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Rassegna stampa Alcol e guida dell’8 ottobre 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

NON NE HANNO NEMMENO L’IDEA

Il motivo ufficiale per cui i provvedimenti sugli alcolici (a proposito di vendita ai minorenni e nelle autostrade), pur largamente condivisi dall’opinione pubblica, sono stati stralciati dalla Legge Finanziaria è, testualmente, che si trattava di una disposizione "di carattere ordinamentale e organizzatorio che non comporta effetti finanziari nè concorre in via strumentale ai fini della manovra di bilancio"  (http://canali.libero.it/affaritaliani/cronache/finanziaria0609.html ).

Allora come mai li avevano inseriti?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che i costi annuali sociali e sanitari, sostenuti a causa di problemi collegati all’alcol sono pari al 2-5% del Prodotto Interno Lordo (PIL): in Italia sono decine di miliardi di euro ogni anno 

(http://www.iss.it/binary/ofad/cont/SaiCosaBevi2005.1113473858.pdf pagina 6).

Sostenere che un provvedimento per la prevenzione dei problemi alcolcorrelati non comporti effetti finanziari sullo stato significa non avere nemmeno l’idea del peso economico che tali problemi hanno sull’economia del paese.

Per non parlare della sofferenza umana. 

In Italia gli unici interessi economici che interessano ai nostri politici sembrano essere quelli delle potenti lobbies dei produttori e distributori dell’alcol.

Alessandro Sbarbada


 

Comunicato stampa
Associazione Europea Familiari e Vittime della Strada - onlus

In Italia l’alcol non si tocca

I primi sondaggi dicevano che la grande maggioranza degli italiani condivideva la proposta, inserita nella Legge Finanziaria, di bandire dalle aree di servizio autostradali la vendita e la somministrazione delle bevande alcoliche, nonchè innalzare l’età minima per acquistare alcolici negli esercizi pubblici da 16 a 18 anni, in linea con quanto già avviene in tanti altri paesi.
Questa norma è stata stralciata.

Oggi spiegano che non c’entrava con la Finanziaria, ma allora perchè ce l’avevano messa?

Il più autorevole organismo scientifico del pianeta, L’Organizzazione Mondiale della Sanità, afferma: "L’aumento dell’età minima legale per consumare alcol può contribuire a ridurre gli incidenti stradali alcol correlati, oltre che il consumo di alcol e le morti alcol correlate" (http://www.alcoldrogalegale.com/salute_21obiettivi%20OMS.htm, alla voce "strategie proposte").

I costi che il nostro paese deve sostenere per i problemi alcol correlati sono enormi: meno problemi significa meno sofferenza umana, ma anche risparmio economico per lo stato, e quindi, ci pare, questo c’entra con una Legge Finanziaria.

Purtroppo si sa, l’abbiamo amaramente costatato troppe volte: in Italia l’alcol non si tocca, le lobbies dei produttori e dei commercianti di bevande alcoliche hanno troppi soldi (spesso provenienti da finanziamenti pubblici) e troppo potere.

Viene da pensare che i nostri parlamentari siano più sensibili alle pressioni di chi ha denaro e potere, piuttosto che alle opinioni e alle sofferenze dei cittadini italiani.

A pensare male qualche volta ci si prende.

Carla Mariani Portioli 

vice-presidente e responsabile contro le stragi del sabato sera

Tel. e fax 0522/826830


LA STAMPA

MANOVRA
BERTINOTTI: «NORMA NON ATTINENTE AL CONTENUTO DELLA LEGGE»
Il divieto di alcol ai minori stralciato dalla Finanziaria
(*)
Verrà seguito il normale iter parlamentare Proteste dei famigliari delle vittime della strada

Sergio Miravalle

E’ durato lo spazio di una settimana, senza peraltro mai entrare concretamente in vigore, il divieto di «vendere e somministrare» nei locali pubblici bevande alcoliche ai minorenni.

La norma che innalza il precedente divieto dai 16 ai 18 anni, prevedendo multe per i titolari dei locali fino a seimila euro, aveva sollevato un vespaio di polemiche, soprattutto da parte dei produttori di vino e delle loro organizzazioni, che sottolineavano gli aspetti di «proibizionismo» e la «demonizzazione» del prodotto vino che è un «prezioso biglietto da visita del nostro made in Italy».

Andrea Sartori, presidente dell’Unione italiana vini aveva scritto a Prodi e ai ministri della Salute e dell’Agricoltura ricordando che il comparto vino è l’unica voce all’attivo degli scambi commerciali dell’agroalimentare, con 2,7 miliardi di euro e dà lavoro a ottocentomila addetti. Molti più calde le proteste dei singoli produttori che con lettere ai giornali e prese di posizione hanno ricordato come i veri pericoli in tema di alcolismo giovanile non arrivino dal vino, ma soprattutto dagli «alcolpops», bevande alcoliche con succhi di frutta che spopolano nelle discoteche.

Ora il contestato articolo 90 della legge Finanziaria, che estendeva anche il divieto di vendita di alcolici nelle aree di servizio lungo le autostrade, è finito sotto la scure degli stralci decisi dagli uffici tecnici della Camera, che fanno capo al presidente Bertinotti. La motivazione ufficiale è che si tratta di una disposizione «di carattere ordinamentale e organizzatorio che non comporta effetti finanziari né concorre in via strumentale ai fini della manovra di bilancio». Tradotto dal politichese alla Camera non hanno ritenuto corretto l’inserimento dei temi della lotta all’alcolismo accanto alle nuove aliquote fiscali, ai tagli agli enti locali o alla tassa sui Suv.

Le polemiche e le pressioni sono state bipartisan e arrivate da più ambienti. Anche i birrai evidentemente non gradiscono il provvedimento. Ma il dietrofront non mancherà di sollevare nuove polemiche. Il ministro della Salute Livia Turco aveva difeso la norma giudicandola una doverosa scelta di civiltà e di armonizzazione con le normative della maggior parte dei Paesi europei. «Non c’è terreno di scontro con le categorie interessate, anzi bisognerà aprire un confronto proprio per costruire insieme a loro una buona comunicazione sullo stile del bere sano e corretto» aveva rassicurato il ministro.

