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Rassegna stampa Alcol e guida del 2 febbraio 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

NOTA IMPORTANTE: in fondo alla rassegna continua la pubblicazione delle lettere di protesta di cui siamo a conoscenza, tra quelle scritte al quotidiano “Il Mattino” di Napoli, a seguito dell’articolo di sabato scorso che sosteneva come, per aiutare le arterie, “bastano” 4 bicchieri di vino al giorno.

Continuate a scrivere a posta@ilmattino.it , inoltrando per conoscenza a a.sbarbada1@tin.it e robargen@libero.it

COMUNICATO ASSOCIAZIONE FAMIGLIARI E VITTIME DELLA STRADA

FERMIAMO LA STRAGE STRADALE

La droga, l’alcol, lo sballo e la morte sulle strade: ne rispondano anche le discoteche

Un incidente avvenuto alle ore 6,20 di domenica 28 gennaio ha causato la morte di tre ragazzi di Adria di 17 e 19 anni, Alessio Bardella, Davide Vaccarella e Mattia Tieghi, usciti poco prima dalla discoteca di Ferrara “Madame Butterfly”.

Nell’incidente è rimasto anche coinvolto il vigile del fuoco di Selva di Crespino, Luciano Menabò, che lascia la moglie ed un figlio di 8 anni. 

Le morti che avvengono in uscita dalle discoteche in orari “anomali” rispetto alle condizioni di vita usuali, sono morti annunciate dovute allo sballo causato dall’utilizzo della discoteca al di fuori di ogni regola sensata, per le quali si impone il dovere di riflettere individuando responsabilità ed applicando adeguate sanzioni.

Riteniamo che non basta invocare pene severe soltanto per chi guida drogato o ubriaco: bisogna dare peso anche alle concause che creano nel guidatore le condizioni per uccidere se stesso e gli altri.

Ci riferiamo ai gestori delle discoteche, la cui responsabilità deve essere riconosciuta e pesantemente sanzionata, come in questo caso, anche con la chiusura definitiva del locale e con l’affissione all’esterno di una iscrizione ben leggibile che inviti a riflettere e sia monito: “da questo locale sono usciti ragazzi che sulla strada provinciale 33 hanno provocato un incidente con morte di quattro persone ed hanno reso orfano un ragazzino di 8 anni”.

Non basta che i Prefetti di Rovigo e di Ferrara e le altre autorità siano presenti ai funerali, come si apprende dai giornali, è necessario che discutano seriamente di questi gravissimi problemi del loro territorio che chiamano in causa la loro responsabilità.

 Non è possibile tollerare a) l’insufficienza di controlli sulle strade e all’interno delle discoteche; b) l’eccesso di velocità; c) la situazione di ingiustificato privilegio degli enti gestori che non sono mai chiamati a rispondere dei fatti direttamente ricollegati alle loro responsabilità di controllo: se dalle discoteche o da qualunque luogo di somministrazione di alcolici escono persone che si mettono alla guida in stato di ebbrezza o di altro i gestori ne sono direttamente responsabili.

Il controllo, prima ancora che sulla strada, deve essere riferito ai locali ed all’uscita di essi: i gestori non possono impunemente guadagnare sulla vita dei giovani e sentirsi non responsabili delle conseguenze del loro operato. .

Chiediamo al Ministro dell’Interno e al Vice Ministro ai Trasporti con delega alla sicurezza di porre rimedio ai problemi sopra indicati, con l’introduzione di opportune norme che definiscano le responsabilità e le misure che i gestori devono adottare per evitare che ci si possa immettere in strada in condizioni inidonee alla guida.

Al contempo riproponiamo con urgenza sui mezzi di trasporto il limitatore di velocità e la scatola nera

Chiediamo che la Procura di Rovigo, che ha dato l’autorizzazione per i funerali, accerti le eventuali responsabilità dei legali rappresentanti e dei gestori della discoteca interessata.

2/2/2007

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni presidente AIFVS


IL GAZZETTINO (Rovigo)

È un atto d’accusa contro la stampa ...

