Giovedì 28 Maggio 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 25 settembre 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

 
LA REPUBBLICA

Tragico volo a 60 km dalla capitale Quito. Stavano tornando da una gita Solamente cinque i sopravvissuti. Un giornale locale: "L’autista era ubriaco" (*)

Ecuador, autobus nel burrone 47 morti, 17 sono bambini

QUITO - Un’uscita di strada, un tragico volo e poi lo schianto. Almeno 47 persone, tra le quali 17 bambini, sono morte in un incidente stradale accaduto ieri pomeriggio in Ecuador. Un autobus con 52 passeggeri a bordo è precipitato in un profondo burrone lungo una strada a 45 km a est di Quito, tra le località di Pifo e Papallacta. Secondo i soccorritori, cinque bambini sono sopravvissuti al disastro e sono stati ricoverati in ospedale in gravi condizioni.
In base alle prime ricostruzioni, l’automezzo era stato affittato per una gita in una località termale da una famiglia e da alcuni amici, che intendevano festeggiare il ritorno dalla Spagna di un membro del gruppo. Intorno alle 15, mentre stava attraversando una strada molto ripida e tortuosa in una zona battuta da forti venti, l’autista ha perso il controllo e il bus si è capovolto finendo nel dirupo. Secondo il quotidiano locale La hora, l’incidente sarebbe avvenuto perché il conducente, probabilmente ubriaco come molti degli adulti a bordo, stava viaggiando a velocità troppo elevata. Inoltre, l’automezzo avrebbe avuto una pessima carrozzeria e copertoni molto usurati.
Tutte le vittime sarebbero originarie di Sangolqui, una località non distante da Quito. Molti di loro sarebbero membri della stessa famiglia. Secondo le autorità locali, si tratta dell’incidente stradale con più vittime in Ecuador da molti anni. 

(*) Nota: coloro che apprezzano il bere considerano gli alcolici un piacere ed i danni correlati come una tollerabile contropartita. Di fronte a tragedie come queste viene da chiedersi se possa esistere, come quantità e qualità, un piacere che compensi simili sofferenze, causate dall’alcol.


IL MESSAGGERO (ANCONA)

Il sindaco che elogia la sbronza denunciato a prefetto e questore 

di LUCA GALEAZZI

CUPRAMONTANA è la patria di Bacco, un luogo «dove si viene per ubriacarsi di santa ragione senza che qualcuno si sogni di gridare al peccato o ad infrazioni a codici di legge vari»? La sagra dell’Uva l’evento durante il quale alzare il gomito è concesso senza limiti? Forse secondo il sindaco Fabio Fazi. Non per coloro che storcono la bocca di fronte a questo elogio della sbronza contenuto nell’editoriale inserito nel programma della 69° Sagra dell’Uva distribuito a tutte le famiglie nel quale il primo cittadino esorta ad abbandonarsi "senza limiti ed inibizioni" al piacere del Verdicchio. Dopo le prime reazioni negative del gruppo consiliare di opposizione CupraLiberaCupra che aveva ribattezzato Fazi "Superciuc sindaco di Bevemontana" per aver gettato esplicitamente la maschera su che cosa veramente pensasse della sagra e per aver fatto "uno spot all’ubriachezza molesta", giunge addirittura da Modena una nuova protesta contro lo scritto del sindaco. La città emiliana è infatti sede dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, una onlus attiva in tutta Italia nella prevenzione dei sinistri stradali e nella gestione delle fasi conseguenti la perdita di vite umane a seguito di incidenti stradali, con l’obiettivo, inserito a chiare lettere nello statuto, di fermare la strage stradale e dare giustizia ai superstiti. E non è un mistero che l’alcool sia una delle più frequenti cause di morti sulle strade.

L’associazione ha deciso di indirizzare una lettera al prefetto di Ancona Giovanni D’Onofrio, al Procuratore generale Gaetano Dragotto, al questore Giorgio Iacobone, nella quale si chiede quali provvedimenti si intendano adottare in merito alle enunciazioni del sindaco che, pur essendo garante e rappresentante delle istituzioni, parla di Cupramontana come «porto franco dal dovere del rispetto della legge e dei suoi limiti», e se quanto affermato non possa ritenersi istigazione a delinquere o quantomeno a disobbedire alle leggi dello Stato. La stessa missiva giungerà anche all’indirizzo postale del primo cittadino che, nella veste di ufficiale del governo, deve sovrintendere alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e deve prendere provvedimenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità’ dei cittadini. Una grana per Fazi che sostiene di aver solo tradotto in parole quello che è il vero senso e lo spirito della tradizionale festa e quello che è il pensiero sincero dei suoi concittadini, offrendo un invito goliardico alla sagra «che propone bagni di divertimento e di....vino da tracannare perché - come scrive il sindaco Fazi - qui si beve!».


IL MASSAGGERO (ABRUZZO)

Pescara
Sempre più in crescita il consumo di alcolici all’interno degli istituti. Marrone chiede l’aiuto della Finanza

Birra a scuola, allarme dei presidi 

Controlli dei vigili agli ingressi per evitare la vendita da parte degli ambulanti 

PESCARA - Altro che spinelli ed extasy. E’ la birra la vera emergenza tra i giovani che frequentano le scuole superiori. L’estate appena terminata, del resto, ha sottolineato come il fenomeno sia esteso: basta ricordarsi delle risse scoppiate sulla riviera, protagonisti proprio gli adolescenti.

