Lunedì 10 Agosto 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 14 settembre 2006

a cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

 
L’ADIGE

«Una festa senza proteste e senza alcol»

In 2.500 a piazzale Degasperi con il «Consorzio musicisti»

La città, è invero anche un po’ la cronaca, li ha quasi ignorati. Ma loro, che per contro una certa attenzione a quel che si dice sul loro conto ce l’hanno, non ci stanno a far passare sotto silenzio il successo della manifestazione organizzata in piazzale Degasperi. Un successo che non è soltanto nei numeri (si calcolano 2.500 presenze) ma è soprattutto nella totale assenze di proteste per la confusione, nel out out a tutti quelli che volevano consumare alcol, nell’ordine lasciato sul posto una volta che la festa è finita. «E’ brutto - scrive il direttivo del Consorzio Musicisti Roveretani - dover sentire parlare dei giovani e delle loro attività solo quando emergono problemi, per reali o presunti che siano. Tutti sono sempre pronti a spendere parole per fomentare polemiche o problematiche mentre quando in città avviene qualcosa che meriterebbe almeno mezza parola di riconoscimento, il silenzio cala implacabile. Questo è il caso della festa "Something To Do" (traduzione: qualcosa da fare), tenutasi a piazzale Degasperi nelle giornate di venerdì con dj set e sabato con musica dal vivo. Ci si potrebbe chiedere che cosa avrà di tanto speciale questa festa dalle altre tenute nel corso dell’anno. Di speciale ha che è stata interamente organizzata e gestita da noi ragazzi dell’associazione C.M.R. (Consorzio Musicisti Rovereto, www.cmrweb.it) che, con il prezioso aiuto dei giovani musicisti roveretani e di alcuni amici, abbiamo lavorato duramente, e gratuitamente, per montare, e in seguito smontare, tutte le strutture necessarie, come recinzioni in metallo, tendoni e strutture per i bar. Di speciale ha che le due serate hanno attirato più di duemilacinquecento giovani, sebbene sul palco non ci fossero i big del momento ma ragazzi come loro, alcuni addirittura giovanissimi e alle loro prime apparizioni in pubblico. Inoltre, visto che tanto si è parlato del problema dell’alcolismo troppo diffuso tra i giovanissimi, questa festa è stata speciale perché, sebbene fosse fornita di un servizio bar, all’interno non è stato possibile introdurre alcolici, grazie ad un efficacissimo sistema di sicurezza gestito tutta la notte dai ragazzi stessi. Evidente l’impatto di questa decisione, nessun coma etilico segnalato e pochi coloro che hanno consumato bottiglie sul perimetro della festa. Da sottolineare poi che l’intera zona è stata lasciata come era stata consegnata, cosa che non si vede fare a molte feste, e nessun vicino si è minimamente lamentato della musica che è andata avanti fino alle 2.30. Comprensibile che le attenzioni del grande pubblico fossero dedicate al bilancio della mostra che si è tenuta nel centro cittadino, ma ignorare completamente un evento che ha visto coinvolti così tanti giovani e si è svolto senza incidenti e all’insegna del divertimento è, a nostro parere, una chiara manifestazione dell’interesse che le istituzioni riservano ai giovani, futuro della città, e alle politiche che li riguardano. Cioè nessuno». D.P.


 