È un atto d’accusa contro la stampa la lettera della terza C del liceo scientifico "Galilei" di Adria, la classe di uno dei giovani coinvolti nell’incidente di Guarda Veneta."Attualmente il nostro compagno- scrivono gli studenti -è ricoverato presso l’ospedale di Padova, mentre altri tre ragazzi sono, purtroppo, deceduti. Le famiglie di questi nostri coetanei sono già abbastanza distrutte, per non parlare di quella del vigile del fuoco, anch’egli coinvolto nella tremenda disgrazia. Vi sembra giusto che, oltre a questo orribile incubo, essi debbano sopportare anche le insinuazioni di giornalisti troppo invadenti e spietati? Pensate alle madri, ai padri, ai fratelli, alle sorelle che, leggendo il giornale, trovano un membro della propria famiglia freddamente condannato come "alcolizzato" o, peggio ancora, "drogato".  Non dimentichiamo inoltre, anzi non dimenticate, l’orrore che sta vivendo il coniuge del pompiere, che grazie agli articoli è spinto ancora di più a provare odio nei confronti dei ragazzi che hanno causato l’incidente. Possibile che non abbiate un minimo di rispetto neppure per i morti? Che cosa significa che quei giovani avevano superato quasi il doppio del limite di tasso alcolico concesso? La vostra missione è quella di raccontare la verità. Questo significa che, se tale dato è certo, è giusto che voi lo inseriate sui giornali, ma non tralasciate, nel rispetto dei vostri lettori, particolari come il fatto che il limite di alcool consentito corrisponde all’incirca a un solo bicchiere di birra".

Comprendiamo i sentimenti dei giovani. Ciò non può però significare l’oblio di certe notizie come quelle sugli esami tossicologici, che vanno date - per quanto dolorose possano essere - senza che ciò presupponga un giudizio morale sulle persone. È questo il rispetto che dobbiamo ai morti, ma anche alla vita. Non crediamo che i nostri articoli possano evitare tutti gli "sballi" del sabato sera, né abbiamo scritto che alcol e droga siano state le cause certe del tragico incidente. Ma, di fronte a tali notizie (badate bene, non si tratta di insinuazioni), proprio i più giovani dovrebbero interrogarsi su quanto preziosa sia la vita. Un’ultima cosa a proposito di verità: non basta un bicchiere di birra per superare i limiti previsti dalle norme. E poi, cari ragazzi, leggete qui accanto le parole di una madre. (*)


IL GAZZETTINO (Rovigo)

«Cari ragazzi, fate che non siano morti invano» 

La drammatica testimonianza di mamma Cosetta ai funerali del figlio e dei suoi due amici 

Adria

«Sono stufa di queste stragi. Ragazzi, abbiate il coraggio di dire basta, di essere voi stessi, di rifiutare spinelli e pasticche. E ogni volta che alzerete un bicchiere di vino, ricordatevi di questi vostri amici. Fate che non siano morti invano». Sono le parole di Cosetta, mamma di Alessio Bardella che, insieme a Davide Vaccarella e Mattia Tieghi, sono morti nel tragico incidente di domenica mattina sulla strada di Guarda Veneta. Insieme a loro ha perso la vita anche Luciano Menabò, un vigile del fuoco di Selva di Crespino i cui funerali saranno celebrati oggi a Pontecchio alle 10.30. Ieri alla cerimonia funebre dei tre giovani officiata alla Cattedrale di Adria dal vescovo Lucio Soravito de Franceschi, il messaggio è stato univoco. La vita è un bene prezioso e va custodito. «Dite sì alla vita e no alla morte, sì allo svago e al sano divertimento, no allo sballo e alle notti insonni, fino alle sei del mattino in discoteca. Sì alla responsabilità e no alle corse pazze e incoscienti». Il vescovo ha parlato ai giovani, ai tanti amici accorsi per salutare Alessio, Mattia e Davide. Alla comunità di Adria, in lutto, che ha partecipato in massa: un migliaio le persone in cattedrale. Compagni e amici hanno lanciato in aria palloncini bianchi, simbolo di gioventù, di spensieratezza, di speranza. «Amate la vostra vita - è l’invito del vescovo - e difendetela dalle forme di devianza che la minacciano, come l’alcol e la droga». «Ve ne siete andati ma non sarete dimenticati - è il saluto del sindaco Lodo -. Noi adulti abbiamo la responsabilità di cambiare regole e misure perché tutto questo non accada più».

