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Rassegna stampa Alcol e guida del 17 dicembre 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

 IL GAZZETTINO

Il voto bipartisan e unanime che ha accompagnato il progetto di legge "proibizionista" è difeso dai politici regionali che non arretrano di fronte alle polemiche: «È un nostro dovere morale» 

Destra e Sinistra unite: «Le lobby non ci fermeranno» 

Variati (Margherita): «Ci si può divertire anche senza abusi». Cortelazzo (An): «Se di notte uno ha bisogno di bere, ha dei problemi e va fermato»

Nessun cedimento, nessun ripensamento: centrodestra e centrosinistra non sono mai stati così vicini, uniti e compatti nel difendere il progetto di legge votato all’unanimità dalla Terza commissione del Consiglio regionale veneto. Consapevoli che le polemiche non si fermeranno qui, che si metteranno in moto lobby e pressioni di vario tipo per far cambiare idea ai sessanta consiglieri regionali che dovranno votare il progetto. Ma i dieci consiglieri della commissione su due punti non intendono mollare di un centimetro: orari di apertura e chiusura delle discoteche e limite oltre il quale non si potranno più vendere alcolici. Achille Variati, vicepresidente del Consiglio regionale e autorevole esponente della Margherita, non ha dubbi: «Non è una decisione presa sull’onda dell’emotività, ma su basi tecniche e scientifiche. Abbiamo interpellato tecnici sull’alcolismo, sugli effetti nell’attenzione di guida, su come incidono negli incidenti stradali. E la ricetta è stata unanime: incidere sugli orari».

Gli esercenti però avanzano un’obiezione su tutte: così si scaricano su di loro le responsabilità per una crisi di valori che porta i giovani a ricercare lo "sballo" da sabato sera. «Ma il Consiglio regionale - replica Variati - deve cercare di operare per il bene comune, non per questa o quella categoria. Ma abbiamo ben presente che si deve intervenire anche sul fronte della formazione e della consapevolezza culturale; per questo nel bilancio regionale vogliamo far inserire uno specifico capitolo contro gli abusi dell’alcol. Sarà un programma complesso che coinvolgerà le scuole e varie istituzioni». I ragazzi in cerca di alcolici però potrebbero "migrare" nelle regioni vicine: «Abbiamo pensato anche a questo, infatti impegneremo la giunta regionale ad attivare un tavolo di lavoro con le giunte delle Regioni vicine perché queste indicazioni diventino interregionali. Come responsabili della cosa pubblica non possiamo limitarci a guardare i morti sulle strade e una progressiva degenerazione dei messaggi indirizzati alla gioventù. Non pensiamo di essere dei moralizzatori, ma la legge ci consente di agire con questi strumenti e noi lo facciamo: è indice di responsabilità del legislatore regionale dare precisi segnali».

Variati però non si fa illusioni, sa che la strada per arrivare all’approvazione definitiva del progetto di legge sarà lunga e piena di ostacoli: «In aula ci sono 60 consiglieri, alcune lobby si metteranno in moto e ci aspettiamo un dibattito non semplice. Ma per quanto mi riguarda sono molto deciso: ci si può divertire anche senza abusare dell’alcol. Tra l’altro abbiamo visto che tutta una serie di iniziative intermedie del tipo "premiamo chi guida senza bere", cose peraltro sagge e avallate anche da gestori responsabili, non hanno portato a grandi risultati. È vero che "fatta la legge, trovato l’inganno": ma un’azione come quella che proponiamo, e che potrebbe magari avere anche un carattere sperimentale, avrà sicuramente qualche risultato in più. Come per il divieto di fumo: certo, molti continuano a fumare, ma si sono comunque attivati meccanismi virtuosi». (*)

Nè bastano le parole del ministro Paolo De Castro a far cambiare idea al suo collega di schieramento: «È verissimo che un buon bicchiere di vino fa parte dei piaceri della vita - dice Variati -. Ma qui stiamo parlando di un’altra cosa: di un abuso durante le ore notturne da parte di giovani che si spostano per centinaia di chilometri assonnati e instupiditi. De Castro sa bene quanto l’alcol per gli adolescenti sia dannoso».

Dal centrosinistra al centrodestra, la linea del rigore non cede di un passo: il capogruppo di An Piergiorgio Cortelazzo ha firmato il progetto di legge insieme a Variati e ad altri otto consiglieri di Forza Italia, Progetto Nordest, Ds, Lega. E ci tiene a sottolinearlo: «Non c’è una primogenitura in questa iniziativa, è nata in seguito a un’intenzione unitaria e come tale vogliamo che prosegua nell’iter in Consiglio».