L’Associazione italiana familiari vittime della strada, ricordando l’altissima incidenza dell’alcol come causa egli incidenti ha criticato la cancellazione della norma. Dallo staff del presidente della Camera Fausto Bertinotti si è precisato che «lo stralcio non impedirà al questo provvedimento di seguire il normale iter parlamentare delle leggi».

(*) Nota: tutti i giornali avevano dato notizia del provvedimento, ma pochissimi oggi hanno scritto dello stralcio. Molti forse neppure lo sanno.
Ne ha scritto in questo articolo su LA STAMPA Sergio Miravalle, un giornalista sensibile che riceve tutte le sere questa nostra rassegna stampa.
Miravalle ha parlato anche della critica a questo provvedimento da parte dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus, Associazione che, presumibilmente, ha saputo dello stralcio dell’articolo 90 sugli alcolici proprio attraverso questa rassegna stampa, e che ha costretto il Presidente della Camera a giustificarsi pubblicamente per la sua decisione.
Fa davvero piacere vedere che il nostro lavoro serve davvero a qualcosa.


LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
il fenomeno
Andrea, 19 anni: «Nei locali bere costa troppo, lo facciamo prima di entrare». E ingurgita birra, vodka, negroni. E una pasticca di «silver moon»
Quando l’alba ha il sapore di rum e Cialis
Nella notte con i ragazzi, carichi d’alcol prima d’entrare in discoteca. E la pillola del sesso

RUGGERO CRISTALLO

La notte ha i colori di un cocktail, è bionda come una birra, ha la faccia del toro rosso del «red bull». Ha il sapore dell’ananas che fa a botte, nello stomaco, con l’alcol e lotta per non venire a galla su un marciapiede. Il ronzio nelle orecchie ti fa pensare d’esser diventato sordo, quando la luna va a casa e la mente dà strani ordini alle gambe che infine s’arrendono e si fermano. L’alba, così, ha il sapore d’un cornetto che scende per inerzia e la forza del rum che spinge in gola, con Francesca che giura d’essere su una giostra ed invece è lì piantata per terra. E piange, perchè la giostra che ha in testa non si ferma e nessuno può aiutarla e grida d’andare tutti via. Sono le sei del mattino e il gruppo d’amici si scioglie, dopo sette ore. Sono usciti per divertirsi, in quella discoteca: l’han fatto, a modo loro. Ora potrebbero, sette su nove, dai 19 ai 27 anni, essere usati per togliere la polvere dai mobili. Prima delle undici di sera non si esce e non è un ordine: se vuoi farlo prima, per strada non c’è nessuno. Nella piazzetta che il buon San Pio cede al mondo della notte e che per questo diventa «piazzetta dei libanesi» in onore all’hashish che circola liberamente, l’appuntamento oscilla sino alle due. Dopo ci sarà la discoteca, prima i programmi e i «rifornimenti». Cerotti e Cialis Un uomo di colore ciondola per la piazza e finge di chiacchierare con qualcuno. Ha un grosso cerotto sul viso e parla con un ragazzo italiano. Ha il viso malconcio perché qualcuno, la sera prima - dicono - lo ha riempito di pugni e calci. Aveva inseguito, mezzo nudo, una ragazza. È di nuovo in piedi e ha la mano nelle tasche perché dev’essere veloce, lui che ha messo una vita per arrivare dal Senegal e che invece non impiega neanche cinque secondi per cedere una pillola gialla. «Trentacinque euro», e non si discute, dice dando appuntamento dal lato opposto della strada dove il lampione non funziona perché qualcuno l’ha rotto. Trentacinque euro per una pillola di «Cialis», il farmaco necessario solo per chi ha problemi di impotenza. L’ho in mano, è scaduto nel luglio del 2005, dice il «blister» e anche la scatola in cui è contenuto. Era destinato a qualche medico, o qualche medico l’ha ceduto, visto che è un campione ridotto gratuito. Quattro di queste pillole, in farmacia, costerebbero poco più di 47 euro. Ricetta medica alla mano. «È fantastico, dura anche due giorni», mi dice Antonello mentre sorseggia un «sun on the beach», preso dal pub lì vicino. Lo beve ignorando cosa ci sia dentro: è blu con una fasciona rossa, come il sole che tramonta su una spiaggia, è alcolico e tanto basta. Per la cronaca, è fatto con gin, cointreau, colorante blu, prosecco e sciroppo alla fragola. «Silver moon» Andrea, invece, è alle prese con altre occupazioni: il suo « silver moon» non si beve ma si ingurgita. È una pillola rossa con un pino stilizzato al centro. L’ha presa sempre qui in piazzetta e l’ha pagata 15 euro. L’ha presa anche Francesca, con gli effetti già descritti. È un allucinogeno. Volendo ci sarebbero anche i «morning glory», che qui chiamano anche «morning storm». Dieci euro per una porzione di semi allucinogeni che - se si volesse - sarebbero in vendita anche su internet, ma a cinque euro. In barba ai sequestri dei pm e ben in vista e in vendita in rete, vedere Google. La giostra gira anche per Andrea, allora, tanto che Domenico deve sorreggerlo mentre lui ride e sbava come un lama, ma sembra felice perché insieme al «silver moon», ha mandato giù - come gli altri, chi più chi meno - un vodka lemon, tre birre, il «sex on the beach» e un negroni. Tutto in due ore. Quando s’entra in macchina per raggiungere la discoteca prescelta, la Fiesta parte come un trattore e fila come un razzo sulle strade del Foggiano. Va a 160 all’ora perché di più il motore non concede e sbanda come un gommone. Alla guida, il più saggio di tutti. Davide, che nello stomaco ha appena due birre e un negroni. «In discoteca bere costa troppo», dice Domenico, che di questi locali è anche pr e guadagna un euro per ogni persona che convince ad entrare, «quindi si beve prima». Costa troppo, perché una consumazione in più di quella obbligatoria vale cinque euro, mentre altrove lavorano sulla quantità: due euro per tutto quel che può essere ingerito. Mary sfila la camicia e mostra il suo top con i brillantini. Poi toglie i jeans e fuoriesce la gonna: è ragazza immagine, balla sola su un punto alto del locale, ma papà, quand’esce, non deve saperlo. La Fiesta si ferma ma non siamo a destinazione: s’aspetta, sulla corsia d’emergenza l’altra auto che porta il resto della compagnia. Sono tutti maschi perché - dice Luca - «le ragazze son cadute sull’alcol». Non entreranno: solo maschi, porta sbarrata. E così, quando il motore si riaccende e qualcuno ha liberato lo stomaco, lo stereo spara martellate e si fan le prove generali. Quando s’arriva la fila per accedere al locale è lunga quanto quella d’un ufficio postale a fine mese. Compleanno al flash Tu sì e tu no, dice l’addetto alla sicurezza che ha le braccia di un orango e la pelle d’un’oca visto che il maestrale vale anche per lui. «No, tu no», perché con la felpa qui non si entra e tu sì «perché sei in lista». T’accoglie la musica, che pare registrata da due operai dell’Anas impegnati a distruggere il manto stradale. L’udito s’abitua, mentre nella bolgia di ragazzi che s’agitano sotto un flash, Lucia festeggia i suoi 18 anni, con il suono di un martello pneumatico che sostituisce l’«happy birthday» e vassoi d’ananas e kiwi, torta, prosecco e decine di lattine di «red bull» che finiscono nelle fauci degli invitati. E questo accade tra una ragazza al guinzaglio tirata con un collare da quello che - si spera - sia almeno un conoscente e un altro giovane che balla con al volto la maschera di Hercules, quello della Disney. Nel bagno c’è Domenico e non è solo. E non sembra d’accorgersi di nulla, tanto è impegnato nelle sue performance erotiche, mentre fuori la fila aumenta, la gente preme e il barista mixa alcolici. Aria pulita Le cinque annunciano fine serata, il martello dell’house music stoppa la sua corsa e lascia lo spazio a un revival mixato anni 80: si va via. Con l’aria del mattino che sembra balsamica, il gruppo si ricompatta e va a dormire che tanto domani non c’è niente da fare se non cercare di far fermare la giostra. «Riaccompagnami a casa tu, per favore», dice Domenico, stanco e sudato, e s’addormenta proprio quando John Lennon, dallo stereo, annuncia che a volte è meglio sedersi a guardare le ruote che girano. cristallo@gazzettamezzogiorno.it