CORRIERE ROMAGNA

Fumo, nuovo giro di vite

SAN MARINO - Nuovo giro di vite in vista contro il fumo. Adottando l’Istanza d’Arengo, martedì sera, che chiedeva di rivedere la normativa, il Segretario alla sanità Fabio Berardi ha assicurato di volersi impegnare a fondo sul versante della lotta al fumo, e di farne da subito uno dei punti principali della sua attività. “Il disagio è tangibile - ha detto - E’ sufficiente aggirarsi tra i locali della Repubblica per rendersene conto: l’ultima significativa lamentela al riguardo è stata presentata non più tardi di dieci giorni fa presso la Segreteria alla sanità, da parte di un gruppo di frequentatori del Ritrovo dei lavoratori di Dogana”.Per la legge vigente, ossia quella del 21 novembre 1990, seguita dal decreto del gennaio 2005, a San Marino è proibito fumare in ospedale, nei centri sanitari, nelle scuole, nelle farmacie, nei mezzi di trasporto, negli ascensori, nelle palestre, nei musei, nei negozi alimentari, negli uffici in cui vi siano più persone ed una di queste lo richieda, nei bar, nei ristoranti a meno che non vi siano impianti di depurazione o siano previste zone per fumatori. Insomma, il divieto esisterebbe. Ma in Repubblica non sembra essere rispettato, non ovunque almeno.E la Segreteria ha annunciato un nuovo progetto anti fumo, che prevede una campagna mirata da estendere a tutto il territorio, la costituzione di una commissione multidisciplinare in collaborazione con l’Iss per effettuare monitoraggi sul fenomeno, l’adeguamento dell’attuale quadro normativo a quello più rigoroso e restrittivo d’Europa, e a tal proposito saranno un esempio Irlanda, Italia, Malta, Svezia, che dovrà prevedere: l’estensione a tutti i locali aperti al pubblico, compresi quelli privati, del divieto di fumo; un importante innalzamento delle sanzioni previste per i trasgressori; l’individuazione tassativa delle caratteristiche tecniche degli impianti antifumo nei locali con salette riservate ai fumatori; un’efficace e concreta parte applicativa relativa alle responsabilità, ai controlli e all’applicazione delle sanzioni. Approvata anche l’Istanza che chiedeva una campagna informativa sull’abuso di alcol tra i giovani, altro fenomeno particolarmente sentito in Repubblica. “Dal Piano sanitario - ha fatto sapere al Consiglio il Segretario Berardi - apprendiamo che purtroppo l’alcol è responsabile, anche da noi, di un numero considerevole di morti e invalidi. In particolare è provato che il rischio d’incidenti d’auto è proporzionale alla quantità d’alcol ingerita dal conducente”. Non si esclude nemmeno la possibilità di ridurre ulteriormente il limite di tasso alcolico oggi consentito, che a San Marino è dello 0,80, “tra i più alti in Europa - ha rilevato Berardi - in Italia è dello 0,50, in altri Paesi europei dello 0,20 o addirittura dello 0,00. Una riflessione su questi dati, e sull’eventualità di intervenire può essere proficua. I controlli - ha concluso - che già vengono effettuati, andranno comunque intensificati, e le sanzioni, già previste dalle norme, valutate per ottenere la maggiore efficacia dissuasiva”.


 

REDATTORE SOCIALE

MINORI

Cresce in Veneto il fenomeno delle baby gang: l’ultimo arresto ieri a Treviso

Luparelli (psicoterapeuta): ’’I ragazzi che ne fanno parte sono figli della cosiddetta media borghesia, cresciuti nella cultura del sì’’. Più colpite le province di Venezia e Padova

PADOVA - Probabilmente ci sono sempre state, ma il loro operare era più nascosto e meno monitorato. In questa estate e inizio autunno, invece, il fenomeno delle baby gang è esploso con grande violenza in Veneto. La cronaca locale di questo ultimo mese ha riportato più e più volte in primo piano questo problema, che adesso nella regione è diventato un “caso da risolvere”. aggiormente coinvolte le province di Venezia e Padova, ma casi sono registrati anche nel rodigino e nel trevigiano. L’ultima notizia è di ieri – 13 settembre – quando a Padova è stato arrestato e portato nel carcere minorile di Treviso il “baby-boss della Guizza”. Preso perché ha malmenato un “rivale in amore”, mentre sempre lo stesso ragazzo in agosto era arrivato a picchiare per avere 60 centesimi (che gli servivano a pagarsi le sigarette) e a inizio settembre aveva aggredito un operaio ventunenne procurandogli naso fratturato, volto tumefatto e quindici giorni di prognosi. Nel capoluogo lagunare, invece, l’ultimo episodio risale a fine agosto, con una nuova segnalazione – l’ennesima - e l’intervento degli agenti della Volante in piazzale Roma. I minorenni però sono riusciti a scappare. A Ferragosto a Conegliano, in provincia di Treviso, è stato preso un bambino di 11 anni: rubava in tre case. A Rovigo, infine, la Lega ha richiesto l’intervento del sindaco per frenare questo fenomeno, che ha lasciato anche in questa città il segno.