Il ragionamento di base è semplice: «Più allarghi la maglia dell’apertura dei locali, più i ragazzi usciranno tardi, più si riempiranno di alcolici perché il fine della serata non sarà il divertimento, ma lo stordimento. Trent’anni fa mica si andava in discoteca a mezzanotte: perché adesso sì? E non eravamo certo ragazzi imbolsiti o che non sapevano scatenarsi nel divertimento. Non abbiamo l’ambizione di risolvere il problema sociale di alcuni valori che sono venuti a mancare: ma ci proviamo. E ovvio che ci dovranno essere altri provvedimenti che accompagneranno questi divieti trattando l’aspetto sociale del problema». Anche Cortelazzo si aspetta una battaglia in aula nonostante l’unanimità del voto in commissione: «Ci sono 50 consiglieri da convincere, e ci saranno sicuramente pressioni di tutti i tipi da parte di lobby commerciali o di altri. Ma mi auguro che la compattezza della commissione si trasferisca in Consiglio per tentare di respingere forze estranee; in caso contrario, anticipo fin da ora che io non sono disposto a transigere, non accetterò mediazioni sugli orari di apertura e sui limiti orari di vendita di alcolici. Altrimenti voterò contro o, addirittura, farò filibusteringnei confronti di una legge stravolta. Non accetto il gioco degli esercenti per il quale ognuno deve pensare al proprio orticello. Se all’1 di notte un ragazzo ha l’assoluta necessità di bere, forse ha qualche problema: perché se uno ha sete, beve acqua. Bere alcol all’1 di notte significa ricercare lo "sballo", e noi abbiamo il dovere morale di impedirlo perché rischia di far male a sè e agli altri. Non è una questione di libertà che viene meno: se uno ha necessità di fare 30 chilometri in auto all’1 di notte per cercare un po’ d’alcol, vuol dire che è alcolizzato. E va fermato».

 

(*) Nota: aspettiamo a rallegrarci quando la proposta della Terza commissione del Consiglio regionale veneto diventerà legge. In ogni caso è un buon segnale che una proposta sia stata portata avanti all’unanimità, e che il tutto sia avvenuto in una regione in cui le lobby alcoliche influenzano le scelte pubbliche.


 

 

IL GAZZETTINO

Scoppia la polemica sul Progetto di legge regionale che impedirà la vendita di vino e birra dopo l’1 di notte e cambierà gli orari dei locali pubblici 

«Veneto incosciente, no ai divieti sull’alcol» 

Il ministro De Castro: «Eccesso di entusiasmo salutista». E gli esercenti si ribellano: «Paghiamo noi per la crisi morale dei giovani»

Ogni rivoluzione porta con sè una reazione. Così anche la storica decisione della Terza commissione regionale del Veneto di vietare la vendita di alcolici dopo l’una di notte ha immediatamente provocato un’alzata di scudi. Su tutti, il ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Paolo De Castro che ieri era proprio in Veneto, a Susegana: «Spero che la Regione Veneto non sia così incosciente da proporre cose del genere». Un giudizio netto, che evidentemente prescinde dal fatto che il progetto di legge sia stato approvato all’unanimità da politici di centrodestra e centrosinistra. «Il divieto di vendita di alcolici dall’una alle 6 - spiega De Castro - è una di quelle iniziative che possono essere stimolate da un eccesso di entusiasmi salutistici, ma bisogna stare attenti perché vino significa anche qualità della vita e, nelle dovute dosi, un contributo ad una vita sana. Quindi penso e spero che anche la Regione non modifichi l’impianto che noi stiamo cercando di portare avanti».

Prima ancora dei politici, ovviamente, sono stati gli esercenti ad alzare le barricate. Anche perché passato il primo momento di sorpresa di fronte al progetto di legge regionale, hanno cominciato a studiarlo nei dettagli e si sono accorti di un’altra novità: il divieto di vendita di alcolici dopo l’1 di notte riguarda non solo i pubblici esercizi, ma anche gli alberghi. Niente più bicchiere della staffa per i turisti prima di andare a dormire, quindi. «Forse perché pensano che gli ascensori possano essere pericolosi», ironizza Ernesto Pancin, direttore dell’Associazione pubblici esercenti di Venezia. (*) Le bottigliette di whisky nei frigobar delle camere comunque resteranno a disposizione: nessuno farà irruzione all’una di notte. Ma gli esercenti però hanno poca voglia di scherzare: «Sarà anche vero - spiega Pancin - che la Terza commissione ha ascoltato commercianti, vigili, medici e esperti: ma non sullo stesso argomento. A noi nessuno ha mai posto la questione degli orari e della vendita di alcolici. Se lo avessero fatto, avremmo fornito informazioni utili ad affrontare il problema; parlando con chi sta dietro il banco avrebbero avuto informazioni sui giovani e sulle famiglie che neanche immaginano».

È questo il punto, sostengono gli esercenti: facendo scattare il "proibizionismo" all’1 di notte si andrebbe a colpire chi in realtà fa qualcosa per tutelare la salute pubblica. «I commercianti ad esempio non possono dar da bere a persone ubriache, e molti locali autonomamente stanno anticipando l’orario di "decompressione", quello in cui si abbassano i decibel della musica e si interrompe la somministrazione di bevande alcoliche. Ma questo proibizionismo non porta a nulla».

