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Rassegna stampa 05/09/2006

RASSEGNA STAMPA DEL 4 SETTEMBRE 2006

Da “Help Consumatori     del 4 settembre 2006

 

INGANNEVOLE.

Antitrust sanziona "Drive Beer"

L’Autorità ha ritenuto ingannevole il claim che pubblicizza la bevanda:

"La birra in regola con il codice della strada"

VC

 

L’Antitrust ha dichiarato ingannevole il messaggio che pubblicizza la bevanda "Drive Beer" e ha condannato la società distributrice nonché quella incaricata di pubblicizzare il prodotto al pagamento di una sanzione pecuniaria complessiva di 78.500 euro. L’Autorità è intervenuta in seguito alle segnalazioni delle associazioni AICAT (Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento) e OMNES (Osservatorio Media No Limits e Sicurezza stradale).

Secondo le associazioni il messaggio "La birra in regola con il codice della strada" costituisce un implicito incoraggiamento a bere per assomigliare a Giancarlo Fisichella, il campione che appare nello spot televisivo. Inoltre, secondo le associazioni, l’affermazione che la birra è in regola con il codice della strada e che "l’alcol è giusto", non considerano che l’alcol agisce sulle persone in modo diverso.

Come rilevato dall’Istituto Superiore di Sanità, non esistono infatti bevande alcoliche che possono vantare una generalizzata e assoluta compatibilità al codice della strada e alle quali è attribuibile una totale assenza di rischi alla guida. L’Istituto Superiore di Sanità, infatti, mette in luce come sussista un’estrema variabilità individuale, dovuta a molteplici fattori che possono influire sull’assorbimento metabolico dell’alcol, con conseguenti notevoli e significative variazioni individuali nelle concentrazioni nel sangue.

Nella sentenza, l’Antitrust, accogliendo il ricorso delle associazioni, sostiene "che i messaggi, riguardando un prodotto il cui utilizzo in determinate situazioni (alla guida) può porre in pericolo la salute e la sicurezza dei consumatori, non solo omette di avvertire adeguatamente i consumatori circa l’opportunità di astenersi dal bere mettendosi alla guida, ma, al contrario, avvalora il convincimento che il consumo del prodotto nelle quantità indicate, per la sua moderata gradazione alcolica, sia del tutto privo di conseguenze per la guida. Il messaggio, pertanto, per tali ragioni è idoneo ad indurre i consumatori a trascurare le normali regole di prudenza o vigilanza, con conseguente pericolo per la loro salute. A tale proposito si rileva, tra l’altro, che l’indicazione "bere con moderazione" riportata nei messaggi non è adeguata in quanto costituisce comunque un implicito invito a bere".


 Da “La Provincia di Como     del 4 settembre 2006

 

IL DATO

POLIZIA CONTRO GLI UBRIACHI AL VOLANTE

QUEST’ESTATE RITIRATE 2.000 PATENTI

 

ROMA

Lotta all’ubriachezza al volante: l’operazione condotta dalla Polizia stradale quest’estate ha impegnato oltre 400 pattuglie per cercare di contenere gli effetti devastanti che l’ubriachezza ha sugli automobilisti, spesso i più giovani. Il bilancio definitivo è di 14.792 conducenti controllati e sottoposti alla prova dell’etilometro, 1.575 infrazioni per guida in stato d’ebbrezza alcolica e 1.057 infrazioni per superamento dei limiti di velocità rilevate, per un totale di 5.757 infrazioni complessive; 2.086 patenti di guida e 221 carte di circolazione ritirate e 22.532 i punti decurtati dalla patente. E intanto sono stati 3.679 i biglietti omaggio per l’ingresso in discoteca distribuiti agli automobilisti risultati negativi alla prova dell’etilometro dalla Polizia Stradale nell’ambito della campagna «Guido con Prudenza - Zero alcol tutta vita» che quest’anno ha interessato, dal 14 luglio e per sei weekend, venti delle discoteche più alla moda tra i giovani. La campagna, realizzata dalla Polizia di Stato insieme alla Fondazione Ania per la sicurezza stradale e al Silb, l’associazione degli imprenditori dei locali da ballo, per favorire comportamenti più corretti alla guida da parte dei giovani all’uscita dalle discoteche, è sbarcata per la prima volta in Sardegna, in particolare in Costa Smeralda e Alghero dopo aver riguardato i locali del litorale di Jesolo, della Romagna, dell’Argentario, di Latina.


