Sabato 08 Agosto 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 26 ottobre

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

 

ASAPS

Guida in stato di ebbrezza, avanti la confusione…

Da un articolo di giornale, il polso di quanta incertezza c’è in Italia in materia di circolazione stradale (e di sicurezza…)

Da “Sanremo News”

Prima di commentare, facciamo una precisazione: non ce l’abbiamo con nessuno. Né con l’articolista, che evidentemente non mastica appieno il linguaggio giuridico, ma che giustamente racconta il fatto di cronaca, né con l’ebbro, che fa il suo interesse, né con l’avvocato, che per farla passar liscia al proprio cliente deve tentarle tutte. Anche render pubblica, forse, la causa che lo vede difendere un giovane accusato di guida in stato di ebbrezza.

Imperia: bere una birra non basterebbe per essere ubriachi

Potrebbe non essere più sufficiente per condannare, in sede penale, un automobilista che, dopo aver bevuto una birra, ha visto l’etilometro superare i normali parametri, fissati a 0,50 mg. Dovrà, invece, essere necessario verificare altri parametri, in modo da provare l’idoneità alla guida e l’eventuale pericolosità dell’automobilista stesso. Si tratta di una serie di presupposti a cui è arrivato l’avvocato imperiese Mario Leone, che ha chiesto l’assoluzione di un giovane 24enne che, durante il controllo effettuato con l’etilometro dai Carabinieri, aveva 1,88 mg di tasso alcolico. In quel caso i Carabinieri sequestrarono la patente del giovane, poi affidato ad un amico che viaggiava al suo fianco, che lo accompagnò a casa. Il 24enne, però, ha dichiarato al giudice monocratico che, in quell’occasione, aveva bevuto solo una birra e che, sia lui che l’amico non erano ubriachi, malgrado il tasso alcolico. L’avvocato Leone, quindi, dopo essersi appellato ad alcune sentenze del tribunale, ha evidenziato come non basterebbe superare i limiti per essere considerato pericoloso. Secondo l’avvocato la pericolosità ci sarebbe nel caso in cui l’automobilista procede a zigzag o altro, ma in questo caso non è avvenuto. Il giudice, Claudia Ardoino ha ammesso la testimonianza, aggiornando il processo al 22 gennaio prossimo per le conclusioni.

Il commento (promemoria scientifico per tutti, anche per l’avvocato)

