Martedì 07 Luglio 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 24 ottobre 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

COMUNICAZIONE

L’amico Emanuele Sorini ci segnala un interessante Convegno, che si terrà a Cremona il 15 Novembre 2006, c/o la Casa di Cura Figlie di San Camillo, organizzato dall’ASL di Cremona, dal titolo "Alcol, strategie e buone prassi per la Comunità”.
Al Convegno parteciperà anche l’APCAT Cremona.
Per informazioni e/o iscrizioni potete scrivere a sert.cremona@aslcremona.it
A fine rassegna trovate il programma di questo evento.



LA STAMPA

L’Europa ordina: «Chi beve, non guida»

Allarme alcol, per i minori sarà illegale.

Ma la lobby dei produttori blocca il veto alla pubblicità

di Marco Zatterin

BRUXELLES. I giovani al volante senza una sola goccia di alcol nelle vene e, come loro, i neopatentati, gli autisti dei mezzi pubblici e quelli che vanno in giro per l’Europa sui grandi veicoli commerciali. La Commissione Ue propone agli stati membri di proibire il consumo di birra, vino e ogni sorta di bevanda a bassa e alta gradazione per tutte le categorie di guidatori considerate a rischio. La tolleranza zero potrebbe ridurre in modo significativo il numero dei decessi sulle strade del continente, cinquantamila l’anno secondo le statistiche più recenti, il 25% dei quali provocati dal bere. Bruxelles è convinta che la linea dura possa salvare migliaia di persone. Per questo chiede di fare in fretta. Ogni giorno di ritardo costa in media 40 vite umane.
I NUMERI FANNO PAURA
L’alcol è una piaga sociale micidiale e diffusa, sebbene la stragrande maggioranza degli europei, l’85 per cento per l’esattezza, lo consumi con moderazione. Per affrontarla l’esecutivo comunitario ha messo a punto una comunicazione, che verrà presentata stasera, in cui il responsabile per la Salute Markos Kyprianou delinea una serie precisa di ricette. I numeri fanno paura. Ogni anno l’abuso di vino e simili pesa sui bilanci europei per 125 miliardi, vale a dire 1,3 punti di pil. È la stessa cifra che Bruxelles attribuisce agli effetti del tabagismo. Solo che, viene fatto notare, su questo fronte la campagna di informazione per rischi e conseguenze è stata troppo blanda. «Non è il caso di demonizzare l’alcol» dice la Commissione, ma prevenire è meglio che curare. Così suggerisce alle capitali di rendere illegale il consumo delle bevande graduate a tutti i minori di 18 anni, cosa che in Italia è prevista dalla legge Finanziaria in discussione per innalzare il limite dei sedici anni oggi in vigore (*). Allo stesso tempo, si invita a intervenire con una politica dei prezzi che vieti le promozioni al bar, eliminando le offerte «due al prezzo di uno» e la happy hour dai drink in saldo. Chi beve, è la filosofia, non deve essere favorito. Anzi.
Sotto i riflettori soprattutto i giovani. Gli incidenti stradali sono la causa del 45 per cento delle morti di chi ha fra 18 e 25 anni, come dire che un adolescente su due passa a miglior vita al volante. La maggior parte è in stato di ebbrezza. (**) Negli scontri provocati dal bere due terzi delle vittime ha tra i 15 e i 34 anni; il 96% è di sesso maschile. «Gli studi dimostrano che il rischio di uscite di strada cresce se si è bevuto - notano i servizi di Kyprianou - e sostengono la virtuosità di un tetto massimo di 0,5 milligrammi per millilitro di alcol nel sangue per chi guida». Una «politica efficace» sarebbe però quella del limite zero per i patentati di primo pelo e per quelli più esperti che conducono mezzi pesanti o bus pubblici, e trasportano merci pericolose.
Il problema non è soltanto qui. L’alcol è in Europa causa diretta o indiretta del 7,4 per cento delle malattie croniche o delle morti precoci. Colpisce i ceti sociali più svantaggiati e deboli. «Una puntuale applicazione delle leggi esistenti può dare vantaggi significativi», ammette Bruxelles, ma esistono margini per fare di più. Si può ad esempio ribadire la formula adottata da alcuni stati che hanno messo sulle bottiglie delle etichette d’avvertimento analoghe a quelle che campeggiano sui pacchetti di sigarette, avvertendo dei pericoli per le donne incinte e per chi guida. Oppure si potrebbe perseguire chi vende alcol a persone già in stato di ubriachezza, responsabilizzando i titolari dei locali.
COME PER LE SIGARETTE
La minaccia degli alcol test deve essere reale, scrive la Commissione, si deve punire severamente chi oltrepassa i limiti di legge. Analogamente i datori di lavoro dovrebbero scoraggiare chi alza il gomito in ufficio. Il resto potrebbe farlo una buona compagna di sensibilizzazione, o la destinazione di risorse rilevanti nel sistema sanitario per creare unità capaci di consigliare e curare le vittime del bicchiere. Bruxelles aveva anche valutato il bando della pubblicità di alcolici sulla falsariga di quanto accade per le sigarette. Ci ha ripensato. La reazione delle grandi lobby sarebbe stata insostenibile e avrebbe finito per strangolare sul nascere la strategia europea. Meglio un passo piccolo che nessun passo. Ora la parola è ai governi.

