Martedì 11 Agosto 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 14 novembre 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

ALBANESI.IT

http://www.albanesi.it/risposte/hp402006p1.htm#vino

Nunc est bibendum

Circa una settimana fa un servizio del TG1 (commissionato dalla lobby del vino?) curato da Manuela Lucchini affermava che chi beve vino campa cento anni.

Il contenuto scientifico del pezzo non è nullo, è sotto zero! Per chi voglia approfondire la vicenda rimando a questa bellissima rassegna di tutte le voci che si sono scagliate contro la povera Manuela e il TG1.

Sono ovviamente allineato con le critiche e dubito molto che si campi cent’anni bevendo spesso vino; potremmo però usare la giornalista come cavia anche se forse sta già provando da sola la cura e il pezzo è stato realizzato sotto gli effetti collaterali della terapia...

Voglio però utilizzare il servizio come esempio di decadenza dell’Italia, un Paese che sembra incapace di uscire dai vincoli della tradizione e del vecchio. Il vino ne è un esempio lampante: ci vorrà tempo, ma le leggi contro l’alcol e la conseguente limitazione saranno sempre più severe (come è accaduto per il fumo) e non si vede come basare la propria economia agricola su un prodotto destinato a contrarsi.

È recente la notizia che siamo sprofondati nella lista europea dei Paesi depositari di brevetti, a riprova che l’innovazione tecnologica per gli italiani è un optional. Sempre recente la notizia che mentre gli altri Paesi stanno rivalutando il nucleare, noi continuiamo a rimanere vittime delle paure di 20 anni fa. Come se il progresso non fosse andato avanti e le decine di centrali a meno di 300 km dai confini italiani non avessero sostanzialmente dimostrato che il nucleare è sicuro e meno inquinante del petrolio (gli ambientalisti dovrebbero decidersi: quando parlano di inquinamento da "petrolio e derivati" citano nel mondo decine di migliaia di vittime l’anno. OK, prendiamo il dato per buono. Ma se lo è, perché non preferire il nucleare che in 20 anni ha fatto meno vittime?)


 

VIRGILIO NOTIZIE

SICUREZZA STRADALE/ DE PICCOLI: SERVONO NORME PIU’ DRASTICHE

Per la guida in stato di ebbrezza

Roma, (Apcom) - Servono norme più drastiche per punire chi guida ubriaco. Ne è convinto il viceministro dei Trasporti, Cesare De Piccoli, dopo l’ultimo incidente stradale in cui sono morte due ragazze di Bolzano, travolte da un giovane automobilista ubriaco. "Una tragedia - afferma il viceministro in una nota - che suscita grande emozione. Un’ennesima morte annunciata (*), che riporta con forza all’attenzione di tutti noi i dati allarmanti sulle vittime della strada".

La guida in stato di ubriachezza, spiega De Piccoli, "è purtroppo una delle cause principali dei gravi incidenti che funestano le strade italiane. Questa tragedia ripropone la necessità di intensificare i controlli e aumentare il personale addetto alla sicurezza stradale. Ma ci si deve anche chiedere - conclude il viceministro - se le norme vigenti siano adeguate a fronteggiare questa emergenza o se, come in alcuni paesi europei, non si debbano sanzionare in modo più drastico questi comportamenti".

 

(*) Nota: il giovane (21 anni di età) che guidando ubriaco ha investito e ucciso le due ragazzine era recidivo: poco più di un anno fa gli era stata ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza (vedi articolo successivo).

Avrà modo di arricchire il suo curriculum in futuro, dal momento che, con ogni probabilità, tornerà presto a guidare, con la sua bella patente.

A differenza delle ragazzine uccise, che una patente non la prenderanno mai.


 

L’ADIGE

L’autista ubriaco era recidivo

“Non mi sono accorto di nulla”

di PAOLO FLORIO

Andava a cento all’ora, in un tratto di strada rettilineo poco illuminato, rischiarato solo dai lampioni che segnalano un attraversamento pedonale. E proprio sulle strisce Oswald Pitschl, ventunenne cuoco figlio del sindaco di Aldino, ha travolto e ucciso con la sua Opel Astra versione sportiva due ragazze di quindici anni, Anna Ebner e Stefanie Santa, di Monte San Pietro, frazione di Nova Ponente. L’incidente, che ha sconvolto l’intero Alto Adige ma soprattutto la zona compresa tra Aldino, Nova Ponente e Pietralba, è accaduto domenica pomeriggio.

