Lunedì 10 Agosto 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 28 settembre 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

LA STAMPA

DOPO LA LEGGE CHE VIETA LA VENDITA DEGLI ALCOLICI NEI LUOGHI DI LAVORO
Il proibizionismo in fabbrica
Una bella birra ghiacciata con le goccioline che scivolano lente lungo il vetro opaco mentre la schiuma gorgheggia nel collo della bottiglia. Analcolica. Così sarà negli stabilimenti Fiat Auto perchè una nuova legge vieta di vendere (e si suppone di bere) alcolici in fabbrica. E sarà anche meglio che chi trascorre una notte alle presse sia lucido e attento come un alpinista sul K2. D’altronde finora negli stabilimenti Fiat si poteva bere un quartino di vino o una lattina di birra esclusivamente durante i pasti. Con la nuova legge la Fiat Auto ha deciso comunque che un atteggiamento un po’ rigido e moralista da Esercito della Salvezza non era un granchè popolare.
E ha spalancato le porte dei ristoranti interni alla birra Moretti Zero, una bevanda che simula alla grande la birra quella vera: bionda, a bassa fermentazione, ottenuta miscelando acqua, malto d’orzo e luppolo. Corpo medio, un gusto aromatico, leggera come una piuma. Così chi proprio non può andare a acqua e rischia di rinunciare al cibo accompagnato dalla sola minerale, potrà illudersi di pasteggiare in un pub inglese. Nei prossimi giorni partirà anche una campagna informativa negli stabilimenti il cui messaggio è «Noi scegliamo 0% alcol, 100% sicurezza». E nei ristoranti aziendali - che a Mirafiori sono stati ristrutturati di recente con tavoli da due o quattro persone, tanto colore e colonne con i fornetti a micronde - sui tavoli arriveranno le bottigliette. La Heineken Italia, che distribuisce la birra Moretti Zero, sta anche organizzando degustazioni dedicate ai soli dipendenti e momenti di informazione sul prodotto e sulle sue caratteristiche. Gli operai e gli impiegati sapranno, ad esempio, che il processo produttivo di Birra Moretti Zero avviene in modo tradizionale mentre l’eliminazione dell’alcol è ottenuta attraverso l’evaporazione sottovuoto che permette di mantenere l’aroma di una «vera» birra alcolica. E c’è poi il piacere di bere italiano. Birra Moretti è infatti la marca preferita dagli italiani e anche la sue versione zero alcol si sta conquistando la sua fetta di mercato tra i giovani o tra chi, come i dipendenti Fiat, non può bere alcol durante il lavoro. Birra Moretti, oltre ad esser tra le birre più conosciute e consumate in Italia, è esportata in oltre 40 Paesi nel mondo fra cui Usa, Gran Bretagna, Canada e Giappone. Sicuramente il canale aziendale - con le migliaia di addetti della Fiat Auto - sarà un veicolo pubblicitario non indifferente per far entrare nei consumi delle famiglie la birra «ecologica».


 

IL GIORNALE DI VICENZA.IT

È in programma domani sera a villa Lattes

Riunione interclub degli alcolisti Acat

È in programma domani alle 20 a villa Lattes, in via Thaon di Revel, la serata inter-club dell’Acat, l’Associazione dei club alcolisti in trattamento di Vicenza. Un pranzo è poi in programma domenica, 1° ottobre, a Torreselle. «L’Acat - spiegano gli organizzatori - è un’associazione di volontariato costituita nel ’91 che utilizza il metodo lanciato dal prof. Hodolin nel 1964. L’attività principale è il club, costituito da comunità multifamiliari (massimo 12 famiglie per club) i cui membri si incontrano settimanalmente per un’ora e mezza in sedi dislocate nel territorio. Oltre alle famiglie in ogni club è presente un servitore-insegnante, persona specificatamente formata e in continuo aggiornamento, che ha il compito di facilitare la comunicazione all’interno del club al fine di favorire l’espressione delle potenzialità e promuovere il cambiamento a partire dall’astinenza».

«L’Acat collabora sia con le altre Acat presenti a livello provinciale, regionale e nazionale, sia con le Agenzie di salute della comunità locale e in particolar modo con il SerT dell’Ulss 6 di Vicenza. L’Acat di Vicenza e l’Acat del Basso Vicentino contano più di 600 persone inserite nei 35 club e ha una grossa ricaduta in termini di salute su tutta la comunità locale».

Per contattare l’Acat si può chiamare il giovedì, in orario di ufficio, la sede di vila Lattes al numero 0444-564979.


 

IL GAZZETTINO (ROVIGO)

Papozze
Le ex scuole ...

(G.F.) Le ex scuole medie di via Bonamico a Papozze ospitano sabato, alle 15, l’annuale Interclub, riunione tra i club Acat. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione club alcolisti Bassopolesine, dal Comune e dal dipartimento per le dipendenze dell’Ulss 19 di Adria. L’Interclub rappresenta la verifica sui traguardi di sobrietà raggiunti dalle persone che frequentano i club nel territorio dell’Ulss 19. I club alcolisti in trattamento, attualmente 15, coinvolgono oltre cento persone; sono gruppi di persone e famiglie, comunità multifamiliari, che si incontrano settimanalmente, alla presenza di un operatore, per affrontare i problemi e la sofferenza collegati all’uso e alla dipendenza di alcool e droga. L’incontro sarà occasione per affrontare e discutere temi collegati alla salute. Per mantenerla non bastano cure e assistenza sanitaria adeguata e accessibile, ma occorrono anche condizioni come abitazione, reddito, istruzione, alimentazione corretta e relazioni famigliari e sociali equilibrate e soddisfacenti.