 IL TEMPO

CRESCE il consumo di alcool e cocaina tra i giovanissimi

L’allarme viene da una ricerca del Centro alcologico del Lazio tra i ragazzi delle scuole romane. Si comincia a bere un bicchierino a 12 anni, ma già a 14 anni il 4% ha problemi di dipendenza e la nuova dipendenza si chiama «coca-etilene» e crea un doppio rischio per le giovani vittime. Prima si beveva vino o birra a casa e liquori solo alle feste. Oggi si va al pub per cercare nuove sicurezze.


 IL MESSAGGERO (Umbria)

Morto l’anziano travolto da donna ubriaca 

È morto all’ ospedale di Terni, dove era stato ricoverato, l’ uomo di 81 anni investito venerdì mattina, all’alba, da una vettura mentre camminava a piedi lungo via Curio Dentato, nei pressi della stazione ferroviaria.

La vettura, una Toyota, era condotta da una donna di 29 anni, residente a Terni, che era ubriaca. Subito soccorso l’anziano era stato ricoverato in rianimazione con riserva di prognosi.

Alla donna che era al volante è stata ritirata la patente; è stata inoltre denunciata dai carabinieri per guida in stato di ebbrezza. Per lei potrebbe ora scattare l’accusa anche di omicidio colposo.


L’ADIGE

Giovedì a Cavalese secondo incontro presso lo spazio «L’Idea»
Giovani ed alcol, parliamone

CAVALESE - Un importante momento di confronto, informazione e dibattito sul tema giovani ed alcol è in programma giovedì 12 ottobre presso lo spazio giovani "L’Idea" di Cavalese. L’iniziativa è stata organizzata dal centro in collaborazione con l’Acat Valle di Fiemme e segue un primo incontro già svoltosi nei giorni scorsi quando, dopo una breve introduzione da parte dei responsabili del centro Michele Malfer e Michele Fontana, Roberto Cuni del centro studi sull’alcol di Trento ha saputo abilmente intrattenere e coinvolgere i 50 ragazzi intervenuti ad affollare la sede del centro. Giovedì prossimo, sempre presso la sede del centro, sarà ancora presente Roberto Cuni, coadiuvato dalla testimonianza di un giovane della valle che sarà a disposizione dei ragazzi per parlare della sua personale esperienza ed in modo particolare del suo percorso riabilitativo con i club degli alcolisti anonimi (*). Gli organizzatori del percorso si sono detti particolarmente soddisfatti per la risposta dei ragazzi e si attendono anche per la giornata conclusiva una risposta convincente e partecipata. S. T.

(*) Nota: si tratta dei Club degli alcolisti in trattamento.


IL GAZZETTINO (Rovigo)

IL CASO Sulla Badia-Lendinara arrestato cittadino moldavo con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale
Camion impazzito, panico sulla strada
Alla guida di un autocarro sperona diverse auto in sosta, poi aggredisce un poliziotto

A zig-zag lungo la strada alla guida di un autocarro, poi in contromano speronando diverse auto in sosta ed abbattendo segnali stradali. Quindi inseguito dalla polstrada di Badia Polesine ed infine arrestato dopo aver tentato di sfuggire alle manette mulinando calci e pugni. È finito nel carcere di Rovigo, Rado Vivat, il moldavo 28enne che poco prima dell’alba di ieri ha seminato il panico lungo la strada regionale 88 che collega Badia a Lendinara. Alla fine è stato lo stesso poliziotto che lo ha arrestato a salvarlo dall’ira degli automobilisti danneggiati.