LA DINAMICA. Al vaglio dei carabinieri di Bolzano ci sono ancora dei dettagli da definire, ma il quadro generale è stato tracciato. Oswald Pitsch, proveniente da Nova Ponente dove lavora come cuoco in un hotel, ha appena attraversato Monte San Pietro e si dirige verso Aldino. All’uscita della zona abitata termina il limite dei 50 km/h e, in corrispondenza delle strisce pedonali illuminate da quattro lampioni, inizia quello dei sessanta. Ma il giovane è già ben oltre ogni ragionevole limite. «Abbiamo messo i 60 km/h - dice il sindaco di Nova Ponente, Bernhard Daum - proprio perché la strada invita a correre. E spesso mando due vigili con l’autovelox sul posto. Ma non è bastato». Pitschl va a cento all’ora, nel suo corpo c’è anche una quantità di alcol non altissima ma comunque superiore allo 0,5 consentito dalla legge. Si parla di una quantità compresa tra 0,8 e 1 grammo.

LO SCHIANTO. Anna a Stefanie, coetanee e amiche da sempre, separate solo dal recente percorso scolastico (una a Bolzano, l’altra a Merano), stanno andando a piedi al Bar Sport, e per farlo devono attraversare la strada provinciale. Hanno appena messo i piedi sulle strisce che, senza nemmeno avere il tempo di vedere i fanali che arrivano ad alta velocità, vengono colpite in pieno dalla Opel bianca con il cofano a scacchi bianconeri. Anna viene scaraventata sul bordo della strada, Stefanie invece viene trascinata per sette-ottocento metri sul cofano dell’auto. Il guidatore dirà poi ai carabinieri, forse per effetto dello choc, di non essersi accorto di nulla. Sul posto arrivano subito i soccorsi, ma non bastano due ore di tentativi di rianimazione per impedire a due famiglie (Anna lascia i genitori ed un fratello, Stefanie i genitori e tre sorelle) di vedersi crollare il mondo addosso.

IL MISTERO. Forse non si saprà mai perché Oswald Pitschl non ha visto le due ragazze, e perché non si sia fermato subito dopo lo schianto. Ma c’è un altro particolare inquietante. Arrestata l’auto nei pressi del campo da golf, il giovane, sanguinante, comincia a vagare sul prato vicino. Una donna lo vede ferito, gli urla di non scappare e va al bar a chiedere soccorsi, pensando ad un incidente. Solo quando si avvicina all’auto distrutta, e vede il corpo di Stefanie, capisce l’enormità della tragedia.

L’ARRESTO. Sentiti i carabinieri, e appurato che il giovane - oltre ad avere ucciso due ragazzine - ha un tasso alcolico nel sangue superiore al consentito, il magistrato di turno Giancarlo Bramante dispone l’arresto ed il trasferimento al carcere di Bolzano, con l’accusa di duplice omicidio colposo. Oggi è in programma l’udienza di convalida dell’arresto.

IL PRECEDENTE. Pitschl era stato fermato nel luglio dello scorso anno mentre guidava in stato di ebbrezza, ed aveva rimediato un mese di sospensione della patente. Nel novembre 2005, dopo una visita di controllo, gli era stato restituito provvisoriamente (per un anno) il permesso di guida. Il 22 novembre prossimo Pitschl avrebbe dovuto ripresentarsi a un nuovo esame davanti alla commissione medica.


 

IL QUOTIDIANO.IT

L’Asaps insiste: revoca definitiva della patente, confisca dell’auto e controlli più numerosi

FORLI’ - Primi 10 mesi 2006.Crescono le sanzioni per guida in stato di ebbrezza +3,2% , ma ancor di più quelle per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti + 17%.

Non si sa se per merito dell’intensificazione dei controlli o perché si beve e si usano più sostanze. Fatto sta che secondo i dati della sola Polizia Stradale nei primi 10 mesi del 2006 le contestazioni ai sensi dell’art.186 per guida in stato di ebbrezza sono state complessivamente 20.585 con un aumento di 639 rispetto allo stesso periodo del 2005, pari a +3,2%.

Nel particolare l’incremento è stato appena dello 0,84% sulla rete autostradale, mentre è stato più rilevante con un +4,29% sulle statali, regionali, provinciali e comunali.

Dati più preoccupanti sul versante dell’abuso di sostanze. Infatti le violazioni contestate dalla Stradale ai sensi dell’art.187, guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti, nei primi 10 mesi del 2006 sono state complessivamente 1.596, cioè 233 in più rispetto alle 1.363 dei primi 10 mesi del 2005, con un incremento percentuale del 17%.

In questo caso l’aumento delle contestazioni sulla rete autostradale è stato del 4,27%, mentre sulle altre strade statali, regionali, provinciali e comunali è stato ben più significativo: +22,39%.

