Sabato 08 Agosto 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 21 novembre 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

IL GAZZETTINO (VICENZA)

IN CONTRÀ GARIBALDI
Ubriaco picchia la moglie che fugge e chiama il 113
Poi si sfoga con gli agenti: in manette operaio russo 

Prima ha insultato e spintonato gli agenti, poi la sua rabbia l’ha sfogata in questura, sfasciando il locale dove era stato rinchiuso.

Un indole aggressiva, amplificata dall’aver alzato decisamente troppo il gomito, quella del russo Andriy Finkevic, operaio di 36 anni, finito in cella con l’accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

A chiamare il 113, l’altro pomeriggio è stata sua moglie, una connazionale di 29 anni, che, dopo l’ennesimo diverbio, era fuggita dall’appartamento di contra’ Garibaldi in centro a Vicenza, trovando rifugio all’interno del bar Posta. Solo scortata dai poliziotti ha avuto il coraggio di ritornare a casa dove aveva lasciato il figlioletto di sette mesi: «Ho paura perché continua a picchiarmi. Non ne posso più. Quando si ubriaca non si controlla più e diventa una furia». E l’uomo non si è smentito: alla vista degli uomini in divisa ha cominciato a insultare la donna e poi è passato alle vie di fatto. Ora è rinchiuso nella casa circondariale di San Pio X in attesa del processo per direttissima.


 

VIRGILIO NOTIZIE

Patenti false da Napoli a Bolzano

A chi era stato ritirato documento per causa dell’alcol

 (ANSA) - ORTISEI (BOLZANO), - Patenti false dal Napoletano ad altoatesini a cui il documento era stato ritirato per guida in stato di ebbrezza.Il tutto per prezzi tra i 700 e gli 800 Euro. Si sta chiudendo una indagine dei Carabinieri di Ortisei su un gruppo di pregiudicati locali che dal Napoletano, la centrale della falsificazione, si facevano arrivare patenti di guida falsificate ad hoc e destinate ad altoatesini ai quali il documento era stato sospeso o revocato per guida in stato d’ebbrezza.


 

ASAPS.IT

Sicurezza Stradale

Fernando Alonso scende in pista contro l’alcol

(ASAPS) VALENCIA (SPAGNA), novembre 2006 – Il due volte campione del mondo di Formula Uno, lo spagnolo Fernando Alonso, è sceso in pista contro l’alcol, mostrando una fortissima sensibilità in materia. L’asso spagnolo della Renault, infatti, ha presenziato alla presentazione di una nuova birra analcolica, ovviamente di produzione iberica, lanciata sul mercato proprio in chiave di una maggior sicurezza stradale. Nel premiare i 40 vincitori di un concorso bandito dall’azienda che imbottiglia l’innocuo nettare (che ribadiamo essere analcolico e non a bassa gradazione), l’erede di Michael Schumacher ha spiegato che per condurre un veicolo in tutta sicurezza, è necessario evitare l’uso del telefonino e distogliere l’attenzione dalla strada, magari per sintonizzare i canali della radio di bordo. E, ovviamente, evitare di bere alcolici prima di guidare. Peccato soltanto che la gran parte delle maggiori scuderie motoristiche, di auto e moto, riesca a sopravvivere ormai solo grazie alle generose sponsorizzazioni delle multinazionali del tabacco, Renault compresa. (ASAPS)


 

L’ADIGE

Ubriaco e armato minaccia un omicidio

«Sono armato. Vado a Povo e commetto un omicidio». Poche parole, chiare, chiarissime per i carabinieri che al «112» hanno ricevuto la telefonata. E le pattuglie sono subito corse verso l’abitazione dell’uomo per scongiurare il peggio. Ci sono riusciti: il quarantenne che aveva minacciato di uccidere un suo «nemico» ha consegnato l’arma, un fucile, ed è stato denunciato per procurato allarme e minaccia aggravata. Era in evidente stato di ubriachezza, come hanno potuto constatare i militari, ma l’arma era vera a tutti gli effetti anche se in cattivo stato di manutenzione. L’episodio concitato - sono intervenute due pattuglie del Radiomobile e c’è voluta una grande opera di convincimento da parte dei carabinieri per farsì che l’uomo si calmasse - è accaduto mercoledì sera, verso le 20.30. Da lì era partita la chiamata del quarantenne, già conosciuto alle forze dell’ordine, verso il numero di emergenza dei carabinieri. «Vado a Povo e commetto un omicidio», ha detto al telefono. Per dare maggior credito alle parole ha sottolineato di avere un fucile. «Mi sparerete perché ho con me un’arma», ha aggiunto. Dopo pochi minuti ben due pattuglie del Radiomobile di Trento erano sotto casa dell’uomo, in via Muredei. Il quarantenne era nella sua abitazione, con la porta socchiusa, nel buio, senza nemmeno una luce accesa. Era vero che aveva con sé un’arma: era seduto e imbracciava un fucile, con la canna puntata verso terra. Convinto da un carabiniere a non fare gesti sconsiderati, l’uomo ha consegnato spontaneamente il fucile. Il quarantenne ha ammesso che l’arma non era funzionante, come hanno potuto verificare in un secondo momento gli stessi carabinieri intervenuti: si trattava di un fucile, ora posto sotto sequestro, regolarmente denunciato dal padre dell’uomo che possiede porto d’armi. L’uomo è stato denunciato per procurato allarme e minaccia aggravata: probabilmente non era in sé quando ha chiamato il «112» dato che i carabinieri hanno trovato due bottiglie di superalcolici vuote nella stanza in cui c’era l’uomo armato. Il comportamento faceva pensare ad una persona che stava agendo sotto l’influsso dell’alcol, ma che accecato dall’odio non aveva pensato due volte ad imbracciare il fucile.