(*) Nota: non più, questo provvedimento è stato stralciato dalla Finanziaria.

(**) Nota: questo concetto è espresso male. Sarebbe meglio affermare che quasi la metà dei decessi di chi ha questa età è attribuibile agli incidenti stradali, la maggior parte di questi in stato di ebbrezza.


IL GIORNALE.IT

Sulle bottiglie la scritta «bere fa male» 

- di Redazione - 

Messaggi scoraggianti sulle bottiglie di alcol per contrastarne l’abuso, un po’ sul modello di quanto già proposto per i pacchetti di sigarette. È l’idea a cui sta pensando, a quanto si apprende, la Commissione europea, che oggi pubblicherà un documento sulla strategia contro l’abuso di alcol nell’Ue. «La Commissione europea - ha affermato Philip Tod, portavoce del commissario alla Sanità e alla tutela dei consumatori Markos Kyprianou - non vuole proibire l’uso dell’alcol ma limitarne e contrastarne l’abuso supportando e coordinando gli sforzi tra i singoli Stati» in questa direzione. Il portavoce ha tenuto a sottolineare comunque che «non abbiamo in mente di intervenire con misure legislative, che spettano invece ai singoli Stati membri».

Tod non ha voluto confermare ufficialmente che le etichette siano parte della strategia della Commissione, ma fonti dell’esecutivo spiegano che in effetti l’utilizzo di messaggi disincentivanti sulle bottiglie di alcolici, così come già avviene in molti Paesi per le sigarette, dovrebbe essere uno degli strumenti raccomandati per limitare l’abuso di alcol, soprattutto per categorie particolarmente sensibili come le donne incinte, sul modello di quanto già avviene in Francia o in Finlandia. Bruxelles punta inoltre a fare pressione sull’industria per favorire autoregolamentazioni. «L’industria può giocare un ruolo importante - ha osservato Tod - e insieme agli Stati membri deve assumersi un impegno maggiore» in questa campagna.


ALICE NEWS

Niente stangata su superalcolici (*)

Marcia indietro del Governo, Grandi annuncia emendamento

(ANSA) - ROMA, 24 OTT - Il governo torna indietro sulla decisione di maggiorare l’accisa sui superalcolici del 10%. Lo ha annunciato il sottosegretario Grandi. Grandi ha indicato che presentera’ in questo senso un emendamento al decreto fiscale che accompagna la finanziaria. ’Abbiamo trovato diversamente la copertura finanziaria’, ha spiegato. L’aumento dell’accisa sui superalcolici doveva servire a coprire le spese per l’istituzione di una sorta di ’no fisco area’ a favore degli agricoltori.

(*) Nota: a pensare male si fa peccato, ma qualche volta ci si prende.

L’abbiamo detto e ridetto: in Italia l’alcol non si tocca.

Vedremo insieme cosa succederà quando i nostri parlamentari dovranno convertire in legge il decreto che proibisce la vendita di alcol nelle aree di servizio autostradali…


ALBANESI.IT

http://www.albanesi.it/risposte/hp372006p2.htm

Legge in fumo? Beviamoci su...

La Legge Finanziaria prevedeva, all’articolo 90, di introdurre in Italia, così come già avviene in molti altri paesi, il divieto di vendita e somministrazione di bevande alcoliche ai minorenni negli esercizi pubblici (cioè di estendere il divieto dai sedici ai diciotto anni), nonché il divieto di vendita e somministrazione di bevande alcoliche nelle aree di servizio autostradali.

Ampio risalto al provvedimento con sondaggi che davano l’80% degli italiani favorevoli.

Grazie alla lobby dell’alcol (basta verificare quanti fondi vengano investiti per la promozione del vino) la proposta di legge è stata subito stralciata.

Capisco il business e rilancio con una proposta che costa pochissimo: una buona parte degli incidenti stradali gravi avvengono a causa dell’alcol; ai caduti dovrebbero dare una medaglia al valor civile, visto che si sono sacrificati per mantenere in vita un settore economico vitale per il Paese e il presidente Napolitano, con il governo al completo, dovrebbe partecipare a tutti i loro funerali con nobili parole di consolazione per i parenti delle vittime.