Un dato che deve far riflettere.

Di fronte alla tragedia della strada dell’Alto Adige con due ragazzine uccise da un conducente ubriaco l’Asaps insiste: a chi commette un omicidio in queste circostanze deve essere revocata definitivamente la patente.
Alla seconda violazione accertata (la prima se si supera il limite di 1,2 g/l), anche senza incidente, deve scattare la confisca della vettura condotta.
Ci piacerebbe anche un programma di disintossicazione o un periodo di rieducazione in qualche reparto del traumatologico, ad assistere di persona a come arrivano in ospedale le vittime innocenti di questa guerra subdola e feroce.

In secondo luogo, si devono mettere in strada più pattuglie e dare loro ciò che serve: etilometri e precursori per la droga. E poi dobbiamo darci subito un traguardo: “per Natale e Capodanno faremo almeno 200mila controlli…”, come fanno i francesi, gli spagnoli, i tedeschi e gli inglesi. Come fanno tutti, eccetto noi.
Lo ricordiamo ancora una volta? Francia: tra i 5 e gli 8 milioni di controlli all’anno; Italia: nemmeno 200mila.
Infine l’educazione. Che forse sarebbe bene mettere in testa a tutto.
Siamo nel paese dove bere è sciccoso, dove il primo cocktail pesante viene fatto bere ai dodicenni, dove siamo martellati di pubblicità di alcolici e superalcolici. Dove le sostanze possono coesistere di fatto con la guida.
Siamo un paese al quale la sicurezza stradale sembra dar fastidio. Dove non c’è sicurezza, c’è violenza. E si vede.


 

L’ADIGE

Il dottor Pellegrini plaude alla serata della Rurale per gli anziani

 «Bella festa, non c’erano alcolici»

 «A nome di molti operatori pubblici o del privato sociale attivi nell’ambito della tutela della salute pubblica e della promozione della salute vorremmo congratularci con gli organizzatori della festa "libera da alcol" al palazzetto dello sport rivolta ai soci over 55 della Cassa Rurale di Rovereto». Lo afferma il dottor Luigino Pellegrini, Coordinatore Servizio Alcologia del Distretto Sanitario Vallagarina. «In particolare - dice - rispetto all’alcol iniziative "alcool free" sono presupposto indispensabile, segnale educativo chiaro per poter chiedere anche alle associazioni giovanili responsabilità e scelte coraggiose nell’organizzazione di feste o concerti».


 

L’ADIGE

L’alcol non fa la festa a 200 giovani

 Tutte le iniziative in campo da Ossana a Commezzadura

 di PIERO MICHELOTTI

VAL DI SOLE - Lo scorso fine settimana, in tutta la Val di Sole, è stata riproposta l’iniziativa «Oggi alcol? No Grazie!», appuntamento inserito nel progetto «L’alcol non mi fa la festa: se guido non bevo», promosso dal Coordinamento alcol, guida e promozione della salute della Valle di Sole e dal Comprensorio. L’iniziativa rientra tra le molteplici altre attività promosse dal coordinamento, che ha come referente principale il dottor Alberto Pasquesi , responsabile del Servizio alcologia della Val di Sole e che raggruppa anche diversi sindaci, rappresentanti del mondo della scuola, delle associazioni e società sportive, progetto giovani, forze dell’ordine, che da qualche anno ormai si ritrova per formulare proposte e proporre iniziative a favore dei ragazzi. Il tema dell’alcol viene trattato su più fronti, dall’ambito scolastico a quello sportivo, da quello familiare a quello istituzionale, cercando di fare rete per affrontare assieme un problema che, per una sorta di retaggio culturale, non viene spesso considerato come un reale pericolo, ma rappresenta piuttosto un modo di essere ed uno stile di vita dal quale non è facile affrancarsi. Ecco quindi che il comitato propone iniziative diversificate atte a far conoscere i reali pericoli che l’uso dell’alcol comporta. Degno di menzione il lavoro prodotto dagli studenti della scuola media di Ossana che, dopo aver discusso con i docenti sul problema alcool, hanno realizzato dei lavori esposti nell’atrio della scuola. Altro settore d’intervento ha visto l’affissione in tutti i locali pubblici di colorati manifesti con la scritta: «Oggi alcool. No Grazie» e anche i sindaci hanno inviato ai gestori dei bar un invito a sostenere l’iniziativa di non consumare bevande alcoliche nella giornata di domenica. Sabato sera, inoltre, presso il bar Bucaneve di Commezzadura, la giornata «alcool free» ha avuto la sua anteprima con il concerto dei Rebus promosso dal comitato. Durante la serata i volontari dello Stente SaniBus, hanno distribuito a quanti consumavano bevande analcoliche biglietti di una lotteria i cui premi sono stati estratti al termine del concerto. L’alta partecipazione alla serata è stata confermata dagli oltre 200 biglietti distribuiti, a dimostrazione di come i giovani si possano divertire anche senza far uso di alcol. Anche nella giornata senz’alcol di domenica si è parlato del problema, durante l’annuale incontro dei club degli alcolisti in trattamento della Valle di Sole. Il tema di quest’anno è stato «L’esperienza nel Club». Momento particolarmente vissuto dai numerosi partecipanti e allietato dal concerto del coro giovanile Arcobaleno di Ossana.


