Lunedì 17 Febbraio 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 7 febbraio 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

 

EDUCARE AL VINO I GIOVANI PALATI DEL DOMANI…FERMIAMOLI!!!

In fondo a questa rassegna troverete le prime risposte all’appello di Maria Daniela Pandolfo di Brescia.

Continuate a scrivere le vostre osservazioni su questa promozione all’alcol a bambini di 11 anni, sponsorizzata da una pubblica amministrazione, al Presidente della Provincia di Brescia (presidenza@provincia.brescia.it), all’Assessorato Agricoltura della Provincia di Brescia (mpiccagli@provincia.brescia.it e sergio.grazioli@provincia.brescia.it), all’Ufficio Relazioni Pubbliche della Provincia di Brescia (urp@provincia.brescia.it), a Maria Daniela Pandolfo (mannipandolfo@libero.it), al GIORNALE DI BRESCIA (lettere@giornaledibrescia.it), BRESCIAOGGI (lettere@bresciaoggi.it) e a noi, per la pubblicazione in questa rassegna (a.sbarbada1@tin.it,robargen@libero.it)


MARKETPRESS

ALLERTA ‘HAPPY HOUR’ TRA I GIOVANISSIMI “SI INIZIA A BERE ALCOL GIÀ A 10-11 ANNI” LA DECISIONE SPAGNOLA DI INSERIRE LE BEVANDE ALCOLICHE NELLA LISTA DEI NEMICI DEI TEENAGER PORTA ALLA RIBALTA UN PROBLEMA MOLTO DIFFUSO ANCHE IN ITALIA 

Roma, 7 febbraio 2007 - Due-tre drink al giorno per gli uomini ed uno, al massimo due per le donne: è questa la quantità massima di alcol che una persona, in buone condizioni fisiche, può assumere senza subire rischi per la salute, in particolare per l’insorgenza di malattie del fegato, come steatosi (o fegato grasso) e steatoepatite che, nel corso degli anni, possono trasformarsi in cirrosi ed epatocarcinoma. Del rapporto fra alcol e fegato si è discusso di recente, a Chianciano Terme, durante un corso organizzato da Sige (Società Italiana di Gastroenterologia) ed Aisf (Associazione Italiana per lo Studio del Fegato). “Superare la soglia di venticinque grammi di etanolo al giorno - spiega la professoressa Loguercio - aumenta la probabilità di contrarre un danno epatico indipendentemente dalle bevande che si assumono, siano esse vino, birra o superalcolici. Un rischio che riguarda sempre più i giovani. Con un dato preoccupante: il primo approccio alle bevande alcoliche inizia addirittura a 10-11 anni”. Studi recenti dimostrano che l’abuso di alcol, sotto ogni forma, crea più problemi dell’epatite da virus Hcv confermandosi, sia al Nord che al Sud Italia, il principale fattore di pericolosità per l’insorgenza di malattie epatiche, che partono dalla steatosi alcolica o ‘fegato grasso’, una condizione molto diffusa in Italia - finora ritenuta benigna - ma che gli esperti considerano oggi come l’anticamera di problemi più seri. “É stato accertato - continua Carmela Loguercio - che un consumo maggiore di ottanta grammi al giorno, per dieci anni, aumenta di cinque volte il rischio di cancro del fegato. Non vanno però sottovalutati altri elementi come lo stile globale di vita e le modalità con cui si beve. Bevute, quotidiane e lontane dai pasti, il fumo, la malnutrizione sono, del resto, fattori altrettanto importanti nella valutazione del danno epatico”. Un ruolo lo hanno anche il sesso e l’età: l’attività dell’alcol-deidrogenasi, infatti, risulta significativamente ridotta nelle donne giovani ed in quelle con più di sessant’anni. Negli uomini, invece, è del cinquanta per cento in meno nella fascia che va dai sessanta agli ottant’anni. “Ma - afferma ancora la professoressa Loguercio - occorre tener conto, per determinare l’induzione e la progressione delle patologie alcol correlate, anche di certe variazioni di carattere genetico. Esse riguardano geni che regolano la sintesi degli enzimi deputati alla neutralizzazione dei metabolici tossici ed i cosiddetti mediatori del danno quali, ad esempio, le citochine”. Cosa fare allora? Smettere di bere resta l’arma principale. Lo dicono i dati: la sopravvivenza a cinque anni delle persone affette da cirrosi è del 90%, ma scende al 70 se il paziente continua ad assumere alcol ed, addirittura, al 30 se quello stesso soggetto è scompensato e continua nell’uso di etanolo puro. “Ma la vera novità -conclude la Loguercio- riguarda i dati che confermano, per la prima volta, l’esistenza di sostanze efficaci nella riduzione della steatosi epatica, come un integratore a base di silibina, fosfolipidi e vitamina E, componenti naturali in grado di ‘depurare’ il fegato grasso e rallentare il danno”. L’associazione dei tre principi attivi svolge una forte azione antiossidante, neutralizzando, in questo modo, l’eccedenza di radicali liberi che sono l’elemento scatenante e la causa principale dei successivi processi degenerativi e dei danni spesso irreversibili dovuti non solo all’abuso di alcol ma anche alle terapie croniche farmacologiche, ai virus, agli agenti tossici ambientali ed alle diete non bilanciate.


LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

Sostanze dell’alcol depurerebbero il fegato

Due, tre drink al giorno tolgono il medico di torno

Roma Due-tre drink al giorno per gli uomini e uno, al massimo due per le donne: è questa la quantità massima di alcol che una persona, in buone condizioni fisiche, può assumere senza subire rischi per la salute, in particolare per l’insorgenza di malattie del fegato, come steatosi (o fegato grasso) e steatoepatite che, nel corso degli anni, possono trasformarsi in cirrosi ed epatocarcinoma.
La novità – secondo gli esperti – riguarda i dati che confermano, per la prima volta, l’esistenza di sostanze efficaci nella riduzione della steatosi epatica. come un integratore a base di silibina, fosfolipidi e vitamina E, componenti naturali in grado di "depurare" il fegato grasso e rallentare il danno». L’associazione dei tre principi attivi svolge una forte azione antiossidante, neutralizzando, in questo modo, l’eccedenza di radicali liberi che sono l’elemento scatenante e la causa principale dei successivi processi degenerativi e dei danni spesso irreversibili dovuti non solo all’abuso di alcol. (*)
(*) Nota: questo articolo e quello precedente rappresentano molto bene come, prendendo spunto da uno stesso evento, un corso tenuto dalla Sige (Società Italiana di Gastroenterologia) ed Aisf (Associazione Italiana per lo Studio del Fegato), si possano trarre delle conclusioni diametralmente opposte. Nel primo articolo vengono riportati i rischi connessi al consumo di alcolici, nel secondo si evidenziano gli effetti protettivi sul fegato della silibina, fosfolipidi e vitamina E, facendo intendere che sono presenti nell’alcol. In realtà questi elementi si trovano nelle verdure, la sibilina in particolare nei cardi e la vitamina E nei semi oleosi, cereali, frutta ecc.. Ma soprattutto è del tutto illogico suggerire di cercarle nell’alcol che è proprio la sostanza da cui il fegato si deve difendere.


L’ADIGE

Dal 10 febbraio al 24 marzo le corse serali in Val di Sole per ragazzi dai 14 anni in su. Costo, 2 euro
Torna il discobus, per sette sabati consecutivi
VAL DI SOLE - A seguito dell’esperienza nata nell’estate del 2005 e riproposta dal 24 giugno al 5 agosto 2006, il discobus «Stente sani Bus» torna in Val di Sole anche durante l’inverno. Le finalità dell’iniziativa, supportata dal Comprensorio e dal coordinamento «Alcol, guida e promozione della salute» con rappresentanti delle differenti realtà del territorio, sono sempre le stesse: da una parte indurre i giovani a riflettere sui rischi che possono incorrere mettendosi al volante dopo aver fatto uso di alcol, dall’altra rendere più sicuri i sabati sera. Proprio in base ai risultati ottenuti al termine del servizio in estate - che aveva evidenziato come il discobus fosse sempre stato utilizzato, con una media di venti ragazzi per uscita - gli organizzatori avevano pensato di estendere le corse ai mesi invernali, così da venire incontro ulteriormente alle esigenze dei ragazzi. Così è stato fatto e da sabato 10 febbraio a sabato 24 marzo il discobus tornerà a viaggiare sulle strade fra i paesi solandri, per un totale di sette uscite complessive e consecutive. Il servizio di trasporto dello «Stente sani bus» si rivolge ai ragazzi dai 14 anni di età in su e prevede un costo di 2 euro a sabato, indipendentemente dal tragitto (il prezzo è invariato rispetto ai precedenti periodi di attivazione). Per i curatori dell’iniziativa sarà inoltre un’occasione in più per conoscere le abitudini dei giovani in merito al consumo di alcolici e per trarre eventuali nuovi spunti di lavoro e di programmazione per il futuro. Per ulteriori informazioni in merito agli orari delle corse del discobus è possibile rivolgersi al Progetto giovani Val di Sole a Dimaro o consultare le locandine presenti presso i Comuni ed altri enti della vallata. L. Za.


IL CORRIERE DI COMO

I ragazzi del lago confermano: «Si beve fin dalle medie» 

L’INCHIESTA

La manopola del calcetto rulla velocemente. Un colpo forte e sicuro sulla pallina. Gol. Qualche secondo di pausa. Giusto il tempo di sollevare il bicchiere di Jack lemon posato accanto al segnapunti e gustarsi lentamente un sorso. Sala Comacina, ore 18 circa di una domenica pomeriggio d’inverno. Al ’London pub’ sei ragazzi tra i 17 e i 24 anni, quattro dei quali impegnati in una partita di calcetto. All’ingresso di giornalista e fotografo i giovani sembrano chiudersi a riccio.