Tutto inizia poco prima delle 2.30 di sabato: Vivat entra nel centro di Badia alla guida di un autocarro Renault per il trasporto di cavalli. L’uomo procede a zig-zag, è in stato di ebbrezza. Imbocca una strada contromano, il suo viaggio continua ad oscillare, sperona alcune auto in sosta ai lati della strada, un automobilitsa subisce una ferita ad una spalla, abbatte un lampione, alcuni cartelli stradali. Quindi esce dal centro abitato di Badia e percorre la strada regionale 88 diretto verso Lendinara, durante un urto precedente si è anche sfasciata una gomma dell’autocarro, in poco tempo rimane solo il cerchione della ruota che inciderà l’asfalto per circa 5 chilometri. Intanto partono le segnalazioni all polizia stradale di Badia, sulla Sr 88 un agente fuori servizio, che aveva comunque recepito la nota della centrale operativa, incrocia l’autocarro che continua a procedere a zig-zag e si lancia all’inseguimento. Il Renault sbanda a destra e a sinistra rischiando di travolgere qualunque cosa gli si presenta sulla strada. Il poliziotto cerca di segnalare il pericolo alle auto che procedono in senso contrario "alzando" e abbassando i fari. Poco prima del centro di Lendinara l’ultima sbandata del camion, il mezzo finisce fuori strada, terminando la sua folle corsa nella campagna. Il poliziotto raggiunge il cittadino moldavo che ormai del tutto fuori di sè inveisce contro l’agente, lo minaccia, lo colpisce con calci e pugni. Il poliziotto però riesce ad immobilizzarlo e ad ammanettarlo. Deve anche salvarlo dall’ira degli automobilisti danneggiati o che hanno rischiato di essere colpiti dall’autocarro. Rado Vivat, alla fine viene arrestato dalla polstrada di Badia con l’accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Sul posto intervengono anche i carabinieri di Rovigo che procedono ai rilievi dei vari incidenti provocati dal moldavo (almeno tre auto danneggiate). Risulterà poi essere clandestino, con diversi precedenti penali a suo carico. Guidava inoltre senza patente. L’uomo risulta residente a Legnaro (Padova), mentre l’autocarro è intestato ad un proprietario del padovano. Il processo per direttissima è fissato per domani mattina.

Alberto Garbellini


 

IL GAZZETTINO (Udine)
Non è solo una storia di alcolismo ...

 Trieste - Non è solo una storia di alcolismo, "Nel fondo del bicchiere", spettacolo tratto dal romanzo "Aspro e dolce" di Mauro Corona. Lo spiegano Sabrina Morena e Riccardo Maranzana, coautori di questo adattamento drammaturgico che debutterà al Teatro Miela di trieste martedì prossimo, alle 21. A presentare l’evento anche Renato Manzoni, direttore dell’Ert, che con Bonawentura ha prodotto lo spettacolo. «La storia parte dal vissuto di Mauro Corona - spiega la regista Sabrina Morena - per arrivare altrove. Il testo si lega indubbiamente al territorio, ma vuole raggiungere una questione forte come l’alcolismo, piaga sociale tra le più preoccupanti». Sul palco però nessun individuo vestito da boscaiolo e munito di bandana. Insomma non ci sarà nessun attore a interpretare lo scrittore di Erto, piuttosto la trama sarà filtrata da tre personaggi maschili, amici da sempre e che da sempre hanno condiviso quei tanti "bicchieri".Candele e bottiglie saranno al centro della scena, gli oggetti della vita di ogni giorno in un tempo che diventa quello dell’amicizia, del divertimento, ma anche della pazzia e della violenza. «Per trasferire il romanzo a teatro abbiamo circoscritto alcuni concetti - aggiunge Maranzana - la solitudine, l’angoscia, la nostalgia. Temi vissuti dai tre protagonisti sempre in bilico nel loro fragile equilibrio». La drammaticità dell’esistere tuttavia è snocciolata anche da una sorta di comicità: "Non manca il lato umoristico - conclude Alessandro Mizzi - ma è un sorriso che nasce dalla tragedia, come la vita».Sul palco Fulvio Falzarano, Riccardo Maranzana e Alessandro Mizzi interpreteranno i tre amici di Erto guidati da Sabrina Morena, mentre costumi e musiche sono di Andrea Stanisci e Rosario Guerrini. Al Miela si replica fino al 14 ottobre. "Nel fondo del bicchiere" sarà poi a San Daniele (1 dicembre), Lestizza (2 dicembre), San Vito al Tagliamento (3 dicembre), Artegna (4 dicembre) e Cervignano (9 gennaio).

Mary Barbara Tolusso


IL GAZZETTINO (Nordest)
Lettera aperta a Benedetto XVI dal direttore dell’Osservatorio regionale del Veneto
Droga e alcol, un appello al Papa

Verona - «Sempre più si rafforza in noi il convincimento che mai come in questo periodo sia necessario che le persone di buona volontà, in ogni settore e campo professionale in cui si trovano a operare, debbano unirsi e impegnarsi a trasmettere ai propri figli e ai giovani valori sociali e spirituali forti e sani». Lo sottolinea, in una lettera aperta a papa Benedetto XVI e ai vescovi, in occasione del Convegno ecclesiale nazionale che si terrà a Verona nei prossimi giorni, il direttore dell’Osservatorio regionale veneto sulle dipendenze, dott. Giovanni Serpelloni. «Il nostro Osservatorio - rileva Serpelloni - si occupa, su mandato della Giunta della Regione del Veneto, dei gravi problemi collegati all’uso di droghe e alcol e incontra quotidianamente la sofferenza che questa piaga comporta soprattutto per i giovani, che forse poco guidati e molto spesso disorientati, si avvicinano a questa "anticultura", a questa realtà di morte, rinunciando a operare scelte di vita realmente libere. Il nostro pensiero e la nostra solidarietà va anche alle famiglie che molto spesso perdono la loro serenità e la loro necessaria armonia in conseguenza a questi problemi». «In questi giorni - rileva ancora il dott. Serpelloni - abbiamo concluso una importante e complessa ricerca sull’uso delle droghe nella nostra Regione, da sempre in prima linea e seriamente impegnata nella lotta alla droga, potendo vedere che purtroppo molti giovani (anche se non la maggioranza) ne sono attratti e qualcuno anche già vittima infelice. Nella nostra ricerca abbiamo però anche constatato che tale uso non è infrequente anche nei genitori che forse, in grande difficoltà e crisi di valori, a volte ricorrono a queste sostanze che non possono portare comunque ad alcuna soluzione ma solo ad aggiungere ulteriori problemi a quelli già esistenti».


IL GIORNALE DI VICENZA
Marostica. Oggi in Maria Assunta
Alcolisti anonimi Il secondo gruppo festeggia i tre anni

(i. a.) Oggi il secondo gruppo Alcolisti anonimi di Marostica festeggia i tre anni di fondazione.