Nelle scuole, nonostante il servizio bar interno alle strutture venda solo bibite analcoliche, ci pensano gli ambulanti esterni a rifornire di birra gli studenti. Ed i presidi si sono dovuti barricare. Porte chiuse, cancelli sbarrati e bidelli che controllano gli accessi per arginare gli istituti assiedati dai venditori esterni. Il primo dirigente scolastico a prendere provvedimenti è stato Eliseo Marrone, preside dell’istituto Aterno in via dei Marsi. «Il consumo di birra tra i minori, purtroppo, inizia già a 13/14 anni - spiega Marrone -. Basta vedere quello che succede negli stabilimenti balneari d’estate dove tutti i ragazzini bevono la birra sotto l’ombrellone. E’ diventato un fatto di costume». Cosa fare per arginare il fenomeno? «La vigilanza degli istituti è altissima - prosegue Marrone -. Se uno studente riesce ad uscire è un suo rischio. Il vero problema è quello del controllo del territorio».
Controllo che i vigili urbani hanno iniziato venerdì e sabato all’esterno dell’istituto Volta e di quello d’arte che è adiacente. «All’interno della scuola è proibita persino la vendita delle lattine - aggiunge il preside -. Solo bevande sfude, altrimenti i bagni erano sempre otturati. Per imboscare le lattine di birra, chi le beveva aveva pensato bene di smaltirle dentro i servizi igienici». L’altro problema è quello della responsabilità dei venditori. La legge vieta la vendita di alcolici, tra cui la birra, ai minorenni, eppure sembra che alcuni ambulanti, all’esterno delle superiori cittadine, non si facciano scrupoli. «I vigili devono controllare di più il territorio - dice Eliseo Marrone -. Ma oltre alla municipale dovrebbe scendere in campo anche la Guardia di Finanza con controlli scrupolosi e con sanzioni pesanti nei confronti di chi non rispetta la legge». (*)
E che l’alcol sia diventato un problema serio tra gli adolescenti lo confermano anche i dati del servizio di alcologia della Asl e del Sert che ormai parlano di vera e propria emergenza tra i giovani. «La lotta all’alcol noi la facciamo - conclude Marrone - ma occorre una stretta sui commercianti, da parte delle forze dell’ordine e delle associazioni di categoria, ambulanti e negozianti che fanno finta di non conoscere la legge e vendono cartoni di birra ai ragazzini».

(*) Nota: il paradosso è che, in relazione alla vendita di alcolici ai minorenni, la legge viene rispettata. I giovani che frequentano le scuole ripropongono semplicemente all’interno degli istituti scolastici i modelli di comportamento degli adulti. È un problema che non si può essere risolto all’interno delle scuole, ma che va affrontato all’esterno.


IL GAZZETTINO
AVELLINO 

Scontri tra bande giovanili, ucciso un 19enne

Napoli

Si sono incrociati per caso ed è diventata la tragica occasione per regolare futili «conti» lasciati in sospeso quella nella quale ha perso la vita Mauro Cioffi, 19 anni, figlio di un commerciante di giocattoli, ucciso da un colpo partito dalla pistola che aveva impugnato per difendersi dall’aggressione di cinque suoi coetanei.
Ad Avellino, la notte significa via De Conciliis, a meno di trecento metri dalla questura: in questa strada del centro, sulle scalinate delle storiche sedi del liceo scientifico e dell’istituto magistrale, si danno appuntamento giovani e giovanissimi e da tempo sono diventati routine quotidiana gli interventi di carabinieri e volanti della polizia per bloccare atti di vandalismo, schiamazzi e soprattutto risse tra gruppi di ragazzi, sempre più organizzati in bande, che si contendono una sorta di controllo del territorio.
A volte basta uno sguardo alla ragazza «sbagliata», il parcheggio di un motorino, un pretesto per scazzottate senza risparmio e quasi sempre sostenuto da un alto tasso alcolico. L’altra notte, intorno all’una, c’erano una trentina di ragazzi decisi a tirare tardissimo quando cinque giovani di Mercogliano, il grosso centro praticamente attaccato al capoluogo irpino, hanno notato Mauro che stava per rincasare. Lo hanno accerchiato, qualche provocazione, poi l’aggressione, tante botte, calci e pugni.
Il giovane è riuscito a divincolarsi, ha guadagnato qualche metro e dalla cintola ha tirato fuori la pistola e armato l’arma. Un attimo di smarrimento tra gli aggressori, da cui si è staccato il più giovane, un diciassettenne, che ha preso alle spalle la vittima nel tentativo di disarmarla. Nella colluttazione è partito il colpo che ha trafitto Mauro Cioffi al mento, uscendo dall’orbita dell’occhio destro. È morto sul colpo mentre i suoi aggressori, il più anziano ha 21 anni, scappavano. Non hanno fatto una grinza quando un’ora più tardi i carabinieri e gli uomini della squadra mobile li hanno arrestati, chi nella propria abitazione, chi ancora per strada a chiacchierare come se nulla fosse accaduto. Tutti sono accusati di rissa aggravata ma l’accusa, formulata dal sostituto procuratore di Avellino, Lucia Buono, potrebbe trasformarsi in omicidio quando gli investigatori avranno ricostruito tutti i tasselli della vicenda. Intanto, la pistola che impugnava Mauro Cioffi, una 7,65, è sparita. Non apparteneva al padre, come si era pensato in un primo momento. Probabilmente, Mauro l’aveva acquistata da un ricettatore. Gli investigatori stanno interrogando i trenta giovani, che conoscevano e frequentavano sia gli aggressori che la vittima, che hanno assistito alla rissa senza intervenire. Tra loro, sostengono gli investigatori, potrebbe esserci chi l’ha raccolta e nascosta mentre Mauro moriva sul marciapiede.


