Domenica 25 Ottobre 2020
area riservata
ASAPS.it su

Rassegna stampa Alcol e guida del 10 gennaio 2007

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

CORRIERE ADRIATICO
Verrà diffuso negli istituti superiori per l’educazione stradale

Kit per misurare il tasso alcolico

ASCOLI - E’ il Piceno il territorio delle Marche in cui si registra il più alto numero di sinistri automobilistici a causa dei comportamenti a rischio assunti dai conducenti. Il triste fenomeno, che secondo i dati della Prefettura interessa prevalentemente persone al volante che hanno un’età che va dai 18 ai 29 anni, è al centro di un progetto varato dall’Amministrazione Provinciale, allo scopo di ridurre i rischi di coloro che si mettono in automobile dopo aver assunto sostanze alteranti.
La prima delle iniziative previste è un seminario con il coinvolgimento dei titolari di tutte le 46 autoscuole della provincia, ai quali verrà distribuito uno speciale kit per la misurazione del tasso di alcol nel sangue da consegnare a chi conseguirà la patente di guida nel corso del 2007. Alle autoscuole verrà anche fornito un accurato dossier in cui sono stati messi in evidenza i dati circa il consumo di alcol e di droghe dei giovani automobilisti del territorio più a sud della regione, compresa l’assunzione di farmaci da parte di chi guida, le percentuali legate al sonno nell’incidenza dei sinistri, oltre alle condotte comportamentali da evitare nel caso in cui le persone si accingono ad intraprendere un viaggio in automobile.

L’iniziativa, a cui collaborano anche l’Azienda Sanitaria Locale, la Polizia Stradale, i Carabinieri e l’Unasca, è resa necessaria dall’elevato numero di incidenti automobilistici registrato in tutto il Piceno anche nell’anno che abbiamo appena lasciato. I dati forniti dalla Prefettura vedono le infrazioni al primo posto tra le motivazioni che portano alla causa di incidenti, con un notevole aumento delle sospensioni delle patenti di guida nel corso degli ultimi due anni, passate dalle circa seicento del 2003 alle 1.028 del 2004 e delle 914 del 2005. E il 2006 si è chiuso in maniera ancora piu’ drammatica, visto che i controlli effettuati nei mesi dell’anno scorso anno hanno portato a privare del documento di guida oltre 2500 conducenti, in quanto sorpresi a guidare con un eccessivo quantitativo di alcol in corpo. Per tentare di ovviare al fenomeno sono stati varati molteplici intendimenti anche da parte del Comune, che ha promosso una campagna di educazione stradale rivolta ai ragazzi delle scuole.
Nelle Elementari e nelle Medie il progetto consiste in una serie di visite nelle classi da parte del personale della Polizia Municipale, allo scopo di creare autentici momenti di informazione circa il problema.
Nelle scuole Superiori, invece, l’iniziativa è denominata ‘Attenti alla Guida’ e prevede l’ideazione e la realizzazione di uno spot televisivo e di un manifesto, commentati e corredati da slogan curati totalmente dagli studenti, allo scopo di promuovere la guida sicura in motorino e far comprendere agli esponenti delle nuove generazioni i pericoli legati alla strada.


HALPCONSUMATORI

SICUREZZA STRADALE
Campagna "Brindo con prudenza": 14% dei conducenti positivi all’etilometro

10/01/2007 Sono stati 226 su 1547 (14%) i conducenti risultati positivi al test dell’etilometro nel corso dell’iniziativa "Brindo con Prudenza", la versione invernale di "Guido con Prudenza - Zero alcool tutta vita". Si tratta di una campagna che ha l’obiettivo di diffondere tra i giovani comportamenti di guida prudenti per evitare le stragi sulle strade. L’iniziativa è stata organizzata per tre weekend dal 22 dicembre al 6 gennaio, in 10 discoteche della provincia di Brescia, di Trento e di Rimini.
Nel corso dei tre fine settimana sono state circa 100 le pattuglie della Polizia Stradale impiegate nell’iniziativa, 1.547 i conducenti controllati all’etilometro e precursore, 407 patenti ritirate, di cui 226 per guida in stato di ebbrezza alcolica. Nel corso dell’iniziativa all’ingresso dei locali che hanno aderito i ragazzi sono stati invitati a nominare il proprio Bob, cioè colui che ha scelto di non bere per riaccompagnare a casa i propri amici. Ai ragazzi controllati e risultati negativi all’etilometro sono stati regalati biglietti omaggio per accedere alle discoteche che hanno sposato l’iniziativa; presso i corner "Brindo con Prudenza", situati nelle vicinanze dei locali notturni, sono stati distribuiti alcool test per verificare in modo autonomo il proprio stato di ebbrezza e decidere quindi consapevolmente di mettersi alla guida.


