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RESPONSABILITA’ AUTOMOBILISTICA Sentenze in materia di responsabilità civile, penale, amministrativa - CERTIFICATO DI ASSICURAZIONE VALIDO, NON CONTA SE L’UTENTE ABBIA O MENO PAGATO IL PREMIO
LA CASSAZIONE : ALLO STOP OCCORRE FERMARSI E ISPEZIONARE LA STRADA

a cura di Ugo Terracciano

 

 (Asaps) – Qualche volta il certificato dell’assicurazione può trarre in inganno? Niente paura, la compagnia che l’ha emesso risponde anche nel caso che il premio non sia stato pagato. Ritorna, con questa decisione, ad occuparsi di assicurazioni ed infortunistica stradale, la Cassazione Civile con la sentenza n. 92/2007. Non solo, ma nell’occasione il Supremo Collegio ha anche ridefinito il contenuto dell’obbligo dell’utente di arrestarsi allo stop, nonché la latitudine del giudizio di merito da parte del giudice territoriale.
Una sentenza articolata, quindi, e pertanto meritevole di un minimo di approfondimento.
Innanzitutto il fatto: alla guida del veicolo aziendale un dipendente subisce un sinistro. Un’auto non rispetta lo stop e senza nemmeno toccare il freno irrompe a tutta velocità nel bel mezzo dell’intersezione dalla quale fatalmente stava transitando, appunto, il veicolo di servizio della ditta. Si va in giudizio per richiedere il giusto risarcimento, chiamando in causa il conducente dell’altra automobile, il proprietario e la compagnia di assicurazioni che però contestava l’operatività della polizza, non essendo la stessa stata pagata a fronte della consegna del relativo certificato. Mentre il giudice di pace si era convinto delle ragioni della compagnia, in appello la tesi era stata ribaltata e le assicurazioni condannate al risarcimento.
Ora, la Cassazione di recente era già intervenuta sul tema della relazione triangolare tra società, assicurato e danneggiato, stabilendo che nell’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile derivante dalla circolazione di autoveicoli, le indicazioni del certificato di assicurazione riguardanti il periodo di copertura assicurativa sono efficaci nei rapporti tra danneggiato ed assicuratore indipendentemente dalla validità del contratto di assicurazione” (Cass. 8 maggio 2006, n. 10504). Lo stesso concetto, in sostanza rivisitato nel caso in esame, giunto alla fine sul tavolo del giudice di legittimità. Rammenta questa volta la Suprema Corte come per giurisprudenza consolidata, in tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, il rilascio del certificato assicurativo, completo di tutte le indicazioni e gli elementi prescritti dalla Legge (L. 24 dicembre 1969, n. 990, art. 7, D.P.R. 24 novembre 1970, n. 973, artt. 9 e 12), impegna inderogabilmente l’assicuratore nei confronti del terzo danneggiato, per il periodo di assicurazione riportato nel certificato stesso, indipendentemente dal fatto che per tale periodo sia stato o meno pagato il premio (vedesi anche Cass. n. 9554/2002; Cass. n. 740/2002; Cass. n. 6026/2001).

Nessuna notazione del collegio, invece, in ordine alla dinamica dell’incidente, sull’evidente rilievo che l’apprezzamento del giudice del merito, in ordine alla ricostruzione delle modalità di un incidente e al comportamento delle persone alla guida dei veicoli in esso coinvolti, si concreta in un giudizio di mero fatto che resta insindacabile in sede di legittimità, quando sia adeguatamente motivato e immune da vizi logici e da errori giuridici (Cass. 2 marzo 2004, n. 4186; Cass. 25 febbraio 2004, n. 3803; Cass. 30 gennaio 2004, n. 1758; Cass. 5 aprile 2003, n. 5375). Sul diritto di precedenza e sugli obblighi derivanti dalla segnaletica di “stop”, invece, la sentenza 92/2007, si è soffermata per ristabilire la rigidità delle prescrizioni contenute nel codice della strada. Il conducente di un autoveicolo, dice la Corte, una volta fermatosi sulla linea di stop, prima di riprendere la marcia, ha l’obbligo di ispezionare la strada preferita, per assicurarsi che sia libera da sopraggiungenti veicoli e, in caso negativo, di accordare la precedenza a tutti i veicoli circolanti sulla detta strada, sia provenienti da destra che da sinistra. Infatti l’obbligo imposto ai conducenti di veicoli di arrestare la marcia e cedere la precedenza nei due sensi, quando vi sia un cartello di stop in prossimità di un crocevia, ha carattere rigido, con la conseguenza che la fermata a detto segnale deve effettuarsi almeno per un attimo quando l’area del crocevia è libera, mentre deve protrarsi, in caso di sopravvenienza di veicoli sulla strada che si sta per imboccare, il tempo necessario a consentire a tutti detti veicoli di passare con precedenza (Cass. pen., 24/02/1984; Cass. pen., 28/11/1988; Cass. pen., 21/03/1986; Cass. pen., 10/12/1985).