Il problema secondo i commercianti non sta nei locali, ma nelle abitudini dei giovani. «La questione degli orari è anacronistica - accusa il direttore della Confcommercio provinciale di Venezia, Danilo De Nardi -; anche i programmi Rai una volta finivano alle 23, e adesso ce ne sono alcuni come "Ballando con le stelle" che finiscono all’1. Sono cambiate le usanze, non è possibile tornare indietro. Si deve ragionare invece su una moralizzazione nella famiglia, nella scuola. Anticipando la chiusura si rischia solo di anticipare l’ora degli scontri. E si fa in modo che i giovani vadano da un posto all’altro dieci chilometri oltre i confini regionali: in mezz’ora si arriva in Friuli o in Emilia, e si rischia di peggiorare la situazione. E anche qualora Friuli, Emilia o Trentino si adeguassero, i ragazzi andrebbero a Portorose o in Austria».

Quali potrebbero essere, allora, le alternative? «Più controlli fuori dai locali. E in ogni caso bisogna cominciare a diffondere una sana cultura in modo da spiegare ai giovani che lo sballo è brutto, i valori della vita sono altri. Lo stordimento è solo ridicolo. Purtroppo c’è una crisi della famiglia e la si vuole scaricare sugli esercenti».

I gestori di discoteche e di pub rivendicano il loro ruolo di "vigilanti", e avvertono che i danni potrebbero essere maggiori dei benefici: «Si creerà questo meccanismo: i ragazzi ceneranno entro le 11, poi caricheranno l’auto di cassette di alcolici e se li andranno a bere in giro. Perché comunque in giro qualcosa si trova: feste private, centri sociali che sfuggono alle regole». E poi - sostengono i gestori - chi ha il vizio vero non si ferma certo per questi limiti. I veri bersagli non verrebbero toccati: si creerebbe solo un abusivismo più diffuso. Ma i gestori sarebbero disposti anche ad assumere un ruolo ancora più attivo nel controllo a fini preventivi? «Assolutamente sì - assicura Pancin -; non avete idea di quanti sono gli esercenti che chiamano i genitori per avvertirli degli eccessi del loro figlio».

 

(*) Nota: è un’ironia fuori posto. Qualche giorno fa un turista inglese ubriaco è morto cadendo dal quarto piano di un albergo romano.


 

IL GAZZETTINO (Treviso)

LA PROTESTA CONTRO LA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE 

«No al proibizionismo». In discoteca scatta la contestazione

E’ un deciso "no al proibizionismo" la prima reazione dei gestori dei locali trevigiani e degli organizzatori di eventi della nostra provincia alla proposta di legge regionale che vieterebbe la vendita di qualsiasi tipo di alcolici dopo l’una di notte. L’abuso di alcol non può essere eliminato con restrizioni di orario, ma piuttosto con campagne di sensibilizzazione che sviluppino nei giovani un po’ di senso civico, maggiori controlli sulle strade e un adeguato servizio di trasporto notturno. "Non credo che la soluzione sia proibire, - dice Gianluigi Potenza, direttore di produzione dello Zion rock club di Conegliano, - si anticiperebbe soltanto l’orario di consumo degli alcolici". "Non sono per nulla convinto che i giovani si ubriachino nei locali, - conferma Gabriele Vian del New Age di Roncade, - è difficile facciano più di una consumazione, piuttosto hanno delle bottiglie in auto". (*) Con iniziative come questa "scatta un pericoloso gusto del proibito che aumenta l’abusivismo - commenta Fabio Crivelli del Santi Angeli Music House di Giavera del Montello, - come si fa a controllare tutti i locali della Provincia quando le forze dell’ordine non sono sufficienti?". Sono per la libertà individuale anche gli organizzatori di eventi, "credo nelle scelte che ogni persona fa consapevolmente, - dice Enrico Vesco del Sonny Boy Management, - e per ridurre gli incidenti causati da abuso di alcol dovrebbero essere sviluppati i trasporti pubblici". Affidarsi ad un servizio di trasporto che assicuri un tranquillo ritorno a casa è l’opinione anche di Paolo Casteller del Good Devil pub di Varago di Maserada: "bisogna fornire dei servizi alternativi per tornare a casa, come autobus e taxi ad un prezzo accettabile. E va insegnato ai giovani un principio molto semplice, chi beve non guida, applicando delle pene severe". Di sensibilizzazione parla Andrea Maroelli di Officine per lo Spettacolo di San Vendemiano, "affrontare il problema in questo modo credo sia cercare di risolverlo solo a metà. Forse da un lato limiterà il consumo di alcool ma dall’altro non va alla radice del problema. Ci sono poche iniziative che mirano ad educare al senso del limite e al bere consapevole". I titolari delle discoteche trevigiane, colpiti da un’ulteriore restrizione di orario, apertura entro le 22 e chiusura non oltre le 3, sono sulla stessa linea. "Si incentiva l’abusivismo, che è già un problema molto grave per i locali. Il problema è che ci vorrebbero più controlli sulle strade, o meglio una presenza maggiore di pattuglie per assicurare l’ordine e aiutare i gestori. Prevenire è la soluzione, non proibire, - commenta Giannino Venerandi, titolare dell’Odissea di Spresiano. "Non è tanto l’orario di apertura a farci paura, - dice Marco Pegorer dell’Havana di Treviso, - noi apriamo già alle 22. Il punto è che ci sono molti disco pub che forniscono musica fino alle 2 di notte e sono ad ingresso gratuito. Se ci fanno chiudere alle 3 allora è giusto che in questi locali la musica si spenga a mezzanotte". Nelle discoteche ormai non si entra prima di mezzanotte - l’una, "è un dato di fatto, bisognerebbe cambiare sistema, ma ad oggi nessuno va a ballare presto, soprattutto il venerdì sera", sottolinea Emilio Semenzin per il Naomi di Villorba.