Ma chi sono, dunque, i ragazzi che compongono queste baby gang? Perché entrano nei giri di delinquenza, cosa li spinge? “Gli adolescenti sentono il bisogno di avere un gruppo – spiega lo psicoterapeuta dell’infanzia Diego Luparelli – La ricerca dell’identità passa anche attraverso l’identità del gruppo. Un gruppo che può essere di qualunque tipo, da quello parrocchiale a quello che gravita intorno alla scuola: la cosa indispensabile è che abbia regole e rituali da condividere”. Il gruppo, dunque, può essere buono, di influenza positiva, oppure cattivo e influenzare negativamente il ragazzo. “Spesso – continua Luparelli – le baby gang sono composte da bambini che fanno parte di famiglie normali, figli della cosiddetta “media borghesia”. Soprattutto nel Nord questi ragazzi hanno alle spalle famiglie senza alcun tipo di problema economico”. Tuttavia, nonostante siano benestanti, i membri della baby gang arrivano a delinquere per procurarsi altro denaro: “Questi ragazzi sono cresciuti nella cultura del “sì” e non del “no”, sono abituati ad avere tutto ciò che chiedono e se le loro richieste sono inappagabili dai genitori si arriva a delinquere”.

È difficile dire a cosa servano i soldi ottenuti dai membri della baby gang, in genere per comprare quello che non si può avere, come abiti di marca, ultime tecnologie, ma va anche ricordato che il fenomeno dell’abuso di alcol in età infantile e adolescenziale è in crescita e potrebbe essere un motivo della delinquenza”. L’età in cui in genere si formano questi gruppi è nel passaggio dalla preadolescenza all’adolescenza. Tra i 13 e i 16 anni, quando cioè la presenza del gruppo diventa fondamentale nella formazione del ragazzo. Ma esistono segnali d un possibile ingresso in un gruppo diquesto tipo? Come può un genitore o un educatore accorgersene? “Bisogna essere un po’ più genitori – conclude lo psicoterapeuta Luparelli – Se si è attenti e presenti in genere ci si può rendere conto di cosa sta succedendo. Se un figlio arriva con un paio di scarpe nuove sarebbe importante notarlo. Sarebbe un chiaro segnale”. E come far uscire il bambino dal giro? “Credo che nessuno abbia soluzioni in mano. È difficile far rientrare il ragazzo nella legalità, perché manca la cultura della pena”. (Giorgia Gay)


 

IL GAZZETTINO (PADOVA)

SPRITZ
Un nuovo piano "top secret" tra assessorato e associazioni di categoria

Tre ore di colloquio a tutto spritz, per cercare una soluzione che accontenti tutti: baristi, commercianti e residenti delle Piazze e del Ghetto e, naturalmente i consumatori: quelle migliaia di giovani che fra un paio di settimane, quando chiuderanno i chioschi lungo il Piovego, torneranno inevitabilmente a riversarsi nel cuore di Padova. Intorno allo stesso tavolo, ieri mattina, si sono incontrati l’assessore al commercio Ruggero Pieruz ed i "tecnici" di Ascom, Confesercenti e Appe. Il progetto c’è, è condiviso da tutte e tre le associazioni, e prevede anche il coinvolgimento di altri soggetti: un rappresentante degli studenti, uno della Diocesi, e di altre forze sociali.

«Il piano è tuttavia "top secret" - spiega Pieruz - perché deve ancora essere messo a punto. Verrà comunque presentato ufficialmente entro la fine del mese». Qualcosa però trapela ugualmente. Le Piazze e il Ghetto non verranno penalizzate, ma il consumo della bevanda sarà allargato ad altre aree. In questo modo, Ascom, Confesercenti ed Appe, vogliono evitare la desertificazione del centro storico e fare in modo che non si ripetano i grandi assembramenti degli anni scorsi. Le associazioni hanno inoltre chiesto a Pieruz che vengano applicate regole trasparenti ed uguali per tutti gli esercenti. Nei giorni più affollati, come il sabato sera, saranno organizzati spettacoli di vario genere in prossimità dei locali. Non mancheranno infine iniziative per sensibilizzare i giovani sui rischi che comporta l’abuso di alcolici. Il dialogo è insomma aperto, e associazioni e Comune torneranno a riunirsi anche la prossima settimana. «Non siamo contrari allo spritz - spiega Fernando Zilio, presidente dell’Ascom - ma una regolamentazione s’impone».

