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Rassegna stampa Alcol e guida del 23 ottobre 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

L’ADIGE

Riuscito il mix tra allegria e sensibilizzazione di «Diversamente divertente»

Vince la festa senz’alcol

A Ziano giovani coinvolti dal pomeriggio alla sera

ZIANO - Grande successo per «Diversamente divertente», la festa senz’alcol organizzata nella giornata di sabato al Campo Sportivo di Ziano di Fiemme. L’iniziativa, promossa dall’associazione giovanile «La Baracca» e dall’A.S. Cauriol di Ziano, dallo spazio giovani «L’Idea» di Cavalese e dai gruppi parrocchiali giovanili della valle, in collaborazione con la Cassa rurale di Fiemme, la Cassa rurale Centrofiemme-Cavalese, il Comprensorio e il Comune di Ziano, ha lasciato pienamente soddisfatti gli organizzatori e i numerosi ragazzi che vi hanno preso parte. L’obbiettivo dei promotori, quello di dimostrare che è possibile divertirsi anche senza l’assunzione di bevande alcoliche, è stato quindi pienamente raggiunto. La festa «alternativa» è nata proprio da questa convinzione, nonché dall’idea che la scelta di non consumare alcol potrebbe distinguere in una società di massa ormai omologata in tutti i suoi aspetti. (*) Tutto ha avuto inizio alle 15 con l’accesso ai giochi gonfiabili di Gonfiolandia. Nel pomeriggio sono state molto apprezzate le danze brasiliane dell’associazione Terra Verde Capoeira di Trento, presente per la prima volta in valle. I ritmi esotici hanno conquistato il pubblico, al punto che alcuni ragazzi hanno manifestato la volontà di mantenere i contatti con l’associazione per promuovere un corso di ballo e alcuni incontri sulla situazione dei bambini brasiliani costretti a vivere in strada, dei quali Capoeira si occupa. Alle 17 il via all’atteso concerto. Sul palco si sono esibiti con grande entusiasmo alcuni gruppi valligiani, quali Back Trip, South Punk, Atrio e Sorrisi Verticali. La musica è proseguita fino a tarda serata, ma alle ore 19 è scoccata l’ora della cena a base di risotto alla mantovana, offerto dalla Famiglia cooperativa Val di Fiemme. Per sensibilizzare, nel corso della giornata erano inoltre presenti gli stand dell’associazione «La Baracca», dell’associazione «Atrio», dello spazio giovani «L’Idea», dell’associazione Terra Verde Capoeira, dell’Acat, dell’A.S. Cauriol, dei gruppi giovanili parrocchiali e di Fiemme Servizi. Insomma, un mix vincente di musica, divertimento e sensibilizzazione contro il consumo di bevande alcoliche. Questi gli ingredienti di «Diversamente divertente», una festa che ha portato i giovani a riscoprire la vera natura del divertimento. S. T.

 

(*) Nota: uno degli aspetti paradossali del bere giovanile è che spesso il consumare alcolici viene visto come gesto di trasgressione, quando vengono spese molte risorse e denaro proprio per convincerli a bere. Diverse agenzie di prevenzione, come l’Osservatorio Fumo Alcol e Droga dell’ISS, danno indicazioni di fare leva sull’anticonformismo e sul senso critico dei giovani.


 

REDATTORE SOCIALE

DIPENDENZE

’’Il grande carro’’, portale interattivo per la prevenzione su droghe e alcol

E’ stato presentato a Latina dalla Prefettura. L’iniziativa prevede anche un’unità di strada che interviene nelle scuole e la formazione per i ragazzi sui rischi delle dipendenze

LATINA – Un progetto variegato, che si snoda su più fronti, per aggredire il rischio dipendenze fra i ragazzi. E’ il Grande carro, il portale interattivo presentato presso la Prefettura di Latina nei giorni scorsi, che concentra la sua attività soprattutto su un’unità di strada polivalente. Un’iniziativa di prevenzione, informazione, consulenza e sostegno su droghe e alcol della Cooperativa Sociale Astrolabio. L’iniziativa, finanziata dal Fondo nazionale per la lotta alla droga, è stata realizzata in collaborazione con l’Asl del capoluogo, la Prefettura di Latina e i Comuni limitrofi.

«Il Grande carro è un’unità di strada polivalente – spiegano Pio Maria Federici e Nicola Lepori, rispettivamente presidente dell’Astrolabio e coordinatore del progetto- che interviene nelle scuole, nei pub, nelle discoteche e in tutti i luoghi in cui vi sia la necessità di far fronte ai problemi delle tossicodipendenze e dell’alcool con lo scopo di prevenire il fenomeno e di ridurne i danni». Il progetto prevede inoltre la formazione di ragazzi che diventeranno nelle scuole di appartenenza degli educatori alla salute in grado di informare i loro coetanei sui problemi provocati dal tabagismo, dall’alcol e dalle tossicodipendenze in generale.