IL MATTINO (AVELLINO)

«Ora basta, controlli notturni sulla movida»

CINZIA PUOPOLO Un comitato per l’ordine pubblico per studiare le strategie contro la movida violenta. La richiesta avanzata dal sindaco, Giuseppe Galasso, è stata accolta immediatamente dal prefetto Ippolito. La riunione è fissata già per questa mattina. Il sindaco Galasso proporrà la chiusura anticipata dei locali pubblici. «Occorre una risposta forte - dice - siamo di fronte a una situazione gravissima rispetto alla quale bisogna intervenire immediatamente. Questa zona va presidiata perché è diventata pericolosa». La tragedia in via De Conciliis ha lasciato il primo cittadino sconcertato e pieno di rabbia. «Per la città è un fatto gravissimo - dice Galasso - è impensabile che si possa uscire a vent’anni armati di pistola per doversi difendere da qualcosa o da qualcuno. Dispiace perché, al di là di quello che è successo, che potrebbe non essere direttamente collegato con la movida, c’è uno stato tale di tensione che c’è il rischio di uscire di casa per una passeggiata tranquilla e trovarsi coinvolti in una tragedia». Per il sindaco Galasso occorre un doppio impegno: sul fronte della repressione e su quello della prevenzione. «È arrivato il momento che tutta l’area di viale Italia, via De Concliis e via Colombo venga presidiata dalle forze dell’ordine nelle ore notturne - dice - questo è l’impegno che chiederò al prefetto Ippolito. Naturalmente, anche i giovani debbono collaborare evitando abusi di alcol e stando lontani dalle sostanze stupefacenti che aumentano il rischio». Insomma, bisogna cominciare seriamente a lavorare sul terreno della prevenzione. Intanto, però, secondo il sindaco Galasso, occorre far partire subito la controffensiva delle forze dell’ordine alle notti «calde» in città. «Ormai, in ogni week end si registrano risse tra giovani davanti ai locali - dice Galasso - questa zona di notte va letteralmente presidiata dalle forze di polizia. Domani (oggi ndr) ne parlerò anche in giunta per vedere come, oltre all’impegno che assumerà il Comitato per l’Ordine Pubblico, possiamo contribuire ad arginare il fenomeno. C’è già un’ordinanza che vieta la vendita di alcolici in bicchieri di vetro e bottiglie dopo le ventidue. Io penso che dobbiamo trovare il modo di imporre la chiusura anticipata dei locali pubblici, anche quelli della tabella «C» che non hanno limiti di orario». Geppino Vetrano, presidente del Consiglio Comunale, annuncia anche la decisione di dedicare un Consiglio comunale questi temi. «Proporrò alla Conferenza dei capigruppo, già convocata per oggi - dice - di dedicare al tema della sicurezza urbana e del controllo del territorio una prossima seduta del Consiglio Comunale e di invitare al dibattito anche il Prefetto, il Questore, il Procuratore, i Comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza». Un provvedimento, questo, invocato anche dal capogruppo di An, Giovanni D’Ercole. «Da tempo chiediamo un’attenzione maggiore nella zona della movida - dice - ora, dopo questo fatto di sangue, c’è la necessità di creare un presidio fisso delle forze dell’ordine che possa fungere da deterrente e svolgere anche un’attività di prevenzione contro l’abuso di alcol e lo spaccio di droga. C’è bisogno di restituire la tranquillità ai cittadini».


IL MATTINO (AVELLINO)
L’escalation del disagio

Un giovane con un cappio ha tentato di impiccare il padre che gli rifiutava i soldi per comprare la droga. Un altro ha investito con l’auto la madre che si opponeva alla sua relazione con un trans. Un altro ancora ha picchiato a sangue la madre per 20 euro. La notte bianca si è conclusa con accoltellamenti in viale Italia tra gruppi di giovani di Avellino e di Mugnano del Cardinale. Sono gli ultimi, incredibili, episodi che hanno visto protagonisti, in dieci giorni, ragazzi irpini. È per questo che la rissa di sabato notte in via De Concilii, con un giovane di 19 anni ucciso con un colpo di pistola, va ben oltre alla questione (sicuramente grave e da affrontare al più presto) dell’ordine pubblico. C’è stata in questi ultimi anni una terribile escalation del disagio giovanile in tutta l’Irpinia. L’aumento del consumo di sostanze stupefacenti è un dato di fatto, certificato dalle continue segnalazioni che arrivano in prefettura. La vendita di alcol anche ai minorenni, in barba ai tanti divieti, è diventata una consuetudine. Nel capoluogo, poi, la situazione più assurda. Viale Italia e via De Concilii, in tutto 500 metri di asfalto, sono terra di nessuno nei fine settimana. La videsorveglianza, sbandierata come la panacea di tutti i mali, si è rivelata del tutto inutile. Controlli praticamente zero. E così un giovane di 19 anni si sente autorizzato a circolare liberamente con una pistola, gli spacciatori ad esercitare in tranquillità, i ragazzi a lanciarsi bottiglie (la cui vendita è vietata) per trascorrere la serata, bloccando il traffico in centro con auto in tripla e quadrupla fila. Il tutto senza che nessuno intervenga. Ora non si tratta di individuare un responsabile (prefetto, questore, sindaco) ma di cercare soluzioni. E non temporanee: 15 giorni di «coprifuoco» del centro e poi tutto ritorna come prima. Serve una strategia, un metodo per riportare la vivibilità in queste strade e per affrontare, in generale, la «questione giovanile». Occorre evitare che Avellino diventi come Scampia, come temono i residenti del centro città. l.v.


