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Rassegna stampa Alcol e guida del 3 ottobre 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

BRESCIA OGGI

Auto Brilli al volante? Ma «dio denaro» risolve tutto...

Caro direttore,

ci sono due schieramenti letteralmente opposti uno all’altro: il primo sono le forze dell’ordine, l’assessorato ai Lavori pubblici provinciale, le varie associazioni di volontariato come quelle degli alcolisti in trattamento o quelle dei familiari di vittime della strada, le quali con passettini da tartaruga cercano di portare in risalto sia l’educazione civica che alla legalità, portando alla riflessione sia con campagne pubblicitarie che con incontri rivolti ai ragazzi mirati al giusto valore della vita. Ed il secondo schieramento è quello del consumismo, case automobilistiche che mettono in risalto la potenza del mezzo, oppure pubblicità ingannevoli come il caso di quella «birra in regola con il codice della strada», le televisioni che prediligono il messaggio dei reality, o meglio ancora le compagnie di assicurazione, le quali con un piccolo aumento del premio del 5%, tranquillamente ci possono tutelare in caso di stato d’ebbrezza. Mi spiego meglio: se io mi scolo una bottiglia di grappa e provoco un incidente grave o mortale, la mia assicurazione paga tutti i danni da me causati e non ha diritto di rivalsa. Da questa regola si possono trarre delle conclusioni spaventose, che in Italia l’automobilista non deve avere nessun timore, se si devono recuperare i punti della patente, vai in autoscuola, dormi durante le ore che devi per forza essere presente e con una manciata di euro riacquisti i tuoi punti detratti senza avere nessun bisogno di esami, se ti beccano da ubriaco al massimo ti fai un abbonamento di un mese di autobus e se per caso crei un incidente da ubriaco, come dicevo prima, non ci sono problemi perché con un’altra manciata di euro la tua assicurazione ti tutela. Mi rendo conto che con un po’ di manciate di euro abbiamo tante possibilità di essere tutelati. Allora mi viene spontanea una domanda: ma tutelati da chi? Io creo il danno a cose o persone perché sono ubriaco e devo essere tutelato per aver ecceduto? Allora chi subisce il danno che tutela riceve? Chi crea un danno danneggiando altre persone ha dalla sua mille possibilità per poter sfuggire a qualsiasi tipo di sanzione e chi subisce il danno che possibilità ha di riottenere quella giustizia a cui tutti hanno diritto? In pratica ci si assicura per poter commettere un omicidio colposo (così è formulata l’accusa) e non esser puniti, ma addirittura tutelati. Fino a che punto potremo lottare contro questo sistema illegale, ma ancor più riconosciuto ed approvato dallo Stato? La sensibilità o i sensi di responsabilità di questi venditori di illegalità viene spenta dall’unica parola d’ordine che conoscono ed è «il Dio Denaro». (*)

Roberto Merli

Aifvs di Brescia

(*) Nota: questa amara riflessione di Roberto Merli merita di essere letta con grande attenzione.


IL TESTO DELLA LEGGE FINANZIARIA CHE RIGUARDA L’ALCOL

Art. 90

(Iniziative di contrasto al consumo di alcool da parte dei minorenni)

1. Al fine di contrastare i negativi effetti sullo stato di salute provocati dal consumo di alcool in età adolescenziale e giovanile ed il conseguente fenomeno di crescita degli oneri economici per il

trattamento delle patologie correlate,all’articolo 689 del codice penale le parole : “anni sedici” sono sostituite dalle seguenti :“ anni diciotto”.

2. All’articolo 14 della legge 14 marzo 2001, n. 125 il comma 1 è sostituito dal seguente :” nelle aree di servizio situate lungo le autostrade è vietata la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche”.

3. Nella legge 14 marzo 2001, n. 125 , dopo l’articolo 14 è inserito il seguente :

”Articolo 14-bis ( Divieto di vendita di bevande alcoliche ai minori degli anni diciotto).

1. Nei luoghi di pubblici esercizi è vietata la vendita di bevande alcoliche ai soggetti minori di anni diciotto.

2. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 689 del Codice Penale, la violazione della disposizione di cui al comma 1 comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria da euro 3.000 ad euro 6.000”.


