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Rassegna stampa Alcol e Guida del 19 febbraio 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

 

Prosegue l’invito a sostenere la protesta di Carla, che ha perso un figlio in un incidente, scrivendo la vostra opinione al RESTO DEL CARLINO di Reggio Emilia cronaca.reggioemilia@carlino.net e, per conoscenza, a a.sbarbada1@tin.it e robargen@libero.it per la pubblicazione in rassegna stampa.


 IL RESTO DEL CARLINO (Reggio Emilia)

Reggio, 18 febbraio 2007 - "VENERDÌ E SABATO "Open bar", paghi 10 euro e bevi quanto vuoi (le donne 5 euro)". E’ il messaggio pubblicitario di un locale di Reggio, il Geco Club, finito nel mirino delle associazioni di genitori, della circoscrizione e dell’Associazione amici della polizia stradale.
«E’ un messaggio negativo, che incita i giovani a non avere regole», ha detto il presidente della circoscrizione che ha chiesto ai vigili urbani di controllare con l’etilometro i giovani automobilisti che escono da questo locale (ma anche degli altri pub reggiani). «Ma io non permetto a nessuno di ubriacarsi qui», ha ribattuto il gestore del club.
In fondo alla rassegna potete trovare le prime risposte a questa iniziativa


LA REPUBBLICA

ALCOL: TURCO, PROIBIZIONISMO NON SERVE

"Una legge proibizionista sull’alcol non serve, pero’ e’ bene che ci siano limiti indicati dalla legge".
Lo ha detto il ministro della salute Livia Turco a "Unomattina" ricordando la sua proposta nella Finanziaria, il divieto di consumo alcol da parte di giovani tra 16 e 18 anni. "Pero’ non e’ piaciuta al governo ed e’ stata messa da parte, ma continuo a pensare che fosse giusta anche perche’ il problema dell’alcolismo tra gli adolescenti c’e’. (*) C’e’ un ruolo che spetta alla famiglia, ai punti di vendita, supermercati, autogrill. Comunque una legge che vieta semplicemente non basta".

Il ministro della salute poi ha affrontato il problema del fumo. "Va benissimo combattere la droga e gli spinelli: sono contro tutte le droghe, ma anche contro l’alcol", ha aggiunto la Turco che si e’ detta d’accordo con la legge Sirchia sul fumo. "I dati dimostrano che la legge e’ stata positiva, va migliorata pero’ nella sua applicazione e fare in modo che i giovani non si avvicinino al fumo: occorre fare prevenzione, quindi, e ricordo che - ha aggiunto il Ministro - c’e’ un progetto con i tabaccai che intendono aiutarci nella prevenzione verso i giovani. Inoltre occorre intervenire nei luoghi di lavoro con l’ausilio dei sindacati e, infine, occorre aiutare a smettere di fumare chi gia’ fuma incoraggiando alcuni percorsi come i centri di mutuo-aiuto e i farmaci sostitutivi della nicotina".


(*) Nota: esiste maggiore sensibilità verso i problemi alcol correlati e maggior chiarezza nelle proposte di prevenzione nella gente comune che nei parlamentari. Quando il ministro Turco propose il divieto di vendita ai minorenni oltre l’ 85% delle persone si dichiarò favorevole.


VIRGILIO NOTIZIE 

DROGA/FERRERO: OCCORRE LEGGE CHE DISTINGUA ’LEGGERE’ E ’PESANTI’

Superare automatismo sanzioni amministrative per consumatori

Roma, 19 feb. (APCom) - E’ necessaria una legge che "divida" in modo "ben chiaro tra droghe leggere e droghe pesanti", così come tra "spaccio e consumo" e che sia concentrata sulla prevenzione, in particolare dei minori. Lo ha detto il ministro delle Solidarietà Paolo Ferrero rispondendo a una domanda nel forum on line del sito del ministero.
"Il punto - ha aggiunto Ferrero - è cioè la tutela della salute delle persone. Per questo ritengo necessario punire seccamente i comportamenti che possono provocare danni a terzi (ad esempio la guida sotto l’effetto di sostanze) superando però l’automatismo delle sanzioni amministrative per i consumatori. Verso i consumatori - con particolare riguardo per i minori - a mio parere occorre fare massicce campagne di prevenzione e di responsabilizzazione, non punire".
Ferrero ha risposto anche a una domanda su altre forme di dipendenza. "L’alcool è la sostanza che produce oggi in Italia il maggior numero di morti e il maggior numero di patologie", ha detto Ferrero. In sede di Consulta, ha aggiunto, si è discusso a lungo, "su come modificare le leggi in merito alle pubblicità degli alcolici". Innanzitutto, ha spiegato, per evitare "una pubblicità non corretta e per evitare che il consumo dell’alcool venga proposto come modello per le giovani generazioni".
"Il terreno dell’alcool - ha sottolineato Ferrero - è quello dove una corretta informazione e una corretta prevenzione serve moltissimo per definire un consumo tra l’uso e l’abuso della sostanza medesima e quindi per salvaguardare la salute delle persone, a partire dai minori".