 

L’ADIGE

BREVI

Ubriaco, minaccia di darsi fuoco

Domenica sera movimentata nel centro di Borgo Valsugana, per un uomo che ha minacciato di darsi fuoco. Sono intervenuti i carabinieri verso le 21 in viale Roma per calmare la persona, 35 anni, che era in stato di alterazione dovuta al troppo alcol. L’uomo, che aveva chiamato i vigili del fuoco, spiegando i suoi intenti, è stato accompagnato dai militari al pronto soccorso, per una visita ed è stato trattenuto in osservazione per qualche ora, finché la sbornia non è terminata.


 

GAZZETTA DEL SUD

Varato in Toscana il progetto "Il Pilota"

Un reality in discoteca per invitare a non bere

Anna Conforti

ROMA

Un Reality in piena regola, ma ambientato in discoteca e con un obiettivo preciso: invogliare i giovani a non bere durante la serata per evitare le terribili conseguenze dell’alcol in termini di incidenti stradali. È il progetto "Il Pilota", promosso dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e partito, per ora, in Toscana, dove è in programma un vero e proprio tour. E in palio, per quelli che saranno eletti "piloti dell’anno", vi sono premi succulenti: un’automobile, uno scooter e un viaggio per due in Europa.

"Il Pilota", coordinato dall’Osservatorio alcol dell’Iss e che integra la campagna di sensibilizzazione "Se guidi, non bere" lanciata nel 2005 dal Ministero della Salute, entra dunque nelle discoteche e spiega ai giovani perchè è opportuno non bere prima di mettersi al volante: L’alcol, ricordano infatti gli esperti, resta ancora oggi la prima causa di morte per i giovani tra i 15 ed i 24 anni.

Ma chi è il Pilota? È, in pratica, il guidatore designato, colui che si prende l’impegno di non bere e di rimanere sobrio nel corso della serata in discoteca. "Il Pilota" è anche un reality show: Tutte le tappe del tour sono infatti trasmesse in diretta sul canale televisivo Sky Play TV 869 e sul sito della rete www.playtvitalia.it Coinvolti anche personaggi dello spettacolo e testimonial. Alla fine, verrà eletto il "Pilota dell’anno".


 

IL MESSAGGERO

Alcol e digiuno, le nuove sfide degli adolescenti 

L’Osservatorio dei pediatri italiani: «Giocano col pericolo per sentirsi grandi. Il fenomeno è in aumento» 

 ROMA - E’ la smania di sembrare più grandi che li porta a smettere di mangiare, bere alcol, fumare sigarette e spinelli. E’ quel disperato bisogno di vivere come gli adulti “spericolati” che li spinge verso modelli a rischio. Verso divertimenti che regalano effimeri piaceri e minime gratificazioni. Dai 12 ai 14 anni, oltre il 70% degli adolescenti, si ritrova vittima di simili sollecitazioni. Di una sorta di obblighi sociali, meglio dire del branco, che li fanno vivere sprezzanti del pericolo, disinvolti davanti agli abissi e spavaldi nell’organizzare azioni di gruppo.

La Società italiana di pediatria ha presentato il rapporto annuale del suo Osservatorio adolescenti. «I nostri ragazzi fanno gli adulti senza esserlo ma il processo di adultizzazione cresce e ci allarma». Giorgio Rondini è il past president della Società: parla di giovanissimi assolutamente consci dei pericoli ma, al tempo stesso, assolutamente sinceri nel dire che è quasi impossibile sottrarsi. Solo il 24% dei 1.251 ragazzi intervistati dai pediatri assicura di non fare mai le cose che considera rischiose. Sono ben informati, sanno a che cosa vanno incontro se azzardano eppure, nell’ultimo anno, le percentuali dei comportamenti a rischio sono aumentate: quelli che fumano sigarette erano il 25,7% nel 2005 sono il 28,8% oggi, i bevitori di vino (oggi 47,5% contro il 46%), quelli di liquori (23,2% contro 22,5%) e il 41% confessa di avere compagni che rubano. Ancora un dato: sette su dieci dicono di aver assistito a violenze. Soli e bulli, nella maggior parte dei casi.

Le ragazzine possono “dimenticare” fumo ed alcol ma non si sottraggono al sogno di diventare top model. Alle loro forme minime, al difficile rapporto con il cibo. Sognano le linee dei manichini, anche se hanno solo 12 o 13 anni. Il 60,4% di quelle che frequentano le medie vorrebbe essere più magra, una su quattro (quindi più del 24%) ha già seguito più di una dietae di queste aspiranti “grissino” meno di un terzo si è rivolta ad un medico per farsela prescrivere. «Anoressia e bulimia - commenta Pasquale Di Pietro, presidente della Società italiana di pediatria - rappresentano, spesso, un continuum dell’obesità. Bisogna ricordare che il 40% degli obesi mangia compulsivamente durante tutta la giornata».