LA STAMPA

«No ai proibizionisti»

Ristoranti, discoteche ed enologi in rivolta

Di Sergio Miravalle e Marco Sodano

Niente alcolici ai minorenni. Scriverlo in una legge è ben più facile che applicare la legge. Per esempio in discoteca: «A parte il fatto che il divieto c’era già, la selezione maggiorenni-minorenni si può fare soltanto all’ingresso», spiega Peppo Blengino, una vita trascorsa nei locali notturni. Ha gestito il Cabiria di Borgo San Dalmazzo, il Billionaire a Porto Cervo, il Twiga a Marina di Pietrasanta. L’esperienza col popolo della notte gli ha insegnato che «nella bolgia è impossibile controllare i documenti a chi chiede un drink al bar. E sarà impossibile evitare che un gruppo di minorenni mandi un amico più grande a ordinare per tutti». E non tutti i locali possono contare sulla clientela del Billionaire e lasciar fuori i minorenni. E al ristorante? Massimo Bottura, chef dell’«Osteria la Francescana» di Modena, è sinceramente indignato. «Nel mio ristorante non ho mai visto minorenni sedersi a tavola senza un adulto, ma il problema è culturale: abbiamo lavorato sulla filosofia del buon bere e del buon mangiare per anni, ora vogliamo proibire il vino? La strada per evitare gli effetti deleteri dell’alcol è l’educazione al gusto. E poi i proibizionismi, di regola, non servono a nulla». Bottura è uno dei 10 chef migliori d’Italia e la cultura del mangiare e del bere l’ha trapiantata a casa: «Con mia figlia, che ha dieci anni, io non mi regolo così. Aveva appena un anno e mezzo quando mise un dito in un bicchiere di Sassicaia, eravamo a cena da Gualtiero Marchesi. Lui la guardò e disse: promette bene, la piccola. Oggi la piccola sa cosa vuol dire Parmigiano reggiano, cos’è un buon vino. Insisto: la strada giusta è l’educazione, non il proibizionismo» (*).

E i produttori di vino? Si sa, il mondo degli under 18 spesso non è ancora attratto dal fascino e dai riti dell’enologia di qualità. La scelta della Finanziaria in qualche modo era attesa: tutto il mondo si sta andando in questa direzione. Anche in Francia la pubblicità del vino «avverte» che gli eccessi possono causare problemi di salute, negli Usa la scritta è in controetichetta.
«Non ci piace però vedere accomunato il vino a tutte le altre bevande alcoliche senza distinzioni» annota dalla Sicilia Carlo Casavecchia, direttore della Duca di Salaparuta, una delle aziende che con 14 milioni di bottiglie, il 30% esportate, traina il successo dei vini dell’isola. «Il rischio reale per i più giovani non è il vino - continua l’enologo - ma le tante bevande mix al gusto di frutta che, spacciate come energetiche ed eccitanti, in realtà contengono anche alcol. Se faranno controlli li facciano in quella direzione, lasciando al vino il suo spazio culturale e di tradizione millenaria nella nostra realtà mediterranea». (**)
In sintonia con questa impostazione che punta al ragionamento e vuole evitare isterie proibizioniste anche Giovanni Minetti, presidente del Consorzio del Barolo e dei vini d’Alba. «Il problema dell’alcolismo esiste anche da noi, ma non è paragonabile ai paesi del Nord Europa e in generale a quelli di cultura anglosassone. Invece che semplicemente proibire gli alcolici ai minorenni nei locali pubblici, sarebbe meglio investire in campagne di educazione alimentare e di conoscenza al bere in maniera moderata e consapevole. Da noi il vino è cultura, racconto del territorio, economia, non è giusto ritrovarsi addosso l’etichetta di produttori di una bevanda nociva». (***)

(*) Nota: evidentemente si può divenire ottimi cuochi senza conoscere gli effetti tossici del vino e delle altre bevande alcoliche, in particolar modo sui bambini.

Perché se questo papà avesse tale consapevolezza, la sua bambina di dieci anni oggi non saprebbe riconoscere un buon vino.

(**) Nota: la molecola dell’alcol è la stessa nel vino come in tutte le altre bevnde alcoliche., con gli stessi effetti e gli stessi rischi.

Il vino in Italia da solo è responsabile di circa il sessanta per cento dei problemi alcolcorrelati.

(***) Nota; la tossicità dell’alcol, che oltre ad essere sostanza nociva è anche classificata come droga, non l’ha scoperta questa Legge Finanziaria.


LA STAMPA (Asti)

Favorevoli gli operatori del Sert

“Difendere la salute non è una crociata”

Che cosa ne pensano della proposta di proibire la vendita di alcolici ai minori di 18 anni i medici che si trovano ad affrontare quotidianamente i problemi derivanti dall’alcol.

“Lotta all’alcolismo – spiega Maurizio Ruschena, direttore di Patologie da Dipendenza dell’Asl, noto come Sert – non significa crociata contro l’alcol come sostengono alcuni, così come la lotta al diabete non è contro le pasticcerie. Personalmente ritengo che il proibizionismo non sia, ne sia mai stato, un mezzo buono ed efficace per contrastare i danni da sostanze”. (*)

Prosegue Ruschena: “Rispetto alla legge, su cui non ho ancora potuto riflettere con attenzione, mi è sembrata un metodo comodo, rapido e utile per alzare il rischio da alcol oltre i 18 anni. Ma c’è da chiedersi: si realizzerà davvero? Siamo sicuri che non farà virare sull’uso di altre sostanze? Che cosa faranno i giovani per ammazzare il tempo nelle lunghe ore del cosiddetto divertimento notturno? Penso che le leggi, soprattutto se si prevede di farle rispettare rigorosamente, dovrebbero essere fatte dopo aver valutato attentamente i possibili effetti, anche quelli collaterali”. E conclude: “Per quanto mi riguarda il rendere indisponibile l’alcol negli autogrill, non ho invece il minimo dubbio che sia un provvedimento giusto ed efficace”.