(*) Nota: è logico che questi giovani si sentano toccati se viene attribuita l’etichetta di alcolista a chi beve in modo simile a loro. L’errore più grande che si possa commettere parlando di alcol è considerare i problemi alcol correlati come un’esclusiva degli alcolisti o di chi beve tanto. L’errore dei giornali non sta certo nel rimarcare l’associazione tra alcol ed incidenti, quanto nel sostenere una netta demarcazione tra il bere moderato e bere eccessivo. Il primo visto come sempre salutare e l’altro con unica fonte di guai. Non basta certo un bicchiere di birra per superare il limite di legge, ma la quantità necessaria non è diversa da quella tratteggiata con allegria negli articoli che enfatizzano feste con fiumi di birra, sagre in cui le tradizioni propongono spensierate bevute, cantine aperte con dieci assaggi di vini, il bere mediterraneo come elisir di lunga vita. Affinché l’informazione dei giornali, le testimonianze delle madri ai funerali e le parole degli esperti vengano accolte occorre che i giovani identifichino i propri comportamenti come simili a quelli rischiosi, altrimenti assieme alla memoria dei compagni scomparsi difenderanno anche il loro modo di bere.


IL TRENTINO

Sette band e niente alcol

Domani sera al palazzetto i Koala e i giovani

IL CONCERTO Rock ma anche danza hip hop

ROVERETO. I Laboratori del Fare dell’associazione «Ubalda Bettini Girella» anche quest’anno si fanno letteralmente sentire: domani sera, al palazzetto dello sport, concertone - il sesto - con ben sei band «on stage» dalle 20 alle 24 (ingresso libero). Con una scelta precisa degli organizzatori: niente alcol, nemmeno birre a gradazione 3, un’impostazione concordata con l’assessore Giovanni Spagnolli.

 A esibirsi, i gruppi Outopsya, Spaventapasseri, Mrityo, Nuova Gestione Tooley, Thought:Vacant e Pornotax. Ospiti graditissimi - come si dice - i vecchi, cari Koala, che ripropongono un repertorio beat dei beati anni Sessanta (con Giorgio Candioli sono della partita the voice Mario e Franco Dapor, il chitarrista Marco Tomasini, Osvaldo Luna, Gabriele Amendola e lo storico bassista Enzo Sala). Generazioni a confronto, insomma, e generi musicali diversissimi dentro lo stesso evento. I Koala s’ispiravano abbastanza chiaramente ai Beatles, interpretavano anche brani dei New Trolls e a metà degli anni Sessanta imperversavano nella sale dell’oratorio Rosmini. La parabola felice dura fino al 1971, poi la naja e gli impegni di studio mettono in crisi il quintetto, che però - a distanza di decenni - oggi tiene ancora accesa la fiamma della passione per la musica.

 Domani sera saranno in campo anche le ragazze del gruppo Danzamania: arricchiranno la serata con un repertorio di hip hop e danza moderna. E oltre alla scelta «politica» di bandire le bevande alcoliche, come l’amministrazione comunale chiede da tempo in cambio di un convinto appoggio alle manifestazioni di carattere giovanile, l’associazione presieduta da Fabiano Lorandi ne farà un’altra: raccoglierà firme da consegnare alla stessa amministrazione comunale Valduga, per chiedere una volta di più la riapertura del laboratorio di motorini a San Giorgio, un’iniziativa di successo - con i ragazzi impegnati appunto a riparare carburatori, pistoni e forcelle - sospesa da oltre un anno a causa dei lavori di ristrutturazione della sede. Il cantiere è terminato nel dicembre 2005, ma perdurano le lungaggini per ottenere l’agibilità e il cambio di destinazione d’uso degli spazi: una vergogna che dev’essere risolta presto.