(Paola Simonetti)


 

VIRGILIO NOTIZIE

UE/ CONTRO ABUSO ALCOL ALLO STUDIO SCRITTE SU BOTTIGLIE

Domani strategia Ue; piace idea Francia su donne incinte

Bruxelles, (Apcom) - La Commissione europea punta a limitare l’abuso di alcol anche promuovendo l’utilizzo di messaggi disincentivanti sulle bottiglie di alcolici, così come già avviene in molti paesi per le sigarette. E’ quanto indica il portavoce del commissario Ue per la Salute e la protezione dei consumatori, Markos Kyprianou, che domani presenterà la strategia di Bruxelles per rafforzare il coordinamento delle politiche nazionali.

"Non è in questione un bando dell’alcol: l’idea è di promuovere un dibattito sul tema a livello europeo per promuovere lo scambio delle migliori politiche tra i singoli Stati", ha spiegato il portavoce Philip Tod.

Come esempio di buona politica, che potrebbe dunque essere attuata a livello europeo, Tod ha indicato i piani di Francia e Finlandia per segnalare sulle bottiglie di alcolici, compreso il vino, i danni che provocano sulle donne incinte. "L’obiettivo è di limitare l’abuso di alcol, e non l’uso che invece non pone alcun rischio per la salute. Eppure è chiaro che per certe categorie di persone anche il semplice uso risulta dannoso, come per esempio le donne incinte", ha osservato Tod. (*)

Secondo i dati della Commissione Ue, l’abuso di alcol è responsabile della morte di circa 195.000 persone nell’Ue ogni anno. Inoltre un quarto delle morti di giovani europei tra i 15 e i 29 anni è attribuibile all’alcol. Quasi tutti maschi: per le donne tale percentuale scende al 10%. Circa 10.000 europei all’anno muoiono in incidenti stradali collegati all’uso eccessivo di alcol.

Bruxelles punta a fare pressione non solo sugli Stati, a cui spetta la decisione ultima su questo genere di politiche, ma anche sull’industria per favorire auto-regolamentazioni. "L’industria può fare di più per far pubblicità agli alcolici in un modo più responsabile", ha osservato Tod.

Al momento in Europa nessun paese utilizza scritte o immagini disincentivanti sulle bottiglie di alcolici, ma in qualche Stato sono attuate misure di informazione dettagliate. Per esempio - segnala Tod - in Gran Bretagna per ogni alcolico è indicata la quantità limite oltre la quale si passa dall’uso all’abuso. (**)

 

(*) Nota: a queste andrebbero aggiunti: i guidatori di veicoli, chi assume farmaci, chi compie un lavoro rischioso, chi ha già, o ha avuto, una dipendenza…

(**) Nota: da notare come appena sopra ha affermato che anche l’uso può essere dannoso.


 

HELPCONSUMATORI

SALUTE

Commissione Ue: "Presto documento contro l’abuso di alcol". Il commento di Coldiretti

La Commissione Europea ha annunciato la pubblicazione di un documento sulla strategia contro l’abuso di alcol in Europa che potrebbe prevedere l’uso di messaggi scoraggianti sulle bottiglie di alcol per contrastarne l’abuso sul modello di quanto già in vigore per i pacchetti di sigarette. Coldiretti risponde all’esecutivo Ue sottolineando che "le campagne di informazione devono aiutare a fare chiarezza per promuovere modelli di consumo positivi senza creare allarmi generalizzati e ingiustificati". (*)

Per gli agricoltori "occorre distinguere nettamente l’abuso di alcol dal consumo ragionato di vino (**) che in quantità moderate va sostenuto perché si è dimostrato essere, in ripetute prove scientifiche, positivo per la salute. Le analisi degli esperti hanno evidenziato che nella società moderna cresce un consumo di vino meditato e ragionato che è l’espressione di uno stile di vita "lento" attento all’equilibrio psico-fisico "per stare bene con se stessi" che si contrappone al consumo sregolato di alcol che prevale soprattutto nelle giovani generazioni anche con la diffusione di "alcolpops" le bibite che contengono vodka e rum ma sono mascherate da innocui analcolici "ready to drink". Da questa analisi occorre partire per fare una informazione corretta alla quale intendiamo partecipare con impegno portando il nostro contributo positivo alla formazione delle giovani generazioni con il progetto Educazione alla Campagna Amica".

 

(*) Nota: l’alcol è la prima causa di mortalità nei maschi dai 15 ai 29 anni. Un allarme generalizzato è assolutamente giustificato. Sono stati fatti allarmismi per molto meno. A proposito che fine ha fatto l’aviaria?

(**) Nota: cercare di usare la ragione nel bere alcolici è come cercare di vedere come si è allo specchio con gli occhi chiusi. Che senso ha fare appello alla ragione quando è una delle prime funzioni ad essere alterata dall’alcol?


 

TREND-ONLINE

Sicurezza stradale – Confagricoltura: danni per il vino dal divieto vendere alcolici in autostrada (*)

- Per gentile concessione www.helpconsumatori.it -

"Il disegno di legge che impedisce la vendita di vini in autostrada è inutile e dannosa, rileva Confagricoltura in un comunicato". E’ questo il commento della Confagricoltura al DDL proposto dal ministro della Salute Livia Turco ed approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 19 ottobre.