VIRGILIO NOTIZIE

ALCOOL/ FERRERO: NECESSARIE MODIFICHE LEGGI SU PUBBLICITA’
"Per tutelare salute persone, in particolare dei minori"

Roma, 19 feb. (APCOm)

E’ necessaria una "modifica" delle leggi sulla pubblicità degli alcolici. Lo ha detto il ministro per la Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, nel corso del forum on line sul sito del ministero.
In sede di Consulta, ha spiegato Ferrero, si è discusso a lungo, "su come modificare le leggi in merito alle pubblicità degli alcolici". Innanzitutto, ha spiegato, per evitare "una pubblicità non corretta e per evitare che il consumo dell’alcool venga proposto come modello per le giovani generazioni".

"Il terreno dell’alcool - ha sottolineato Ferrero - è quello dove una corretta informazione e una corretta prevenzione serve moltissimo per definire un consumo tra l’uso e l’abuso della sostanza medesima e quindi per salvaguardare la salute delle persone, a partire dai minori".


CITY

Alcol, attrazione fatale dei ragazzi
"Uno su 3 si ubriaca il sabato sera"

Milano - Quattro bicchieri di alcol in una sola serata, spesso cocktail o superalcolici. E per di più anche senza aver mangiato un granché. Sono quelli che beve un giovane italiano su tre durante le uscite del sabato. Un fenomeno preoccupante, unito anche alla tendenza a bere sempre prima e, per le ragazze, sempre di più. Lo rivela una ricerca realizzata dalla rivista Dimagrire (Edizioni Riza), in edicola oggi, che ha studiato il rapporto con l’alcol di oltre 1000 giovani, maschi e femmine tra i 15 e i 30 anni.
Sono sempre di più i bevitori da fine settimana. Ragazzi, anche giovanissimi, che pensano a torto di diminuire i danni dell’alcol concentrando le bevute nell’uscita del sabato sera. Magari per scaricarsi dopo una settimana di stress. "Quello che è cambiato in modo radicale è la modalità di consumo", spiega Valentino Patussi, presidente della Società italiana di alcologia e membro della Consulta nazionale alcol del ministero della Salute. "Oggi l’incontro con l’alcol avviene lontano dalla tavola dei genitori, dove si iniziava a bere nel passato. E quindi non viene inserito nel contesto del classico pranzo delle occasioni o della normale associazione pasto completo e bicchiere di vino". Per i giovani che spesso vivono con i genitori e si ritrovano solo nei locali, così, ingurgitare un bicchiere dopo l’altro diventa un modo per passare il tempo con gli altri. "Si beve alle feste, nei locali, all’aperitivo, ormai diventato appuntamento fisso e obbligatorio per iniziare una serata tra amici" spiega Patussi.
Con gli amici Il 26% degli intervistati ha detto di bere "sempre" quando si trova in compagnia degli amici. E il 47% di farlo spesso. Solo il 13% limita il consumo a "qualche volta" e appena l’8% è astemio. Si beve in genere "una sola volta, al sabato sera" (27%) o "un paio di volte durante il week-end"(32%), raramente durante la settimana.

Sempre più forte Aumenta anche la gradazione alcolica dei drink preferiti dai giovani. Quasi un maschio su due (42%), e il 29% delle femmine prediligono cocktail e superalcolici. La birra è al secondo posto fra i ragazzi (34%), mentre le ragazze preferiscono soft drink e vino (33%). Scelgono gli analcolici solo il 5% dei maschi e il 19% delle femmine.
Illusione alcolica Preoccupante infine la percezione del numero di bicchieri che i ragazzi ritengono di poter reggere. Solo un maschio su dieci (e il 15% delle femmine) dice di fermarsi ad uno. Il 23% dei ragazzi (e il 30% delle ragazze) arriva a due. Tutti gli altri, in un modo o nell’altro, esagerano. Il 35% dei ragazzi (oltre uno su tre) sostiene di reggere dai quattro bicchieri in su. Lo stesso vale per il 31% delle ragazze.
Correre ai ripari C’è poca consapevolezza anche sui danni dell’alcol. Il 29% degli intervistati ritiene che per riprendersi dopo una forte bevuta sia sufficiente bere molta acqua. Il 27% si mette a stecchetto e mangia in bianco per un paio di giorni, il 20% aspetta che passi senza fare nulla in particolare, il 12% fa attività fisica "per smaltire".


