Lunedì 10 Agosto 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 9 ottobre 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

 COMUNICATO

QUANTA SUPERFICIALITA’!

Lo staff di Bertinotti risponde all’AIFVS

L’Adnkronos del 7 ottobre riporta che la norma sul divieto di alcolici è stata stralciata perché non attinente con il contenuto della finanziaria.

Una tale affermazione dimostra che la commissione bilancio che ha avanzato la proposta ed il Presidente della Camera che ha deciso lo stralcio della norma non hanno correlato la finanziaria agli alti costi sociali e sanitari dei problemi legati all’alcool, ignorando che risparmiare tali costi significa anche diminuire le spese.

Ma c’è dell’altro: lo staff, rispondendo solo alle critiche espresse dall’AIFVS precisa che il Presidente non è entrato nel merito della norma che, dopo lo stralcio, seguirà il normale iter parlamentare. Come si fa a non entrare nel merito quando si prende una decisione su una norma collegata a fatti gravissimi riferiti alla vita umana oltre che ai costi economici? O le persone che vengono fatte a pezzi sulle strade rappresentano per la commissione bilancio e per il Presidente della Camera una banalità, tanto da permettersi il lusso di prendere altro tempo, rimandando la norma all’iter parlamentare? O si può proporre e decidere senza tener conto del contesto, e cioè dei danni provocati dall’alcool, ai quali sono anche da addebitare circa il 45% degli incidenti per guida in stato di ebbrezza? O il contesto di cui si tiene conto in modo servile è quello degli interessi dei potentati dell’alcool? E poi ci permettiamo di sproloquiare sul fatto che anche con la finanziaria proteggiamo il più debole! E chi è più debole di colui che viene fatto a pezzi sulle strade?

Proposte e scelte all’insegna della superficialità, che oltre a porre in cattiva luce i loro autori offendono l’intelligenza dei destinatari, portatori di irreversibili offese alla vita.

Lo stesso è da dirsi per la parzialità della risposta. Chiediamo, pertanto, allo staff del Presidente della Camera di completare le risposte alle nostre domande: chiarire pubblicamente in che modo il Presidente si sta concretamente impegnando perché il Parlamento prenda decisioni adeguate a fermare la strage stradale e a dare giustizia ai superstiti, tenuto conto che l’Italia a tutt’oggi è ancora lontana dagli obiettivi europei.

La stessa domanda rivolgiamo ai politici della Commissione Bilancio, presidente Lino Duilio (Ulivo), che hanno avanzato la proposta – non condivisa da familiari di vittime della strada e da tante altre associazioni impegnate nel recupero delle vittime dell’alcool – di stralciare la norma.

Attendiamo con fiducia la risposta, ritenendo che la presente sia servita per fare chiarezza e così incrementare il rispetto reciproco.

Vorremmo che fosse chiaro che le comunicazioni dei cittadini organizzati non rappresentano un esercizio dilettantistico da cestinare, ma una sofferta presentazione di problemi da prendere in considerazione per un esercizio dignitoso del potere. E questa dignità si esprime a partire dalle risposte. E per questa dignità non c’è più tempo da perdere! I cittadini sanno che i problemi non possono ancora essere sottovalutati o mistificati senza incrementare danni per tutti.

dott.ssa Giuseppa Cassaniti Mastrojeni

presidente AIFVS


 

LETTERA DEL PRESIDENTE ARCAT PIEMONTE

Egregio On. Lino Duilio, Presidente commissione Bilancio Camera dei Deputati.
Sono un componente del CAT 32 (Club degli Alcolisti in Trattamento) di Villadossola Prov. di Verbania e presidente dell’ARCAT Piemonte.
Mi permetto di scriverLe la mia costernazione alla notizia che la Commissione da Lei presieduta ha, nell’esame della Legge finanziaria 2007 presentata in Parlamento dal Governo Italiano, e nel merito eliminato (come da verbale della seduta) per - disposizioni di carattere ordinamentale e organizzatorio che, secondo le indicazioni contenute nella relazione tecnica, non comportano effetti finanziari - l’articolo 90, il quale modifica norme penali e amministrative in materia di vendita e somministrazione di bevande alcoliche.
Avete eliminato una norma che definita “proibizionista” al contrario tutelava la salute e il benessere dei minori e introduceva, anche se per via giudiziaria, un aspetto culturale dei cosiddetti “adulti” che avrebbero dovuto riflettere di più sull’etica educativa e sanitaria e meno sull’etica del “profitto”.
Le faccio rilevare che effetti finanziari al contrario di quanto pensa la Commissione ce ne sono e molti e si riferiscono alle dimensioni della spesa sanitaria.
Avete calcolato quanto le malattie correlate al comportamento e all’uso delle sostanze alcoliche della comunità (che necessariamente aumentano più si abbassa il limite di età in cui questo avviene) incidono sul bilancio e sulla spesa sanitaria a cui la legge finanziaria deve fare fronte?
Siete proprio così sicuri che aumentare il limite di età al divieto di vendita di bevande alcoliche non centri niente con la legge finanziaria?
Quando sarete chiamati a controllare le voci di spesa per la cura della salute dei cittadini italiani (di tutti i cittadini italiani) chiedetevi perchè a fronte del costo di una bottiglia di vino il costo per la cura delle malattie prodotte da quella sostanza saranno di tre, quattro volte superiori e se questo non è anche per “merito vostro” che avete cassato una proposta “innovativa” sul fronte della promozione del benessere e della salute dei cittadini tutti mentre Voi avete pensato solo a quello economico di pochi.
Vi invito pertanto a ripensare alle Vostre decisioni e in seconda lettura ripristinare ciò che avete cassato.
Fiducioso che accoglierete questa mia, porgo cordiali saluti
Roberto Graffieti
Via Vegno, 28, Crodo (VB)
Componente Club Alcolisti in Trattamento n. 32 di Villadossola
Insegnante Servitore Club 287 di Domodossola
Presidente ARCAT Piemonte