IL MESSAGGERO

Gli abusivi della birra per il popolo della notte 

Denunciati gli ambulanti di alcolici. Tra i loro clienti molti ragazzi che vogliono ubriacarsi prima di andare in discoteca 

Una dozzina di ambulanti che vendevano abusivamente bevande alcoliche ai giovani frequentatori dei locali notturni di Testaccio sono stati identificati e multati dai carabinieri della Compagnia Roma Centro nel corso del fine settimana. Centinaia le bottiglie di bevande alcoliche e i carrelli per l esposizione che sono stati sequestrati. «Il fenomeno aveva raggiunto ormai livelli di guardia dicono i carabinieri Si trattava per lo più di bottiglie di birra. I ragazzi in fila per entrare nelle discoteche ne acquistavano a fiumi e tra loro molti erano già su di giri. Questo creava inevitabilmente discussioni e risse con i buttafuori».
Gli ambulanti denunciati sono quasi tutti stranieri. Il consumo delle bevande alcoliche all’esterno dei locali, secondo gli uomini della compagnia Roma Centro, guidata dal maggiore Giancarlo Pintore, provocava disturbo alla quiete pubblica che i residenti della zona avevano più volte denunciato alle forze dell’ordine. Tutti gli abusivi sono stati sanzionati per violazione delle leggi amministrative in materia. «I controlli contro di loro fanno notare gli uomini dell’Arma rientrano in un più vasto servizio straordinario di sorveglianza del territorio svolto nei giorni di venerdì e sabato dai Carabinieri della Compagnia Roma Centro in particolare a Testaccio e San Saba ma anche in tutti gli altri quartieri centrali della capitale».
I militari si sono occupati di contrasto della prostituzione, controllo dei locali notturni, nonchè‚ di prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio. Con l’impiego di circa 30 uomini, 12 autoradio, sono state arrestate 15 persone, denunciate 6, controllati: 180 persone, molte delle quali pregiudicate per reati di varia natura e dedite alla prostituzione; settanta autoveicoli; sette locali notturni; elevate diverse contravvenzioni al codice della strada.


IL GAZZETTINO (TREVISO)

Gava con Zaia: «Ok al prosecco in lattina» 

Paris Hilton a Pieve di Soligo: foto, silenzio, non uno sguardo ai contestatori del Consorzio 

Alla fine la glamour girl è atterrata. In ritardo, come conviene ad ogni diva, Paris Hilton è arrivata alle 14.30 con il suo elicottero personale (più uno al seguito per il suo staff), nelle colline del Prosecco per l’atteso servizio fotografico diretto a promuovere il Rich Prosecco, lattina dorata contenente il vino emblema di questo territorio. E’atterrata nello spiazzo della cantina Colli del Soligo, che fornisce il prosecco da lattina, mentre pochi curiosi cercavano di intravedere qualcosa "appollaiati" lungo la strada. In auto è stata condotta alla Locanda da Lino, dove l’attendeva una suite privata per ristorarsi dopo la dura mattinata, che l’ha vista impegnata nel giro privato di Venezia. Abito anni ’50 a quadretti banchi e blu, cerchietto in tinta, occhialoni bianchi e naturalmente faccino imbronciato. Uno sguardo veloce ai pochi fan che la attendevano, nessuno sguardo a chi la contestava, anche questi decisamente pochi.
Un unico cartello solitario quello di Andrea Dan, dell’associazione Manuela Sicurezza Stradale, che contestava la scelta della testimonial per una bevanda alcolica, dato che la stessa solo due settimane fa sarebbe stata arrestata per guida in stato di ebbrezza. Insomma l’arrivo della bella ereditiera, che per quasi una settimana è stato argomento di discussione e di polemiche, si è rivelato un flop.
Poca gente, pochi contestatori, pochi fotografi e quei pochi hanno dovuto attendere quasi due ore per vedersi comparire davanti la Hilton due minuti. Poi muta, come già annunciato d’altronde, se ne è andata. Dietro di lei ha lasciato solo la polemica sul Prosecco in lattina, che ha diviso parte del mondo politico da quello produttivo. Se da un lato l’assessore regionale Fabio Gava, presente all’arrivo della Hilton, si schiera al fianco del vice governatore Luca Zaia per ribadire la bontà di questa iniziativa, dall’altra i produttori del Prosecco non vogliono sentir ragioni e continuano a gridare il loro sdegno.
Non ho nulla da eccepire su questa iniziativa - afferma Gava - ho bevuto una di queste lattine e devo dire che il Prosecco contenuto è decisamente buono, e in ogni caso migliore di tanti Igt in bottiglia che si trovano attualmente in commercio. Questa è un’operazione che lancia nel mondo la qualità del Prosecco: la confezione, il prezzo, tra i 3 e 4 euro a lattina, e lo stesso lancio promozionale fanno comprendere che il target di riferimento è molto alto. Sarà il modo per portare il Prosecco nel jet set internazionale, dove attualmente neanche sanno che è un vino veneto e fare conoscere anche il territorio. La prossima iniziativa della Rich sarà creare il Rich Royale, un cocktail molto conosciuto in Francia, fatto di champagne e cassis. Anche questo fa capire che la scelta del Prosecco dovrebbe essere un vanto per il nostro territorio. Per nulla convinti Gianluca Bisol, uno dei più grandi produttori della zona doc del Prosecco, e Renato Bastasin, di Unionagricoltura, che fanno notare come nel Rich Royale non venga di certo nominato lo Champagne. Non si può svendere in questo modo il nome del Prosecco - afferma Bisol - Stanno piantando centinaia di ettari di Prosecco in Moldavia e in Ungheria che daranno un vino a un costo inferiore a quello prodotto da noi. Oggi vengono qui a fare le foto, ci presentano una lattina con un vino che sicuramente ora è di qualità, ma in futuro il vino se lo andranno a prendere all’estero e lo promuoveranno con il nostro nome e le immagini del nostro territorio. Stiamo regalando l’eccellenza della nostra zona. Noi chiediamo l’impegno al mondo politico per attuare subito un tavolo di discussione per collegare il nome Prosecco a un nome di territorio più breve e efficace e ampliare la Doc riportandola a quello che era storicamente, incorporando anche l’area dei colli del Montello e di quelli Asolani. Dobbiamo affidarci a uomini di marketing che ci aiutino a tutelare il Prosecco, prendendo spunto da quello che Luca Giavi ha saputo fare con il radicchio rosso di Treviso.