IL GAZZETTINO

Il consiglio regionale ha approvato a maggioranza ieri all’alba dopo una maratona notturna di 19 ore il bilancio di previsione per il 2007 

Così il Veneto spenderà 17,7 miliardi di euro 

La fetta più consistente (8 miliardi) impegnata per la sanità e il sociale, quasi 600 milioni per mobilità e trasporti

Venezia

Erano le 6.42 di ieri mattina quando il vicepresidente del consiglio regionale del Veneto, Carlo Alberto Tesserin, ha dichiarato chiusa la seduta (la nona, per la cronaca) che ha portato all’approvazione della legge finanziaria e del bilancio di previsione per il 2007. Diciannove ore di maratona - tra aula, corridoi e salette varie di palazzo Ferro Fini - con momenti di alta tensione in cui tutto pareva naufragare e repentini riassestamenti della rotta per raggiungere un risultato che alla fine sembra non accontentare quasi nessuno. Ventinove i voti a favore della maggioranza di centrodestra e 19 contrari delle opposizioni di centrosinistra e di Progetto Nordest, ma i numeri non rendono giustizia a una pagina di politica per nulla esaltante dove gli interessi di bottega sembravano prevalere su quei temi alti sui quali era stato preannunciato un serrato dibattito.

(…)

Seguono poi interventi per la cultura, istruzione e formazione (235 milioni di euro); gli interventi per la salvaguardia di Venezia e della laguna (255 milioni di euro). Tra le altre voci significative di spesa sono da segnalare gli oneri per il pagamento di mutui e prestiti (che pesano per 440 milioni), il funzionamento degli organi istituzionali (56 milioni), le risorse umane e strumentali della Regione (228 milioni), i finanziamenti al sistema produttivo delle piccole e medie imprese (74 milioni), gli interventi regionali per la casa (62,1 milioni), la tutela del territorio e le politiche per l’ecologia (176,6 milioni). A queste voci si sono aggiunti inoltre, a seguito della manovra emendativa sul bilancio, un milione e mezzo di euro per finanziare progetti di contrasto alle dipendenze da alcol e droga.


IL GAZZETTINO (Vicenza)

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA
Ventenne di Rossano era ubriaco quando investì un altro ragazzo uccidendolo 

Travolse coetaneo, patteggia 11 mesi 

L’incidente, un anno fa, coinvolse due giovani di Mottinello e destò vasto cordoglio

Bassano

Per la tragica morte del quasi coetaneo Mattia Bortolotto, Michele Pegoraro, 20 anni, di Rossano Veneto, ieri, davanti al Gup dott.ssa Bartolini (pm. dott. Parolin), ha patteggiato 11 mesi di reclusione, con la "condizionale".

Era la sera del 26 marzo 2006, Mattia, 22 anni, da Mottinello, dopo aver trascorso qualche ora in compagnia di amici, in paese, era appena salito sulla sua VW "Golf". Da via S. Camillo si immise nella provinciale (via XI Febbraio) nell’intento di attraversarla e proseguire per via de Gasperi, dove abitava, quando la sua auto entrò in collisione con la Mercedes "C" del Pegoraro, che proveniva da Rossano e si stava dirigendo verso Mottinello. L’impatto fu violentissimo: il Bortolotto morì sul colpo, mentre il Pegoraro subì solo alcune lievi contusioni. La disgrazia colpì profondamente la comunità di Mottinello: il punto dell’incidente fu ricoperto di mazzi di fiori, in casa del deceduto furono incessanti le visite di amici e conoscenti che testimoniarono il loro cordoglio, ai funerali, il 29 marzo, una folla gremì il duomo di Rossano.

Michele Pegoraro si è presentato davanti al Gup con le accuse di omicidio colposo e di guida in stato ebbrezza, giacchè si appurò che quella sera aveva bevuto. Per il primo e più grave reato ha patteggiato, come detto, 11 mesi (con la "condizionale"), per il secondo 10 giorni di arresto e 200 euro di ammenda. Il magistrato gli ha sospeso la patente per un periodo globale di 13 mesi. (…)


LA SICILIA

In breve 

SERRADIFALCO

Guidava ubriaco, rinviato processo

E’ stato rinviato il processo che vede P.T, un agricoltore di Serradifalco di 38 anni, rispondere dell’accusa di guida in stato di ebbrezza. Ieri il rinvio è stato disposto da parte del giudice monocratico Rocco Fasciana che dovrà presiedere il processo che è stato rinviato al prossimo 12 marzo.