  

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CASSAZIONE CIVILE
Sezione I
Sentenza 8 gennaio 2007, n. 92

 

Ci.Um., quale conducente di un’auto Ford Escort, e la Geo Impianti s.n.c, quale proprietaria di detta auto, convenivano con due diverse citazioni davanti al giudice di pace di Casarano L.P. (conducente di altra auto) e Le.Lu.

(proprietaria della stessa) per essere risarciti dei danni rispettivamente subiti a seguito di incidente stradale.

Si costituivano i convenuti che chiedevano di essere autorizzati alla chiamata in garanzia della Gan Italia, assicuratrice dell’auto, di cui erano rispettivamente conducente e proprietaria.

I giudizi venivano riuniti. Si costituiva la chiamata in causa Gan Italia, che contestava l’operatività della polizza, non essendo stato pagato il premio.

Il giudice di pace riteneva non operante la copertura assicurativa, per mancato pagamento del premio, nonostante che l’auto investitrice presentasse un valido contrassegno assicurativo, e quindi, ritenendo che gli attori avrebbero dovuto effettuare, prima di proporre l’azione nei confronti dei danneggianti, la costituzione in mora del Fondo di garanzia delle Vittime della Strada, mentre ciò non era avvenuto, dichiarava l’improponibilità delle due domande risarcitorie. Avverso questa sentenza proponevano appello gli attori.

Il tribunale di Lecce, sez. dist. di Casarano, in riforma dell’impugnata sentenza, condannava i convenuti nonché la Gan Italia in solido al risarcimento dei danni subiti dagli attori. Riteneva il tribunale che, nei confronti del danneggiato, ai fini dell’azione diretta L. n. 990 del 1969 ex art. 18 era sufficiente che risultasse la copertura assicurativa dell’auto investitrice dal certificato assicurativo, essendo irrilevante che il premio non fosse stato pagato; che tanto era avvenuto nella fattispecie, per cui correttamente l’azione era stata proposta nei confronti della Gan Italia; che risultava la responsabilità esclusiva dell’auto condotta dal L., che non si era arrestata allo "Stop" e procedeva a velocità elevata.

Avverso questa sentenza hanno proposto ricorso per cassazione Le.Lu. e gli eredi di L.P. ( C. C., L.C., A.P., A., M., L.).

Ha proposto autonomo ricorso anche la Gan Italia S.P.A. Resistono con controricorso Ci.Um. e la Geo Impianti s.n.c, che hanno anche proposto ricorso incidentale condizionato, specificando che il controricorso è proposto solo avverso il ricorso dei L. e non anche avverso quello della Gan, non avendo essi iniziato alcun giudizio contro questa, chiamata in garanzia dai convenuti (p. 4 del controricorso).

1 .Preliminarmente vanno riuniti i ricorsi.

Va, preliminarmente esaminato il ricorso della Gan Italia.

Con il primo motivo la ricorrente lamenta la violazione dell’art. 112 c.p.c. in quanto con l’appello gli appellanti avevano solo richiesto la riforma dell’impugnata sentenza con riferimento alla declaratoria di improponibilità della loro domanda nei confronti dei convenuti L., mentre il giudice di appello aveva condannato al pagamento anche la Gan Italia, pur in assenza di una censura avverso la declaratoria di improponibilità della domanda nei confronti di tale società. 2. Il motivo è fondato e va accolto.

E’ esatto che gli appellanti non avessero richiesto al giudice di appello la condanna della Gan al risarcimento del danno ma solo la condanna dei due convenuti L.. Tale domanda nei confronti della Gan Italia non era stata neppure proposta con la citazione di primo grado e l’assicuratrice era stata chiamata in causa dai convenuti per essere dalla stessa manlevati.

In questi termini è, quindi, esatta la censura di violazione dell’art. 112 c.p.c. per mancata corrispondenza tra il chiesto ed il pronunziato.

L’accoglimento del motivo di ricorso sotto tale profilo, comporta l’assorbimento dei diversi profili, ivi prospettati, nonchè dei restanti motivi.

3. Con il primo motivo di ricorso i ricorrenti L. lamentano l’omessa motivazione su un punto decisivo della sentenza e la violazione della L. n. 990 del 1969, art 22. Assumono i ricorrenti - che, poichè la Gan aveva comunicato che la copertura assicurativa non era operante per mancato pagamento del premio, gli attori avrebbero dovuto effettuare nei confronti del Fondo di Garanzia Vittime della strada la richiesta di cui alla L. n. 990 del 1969,art 22 a pena di improponibilità della domanda risarcitoria. 4.11 motivo è infondato.