 

L’ADIGE

BREVI

Mezzocorona contro l’alcol

È in programma questa sera la seconda serata informativa di «Alcol, il piacere di conoscerti». L’appuntamento è alle ore 20 nella sala riunioni della biblioteca comunale (Via Baron Cristani, 1). Partecipando alle serate l’unico «rischio» che si corre è quello di sapere qualcosa in più sull’argomento Tutta la popolazione è gentilmente invitata.


 

L’ADIGE

Levico e altri comuni chiedono a Grisenti un collegamento notturno tra i paesi e Trento
Un tram chiamato desiderio
Dalla Valsugana la richiesta di un bus per i giovani

di NICOLA MARCHESONI

LEVICO - «Speriamo che la Provincia comprenda l’importanza dell’istituzione di un collegamento notturno tra Trento e la Valsugana. A chi abita in periferia va data la possibilità di vivere la città di sera, non solo di giorno». È un vero e proprio appello quello lanciato da Tommaso Acler , consigliere comunale di maggioranza con delega alle politiche giovanili. «Se un ragazzo non ha la macchina - dichiara l’esponente di Impegno per Levico - e risiede in una località lontana dal capoluogo, è penalizzato rispetto ai suoi coetanei di Trento. Per lui andare al cinema, frequentare le biblioteche universitarie oppure socializzare è semplice utopia. Dobbiamo porre fine a tale situazione. Diversi amministratori dei comuni della Bassa ed Alta Valsugana stanno appoggiando la mia azione. A breve verrà spedito all’assessore provinciale Silvano Grisenti un documento in cui faremo presente le cose che ho appena esposto». Tommaso Acler spiega quali requisiti dovrebbero avere le corse notturne: «Chiediamo un treno o una corriera che, ogni giorno, dopo la mezzanotte, colleghi Trento a Borgo. Se ciò non fosse possibile lo si faccia almeno dal venerdì alla domenica. Stiamo parlando di un servizio che oltre ad andare incontro alle esigenze dei ragazzi, potrebbe essere sfruttato anche dai turnisti». Tommaso Acler, oltre a cercare di risolvere questo annoso problema, sta portando avanti una lunga serie di progetti legati ai giovani: «Da circa un anno Carlo Stefenelli mi ha affidato l’incarico di seguire il mondo giovanile. In pochi mesi sono riuscito, insieme all’assessore Arturo Benedetti, a fare parecchie cose per i ragazzi. Pensiamo ai festival musicali di successo organizzati nel periodo estivo nella Spiaggia Libera». Una delle iniziative di cui Acler va più fiero è la «Giornata senza alcool»: «Non avrei pensato che una manifestazione così particolare potesse riscuotere un ampio consenso tra gli adolescenti. La ripeteremo. Nel 2007, anzi, la vogliamo proporre non una, ma due volte». Il suo sogno nel cassetto, però, è riuscire a regalare ai giovani di Levico un punto di ritrovo: «Da tempo insieme alla giunta - dice a tal proposito Tommaso Acler - sto cercando di vedere se in città c’è una sala o un edificio che possa essere trasformato in un luogo su misura per i ragazzi. Attualmente manca. Altrove, pure in realtà a noi vicine, esiste. I giovani me lo domandano in continuazione: hanno la necessità di avere a loro disposizione una struttura del genere». E chiude: «Lavorare con coloro che saranno i cittadini del futuro mi sta dando un’enorme soddisfazione. Abbiamo il compito di ascoltare le loro richieste e, se possibile, cercare di capirle e accontentarle. Non farlo significherebbe commettere un grave errore».