Come avete letto, l’avvocato sostiene che il proprio cliente – che ha evidenziato un tasso alcolemico di 1,88 g/l – era perfettamente in grado di guidare, e che avendo bevuto solo una birra, non ci sarebbe stato nessun pericolo. Noi non vogliamo portare il dibattimento fuori dell’aula del tribunale, però qualcuno sì, e noi accettiamo la provocazione. Ci sono due bugie di fondo, oltre ad alcune inesattezze: una la dice proprio l’ebbro, quando sostiene di aver bevuto una sola birra. Forse la birra era in un boccale di 5 litri, oppure abbiamo a che fare con l’organismo di un bambino di 5 anni. Le ricerche dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in perfetta sintonia con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), hanno dimostrato che un uomo normale deve berne almeno 3, di birre – e parliamo di boccali da 330 ml – per raggiungere la soglia di ebrietà (0,5 g/l) e mantenerla per un certo periodo di tempo. Altro che una, caro avvocato: il cliente si deve essere dato davvero da fare per superare di 3 volte il limite massimo previsto dalla legge, che non è solo italiano, ma che è di molti paesi occidentali. In molti altri il limite è assai più basso o addirittura è vietato associare alcol alla guida. In ogni caso, già a 0,2 g/l, è rilevato dagli scienziati il primo segno di cedimento. Si abbassa la percezione di rischio ed anche i riflessi sono lievemente disturbati. A 0,4 g/l, invece, le capacità di vigilanza e di elaborazione mentale rallentano bruscamente; le percezioni ed i movimenti, o le manovre, vengono eseguiti bruscamente con difficoltà di coordinazione.
Ma veniamo al sodo.
Quando nel nostro organismo raggiungiamo la soglia massima di alcol prevista dalla legge, in materia di circolazione stradale, quali sono le conseguenze? In sostanza, in che stato siamo?
A 0,5 g/l, il campo visivo si riduce prevalentemente a causa della riduzione della visione laterale. Diviene insomma difficile, se non impossibile, controllare lo specchietto retrovisore o controllare le manovre di sorpasso; la percezione degli stimoli sonori, luminosi ed uditivi si riduce del 30-40 %, e con essa capacità di reazione.
Oltre, la condizione di ebbrezza diviene davvero precaria: a 0,6 g/l,  movimenti ed ostacoli vengono percepiti con notevole ritardo e la facoltà visiva laterale è compromessa, mentre a 0,7g/l i tempi di reazione non sono più compatibili con la guida. Non c’è più coordinamento nei movimenti, ed aumenta la confusione. Vogliamo continuare? A 0,9 g/l l’adattamento all’oscurità, la capacità di valutazione delle distanze, degli ingombri, delle traiettorie dei veicoli e delle percezioni visive simultanee (per esempio di due autoveicoli se ne percepisce solo uno) sono un blando ricordo.
Al doppio della quantità legale, 1 grammo di alcol per litro di sangue, l’ebbrezza è definita dall’ISS come “franca e manifesta”: c’è euforia ma ci sono anche disturbi motori che rendono precario l’equilibrio. La capacità di attenzione è inesistente, la capacità visiva ai livelli minimi ed i tempi di reazione assolutamente inadeguati. L’ebbro si distrae, invade la corsia opposta, si diverte a far sbandare l’auto, tende a guidare al centro della carreggiata o semplicemente non riesce a valutarne la posizione. In queste condizioni, basta un faro puntato negli occhi per far perdere al conducente in stato di ebrietà il controllo dell’auto, in relazione al recupero molto lento della visione dopo un accecamento transitorio. La stessa cosa avviene per gli stimoli acustici: il clacson passa inosservato. Oltre la soglia dell’1 g/l, lo stato di euforia viene sostituito da uno stato di confusione mentale e di totale perdita della lucidità con conseguente sopore e sonnolenza molto intensa.
E qualcuno vorrebbe far credere che con una soglia alcolemica di 1,88, la guida non è un problema.
Ci sembra di poter dire, insomma, che la tesi dell’avvocato non regge.
L’analisi della sinistrosità, consente oggi di affermare che l’uso di alcol è una delle principali cause di incidente stradale con esito mortale. Forse la prima, dopo la velocità, ma comunque entrambi i fattori sono assolutamente legati tra loro. Abbiamo parlato di uso, e non di abuso: questo perché la scienza ci ha ormai chiarito che la correlazione tra alcol e incidenti stradali è significativa anche quando l’assunzione di questa sostanza psicoattiva è in quantità ridotte. Insomma, un bicchierino non incide sulla capacità di condurre, ma riduce in chi è al volante la percezione del rischio, quella di giudizio e di critica. La rapidità di riflessi è compromessa a causa dell’allungamento del tempo di reazione del 38% per i segnali sonori, del 30% per quelli luminosi e del 50% per la visione periferica.
Se poi anche a modeste quantità di alcolici si associano farmaci o psicofarmaci, l’effetto depressivo sul sistema nervoso centrale si accresce, con tutti i rischi connessi.
Una ricerca elaborata in Spagna dalla Direzione Generale del Traffico (DGT), ha dimostrato che l’alcol è responsabile diretto di una percentuale tra il 30 ed il 50% della mortalità stradale. Lo studio scientifico è stato realizzato dall’Istituto Nazionale di Tossicologia, che nel 2004 ha effettuato 1.389 autopsie su altrettanti conducenti uccisi in incidenti stradali: tra questi, il 36,1% avevano alcol nel sangue, dei quali il 30,3% evidenziava valori oltre il limite consentito dalla legge (0,5%). Un attento analista del fenomeno capisce che anche sotto la soglia di legge nessuno può garantire l’assenza di effetti  incompatibili con la guida, peraltro ampiamente dimostrati fin dallo 0,2%. A differenza di quanto accade puntualmente in Italia, dove si continua a ritenere che il limite dello 0,5% sia eccessivamente basso, in Spagna la percezione del rischio si è consolidata, soprattutto in chi informa, previene e reprime.
Uno studio analogo è stato effettuato in Canada, in Québec, dove l’alcol è considerato – su dati statistici – la prima causa di incidente mortale sulle strade: secondo le informazioni raccolte dal governo locale, infatti, nel solo 2003 l’assunzione di sostanze alcoliche ha causato 240 decessi, 1.100 invalidi permanenti e 2.500 feriti.
In Francia, la Prévention Routière stima che permanentemente circa il 3% dei conducenti sia sotto l’effetto dell’alcol, fornendo anche un profiling dell’ebbro: non si tratta di un etilista, ma di un “acuto”, che in caso di incidente finisce 1 volta su 3 fuoristrada o contro un ostacolo fisso. La percentuale di ebbri sulla strada aumenta però nelle notti del fine settimana, quando i controlli della Gendarmeria e della Polizia Nazionale hanno rilevato fino al 30% di positivi: in 1 caso su 2 si tratta di giovani appena usciti dalle discoteche. Alcuni esperti transalpini ritengono che il rischio di incidente stradale mortale sia doppio quando il conducente abbia una percentuale di alcol nel sangue da 0,2 a 0,5% e si moltiplichi per dieci da 0,5 a 0,8%. C’è da riflettere a pensare che per una persona con tasso alcolemico compreso tra 0,8 e 1,2 g/l la possibilità di restare uccisa al volante è 35 volte superiore rispetto ad una sobria. Su una cosa c’è comunque uniformità: 1 incidente mortale su 3, in Francia, è dovuto all’alcol.
Per questo le sanzioni sono durissime e in caso di recidiva o di tasso alcolemico elevato si va in prigione per 3 anni, si pagano 4.500 euro di ammenda, si perde la patente e per tre anni non è possibile ottenerla di nuovo: in più le assicurazioni non corrispondono rimborsi ai propri assicurati (solo alle controparti pretendendo poi dal contraente la restituzione di quanto dovuto), non pagherà loro l’avvocato difensore e una volta definita la pratica subirà un aumento della polizza del 400%.
Assolvere il giovanotto, che non era ebbro, ma assolutamente ubriaco, ci sembrerebbe un’assurdità. E poi, si tratta di un reato di pericolo, e non di danno. Ma tutto questo conta?

