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Rassegna stampa Alcol e guida del 25 gennaio 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

 

QUOTIDIANO.NET
LE NOSTRE INCHIESTE

Turco: ’Alcol vietato agli under 18 Ma il giro di vite è stato annacquato’

Il ministro della Salute: "Volevo alzare il divieto di vendita a 18 anni, ma alcuni colleghi l’hanno bocciato". Resta la campagna per scuole e famiglie su ’un corretto uso delle bevande’

ROMA, 25 gennaio
Ministro Turco, la normativa vigente che limita l’uso di bevande alcoliche per i minori non sembra aver dato risultati, tant’è che nella Finanziaria era previsto un inasprimento delle regole che poi è stato stralciato. Per quale motivo?
«In Finanziaria avevo proposto un innalzamento a 18 anni del divieto di vendita degli alcolici nei locali pubblici, in linea con l’Europa. Ma il provvedimento non è stato accolto perché non condiviso da altri ministri».  (*)
Quali sono, a suo giudizio, i punti dove è necessario essere più incisivi? E come intendete muovervi nell’immediato futuro per affrontare un fenomeno sempre più dilagante?
«La legge vigente pone già dei limiti piuttosto restrittivi in materia. Tuttavia resto del parere che occorra armonizzare la nostra normativa a quella europea, anche per l’esperienza che alcuni paesi in particolare del Nord Europa hanno già su questo fenomeno. Così come sono convinta che consumare alcol debba essere un atto da compiere responsabilmente conoscendo i rischi di un consumo eccessivo e incontrollato. Ma una attenta prevenzione che coinvolga in primo luogo le generazioni più giovani è senz’altro da preferire a qualsiasi forma di restringimento coercitivo».
Oltre alle leggi bisognerebbe anche cambiare la testa di molti giovani. In Italia si comincia a bere a 11-12 anni e siamo il Paese record in Europa, dove la media è di 14: che tipo di iniziative si possono mettere in atto per limitare questo fenomeno?

«Siamo consapevoli che il fenomeno dell’abuso di alcol si stia estendendo a fasce sempre più ampie di giovani e per questo come ministero della Salute abbiamo già definito una strategia di contrasto inquadrata in un più ampio progetto teso a favorire nuovi stili di vita che abbiamo chiamato Guadagnare Salute. Lo scopo è quello di rendere più facili le scelte di vita salutari per prevenire quelle patologie correlate all’abuso di alcol ma anche i danni provocati dai troppi incidenti stradali dovuti all’eccessivo consumo. Focalizzare l’attenzione sui giovani significa realizzare interventi finalizzati a ritardare l’età del primo approccio con le bevande alcoliche, ridurre il livello dei consumi, contenere i comportamenti a rischio come le ubriacature. Tutto questo attraverso campagne educazionali rivolte alla popolazione adulta, genitori ed educatori, per trasmettere un corretto orientamento nei confronti del consumo di alcol; interventi educativi nelle scuole, non solo attraverso messaggi di tipo sanitario e sociale ma attraverso l’educazione sul ‘saper bere’; sensibilizzazione e formazione delle categorie di lavoratori addetti alla distribuzione e vendita delle bevande alcoliche».
Gli esercenti dei locali dicono di non voler diventare degli sceriffi, ma d’altra parte i primi controllori dell’applicazione della legge devono essere loro. Come pensa di sensibilizzare questa categoria al rispetto della legge? Pensa a un inasprimento delle sanzioni o a qualcosa di diverso?
«Il termine sensibilizzare è quello più indicato nei confronti degli esercenti che svolgono un ruolo molto importante in questa battaglia di contrasto all’abuso di alcol da parte dei giovani. Occorrerà pensare a una formazione ad hoc di queste categorie di lavoratori proprio per accrescere l’impegno al rispetto della normativa vigente sul divieto di somministrazione ai minori di sedici anni e il senso di responsabilità nei confronti del bere giovanile».
Una ricerca dell’Università di Boston ha svelato che la metà delle persone che cominciano a bere sotto i 14 anni poi diventa dipendente dall’alcol in età adulta. Perché, a suo giudizio, in Italia l’abuso di alcol in età scolare è considerato un pericolo minore?
«È un problema anche culturale. Il consumo di vino, ad esempio, fa parte della nostra tradizione e produrlo e consumarlo è nelle nostre abitudini anche familiari. Esso non solo rappresenta un elemento importante del nostro patrimonio agroalimentare e contribuisce alla tutela e alla valorizzazione del territorio, ma è anche un elemento caratterizzante della dieta mediterranea. Occorre modificare l’approccio al consumo senza intaccare il valore che esso rappresenta. Imparare un uso corretto e sano del bere è necessario per proteggere i minori dal danno alcolcorrelato».
di Elena G. Polidori

 
(*) Nota: da un sondaggio tra i lettori del Quotidiano.net risulta che l’83,9% è favorevole al divieto di vendita di alcolici ai minorenni. Dato che la proposta non è passata, dobbiamo pensare che nel parlamento questa percentuale sia sotto il 50%.