Intanto, i chioschi collocati provvisoriamente lungo il Piovego hanno i giorni contati. «So per certo - continua Zilio - che ad esprimere perplessità sulla loro collocazione sarebbe stato lo stesso Rettore». Quella zona ospita infatti molti istituti universitari, ed è meglio che gli studenti non cadano in tentazione.

P.G.


 

IL GAZZETTINO (ROVIGO)

Nei giorni scorsi, ubriaco, aveva causato un incidente dove era morto Luigi Nordio 

Otto mesi di reclusione per il croato Non aveva rispettato l’espulsione

Mestre

Condannato a otto mesi di reclusione li trascorrerà tutti in carcere. É questa la decisione assunta ieri mattina in Tribunale a Mestre, (giudice Sara Natto) nei confronti di Rifat Mehovic, 48 anni, croato, per violazione della legge Bossi-Fini sospendendo la condizionale della pena e applicando la misura cautelare nei suoi confronti in attesa che la sentenza diventi definitiva. Domenica notte, sulla statale Romea, a bordo della sua auto, completamente ubriaco, aveva causato un incidente mortale nel quale era rimasto vittima Luigi Nordio, 64 anni, lungo il tratto del ponte translagunare di Chioggia verso le due di notte. Nordio, a bordo della sua Volvo, insieme alla moglie Rossana Beltrame, anch’essa di 64 anni, che era rimasta ferita in modo grave. Nordio era molto conosciuto nella sua città per essere stato per molti anni alla guida della cooperativa di pesca San Marco. La vittima proveniva da una delle più importanti e storiche famiglie che operano nella pesca.

A causare quell’incidente proprio Mehovic che era finito in carcere a Padova dopo l’incidente, ma che stava per essere rimesso in libertà su decisione del Tribunale patavino fino a quando non è stato verificato che sullo stesso Mehovic vi era un provvedimento di espulsione dall’Italia che non aveva mai rispettato. Per questo Mehovic, residente a Codevigo (Pd) era stato riarrestato. Gli atti che lo riguardavano sono quindi passati dall’autorità giudiziaria di Padova a quella di Venezia, competente sul territorio in cui è avvenuto l’incidente.

I carabinieri della Compagnia di Chioggia hanno inoltre scoperto a carico del croato numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio, e l’inosservanza del provvedimento di espulsione dal Paese notificatogli il 10 gennaio scorso dalla questura di Bologna.


 

IL GAZZETTINO (BELLUNO)

PONTE NELLE ALPI L’episodio si è verificato l’altra notte in un’abitazione nella frazione di Roncan. Il feritore è accusato di lesioni volontarie 

Una coltellata all’addome, ma non per uccidere

La vittima dell’aggressione è stata medicata al pronto soccorso, ma non versa in gravi condizioni. Indagini dei carabinieri

L’alcool carbura gli animi e una discussione su una questione di donne fa perdere la testa. Ed uno accoltella l’altro.

È accaduto l’altra notte in un’abitazione nella frazione di Roncan, in Comune di Ponte nelle Alpi. Si sa come iniziano, ma sono imprevedibili nella loro conclusione situazioni come queste. Fortunatamente lo scontro notturno in tal caso non ha avuto esiti particolarmente gravi. Ma sempre di una coltellata si tratta, tale che Alain Canzian, 45 anni, che l’ha ricevuta è dovuto ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso. Per l’altro, che avrebbe messo in atto l’azione, il 38enne Francesco Melis, padrone di casa, ora ci saranno prevedibili conseguenze. Ma a quanto è dato di sapere ha scansato l’ipotesi di reato di tentato omicidio, dovendo fare però i conti con la più modesta accusa di lesioni personali volontarie.

Dunque un episodio che forse è stato determinato da un’abbondante assunzione di sostanze alcoliche. I due si trovavano in una casa in via Roncan. La discussione è venuta a vertere su una donna. Un argomento scottante quello. Scottante perchè attorno al nome di quella ragazza si era condensato del livore. Insomma una faccenda in cui la gelosia ha agito da molla determinante facendo alzare i toni. I contendenti si devono essere reciprocamente rinfacciati cose che hanno contribuito ad elevare la temperatura. Probabilmente una parola ne ha innescata un’altra e questa ha determinato l’uscita di quella che ha fatto traboccare il vaso. Sta di fatto che ad un certo punto Canzian è stato colpito all’addome.