Anche Roberto Argenta, psicologo del Sert e curatore di una rassegna stampa su “Alcol e guida” sul sito www.asaps.it dedicato alla sicurezza stradale (**) dice: “Sono assolutamente favorevole. Mi pare un provvedimento tra i più incisivi da decenni ad oggi. Non dimentichiamo che l’alcol è la prima causa di mortalità dei giovani, all’origine della maggioranza degli incidenti. In questo modo ci mettiamo in linea con gli altri paesi del mondo”. E aggiunge: “non credo che ci siano i rischi del proibizionismo perché non entra nella sfera privata, ma in quella pubblica della vendita. Il vino? “Tra i giovanissimi è meno diffuso rispetto a birra e ai cosiddetti “alcol pops”, pericolosi perché inducono a credere di essere più leggeri”. Conclude: “Dare priorità alla salute non è mai sbagliato, anche facendo un po’ di calcoli sulla spesa pubblica per curare i danni dell’alcolismo”.

(c.f.c.)

(*) Nota: il proibizionismo è il riconoscimento del fallimento dell’educazione, è una risposta d’emergenza ad un problema che non si riesce più a contenere.

Forse se in Italia si fossero investiti meno denari pubblici per la massiccia e capillare opera di promozione dell’alcol non si sarebbe arrivati a questo punto.


(**) Nota: evviva, la nostra rassegna viene citata su “La Stampa”.


GIORNAL.IT

Vietato alcol ai minori, a rischio l’enologia piemontese?

Prime reazioni del mondo politico piemontese alla decisione del Governo di vietare gli alcolici ai minori di 18 anni. Ugo Cavallera di Forza Italia ha pensato subito alle possibili ripercussioni sull’enologia regionale. Meno clienti, giovanissimi, meno si guadagna, deve aver pensato il consigliere di Palazzo Lascaris che tuona: "La Regione deve dimostrarsi solidale e sostenere i produttori vinicoli per ottenere che sia revocato il divieto di distribuire alcolici negli esercizi pubblici ai minori di 18 anni" (*).

 “E’ un provvedimento che non tiene in alcun conto la situazione italiana” – dice il consigliere regionale di Forza Italia Ugo Cavallera. “Del resto, cosa ci si poteva aspettare da un governo che ha un ministro che ritiene lo spinello meno dannoso del vino? Con questa iniziativa improvvisa e moralistica, peraltro di difficile attuazione, si colpisce un settore che è vitale per l’economia di vaste aree del Piemonte. E su questi temi il governo non ha avviato alcuna concertazione, come ha fatto con i sindacati su decine di altri temi”.

Forza Italia rileva che il Piemonte si distingue nella produzione vinicola, soprattutto per l’alta qualità, con circa 52.00 ettari di superficie vitata, suddivisa tra circa 25mila aziende, una produzione di uva di oltre 4,2 milioni di quintali e una produzione vinicola annua che supera i 3 milioni di ettolitri. Inoltre, il vino piemontese costituisce una delle principali voci di export della nostra Regione.

 “Non riteniamo affatto che il fenomeno dell’alcolismo si combatta in questo modo” – sottolinea ancora Cavallera – “perché la prevenzione si attua soprattutto con l’educazione e l’informazione, a cominciare dalle scuole e dalle famiglie. Il proibizionismo puro e semplice non serve a nulla, perché può essere aggirato e nello stesso tempo mette in difficoltà gli esercenti di bar e ristoranti. Soprattutto non si tiene conto della necessità di avviare le giovani generazioni a una corretta “cultura del buon bere”, visto anche il giudizio positivo che i nutrizionisti danno del vino se bevuto in quantità moderata”. (**)

(*) Nota: ho provato a digitare su un motore di ricerca le parole “Ugo Cavallera” insieme a “vino”: sono usciti 244 articoli.

Evidentemente questo signore ha legato in parte la sua immagine alla promozione del vino, e si capisce che sia preoccupato.

E’ utile ricordare come la diminuzione dei consumi di alcol, in particolar modo nei giovani, sia uno degli obiettivi primari dei progetti di salute pubblica dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sottoscritti anche dal nostro paese.

(**) Nota: il grande problema dell’educazione e dell’informazione è se scegliere quella proposta da qualche nutrizionista, spesso amico dei produttori di vino, che promuove il bere per motivi di salute, o quella portata avanti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che sostiene che chi promuove il bere per motivi di salute non lo fa sulla base di rigorose ricerche scientifiche, ma è piuttosto ispirato da scopi commerciali (http://www.aicat.net/il_bere_moderato.htm ).


