avevano già altri elementi per ipotizzare il coinvolgimento del giovane nell’investimento. Sono andati a prenderlo a casa, lo hanno portato in ufficio e quindi, dopo un breve interrogatorio, trasferito in carcere a Quarto con l’accuso di omicidio colposo e omissione di soccorso. Sembra che al momento dell’incidente fosse ubriaco. Samani sarà interrogato alla presenza del suo avvocato, Marco Diamante. Restano ancora da chiarire alcune circostanze: "Possibile - si chiede qualcuno - che nessuno abbia notato quella bici e si sia fermato a prestare i soccorsi? Forse, se non era morto sul colpo Elia poteva essere salvato".
I funerali. La morte di Elia ha distato profonde pressioni a Nizza e in tutta la Valle Belbo "Era un bravissimo ragazzo, studiava informatica ad Asti, giocava a pallavolo e ci aiutava con piccoli lavoretti", ricorda la madre, distrutta dal dolore. Oltre ai genitori (il padre Viktor, ingegnere, e dipendente di un’azienda meccanica di Canelli), il giovane lascia anche i fratelli Xenia, 21 anni, e Xiril, 14. La data dei funerali, che saranno celebrati con rito ortodosso, no è ancora stata fissata.


FAMIGLIA CRISTIANA

Colloqui col padre

L’ACCORATO APPELLO DI UN PAPÀ PER EVITARE LE STRAGI DI TANTI GIOVANI SULLE STRADE

ALLO SBALLO DEL SABATO SERA

«Ai giovani vorrei dire che bisogna distinguere il sano divertimento da quello che li porta alla distruzione, alla morte. La vita è un dono prezioso, troppo bello per essere distrutto».

Caro padre, anche se non li conoscevo, avrei voluto essere presente al funerale dei ragazzi di Pesaro, morti in un incidente stradale. Sono papà di tre figli e attraverso il suo giornale vorrei lanciare un appello a tutti i ragazzi, ma anche a noi adulti. Ai giovani vorrei dire che il divertimento è importante, ma bisogna distinguere quello sano da quello che reca danni: no, quindi, allo sballo a ogni costo, all’alcol, che nel silenzio distrugge la vita e da cui difficilmente si torna indietro; no alla velocità, ebbrezza che porta al dolore e alla morte; no alle droghe, che ti fanno credere di toccare il cielo con un dito, ma subito dopo ti scaraventano all’inferno... Ragazzi, amate la vita! È un dono troppo bello per essere distrutto, è un dono prezioso che va conservato, per sé e i propri cari. Coraggio, ragazzi, sono certo che potete farcela!
Noi grandi, a nostra volta, dobbiamo aiutare i giovani, non possiamo arrenderci, dobbiamo ribellarci, vigilare. Ognuno, per le proprie competenze (istituzionali, familiari...), deve agire: è facile fare commenti il giorno dopo! Ma anche a cose avvenute, si deve agire lo stesso, con forza e determinazione, nelle sedi e nei modi più opportuni ed efficaci. Non possiamo permettere che solo per interesse si incentivi il consumo di alcol; non possiamo accettare che si tolleri il consumo e lo spaccio di droghe sempre più alla luce del sole. Anzi, della luna. Non si può continuare a tollerare che le discoteche aprano i battenti all’una e mezza di notte e chiudano alle sei di mattina.

Le istituzioni non possono sentirsi tranquille autorizzando tutto ciò nel nome dell’industria del turismo. Che, troppo spesso, diventa di morte. Non possiamo permettere che auto sempre più veloci continuino a sfrecciare nella notte... Ben vengano i pullman e ogni altra iniziativa pur di salvare una vita.

Voglio ringraziare le forze dell’ordine, che già fanno tanto. Forse, però, non basta: e, allora, ben venga un loro rafforzamento. Un grazie a chi, nelle scuole, sta già facendo sensibilizzazione su questi argomenti. Forse, anche questo non basta: ben vengano professori, presidi, parroci, genitori che li aiutino in questo compito.

Abbraccio i genitori dei ragazzi di Pesaro e chiedo perdono se ho approfittato del loro dolore per lanciare questo appello, nella speranza che nessuno pianga più per tragedie simili. Io, genitore di una bambina in cielo, li prego di non perdere mai la speranza e di cercare nella fede la forza e il sostegno per continuare a vivere.

Angelo M.