C.Ma.


 

IL GAZZETTINO (VENEZIA)

È stata costituita una nuova sezione per operare sul fronte di tossicodipendenze, alcolismo e residenza 

Polizia municipale, lotta al disagio sociale

Le mense per i poveri sono sempre di più frequentate. Tanti gli extracomunitari, sia donne che uomini, e sempre più giovani. Un problema sociale su cui è chiamata a vigilare una nuova sezione della Polizia municipale, all’interno della Sicurezza urbana, denominata Disagio sociale appunto, il cui coordinamento è stato affidato all’ispettore Fabio Zanetti mentre l’attività operativa è nelle mani del sottoufficiale Maurizio Francesconi. Ieri, proprio per rinsaldare i rapporti tra polizia municipale e religiosi che gestiscono queste strutture, è stato organizzato un sopralluogo congiunto. Il direttore della Caritas, don Dino Pistolato, e il comandante dei vigili urbani, Francesco Vergine, insieme all’ispettore Gianni Franzoi, capo della Sicurezza urbana, e agli stessi Zanetti e Francesconi, hanno visitato prima la mensa di San Martino alla Tana, gestita dalle suore per una trentina di ospiti, per poi passare alla Giudecca. Qui si sono recati sia alla mensa gestita da fra’ Daniele Manente al Redentore, sia al punto di distribuzione di cestini caldi e vestiti messo in piedi dalle suore clarisse. Un sopralluogo che è servito a ribadire l’importanza di queste strutture sul fronte del disagio. In un comunicato, la Polizia municipale coglie l’occasione per ricordare i tanti campi d’intervento della nuova sezione: «situazioni legate a condizioni di tossicodipendenza, indigenza ed alcolismo»; «interventi sull’edilizia abitativa connessi alle occupazioni illegittime ed alla decadenza della titolarità»; «trattamenti sanitari obbligatori»; «interventi per garantire il rispetto e la tutela degli animali».


 

IL GAZZETTINO (PADOVA)

In tarda mattinata Giuseppe Cipriani, ...

In tarda mattinata Giuseppe Cipriani, dirigente scolastico dell’istituto Kennedy, tenta di far luce sul contenuto dei filmati. Di una cosa è sicuro. Non si tratta di bullismo. «Sono sicuro che nella nostra scuola non si sono verificati atti di bullismo commenta il dirigente scolastico stiamo ancora cercando di capire, ma è evidente che si trattava di un momento di particolare familiarità. Io non avrei permesso che si verificassero degli scherzi di questo tipo, ma è una questione di carattere. In ogni caso andremo fino in fondo e in settimana convocheremo un consiglio di classe straordinario. Nel nostro istituto comunque si respira un clima di assoluta cordialità e rispetto dei ruoli. Non possiamo parlare quindi di video shock. E’ chiaro però che la sola presenza dei filmati è una violazione della privacy».

Da una prima verifica i filmati sembrano risalire ad un anno fa, probabilmente durante gli ultimi giorni di scuola. Sul caso è stata aperta un’inchiesta interna. Inoltre i Carabinieri e il centro servizi amministrativi stanno verificando i fatti.

Il contenuto dei video ha comunque scosso tutto il mondo politico che chiede di fermare sul nascere queste bravate. «Si tratta di un fatto molto grave afferma il sindaco Fabio Conte l’evento testimonia l’assenza di valori, la mancanza di rispetto verso gli altri e la mancanza di regole. Non dobbiamo però, generalizzare e pensare che atteggiamenti come questi siano propri di tutti i giovani. Dobbiamo solo condannare l’episodio e i suoi autori. Proporrò di indire un consiglio comunale straordinario da tenersi proprio al Kennedy per affrontare la questione del disagio giovanile e di quello che sta succedendo. Dobbiamo far sapere che gli siamo vicini e vogliamo aiutarli». Per Francesco Miazzi, consigliere comunale dei Verdi il problema riguarda tutta la società. «Agli insegnanti oggi è richiesto un costante aggiornamento didattico sottolinea Miazzi - nel contempo si aumenta il numero di alunni per classe e si tagliano drasticamente i fondi per l’istruzione. Bullismo e prevaricazione dei più deboli sono prodotti da una trasformazione autoritaria e proibizionista di tutti i momenti di vita. Non sarà la repressione a debellare questi fenomeni. Solo un grande processo di cambiamento sociale e culturale potrà gettare le basi per un orizzonte nuovo». Più duro il commento dell’assessore alle politiche giovanili, Giuseppe Rangon. «E’ importante creare un’occasione di parola, confronto e aggregazione dei giovani intorno a temi importanti come la costruzione del benessere nella nostra comunità commenta Rangon Ognuno deve fare la sua parte a partire dai genitori. Spesso anche i minorenni, si ubriacano ogni settimana. Il consumo di alcol è in aumento, basta chiederlo ai medici del pronto soccorso. Mi chiedo quali siano i provvedimenti che i dirigenti scolastici intendono adottare. Sarebbe giusta una loro auto sospensione». Per Carla Montelatici, consigliere comunale dei Ds e insegnante di Monselice, è importante educare al senso dell’attesa. «I giovani hanno tutto e subito commenta il nostro impegno deve essere quello di insegnare l’importanza della fatica che accompagna la vita di tutti i giorni». Un intervento viene chiesto anche da Tiziana Quinario, consigliere comunale. «Ritengo non più rinviabile l’adozione di tutta una serie di iniziative che aiutino i ragazzi a ritrovare l’equilibrio indispensabile per vivere afferma - chiedo che gli assessori alla cultura e al sociale si attivino affinché la situazione non degeneri».