IL GAZZETTINO (ROVIGO)

SANGUE SULLE STRADE

Tragico incidente sulla provinciale tra Bagnolo Po e Castelguglielmo.

Vittima un agricoltore del posto che rientrava dalla pizzeria 

Pedone travolto e ucciso a due passi da casa 

L’investitore è un ventenne che guidava sotto l’effetto dell’alcol.

La Procura l’ha indagato per omicidio colposo

Castelguglielmo

Aveva trascorso la serata in pizzeria in compagnia di amici esagerando con le bevande alcoliche. Quando si è avviato verso casa si reggeva a stento in piedi. Ha avuto la sfortuna di imbattersi in un giovane automobilista nelle sue stesse condizioni. Travolto e ucciso sul ciglio della strada. Ha perso la vita in questo modo Lido Viaro, cinquantacinque anni, agricoltore. L’incidente è avvenuto lungo la provinciale che collega Castelguglielmo a Bagnolo di Po, nel tratto denominato via Alberazzi. Una strada rettilinea, in aperta campagna, praticamente priva di illuminazione. Erano passate da poco le ventidue e trenta di domenica. La vittima si trovava ormai a poche centinaia di metri dalla casa di via Marinaga, dove risiedeva con l’anziano genitore.

Per cause in corso di accertamento da parte degli agenti della Polizia Stradale di Rovigo, accorsi sul posto per i rilievi di legge, l’agricoltore è stato travolto dalla Fiat 500 di Franco Marchiori, vent’anni, residente in paese. Il pedone camminava sul lato sinistro della strada. L’utilitaria proveniva dalla direzione opposta. L’ha centrato in pieno con la parte anteriore destra. Nel violento impatto Viaro è stato caricato sul cofano della vettura. Ha sfondato il parabrezza della 500 prima di essere scaraventato nella canaletta irrigua che scorre a lato della strada. Medico ed infermieri dell’ambulanza del Suem hanno compiuto un disperato tentativo di rianimarlo sull’asfalto. Purtroppo non c’è stato nulla da fare. Il cuore dell’agricoltore aveva ormai cessato di battere. Il referto stilato dai sanitari del 118 attribuisce il decesso ad un politraumatismo con ferite lacero contuse. L’investitore è stato sottoposto all’alcoltest. I sospetti degli investigatori hanno trovato puntuale conferma. Franco Marchiori era al volante in evidente stato di ebbrezza. Nel suo sangue è stata riscontrata una percentuale di alcol superiore ai limiti fissati dal codice della strada. La Fiat 500 è stata posta sotto sequestro, a disposizione del pm Ciro Alberto Savino. Il giovane è stato iscritto sul registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. Ad assisterlo sarà l’avvocato Sofia Tiengo.

La salma dello sfortunato agricoltore, che lavorava in un’azienda della zona, è stata trasportata alla camera mortuaria dell’ospedale San Luca di Trecenta in attesa degli accertamenti di prassi.

Luca Ingegneri


VARESENEWS.IT

VARESE

Convince ma senza entusiasmare la norma che vieta la vendita di alcolici ai minori. «È ingenuo pensare che basti una legge»

Vietare ed educare per impedire l’abuso di alcolici

Alcolici vietati ai minori di 18 anni: nei locali pubblici e in autostrada. Una regola che suona di "proibizionismo" ma che non viene bocciata dagli "addetti ai lavori”

«Una legge è buona se serve a mandare un segnale - commenta Don Luca Violoni, responsabile della Pastorale Giovanile di Varese - ma a questo segnale devono seguire politiche di formazione e prevenzione specifiche. Altrimenti rimane un divieto fine a sé stesso. Sarebbe molto ingenuo pensare che basta una legge. Dobbiamo, invece, insistere sull’educazione agli stili di vita. C’è il ragazzo che si beve una birra in compagnia degli amici, c’è chi eccede per l’euforia di un momento, chi si ubriaca per dimenticare un problema serio che non riesce a superare. Non si possono mettere sullo stesso piano i tre casi distinti, ma si può investire sull’educazione, sulla cultura per aiutare ciascuno a "gestire" il suo bicchiere».

Condivide l’idea generale del fine salutista Franco del Balthazar, locale del centro di Varese supergettonato dai giovani: «Anche se io gli nego un alcolico, il ragazzo se lo va a comprare in un supermercato. Io non faccio l’assistente sociale, ma sicuramente questo bar permette ai ragazzi di socializzare, di stare insieme, ridere, scherzare, passare il tempo in compagnia. Non credo che il divieto di vendere alcolici ai minorenni inciderà sul numero dei clienti, ma qualche incasso in meno lo comporterà».