Le cose, a quel punto, si erano messe male per davvero. L’accoltellato nel cuore della notte si è presentato al pronto soccorso del San Martino dove veniva effettivamente accertata una lesione da taglio. È stato ricoverato. Ma nulla da determinare particolari situazioni di pericolo. Frattanto dell’accaduto erano informati i carabinieri che si muovevano subito, e cercavano di appurare come erano andate le cose e come si era giunti al ferimento. Dell’episodio è stata informata l’autorità giudiziaria.Bruno De Donà


 

IL GAZZETTINO (ROVIGO)

Per evitare ...

CASTELMASSA - (L.I.) Per evitare guai con la giustizia ha sporto denuncia ai carabinieri simulando un furto ed incolpando l’amico. I carabinieri del Norm di Castelmassa hanno però verificato l’inattendibilità delle sue dichiarazioni. M.G., 28 anni, di Castelmassa, ha rimediato in questo modo una denuncia per calunnia. È una vicenda che ha dell’incredibile. Una decina di giorni fa il giovane decide di prestare il suo scooterone a O.K., ventidue anni, di nazionalità turca, domiciliato a Castelnovo Bariano. Lo straniero, già sottoposto ad un provvedimento di ritiro della patente, finisce fuori strada danneggiando seriamente il Ducati Monster. Fortunatamente nel sinistro non vengono coinvolti altri mezzi. Anche O.K. ne esce illeso. Sul posto giungono i carabinieri di Castelmassa per i rilievi di legge. Il ventiduenne è in evidente stato di alterazione alcolica. I militari lo sottopongono al test dell’etilometro. Gli viene riscontrato un tasso alcolemico quasi doppio rispetto al massimo consentito. O.K. rimedia una denuncia per guida in stato di ebbrezza e senza patente. I militari accertano inoltre che lo scooterone viaggiava sprovvisto di tagliando assicurativo. Vengono avviati accertamenti per risalire all’identità del proprietario del ciclomotore. Nel frattempo M.G. sente puzza di bruciato. Si precipita a denunciare il furto del Ducati. Accusa senza mezzi termini il ventiduenne turco. I carabinieri acquisiscono varie testimonianze tra amici e conoscenti dei due. Vengono a sapere che M.G. aveva prestato lo scooterone allo straniero. Scatta a quel punto la denuncia per calunnia.


 

IL GAZZETTINO (VICENZA)

GIARDINI SALVI

Dormiva ubriaco su una panchina, ghanese denunciato

Gli agenti della polizia locale di Vicenza lo hanno sorpreso ieri verso le 10 che dormiva su una panchina dei Giardini Salvi. L’uomo, un ghanese di 37 anni, pluripregiudicato e clandestino, in evidente stato di ubriachezza, si è anche rifiutato di fornire le proprie generalità. È stato denunciato ed espulso.


 

AFFARI ITALIANI (ONLINE)

Tifo violento

Un gruppo di ultras greci spacca la vetrina dell’Autogrill in Duomo: ferita un’israeliana

Scene di ordinario tifo violento a Milano. Un gruppo di tifosi greci ha spaccato la vetrina dell’Autogrill in Duomo, ferendo una modella israeliana e picchiando l’addetto alla sicurezza. Arrestato il capo del gruppo con le accuse di danneggiamento aggravato, lesioni, lancio di cose pericolose e resistenza a pubblico ufficiale.

L’episodio è avvenuto ieri pomeriggio, poche ore prima della partita di Champions League Milan - Aek Atene a San Siro. Intorno alle 16.30, circa trenta tifosi greci siedono ai tavolini esterni dell’Autogrill, sotto il porticato di Galleria Vittorio Emanuele, in Duomo, quando vedono l’addetto alla sicurezza senegalese invitare due tifosi a uscire dal bar perché ubriachi. La reazione dei greci è violenta: cominciano a scagliare bottiglie e sedie contro il senegalese, ancora sulla soglia dell’ingresso.