"Inutile - sottolineano gli agricoltori -perché di assai discutibile efficacia, come strumento di prevenzione degli incidenti stradali. Dannoso perché compromette l’utilizzo di uno strumento di promozione della migliore produzione vitivinicola delle diverse regioni italiane".

La commercializzazione del vino in bottiglia nelle autostrade - si legge dalla nota - rappresenta una non trascurabile quota del fatturato delle migliori aziende vitivinicole nazionali, ma soprattutto è una maniera per mettere in vetrina uno dei più rappresentativi prodotti dell’agro-alimentare nazionale.

"Il divieto che si intende imporre con il disegno di legge che oggi ha iniziato il proprio iter, sottolinea Confagricoltura, è dettato da un pregiudizio ideologico e da una erronea conoscenza sulle abitudini di acquisto e di consumo di vino in Italia".

Confagricoltura ritiene privo di senso ampliare il raggio d’azione delle attuali normative, vietando la vendita 24 ore su 24 dei prodotti vitivinicoli nelle aree di servizio autostradali. Attualmente - ricorda l’Organizzazione dei Produttori - è vietata la sola vendita al banco dei superalcolici dalle 22.00 alle 6.00.

Gli agricoltori invitano le istituzioni a valutare i danni economici che potrebbero derivare da uno dei settori di punta del nostro sistema agroalimentare dall’applicazione delle misure previste dal DDL ed esorta ancora una volta a differenziare l’abuso di superalcolici dal consumo di un prodotto, il vino, che è parte integrante della nostra cultura ed è da sempre legato alle nostre tradizioni.

 

(*) Nota: riassumendo. Lo slogan per la Confagricoltura potrebbe essere: “Coltura, non cultura".


 

L’ADIGE

Allarme alcol, anche tra i minori

Le donne sono una categoria a sempre più a rischio

di MANUELA PELLANDA BORGO - «Sempre più giovani abusano di sostanze alcoliche». Cinzia Grandelis , responsabile del Centro di alcologia del distretto Bassa Valsugana e Tesino, ha evidenziato, in occasione del 14° interclub di zona dell’Acat, un dato preoccupante. «Nel 1991, quando ho intrapreso questa professione - ha spiegato - erano gli ultrasessantenni ad abusare di sostanze alcoliche. La situazione ora è completamente diversa. La fascia più esposta è quella compresa tra i trenta e i quarant’anni, ma cresce sensibilmente anche la percentuale dei giovani. Sono numerose, negli ultimi tempi, le segnalazioni di minorenni dipendenti da alcol». Un dato preoccupante quest’ultimo, che fa riflettere e spinge a cercare motivazioni, cause, problematiche all’interno della famiglia, nella cerchia degli amici, nella società. «Vige la cultura dello sballo - ha continuato Cinzia Grandelis - Non ci si diverte più se non si è un po’ alticci». Mancanza di informazione? «Non credo - ha puntualizzato - Gli interventi di esperti, che presentano conseguenze ed effetti dell’abuso di alcol, si fanno sempre più numerosi all’interno delle scuole. Un bicchiere di vino non fa certo male, si pensa. Poi però i bicchieri aumentano e inizia la dipendenza. Non di rado il primo bicchiere si consuma a 11-12 anni e in terza media in parecchi hanno sperimentato l’ebbrezza». Accanto all’abbassamento della soglia di età, anche l’aumento delle donne che abusano di alcol. «Non c’è un motivo specifico - ha spiegato Grandelis - per cui si inizia a bere. In alcuni casi queste donne hanno vissuto traumi o situazioni drammatiche, ma spesso coloro che si rivolgono al servizio hanno alle spalle una famiglia normale». Diverso è anche l’approccio dell’utente femminile al servizio. «La donna - continua Grandelis - diversamente dell’uomo, chiede aiuto soltanto in una situazione di urgenza, quando si rende conto che da sola proprio non riesce a farcela. Poi, quando la situazione migliora, si allontana. È molto difficile agganciarle e stabilire un contatto duraturo con loro». Dati preoccupanti, bilanciati dall’efficienza e dai buoni risultati di apposite strutture, tra cui appunto, l’Acat Bassa Valsugana e Tesino, che segue all’incirca una sessantina di famiglie nei sei club del territorio. Proprio ieri l’associazione, presieduta da Augusta Brendolise , ha organizzato il 14° interclub di zona, presso il teatro parrocchiale di Roncegno, dal titolo: «E adesso viene il bello». «Quando si riesce ad uscire da una situazione di dipendenza dall’alcol - ha esordito la vicepresidente Angelina Franceschini - si pensa che sia tutto risolto, ci si adagia sugli allori. Non è così. Proprio quello è il momento più delicato. È necessario ricostruire i rapporti in famiglia e all’interno della società, che magari ti guarda storto. I sensi di colpa sono inutili, ma occorre fare il punto sulle proprie responsabilità e avere l’orgoglio per avercela fatta, tagliando i ponti con il passato e volgendo lo sguardo al futuro». Dopo il momento di confronto, in cui le famiglie, parti attive del processo di riabilitazione, hanno condiviso le proprie esperienze, la consegna dei diplomi e di rose rosse per premiare gli anni di astinenza.