LA STAMPA

LONDRA

Alcolizzati a 13 anni, il dramma inglese

Sesso, droga e rock’n roll. E alcol, molto alcol. Tanto da bruciarsi il fegato ad appena 13 anni. Così i teenager inglesi secondo un’inchiesta dell’Independent. Qualche tempo fa un rapporto Onu assegnava ai giovanissimi sudditi del Regno Unito rischi da primato in tema di alcolismo, droghe e sesso non protetto. Un assai poco invidiabile record mondiale, a cui ora si aggiungono le storie shock pubblicate dal supplemento domenicale del quotidiano britannico. Dodicenni in cura disintossicante, sedicenni che per vincere la noia e la malinconia si scolano una decina di birre alternandole con la vodka, ragazzine che dopo mesi di sforzi riescono a scendere a sei birre al dì, ma ammettono di trovarlo troppo difficile, perché quella che era partita come una sfida è diventata un’abitudine.
E poi le cifre, impietose, che parlano di un problema in espansione, più 25% dal 2002 al 2005, un record di ricoveri per problemi legati all’alcol fra i minori di 18 anni, il raddoppio, dal 1990 ad oggi, dei minori che bevono regolarmente: oggi il 50% dei tredicenni britannici si scola almeno 10 drink alla settimana.
Sono i ricoveri ospedalieri a svelare una verità nascosta ma non troppo, dato che le bevute sono troppo precoci portano con sé intossicazioni, disturbi al fegato e persino problemi mentali. Oltre ad un aumento degli atti di teppismo e di vandalismo e del numero delle gravidanze indesiderate. Sono migliaia gli adolescenti e i preadolescenti che, almeno una volta alla settimana nell’ultimo anno, sono finiti al pronto soccorso per aver esagerato con i drink, soprattutto con meno di sedici anni.
È un problema anche sanitario perché, denunciano i medici, le cirrosi epatiche si manifestano nei teenager, e per questi baby-bevitori c’è bisogno di speciali cliniche e tecniche di disintossicazione. Ed è forse soprattutto, un problema culturale e psicologico perché i ragazzi iniziano a bere per moda e per emulazione, ma poi proseguono per noia, disagio, disadattamento, infelicità. Mali adulti, si pensava una volta. (e.st.)


IL GIORNALE

«Generazione drink», alcolizzati già a 12 anni

Italia-Inghilterra: 4 a 4. Dove quattro non sono i gol, ma i «cicchetti» che i teenager del Regno Unito e del Belpaese si fanno ogni sabato sera, senza però disdegnare una consistente dose di alcol giornaliero anche negli altri giorni della settimana. In queste nazioni le prime sbronze arrivano prestissimo: già a 12 anni, due prima rispetto alla media europea che è di 14. Secondo un’inchiesta dell’Independent, la percentuale dei minori che si trovano in cura per problemi legati all’abuso di hot drink è in costante aumento. La diagnosi è sempre la stessa: alcolismo. Cifre record di pre-adolescenti e adolescenti - scrive il giornale - hanno bisogno di trattamenti ospedalieri. Secondo la ricerca esiste un alcolismo-minorile nascosto. Ne sono prova le migliaia di ragazzi ricoverati ogni anno per intossicazioni alcoliche, disturbi al fegato e problemi mentali legati al bere.
Secondo i medici, le cirrosi si manifestano già nei giovanissimi, e c’è bisogno di speciali cliniche di disintossicazione per questo tipo di baby-malati. Secondo i dati, gli adolescenti britannici bevono il doppio di quanto bevevano un decennio fa. Il 50% dei 13enni britannici beve almeno 10 drink alla settimana, quattro dei quali concentrati nel solo sabato sera.
Un medesimo allarme lo lancia in Italia anche la rivista Dimagrire (Edizioni Riza) in edicola oggi. Secondo gli esperti il 26% dei giovani al centro dello studio risponde di bere «sempre» quando si trova in compagnia degli amici e il 47% di farlo spesso; solo il 13% risponde «qualche volta» e appena l’8% dice «mai». Altro dato preoccupante: a molti capita di bere senza aver mangiato abbastanza. E mentre l’età in cui si inizia a bere si abbassa, cresce la propensione all’alcol delle ragazze, il 29% delle quali dice di prediligere cocktail e superalcolici al posto della classica birra o del bicchiere di bianco frizzante. Significativo il campione preso in esame: 1000 giovani, maschi e femmine, di età compresa fra i 15 e i 30 anni. Ma i dati dell’Oms riguardanti l’Italia abbassano ulteriormente questa soglia a rischio, portandola addirittura a 12 anni.
«Quello che è cambiato in modo radicale è la modalità di consumo - spiega Valentino Patussi, presidente della Società italiana di alcologia e membro della Consulta nazionale alcol del ministero della Salute -. L’incontro con l’alcol oggi avviene lontano dalla tavola dei genitori, e quindi non viene inserito all’interno del contesto del classico pranzo delle occasioni o della normale associazione pasto completo e bicchiere di vino. Si beve alle feste, nei locali, all’aperitivo, ormai diventato appuntamento fisso e obbligatorio per iniziare una serata tra amici».