L’uomo si rifugia all’interno, quindi Eleftherios S., 20 anni, prende una sedia e la scaglia ripetutamente contro la grande vetrata dell’Autogrill, finché riesce a infrangerla. I vetri feriscono una modella israeliana che si trova all’interno, mentre i tifosi si scagliano sul senegalese armati delle gambe dei tavolini. All’arrivo della polizia il gruppo si sparpaglia. Gli agenti tentano di bloccare l’uomo che ha rotto la vetrata, ma vengono aggrediti dai suoi connazionali. Ai poliziotti resta in mano la maglietta del greco, che fugge a torso nudo con un vistoso tatuaggio a forma di ragnatela sulla spalla sinistra e una ferita alla nuca. Per evitare ulteriori disordini in Duomo, i poliziotti decidono di pedinarlo.

Gli agenti osservano il 20enne mentre si fa medicare la ferita a un presidio del 118. Due ore dopo, intorno alle 18.30, circa 300 tifosi cominciano a dirigersi verso tram e metropolitana per andare allo stadio. Il greco si muove con un gruppo di circa 100 connazionali verso i

pullman parcheggiati in piazza Cairoli.

Durante il tragitto verso il Meazza, l’uomo si toglie la benda alla testa, si fa prestare una maglietta dagli amici e si rade la barba. I poliziotti, però, non lo perdono di vista e decidono di intervenire quando il pullman si ferma alle 20 al parcheggio dello stadio. Quando raggiungono Eleftherios S., però, alcuni tifosi intervengono per proteggerlo. Non serve perché il 20enne, dopo qualche spintone, finisce in manette. Numerose le accuse a suo carico: oltre il danneggiamento aggravato, le lesioni nei confronti della modella, che ha riportato una prognosi di 10 giorni, e del senegalese, 5 giorni. Inoltre è accusato di lancio di oggetti pericolosi e resistenza a pubblico ufficiale.


 

IL MESSAGGERO (ABRUZZO)

La città violenta. Sergio Del Principe finisce in cella per resistenza e lesioni a una poliziotta e una vigilessa 

Rissa sulla riviera, coinvolte cento persone 

In manette un uomo di 49 anni, denunciati i suoi dieci amici: tutti di Pescasseroli 

Una rissa così grande non si vedeva da anni, a memoria di pescaresi doc. Al culmine della grande zuffa erano un centinaio le persone coinvolte tra picchiatori, picchiati, curiosi, vigili e polizia. Uno, al momento, è l’arrestato con l’accusa di resistenza e lesioni. Altri dieci, gli indagati.

Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe a andata così. Pomeriggio, stabilimento ”Oriente”, riviera nord. Spiaggia affollata. Un gruppo di uomini, tutti adulti, quasi tutti di Pescasseroli, viene redarguito dal bagnino: forse per l’ebbrezza dell’aria, forse per l’ebbrezza dell’alcol, (*) urlano, cantano, si muovono in modo assai scomposto e invadono gli spazi delle altre persone che si attardano a prendere gli ultimi raggi di un incantevole sole di settembre.

Il rimprovero non calma gli umori ma anzi li esaspera. Gli undici di Pescasseroli, sempre secondo la ricostruzione della Polizia, aggrediscono il bagnino. I bagnanti lo difendono.

Finisce qui? No, neanche per idea. La bolgia infernale si allarga sempre di più, di qui e di là e cammina a ritroso: dal bagnasciuga risale allo stabilimento, dallo stabilimento si trasferisce sul marciapiede e infine invade la sede stradale.

Arriva una pattuglia della Polizia Municipale. La vigilessa inquadra quello che le sembra essere il leader del gruppo. In maniera civile, in una città e in una società sempre più incivile, gli dice di fermarsi. Quello, per convincerla ancora di più che era effettivamente lui il capo della allegra comitiva, le prende la mano e gliela piega. Risultato, al Pronto Soccorso: dieci giorni di prognosi. Per la vigilessa, ovviamente.

Arriva in pochi istanti la Polizia, in forze. E il cerchio dantesco continua a crescere. Lo stesso individuo che aveva picchiato la vigilessa, avendo evidentemente un debole per le donne in divisa, torna alla carica, adocchia una poliziotta e l’aggredisce. Risultato: quindici giorni di prognosi, anche per lei.

Le pattuglie riescono, con grande impegno, a separare i litiganti e a individuare gli aggressori e gli aggrediti. Secondo la prima ricostruzione dei fatti, quelli di Pescasseroli appartengono alla categoria dei ”provocatori”, gli altri, i pescaresi, avrebbero picchiato semplicemente per difendersi. E’ una tesi ovviamente contestata dalla comitiva di Pescasseroli. Considerato che, comunque, una vigilessa e una poliziotta sono finite in ospedale la Polizia ha arrestato a tarda ora il presunto autore di queste ”gentilezze”, Sergio Del Principe, 49 anni. E’ accusato di lesioni e resistenza ma deve rispondere anche di rissa aggravata. Al momento gli altri dieci sono accusati solo di rissa. Il numero dei denunciati potrebbe crescere nei prossimi giorni.