Marino Zorzato deputato di Forza Italia, difende i docenti dell’istituto. «Il fatto che alcuni ragazzi si sentano legittimati a maltrattare un professore significa che in loro è molto forte la sensazione di impunità diffusa. Gli episodi di questi ultimi tempi vanno in questa direzione. I segnali che le istituzioni danno mirano a giustificare l’illegalità». Alessandro Naccarato, deputato Ds invita a non strumentalizzare l’evento. «I filmati non devono diventare un fatto politico. Ora dobbiamo pensare ai giovani». D’accordo anche Lorena Milanato, deputata di Forza Italia «Episodi come quello accaduto a Monselice devono farci riflettere molto sul tipo di rapporto che si instaura tra i ragazzi e gli adulti che interpretano il ruolo delle istituzioni».

Emanuele Masiero


 

IL GAZZETTINO (TREVISO)

LA CURIOSITA’

 (G.Z.) Uno non pagava l’assicurazione dell’auto da tre anni mentre l’altro guidava nonostante la patente ritirata nel 2005. Ad entrambi è stato sequestrato il mezzo. Tra l’intenso lavoro del fine settimana per le pattuglie della Polstrada di Castelfranco, da segnalare anche questi due episodi anche curiosi. Il primo riguarda un cittadino di Fonte di 42 anni che al volante della sua auto è stato fermato l’altro giorno ad Asolo per un normale controllo. Solo che gli agenti hanno strabuzzato gli occhi quando hanno constatato che l’uomo viaggiava su un mezzo che da tre anni non veniva assicurato.Una situazione quasi analoga con un cittadino castellano fermato per un controllo a Castelfranco. L’uomo, 46 anni è risultato senza assicurazione dell’auto da 5 mesi ma non è tutto. E’ stato appurato che dal 22 giugno del 2005 guidava nonostante la sospensione della patente perchè trovato ripetutamente al volante in stato di ebbrezza.Naturalmente ad entrambi è stata posta sotto sequestro l’auto. Ma è stato un fine settimana particolarmente impegnativo per gli agenti della Polstrada che hanno dovuto intervenire soprattutto per i molti incidenti.

Il più grave domenica sera a Covolo di Pederobba dove un ciclista R.R. 47 anni di Cornuda alle 22 è stato investito. L’uomo ha riportato gravissime ferite ed ora è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Montebelluna. Incidenti poi si sono verificati anche a Castelfranco, Resana, Paese, Villorba, Castello di Godego ma fortunatamente solo con feriti lievi. Sono state ritirate inoltre 10 patenti per eccesso di velocità, 4 patenti per guida in stato di ebbrezza, una per sorpasso pericoloso.


 

IL GAZZETTINO (TREVISO)

SULLA PONTEBBANA 

Guidava ubriaco Ritiro della patente per un immigrato 

 Conegliano

Durante un controllo lungo la Pontebbana, gli agenti del Commissariato hanno "pizzicato" un cittadino serbo, L.V., 43 anni, residente a Miane, al volante di una Fiat Tipo completamente ubriaco.

L’uomo, quando è stato sottoposto al test dell’etilometro, aveva un tasso di alcol di oltre quattro volte il massimo consentito. Non solo, già più volte, in precedenza, era stato sorpreso ubriaco al volante: l’uomo è stato ovviamente denunciato ed è scattato l’immediato ritiro della patente. Sarà il giudice, ora, a decidere per quanto tempo "sospendere" il documento di guida.


 

LA PROVINCIA DI CREMONA

Criminalità. Denunciato

Danni alle auto e minacce con la bottiglia

Era ubriaco. E ha perso completamente il controllo: ha danneggiato cinque auto in sosta a calci e pugni e poi, rotta una bottiglia di birra, ha minacciato alcuni connazionali con il collo appuntito. Bloccato non senza fatica dagli agenti della squadra volante, è stato denunciato a piede libero per ‘danneggiamenti, possesso di arnesi atti all’offesa e resistenza a pubblico ufficiale’. Nei guai, un marocchino. E tutto è accaduto, domenica sera, in via Ghisleri. Ci sono stati momenti di vera tensione: perchè dopo aver rigato le carrozzeria delle vetture parcheggiate, e infranto anche alcuni finestrini, l’immigrato ha impugnato una bottiglia di birra, l’ha spaccata e ha rivolto il collo appuntito in direzione di alcuni connazionali che si trovavano nei pressi. Minacce pesanti. E paura: il marocchino, completamente fuori di senno, sembrava disposto a fare qualsiasi cosa. Per fortuna, la chiamata di alcuni residenti alle forze di polizia, è stata velocemente raccolta dagli agenti della squadra volante e i poliziotti sono arrivati prima che la situazione degenerasse nella violenza vera. Fermare il marocchino, però, non è stato facile nemmeno per gli agenti. Si è scatenato anche contro di loro, lo straniero. E per questo si è ‘guadagnato’ anche la denuncia per resistenza.