Ma è solo un attimo e basta poco per rompere il ghiaccio: «C’è un’indagine che parla di voi». Il riferimento è lo studio presentato sabato scorso dalla Diocesi di Como, pensato proprio per fotografare la realtà giovanile nel territorio del medio e Altolario. Il ritratto che emerge, a grandi linee, è quello di adolescenti e giovani che amano molto il paese in cui vivono, si spostano poco, preferiscono il lavoro a lunghi anni di studio e non si fanno troppi scrupoli ad alzare il gomito, già dalle scuole medie.

Ciccio, 17 anni, studente del liceo scientifico di Menaggio, è il primo a parlare. È arrivato al pub in motorino. «Certo che passiamo molte ore in compagnia al bar - sorride - dove altro potremmo andare in inverno’ Con gli amici, nel tardo pomeriggio, dopo lo studio e il lavoro ci vediamo quasi tutti i giorni e non abbiamo grandi alternative, il bar o al massimo casa di qualcuno».

Il sabato sera però è tutto diverso, almeno per chi ha a disposizione la macchina. «Qui sul lago non ci sono locali di divertimento - dice Francesco, 24 anni e un lavoro in Svizzera - Di solito per andare a ballare ci spostiamo a Milano o in Svizzera ma a volte anche a Verona. Certo, non tutte le settimane».

«Se vogliamo divertirci dobbiamo spostarci - aggiunge Jessica, 18 anni, studentessa a Menaggio, indirizzo turistico - Qui al massimo c’è una pizzeria. Recentemente hanno aperto una palestra a Lenno, ma per il resto anche come impianti sportivi la zona non offre molto. Andiamo al tennis a San Fedele, ma bisogna avere l’auto per spostarsi».

Tasto dolente, quello dell’alcol. «È vero - confermano i ragazzi - Si beve già dalle medie, ma solo una birra o un cocktail per stare in compagnia».

È più esplicita la titolare del locale, Paola Catellani. «Il problema dell’alcol esiste, è inutile nasconderlo - dice - Ai minori non servo alcolici, ma spesso, soprattutto il sabato sera, i ragazzi arrivano già ’rovinati’. Hanno soldi da spendere e, a mio avviso, troppa libertà. Passano da un locale all’altro e alla fine della serata hanno perso il controllo. Noi cerchiamo anche di educare, se litigano li mandiamo fuori e non ci facciamo scrupoli a chiamare la polizia».

Lasciamo il ’London pub’ e riprendiamo la Regina, direzione Menaggio. Difficile trovare altri locali aperti. A Lenno proviamo a percorrere il lungolago. C’è un bar aperto, ma non è di quelli frequentati dai giovani ’laghée’. Per incontrare altri ragazzi dobbiamo arrivare a Mezzegra, al bar ’Tre Archi’. La sala principale è deserta, ma dal locale dei videogiochi provengono voci di ragazzi. Vengono da Lenno e Tremezzo, perché «questo è l’unico locale dove possiamo divertirci almeno con i videogiochi e stare in compagnia». Ci sono Paolo, che ha 18 anni e lavora come magazziniere a Lenno. Marco, 21 anni, fa l’elettricista a Griante.

«Avevamo poca voglia di studiare - sorridono - e qui per chi vuole lavorare non è difficile trovare un impiego. L’idea di guadagnare subito era allettante. Certo, se potessimo tornare indietro magari faremmo un’altra scelta».

Ma c’è anche chi la scelta diversa l’ha fatta. È il caso di Eugenio e Michele, ventenni, studenti dell’Università dell’Insubria, Scienze dei beni culturali il primo, Scienze ambientali il secondo.

«Ogni giorno è un’ora di pullman ad andare e un’ora a tornare - dicono - ma se hai voglia di studiare alla fine ti adegui. I ragazzi che vanno all’Università sono in aumento».

Ancora più raro da queste parti il caso di Matilde, studentessa di Giurisprudenza a Milano. «Dopo 5 anni di liceo a Como volevo proprio cambiare aria - dice - La mia famiglia mi ha appoggiato e così ho preso casa a Milano per studiare lì. È un grosso sacrificio per i miei genitori, ma è l’unico modo per spostarsi da questa realtà».

Il problema dell’alcol’ Uno scambio di sguardi e sorrisi poi... «Si beve, è vero ed è assurdo negarlo - attacca Viviana, 22 anni e un lavoro in un albergo di Como dopo la scuola professionale - Adesso vediamo che i ragazzini iniziano dalle medie. In genere capita solo nel fine settimana. Si inizia dall’aperitivo e si finisce alle 4 del mattino tutti ubriachi».