La lettera ispirata di Angelo possiamo considerarla un esempio eloquente di buone intenzioni, che però non bastano per ottenere i risultati auspicati. Siamo realisti: quante possibilità hanno le sue esortazioni di ottenere comportamenti più responsabili da parte di giovani alla guida nelle notti selvagge del sabato sera? Certamente non più delle suppliche e delle lacrime di tante mamme, che hanno scongiurato i loro figli di guidare con prudenza, con l’unico risultato di vedersi, malgrado tutto, recapitata in casa la ferale notizia dell’incidente.
Non faccio questa affermazione per concludere fatalisticamente che non c’è niente da fare. Al contrario: ritengo che ci sia molto da fare, ma bisogna partire da presupposti corretti. E il primo riguarda l’inefficacia di interventi solo informativi e di calde esortazioni. Sicuramente ai giovani che sono andati a schiantarsi non mancavano le informazioni riguardo ai pericoli di una guida in stato di ebbrezza o in condizioni alterate per uso di droghe. Ma le informazioni si collocano sul livello razionale, mentre le forti emozioni generate dal rischio, dalla trasgressione, dal superamento di quello che è consentito travolgono la fragile diga della ragione.
Questi giovani avranno avuto anche genitori che li hanno scongiurati e parroci che hanno loro predicato il rispetto per la vita propria e di altri. I risultati di questi interventi sono sotto i nostri occhi: settimana dopo settimana, si allunga la lista dei caduti, che supera ormai abbondantemente quella dei soldati italiani vittime di conflitti armati negli stessi anni.

A questa lista nera bisognerebbe poi aggiungere l’elenco, non meno drammatico, degli infortunati che rimangono paralizzati o sono colpiti da altri deficit per tutto il resto della loro vita. Qualcuno di loro arriva poi a ritenere che sopravvivere in certe condizioni di disabilità estrema è peggio che morire sul colpo.
Ci sono alternative alle ragionevoli informazioni e alle calde esortazioni? Qualcuno ricorderà che, tempo fa, un’amministrazione locale aveva praticato la via opposta alla compassione: nel luogo dove tanti giovani andavano a schiantarsi, erano state poste delle targhe beffarde, riferite alla stupidità di coloro che si erano giocati la vita. Anche se utilizzato a fin di bene, il cinismo rimane cinismo: lo sentiamo come una violenza inaccettabile. Rimane quindi una via: la repressione. In questi casi, non dobbiamo temere di evocarla. Soprattutto se consiste nel fare applicare le leggi che già esistono, né più né meno. In realtà si fa poco: i controlli di polizia sono vistosamente inferiori, per numero e severità, di quelli che avvengono in altri Paesi. Non dobbiamo inventarci niente: la strada della repressione si è dimostrata molto efficace in altre nazioni, riuscendo a ridurre drasticamente il numero degli incidenti.
Anche chi si riconosce in una concezione alta dell’essere umano e della sua capacità di regolarsi con la ragione e la responsabilità morale può ammettere che ci sono aspetti della vita dove l’autogoverno fallisce. È necessario limitare il numero delle scelte arbitrarie e autodistruttive con la mano forte della legge. A cominciare dai comportamenti sregolati dei giovani sulle strade, il sabato notte.

D.A.


AVVENIRE.IT

No di Coldiretti e Città del Vino ad allarmi generalizzati e a vincoli ingiustificati 