Cultura, quindi, educazione e formazione sono necessari perchè un divieto non venga visto solo come una nuova occasione di trasgredire. L’Azienda Sanitaria locale, deputata a promuovere la cultura della salute, da tempo è impegnata in progetti di sensibilizzazione: «Operiamo su tre livelli - spiega il dottor Vincenzo Marino, responsabile del Dipartimento della Prevenzione - esistono i consultori dove il singolo caso trova assistenza e supporto. C’è il camper informativo che posizioniamo fuori dai locali più a rischio come le discoteche e poi abbiamo una serie di progetti per la promozione degli stili di vita che portiamo avanti, per esempio, nelle scuole. Ora stiamo studiando una forma di " marketing preventivo". I consumatori comprano "sogni" : auto, vestiti, case per apparire in modo differente. Anche la droga promette sogni e così il vino. Noi dobbiamo far aprire gli occhi alla gente e riportarla alla realtà con una "propaganda contraria". L’alcol per gli adolescenti è micidiale e può avere effetti devastanti sul cervello: iniziare a vietare e creare poi una cultura è un’ottima via».

Alessandra Toni
alessandra.toni@varesenews.it


L’ADIGE

Scatta da subito la norma che prevede l’esenzione, per due anni, dal pagamento del bollo per le auto Euro 4 o Euro 5

Alcolici vietati agli automobilisti in autostrada

ROMA - Sarà sanzionabile da 3.000 e fino a 6.000 euro chi venderà alcolici ai minorenni nelle aree di servizio. Lo prevede l’art.90 della Finanziaria, secondo quanto si legge nel testo definitivo del provvedimento che alza, tra l’altro, da 16 a 18 anni il limite di età per l’acquisto di alcolici. Nello specifico, l’articolo prevede il divieto assoluto di vendita degli alcolici nelle aree di servizio autostradali. Il provvedimento è stato preso, si legge, «al fine di contrastare i negativi effetti sullo stato di salute provocati dal consumo di alcool in età adolescenziale e giovanile e il conseguente fenomeno di crescita degli oneri economici per il trattamento delle patologie correlate». Vendita di alcolici vietata sempre ai minori di 18 anni, vendita e somministrazione vietata per tutti negli autogrill autostradali. Sono alcune delle novità per potenziare la tutela dei minori e per attuare una maggiore sicurezza. È un «giudizio positivo» quello espresso dall’ex ministro della salute Girolamo Sirchia in merito al provvedimento previsto in Finanziaria che vieta la vendita di alcol ai minori. «Attualmente - ha ricordato Sirchia - è già previsto il divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minorenni, ma non era previsto il divieto di vendita. Sul provvedimento in Finanziaria esprimo dunque un giudizio positivo e mi auguro - ha aggiunto l’ex ministro - che il divieto venga effettivamente rispettato in tutti i punti vendita». Intanto scatta da subito la norma che prevede l’esenzione, per due anni, dal pagamento del bollo auto per le nuove vetture Euro 4 o Euro 5. Lo prevede il decreto fiscale che accompagna la finanziaria che estende a tre anni l’esenzione nel caso l’auto sia inferiore ai 1.300 cc. La misura - è scritto nel testo - resterà in vigore fino alla fine del 2007. La misura - si legge - punta a «incentivare la sostituzione di autovetture euro 0 o euro 1 con autovetture immatricolate come euro 4 o euro 5», con basse emissioni di co2. «Tali agevolazioni non si applicano per l’acquisto di autovetture di peso oltre i 2.600 chilogrammi, con esclusione di quelle aventi un numero di posti uguali o maggiori di otto». Non sembrerebbero così poter beneficiare della misura i Suv ed i «gipponi». La norma prevede anche la rottamazione per gli autocarri: un bonus di mille euro per ogni «veicolo di portata inferiore alle 3,5 tonnellate» immatricolato come euro 0 o euro 1, sostituito con uno a minor impatto ambientale« della stessa portata e categoria», immatricolato come euro 4 o euro 5. E, ancora, entrano da subito in vigore anche le agevolazioni per chi acquista un auto alimentata a metano: un contributo di 1.500 euro che può salire di altri 500 euro se si tratta di vetture con emissioni inferiori a 120 grammi di c02 al km.


IL GIORNALE.IT

Allibiti i baristi: «Non siamo mica poliziotti»

Marzio Fianese

La norma inserita nella legge Finanziaria che vieta la vendita e la mescita di alcolici a giovani under 18 non convince i gestori dei bar e dei ristoranti della capitale. «La legge impone un obbligo ma non dice quale sia il nostro ruolo - affermano i responsabili dei pubblici esercenti di Confcommercio e Confesercenti del Lazio, Nazzareno Sacchi e Liborio Pepi - il rischio è che la norma si trasformi in un atto punitivo per noi ma consenta di essere aggirata con l’aiuto di maggiorenni compiacenti».  Più dura la posizione di Confesercenti: «In un paese democratico, ci vorrebbe più controllo a monte, come facciamo noi a chiedere i documenti ai giovani» (*), si chiede Pepi. Che aggiunge: «Se la legge ce lo impone lo faremo ma è una norma che non condividiamo». Il timore tra i gestori dei bar e ristoranti è che «avvenga come per il fumo, applicazione rigida della norma che vieta di vendere sigarette ai minori per i primi mesi e poi il lassismo più totale». Tanto nessuno controlla.