 

Da “Help Consumatori     del 4 settembre 2006

 

SICUREZZA STRADALE.

Oltre 30 le vittime nel week end.

Il bilancio della Polstrada

NZ

 

Sono state 31 le vittime di incidenti stradali nel weekend appena concluso e 31 gli incidenti mortali. Un dato, secondo la Polstrada, in diminuzione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando hanno perso la vita 35 persone in 32 incidenti mortali. Secondo i dati di Polizia stradale e carabinieri, Nell’ultimo fine settimana, in considerazione dell’aumento delle auto in viaggio per il rientro dalle vacanze, Polizia Stradale e Arma dei Carabinieri hanno potenziato i controlli impegnando 32.264 pattuglie, che hanno fatto 22.147 multe, con 29.050 punti tagliati e 915 patenti di guida e 992 carte di circolazione ritirate.


 

 Da “Sesto Potere”   del 4 settembre 2006

 

INCIDENTI STRADALI
41,9% DELLE VITTIME VIAGGIAVA SU 2 RUOTE

 Roma - Tra i giovani minorenni in Italia si registra una diminuzione annua della mortalità, pari a meno 3,8%, inferiore a quello medio, riferito alla popolazione complessiva, pari a meno 7,3%, ed è rimasto invariato il numero dei giovani morti a bordo delle due ruote. Gli adolescenti e i giovani adulti rappresentano le fasce di età che hanno risposto meno positivamente alle misure protettive introdotte negli ultimi anni per innalzare gli standard di sicurezza, e che sono state responsabili di una significativa riduzione del numero di decessi nella popolazione generale. E infatti, secondo gli ultimi dati disponibili, in Italia sono deceduti a causa di incidenti stradali 308 minori e 28. 242 hanno riportato lesioni di diversa gravità. In particolare, quattro giovani vittime su dieci (129, pari al 41,9%) hanno perso la vita in infortuni occorsi alla guida di un veicolo a due ruote. L’evidenza empirica dei dati ufficiali è confermata e integrata dai risultati della ricerca svolta nell’ambito della quarta annualità del programma “Una nuova cultura della sicurezza stradale”, realizzato grazie alla collaborazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la casa editrice Le Monnier e il Censis, che verrà presentata in settembre, e che prevede il coinvolgimento di tutte le scuole secondarie superiori d’Italia per la somministrazione di un test di auto-valutazione ai circa 2,6 milioni di studenti, e il monitoraggio quinquennale dei comportamenti di mobilità e della cultura della sicurezza stradale di un campione rappresentativo dei giovani italiani. Il confronto con i comportamenti rilevati gli scorsi anni evidenzia: da una parte, un sensibile miglioramento in relazione ai principali comportamenti di guida a rischio, che documenta una evoluzione verso paradigmi di scurezza più efficaci; dall’altra, per alcuni comportamenti tra i più rischiosi si è verificato un regresso, ancorché contenuto, rispetto ai miglioramenti osservati lo scorso anno. In passato si era ridotto progressivamente il numero dei giovani che non indossano il casco in motorino dall’8,0% del 2003 al 3,3% nel 2004, ma nel 2005 il dato si è attestato al 3,7% a livello nazionale (mentre nel Mezzogiorno il trend è migliore, poiché i trasgressori sono passati dal 22,3% del 2003 all’8,6% del 2005. Erano diminuiti anche i ragazzi che circolano in due sul motorino, passati dal 59,6% (2003) al 52,7% (2004), ma il dato è poi risalito sensibilmente al 53,3% nel 2005 (al Sud invece si è sempre su livelli record anche se tendenzialmente migliori dall’83,5% del 2003 al 79,0% nel 2005). E questa ripresa dei comportamenti a rischio si osserva anche per quelli più pericolosi: erano diminuiti i ragazzi che percorrono un incrocio con il semaforo rosso, dal 37,3% del 2003 al 31,5% nel 2004, per poi aumentare nuovamente al 40,6% nel 2005. Pertanto il binomio adolescente-motorino sulla strada è ancora un fattore di aumento del rischio.