ALCOL E GIOVANI: ASSOLTO IL VINO, SOLO UNA SU DIECI LE CONSUMAZIONI IN DISCOTECA 

Il fatto che solo un decimo del valore delle consumazioni in discoteca riguarda il vino dimostra che sono soprattutto i superalcolici, i cocktail e gli aperitivi i principali responsabili degli eccessi alcolici dei giovani il sabato sera. E’ quanto è emerso all’incontro “SALUTE: ALCOL E GIOVANI - formazione e sport per fermare lo sballo” promosso dalla Coldiretti e da Città del Vino (*) dopo l’annuncio del ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, sulla prossima approvazione in Consiglio dei ministri di un disegno di legge che limita la pubblicità degli alcolici in televisione e sui giornali e che prevede sulle confezioni etichette che avvertono sui pericoli dell’abuso di alcol per la salute (**). Secondo l’Istat nel 2006 - sottolineano Coldiretti e Città del Vino - le bevande alcoliche più diffuse tra i giovani nella fascia d’età tra 18-24 anni sono stati con il 48 per cento gli aperitivi, mentre tra gli adolescenti (11/17 anni) sono nell’ordine la birra (19,1 per cento) e gli aperitivi (15,7 per cento) a conferma della pericolosità dei cosiddetti ’’alcolpops’’, mascherati da innocui analcolici, ma promossi con un’immagine di divertimento e colori accattivanti che ne favoriscono il consumo tra i giovanissimi. Anche per questo gli aperitivi sono le uniche bevande alcoliche che hanno aumentato il numero di consumatori negli ultimi dieci anni, secondo l’analisi dell’Istat del 2006, dalla quale si evidenzia che mentre le persone che consumano vino (56,5 per cento) o birra (46,1 per cento) sono leggermente calate, per gli aperitivi - sottolineano Coldiretti e Città del Vino - si è verificato un aumento record del 19 per cento. Tra il 1986 e il 2006 i consumi di vino tra gli italiani si sono ridotti da 68 a 48,8 litri con un calo del 28,2 per cento, ma con un deciso orientamento alla qualità, e la spesa per gli acquisti familiari dei vini a denominazione di origine confezionati (DOC/DOCG) ha praticamente raggiunto in valore quella per i vini da tavola. Le analisi degli esperti hanno evidenziato che nella società moderna - continua la Coldiretti - cresce un consumo di vino meditato e ragionato che è l’espressione di uno stile di vita "lento" attento all’equilibrio psico-fisico "per stare bene con se stessi" che - sottolineano Coldiretti e Città del Vino - si contrappone al binge drinking, il consumo sregolato di alcol che ha riguardato nel 2006 il 2,1 per cento dei ragazzi tra gli 11 e i 15 anni, il 12,1 per cento di quelli tra i 16 e i 17 anni e il 15,3 per cento di quelli tra i 18 e i 19 anni. Il fatto che almeno il 40 per cento degli oltre 30mila iscritti all’Associazione Italiana Sommelier sono giovani, dimostra - precisano Coldiretti e Città del Vino - che cresce tra le nuove generazioni la cultura della degustazione consapevole del vino, da contrapporre al consumo sregolato di alcol. “Una tendenza che va sostenuta perché il consumo moderato di vino si è dimostrato essere, in ripetute prove scientifiche, positivo per la salute”, ha sostenuto il Presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “le campagne di informazione devono aiutare a fare chiarezza e a promuovere modelli di consumo positivi senza creare allarmi generalizzati e ingiustificati.” Il boom del vino italiano all’estero - continua la Coldiretti - è anche dovuto alle numerose ricerche che hanno evidenziato gli effetti benefici del consumo di vino sulla salute come quello antistress della melatonina, un neurormone che svolge un ruolo importantissimo nella regolazione dei ritmi circadiani (sonno-veglia) che influenzano l’umore, mentre negli Stati Uniti è stata addirittura data la possibilità a un produttore di indicare sulle etichette del proprio vino il contenuto di "resveratrolo", un importante antiossidante con effetti benefici sull’apparato cardiovascolare. (***) Per Valentino Valentini, presidente di Città del Vino: "da questi dati si desume che il fenomeno del consumo eccessivo di alcolici tra i giovani è preoccupante e non va sottovalutato. C’è ed è legato a consumi fuori pasto, non riconducibili a un consumo quotidiano associato all’alimentazione o comunque riferibile alla dieta mediterranea. Il vero antidoto contro l’abuso di alcol - sottolinea Valentini - è la cultura del bere bene e moderato, in particolare vino (****), perchè se consumato consapevolmente come ampiamente dimostrano molti studi scientifici il vino fa bene, e non male, alla salute".

(*) Nota: e così Coldiretti e Città del Vino hanno assolto il vino.
Un verdetto sorprendente.

(**) Nota: le limitazioni alle pubblicità e le avvertenze in etichetta, che se davvero parleranno di “abuso” saranno veramente inutili (ciascuno pensa che l’abuso sia comportamento che riguarda altri diverso da sé), non si riferiscono (solo) alla questione alcol e giovani, ma alle sofferenze alcolcorrelate in genere do ogni fascia di popolazione, ad ogni età (dalla sindrome alcol-fetale fino alla demenza alcolica).
E in Italia la bevanda maggiormente responsabile dei problemi alcolcorrelati è, di gran lunga, il vino.
Il motivo per cui si parla tanto del bere dei giovani, e poco dei problemi alcolcorrelati degli adulti, è che la comunicazione è in mano agli adulti.
I quali naturalmente considerano come problematico solo il bere degli altri.

(***) Nota: chi cominciava a pensare che questa volta ci fossero elementi seri per sostenere effetti benefici del vino rimarrà deluso: sono le solite bufale (resveratrolo, melatonina…).

(****) Nota: ci vuole della faccia tosta a promuovere una bevanda alcolica per combattere l’alcol, d’altra parte parla il Presidente di “Città del Vino”, che fa i suoi interessi.
Il Convegno si chiamava: ’’Salute: alcol e giovani - formazione e sport per fermare lo sballo’’; alla fine è diventato “Vino per fermare lo sballo”.