Il tema di quest’anno è "Il club degli alcolisti in trattamento quale capitale sociale" e sarà affrontato nella relazione del dottor Andrea Finessi, direttore del dipartimento per le dipendenze Ulss 19.

"Capitale sociale" è un nuovo concetto sociologico che indica le qualità delle persone che le rendonobuoni cittadini, come la fiducia negli altri, il piacere di relazionarsi, la predisposizione a occuparsi dei problemi della comunità sotto forma di partecipazione alla vita sociale. Da una ricerca nazionale effettuata emerge che la partecipazione al club migliora la qualità della vita delle persone stesse: in questo senso il club diventa un capitale sociale che merita attenzione da tutte le persone e, soprattutto, da quelle che sono impegnate a governare la salute della vita comunitaria.


 

IL GAZZETTINO (VENEZIA)

MIRANO 

In piazza Martiri fine settimana con la Festa del Volontariato

"Mirano Città solidale" torna con un programma ricco ed impostato attorno ad un tema delicato ed attuale: multiculturalità ed integrazione.La 6^ edizione della Festa del Volontariato si svolgerà, anche quest’anno, in piazza Martiri, nelle giornate di sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre."Le sfide dell’accoglienza": questo il sottotitolo scelto per la manifestazione, promossa dal Comune di Mirano in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Venezia, l’Ulss 13, l’Auser e l’Associazione La Colonna, che ha come obiettivo far conoscere ai cittadini del Comune le associazioni di volontariato presenti nel territorio, dando a queste ultime la possibilità di rendere visibili le attività che svolgono e di approfondire la conoscenza reciproca e lo scambio di esperienze. Gli appuntamenti per conoscere le associazioni miranesi e approfondire le tematiche della multiculturalità si articoleranno in due giornate.Si parte sabato 30 settembre alle 14.00 al campo comunale di calcetto (presso i campi da tennis) col torneo "Tutti i colori del goal", che vedrà impegnate sei squadre di giocatori nigeriani, marocchini e italiani, coordinate da Auser ed Educatori di strada del Comune. Per l’occasione verrà allestito un Bar Amico, dove non saranno servite bevande alcoliche. Alle 17.30 concerto in piazza Martiri con la partecipazione dei gruppi giovanili del territorio.Domenica 1 ottobre le associazioni di volontariato saranno presenti in piazza Martiri per tutta la giornata con degli stand informativi. Le bancarelle apriranno alle 9.00, in concomitanza con la partenza della tradizionale pedalata "Mirano in bici".Dalle 11.00 il centro della città sarà animato per i più piccoli dai volontari dell’associazione La Colonna. Alle 11.30 sarà la volta della sfilata delle carrozze storiche del ’700 con dame e cavalieri in costume veneziano.L’animazione in piazza riprenderà dalle 15.30 coi Cafè Sconcerto, la Banda Cittadina di Mirano, il Coro Insieme, i ragazzi del Grest di Mirano e gli sbandieratori della Compagnia Contrada della Cerva di Noale.D.T.


 

L’ADIGE

Sputi nell’acqua santa e fuoco alla Bibbia

Blitz durante la messa: tre ragazzi gettano nello sconcerto Lenzima

di DAVIDE PIVETTI Tre ragazzini terribili, e decisamente blasfemi almeno nelle intenzioni, hanno gettato nello sconcerto più assoluto tutta la piccola comunità di Lenzima, frazione montana del comune di Isera. Seguendo chissà quale copione, ubbidendo a chissà quale richiamo, sono stati autori di una incursione durante la Santa Messa di domenica mattina che in paese tutti ricorderanno a lungo. Una visita che si è conclusa con un bilancio da satanisti, senza voler abusare del termine: una Sacra Bibbia data alle fiamme, un’immagine sacra fatta a pezzi, frasi ingiuriose e bestemmie scritte nei libri della Messa trovati sui banchi della parrocchiale e per concludere in bellezza qualche sputo lanciato nell’acquasantiera e anche una busta di carta contenente escrementi animali lasciata sotto l’inginocchiatoio del confessionale. È il parroco don Diego a raccontare l’accaduto non senza emozione: «L’episodio ha davvero scosso la nostra piccola comunità - diceva ieri il sacerdote - non voglio immaginare le ragioni che possono aver spinto quei tre ragazzi ad agire in questo modo, non voglio pensare che vi sia una regìa superiore o che abbiano agito seguendo chissà quale formula rituale, ma di sicuro molti dei parrocchiani sono rimasti profondamente turbati dall’accaduto. E dobbiamo essere contenti che, per puro caso, non ci fossero bambini domenica scorsa alla celebrazione. Ma se quei tre ragazzi sono riusciti a fare tanto durante una Messa, alla presenza di adulti e celebrati, cosa avrebbero potuto fare se avessero trovato la chiesa vuota o con solo qualche anziana donna sui banchi a pregare?». Quesiti che rimbalzano anche nella testa di Adriano, il ministro straordinario che domenica scorsa stava aiutando don Diego nella celebrazione e che per primo si accorto di quanto stava accadendo: «Ho sentito quei tre ragazzi che rumoreggiavano in fondo alla chiesa. Sulle prime - racconta - non ci ho pensato ma al momento dell’eucarestia è successa una cosa strana. Uno dei tre è venuto a centro chiesa quasi volesse fare la comunione, poi è tornato sui suoi passi. Un attimo dopo aveva cambiato ancora idea e sembrava voler raggiungere l’altare. Alla fine sono andato io a vedere cosa stavano combinando quei giovani vicino al portale d’ingresso e a quel punto sono scappati via. Poi abbiamo visto le scritte sui libri, il sacchetto, gli sputi. Appena usciti abbiamo trovato l’immagine dei Sacri Martiri fatta a pezzi e buttata vicino al monumento ai Caduti. A quel punto abbiamo capito che non si trattava di semplice disturbo, e abbiamo chiamato i carabinieri. I militari sono arrivati a Lenzima in pochi minuti, come conferma don Diego: «Sì, sono rimasto sorpreso della tempestività del loro intervento. Li abbiamo chiamati e in un attimo dopo erano già in chiesa. Prima la pattuglia di Mori, poco dopo anche quella di Rovereto. E infatti i carabinieri sono riusciti a seguire le tracce dei tre ragazzi, fuggiti a bordo di altrettanti motorini. In un prato appena fuori il paese abbiamo trovato una copia della Bibbia bruciata. Poi i carabinieri sono riusciti ad intercettare i ragazzini e ad identificarli». Si tratta di tre giovanotti, tutti minorenni, residenti in zona. Ai carabinieri sono subito apparsi alterati dall’alcol, il che spiegherebbe la bravata e permetterebbe, tra l’altro, di non inquadrarla nell’assai più inquietante ottica satanista. Tutti e tre sono stati denunciati a piede libero dai militari della compagnia roveretana.