L’ex ministro della Sanità, Girolamo Sirchia, aveva capito che il problema era grosso e - dopo il meritorio provvedimento antisigarette - aveva annunciato una «campagna di sensibilizzazione» sull’abuso degli alcolici. Nel caso di whisky, birra, vino e altre bevande ad alta gradazione non si sarebbe certo potuto proibire alcunché (del resto chi beve non attenta alla salute del prossimo, (*) come accadeva invece con il fumo passivo), ma l’obiettivo era quello di informare, soprattutto i più giovani, che superare una certa soglia di alcol può causare gravissimi danni. Poi Sirchia si dimise e l’iniziativa tramontò ancora prima di sorgere. Ora, con l’attuale ministro Turco, si spera che la linea-Sirchia venga ripresa in considerazione. L’Italia risulta infatti, insieme con l’Inghilterra, il Paese dove l’«iniziazione» all’abuso di alcol è la più precoce. E il fenomeno non riguarda poche centinaia di ragazzini, bensì oltre un milione di baby-alcolisti (un dato che però comprende anche la fascia d’età tra i 14 e i 16 anni): un numero che aumenta di circa 20mila unità all’anno e che si incrementa ulteriormente quando l’età sale dai 18 ai 24 anni.
Secondo il World health report dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), l’alcol provoca direttamente o indirettamente il 10% di tutte le malattie, il 10% dei tumori, il 63% delle cirrosi epatiche, ma anche il 41% degli omicidi e il 45% degli incidenti, il 9% delle invalidità e delle malattie croniche. L’Oms indica inoltre che i costi annuali, sociali e sanitari, sostenuti a causa di problemi collegati all’alcol, sono pari al 2-5% del prodotto interno lordo; la stima elaborata dall’Istituto superiore di sanità (Iss) sul Pil nazionale del 2003 (1.324 miliardi di euro) indica in circa 40 miliardi di euro annui tali costi. Nell’intera Europa un giovane su quattro tra i 15 e i 29 anni muore a causa dell’alcol che rappresenta, anche in Italia, il primo fattore di rischio di invalidità, mortalità prematura e malattia cronica tra i giovani.
Una realtà sulla quale c’è poco da «brindare».

(*) Nota: la comprensione della questione alcol è così limitata che un giornalista può permettersi di scrivere che “chi beve non attenta alla salute del prossimo”, contro ogni evidenza e contro i più elementari dati di conoscenza del problema.


ASAPS

Una petizione per chiedere pene più severe per gli ubriachi al volante

L’iniziativa popolare promossa dai genitori di una ragazzina travolta ed uccisa da un marocchino ubriaco

VERBANIA – L’Italia, lo sappiamo bene, è il luogo in Europa dove la certezza della pena è più che altrove una vera e propria incognita. C’è anche, però, una crescente e costante richiesta di pene più severe per chi provoca incidenti stradali, soprattutto se questi hanno un esito mortale: a Verbania, in un contesto sdegnato per un evento che ha sconvolto l’intera comunità nel settembre dello scorso anno, una petizione con oltre 6.500 firme ha chiesto al governo di usare il pugno di ferro contro gli ubriachi responsabili di incidenti mortali. Elisa, 17 anni, il 5 settembre scorso venne travolta ed uccisa da un’auto al cui volante c’era un marocchino ubriaco: il pirata – perché di questo si tratta – finì contromano senza lasciare scampo alla ragazzina, morta praticamente sul colpo. Vincenzo e Rosella Incerto, i genitori della vittima, hanno trovato la forza di raccogliere le migliaia di forme e di consegnarle al prefetto della provincia Verbano-Cusio-Ossola Domenico Cuttaia, che dovrà ora inviarle a Roma alla Presidenza del consiglio di ministri. L’ubriaco ha chiesto di patteggiare una pena di 17 mesi, che proprio in queste ore dovrebbe essere sancita in una sentenza del tribunale.


LA SICILIA

La testimonianza 


«Ecco come ho smesso di bere» 

’Nella vita non è forte chi resta in piedi, ma chi, quando cade, trova la forza di rialzarsi’, e Giovanni, un ragazzo modicano di 25 anni, che, come tanti giovani, era finito nel baratro dell’alcolismo, ce l’ha fatta. Tanta forza di volontà e umiltà per ammettere di essere ’ammalati’ e di avere bisogno del sostegno degli altri. Giovanni non ha molta fiducia nelle persone, perché nella sua vita si è sentito sempre tradito; a parte i genitori, che lo amano, ha avuto a che fare sempre con ’amicizie sbagliate’, bulletti che per mostrare la loro forza vanno oltre le loro stesse possibilità e alzano il gomito a dismisura… gli altri, i più fragili, li devono seguire come modelli di vita per continuare a far parte del gruppo, per non essere lasciati soli. Giovanni, da astemio che era, ha iniziato a bere a 19 anni, quando ai suoi problemi quotidiani, alla solitudine da cui si è sentito sempre avvolto, si è aggiunto il tradimento da parte della sua ragazza con la quale stava insieme da 5 anni. E così, sentitosi pugnalato alle spalle, un sabato sera è uscito con un gruppo di amici, di quelli un po’ sballati, e si è perfettamente integrato, bevendo come loro. "Ho iniziato con la birra - racconta -. Ricordo ancora quella sera: mi sono veramente sballato affogando tutti i miei problemi nell’alcol, che mi ha reso esuberante. Nei primi tempi l’alcol era mio amico, perché mi aiutava a dimenticare i pensieri che mi assillavano, mano a mano, però, ha distrutto tutto ciò che avevo, rovinando i rapporti non solo con i miei ’amici’, ma anche con chi mi voleva veramente bene: i miei genitori. Certo, comprendo il dolore di mia madre, che per ben due anni, sperando di potermi aiutare col suo grande sostegno morale, ha nascosto il mio problema a mio padre, e comprendo anche la rabbia e la disperazione di quest’ultimo quando è venuto a conoscenza della mia dipendenza". Giovanni beveva solo fuori casa, soprattutto nel fine settimana, ma l’alcol aveva preso comunque in lui il sopravvento creandogli attorno il vuoto. È maturata allora la decisione di smettere, ma dopo un mese e mezzo in cui non toccava bicchiere, un giorno è caduto nella tentazione: "Gli alcolisti anonimi mi hanno aiutato senza giudicarmi e continuano a farlo".