 

(*) Nota: se i giovani bevono soprattutto fuori dei bar non si spiega la preoccupazione degli esercenti di fronte all’ipotesi di una limitazione delle vendite.


 

IL GAZZETTINO (Padova)

La proposta di legge veneta che vieta la vendita di alcol dall’una alle 6 bocciata dagli esercenti 

«Il proibizionismo non serve» 

Alajmo: «Così si rafforza solo il pendolarismo notturno verso le altre regioni»

Il progetto di legge regionale contro l’abuso di alcol non piace alla categoria dei pubblici esercizi. Il testo dell’art. 6 del disegno di legge n. 117 prevede, infatti, il divieto di vendere e fare consumare bevande alcoliche e superalcoliche dall’una alle sei del mattino. Norma che riguarderà: bar, pub, locali serali e notturni, discoteche, ristoranti, pizzerie e trattorie. Il primo gennaio di ogni anno, poi, il divieto si applicherà dalle 2 alle 6 del mattino.«Tali limitazioni alla vendita e alla somministrazione di alcolici e superalcolici - sbotta Erminio Alajmo, presidente regionale della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) - Confcommercio, associazione che nel Veneto rappresenta circa 20 mila imprese e oltre 120 mila addetti - hanno immediatamente sollevato un coro unanime di proteste e la necessità di far capire al legislatore che un divieto simile produrrà come unico effetto quello di penalizzare enormemente la categoria dei pubblici esercizi della nostra regione. E’ evidente che chi vorrà bere, dopo l’una di notte, lo potrà fare comunque e ovunque, tranne che in un bar, ristorante od altro pubblico locale del Veneto. E allora? E’ questa la soluzione pensata nella nostra Regione per porre rimedio a problemi complessi, di ordine prettamente culturale e sociale, che interessano fortemente i giovani, come quello della guida in stato di ubriachezza, o dell’abuso di alcol? Se così fosse vorrebbe dire che questi gravi problemi sociali dipendono da chi vende gli alcolici e non da chi, invece, ne fa un uso sconsiderato e dannoso per la propria salute e per quella degli altri. Ma tutti sappiamo che non è proibendo che si evita il rischio. Semmai, viste le esperienze del passato, il divieto induce all’effetto contrario, rendendo inefficaci le imposizioni calate dall’alto». «Altro aspetto da non trascurare - sottolinea Alajmo - riguarda i danni sulla competitività del Veneto in ambito turistico con l’aggravarsi del pendolarismo notturno verso regioni vicine per trovare un maggiore divertimento enogastronomico. Per queste ragioni - conclude il presidente regionale della Fipe - abbiamo innanzitutto invitato le massime autorità regionali ad una attenta riflessione sul provvedimento e sulle sue conseguenze per il nostro settore e per l’economia del Veneto». Un commento, sul progetto di legge regionale anti alcol, arriva anche dalla Confesercenti di Padova. «Una delle cause del bere troppo - afferma il portavoce Mauro Cinefra - potrebbero essere i bar aperti fino a tardi, ma ovviamente non solo. Una persona se vuole ubriacarsi si può comprare l’alcol in altri luoghi. Credo che ci voglia un certo equilibrio e penso che penalizzare troppo i pubblici esercizi non sia giusto». Disegno di legge che, chiaramente, non è visto di buon occhio dai baristi. Per loro risponde il presidente del comitato "Bar per il centro", Federico Contin. «Ancora una volta la Regione - sostiene Contin - va a colpire un settore già fortemente in crisi. Il problema non è di chi vende da bere, ma piuttosto di chi consuma l’alcol. Piuttosto ci vorrebbe una legge che vieti la vendita di alcol ai minori di 18 anni. Per quanto riguarda i locali del centro storico - termina con una battuta - magari potessero chiudere all’una, visto che adesso sono costretti a sbaraccare alle 24».