 

L’ADIGE

Movimentato episodio notturno ai giardini Verdi di Riva fra due gruppi di giovani alticci

Botte e fuga all’arrivo delle forze dell’ordine

Vecchie ruggini, un bicchiere di troppo e alla fine una ventina di giovani sono arrivati alle mani ai giardini Verdi di Riva del Garda. Una scazzottata d’altri tempi, qualcuno dice con il pretesto della politica o più semplicemente per antichi rancori mai sopiti. È volata anche qualche bottiglia, ma poi alla fine a mettere d’accordo i rivali è stato l’arrivo delle forze dell’ordine. A quel punto è scattata la decisione unanime e trasversale ai due «partiti»: darsi tutti alla fuga e... nemici come sempre. Il movimentato episodio è accaduto l’altra sera, verso le 24. I due gruppi antagonisti si erano ritrovati allo stesso pub di viale Dante, e - complice qualche birra di troppo - avevano cominciato a punzecchiarsi. A quel punto il gestore del locale, che dispone di una security interna, ha fatto capire ai ragazzi come la loro esuberanza non fosse gradita all’interno del pub. Il gruppo è stato così invitato ad uscire. Una volta all’esterno, le provocazioni si sono fatte più pesanti e nei giardini davanti al pub sono cominciati a partire pugni, calci e schiaffoni. È volata anche qualche bottiglia vuota di birra, ma niente catene o bastoni o peggio ancora, assicura un testimone, che ha subito chiamato le forze dell’ordine. A quel punto sono arrivate una «gazzella» dei Carabinieri e una «volante» della Polizia. Ma dei facinorosi non c’era più traccia. Di fronte alla prospettiva di finire in guai seri, la ventina di ragazzi aveva deciso di troncare l’animata discussione e di accantonare ogni rivalità per aderire con entusiasmo (anche se con qualche livido) al partito trasversale della «grande fuga».


 

IL MESSAGGERO

Ucciso e buttato tra i rifiuti della compattatrice 

Il cadavere di un romeno, Constantine Stojca, 31 anni, è stato trovato ieri mattina nella discarica di stoccaggio della zona di Roncigliano. Lo ha visto un operaio che ha dato l’allarme. Il corpo è pieno di ematomi ed altre ferite. I carabinieri ritengono che si tratti di un omicidio, da un primo esame del medico legale l’uomo ha il volto tumefatto e altre lesioni in tutto il corpo, le ferite non sarebbero compatibili con l’ipotesi che sia stata la compattatrice a provocarle. La morte risalirebbe a non più di 24, 36 ore prima del ritrovamento. Ma solo l’autopsia potrà stabilire con certezza la causa della morte. Il romeno indossava un paio di jeans, una felpa con cappuccio bianca con disegnato un falco e scarpe da ginnastica nere. Nelle tasche dei pantaloni i militari di Castelgandolfo hanno trovato 70 euro, questo farebbe ritenere che non si è trattato di un omicidio per rapina, ma piuttosto un regolamento di conti o una rissa tra stranieri. Possibile che l’uomo si sia pestato con altri connazionali ubriachi all’uscita di qualche locale. L’uomo non ha precedenti. Nelle tasche non sono stati trovati documenti, forse sono andati perduti tra i rifiuti. E i carabinieri hanno impiegato tutto il giorno prima di identificarlo.

Constantine Stojca è stato riconosciuto grazie al confronto delle impronte digitali. L’uomo aveva un decreto di espulsione perché era scaduto il suo permesso di soggiorno, per questo negli schedari della scientifica dei carabinieri di Velletri erano inserite le sue impronte. Il corpo è finito tra i rifiuti durante le operazioni di scarico di ieri mattina, ma dove è stato caricato? Secondo i carabinieri è probabile che il cadavere sia stato prelevato dall’autocompattatore da un cassonetto di Genzano o di Velletri, gettato lì dentro dall’assassino o dagli assassini.

I militari stanno anche controllando le comunità di stranieri che vivono ai Castelli, per cercare di scoprire chi frequentava Constantine, e in che giri era finito.

P. Vu.


 

IL GAZZETTINO (TREVISO)

DAL TRIBUNALE

"Pizzicato" ubriaco in motorino 38enne dovrà pagare 2000 euro

 Pieve di Soligo

(l. a.) È costata 2.000 euro, al 38enne pievigino M. L., la scelta di non dare retta ai Carabinieri che in una notte d’estate del 2004, vedendolo alticcio in piazza Vittorio Emanuele II, gli consigliarono di non mettersi alla guida di veicoli. L’uomo, recidivo, è stato condannato ieri lunedì dal giudice Deli Luca del Tribunale di Conegliano a pagare allo Stato un’ammenda di 2.000 euro in sostituzione di 40 giorni di arresto per guida in stato di ebbrezza e rifiuto di sottoporsi all’alcoltest.