V. R.


IL TEMPO

Ubriaco al volante manda in ospedale un poliziotto: è ...

Ubriaco al volante manda in ospedale un poliziotto: è successo nella notte tra sabato e domenica ad un agente della Polstrada di Treviso di pattuglia sulla Pontebbana per un servizio programmato di prevenzione delle stragi del sabato sera. Il poliziotto è stato accompagnato al pronto soccorso dove è stato dimesso con una prognosi di cinque giorni. A procurargli una serie di contusioni è stato un giovane di 28 anni della Costa d’Avorio che dopo essere stato fermato dagli agenti, in evidente stato d’ebbrezza, è andato in escandescenza sferrando pugni e calci. K.G.G., operaio residente a Noale ma di fatto domiciliato a Trebaseleghe, in provincia di Padova, è stato arrestato e tradotto al carcere Santa Bona.
Alle spalle una lunga serie di precedenti: ricettazione, truffa, guida in stato d’ebbrezza e due condanne per aver procurato due incidenti con un’autovettura sprovvista di assicurazione. Il 28enne era stato fermato mentre percorreva la Pontebbana zigzagando: sceso dall’autovettura il giovane avrebbe cominciato ad urlare, rifiutandosi di mostrare i documenti. Essendo solo in auto, dopo il sequestro della patente, gli agenti hanno disposto il fermo giudiziale della vettura. È a quel punto che il pluripregiudicato avrebbe perso il controllo divincolandosi dagli agenti, raggiungendo l’auto e cercando di mettere in moto per fuggire. Gli agenti lo hanno bloccato, ammanettandolo.


IL TEMPO

Ovindoli, tre giovani in manette

L’accusa è di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento Sono stati arrestati ieri dagli agenti di Polizia della postazione montana

OVINDOLI — Tre giovani romani sono stati arrestati dagli agenti del posto di Polizia di Ovindoli, coordinati dall’ispettore Antonello Giusti. I tre sono accusati di resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento. Secondo la ricostruzione dei fatti, probabilmente in stato di ebbrezza, avrebbero cominciato a lanciare da una finestra bicchieri e portaceneri sulle auto parcheggiate nella zona sottostante. Allertati da alcuni vicini che sentivano urla e musica ad alto volume, gli agenti della Polizia di Ovindoli sono giunti tempestivamente sul posto. I tre giovani sono stati fermati solo dopo una colluttazione. A.D.N.


IL GAZZETTINO (Treviso)

Nottate brave sì, ma con giudizio. I giovani trevigiani non ...

Nottate brave sì, ma con giudizio. I giovani trevigiani non rinunciano al divertimento del sabato sera, ma sono più coscienziosi e disciplinati. È quanto emerge dai controlli degli agenti della Polstrada di Treviso impegnati nel fine settimana in un servizio programmato e mirato alla prevenzione delle stragi del sabato sera.
I controlli sono iniziati a mezzanotte lungo la Pontebbana, in particolare all’altezza della frazione di Carità di Villorba, e hanno visto l’impiego da parte degli agenti del telelaser, dell’autovelox e dell’etilometro, oltre al cosiddetto "precursore", ovvero una strumentazione in sperimentazione e in dotazione alla Polstrada di Treviso che consente di misurare la presenza di grammi/litri di alcol nel sangue.

Il bilancio è stato di sette patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza. Le autovetture fermate e sottoposto ai controlli sono state circa un centinaio, mentre le persone, tra automobilisti e passeggeri, circa centoquaranta.
L’elemento nuovo e che dimostra una rispondenza ai servizi di prevenzione messi a punto dalle forze dell’ordine, è la tendenza dimostrata dai giovani di incominciare ad organizzarsi all’interno nell’ambito della compagnia in modo tale che chi guida non assuma nemmeno una goccia di alcol.
Sono state almeno una quindicina le autovetture fermate, all’interno delle quali i passeggeri - tutti di età non superiore ai 25 anni - erano visibilmente brilli, ma il cui conducente, sottoposto all’alcoltest, ha dimostrato di non aver bevuto nemmeno un bicchiere di vino.