I servizi sociali e sanitari in campo per promuovere la qualità della vita


 

QUOTIDIANO

SAN BENEDETTO DEL TRONTO

Successo per il "Pomeriggio Caldo". Sempre più vicini agli adolescenti e ai giovani attraverso l’informazione, la consulenza, l’orientamento verso scelte di vita sane e consapevoli.

Grande successo ha riscosso Un POMERIGGIO CALDO…ASPETTANDO LA NOTTE BOLLENTE “Tutto quello che avreste voluto sapere su…..sessualità, amore, droghe, alcol e fumo…ora puoi chiederlo!” organizzato dall’Assessorato alle Politiche Solidali del Comune di San Benedetto del Tronto, in collaborazione con l’Ambito Territoriale Sociale 21 e l’Asur Marche-Zona Territoriale 12.

Nella centrale Piazza Giorgini, 8 postazioni con altrettanti servizi del territorio (Unità di strada, Servizio Risposte Alcologiche, Centro giovani, Informagiovani, Easy Contact, Consultorio Giovani, Ser.T., Rete dei CAG) hanno accolto centinaia di giovani per offrire loro materiale informativo e gadgets con slogan preventivi su tematiche di interesse per la salute dei giovani.

L’evento, che si è svolto ieri con il patrocinio della Regione Marche e della Provincia di Ascoli Piceno, ha offerto vari servizi, sia diretti che “a distanza” in moda da poter raggiungere il numero più alto di giovani.

Infatti oltre al Meeting Point allestito presso la Rotonda di San Benedetto del Tronto con Stand Informativi e performances di skaters e break-dance, è stato allestito un servizio “virtuale” e a distanza con attivazione di una linea telefonica voce (Phone4U), di una linea SMS (Onehour4U) e di una CHAT line (Chat4U) con risposta su quesiti riguardanti amore, sessualità, fumo, alcol, droghe.

Molto apprezzato anche l’Happy Hour dedicato alla salute…con thè e cioccolato caldo, analcolici a basso prezzo (come concordato con Confesercenti e Confcommercio), acqua ed un piatto di pennette gratuite, grazie alla collaborazione con il locale Istituto Alberghiero e con il Conad.

L’iniziativa ha offerto l’opportunità di far conoscere le attività del Consultorio Giovani e del Consultorio Familiare che si trovano in Via Manzoni, 38 e che, per l’occasione, sono stati aperti dalle 17 alle 20,00)con all’interno un percorso informativo (proiezione video, cartelloni illustrati, materiali informativo vario, esperti a disposizione).

Per finire, l’attività di informazione e consulenza si è spostata nei locali del divertimento (Sugo, Morrison e Florentia) dalle 22 in poi con postazioni mobili per la distribuzione di gadgets, materiali informativi e offerta di dispositivi interattivi (es. etilometro, test dei riflessi….).

“Un ringraziamento particolare – sottolinea l’assessore Loredana Emili – va a tutte le organizzazioni pubbliche e private, che hanno contribuito alla riuscita dell’evento che anticipa la prossima Notte Bollente prevista per il Maggio 2007 e che, con l’aiuto della temperatura più calda, permetterà il prolungamento delle iniziative fino a tarda sera”.


 

IL TEMPO

FIUGGI

Pomeriggio di grande intensità ieri in occasione della presentazione del nuovo libro di Siro D’Amico «Lassà n’impronta». La manifestazione si è svolta nella sala Carlo Cerruti del Villaggio dell’Anca, grazie al contributo e all’impegno del Dott. Vito Grazioli, presidente dell’associazione che, da anni, combatte la dipendenza dall’alcol. La prima parte dell’evento è stata dedicata alla sensibilizzazione per la lotta contro questa forma di dipendenza, tema particolarmente delicato in una città dove tale fenomeno risulta essere molto esteso. Il presidente Grazioli, pertanto, ha aperto la serata proiettando un toccante video di Gian, ex alcolista da poco scomparso, che era impegnato al fianco dell’associazione stessa. Emozionante, ancora, la testimonianza diretta di una donna, in cura presso la nuova struttura dell’Anca, che a febbraio terminerà il suo primo anno di terapia e pianterà, come consuetudine, il suo albero come segno di crescita della propria persona. Dopo questo primo momento, si è passati alla presentazione vera e propria dell’ultima opera in versi del celebre Siro D’Amico. Una raccolta di poesie dialettali che racconta, con l’ironia e la durezza del linguaggio fiuggino, la memoria e le tradizioni della comunità anticolana. Sentiti ringraziamenti per il solito impegno dell’autore sono arrivati da Giorgio Nerone, critico cinematografico e letterario, che ha curato la prefazione del libro intitolata «Le chiavi del paese». La serata, poi, si è conclusa i con il solito entusiasmo e la brillantezza di un Siro D’amico in serata di grazia. Il momento più divertente per il folto pubblico accorso è stato certamente il duetto tra l’autore ed il sindaco Bonanni, presente in platea. Giocando sulla «parsimonia» del primo cittadino, D’Amico ha voluto leggere la poesia a lui dedicata "La statua", suscitando il coinvolgimento dei presenti. Altrettanto divertenti le strofe, rigorosamente in stretto fiuggino, interpretate da una rappresentanza della compagnia teatrale dialettale della città che hanno chiuso la serata regalando allegria a tutti gli intervenuti.