Alla fine, tutti in Questura, per l’intera notte. E stamane, per una ricostruzione più precisa, in Questura sfileranno i testimoni.

 

(*) Nota: sarà forse che sono prevenuto verso l’alcol, ma anche in questo caso mi sembra che la colpa sia dell’alcol e non dell’aria.


 

CORRIERE ROMAGNA

Travolto e ucciso da pirata ubriaco

RIMINI - E’ stato investito sulle strisce pedonali mentre faceva ritorno in albergo. Un’ora più tardi, quando il pirata bloccato dal 113 veniva sottoposto all’etilometro risultando ubriaco fradicio, è morto all’ospedale Infermi.La vittima, un turista norvegese che domenica avrebbe dovuto far ritorno in patria si chiamava Odd Vold, aveva 73 anni. Ad ucciderlo la Golf condotta da Ahmed Jaafar, operaio marocchino classe ’62 che abita a Coriano. Con lui viaggiava un altro connazionale che è riuscito a fuggire e far perdere al momento le proprie tracce.La tragedia si è consumata a cavallo delle 22,30. Vold stava attraversando viale Regina Margherita all’altezza di viale Viareggio per raggiungere l’hotel Monica di viale Bergamo dove alloggiava con un gruppo di amici. Mentre si trovava sulle strisce pedonali è stato centrato in pieno dalla Golf arrivata zigzagando a tutta velocità: caricato sul cofano è stato trascinato per decine di metri, per poi finire sull’asfalto. Alla scena ha assistito in diretta un equipaggio dell’Ufficio prevenzione generale della Questura sul posto per un altro intervento. Gli agenti si sono fermati per prestare le prime cure, dando contemporaneamente l’allarme. Intanto Jaafar ha proseguito la sua folle corsa con 2.8 milligrammi di alcol nel sangue: praticamente era alla guida in coma etilico. Nonostante ciò, raccontano i testimoni, ha avuto la lucidità di fermarsi un attimo e far scendere dalla Golf il trasportato. Quindi ha imboccato contromano viale Tirrenia; qui la sua corsa è finita contro la recinzione esterna dell’hotel Touring dove alloggiano parte dei rinforzi estivi della polizia di Stato che scesi in strada hanno collaborato con i colleghi a bloccarlo. Intanto all’Infermi i medici cercavano di fare il possibile per salvare la vita al turista che aveva compiuto 73 anni lo scorso 2 settembre: arrivato a Rimini il 9, come detto, sarebbe dovuto ripartire per Andalsnes città di residenza, domenica prossima. Purtroppo tutti gli sforzi si sono rivelati vani. Ahmed Jaafar è stato arrestato con l’accusa di omicido colposo, omissione di soccorso, guida in stato di ebbrezza.Un tratto di strada maledetto quello si è consumato il dramma del turista norvegese. A un centinaio di metri, domenica 28 agosto 2005, aveva trovato la morte Maria Covarelli, 58 anni. Il corpo della turista perugina venne straziato davanti all’hotel Auriga dalla’Aprilia 125 presa in affitto da un sedicenne impegnato in una gara di velocità con un amico.

Enrico Chiavegatti


 

IL GIORNALE.IT

Pronta la vettura che non parte se il guidatore ha bevuto troppo

- di Redazione - 

da Tokyo

Il Giappone tecnologico sfida gli ubriachi al volante, con l’intento di arginare la piaga degli incidenti stradali causati dalla guida in stato di ebbrezza.

La casa automobilistica Nissan ha annunciato ieri a Tokyo un progetto per realizzare a breve autoveicoli che non possano essere messi in moto da conducenti ubriachi.

Tra le proposte allo studio dell’azienda giapponese, un sistema che funziona con lo stesso principio del «palloncino» usato dalla polizia per controllare il tasso alcolico dei guidatori: una cannuccia posta vicino al guidatore ne valuterà in tempo reale il grado di ebbrezza, e in base al risultato impedirà o meno l’accensione del motore.