IL GAZZETTINO (Rovigo)

Abusi sulle figlie, chiesta l’audizione delle bambine

(R.B) Il sostituto procuratore Manuela Fasolato ha presentato la richiesta di un incidente probatorio affinché dal giudice per le indagini preliminari siano ascoltate le due bambine di 6 e 10 anni, figlie dell’operaio quarantacinquenne di Adria accusato di violenza sessuale nei loro confronti e arrestato una settimana fa dai carabinieri su ordine di custodia cautelare emesso dal gup Carlo Negri. Una richiesta che presenterà domani anche il legale dell’uomo, l’avvocato Luigi Migliorini, che l’altro ieri ha avviato anche un ricorso al Tribunale del riesame per ottenere la scarcerazione del suo assistito.
Il pubblico ministero, in particolare, ha chiesto che le ragazzine vengano sentite alla presenza di un neuropsichiatra infantile che possa valutarne l’attendibilità e gli eventuali traumi subiti dal presunto comportamento del genitore.
La vicenda era scoppiata in seguito alle segnalazioni degli insegnanti delle bimbe che avrebbero notato atteggiamenti "strani" e sospetti. Ma quello che avrebbe "incastrato" l’uomo sarebbero anche le testimonianze di otto persone che, anche se non hanno assistito fisicamente ai presunti abusi, in varie circostanze avrebbero sentito l’uomo parlarne. In un caso particolare, mentre l’operaio si trovava in un bar, si sarebbe vantato di aver inziato al sesso le giovani figlie. Frasi udite da una donna che poi le avrebbe riferite agli insegnanti e al direttore didattico della scuola elementare delle due sorelline. Il cognato del 45enne, subito dopo l’arresto, aveva affermato che si trattava di un «colossale equivoco, legato all’uso continuo di alcol».
La procura, intanto, sta valutando anche la posizione della madre. Si sospetta, infatti, che la moglie dell’operaio fosse a conoscenza dei comportamenti pedofili del marito e che abbia taciuto perché succube di lui oppure a causa della vergogna che avrebbe cercato di evitare alla famiglia.


IL SECOLO XIX

Centauro ubriaco si schianta. È grave
Genova.

Incidente la scorsa notte nel quartiere genovese di Borgoratti. Un uomo di 34 anni ha perso il controllo della moto su cui viaggiava schiantandosi sull’asfalto. Dalle analisi condotte in ospedale, il centauro è risultato positivo al test etilometrico. È ricoverato in condizioni gravi all’ospedale San Martino di Genova. 


 

IL GAZZETTINO (Belluno)
ALANO DI PIAVE

Condannato ad un anno e quattro mesi per aver rubato due birre

(si.p.) Condannato ad un anno e quattro mesi per aver rubato due birre. Anzi, rapinato. Perché alla fine, per sottrarre le due lattine all’amico, gli sferrò addirittura un pugno. Il movimentato episodio accadde all’interno del bar della stazione a Fener di Alano di Piave nell’aprile del 2005.
Omar Es Aannar, marocchino di 28 anni, difeso da Ferdinando Coppa dello studio Morales, quel giorno, ebbe una discussione all’interno del locale con Hassan Bennanna. Non si sa il motivo per cui quelle due lattine di birra che il giovane aveva appena acquistato fossero così importanti per l’Es Aannar. Fatto sta che il 28enne si scagliò contro il connazionale minacciandolo. «O mi dai le birre o ti ammazzo» e così dicendo gli sferrò un pugno in pieno volto.
La violenza usata per appropriarsi di un bene mobile è valsa a rinviare a giudizio il marocchino per rapina. A suo carico anche altre accuse, come quella di lesioni, venuta a cadere per remissione di querela.
Ieri il processo, che si è celebrato davanti al giudice monocratico Antonella Coniglio. Il pubblico ministero Filippo De Conto ha chiesto una condanna a due anni di reclusione. La difesa ha cercato di far derubricare il reato in esercizio arbitrario delle proprie ragioni senza però ottenere soddisfazione in tal senso.
Alla fine la condanna, per quanto possa apparire esagerata in rapporto al fatto e al valore del "bottino", secondo lo stesso difensore è stata equa. Il giudice, pur pronunciando sentenza per rapina, ha riconosciuto le attenuanti generiche in relazione alla tenuità del fatto e comminando una pena sotto al minimo edittale di tre anni stabilito per questo tipo di reato.
In aula sono sfilati come testimoni i carabinieri che intervennero in quell’occasione e la gestrice del bar della stazione, Cinzia Canal.