 

VARESENEWS

Roma - Lo denuncia l’Associazione Europea Familiari e Vittime della Strada dopo il recente stralcio della norma che prevedeva il divieto di vendita degli alcolici ai minori, compreso nella Finanziaria

«In Italia l’alcool non si tocca»

I primi sondaggi dicevano che la grande maggioranza degli italiani condivideva la proposta, inserita nella Legge Finanziaria, di bandire dalle aree di servizio autostradali la vendita e la somministrazione delle bevande alcoliche, nonchè innalzare l’età minima per acquistare alcolici negli esercizi pubblici da 16 a 18 anni, in linea con quanto già avviene in tanti altri paesi.

Questa norma è stata stralciata.

Oggi spiegano che non c’entrava con la Finanziaria, ma allora perchè ce l’avevano messa?

Il più autorevole organismo scientifico del pianeta, L’Organizzazione Mondiale della Sanità, afferma: " L’aumento dell’età minima legale per consumare alcol può contribuire a ridurre gli incidenti stradali alcol correlati, oltre che il consumo di alcol e le morti alcol correlate " ( http://www.alcoldrogalegale.com/salute_21obiettivi%20OMS.htm , alla voce "strategie proposte" ).

I costi che il nostro paese deve sostenere per i problemi alcol correlati sono enormi: meno problemi significa meno sofferenza umana, ma anche risparmio economico per lo stato, e quindi, ci pare, questo c’entra con una Legge Finanziaria. (*)

Purtroppo si sa, l’abbiamo amaramente costatato troppe volte: in Italia l’alcol non si tocca, le lobbies dei produttori e dei commercianti di bevande alcoliche hanno troppi soldi (spesso provenienti da finanziamenti pubblici) e troppo potere.

Viene da pensare che i nostri parlamentari siano più sensibili alle pressioni di chi ha denaro e potere, piuttosto che alle opinioni e alle sofferenze dei cittadini italiani.

A pensare male qualche volta ci si prende.

Carla Mariani Portioli

vice-presidente e responsabile contro le stragi del sabato sera

 

(*) Nota: sulla base degli studi esistenti, il totale dei costi tangibili nell’UE nel 2003 era stimato in 125 miliardi di euro (da 79 a 220 miliardi di euro) che equivale all’1.3% del PIL e che si avvicina molto al valore recentemente attribuito al tabacco. I costi non tangibili mostrano il valore che le persone danno al dolore, alla sofferenza e alla perdita della vita a causa dei danni sociali, sanitari e quelli legati ad atti criminosi dovuti all’alcol. Nel 2003 questi costi sono stati stimati in 270 miliardi di euro, e gli stessi danni sono stati anche valutati in modi diversi con stime che vanno da 150 a 760 miliardi di euro. Sebbene queste stime considerino un certo numero di settori della vita nei quali l’alcol ha un impatto, ci sono ulteriori aree per le quali nessuna stima è stata prodotta in funzione della impossibilità di reperimento di dati.. Allo stesso modo, mentre le stime prendono in considerazione gli effetti benefici dell’alcol nei sistemi sanitari e le vite perse (valutate in modo

intangibile), non esiste alcuna ricerca che permetta di valutare gli altri benefici sociali. (tratto da: L’ ALCOL IN EUROPA Una prospettiva di salute pubblica http://ec.europa.eu/health-eu/doc/alcoholineu_sum_it_en.pdf, )


 

IL GIORNALE DI VICENZA.IT

Presentato alla Cordellina di Montecchio il progetto dell’Acat per l’Ulss Ovest Vicentino

Alcolisti in villa per trovare salute

L’iniziativa sanitaria si svilupperà coinvolgendo le famiglie

di Marco Scrozato

Insieme per promuovere la salute, per educare alla sobrietà e alla consapevolezza dei comportamenti a rischio. La battaglia per la prevenzione dei problemi alcol-correlati da soli non si vince. Bisogna costruire una rete di relazioni e il punto di partenza è la famiglia.