«Il problema è sempre quello delle macchine - aggiunge Matilde - È difficile trovare qualcuno che possa guidare perché nessuno vuole rinunciare al bicchiere. E il problema della sicurezza ci preoccupa davvero, capitano talmente tanti incidenti. Cerchiamo per quanto possibile di fare a turno e di avere sempre qualcuno in grado di riportarci a casa».

Cosa sognano’ Quello che sognano tutti i ragazzi della loro età. «Discoteche, locali per divertirci, una piscina». Centri culturali’ «Bè, perché no, magari qualcosa di diverso dal solito».

Li difende il titolare del locale, Giorgio Frigerio.

«Sono bravi ragazzi - dice - e bisogna capirli. Del resto, cosa possono fare qui’ Nagot, niente di niente. Per forza che qualche volta bevono un po’. Ma non esagerano, e se lo fanno ci penso io».

Nel parcheggio poco lontano dal bar c’è un altro gruppo di ragazzi. Ci avviciniamo e scopriamo che non sono ’ragazzi del lago’. Arrivano dal Varesotto. Paradossalmente infatti, mentre chi in questa zona è nato fugge via per cercare occasioni di divertimento, chi vive lontano fa il percorso inverso.

«Veniamo molto spesso a Mezzegra - raccontano i giovani - Qui c’è un posto davvero unico per gli amanti della montagna e in particolare dell’arrampicata. È eccezionale, non se ne trovano così altrove». Vite di adolescenti e giovani del lago. O, forse, più semplicemente, vite di adolescenti e giovani.

Anna Campaniello


IL TEMPO

Niente alcol ai corsi di gala

Civita Castellana I trasgressori rischiano pesanti multe, sanzioni anche per gli esercenti
di MARIO SARDI CIVITA CASTELLANA — Saranno puniti con pesanti sanzioni coloro che consumeranno bevande alcoliche lungo il tragitto interessato ai corsi di gala di domenica 11, domenica 18 e martedì 20 febbraio prossimi e corrono anche il rischio di chiusura temporanea i locali pubblici che vendono alcolici per essere portati all’esterno del locale, anzichè essere consumati al banco. Lo prevede un’ordinanza sindacale emessa nella mattinata di ieri che si richiama ad una deliberazione del consiglio comunale del 24 ottobre scorso con la quale era stata approvata una mozione presentata dal consigliere comunale della Margherita, Giandomenico Messina, avente per oggetto misure preventive e di tutela della pubblica incolumità durante le sfilate del carnevale. Una mozione che già allora sollevò un acceso dibattito tra i vari protagonisti del «Carnevale Civitonico» con prese di posizioni contrastanti. L’intento del provvedimento è quello di evitare gli episodi di vandalismo, e di disturbo della quiete e dell’ordine pubblico dovuti all’abuso delle bevande alcoliche tali da compromettere la pubblica incolumità dei partecipanti e lo spirito goliardico della manifestazione ed evitare l’abbandono in strada ed in piazza, dopo l’uso, di bottiglie e contenitori, spesso in frantumi. Inoltre va considerato che alle sfilate partecipano anche molti bambini per i quali, a maggior ragione, necessita garantire idonei livelli di sicurezza. L’ordinanza va in vigore da un’ora prima dell’inizio della sfilata fino ad un’ora dopo il termine della stessa e comprende le vie e le strade che delimitano il percorso della sfilata stessa. Le violazioni saranno punite con una sanzione amministrativa fino a 500 euro e il rischio della chiusura provvisoria dell’esercizio pubblico. Più che le ordinanze, però, serve un maggior senso civico da parte di coloro che durante i corsi di gala fanno uso di alcol, e non solo, in quanto debbono rendersi conto che oltre a rovinarsi la festa, compromettono la loro stessa salute.


IL GAZZETTINO (Padova)

INCONTRO TRA IL PREFETTO E L’ASSESSORE ALLO SPORT

(m.a.) Incontro, ieri pomeriggio, tra il prefetto Giampaolo Padoin e l’assessore allo Sport Claudio Sinigaglia per debellare una volta per sempre la violenza all’interno dello stadio Euganeo.

«Insieme al prefetto - ha spiegato il vice sindaco Claudio Sinigaglia - abbiamo deciso di aspettare la decisione definitiva del Governo e quindi le nuove misure restrittive per combattere la delinquenza nel mondo del calcio. Per quanto mi riguarda spero, invece, che da subito vengano osservate le norme già prodotte dal decreto Pisanu. Su questo lo stadio Euganeo e la società biancoscudata non hanno nulla da rimproverarsi. Sarà mia intenzione, però, a livello locale vietare la somministrazione di alcol all’interno dell’impianto sportivo. È risaputo, infatti, che le più importanti azioni di violenza gli ultras le commettono quando sono sotto l’effetto di vino e di birra. Non ha senso vendere alcol durante una partita di calcio che dovrebbe essere solo un mero momento di aggregazione e di divertimento. Un’altra cosa che bisogna assolutamente eliminare - ha proseguito Sinigaglia - per ridare dignità e serenità al pallone è la politica nelle curve. Non è più possibile vedere ogni domenica centinaia di ultras alzare al cielo vessilli di estrema destra e di estrema sinistra». In questi giorni, diversi mezzi di comunicazione, parlano di una probabile connivenza tra società di calcio e gruppi di tifosi organizzati. «Escludo - ha sottolineato Sinigaglia - che il Padova paghi le trasferte o venga ricattato dagli ultras della curva Sud. Non ho mai sentito nulla e saputo nulla in proposito. Con la dirigenza biancoscudata sono in stretto contatto e dopo il tragico episodio di Catania stiamo lavorando insieme per rendere ancora più sicuro lo stadio Euganeo che, peraltro, è interamente gestito dalla società Padova».