Manuela Collodet


SESTOPOTERE.COM
A RIMINI XXII° RADUNO NAZIONALE ALCOLISTI ANONIMI

Rimini - Il 30 settembre prossimo a Rimini presso il Palacongressi si terrà il XXII° Raduno Nazionale di Alcolisti Anonimi che ogni anno raccoglie più di 1500 alcolisti provenienti da ogni parte.
L’evento vedrà la partecipazione di giornalisti, medici specialisti, rappresentanti della S.I.A.(Società Italiana di Alcologia), personalità religiose che porteranno il loro contributo al tema della tavola rotonda del sabato pomeriggio, il cui titolo emblematico è: “Uomini in fuga”.
L’alcolismo è una malattia che colpisce persone di ogni età, sesso, appartenenza sociale e nazionalità, ed ha incidenze gravissime in termini di costi, assenteismo, incidenti sul lavoro, come spesso rilevato dall’Istituto Superiore di Sanità.
Altrettanto devastanti sono le ripercussioni nei rapporti familiari.


WWW.BIKE-BOARD.NET

(News di un biker trovatosi al Pronto Soccorso di Oristano dopo il “Motoraduno della Vernaccia di domenica 10/9 )

Io direi che la vernaccia è pure meglio.... come ho potuto vedere ieri al pronto soccorso del San Martino di Oristano, e da quello che stava succedendo li intorno di pomeriggio....
Io credo che una manifestazione come "Il motoraduno della vernaccia" di Riola sia veramente una cosa allucinante... vediamo, dopo 3 morti e diverse decine di feriti, se anche l’anno prossimo permetteranno una cosa del genere.
Preciso che non ho nulla in contrario ai motoraduni (ne ho fatti a decine pure io), però quello di Riola secondo me è scandaloso...
Scusate lo sfogo, ma vedere tutti quegli imbecilli che mi sfrecciavano intorno in preda ai fumi dell’alcol combinandone di tutti i colori per strada, mi ha dato un po’ da riflettere... c’era gente che non era in grado di risalire in moto da quanto era stracciata fradicia...


LA REPUBBLICA

La vittima è una studentessa universitaria di 26 anni
I presunti aggressori l’avrebbero fatta bere e poi stuprata

Bologna, violentata da due amici riesce a fuggire e li fa arrestare

BOLOGNA - L’hanno fatta bere, l’hanno portata in un appartamento e poi l’hanno violentata per tre ore. La Questura di Bologna ha arrestato due studenti universitari con l’accusa di aver stuprato una 26enne bolognese nella notte tra sabato e domenica. La giovane, che conosceva i due aggressori, è riuscita a fuggire poco prima dell’alba e li ha denunciati.
Gli arrestati sono un romano di 27 anni e un cagliaritano di 20 anni. Il primo ha precedenti penali per reati collegati agli stupefacenti ed era sottoposto dal 2003 a una misura di prevenzione, una sorveglianza speciale. Secondo le prime ricostruzioni, intorno alle 23 di sabato la ragazza, anch’essa studentessa universitaria, avrebbe incontrato in centro il 27enne, che aveva frequentato alcuni mesi fa. Dopo un po’, l’uomo si è allontanato ed è tornato con l’amico 20enne, che la giovane già conosceva. I tre sono andati in un altro locale e poi hanno deciso di concludere la serata a casa del romano.
Giunti nell’appartamento, intorno alle 3, l’uomo avrebbe subito cercato un approccio sessuale. La ragazza lo ha respinto ed è nata una colluttazione. Nel frattempo, il 20enne è andato a dormire nella stanza da letto, dove sono giunti poco dopo i due e dove il padrone di casa ha abusato dell’amica. Quando lei ha cercato la fuga, l’amico è intervenuto e l’ha violentata a sua volta. La studentessa ha provato in tutti i modi a respingere gli assalti colpendo gli aggressori anche con una bottiglia trovata all’interno dell’appartamento. Solo verso le 6, è riuscita a liberarsi dai due aguzzini e a fuggire in strada, inseguita dal 20enne cagliaritano. Sanguinante, la giovane ha iniziato un violento litigio con il ragazzo e ha attirato l’attenzione di alcuni passanti, che hanno chiamato la polizia. All’arrivo degli agenti, ha raccontato tutta la vicenda. La studentessa è stata accompagnata in ospedale. I due aggressori, dopo essere stati medicati per le ferite riportate nella colluttazione con la giovane, sono stati portati in carcere. Per loro, l’accusa è di violenza sessuale di gruppo, violenza privata e lesioni personali.