Lorenzo Borselli


 

LA STAMPA (Specchio dei tempi )

Due lettori ci scrivono:

“Io e mio marito, tranquilli cinquantenni con un’attività commerciale a Torino e due figli, abbiamo trascorso le ferie a Finale Ligure. Il 13 di agosto scorso, a mezzanotte, tornavamo a casa dopo una cena da amici. Cinque minuti di auto, interrotti dall’alt di una pattuglia della Polizia Municipale. Nessuna infrazione o eccesso di velocità, solo il controllo di rito dei documenti e, a sorpresa, la prova con l’etilometro cui mio marito, sobrio e incredulo, si è sottoposto di buon grado. “Il limite consentito è 0,50 e lui aveva 0,51! Risultato: ritiro della patente fino a fine agosto, 10 punti in meno, controllo con visita medica entro sessanta gg (32 euro) analisi sangue (170 euro). Non è finita, gli è stato chiesto di nominare un avvocato, forse dovrà subire un processo penale! “Siamo il paese dell’indulto, con ladri e delinquenti in circolazione e le lamentele degli amministratori pubblici per la carenza di forze dell’ordine. “ A Finale questa estate erano impegnate a trattare da semialcolizzato mio marito, per due bicchieri di vino e un amaro, a cena da amici.”

Seguono firme


 

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (BRINDISI)

Inchiesta Appare concreto l’ipotesi che possa esserci perfino un’attività illegale dietro questa nuova normativa 

I minorenni diventeranno astemi per... legge

La decisione di innalzare a 18 anni l’età per l’acquisto di alcolici fa discutere giovani e commercianti

Minorenni, astemi... per legge. Fra le novità più importanti introdotte dalla recente Finanziaria, un posto di rilievo occupa sicuramente la scelta di elevare da 16 a 18 anni l’età minima per l’acquisto di alcolici, con annessa previsione di sanzione da 3 a 6mila euro per chi vende simili bevande ai minorenni. I più scontenti, sotto quest’aspetto - oltre naturalmente ai giovani spesso propensi... ad alzare il gomito - appaiono gli esercenti di bar, ristoranti ed altri locali pubblici dove si somministrano birre e altri prodotti alcolici. A farsi portavoce del loro malumore e disappunto è il presidente provinciale della Fiepet-Confesercenti di Brindisi: «Premesso - dichiara Antonio D’Amore - che la necessità di tutelare la salute e la sicurezza dei giovani non è neppure da mettere in discussione, voglio comunque sottolineare che la disposizione contenuta nella Finanziaria, nella sua interpretazione letterale, costringe in pratica gli esercenti a compiere controlli anagrafici ad ogni consumazione o acquisto di alcolici, ponendo in tal modo seri problemi alla loro attività». «E’ infatti nostra opinione - prosegue - che trasformare i titolari di pubblici esercizi in sceriffi e sostituirli agli organi deputati al controllo non possa far altro che esasperare all’eccesso gli animi e caricare di responsabilità gli operatori del settore, i quali hanno sempre svolto una funzione di controllo e di filtro, indipendentemente dalla verifica dei documenti di riconoscimento, evitando di servire alcolici ad un pubblico troppo giovane». (*) E’ sufficiente, insomma, una... rapida occhiata per rendersi conto di chi rientra nel divieto, senza bisogno di un riscontro pratico, attraverso il controllo specifico dei documenti: «Fra l’altro - sottolinea ancora D’Amore - così il rischio concreto diventa che le restrizioni finiscano con l’ottenere come unico risultato l’aumento di comportamenti illegali, sottraendo i più giovani al controllo diretto degli esercenti ed incoraggiando, al contempo, l’impiego di escamotage (quale ad esempio l’utilizzo di intermediari compiacenti) per aggirare il divieto e per arrivare, al contrario, all’acquisto di bevande alcoliche». «Ancora una volta - conclude il presidente provinciale di Fiepet-Confersecenti - come del resto già accaduto più volte in passato, lo Stato ha manifestato la propria incapacità di assolvere al ruolo di controllo suo proprio o di sue strutture subalterne, attribuendo tale funzione agli operatori e minacciandoli di gravi sanzioni in caso di inadempimento o di semplice errore». In definitiva, dunque, il giro di vite sull’alcol ai minorenni continua a non incontrare grandi consensi. E a far storcere il naso è soprattutto l’esasperazione dei controlli a carico degli esercenti, laddove l’unico intervento vero e plausibile - rispondono per le rime i diretti interessati - è quello educativo e preventivo in ambito familiare. Pierluigi Potì

 

(*) Nota: l’impegno dei titolari dei pubblici esercizi in relazione a regole e controlli è sotto gli occhi di tutti. Uno dei motivi che giustificano una legge che vieti l’alcol ai minori è proprio l’impossibilità di fare affidamento sulla professionalità degli esercenti dei bar.


 

L’ARENA.IT

Le cifre in Veneto. L’età del primo bicchiere di vino è scesa a 11 anni

Alza il gomito un minorenne su due

Il 41 per cento dei giovanissimi si ubriaca almeno una volta al mese

L’età in cui si consuma il primo bicchiere di vino è scesa tra gli 11 e i 12 anni, mentre sono oltre 38mila i giovani tra i 14 e i 16 anni a consumare alcolici fuori pasto. (*) Dati che emergono da un monitoraggio dell’Osservatorio regionale sulle dipendenze e che spaventano per la gravità di un fenomeno in continua crescita.