NISCEMI

Segnalato un emigrato

(g.v.) Un emigrato extracomunitario, residente a Niscemi, è stato segnalato dal locale commissariato della Ps all’autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza. Comparirà davanti i giudici Bramin Mourdi, 50 anni. Una volante della Ps, ieri mattina, ha fermato l’extracomunitario mentre era alla guida della sua auto nel centro urbano. Gli agenti hanno subito capito che l’uomo era alticcio e lo hanno accompagnato al "Suor Cecilia" per il controllo etilico che è risultato positivo. Portato al commissariato, gli è stata contestata la violazione con il ritiro della patente di guida.


IL TRENTINO

di Giuliano Lott

Contrordine: Galloni finisce in carcere

Condanna definitiva a dicembre, no all’affidamento ai servizi sociali E’ cambiata la normativa: niente pene alternative per la violenza sessuale

ROVERETO. Quando ha aperto la porta di casa e si è visto davanti degli uomini in divisa, mercoledì mattina, Alvaro Galloni deve aver pensato a una multa non pagata. Invece, con sua somma sorpresa, erano lì per riportarlo in cella: la Procura generale di Trento ha infatti ritenuto di applicare una recente modifica all’ordinamento penitenziario secondo la quale le misure alternative al carcere non si applicano ai condannati per violenza sessuale. La sentenza contro Galloni per quel reato risale al 2003, è stata ridotta in appello nel 2006 ed è divenuta definitiva in dicembre.

 A dicembre la Cassazione ha rigettato il suo ricorso contro la condanna in appello a due anni e mezzo di reclusione. Galloni era stato condannato in primo grado a cinque anni e due mesi nel dicembre 2003. L’accusa: avrebbe violentato una ragazza. L’arresto fu clamoroso perchè Galloni - all’epoca titolare del ristorante Al Doge di via Portici - era un personaggio noto in città. Vita brillante, vestiti costosi, auto di grossa cilindrata, una bellissima casa in centro storico. Quella in cui avrebbe abusato di una ventenne conosciuta quella stessa sera del 28 febbraio 2002, dopo una bevuta al bar con amici comuni. Le accuse della ragazza, trovata in lacrime in piazza Erbe al mattino seguente da una volante del commissariato, lo inchiodarono. Lui diede una versione diversa, spiegando che la giovane aveva dato in escandescenze dopo che lui si era rifiutato, poichè troppo ubriaco, di darle un passaggio fino a casa. Ma il collegio giudicante credette a lei.

 Galloni era riuscito perlomeno nel tentativo ridurre - anche in virtù di un risarcimento di 23 mila euro alla ragazza - la pena in appello e a ottenere poi l’affidamento in prova ai servizi sociali. Due anni e mezzo di detenzione, nel frattempo divenuti definitivi. L’indulto dello scorso anno non ha modificato alcunchè, poichè dal beneficio di legge erano stati esclusi reati gravi, come l’articolo 609 bis del codice penale, ovvero la violenza sessuale.

 Il fatto nuovo è la modifica all’articolo 4 dell’ordinamento penale, operata dalla Corte di Cassazione a camere riunite. L’articolo inserisce tra gli aspetti ostativi alla concessione di misure alternative al carcere la condanna per violenza sessuale in concorso. La modifica ha esteso l’impedimento anche al reato di violenza sessuale. Ergo, applicabile anche a Galloni.


L’ARENA

L’accusa è tentato omicidio, quattro anni

Saltò sulla testa dell’avversario

Una parola seguì l’altra e la tensione aumentò al punto che dovettero «stare lontani» per tutta la serata. Era il 17 giugno e Ionut Bou, di 25 anni, stava aspettando il fratello al bar. La serata degenerò, colpa anche di qualche birra di troppo, e al termine di una lite il giovane di nazionalità rumena venne arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Perchè quando arrivarono le volanti stava saltando sulla testa di un uomo che era sdraiato a terra. Si temette per la vita di O.M., moldavo, ma dopo qualche giorno la diagnosi si ridusse alla frattura del setto nasale, tant’è che il ferito non si fece nemmeno operare e sparì. Ieri mattina il giovane che fu arrestato con l’accusa di tentato omicidio, assistito dall’avvocato Renzo Rizzati, davanti al giudice dell’udienza preliminare Enrico Sandrini ha patteggiato 4 anni di reclusione.