 

CORRIERE ROMAGNA

Sicurezza, coordinamento promosso

CESENATICO - “Siamo stati tutti più sicuri. Occorre continuare su questa strada”. E’ quanto ha sostenuto il sindaco di Cesenatico, Nivardo Panzavolta, a margine della conferenza stampa, indetta a Forlì dal prefetto Salvatore Montanaro per illustrare i risultati ottenuti a seguito dai rafforzati servizi di vigilanza estiva.“Ha vinto il coordinamento interforze. Si è realizzato un modello integrato e condiviso tra tutte le forze dell’ordine, le istituzioni, i Comuni e le popolazioni locali”, ha precisato il prefetto Montanaro. Un modello vincente, grazie al quale in alcuni casi è stato possibile sventare rapine. E’ stato ridotto quasi allo zero un fenomeno endemico come l’abusivismo commerciale. Sono stati segnalati e rispediti alla frontiera decine di clandestini. Si è realizzato un proficuo controllo del territorio e degli automezzi lungo le strade, specie nei fine settimana.“Oltre ad aver avuto la percezione della presenza delle forze dell’ordine, ci sono stati anche atti concreti”, ha dichiarato soddisfatto il sindaco dei Cesenatico, anche a nome dei colleghi di Gatteo, Savignano e degli assessori di Forlì e Cesena presenti. Nei primi sei mesi dell’anno, sono state commesse 17 rapine nelle banche (5 nel Forlivese e 12 nel Cesenate). In due occasioni, grazie al “piano antirapina”, gli autori sono stati sorpresi e arrestati nell’immediatezza del colpo (il più eclatante quello commesso alla filiale dell’Unicredit tra Gatteo e Cesenatico). In altri due episodi i rapinatori sono stati individuati qualche giorno dopo. Rispetto allo stesso periodo del 2004 e 2005, è pressoché invariato il numero della rapine commesse. Tuttavia sono al di sotto della media regionale ed anche nazionale.Brillanti risultati arrivano dalla lotta all’abusivismo commerciale. Dà i frutti sperati l’istituzione dello speciale gruppo interforze: 228 i sequestri operati, circa 15.400 articoli e prodotti tolti di mano agli abusivi sulle spiagge.Il potenziamento estivo (dal 15 giugno al 15 settembre) degli effettivi delle forze dell’ordine, ha fatto sì che in riviera arrivassero 196 uomini di rinforzo, oltre all’istituzione del Posto di polizia estivo di Cesenatico, al potenziamento dell’Arma dei Carabinieri (con la disponibilità di due stazioni mobili, una a Cesenatico, l’altra per il Rubicone), ai 13 militari di rinforzo alla Tenenza della guardia di finanza di Cesenatico. Da metà maggio a metà settembre i servizi effettuati su tutto il territorio della provincia sono stati 10.831 (3.275 in Riviera), le pattuglia impegnate sono state 9.432 (2.835 in Riviera, per una media di 32 al giorno).Sul fronte del contrasto all’immigrazione clandestina, sono stare 60 le espulsioni comminate, 42 gli accompagnamenti coatti alla frontiera, 14 le intimidazioni a lasciare il territorio nazionale. Per il territorio costiero il fotosegnalamento è stato eseguito direttamente della polizia municipale di Cesenatico.Atra attività potenziata - che sta particolarmente a cuore al prefetto oltre alla lotta alla criminalità predatoria (furti e scippi e truffe ai danni anziani) - è stato il controllo lungo le strade anche per prevenire del cosiddette “stragi del sabato sera”. Ebbene, i dati in questa attività di prevenzione non si discostano da quelli della scorso estate, anche se il prefetto testimonia di un aumentata soglia di attenzione degli automobilisti sui temi della sicurezza.Dal 15 giungo al 15 settembre sono state 4.426 le sanzioni elevate per l’alta velocità, 1.011 per guida senza cinture, 193 per guida in stato di ebbrezza (più 11 per uso di stupefacenti); infine 319 di casi di automobilisti con cellulare all’orecchio.Decisamente intensificati rispetto agli anni scorsi i controlli sulle strade, all’uscita da discoteche, bar e pub, 6705 le persone controllate (4.664 nell’estate 2005), 4666 i veicoli (3926 nel 2005), le infrazioni contestate sono scese tuttavia dalle 716 dell’estate 2005 alle 665 di quella 2006 (gli incidenti con feriti sono stati 50 contro i 33 di un anno fa). Oltre ai vertici provinciali dei carabinieri, della guardia di finanza, della polizia di stato, della guardia costiera di Cesenatico, della polizia municipale, all’incontro di ieri era presente il questore Calogero Germà e i rappresentati delle associazioni di categoria Confcommercio, Confesercenti, albergatori (Adac) che hanno espresso soddisfazione per i risultati raggiunti questa estate.