MARKETPRESS

PRIMA PROIEZIONE A VERONA INIZIATIVA DE “I GIORNI PERDUTI”, UN FILM CONTRO L’ALCOLISMO GIOVANILE 

Venezia, 7 febbraio 2007 - E’ stata proiettato il 4 febbraio per la prima volta, al Palazzo della Gran Guardia di Verona, il film “I Giorni perduti”, una pellicola, prodotta da Media Italia Srl e patrocinata dal Ministero della Salute, dalla Regione del Veneto e dalle Ulss e aziende ospedaliere venete, realizzata allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica, soprattutto giovanile, sul problema dell’alcolismo. La proiezione è stata preceduta da un dibattito sul tema della prevenzione dell’alcolismo, cui hanno preso parte gli assessori regionali alle politiche sanitarie, Flavio Tosi e alle politiche sociali, Stefano Valdegamberi, il responsabile dell’Osservatorio Nazionale sulle tossicodipendenze, Giovanni Serpelloni, il presidente nazionale dell’Aicat (Associazione Italiana Club Alcolisti in Trattamento) e don Antonio Mazzi. “In Veneto il problema dell’uso di alcol da parte dei giovani – ha detto Tosi – è purtroppo rilevante: due semplici dati emersi dall’ultima ricerca dell’Osservatorio Regionale sulle Dipendenze sui giovani veneti in età compresa tra 14 e 19 anni rivelano che il 51,5 % dei giovani assume regolarmente alcol e circa il 41% di questi soggetti si ubriaca regolarmente almeno una o due volte al mese. Un altro dato allarmante è che il Veneto è la seconda regione, dopo la Lombardia, con la più alta percentuale di incidenti per guida in stato di ebbrezza e rappresenta il 17% degli incidenti in Italia; il 35% dei conducenti veneti responsabili di incidenti legati all’uso di alcol ha un’età fra i 18 e i 30 anni e il 40 % dei feriti negli incidenti legati all’uso dell’alcol ha un’età fra i 18 e i 30 anni. Infine, gli incidenti stradali causati dall’alcol sono, in Italia, la prima causa di morte per i giovani tra i 15 e i 29 anni”. “La realizzazione di un film sull’alcolismo e i giovani, con un linguaggio mediatico più efficace e moderno – ha concluso Tosi – è sicuramente un utile strumento, un messaggio di prevenzione per far crescere tra i giovani la sensibilizzazione sul problema e la consapevolezza dei pericoli che possono derivare dall’abuso di alcol”. “Il fenomeno dell’alcolismo e dell’alcodipendenza – ha detto Valdegamberi – è purtroppo particolarmente presente nella nostra Regione: su circa 53. 000 persone in trattamento per alcolismo presso i servizi sociali italiani, oltre 11. 000 sono in Veneto. Inoltre, il problema alcol nei giovani, diversamente rispetto ai soggetti adulti, è, in circa l’80% dei casi, correlato ad una contestuale assunzione di droghe come la cocaina, le anfetamine, l’ecstasi, la cannabis, ecc. E, quindi, per loro, bisogna anche tener conto di un possibile contemporaneo uso di sostanze stupefacenti”. “Per questo – ha concluso Valdegamberi – è indispensabile una grande azione di prevenzione e educazione anche attraverso i media: l’alcol infatti rappresenta da sempre la porta di ingresso alle droghe illegali, la sostanza di iniziazione più usata dai giovani per sperimentare lo sballo, la sensazione di ebbrezza per poi arrivare, spesso, alle droghe vere e proprie”. Il film “I giorni perduti”, della durata di 50 minuti, è realizzato in pellicola e in Dvd e verrà trasmesso da Rai Due e da tutte le emittenti che vorranno richiederlo; i protagonisti sono gli attori Federica Andreoli e Sergio Muniz, affiancati da Giancarlo Giannini, Katia Ricciarelli, Enzo Iacchetti, Agostina Belli, Beppe Convertini, Giovanni Rana, Debora Caprioglio, Maurizio Mattioli, Alessia Fugardi, Eleonora Vanni, Roberto Vandelli e Ana Laura Ribas.