LA PROVINCIA DI CREMONA

Meno alcol più gusto. La campagna di informazione quest’anno coinvolge le scuole

Per non perdersi nel bicchiere la prevenzione inizia in classe

In aprile torna l’iniziativa che propone nuovi modelli di socializzazione
di Anna Madron

Perdersi in un bicchiere. Non d’acqua, ma di vino, birra o superalcolici. In Italia succede a tre milioni di persone, adulti ma soprattutto ragazzi, che senza nemmeno rendersene conto si ritrovano dipendenti dall’alcol in cui annegano solitudine, disagio, frustrazioni.
A Vicenza i pazienti che frequentano regolarmente il Sert, il Servizio per le tossicodipendenze dell’Ulss 6 diretto da Vincenzo Balestra, sono 191 e nel 2005 si sono registrati 83 nuovi casi. Ma accanto ai numeri ufficiali ci sono quelli sommersi, di coloro che non escono dal tunnel, alle prese con una dipendenza destinata a rimanere sepolta tra le mura di casa. Almeno fino a quando a livello fisico non si cominciano ad accusare i primi colpi, conseguenza di un abuso prolungato in cui precipitano sempre più giovani. Ecco perché da qualche anno l’alcol è diventato il nuovo, anche se in realtà vecchissimo, nemico da combattere, al quale viene dedicato, in termini di prevenzione e informazione, l’intero mese di aprile.
Un appuntamento a cui Vicenza si presenta puntuale con una campagna che quest’anno coinvolge anche le scuole di base che potranno aderirvi entro il 31 gennaio. “Meno alcol più gusto”, il titolo di questa maratona primaverile finalizzata a coinvolgere e sensibilizzare il maggior numero di insegnanti, famiglie, studenti oltre alla cittadinanza tutta sui rischi che il bere troppo o il bere in modo sbagliato provocano sulla salute.
«La cultura del nostro territorio - spiegano Albino Ferrarotto ed Editta Zenere, educatori sanitari del Sert di Vicenza - è così legata al bere come occasione di socialità e comunicazione che non è davvero facile, per la maggior parte, essere consapevoli dei rischi connessi all’abuso, né comprendere eventuali segnali di rischio.

Per questo è necessario lanciare con regolarità, almeno una volta all’anno, un messaggio in controtendenza rispetto a quello che viene generalmente promosso da una cultura che valorizza le bevande alcoliche come veicolo di socialità ed etichetta spesso come antisociali i non bevitori».
Il progetto prevede dibattiti, tavole rotonde sull’importanza di “stare bene” - il calendario degli appuntamenti è ancora in fieri - oltre a momenti di aggregazione all’insegna dell’analcolico. Quanto alle scuole, in una lettera inviata a tutti i dirigenti scolastici dal direttore dei servizi sociali dell’Ulss 6, Paolo Fortuna, si sottolinea come la dipendenza dall’alcol sia «un tema che diventa ogni giorno più attuale, dal momento che le ricerche segnalano l’aumento dell’uso tra i giovani e il progressivo abbassamento dell’età in cui avviene l’assunzione di alcolici». In particolare il “Primo rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e della preadolescenza” redatto da Telefono Azzurro ed Eurispes (2000) ha evidenziato che i giovani si avvicinano all’alcol tra gli 11 e i 14 anni.
E da un’indagine svolta nelle scuole elementari dal Sert di Noventa, in collaborazione con l’università di Padova, risulta che l’età di iniziazione, quando avviene l’avvicinamento e il primo contatto con la bevanda alcolica, è ancor più bassa, collocandosi attorno agli 8 anni. Dati preoccupanti che hanno spinto il Gruppo alcologia del Sert, di cui è responsabile il dottor Enzo Gelain, a contattare le scuole dei diversi comuni dell’Ulss perché si facciano portavoce di una cultura del benessere all’insegna del buon senso e della moderazione.
Soprattutto nell’alzare il gomito, visto che in Italia a fare uso di alcolici sono circa 800 mila adolescenti dei quali il 7% ha dichiarato di bere fino ad ubriacarsi almeno tre volte alla settimana. Dal secondo rapporto sullo stato di salute e gli stili di vita dei giovani veneti in età scolare emerge poi un’altra realtà sconfortante: nella provincia di Vicenza il primo contatto con gli alcolici avviene a 12 anni e mezzo, mentre sul fronte dell’abuso, la prima ubriacatura arriva in media a 13 anni e mezzo.