L’ADIGE

«Una birra in compagnia e poi il controllo che ha riguardato solo la mia persona»

L’alcoltest inchioda il sindaco. Patente ritirata

GIUDICARIE ESTERIORI - «Ritengo che la gente sappia chi sono e preferisco che le cose decantino con il tempo». Sono le parole pronunciate ieri dal sindaco di un comune delle Giudicarie Esteriori «beccato» nel fine settimana dall’etilometro dei carabinieri con un tasso tre volte superiore al consentito (1,7 contro 0,5). Immediati la denuncia a piede libero per la guida in stato di ebbrezza e il ritiro della patente. Il primo cittadino coinvolto nella vicenda ammette il peccato, ma per lui la vicenda è da ritenersi chiusa, in attesa di sapere quale sarà il periodo per il quale dovrà rinunciare a guidare (da un minimo di uno ad un massimo di tre mesi). «Quella è stata una serata di lavoro, dedicata alla preparazione di una grossa manifestazione nell’ambito della quale ho compiti di coordinamento». Tanta fatica, insomma, e grande impegno. Le cose vanno per le lunghe ed allora alle 23,30, al momento di chiudere, ecco la proposta a tutto il gruppo di bere qualcosa insieme. È scappato un bicchierino di troppo? Qualcosa di troppo forte? «La solita birra (*) - precisa il sindaco - e poi ci siamo diretti alle nostre case. Eravamo in venti, forse trenta, ma alla fine il controllo ha riguardato solo la mia persona». La casa del sindaco dista poche centinaia di metri dal luogo del ritrovo, ma l’alcoltest non ha lasciato altra scelta ai carabinieri. In paese e nei dintorni sono in tanti a prendere le difese del sindaco, noto non solo nel suo comune per il grande impegno profuso anche nel sociale.

(*) Nota: considerata l’alcolemia - 1,7 - possiamo immaginare che il bicchiere di birra fosse MOLTO grande.


 

IL GAZZETTINO (NORDEST)

Guida ubriaco via la patente al sindaco

TRENTO - Darsi al bere durante la sagra del paese e poi mettersi al volante per andare a casa: un errore che è costato caro al sindaco di un piccolo comune trentino, fermato dai carabinieri del posto che gli hanno ritirato la patente denunciandolo per guida in stato di ebbrezza. È accaduto sabato alla festa della castagna: il sindaco, pensionato conosciuto per l’attività nel sociale, non è mancato. Al momento di scogliere le righe (verso le due) invece di fare 4 passi ha preso l’auto per fare solo 1 km. I carabinieri hanno notato l’andatura a zig zag della vettura. Rassegnato il sindaco, visibilmente alticcio, si è sottoposto all’alcoltest, aveva 1,8 mg per litro di sangue, 4 volte più del limite. Ora il sindaco dovrà o andare a piedi, o prendersi un autista, e soprattutto sperare nella clemenza del prefetto di Trento: nel migliore delle ipotesi la sospensione può essere di un mese, nella peggiore di tre.

In paese si vocifera sul fatto che sia toccato solo al sindaco, altri però non hanno gradito che il cattivo esempio sia arrivato proprio dal primo cittadino. Quello dell’abuso di alcolici è un problema sempre più drammatico in Trentino, tanto che è una delle principali cause di incidenti stradali. Il fenomeno della guida in stato di ebbrezza, che riguarda persone di tutte le età, è in preoccupante ascesa: negli ultimi nove mese, solo a Trento le patenti ritirate dai carabinieri sono aumentate del 40\%. (*)

 

(*) Nota: non è in ascesa il fenomeno, è in ascesa il numero di controlli.


PUNTO INFORMATICO

Regno Unito, controlli biometrici nei pub

Londra vara un progetto per l’installazione di scanner biometrici all’entrata dei pub: le impronte digitali degli avventori verranno utilizzate per tenere alla larga gli etilisti molesti

Londra - Come evitare che un alcolista molesto entri dentro un pub e combini qualche guaio? Basta poterlo identificare. Un processo reso ancora più facile dalle tecnologie biometriche che il governo britannico inizierà a sperimentare all’interno dei locali pubblici: gli avventori dovranno rilasciare le proprie impronte digitali e sapranno in tempo reale se sono ospiti benvenuti o meno. (*)

La notizia arriva da The Register, che parla della sperimentazione di questo nuovo metodo di sorveglianza sociale. Il sistema utilizza tecnologie sviluppate da Creative Code, un’azienda britannica, ed ha un funzionamento piuttosto semplice.

Le impronte rilevate tra i clienti di un locale vengono confrontate in tempo reale con un archivio centralizzato contenente i dettagli biometrici delle persone non gradite - una vera e propria "lista nera" di soggetti noti alle autorità per episodi di ubriachezza molesta. Il costo dell’intero apparato di macchine necessarie ad effettuare i controlli, secondo fonti locali, si aggira attorno alle 6mila sterline, che saranno interamente rimborsate dal governo.