IL TEMPO

Violenza, oggi il tunisino davanti al gip 

Mejri Salah verrà ascoltato dal giudice per le indagini preliminari per la convalida dell’arresto

di M.GRAZIA DI BLASIO LATINA — E’ rinchiuso nel carcere di Latina e con ogni probabilità domani verrà sentito dal giudice per le indagini preliminari per la convalida dell’arresto Mejri Salah, il tunisino 30enne accusato di aver violentato e picchiato una 14enne di Latina. L’extracomunitario era completamente ubriaco quando è stato ritrovato dai carabinieri nelle campagne tra Borgo Grappa e la statale Pontina. Intanto si aggiungono nuovi particolari alla drammatica vicenda. Il tunisino era conosciuto dalla vittima e dalla coppia di amici con i quali ha passato la serata di domenica ma anche da molti degli abitanti di Borgo Grappa, zona che frequenta da diverso tempo. Alle spalle alcuni precedenti penali per piccoli reati, il 30enne viveva di espedienti. Domenica la ragazzina di14 anni, una sua coetanea ed il fidanzato di quest’ultima avevano trascorso insieme qualche ora con l’extracomunitario che da qualche tempo occupa una struttura abbandonata ubicata sulla Statale Pointina, nei pressi della Plasmon. Quando però i tre si erano resi conto che Majri Salah era ubriaco e stava diventando molesto avevano cercato di riaccompagnarlo a casa, ma la reazione violenta del 30enne non ha lasciato scampo alla ragazzina. Sotto la minaccia di un coltello per la ragazzina è stata impossibile qualsiasi reazione. Ancora sotto choc anche i suoi amici per quanto accaduto. Per ora hanno deciso di non sporgere alcuna denuncia nei confronti dell’uomo malgrado siano stati anche loro picchiati dal tunisino. La 14enne dopo le prime cure ricevute al Goretti, dove i sanitari hanno purtroppo dovuto refertare i postumi della violenza subita oltre ad ecchimosi sul viso e graffi su tutto il corpo, dovrà ora essere sottoposta ad una lunga serie di esami clinici. Scopo dello screening medico è quello di escludere che, a causa della violenza subita, la vittima possa essere stata contagiata da qualche malattia.


CORRIERE ADRIATICO

RITIRATE QUATTRO PATENTI

NOVAFELTRIA - Il territorio dell’alto Montefeltro, invaso da una folla di turisti, al setaccio dei carabinieri della Compagnia di Novafeltria. Nel primo fine settimana di febbraio sono state migliaia le auto. In seguito ai controlli sono state ritirare quattro patenti di guida con la conseguente denuncia per guida in stato di ebbrezza alcolica. Inoltre, i militari dell’Arma hanno elevato ottantadue contravvenzioni per violazioni al codice della strada e ritirato quattro carte di circolazione. Sequestrata in via amministrativa un’autovettura. In totale sono stati controllati 883 veicoli e 1027 persone, tra le quali 88 stranieri. In particolare sono stati detratti 126 punti dalle patenti di guida. Nel territorio non è stato registrato alcun incidente stradale. I controlli proseguiranno per tutta la stagione.


IL TEMPO

Ci vorrenno anni per fare un buon bilancio dei disastri che lo zapaterismo sta portando in tutta Europa, ...

... con quel progetto di sradicare certezze e tradizioni. Se dovessimo fare il gioco dei più e dei meno, il leader spagnolo è quello che dà il più alle coppie di fatto e il meno alla famiglia; il più alle droghe, il meno al vino. E se non è influenza dentro il ventre molle dell’Italia questa... Matematicamente qui sta accadendo tutto ciò che accade in Spagna. Iniziò la cucina a insinuare le sue influenze catalane, poi è arrivata la politica. Domani quale altro vento verrà a cospargere il nostro Paese, che a questo punto, forse, non è mai vissuto senza attingere da influenze esterne, spacciando poi il suo pot-pourri come una tradizione? Così dopo la guerra ad hamburger e tabacco, adesso è il vino ad essere nel mirino di Zapatero, sicuro che così facendo si costruirà una società perfetta. Michele Serra, in un’intervista rilasciata ieri a un quotidiano invita l’Unione di Sinistra a prendere esempio dallo Slow Food, ovvero - dice lui - "l’edonismo non reaganiano". Secondo Serra «la Sinistra non ha capito che stavano esplodendo i desideri, i consumi, la spregiudicatezza». Già, peccato che tra Zapatero e la Turco questi desideri spariscano in un soffio, quasi a smentire la conclusione estatica di Serra che dice: «Troveremo un’alternativa al berlusconismo solo se terremo insieme il bisogno di identità, di piacere, di libertà». Oddio, se ancora riusciamo a capire bene l’italiano, Serra avrebbe detto che l’unica chance della Sinistra è vivere dei principi della Destra, giacché non sarà certo il berlusconismo et similia ad abiurare sull’identità, sul piacere e men che meno sulla libertà. Sinistra di’ qualcosa di Destra! sembra il grido disperato dell’ex militante del Pci, che per non essere preso sul serio si dirà che "tuttavia" faceva satira. Del resto proprio il consiglio dei ministri, in fatto di difesa delle identità, nei giorni scorsi ha approvato un codicillo che abroga l’obbligo di dichiarare in etichetta l’origine dei prodotti. Un bel regalo all’industria planetaria, soprattutto quella straniera, che potrà buttarsi su olio e vino, spacciandoli per italiani. Poi, non contenti, via tutti a dare i calci al vino. E se qualcuno ancora nutre dubbi che le droghe siano peggiori, legga cosa dicono in Inghilterra: con la marijuana si combatte l’obesità (?). (*) Ovviamente il Senato ha già dato il via all’uso degli oppiacei in medicina, mica saremo secondi agli altri. A questo punto ci viene il dubbio che nel governo ci sia una talpa, insomma qualcuno di Sinistra che propone metodi fascisti. Non v’è dubbio che vi sia anche qualcuno che risponde ad interessi diversi da quelli diffusi nel nostro Paese. Non avrebbe senso la legge sui trucioli nel vino prima e quella sulla perdita di origine dei prodotti dopo, se non per logiche multinazionali che fanno guadagnare qualche furbo. Oppure siamo solo degli idioti, come le canne al vento, che si piegano a questa o a quell’influenza, sfasciando ciò che di solido - la famiglia in primis - dovrebbe resistere nel tempo.