 

IL GAZZETTINO (VICENZA)

ARRESTO CONVALIDATO 

Resta in carcere l’accoltellatore di Campo Marzo

Resta in carcere Abdallah Rabih, l’irakeno di 25 anni, che venerdì scorso, in Campo Marzo, ha accoltellato l’algerino Samet Oussama, 30 anni, residente in contra’ Cornoleo con regolare permesso di soggiorno, ora fuori pericolo. Ieri il gip di Vicenza ha convalidato l’arresto eseguito dai carabinieri del radiomobile che hanno catturato l’aggressore che subito dopo l’episodio di sangue si era tuffato nella roggia Seriola. «Ero completamente ubriaco» si sarebbe difeso durante l’interrogatorio al San Pio X. Nessuna collaborazione, infine, per quanto riguarda l’identificazione dell’altro aggressore.


 

LA PROVINCIA DI SONDRIO

Il Comune cerca una soluzione agli incidenti del sabato sera

Livigno progetta il "Rientro sicuro"

Livigno

Da qualche settimana è in corso a Livigno un delicato dibattito sul problema giovani e alcol, nato dalle dichiarazioni dell’assessore al commercio e alle Attività produttive, Giampiero Rodigari, che sta valutando la fattibilità in paese del progetto “Rientro sicuro” a tutela dei ragazzi di varie fasce d’età. Un dibattito che tocca diversi temi, dal sensibilizzare i giovani sulla pericolosità dell’abuso di alcol e droghe agli orari di chiusura dei pub, dal contrasto alla somministrazione di alcolici ai minori nei locali pubblici alla sicurezza sulle strade, dalla professionalità dei gestori di bar e pub alle preoccupazioni dei genitori. «L’idea del progetto “Rientro sicuro” - spiega l’assessore Rodigari - è nata dopo le tragedie sulle strade dell’autunno scorso ad Albosaggia e quella di luglio a Livigno. Inizialmente, il progetto era rivolto ai ragazzi di diciotto o vent’anni; avevamo pensato a un prolungamento di mezz’ora dell’orario di apertura dei pub, con il divieto di somministrare alcolici almeno un’ora prima della chiusura, in modo da permettere ai ragazzi di smaltire l’alcol in eccesso prima di mettersi alla guida. E accanto a questa ipotesi - continua Rodigari - c’era quella di mettere a disposizione i taxi, gratuiti per i residenti e a pagamento per i turisti, per permettere lo spostamento sicuro da un pub all’altro oppure il rientro a casa. Inoltre si prevedeva di fornire i locali di un etilometro e di materiale informativo per sensibilizzare sulla pericolosità di alcol e droghe». L’idea di prolungare l’apertura dei pub era inoltre legata anche ai problemi di deflusso dai tanti locali, così da dare il tempo ai taxi di portare a casa i ragazzi e non lasciarli ad attendere per strada, evitando il pericolo di vandalismi o schiamazzi. «Oggi però il progetto è in una fase di stallo - chiarisce l’assessore al commercio - perché sono emersi altri problemi. Da una parte ci sono state lamentele dei genitori di minorenni, che vorrebbero veder giustamente tutelati anche i loro ragazzi, dall’altra c’è l’entrata in vigore di nuove leggi che dobbiamo valutare nei minimi dettagli. Certo è che, insieme a forze dell’ordine, famiglie e gestori di locali, ristoranti e negozi di alcolici, come fatto finora, prenderemo in esame ogni possibilità per contrastare l’abuso di alcol, sensibilizzare i ragazzi e aumentare la sicurezza sulle strade, cercando di considerare tutti gli aspetti, e sono tanti, che il problema tocca». Problemi che riguardano sia l’ambito sociale che quello commerciale, turistico, culturale e di ordine pubblico, come si evince dai tanti interventi di livignaschi che animano ogni giorno il forum del sito internet del gruppo di minoranza (www.progettolivigno.it ). Una discussione accesa nei toni ma piuttosto costruttiva, che ha convinto i consiglieri di “Progetto Livigno” a presentare una nuova interpellanza. «Prendendo spunto dal progetto dell’assessore Rodigari e dai tanti interventi sul nostro sito, intendiamo far nascere un confronto in consiglio comunale ma non solo - ha dichiarato il consigliere di minoranza, Lino Castellani - perché sarebbe davvero interessante una seduta pubblica dove coinvolgere Comune, gestori, parrocchia, agenzie educative, famiglie, giovani e forze dell’ordine, così da affrontare il tema in profondità». Thomas Ruberto


 