I distretti comunali finora coinvolti nella sperimentazione del sistema sono almeno quattro: Yeovil, Coventry, Hull, Sheffield. In futuro sarà anche il turno di Nottingham: "La gestione del sistema costa soltanto 1,50 sterline al giorno", dicono gli osservatori del Register, "e tutti sembrano supportare questa idea della biometria da pub". I locali che aderiscono al programma di sperimentazione godono infatti di alcune facilitazioni da parte dell’amministrazione comunale, che in nome del maggiore controllo permettono orari d’apertura prolungati.

Tommaso Lombardi

(*) Nota: in Italia i gestori dei locali manifestano timidezza e preoccupazione rispetto all’eventualità di chiedere un documento a un ragazzino, in Inghilterra prendono le impronte digitali ai clienti.

Il mondo è bello perché è vario.


IL GAZZETTINO (NORDEST)

PORDENONE 

Alcol e spinelli nelle superiori, prof allertati

Cani antidroga e controlli a sorpresa a scuola 

 (l.d.f.) Insegnanti detective per arginare un fenomeno in espansione: la droga nelle scuole superiori. Nessuna ronda o perquisizioni negli zainetti, ma occhi aperti e segnalazioni immediate. È un’altra funzione, seppur non codificata, che gli insegnanti degli istituti superiori della Destra Tagliamento si stanno assumendo già da tempo. Non ci sono state circolari specifiche, ma all’interno dei vari consigli d’istituto alcuni dirigenti hanno chiesto ai professori di guardare attentamente i comportamenti dei ragazzi quando sono in classe. Una segnalazione che sarebbe emersa in uno dei tavoli che regolarmente vengono fatti in Prefettura per cercare di arginare un fenomeno che resta sotterraneo, ma che si starebbe espandendo. I professori dovranno capire se il giovane ha fumatouno spinello o se si è presentato a scuola con in corpo una dose elevata di alcol ed eventualmente segnalare il singolo caso al preside. Ma i compiti sono anche altri. Un controllo la mattina ai cancelli della scuola prima di entrare per verificare se ci sono persone estranee che possono essere collegate con lo spaccio, una verifica nei corridoi a ricreazione per impedire la presenza di estranei e - quando possibile - un occhio anche all’uscita dalla scuola per capire se ci sono "movimenti sospetti".

«Sono controlli - spiega il prof. Stefano Vicenzotto, preside all’Istituto professionale Zanussi e ora anche facente funzioni al Flora (complessivamente mille e 500 studenti) - che di fatto il corpo docenti svolge praticamente da sempre. La situazione viene costantemente monitorata e poi durante i vari consigli si fa il punto. Devo dire - è andato avanti - che qualche piccolo allarme c’è stato, ma ora la situazione mi pare sotto controllo anche grazie alla collaborazione dell’intero corpo docenti».

All’Ipsia e in altre scuole superiori del capoluogo, la collaborazione è stata anche estesa alle forze dell’ordine. «Credo proprio - spiega sempre il preside - che anche per questo anno scolastico verranno fatti quei controlli a sorpresa con i cani antidroga all’interno dell’istituto, così come è accaduto in altre scuole. Non ci vedo nulla di male, anzi è un segnale chiaro che c’è l’interesse a seguire attentamente quello che fanno i ragazzi».

Ma gira la droga nelle scuole?

«Mi pare che la situazione sia decisamente migliorata anche a fronte dei controlli e della vigilanza, seppur discreta, degli insegnanti. Probabilmente qualcosa ci sarà, ma non mi pare si tratti di un fenomeno di massa».

In realtà la canna è in espansione soprattutto tra gli studenti delle superiori. Non ci sono dati certi per quanto riguarda città e provincia, ma da alcune indagini statistiche che - assicurano gli esperti - possono calzare a pennello anche per gli studenti della Destra Tagliamento, almeno 1 giovane su 4 ha fumato uno spinello.


 

IL GAZZETTINO (PORDENONE)

TRAFFICO

Incidenti con feriti

L’asfalto reso viscido dalla pioggia, la velocità e la guida sotto l’effetto dell’alcol sono stati le cause di una ventina di incidenti, accaduti tra sabato e domenica sulle strade del Friuli Occidentale, con cause e dinamica all’esame di Carabinieri e Stradale. Il ferito più serio è stato L.T., 33 anni, di Spilimbergo, che i medici hanno giudicato guaribile in 45 giorni (fratture multiple). Resta in prognosi riservata, all’ospedale Cattinara di Trieste, il diciottenne ucraino, finito con la propria bicicletta contro un’auto a Ramuscello di Sesto al Reghena. Una decina le patenti ritirate da carabinieri e Stradale. Spiccano quelle di una donna, 22 anni, di Sacile; e di un ventenne della Pedemontana, che sono andati a sbattere, avendo la mente annebbiata dall’alcol. Un venticinquenne è stato appiedato dai carabinieri di Sacile perché pescato a superare di oltre 40 orari il limite di velocità.