(*) Nota: una delle maggiori difficoltà nel fare promozione della salute è superare ideologismi e pregiudizi. L’impegno di energie e risorse dovrebbe essere in rapporto ai problemi causati a livello sociale e sanitario, non all’impatto emotivo che un dato problema provoca. Molte persone trovano fuori luogo accomunare vino ed hashish e non accettano pregiudizievolmente il dato di fatto che il vino provoca migliaia di morti, l’hashish no.


CORRIERE DELLA SERA – FORUM ITALIANS

Se bevi non guidi (in Giappone)

Caro Beppe,
a proposito di alcol e guida, ti (e vi) riporto il caso giapponese. I giapponesi sono un popolo di bevitori che, ahi loro, reggono anche poco l’alcol. Incidenti però ce ne sono molto pochi, in giro. Perché? I limiti di alcol nel sangue sono abbastanza bassi, ma soprattutto sono molto severi i controlli. Sei alla guida ubriaco e vieni beccato? Mega multa (2 mila euro, mi è stato detto) a te, e mega multa a tutti quelli in macchina con te perché ti hanno fatto guidare. Quattro persone = 8 mila euro. Ci sta che la voglia di rifarlo passi. Non solo. A quanto pare stanno per introdurre una nuova legge, in cui la multa può arrivare sino al gestore del locale che ti ha servito da bere. Un po’ esagerato, probabilmente, ma di sicuro effetto. Se guidi, non bevi. Punto. Se vuoi tornare a casa, esistono tanti mezzi pubblici, oppure c’è il taxi, altrimenti ti fermi a dormire in qualche albergo. Non mi pare tanto difficile, no?
Massimiliano Zecca


IL GIORNALE

Cile, moglie gelosa morde i genitali del marito
Mercoledì 07 febbraio 2007

Santiago del Cile - Una cilena di Osorno (Cile meridionale), che in una improvvisa vampata di gelosia ha morso i genitali del marito provocandogli una grave ferita, potrebbe pagare caro il suo gesto perché la legge contempla una possibile condanna a 3-5 anni di carcere. La donna, identificata dai media con le iniziali I.M.M., di 38 anni, è stata arrestata e poi rimessa in libertà, ma con l’obbligo di mantenersi lontana dal marito e di firmare un registro ogni due settimane in un commissariato, fino alla sentenza, prevista fra tre mesi. La vittima, V.S.U, anche lui di 38 anni, è stato ferito alla base del pene, all’altezza dei testicoli, e si è dovuto sottoporre ad un intervento chirurgico. La pm che ha istruito il caso, Maria Josè Hurtado, ha detto che l’incidente è avvenuto durante una furibonda lite fra i coniugi, complicata dal fatto che entrambi avevano bevuto una grande quantità di alcool. Hurtado ha confermato che l’articolo del codice preso in considerazione per l’audace morso prevede una pena detentiva fino ad un massimo di 5 anni, e che tutto dipenderà dal grado di recupero funzionale del sistema genitale dell’uomo.