 

AFFARI ITALIANI (ONLINE)

Salute/ Al via il convegno dell’associazione Dossetti sul Pan

‘IN PUERO HOMO’. Le basi della salute dell’adulto si pongono nell’infanzia. Questo il tema centrale del convegno P.A.N. Prevenzione Alimentazione Nutrizione, La Salute vien mangiando … dalla nascita, che riunisce a Roma - mercoledì 25 ottobre a Palazzo Marini, Camera dei Deputati, via del Pozzetto 158, dalle 9 alle 17 – esperti di nutrizione ed alimenti del ministero della salute e dell’Istituto superiore di sanità, i quali si confronteranno con le esperienze di medici e pediatri.

Nel corso della mattinata verranno presentati i dati allarmanti su obesità, patologie cardiache e tumori, oggi sempre più derivanti da un’alimentazione sbagliata. Ma parleremo anche di come alcune sostanze chimiche ‘killer invisibili’ per la nostra salute possano essere presenti negli alimenti ed influenzare negativamente la nostra salute. Nel pomeriggio il Presidente di Federconsumatori e dirigenti di Associazioni di categoria di vari settori si confronteranno, in una tavola rotonda, sulla qualità dei cibi presenti sulle nostre tavole e sui tavoli delle mense scolastiche.

I dati Ocse dicono che solo il 3% della spesa sanitaria totale è investita in programmi di Prevenzione e di sanità pubblica e dicono ancora che la maggior parte della spesa sanitaria è destinata alla cura dei malati. In Europa le malattie cardiovascolari oggi sono il killer numero uno, responsabili di più della metà dei decessi: cardiopatie e ictus sono causa principale di morte in tutti i Paesi membri. I costi socio-sanitari per le patologie derivate da stili di vita non corretti in Italia superano la stessa finanziaria 2007.

Hanno dato la conferma di partecipazione, tra gli altri, il ministro dell’istruzione Giuseppe Fioroni, i sottosegretari alla salute Antonio Gaglione e Gian Paolo Patta, la vice presidente della commissione Affari sociali Camera dei Deputati Dorina Bianchi, l’assessore alla sanità della regione Abruzzo Bernardo Mazzocca. Il segretario nazionale dell’Associazione Giuseppe Dossetti Claudio Giustozzi.

E sul banco degli imputati ci sarà anche il fenomeno bullismo, in una relazione al convegno PAN del criminologo Vittorio Pedone e dell’avvocato Antonella Minieri, specializzata in diritto di famiglia, del direttivo dell’Associazione Giuseppe Dossetti. Saranno esposti i dati dei danni provocati ai nostri ragazzi dall’uso di alcool e dall’abitudine al binge drinking (bere compulsivo) (*). Parleremo anche del fenomeno allarmante delle nuove hallucinogenic mushrooms. L’uso di alcool e di queste nuove droghe è ormai riconosciuto da tutti causa di incidenti stradali con conseguente perdita di vite umane e disabilità permanenti ed altissimi costi socio sanitari per la collettività. Il bullismo produce effetti che si protraggono nel tempo e provoca rischi tanto per chi ne fa uso quanto per le vittime.

 

(*) Nota: il termine binge drinking indica più propriamente quella modalità di bere in cui si ricerca volontariamente l’ubriacatura.


 

MARKETPRESS.INFO

LA VOLKSWAGEN LA GUIDA SICURA SI IMPARA A SCUOLA SI SVOLGERÀ DAL 23 AL 26 OTTOBRE IL “MASTER DI GUIDA SICURA” PER NEOPATENTATI PROVENIENTI DALLE SCUOLE SUPERIORI DELLA PROVINCIA DI TORINO. 