CORRIERE ADRIATICO

Danni in centro storico e gomme squarciate ad Offida

La kermesse del “Bove finto” rovinata da ubriachi e balordi

OFFIDA - E così, anche quest’anno l’allegra festa del Bove Finto ha riservato, purtroppo, alcune amare sorprese, anzi forse troppe. Allo sfavillio di colori, allegri vocii, musica, canti e balli si sono sovrapposti atti di vandalismo e diverse azioni indecorose che nulla hanno a che fare con la tradizionale manifestazione. (*) Venerdì sera, infatti, sono state squarciate o bucate le gomme di alcune autovetture parcheggiate nel piazzale antistante la chiesa di Santa Maria della Rocca. La sgradita sorpresa, i proprietari delle auto, compreso un furgoncino, l’hanno avuta al momento di riprenderle dal parcheggio. E ancora altri danni si sono avuti in diverse parti del centro abitato, senza contare le vie e le piazzette secondarie trasformate in vere e proprie latrine. Insomma, la bellissima festa del Bove Finto viene spesso turbata con atti vandalici privi di significato se non quello amaro che esprime la difficoltà di alcuni individui nell’accettare la vita, le sue regole di convivenza e di rispetto. Il Carnevale Storico Offidano prosegue, comunque, il suo meraviglioso cammino. Oggi pomeriggio festa con le Congreghe in piazza del Popolo e questa sera, con inizio alle ore 22, Veglionissimo al teatro Serpente Aureo con l’orchestra Energy Band. Alle ore 24 trionfale ingresso del Ciorpento e delle altre Congreghe.

(*) Nota: organizzano una festa alcolica, qualcuno si ubriaca e combina guai, e subito ci si affretta a dire che questi non c’entrano nulla con la festa. La locandina del comune di Offida che reclamizza la festa del “Bove finto” dice testualmente: lo spettacolo è avvincente e non senza momenti di panico provocati dall’ebbrezza del vino che scorre in abbondanza durante la festa. Accettare il mondo del vino significa accettare anche le conseguenze negative. Promuovere il consumo di vino significa promuovere le conseguenze negative.


VIRGILIO NOTIZIE

CARABINIERI NEL WEEK-END

Controllate numerose persone e ritirate molte patenti

Roma, 19 feb. (Apcom) - I carabinieri della compagnia di Palestrina hanno svolto, durante il week-end un’attività per il controllo del territorio. L’operazione ha permesso ai militari dell’arma di controllare circa 200 persone, quattro delle quali sono state trovate in stato di alterazione psico-fisica legato all’uso di alcool e al ritiro della patente. I carabinieri hanno effettuato numerosi controlli in alcun pub, bar discoteche e parchi pubblici della zona con l’aiuto delle unità cinofile.
Il bilancio dell’attività di controllo ha portato a: 97 autoveicoli controllati; identificare 203 persone; ritirare 2 documenti di circolazione; ritirare 2 documenti di guida; elevare 15 verbali per infrazioni al C.D.S.; controllare 4 esercizi pubblici (pub-circoli); elevare contravvenzioni amministrative a due dei locali controllati; segnalare all’U.T.G. ai sensi art. 75 DPR 309/90 quattro giovani;
Nell’operazione sono stati impiegati 40 militari di tutti i comandi dipendenti la compagnia carabinieri di Palestrina e dell’ausilio di due unità cinofile.


LA PROVINCIA DI SONDRIO

Fermato dai carabinieri Autista ubriaco, statale come il far west

Ha terminato il suo pazzesco viaggio invadendo la corsia opposta e andando a sbattere contro il guardrail. E’ finita così la folle corsa in macchina di un giovane sondriese, uscito in tarda notte da una discoteca di Regoledo, barcollando. Dopo aver lasciato la fiancata sul muro di fronte al localesi è lanciato sulla Statale noncurante degli altri automobilisti. Dopo alcuni sorpassi davvero azzardati, la sua auto ha iniziato a rimbalzare da un lato all’altro della carreggiata lasciando dietro di sé una scia di pezzi di plastica della vettura. La situazione si è aggravata quando, dopo aver bucato la gomma posteriore, la guida si è fatta ancora più pericolosa. A Talamona non è passato certo inosservato dai carabinieri che, sirene spiegate, hanno iniziato l’inseguimento. Dopo averlo raggiunto, la gazzella dei carabinieri si è tenuta a debita distanza dall’auto, che andava a sbattere poco dopo il ponte del Tartano. La sua folle nottata si è così conclusa ai bordi della strada.