È questa la filosofia che sta alla base del progetto presentato nei giorni scorsi a villa Cordellina a Montecchio dall’Acat, l’Associazione dei club degli alcolisti in trattamento.

Il progetto, già iniziato nelle province di Verona, Padova e Belluno, si intitola “Un elefante non è una rosa” ed è pronto a sbarcare per la prima volta nel Vicentino. «Ad ognuno il suo ruolo - afferma Otello Balin, volontario e referente provinciale dell’Acat - è questo il messaggio alla base dell’iniziativa. Per vivere bene bisogna sentirsi bene nella propria persona e nel proprio ruolo: ciascuno di noi può essere un esempio per gli altri».

Il progetto, patrocinato dall’Ulss 5 Ovest Vicentino, muove dagli insegnamenti del metodo Hudolin ed è indirizzato a gruppi famigliari. «L’obiettivo - spiega Balin - è aumentare la coscienza critica sui comportamenti a rischio rispetto all’uso di sostanze psicoattive attraverso i programmi delle scuole alcologiche territoriali. Per questo approfondiremo l’approccio ecologico-sociale, che prevede che il problema si affronti senza terapie farmacologiche, ma partendo dalle risorse del luogo: la famiglia in questo senso è il punto di partenza».

Le famiglie saranno quindi divise in gruppi tali da consentire di “gestire” le serate in programma: a partire dal prossimo mese, ogni gruppo passerà due serate insieme che alterneranno la divulgazione scientifica a lavori di gruppo e a rappresentazioni teatrali. La terza serata coinvolgerà anche le famiglie che già frequentano i club, che porteranno le loro esperienze sui grandi temi del “cambiamento” e della “spiritualità antropologica”.

Alla presentazione del progetto hanno partecipato una sessantina di persone provenienti dai settori e ambienti più disparati: «Abbiamo invitato sindaci, responsabili di associazioni, dirigenti scolastici - spiega Balin -. Questo ci permetterà di coinvolgere tante famiglie, speriamo anche quelle che “credono” che il problema dell’alcol non le riguardi. In realtà, tutti abbiamo esperienze più o meno dirette di che cosa significa consumare alcolici e delle conseguenze. La nostra attività di sensibilizzazione è rivolta a tutti».


 

BRESCIAOGGI

Il progetto promosso dalla Provincia in sei discoteche è andato bene: è piaciuto ai giovani, ma anche ai titolari dei locali

«Guidatore designato», bilancio attivo

Da luglio ben 370 gruppi con l’«autista», 310 hanno superato l’alcol test

di Carola Fiora

Divertirsi in sicurezza promuovendo fra i giovani l’abitudine, già diffusa in altri paesi europei, di individuare, a rotazione, colui che in una compagnia si sacrifichi a «non bere» per guidare al rientro della serata.

Si è conclusa sabato scorso presso la discoteca QI Clubbing di Erbusco la fase di sperimentazione della campagna di sensibilizzazione per la riduzione dell’incidentalità sulle strade promossa dall’Assessorato ai Lavori Pubblici della Provincia di Brescia, avviata a luglio.

Il progetto rivolto ai giovani che frequentano le discoteche, denominato «Guidatore designato» il cui slogan era «I don’t mix-Chi non tocca alcool questa volta, entra gratis la prossima», già collaudato in altre zone d’Italia, ha ottenuto ottimi risultati anche nella nostra provincia.

Sei le discoteche del territorio coinvolte nel progetto che questa estate a turno hanno aderito alla proposta (Fura e Dehor di Lonato, Mazoom di Desenzano, Matrix di Coccaglio, Florida di Ghedi e QI Clubbing di Erbusco).

Dalla mezzanotte e mezza fino alle 4.30, vicino agli ingressi dei locali notturni, è stato allestito un gazebo sia per informare i giovani dell’iniziativa, attraverso volantini colorati, sia per permettere ai gruppi formati da almeno tre persone di candidare un giovane che si offrisse come «guidatore sobrio». Identificato da un timbro apposto sulla mano, all’uscita della discoteca doveva poi sottoporsi all’alcooltest, effettuato con etilometri «usa e getta». Superata la prova di sobrietà riceveva un buono spendibile nell’arco di dieci giorni per entrare gratuitamente nella stessa discoteca. Inoltre, Enrico Bonomini, ideatore di tutte le campagne sulla sicurezza stradale della Provincia, ha realizzato una T-shirt che è stata regalata a tutte le persone che si sono sottoposte spontaneamente al test, dimostrando di non aver bevuto.