IL GAZZETTINO (TREVISO)
CONEGLIANO

Arrestato per ingiurie

Un 33enne di Sacile, Massiliano De Nadai, funzionario commerciale, incensurato, è stato arrestato l’altra notte dai carabinieri di Conegliano per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. L’uomo è stato fermato, alla guida della sua auto, alle 4.30 della notte tra sabato e domenica in via Distrettuale a S. Lucia per un normale controllo. In evidente stato di ebbrezza, privo della patente, si è scagliato contro i militi, iniziando a spingerli e rivolgendo loro frasi ingiuriose.
RESANA


IL GAZZETTINO (BELLUNO)
FELTRE

Dopo una nottata trascorsa al pronto soccorso 
Dimessa la ragazzina finita in coma etilico

È stata dimessa ieri mattina dal Pronto soccorso di Feltre, la quindicenne che sabato pomeriggio era svenuta in via Valderoa, pieno centro, in preda ai fumi dell’alcool. Una sbronza che le è costata un coma etilico e la nottata nell’astanteria dell’ospedale di Feltre, tenuta sotto stretta osservazione dai medici e dai genitori che sono subito accorsi in Pronto soccorso avvertiti delle sue condizioni. La giovane si era sentita male in seguito all’abuso probabilmente di birra, attorno a lei e nelle strette vicinanze c’erano alcune bottiglie vuote. Con lei anche alcuni amici con cui era in compagnia. I primi a rendersi conto della gravità della situazione sono stati i vigili urbani che hanno visto subito le condizioni critiche della ragazzina e hanno richiesto l’intervento dell’ambulanza del Pronto Soccorso. La giovane è stata visitata dai medici e poi disintossicata dalla sbornia. Dopo una notte di riposo è stata dimessa e ricondotta a casa dai familiari. Non è la prima volta che una minore viene trovata in condizioni critiche per strada. L’ultima volta è accaduto a due ragazze, soccorse dall’ambulanza poco distante, in Piazza Isola.


IL GAZZETTINO (ROVIGO)

Ha perso il controllo della sua Opel Tigra all’uscita della ...

Ha perso il controllo della sua Opel Tigra all’uscita della rotatoria del centro commerciale "La Fattoria". La vettura è andata a schiantarsi contro il guard-rail. Erano le cinque del mattino. R.L., ventidue anni, di Rovigo, non ha riportato conseguenze sul piano fisico ma ha dovuto fare ritorno a casa a piedi. Gli agenti della Stradale, giunti sul luogo del sinistro per i rilievi, hanno sottoposto il giovane all’alcoltest. Nel sangue di R.L. è stato riscontrato un tasso alcolemico tre volte superiore ai limiti di legge. Inevitabile il ritiro della patente e la denuncia alla Procura della Repubblica per guida in stato di ebbrezza.


IL GAZZETTINO (VICENZA)
GRANCONA

Ubriaco al volante

Un’altra denuncia per guida in stato di ebbrezza. A finire nei guai l’altra notte a Grancona uno straniero, T. L., residente a Orgiano. Fermato dai carabinieri di Sossano è risultato positivo all’alcoltest.


IL GAZZETTINO (PORDENONE)
FA VIOLENZA AI CARABINIERI 

Un uomo di trentatré anni, di Sacile, Massiliano De Nadai, funzionario commerciale, incensurato, è stato arrestato l’altra notte dai carabinieri di Conegliano per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. L’uomo è stato fermato, alla guida della sua auto, alle 4.30 della notte tra sabato e domenica in via Distrettuale a Santa Lucia per un normale controllo. In evidente stato di ebbrezza, privo della patente, si è scagliato contro i militi, iniziando a spingerli e rivolgendo loro frasi ingiuriose. E’ stato arrestato e portato a Santa Bona.


IL MESSAGGERO (ANCONA)
Maxi rissa “Da Giustina”, feriti e denunce 

di LUCIA MOSCA

SIROLO - Pugni e calci al ristorante “Da Giustina”, denunciati a piede libero cinque anconetani e un lauretano. E’ successo sabato sera, poco prima della mezzanotte. La lite, poi sfociata in rissa, ha avuto inizio all’interno del locale, per poi protrarsi fuori. «Abbiamo avuto paura - commenta a freddo la titolare del ristorante, Antonella -, non siamo abituati a fatti di questo genere. La nostra clientela non è propriamente fatta di giovanissimi e l’atmosfera da noi non si fa mai tanto incandescente. E’ normale che dove ci sono i giovani ci sia anche una maggiore confusione, ma una rissa mi sembra francamente un po’ troppo». Coinvolti nell’episodio 15 ragazzi, che stavano ancora cenando quando da una delle due tavolate “avversarie” si è levata una parola di troppo. «Non ho ben capito - aggiunge Antonella - quale sia stata la causa del litigio. Sicuramente i ragazzi avevano bevuto un po’ troppo. Ed è bastato poco per farli scattare come delle molle». Dalle parole i due gruppi sono ben presto passati ai fatti. E dietro, ad incitarli, le ragazze. I titolari del ristorante hanno chiamato i carabinieri. Sul posto sono intervenuti i militari del nucleo radiomobile della compagnia di Osimo che al loro arrivo hanno trovato il gruppo intento in una discussione decisamente animata. «Se le sono date di santa ragione - conclude Antonella - . Uno di loro sembrava essere stato appena aggredito e graffiato da una tigre. Un altro, si vedeva chiaramente, aveva preso più di un pugno in testa. Fortunatamente si è risolto tutto in maniera serena. La vista delle divise ha immediatamente sedato gli animi. A far esplodere la lite sono stati i ragazzi più grandi. I più giovani, quelli di età compresa tra i 18 ed i 20 anni, li conosciamo bene. Erano stati qui altre volte e non avevano dato mai problemi. Alla fine, dopo essersi picchiati, i due gruppi si sono fatti addirittura le scuse a vicenda. Abbiamo avuto paura, non ho difficoltà ad ammetterlo. A vederli sembravano ragazzi normalissimi. Probabilmente è stato l’alcol ad esasperare la situazione».
Una volta tornata la calma, i giovani sono stati portati tutti in caserma, a Numana, dove hanno concluso la serata. Ad essere denunciati cinque anconetani - un operaio 25enne, due studenti di 25 e 26 anni e un magazziniere 26 enne - tutti di Ancona e un operaio 19enne di Loreto.