LA PROVINCIA DI CREMONA

Gli allievi di quarta hanno seguito gli interventi di specialisti dell’Asl e dei vigili

Ponzini, lezione sull’alcool

SORESINA — Una lezione dedicata alla prevenzione degli incidenti stradali causati dall’abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti, ha avuto luogo nei giorni scorsi; protagonisti i ragazzi delle classi quarte del Ponzini. L’iniziativa, che fa parte di un progetto educativo, realizzato in collaborazione tra il dipartimento alcologia dell’Asl di Cremona e il corpo di Polizia Locale dell’Unione, che nell’istituto per ragionieri e geometri va avanti già dagli scorsi anni scolastici, e coinvolge tutte le classi con proposte adeguate all’età. L’incontro si è svolto nell’aula magna al piano terra dell’Istituto. Per l’Asl è intervenuto il medico Emanuele Sorini , accompagnato dalla relatrice Cristina Ubaldini, dell’associazione ‘la Bussola’, mentre per i vigili ha parlato l’ufficiale Fabio Germanà Ballarino. Ai ragazzi la Ubaldini ha spiegato con dovizia di particolari quali effetti nocivi per la salute e per la psiche può avere un eccessivo consumo di alcolici. «Calo dei riflessi e delle percezioni — ha spiegato la relatrice — con notevole restringimento del campo visivo. Un’euforia che è falsa e toglie l’autocontrollo. Ciò vuol dire rischiare molto mentre si è alla guida. Il limite massimo di sostanze alcoliche nel sangue è di 0.5 grammi per litro. In media bastano due unità alcoliche per superarlo equivalenti due lattine di birra, due bicchieri di vino, due bottigliette di alcolpops o due bicchierini di superalcolico». Germanà ha poi ragguagliato i ragazzi del Ponzini sulle sanzioni previste dal codice della strada per chi guida in stato di ebbrezza, che comprendono anche il ritiro della patente. (sas)


ILTEMPO

Nuovi metodi di prevenzione

Disagio giovanile Convegno del Sert

SI terrà domani, presso la Domus La Quercia, il convegno organizzato dal Sert sull’«addiction emotion», ovvero la «didattica delle emozioni», la nuova metodologia di intervento di prevenzione del disagio giovanile e di promozione del benessere in età evolutiva. Una modalità di intervento a bassissimo costo, facile da utilizzare in ogni scuola ed estremamente efficace, che fornisce agli alunni le necessarie competenze per non cedere alle illusioni di avventure pseudoemozionali favorite, sempre più frequentemente, dall’assunzione di droghe ed alcol o da comportamenti caratterizzati da dipendenza e compulsività (anoressia, bulimia, gioco d’azzardo, abuso di Internet). Non si tratta di un «fare prevenzione» generico, ma di aver costruito, organizzato e valicato scientificamente un format d’intervento, versatile e flessibile, in grado di accompagnare i giovani e ancor più i giovanissimi verso una vita adulta serena ed equilibrata. Il Sert, diretto da Anna Rita Giaccone, è impegnato da anni in azioni di formazione ed intervento sulle maggiori problematiche dei giovani che vivono in condizioni di disagio e di difficoltà. Il progetto, che sarà presentato domani, è stato realizzato con i contributi del fondo nazionale Lotta alla droga. A partire dalle ore 9 e per tutta la giornata si alterneranno sul tavolo dei relatori numerosi specialisti del settore, tra i quali anche Gregor Burkhart dello European monitoring center for drugs and drugs addiction di Lisbona. L’incontro sarà aperto dal direttore generale della Asl, Giuseppe Aloisio e verrà concluso dalla dirigente del Sert, Maria Rita Giaccone. Wa. Che.