LA PROVINCIA DI COMO

il pianeta droga Fuma spinelli mezzo milione di giovani

roma Due ore di informativa alla Camera. Il ministro della Salute, Livia Turco, ha diffuso i primi dati sull’uso e il ricorso alle sostanze stupefacenti in Italia. E, in parte, i risultati dell’azione repressiva. Sono quindi circa 9 milioni di persone approvano l’utilizzo di cannabis e lo ritengono non dannoso, ha detto il ministro. E si stima che, nel 2005, sono stati 3.800.000 gli italiani che ne abbiano fatto uso contro i 2 milioni del 2001, tra questi mezzo milione ha fra i 19 e i 21 anni. Secondo l’ultima relazione al Parlamento con dati riferiti al 2005 è raddoppiato negli ultimi cinque anni il numero dei consumatori di cocaina che sono passati da 350 mila a 700 mila, mentre sono diminuiti gli utilizzatori di eroina. Tabacco e alcol sono le sostanze di iniziazione per la maggior parte dei consumatori di droghe ed è cresciuto anche il consumo combinato di sostanze stupefacenti. Circa 2 milioni di italiani, secondo le stime, hanno fatto uso associato di più sostanze illegali nel 2005 e ogni anno 29 mila persone iniziano ad abusare di eroina e 9 mila di cocaina. Nel 2005 sono morte per overdose 603 persone, ma il dato viene considerato sottostimato. La causa del decesso è attribuita nella maggior parte dei casi all’eroina e la crisi di overdose si scatena in genere dentro le mura della propria abitazione. Umbria e Lazio sono le regioni dove si registra il maggior numero di decessi per overdose, Perugia e Roma le province più a rischio. Per quanto riguarda le malattie infettive quelle più diffuse sono l’epatite C (61,4%), l’epatite B (41,7%) e l’Hiv (13,8%). Negli ultimi cinque anni si è verificata una diminuzione del costo unitario di alcune sostanze, in particolare della cocaina che è passata dai 99 euro al grammo del 2001 agli 87 del 2005 e dell’eroina nera che dai 69 euro al grammi del 2001 è costata nell’ultimo anno 54 euro a grammo. Ma il ministro ha presentato i dati anche contro la repressione del fenomeno droga. Il confronto dei dati sugli arresti nel periodo primo maggio fino al 31 ottobre 2006, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, dimostrano che sono aumentati del 10,1% gli arresti per possesso di hashish, mentre gli arresti di chi era in possesso di marijuana è aumentato addirittura del 63,9% e per quelli in possesso di piante intere di cannabis c’è stato un incremento del 17,85%. «È vero che vi sono giudici che hanno adottato l’interpretazione più favorevole all’imputato - ha spiegato il ministro - assolvendolo dal reato anche in presenza di quantitativi di sostanze superiori al limite indicato dal decreto ministeriale, quando ricorrevano circostanze che dimostravano in altro modo l’uso esclusivamente personale della droga rinvenuta. Da sottolineare che queste diverse interpretazioni da un lato possono causare evidenti disparità di trattamento, dall’altro evidenziano come, di fronte a una norma sbagliata e iniqua, chi è chiamato ad applicarla può essere indotto a cercare vie interpretative per evitare effetti devastanti».


 

IL TEMPO

La lirica si sposa con la degustazione di pregiati vini Doc

ORTONA — Quando la lirica si sposa con il miglior vino. Si inaugura stasera al Vittoria, con un concerto del Tosti Ensemble, un ambizioso progetto culturale tra l’Int e la casa produttrice Masciarelli, per la promozione della musica da camera abbinata alla degustazione dei migliori Doc della vitivinicoltura locale. Al Teatro, con inizio alle ore 21, andrà in scena uno dei momenti topici della musica della Belle Epoque, ovvero il buon salotto strumentale italiano tra l’800 e il ’900, che ha visto proprio in Francesco Paolo Tosti la massima espressione nelle famose Romanze. La manifestazione coincide con l’uscita dell’omonimo Cd, realizzato dalle due Istituzioni e pubblicato dalle Edizioni Bongiovanni di Bologna. Il "Tosti Ensemble Quartet", costituito da E. Pellegrino al violino, G. Sulli al clarinetto, M. Chiapperino al violoncello e M. Moresco al pianoforte, eseguirà la "Sonata in Re" per clarinetto e pianoforte di N. Rota, la "Siciliana e Burlesca" per violino, violoncello e pianoforte di A. Casella, la "Fantasia da concerto su temi da La Traviata di G. Verdi" per clarinetto e pianoforte di D. Lovreglio, l’"Introduzione, tema e variazioni su "Dal tuo stellato soglio" dal Mosè di G. Rossini" per violino e pianoforte di N. Paganini, il "Souvenir sul Trovatore di G. Verdi" per violoncello e pianoforte di G. Braga, ed infine il divertente "Crazy for Opera" per clarinetto, violino, violoncello e pianoforte di M. Moresco. Nell’intervallo del concerto verrà offerto a tutti i presenti un vin d’honeur con canapè a cura della Casa Masciarelli. Per l’appuntamento è previsto il tutto esaurito al Vittoria che risulterà gremito in ogni ordine di posti.


 

IL MESSAGGERO (LATINA)

Disagio giovanile e violenze sui minori. La città di ... 

Disagio giovanile e violenze sui minori. La città di Ferentino è stata protagonista della puntata del programma "Domenica In " andato in onda domenica su Rai Uno. Ospiti della puntata, uno dei tre minorenni, protagonisti della presunta violenza su una 12enne, l’avvocato Antonio Mastrangeli e la professoressa della scuola Fracco-Giorgi, la stessa frequentata dai protagonisti della vicenda, Maria Tesera D’Onofrio.