WINENEWS

2008, ANNO EUROPEO DELL’ENOTURISMO. LE CITTÀ DEL VINO D’EUROPA SCRIVONO AI MINISTRI EUROPEI DI SALUTE E AGRICOLTURA PER PROMUOVERE IL CONSUMO MODERATO DI VINO

2008, anno europeo dell’enoturismo ed educazione al gusto: da Tenerife, dove sono in assemblea le Città del Vino d’Europa (www.recevin.net) arriva la notizia di una richiesta formale all’Unione Europea per dichiarare il prossimo anno, “anno europeo del turismo del vino”. Ma anche una presa di posizione chiara sul rapporto vino e salute, dopo le tentazioni proibizioniste delle passate settimane manifestate proprio dal governo spagnolo.
Le città del Vino d’Europa di Spagna, Italia, Portogallo, Francia, Germania, Austria e Grecia hanno sottoscritto una lettera da inviare a tutti i ministri europei dell’Agricoltura e della Salute “per sottolineare le proprietà del vino, un prodotto che se consumato con moderazione fa bene all’organismo, come dimostrano da alcuni anni diversi studi scientifici”.
“La nostra - ha dichiarato Valentino Valentini, il presidente dell’Associazione italiana - non è una posizione isolata, ma è condivisa da tutte le Città del Vino d’Europa. Non possiamo equiparare il vino alle altre bevande alcoliche: il vino è un prodotto della terra, accomuna culture diverse dall’est Europa all’ovest, è un prodotto che fa bene alla nostra salute se consumato con moderazione”. 


 

CORRIERE ADRIATICO

I vitivinicoltori bocciano la riforma: “Così si incentiva l’abbandono”

Vigneti, tutti contro le estirpazioni

MONTECAROTTO - I vitivinicoltori di Legacoop Marche e i soci della cooperativa Moncaro chiedono che la riforma dell’Ocm vino, l’Organizzazione comune di mercato del settore di cui la Commissione europea ha dettato la bozza di linee guida, preveda incentivi per la promozione del vino marchigiano nei mercati internazionali e per la crescita delle imprese. Dicono invece “no” alle estirpazioni dei vigneti che, al momento, sembra invece essere la principale azione prevista da Bruxelles per far uscire dal mercato le aziende non competitive. Della riforma dell’Ocm si è parlato a Montecarotto in un incontro promosso da Legacoop Marche e da Moncaro. Vi ha partecipato un’ampia rappresentanza dei 1.400 soci della cooperativa vitivinicola, attivi su una superficie produttiva di 1.700 ettari, di cui 1.200 nei Colli Esini e 500 nel Piceno, che, nel 2006, hanno portato l’azienda a una produzione di 150.000 ettolitri di vino e a un fatturato di 19 milioni di euro. Il progetto di riforma interesserebbe, ha spiegato Gabriella Ammassari di Legacoop Agroalimentare, il 12% della superficie agricola. “Siamo molto preoccupati per questa proposta - ha detto Doriano Marchetti, presidente di Moncaro - perchè gli incentivi all’estirpazione accelererebbero un naturale percorso di abbandono dei vigneti”.


IL GIORNO

LE VITTIME Sono 5000 i morti all’anno causati dall’alcol (quasi il 50% da incidenti stradali) Il Veneto è la regione dove si beve di più, la Sicilia quella dove si beve di meno
Adesso è l’alcol il Nel week end un adolescente su tre consuma

ROMA - IL SABATO sera un giovane su tre beve almeno quattro bicchi...


IL RESTO DEL CARLINO

Alcool e forte velocità: controlli e patenti ritirate

SPIEGAMENTO di forze dell’ordine, divieto di vendita di bevande alcoliche, zona rossa…

IL CASO NON SI FERMA DOPO LO SCONTRO 0 19enne ubriaco al volante


IL MESSAGGERO VENETO

ritirate cinque patenti per alcol e velocità


LA TRIBUNA DI TREVISO

ivoriano ubriaco e violento ferisce agente della polstrada

ubriaco in osteria, rissa sfiorata


MF SICILIA

Vigneti, 400 mila ettari salvati dall’estirpazione
 

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Alla cortese attenzione del Resto del Carlino
Scrivo per discutere alla polemica:
"Dieci euro e bevi finché vuoi"
L’appello: fermate questo pub