IL GIORNALE DI VICENZA

Oltre duecento ricoveri nel reparto protetto dell’ospedale San Bortolo

«Uscire dal tunnel è possibile» Con trenta gruppi di sostegno

(an. ma.) I punti di riferimento non mancano. Basta avere il coraggio di bussare alle porte di servizi sanitari come il Sert di Vicenza e di Noventa, dell’ambulatorio protetto di Gastroenterologia e alcologia istituito nel 2000 al San Bortolo e dove sono in cura attualmente 201 pazienti.
O ancora dei tanti gruppi e associazioni che tendono una mano a chi è prigioniero dell’alcol. Una schiavitù che ha radici profonde e diffuse come testimoniano i numeri dei gruppi e delle associazioni che si occupano del fenomeno.
Sul territorio dell’Ulss vicentina si contano infatti 30 club di alcolisti in trattamento (Acat) in convenzione con l’Ulss; 12 gruppi di “Alcolisti Anonimi” (A.A.); 12 gruppi di “Famigliari Al-Anon”; 1 gruppo di “Alcolisti Anonimi” specificamente rivolto ai giovani; 11 cooperative sociali di inserimento lavorativo; 3 comunità terapeutiche con programmi specifici di cura per alcolisti. Molti dei quali stranieri.
Gli operatori del Sert fanno notare che episodi di abuso di alcolici sono sempre più frequenti anche tra gli immigrati, con conseguenze pesanti per l’inserimento sociale e lavorativo.
«In questi ultimi due anni - spiegano - il 18% dei nuovi pazienti alcolisti del Sert sono immigrati e non di rado i servizi sociali segnalano situazioni di marginalità sociale di stranieri con problemi alcolcorrelati. Da sottolineare poi che oltre il 70% della popolazione detenuta nella casa Circondariale di Vicenza è straniera e circa il 10% accede al carcere con un livello di alcolemia rilevabile. Tra questi il 20% sono decisamente alcoldipendenti». Numeri allarmanti anche sul fronte dei decessi.
Circa 40 mila all’anno sono i morti per patologie correlate all’alcol (tumori, cirrosi, suicidi, omicidi, incidenti domestici, sul lavoro, stradali), mentre ogni anno il 10% dei ricoveri ospedalieri, il 10% dei tumori, il 63% delle cirrosi epatiche, il 41% degli omicidi, il 45% degli incidenti sono attribuibili all’alcol.



PORTA DI MARE

Si arrampica sulla volante e distrugge tutto. Poi picchia anche i poliziotti

NARDO’ - La madre disperata chiama la polizia perché il figlio è fuori di testa. Ma quando arrivano i poliziotti lui si arrampica sulla volante e fa tutto a pezzi. Poi manda anche gli agenti al Pronto soccorso e non si calma nemmeno quando lo arrestano. 
Verso le ore 20 di ieri sera la volante del locale commissariato diretto dal dottor Rocco Carrozzo interveniva in via Donatori Volontari del Sangue 1, dove era stato segnalato un giovane in preda ai fumi dell’alcol.
Gli agenti appena giunti notavano alcune persone compreso il giovane Luca M., 24 anni, che discutevano animosamente tra di loro.
Dopo si è scoperto che il giovane era in stato di ebbrezza e le persone presenti erano intervenute per placarlo.
All´arrivo della polizia il giovane ha una reazione folle: si arrampica sulla vettura di servizio, colpendo ripetutamente con calci e pugni il lampeggiante che viene in parte distrutto, così come altre parti della vettura di servizio.
I poliziotti cercano di bloccarlo, ma lui si avventa contro di loro, colpendoli ripetutamente in varie parti del corpo con calci e pugni. A tal punto, per bloccare la sua azione violenta lo si ammanettava, arrestandolo per violenza resistenza oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale, nonché per danneggiamento della vettura di servizio. Gli stessi agenti venivano visitati dai sanitari e giudicati guaribili in 6 giorni.
Successivamente il giovane viene caricato a bordo di una vettura di un´altra pattuglia, proveniente dal Reparto Prevenzione Crimine - Sezione di Lecce, qui di rinforzo nell´ambito dei servizi di controllo del territorio disposti dal Questore della Provincia di Lecce Giorgio Manari ed a sirene spiegate, trasportato prima in Commissariato e poi presso il carcere di Borgo San Nicola a disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica dott.ssa Maria Cristina Rizzo.
Al commissariato di via Duca degli Abruzzi arriva anche il soccorso del 118 per curare gli agenti e sedare il giovane.