Una vicenda che è stata ricostruita e che in parte ha ridimensionato la posizione del giovane nato a Bacau e che all’epoca era arrivato da poco in Italia. Era andato al bar con il fratello ma con un gruppo di moldavi si era creata tensione. A quel punto il giovane Bou chiese alla barista di aiutarlo a svincolarsi. E lei lo fece entrare nel bar. Così fino all’orario di chiusura. Il gruppo, e con questi anche O.M., era fuori mentre il giovane cercava disperatamente che qualcuno lo venisse a prendere. Rimase solo, era tardi e decise di andare a casa. Solo che dopo poco fu raggiunto dal moldavo e tra i due iniziò la collutazione, impari perchè Bou era fisicamente inferiore all’avversario. Pugni e quando O.M. finì a terra il giovane iniziò a saltargli sulla testa. E così lo trovarono gli agenti chiamati da una signora che assistette alla scena dalla finestra. (f.m.)


 

LA SICILIA

Il mendicante, l’ubriacone e il cagnolino 

Il medicante, l’ubriacone ladro e il cagnolino. Sono i tre protagonisti di quella che potrebbe essere una piccola fiaba dei nostri frenetici e amari giorni di egoismi e disagio sociale. Sullo sfondo la più antica ed elegante strada della più antica e celebrata civiltà, via Atenea di Agrigento.

Polacco è il mendicante: seduto su un cartone in un angolo di marciapiedi passa le sue giornate senza parlare, aspettando che qualcuno lasci scivolare qualche centesimo dentro il vecchio cappello che appoggia al suo fianco. Tutti lo vedono ogni giorno, nessuno sa chi sia. Un invisibile come tanti, venuto dall’Est. Polacco è probabilmente il ladro, uno che scola bottiglie di pessimo vino o di vodka nei giorni più fortunati, fin dal mattino, al posto del caffè. Il cagnolino è un nobile inglese, uno yorkshire con un lontano blasonato pedigrée, caduto chissà come in bassa fortuna a far da compagno all’accattone, nella sua scellerata vita da giramondo per necessità.

La mattinata promette bene. Via Atenea è animata e un po’ meno distratta dall’obbligo dello shopping. Nel giro di un paio d’ore sono in tanti ad essersi liberati dei piccoli centesimi che scivolando dalle dita sono planate dentro il vecchio cappello: due euro, forse tre. Il mendicante resta chiuso nella sua nostalgia, il nobile cagnolino inglese sogna la pappa di un giorno benedetto.

L’idillio finisce in un attimo: esplode la furia dell’ubriacone fisicamente prestante che piomba sul medicante, lo strattona e porta via il cappello con il necessaire per una bottiglia di vino. L’accattone è allibito. Non gli era mai accaduto: una mattinata di lavoro in fumo. Non è d’accordo il cagnolino inglese che vede sfumare la sua pappa e, piccolo Rex, si lancia all’inseguimento, morde a una caviglia l’ubriacone che molla il maltolto. Forse per una volta sarà costretto a restare astemio.

L’emozione è durata pochi attimi. Qualcuno riporta il vecchio cappello al medicante, aggiungendo qualche centesimo. Via Atenea riprende il frettoloso rituale dello shopping. Tornano invisibili il medicante polacco, il blasonato cagnolino inglese e l’ubriacone dell’Est che ha appena svoltato l’angolo.


GAZZETTINO

TELEVISIONE

Ubriaco al volante

Star di "Prison Break"

L’attore americano Lane Garrison, famoso per essere protagonista della serie televisiva "Prison break", rischia di finire davvero dietro le sbarre. Ha provocato, mentre si trovava in stato di ebbrezza, un incidente mortale. Il 2 dicembre, la macchina che l’attore guidava ha urtato contro un albero a Beverly Hills. L’attore non ha avuto gravi lesioni, ma tre adolescenti, 2 ragazze di 15 anni ed un ragazzo di 18 anni, sono rimasti feriti gravemente. Il diciottenne successivamente è morto.


AVVENIRE

02 Febbraio 2007 Cia 

Vino: l’Italia verso la conquista di un altro primato mondiale 

Dopo l’exploit registrato nell’export negli Stati Uniti, il vino italiano si appresta a conseguire un altro importante primato: quello mondiale dei consumi. Il nostro Paese, quindi, sorpasserà entro breve la Francia che oggi è leader indiscusso a livello internazionale. A segnalarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori sulla base di uno studio che, in occasione della presentazione della edizione 2007, il “Viniexpo” di Bordeaux, principale salone mondiale vinicolo, ha commissionato alla società di ricerca specializzata inglese Iswr/Dgr per verificare l’andamento del settore nei prossimi anni.