 Da “Salute Europa  del 4 settembre 2006

 L’epidemia di incidenti stradali

 In questi giorni di rientro dalle vacanze le cronache riportano puntualmente notizie drammatiche di incidenti stradali che avvengono su tutto il territorio nazionale. Poiché il mezzo automobilistico viene utilizzato dalla grande maggioranza di turisti, non vi è dubbio che la Medicina del Turismo che è quella parte della sanità che studia i rapporti tra il turismo e la salute dell’individuo non può trascurare un fenomeno di così ampie dimensioni e di così severo impatto sulla salute pubblica non solo per le vittime,ma anche per coloro( familiari, amici, parenti) che saranno costretti a subire il dolore legato alla perdita di vite umane o delle disabilità permanenti derivate.

Gli incidenti stradali rappresentano nel mondo una delle principali cause di morti e disabilità. Ogni anno si registrano nel mondo 1,2 milioni di morti e 50 milioni di feriti. Le proiezioni indicano che questi numeri aumenteranno del 65% nei prossimi venti anni in mancanza di una politica mondiale volta alla prevenzione. Il tributo che l’umanità sta pagando alla maggior facilità degli spostamenti e nel caso del turismo estivo alla maggior disponibilità economica delle popolazioni occidentali che si recano in vacanza è assolutamente inaccettabile considerando che l’incidente stradale è un evento prevenibile se si mette in atto una strategia articolata che coinvolga tutte le componenti del sistema ( legislazione nazionale, controlli di velocità e tasso alcolico dei guidatori, poteri locali, industria automobilistica, educazione del guidatore fin dall’età scolastica).

A livello globale sono i paesi in via di sviluppo quelli che pagano il conto maggiore in termini di vite perdute e di numero di disabili a causa dell’incremento vertiginoso di veicoli, del cattivo manto stradale, della circolazione contemporanea di auto, motocicli, biciclette, pedoni ed animali e della mancanza di una legislazione che obblighi l’uso delle cinture di sicurezza, il casco per il motociclisti e il divieto del consumo di alcool.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha da tempo raccomandato agli stati membri di dare più importanza agli aspetti sanitari del fenomeno. Sul piano della conoscenza del fenomeno a livello nazionale e a livello locale, gli incidenti stradali dovrebbero essere analizzati alla stregua di un’epidemia attraverso un meticoloso censimento degli stessi: dove avvengono, perché, chi é coinvolto, l’incidenza dei diversi fattori di rischio ( velocità, comportamento del guidatore, visibilità, caratteristiche delle strade, segnaletica stradale, ecc.) Uno degli aspetti più drammatici ed angoscianti dell’ “epidemia “ di incidenti stradali è quello che priva la società del suo futuro essendo gli adolescenti ed i giovani i gruppi più vulnerabili.

Il Ministero della Salute, specie attraverso il Centro di controllo delle malattie, e le Regioni dovrebbero monitorare il fenomeno in questi termini fornendo alla collettività e alle autorità competenti dati fondamentali per assumere decisioni motivate dalla forza dei numeri. Tra le misure utili che il Governo dovrebbe assumere vi è il maggior coinvolgimento del ministero della Salute, eventualmente l’istituzione di un ministero apposito o la creazione di un Commissario ad acta che abbia funzioni di coordinamento tra le varie competenze.


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Martedì, 05 Settembre 2006
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