Il discorso è stato aperto proprio da un’intervista del ragazzino che ha parlato dei disagi di Ferentino. «Ho mamma che sta spesso a Roma e papà che per lavoro sta poco tempo a casa. Mi sento poco controllato e quando esco con gli amici la sera, mi ritrovo al bar, consumiamo qualche birra e poi ce ne andiamo in giro. Non abbiamo un programma fisso, può succedere di tutto». Sull’inchiesta solo un accenno: «Ho fatto sesso con la ragazzina, ma non l’ho violentata». Sulla città un giudizio tagliente: «Qui a Ferentino il vero male è che non abbiamo molti luoghi ricreativi».

Poi è stata la volta dell’avvocato Antonio Mastrangeli, genitore di un ragazzo che frequenta la stessa scuola dei ragazzi coinvolti nella vicenda. «Debbo ammettere che mi ha molto colpito l’intervista ad uno dei tre protagonisti - confessa a mente fredda - Purtroppo mi è sembrato un ragazzo senza sogni, senza idee per il futuro. Credo che sia un fatto da non sottovalutare. Tutti, alla stessa maniera, genitori, istituzioni e scuola dobbiamo dare il nostro contributo affinché i nostri giovani crescano bene e lontani dalle tentazioni di violenza. Ferentino purtroppo è un paese dove questi fatti possono succedere».

Proprio queste ultime parole non sono piaciute in città . «Non ha difeso a dovere Ferentino, l’ha sminuita - tuonano l’assessore al commercio Maurizio Berretta e il consigliere di maggioranza Domenico Di Tomassi - Non siamo il paese dei delinquenti ed in più dire che i ragazzi ragionano come gli anziani non è esatto. C’è qualche caso di disagio è vero, ma i nostri giovani non sono inferiori agli altri».


 

AVVENIRE.IT

E’ boom per Italia a tavola nell’ex Urss che sale al 4° posto per le esportazioni agroalimentari 

COLDIRETTI: IN RUSSIA RADDOPPIA L’ EXPORT DELLA “NOSTRA” VODKA 

E’ boom per l’Italia a tavola in Russia dove le esportazioni agroalimentari fanno segnare una crescita record del 9,3 per cento con l’ex impero sovietico che sale al quarto posto tra paesi extracomunitari che hanno maggiormente apprezzato il cibo e le bevande Made in Italy nel mondo. E’ quanto emerge da uno studio della Coldiretti presentato a Mosca dal presidente nazionale Paolo Bedoni, in occasione del Mebel 2006, in cui la partecipazione italiana è organizzata da Veronafiere, e dove ha incontrato l’Ambasciatore italiano a Mosca Vittorio Claudio Surdo, il sottosegretario al Commercio internazionale Milos Budin, il presidente dell’Ice Umberto Vattani, insieme a esponenti del mondo economico italiano e russo. Un vero exploit - sottolinea la Coldiretti - si registra addirittura per la vodka Made in Italy il cui valore delle esportazioni quasi raddoppia (+83 per cento) con una stima di ventimila bottiglie vendute entro la fine del 2006. Si tratta di un esempio emblematico delle opportunità che offre il mercato russo ai prodotti italiani che godono di apprezzamento e simpatia tra i cittadini. Secondo le previsioni della principale organizzazione agricola europea a fine anno le esportazioni agroalimentari nazionali in Russia potrebbero superare per la prima volta i 300 milioni di Euro anche per effetto dei nuovi ricchi che domandano in misura crescente made in Italy nella moda, nell’arredo, nei mobili ed anche nel cibo con gli spumanti italiani che registrano un entusiasmante + 23 per cento nel valore nelle esportazioni. Prodotti status symbol per fortunati che tuttavia - sottolinea la Coldiretti - sembrano destinati a crescere e a consolidarsi nelle abitudini di vita con un aumento della presenza di alimenti italiani come pasta (+17,7 per cento), formaggi (+54,6 per cento) soprattutto parmigiano e grana padano e olio di oliva (+60 per cento), nei primi sette mesi del 2006 secondo i dati Istat. La classifica dei prodotti alimentari Made in Italy maggiormente acquistati dai russi vede - precisa la Coldiretti - al primo posto i vini seguiti dalle carni, dall’uva da tavola, dal caffè e dalla pasta. Il trend positivo del commercio italiano in Russia non riguarda in realtà solo l’agroalimentare, con le esportazioni complessive che nei primi nove mesi del 2006 sono aumentate di ben il 21,4 per cento in valore facendo registrare una delle migliori performance tra tutti i paesi extracomunitari. Un risultato positivo che dovrebbe consolidarsi anche per l’effetto traino esercito dalla vittoria degli azzurri ai mondiali di calcio, uno sport seguito con entusiasmo dai russi. Dopo l’accordo con gli Stati Uniti che ha spianato la strada all’ingresso della Russia nel Wto - ha affermato il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni - si aprono concrete e nuove opportunità su un grande mercato dove l’Italia deve rafforzare la propria identità lavorando sull’immagine, sulle garanzie di qualità e sull’etichettatura di origine trasparente.