Verona, 23 ottobre 2006 - Parlando di sicurezza, la Volkswagen è da sempre attiva su più fronti per garantire la massima protezione degli automobilisti. La responsabilità di un Costruttore di automobili va infatti oltre l’impegno di costruire vetture sempre più protettive grazie alle tecnologie costruttive e alle soluzioni tecniche più innovative e raffinate. L’attività nell’ambito sociale è altrettanto importante e la Volkswagen si dimostra dinamica su questo fronte proponendo diverse iniziative. Con il programma Play Safe, per esempio, sono stati sensibilizzati i tanti giovani che d’estate frequentano le discoteche della riviera romagnola sulla pericolosità della guida in stato di ebbrezza, proponendo a chi non se la sentiva di guidare, di essere riaccompagnato a casa. L’iniziativa che si concretizzerà tra il 23 e il 26 ottobre sul Race Track di Bruino (Torino), è un ulteriore esempio dell’attenzione che la Volkswagen dedica all’elemento umano inteso come anello fondamentale della catena della sicurezza stradale. Saranno ancora una volta protagonisti i giovani, in questo caso neopatentati di 18 e 19 anni provenienti da scuole superiori di Torino e provincia, che per una volta apprenderanno anche lontano dai banchi di scuola nozioni utili per la loro vita. Al ritmo di 100 al giorno parteciperanno infatti a un “Master di guida sicura” tenuto da istruttori e piloti professionisti della Scuola Guida Sicura Volkswagen. Dopo una breve lezione teorica a inizio giornata, in cui verranno anche evidenziati i pericoli della guida in stato di ebbrezza, gli allievi di questo specifico corso di guida sicura, si siederanno al volante delle Volkswagen più ambite dai giovani – come Golf Gti 200 Cv, Golf Gt 170 Cv e New Beetle Turbo 150 Cv – per capire come ottenere uno stile di guida più sicuro e consapevole. Innanzitutto, con simulazioni appositamente studiate, verrà loro fatto comprendere come e perché si perde il controllo della vettura. Quindi, identificato il pericolo, apprenderanno, sperimentandole, le tecniche per controllare perfettamente l’auto e per gestire al meglio le situazioni di emergenza. Questa iniziativa finalizzata a una corretta formazione degli automobilisti, nasce dalla collaborazione della Volkswagen con il Provveditorato agli studi di Torino, il Comune di Torino e la Polizia Municipale del capoluogo piemontese. Il 25 ottobre, saranno presenti gli Assessori della Pubblica Istruzione e della Polizia Municipale di Torino Dopo l’evento di Torino, è allo studio la possibilità di estendere l’iniziativa anche ad altre province d’Italia trasformando il progetto da locale a nazionale.


 

ASAPS

Il sabato che uccide…
5 morti a Novara (il più vecchio aveva 33 anni), due a Rieti. Un commento

Il sabato atteso, agognato, quello vissuto e quello che uccide. Mille volti di una nottata identica, in serie, che si ripete da sempre, ma alla quale rifiutiamo di abituarci. L’ultima copia del solito bollettino, da notte irachena, parla di 5 morti in un solo incidente nei dintorni di Novara, per la precisione a Carpignano Sesia. La comitiva aveva cenato proprio a Carpignano, per poi recarsi a Fara, dove ha trascorso buona parte della nottata in discoteca.
Al rientro verso casa, l’Alfa 147 su cui viaggiavano, ha imboccato una rotonda a velocità elevata, così risulterebbe dai rilievi della Polizia Stradale. Ne è seguita una perdita di controllo e il capottamento contro il muro di una casa. Nessuno si è salvato: l’auto ha preso fuoco. Le vittime dello scontro frontale avvenuto a Rieti, invece, sono due: si tratta di due romeni di 30 e 36 anni, a bordo di una BMW che ha invaso la corsia di un minibus su cui viaggiava una squadra di volley femminile. Le atlete e lo staff hanno riportato ferite gravi, ma nessuna verserebbe in pericolo di vita. Purtroppo però, per due giocatrici sono state riscontrate lesioni alla colonna vertebrale.
Il commento

Si dice che l’alcol non c’entra, che la velocità non è la causa principale di questi incidenti stradali, che la gente è vessata. Andatelo a dire a questi ragazzi, morti perché nessuno li ha fermati prima. Sissignori. Nessuno li ha fermati prima. Poche pattuglie, male in arnese, senza etilometri e disperse in piani del sabato sera che le concentrano in uno o due posti di controllo per provincia (se va bene). No, signori: si deve cambiare registro, si deve mutare strategia. Serve iniziativa, serve “Impeto e Assalto”, si deve andare incontro a questa gioventù che rischia di non farcela, che non ha nessun riferimento sulla strada se non la propria solitaria corsa verso casa. Una casa dove l’atteso rumore della notte, non è quello della chiave nella toppa della porta, ma il trillo del campanello e un uomo in divisa che aspetta lo sguardo di un padre e di una madre.
Per sempre soli.

Lorenzo Borselli


 

L’ADIGE

Un ucraino denunciato in città. Patenti ritirate anche a San Lorenzo e Lasino

Ubriaco e con il piede pesante

Ha superato una pattuglia dei carabinieri a forte velocità, attirando così l’attenzione dei militari. Fermato dalla gazzella e sottoposto ad alcoltest è risultato positivo. Un cittadino ucraino, che stava percorrendo via Bolzano con a bordo altri quattro connazionali, la scorsa notte, verso le 5.30, ha superato i carabinieri a velocità sostenuta. Una manovra che ha spinto i militari a fermarlo poco dopo, all’altezza del Tridente. L’uomo è stato sottoposto all’etilometro ed i valori riscontrati erano tre volte oltre il limite. Per il giovane sono scattate ritiro della patente e denuncia per guida in stato di ebbrezza. Stessa sorte è toccata ad un uomo di mezza età pizzicato all’alba dei carabinieri di San Lorenzo e ad un cittadino fermato dai carabinieri di Lasino.