I risultati della ricerca diffusi nei giorni scorsi -rileva la Cia- prevedono una crescita mondiale dei consumi, da qui al 2010 di oltre il 10 per cento, raggiungendo in valore i 90 miliardi di euro, come l’industria cosmetica e come la somma dei bilanci delle quattro maggiori imprese informatiche (Google, Yahoo, Microsoft ed E-buy) e in quantità i 240 milioni di ettolitri, pari ad oltre 30 miliardi di bottiglie, con uno stravolgimento del passato e dell’attuale scenario mondiale.

L’istituto inglese prevede, infatti, che la Francia -sottolinea la Cia- perderà la leadership di maggiore paese consumatore mondiale di vino, perché i suoi consumi pro-capite continueranno a calare, come in Spagna, mentre resteranno stabili in Italia (che conquisterà il primato probabilmente già da quest’anno) (*) e aumenteranno ancora negli Stati Uniti, in Germania, in Inghilterra, ma, soprattutto, cresceranno vertiginosamente nei nuovi paesi consumatori, con in testa Cina, Russia e India.

Comunque, nel 2010, chiarisce la Iswr/Dgr, il primato mondiale per volume consumato potrà andare alla Cina, già oggi al decimo posto mondiale, passando di mano dalla Francia all’Italia, da questa agli Usa e, quindi, al paese più popoloso della terra.

Così -evidenzia la Cia- dai nostri cugini d’oltralpe dai circa 40 milioni di ettolitri si scenderà presto a consumarne poco più di 30. Il nostro Paese conquisterà il podio mantenendo il suo consumo a circa 33 milioni di ettolitri, gli Stati Uniti passeranno dagli attuali 27 milioni a oltre 33 nel 2010. Ed, infine, la Cina potrebbe superare anche gli Usa se la loro crescita di consumo, ora superiore al 30 per cento annuo, manterrà tale ritmo.

Di fronte a queste cifre -commenta la Cia- la comunicazione della Commissione europea sulla riforma dell’Ocm vino va probabilmente rivista, soprattutto nella parte in cui prevede l’estirpazione di 400 mila ettari dei vigneti dell’Unione europea, ed il prolungamento del divieto di nuovi impianti, per destinare, invece le risorse alla competitività dei nostri prodotti e soprattutto alla loro promozione, all’interno e sui mercati internazionali.

L’esperienza ci insegna -conclude la Cia- che se la richiesta di un prodotto aumenta e chi ne è storicamente detentore della produzione rinuncia a farlo, ci sarà qualcun altro che si occuperà di soddisfare le attese dei consumatori vecchi e nuovi.

(*) Nota: non sempre è meglio essere primi. Questo primato ci costa centinaia di morti in più all’anno, oltre grandi sofferenze non quantificabili. Non è un caso che i consumi siano diminuiti in Spagna ed in Francia, paesi che hanno preso sul serio il controllo dell’alcolemia degli automobilisti.


IL TEMPO

SPAGNA

Il governo di Zapatero vuole vietare la vendita del vino ai più giovani

MADRID — Il ministro della sanità spagnola, Elena Salgado, vuole porre il vino nella «lista nera» delle bevande alcoliche di cui regolare la vendita tra i giovani; ciò ha provocato la reazione del settore e discrepanze in seno al governo con l’intervento dello stesso premier Jose Luis Rodriguez Zapatero. Salgado si è detta preoccupata per il consumo crescente di vino da parte dei minori affermando che è responsabilità di tutti «far qualcosa». Il «qualcosa» è inserire provvedimenti al riguardo nel progetto di legge sulle «misure sanitarie per la difesa della salute e la prevenzione del consumo di bevande alcoliche per i minori».