ASCA.IT

VINO: COLDIRETTI, EFFETTI BENEFICI SU SALUTE TRAINANO L’EXPORT 

 (ASCA) - Roma, 17 apr - Il boom del vino italiano all’estero e’ anche il frutto delle ricerche che hanno evidenziato gli effetti benefici del consumo di vino sulla salute come negli Stati Uniti dove e’ stata addirittura data la possibilita’ a un produttore di indicare sulle etichette del proprio vino il contenuto di ’’resveratrolo’’, un importante antiossidante con effetti benefici sull’apparato cardiovascolare. E’ quanto e’ emerso nel corso dell’incontro dal titolo ’’Salute: alcol e giovani - formazione e sport per fermare lo sballo’’ organizzato da Coldiretti e Citta’ del Vino a commento dei dati sul commercio estero diffusi dall’Istat che evidenziano
In 3,2 miliardi di euro il fatturato del vino Made in Italy all’estero con un aumento del 6 per cento.
E’ soprattutto il resveratrolo-+, presente in particolare nel vino rosso, la sostanza che ha l’influenza positiva sulla salute che va sotto il nome di ’’paradosso francese’’. Si tratta - hanno spiegato Coldiretti e Citta’ del Vino - della dimostrazione di come i francesi non soffrano di malattie cardiovascolari nonostante i consumi di cibi grassi che vengono ’’combattuti’’ dai polifenoli disciolti nel vino (*).

Recenti studi medici hanno stabilito che il consumo prolungato di vino determina sostanziali modificazioni strutturali a carico di componenti del sangue: i globuli rossi, le piastrine e altri fattori della coagulazione, provenienti dal sangue di soggetti considerati ’’bevitori abituali’’, hanno una resistenza superiore nei confronti di stimoli ossidativi rispetto alle cellule sanguigne degli astemi. Altro filone di ricerca e’ quello sulle proprieta’ anti invecchiamento con prove preliminari che dimostrano come nel vino vi sono delle componenti che sono in grado di ritardare l’invecchiamento delle cellule.

Gli ambiti della ricerca - hanno evidenziato Coldiretti e Citta’ del Vino - sono molti altri ancora: dalla cosmesi, alla chirurgia plastica, dalla prevenzione dei tumori (il consumo di tre bicchieri la settimana ridurrebbe sensibilmente il rischio di tumori al colon per una percentuale del 68 per cento), alla prevenzione delle malattie cardiovascolari (rischio di infarto tra gli abituali consumatori di vino rosso si riduce del 30 per cento). Vi sono interessanti prospettive di studio sugli allergeni: il potenziale allergenico di alcune sostanze nel vino viene annullato sorprendentemente, mentre e’ noto il potere antistress dovuto alla presenza della melatonina, un neurormone che svolge un ruolo importantissimo nella regolazione dei ritmi circadiani (sonno-veglia) che influenzano l’umore. (**)

Di recente Citta’ del Vino e Universita’ di Siena hanno stipulato una convenzione per cooperare impegnandosi nei rispettivi campi di attivita’ e congiuntamente, per la promozione, la ricerca, la cultura, la valorizzazione e la tutela del vino. In questa ottica, sta per partire una ricerca condotta da Daniela Giochetti, dell’Universita’ di Siena: oggetto dello studio sara’ l’attivita’ antibatterica e infiammatoria di diversi vitigni.

(*) Nota: leggete l’articolo al seguente link: http://www.albanesi.it/Dietologia/paradossofrancese.htm , ovvero, “è il vino rosso o è la erre moscia, a proteggere il cuore dei francesi?”.

(**) Nota: l’Organizzazione Mondiale della Sanità spiega come l’alcol sia importante fattore di rischio per almeno 60 importanti patologie.
Secondo la Coldiretti il vino le previene tutte.


GUIDE.DADA.NET

Il vino: più lo conosci, più fa bene (*)

È giusto parlare di vino e salute o di vino è salute?