«Con questa norma - rincara la dose il responsabile di Confesercenti - diventeremo un esercito di controllori e controllati. L’esperienza di altri paesi però insegna che il proibizionismo si aggira, il problema va ricondotto nell’ambito familiare». Il legislatore «non penserà che i venti gestori dei locali di Campo de’ Fiori si trasformino in poliziotti». E poi «nei supermercati come funzionerà? - è l’ulteriore quesito -. Va a fare acquisti il maggiorenne e poi distribuisce ai più giovani che arrivano in piazza e bevono senza controllo». Più accondiscendente è il responsabile di Confcommercio: «È ovvio che la misura ha un obiettivo di grande rispetto, ma ci facessero sapere con quali modalità dovremo ottemperare alla norma. Dovremo affiggere cartelli, richiedere di mostrare i documenti?». La convinzione è che «continueremo ad agire con obiettività quindi al minorenne riconoscibile nessun collega vende alcolici (**). Ma è ovvio che queste norme di costume dovrebbero essere affrontate in famiglia e non con ricorsi normativi così rigidi». La conclusione è «siamo pronti ad adeguarci ma rimaniamo perplessi sulle modalità applicative». Condivisa invece da Confcommercio il divieto, 24 ore su 24, di vendita e mescita di alcolici negli autogrill in autostrada. «Ci sembra giusto - afferma Sacchi - il pubblico esercizio è tale perché ha una sua utilità sociale, il bar non è solo commercio ma è punto d’incontro, così come il ristorante è un punto di aggregazione mentre il bar e l’esercizio commerciale in autostrada risponde ad altre necessità, cioè quella di un ristoro durante viaggio. L’alcolico può essere pericoloso».

(*) Nota: data la difficoltà, mi permetto di suggerire due modi per chiedere i documenti ai giovani: si può provare con la voce, oppure a gesti.

(**) Nota: proprio nessuno nessuno? Ah, ah, ah!!!


IL GAZZETTINO (PADOVA)

NON È ANCORA STATA TROVATA UNA SOLUZIONE AL PROBLEMA DELLA DESTINAZIONE FINALE

Domani sera è atteso nelle Piazze il ritorno del popolo dello spritz

Torna nelle piazze il problema dello spritz e il Comune non ha trovato ancora una soluzione. Domani, se il tempo regge, il consueto mercoledì sera universitario riempirà di studenti il centro storico. Il tanto annunciato decentramento del fenomeno dell’aperitivo è durato solamente l’arco di un’estate con la manifestazione di gazebo-bar lungo il Piovego in viale Colombo promossa dal comitato "Bar per il centro". Movimento guidato da Federico Contin che, a differenza delle tre associazioni di categoria che non sono riuscite a formulare nessuna idea convincente e dell’assessore al Commercio Ruggero Pieruz che si è visto bocciare dalla maggiore parte degli esercenti il piano "spritz itinerante", questa mattina presenterà al sindaco Flavio Zanonato un progetto per continuare anche durante l’autunno-inverno in zona Portello.

«Crediamo - commenta Contin - che sarebbe un modo per spostare in maniera convincente il popolo degli spritz dalle piazze e dal Ghetto a partire dal primo di novembre. Si tratta di una struttura, ideata dall’architetto Marco Canton, in acciaio e vetro trasparente per quanto riguarda i 13 chioschi che potranno occupare l’area. Una cupola protettiva fatta di pannelli fonoassorbenti per l’inverno, con pompe di calore, coprirà la zona senza arrecare danno al passaggio pedonale e alla natura circostante. Tutti i bar saranno dotati di pannelli fotovoltaici. Verranno costruiti 25 bagni. Costo dell’intera operazione sarà di circa 130 mila euro che scuciremo tutti di tasca nostra». Idea del comitato "Bar per il centro" che, però, non piace a una parte dei residenti del Portello che la scorsa settimana hanno avvisato del loro malessere l’assessore Pieruz.