LA REPUBBLICA
Sempre più diffusi i cibi "ammessi" dal testo sacro islamico: +15% in un anno Da precetto religioso è già un business con un giro d’affari da 15 miliardi di euro

L’Europa a tavola con il Corano

E’ boom della cucina "halal"

di ALBERTO D’ARGENIO
BRUXELLES - "La produzione alimentare di oggi rende difficile capire cosa finisce nei cibi che consumiamo. Certo, l’etichettatura aiuta, ma non tutto è comprensibile: sappiamo che non dobbiamo mangiare maiale, alcol o gelatina, ma come la mettiamo con l’ergocalciferolo o con il glyceryl stearate?". Benvenuti nell’universo della cucina halal: siti internet, fast food e negozi specializzati nella vendita di alimenti permessi dalla legge islamica.
Un dettame religioso che in Europa si è ormai trasformato in un vero e proprio brand di enorme successo. Halal a tavola, ovvero, tradotto dall’arabo, ciò che è "lecito" mangiare secondo il Corano. E per i musulmani europei a volte è difficile evitare ingredienti haram, "impuri", come grassi animali e prodotti derivati dal maiale: biscotti, caramelle, yogurt e succhi di frutta i classici alimenti a trabocchetto. E i rischi non si corrono solo a pranzo, ma anche in farmacia o dall’estetista.
Ecco perché i prodotti halal vanno a ruba, con cifre da far impallidire qualsiasi altro settore commerciale: nel 2003 il mercato europeo dei prodotti "leciti" ha fatturato circa 15 miliardi di euro. Commentano i sociologi belgi: "È uno dei settori più promettenti a livello planetario", anche perché dal 1998 vanta un incremento annuo del 15%. La Francia è la piazza più fiorente per la vendita di cibo, medicine e cosmetici halal, ma Gran Bretagna, Belgio e Germania non hanno nulla da invidiarle. E così fioriscono mercatini e negozi, supermercati e macellerie specializzate, fast food e siti internet dove ordinare carni e salumi prodotti nell’est europeo "con tecnologia e ricetta italiana" ma rigorosamente halal. E a livello globale si parla di guadagni costantemente in crescita che ormai sfiorano i 150 miliardi di dollari l’anno.
"Come Dio vuole, io mangio halal ogni volta che posso", spiega una giovane studentessa universitaria belga di origine magrebina. "È più sano e più facile da digerire", le fa eco un uomo di mezza età convertito all’Islam da una decina d’anni. E così quello che ormai è stato ribattezzato "halam business" cresce. Si moltiplicano guide online in cui trovare un buon ristorante a norma di Corano in qualsiasi Paese del mondo, o in cui studiare i marchi di garanzia più affidabili. Si adeguano le catene di ristorazione e le grandi case alimentari, creando linee di prodotti halal con tanto di marketing specifico. Una tendenza inarrestabile perché ad aumentare non sono solo i clienti, ma anche i cibi richiesti.
In Francia, ad esempio, i giovani islamici tendono a seguire le mode culinarie dei coetanei non musulmani, ma spesso sono messi fuori gioco dagli alimenti impuri contenuti nei piatti più gettonati: e così nel 2005 sono nate pizza e lasagne halal. In Belgio le scuole e gli ospedali dei quartieri a maggiore densità di immigrati musulmani servono piatti privi di ingredienti haram.
Ma naturalmente ci sono anche i problemi. Il primo, e più sentito dai consumatori, è quello della certificazione, sanitaria e religiosa. Non in tutti i paesi europei c’è un sistema di etichettatura affidabile sull’autenticità del cibo halal. Come in Belgio, dove secondo un’indagine dell’Università di Gand sono gli stessi consumatori musulmani a chiedere regole chiare: un intervistato su quattro si preoccupa per l’assenza d’informazione e di controllo, mentre uno su tre per la mancanza di igiene. Ammette un grossista di Bruxelles: "Senza una definizione unica del certificato halal lasciamo spazio a ogni genere di abuso". Ma intanto l’halal economy ha ormai creato un inarrestabile brand di successo.