Inanzitutto vorrei presentarmi, mi chiamo Wael sono nato a Reggio Emilia il 12-12-1984 e sto seguendo questa polemica in quanto frequentatore del Geco Club e lettore quotidiano delle testate giornalistiche reggiane.Prima di dire la mia semplice opinione in merito all’intervista letta da me sul sito dell’ASAPS fatta alla Sig.ra Carla Mariani Portioli, vorrei segnalare la massima solidarietà per la Sig.ra che ha perso un figlio in un incidente automobilistico e per l’Associazione europea familiari vittime della strada.Nell intervista fatta alla Sig.ra ci sono molti punti dove non mi trovo d’accordo ma andando in ordine, partirei con la dichiarazione del Presidente della Circoscrizione quando dice ai vigili urbani di controllare con l’etilometro i giovani automobilisti che escono da questo locale (ma anche degli altri pub reggiani) perchè secondo me, lui, non è realista, visto che Reggio non è abbastanza attrezzata per un controllo radicale delle forze del ordine in piu’ di 40 pub,discoteche,feste private in casa,eccc.......con etilometri, quindi non mi sembra una soluzione molto ragionevole.
Io parlo da giovane consumatore di aloolici e con i miei amici fino all’anno scorso abbiamo sempre frequentato locali in centro storico(senza dover far nomi cmq si conoscono),partendo dalle 19:30 all’ aperitivo, bevendo 2 cocktail al prezzo di 3,50€/caduno per poi andare a casa a cena e ritornare verso le 22 di sera a bere dalle 3 alle 5 consumazioni, dove a quell ora, i coktail costano 7€ oppure sinceramente in un altro locale si possono trovare anche a 5€, ma è piu piccolo il bicchiere.Ripilogando abbiamo sempre sostenuto delle spese di circa 30€ a serata bevendo circa 6 coktail.Ora frequentiamo spesso il Geco Club perchè è vero con 10€ bevi finchè vuoi ma in realtà a me non è mai capitato di bere piu di 6 consumazioni (preciso che l’open bar è dalle 22 alle 01.00 e noi di solito arriviamo alle 10:30-11)perchè c’è solo un barman e il tempo di sedersi,chiaccherare,bere il drink e ordinarne uno nuovo onestamente non c’è, passeranno circa 20 minuti tra un drink e l’altro quindi calcolo circa 5-6 drink a serata.....poi sinceramente da frequentatore di vari pub i loro drink sono molto leggeri....per me è solo una trovata pubblicitaria che ti da l’illusione di avere tanto a niente, ma non è così,secondo me ti da come gli altri ma spendendo meno(spero di essere stato chiaro,noi,all interno del Geco, beviamo durante la serata, le stesse quantità di cocktail che beviamo di solito in centro o da altre parti, ma spendiamo meno).La Sig.ra Carla Mariani Portioli e il presidente della Circoscrizione prima di fare certe dichiarazioni dovrebbero prima di tutto andare al Geco Club e verificare personalmente come si svolge la serata all’interno,poi informarsi dai tanti giovani quanto consumano,stare nei pub,nelle discoteche immedesimarsi nella mentalità giovanile di oggi, non è pestando i piedi al Geco Club per la sua pubblicità(ce ne sono molte altre di pubblicità dell open bar o 2x1 ecc...) sull’ open bar che migliorerà i problemi perchè noi andremo a bere, come sempre, da altre parti e i veri danneggiati, saranno esclusivamente i titolari del locale oltre a noi che ci toccherà spendere i soliti e vecchi 30 euro a serata.Continuando mi chiedo come fa la Sig.ra Carla Mariani Portioli a dire che " Nessuno si porta da bere in auto dopo aver preso le bottiglie nei supermercati" perchè tanti miei coetanei e io compreso compriamo alcoolici nei supermercati(ad es. Beck’s 6 bott. a 5€ e qualcosa) gli mettiamo in frigo e mentre usciamo ce le portiamo dietro, per bere quando sono ancora fresche, rischiando magari di distrarci mentre guidiamo.Pultroppo queste cose chi comanda come Sindaco,Assessori,Presidenti di associazioni ecc...non le sanno perchè non sono in mezzo ai giovani, la mia impressione è che loro facciano finta di voler muovere qualcosa ma pultroppo non sanno cosa.
Adesso abbiamo intenzione io e i miei amici,con tutti quelli che si aggiungeranno a lottare contro queste persone che stanno diffamando tramite mass media e altro il Geco Club senza esserci nemmeno entrati.
Spero di essere stato comprensibile e di non aver offeso nessuno, ho solo voluto dire la mia opinione in quanto consumatore.

In fede
Ibrahim Wael

Ps.spero che la mia lettera venga pubblicata.

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 sono il dott. Bertoncin, alcologo, psicologo;

se quel leggo sul vostro gionale è vero, sono fortemente preoccupato per i miei figli, i nipoti, i pazienti e tutte le persone che non sono in grado di scegliere liberamente di poter NON BERE, davanti a battages pubblicitari così pesanti;
ci sarebbero tutti gli estremi per delle denuncie penali, ma non credo che questo funzionerebbe, basterebbe solo pensare che i danni, collettivamente conosciuti dall’uso di alcol, potrebbero colpire i ragazzi (50.000 morti all’anno in Europa sotto i 25 anni), e i nostri stessi figli, i figli dei baristi, i figli dei pubblicitari, i figli di quelle mamme che poi piangono il lunedì , dopo le stragi del fine settimana, NON SERVE SOLO REPRIMERE, BISOGNA DIRE: VOI SARETE RITENUTI RESPONSABILI DI QUESTO!
CON RISPETTO

 B.B.


© asaps.it
Martedì, 20 Febbraio 2007
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