Antonio Lombardi


 

L’ADIGE

«Sono amareggiato, è mancato il dialogo»

L’assessore ai giovani Manzana respinge tutte le pesanti critiche

di CORONA PERER «Sono amareggiato. Ho fatto tutto quello che potevo». L’assessore Renato Manzana, che regge le politiche giovanili, è sereno all’indomani delle dichiarazioni di «Calmapiatta» che, pur affermando di non voler scendere in polemica con il Comune a pochi giorni da «Artisti in Strada», fa capire di aver avuto problemi con l’ente pubblico. Anche Manzana non vuol scendere in polemica, ma gli preme fare chiarezza. «Ho avuto anch’io le mie difficoltà per accontentarli». La giunta, in tal senso, è stata categorica: investire sì, ma per feste senza alcol. «Mi sembrava proibizionismo, così ho scelto il dialogo con i giovani delle associazioni. - spiega l’assessore - Li ho incontrati e chiesto segnali precisi. Ci siamo dati delle regole: stop agli alcolici un’ora prima della chiusura della festa, una serata alcol-free in caso di eventi su più giornate, la presenza dei volontari di "Zero Gradi" per evidenziare la pericolosità dell’alcol. Sono rimasto sulla fiducia. Ma nessuno l’ha fatto». E riferisce persino di manifestazioni che hanno giocato al rialzo sulla promessa di un aumento di contributi per le feste alcol-free. Il «Rafanass» l’avrebbe fatta ma era solo la quarta e di lunedì, chiedendo in cambio più contributi. «È stato detto di no». Che poi il «Rafanass» abbia ricevuto soldi dalla cultura è un capitolo a parte. «Questo non dipende da me, so solo che dei 30mila euro ne ho dato un terzo a "Calmapiatta"». Dunque amarezza per un lavoro che a suo dire c’è stato, eccome. «Suggerendo il dialogo con commercianti ed esercenti, promuovendo incontri con le forze dell’ordine, definendo siti, percorsi, deroghe. E poi: le casette, le attrezzature, il palco, le transenne, tutti servizi con i loro costi». Ma Manzana rilancia: «Mi chiedo se coinvolgere i giovani sia solo fare musica e concerti. E l’impegno alla vita della città?». E annuncia un bando rivolto alle scuole per promuovere la cittadinanza attiva (la delibera sarebbe imminente). Quanto al Centro Giovani, «non è vero che sono stati interpellati per formalità, il tavolo giovani ha cercato uno spazio idoneo, ma non con la formula dell’autogestione. Il Comune in quanto ente pubblico deve fare intereventi educativi. Non si può prescindere dalla presenza di personale qualificato, ma bisogna capire cosa intendono per Centro Giovani. Per me è un luogo dove i ragazzi dai 12 ai 25 anni trovano un punto di riferimento, personale che dà risposte, divertimento libero senza dover consumare, spazi per la musica, ma non un luogo per fare i mega concerti. Quelli si fanno in altri spazi». A tal proposito il Comune si sta attrezzando: la zona dell’ex-discarica dei Lavini sostituirà piazzale Degasperi. «Sto facendo quel che posso e quel che devo. Mi è stato detto che per coerenza dovrei vietare l’alcol alla festa degli alpini, ma il mio referto riguarda i giovani, non gli alpini. E io comincio da loro a svolgere le mie competenze».


 

IL MATTINO (BENEVENTO)