L’appuntamento, al quale sono stati invitati a partecipare amministratori, operatori sociali e sanitari, rappresentanti dei gruppi A.A. del Veneto, si terrà nella sede del gruppo nel centro parrocchiale di S. Maria Assunta con inizio alle 14.30. È previsto un dibattito sul tema “La sponsorizzazione di Alcolisti Anonimi nel recupero”. Come consueto il tema sarà affrontato attraverso l’apporto di esperienze vissute di persone che, dopo aver raggiunto il fondo, grazie all’aiuto dell’associazione e dei familiari, sono riuscite a reinserirsi nella società e a ricucire relazioni e rapporti compromessi. Il gruppo si è anche dato un nome “Ieri…oggi…domani…”, a significare il percorso che ogni persona è chiamata a fare partendo da un ieri pieno di problemi e difficoltà, per passare ad un oggi contrassegnato dalla volontà di combattere la dipendenza dall’alcol e guardare ad un domani più sereno.

Alcolisti Anonimi è un’associazione di auto mutuo aiuto formata da persone che desiderano smettere di bere e si impegnano a raggiungere e mantenere la sobrietà e aiutare altri a farlo. Un’attività importante dato l’elevato numero di persone che abusano di sostanze alcoliche fino a giungere alla dipendenza, con i problemi che ne derivano sia a livello personale che familiare e sociale.

Dopo la fase di cura e disintossicazione, l’apporto di questi gruppi si è rivelato di fondamentale importanza per la fase di recupero e mantenimento. Chi è passato per il tunnel dell’alcoldipendenza, che ha vissuto sulla propria pelle i problemi collegati a questa situazione, sa evidentemente trovare il modo giusto per sostenere chi si sta incamminando verso la non facile strada del recupero.

A Marostica, l’associazione è attiva da 20 anni. Dal 2003, dato il cresciuto numero di aderenti, è stato attivato un altro gruppo che vede la partecipazione di una ventina di persone che si ritrovano tutti i lunedì e venerdì dalle 20 alle 22 nel centro parrocchiale di S. Maria. Chi volesse mettersi in contatto con i referenti del gruppo può chiamare il 333 / 8276303.


IL SECOLO XIX

Si ubriaca e cade dal balcone ferito un turista statunitense

Santa Margherita. Ubriaco, nel cuore della notte, è caduto dal balcone di una stanza dell’hotel Helios ed è precipitato in quello sottostante. La moglie ha assistito alla scena esterrefatta. Protagonista della disavventura dovuta all’alcool - terminata con un ricovero urgente all’ospedale San Martino di Genova - è un vigile del fuoco americano di 28 anni, residente nel Minnesota. L’incidente si è verificato intorno alle quattro di mattina di venerdì al termine di una serata decisamente allegra. Almeno fino al momento del volo. Fortunatamente l’uomo non ha riportato gravi conseguenze. Era cosciente quando è stato soccorso dai militi della Croce Verde e dal 118 di Lavagna. Cosciente, ma decisamente alterato dall’alcol tanto che sulle prime ha declinato come sue le generalità di un noto sceicco del Dubai, Sultan Bin Amhed Sulayem. Sul luogo sono intervenuti anche i carabinieri per ricostruire la dinamica dell’incidente, che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia.


ANSA.IT
Gene legato a rischio di alcoLISMO

Scoperta di un team internazionale guidato da Ifom Milano

(ANSA) - ROMA, 8 ott - L’alcolismo e’ legato ad un gene. Si chiama EPS8 e in sua assenza, aumenta per un individuo il rischio di diventare alcolista. A ’smascherarlo’ e’ stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell’IFOM-Fondazione istituto Firc di oncologia molecolare di Milano. I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista Cell, sono un importante passo verso la comprensione della componente genetica di questa patologia e verso la possibilità di strategie terapeutiche. (*)

(*) Nota: i problemi alcolcorrelati non riguardano solo i cosiddetti “alcolisti”.
La realtà, che non si vuole accettare, è che i problemi alcolcorrelati vengono bevendo.
Se non bevo non posso avere problemi alcolcorrelati (tranne quelli “passivi”).
Questo da’ fastidio perché coinvolge il comportamento e la responsabilità di ciascuno.
Come spiegava il Professor Hudolin, se un giorno si dimostrasse per davvero, e con sicurezza, che il signor X è predisposto geneticamente per essere un alcolista, se il signor X non beve, che razza di alcolista è?
Sono convinto che se si facesse uno studio tra le quarantamila persone morte per alcol l’anno scorso in Italia, si troverebbe che la stragrande maggioranza di loro hanno questo gene EPS8.


IL GAZZETTINO (Vicenza)
Protagonista un marocchino di cinquant’anni
Quattro volte ubriaco Automobile sequestrata

Castelfranco

Per quattro volte è stato beccato mentre guidava in stato d’ebbrezza, quindi il Comando di polizia municipale, su indicazione della Procura, ha disposto il sequestro preventivo del mezzo su cui era solito girare per Castelfranco e dintorni. Protagonista è un marocchino di 50 anni. A far propendere le autorità per questo tipo di provvedimento è stata l’effettiva pericolosità del soggetto, il quale rappresenterebbe un rischio per se stesso e per gli altri. All’ultimo dei controlli, guidava con un tasso alcolico di quattro volte superiore a quello consentito. Era stato fermato nei pressi della stazione ferroviaria, a bordo della sua Volkswagen Golf. Dei passanti avevano chiamato i carabinieri, perché avevano notato qualcosa di strano nel modo in cui avanzava l’auto. La centrale radio dei carabinieri ha avvertito a sua volta gli agenti della polizia municipale che, giunti sul posto, hanno appurato quale fosse il motivo del procedere anomalo del veicolo. Con tutta probabilità, il marocchino dovrà aspettare che si svolga il processo a suo carico perché gli venga restituita l’auto. Fermo amministrativo del mezzo, invece, per un cinese di 42 anni, il quale, nonostante la sua patente di guida fosse stata sospesa, guidava tranquillamente in via Bordignon.