Il dibattimento di ieri ha ricostruito i fatti del 30 luglio 2004 in pieno centro e in via Sant’Anna: erano circa le 2 di notte e una pattuglia dell’Arma trovò M. L. seduto su un muricciolo in piazza Vittorio Emanuele II, visibilmente alticcio. Ai militi che gli chiesero come fosse arrivato fin lì, l’uomo avrebbe risposto: "Con il motorino". "Non guidarlo finché non sarai sobrio" la raccomandazione dei Carabinieri, che M. L. avrebbe trasgredito visto che poco dopo la stessa pattuglia lo fermò mentre correva in via Sant’Anna in sella a un vecchio Ciao Piaggio, ancora alticcio. Alla richiesta dei militari di sottoporsi al test alcolimetrico, M. L. avrebbe contrapposto un rifiuto sostenendo di non trovarsi alla guida di un’auto.


 

IL MESSAGGERO (CIVITAVECCHIA)

Scene da far west: cinque marines denunciati 

Pub scambiati per saloon, molestie, minacce e botte da orbi. Scene da far west come nella migliore tradizione dei film americani, insomma, solo che ad impersonarle non c’era il mitico John Wayne, bensì alcuni marines in carne ed ossa, imbarcati sulla maxi portaerei attraccata in questi giorni al porto, che, completamente ciucchi, hanno reso la nottata tra domenica e ieri decisamente impegnativa per gli uomini del Commissariato.

L’episodio più grave ha avuto per protagonista un capitano appena tornato dall’Iraq. Il graduato, in libera uscita, è entrato da solo in un locale di via Trieste e dopo aver bevuto come una spugna ha cominciato a infastidire e minacciare i presenti. Poi è addirittura salito sul bancone. I titolari hanno allora chiamato il 113. All’arrivo degli agenti, il capitano è salito buono buono sulla volante, ma una volta negli uffici di viale della Vittoria si è scagliato contro di loro. Inevitabile a quel punto la reazione. Bilancio: due poliziotti leggermente feriti e nottata in osservazione al San Paolo per il soldato americano, che ieri mattina è stato riconsegnato al comandante della portaerei. Quest’ultimo si è scusato col vice questore Sergio Quarantelli e ha assicurato una severa punizione per il capitano, che per la cronaca è stato denunciato per violenza, resistenza, lesioni e molestie.

Denunciati anche altri quattro marines a loro volta autori di bravate sul lungomare Thaon de Revel. I militari statunitensi, anche loro ubriachi, hanno prima rubato dei bicchieri in un bar e poi hanno importunato dei passanti. Anche in questo caso è intervenuta la polizia, che dopo un breve inseguimento e qualche scambio di “carezze” li ha fermati. I quattro sono stati denunciati per resistenza, molestie e furto.

Da segnalare che altri marines protagonisti di atti vandalici sono stati mandati dalle autorità Usa a riparare i danni provocati. Così ieri mattina un gruppetto di loro ha provveduto a ridipingere la ringhiera della Marina. Per tutti i denunciati, invece, consegna a bordo e guai seri in vista.


 

IL MESSAGGERO (ANCONA)

Patassi: i disordini? Non c’entriamo 

 Prima la rissa degenerata con due giovani picchiati a sangue da un gruppo di albanesi, poi il caso di ragazzo di 22 anni in stato di ebbrezza salvato da un principio di assideramento dagli agenti della Digos. Due episodi accaduti nel parcheggio esterno della discoteca Odissea che non sembra preoccupare il locale da ballo. «Le persone vengono picchiate anche fuori dai centri commerciali - dice Eugenio Patassi, gestore dell’Odissea - ma nessuno lo scrive. Noi vendiamo divertimento e non abbiamo colpa di quello che accade al di fuori del locale. Maggiori controlli esterni ? Non sono previsti». A far vigilare il locale e le altre discoteche della provincia ci ha pensato il questore Giorgio Iacobone, con la collaborazione del commissariato di Osimo guidato dal dirigente Filippo Materi, predisponendo pattugliamenti mirati. Gli agenti della Polizia, nell’ultimo weekend hanno proceduto al sequestro di numerosi dosi di cocaina e marijuana, segnalando alla Prefettura 12 giovani tra i quali anche un minorenne. Ritirate, come disposto dalla legge, 7 patenti di guida.

Ma.Verd.