 

IL GAZZETTINO (UDINE)

NIMIS 

Rissa al bar, arrestato

In manette Denis Bianco, 26 anni, di Nimis per aver reagito ad un intervento dei carabinieri. Il giovane sabato sera al Bar Centrale di via Roma, completamente ubriaco, ha minacciato con delle bottiglie il proprietario del locale e la moglie, tanto da costringerli a chiamare i carabinieri. Difficile ricondurlo alla ragione. Il ragazzo ha cominciato ad inveire, a cadere a terra più volte facendosi del male, poi ha colpito i carabinieri con calci e pugni, tanto che è satto necessario chiedere rinforzi edarrestarlo per reati di violenza e resistenza. Due carabinieri del radiomoble sono stati soccorsi per le lesioni riportate nella colluttazione all’ospedale di Cividale, le prognosi sono di tre e cinque giorni.

Dopo essere stato sedato e medicato dai sanitari del 118 di Tarcento per le ferite che si era procurato, Denis Bianco ha cercato di mettere in atto comportamenti autolesivi nella camera di sicurezza della caserma dove era stato rinchiuso. Pertanto con un’autoambulanza del 118 è stato trasportato all’ospedale di Udine dove è stato di nuovo medicato e giudicato guaribile in otto giorni.

Dopo le dimissioni è stato arrestato e condotto in carcere a Udine dove è a disposizione dell’autorità giudiziaria.


 

IL GAZZETTINO (PODENONE)

Uno dei protagonisti apparterrebbe alla baby-gang. Zuffa tra italiani e romeni anche all’esterno di una discoteca 

Notte di risse, arresto e 5 denunce 

Al "Mangiamitutto" scontro violento fra bande: tre giovani all’ospedale. Ferito anche il titolare

Notte di risse quella tra sabato e domenica in città. A distanza di poche ore sono scoppiate due violente baruffe in altrettanti locali: in entrambe i casi a scontrarsi violentemente sono state bande di giovani (in alcuni casi giovanissimi) stranieri - si tratterebbe di albanesi e romeni - e italiani. Il bilancio della violenta nottata è di tre giovani finiti al pronto soccorso per essere medicati. All’ospedale, per alcune lievi ferite, anche il titolare del ristorante "Mangiamitutto" dove era scoppiata la prima rissa. Un giovane italiano di 19 anni è stato arrestato dalla polizia e altri cinque sono stati denunciati per rissa aggravata. Ancora al vaglio dei carabinieri, invece, la posizione di una dozzina di altri giovani protagonisti del secondo episodio avvenuto all’esterno della discoteca "Uagamama" di viale Aquileia.

Ma cominciamo dal primo episodio. Mancavano pochi minuti alle 23.30 di sabato. A un paio di tavoli del ristorante "Mangiamitutto", in largo San Giorgio, comincia una lite per cause che gli agenti della Squadra Volanti intervenuti sul luogo stanno accertando. Sembra comunque che a scaldare gli animi siano state questioni legate a una ragazza. Il resto lo ha fatto anche l’alcool, tant’è che tre dei denunciati sono stati anche contravvenzionati per stato di ubriachezza. In pochi istanti dagli insulti si è passati ai fatti: spintoni, schiaffi e pugni. E non sono mancate - tanto che alcuni testimoni hanno parlato di scene dasaloon- le bottiglie spaccate in testa. Per cercare di placare gli animi è subito intervenuto il titolare del locale che si è però preso un violento pugno in faccia. Sul posto sono arrivate tra auto della polizia: gli agenti hanno dovuto faticare parecchio per bloccare e identificare i giovani coinvolti nella rissa. E non sono mancate le tensioni all’esterno della paninoteca. Sei le persone accompagnate in Questura. Per un 19enne, C.M., pregiudicato e residente in città, sono scattate le manette per rissa aggravata. Altri quattro giovani, tutti pregiudicai, sono stati denunciati: M.R., straniero, di 19 anni, C.R., 18, D.S. 17 e T.F. 18. Inoltre il 36enne C.C. è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. La polizia sta accertando l’ipotesi che uno dei coinvolti, che per un periodo si era allontanato dalla città per poi tornarvi, possa appartenere alla baby-gang che nei mesi scorsi ha impegnato le forze dell’ordine.

La seconda rissa è scoppiata invece quando mancavano pochi minuti alla 4 all’esterno della discoteca "Uagamama", in viale Aquileia. Anche qui tutto è cominciato da una lite tra un giovane italiano e un romeno. In pochi istanti si sono azzuffati una dozzina di ragazzi (tutti ventenni identificati dai carabinieri): italiani contro romeni in una furibonda rissa. E proprio un giovane straniero è stato colpito da un violento pugno in faccia ed è finito all’ospedale: se la caverà con alcuni giorni di prognosi. Pronte le denunce dell’Arma.

D.L.