IL GAZZETTINO (BELLUNO)

CALCIO I retroscena della vicenda che ha visto coinvolto il tecnico di Trichiana, contentissimo per i progressi della «sua» Ztll 

La strana rivincita di mister Tormen 

Domenica si era dimesso dal Cordignano, che ieri ha cacciato il ds e ha richiamato Toni in panchina

Toni Tormen resterà in sella al Cordignano. La sfuriata del direttore sportivo, Valerio De Pieri, che domenica sera aveva attaccato duramente l’allenatore bellunese, da tre settimane sulla panchina dei trevigiani, determinando le sue immediate dimissioni, si è risolta in un boomerang per lo stesso De Pieri. La società, che è appena retrocessa dalla serie D all’Eccellenza e che aveva licenziato da poco un altro allenatore, ha immediatamente considerato la situazione, convocando d’urgenza il direttivo. Ieri mattina si è tentata un’estrema conciliazione tra il tecnico dimissionario e il direttore sportivo. Alla fine la decisione: sono state rifiutate le dimissioni di Tormen ed è stato invece sollevato dal suo incarico il direttore sportivo.

«In verità mi dispiace per De Pieri che rimane un amico, ma quanto accaduto domenica sera era troppo grave per poter essere ignorato - commenta Tormen -. Il direttore sportivo ha fatto delle affermazioni gravissime, che non avevo mai udito in tutta la mia carriera. Soprattutto le ha fatte apertamente, davanti al pubblico, ai giocatori, ai dirigenti. E questo non potevo accettarlo. Ci possono essere divergenze di vedute tra tecnico e direttore sportivo, ma queste si devono risolvere in via riservata, altrimenti ne va del prestigio e dell’autorità di un allenatore all’interno del suo spogliatoio. E questo non potevo accettarlo. Non potevo tollerare un tale comportamento e ho dovuto dare le dimissioni».

Ora, però, visto che le dimissioni sono state respinte, e che il direttore sportivo se n’è andato, si tratta di pensare al futuro...

«Per quel che riguarda il direttore sportivo - spiega Tormen - ci sono dei nomi, ma per il momento seguirò direttamente anche questo aspetto, dal momento che già a novembre si riapre il mercato e che noi dobbiamo correre ai ripari».

Cosa occorrerà al Cordignano? Ed è possibile che Tormen peschi qualche cosa in provincia di Belluno?

«La squadra ha bisogno di un terzino esterno, di un centrocampista e di un fuoriquota del 1988. Abbiamo anche qualche contatto con il Belluno: vedremo se qualche giocatore che con loro gioca poco può tornare buono per noi».

Più o meno apertamente, Tormen lascia capire che due giocatori che i bellunesi conoscono bene sono sulla sua agenda: c’è Rostellato, che ha appena rotto con il Belluno, e c’è un giovanissimo, quell’Isotton del Ripa (ma di proprietà della Ztll) che guarda caso, è del 1988 e gioca terzino sinistro. «Ammetto che è un giocatore dalle caratteristiche interessanti, che svolge un ruolo oggi assai ricercato», conferma Tormen.

Uno sguardo all’ultima domenica del calcio bellunese...

«Sono contentissimo per la mia Ztll: diciamo che è stata l’unica notizia buona che ho avuto domenica sera. Sono contento per la prima squadra ma anche per gli Juniores e per le altre squadre giovanili che stanno facendo molto bene».

Cosa pensa del polverone sollevato dalle sue ormai famose dichiarazione sulla scarsa serietà dei giocatori bellunesi, e soprattutto sull’incidenza nel mondo del calcio del problema sociale dell’abuso di alcol?

«Ne riparleremo con calma: ma qualcuno ha voluto fraintendere. Certo, al di là dei tabellini, fa specie che il calcio bellunese esprima un solo professionista, Gazzi (centrocampista di Santa Giustina cresciuto tra Lazio e Treviso, ora al Bari, ma trattato in estate dal Chievo,ndr), che, per di più, è emerso fuori provincia».

Egidio Pasuch


 

IL GAZZETTINO (BELLUNO)

Santo Stefano

Ieri notte, i Carabinieri...

Ieri notte, i Carabinieri della Stazione di Santo Stefano di Cadore e della Compagnia di Cortina, raccogliendo le richieste al numero di pronto intervento "112" di alcuni cittadini che chiedevano di incrementare la sicurezza lungo le piccole, ma importanti strade che collegano i molti comuni del territorio, hanno attuato un servizio di controllo con l’etilometro in dotazione.

Nella nottata di sabato, verso le 3, quattro persone sono state denunciate - con ritiro della patente - per guida in stato di alterazione psicofisica da alcol.