 

LA PADANIA

Lotta contro l’abuso di alcool

FRANCESCO LENA, Bergamo

 “Alla salute”, in Italia è l’augurio che si pronuncia nel fare, un brindisi con gli amici. Paradossalmente, però, milioni di persone in tutto il mondo, perdono la vita a causa di bevande alcoliche. Questo si può facilmente riscontrare nel drammatico fenomeno degli incidenti stradali. Nel nostro Paese circa la metà di questi eventi traumatici sono legati al consumo di bevande alcoliche. Tragedia nella tragedia, di questa metà circa il 50% delle vittime d’incidenti stradali, sono cosi dette vittime da alcol passivo, ovvero persone investite da guidatori in stato di ebbrezza. Non dimentichiamo gli infortuni sul lavoro, causati dall’alcol. e i problemi presenti nelle famiglie, dove ci sono bevitori. per non parlare delle malattie provocate dall’abuso di bevande alcoliche. Ricordiamoci anche dell’enorme costo per lo stato, quindi per ognuno di noi, per sostenere i problemi alcol correlati. Occorrono più trasmissioni informative e di educazione alla salvaguardia della salute. Stesso discorso vale per le scuole. Anche il governo deve inserire nei suoi piani un progetto sul problema alcool, in collaborazione con le forze dell’ordine pubblico e tutte le istituzioni. Tutti insieme, dobbiamo fare molto di più, metterci impegno, darci da fare, essere protagonisti e non spettatori per salvare il maggior numero possibile di coloro che sono entrati in questo abisso senza fine.


 

QUOTIDIANO.NET

BEBE’ IN ARRIVO

Nicole Kidman è in dolce attesa

L’attrice australiana, ex moglie di Tom Cruise, aspetterebbe il primo figlio dal neo-marito Keith Urban. Sembra però che il cantante, ricoverato per disintossicarsi dall’alcol, non sappia "se è il momento giusto per avere questo bambino"

Palm Springs, - Nicole Kidman è incinta e, stando al ’National Enquirer’, avrebbe rivelato la futura maternità al marito Keith Urban, ricoverato nella clinica riabilitativa Betty Ford di Palm Springs per curare la sua dipendenza dall’alcolismo, durante l’ultima visita del 29 ottobre scorso.

I due test di gravidanza fatti a casa avrebbero confermato la circostanza. Secondo una fonte del giornale americano, Keith sarebbe felicissimo (la Kidman ha due figli adottati con l’ex marto Tom Cruise) ma al tempo stesso preoccupato: "Lui sa quanto disperatamente Nicole volesse un bambino, ma teme che questo possa non essere il momento giusto..."

Urban dovrebbe essere dimesso dalla clinica il 19 novembre prossimo, dopo 30 giorni di cura. E’ stata Nicole a spingerlo al ricovero spontaneo, preoccupata dalle sue condizioni, e Urban ha scelto questa soluzione per non perdere la moglie, sposata appena quattro mesi fa. Ma adesso questo bambino potrebbe comprometterne la guarigione, anche se la Kidman spera che proprio il bambino possa servire a salvare il suo matrimonio.


 

LA PROVINCIA DI CREMONA

Rissa a Casalmorano Oggi gli interrogatori

Casalmorano — Saranno interrogati questa mattina nella sala magistrati del carcere di Cremona i due egiziani arrestati sabato sera, dopo che, nel corso di una rissa di fronte al bar Gipsy, si erano scagliati contro i carabinieri della stazione di Soresina, colpendo due militari con pugni e calci. I due, uno clandestino e l’altro operaio regolare, entrambi residenti a Soresina, erano stati bloccati non senza fatica e poi ammanettati per ’resistenza, oltraggio, minacce e lesioni a pubblico ufficiale’. Rischiano, adesso, una condanna pesante. Tutto perchè, stando a quanto si è appreso, erano decisamente ‘eccitati’ a causa del troppo alcol nelle vene. Poi, in pochi istanti, la violenza.


 

LA PROVINCIA DI CREMONA

Si ribalta nel fossato con l’auto Troppo alcol, ritirata la patente

CASALMAGGIORE — Aveva bevuto troppo (quettro volte oltre il consentito) ed è andato fuori strada con la sua automobile. L’aver alzato il gomito gli è costato il ritiro della patente, la denuncia a piede libero per guida in stato di ebbrezza e la decurtazione di 10 punti dalla patente. Se a questo aggiungiamo i danni all’auto e le contusioni riportate, si può configurare come disastrosa la domenica mattina di P.M., un 38enne residente a Casalmaggiore.

L’uomo, poco prima delle otto di mattina, era alla guida della sua Lancia Y quando, per cause al vaglio della Polstrada di Mantova, ma probabilmente legate all’alterazione, ha perso il controllo della vettura mentre si trovava tra Asola e Casalmoro. La macchina si è capovolta in un fossato adiacente alla strada, nel quale c’erano circa 20 centimetri d’acqua. Il 38enne è riuscito da solo, nonostante il grave trauma facciale riportato, ad uscire dalla Lancia. Sul posto è giunta un’ambulanza del 118 che ha poi trasportato il casalese all’ospedale di Asola. Dall’esame del sangue con alcoltest dal quale è emerso un tasso di alcolemia pari a 2,10 gr/litro (in Italia Il tasso alcolemico consentito è 0.5 gr/litro). (d.baz.)