Un primo bilancio davvero lusinghiero, a testimonianza della grande sensibilità che i giovani, non solo bresciani, hanno dimostrato nei confronti del messaggio proposto. 370 sono stati i gruppi che si sono presentati al gazebo ed hanno candidato un guidatore designato, di cui 310 hanno superato l’alcool test, ricevendo così il biglietto omaggio. 678 invece è il numero delle magliette regalate e 1.165 quello dei test effettuati o consegnati.

Luca Bertoletti è uno dei giovani che si è impegnato durante le sei serate a somministrare i test e a promuovere l’iniziativa. Per lui è stata un’esperienza importante «Tantissime persone hanno apprezzato questa campagna - dice mentre si appresta a timbrare un ragazzo -. In molti si sono presentati al gazebo, anche solo per rendersi conto del proprio tasso alcolico prima di mettersi alla guida. All’inizio erano un po’ diffidenti, e i timbri non superavano l’ordine di 50 persone, poi all’uscita c’era la fila. Abbiamo effettuato anche 300 alcool test in una sera».

Che il progetto abbia avuto un riscontro positivo tra i giovani, lo confermano loro stessi all’uscita della discoteca, dopo il test. Per Alberto, 20 anni di Crema, questa iniziativa «è ottima perché dà entusiasmo nel farlo. L’entrata gratis in discoteca per la volta successiva motiva la gente a non bere». Così anche per Cristina, 19 anni di Lumezzane, che da quando ha preso la patente, insieme agli amici, programma chi, a turno, dovrà astenersi dal bere. Mentre Sara, 18 anni, ammette che, al momento, nessuno dei suoi amici si organizza e che è difficile trovare nel suo gruppo un eventuale guidatore designato, ma che l’iniziativa è giusta e che bisogna insistere.

«I dati degli ultimi anni relativi agli incidenti stradali mortali verificati nella nostra provincia sono incoraggianti - ha spiegato l’assessore Mauro Parolini, sabato notte a Erbusco durante l’ultima serata di sperimentazione dell’iniziativa -. Tuttavia non possiamo non abbassare la guardia. L’assessorato - prosegue Parolini - attraverso questa campagna punta a creare una mentalità nuova nei giovani che frequentano le discoteche. Vorremmo che arrivasse forte e chiaro un messaggio: non mescolare l’alcool con la guida. Il bilancio di questa prima fase del progetto è stato positivo, perfino superiore alle nostre aspettative. Ecco perché replicheremo l’esperimento anche quest’inverno puntando, per l’estate 2007, a farlo diventare stabile. Ci stiamo già lavorando e ci conforta la disponibilità dimostrata dai gestori delle discoteche. L’emulazione è importante e ci piacerebbe che chi aderisce al progetto diventasse per gli altri un esempio positivo da imitare. I controlli sulle strade, da parte delle forze dell’ordine, sono importanti ma noi puntiamo alla prevenzione, a ottenere risultati stabili. Bisogna rispettare le regole, ma prima di tutto voler bene a se stessi, imparando a divertirsi senza per questo mettere a repentaglio la propria vita e quella degli altri».

Della stessa opinione anche il titolare della discoteca di Erbusco, Gino Liguori che nel sottolineare la bontà del progetto vuole però allontanare l’idea della discoteca come il principale imputato delle cosiddette stragi del sabato sera. «Non si beve solo in discoteca - dice Liguori - esiste anche un pre-serale da tenere in considerazione. La prevenzione deve essere fatta a 360 gradi: dal bar al locale notturno. Lavoriamo per i clienti. Per noi è fondamentale che si divertano, così come poi tornino a casa tranquillamente».


 

LA PROVINCIA DI LECCO

In breve

MARGNO festa e Bancarelle in piazza con banda Si svolge oggi sul piazzale del municipio la tradizionale fiera della Madonna del rosario. Oltre alle bancarelle sarà presente la neonata Pro Loco che venderà torte e inviterà alla stima della misura del salame e del peso del formaggio. A mezzogiorno polenta taragna con salsicce. Nel pomeriggio sarà presente la banda di Osnago ed alle 16 estrazione della sottoscrizione. PAGNONA Trofeo Valvarrone all’Alpe gallino Si svolge oggi pomeriggio a Gallino, la seconda prova del Trofeo Valvarrone 2006. Organizza la Polisportiva Pagnona. PARLASCO La castagnata in Valsassina La Pro Loco di Parlasco ospita oggi gli amici di Cologno Monzese per la «Castagnata in Valsassina» con visita all’Orrido di Bellano prima del pranzo con polenta taragna e salsicce e la raccolta guidata delle castagne nei boschi. BALLABIO incontro e Diplomi di sobrietà L’Acat di Lecco (Associazione dei club degli alcolisti in trattamento) e il Club degli alcolisti in trattamento di Introbio, con le parrocchie di Ballabio e il patrocinio del Comune, organizza un interclub su: «Vivere senza alcolici, parliamone!» per il 13 ottobre all’oratorio di San Lorenzo. Verranno consegnati i Diplomi di Sobrietà.