IL GAZZETTINO (Treviso)
PATENTE RITIRATA 

Guida in stato d’ebbrezza Condannato extracomunitario

Oderzo

E’ stato condannato, per guida in stato di ebbrezza, ad un’ammenda di 600 euro l’extracomunitario Arourou Mohamed, oltre alla sospensione della patente per 30 giorni. E’ la sentenza emessa dal giudice di Pace avvocato Mario Bonomo, al termine di una lunga mattinata di lavoro avvenuta lunedì scorso. Fra i casi esaminati, spicca la remissione di querela da parte di Paolo e Marcello Ferri nei confronti di Giuseppe Covre.All’epoca dei fatti, avvenuti durante una seduta del consiglio comunale del 17 giugno scorso, Giuseppe Covre, capogruppo della Lega Nord, si era espresso nel suo intervento utilizzando termini come "mafiosi" e "cultura mafiogena". Gli allora consiglieri Ferri si erano ritenuti offesi ed avevano sporto querela. Che è stata ritirata di recente e dunque il giudice di Pace ha chiuso il caso. Fra i rinvii, singolare la vicenda che vede l’abbattimento non autorizzato di una quarantina di alberi ad alto fusto, avvenuto nel giugno del 2005 in via Callunghetta a Motta di Livenza, nei pressi della storica Villa Rietti Rota.Accortosi di quant’era avvenuto in quello che era parte del bosco della villa, R.R. ha citato in giudizio G.T. di Chiarano, che aveva incaricato un escavatorista di effettuare i lavori. Se ne riparlerà il 19 luglio.


COMUNICATO STAMPA del 24 gennaio 2007

Università di Siena e Città del Vino unite nella ricerca sui fattori benefici del nettare di Bacco.

La ricerca su vino e salute Il vino è cultura, storia, tradizione; è frutto del lavoro duro dell’uomo.
Paolo Benvenuti

Con la firma del Rettore Silvano Focardi, l’Università degli Studi di Siena ha sottoscritto una convenzione con l’Associazione Nazionale Città del Vino e l’Associazione Vino&Salute, per sviluppare studi, ricerche e programmi didattici per diffondere la cultura del vino e del cibo, in particolare tra i giovani.
La convenzione coinvolge, in particolar modo, il Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Siena, in quanto da tempo sono attive al suo interno ricerche scientifiche per promuovere le conoscenze per un corretto consumo del vino.
La convenzione coinvolge l’Associazione Nazionale Città del Vino, che ad oggi associa oltre 550 Comuni italiani a forte vocazione vitivinicola, e l’Associazione Vino&Salute, presieduta dal dott. Stefano Ciatti, che dal 2005 riunisce alcuni tra i maggiori ricercatori e medici italiani, tutti uniti dal comune intento di divulgare la cultura del vino e di diffondere la ricerca applicata alle proprietà salutistiche del nettare di Bacco.

Le tre istituzioni sono interessate a sviluppare azioni comuni per valorizzare gli effetti benefici di un moderato consumo di vino e anche per superare i molti pregiudizi che ancora oggi sono legati al vino, con l’intento di favorire la prevenzione dagli abusi e di educare i giovani, divulgando, in forma facilmente comprensibile attraverso il supporto di studi scientifici, il messaggio importante che il vino - da sempre alla base della dieta mediterranea - contiene componenti che agiscono favorevolmente sulla salute e che, se consumato moderatamente, hanno effetti positivi sul nostro organismo.
L’Associazione Vino&Salute, nata da una idea dell’ex sindaco di Montalcino Massimo Ferretti, prematuramente scomparso, è oggi divenuta partner scientifico dell’Associazione Città del Vino: “Crediamo - afferma il presidente Stefano Ciatti - che ci sia bisogno di sviluppare ogni iniziativa che possa essere utile a favorire la conoscenza e la valorizzazione dei gli effetti benefici del vino. Alti studi scientifici lo dimostrano”.
“Recenti prese di posizione dal taglio decisamente proibizionista - afferma Paolo Benvenuti, direttore dell’Associazione nazionale Città del Vino - rischiano di danneggiare il mondo del vino che non è assolutamente responsabile dei fenomeni di alcolismo che, purtroppo, colpiscono alcune fasce deboli della società. Il vino di qualità non è certo al centro delle cause socio economiche che provocano l’alcolismo. Il vino è cultura, storia, tradizione; è frutto del lavoro duro dell’uomo. Oggi rappresenta, assieme all’ambiente e al cibo coniugati alla nostra storia e alla nostra cultura, una tra le principali motivazioni al viaggio in Italia. Il turismo del vino va potenziato e strutturato sempre di più, anche informando i consumatori sugli effetti benefici del vino, educandolo ad un consumo consapevole e moderato”.