 

IL GAZZETTINO (ROVIGO)

POLIZIA Con un amico stava facendo il bullo in via Badaloni

Pugni agli agenti Arrestato un giovane

Se l’e presa con gli agenti di polizia che gli avevano chiesto di mostrare i documenti. Invece il 33enne rodigino è letteralmente uscito di testa ed ha cominciato a mulinare braccia e gambe colpendo i due poliziotti con calci e pugni. Alla fine è stato arrestato dagli uomini della squadra volanti con l’accusa di violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

La notte brava di N.P., 33enne residente a Rovigo, è cominciata poco dopo la mezzanotte fra sabato e domenica. Con un amico, forse su di giri per aver bevuto qualche birra di troppo, ha cominciato a dar fastidio agli automobilisti che transitavano in via Badaloni. All’altezza dell’incrocio con la circonvallazione ovest i due ragazzi, sulle strisce pedonali, hanno cominciato a burlarsi delle auto in transito con atteggiamenti da bulli. Evidente il loro stato di alterazione dovuto ai fumi dell’alcol. Poco dopo sul posto è giunta una pattuglia della polizia. Gli agenti hanno chiesto i documenti ai due giovani, ma mentre l’amico del 33enne ha presentato la propria carta d’identità, N.P. ha rifiutato di fare altrettanto. I poliziotti allora lo hanno invitato a seguirli in questura, a questo punto il ragazzo ha cominciato a dare in escandescenze, nonostante il tentativo dell’amico di calmarlo ha sfogato la propria rabbia contro i poliziotti. Calci e pugni che poi hanno costretto i due agenti a ricorrere alle cure mediche. Intanto dalla questura sono arrivati rinforzi, il 33enne alla fine è stato bloccato e condotto in questura.

A suo carico sono emersi piccoli precedenti penali, è stato arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. I due agenti della polizia invece se la sono cavata con una prognosi di guarigione di cinque giorni.


 

IL TEMPO

Borgo Podgora

Dopo l’incidente stradale il litigio stranieri finiscono in manette

LATINA — Arrestati per violenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamento. Protagonisti della vicenda, sono due cittadini romeni: Radu e Daniel Gravila, rispettivamente di 29 e 26 anni, sono stati tratti in arresto dai carabinieri della Compagnia di Latina dopo essersi resi responsabili di atti di violenza contro i due agenti che si apprestavano ad effettuare i rilievi per un incidente, paraltro appena provocato proprio da loro, ai danni di una coppia di italiani. Alle 21 di sabato i due stranieri transitavano nella zona di Borgo Podgora e, ubriachi, hanno urtato l’auto di due italiani. Scesi dal veicolo per la valutazione dei danni, però, i romeni hanno iniziato ad importunare la coppia che, temendo per la propria incolumità, ha chiamato il «112». Una gazzella si è recata sul luogo dell’incidente, ma i romeni hanno reagito aggredendo gli agenti, che hanno riportato ferite guaribili in pochi giorni. Arrestati, i Gravila sono stati incarcerati in attesa della direttissima in tribunale. Ste.Bel.


 

VARESENEWS

Tradate - L’uomo era stato protagonista di un incidente stradale lo scorso 23 settembre in località Ceppine

Si ribalta con l’auto: denunciato per guida in stato di ebbrezza

Lo scorso 23 settembre si era ribaltato con la propria Bmw a Tradate, in località Ceppine, ed era finito all’Ospedale con diverse ferite. A un mese di distanza le ferite sono guarite, ma un nuovo dolore glielo hanno inflitto i Carabinieri: l’uomo, residente nella zona, dovrà infatti fare i conti con una denuncia a piede libero all’Autorità Giudiziaria per guida in stato di ebbrezza e con la sospensione da quindici giorni a tre mesi della patente di guida.

I sangue del guidatore (che fortunatamente non ha coinvolto nessun altro nell’incidente), prelevato subito dopo il sinistro, conteneva infatti 2,58 g/litro di alcool, ovvero oltre cinque volte il limite massimo consentito dalla legge. Un livello di alcol decisamente elevato, tanto che, in sede accademica, viene considerato addirittura meno pericoloso di tassi più ridotti, dal momento che una persona con tutto quell’alcol in corpo di solito non riesce nemmeno a girare la chiave di accensione della macchina.

"In questo caso il fisico robusto del soggetto, evidentemente gli ha consentito queste operazioni, per sua sfortuna - commenta in una nota il comandante dei Carabinieri di Saronno - Si precisa che, sempre in sede teorica, un tasso alcoolemico di 2,5 g/l consegue ad una “bevuta” media di 10 bottiglie di birra, oppure circa due bottiglie di vino, oppure una quindicina di bicchierini di grappa o di brandy. A 3,5 grammi/litro subentra quasi certamente il coma etilico".