 

SALUTE EUROPA.IT

Rischio alcolismo senza il gene Eps8

È il gene Eps8. E se non c’è, aumenta il rischio di diventare alcolisti. È questo il risultato di una ricerca condotta da un team di scienziati guidati da Nina Offenhäuser e Pier Paolo Di Fiore, dell’IFOM Fondazione Istituto FIRC di Oncologia Molecolare, in collaborazione con gruppi dello IEO (Istituto Europeo di Oncologia), dell’Università degli Studi di Milano, dell’Università di Pavia, dell’Istituto Nazionale Neurologico C. Besta di Milano, dell’Università della California e del Karolinska Institutet di Stoccolma. I risultati della ricerca, pubblicati ora sulla prestigiosa rivista scientifica Cell – che allo studio ha anche dedicato la copertina – costituiscono un importante passo verso la comprensione della componente genetica di questa patologia. E verso la possibilità di mettere a punto strategie terapeutiche.

Nell’orizzonte delle terapie, oltre all’etilismo, altre malattie legate al malfunzionamento dei meccanismi molecolari che, come il gene Eps8, svolgono un ruolo chiave nella comunicazione cellulare. Come il cancro.

“La scoperta è avvenuta quasi per caso. Il gene Eps8 – spiega Nina Offenhäuser – ci interessa perché fa parte di una famiglia di geni di cui sospettiamo il coinvolgimento nella trasformazione neoplastica e nella progressione tumorale. Nel corso di una serie di test su modelli animali, abbiamo osservato che i soggetti privati di Eps8 tendevano ad assumere più etanolo dei loro compagni, mostrando, per di più, una maggior resistenza agli effetti di questa sostanza. Studiandoli più approfonditamente, abbiamo scoperto che Eps8 è particolarmente espresso nei neuroni del cervelletto.” Ma Eps8 è un gene presente anche nel cervello umano.

“A questo punto - come spiega Pier Paolo Di Fiore, che dell’IFOM è Direttore scientifico - per la prima volta possiamo legare alcuni determinanti genetici dell’alcolismo a un processo fisiologico cellulare, che coinvolge il citoscheletro, l’impalcatura proteica che oltre a sostenere la cellula ne permette anche il movimento. La mancanza del gene Eps8 nel topo può provocare una fenomenologia indistinguibile dall’alcolismo nell’uomo”.

Se il lavoro di Di Fiore e colleghi sarà verificato anche nell’uomo, sarà dunque possibile finalmente cominciare a comprendere il ruolo giocato dai geni nello sviluppo dell’alcolismo, una patologia che colpisce oggi trecento milioni di persone in tutto il mondo. E che, come è ormai riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale, è data da un mix complesso e intrecciato di concause di tipo ambientale, culturale e genetico.

Molte le prospettive aperte da questa ricerca. E non tutte riguardano l’alcolismo. Offenhäuser ricorda che “alcuni studi clinici americani condotti sulle donne hanno evidenziato, già da qualche anno, una correlazione diretta tra alto consumo di etanolo e insorgenza di tumore alla mammella”. Ma c’è un altro aspetto da considerare. Cercando di svelare nei dettagli il meccanismo appena identificato, gli scienziati dell’IFOM hanno osservato che, nei modelli, l’assenza di Esp8 interferisce con il corretto funzionamento di un recettore della membrana cellulare. La membrana è la “pellicola” che separa l’interno della cellula dall’ambiente circostante, e i recettori sono proteine deputate a ricevere gli stimoli esterni e a veicolarli nella cellula, fino al nucleo.

Il processo che “va in tilt” in assenza di Eps8 è quindi quello della cosiddetta comunicazione cellulare, ed è questo a determinare la situazione patologica. E, come spiega ancora Di Fiore, “i guasti che intervengono a livello della comunicazione cellulare sono coinvolti anche nella genesi di altre patologie, tra cui il cancro.”

È dunque di estrema rilevanza ai fini di ogni possibile sviluppo diagnostico e terapeutico (nell’alcolismo, nel cancro, e in tantissime altre malattie) – e sta qui la seconda chiave di lettura della scoperta – identificare e caratterizzare ogni particolare molecolare del funzionamento normale e patologico della comunicazione di tutte le cellule. “Ciò che conta, in fondo – conclude Di Fiore – è comprendere i meccanismi che alterano i processi di membrana delle cellule malate. Perché più a fondo arriveremo a conoscere tali meccanismi, più facilmente troveremo il modo di interferirvi con le terapie.” Nell’alcolismo, così come nel cancro.