ITALIA OGGI

Agivi si interroga su giovani e vino


L’ADIGE

Torna il discobus, per sette sabati consecutivi


CORRIERE DELLE ALPI

carte d’identità false per bere a 14 anni


IL RESTO DEL CARLINO

Una fetta di Dublino è a Rimini, nei pub la birra come a ferragosto

Ubriaco, si spoglia in mezzo al traffico


CORRIERE VENETO

Ubriaco al volante sotto la pioggia sbanda e causa uno scontro frontale


IL MESSAGGERO VENETO

Avevo bevuto e mi ha violentata

ubriachi in piazza venerio: una denuncia e un ricovero


LA GAZZETTA DI MANTOVA

Solferino serata con il sert


LA NUOVA SARDEGNA

i soldi o spacchiamo il bar : gli agenti arrestano 3 ubriachi


LA PROVINCIA PAVESE

ubriaco alla guida, 52enne denunciato

Gentile Sig. Presidente della Provincia di Brescia,

Io rappresento la più vasta organizzazione di volontariato (anzi meglio: di cittadinanza attiva) presente in Italia per i problemi legati all’alcol, siamo oltre 2.200 gruppi, in cui si riuniscono settimanalmente oltre 20.000 famiglie, che condividono la sofferenza dovuta all’alcol, ma anche la volontà di uscirne.
Nei 27 anni di attività pensiamo ne siano transitate più di 100.000 nei nostri Club.
Sono anche membro della Consulta Nazionale sull’Alcol, costituita in seguito alla legge 125/01 (legge quadro sull’alcol) presso il Ministero della Solidarietà Sociale, e rappresento l’AICAT anche in seno a due associazioni-ombrello europee: EUROCARE, che si occupa soprattutto di politiche di prevenzione dei problemi alcolcorrelati; ed EMNA, che raccoglie le maggiori associazioni nazionali che si occupano del trattamento di questi problemi, attraverso i gruppi di mutuo aiuto e programmi di comunità. Le interesserà forse sapere che le persone che frequentano i gruppi di mutuo aiuto raccolti sotto l’ombrello dell’EMNA sono oltre 500.000 in tutt’Europa.
Mi rivolgo a lei perchè ho letto dell’iniziativa di fare pubblicità al vino nelle scuole medie inferiori della provincia di Brescia. Come l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già avuto modo di dichiarare in diversi documenti europei (fra cui l’ultimo, Framework for Alcohol Policy del 2005) l’industria delle bevande alcoliche sta aumentando gli sforzi per agganciare i giovani e convincerli a diventare consumatori abituali, per rimpiazzare i bevitori adulti che, in numero sempre maggiore, stanno abbandonando questo comportamento dannoso per la salute, ed anche, cinicamente, per rimpiazzare quelli che muoiono prematuramente a causa di questo stile di vita (circa 35.000 all’anno solo in Italia, quasi 200.000 in Europa).
Che le istituzioni, quasi sempre attraverso gli assessorati all’agricoltura, si facciano coinvolgere da questo cinico gioco, da un punto di vista etico è sconfortante. Non si ragiona sul fatto che di tutti quei giovani bevitori così reclutati, almeno il 10% avrà gravi problemi di salute entro pochi anni.
Ma ora esistono anche strumenti legislativi che dovrebbero scoraggiare questo disinvolto comportamento. Nell’allegato lei troverà i passaggi della legge 125/01 (*) e quelli dell’intesa Stato Regioni, in cui la pubblicità di bevande alcoliche verso i minori è proibita, e vi sono anche previste delle sanzioni. Persino il codice di autoregolamentazione che l’industria delle bevande alcoliche si è dato, scoraggia dal puntare sui giovani. Ma infine: se la somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 16 anni è proibita (art. 689 del codice penale) ci sarà una ragione?
Questa attività di reclutamento di giovani bevitori nelle scuole è illegale, e quindi noi ci riserviamo di tutelare l’interesse dei consumatori, ed in particolare dei minori, in tutte le sedi.

Distinti saluti

Ennio Palmesino Presidente AICAT

(*) Nota: qui di seguito una sintesi dell’allegato alla lettera

Legge Quadro sull’Alcol (125/01)

(Finalità)
1. La presente legge:
a) tutela il diritto delle persone, ed in particolare dei bambini e degli adolescenti, ad una vita familiare, sociale e lavorativa protetta dalle conseguenze legate all’abuso di bevande alcoliche e superalcoliche;
(…)
c) favorisce l’informazione e l’educazione sulle conseguenze derivanti dal consumo e dall’abuso di bevande alcoliche e superalcoliche;

Art. 3.

(Attribuzioni dello Stato)
(…)
d) le azioni di informazione e di prevenzione da realizzare nelle scuole, nelle università, nelle accademie militari, nelle caserme, negli istituti penitenziari e nei luoghi di aggregazione giovanile.

Art. 13.

(Disposizioni in materia di pubblicità)
(…)
2. È vietata la pubblicità di bevande alcoliche e superalcoliche che:
(…)
c) rappresenti minori intenti al consumo di alcol ovvero rappresenti in modo positivo l’assunzione di bevande alcoliche o superalcoliche.

Giovedì, 08 Febbraio 2007

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