Ai quattro deferiti (di Belluno, Santo Stefano e Pieve di Cadore) non è rimasto che consegnare la macchina ad un amico perché la riportasse a casa. È la prima battuta di un progetto che coinvolgerà - nelle sere più "delicate", come il sabato - tutti i comandi Stazione della Compagnia di Cortina, perché possa sensibilmente diminuire il numero degli incidenti causati da abuso di alcol.


 

IL GAZZETTINO (PADOVA)

TRIBANO

Rifiuta l’etilometro, via la patente

Tribano(O.M.) Ad un camionista di 38 anni, A.L. di Tribano, è andata di lusso. L’uomo domenica sera poco prima della mezzanotte, a bordo di un camion frigo Mercedes Benz percorreva la "Monselice Mare". A Tribano, per cause che sono al vaglio degli inquirenti, ha perso il controllo del mezzo, finito fuori strada, prima dentro un fossato e poi contro un filare di vite. L’uomo è stato soccorso dagli automobilisti di passaggio e dai carabinieri di Battaglia Terme. Questi ultimi hanno notato che A.L. era alterato e l’hanno invitato a sottoporsi al test dell’etilometro. Il camionista si è opposto. I militari l’hanno denunciato e gli hanno ritirato la patente. I medici dell’ospedale di Monselice mantengono intanto riservata la prognosi di A.T., 65 anni, di Treviso, caduto domenica da un’impalcatura mentre installava le luminarie al centro commerciale "Airone".


IL GAZZETTINO (VICENZA)

RISSA

Offende una coppia, minaccia tutti con un cacciavite, buca delle gomme: bloccato dai Cc 

Sardo fa il diavolo a quattro al pub

Bassano

(A.C.) S.P., 42 anni, nato in Sardegna, residente in città, ne ha combinato di tutti i colori alla birreria "Crazy Horse" di viale Vicenza, in città, gestito dai fratelli Davide e Barbara. Alla fine è stato denunciato dai Carabinieri.

Era l’1 di ieri, uno sconosciuto improvvisamente è entrato nel locale, si è diretto a una coppia che tranquillamente stava consumando delle bevande con degli amici e ha cominciato a inveire contro l’uomo e la donna. I due maschi stavano per venire alle mani, sono intervenuti alcuni avventori e i due gestori, che hanno allontanato l’individuo. Dopo un po’ l’esagitato, S.P., si è ripresentato sulla soglia con un cacciavite. Ha minacciato tutti, ma alla reazione di alcuni clienti, e in particolare di un tipo deciso (che poi si è rivelato essere un dipendente di un corpo di Polizia privato) se n’è andato.

Non è finita qui. Il 42enne sardo per una terza volta è tornato al "Crazy Horse". Ha lasciato la sua auto - una "Punto" verde - nel piazzale e con l’attrezzo esibito pochi minuti prima ha attaccato la vettura di colui contro cui si era avventato inizialmente. L’agente privato l’ha visto bucare una ruota e, lanciandosi in avanti, ha dato l’allarme. Sono corsi fuori anche il proprietario del veicolo e Davide. S.P., dopo aver forato una seconda gomma, è balzato sulla sua auto ed è scappato. Poco dopo è ripassato e ha cercato di investire sempre il suo "nemico". Insomma, una serie di azioni violente e pericolose, che ha impaurito tutti i presenti.

Di quanto stava accadendo sono state avvertite le forze dell’ordine. Sul posto è giunta una "gazzella" del Radiomobile e poco dopo i carabinieri hanno scovato la "Punto" verde. S.P. era nei pressi, a piedi: è stato condotto in caserma e quindi, raccolte le testimonianze del caso, denunciato per minacce e danneggiamento. L’uomo aveva bevuto: probabilmente è stato proprio l’alcol all’origine del bailamme.


 

IL GAZZETTINO (ROVIGO)

Dopo essersi rifiutato di esibire i documenti il trentatreenne rodigino ha aggredito i poliziotti. Probabile il patteggiamento della pena

Calci e pugni agli agenti, oggi la convalida dell’arresto

Comparirà stamani davanti al giudice per la convalida dell’arresto ed il rito direttissimo Nicola Poli, il trentatreenne rodigino che l’altra notte, alla richiesta di esibire i documenti, se l’è presa con i poliziotti colpendoli con calci e pugni. Il suo legale, l’avvocato Marco Zennaro, avrebbe avanzato alla Procura la richiesta di patteggiamento della pena. La notte brava di Poli è cominciata poco dopo la mezzanotte fra sabato e domenica. Con un amico, forse su di giri per aver bevuto qualche birra di troppo, ha cominciato a dar fastidio agli automobilisti che transitavano in via Badaloni. All’altezza dell’incrocio con la circonvallazione ovest i due ragazzi, sulle strisce pedonali, hanno cominciato a sbeffeggiare le auto in transito con atteggiamenti da bulli. Evidente il loro stato di alterazione dovuto ai fumi dell’alcol. Poco dopo sul posto è giunta una pattuglia della polizia. Gli agenti hanno chiesto i documenti ai due giovani, ma mentre l’amico del 33enne ha presentato la propria carta d’identità, Poli ha rifiutato di fare altrettanto. I poliziotti l’hanno invitato a seguirli in questura. A quel punto il ragazzo ha cominciato a dare in escandescenze sfogando la propria rabbia contro gli agenti. Calci e pugni che poi hanno costretto i due agenti a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Alla fine è stato arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale.