IL MESSAGGERO (Ancona)
Tracanna vino mentre è al volante 

I carabinieri del Norm venerdì scorso hanno denunciato un quarantenne di Castelfidardo per guida in stato di ebbrezza. La pattuglia, che stava percorrendo l’asse attrezzato in direzione centro, si è accorta che l’automobilista che li stava precedendo non disdegnava di attaccarsi ad un boccione per tracannare, tra una curva e l’altra, del vino rosso. Immediato è scattato l’alt, la denuncia e la sospensione della patente. Poco dopo un altro automobilista è stato fermato davanti al Comune e denunciato per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. L’uomo stava guidando a zig zag da diversi chilometri, così qualche automobilista ha deciso di avvisare i carabinieri.


IL GAZZETTINO (Udine)
Panico per una lanciarazzi

Pozzuolo - Panico al bar Happy di Cargnacco, ieri mattina, verso le 7, per un uomo armato di lanciarazzi che inveiva contro le forze dell’ordine che gli avevano appena ritirato la patente per guida in stato di ebbrezza e minacciava di compiere gesti inconsulti. Nel timore che la situazione degenerasse, è stato chiesto l’intervento dei carabinieri.

I militari del Radiomobile di Udine, protetti dai giubbotti antiproiettile, sono entrati nel locale e hanno disarmato P.A., 40 anni, udinese. L’uomo aveva con sè una pistola, un vecchio modello lanciarazzi che non risponde più alle norme attualmente in vigore. Due colpi a salve sono stati trovati nel caricatore.

Il quarantenne è stato denunciato a piede libero per porto abusivo di oggetti atti ad offendere, in quanto la pistola era perfettamente trasformabile in un’arma.


IL GAZZETTINO (Vicenza)
Un settantenne si era sentito male in seguito ad una caduta, ma dopo i primi accertamenti era stato mandato subito a casa
Muore dopo la visita al pronto soccorso
Poche ore dopo le sue condizioni si sono aggravate, è quindi tornato in ospedale ma non ce l’ha fatta

Vas - Cade, picchia la testa procurandosi un forte ematoma, i familiari lo portano al pronto soccorso dell’ospedale di Feltre dove il medico, anzichè sottoporlo alla Tac, gli diagnostica semplicemente una sbornia e lo rimanda a casa. La mattina dopo lo trovano agonizzante nel suo letto, l’ambulanza lo trasporta d’urgenza in ospedale, vengono eseguiti tutti gli esami del caso, ma ormai è troppo tardi: muore nella notte (*). La vittima è Navilio Zuccolotto, settantenne di Vas. L’uomo era caduto a terra battendo violentemente il capo.

I parenti hanno immediatamente avvertito per telefono il medico curante che li ha consigliati di portare l’uomo al pronto soccorso e di fargli effettuare una Tac. Regolarmente accolto in reparto, poche ore dopo essere caduto rovinosamente a terra, l’uomo è stato visitato, ma senza tomografia assiale computerizzata.

Il medico gli avrebbe riscontrato soltanto un’alterazione dello stato psicofisico dovuta all’alcol.

Da qui l’invito ai familiari di riportarlo a casa, metterlo a letto ed attendere che la sbornia cessasse il suo effetto.

Dall’ospedale la sorella di Navilio Zuccolotto ha telefonato a casa chiedendo di informare il medico curante perché a sua volta si mettesse in contatto con il collega del Pronto soccorso per suggerire l’esecuzione della Tac. Intercessione inutile, la situazione non si è sbloccata e Zuccolotto che proprio quel giorno compiva 70 anni, è stato portato a casa e messo a letto. Il mattino seguente l’uomo è stato trovato agonizzante sul letto e riportato in ospedale. Qui sono stati effettuati gli esami del caso, ma poche ore dopo, di notte è morto. L’autopsia avrebbe confermato che l’uomo presentava alcuni ematomi alla testa probabilmente causati dalla caduta. Le condizioni nelle quali si trovava quella mattina facevano tuttavia intuire che non si trattava semplicemente di qualche bicchierino di troppo.

La dinamica della morte è ora al vaglio dei carabinieri di Feltre che stanno indagando per verificare se vi siano state responsabilità.

Un’indagine partita d’iniziativa dopo che nel referto avevano scoperto che l’uomo era stato visto al pronto soccorso e quindi dimesso.

(*) Nota: purtroppo è una situazione molto frequente.
Chi beve rischia di cadere, chi cade rischia di picchiare la testa, chi picchia la testa e va in ospedale ubriaco, rischia di venire diagnosticato per la sua ubriachezza, che di per sè confonde i sintomi del trauma cranico.
E un trauma cranico non diagnosticato per tempo può portare a conseguenze drammatiche.


È di Peschiera
In carcere per la fuga al posto di blocco

Forse l’alcol gli aveva fatto perdere la lucidità necessaria e così la sua reazione inconsulta ha provocato a un quarantottenne di Paschiera guai ben peggiori dei punti tolti e del sequestro dell’auto che gli sarebbero toccati se si fosse fermato al posto di blocco dei vigili urbani di Rezzato, in provincia di Brescia. Invece di fermarsi, infatti, l’automobilista brillo ha accelerato e schivato gli agenti della polizia municipale che gli avevano fatto segno di accostare. Immediato è scattato l’inseguimento, al quale si sono aggiunte anche due gazzelle dei carabinieri, perché il fuggitivo ha cercato più volte di speronare le auto delle forze dell’ordine. Per evitare guai peggiori, con pericolo di scontri frontali, alla fine i carabinieri hanno letteralmente bloccato la strada con quattro pattuglie nei pressi di Sirmione. Una volta sceso dall’auto ha ingaggiato una violenta colluttazione per tentare di scappare a piedi. Identificato e portato in caserma, il quarantottenne ariciliense ha candidamente ammesso di essere fuggito perché non aveva provveduto al rinnovo dell’assicurazione scaduta da pochi giorni. Ma così facendo, alle contravvenzioni per la guida in stato di ebbrezza e circolazione senza copertura assicurativa ha aggiunto anche la resistenza a pubblico ufficiale. Ed ora è in carcere a Brescia a meditare.


IL GAZZETTINO (Treviso)
IN VIA XX SETTEMBRE
Ubriaco al volante, minaccia e ferisce automobilista

(D.N.) Notte movimentata per un ignaro automobilista e l'autista di un furgone che, come si è appurato, aveva alzato un po' troppo il gomito. Ieri Alle tre di notte il primo stava percorrendo via XX settembre a bordo della sua auto, una Mercedes classe, quando è stato tamponato da un furgone Citroen, guidato da tale R.L.