 

IL GAZZETTINO (Pordenone)

Mentre diminuisce il numero dei furti nel 2006 aumentano le truffe ai danni di anziani 
Incidenti, il pericolo alcol 

Allarme dei Carabineri: sempre più le donne ubriache al volante

Pordenone

Diminuiscono in provincia di Pordenone, nel corso del 2006, i furti e le rapine, ma cresce il numero di truffe, soprattutto informatiche: il bilancio è stato stilato ieri dal comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Fabio Antonazzo, nel corso del tradizionale incontro prenatalizio con la stampa. «I furti sono scesi di circa il 9per cento - ha precisato Antonazzo - diminuendo nel totale di oltre 300 unità. Anche le rapine sono scese di dieci unità, ma va sottolineato che quelle di tipo classico, ai danni di banche e poste, sono pochissime rispetto al passato, mentre sono aumentate quelle improprie e con strappo».

Antonazzo ha inoltre fatto rilevare l’aumento del controllo del territorio da parte dell’Arma: le persone identificate nel corso del 2006 sono state in totale circa 62mila, rispetto alle 51mila dell’anno scorso, e sono stati fermati e controllati 55mila veicoli, 11mila in più del 2005. «Anche grazie a questa attività - ha precisato il comandante - ci sono state più denunce e più arresti e il livello di sicurezza percepito dalla cittadinanza appare abbastanza buono». Altro dato allarmante è quello relativo al consumo di alcolici: sempre più spesso gli incidenti stradali sono causati dal loro abuso, che vede vittime molti giovanissimi, soprattutto ragazze.


 

IL SECOLO XIX

Morta dopo i maltrattamenti

La figlia in ospedale psichiatrico

LA MISURA PREVENTIVA del ricovero coatto in un ospedale psichiatrico è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari ed eseguita ieri mattina dai carabinieri nei confronti della donna di 50 anni accusata di aver maltrattato, al punto da causarne la morte, l’anziana madre in un appartamento di Cogoleto. Il trasferimento nella struttura sanitaria, di Castiglione delle Stiviere a Mantova, chiesto e ottenuto dal sostituto procuratore Sabrina Monteverde, è stato reso necessario dalla pericolosità sociale della donna e in particolare dai rischi corsi dalla figlia, di dodici anni, in caso di convivenza con la madre. La piccola è stata affidata al padre. La donna, che da tempo soffre di alcolismo, è seguita dall’avvocato Simona Correa che ha già preannunciato il ricorso al tribunale del Riesame contro la misura provvisoria di sicurezza.

Il sostituto procuratore ha altresì richiesto al gip l’audizione, in incidente probatorio, della figlia dell’indagata: una anticipazione del processo, in presenza di uno psicologo, che di solito viene disposta per evitare alla vittima di abusi e maltrattamenti il dramma di un procedimento giudiziario lungo e drammatico. Rispetto a questa possibilità, l’avvocato Simona Correa si è opposto. La decisione del gip sulla questione è attesa nelle prossime ore.

Le indagini dei carabinieri proseguono nella ricostruzione dei fatti che hanno portato, la sera del 2 dicembre, alla morte in casa dell’ottantasettenne, milanese residente a Cogoleto dalla scorsa estate. In un primo momento l’imputazione formulata dagli inquirenti era stata di omicidio volontario, subito dopo derubricata in maltrattamenti aggravati dalla morte, nel caso dell’anziana madre, e dalla minore età, nel caso della figlia.


 

IL SECOLO XIX

Picchia brutalmente la moglie

Arrestato dai carabinieri movimentato episodio a CORNEO

Taggia. Per sfuggire al marito, in preda ad un accesso di ira dovuto probabilmente all’abuso di alcol, si è calata da una finestra, riuscendo poi a chiamare i carabinieri. L’uomo è stato arrestato. Deve rispondere di vari reati, tra i quali aggressione a pubblico ufficiale.

In manette, ieri mattina, è finito Valerio Granchelli, 40 anni, di Taggia.

Intorno alle 7.30, Granchelli è arrivato nella sua abitazione di regione Corneo, dove lo attendeva la moglie, di 37 anni, e i due figli, di 3 e 6 anni.

Forse la donna lo ha rimproverato per le sue condizioni, visto che era completamente ubriaco, in ogni caso il quarantenne ha avuto una reazione molto violenta: si è trasformato in una vera furia, iniziando a picchiare brutalmente la moglie.

Per diverso tempo la malcapitata non ha avuto scampo, poi una volta sfogatosi, il marito l’ha chiusa a chiave in una stanza. Per poi continuare a prendersela con mobili e suppellettili della casa, incurante della presenza dei figli.