 

CORRIERE ADRIATICO

Incidente a Pietralacroce. Controlli dei vigili: dieci multe per la velocità

Schianta la cabina del gas

Ancona - Sabato notte di pioggia, sabato di incidenti e di controlli della polizia municipale. L’incidente più grave a Pietralacroce dove una ragazza, a bordo di una vettura, è sbandata ed è finita contro una cabina del gas metano che si trova sul ciglio della strada. Probabilmente, proprio il fondo reso scivoloso dalla pioggia è stata una delle cause dell’incidente. La ragazza è stata soccorsa da una ambulanza del 118: le sue condizioni non destano particolare preoccupazione. La cabina del gas è rimasta danneggiata: per metterla in sicurezza sono intervenuti i vigili del fuoco. Ma la notte tra sabato e domenica è stata soprattutto caratterizzata dai controlli della con autovelox e etilometro, lungo le principali arterie cittadine. Le postazioni mobili si sono spostate in tre punti strategici: la Flaminia, il Viale della Vittoria e la strada di Posatora, teatro - la scorsa settimana - del tragico incidente in cui ha perso la vita Giuseppina Recchi. La pioggia di sabato ha certamente diradato il traffico, altrimenti molto copioso anche di notte, ma, nonostante questo, nella rete dei vigili sono finiti una decina di automoblisti con il piede sull’acceleratore troppo pesante. Ad un automobilista, risultato positivo al test dell’etilometro, è stata ritirata la patente. Ritirate anche alcune carte di circolazioni di autovetture che non erano state revisionate. Un risultato più che soddisfacente perché, come detto, il traffico a causa delle avverse condizioni climatiche. E’ stato solo un primo assaggio, i controlli saranno ripetuti, questa volta a sorpresa. L’altra sera, infatti, il “pattuglione” è stato ampiamente preannunciato anche perché - come è stato spiegato - aveva un carattere essenzialmente preventivo. Inoltre, il comando di polizia municipale sta definitivamente completando l’installazione degli autovelox permanenti nelle zone nevralgiche e più pericolose al fine di rendere sempre più sicura la viabilità cittadina anche con il concorso degli automobilisti.


 

IL GAZZETTINO (ROVIGO)

Vuole vedere la "Letterina" Chioggiotto finisce in manette

Fa il diavolo a quattro pur di ammirare la bella ex "Letterina" Francesca Lodo. Alla fine, però, Stefano Camillo, 36enne commerciante di Chioggia, finisce in manette per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. È successo nella notte fra sabato e domenica a Volto di Rosolina.

Sono le 3.30 quando il 36enne chioggiotto decide di recarsi alla discoteca Malibù che fra gli ospiti propone l’ex "letterina" e soubrette televisiva Francesca Lodo. Il personale del locale, però, capisce che Stefano Camillo non è in condizioni di entrare in quanto in evidente stato di ebbrezza. Aveva chiesto, infatti, con schiamazzi e grida scomposte di entrare in discoteca. Inoltre il Malibù è al completo. Per lui è off limits. L’uomo non accetta il rifiuto e comincia a dare in escandescenze. A questo punto vengono allertati i carabinieri e sul posto si precipitano tre agenti che cercano subito di calmare l0uomo. Sotto i fumi dell’alcol, però, non vuole sentire ragioni e alla richiesta dei militari di presentare i propri documenti d’identità, risponde con una vigorosa spinta a un agente, cosa che provoca una lacerazione alla giacca della divisa. Subito dopo il chioggiotto viene arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e condotto al pronto soccorso dell’ospedale di Porto Viro per sbollire l’effetto della sbornia. Infine rinchiuso in una cella del carcere di Rovigo. Ripresosi dall’ubriacatura, l’uomo si è reso conto delle sciocchezze commesse e ha chiesto scusa al carabiniere cui aveva strappato la divisa. Oggi è fissata l’udienza di convalida dell’arresto.


 

IL MESSAGGERO (ANCONA)

Soccorritori mobilitati per ore alla ricerca del finto suicida 

FALCONARA Annuncia di volersi suicidare e scompare per mezza giornata. È successo ieri mattina a Villanova. Dopo l’ennesima lite familiare con la compagna, un cinquantenne falconarese si precipita al bar del quartiere minacciando di volerla fare finita, poi allerta il 118 e fa perdere le proprie tracce, salvo ricomparire nel tardo pomeriggio. «Ha detto che si sarebbe impiccato ad un albero sul fiume» confermano nel locale. «Era ubriaco e abbiamo cercato di farlo desistere» aggiungono. L’uomo non è nuovo a questo genere di minacce e le liti con la convivente, talvolta furibonde, da un anno a questa parte sono sempre più frequenti. «Non è la prima volta che finisce sui giornali, qualche tempo fa è sceso in strada impugnando una motosega e si è lanciato all’inseguimento della donna che sfoderava un coltello». Ma ieri la preoccupazione era alle stelle: «Stavolta mi sembra una cosa seria», mormora qualcuno. Fatto sta che la minaccia ha fatto mobilitare i soccordi: ambulanza, Vigili del fuoco e Carabinieri. Ma la ricerca approda ad un nulla di fatto, del cinquantenne nessuna traccia, né nell’abitazione né nei dintorni. L’allarme rientra solo verso le 18.30 quando l’uomo fa spontaneamente ritorno a casa.

K.An.


Martedì, 24 Ottobre 2006

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