Chiusura dei locali il sindaco fa dietrofront

Chiusura anticipata dei locali pubblici: il sindaco Giuseppe Galasso fa dietrofront. Ieri sera in Consiglio comunale il primo cittadino ha comunicato che il provvedimento, annunciato nei giorni scorsi all’indomani della morte di Mauro Cioffi e concordato conn il prefetto nella riunione del Comitato per l’Ordine Pubblico, non ha senso. «Con la chiusura anticipata - ha spiegato - si rischia di far svuotare il capoluogo nelle ore serali, creando, peraltro, altre preoccupazioni alle famiglie per il fatto che i ragazzi si trasferirebbero altrove per divertirsi». Insomma, tutto rimane come prima, accogliendo - tra l’altro - le richieste pervenute dai banchi dell’Udeur. Nel suo intervento, che ha completato il dibattito in aula sul grave fatto di cronaca di via De Concilii, Galasso ha ribadito «la necessità di accompagnare l’azione delle forze dell’ordine, a cui diamo la massima disponibilità per ogni tipo di attività, con piani che favoriscano la comprensione del disagio sociale». Il sindaco ha annunciato solo controlli sulla vendita delle bibite in vetro nei locali pubblici, vietata dopo le 20 e su quella - pure proibita - di alcolici ai minorenni. Problemi anche per attuare l’isola pedonale nel week-end. Bisognerà adesso vedere se il Prefetto accetterà queste nuove decisione dell’amministrazione comunae: se, cioè, le riterrà in linea con quanto decisio in Comitato. Sempre ieri, l’assemblea ha votato all’unanimità un ordine del giorno nel quale (oltre ad esprimere vicinanza alla famiglia Cioffi per il grave lutto) si chiede un «rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine anche con elementi di reparti specializzati». Da segnalare, in tema di sicurezza urbana, la proposta del consigliere della Margherita Angelo Reale (sottoscritta dai colleghi di gruppo Luca Iandolo e Salvatore Cucciniello) di realizzare impianti di videosorveglianza nelle due ville comunali, dopo che si sarebbero verificati atti di teppismo nei due parchi pubblici. Oggi, la seduta consiliare proseguirà con i vari argomenti in scaletta, tra cui Ptr, nodo agevolazioni per il parcheggio dei residenti, spese per il Ferragosto, che ieri non sono stati trattati. Ci sarà spazio anche per le interrogazioni. Il capogruppo di Forza Italia, Nicola Battista, ha già anticipato apprezzamenti «per l’intervento proficuo e tempestivo dell’Asi nella zona del nucleo industriale per ripulire canali e favorire il drenaggio delle acque, evitando gravi problemi alle persone che risiedono in zona, che registrano allagamenti e notevoli difficoltà in caso di piogge abbondanti. Alla mia richiesta - ha detto Battista - l’Asi ha prontamente risposto». 


 

 

CORRIERE ADRIATICO

Partite casalinghe, protesta della Confesercenti

“Il divieto di vendita di alcolici non vale per tutti gli esercenti”

ASCOLI - Il presidente della Confesercenti, Paride Vagnoni, ha scritto una lettera al sindaco sul divieto di vendita di bevande alcoliche nei giorni in cui gioca l’Ascoli in casa. La richiesta è formulata a nome e per conto di quei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande che, pur non entusiasti delle conseguenze economiche dell’ordinanza ne condividono gli scopi di tutela dell’ordine pubblico e si sforzano di applicarla in maniera corretta.

«L’ordinanza, infatti, vieta a tutti gli esercenti (fissi ed ambulanti) ricadenti in un’ampia area limitrofa allo stadio del Duca di somministrare e vendere bevande alcoliche ed analcoliche in qualsiasi forma (in bicchiere, in bottiglia o lattina) tre ore prima dell’inizio delle partite e due ore dopo la loro conclusione. In base ad alcune segnalazioni effettuate da nostri associati ci risulta che alcuni esercenti con vari escamotages violano disinvoltamente la suddetta ordinanza fuori e dentro lo stadio. Poiché non riteniamo che il nostro compito sia quello di effettuare ispezioni e controlli sugli abusi, ci limitiamo a segnalare i fatti e ad invitarla a disporre una vigilanza più attenta e capillare sul territorio in modo da garantire a tutti gli operatori parità di condizioni di fronte alla legge. Chiediamo, infine, di conoscere come mai una nota bevanda nazionale a base di caffé contenente ben il 20% di alcol sia ammessa alla somministrazione ed alla vendita, seppur in confezioni mignon».


 

VIRGILIO NOTIZIE

CALCIO/ RISSA TRA TIFOSI WEST HAM UBRIACHI A PALERMO: 21 ARRESTI

109 supporter identificati, 6 agenti feriti

Palermo, (Apcom) - La trasferta dei tifosi inglesi a Palermo, sono arrivati in oltre 2.000, inizia con il solito copione: ubriacarsi nei pub con rissa finale. Il principale divertimento degli hooligans si è ripetuto anche ieri sera nelle strade del centro del capoluogo siciliano, scenario degli scontri è stata piazza Teatro Massimo e piazza Olivella (dove vi sono la maggior parte dei pub palermitani), dove un paio di centinaia di tifosi del West Ham ubriachi, per contrasti tra di loro, hanno fatto scoppiare una mega rissa. Il luogo era già presidiato dalla Polizia e dai Carabinieri che sono intervenuti per sedare gli scontri, arrestando 21 hooligans con l’accusa di danneggiamenti, violenza e resistenza a pubblico ufficiale e identificando 109 supporters del West Ham.

La maxi-rissa ha prodotto anche feriti e contusi sia tra gli stessi inglesi (6) che gli uomini delle forze dell’ordine (6) e una decina di cittadini palermitani che, come ogni sera, affollavano i pub.


 

LA GAZZETTA DI PARMA

Fermati mentre guidavano ubriachi: pena condonata grazie all’indulto

TRIBUNALE Fermati mentre guidavano ubriachi: pena condonata grazie all’indulto Dopo la condanna per guida in stato di ebbrezza, il 57enne salsese L. P., processato ieri a Fidenza dal giudice Alberto Amighetti ( pm Rino Massari), si è visto condonare interamente l’ammenda di 1000 euro per effetto dell’indulto.