A cura di Anna Russo

http://guide.dada.net/educazione_alimentare_/interventi/2007/04/292516.shtml

(*) Nota: il testo dell’articolo richiama quelli dei due precedenti, veli risparmio (chi vuole, può andarli a leggere per intero al link indicato).
Vi ho riportato solo il titolo, perché mi ha colpito.
Chi si occupa di problemi alcolcorrelati sa bene quanto sia drammaticamente sbagliato.
Ho visto un sacco di persone che hanno conosciuto benissimo il vino, esperti davvero formidabili, da tanto ne hanno bevuto… A un certo punto della loro vita, si sono accorti che era vero il contrario di quanto afferma questo titolo: più lo conoscevano e più faceva loro male.
Ma la giornalista forse parlava di conoscenza dal punto di vista solo della cultura, dell’informazione.
In questi anni ho incontrato occhi disperati di professionisti del vino, dal barista al sommelier, che hanno conosciuto, sulla loro pelle, aspetto del vino dei quali nessuno li aveva informati.
Frequentando le scuole alcologiche territoriali, poi queste persone si sono rese conto di quanto poco, in realtà, sapevano davvero del vino e dell’alcol, e in particolare dei loro possibili effetti sulla salute.
Forse chi scrive articoli come questo e convinto che conoscere il vino significhi essere abbonati a una rivista di sommelier o leggere tutte le panzane che escono sul resveratrolo e sul paradosso francese.


ALICE.IT

CALTANISSETTA,RISPOSA EX MARITO CHE ACCUSO’ DI ABUSI SU FIGLIA

L’uomo dopo 5 anni di carere è stato perdonato da moglie

Palermo, 17 apr. (Apcom) - Per anni aveva subito maltrattamenti da parte del marito, poi nel 2000 lo aveva denunciato accusandolo pure di aver abusato della figlia e adesso dopo che l’uomo si è fatto anche 5 anni di carcere la donna lo ha risposato. E’ successo a Caltanissetta. La storia ha inizio quattordici anni addietro quando l’uomo, un alcolista disoccupato cominciò a picchiare quotidianamente la moglie. Poi aveva iniziato anche molestare una figlia minorenne. Nel 2000 stanca di subire la donna presentò una denuncia e per l’uomo si aprirono le porte del carcere. In primo grado venne condannato a 8 anni e mezzo di carcere poi ridotti a sette in appello. Nel frattempo i due coniugi divorziarono. Lo scorso ottobre l’uomo è uscito dal carcere dopo solo 5 anni di detenzione per buona condotta. I due si sono rifrequentati e la donna lo ha perdonato e ha deciso di risposarlo. Il matrimonio si è celebrato un paio di settimane addietro in Municipio. La ragazzina vittima degli abusi ha deciso di restare a vivere dai nonni materni mentre il figlio, è tornato a casa dai genitori.


IL GAZZETTINO (Padova)

Lettere

Spritz: il Comune Favorisce il consumo di alcol

Il Comune invece di trovare soluzioni al problema dell’alcolismo tra i giovani, evidenziato pesantemente in una recente indagine e associato all’uso di droghe, ne favorisce lo sviluppo garantendo anche quest’anno gli spritz sul Piovego, e garantendo anche lauti guadagni ai gestori che sembra debbano avere necessariamente il diritto ad una location estiva. I danni, il disturbo, la fomentazione della circolazione di droga e quindi della delinquenza extracomunitaria saranno ancora una volta preponderanti in una città il cui sindaco afferma ancora: "...e’ tutto a posto. e’ tutto tranquillo, è tutto sotto controllo...".
Davide Toniolo
Padova


IL GAZZETTINO (Padova)

Lettere

"Enodama", è una violazione del codice penale

Ho letto sul Gazzettino dello scorso 12 aprile l’articolo a proposito del primo torneo di "enodama". Potendosi configurare la violazione degli articoli 690 e 691 del Codice Penale (le pedine della dama sono 12, per vincere una sola partita è necessario bere 12 bicchieri), mi auguro che qualcuno si attivi per impedire questa sciocca ed illegale iniziativa.
Gli amministratori pubblici hanno la responsabilità di tutelare e promuovere la salute nelle loro comunità. E’ inutile stracciarsi le vesti di fronte al dilagare dei problemi e delle sofferenze alcolcorrelate, se poi si rimane indifferenti di fronte a delle stupide manifestazioni di incitamento al bere, e allo strabere, come questa. Nessuno può essere obbligato ad essere una persona responsabile e intelligente, ma tutti siamo obbligati a rispettare la legge, che è lo strumento che l’uomo si è dato per regolamentare la vita sociale.