Oltre la metà dei giovani minorenni assume quindi alcolici regolarmente e il 41 per cento di questi si ubriaca almeno una o due volte al mese. Secondo le statistiche, il Veneto si collocherebbe sopra la media nazionale in quanto al consumo di alcolici e, in particolare, di consumatori giovani. A sorprendere è l’aumento, negli ultimi anni, di abuso di alcol da parte delle ragazze, soprattutto le giovanissime dai 14 ai 17 anni. La birra e gli aperitivi risultano le bevande alcoliche preferite dai giovani veneti, mentre la popolazione più adulta consuma tendenzialmente il vino.

Decresce il numero dei forti bevitori, di coloro cioè che consumano oltre mezzo litro di vino o di birra al giorno, in particolar modo tra le donne di oltre 45 anni. Generalmente il vino è la prima bevanda alcolica assunta per circa il 36,5 per cento degli studenti veneti e tale comportamento si registra, nella maggioranza dei casi tra gli 11 e i 12 anni. Le bevande a gradazione alcolica maggiore si sperimentano invece dai 15 ai 16 anni, mentre le prime ubriacature intorno ai 15 anni.

Un quadro preoccupante che include anche un aumento del numero di persone prese in carico dai servizi di alcologia delle strutture pubbliche del Veneto, dato però che si può leggere anche come una maggiore presa di coscienza del problema alcolismo soprattutto se si collega alla diminuzione delle ospedalizzazioni per patologie correlate all’abuso di alcol. (g.c.)

 

(*) Nota: quindi, riferendoci all’articolo precedente, principalmente nei bar.


 

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (BRINDISI)

Quando si è piccoli diventa più pericoloso 

Emerge un’unica certezza bere fa male a qualsiasi età

Che l’abuso di alcol faccia male a qualsiasi età è un fatto assodato. Ma che esso nuoccia ancor più se il «bevitore» è un minore è un dato ancor più inconfutabile. A darne conferma, del resto, è il dott. Francesco Catalucci, medico responsabile del Sert, il servizio pubblico per le dipendenze e tossicodipendenze dell’Asl di Brindisi: «Un organismo, tanto è più giovane - dice l’esperto - tanto più è ricettivo ai danni dell’alcol. Ciò in quanto gli organi devono ancora svilupparsi e non hanno ancora raggiunto al maturità propria dei soggetti più adulti. Dunque, l’alcol può avere effetti dannosi per tutti, ma nel minore si manifestano con maggiore intensità». Di che natura di danni si può parlare in questi casi? «I danni - risponde il dott. Catalucci - possono essere sia fisici che psichici. I primi possono insorgere in relazione a tanti apparati, primo fra tutti quello gastrointestinale: il bersaglio preferito, infatti, è il fegato che può essere colpito sotto forma di patologie anche gravi come l’epatite alcolica e la cirrosi epatica». «Ma i danni - aggiunge - possono anche essere di natura psichica o neurologica e, proprio per questo motivo, nella nostra struttura esistono anche psicologi ed educatori che si occupano del recupero da questo punto di vista». Come arrivano i minori alcolisti al Sert? «Generalmente - spiega il professionista - ci vengono segnalati dalla giustizia e, in particolare, dal Tribunale per i minori e per ciascuno di essi si segue un programma mirato di recupero. Come rispondono? A volte bene, altre volte no, nel senso che talvolta accettano di sottoporsi al percorso terapeutico, altre volte no, magari iniziandolo pure per poi, dopo breve tempo, non rispettarlo più o addirittura sfuggendo ad esso». «Molto in questi casi - conclude - dipende dall’ambiente familiare che li circonda: più, ovviamente, è inadeguato e compiacente, più difficile diventa il raggiungimento dell’obiettivo, ovvero il recupero totale del soggetto in terapia». p. potì


 

BY MARCHE.IT

SAN BENEDETTO

Una ’Notte’ tutta per i giovani

Un serata senza tabù, all’insegna di una maggiore consapevolezza dei temi più importanti che riguardano soprattutto i giovani. Sabato 28 Ottobre la città di San Benedetto del Tronto organizza la 1° edizione della ’Notte Bollente’, un evento che permette a tutti, principalmente ai giovani, di parlare, di informarsi e risolvere dubbi su temi a volte imbarazzanti come sesso, fumo, droga e alcool, argomenti che molto spesso non vengono trattati all’interno delle famiglie. L’incontro è previsto alle ore 18 in Piazza della Rotonda dove saranno allestiti stands informativi e verranno distribuiti gadgets di vario genere. Alle ore 20 avrà inizio l’happy hour, con sconti sulle bevande analcoliche. Per conoscere tutti gli orari, i numeri, e per qualsiasi altra informazione visita il sito www.lanottebollente.it


 

CORRIERE ADRIATICO

L’Arengo vara un nuovo concorso dal titolo ”Attenti alla Guida” A breve una mostra con i cartelli che possono salvarci la vita