 

LA PROVINCIA DI CREMONA

Extracomunitario ubriaco viene denunciato dalla polizia

Un marocchino è stato denunciato per ubriachezza molesta sabato sera da agenti del commissariato di polizia di stato di Crema. L’uomo verso le 20,15 è entrato in un bar e ha chiesto da bere. La ragazza dietro al bancone si è rifiutata di versagli la birra che aveva chiesto. «Hai già bevuto abbastanza, non posso darti la birra, vattene». L’uomo ha insistito, alzando la voce e insultando pesantemente la ragazza. Alcuni avventori hanno cercato di calmarlo ma non c’è stato nulla da fare. Il gestore del locale ha quindi chiamato le forze dell’ordine. Sul posto una volante della polizia che ha preso i dati dell’extracomunitario e lo ha denunciato.


 

VARESENEWS

Busto Arsizio - Sequestrati dalla Polizia 100 grammi di droga e 13mila euro in contanti a un italiano e un albanese, complici in un lucroso giro di spaccio

Spacciavano coca in casa, due in manette

E’ terminata con due uomini in manette e circa cento grammi di cocaina sequestrata l’operazione portata a termine in questi giorni dalla squadra investigativa del Commissariato di Polizia di Busto Arsizio. Un giro di spaccio in un’abitazione del centro città è stato difatti sgominato dagli inquirenti dopo una serie di appostamenti, seguiti questa mattina dall’arresto di un uomo di 38 anni, incensurato, e di un cittadino albanese di 26 anni che si trovava agli arresti domiciliari nell’appartamento. I due erano oggetto di un’indagine di polizia, e gli agenti dopo alcuni appostamenti e controlli sono andati a colpo sicuro: dalla perquisizione sono saltati fuori droga e soldi a volontà. Cento grammi in tutto la coca, suddivisa in "sassetti", assieme a sostanze da taglio e ad un frullatore impiegato per il taglio stesso - pratica che consente enormi guadagni, triplicando la quantità "ufficiosa" dello stupefacente. Da circa 100 grami di cocaina si possono così ricavare anche 15.000 euro con lo spaccio al dettaglio. Consistente anche la quanità di denaro sequestrata: circa 13mila euro in contanti, con ogni probabilità provento dell’attività illecita.

I due sono finiti nel carcere cittadino, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

"L’aumento del consumo di sostanze stupefacenti, ma anche di alcool, è un fenomeno sociale che avviene sotto gli occhi di tutti" ha commentato il vicequestore Francesco Scalise. "Inoltre è preoccupante notare che c’è chi, agli arresti domiciliari, riesce lo stesso a spacciare e fare soldi illecitamente".


 

IL GAZZETTINO (VICENZA)

UBRIACO

S’assopisce all’incrocio

Verso le 2.40 di domenica, B.R. 27enne di Cismon, con il suo Crysler Voyager si era fermato nel mezzo dell’incrocio tra via Ca’ Rezzonico e via Ca’ Baroncello. Allarmati, alcuni automobilisti hanno chiamato una Volante che non ha fatto altro che... svegliare il conducente. Più che il sonno, immediatamente gli agenti hanno capito che a far addormetare l’autista era stato l’alcol, alle analisi risultato quattro volte il consentito. Ritirata la patente, denunciato per guida in stato di ebbrezza.


 

IL GIORNALE DI VICENZA.IT

Un giovane di Cismon “svegliato” dalla polizia e denunciato

Si addormenta al volante nel bel mezzo dell’incrocio

(ca. b.) Gli avevano detto che se sei ubriaco devi fermarti. E lui ha preso alla lettera il consiglio. Intorno alle 2,40 di domenica, al volante della Chrysler Voyager intestata ad un famigliare, si è inchiodato in mezzo all’incrocio fra via Ca’ Baroncello e via Capitelvecchio a Ca’ Rezzonico e ha preso sonno.

Lo hanno svegliato gli agenti del Commissariato, allertati da alcuni automobilisti di passaggio che si sono trovati davanti il monovolume in mezzo all’incrocio. B.R., 27 anni, di Cismon, si stava riposando immerso nei vapori dell’alcol. Fatto scendere dal veicolo denunciava tutti

Mercoledì, 15 Novembre 2006
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