 

AUDIONEWS.IT

Incidente mortale a Sora, il conducente era ubriaco

14.25: Incidente mortale nei pressi di Sora, nel frusinate. Un uomo, ubriaco, si è schiantato con la sua auto contro un muro. Morta la moglie e il genero. Il conducente e la figlia sono rimasti feriti. L’uomo e’ stato denunciato per guida in stato di ebbrezza e gli e’ stata ritirata la patente.


 

L’ADIGE

Ferito un uomo di Ala, finito contro il guard rail

Carambola notturna in tangenziale

Carambola in tangenziale, sabato sera, poco prima della mezzanotte. Andrea Tomasi, un 45enne di Ala, alla guida di una Golf, stava percorrendo la tangenziale in direzione sud, quando ha improvvisamente perso il controllo del mezzo. L’automobile è finita di schianto contro il guard rail, poco dopo il ponte di Ravina, all’altezza del palazzetto dello sport. Le condizioni del ferito in un primo momento erano parse piuttosto gravi e sul posto, oltre all’ambulanza del 118, erano stati inviati anche i vigili del fuoco permanenti con le pinze idrauliche. L’uomo è stato quindi trasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento per gli accertamenti sanitari. Sul posto è arrivata una gazzella dei carabinieri, che si è occupata dei rilievi di legge. In seguito alla fuoriuscita il traffico ha subito qualche rallentamento: una pattuglia della polizia municipale è stata dunque impegnata nella viabilità. Il conducente del mezzo, che si trova ricoverato nel reparto di chirurgia con ferite guaribili in circa un mese, potrebbe incorrere in altri guai. Sarebbe infatti risultato positivo all’alcoltest e rischierebbe dunque una denuncia per guida in stato di ebbrezza.


 

IL GAZZETTINO (PADOVA)

I carabinieri della stazione di Tribano ...

TRIBANO - (O.M.) I carabinieri della stazione di Tribano hanno arrestato per lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e ubriachezza molesta E.B., 62 anni, residente a Monselice, già noto alle forze dell’ordine. L’uomo l’altra sera è entrato all’interno della gelateria Pink Panter in via Guglielmo Marconi a Tribano e in evidente stato di ebbrezza ha cominciato a dar fastidio ai clienti. I titolari della gelateria hanno invitato E.B. ad andarsene, ma inutilmente. Così hanno chiamato il 112. All’arrivo dei militari il pregiudicato è andato in escandescenze. Perso completamente il controllo dei nervi ha colpito con una testata uno dei carabinieri. Alla fine è stato bloccato e arrestato. Il militare dell’Arma ha riportato ferite giudicate guaribili in cinque giorni.


 

BRESCIAOGGI

Controlli antistragi della Stradale a Sale Marasino, Marone e Cortefranca

Ebbri al volante, ritirate 23 patenti Tassi da brivido: prova bis a 2,70

Alle 10.35 di ieri il comando della polizia stradale di Iseo ha steso il bilancio del servizio contro le stragi del sabato sera che ha impegnato sabato notte due pattuglie di Iseo, una di Salò e una di Desenzano.

I nove agenti hanno effettuato due posti di blocco dall’1,30 alle 4 a Sale Marasino e Marone, dalle 4,20 alle 6,20 a Corte Franca, controllando 118 uomini e 26 donne a bordo di 131 veicoli. In poche ore gli agenti hanno ritirato 23 patenti, per guida in stato di ebbrezza, 21 a uomini e 2 a donne, elevando un contravvenzione per guida pericolosa, due per mancato uso delle cinture di sicurezza e due per mancata revisione del veicolo. Il servizio ha dovuto rinunciare alle 5,30 ad una pattuglia di Iseo, chiamata per un incidente a Cremignane, provocato da un automobilista in stato di ebbrezza, uscito di strada, senza gravi conseguenze, e alle 6,20 da un incidente con feriti in una galleria a Sulzano, con un conducente in stato di ebbrezza. Il posto di blocco nei pressi di Cortefranca a pochi centinaia di metri dal luogo dove un paracarro coperto da fiori ricorda la strage di mercoledì notte è finito alle 6,30 quando una delle pattuglie ha dovuto accompagnare all’ospedale di Iseo un automobilista che aveva rifiutato l’accertamento con etilometro chiedendo che alla presenza del suo avvocato di fiducia, si procedesse all’analisi del sangue, esame che si è concluso, con l’accertamento di una percentuale di alcol nel sangue di 1,82, nonostante il maggior tempo richiesto dalla procedura.