Allarme incidenti stradali

Scatta la prevenzione con i vigili urbani nelle scuole

ASCOLI – E’allarme per il numero elevato di incidenti automobilistici registrati in tutto il territorio delle Cento Torri. I dati forniti dalla Prefettura vedono le infrazioni al primo posto delle motivazioni che portano ai sinistri, con un notevole aumento delle sospensioni delle patenti di guida negli ultimi due anni, passato dalle circa seicento del 2003 alle 1.028 del 2004 e delle 914 dell’anno scorso. E il 2006 si è aperto in maniera ancora piu’ drammatica, visto che i controlli effettuati nei primi otto mesi dell’anno hanno portato a privare del documento di guida circa 3000 persone, in quanto sorprese a guidare con troppi alcolici in corpo. Per tentare di ovviare al fenomeno sono stati varate molteplici iniziative, a cominciare da un protocollo d’intesa sottoscritto a livello provinciale dalla Amministrazione Provinciale, la Prefettura, l’Azienda Sanitaria Locale, la Polizia Stradale, i Carabinieri e l’Unasca. Si tratta di mettere in campo interventi mirati a ridurre il numero di sinistri causati da chi si mette al volante dopo aver bevuto un bicchiere di troppo attraverso lo svolgimento di corsi e lezioni da tenersi presso le autoscuole ascolane in collaborazione con l’Unasca. Gli appuntamenti, tenuti da esperti della materia a giovani in procinto di conseguire la patente di guida e a conducenti da sottoporre a percorsi di rieducazione stradale, non solo gli unici ad essere istituiti a questo scopo. Il Comune ha promosso il proseguimento di un progetto di educazione stradale rivolto ai ragazzi delle scuole elementari e medie, quest’anno allargato alle scuole dell’infanzia con il coinvolgimento delle Superiori. L’imminente iniziativa prevede di poter offrire ai ragazzi piu’ piccoli la possibilità di disegnare i segnali stradali, per una mostra da allestire che vede in palio materiale didattico ai maggiormente meritevoli. Agli alunni delle altre scuole l’intento e’ quello di ospitare il personale della Polizia Municipale, con la possibilità di visitare direttamente la caserma del Comando. L’assessorato alla Pubblica Istruzione, inoltre, intende proporre agli studenti di Elementari e Medie l’opportunità di dar vita a bozzetti finalizzati alla creazione di un Annullo Postale sul tema, poi esposti in una manifestazione che vedra’ la collaborazione delle Poste Italiane Spa. L’Arengo ha anche in serbo di offrire alle scuole superiori l’occasione di organizzare un concorso dal titolo ‘Attenti alla Guida’, che prevede l’ideazione e la realizzazione di uno spot televisivo e di un manifesto, commentati e corredati da slogan curati totalmente dagli studenti, allo scopo di promuovere la guida sicura in motorino e far comprendere alle nuove generazioni i pericoli legati alla strada.


 

IL GAZZETTINO (ROVIGO)

GIOVANI 

Al via il corso on line per studenti sui comportamenti a rischio 

È partito il corso on line "Usa la testa, non sprecare la tua vita" riservato ai 670 studenti delle medie e delle superiori di Rovigo e provincia che potranno partecipare attraverso il sito www.lezionionline.info. L’iniziativa ha come promotore l’assessorato provinciale ai Servizi Sociali ed è rivolta a guidare i più giovani nella conoscenza e nella sensibilizzazione sui comportamenti a rischio e sulle dipendenze giovanili da alcol e droghe. Sarà riservata una particolare attenzione agli aspetti riguardanti la tossicodipendenza e l’alcolismo. Al corso possono partecipare tutti gli studenti iscritti che, attraverso lo strumento del web, possono scaricare le lezioni, consultare l’archivio delle lezioni già svolte e inviare le proprie domande ai docenti interloquendo con loro. Nella prossima lezione, lunedì 6 novembre, si parlerà di dipendenze giovanili e disagio. Sarà curata dal dottor Michele Sforza, medico, psichiatra e psicoanalista, responsabile del Servizio multidisciplinare di alcologia del Centro per lo studio e la terapia delle psicopatologie.


 

L’ARENA.IT

La pellicola è prodotta da Media Italia in collaborazione con le Ulss del Veneto. Oggi collegamenti in diretta su Raiuno

Ciak, si gira contro l’alcolismo

Tutto veronese il set del film dedicato ai giovani «I giorni perduti», protagonista Muniz

Si respira un’atmosfera estremamente professionale a Villa Arvedi, dove in questi giorni sta girando la troupe de «I giorni perduti», il film sull’alcolismo prodotto da Media Italia e dalle Aziende sanitarie del Veneto, capofila la Ulss 20 di Verona, con il patrocinio di Regione e ministero. Sarà il tema, (un problema diffuso tra i giovani e responsabile di molte morti), sarà l’affiatamento della squadra, sarà la lunga esperienza del regista Bruno Gaburro, che guida gli attori con polso morbido ma precisissimo: fatto sta che il clima è veramente piacevole, tra un ciak e un panino, con i costumisti - altrettanto rigorosi - che rincorrono gli attori per togliere le briciole e le pieghe della camicia.