 

IL GAZZETTINO (VICENZA)

MONTEBELLUNA

Giovane macedone scatenato

Segnalato ai carabinieri per il suo stato d’ebbrezza il diciasettenne macedone che l’altra sera ha sfondato una vetrata di un negozio danneggiando anche un’auto. Ora spetterà ai danneggiati presentare denuncia alle autorità competenti.


 

IL MESSAGGERO (ANCONA)

Picchiò vigili urbani Patteggia a tre mesi 

Ha patteggiato la sua pena a 3 mesi con la condizionale Roberto Paci, il 32 enne anconetano arrestato il 2 settembre scorso per aver picchiato violentemente quattro vigili urbani agli Archi. A far scatenare il finimondo una multa presa in precedenza. Il giovane che, alle 7 del mattino, visibilmente ubriaco, si era scagliato prima contro due agenti in servizio in zona colpendoli con pugni, calci e testate al volto, poi contro altri i due colleghi intervenuti in un secondo momento, era finito il giorno successivo in ospedale per una frattura scomposta alla mandibola. Lesione che ancora non gli consente di aprire perfettamente la bocca, tanto da costringerlo ad ingerire solo liquidi con la cannuccia, attribuita ai pugni presi dai vigili durante la colluttazione. Il legale del 32 enne, l’avvocato Giacomo Girombelli, è in attesa di poter visionare le cartelle cliniche per valutare la possibilità di sporgere querela.

L.La.


 

IL GIORNALE DI VICENZA.IT

I carabinieri della procura arrestano barista di Cornedo con locale a Monte di Malo

«Ha stuprato la cameriera»

È ai domiciliari. L’amico “dj” indagato in libertà

di Ivano Tolettini

Quando la saracinesca del bar Central Park di Monte di Malo si è abbassata, l’eccitazione del titolare Simone Sanna e del suo amico “dj” Raffaele Coppola sarebbe esplosa. In preda ai fumi dell’alcol avrebbero costretto la cameriera a fare sesso sfrenato con entrambi per una quarantina di minuti. Quando il fuoco della passione si sarebbe spento, la ragazza dell’Est era fuggita dal locale, rifugiandosi nella vicina chiesa, da dove aveva dato l’allarme all’ex convivente e più tardi era stata raggiunta da un tassista partito da Vicenza.

Ieri mattina il commerciante Simone Sanna, 37 anni, residente sulle colline di Muzzolon a Cornedo in contrada Aspromonte 1, titolare di un paio di locali, è stato arrestato per concorso in violenza sessuale dai carabinieri della procura del luogotenente Lorenzo Barichello su ordine di custodia firmato dal gip Massimo Gerace e richiesto del pm Marco Peraro. Il giudice ha collocato il barista agli arresti domiciliari.

Mentre gli investigatori notificavano l’arresto a Sanna, il quale si è dichiarato innocente, è stato convocato in procura Raffaele Coppola, 22 anni, residente a Torri di Quartesolo in via degli Ippocastani. Gli è stato consegnato un avviso a comparire nel quale è accusato di avere partecipato al “banchetto” sessuale assieme all’amico Simone. Anch’egli, con fermezza, respinge i sospetti.

La vicenda è di quelle che andranno sviscerate nel corso delle indagini perché si presta a due letture radicalmente diverse.

Da una parte c’è una ragazza che lavorava da un paio di settimane a Monte di Malo e che afferma di essere stata umiliata dai due maschi, i quali nella notte tra domenica 10 e lunedì 11 settembre avrebbero approfittato per trasformare il bar in un set da film a luci rosse. Mentre la ragazza stava facendo le pulizie il suo titolare e l’amico di questi l’avrebbero immobilizzata e sottoposta alla violenza.

La riprova, afferma l’accusa, sarebbe nel comportamento successivo della presunta vittima. In piena notte ha chiamato l’ex compagno che vive in Toscana al quale ha raccontato la traumatica esperienza. Questi ha chiamato la centrale dei taxi di Vicenza e un mezzo è partito per Monte di Malo. Il tassista ha accompagnato la ragazza nel Bolognese lungo l’A1 dove è stata presa in consegna dall’uomo che l’ha accompagnata in caserma a Piombino, in provincia di Livorno, dove ha presentato la denuncia di stupro. Una querela ritenuta attendibile. Quindi si è recata in ospedale.

La procura di Livorno ha trasmesso per competenza gli atti a Vicenza ed è partita l’attività di intercettazione telefonica dei carabinieri autorizzata dal tribunale. In questa prima fase, la ragazza e Sanna, che ha affidato la difesa all’avv. Renato Ellero, si sarebbero sentiti. Lei gli avrebbe manifestato la sua angoscia per quanto successo e lui si sarebbe come scusato, ammettendo che quella sera con Coppola avrebbero esagerato. E che l’incontro hard sarebbe stato causato dall’alcol che avevano in corpo. Non solo, i due indagati al telefono avrebbero fatto altri apprezzamenti poco eleganti sul conto della ragazza, ammettendo implicitamente che qualcosa c’è stato.

Dall’altra parte i sospettati negano con forza. Ma che motivo avrebbe avuto la cameriera di inventarsi una storia simile? Per spillare soldi, è la tesi dei due indagati, che negano ogni approccio sessuale. Nei prossimi giorni sono in programma gli interrogatori. Se ne capirà di più.