Si aspettava che la cosa si risolvesse, come normalmente accade, con la compilazione della la constatazione amichevole, ma invece R.L. ha preferito darsi alla fuga. L'automobilista tamponato non si è perso d'animo ed ha deciso di inseguirlo, intimandogli di fermarsi facendogli i fari.

Dopo aver percorso un po' di strada Alla fine R.L. si è fermato, ma non aveva la minima intenzione di riconoscere di essere in torto. Anzi per tutta risposta ha cominciato ad inveire contro il malcapitato automobilista e a minacciarlo. In breve dalle parole è passato ai fatti: armato di bastone lo ha colpito al braccio, ferendolo. Quindi ha ripreso la sua strada.
L'automobilista a questo punto ha ritenuto opportuno chiamare la Polizia, ed è subito arrivata una volante, a cui l'uomo ha fornito anche il numero di targa del furgone.

Il caso ha voluto che proprio in questo frangente, il furgone facesse ritorno sul luogo del misfatto. Gli agenti lo hanno subito fermato e hanno proceduto, oltre che all'identificazione anche al test alcolometrico che è risultato positivo.

Si tratta di un pregiudicato nato nel 1975, che è stato deferito all'autorità giudiziaria per guida in stato d'ebbrezza. Per tutte gli altri reati di cui potrebbe essere accusato dall'automobilista (le minacce e le percosse) si procederà dopo la presentazione della querela dell'interessato.


IL GAZZETTINO (Treviso)
A COLFRANCUI
Picchia la moglie, operaio 37enne arrestato per oltraggio e resistenza

Oderzo - Un operaio marocchino di 37 anni è stato arrestato mercoledì sera dai Carabinieri della Tenenza di Oderzo per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.Mustafhà Marhum, questo il nome dell'arrestato, è residente con la moglie e le due figlie in via Fraine, a Colfrancui. Ed è stata proprio la moglie, picchiata per l'ennesima volta dal marito, evidentemente ubriaco, a chiamare l'altra sera intorno alle 22.45 le forze dell'ordine dopo essersi rifugiata con i figlioletti nella camera da letto. Al loro arrivo, i militi dell'Arma hanno cercato di calmare l'uomo, sul quale pendevano tra l'altro già diverse segnalazioni per episodi di maltrattamenti in famiglia. Il 37enne, visibilmente alterato, si è però scagliato contro i Carabinieri con spinte e insulti, finendo per essere arrestato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. L'operaio, in Italia da anni e con regolare permesso di soggiorno, è stato rinchiuso nel carcere di Santa Bona a disposizione dell'autorità giudiziaria. La moglie ha sporto nei suoi confronti regolare querela. Il caso sarà seguito d'ora in poi anche dai Servizi sociali del Comune.


IL GAZZETTINO (Treviso)
IN UN BAR
Clandestino ubriaco aggredisce i carabinieri e finisce in manette

Oderzo - Un kosovaro di 29 anni, Daka Besim, clandestino, è finito in manette la notte scorsa a Oderzo per resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale. Il giovane, nei confronti del quale la Questura ha emesso solamente due giorni fa un decreto di espulsione, ha dato in escandescenze poco dopo mezzanotte all'hotel Postumia. Il kosovaro pretendeva che gli fosse assegnata una stanza, ma vistolo evidentemente ubriaco l'operatore della reception ha chiamato i carabinieri, che sono giunti poco dopo sul posto riuscendo a convincere l'uomo a lasciar perdere e ad andarsene. Intorno all'una e trenta, però, la la scena si è ripetuta, non all'hotel Postumia ma al bar "Lo Zodiaco", dove il 29enne, ancora sotto gli effetti dell'alcol, ha iniziato a prendersela con gli avventori. L'uomo ha addirittura scagliato in strada un bicchiere. Il titolare dell'esercizio ha subito allertato le forze dell'ordine. Ma al loro arrivo i carabinieri hanno avuto un'accoglienza tutt'altro che pacifica da parte dell'immigrato che si è anche scagliato contro i militi insultandoli e mettendo loro le mani addosso. Ai suoi polsi sono scattate immediatamente le manette. L'uomo è stato condotto nel carcere di Santa Bona.


IL GAZZETTINO (Treviso)
Non si rammentava bene ...

Non si rammentava bene come si chiamava, e il luogo di nascita e di residenza era ancora sfumato di nome e cognome. Poi, piano piano, davanti al giudice, è riemerso l'universo dei ricordi e Darli Menegaz Jr ha dichiarato di avere 42 anni, di essere nato in Brasile e di essere domiciliato a Treviso.

Il personaggio - che ha patteggiato ieri a 8 mesi in Tribunale - era stato fermato alle 5.40 della mattina in Carità di Villorba, al km 27, dopo che era passato davanti ad una agente della Stradale. La pattuglia si era resa conto dell'andamento ondeggiante dell'auto ma non aveva fatto a tempo a seguirla che, chissà perchè, era di nuovo transitata davanti, sempre zigzagando. La pattuglia gli ha intimato di fermarsi, il conducente è andato dritto, è stato brevemente inseguito e fermato e davanti al giudice rispondeva dei reati corrispondenti a tutto questo.

Ma la sbronza doveva essere stata forte e poche ore di distanza non ne avevano ancora compensato del tutto gli effetti. In aula deve essergli però venuto in mente che dopo la fuga l'agente gli aveva intimato di presentare i documenti e lui invece aveva reagito a calci e pugni, causando traumi guaribili in 8 giorni (presi di mira erano stati piede, gomito e polso); resistenza, oltraggio (le solite frasi da sbronza: «Io ti uccido», etc etc).

Una volta bloccato, gli era stata fatta la prova del livello di alcool che aveva nel sangue ed era scattata anche l'imputazione di guida in stato di ebbrezza. Visto che era incensurato, è stata concessa la condizionale.