«Abbiamo tempi strettissimi, ma vogliamo ottenere comunque un risultato di alto livello», conferma Gaburro, «anche nei giorni di pioggia abbiamo lavorato a pieno ritmo, sfruttando la luce grigia del cielo che si adattava bene, ad esempio, alla scena del litigio tra il protagonista e la moglie. Rispetto al primo sui trapianti, questo è più film: è girato in pellicola, con migliori mezzi tecnici e una troupe che ho portato da Roma. Certo, ho dovuto fare molte rinunce a dettagli e sfumature, ma posso dire di essere soddisfatto, tanto che non mi dispiacerebbe continuare questo filone sociale nei prossimi anni».

Il film verrà trasmesso in Rai a fine gennaio e, essendo in pellicola, verrà proposto ai prossimi festival di Venezia, Roma e Cannes. Oggi alle 16.30 e alle 18 ci saranno due collegamenti in diretta dall’hotel Caesius Terme di Bardolino con la troupe dagli studi di «La vita in diretta», su Raiuno.

Maurizio Mattioli interpreta il padre del protagonista: «E’ un uomo duro, che non riesce a capire il problema del figlio», spiega, «finché i due avranno uno scontro chiarificatore, ambientato al porto di Desenzano». Mattioli ha lasciato temporaneamente i suoi impegni cinematografici, per questo set veronese, «Il lupo» sulla figura di Luciano Oliboni, e «Piper Club» sul famoso locale degli anni Sessanta.

«Ma non è la prima volta che giro a Verona», confida, «tanti (non dico quanti) anni fa, girai qui vicino "Il piccolo alpino"». Veronese è la protagonista femminile, Federica Andreoli, già nel primo lungometraggio: «Là ero semplicemente me stessa, qui invece devo fare l’attrice, e per questo mi sono preparata frequentando un club Acat, per capire il mio ruolo di volontaria, ex alcolista, che aiuta il protagonista Ivan e se ne innamora. Ho capito che l’alcol, per i giovani, è all’inizio un’abitudine e poi, in un momento di debolezza, si trasforma in dipendenza». La chiamano sul set: Agostina Belli è finalmente pronta e si gira a tre insieme a Mattioli.

A Verona è legato anche Beppe Convertino, già volto noto del serial «Vivere», ora impegnato in teatro in «Sex and the city» che debutta a dicembre a Milano: «Il mio primissimo lavoro televisivo fu un collegamento in diretta dal balcone di Giulietta», dice divertito dall’inaspettato ricordo. «Il personaggio che interpreto è il cognato di Ivan, l’unico in famiglia che cerca veramente di capirlo. Il tema mi tocca molto: ho conosciuto persone devastate dall’alcol».

Arriva il protagonista, Sergio Muniz. «Sono contentissimo, finalmente un film in abiti moderni!». Finora infatti, Muniz ha lavorato in film in costume, come «I Borgia» e «La signora delle camelie». E l’Isola dei famosi è già dimenticata? «E’ stato un successo importante ma anche invadente», risponde, «e la vita invece va avanti e la carriera pure. Ivan è un personaggio complesso da interpretare: ha una personalità debole, è la famiglia che sceglie sempre per lui, alla fine anche l’alcol decide per lui. Capisco che è difficile capire quando finisce il normale bere e si passa al vizio, che inizia quando si perde il controllo».

Altre protagoniste femminili sono Alessia Fugardi, Deborah Caprioglio ed Eleonora Vanni. La Fugardi, già David di Donatello poco più che bambina per «Il grande cocomero», è l’attrice alcolizzata che trascina sul fondo Ivan: «Un altro ruolo drammatico, spiega, «ma mi piacerebbe fare anche una commedia. Ho già avuto molto da questo mestiere, ma perché accontentarsi?». «Sto lavorando benissimo con questo gruppo», commenta la Caprioglio, che nella finzione è la moglie di Muniz, «è una pausa rilassante e di soddisfazione tra i molti impegni, con un risultato importante dal punto di vista sociale. Nel frattempo sto lavorando in una fiction Rai con Remo Girone, "Morte di un confidente", in teatro e presento anche un programma su Sky Alice».

Eleonora Vanni viene dal teatro, precisamente dallo Stabile di Palermo. «C’è una bella atmosfera su questo set», conferma l’attrice, che interpreta la sorella del protagonista, «ma il mio spazio vitale è il palcoscenico e semmai la televisione, dove infatti sto girando con Cinzia Torrini "Madre detective" insieme a Lucrezia Lante della Rovere».

Daniela Bruna Adami


 

REUTERS ITALIA

In mostra a Milano per la prima volta 40 anni di spot censurati

MILANO (Reuters) - Un bacio dissacratorio fra un prete e una suora, una Madonna con le lacrime agli occhi nel logo di una banca, file di zainetti come tombe funebri.

Sono alcune delle immagini scioccanti dei messaggi promozionali respinti negli ultimi 40 anni dall’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (Iap) che per la prima volta vengono messe in mostra al pubblico.

"Se si vogliono mantenere liberi i media, l’autodisciplina è l’unica risposta", ha detto Jean Pierre Teyssier, presidente di European Advertising Standard Alliance (Esae) nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’esposizione "Pubblicità con Giudizio", da oggi aperta al pubblico alla stazione di Milano.

La carrellata di oltre 50 tra spot televisivi, manifesti e inserzioni respinte dal giurì dell’Iap ha l’obiettivo di "evidenziare la dimensione culturale della pubblicità e ... dare una chiave di lettura della società", ha detto Vincenzo Guggino, segretario generale di Iap.