«Se il Comune - spiega Pierlorenzo Parrinello, consigliere dei Verdi per il quartiere centro e abitante del Portello - darà il permesso ai baristi di organizzare una seconda manifestazione in viale Colombo per tutto l’inverno, sappia che calpesterà i diritti di noi residenti. In questo quartiere è necessario pensare di più a chi ci vive. Vogliamo centri per gli anziani e la pedonalizzazione dell’altra metà di via Marzolo. Non sopporteremo più, come è successo questa estate, di avere giovinastri sotto casa che vomitano, urinano, parcheggiano la macchina dove capita e con i loro schiamazzi impediscono alla gente di riposare». Non commenta per ora, invece, l’Università sul fatto di riproporre di fronte agli istituti di viale Colombo i gazebo-bar. Ateneo che fa sapere di non essere contrario in linea di principio all’iniziativa, purché i locali aprano terminate le lezioni e agli studenti sia consentito lasciare le facoltà senza impedimenti di alcun genere.Intanto per il mese di ottobre il pericolo che piazze e Ghetto si riempiano come da ormai dieci anni a questa parte è quasi una certezza e diversi residenti del centro storico sono molto preoccupati. «E’ appurato - afferma Dino Ponchio portavoce dell’associazione "Per le piazze" - che attorno al fenomeno dello spritz ruota tutto un mondo di delinquenza. Noi abitanti vediamo tutti i giorni nelle piazze spacciatori, tossicodipendenti, ubriachi e vagabondi di ogni tipo. Nulla è cambiato e l’amministrazione comunale ci ha molto deluso. Il Comune prende delle decisioni sempre senza mai ascoltare i diretti interessati. Così non va bene. Per quanto riguarda lo spostamento del popolo degli spritz al Portello - termina Ponchio - potrebbe essere una soluzione, ma non dovrebbe essere l’unica perchè il problema è importante e complesso». Intanto venerdì scorso almeno una trentina di agenti e dipendenti dell’agenzia delle entrate hanno effettuato un controllo a tappeto tra 29 locali del centro storico. Tutto regolare, tranne per un bar del Ghetto dove le fiamme gialle hanno pizzicato un lavoratore in nero.

Marco Aldighieri


 

IL GAZZETTINO (VICENZA)

DISTESA IN STRADA TOTALMENTE UBRIACA

Domenica, V.E., 41 anni, di Bassano, è stata trovata distesa, a terra, in via Pio X. Sono intervenuti poliziotti e sanitari. La donna, completamente ubriaca, è stata ricoverata in ospedale.

IL GAZZETTINO (BELLUNO)

Ancora una domenica nera per le otto migliori squadre bellunesi: conquistati 5 punti su 24. L’opinione di un allenatore esperto 

«Troppo alcol, è questa la crisi del calcio» 

Toni Tormen: «I ragazzi si allenano bene fino al venerdì, poi stanno in giro fino alle cinque il sabato sera...»

Ancora una giornata nerissima, per le squadre di vertice del calcio bellunese. È andata solo leggermente meglio di otto giorni fa. Da 4 a 5 punti su 24: un bilancio comunque magro. Il fondo era stato già toccato la settimana scorsa, ma non c’è comunque di che essere allegri, anche perché si arriva da una stagione caratterizzata da ben tre retrocessioni e da una sola promozione. Il paracadute, dunque, è tutt’altro che aperto.

La scorsa settimana Tiziano Schiocchet aveva attaccato il calcio bellunese: «Ha perso la sua identità scimmiottando quello della pianura». Questa volta un tecnico navigatissimo come Toni Tormen (che da oggi dovrebbe avere una nuova panchina, quella del Cordignano, lasciando quindi il suo incarico dirigenziale alla Ztll Sinistra Piave) opera una sua analisi del momento nero. «Attenzione: non è una crisi del calcio bellunese, bensì di un problema generale della gioventù bellunese. Una questione sociale - ammonisce Tormen -. Non sono cose che invento io, anche se nella mia esperienza di tecnico le ho riscontrate: sono supportate da dati oggettivi».

Per esempio?

«Ci sono, è noto, delle statistiche che collocano i giovani bellunesi tra quelli che, addirittura in Europa, presentano i maggiori problemi con l’alcol. Questo non significa, naturalmente, si badi bene, che tutti i giovani e i calciatori bellunesi abbiano di questi problemi. Basta uscire, però, un sabato sera e recarsi nei tanti locali frequentati dalla gioventù: vi si trovano certamente anche tantissimi giocatori che poi, il giorno successivo, sono in campo».

Un problema sociale e di mentalità, quindi?

«È evidente che non ci si può allenare bene fino al venerdì sera per poi starsene in giro, il sabato notte, fino alle cinque del mattino. Questo non significa, ribadisco, che tutti facciano così: ma è comunque un indicatore della mentalità dei giovani bellunesi che praticano numerosi lo sport ma che non sono dei veri sportivi. In pianura c’è un’altra mentalità. Direi che anche tra i giovani delle categorie minori vi è più professionalità. Ma questo è prima di tutto un problema sociale che va al di là delle classifiche dei campionati di calcio, ed è un problema immenso. Da noi, talora, si finisce per giocare a calcio non per fare dello sport ma per avere un gruppo con cui andare in giro la sera».

I contatti con il Cordignano?

«Ci sono, e già oggi la situazione dovrebbe definirsi: in ogni caso io stesso devo operare delle valutazioni di natura familiare. Con la Ztll ero già stato chiaro: ritenevo importante avviare i vari campionati, e ciò è stato completato. Quindi, da questo punto di vista non vi sarebbero impedimenti. Anzi, i nostri giovani, a proposito di momento nero del calcio bellunese, stanno facendo davvero molto bene...».