Alessandro Sbarbada

Mantova


IL GAZZETTINO (Padova)

Lettere

Egregio Sindaco Zanonato,

sono un giovane studente universitario iscritto alla Facoltà di Economia dell’Università di Padova.
Le scrivo per esprimerLe il mio personale sentimento di disagio e di indignazione per le pessime condizioni in cui versa la città di Padova. Il centro storico, gioiello monumentale ed artistico, è ormai passato nelle mani di persone violente e dedite allo spaccio di droga e all’abuso di alcool; le vie del centro utilizzate come bagni a cielo aperto da giovani senza regole e morale.Sabato sera, rientrando a casa dopo una cena con gli amici nel centro storico, passando per le Piazze e le vie del Ghetto, mi sono imbattuto dinanzi ad un quadro sconcertante: ragazzi ubriachi e urlanti, alla guida di golf car elettriche stracariche di persone, spaccio di droga, scene indescrivibili.
Sono fortemente convinto che l’Amministrazione Comunale che Lei rappresenta e dirige, deve adottare misure sanzionatorie dure e precise per reprimere tali fenomeni; mi metto nei panni di quei concittadini che abitano nelle vie del Ghetto, penso in particolare alla situazione in via Giovanni Prati, inaccettabile dal punto di vista igienico-sanitario, ormai divenute dei veri e propri vespasiani. Il Comune spende denaro pubblico per ripulire la città sporcata da vandali senza nome. La collettività non può e non deve farsi carico di tali spese. Con la speranza che la situazione possa ritentare nella normalità,

Lorenzo Bovo


AFFARI ITALIANI

Bergamo/ ubriachi al volante, video sulla Rete

Dopo la bravata dei due ragazzi di Rovigo che si sono filmati mentre viaggiavano a 240 all’ora in autostrada e hanno poi messo tutto su Internet, una coppietta di bergamaschi ha deciso di imitarli. Si tratta del diciannovenne Sandro detto "Lover" e della sua ragazza "Aky", che si sono sbronzati e poi si sono messi alla guida di una Fiat Punto. "Questa sera abbiamo deciso di non tornare a casa sani", proclamano all’inizio del filmato che hanno messo su YouTube col titolo "Lover e Aky ubriachi per Bergamo".
Nei 5 minuti e 9 secondi con l’accompagnamento di musica hard rock i due spiegano di avere bevuto birre e tequila, urlano di tutto (cose come "Questa sera non torniamo a casa sani", "Siamo fuori", "Sclero puro!"), insultano chiunque, invocano "fumo libero", e soprattutto viaggiano in modo molto pericoloso nelle vie del centro di Bergamo e di Citta’ Alta.
Mentre lei filma lui fa di tutto: sbanda, guarda la telecamera (o il videofonino) e non la strada, stacca continuamente le mani dal volante, urla e ondeggia. Verso la fine dicono "l’effetto sta passando, adesso si beve ancora", e il filmato si interrompe. Poco prima lui dice "Tanto questo video non lo vedra’ nessuno". Invece fino a ieri sera l’avevano gia’ visto oltre 800 persone, e forse anche qualche membro delle forze dell’ordine.


ROMAGNAOGGI.IT

bologna: comune e baristi in campo contro abuso alcol

Bologna, 17 apr. - (Adnkronos) - "Bere bene puo’ essere gradevole e piacevole, ma vogliamo che in particolare i giovani conoscano i rischi dell’abuso e le conseguenze negative di un uso senza misure dell’alcol". E’ la vicesindaco di Bologna, con delega si servizi sociali, Adriana Scaramuzzino, affiancata dall’assessore alle Attivita’ produttive Maria Cristina Santandrea, a sintetizzare il senso della nuova campagna di sensibililizzazione contro l’eccessivo consumo di alcolici partita in questi giorni sotto le Due Torri.
L’iniziativa, che rientra anche nelle linee di indirizzo definite nell’ordinanza del sindaco Sergio Cofferati sugli orari dei pub, fa parte delle politiche di prevenzione e monitoraggio del fenomeno che il Comune ha messo in campo gia’ da qualche anno. Nello specifico, nel 2006 sono stati coinvolti in questi percorsi, 15 locali della citta’, per un bacino di utenza di circa 7.000 persone. Oltre due mila i contatti instaurati con i frequentatori dei locali e 407 i testi eseguiti con l’etilometro.


TRENTINO

Il primo episodio a Sopramonte con l’Arma, il secondo in via Valsugana con la volante: erano entrambi alticci 
Ubriachi, superano polizia e carabinieri 
Denunciati un uomo e una donna «beccati» dopo una manovra azzardata 

 TRENTO. Due sorpassi azzardati fatti nel momento peggiore. Due episodi quasi uguali che si sono conclusi nel medesimo nodo: con due denunce per guida in stato di ebbrezza. Cambia solo la forza dell’ordine, Nel primo caso sono stati i carabinieri a beccare un uomo alticcio, nel secondo caso gli agenti delle volanti hanno fermato una donna. In entrambi i casi i «beccati» avevano sorpassato una pattuglia o una volante.