La donna ha capito che non sarebbe stata liberata dalla sua prigionia, e che in ogni caso, una volta uscita, avrebbe rischiato altre percosse. Per questo motivo ha aperto la finestra e si è calata dal davanzale, riuscendo ad arrivare in strada.

Spaventata e sanguinante, è andata dai vicini e gli ha chiesto aiuto.

Dopo una telefonata al 112, la donna è stata raggiunta da una pattuglia dei carabinieri di Arma di Taggia. Ai militari ha spiegato che cosa le era successo, comunque evidente dai segni che aveva addosso.

I carabinieri sono andati nell’abitazione della coppia per chiedere conto a Valerio Granchelli. L’uomo, alla vista dei militari, è diventato ancora più violento.

Per bloccarlo i carabinieri sono dovuti ricorrere alle maniere forti. Alla fine hanno avuto la meglio, e Granchelli è stato arrestato con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

Un paio di militari hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso, così come la moglie dell’uomo, che è stata dimessa con un prognosi di 5 giorni. Granchelli è stato rinchiuso nel carcere di Valle Armea.


 

IL GAZZETTINO (Vicenza)

GIUDICE DI PACE Imputato un sessantaquattrenne di Zugliano. Sentenza a marzo 

Lite al bar, prende a calci una donna Ora è sotto processo per lesioni 

Bassano

Si conoscevano a malapena. Ma non si sopportavano proprio. I fumi dell’alcol hanno fatto il resto. Dalle offese sono ben presto passati alle vie di fatto. Quella violenta colluttazione, avvenuta in un bar di Cartigliano il 12 febbraio di tre anni fa, è stata ricostruita grazie alle testimonianze di alcuni avventori del locale. Sul banco degli imputati, davanti al giudice di pace di Bassano Giorgio Dioli, siede Giuseppe Borgo, 63 anni, di Zugliano, dove risiede in via Piazza. Lo assiste l’avvocato Cristina Giusto. Borgo è accusato di lesioni personali ai danni di Luisella Trotto, 44 anni, di Bassano. La donna si è costituita parte civile con l’avvocato Barbara Peghin.

Secondo l’accusa Borgo, in evidente stato di alterazione alcolica, avrebbe rivolto pesanti apprezzamenti alla quarantaquattrenne. L’avrebbe accusata di avere la puzza sotto al naso. Luisella Trotto avrebbe risposto per le rime. Scatenando le ire dell’uomo. Borgo l’avrebbe afferrata per un braccio facendole compiere una torsione a 360°. Poi le avrebbe sferrato un calcione in pieno petto. Ne sarebbe nata una colluttazione. Ad avere la peggio è stata la donna. Stando alla ricostruzione compiuta dalle forze dell’ordine, la poveretta avrebbe picchiato con violenza la testa sul pavimento. Luisella Trotto è dovuta ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso di Bassano. Ha riportato un trauma cranico con escoriazioni multiple alla regione frontale, ed una distorsione cervicale. I medici l’hanno giudicata guaribile in venti giorni. La donna ha sporto denuncia nei confronti dell’aggressore. Reclama un congruo risarcimento danni. Il processo è stato aggiornato a marzo per le ultime testimonianze e la sentenza.


L’ARENA

Dramma a Valeggio. L’immigrato è deceduto durante il tragitto in ospedale, i carabinieri indagano sulle ultime ore dell’uomo che era alterato dall’alcol

Muore un quarantenne: è giallo

Arriva a casa e sviene: i medici trovano due ferite superficiali sull’addome L’uomo sorpreso sulla statale a Peschiera da tre malviventi

L’incontro con la prostituta finisce con la rapina dell’auto che ha in uso

Quando la moglie lo ha visto rientrare a casa e l’ha sentito lamentarsi, subito non gli ha dato ascolto, visto che spesso Aziz Nayih, 40 anni, operaio, regolare in Italia, rientrava sotto il tetto coniugale un po’alterato dall’alcol.

Ma quando l’ha visto crollare al suolo svenuto s’è avvicinata, l’ha girato a pancia in su e ha notato delle macchie di sangue sull’addome. La donna ha quindi chiamato subito il 118. Sul posto l’ambulanza e l’automedica. L’uomo è stato intubato e portato in ospedale. Per due volte i medici hanno tentato di rianimarlo, ma il paziente è morto durante il tragitto verso l’ospedale di Borgo Trento.

Quando a casa di Aziz, in via Santa Maria 7, a Valeggio sul Mincio sono poi arrivati i carabinieri di Peschiera e della locale stazione, il marocchino non è stato in grado di dire niente, visto che l’alcol lo tramortiva. Le ferite secondo il medico che ha visitato l’uomo nella sua abitazione non sembrerebbero compatibili con un’arma da taglio. Si tratta di due ferite all’addome, non profonde, che non hanno organi vitali. Eppure le condizioni del ferito erano parse da subito molto gravi.