IL MESSAGGERO (FROSINONE)

L’odissea in navetta 
Bus stracolmi e senza più il biglietto unico 

di CLAUDIA IORIO

La gente ha affollato le vie di Frosinone dalle prime ore della sera per non mancare al secondo appuntamento della Notte Bianca. Una serata divertente, animata da bravi artisti (grandi applausi per la marchin’ band dei Funkoff, per gli Officina Zoè e per i Taraf d’haidouks). Fiumi di persone hanno riempito le piazze, il museo (dove sono stati presentati i nuovi opuscoli sulla storia archeologica di Frosinone) e i vicoli del centro storico. Neo della manifestazione, il quartiere Scalo: i suoi abitanti hanno disertato gli spettacoli a Piazzale Kambo per raggiungere il centro di Frosinone. Mezzo preferito alle auto per arrivare nel cuore della festa, le navette, ma non sono mancate le polemiche. Accaldati e accalcati dentro gli autobus, i passeggeri hanno reclamato “Per acquistare i biglietti – commentano le persone dentro le navette – la gente si stringe in avanti, poiché i tagliandi si vendono dentro l’autobus, non fuori, e così si creano rallentamenti. Inoltre, nel 2005, il biglietto era unico, ora si deve fare un nuovo ticket ad ogni tragitto (fra l’altro molto breve)”.Animi un po’ agitati, ma non quanto quelli delle persone coinvolte in una rissa a fine serata a Largo Turriziani, davanti a un popolo di gente annoiata dalla mancanza di spettacoli, che già intorno alle 3.30 iniziavano a scarseggiare. Attori dello scontro, due ragazzi e due poliziotti “Una serie di provocazioni hanno scatenato il ragazzo che poi ha sferrato un pugno in pieno viso all’agente, colpito sul naso” racconta una signora che ha assistito alla scena da vicino. Intorno alle 4.30 sono arrivate 4 volanti della polizia e una dei carabinieri. Solo allora uno dei giovani è stato accompagnato via dalla polizia. A pochi metri da lì, lontano della polizia, altri ragazzi si stavano minacciando, ma anche altri insulti e discussioni animante fra ragazzi ubriachi sparsi un po’ in giro per il centro storico hanno macchiato la Notte Bianca di Frosinone.


CORRIERE ADRIATICO

Cresce l’esasperazione a Pietralacroce. Il raid teppistico all’alba: già presentate quaranta denunce
Festa al forte, danneggiate le auto dei residenti

ANCONA - Prima il volume della musica, ritenuto del tutto eccessivo. Poi l’orario di chiusura della festa, protrattasi fino all’alba. Infine, la brutta sorpresa al risveglio. Una notte d’inferno per molti residenti di Pietralacroce che ieri mattina si sono trovati le auto danneggiate da atti vandalici. Almeno una quarantina le persone che hanno presentato una denuncia per danneggiamento alla polizia e ai carabinieri e numerose le segnalazioni alla Circoscrizione per evitare che, come programmato, nel prossimo fine settimana ci sia un altro concerto. I rapporti tra i residenti e la musica dal vivo al forte Altavilla sono sempre stati molto tempestosi. I primi ritengono che il parco, così inserito a ridosso delle abitazioni, mal si presta ad ospitare manifestazioni musicali o che, se proprio debbono essere fatte, debbono avvenire con emissioni sonore e con tempi che garantiscano anche chi a Pietralacroce vive. Dall’altra parte, organizzatori che ritengono di rispettare tutte le normative e i permessi concessi che intendono aggregare larghe fasce di popolazione giovanile. Una convivenza praticamente impossibile e che, di certo, comportamenti come quelli messi in atto da alcuni teppisti, non aiuta certo a rasserenare. Basta ascoltare il racconto che fanno i residenti di alcune vie di Pietralacroce. Non sono state colpite solo le auto: danni ci sono stati anche ad alcune strutture del centro civico della Circoscrizione. Poi con una scientificità assoluta tutte le auto che erano parcheggiate sono state danneggiate: in alcuni casi sfregi sulle carrozzerie fatti con oggetti metallici; in altri casi specchietti retrovisori divelti. Inoltre, secondo alcuni testimoni, alcuni dei partecipanti alla serata hanno bivaccato tra i prati della zona mostrando segni di inequivocabile intossicazione etilica tanto che sarebbero stati soccorsi dalle ambulanze. Rabbia ed esasperazione che sono cresciuti guardando il programma della festa che promette una replica per venerdì prossimo, una eventualità che i residenti non vogliono neppure prendere in considerazione. Si sta perciò creando un comitato che, attraverso la circoscrizione, vuole chiedere al Comune di evitare di concedere il forte per manifestazioni del genere.