Egidio Pasuch


 

IL MATTINO (SALERNO)

Tanagro, l’indagine

È allarme infarti si beve troppo alcol

Contursi. I cardiologi dell’ospedale di Oliveto Citra lanciano l’allarme sullo scompenso cardiaco nell’area del Cratere, in particolare nel Tanagro. Patologia che, in percentuale preoccupante, è associata ad abuso di alcol. È questo un risultato presentato durante un seminario che si è tenuto alle terme Rosapepe di Contursi, curato dal Dipartimento cardiovascolare dell’Asl Sa 2, diretto dal dottor Giovanni D’Angelo, e dal reparto di cardiologia dell’ospedale di Oliveto, diretto dalla dottoressa Margherita De Cristofaro, su «Lo scompenso cardiaco: la pandemia cardiologica del nostro tempo, dal dato globale alla realtà locale». Alle molte relazioni scientifiche presentate dai medici campani si sono associati anche i dati sulla base dei ricoveri avuti in un anno presso l’ospedale di Oliveto. L’incidenza dello scompenso dovuto ad alcol, in particolare, supera più del doppio il dato nazionale, si va dal 3% in Italia al 7% in un’area ben specifica del Tanagro, tra i comuni tra San Gregorio Magno, Ricigliano, Romagnano, Buccino. I cardiologi lanciano l’allarme, ma indicano anche una strada, quella della collaborazione stretta con il territorio, quindi con i medici di base. «Occorre una integrazione stretta per riuscire a riconoscere subito il problema ed affrontarlo», spiegano i medici. C’è poi la poca prevenzione e la presenza di scompenso per le donne ipertese. Ben il 41% delle donne o curano male o non curano affatto la pressione alta.

ma.si. 


 

TGCOM

Williams: "Grazie a Dio e ai miei"

Attore parla della sua lotta all’alcol

Dopo aver trascorso oltre due mesi chiuso in una clinica di riabilitazione Robin Williams ha parlato, in un’intervista, del problema dell’alcolismo che lo affligge, a fasi alterne, da circa vent’anni. "Non c’è stata una causa scatenante che mi abbia spinto a bere - ha detto. - L’alcol se ne sta di fronte a te e aspetta il momento in cui tu pensi ’sto bene’ per farti realizzare, subito dopo, che ’bene non stai". (*)

Lo scorso agosto il 55enne attore aveva denunciato di essere di nuovo alle prese con la bottiglia e di avere intenzione di farsi ricoverare, senza precisare nè la casa di cura in cui si sarebbe fatto aiutare, nè le ragioni della ricaduta. Lo ha fatto ora, parlando al microfono di Diane Sawyer nel corso di "Good Morning America", e ha ringraziato la famiglia, gli amici veri e la fede per averlo sostenuto.

"Non è stata una ragione precisa a ricondurmi alla bottiglia - ha spiegato. - E’ stato solo l’alcol. E’ sufficiente... E’ difficile ammettere che ci sia quel problema, ma una volta che lo hai fatto è tutto facile".

"Ti illudi che la gente non se ne accorga - ha continuato l’attore - e all’improvviso scopri che invece ti hanno visto e ti dicono che camminavi nudo per la strada. Le umiliazioni ti rendono umile, ma è un processo molto graduale". Williams ha ripetuto l’importanza per un alcolizzato di non cedere mai, di non concedersi un solo drink perché quello sarà l’inizio della fine, "non è solo una possibilità".

Il vincitore dell’Oscar nel 1998 con il film "Genio ribelle" è sposato con l’attrice Marsha Garces Williams, che ha minacciato di abbandonarlo nella clinica di Hazelden Springbrook, Oregon, dove l’attore è stato curato, se non si fosse impegnato a guarire. Negli ultimi vent’anni infatti, dal giorno della morte per droga dell’intimo amico di Robin, John Belushi, il problema sembrava debellato. "Erano un paio d’anni che mi ripetevo di poter farcela da solo - ha aggiunto ancora il protagonista dell’"Attimo fuggente - ma il miglior suggerimento che mi è stato dato è che avevo bisogno di aiuto. La mia famiglia mi ha ripetuto che mi amava, e questo è stato un conforto. E’ semplicemente la cosa più splendida del mondo. Questo è il punto di partenza, che aiuta in gran parte, il resto dipende da me e da Dio".

(*) Nota: molto spesso si pensa che uno beve perché ha dei problemi, fatte le debite eccezioni nella realtà molto spesso uno ha i problemi perché beve.

Come dire, per fare un esempio, che uno non beve perché la moglie lo ha lasciato, ma la moglie lo ha lasciato proprio perché lui beveva.


Mercoledì, 04 Ottobre 2006

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