 

CORRIERE ADRIATICO

Roberta Bugarini accusata di guida in stato di ebbrezza e di offese e minacce ai carabinieri

Un processo per l’atleta-baywatch

ANCONA - Dalle piste di atletica leggera alle spiagge di Portonovo, all’aula di tribunale. Campionessa di salto in alto e baywatch da Giaccetti, Roberta Bugarini si cala - suo malgrado - anche nel ruolo di imputata in un processo che la vede accusata di guida in stato di ebbrezza e resistenza a pubblico ufficiale.

Ieri mattina a Palazzo di giustizia i due carabinieri davanti ai quali avrebbe perso le staffe, si sono costituiti parte civile tramite gli avvocati Davide Mengarelli e Cristina Stefanelli. L’hanno querelata per le parole pesanti che la giovane gli ha scaricato contro forse annebbiata dall’alcol, e che le costano un processo anche davanti al giudice di pace. Intanto però colgono subito l’occasione del procedimento aperto dal Tribunale per chiedere i danni morali per le offese e le minacce subite.

La giornata nera nell’agenda dei ricordi di Roberta Bugarini è aperta in un giorno dell’ottobre del 2003. Uno degli automobilsiti che aveva visto zigzagare pericolosamente la sua auto hanno allertato il 112. La centrale ha smistato la chiamata alla pattuglia che si trovava più vicina che non ha perso molto tempo a individuare il veicolo: sbandava in modo molto evidente. Al momento dei primi controlli Roberta ha mantenuto la calma. I carabinieri hanno subito capito dall’alito che aveva alzato troppo il gomito, sensazione confermata dall’alcol-test a qui era stata sottoposta poco dopo. Lo show poco edificante dell’atleta-bagnino è iniziato quando ha realizzato che le stavano ritirando la patente. Ha cominciato ad urlare frasi ingiuriose, e a minacciare chiamando in causa anche i familiari dei militari dell’Arma. Poi avrebbe anche sferrato un pugno a un amico che si era fermato per chiederle se avesse bisogno del suo aiuto. Testimonierà alla prossima udienza, ieri è toccato ai due carabinieri parti offese.

e.c.


 

LA PADANIA

PRESO UN EXTRACOMUNITARIO

Milano, tentata violenza sessuale in pieno centro

La vittima è stata salvata da un ispettore di polizia che lavora in un commissariato calabrese

linda landman

Tentata violenza sessuale a Milano. Non ha avuto paura di intervenire per difendere una ragazza che stava subendo molestie da parte di un ecuadoregno, un ispettore di polizia che lavora in un commissariato calabrese. L’uomo stava passeggiando in piazza Duomo, poco dopo le 22, quando ha notato una 22enne che veniva palpeggiata da un 29enne ubriaco. Il suo intervento ha scatenato la reazione dell’extracomunitario e tra i due è iniziata una rissa.

A sedare lo scontro, l’intervento di una volante della polizia. Il molestatore, Valencia Boime Jaime, operaio in regola con il permesso di soggiorno, è stato arrestato per violenza sessuale. E l’estate appena trascorsa ha regalato diversi episodi di questo genere. Due giovani francesi erano state violentate per cinque ora da due magrebini. Avevano raccontato di aver conosciuto i due in Stazione Centrale e di aver accettato un passaggio in auto dopo aver perso un treno. Dopo alcuni chilometri, vicino ad Arona (Novara), i malviventi avevano raggiunto una zona isolata e, sotto la minaccia di un coltello, le avevano costrette ad un rapporto sessuale all’interno di un casolare abbandonato. Dopo lo stupro, i due violentatori le avevano riaccompagnate a Milano lasciandole in mezzo ad una strada. Solo poche settimane fa sempre in città era stato arrestato un cittadino nordafricano con l’accusa di violenza sessuale. La donna, una milanese, era stata aggredita all’interno del palazzo dove viveva da un marocchino che le aveva dato fastidio in passato. Nel 2002 e nel 2004, infatti, la giovane aveva presentato denuncia per le molestie subite ma aveva preferito farla contro ignoti. Da tempo la ragazza teneva un comportamento prudente così come il suo fidanzato che, quando la riaccompagnava a casa, controllava che tutto fosse tranquillo. Nonostante le accortezze della coppia, il marocchino l’aveva attesa sul pianerottolo per essere sicuro che il fidanzato si fosse allontanato. L’aveva aggredita e trascinata in solaio e qui violentata. E come dimenticare l’infermiera 40enne, che alle 6 di una mattina d’agosto, mentre si stava recando alla fermata dell’autobus in viale Umbria era stata stuprata, aggredita e derubata per diverse ore da un nordafricano. Dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata e continuata anche un medico bolognese di 50 anni. L’indagine è stata condotta dai carabinieri della stazione di Medicina in provincia di Bologna, che al termine di due anni di lavoro, condotto anche con intercettazioni ambientali e numerose testimonianze, hanno convinto il pm della Procura Lorenzo Gestri a chiedere al gip Franco Raffa, che l’ha concessa, una misura cautelare interdittiva che consiste nella sospensione dell’esercizio di una funzione pubblica o di un pubblico servizio. Misura che è stata notificata al medico nella giornata di martedì. Il lavoro investigativo è cominciato nel luglio 2004 in seguito alla denuncia di una signora del posto che sporse querela nei confronti del medico perchè, per visitarla, l’aveva fatta spogliare completamente palpeggiandola sui glutei e sui fianchi. Su disposizione del magistrato, i Carabinieri hanno poi sentito altre donne tra i 18 e i 55 anni pazienti del medico che hanno confermato il suo modo poco consono di visitare. Tra l’altro, una 18enne e una 50enne hanno poi denunciato il medico. Denunce che, a quanto si è appreso, sono state confermate anche da una consulenza tecnica disposta dal pubblico ministero per accertare se effettivamente quel tipo di patologia imponeva che le pazienti venissero spogliate. Nel 2003 la Corte d’Appello di Bologna aveva già condannato il medico, sempre per violenza sessuale.