CORRIERE ROMAGNA
Alla guida ubriaco

Meldola - Ha seriamente danneggiato quattro vetture parcheggiate ai lati della strada prima di essere bloccato, in evidente stato d’ebbrezza, dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Meldola. Protagonista, all’alba di ieri, del singolare episodio, un 55enne residente a Rocca San Casciano che, evidentemente, non era riuscito a calibrare bene il volume di alcol ingurgitato prima di mettersi alla guida. Una volta fermato, infatti, l’uomo è stato sottoposto al test che ha evidenziato la presenza di 2,80 grammi di alcol per litro di sangue quando il limite previsto dalla legge si ferma a 0,50. Non a caso, una volta uscito dall’abitacolo, il guidatore è quasi caduto al suolo come un sacco vuoto. Per lui sequestro del mezzo e ritiro immediato del documento di guida. A segnalare la presenza di un’Honda Civic che guidava in modo molto pericoloso, e che successivamente ha urtato quattro veicoli in viale della Repubblica a Meldola, sono state alcune persone che hanno subito contattato i Carabinieri. Una Gazzella lo ha poi intercettato all’altezza della Para.


BRESCIA OGGI

Controlli della polizia stradale vicino ai caselli autostradali e alle discoteche

Abuso d’alcol, 13 patenti ritirate
Un 47enne di Provaglio trovato con valori 5 volte oltre i limiti Il permesso di guida tolto anche a tre ragazze con meno di ventidue anni

Tredici patenti di guida sono state ritirate nella notte tra sabato e domenica dagli agenti della polizia stradale per guida in stato di ebbrezza, nell’ambito dei consueti controlli effettuati ogni fine settimana. La polizia ha effettuato servizi nelle vicinanze dei caselli autostradali e delle discoteche e sulle strade a maggior scorrimento. Articolati controlli ci sono stati anche nelle vie dove statisticamente avvengono più incidenti nei fine settimana o dove la presenza di prostitute a bordo strada crea anche problemi a una ordinata circolazione.
Sono centoventidue le persone controllate che viaggiavano a bordo di 101 veicoli.
Dodici documenti di guida sono stati ritirati con conseguente denuncia penale di chi guidava e decurtazione di dieci punti, nel basso Garda. Nove maschi e tre ragazze di età inferiore ai 22 anni sono risultati alterati per il consumo d’alcol. Solo tre uomini hanno più di 32 anni.
Impegnate nella zona di Desenzano le pattuglie di Montichiari, che ha coordinato il servizio antistragi, di Brescia e Iseo. Controlli iniziati attorno alla mezzanotte e conclusi ieri alle sei. Diversi gli episodi. Un giovane automobilista fermato per guida pericolosa ha evidenziato anche un tasso alcolico al di sopra del consentito. Alle quattro del mattino una pattuglia di Chiari ha intimato l’alt ad un 47enne di Provaglio d’Iseo che percoreva pericolosamente la tangenziale sud. Stava rincasando dopo aver ecceduto con l’alcol. L’etilometro segnava il 2.59%, ben cinque volte oltre il limite. Anche per l’automobilista della Franciacorta denucia penale e sospensione della patente. Ha dovuto chiamare a casa per farsi riaccompagnare.

f.mo.


SESTOPOTERE.COM

SULLA COMPLANARE EINAUDI A 186 CHILOMETRI ORARI : MULTATO

(Sesto Potere) - Modena - Viaggiare alla velocità di 186 chilometri orari su un tratto di strada dove il limite è di 90 chilometri orari. E’ quanto ha accertato l’autovelox collocato delle pattuglie motociclistiche della Polizia Municipale di Modena sulla complanare Einaudi venerdì scorso, quattro minuti prima delle 10. Anche una Lexus è stata immortalata mentre transitava a 159 chilometri orari. Nel corso dello stesso servizio, durato un’ora e mezzo, sono state sette le sanzioni elevate per superamento del limite. A tutti i proprietari giungerà via posta una sanzione superiore i 300 euro. Nel corso dei controlli serali alla viabilità gli agenti motociclisti hanno fermato tre automobilisti italiani a cui è stata contestata la guida in stato di ebbrezza. Due si sono rifiutati di sottoporsi al test alcolometrico per cui gli è stata ritirata immediatamente la patente. Il terzo è stato accompagnato al comando ed il test ha stabilito che vi erano 2,45 grammi per alcool per litro di sangue quando il limite è di 0,5. Anche in questo caso il permesso di guida è stato ritirato (Sesto Potere)


IL TEMPO
«Notte Bianca» movimentata per gli agenti della sezione Volanti che sono stati presi a pugni e calci ...

... da un ragazzo che avevano bloccato mentre si stava autolesionando con un coltellino. È successo l’altra mattina intorno alle quattro in largo Turriziani. Una pattuglia della sezione Volanti mentre stava facendo un giro di perlustrazione, ha visto due ragazzi che si erano appartati. Uno dei due, in evidente stato di ebbrezza, si stava tagliuzzando le braccia con un coltellino. Immediati i soccorsi da parte dei poliziotti. Ma la coppia di giovani, fratelli tra loro, non hanno assolutamente gradito quel soccorso. Tanto che il più piccolo ha sferrato un pugno in pieno volto ad un poliziotto causandogli la frattura del setto nasale. L’aggressore, essendo minorenne è stato denunciato a piede libero. Il f

Martedì, 26 Settembre 2006
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