 Si inizia nella notte fra venerdì e sabato quando lungo la strada che da Sopramonte porta a Trento, ci sono delle auto che scendono rispettando il limite di velocità quando ne arriva un automobilista che continuando a suonare il clacson sorpassa tutti con grande allegria. Fra le vetture che ha lasciato dietro di sé anche una pattuglia del nucleo radiomobile dei carabinieri che, visto il suo atteggiamento un po’ sopra le righe lo ha fermato. Sottoposto ad un controllo con l’etilometro è stato trovato positivo e quindi denunciato per guida in stato di ebbrezza.

 Il secondo episodio è avvenuto nella notte fra domenica e lunedì quando, dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo, una donna di 45 anni di Trento si è messa al volante e ad alta velocità ha sorpassato una pattuglia della Polizia. Inseguita e fermata, è stata denunciata per guida in stato di ebbrezza. L’episodio è avvenuto alle 3 di notte sulla statale della Valsugana, alle porte di Trento. Immessasi sulla statale in direzione Padova, la donna ha pigiato sull’acceleratore arrivando a ridosso di un’auto delle volanti. Con grande leggerezza ha compiuto un sorpasso azzardato in piena velocità, destando il sospetto nei poliziotti che l’hanno inseguita. Dopo essere stata fermata, la donna è stata subito sottoposta all’alcoltest in quanto mostrava evidenti i segni di ebbrezza alcolica. E infatti il risultato della prova è stato positivo, evidenziando un tasso ben al di sopra del minimo consentito. L’incauta automobilista ha così subito la denunciata per guida in stato di ebbrezza ed è scattato immediatamente il ritiro della patente.


LA GAZZETTA DI PARMA

Gioca il Parma alcolici vietati: ma tutti li vendono chi espone il divieto non lo rispetta

Solo i supermercati dicono no a vino e birra

L’inchiesta: L’ordinanza disattesa

Prova sul campo della «Gazzetta»: nonostante la paura delle multe, nei bar si beve tranquillamente
 

Filiberto Molossi
 

A un certo punto, quando la nostra busta è ormai stracolma di birre, ci viene il dubbio: forse ci siamo sbagliati. E in questo caso (ma solo in quello) chiediamo scusa. A tutti. Il problema però è che abbiamo paura di non esserci sbagliati per niente: anche perché l’ordinanza della questura parla chiaro. Niente alcolici quando il Parma gioca in casa: nemmeno una goccia. Divieto di vendita e consumo dalle 10 alle 19 in una vasta area della città, centro storico compreso. Anche in occasione di Parma- Catania: la partita, guarda a caso, giocata ieri al Tardini. Eppure la busta è piena: ci siamo sbagliati? Forse no se persino alcuni bar nelle vicinanze dello stadio mettono in bella vista alla cassa un cartello che avverte del divieto: peccato però che poi una bottiglia di birra te la vendano tranquillamente, senza fiatare. Il divieto anti-alcol? Fa acqua da tutte le parti. A dirlo - dopo che due tifosi hanno spedito alla «Gazzetta» una lettera in cui lamentavano come il divieto venisse bellamente aggirato -, è la prova sul campo, scontrini (e corpi di reato...) alla mano: su 22 tra bar, chioschi, supermer­cati e pizzerie al taglio che abbiamo controllato a caso, solo in tre si sono rifiutati di venderci una birra o di servirci da bere qualcosa che non fosse aranciata o tè freddo.


MARKETPRESS.INFO

NUOVE MISURE IN MATERIA DI SICUREZZA STRADALE 

 Roma, 17 aprile 2007 - Intervenire su uno dei fattori di rischio, quello del comportamento umano, ormai accertato quale più frequente minaccia alla sicurezza sulla strada. E´ questo l´obiettivo del disegno di legge governativo in materia di sicurezza stradale assegnato il 4 aprile scorso in sede referente alla Ix Commissione Trasporti della Camera dei Deputati. Il disegno di legge, approvato dal Consiglio dei Ministri del 16 marzo scorso, integra le disposizioni del Codice della strada vigente al fine di contrastare e sanzionare comportamenti che possano nuocere alla sicurezza collettiva sulla strada. Queste alcune delle misure contenute nel provvedimento: aggravate le sanzioni per chi supera i limiti di velocità e per chi fa uso di apparecchiature radiotrasmittenti durante la guida; revoca della patente per chi inverte il senso di marcia in autostrada o sulle strade extraurbane principali; inasprita la decurtazione dei punti per chi non da precedenza ai pedoni; aumentata l´entità delle pene pecuniarie e di detenzione per chi guida in stato di ebbrezza; revoca della patente di guida qualora il conducente sia recidivo nelle violazioni nel corso di un biennio