 

IL GAZZETTINO (TREVISO)

C’è un’indagine a carico di una decina tra aziende produttrici e distributrici della Marca dopo gli accertamenti dei carabinieri del Nas 

Vino "taroccato", cantine nei guai 

Il traffico illecito interessava anche l’estero: il prodotto era venduto come "doc" ma non lo era affatto

Treviso

La Procura della Repubblica di Treviso indaga, e ha chiesto ieri una rogatoria alla polizia austriaca, su una vicenda del vino da tavola venduto come doc: un nuovo capitolo che potrebbe quindi veder riaperte le indagini che vedono dieci tra legali rappresentanti e dipendenti di aziende produttrici e distributrici di vino, grappe e liquori, della Marca accusati di associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio.

Una contestazione formalizzata dai carabinieri del Nas (il gruppo antisofisticazione dell’Arma) è attualmente al vaglio della magistratura che deve accertare la sussistenza di illeciti maturati in una filiera che vedrebbe coinvolte numerose aziende vinicole della provincia. Questo il nodo centrale dell’intera storia: veder chiaro e capire a fondo il grado di coinvolgimento delle ditte trevigiane in questo traffico di vini: vittime o consenzienti? Una vicenda che lo stesso procuratore capo della Repubblica di Treviso Fojadelli definisce «fumosa» in quanto dai contorni e particolari non bene definiti nonostante le indagini siano state chiuse a fine luglio.Centinaia se non addirittura migliaia di ettolitri di vino spacciato per prodotto a denominazione di origine controllata, ma per "qualità, origine e provenienza" di essenza più ordinaria di quanto indicato nelle etichette. Nel mirino degli investigatori erano finiti produttori e distributori di tutta la provincia, legali rappresentanti e dipendenti di sei aziende vinicole comprese in una fascia che da Roncade si allunga fino a Vazzola, passando per Susegana e Cimadolmo.La denuncia dei carabinieri era arrivata dopo mesi di monitoraggi sul vino prodotto e messo in commercio, sulle etichette e le qualità dichiarate e sulla documentazione attestante l’origine e la provenienza del prodotto. Centinaia di bottiglie ora al centro di un’inchiesta della Procura che sta ancora vagliando le singole posizioni delle persone denunciate. E’ escluso comunque che dietro al presunto maxi raggiro si nascondano insidiosi retroscena: il vino smerciato e finito sotto inchiesta, infatti, non è stato comunque adulterato con sostanze pericolose o dannose per la salute.

Francesco Saccardin


 

VIRGILIO NOTIZIE

Belgio: e’ scoppiata la ’guerra della birra’

A causa di bicchieri piu’ grandi distribuiti nei pub

(ANSA) - BRUXELLES, - E’ soppiata in Belgio una vera e propria ’guerra della birra’ a causa di bicchieri piu’ grandi della media introdotti da un produttore. I gestori di pub e caffetterie si sono rivolti al tribunale contro la ’Inveb’, produttrice della ’Jupiler’, una delle pils piu’ bevute del paese, rea a loro parere di aver distribuito bicchieri di due centilitri piu’ grandi. I baristi lamentano che da ogni fusto da 50 litri di birra si ricaverebbero ora 17 bicchieri in meno.


 

LA REPUBBLICA

Usa, successo inaspettato per un’idea nata come uno scherzo Il creatore: "Era una parodia dello stereotipo dell’americano"

Turleen e Jerwayne, due supercafoni Ragazzini in delirio per le bambole trash

Lei è una cattiva ragazza incinta che fuma, beve e fa battutacce Lui, un dente di meno e canottiera, impugna sempre una lattina di birra

IN PRINCIPIO furono le Bratz, le cattive ragazze tendenza Britney Spears, bambole palpitanti e irriverenti che tre anni fa fecero impazzire le ragazzine della Mtv generation. La Barbie fu vittima di una violenta crisi depressiva, nulla potè il suo più sfarzoso abito da sposa in candido tulle contro un guardaroba pazzesco fatto di abiti trendy, accessori cool e facce da schiaffi coperte di makeup. A distanza di tre anni, la stagione è matura per il passo successivo. La coppia felice di un tempo, Barbie e Ken, si è dissolta e trasfigurata secondo la sensibilità dei tempi. E dalle sue ceneri ne è nata un’altra, ben più realistica: Turleen e Jerwayne jr, molto politicamente scorretti.
A qualche genitore faranno impressione, ma non si può non provare simpatia per una bambola bionda che sembra la Olivia Newton-John di Grease, invecchiata: bigodini in testa, capelli platino, giubbino di pelle nero, pantaloni a vita bassa e - non fanno così anche le star? - pancione bene in vista. Sorpresa: premi l’ombelico e Turleen parla. Non perle di saggezza, non a caso il nome per esteso della bambola è Trash Talkin’ Turleen. Una in dolce attesa, pancia di fuori, sigaretta fra le labbra scarlatte di rossetto, occhio assassino truccato pesantemente, che cosa potrebbe dire se non "Povera me, sono incinta... Adesso dovrò bere per due". Dove

Venerdì, 29 Settembre 2006
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