Rientrati al comando di Iseo gli agenti sono stati impegnati fino alle 10,30 nella redazione degli atti, che con i sequestri di sabato notte hanno portato ad oltre duecento le patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza dall’inizio del 2006. Il servizio coordinato guidato dal comandante Santo Storniolo, a pochi giorni dalla tragedia di Cortefranca, conferma la gravità del fenomeno di conducenti che guidano in preda all’alcol. Il numero degli automobilisti con troppo alcol in corpo cresceva man mano ci si inoltrava nella notte, nonostante il ridursi dei veicoli per strada. A volte gli agenti hanno dovuto assistere persone che faticavano a reggersi in piedi perché all’eccesso di libagioni si univa la stanchezza della notte brava.

Le pattuglie che hanno impiegato per la prima volta un nuovo strumento, dalla risposta rapidissimo, per accertare la presenza di alcol hanno lavorato senza sosta per ore procedendo al doppio prelievo, richiesto dalle procedure, ma mai il tasso alcolemico è sceso a valori quanto meno vicini allo 0,50 consentito dal codice, in un caso dopo una buona mezz’ora il risultato segnalava un impressionate 2,70. Se nelle prime ore meno quarto dei conducenti superava lo 0,50 man mano ci si avvicinava all’alba la percentuale saliva vertiginosamente.

Uno dei fermati, alla guida di un lussuoso Suv, ritirato da poche ore, per rientrare a casa ha dovuto cedere, controvoglia, il volante alla moglie, per altri non è stato possibile affidare la guida ad un passeggero, spesso in condizioni peggiori ed è toccato alla Polizia Stradale chiamare il carro attrezzi per portare la vettura in garage. Controlli anche tra venerdì e sabato: la stradale di Bresica ha ritirato 14 patenti (1.400 dall’inizio dell’anno).

Giancarlo Chiari


 

IL GAZZETTINO (VENEZIA)

Ruba lo zaino, americano in manette

In evidente stato di ubriachezza ha tentato di rubare lo zainetto ad una coppia di turisti in vacanza a Venezia, ma inseguito subito da questi è stato poi arrestato da alcuni poliziotti. È accaduto l’altra notte intorno all’una, nella area Marciana a pochi passi dalla basilica.

In manette è finito un cittadino americano per tentata rapina, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Al momento dell’arresto, infatti, l’americano ha reagito violentemente con con calci, sputi e pugni nei confronti degli agenti che hanno dovuto faticare non poco per calmarlo.

L’uomo, poi arrestato, era riuscito, in un primo momento, a fuggire ma con l’aiuto della stessa coppia rapinata è stato raggiunto e bloccato poco dopo.


 

IL TEMPO

Sezze, carabinieri aggrediti al bar Arrestato romeno

SEZZE — Carabinieri aggrediti. Un sabato «movimentato» per il personale setino dell’Arma, che ha subìto un attacco da parte di un romeno che è stato poi arrestato per lesioni a pubblico ufficiale e condotto presso la camera di sicurezza in attesa del rito per direttissima in tribunale. Sembra che quasi che ormai sia diventata una «moda» mettere le mani addosso al personale in divisa. Dopo l’aggressione di venerdì mattina ai danni di una pattuglia del comando di Latina che aveva fermato due giovani in motorino senza casco, ieri è stata la volta di Sezze. Venerdì le manette erano scattate ai polsi di un ragazzo di 23 anni e una ragazza di 19 anni per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. A Sezze invece ad essere arrestato è stato P.V., un romeno di trenta anni, il quale - con calci e pugni - ha aggredito gli agenti che erano intervenuti per allontanarlo da un bar del centro, in via IV Novembre, di cui la titolare era stata poco prima infastidita. L’uomo era in evidente stato di alterazione alcolica.Ste.Bel.


 

SESTOPOTERE.COM

MODENA: SCENA WESTERN CON MALVIVENTE NAPOLETANO: FINISCE IN MANETTE

- Modena - Ha prima minacciato il titolare di una ditta di soccorso stradale, poi ha malmenato la moglie che era intervenuta per cercare di calmare il congiunto, quindi ha cercato di estrarre una pistola a tamburo che teneva infilata nella cintura dei pantaloni. Ma, per fortuna, A.C., 41 anni, pluripregiudicato originario della provincia di Napoli, residente a Modena, è stato disarmato e ammanettato da due agenti della Polizia municipale al termine di una violenta colluttazione.

L’uomo, in evidente stato di ebbrezza (il test alcolometrico ha consentito di stabilire che aveva 2,34 grammi/litro di alcol nel sangue quando il limite è di 0,5), è stato accompagnato al Pronto soccorso, dove i sanitari hanno emesso una diagnosi di sette giorni. Cinque giorni, invece, è il referto per i due agenti.