ENOTIME.IT

SPAGNA: STOP ALLA PUBBLICITA’ PER IL VINO

Proteste dal mondo vinicolo iberico per la proposta di legge

Cresce nel mondo del vino spagnolo la protesta contro la proposta di legge avanzata dal ministro della Sanità per frenare la piaga dell’alcolismo giovanile. Il ministro Elena Salgado si è infatti posta come obiettivo prioritario la riduzione del consumo di alcol da parte dei ragazzi di età inferiore ai 18 anni, “un fenomeno – ha detto - che nel corso di questi ultimi anni si è molto aggravato, con conseguenze gravissime per la salute e lo sviluppo fisico, intellettuale e personale di questi giovani”.

Di qui la proposta di vietare per legge la pubblicità dei vini, compresi quelli a denominazione d’origine.

Immediata e prevedibile l’alzata di scudi da parte dei diretti interessati, i produttori di regioni viticole rinomate come l’Estramadura, la Rioja, la Mancha, l’Andalusia. Ricordando l’importanza che il vino riveste nella cultura gastronomica spagnola, il consigliere per l’agricoltura in Estremadura Josè Luis Quintana ha dichiarato che il vino in quanto alimento non può essere criminalizzato.

Ma il progetto di legge non piace nemmeno al Ministero per l’agricoltura spagnolo, il cui titolare ha fatto sapere, per voce del suo segretario generale Josep Puxeu, che considera “eccessiva” la proposta della collega del Ministero della sanità. L’idea del Ministro dell’agricoltura è infatti quella di ricercare un compromesso che permetta di tenere sotto controllo il problema dell’alcolismo giovanile, pur nel rispetto dell’identità culturale (enogastronomia) nazionale.

IL RESTO DEL CARLINO

BASTA con l’alcol, basta con gli spinelli, basta con le discoteche fin...

NOI ROVINIAMO la vita dei giovani quando teniamo aperte le discoteche fino al mattino. Noi dis...

LA NAZIONE

di ILARIA BOSI - SPOLETO - GIOVANI, sesso, droga e alcol:...

CORRIERE DELLA SERA

Dopo gli hamburger, il vino: il proibizionismo di Zapatero

IL GIORNO

Arriva il barista-confessore: Ragazzi, non alzate il gomito I titolari dei locali pubblici controlleranno l’abuso di alcol

IL TIRRENO

una sede per incontrarsi e prevenire le tossicodipendenze

L’UNIONE SARDA

Tribunale Non guidava ubriaco: assolto

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Buongiorno alla redazione e in particolare a L. Pignataro e al direttore di codesta testata. M’intriga molto commentare il vostro articolo che, in base a fantomatiche ricerche scientifiche, sostiene che bevendo 4 bicchieri di vino al giorno ho la garanzia di tenere diciamo "aperte" le mie arterie.Non capisco perchè le ricerche da voi presentate NON citino mai e poi mai che all’interno del vino oltre alle famose(poche!)sostanze benefiche c’è l’alcol etilico sostanza Tossica e potenzialmente cancerogena(fonte Istituto Superiore.di Sanità) che una volta ingerito DEVE per forza passare per il nostro fegato (oltre al cervello e molti altri organi) danneggiandoli molte volte irreparabilmente, è sicuramente causa di moltissimi trapianti e svariate patologie: l’OMS ne quantifica "solo" una sessantina (CERTE) che portano oltre alla morte anche a varie forme di disabilità!!.Se ci sono queste sostanze che fanno bene (i polifenoli) è perchè sono presenti nella buccia dell’uva rossa e allora il messaggio Dovrebbe essere:mangiate l’uva ma non bastasse queste sostanze sono presenti anche in altri 72!! vegetali: olio, pomodori, arachidi ecc. ecc.

Vedete, io per "fortuna" non ho avuto bisogno di leggere le ricerche, ho imparato da me (soffrendo e..ahimè facendo soffrire) che il bere alcolici diminuisce drasticamente la qualità e le aspettative di vita distruggendo quanto di buono uno aveva seminato. L’Organizz. Mondiale della Sanità in fatto di alcolici da un messaggio MOLTO chiaro: less is better (meno è meglio) ma poi c’è una postilla che dice testualmente: se è niente MEGLIO ancora!

A voi le riflessioni e un caro saluto

Alberto Crivellari

ACAT (Associazione dei Club degli Alcolisti in Trattamento) - Colli e. (Padova)


© asaps.it
Sabato, 03 Febbraio 2007
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