Le immagini allusive di bambini in pose languide, della donna suicida in cucina, della bevanda alcolica che rende magicamente belli e felici, del prodotto di igiene personale presentato come un farmaco sono state bloccate per difendere i diritti dei consumatori e la sensibilità del pubblico sottoposto ad un bombardamento di immagini che non ha richiesto.

Una mostra utile anche per analizzare l’evoluzione storica della società italiana, che negli ultimi quarant’anni è cambiata anche nel suo modo di fare pubblicità e recepirla.

"Non è la mostra di un prodotto, ma di un processo", ha detto Liborio Termine, professore ordinario di Storia e Critica del Cinema all’Università degli Studi di Torino.

Dei 14.500 casi analizzati dalla giuria italiana, che varò il primo codice nel 1966 per supplire ad una mancanza di controllo da parte dello Stato, l’80% è stato respinto o parzialmente modificato rispetto alla loro prima versione, mentre tutte le decisioni sono state osservate perché i media stessi fanno parte dell’autodisciplina e sono costretti a censurare l’inserzione bloccata.

In altri paesi come Francia, dove vengono analizzati 15.000 casi l’anno, e Gran Bretagna esiste un controllo preventivo effettuato in collaborazione fra mezzi di comunicazione e azienda prima dell’uscita dell’inserzione.

In Italia, al contrario, l’Istituto è un modello "non soltanto di sostituzione della giustizia ordinaria, bensì anche di affiancamento del controllo amministrativo che nel nostro paese è affidato all’Autorità Garante della Concorrenza di Mercato", ha precisato Giorgio Floridia, presidente dell’Iap

Nonostante l’istituto non abbia una logica censoria, "dovunque c’è pubblicità ci devono essere organizzazioni di autodisciplina", ha detto Teyssier.


 

IL GAZZETTINO (NAZIONALE)

«Alla fine, niente tasse sui grandi ...

«Alla fine, niente tasse sui grandi Suv, niente tassa sui superalcolici, e si punta invece a ’tartassare’ i motociclisti». Questa l’accusa espressa in una lettera aperta della Federazione motociclistica italiana (Fmi) ed indirizzata a governo e parlamentari «perché finisca questo incredibile accanimento contro gli utenti dei motoveicoli» e «si applichino alle moto più inquinanti gli stessi aumenti previsti per il bollo auto, con una maggiorazione di circa il 15%».Al momento invece, precisa la Fmi, «non è così: secondo le notizie aggiornate ad oggi, il bollo - sottolinea la nota - per i ciclomotori ’Euro 0’ subisce un aumento del 36%, passando da 19,11 euro a 26 euro. I motocicli ’Euro 0’ poi, per ogni Kw in più oltre gli 11 (per i quali è dovuto l’importo fisso di 26 euro), verseranno 1,70 euro invece di 0,88 (importo attuale), con un aumento che va oltre il 100 per cento!». Secondo Paolo Sesti, presidente della Fmi, «è assurdo pensare che in cambio di una tassa sull’alcool, tra i maggiori fattori di rischio quando si è alla guida, cresca il bollo sulle moto. È inaccettabile questa associazione di idee, per noi che ci stiamo impegnando sempre di più sul fronte della sicurezza stradale».Secondo Sesti, «si dovrebbe invece andare in direzione opposta, incentivando l’uso dei motoveicoli, che contribuiscono a rendere meno congestionato il traffico cittadino. Se invece - prosegue la nota - la logica è quella che anche i mezzi a due ruote debbano contribuire al sacrificio collettivo per il bene comune - conclude il presidente della Fmi - si applichino alle moto più inquinanti gli stessi aumenti previsti per il bollo auto, con una maggiorazione di circa il 15\%».


 

IL GAZZETTINO (PADOVA)

PIAZZA DELLE ERBE 

(m.a.) Sale in cielo la musica sparata a tutto volume dai disobbedienti: è iniziato un altro mercoledì sera universitario in piazza delle Erbe. Grazie al clima quasi estivo, un disastro per l’amministrazione comunale, il popolo dello spritz anche ieri si è riversato nel centro storico. Migliaia di giovani hanno ballato fino a tardi, bevuto e amoreggiato. Molti, in barba all’ordinanza comunale antispritz del 2 maggio che obbliga 21 bar tra piazze e Ghetto a chiudere alle 24 anziché alle 2, si sono portati da casa sacchetti pieni di birra, vino e super alcolici. Terminati, a fornire gli studenti di alcol ci hanno pensato i no global con la distribuzione di lattine di birra a un euro. La fine del rave party in centro storico è sempre lo stesso: piazza delle erbe ricoperta di bicchieri di plastica, bottigliette di birra, cartacce, escrementi di cane, vomito e urina. Tutto regolare.