 

IL MESSAGGERO (UMBRIA)

IL NERVO SCOPERTO

Marco Caprai: «La qualità, non il maquillage, fa grande il vino umbro» 

di FABIO NUCCI

PERUGIA - «Si studiano tesi a tavolino per dimostrare che la strada da prendere in realtà è quella voluta». Il settore vitivinicolo è ad un passaggio cruciale che per Marco Caprai, condottiero della cantina "griffata" Arnaldo Caprai, non può essere liquidato come una questione di marchio. E non usa mezzi termini quando dice che "il mercato dice cose diverse" da ciò che si sostiene in certi incontri, pur confermando la spaccatura del settore umbro: da una parte i vini eccellenti, dall’altra i cosiddetti "indifferenziati".

«Non c’è niente di più economico del vino italiano - dice Caprai - ma qui si pensa che il problema sia il marketing quando invece esiste un serio problema di qualità. Il potenziale viticolo, anche alla luce della proposta (non ancora approvata) dell’Organizzazione comune di mercato (Ocm) tiene conto di tale realtà: dei 50 milioni di ettolitri prodotti in Italia, 15-20 sono eccedenti e l’Ue ha deciso che non è più il caso di mantenere tale surplus».

Allora ecco che il settore è chiamato a percorrere una strada diversa per allontanare lo spettro di una spaccatura ancora più marcata e di una crisi che per le realtà che già operano al limite (a cominciare dalle cantine sociali) rischia di diventare irreversibile.

«Il potenziale regionale è di un milione di ettolitri, ma pur ipotizzando un consumo più diffuso di quanto non sia oggi, restano fuori comunque almeno 400 mila ettolitri. Un’eccedenza strutturale che non è legata ad una questione di marchio. La qualità è modesta e non a caso si salvano solo le zone che fanno sacrifici: chi investe, chi segue una legislazione più severa. La Docg di Montefalco è arrivata 15 anni fa, quella di Orvieto non è invece arrivata e l’aspetto preoccupante è che i produttori neanche l’hanno richiesta».

Così, mentre a Montefalco ed a Torgiano si era alle prese con disciplinari restrittivi e rigide regole, altrove si facevano altre scelte.

«Si è pensato di risolvere i problemi del vino con operazioni di maquillage, interventi di facciata - osserva Caprai - senza pensare ad esempio a mettere insieme cantine, a programmare a mettere a punto strategie per il territorio: 7-8 anni fa il settore era considerato trainante. Beh, si esagerava allora come si esagera oggi. Non ragioniamo in termini demagogici ma con i numeri: certi convegni servono solo per pubblicizzare le proprie tesi. A volte mi chiedo se siano i convegni a far bene al vino o se sia quest’ultimo a far bene ai primi. Lo scollamento nel settore esiste ma non lo si può risolvere mantenendo l’assetto attuale e pensando che gli agricoltori di tutte le aree possano avere giuste remunerazioni. Non si possono avere 13 cantine sociali tra cui dividere le risorse e non avviare processi per migliorare la qualità».

Nonostante il contesto di accentuata competitività internazionale, con nuove realtà produttive che si affacciano nei mercati (Cile, Australia, Argentina) l’export del vino italiano, nel 2005, ha ripreso una fase di espansione segnando un doppio segno positivo sia per le quantità (+12,5%) che nel valore (+7,5%). Con buone performances anche dei vini da tavola nazionali.

Un trend che spinge a pensare in positivo per il futuro, ma che in Umbria stride con un comparto parcellizzato nel quale in media ogni unità produttiva ha a disposizione appena 0,8 ettari, portandosi dietro tutta una serie di criticità.

«Ci sono problemi di meccanizzazione mai effettuata - osserva Caprai - di costi elevati, di età media degli imprenditori più alta che altrove, con quindi scarso interesse a fare discorsi sulla qualità».

Caprai parla quindi di "opportunità e rischio", con il settore che necessita certo di aiuti esterni ma nel quale ogni imprenditore è chiamato a fare la sua parte. Cominciando, ad esempio, a cogliere le possibilità offerte dal Piano di sviluppo rurale. «Le risorse sono state confermate pur con un quadro nazionale con meno risorse per tutti - fa notare Caprai - e questa è un’occasione da non perdere. Prima di ripartirle vediamo quali sono i problemi, stabiliamo le strategie e confrontiamoci sui numeri, con una programmazione seria che tenga conto di dimensione e redditività».


 

IL MESSAGGERO (ABRUZZO)

Una cornice da favola per una festa internazionale del vino: ... 

Una cornice da favola per una festa internazionale del vino: il Kurhaus, quello che fu il salone delle feste della Principessa Sissi, ha ospitato nei giorni scorsi la quindicesima edizione del Merano International WineFestival. La cittadina altoatesina è diventata la capitale dei palati fini. In degustazione, per esperti ed amanti del vino, una selezionata varietà di bottiglie provenienti da tutto il mondo. La Cantina Tollo è stata presente con due delle sue etichette di punta: il Cagiolo Montepulciano d’Abruzzo 2003 e il Menir Trebbiano d’Abruzzo 2004. Cantina Tollo è stata inserita nella categoria "Italia Top Selected", che comprende 112 aziende italiane che negli ultimi anni si sono imposte sul mercato vitivinicolo di alta qualità.


 

L’Unita

Alcol e fumo, il motto è: Vivere come i grandi

 

Mercoledì, 22 Novembre 2006

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