MARKETPRESS.INFO

MACKESSACK PREMIUM SCOTCH WHISKY, UN NUOVO STILE DI WHISKY BLENDED DALL’ESPERIENZA DI TRE GENERAZIONI 

Nomi che hanno fatto la storia del whisky hanno contribuito a creare quell’alone quasi leggendario che ruota attorno a Mackessack Premium Scotch Whisky: James Grant, Douglas Mackessack e Armando Giovinetti. Personalità imponenti, esperti conoscitori del complesso mondo dei distillati, le vite di questi tre uomini si sono incrociate per offrire ai consumatori il meglio del mondo del whisky scozzese, prodotto con orgoglio da tre generazioni di Grant e Mackessack, e del whisky di malto, di cui Armando Giovinetti è stato un grande pioniere. Il risultato di questo straordinario incontro è oggi un nuovo stile di whisky blended: Mackessack Premium Scotch Whisky che abbina il meglio dello stile internazionale ai metodi tradizionali scozzesi. Il whisky Mackessack deve il suo nome a Douglas Mackessack, nato nei primi anni del 1900, ma la storia della distilleria di Rothes ha inizio nel 1840. E’ in quell’anno infatti che James Grant, bisnonno di Douglas Mackessack, costituisce la Glen Grant Distillery. Alla sua morte gli succedettero il nonno di Douglas ed il giovane James Grant, grande sportivo ed abile uomo d’affari. Il Maggiore Grant proseguì nell’espansione della Glen Grant e fondò la vicina Caperdonich Distillery per aumentare la produzione del whisky. E fu indubbiamente sotto la sua gestione che Glen Grant divenne uno dei primi whisky di malto puro di tutta la Scozia ad essere commercializzato. Nel 1929 ecco la svolta: il Maggiore Grant chiede al nipote Douglas Mackessack di prendere in mano le redini della distilleria. Douglas si rivelò da subito un abile e degno successore del nonno e del bisnonno. Grande uomo d’affari, perfetto gentiluomo, personaggio integerrimo, Douglas Mackessack si guadagnò con il tempo il rispetto e l’ammirazione dell’industria del whisky. Oltre ad espandere il mercato per Glen Grant, portò a compimento importanti operazioni quali la costituzione delle Glenlivet & Glen Grant Distilleries e la successiva fusione con Longmorn & Hill Thomson che diede vita nel 1972 al colosso The Glenlivet Distillers Ltd poi venduta a Seagram nel 1978. Armando Giovinetti conosce Douglas Mackessack nel 1961. Giovinetti, grande appassionato di whisky scozzese di qualità e uomo dotato di un eccellente e non comune spirito imprenditoriale, in quell’anno si reca in Scozia per documentarsi sul complesso mondo del whisky di malto. L’incontro nella distilleria di Rothes si rivela fatale per entrambi: divenuti molto amici, Giovinetti e Mackessack capiscono che unendo la profonda conoscenza del mercato da parte dell’italiano e l’esperienza dello scozzese nella produzione del più pregiato dei whisky dello Speyside potevano realmente imporre Glen Grant come il whisky di malto preferito in Italia. Rientrato dalla Scozia con 50 casse di puro malto e spinto dall’entusiasmo, Armando Giovinetti in soli due anni da quel fatidico giorno creò dal nulla il mercato del Malt Whisky in Italia grazie anche ad azzeccate campagne pubblicitarie in televisione e sulla stampa. Nel 1987, a 84 anni, Douglas Mackessack muore, dopo essere stato protagonista nel settore del Whisky per quasi mezzo secolo. Ma la sua profonda conoscenza ed esperienza continuano a vivere nel pregiato Mackessack Premium Scotch Whisky, nato anche dalla straordinaria partnership che lega ancora oggi le famiglie Giovinetti e Mackessack. Il Blending: Un’arte Il blending si può definire una vera e propria arte e in effetti l’uomo (il master blender) assume in questa fase il ruolo di protagonista dovendo selezionare i whiskies, anche un centinaio, che devono entrare a fare parte della miscela, nella giusta proporzione ed invecchiamento ottimali. Lo stesso concetto viene oggi applicato nella produzione dei migliori vini e Champagne, facendo si che il gusto, per quanto buono dei migliori ingredienti, si trasformi da rustico in raffinato e complesso. Eccezionali single malts dalla spiccata tipicità vengono miscelati, in formula unica e segreta, a dolci e morbidi whisky di grano dando vita ad una nuova creatura. Una sensazione nuova, sofisticata, che nessun single malt potrà mai esprimere. . 