"E’ inutile che palazzo Moroni - commenta Federico Contin presidente del comitato "Bar per il centro" - pensi tanto a trovare una soluzione per decentrare il popolo dello spritz, perchè ai giovani piace venire a bere l’aperitivo in centro storico. E, poi, a questi ragazzi bisogna mettere a disposizione delle aree dove si possano aggregare liberamente sentendo un concerto, sedendosi per terra e bevendo quello che gli pare. Il Comune - prosegue Contin - dovrebbe togliere il provvedimento antispritz del 2 maggio per consentire ai baristi di poter nuovamente lavorare in tranquillità e dovrebbe aumentare nelle piazze e in Ghetto il numero dei cestini e dei servizi igienici. In più, a sorvegliare questa massa di studenti dovrebbero esserci sempre degli uomini della sicurezza molto preparati".


 

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (BRINDISI)

Controlli con l’etilometro 

Stragi del sabato sera un fenomeno sempre preoccupante

Quando si verte in tema di abusi alcolici, non si può fare a meno di aprire una parentesi su una delle peggiori piaghe sociali della nostra epoca: l’ormai tristemente noto fenomeno delle stragi del sabato sera. Per questo, ci sono ormai rigidi controlli, da un po’ di anni a questa parte, da parte degli agenti di polizia stradale che effettuano in orari notturni sulle strade (specie quelle più a rischio) per scoraggiare la guida sotto l’effetto dell’alcol. «Qui da noi, in verità, non è un fenomeno molto diffuso, specie in città - afferma Adriana Cappena, dirigente della Polstrada di Brindisi -; un po’ più accentuato è nelle vicinanze di Ostuni e, soprattutto, durante il periodo estivo. Detto questo, i controlli con l’etilometro durante il week-end sono comunque abbastanza frequenti e rientrano ormai nell’ordinaria attività della Polstrada». «Rispetto al 2005, fra l’altro - prosegue - le infrazioni accertate in violazione dell’art. 186 del codice della strada (guida in stato di ebbrezza) appaiono in aumento, sia pur di lieve entità: l’anno scorso, infatti, furono 33 in totale, mentre adesso (con i dati aggiornati a fine settembre) ne sono già state contestate 32, anche se di queste solo un paio sono avvenute in concomitanza di incidenti stradali di una certa rilevanza in orari serali (sino alla mezzanotte) e altrettante in orari notturni (dopo la mezzanotte)». «Ribadisco, comunque - conclude - che nel nostro territorio il fenomeno non ha riscontri preoccupanti, come dimostrano i pochi incidenti mortali avvenuti per guida in stato di ebbrezza».p. p.


 

IL GAZZETTINO (ROVIGO)

OCCHIOBELLO

Ubriaco alla guida esce di strada

Si era messo alla guida della sua Honda Civic in evidente stato di ebbrezza. D.O, 38enne romeno ma residente ad Occhiobello è uscito di strada mentre percorreva la via Eridania. nell’incidente l’uomo si è anche procurato delle ferite. Al controllo dell’etilometro è risultato positivo con un tasso di alcolemico superiore di circa cinque volte il limite consentito. L’etilometro ha fatto registrate un 2,9, quando il minimo di concentrazione di alcol nel sangue è di 0,5. Al romeno è stata ritirata la patente.


 

CORRIERE ADRIATICO

In piazzale Lazzarini

Denunciato uno straniero era ubriaco

PESARO - Il personale di una pattuglia della Squadra volante della polizia, impegnata nell’attività di controllo del territorio, mentre operava in piazzale Lazzarini, rintracciava un cittadino straniero che si presentava in evidente stato di ebbrezza alcolica. L’uomo veniva fermato e identificato e successivamente denunciato ai sensi dell’art. 688 del Codice penale. Gli uffici amministrativi della questura stanno valutando la posizione dello straniero per quanto riguarda il permesso di soggiorno. Del caso si occupa l’ufficio immigrazione.

La Squadra mobile, nell’ambito dell’attività di indagine effettuata a seguito del furto perpetrato ai danni dell’esercizio commerciale Baldassarri ricambi s.r.l., con sede in via Cavallotti, a Pesaro, ha denunciato in stato di libertà un pluripregiudicato sardo per reati contro il patrimonio. Sono tuttora in corso indagini per verificare se lo stesso sia l’autore di furti a danno di altri esercizi commerciali.


 

SALUTE (LA REPUBBLICA)

Pensionati sì, ma volontari

Su & giù

A proposito di valorizzazione della terza età, il Comune di Roma ha avuto un’idea che, se non andiamo errati, viene realizzata per la prima volta in Italia: i medici in pensione possono svolgere attività di volontariato presso le associazioni cittadine. Il progetto funziona semplicemente: le associazioni che hanno bisogno di una consulenza medica possono rivolgersi al Registro di Solidarietà del Comune (Res), che a sua volta usufruirà del registro "Medici senza età" della Fondazione Enpam (al quale sono iscritti 600 camici bianchi in pensione). Così pediatri, dermatologi, ginecologi, igienisti, neurologi, cardiologi, metteranno a disposizione esperienza e professionalità gratuitamente.

Gaffe e dimenticanze

La Finanziaria ha, come sempre, un cammino tortuoso, irto di ostacoli. Ma spesso è anche costellata di errori. Ne citiamo un paio. Il primo riguarda il ritiro della norma che prevedeva il divieto di vendita e di somministrazione degli alcolici nelle aree di servizio delle autostrade, e il divieto di vendita di alcol ai minori di 18 anni. Questi divieti sono stati stralciati dalla Finanziaria perc

Venerdì, 27 Ottobre 2006
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