 CORRIERE DEL VENETO

Camionista ubriaco distrugge mezzo paese

IL TIRRENO

legge sul divieto di alcol sbagliata

CORRIERE DELLA SERA

Maradona: «Basile alcolizzato»

LA REPUBBLICA

"noi prigionieri delle notti alcoliche le nostre strade ridotte a discarica" - laura mari

IL RESTO DEL CARLINO

UNIONE EUROPEA IN NOVEMBRE UN'INIZIATIVA DELLA CIA 0 La 'deregulation' comunitaria metterà a rischio il vino italiano

LA NAZIONE (Pistoia)

I divieti per gli alcolici creano concorrenza sleale

LA NAZIONE (Umbria)

Trans ubriaco sveglia il palazzo

IL RESTO DEL CARLINO (Rimini)

Per ogni collina c'è un sangiovese

LA NAZIONE (Arezzo)

Rapinatore tradito da una sbornia di troppo Quei colpi d'estate con un'arma fantasma

IL RESTO DEL CARLINO (Ascoli)

Alcool, ritirate 14 patenti

Ubriaco, entra nell'appartamento: viene immobilizzato dai proprietari

IL MATTINO di Padova

guida ubriaco contromano

giovane ubriaco salta l'alt, inseguito a 180 all'ora bloccato dai carabinieri, perde 18 punti e patente

IL MESSAGGERO VENETO

bertinotti stralcia dalla manovra la norma anti-alcol ai minorenni

EUROPEANCONSUMERS.IT

http://www.europeanconsumers.it/articolo1.asp?idarticolo=3268&idsezione=8


No alla tassa sulle rassegne stampa
Allarme rosso!

"No alla tassa sulle rassegne stampa". Con questo slogan l'associazione PeaceLink ha lanciato in rete una campagna per revocare le modifiche alla legge sul diritto d'autore introdotte con

il decreto legge 262 del 3 ottobre 2006, che ha stabilito l'obbligo di un pagamento per la riproduzione di articoli di attualita' senza scopo di lucro, contrariamente a quanto prevedeva la precedente formulazione sul diritto d'autore che poneva come unico obbligo la citazione della fonte. (*) Un gruppo missionario che raccoglie sul web articoli sulla guerra in Darfur. Un comitato di quartiere che vuole documentare uno scempio ambientale archiviando articoli della stampa locale. Un'associazione di persone colpite da una malattia rara che vuole mettere a

disposizione di tutti una rassegna stampa sui progressi scientifici del settore. Un'associazione pacifista che vuole denunciare, con prove giornalistiche alla mano, crimini di guerra e violazioni dei diritti umani.
A partire da domani tutti questi soggetti potrebbero essere costretti a pagare una tassa ingiusta alle associazioni degli editori per continuare a svolgere le loro attivita'. Soldi che per giunta verranno intascati dagli editori, e di certo non dai giornalisti che hanno scritto quegli articoli, pagati una tantum per la cessione dei loro diritti d'autore alle testate per cui lavorano.
"Da piu' di dieci anni - ha dichiarato Carlo Gubitosa, referente della campagna - collaboro con il sito www.peacelink.it , che sulle sue pagine ospita quasi 18mila articoli, alcuni originali, altri tradotti, molti ripresi da varie fonti autorevoli, sempre e comunque menzionate e riportate per esteso. Sul nostro sito tutti questi articoli hanno acquistato un valore aggiunto proprio perche' organizzati, tematizzati, catalogati e collegati tra loro grazie al lavoro di un gruppo costituito totalmente da volontari, dal presidente in giu'. Molto di questo materiale - aggiunge Gubitosa - e' scomparso dai siti web delle testate che lo hanno pubblicato, e questo aggiunge al nostro lavoro di bibliotecari anche un importante ruolo di memoria storica delle lotte italiane e internazionali per la pace e il rispetto dei diritti umani".

Nel testo dell'appello, pubblicato all'indirizzo http://www.peacelink.it/rassegnestampa si chiede al parlamento italiano di abolire con un opportuno provvedimento le disposizioni contenute nel decreto legge 262/2006 che modificano in senso restrittivo la legge sul diritto d'autore.

Per contatti e informazioni:

http://www.peacelink.it/rassegnestampa

Associazione PeaceLink

Telematica per la Pace - volontariato dell'informazione

www.peacelink.it

info@peacelink.it

Campagna "No alla tassa sulle rassegne stampa".

Carlo Gubitosa - c.gubitosa@peacelink.it

(*) Nota: è una bruttissima notizia anche per noi, che ogni giorno curiamo gratuitamente questa rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici.

Vi chiedo, se lo condividete, di sottoscrivere e rilanciare l’appello sotto riportato.

 

IL TESTO DELL’APPELLO

http://db.peacelink.org/campagne/info.php?id=20

NO alla tassa sulle rassegne stampa

Sono contrario all'imposizione di una tassa sulle rassegne stampa realizzate senza scopo di lucro.

Chiedo pertanto che il Parlamento abolisca con un opportuno provvedimento il primo comma dell'articolo 32 del capo IX del decreto legge 3 ottobre 2006 n. 262, recante "Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria", con cui sono state anticipate alcune delle misure previste dal disegno di legge finanziaria 2007.

Questa tassa non aggiungerebbe niente al lavoro dei giornalisti e degli scrittori, ma sarebbe solo un ingiusto guadagno per i gruppi editoriali a cui questi autori hanno ceduto la gestione dei loro diritti.

Chiedo che la legge sul diritto d'autore venga ripristinata nella sua precedente formulazione, in base alla quale "gli articoli di attualità di carattere economico, politico o religioso, pubblicati nelle riviste o nei giornali, oppure radiodiffusi o messi a disposizione del pubblico, e gli altri materiali dello stesso carattere possono essere liberamente riprodotti o comunicati al pubblico in altre riviste o giornali, anche radiotelevisivi, se la riproduzione o l'utilizzazione non è stata espressamente riservata, purché si indichino la fonte da cui sono tratti, la data e il nome dell'autore, se riportato".

Chiedo al governo del mio paese di promuovere come previsto dalla stessa Costituzione, lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, anche e soprattutto attraverso la libera circolazione dei saperi e la difesa del diritto a "cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere", stabilito dalla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.

Mi impegno a fare quanto e' in mio potere affinche' venga pubblicamente denunciato ogni tentativo di soffocare la libera iniziativa culturale dei cittadini con obblighi e tassazioni contrarie ai principi costituzionali e ai diritti umani universali.

Aderisci:
- singole persone

- enti e associazioni

 

 

Lunedì, 09 Ottobre 2006
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