Intanto Città del Vino e Associazione Vino&Salute stanno già lavorando all’annuale appuntamento di Montalcino che vede al centro dell’evento il tema del rapporto tra vino e salute; il prossimo 20 ottobre la città del Brunello ospiterà una giornata di studi interamente dedicata al rapporto tra vino, benessere e donne, con interventi di caratura internazionale sugli impieghi delle componenti chimiche del vino in ambiti quali la cosmesi, la chirurgia estetica, l’anti invecchiamento, ecc. (*) 

(*) Nota: se una università facesse una ricerca in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città del Tabacco, con l’Associazione Tabacco&Salute ed alla fine della ricerca vi dicessero che un paio di sigarette al giorno fanno bene, ci credereste? In anteprima ed in esclusiva per i lettori di questa rassegna siamo in grado di anticipare l’esito delle future ricerche scientifiche dell’Università di Siena: il vino ha un effetto positivo in ambiti quali la cosmesi, la chirurgia estetica, l’anti invecchiamento, ecc.. Soprattutto il Brunello di Montalcino.


TGCOM
Alcol a anziano solo con documento Gb,doveva provare di essere maggiorenne

L’ex sindaco di York è rimasto vittima della burocrazia britannica. Alla tenera età di 87 anni Jack Archer ha dovuto provare al personale di un supermercato di essere maggiorenne. Diversamente non avrebbe potuto acquistare una bottiglia di bevande alcoliche che, in Gran Bretagna, sono vietate ai minorenni.

Il pensionato si era recato in un supermercato della catena ’Morrisons’ nella sua città, dove voleva comprare una bottiglia di Sherry. Ma, una volta alla cassa, con suo grande stupore, si è sentito chiedere dalla commessa un documento d’identità per poter essere autorizzato all’acquisto.
Alla richiesta, il signor Archer - sbigottito e insieme lusingato per il suo aspetto giovanile - che non aveva con sé un documento, non ha esitato un attimo e ha risposto: "Ho passato gli ottanta, è sufficiente?"
La catena del supermercato ha in seguito spiegato di aver adottato la nuova politica restrittiva dopo che è stata multata per aver venduto una bottiglia di alcolici a un ragazzo di meno di 18 anni. E, da quel momento, ha imposto al proprio personale di chiedere un documento a tutti coloro che acquistano birra, vino, gin, vodka, rhum, ecc. senza, letteralmente, guardare in faccia a nessuno.
Dopo l’accaduto, l’uomo, che ha combattuto la Seconda guerra mondiale e ha ricevuto anche onoreficienze per la sua rettitudine, ha dichiarato: "Lì per lì, ho riso, ma è stato subito evidente che lei non stava scherzando. Le ho detto che ero sopra gli ottanta ma lei ha continuato a chiedere una prova. Se solo mi avesse guardato in faccia un attimo, sarebbe stato sufficiente. E’ vero che non dimostro la mia età ma, certamente, non appaio neppure così giovane da sembrare al di sotto dell’età ammessa per bere".



IL MATTINO

Se è piena si mangia molto di più

Per i ricercatori della Georgia University, le abitudini alimentari possono cambiare con i cicli: durante la luna piena l’8% di un gruppo di 694 adulti consumava più cibo e il 26% beveva meno alcolici del solito. Le cause restano però misteriose. Si pensa che la luminosità o la forza gravitazione possa in qualche modo influenzare la produzione di ormoni e melatonina.


 

REDATTORE SOCIALE
L’assunzione di bevande alcoliche coinvolge i 3/4 della popolazione veneta

IL CENTRO
petizione nei bar contro ordinanze e divieti

LA NAZIONE (Siena)
E’ POSSIBILE uscire dalla schiavitù dell’alcol, una patologia di cui sono vittima anc...
Il baby bullo: Bevo sempre, fermatemi

IL GIORNO
Un progetto per dire no a velocità e abuso di alcol Gli studenti dell’alberghiero Zappa incontrano il prefetto

IL RESTO DEL CARLINO
di BRUNO DALLARI - RUBIERA - L’USO SMODATO di alcol ...
Prima bevuta anche a 11 anni

IL MESSAGGERO
Mica è un problema mio. Io vendo la birra: se i ragazzi fumano l’hashish nel...
Ha ammesso di essere malato, anzi alcolizzato e per questo ha chiesto al Gip del tribunale dei Minor...


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Venerdì, 26 Gennaio 2007
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