Il fatto è avvenuto venerdì scorso verso le 18 nella sede di un autosoccorso in via Paolucci. A.C., in evidente stato di ubriachezza, è arrivato in sella ad un ciclomotore reclamando la restituzione della propria auto, una Peugeot rimasta coinvolta verso le 13 dello stesso giorno in un incidente stradale. A.C., che nella circostanza era al volante e si era allontanato dal luogo del sinistro senza fornire le generalità, aveva poi abbandonato l’auto su un marciapiede in via della Scienza e per questo il mezzo era stato rimosso con il carro attrezzi. Mentre l’uomo minacciava il titolare dell’autosoccorso, sul posto è giunta la moglie di A.C., che ha cercato di placare il marito, che per tutta risposta le si è scagliato contro.

Due agenti motociclisti del comando di viale Amendola, richiamati sul posto, hanno cercato di intervenire, ma a quel punto A.C. ha impugnato una pistola a tamburo, risultata poi una scacciacani modificata, con la canna aperta e senza il tappo rosso: nel tamburo sei colpi di cui uno già esploso. L’uomo è stato denunciato per minacce, resistenza, violenza, lesioni, guida in stato di ebbrezza e detenzione d’arma. Il giudice ha convalidato l’arresto e il sequestro dell’arma.


 

IL GAZZETTINO (VENEZIA)

CAVALLINO TREPORTI

Giovane inglese festeggiava con i connazionali la fine della stagione Si ustiona sul falò in spiaggia

Per festeggiare la fine del lavoro estivo si ustiona le mani e il collo. Brutta avventura sabato sera per un ragazzo inglese di 32 anni. L’uomo ha passato l’estate lavorando a Cavallino-Treporti come courier per conto di un’agenzia britannica.

In pratica, il suo compito era quello di accogliere e dare informazioni ai turisti inglesi che arrivavano nel litorale nord. Arrivato ottobre e soprattutto chiusi i campeggi, il courier ha terminato il lavoro stagionale. Così, sabato sera, il ragazzo ha deciso di festeggiare assieme ad un gruppo di connazionali la fine del lavoro. Da quanto si è appreso, il gruppo ha organizzato una festa in riva al mare, nel tratto di spiaggia antistante Ca’ Savio, allestendo anche un falò. Ben presto, tra birre e super alacolici, a farla da padrone sono stati i fumi dell’alcol. All’improvviso il courier inglese ha iniziato a saltare da una parte e l’altra del falò, cadendo però improvvisamente sopra ai tizzoni ardenti.

Forse per spavalderia, oppure per gioco o per una scommessa, il ragazzo pare abbia cercato di saltare il falò, finendoci come detto giusto in mezzo. Soccorso dai volontari della Croce Verde, il giovane inglese è stato trasportato all’ospedale di Jesolo, dove si trova ricoverato con ustioni di primo e secondo grado sulle mani e sul collo. Ne avrà per 20 giorni. Giuseppe Babbo


 

IL MATTINO (CIRCONDARIO NORD)

SULLA SORRENTINA 

Ubriachi in auto la polizia ritira dieci patenti

Sorrento. Diciassette patenti ritirate ad altrettanti automobilisti reduci dal by-night nei locali della penisola sorrentina. Gli agenti della polizia stradale del compartimento di Sorrento, coordinati dal comandante Giovanni Farella, nella notte tra sabato e domenica hanno intensificato i controlli lungo la statale 145 tra Castellammare e Sorrento. Tre le volanti impegnate in un servizio finalizzato al rispetto delle norme del Codice della strada, in particolare per quanto riguarda i limiti di velocità e la guida in stato di ebbrezza. In totale sono stati controllati oltre cento autoveicoli in transito ed elevate circa quaranta contravvenzioni. Dieci gli automobilisti che si sono visti ritirare la patente dagli agenti perché dall’etilometro è emerso che il loro tasso alcolico oltrepassava il limite stabilito dalla legge. Altre sette patenti, invece, sono state ritirate ad altrettanti automobilisti che hanno superato i limiti di velocità, infrazioni rilevate grazie all’installazione lungo la statale sorrentina di un autovelox. I controlli sono durati tutta la notte, dall’una alle 7 di ieri mattina. Dopo l’ennesima emergenza estiva di traffico ad andamento lento, per il nastro d’asfalto Sorrento-Castellammare il check-up agli automobilisti in transito, attuato dagli agenti della polstrada nella notte tra sabato e domenica, ha evidenziato due fattori di rischio da non sottovalutare. Senza voler criminalizzare usi e abitudini degli amanti del by-night in costiera, frequentatori di bar, ristoranti e locali notturni, l’opportunità di limitare il consumo di alcolici per chi deve guidare appare quanto meno auspicabile. Altrettanto significativa l’importanza del rispetto dei limiti di velocità imposti su un asse viario particolare, caratterizzato da curve e gallerie con frequenti incidenti stradali che hanno alimentato una lunga scia di sangue. Da non sottovalutare anche un altro dato: gli automobilisti pizzicati l’altra notte con il tasso alcolico oltre i limiti consentiti sono soprattutto giovani. an.si.


 

Martedì, 10 Ottobre 2006

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