ASAPS.IT

Stragi del sabato sera

Scrivi al Resto del Carlino per “stoppare” le auto dalle 22 alle 6 di sabato 28 aprile

Basta una mail a indiscotecasenzaauto@carlino.net

L’Asaps lo ha già fatto

(ASAPS) – Il Resto del Carlino sposa l’iniziativa di bloccare la circolazione delle auto la sera del 28 aprile e chiede ai proprio lettori di affiancarlo in questa campagna. Per dare il proprio assenso basta inviare una mail all’indirizzo: indiscotecasenzaauto@ilcarlino.net .
Anche la trasmissioni Zapping di Radio 1 Rai sostiene l’iniziativa in questo caso la mail può essere inviata a zapping@rai.it 

L’invito, già raccolto dall’Asaps, è rivolto a tutti: semplici cittadini, Comuni ed Enti Pubblici e Associazioni. La proposta è quella di bloccare la circolazione privata delle automobili dalle 22 alle 6 del mattino per dire “basta”, anche se in maniera inusuale, alle stragi del sabato sera che da troppo tempo insanguinano le strade italiane. La serata del 28 si inserisce nella settimana mondiale della sicurezza stradale in programma dal 23 al 29 aprile. (ASAPS)


L’ADIGE

 Brevi

Priò: giovani ed alcol

I Gruppi giovani di Tuennetto, Priò, Vervò, Mollaro propongono la seconda delle cinque serate su «Discutiamo il nostro futuro» parlando dei problemi alcolcorrelati e complessi venerdì 20 aprile alle ore 20.30 nella sala polifunzionale di Priò. Relatori dell’incontro sono Giuliana Dell’Agnolo e Stefania Bernini. Prossimo appuntamento il 27 aprile a Vervò su «giovani nella comunità» con don Renato Pellegrini.


BRESCIA OGGI

Il diverbio è nato in via Tosio alle 2.30 di notte tra due albanesi.
Ferito marocchino che ha cercato di dividerli

Lite al bar, due accoltellati
L’autore rintracciato e arrestato dalla polizia per tentato omicidio

 di Franco Mondini

Un banale litigio per una ragazza, scoppiato in piena notte in un bar di via Tosio, è degenerato al punto che un albanese (già arrestato nell’estate del 2004 per una rapina ai danni di una prostituta) ha accoltellato al ventre il rivale e colpito alla coscia un marocchino che cercava di dividerli. La polizia non esclude che il feritore, rintracciato in città dopo che aveva girovagato per ore, abbia agito dopo un’abbondante bevuta.
E.F., 23 anni - le generalità la polizia non le ha rese note -, con domicilio in Belgio, è in carcere con l’accusa di tentato omicidio. In gravi condizioni resta il suo connazionale che ha 22 anni, sottoposto all’Ospedale Civile ad un delicato intervento chirurgico all’addome, mentre il marocchino che ha 20 anni ha preferito farsi dimettere non essendo necessario il ricovero.
Il grave fatto di sangue è avvenuto alle 2.30 di domenica all’interno del bar «Pane vino e San Daniele». La polizia Scientifica ha rilevato sangue vicino al bancone di mescita. Nel locale - i proprietari erano assenti - si trovava un cameriere albanese ed era intento a far le pulizie. All’improvviso è giunto E.F. (amico del cameriere che lo ospita nella sua casa). Nel locale di via Tosio ci sono in quel momemto anche un altro albanese e un marocchino.
La polizia sta cercando di capire come i fatti si sono svolti domenica mattina. Solo dopo nove ore gli agenti della squadra Mobile sono stati informati del ferimento, quando il marocchino e l’albanese feriti sono giunti in auto al Pronto soccorso del Civile affermando di essere stati aggrediti per strada in via Tosio.
La squadra Mobile ha invece appurato che il ferimento era avvenuto all’interno del locale di via Tosio, come emerso interrogando il cameriere albanese che ha raccontato dell’improvvisa discussione. È insomma venuta a galla la verità. Ad innescare la violenta reazione culminata con il duplice accoltellamento è stato l’apprezzamento rivolto ad una ragazza. I fumi dell’alcol devono aver contribuito ad accendere gli animi, distorcendo la realtà, ingigantendo le ombre del sospetto. È così che dalla tasca dell’immigrato è comparso il coltello, che la polizi

Mercoledì, 18 Aprile 2007
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