 

CORRIERE ADRIATICO

I vicini allarmati dalle urla. Arrestato un uomo di 37 anni

Ubriaco minaccia i familiari

ASCOLI - I militari della compagnia carabinieri di Ascoli hanno tratto in arresto ieri, in due distinte operazioni, due persone resesi responsabili di azioni delinquenziali. Il primo arresto è stato effettuato nella nottata fra sabato e domenica scorsa in un’abitazione di Arquata del Tronto. Un trentasettenne, U. G., in evidente stato di ebrezza, appena rientrato in casa si è armato di un coltello da cucina con il quale ha iniziato a minacciare di morte i propri familiari.

Non era la prima volta che si verificavano episodi del genere in quanto l’uomo era solito tornare a casa alticcio dopo aver trascorso alcune ore in compagnia degli amici. Forse i rimproveri che gli venivano rivolti dai congiunti lo irritavano a tal punto da spingerlo a proferire frasi minacciose creavano un clima familiare insostenibile che spesso terrorizzava i presenti.

Le urla e le minacce ripetute sono state sentite da alcuni vicini che, per evitare che la situazione degenerasse, magari finendo in tragedia, hanno avvertito telefonicamente i carabinieri della locale stazione che sono immediatamente intervenuti. Alla vista dei militari l’uomo ha tentato di opporre resistenza ma dopo una breve colluttazione i carabinieri gli hanno tolto il coltello di mano che continuava a brandire minacciosamente e successivamente gli hanno messo le manette ai polsi. E’ stato trasferito presso la locale caserma e, una volta espletate le formalità di legge, U. G. è stato condotto al carcere di Marino del Tronto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Nei suoi confronti sono stati ipotizzati i reati di minacce e resistenza a pubblico ufficiale.

s.c.


IL MESSAGGERO (MARCHE)

Minaccia col coltello i familiari, arrestato un trentenne ubriaco 

ARQUATA Un uomo di 37 anni, G.U. di Arquata del Tronto, sosrpreso mentre con un coltello stava minacciando i propri familiari, è stato arrestato domenica notte dai carabinieri della locale stazione. Proprio il tempestivo intervento dei militari, allertati evidentemente dai parenti dell’esagitato, ha evitato che i fatti degenerassero in una tragedia. L’uomo infatti in stato di ebbrezza aveva completamente perso il lume della ragione. Oltre a profferire le minacce di morte ai suoi congiunti armato di un coltello si è anche reso responsabile di resistenza nei confronti dei militari sopraggiunti per calmarlo e disarmarlo ed anche per questo è stato denunciato. Lo stesso individuo, a quanto pare, si sarebbe reso responsabile in passato di altre intemperanze nella sua casa. Ora è a disposizione dell’autorità giudiziaria presso la casa circondariale di Marino del Tronto.

In un’altra operazione portata a termine questa volta dai carabinieri della stazione di Appignano del Tronto, è stato arrestato un ascolano che aveva in casa quasi mezzo etto di marijuana oltre ad alcune piantine di canapa indiana. I militari nel corso di uno specifico servizio teso alla repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti nella zona di Poggio di Bretta risalivano a L.G. di 37 anni nella cui abitazione venivano rinvenuti 45 grammi di marijuana, tre piante di canapa indiana coltivate in vasi e un considerevole quantitativo di semi di canapa indiana pronti per essere utilizzati.

Tutto il materiale rinvenuto veniva pertanto posto sotto sequestro. Il trentasettenne accusato di coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio veniva posto in stato di arresto a disposizione della magistratura che disponiva nei suoi confronti il regime della detenzione domiciliare presso la sua abitazione. Sono in corso ulteriori indagini per individuare eventuali complici.


IL MESSAGGERO (UMBRIA)

Orvieto 

Polizia stradale: in aumento incidenti e feriti 

di GIULIO LADI

ORVIETO - Nel corso dei primi mesi del 2006, sulla viabilità ordinaria dell’Orvietano, la Polizia della Strada ha rilevato 47 incidenti, con 3 morti e 17 feriti, coinvolgendo 75 persone in più rispetto al 2005 quando gli incidenti erano stati 49 ma con solo 18 feriti. Si registra, dunque, un incremento della pericolosità sulla viabilità ordinaria che non lascia tranquilli. In autostrada gli incidenti nei primi dieci mesi del 2006 sono stati 370 (21 in meno del 2005), con 87 feriti (14 in più del 2005), e 2 morti

Mercoledì, 25 Ottobre 2006
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