Il giudice di appello ha ritenuto provato in fatto che l’auto in questione fosse dotata di un certificato assicurativo operante per il periodo in cui si era verificato l’incidente. Come correttamente rilevato dal giudice di merito e come è giurisprudenza consolidata, in tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, il rilascio del certificato assicurativo, completo di tutte le indicazioni e gli elementi prescritti dalla Legge L. 24 dicembre 1969, n. 990, art. 7, D.P.R. 24novembre 1970, n. 973,artt.9 e 12, impegna inderogabilmente l’assicuratore nei confronti del terzo danneggiato, per il periodo di assicurazione riportato nel certificato stesso, indipendentemente dal fatto che per tale periodo sia stato o meno pagato il premio (ex multis: Cass. 01/07/2002, n. 9554; Cass. n. 740/2002; Cass. n. 6026/2001).

Pertanto, poichè il giudice di merito ha accertato che nella fattispecie era stato rilasciato dalla Gan il certificato assicurativo per l’auto in questione, che copriva anche la data del sinistro ((OMISSIS)), l’azione di responsabilità aquiliana ex art. 2054 c.c. proposta nei confronti dei danneggianti era proponibile a seguito di costituzione in mora L. n. 990 del 1969 ex art. 22 dell’assicuratore che risultava da tale valido certificato assicurativo, essendo irrilevante, nei rapporti con i danneggiati, che il contraente non avesse pagato il premio assicurativo.

5. Con il secondo motivo di ricorso i ricorrenti lamentano la falsa applicazione degli artt. 141 e 145 c.p.c.ed omessa ed insufficiente motivazione della sentenza, nella parte che attribuisce al L. l’esclusiva responsabilità dell’incidente.

6.11 motivo è infondato.

Osserva questa Corte che in tema di circolazione stradale, il conducente di un autoveicolo, una volta fermatosi sulla linea di stop, prima di riprendere la marcia, ha obbligo di ispezionare la strada preferita, per assicurarsi che sia libera da sopraggiungenti veicoli e, in caso negativo, di accordare la precedenza a tutti i veicoli circolanti sulla detta strada, sia provenienti da destra che da sinistra. Infatti l’obbligo imposto ai conducenti di veicoli di arrestare la marcia e cedere la precedenza nei due sensi, quando vi sia un cartello di stop in prossimità di un crocevia, ha carattere rigido, con la conseguenza che la fermata a detto segnale deve effettuarsi almeno per un attimo quando l’area del crocevia è libera, mentre deve protrarsi, in caso di sopravvenienza di veicoli sulla strada che si sta per imboccare, il tempo necessario a consentire a tutti detti veicoli di passare con precedenza (cfr. Cass. pen., 24/02/1984, Canini; Cass. pen., 28/11/1988, Lo Faro; Cass. pen., 21/03/1986, Armani; Cass. pen., 10/12/1985, Solfaroli).

7. Inoltre nella fattispecie, con motivazione immune da vizi rilevabili in questa sede di legittimità, il giudice di appello ha accertato che il L. non si era arrestato al segnale di stop;

che dalla dinamica del sinistro era da presumersi che lo stesso andasse a velocità elevata; che non esisteva alcuna prova che il Ci. viaggiasse a velocità eccessiva.

Come costantemente affermato da questa Corte, in tema di responsabilità da sinistri derivanti dalla circolazione stradale, l’apprezzamento del giudice del merito in ordine alla ricostruzione delle modalità di un incidente e al comportamento delle persone alla guida dei veicoli in esso coinvolti si concreta in un giudizio di mero fatto che resta insindacabile in sede di legittimità, quando sia adeguatamente motivato e immune da vizi logici e da errori giuridici (Cass. 2/03/2004, n. 4186; Cass. 25/02/2004, n. 3803; Cass. 30/01/2004, n. 1758; Cass. 05/04/2003, n. 5375).

8. In definitiva, in accoglimento del primo motivo della Gan Italia va cassata senza rinvio l’impugnata sentenza limitatamente alla statuizione di condanna della Gan Italia.

Va rigettato il ricorso principale dei L. e dichiarato assorbito il ricorso incidentale condizionato degli attori, proposto solo nei confronti dei predetti convenuti.

I ricorrenti L. e C.C. vanno condannati al pagamento delle spese del giudizio di Cassazione sostenute dai resistenti, mentre esistono giusti motivi per compensare le spese del giudizio di cassazione tra la Gan Italia e le altre parti.


Riunisce i ricorsi. Rigetta il ricorso principale proposto da C. C., L.C., Lu., A.P., A., M. e L. e dichiara assorbito il ricorso incidentale condizionato. Accoglie il primo motivo del ricorso proposto dalla Gan Italia s.p.a., assorbiti i restanti. Cassa senza rinvio l’impugnata sentenza limitatamente alla statuizione di condanna della Gan Italia s.p.a.. Condanna i ricorrenti principali C.C. e L. al pagamento delle spese del giudizio di cassazione sostenute dai resistenti, liquidate in Euro 1600,00, di cui Euro 100,00 per spese, oltre spese generali ed accessori di legge. Compensa le spese del giudizio di cassazione tra la Gan Italia s.p.a. e le altre parti.

Così deciso in Roma, il 13 ottobre 2006.

Depositato in Cancelleria il 8 gennaio 2007


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Giovedì, 01 Marzo 2007
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