I carabinieri hanno ricostruito come il marocchino avesse trascorso le ultime ore prima di fare rientro a casa. L’uomo è stato notato anche dalla polizia municipale mentre usciva da un bar del centro, dove il barista ha confermato che si era ubriacato. Aziz, che dal bar è uscito con un’altra persona, ha poi preso la bicicletta ed è arrivato a casa poco dopo. La bici ieri sera era «parcheggiata» all’interno dell’abitazione, al piano terra di una casa promiscua dove al piano terra c’è la cucina e a quello superiore la camera da letto. La moglie è stata portata in caserma per essere ascoltata. I carabinieri della sezione investigativa scientifica sono stati a casa per verificare la versione della donna e eseguire rilievi sulla bicicletta.

Stamattina con la luce del giorno, i militari ripercorreranno il tragitto fatto dal marocchino, per cercare di capire se possa aver trovato nel tratto di strada che lo separava dal bar all’abitazione qualche «trappola» che possa averlo fatto cadere. Oppure se magari proprio per le sue condizioni Aziz non abbia disturbato qualcuno che poi lo ha ferito con qualcosa.

La sua morte resta tutta da chiarire e a questo punto anche l’autopsia che il magistrato ha già disposto potrà essere relativamente d’aiuto. Il tipo di ferite è così superficiale che non avrebbe molto senso un epilogo tanto grave.

Non sarà facile spiegare al titolare della ditta per cui lavora che la Mercedes che aveva in uso gli è stata rubata alle 3.30 della notte mentre lui se ne stava appartato con una prostituta.

È successo venerdì notte. Un veronese residente in un comune limitrofo a Verona, s’è recato in zona Peschiera e ha rimorchiato una lucciola. Mentre se ne stava appartato, ha detto alla polizia stradale, che poi l’ha soccorso, qualcuno gli ha puntato una pistola alla testa, ha fatto scendere lui e la ragazza dall’auto e dopo essersi fatto consegnare il portafogli se n’è andato con l’auto. I malviventi erano in tre, probabilmente dell’Est. Uno quello con la pistola.

Subito dopo da quelle parti è transitata la polizia stradale di Bardolino che ha accompagnato l’uomo in questura per la denuncia. Lui, dopo è andato a casa, ha preso la propria auto ed è tornato sul lago per cercare di rintracciare i malviventi deciso a farsi riconsegnare il maltolto. Arrivato al porto di Peschiera ha notato una Mercedes che sembrava la sua, ma aveva targa straniera. Così è entrato nell’unico bar aperto a chiedere informazioni e a raccontare quello che gli era successo. E ieri mattina a colazione, l’argomento teneva banco.


 

CORRIERE ADRIATICO

IL FERITO E L’UBRIACO

PESARO - Notte di paura per T. G., 43 anni, residente a Sant’Angelo in Lizzola. L’uomo era alla guida di un’auto e procedeva lungo la provinciale 30 “Montelabbatese” quando, a Chiusa di Ginestreto, per cause in corso d’accertamento da parte della polizia municipale, ha perso improvvisamente il controllo del mezzo, che è finito nella scarpata. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e l’ambulanza del 118. Inizialmente le condizioni dell’uomo erano sembrate preoccupanti, ma poi sono migliorate. Mentre la polizia controllava la viabilità, sopraggiungeva a tutta velocità un’auto che, invitata all’alt, si fermava solo dopo duecento metri. L’automobilista guidava in stato d’ebbrezza. La patente gli è stata ritirata.


 

BRESCIA OGGI

CETO. In via Marconi

Un ubriaco travolge una giovane in auto Fugge ma è raggiunto

Con la sua auto finisce contro un’altra guidata da una giovane ragazza e fugge. Poco dopo la polizia stradale lo rintraccia grazie alla segnalazione della targa e scopre che l’anziano è in stato di ubriachezza ed è anche ferito. Così anche lui viene ricoverato all’ospedale di Esine. Il fatto è avvenuto alle 18.30 a ceto, nella centrale via Marconi.

La ragazza vittima dell’incidente è stata a sua volta ricoverata. Le sue condizioni non sono gravi, se la caverà in una ventina di giorni.

L’uomo è stato denunciato per omissione di soccorso e per guida in stato di ubriachezza.


 

IL GIORNALE DI VICENZA

Ubriaco al volante

In furgone centra segnale e auto in sosta

Alla guida di un furgone in centro storico vicino è incappato in un paio di lievi incidenti. Protagonista dell’episodio, ieri alle 12, è stato un bassanese di 47 anni. Mentre transivata su via Bonamigo ha centrato un segnale stradale. In via Pusterla, invece, è finito contro il retrovisore di una Smart in sosta. La manovra è stata notata da una pattuglia della polizia locale.

Il tasso alcolemico del guidatore è risultato doppio rispetto al limite di l

Lunedì, 18 Dicembre 2006
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