Un’altra idea riguarda un meccanismo che richiede la digitazione di un codice numerico molto lungo per far partire l’auto: in caso di livello etilico superiore al consentito, hanno spiegato i tecnici, è improbabile che il guidatore eccessivamente «brillo» riesca a ricordare l’esatta sequenza del PIN.

I responsabili della Nissan hanno dichiarato che non sarà affatto complicato montare i nuovi meccanismi sulle auto già in produzione, poichè simili apparecchiature sono già in uso in altre parti del mondo, tra cui Europa e Stati Uniti.

La piaga degli incidenti stradali dovuti a stato di ebbrezza ha catalizzato fortemente l’attenzione di media e opinione pubblica in Giappone, soprattutto dopo alcuni fatti di cronaca particolarmente incresciosi avvenuti di recente. Primo fra tutti il caso che ha visto come vittime tre bambini sotto i quattro anni, rimasti uccisi in un incidente stradale causato da un autista di camion ubriaco, nella prefettura meridionale di Fukuoka.

La legislazione giapponese è estremamente severa in materia di guida in stato di ebbrezza: nel 2001 la pena massima per i responsabili degli incidenti è stata innalzata da 5 a 20 anni di detenzione.

Nonostante un netto calo dei sinistri nel 2005, che sono scesi a 707 contro i 1.191 del 2001, la tendenza per l’anno in corso sembra in peggioramento: nel semestre gennaio-luglio si sono registrati 364 casi, 13 in più dell’anno precedente.

Rispetto ai sistemi di prevenzione alla guida in stato di ebbrezza, la Saab ha già realizzato una speciale chiavetta che, dopo aver soffiato al suo interno, è in grado di indicare il tasso alcolico della persona che sta per mettersi alla guida.


 

La Nazione (Viareggio)

Ubriaco: caos nel bar

 

Il Secolo XIX

I savonesi all’Oktoberfest : «Fiumi di birra e uno spettacolo unico»

 Ubriaco al volante? Il motore non si avvia

 

Il Tirreno

ubriaco molesta gli avventori di un locale

 

Gazzetta di Parma (abbonati)

Nel Sud degli Stati Uniti l’alcol è ancora un nemico

 

Il Mattino di Padova

giovani ubriachi fanno il disastro vicino al patronato imbrattano i muri, fanno danni e bestemmiano

 

Il Giorno (Varese)

Aggredita da un polacco ubriaco, salvata dalla polizia

 

Il Piccolo di Trieste

ubriaco al pronto soccorso allontanato con foglio di via

 

Il Resto del Carlino (Imola)

Turista travolto e ucciso sulle strisce Arrestato l’investitore: era ubriaco

 

L’Eco di Bergamo

Giovani, la lotta all’alcol passa per i locali serali

 

Il Giornale di Vicenza

Dorme ubriaco denunciato un clandestino

 

Alto Adige

sequestrato un fiume di grappa illegale

 

La Stampa

Ecco i nuovi bar del centro si ripopola la Savona da bere

Conto alla rovescia per la Festa del Vino

 ora fa Roppolo apre le porte alla tre-giorni celtica

 eptember fest, sport a tutta birra : è lo slogan scelto per la festa che inizier&#2...

 

Il Denaro

Vino e sviluppo, l’Irpinia è un laboratorio

 

Il Tirreno

festa della birra sicura: niente più vandalismi

il viaggio di nugola alla scoperta del vino - sara luperini

 

Il Piccolo di Alessandria

Menù delle Pro loco alla ‘Festa del vino’

Il Tirreno

festa della birra sicura: niente più vandalismi

 

Il Piccolo di Alessandria

Menù delle Pro loco alla ‘Festa del vino’

 

L’Arena

C’è vino buono? Controlli alle cisterne

 

Il Mattino di Padova

giovani ubriachi fanno il disastro vicino al patronato imbrattano i muri, fanno danni e bestemmiano

 

Il Resto del Carlino (Ascoli)

Per quattro giorni il vino inonderà il centro storico

 

L’Eco di Bergamo

Festival rock Stand e birra per 10.000

 

Il Messaggero Veneto

sarà una npg a tutta birra

 

Il Centro

arte, sport e versi per celebrare il vino


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Venerdì, 15 Settembre 2006
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