ASAPS

Cile, governo per la sicurezza stradale

Annunciata un’iniziativa choc per limitare l’uso di bevande alcoliche: immagini di incidenti sulle etichette Tutti i dati della sinistrosità del paese americano

SANTIAGO DEL CILE – Proposta choc, niente da dire, ma non del tutto inedita: cercare di colpire il consumatore proponendogli l’effetto della sua condotta. La più terribile che ci è capitato di vedere è sul pacchetto delle sigarette maggiormente vendute nel mondo – paradossalmente simbolo della sportività in campo motoristico – nello stato di Singapore, dove sulla parte frontale della confezione c’è l’immagine di un neonato intubato nell’incubatrice rianimatoria. Contro l’alcol, con questa strategia, potrebbe scendere in campo il governo del Cile, se la proposta del senatore Alejandro Navarro passerà in parlamento. Sulle etichette delle bottiglie di alcolici – dai più prestigiosi marchi fino a quelli che più commerciali – potrebbero infatti finire immagini di terribili incidenti stradali. Una campagna definita dai quotidiani cileni “aggressiva e forte”, del resto già operativa sul campo del tabacco. ”lo scopo – ha detto Navarro alla stampa – è quello di far sapere che in questo paese abbiamo più morti sulla strada che per altri tipi di delitti (come nel resto del mondo, ndr) ed oggi la sinistrosità stradale è la maggior causa di decessi tra i giovani”. Per non colpire eccessivamente gli animi più sensibili, saranno utilizzate solo le immagini dei veicoli dilaniati, lasciando i corpi delle vittime fuori dalla campagna. “Non possiamo accettare – ha aggiunto il senatore – che un morto su quattro sulle strade sia un giovane tra i 15 ed i 25 anni. Le nostre statistiche dicono che nessuno si salva dal connubio alcol e volante: conducenti, passeggeri e pedoni”. Nel corso del 2006, in Cile, 1.628 persone hanno perso la vita in incidenti stradali: le vittime di omicidi volontari sono state 1.081. In un paese che conta poco più di 16 milioni di abitanti, che ha sempre considerato la delinquenza la priorità nazionale, è una cifra niente male: per questo motivo è allo studio una riforma complessiva del codice della strada, che comprende l’obbligo di cinture di sicurezza sui bus extraurbani, l’uso di seggiolini per bambini anche sui trasporti pubblici ed il divieto di fumo durante la guida (!). Le ultime indagini stilate dal governo hanno dimostrato che il 40% dei sinistri mortali è stato caratterizzato dall’uso di sostanze alcoliche , accertando anche che l’intera sinistrosità costa all’erario qualcosa come 565 milioni di dollari. La percentuale di investimenti mortali ha toccato nel 2006 il 44% degli incidenti complessivi, superando del 21% la media degli Stati Uniti, del 15% quella giapponese e del 36% quella dell’Unione Europea. Sempre grazie ai dati dell’anno appena concluso, si è accertato che in Cile 16.391 bambini sotto i 12 anni hanno riportato lesioni gravi, mentre in 300 non ce l’hanno fatta. Insomma, un paese alle prese con una violenza stradale da far paura. 


 

IL SECOLO XIX
Storia di Bruno, il clochard che ha gettato via la bottiglia

CORRIERE DELL E ALPI
beviamo alcol e la violenza non ci spaventa
rapina per due birre, sconterà 16 mesi

IL RESTO DEL CARLINO
’Alcol, un divieto inutile’

IL TIRRENO
i toscani vanno forte e i giovani bevono troppo - francesco nocentini
sembrava morto ma era solo ebbro
guidava alticcio, reagisce ai carabinieri: denunciato operaio
due ubriachi alla guida fermati nella notte

LA NUOVA VENEZIA
ritirate lo stop agli alcolici - felice paduano

IL GIORNO
Fumo, alcol, troppo sole e stati di tensione alla sbarra
Ecco Alcover : è un farmaco ma i giovani lo usano per sballare Nuovo allarme: dosi sequestrate a uno spacciatore

 
IL MESSAGGERO VENETO
e d’alema scherza sul vino

CORRIERE VENETO
« Alcol e sesso di notte a Palazzo Barbieri Scempio in sala Gozzi »

LA NAZIONE
Era ubriaco quando i carabinieri l’hanno fermato alla guida della sua auto. Il marocchino, M.K,...


© asaps.it
Giovedì, 11 Gennaio 2007
stampa
Condividi


Area Riservata


Attenzione!
Stai per cancellarti dalla newsletter. Vuoi proseguire?

Iscriviti alla Newsletter
SOCIAL NETWORK